“Siamo stanchi di vivere ogni giorno la precarietà.” ” Siamo quelle che non possono fare un figlio, perchè non se lo possono permettere. “Siamo quelli che la legge 30 chiama flessibili e che oggi non si vogliono piegare”.
20 ottobre, “Siamo tutti un programma!” Una manifestazione che prima ancora di invadere sabato prossimo, le strade di Roma, ha già invaso per tutta l’estate le pagine dei giornali.
Erano passati solo dieci giorni dall’approvazione del cosiddetto pacchetto welfare del 23 luglio: scalini graduali al posto dell’unico scalone per andare in pensione a 60 anni, con esenzione garantita ogni anno per 5 mila lavoratori impiegati in attività usuranti; ritocchi, ma non l’abolizione della legge Biagi; nuove risorse per il sostegno dei giovani disoccupati.
La sinistra di governo vive l’accordo come una sconfitta. “Il manifesto”, “Liberazione” e un gruppo di intellettuali fra cui Rossana Rossanda, Aldo Tortorella, Luciano Gallino, Pietro Ingrao, propongono il corteo cui aderiscono subito Rifondazione comunista e i Comunisti italiani.
Più incerti i Verdi e la Sinistra democratica di Mussi, da poco uscita dai Ds.
Sulla manifestazione si abbattono una polemica dopo l’altra. Dapprima è il deputato no global Francesco Caruso a scandalizzare con l’accusa rivolta al defunto Matrco Biagi e a Tiziano Treu: con le vostre leggi siete colpevoli delle morti sul lavoro.
Poi la critica si sivolge ai ministri della sinistra: come potete manifestare contro il governo di cui fate parte?
Ma è la Cgil di Guglielmo Epifani a denunciare i promotori del 20 ottobre, soprattutto dopo l’esito della consultazione cui partecipano cinque milioni di lavoratori e pensionati: 81 per cento di “Sì” al protocollo sul welfare. La Fiom Cgil è isolata, a votare “No” restano solo alcune grandi fabbriche, soprattutto gli stabilimenti Fiat.
La macchina organizzativa del 20 ottobre non si ferma: 13 treni speciali, 350 pullman, una nave dalla Sardegna. Ufficialmente la manifestazione chiede il rispetto del programma dell’Unione, che prevede il superamento della legge Biagi e normative più severe per limitare i contratti a termine. Prodi sembra venirgli incontro nel consiglio dei ministri di vernerdì scorso, autorizzando una sola proroga dopo 36 mesi di contratti a tempo determinato. Ma con ciò suscita la rezione indispettita della Confindustria.
A questo punto è frattura aperta nel mondo del lavoro. I partiti della sinistra di governo si trovano davanti a un bivio: sostenere ancora Prodi o passare all’opposizione? La voce della piazza, sabato, peserà anche su questa scelta strategica.
Da “La7 L’infedele”.
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1 novembre, 2007 alle 9:34 am
Ne ho sentiti di dibattiti in tv e ho letto tanti post in internet, ma non mi pare che qualcuno abbia sollevato mai il problema dell’impossibilità di usufruire di indennità di disoccupazione da parte dei co.co.co./pro. .
Visto poi che adesso viene vantato dal governo l’aumento di questa indennità, come mai nessuno chiede: e perchè ai co.co.co./pro. non viene allargato questo aiuto nel momento della perdita del lavoro? Quando lo chiesi all’INPS mi dissero che i co.co.co./pro. non pagano il contributo relativo. Ma io lo pago volentieri, a fronte di questa garanzia, dissi: mi dica quant’e’ e pago. Non si può, mi rispose …..
Disperata per questa situazione (ero co.co.co. a produzione, senza fisso, e lo schermo del pc mi comunicava quando il mio programma di lavoro si concludeva) vidi una via di uscita rivolgendomi allo Sportello Biagi e, fortuna volle, che in quel momento stavano cercando in un Ente locale proprio una persona con la mia esperienza, molto particolare, di avvio di un nuovo servizio. Lo sportello Biagi era sperimentale e inseriva con contratti di lavoro interinali, anche nella P.A. Così, 2 o 3 mesi per volta, sono stata somministrata e lo sono ancora fino alla fine del 2007, per ben 10 volte consecutive. Ma ora non si può più, mi dice l’Ente, e mi invita a passare co.co.co., come tanti altri miei colleghi. Speravo nella finanziaria 2008, ma han tolto la possibilità che possa rientrare come somministrata in un percorso di stabilizzazione (avrei 2 anni e 7 mesi in questo Ente, e 5 mesi in altro Ente come co.co.co., se si potessero cumulare). Per me quindi si profila di nuovo il co.co.co. e tremo: perchè? Perchè adesso, come somministrata perdendo il lavoro avrei l’indennità, mentre dopo, se non potessero rinnovare il co.co.co., non avrei nessun sostegno di indennità di disoccupazione: sarebbe irrimediabilmente perso questo diritto. Allora, vi chiedo, perchè non mettiamo in luce questa situazione di disparità e ingiustizia nel non attribuire l’indennità ai co.co.co e co.co.pro? Chi rimane senza lavoro ha diritto, qualunque sia la forma contrattuale, ad un aiuto in attesa di trovare altro lavoro. Credo fosse nelle intenzioni di Biagi ….. o no?
1 novembre, 2007 alle 11:31 am
Scusami tanto cara PILLOLA, dal tuo scritto deduco che tu sia giovane. Dunque, ci racconti la tua odissea lavorativa di lavoratrice, statale mi par di capire, con tutti i problemi legati alla precarietà e concludi dicendo, praticamente, che vuoi essere garantita economicamente se perdi il tuo lavoro precario.
Scusa, visto che sei giovane, che non sei ammalata, che non hai problemi particolari, mi spieghi perchè io dovrei pagare tante tasse per garantire a te uno stipendio anche quando non lavori ?
In Italia il lavoro non manca, lo dimostrano i milioni di stranieri che vengono qui a lavorare. Perchè invece di lamentarti non fai il lavoro di uno di questi immigrati ?
Non ti va bene quel lavoro, allora fa le valigie e va a cercartene uno migliore all’estero.
Non vuoi fare neanche quello, datti da fare, studia, impara un lavoro ed una professione che ti faccia trovare un lavoro migliore e meglio pagato.
Perchè dovrei mantenerti io o altra gente come me? Che diritto hai tu di farti mantenere se perdi il tuo lavoro di statale a tempo determinato?
Se gentilmente me lo spieghi forse sarò disponibile a fare uno sforzo e pagare qualche tassa in più, in caso contrario che ti debbo dire: cavoli tuoi.
14 novembre, 2007 alle 7:33 pm
poco sardegna in tuo blog digitando cerca… bolevo mettere questo link tu/voi guarda, grazie.
http://www.teleindipendentzia.net/art12.php
molto militare in sardegna!