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Berlusconi ha rovesciato il tavolo dell’accordo sulla legge elettorale con una telefonata alla festa di Roccaraso. Porre la condizione preliminare che il governo ritiri il “criminale” disegno di legge Gentiloni, significa una cosa sola: costringere Veltroni a dichiarare irricevibile una tale richiesta che antepone l’interesse privato del Cavaliere al negoziato politico.
Il Cavaliere avra’ fatto I suoi conti, forse ritiene di poter rimettere insieme i cocci del centrodestra solo con il collante del referendum. Fatto sta che la regola ferrea del sistema italiano da un ventennio a questa parte -all’ultimo momento i progetti bipartisan saltano per aria- per l’ennesima volta trova conferma.
Il referendum e’ ancora piu’ vicino, la vita del governo Prodi si allunga, le tentazioni proporzionaliste hanno solo rivelato la (modesta) furbizia di chi le coltivava. Resta da aspettare, mercoledi’, la sentenza di ammissibilita’ della Corte Costituzionale (incrociamo le dita). Nel frattempo torno soddisfatto da Roma dove s’e’ tenuta una riunione fruttuosa della Commissione sul Codice etico del Partito democratico. Vi raccontero’. Di certo il Pd navighera’ come un pesce nell’acqua se il referendum garantira’ all’Italia il sistema maggioritario e bipolare di cui ha bisogno.
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13 gennaio, 2008 alle 4:13 pm
ERRATA CORRIGE
” Di certo il Pd navighera’ come un pesce NELLA SPAZZATURA se …….”
Gad Lerner, “giornalista” al servizio di Prodi & Co
13 gennaio, 2008 alle 4:15 pm
Io non capisco… ci hanno fatto prendere questa schifezza del digitale terrestre per farci pagare ciò che prima vedevamo benissimo GRATIS… e qualcuno osa ancora parlare di mancato pluralismo nell’informazione? Ma siamo matti? Lo sappiamo benissimo che la tv è (quasi) tutta spazzatura politicizzata e che gli inciuci sono evidenti in maniera pluralistica. Il problema non sono le reti private (ognuno è libero di dire quello che vuole, visto che paga), ma la RAI (dove tutti paghiamo il canone per pagare gli stipendi di parenti ed amici)
13 gennaio, 2008 alle 4:16 pm
APPELLO DI PRODI AI COMPAGNI DEL BLOG
Compagni, dobbiamo essere solidali con Napoli, ognuno di voi si porti a casa almeno un sacchetto di spazzatura napoletana.
La solidarietà innanzitutto.
PS: IL COMPAGNO GAD ha già dato l’esempio portandosi Bassolino a casa sua.
13 gennaio, 2008 alle 5:06 pm
al PD e al Vater d’Italia: Ma che vi aspettavate dal datore di lavoro dello stalliere Mangano?
13 gennaio, 2008 alle 5:12 pm
La “banda dei 4″:
1)Prodi
2)Pecor-ano Sc-an(i)o
3)Basso-lino
4)Iervo-lino
13 gennaio, 2008 alle 5:24 pm
Se è veramente così, GRAZIE BERLUSCONI!
Stamattina parlavo con un segretario (PD) di un sottosegretario (PD) di Di Pietro (IdV) che mi ha annunciato trionfante:
“L’accordo c’è. Proporzionale alla tedesca con sbarramento del 5%”
Io non ho risposto, e l’ho guardato in cagnesco.
Cesare, in quanto a schifezze, questa di Napoli è una vera e propria schifezza, tutti restano in groppa e salutano “a sorate”.
Altro che solidarietà, mi schiero con Galan.
Perché agli africano vogliono insegnare a pescare ed a Bassolino, Jervolino, e compagni portano a casa il pesce?
VERGOGNA!
A Micio Miao e Gavino, tanto per rimanere all’interno del nostro piccolo mondo, hanno mandato tanta spazzatura intossicata per ringraziarli dell’appogio a Prodi; Gad, invece, se è vero quello che dici, dovrà preparare in cascina la pastiera a Bassolino ogni giorno, ché ne è tanto goloso.
13 gennaio, 2008 alle 5:40 pm
Se l’accordo prevede di accordarsi sulla legge elettorale pur di non toccare il conflitto d’interessi televisivo privato…ma che cosa c’entra l’uno con l’altro ? bohh..
13 gennaio, 2008 alle 5:44 pm
Mentre stavo scandagliando via rete il resort caraibico e la nuova bella villetta berlusconiana con vista golfo e barchetta a vela, nella curiosa speranza di trovare la tazza del cesso con con le scalette per uso nanetti…eccoti che sento il suo intervento telefonico: Raggiungeremo un eventuale accordo con la sinistra solo quando verrà cancellata la riforma Gentiloni.
Povero Veltrusconi..un’altro fallimento, in fondo quando un battocco batte a destra e a sinistra, accade che la campana a lungo andare si crepa.
Leggo che Gad è felice, lui che è uno promotori referendari e incrocia le dita in attesa del prossimo respomso della corte costituzionale. Io potrei consigliare a Gad dove mettersele quelle dita..
Tutto sta a vedere se verrà approvato e quindi votato il referendum raggiungerà il quorum e… se non lo raggiunge?
Propongo un’altra scommessa così come fanno gli scozzesi-
Vediamo se, il Partito Democratico accetta la proposta di mettere da una parte il progetto Gentiloni?
in fondo le televisioni berlusconiane, non fanno comodo a tutti così come la Mondatori per pubblicare libercoli di indubbi scrittori di destra e di sinistra??
Il vice del Pd oggi in una intervista deplora questa legge elettorale e le liste bloccate, dimenticando di dire che le liste bloccate le ha usate anche il giovinciello PD nelle primarie, che pusillanimi..
Io credo che occorra scrivere sui muri delle nostre città: Libertè Egalitè Fraternitè.
13 gennaio, 2008 alle 5:55 pm
110 ANNI DAL “J’ACCUSE” DI ZOLA.
I giornali italiani fanno largo sfoggio di recapiti email sui loro siti internet – peccato che quando si prova a contattarli per proporre loro un pezzo commemorativo sui 110 anni dal “J’accuse” di Zola, capita che a nemmeno una delle 100 email inviate a diverse redazioni faccia seguito un riscontro. E non parlo solo dei “grandi” quotidiani, ma pure di giornali e riviste più “umili”. Ovviamente non dico che mi aspettassi risposte immediate del tipo: “Oh sì, cavoli, eravamo qui tutti ad aspettarla, ci invii il suo pezzo che saremo lieti di pubblicarlo!”, ma almeno una risposta a fronte di 100 email inviate che al limite dicesse: “Spiacenti, ma non ce ne importa nulla” non mi sembra che sarebbe stata fantascienza.
Tant’è. A ogni modo, giacché il pezzo l’ho scritto affinché fosse letto, faccio che postarlo qui. Non me ne vogliate dunque (e non me ne voglia soprattutto Gad) se, per una volta, il mio commento risulterà fuori luogo e piuttosto lungo.
***
Se c’era un traditore, questi non poteva che essere un ebreo. E il traditore c’era – lo dimostrava il rinvenimento del borderau, una distinta di informazioni militari confidenziali passate ai tedeschi. E pure l’ebreo c’era: il capitano Dreyfus, “il primo ebreo accettato allo Stato maggiore”. Dell’arresto per spionaggio di un ufficiale dell’Esercito fu Le Figaro il primo a dare notizia. Ma è alla prima pagina del quotidiano La Libre Parole di Edouard Drumont (“Alto tradimento. Arresto dell’ufficiale ebreo A. Dreyfus”) che si deve l’apertura della campagna antisemita. Perché a fronte di un pregiudizio popolare cristallizzato da secoli ( lo stesso illuminato Voltaire concludeva la voce “Ebreo” del suo Dizionario filosofico con questa raccomandazione: “tuttavia non occorre bruciarli”) al grosso della stampa parigina venne facile e spontaneo accodarsi a Drumont e invitare i lettori al linciaggio dei francesi ebrei, “traditori per nascita” .
A porte chiuse e all’unanimità i giurati del tribunale militare decidono quindi per la degradazione del capitano Dreyfus e per il suo esilio all’Isola del Diavolo. E se alcuni (tra cui Lucien Herr della Scuola normale superiore, Émile Duclaux dell’Istituto Pasteur e Léon Blum e Jean Jaures della Revue Blanche) convinti dell’innocenza di Dreyfus reclamano la revisione del processo, la stampa antisemita risponde che la loro é “ una macchinazione per colpire l’onore dell’Esercito e dello Stato”: “gli ebrei usciranno schiacciati, annientati, destinati per secoli all’esecrazione di tutti i francesi e braccati come bestie selvatiche”, assicura Le Journal de l’Aveyron. Scoperta la vera identità del traditore – un comandante indebitato dal gioco, Ferdinand Esterházi- pure il colonnello Georges Picquart, capo dell’ufficio informazioni dello Stato Maggiore, chiede la revisione, ma subito viene allontanato in Tunisia e in seguito arrestato. Per mettere “la verità in marcia” occorre un gesto inusitato. E un romanziere di successo decide, abbracciando l’impopolarità, di accantonare momentaneamente la sua opera per gettarsi a gamba tesa nelle vicende della Cité , e di incorrere deliberatamente negli articoli della legge sulla stampa che puniscono i reati di diffamazione: è il solo modo per portare il caso Dreyfus in sede di dibattimento civile dove sarà possibile tentare di restituire i fatti alla loro trasparenza. Scrive quindi una lettera aperta al Presidente della Repubblica e la consegna alla rivista L’Aurore che la pubblica con il titolo “J’Accuse…!”: a firma di Émile Zola il 13 gennaio 1898 nasce la figura moderna dell’intellettuale, dell’“uomo di cultura che si fa uomo politico” e che mette in campo la sua autorità perché “è mio dovere parlare, non posso rendermi complice”, come scrive lo stesso Zola nella sua accusa, prima di denunciare le autorità militari per “aver sfruttato il patriottismo ai fini dell’odio e per essersi appoggiate alla stampa ignobile al fine di fuorviare l’opinione pubblica e di utilizzarla per un’impresa di morte dopo averla fatta delirare”.
Poco importa che il termine “intellettuale” venga dapprima adottato in senso dispregiativo dal critico letterario Ferdinand Brunetière per indicare quegli scrittori che tradirebbero la loro “missione” occupandosi, come Zola, di fatti estranei alla loro attività e di cui non hanno conoscenza tecnica. Se per Brunetière il caso Dreyfus non appariva che come un circoscritto e “tecnico” caso di spionaggio militare, per i dreyfusardi esso già si ammantava di universalità configurandosi innanzitutto come questione di dignità umana e di tutta un’umanità violata in un uomo solo ( i dreyfusardi sempre nel gennaio del 1898 rivendicheranno con orgoglio il loro essere “intellettuali” riunendosi nella Lega dei diritti dell’Uomo). E poco importa pure che il processo contro Zola non abbia poi prodotto gli effetti desiderati e che Dreyfus verrà liberato solo in seguito ad amnistia sul finire del 1899 per essere infine riabilitato e reintegrato nell’Esercito nel 1906. Perché a distanza di centodieci anni ci resta tutta l’indignazione di quel gesto solitario e coraggioso che, nell’atto di scrivere una lettera, sfida e diffama l’opinione pubblica, per ristabilire una questione di principio e per ribellarsi con il suo “io” all’Autorità costituita quando si fa arroganza da un lato e alla “pancia” del popolo dall’altro. E di Zola ci resta pure quel “Per gli ebrei”, pubblicato su Le Figaro al montare dell’Affare Dreyfus, di cui vale la pena sottolineare alcuni passaggi: “Cosa si rimprovera agli ebrei? Taluni dicono di non poterli soffrire, di non poter dar loro la mano senza provare un brivido di ripugnanza. Allora ritorniamo alle caverne e ricominciamo la barbara guerra tra specie e specie. Lo sforzo delle civiltà è proprio quello di cancellare questo sforzo selvaggio di gettarsi sul proprio simile quando non è del tutto simile. Gli ebrei sono accusati di essere una nazione nella nazione, si sposano tra loro , conservano strettissimi legami di famiglia; mostrano, nel loro isolamento , una straordinaria forza di resistenza. Sono pratici e avveduti di natura. Ma gli ebrei sono opera nostra, sono l’opera di milleottocento anni di imbecille persecuzione. Li abbiamo rinchiusi entro quartieri infami, come lebbrosi, e ci meravigliamo che abbiano vissuto appartati. Li abbiamo schiaffeggiati, ingiuriati, colmati di ingiustizie e di violenze; niente di strano perciò se in fondo al cuore, magari inconsapevolmente, hanno conservato la speranza di una lontana rivincita. Siamo più di duecento milioni di cattolici , gli ebrei sì e no sono cinque milioni, eppure tremiamo, chiamiamo le guardie, ci mettiamo a schiamazzare di terrore come se orde di predoni si fossero abbattute sul paese. Si finisce per crearlo, un pericolo, gridando ogni mattina che esiste. A forza di mostrare al popolo uno spauracchio, si crea il mostro reale. Dobbiamo invece arricchirci delle loro qualità, poiché ne hanno. Far cessare la guerra delle razze mescolando le razze.”
Un testo vecchio più di un secolo, ma sostituiamo “ebrei” con “rom” e otteniamo il miglior intervento che – magari a seguito dei fatti di Tor di Quinto del novembre scorso – un intellettuale avrebbe potuto firmare accettando la responsabilità di sfuggire ai facili consensi per rispondere – contro ogni interesse e convenienza- al richiamo della ragione che si oppone alla pericolosa passione degli animi.
Daniele Sensi
13 gennaio, 2008 alle 6:46 pm
A Erwin:
La banda Bassotti intendi? Il mio pero’ e’ il nome di battesimo irlandese-gallese e ne ho il sangue, non so il tuo.
13 gennaio, 2008 alle 6:59 pm
Di intossicato qua ci siete solo tu e cesare de-pilato in lingus, la spazzatura più pericolosa è la demagogia con la quale state cavalcando problemi che da Rastelli a Bassolino nessuno ha ancora risolto, mi piacerebbe sapere da quali regioni venite voi due, anche se per Cesare posso pensare ad un Lazio dove Storace ha lasciato 9miliardi di euro di buco nella sanità, buco che stiamo pagando tutti noi, e non si è dimesso per questo, a me non me ne frega nulla ne di sinistra ne di destra, mi interessa che chi governa lo faccia nell’interesse di tutti, ed ancora aspetto, almeno a livello nazionale, di vederlo questo politico capace, per ora vedo solo beoti che si scontrano in tutto il paese e altri beoti che se la ridono e si dividono i gioielli di famiglia, mi sa che riinizierò a lottare per l’indipendenza da un paese cosi bieco. Il rapporto percentuale tra la mondezza Campana, che abbiamo smaltito in 4 ore, e quella che lasciano qua turisti nazionali ogni estate è di 1 a 500, quindi un’inezia in confronto alla mondezza morale che solleva l’ignoranza di chi non conosce i fatti.
13 gennaio, 2008 alle 7:38 pm
A SINISTRA LA VERITA’ E’ PRIORITARIA
Anno 2006
Porta a Porta. Dichiarazione di Romano Prodi:
” NOI NON AUMENTEREMO LE TASSE ”
Anno 2007
Il governo di ” Alì Prodà ed i 102 ladroni” introduce 69 nuove tasse.
L’unico “giornalista di sinistra” ad accorgersene è un tal GAD LERNER. che a domanda risponde:
“Non ho mai parlato di questa cosa nei miei articoli e nelle mie trasmissioni perchè E’ ETICAMENTE SCORRETTO DIRE LA VERITA’
13 gennaio, 2008 alle 7:43 pm
A SINISTRA LA VERITA’ E’ PRIORITARIA
Anno 2006
Porta a Porta. Dichiarazione di Romano Prodi:
” NOI APPLICHEREMO LA TASSA DI SUCCESSIONE SOLO PARTENDO DA PARECCHI MILIONI DI EURO”
Anno 2007
IL governo di “ALI’ PRODA’ E DEI 102 LADRONI” vara una nuova legge di successione con una franchigia fissata dalla Finanziaria 2006 a UN MILIONE di euro per gli eredi in linea retta (con aliquota al 4%) e di 100.000 euro tra fratelli (con aliquota al 6%). Per tutti gli altri casi, viene nuovamente istituita una tassa dell’8% sul valore del bene
L’unico “giornalista di sinistra” ad accorgersene è un tal GAD LERNER. che a domanda risponde:
“Non ho mai parlato di questa cosa nei miei articoli e nelle mie trasmissioni perchè E’ ETICAMENTE SCORRETTO DIRE LA VERITA’
13 gennaio, 2008 alle 7:48 pm
PRECISAZIONI PER IL MAGO GAVONE
1. A tutt’oggi non risulto intossicato né da alcool (non bevo) né da droga (non mi faccio e non sono di sinistra)
2. Non abito in Lazio, ma ho l’onore di essere nato e di risiedere nelle terre della SERENISSIMA.
3. mai stato FASCISTA né COMUNISTA, in quanto le due cose si equivalgono.
4. la mia barca ha parecchi gavoni, che io da ignorante chiamo ripostigli.
A disposizione per ulteriori ed eventuali precisazioni.
Giulio Cesare
13 gennaio, 2008 alle 8:27 pm
” Perché agli africani vogliono insegnare a pescare ed a Bassolino, Jervolino e compagni portano a casa il pesce ? ”
Non posso esimermi dal correre in aiuto al mio amico Prof. DADA&UMPA, fornendogli immantinentemente la risposta:
Gli africani non sono di sinistra e sono abituati a lavorare, Basso-Jervolino sono di sinistra e sono abituati a mangiare.
Giulio Cesare (comandante in capo della flotta di Miseno)
Prof., per cortesia, non permetta al Mago Gavone che non ne indovina una di esagerare con il cannonauuuuuuuuuuuuuu.
13 gennaio, 2008 alle 8:47 pm
Lazio o Veneto….lascio ulteriori commenti ad altri, non spreco altro tempo con chi si commenta da solo.
13 gennaio, 2008 alle 8:52 pm
AUTOCOMMENTO PER GAVONE
Il tempo non si dovrebbe sprecare, ma l’amico Gavone non lo sa. Ieri giurava che non si sarebbe più rivolto a me, oggi mi chiama in causa., ora non vuole sprecare tempo. Ma questa è una dimostrazione di coerenza ed … affetto.
DADA&UMPA, metta immediatamente sotto chiave il cannonnnaauuuuu.
13 gennaio, 2008 alle 9:05 pm
In quanto a livore B.dall’Aprile 2006
non è secondo a nessuno.La foto più bella del mio file di epocali facce caimaniche,è quella di SB che accompagna (in auto presidenziale scoperta )al Quirinale il neo-Presidente Giorgio Napolitano.Secondo me è una delle foto più divertenti e piacevoli della storia italiana.Mi manca quella di Giuliano Ferrara con faccia incavolata nello stesso istante.
A proposito di facce livide devono essere stupende quelle di Cesarone ed Epil,a giudicar da quel che scrivono.
Suggerisco loro di esser meno rabbiosi e di apprezzare(parlo di monnezza,argomento a loro,a quanto capisco,assai caro)il lavoro fatto dal Governo Prodi,anzichè coltivare i pregiudizi anti Bassolino e Iervolino.
Non è detto,poi,che io sia siciliano,anche se al momento sono nell’isola.Potrei essere uno dei tanti innamorati della Trinacria.
Un consiglio,poi:guardatevi su internet l’intervista di stasera fatta da Fabio Fazio al Ministro degli Esteri Massimo D’Alema!
13 gennaio, 2008 alle 9:43 pm
Devo fare autocritica? Sono stato precipitoso, lasciandomi trascinare dall’entusiasmo? Ha ragione D’Alema nel minimizzare come semplice “gaffe” la sortita odierna del Cavaliere? La trattativa non salterà, contrariamente alle mie aspettative?
Può darsi che questo pomeriggio, scrivendo il post sulla base delle prime notizie provenienti da Roccaraso, non abbia io tenuto nel debito conto la disinvoltura con cui Berlusconi dice, precisa, smentisce. Eppure…eppure fatico tuttora a credere che l’accordo sulla legge elettorale dopodomani vada in porto al Senato. Nonostante questa sia la speranza, tra gli altri, di D’Alema.
13 gennaio, 2008 alle 9:53 pm
GAD precipitoso? Ma non scherziamo.
Gad non dice, precisa, smentisce, semplicemente sorvola, svolazza, non vede, non sente. Lui non è come Berlusconi, Gad è convinto che sia ETICAMENTE SCORRETTO DIRE LA VERITA’. Non per niente è stato chiamato a scrivere il codice etico del PD.
MICIO MAO, dagli una mano tu che sei un esperto.
13 gennaio, 2008 alle 10:34 pm
Nel perder tempo con letture insensate mi stavo per perdere il mirabile articolo di Daniele Sensi, al quale vanno i miei più vivi e convinti complimenti per la squisita esposizione e per i suoi nobilissimi contenuti, potei consigliarLe, Signor Lerner, di proporre il il Sensi Daniele nella Commissione Etica del PD? Anche come esterno al partito, nel caso non ne condividesse la causa.
13 gennaio, 2008 alle 11:35 pm
E’con gaudio ed entusiasmo che apprendo la notizia del passaggio di Giuliano Ferrara al PD,addirittura presenziando ai lavori della commissione Etica.Senza dubbio,data la sua grande esperienza in materia,e data la sua grande frequentazione con Silvio Mao(incontaminato faro di etica e moralità)sono certo che il contributo ferrariano(fra l’altro noto teologo,consigliere di papi e vescovi)sarà eccelso.Mi spiace soltanto che qualcuno mei suoi confronti possa tirar fuori i pregiudizi anticomunisti ed antistalinisti.Vedremo.Attendo l’ingresso di Cesare nel PD,fatto che ritengo imminente.
14 gennaio, 2008 alle 12:55 am
Gavino ti ringrazio tanto. E spiace che la giornata di domenica sia passata senza che nessuno (a quanto mi risulta) abbia ricordato quella data importante (o siamo solo io e te, Gavino, a ritenerla tale?). E mi spiace che pure Gad per star dietro le smentite e contro-smentite di Berlusconi non abbia – a quanto vedo- trovato il tempo di leggersi il mio “articolo”. Non perché fosse “mio”, ovvio, ma perché a 110 anni di distanza mostrava come il “J’accuse” di Zola contro l’antisemitismo valesse ancora oggi ,tutto intero, ma scagliato contro il pregiudizio verso i rom, tema a Gad caro.
14 gennaio, 2008 alle 7:33 am
Altrochè liberal-democratico,moderato…S.B. dimostra ogni volta di più che oltre ad essere un feroce anticomunista(forse addirittura più di Storace,e ci credo,sa che quelli lo rimpicciolirebbero a ciò che in fondo vale veramente,cioè zero,poco più,poco meno)è anche un pericoloso antidemocratico,e questo è molto più grave per tutti noi….non capisco come ancora non lo si metta a cuccia come meriterebbe un undicenne pestifero dopo l’ennesima “marachella”…è da quasi tre lustri che lo sopportiamo,ora basta,o fa politica,o fa televisione,entrambe non si può più sennò questo ci porta alla guerra civile,Berlusconi è un lusso che l’Italia non può più sopportare…
14 gennaio, 2008 alle 8:40 am
Grazie a te, Daniele, nuovamente, perchè tra tanti beoti che continuano a guardare il dito e non la luna, con “fuoricampo” insensati su ogni articolo postato, almeno il tuo ha dei contenuti attualissimi e per niente fuoritema. Certe dichiarazioni fatte da personalità di “peso” della nostra società (e per peso non intendo solo Ferrara) sono più destabilizzanti delle azioni di qualsiasi frangia eversiva. Quelle del Cavalier “Samoa” poi, giocate tra il sacro e il faceto con le solite smentite dei suoi che corrono solerti in suo “bonaiuto”, ma che intanto continua a dire e disdire, a fare e disfare tavoli di trattativa con l’arte maestra del ricatto sommata all’arte, questa mal-destra, di attribuire le colpe agli altri che dovrebbe aver fatto il suo tempo, altrove forse, ma non in Italia, che resta l’unico paese capace di sopportare e addirittura supportare cosi evidenti anomalie democratiche, che dimentica dall’oggi al domani malefatte e reati gravi di politici che, grazie a delle elezioni truffa, con liste bloccate, sono rimasti in parlamento dopo averci lasciato, con la legge “burlettorale” di Calderoli, un parlamento ingovernabile, buchi “rossi” astronomici nei conti pubblici e un popolo digiuno di informazione e di cultura. Si aggiunge il peggio di una sinistra, ora al governo, che sembra voler continuare a godere degli stessi privilegi e non dimostra, nei fatti, alcuna intenzione seria di risolvere nessun genere di conflitto d’interesse, anzi legittimando la indemocratica posizione di privilegio di Berlusconi trattando con lui una legge d’importanza assoluta come quella elettorale. I miei dubbi sul PD li esprimo da mesi a livello regionale, ma contiunuo a parteciparvi ed a osservare quanto della vecchia oligarchia cattocomunista sia restata e continui a dettare “legge” (solitamente leggi alle quali si possa comunque trovare l’inganno adatto) all’interno di questo, direi “rinascente” partito (dove “rinascente” sta proprio per grande magazzino) dove il nuovo è già stato messo in deposito e il vecchio rispolverato e riadattato al potere, infatti il consenso cala, eccome se cala. Il tuo articolo è la dimostrazione più emblematica che non c’è nessun bisogno di “nuove” regole, statuti codici o principi, ma solo necessità di menti attuali che, come te, sappiano rendere moderni ed attuali concetti universali nonostante i loro 110 anni di vita o anche più giovani come la nostra Costituzione, la quale non richiederebbe grandi modifiche, ma solo la sua completa osservanza da parte di chi presta su di essa giuramento solenne. A menzur bidere
14 gennaio, 2008 alle 8:55 am
Gad, scusami, ma in che modo l’accusa di mercante lanciata da D’Alema a Berlusconi può modificare la valutazione sulla possibilità di un accordo sulla legge elettorale che vanifichi la proposta referendaria?
Mi pare, anzi, che l’ennesima sparata “diplomatica” del ministro che ha portato la pace in M.O. non faccia altro che allontanare la possibilità di uno sciagurato accordo sul proporzionale, non ti pare?
Dopo avere ringraziato Berlusconi, quindi, ora devo ringraziare, non immagini quanto mi costa, anche D’Alema?
14 gennaio, 2008 alle 11:07 am
” è da quasi tre lustri che lo sopportiamo,ora basta,o fa politica,o fa televisione,entrambe non si può più sennò questo ci porta alla guerra civile,Berlusconi è un lusso che l’Italia non può più sopportare… ” Giacomo Ferrante
Ma dai Giacomino, sopportiamo anche te, cosa vuoi che sia un Berlusconi in più. L’unica differenza è che lui è un creatore di richhezza , tu un consumatore di quella prodotta dagli altri. Ma la differenza è una bazzecola.
Giulio Cesare ( in visita temporanea nel pianeta dei marziani rossi)
14 gennaio, 2008 alle 11:17 am
PROF. DADA&UMPA
Ella mi stupisce, che dico, mi lascia “basito”.
Come può una persona ammodo, intelligente. capace e saggia come Ella, ringraziare D’Alema, un piccolo pallone rosso gonfiato, una nullità che dall’alto del suo non essere giudica il mondo intero con disprezzo perchè non degno di lui.
Un aparatnik rosso, che non solo ha mai chiesto scusa per il suo passato, ritirandosi a vita privata, ma continua ad imperversare sulla scena convinto di avere cose importanti da dire.
Prof., Prof., sono rammaricato.
Passi che Ella non chieda al nostro amato GAD di scusarsi per il suo passato e per il suo presente di supporter della fazione composta da residuati bellici che è al governo di questo sfortunato paese, ma che Ella voglia addirittura ringraziare Baffino Spezzaferro, il carrierista per eccellenza, mi rammarica.
PROF., per caso, togliendo il cannonauu al Mago Gavone, non è che se ne sia approfittato per qualche assaggino ?
Giulio Cesare (controllore pro tempore delle Cantine Riunite Sarde)
14 gennaio, 2008 alle 11:21 am
Marcia avanti-marcia indietro-dietrofront-ribalton!
Ma si può continuare così,con un ormai anziano(precocemente)signore in evidente stato confusionale?E dov’è il partito chr ha inventato?Come si chiamo questo partito,alla fine?E Forza Italia c’è ancora?Dov’è la seducente viceleader?Dove si trova esattamente la ennesima villona?Ai Caraibi?Ad Antigua?Ma perchè non si gode la vita,e,per esempio,non lascia lo scettro al buon (si fa per dire,con i rifiuti campani…spirito cristiano zero)Formigoni,peraltro senza mogli e illibato,quindi assai gradito al Vaticano?
Misteri della fede.
14 gennaio, 2008 alle 11:23 am
PROF DADA&UMPA
Un insolubile ed assillante dubbio mi attanaglia da giorni, solo Ella può aiutarmi a risolverlo.
Secondo Lei, è possibile che, facendo il pastore di pecore in Sardegna, si possa diventare di una logorroicità tale da non capire neanche più cosa si scrive?
Questa è la domanda. Per non violare la privacy, non esemplico, citando il soggetto con nome e cognome, come Ella può comprendere. La cosa mi risulterebbe comunque difficile essendo momentaneamente occupato a riordinare i gavoni della mia barca, lavoro di estrema complessità.
Giulio Cesare (Comandante in capo della flotta di Miseno)
14 gennaio, 2008 alle 2:23 pm
L’unica differenza è che lui è un creatore di richhezza , tu un consumatore di quella prodotta dagli altri. Ma la differenza è una bazzecola.
Giulio Cesare ( in visita temporanea nel pianeta dei marziani rossi)
A me non sembra che Berlusconi operi in settori che creino ricchezza (per il paese). A meno che non si intenda per creazione di ricchezza l’accumulazione di patrimoni personali attraverso l’occupazione monopolistica di settori protetti.
14 gennaio, 2008 alle 5:10 pm
Daniele ho apprezzato molto il tuo articolo.
Gli argomenti che trattano di Storia non sempre sono graditi, il pubblico ama le storielle di cronaca e gli scandali quotidiani della nostra Italietta. Anche su questo blog,se si prova a far qualche riferimento storico, ogni tanto, capita d’esser bersagliati d’insulti come: vetusto, anacronistico, vuoto, etc…
Cosa vuoi farci, Daniele, la Storia non spiega più nulla. Il presente non ha più precedenti temporali, è l’avvenire delirante del cavalier ciarlatano che conta.
14 gennaio, 2008 alle 5:15 pm
Cesare, c’è anche chi firma il contratto con gli italiani, celando una miriade di clausole vessatorie.
Le leggine ad personam, quelle sì che sono state UN’AUTENTICA VERGOGNA.
14 gennaio, 2008 alle 5:34 pm
Caro Daniele Sensi,
tornato da Torino ho finalmente letto il tuo bel testo su Dreyfus. Condivido in piano la considerazione finale, purtroppo attualissima. E ti confesso di vedere in Emile Zola non solo un grande scrittore, ma anche un inimitabile modello di giornalista. Leggere per credere i suoi straordinari taccuini d’appunti sul “ventre” di Parigi.
14 gennaio, 2008 alle 6:11 pm
A egregie cose i forti animi accendon, I rifiuti urbani,caro Gad.
Abbisogna di simile stimolo, la creatività dell’umano intelletto? Se mettessimo insieme tutte le trovate, che si sono ispirate all’immodizia di Napoli, potremmo, con orgoglio erigere un ponte da Messina a Reggio (i.e. lungo quanto la nostra maleducazione).
14 gennaio, 2008 alle 6:24 pm
Davvero lodevole l’articolo di Daniele, così come il richiamo all’attualità con il riferimento ai pregiudizi sui rom.
Ma sul tema vorrei offrire un ulteriore spunto di riflessione.
Sull’antisemitismo, se è vero quanto mi fu insegnato all’Università Cattolica illis temporibus, bisognerebbe precisare una cosa antipatica, ma vera: che la cultura ebraica era fortemente ostile verso qualsiasi idea di integrazione con altri popoli e verso qualsiasi tipo di contatto (ritenuto contaminante) con chi ebreo non era. Un fenomeno che viene definito in termini di “particolarismo giudaico” e che forse può spiegare – almeno come reazione umana, per quanto barbara – le persecuzioni di cui questo straordinario popolo fu oggetto nella storia.
Qualcuno mi corregga se la notizia che ho dato non corrisponde al vero: sarò ben felice di ricredermi. A me fu venduta così dal docente di dottrina e morale cattolica.
Comunque faccio questa precisazione non per essere petulante, ma perché mi pare che la disponibilità di un’etnia a integrarsi con altre sia la conditio sine qua non per evitare facili rigurgiti razzisti di qualsiasi natura.
Riguardo a Zola.
Oggi il “j’accuse” zoliano, nel crescendo rossiniano dei vari fondamentalismi o particolarismi, irriducibili l’uno all’altro, non avrebbe lo stesso esito di allora, ma al contrario solleverebbe reazioni rabbiose e irrazionali.
L’intelletuale “engagé” non potrebbe che rivolgersi a soggetti plurali e diversi, cercando di individuare fra essi un possibile terreno (neutro) d’intesa.
Non è una scoperta nuova. Nell’antica Roma il sincretismo culturale era un fatto. Ad es. accanto alla religione ufficiale coesistevano ed erano tollerati numerosissimi culti di varia provenienza. Il tessuto connettivo era dato dallo Stato.
Con ciò intendo dire che oggi, all’interno di società multietniche, gli appelli alle coscienze lasciano un po’ il tempo che trovano e si rivelano ipocriti se non sono supportati da leggi capaci di consentire a tutti diritto di cittadinanza, ma anche di imporre a tutti un’identica osservanza delle regole.
Non so se sono stata chiara, ma vado di fretta!! ciao a tutti.
14 gennaio, 2008 alle 6:31 pm
Ferrara in visita al PD,Ratzinger in visita alla Sapienza,Berlusconi ogni tanto fa visita alla Costituzione.
Tutti fatti anomali,ma legittimi.
14 gennaio, 2008 alle 6:36 pm
Nota alla Nota n.20:perchè Cesare è così aggressivo con il nostro ospite,Gad?
Usa termini sempre più ingiusti,non capisco il perchè.E’come se ci fosse un astio atavico verso chissà chi.
Ci faccia capire.
14 gennaio, 2008 alle 7:03 pm
Per rimanere in tema:
QUOMODO FIDES A PRINCIPIBUS SIT SERVANDA
Quanto sia laudabile in uno principe mantenere la fede e vivere con integrità e non con astuzia, ciascuno lo intende: non di manco si vede, per esperienzia ne’ nostri tempi, quelli principi avere fatto gran cose che della fede hanno tenuto poco conto, e che hanno saputo con l’astuzia aggirare e’ cervelli delli uomini; et alla fine hanno superato quelli che si sono fondati in sulla lealtà
(..) Non può per tanto uno signore prudente, né debbe, osservare la fede, quando tale osservanzia li torni contro e che sono spente le cagioni che la feciono promettere. E, se li uomini fussino tutti buoni, questo precetto non sarebbe buono; ma perché sono tristi, e non la osservarebbano a te, tu etiam non l’hai ad osservare a loro. Né mai a uno principe mancorono cagioni legittime di colorare la inosservanzia. Di questo se ne potrebbe dare infiniti esempli moderni e monstrare quante pace, quante promesse sono state fatte irrite e vane per la infedelità de’ principi: e quello che ha saputo meglio usare la golpe, è meglio capitato. Ma è necessario questa natura saperla bene colorire, et essere gran simulatore e dissimulatore: e sono tanto semplici li uomini, e tanto obediscano alle necessità presenti, che colui che inganna troverrà sempre chi si lascerà ingannare.
(..) Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se’.
14 gennaio, 2008 alle 7:36 pm
“La cultura ebraica era fortemente ostile verso qualsiasi idea di integrazione con altri popoli”.
Direi, che “il particolarismo giudaico” può esser spiegato con l’egemonia cattolica dei secoli precedenti l’antisemitismo. Per comprendere meglio il fenomeno,in età moderna, si pensi ad es.non solo alla Penisola italiana (non ancora Stato unitario), ma anche alla Francia e, soprattutto alla Spagna dei sovrani cattolici Ferdinando e Isabella. Per il resto, per ciò che riguarda l’Europa orientale, questa peculiarità particolaristica credo sia sempre stata meno accentuata.
14 gennaio, 2008 alle 10:22 pm
Il tavolo dell’Unione è saltato. D’Alema non riesce a tenere in piedi il centrosinistra?
15 gennaio, 2008 alle 1:06 pm
Cara Adele,grazie del tuo intervento. C’è da dire che al di là della forma linguistica, ovviamente datata, il tema machiavellico dell’astuzia, che giustifica i mezzi in nome di un fine superiore, è più che attuale: direi che è addirittura una costante storica risalente alla notte ai tempi.
Il che dimostra vere le percezioni dell’uomo comune: che etica, comportamento, giustizia, hanno valenze diverse nel pubblico e nel privato. Azzardo qualcosa di più: che in realtà esse vengano imposte come valori (normativi) solo nel privato.
Immagino che avremo modo di approfondire in altri momenti!
Riguardo al particolarismo giudaico, sono propensa a condividere il tuo punto di vista, per varie ragioni che non sto ad elencare. E’ un fatto che prima dell’unificazione dei regni di Castiglia e di Aragona, ebrei, cattolici e anche mussulmani hanno convissuto pacificamente in Spagna…
Ma devo scappare. Ciao!!!
16 gennaio, 2008 alle 4:00 pm
MASTELLA SANTO SUBITO
16 gennaio, 2008 alle 4:49 pm
Ma il Partito del Popolo della Libertà
fondato a Novembre e sparito a Dicembre,dove è finito?Dove sono i famosi
12 milioni di elettori?Ma cos’era,un gioco?Io vedo che c’è ancora FI,in tutti i suoi aspetti:Bondi,Cicchitto,Ferrara,i sindaci,Formigoni,etc.etc.
Ma avevamo,come sempre,capito male?