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Sto tornando a Torino, appuntamento con gli operai della Thyssenkrupp, in particolare il sopravvissuto Antonio Boccuzzi, dileggiato in un documento interno dell’azienda. Forse speravano morisse pure lui, quella notte?
In treno leggo il gesto meraviglioso di uno di noi bastardi, il direttore d’orchestra israeliano Daniel Barenboim. Sabato sera a Ramallah -dopo un concerto- ha ricevuto giustamente come un onore il pasaporto palestinese. Incurante degli ossessi che lo accuseranno di tradimento, Barenboim si conferma esploratore coraggioso, disponibile a attraversare i ponti, come quando suono’ la musica di Wagner a Gerusalemme, sette anni fa.
Abbiamo bisogno di persone capaci d’incontro come lui. Abbiamo bisogno di musica suonata insieme da israeliani e palestinesi, come fa la sua orchestra. E’ la musica batarda, la musica piu’ bella.





14 gennaio, 2008 alle 10:18 am
PIU’ I LAVORATORI SERI APPAIONO,”ESISTONO” PER ESEMPIO IN TV,E PIU’ RISCHIANO DI “STANARE” LE BESTIE….I SUB-UMANI. UOMINI,TUTTI A CERCHIO INTORNO AI NOSTRI FRATELLI,NON OSINO CONTINUARE IMPUNITI QUEST’OPERA DI DISTRUZIONE DELLA CIVILTA’,QUESTA SI’..UMANA!
14 gennaio, 2008 alle 10:31 am
Signor Lerner buondì,
perche Lei usa spesso il termine “bastardo”?
Una semplice curiosità !
Erwin
14 gennaio, 2008 alle 10:43 am
La musica… sai, Gad, in questi anni ho scoperto che le note restano nella memoria delle persone anche quando la mente è ferita dall’Alzheimer o da altre patologie similari.(Mi ha commosso vedere uomini e donne apparentemente sordi a quanto accadeva loro intorno, risvegliarsi al suono di una melodia, e sorridere, cantare, muovere il capo seguendo il ritmo). Ho sempre reputato folle poi, non insegnare musica nelle scuole: si toglie a tutti la possibilità di comprendere e usare un linguaggio universale che ci ricorda quanto sia importante la ricerca dell’armonìa e ci dà modo di esprimerci e di comunicare come forse nessun’altra arte può fare. Forse è una proposta utopistica, apparentemente “minore”, ma perché il PD non comincia a proporre, quando si discute di istruzione, come insegnare la musica dai tre anni fino alle scuole superiori comprese? E’ meraviglioso che con la musica un grande direttore d’orchestra come Barenboim abbia iniziato a comporre la pace. Quanto alla ThyssenKrupp poi, ciò che è emerso è spaventoso e non fa che confermare la disumanizzazione a cui si è giunti in nome del profitto e la necessità di restare vigili, informarsi ed essere uniti, perché, a dispetto di quello che si vorrebbe far passare, non è vero che la classe operaia non esiste più, è che le danno poco spazio, perché chi non è benestante (come chi non è giovane e sano) mette in crisi l’immagine rassicurante e fasulla di media farciti di falsità, imbellettati ad arte..
14 gennaio, 2008 alle 11:30 am
Daniel Barenboim è un grande,non solo
come direttore d’orchestra e pianista.
14 gennaio, 2008 alle 11:45 am
Potresti dirci di più su questo documento aziendale del quale fai cenno?Stento a crederci.
14 gennaio, 2008 alle 11:58 am
Ciao Gad,
con il Professor Greco lanciamo una prima proposta legislativa.
E’ chiaramente una prima piattaforma di discussione ma può rappresentare un’ottima base di partenza per intraprendere quel viatico di legalità ormai imprenscindibile nel panorama politico-istituzionale del nostro paese.
Questa prima bozza di piattaforma verrà presentata (dopo discussione anche su vari blog), insieme a quella già redatta sulla Giustizia, nell’incontro con Peter Gomez del 6 febbraio prossimo alla libreria Rinascita di Garbatella.
L’idea è quella di gestire un dibattito aperto alle domande del pubblico partecipante, dove ad un’analisi di denuncia della situazione Giustizia da parte del giornalista si affianchi una piattaforma politica futuribile.
Denuncia, Analisi, Sintesi e Azione.
Aderiscono all’incontro Vladimiro Polchi, autore di Augias e Pancho Pardi.
A presto
14 gennaio, 2008 alle 12:36 pm
Sublime Barenboim
Mai una note così alta, ottava, oggi mi sento meno solo, grazie Daniel.
14 gennaio, 2008 alle 1:10 pm
Thom Gunn è un poeta che si meravigliò di come un soldato tedesco
abbia potuto aiutare gli ebrei, scrivendo questi meraviglisi versi:
So che aveva occhi strani,
il cui potere non sono gli ordini a decidere,
e che, come altri non fecero,non vedeva
gli uomini come dei o insetti
Mi ricordano le azioni di gente come Barenboim e mi dicono anche che è sempre possibile sperare che l’ideologia e il conformismo siano in qualche modo superati dallo spirito e dall’intelligenza.
In italia abbiamo bisogno di modalità nuove di approccio alla politica…
Ettore
14 gennaio, 2008 alle 2:14 pm
Barenboim ha scritto recentemente un libro sulla musica, di cui non ricordo il titolo, ma che mi incuriosisce parecchio e che cercherò presto in qualche libreria.
Che la musica rappresenti insieme alla matematica la forma di comunicazione linguistica più alta e forte, più efficace e universale, è un fatto assodato, che dovrebbe indurci a riflettere oggi sulla necessità di ridare al linguaggio verbale un senso condiviso e non troppo arbitrario (come invece sta pericolosamente e disonestamente accadendo in Italia).
Se Umberto Eco fosse in ascolto, gli chiederei una grazia che somiglia un po’ a una sfida paradossale: quella di ridurre a pochi paradigmi universalmente condivisi la comunicazione verbale, proprio come avviene per la musica. E’ un tale genio, che potrebbe riuscirci!
Vabbè, è un sogno.
Di realistico, rimane tuttavia l’esigenza di condividere un codice che davvero è comune a tutti gli uomini: ad es.quello espresso dai sentimenti umani, universali non solo a livelli eccelsi , ma anche in una sfera più modesta e apparentemente irrilevante.
Penso a un ragazzino che gioca al pallone. E lo stesso ovunque giochi, sull’erba di un campo da calcio di serie A, come fra le favelas di Rio o in un campo profughi palestinese.
Così un pallone da calcio è universale quanto Mozart.
Bisognerà dare un pizzicotto alla politica e all’informazione perché alzino il sipario su roba così, invece che sulle nefandezze dei diversi? Una cosa è certa: se dipendesse da me dare pizzicotti, li farei tutti blu.
14 gennaio, 2008 alle 3:35 pm
Ragazzi Gavino ha ragione! Sosteniamo la sua richiesta di adottare l’articolo di Daniele Sensi su Zola inserito nel post “Ci avrei scommesso l’accordo è saltato” nella commissione etica del Partito Democratico!
14 gennaio, 2008 alle 4:17 pm
Avviso importante:
INCHIESTA non sa leggere, non fidatevi di ciò che scrive!!
14 gennaio, 2008 alle 4:20 pm
Si chiedono delucidazioni sulla “musica batarda” citata nell’articolo, ad ora non se ne rintraccia menzione neanche su wikipedia. Grazie
14 gennaio, 2008 alle 4:33 pm
Ha da poco scritto un libro edito dalla Feltrinelli sull’importanza della musica come strumento di cultura universale.
14 gennaio, 2008 alle 5:16 pm
se ci fosse piu’ musica,ci sarebbero meno guerre
14 gennaio, 2008 alle 5:30 pm
Di musica è pieno il mondo. Il fatto è che spesso son note stonate, a causa di chi dirige “le orchestre”.
Benvenuto Barenboim, e ogni uomo che dirige amando la libertà.
14 gennaio, 2008 alle 8:19 pm
NOI NON VOGLIAMO CHE RATZINGER PARLI ALLA SAPIENZA PERCHE’ E’ INTOLLERANTE
14 gennaio, 2008 alle 9:19 pm
Daniel Barenboim rappresenta l’esatto contrario degli integralismi religiosi e politici.E’per questo motivo che è giusto che Ratzinger,intellettuale raffinato ed integralista cattolico,possa parlare alla Sapienza.Sarebbe bello poter intervenire durante le prediche nel corso delle messe e nelle riunioni cardinalizie.Purtroppo la storia della Chiesa è quella che è,con luci ed ombre.
14 gennaio, 2008 alle 10:27 pm
Repetita Juventus (forse): non si puo’ porre limiti al pensiero. Chi infatti ha l’autorita’ ed e’ in grado di pensare l’impensabile?
14 gennaio, 2008 alle 10:41 pm
Sto leggendo il libro di Daniel Barenboim “La musica sveglia il tempo”. E’ bellissimo e mi permetto di consigliarvelo.
Ciao!
14 gennaio, 2008 alle 11:37 pm
Il messaggio di UTOPIA (”Noi non vogliamo che Ratzinger parli all’università perchè è un intollerante”) costituisce una meravigliosa contraddizione in termini. Perfetta al punto tale che spero sia stata concepita come spiritosa battuta di spirito. Evviva l’utopia!
15 gennaio, 2008 alle 7:38 am
Mi permetto di riportare una lettera a http://www.dagospia.com piuttosto significativa…
“Ciao Dago, ho una proposta per svelenire il clima per la presenza del Papa alla Sapienza: che il Papa vada pure alla Sapienza a parlare di scienza, fede, Galileo, ecc… e poi inviti Odifreddi ad inaugurare l’anno accademico all’Università Cattolica….
il pavone”
15 gennaio, 2008 alle 8:17 am
vignetta sull’unita di oggi , dirigente thissen krupp ad operaio ” attento ad andarein tivu il successo rischia di bruciarti.”
crucchi stronzi…. bastardi qui sarebbe un complimento che non meritano…
15 gennaio, 2008 alle 8:37 am
beh, anche che ratzinger sia “uomo di grande cultura e messaggero di pace” è una contraddizione tra l’uomo e le caratteristiche descritte.
d’altronde anche Locke riteneva che la tolleranza non potesse applicarsi ai cattolici perché intolleranti.
In parlamento i politici fanno tanto i gradassi, ma quando si trattò di invitare il Dalai Lama se la fecero sotto. In quel caso si trattava di uomo di cultura e di pace, non certo con questo ratzinger.
Accolgo l’invito di Odifreddi alla Cattolica con piacere!
15 gennaio, 2008 alle 8:54 am
Avrei compreso meglio un “non vogliamo che Ratzinger parli alla Sapienza perchè è ingerente”, intanto l’oscurantismo politico/religioso imperversa….
15 gennaio, 2008 alle 9:26 am
PROVA CENSURA PROVA CENSURA
Un “Grande Giornalista” di sinistra mi ha ieri censurato sul suo blog.
Oggi facciamo un controllo di democraticità con la PROVA CENSURA.
Se passa si trattava di censura temporanea, se non passa è un TRIONFO DELLA DEMOCRAZIA.
GIULIO CESARE (epurato dal portavoce del Partito DENOCRATICO)
15 gennaio, 2008 alle 9:26 am
Erwin.
Gad usa un termine che probabilmente gli appartiene se leggessimo il suo stato di famiglia.
La visita papale all’università La Sapienza.
Si rimette in discussione il processo a Galileo Galilei e gia questo è un fatto stucchevole. In nome di un improbabile divinità celeste la chiesa romana nei secoli è stata causa di inauditi stragi di anime per le quali colpe il papa polacco chiese scusa al mondo.
Oggi, appunto dopo quattro secoli si assolve e giustifica il processo sommario a Galileo sotto Papa Bonifacio VIII senza dimenticarsi di Giordano Bruno.
Oggi… ci ritroviamo con la onnipresenza clericale in ogni settore della società che alacremente emette Bolle papali,gettando strali ed emettendo veti su tutto, forse aspirando su un nuovo periodo del potere temporale.
Io consentirei la visita di questo Papa e ascoltare che c…ha da dire. Non starei nemmeno a prenderlo sul serio circa il suo intervento sulla moratoria pena di morte, anche perchè è stata promossa da un drappello di anticlericali pannelliani, quindi ” Il Diavolo e l’Acqua santa”
Se la santa sede è intelligente, declinerà l’invito causa leggera indisposizione papale.
15 gennaio, 2008 alle 9:31 am
OT sicuramente, ma aiuta a capire come si reprime la ricerca storica.
…tre anni e mezzo di prigione per Sylvia Stolz(avvocato tedesco difensore di Ernst Zuendel).
Il verdetto è stato pronunciato oggi dal giudice Glenz: 3 anni e 6 mesi di prigione e 5 anni d’interdizione professionale (Sylvia Stolz è avvocato). A seguito della sentenza la Stolz, 44 anni, è stata immediatamente condotta in carcere per evitare il pericolo di fuga!….
—
Questo è un punto da dibattere,non certo le prestazioni del capo della setta pedopederastica vaticana.
Ne va del diritto di ogni Europeo di esprimersi liberamente!
Erwin
15 gennaio, 2008 alle 10:30 am
forse Baremboim fa anche il tifo per Obama! onore al Maestro
15 gennaio, 2008 alle 11:01 am
ricordo solo che la GPII chiese perdono al suo Dio (e non al mondo) per i peccati commessi dai cristiani e non dalla Chiesa. La differenza è importante.
15 gennaio, 2008 alle 11:08 am
Uno stato, due popoli
Gad, anche io chiedo il passaporto, israelo-palestinese. Non so suonare, non so combattere, non so fare niente, solo vivere, chiedo troppo, forse.
15 gennaio, 2008 alle 11:46 am
Signor Lerner,
Le propongo un altro lancio di agenzia,mi piacerebbe conoscere la Sua opinione in merito,grazie.
—-
Quattro anni di prigione per Wolfgang Frölich!
Quella di ieri, 14 Gennaio 2008, è stata una giornata nera per i revisionisti (e vergognosa per le cosiddette democrazie europee). Dopo la notizia della conferma degli arresti domiciliari per Georges Theil e la condanna a tre anni e mezzo per Sylvia Stolz, è stata la volta dell’ingegnere austriaco Wolfgang Frölich ad essere pesantemente condannato: quattro anni di galera senza condizionale!
Oltre a questa condanna Frölich ne ha ricevute altre due, ma con la condizionale. Se la sentenza di ieri dovesse essere confermata in appello, l’ingegnere austriaco dovrà scontare un totale di sei anni e cinque mesi di prigione.
15 gennaio, 2008 alle 12:04 pm
Risposta a Erwin. In linea di principio sono contrario a perseguire giudiziariamente le odiose idee negazioniste. Ma comprendo le ragioni storiche per cui in Austria, paese che ha dato un contributo impressionante di aguzzini delle SS e che troppo a lungo ha rimosso le loro colpe, è stata approvata una legge severa che punisce i negazionisti. Da quelle parti le leggi si applicano.
15 gennaio, 2008 alle 12:11 pm
Pur conoscendo le opinioni tollerantie libertarie di Gad Lerner io vorrei protestare con certo/a Erwin il cui sito e’: stomachevole, esplicitamente (anche se non viene dichiarato) nazista e in questo paese non ho ancora capito quando scatta il reato di apologia (cosa ben diversa del caso dei revisionisti). Sono sconcertato e indignato. Grazie e buon lavoro
15 gennaio, 2008 alle 1:13 pm
Scritto da:
gad
Pubblicato il:
15.01.2008 alle 12:04 pm
Risposta a Erwin. In linea di principio sono contrario a perseguire giudiziariamente le odiose idee negazioniste. Ma comprendo le ragioni storiche per cui in Austria, paese che ha dato un contributo impressionante di aguzzini delle SS e che troppo a lungo ha rimosso le loro colpe, è stata approvata una legge severa che punisce i negazionisti. Da quelle parti le leggi si applicano.
Signor Lerner grazie per la risposta.
Lei è …” In linea di principio sono contrario”…ma qui stiamo esaminando il caso di un ingegnere. che si muove sul piano tecnico di ricerca storica e di un avvocato difensore di Ernst Zuendel.
Cioè si stanno incarcerando il “metodo tradizionale di indagine e difesa su qualunque caso di omicidio” ,come appunto la ricerca tecnica e il sistema di DIFESA dell’imputato!
Molto ,molto simile all’Inquisizione della setta pedopederastica vaticana che condannò anche Galileo!
A quando i roghi in piazza?
Trovo puerile la Sua “giustificazione” austriaca(!)…se vi erano dei conti in sospeso si dovevano perseguire i colpevoli dei fatti,NON comuni mortali NATI nel dopoguerra!
Che centrano questi?
Per quanto ne so dall’Austria espatriarono legalmente centinaia di migliaia di ebrei verso altri lidi.
In accordo fruttuoso tra RSHA (Eichmann) e i legali rappresentanti sionisti austriaci (ebrei),non Le risulta?
15 gennaio, 2008 alle 1:20 pm
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Scritto da:
ubik
Pubblicato il:
15.01.2008 alle 12:11 pm
Pur conoscendo le opinioni tollerantie libertarie di Gad Lerner io vorrei protestare con certo/a Erwin il cui sito e’: stomachevole, esplicitamente (anche se non viene dichiarato) nazista e in questo paese non ho ancora capito quando scatta il reato di apologia (cosa ben diversa del caso dei revisionisti). Sono sconcertato e indignato. Grazie e buon lavoro
@@@
Signor ubik buonasera,
la ringrazio della visita al nostro sito.
Perchè “stomachevole”?
Dove trova il connotato “nazi” ,nel sito?
Apologia di cosa?
15 gennaio, 2008 alle 1:23 pm
Io, invece, non sarei così contraria a punire penalmente i negazionisti; qualche anno di carcere per uno storico esibizionista è niente rispetto al dolore dei sopravvissuti. Proviamo a pensare l’ammissibilità del negazionismo dal punto di vista di un sopravvissuto alla Shoah: come si dovrebbe sentire un sopravvissuto qualora venisse a sapere che si stanno lecitamente diffondendo idee che negano il suo orrendo – ma vero! – passato in un campo?
Temo si sentirebbe ucciso per la seconda volta.
Sarei curiosa di conoscere, in merito, l’opinione di Liliana Segre.
15 gennaio, 2008 alle 1:55 pm
22- “anche Locke riteneva che la tolleranza non potesse applicarsi ai cattolici perché intolleranti”.
Ad esser più precisi, Locke escludeva atei e cattolici dal “beneficio della tolleranza”, per il sospetto (molto diffuso e non sempre infondato riguardo la seconda categoria) di infedeltà di queste categorie nei confronti dello Stato. Si temeva, in sostanza, che essendo fedeli al Papa, i cattolici potessero essere potenzialmente sleali nei confronti dello Stato.
Giulianone, in quel contesto, non avrebbe avuto vita facile, sarebbe stato sospettato immediatamente di esser papista e seguace del nostro Old Nick. Con molta probabilità, avrebbe fatto una brutta fine, rinchiuso a vita in una torre.
15 gennaio, 2008 alle 2:42 pm
E’ più forte di me…Non vorrei esser invadente, ma concedetemi due parole sulla universalità di Ratzy.
Lo Spirito Santo ci aveva messo in guardia, alla vigilia della sua grande fumata bianca- nomination.
Attraverso le parole profetiche di Messori, ci aveva detto: “Pecorelle, avrete un Vicario di Cristo che non ama viaggiare. Un Papa un pò casalingo,insomma.
Infatti,per miracolo della divina Provvidenza, abbiamo Ratzy che ama stare in pantofole come una vecchia star, tutto il giorno e,anzichè guardare alle pesanti sporcizie del globo, come faceva il suo predecessore, guarda alle sporcizie del Vaticano e dell’Urbe. Altro che cattolico, altro che compiti universali. E’ l’uomo scelto dallo Spirito Santo o la sua sistemazione di comodo fu testamentaria?
15 gennaio, 2008 alle 5:59 pm
Ho appena sentito che il Papa non andrà alla Sapienza. Immagino già la controffensiva mediatica clericale e i barriti dell’elefantino, cui saremo sottoposti nei prossimi giorni.
Ci ritroveremo a contenderci laicamente il valore laico in palio: quello della tolleranza. E ovviamente l’accusa di intolleranza rimbalzerà da una parte all’altra dei due schieramenti (entrambi laici, vero?) senza soluzione di continuità.
Ma forse davvero l’intolleranza riguarda entrambe le parti in causa: chi impedisce la parola, così come chi pretende di imporla come un valore universale.
Stando così le cose e per evitare ulteriori incidenti, sarebbe troppo chiedere che uno Stato che si definisce laico (pure lui) pretendesse che il Capo di una Chiesa (perché la chiesa cattolica non è altro che questo, pur nella sua potenza: non “la Chiesa”, ma “una Chiesa”), si rivolgesse solo ai suoi fedeli, invece di riconoscergli surrettiziamente un’autorità morale assoluta sull’intera nazione?
Sarebbe anche un modo per rispettare il tanto decantato pluralismo.
E a proposito di pluralismo: non sarebbe il caso che l’informazione desse spazio anche a religioni e a confessioni cristiane diverse? Ce l’ha prescritto il medico di vedere il papa in T.V. con la frequenza di una pillola digestiva (pardon: anti-digestiva)? Mi piacerebbe tanto vedere che faccia ha un valdese (avrà un occhio solo, forse!), un rabbino o qualche altro soggetto reietto dall’informazione.
Mi piacerebbe da matti seguire qualche dibattito inter-religioso che sostituisse le facce troppo note della politica con quelle di persone forse molto interessanti, costrette a vivere eternamente nell’ombra.
Ignorare costoro non è intolleranza? E non è intolleranza misconoscere la cultura e le tradizioni di cui sono portatori?
Ma so benissimo che le mie sono domande retoriche.
Da quando la Chiesa romana associò al potere spirituale quello temporale, la storia ha visto nascere e cadere regni. Con una costante: che Chiesa e Stato sono sempre stati invincibili alleati che traevano la loro forza da una reciproca legittimazione.
Si potrebbe scrivere un saggio più ampio dell’Enciclopedia Treccani per dimostrare come ciò sia vero e fondato.
I paesi davvero laici si sono però affrancati da questo destino e stufi di camminare stancamente, hanno preso il volo. Noi no. Noi ci muoviamo a passettini, secondo il passo della Chiesa millenaria (lentissima, ma mai stanca) e di uno Stato che essendo laico proprio come Ferrara, non fa fatica ad adeguare il suo all’altro. Procediamo a passo laico-geronto-clericale.
Loro (le due gambe), procedono così, perché per loro vale ancora il detto che chi va piano va sano e va lontano. Le tartarughe ci superano nella corsa e noi, come l’Achille di Zenone, non riusciamo mai a raggiungerle e le salutiamo sventolando il fazzoletto.
Caro Gad, quanto merito avresti e quanto ti saremmo grati noi laici (non ferrariani!!!), se in qualche trasmissione dell’Infedele tu accogliessi le voci alternative a quella del papa, in nome del pensiero pluralista! E se tu chiamassi Cacciari e Vattimo (che fra l’altro è cattolico) e Eco per ridefinire il termine “laicità”, che ormai è elastico come il caucciù…
Basta così. Scusate lo sfogo, ma a volte se non ci si sfoga, si scoppia.
16 gennaio, 2008 alle 8:09 am
Non sono molto interessato alla polemica imposta dall’utile idiota laico, per dirla alla Lerner, o del Savonarola, al domenicano mi è venuto subito di pensare ascoltandolo su radio24 arringare i suoi in un cinema o teatro, alla quale quanto è successo alla Sapienza è legato.
Preferisco occuparmi del referendum elettorale, per il quale oggi è giorno di sentenza costituzionale, incrociamo le dita dice Giovanni Guzzetta; o della riforma della Rai, non solo nel senso della soluzione del conflitto di interressi di Berlusconi, ma anche, e soprattutto, per la soluzione del conflitti di interesse politica/Rai, giornalisti Rai/Rai, Canone/tre reti Rai; della pestilenza napoletana, a proposito della quale riposterò in mattinata un commento che, a causa degli insider pornografici, non ha potuto essere tempestivo.
Una cosa, solo una per quel che m’importa, va detta, il papa e al tempo stesso re e rappresentante di uno Stato autonomo, il Vaticano, ma anche, e principalmente per chi ci crede il rappresentante del Cristo in terra.
Come governatore di uno Stato ha
16 gennaio, 2008 alle 8:48 am
Non sono molto interessato alla polemica imposta dall’utile idiota laico, per dirla alla Lerner, o dal Savonarola redivivo -al frate domenicano mi è venuto subito di pensare ascoltandolo su radio24 arringare i suoi in un cinema o teatro- alla quale quanto è successo alla Sapienza è legato.
Preferisco occuparmi del referendum elettorale, per il quale oggi è giorno di sentenza costituzionale, incrociamo le dita, come dice Giovanni Guzzetta; o della riforma della Rai, non solo nel senso della soluzione del conflitto di interressi di Berlusconi, ma anche, e soprattutto, per la soluzione dei conflitti di interesse politica/Rai, giornalisti Rai/Rai, Canone/tre reti Rai; della pestilenza napoletana, a proposito della quale riposterò in mattinata un commento che, a causa degli insider pornografici, non ha potuto essere tempestivo.
Una cosa, solo una per quel che m’importa, però voglio dire, il papa e al tempo stesso rappresentante di uno Stato autonomo, il Vaticano, e, per chi ci crede, il rappresentante del Cristo incarnato in terra.
Come governatore di uno Stato svolge la sua azione politica, sovente invadendo il campo della politica italiana come che gli viene rimporverato, proprio in ragione del suo Ruolo estraneo al corpo sociale nazionale.
Come rappresentante incarnato di Cristo si sostuisce ad esso nel predicare e dimostrae l’esercizio della pace, dell’amore, e della fratellanza tra tutti gli uomini della terra.
Sulla duplicità della funzione del pontefice non mi pare esistano dubbi.
Chi dei due dunque ha declinato l’invito del rettore della Sapienza di Roma ritenendosi ospite indesiderato?
Non certo l’incarnazione di Cristo, perché è proprio dove non è desiderato che andrebbe il Nazzareno, anche incontro al martirio, lo dice la fede cristiana.
Allora è l’altro, il reggente di un potere temporale, il governante di uno stato straniero che, contestato, ha ritenuto -politicamente- di non andare, questo mi sembra evidente.
In conclusione, certamente gli esuberaranti studenti romani avrebbero potuto evitarci questa polemica con un esercizio di maggiore tolleranza, ma ognuno fa quello che crede giusto e non sarò certo io a giudicarli, piuttosto, è agli arringati ferventi fedeli devoti che mi rivolgo perché la smettano di porre sul tappeto elementi di fede che esulano, in questo caso specifico, dall’aspetto meramente politico che questa vicenda ha assunto.
17 gennaio, 2008 alle 10:09 am
Uno Stato, due popoli
Gad, anche io vorrei il passaporto israelo-palestinese. Non so suonare, non so combattere, non so fare niente, solo vivere. Chiedo troppo, forse.
17 gennaio, 2008 alle 10:55 am
Tanti sognano un passaporto per la libertà. Ma gli architetti dei muri e dei confini negheranno sempre il visto agli uomini privi di risorse
18 gennaio, 2008 alle 9:06 am
Volevo dire a chi ne fosse interessato che lunedì a TORINO vi è stato un’incontro interessantissimo su Israele e la sinistra a mio avviso tema spinoso e poco sviluppato.Lo spunto era il libro di F.Colombo “La Fine Di Israele”ha partecipato al dibattito anche l’onorevole P:Fassino,che in maniera intelligente e onesta ha detto come la sinistra Italiana per anni purtroppo abbia in qualche modo contestato lo Stato di Israele,ma che da circa 15 anni lo strappo anche se faticosamente e lentamente si stà ricucendo.Ecco io mi auguro che ciò avvenga davvero,spero che come il maestro Barenboin che ha suonato a Ramallah anche i professori universitari Israeliani possano andare a parlare nelle università europee, cosa che purtroppo in questo momento non possono fare in quanto boicottati dalle istituzioni dei governi europei,a volte anche di sinistra.Ricordiamoci che il sapere e la cultura non hanno colore, nè nazione, altrimenti ci ritroveremo come alla Sapienza di Roma
19 gennaio, 2008 alle 10:52 pm
Evviva Barenboim, uomo dal cuore limpido, dal talento straordinario, che sa far tremare il cuore agli umani quando esegue Wagner e Beethoven, e sa incoragiarli con la sua pura semplicità.
27 gennaio, 2008 alle 2:34 pm
Caro Gad,
vorrei segnalare un’iniziativa nazionale per l’attore israelo-palestinese Mohammad Bakri, noto in Italia per “Private” di Saverio Costanza e per “La masseria delle allodole” dei fratelli Taviani. Bakri e’ di nuovo sotto processo in Israele per il suo film JENIN JENIN.Le accuse rivoltegli da 5 soldati dell’esercito d’Israele, “falsificazione delle informazioni” per aver “osato” accendere le telecamere e raccogliere testimoninaze della popolazione di Jenin subito dopo l’invasione e la distruzione del suo campo profughi, rischiano di farglirla pagare cara: quasi 500.000 euro di risarcimento, il suo nome infangato con l’accusa di essere un traditore (dal 2002, dopo che Bakri aveva in passato rappresentato Israele agli Oscar non ha piu’ ricevuto offerte di lavoro da produttori israeliani), una forte intimidazione verso tutti coloro che intendano manifestare il loro dissenso verso le politiche del proprio stato.
L’iniziativa parte il 28 da Napoli per toccare altre 27 citta’ in cui Jenin Jenin verra’ proiettato (tra cui Roma, Bologna, Torino…Atene) con la presenza dello stesso Bakri.
Per info consultare il sito: ilpessottimista.blogspot.com
I miei piu’ cordiali saluti
Nicola
27 gennaio, 2008 alle 2:43 pm
Oddio un altro ladro che spara cifre abnormi, si e’ montato la testa poveretto. Intanto Bakri non e’ attore ma regista e scrittore-sceneggiatore, secondo dove le trovi queste notizie? A tutti questi ladri auguro 1.000.000.000.000 di giorni in prigione. hahahahaha
6 marzo, 2008 alle 7:26 am
Elettore di sinistra da sempre. Operaio in pensione. Ho approvato la decisione di Veltroni di correre da solo. Poi ho visto tirare dentro i radicali, Colannino, escludere l’ottimo Visco, poi Lumia, infine mettere in lista il mio corregionale Calearo: è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non so quanti voti in più prenderà il PD con quest’ultima mossa, certo ha perso il mio e quelli della mia famiglia. Voteremo per Di Pietro.
15 marzo, 2008 alle 9:42 pm
ma perchè hai fatto questo blog