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Stasera alle 21,30 su La7 ragioneremo su una crisi di governo che sembra andare dritta filata verso elezioni vittoriose per Berlusconi (proprio sicuri?) nonostante settori importanti dell’establishment come la Chiesa, la Confindustria e i sindacati chiedano invece un governo istituzionale. Cosa significherà per l’Italia la loro evidente debolezza, dopo la sconfitta di Prodi? Ne ragioniamo con: Giovanni Bachelet, Savino Pezzotta, Bruno Tabacci, Maurizio Lupi, Roberta De Monticelli, Ida Dominijanni, Marco Damilano.
Come antipasto vi propongo questa mia riflessione uscita oggi su “Vanity fair”.
Romano Prodi ha continuato a trasmettere un senso di precarietà fin dal primo giorno in cui ha rimesso piede a Palazzo Chigi, fingendo esultanza per una vittoria elettorale mutilata e imprigionato nella ragnatela di una mini-partitocrazia. Ridimensionato a tecnico mediatore. Asserragliato con un gruppo informale di amici alla guida di un governo cui sarebbero mancati la disciplina e lo slancio di un progetto politico Se oggi non mi appassiona il dibattito sulla fine del prodismo, è solo perché dal 2005 già più volte in questa rubrica e in un libro ho preso atto con dispiacere dell’impossibilità che l’inventore dell’Ulivo diventasse anche il fondatore di un partito nuovo, all’altezza della sfida. Infatti il Partito democratico l’hanno fondato altri, in ritardo, quando si sono resi conto che Prodi traballava e bisognava prepararne la successione.
Onde prevenire equivoci: non sto scendendo dal cavallo sconfitto. In questa Italia che si prepara a un bel remake tipo “Berlusconi 3”, sono convinto che il tempo sarà galantuomo anche con Prodi, rivalutandone le notevoli capacità di governo oltre che la rettitudine personale. Ma se il suo governo è caduto senza bisogno di spallate -nonostante che i vari Dini, Mastella, Casini, e anche lo stesso Fini, non desiderassero affatto il ritorno in sella di Berlusconi cui ora poco onorevolmente si adeguano- vuol dire che più di un biennio è impossibile reggere il timone di un paese, senza leadership politica.
Mi sa che avremo tempo di ragionarne tranquillamente, con il mio amico Romano. Cui non augurerei certo un terzo biennio di governo dopo quello del 1996-98 e quello del 2006-08, due brevi cicli virtuosi di risanamento dei conti pubblici senza cui l’Italia sarebbe in bancarotta. Ma a chi volete che interessi, ormai, il destino della famiglia bolognese dell’Ulivo? Siamo costretti a guardare oltre, addentrandoci in un ignoto che temiamo di riconoscere come fin troppo risaputo.
Silvio Berlusconi ha capito che il ciclo della sua leadership potrà infrangere il record del ventennio novecentesco. Ha inaugurato la sua ennesima campagna elettorale a Napoli, di fianco alla faccia di tolla dell’ennesimo transfuga titolare di un partitino personale traghettato da uno schieramento all’altro. Ha detto che le due prime leggi del suo nuovo governo saranno l’abolizione dell’Ici e una forte stretta alle intercettazioni telefoniche. Non mi pare una grande rivoluzione liberale. Ha promesso che dopo la vittoria sarà magnanimo e, come Sarkozy, recluterà i migliori dello schieramento avverso. Ma se, per vincere, la legge elettorale vigente gli impone di collezionare alleati come quel pregiudicato che gli sorrideva accanto, potrà mai dopo il voto evitare di retribuirli con adeguate fette di potere?
Mettiamo pure il caso che oggi l’alternativa sia solo fra un governo Berlusconi migliore o peggiore di quello precedente. Non c’è dubbio che la legge elettorale vigente, costringendo gli aspiranti vincitori a concedere seggi fino all’ultimo minuscolo alleato di coalizione, peggiorerà l’equilibrio parlamentare futuro. E allora mi chiedo se non sarebbe dovere del presidente Napolitano, nell’interesse di tutto il paese, a cominciare dalla sua potenziale maggioranza di centrodestra, fare in modo che prima del voto politico si celebri il referendum elettorale già considerato ammissibile dalla Corte Costituzionale.
Due voti al posto di uno, in primavera? Sono impazzito? Un attimo, pensate alla differenza: una volta approvato il referendum, Berlusconi godrebbe di una legge elettorale in grado di fornirgli una maggioranza politica molto più compatta. Il governo ne guadagnerebbe in efficienza e, speriamo, in lungimiranza.
Il mio auspicio è che le forze politiche incapaci di mettersi d’accordo su un governo di scopo per la riforma elettorale, accettino che in proposito siano chiamati a esprimersi i cittadini tramite il referendum già indetto. Sono ingenuo, lo so, ma si tratterebbe dell’unica procedura autenticamente democratica.
Ci resterà poi da vedere se dopo la seconda caduta di Prodi sia davvero così scontato il terzo ritorno a Palazzo Chigi di Berlusconi. Io credo di sì, ma non ci metterei la mano sul fuoco.





28 febbraio, 2008 alle 6:59 pm
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2 febbraio, 2008 alle 1:06 pm
…
Inoltre, 171, e’ difficile seguire il bandolo della MIA TASSA (hahahah) e poi ieri in tv ho sentito quelcuno che invece di dire LAUREE BREVI ha detto LAUREE EBREE quindi ti lascio pensare quanto gliene puo’ fregare della cultura.
2 febbraio, 2008 alle 12:49 pm
Ok 171, in effetti e’ difficile stare dietro a tutti qui. Si certo il pusher era una battuta e l’ho capito, ma qui ci sono sempre le MALELINGUE oltre ai MALOCCHI (huhuhuhu) in agguato e quindi volevo solo precisare che piu’ che PUSHER e’ un PUSH HER AWAY FROM ITALY. hahahahah
2 febbraio, 2008 alle 1:02 am
Facciamo un patto Airuen (170)? Ogni volta che comunichiamo, mettiamo il riferimento al numero del commento, ho fatto non poca fatica a cercare il bandolo dell’incomprensione intercorsa fra noi due, i negramaro non li ascolto, davvero, era pura coincidenza nonchè una frase totalmente senza senso, ti chiedo comunque scusa se ti sono parso offensivo, non era mia intenzione, volevo solo scherzare e forse ho usato dei luoghi comuni fraintendibili (il “cambia pusher” è uno di questi, sottintende quando i drogati assumono sostanze eccessivamente tagliate ed hanno “sballi indesiderati”, ma è, appunto, un banale luogo comune)
2 febbraio, 2008 alle 12:27 am
Ok, io sono invalida civile fisica e non me ne vergogno, anzi mi sento di essere piu’ vincente, sono riuscita a fare cose da sola che una persona senza i miei problemi fisici non arriverebbe mai a fare e anzi spesso mi chiedo come faccio ad essere ancora viva, praticamente un miracolo. Comunque, io sono invalida da quando avevo 12 anni ma le istituzioni mi hanno sempre bloccata nel mettere in atto il riconoscimento legale dell’invalidita’, primi a farlo sono quelli della USSLL che negano l’accesso e ti sbattono le porte in faccia guardando una ragazza giovane, malata e sola che coraggiosamente va negli uffici con aria onnisaccente. Ad ogni modo ho ricominciato le pratiche nel 2004, quando sono tornata dall’Inghilterra, e ci sono voluti 2 anni (nel frattempo hanno cercato di trattenersi la lettera di riconoscimento che sono riuscita a rintracciare grazie all’aiuto dei faniliari) perche’ mi venisse riconosciuto il 50%, dopodiche’ mi sono iscritta alle categorie protette. Non fanno niente e comunque mi hanno sempre intralciata dal 1988 e questo e’ un grave reato.
2 febbraio, 2008 alle 12:01 am
Ho una sorella che appartiene a quella categoria, ma scusami se non amo parlarne sopratutto in pubblico Airuen, anche perchè, per fortuna, dopo lunghi anni, almeno lei è riuscita ad ottenere ciò che le spettava, posso solo augurarti di non dover attendere quanto lei.
1 febbraio, 2008 alle 9:54 pm
Grazie per il buon vento, infatti mi sa che arrivera’ un tifone dall’America. E che probelma hai in famiglia? Parla, che tenersi tutto dentro non fa mai bene, sempre se te la senti.
1 febbraio, 2008 alle 9:49 pm
L’ho scritto Airuen, capisco, ho in famiglia chi, probabilmente, ha un problema tipo il tuo, e per anni la “protezione” di cui si fa garante lo stato non s’è mai vista, ma non bisogna perdersi d’animo, scappare o emigrare significa fare esattamente il gioco di chi non vuole “disturbatori” (cosi li chiamano di solito quelli che chiedono diritti dopo aver assolto ai doveri) intorno a loro, che già agiscono indisturbati, ma al peggio non c’è limite a quanto pare. Buon Vento Airuen, di Cuore, Gavino
1 febbraio, 2008 alle 8:46 pm
Avevo sempre creduto che L’INTRALCIO ALLA GIUSTIZIA fosse reato, come pure non assumere le categorie protette laureate, eppure la realta’ mi dice che sono finita nella spazzatura del paese italiano. Un branco di personaggi orridi che finiranno molto male se continuano a fare di testa loro.
1 febbraio, 2008 alle 8:21 pm
Volevo dire “intralciano” e anche molto purtroppo. L’America cambia e’ aime’ credo che dovro’ scappare dall’Italia. Il mio oroscopo dice che ho doti profetiche, io vi ho avvertito, poi fate quello che volete. Ti ho gia’ citato il testo “Nella mia stanza” dei Negramaro Gavino. Il testo dice “nella mia stanza io non sento la distanza”.
1 febbraio, 2008 alle 8:18 pm
In effetti il mio scudo enorme e’ dovuto ai vari fregoni che m’intalciano il cammino di continuo. Scusa ma io mi devo difendere da quando sono nata. Poi Gavino, scusa se te lo dico, ma le tue doti poetiche sono scarsine, non te la prendere ma ti vedo piu’ pratico che scrittore, io in verita’ non sono molto pratica. Ok Gad fai pure da arbitro.
1 febbraio, 2008 alle 5:55 pm
Grazie Gad, io non volevo arrecare disturbo a nessuno, tantomeno all’ospite.
1 febbraio, 2008 alle 5:54 pm
Per finire ti invito a qualificare “i testi scopiazzati” di cui s-parli e a dosare le parole, potresti incorrere in un “eccesso di legittima difesa”.
1 febbraio, 2008 alle 5:52 pm
Gavino e Airuen, mi propongo come paciere
1 febbraio, 2008 alle 5:49 pm
…E trovo banalmente generalizzanti i tuoi commenti “regionali” Airuen!
1 febbraio, 2008 alle 5:47 pm
Airuen, confondi l’ironia con l’”Erwinìa” e la chiarezza con la durezza, proprio tu che usi sciarade e nonsense!?! Mi meravigli, come si può offendre chi non si conosce? Ti trovo solo eccessivamente permalosa, quindi capisco e tiro innanz’.
(Confermo, nessun alter ego)
1 febbraio, 2008 alle 2:21 pm
L’esigua minoranza la fanno le menti minorate italiane. Ti ricordo che queste persone del meridione sono COSTRETTE AD EMIGRARE PER COLPA DEL SOFFOCAMENTO RIPETUTO e che mio nonno materno era calabrese, quindi offendi anche me.
1 febbraio, 2008 alle 2:06 pm
All’appello mancano anche lucani, bloccati principalmente da SOFFOCANTISSIMI CAMPANI, SICULI E SARDI. Ti spiego io perche’ sono asociali adele con la a minuscola, con me non lo sono per niente.
1 febbraio, 2008 alle 2:02 pm
Se qualcuno di questa esigua minoranza emarginata, però si mostrasse un pò meno asocievole….
1 febbraio, 2008 alle 1:54 pm
Secondo le mie ricerche personali infatti c’e’ un sovrannumero di artisti laziali, siciliani, toscani, lombardi, ecc. ecc. rispetto a quelli pugliesi e calabresi che si possono contare sulle dita, poverini. Pensati quanto sono soffocanti!
1 febbraio, 2008 alle 1:50 pm
Solo qui, ti dò ragione.
1 febbraio, 2008 alle 1:46 pm
Certi giochi di parole sono solo rime giocose divertenti che sdrammatizzano e causano semmai sane risate, niente piu’. Per insultare e fare violenza non c’e’ bisogno di bestemmiare infatti. LA BESTEMMIA PIU’ GROSSA E’ SOFFOCARE IL MONDO COME FA IL GOVERNO ITALIANO CENSURANDO L’ESPRESSIONE DI ARTISTI CHE VALGONO PIU’ DI TUTTA L’ITALIA MESSA ASSIEME!
1 febbraio, 2008 alle 1:35 pm
E poi, Gad, se non e’ un insulto chiamare questo BLOG “BASTARDO” dimmi te cos’e’ un insulto? Io parolacce come ti ripeto e come puoi controllare non le ho mai scritte qui. Citamele che poi posso ricredermi, la memoria corta posso averla anche io, non lo nego.
1 febbraio, 2008 alle 1:29 pm
E poi non dici niente a DSEDAA che ti da’ del senzadio? Non fare il censuratore per favore Gad, che poi crolla il mondo, se volete che crolli il mondo sono cavoletti di Bruxelles vostri. Gavino scoppiazza i testi degli altri senza fare citazione e quello se lo sa la SIAE poi sai che multe?