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Articolo uscito su “Repubblica”.
Ho provato molta curiosità, l’altra sera, quando il Tg1 ha annunciato con rilievo, nei suoi titoli d’apertura, un’intervista al direttore di Avvenire, Dino Boffo.
Che cosa sta per comunicarci di così importante il mio amico Boffo, la cui relazione fiduciaria con il cardinale Ruini prosegue da quasi vent’anni? Si esprimerà sulla difesa della vita, sul ruolo della famiglia, sulla controversia teologica con gli ebrei? Macchè, la parola gli viene data nei primi minuti del telegiornale, quelli dedicati alla politica interna, subito dopo un resoconto sul braccio di ferro nel centrodestra fra Berlusconi e Casini. Premesso, come di consueto, che la Chiesa non fa scelte di schieramento, il direttore di Avvenire dice finalmente quel che premeva rendere pubblico a lui e a Ruini: “E’ interesse dei cattolici, ma anche dello stesso centrodestra, che sia salvaguardata la presenza in quello schieramento di un partito che fa direttamente riferimento alla dottrina sociale cristiana”.
Così noi telespettatori abbiamo potuto arguire che dalla Cei viene trasmesso un duplice invito: all’Udc perché rimanga nel centrodestra; e a Berlusconi perché rettifichi il suo perentorio invito alla confluenza dell’Udc nel Popolo delle libertà, pena la fine della coalizione elettorale.
Poco m’importa stabilire se la dichiarazione di Boffo al Tg1 vada considerata un’ingerenza oppure no. Certo però che un tale singolare, minuzioso interessamento alla sfera partitica, declina assai modestamente il diritto rivendicato dalla Chiesa a intervenire nel dibattito pubblico. Va bene che la religione entra sempre più spesso, a proposito o a sproposito, nei discorsi politici. Va bene che la Chiesa rivendica il diritto-dovere di esprimersi su leggi e regolamenti, come si suol dire, “eticamente sensibili”. Ma dubito esistano argomenti spirituali in favore della salvaguardia di un partito cristiano nel centrodestra.
Di conseguenza vi sono altre domande che rivolgerei a Boffo. Forse Ruini avrebbe preferito che un omologo partito di matrice cattolica sopravvivesse anche nel centrosinistra? La speranza delusa della Chiesa era di ispirarli entrambi, magari nell’attesa che rinasca al centro una nuova Democrazia cristiana?
Fatto sta che il sorprendente intervento a gamba tesa della Chiesa nel dibattito in corso nel centrodestra, denota una sua preoccupazione mondana. Viene il dubbio che alla Chiesa dispiaccia la formazione di due grandi partiti alternativi. Non per motivi religiosi, ma perché un sistema tendenzialmente bipartitico indebolirebbe l’esercizio dell’azione lobbistica in cui s’è specializzata, avvantaggiandosi della frammentazione parlamentare. La politica della Seconda Repubblica è stata afflitta da un crescente degrado morale, ma ciò paradossalmente ha favorito la Cei nel reperimento di interlocutori strumentalmente clericali. La nascita del Pd e del Pdl da questo punto di vista rappresentano un’incognita.
Ricordiamo bene il rammarico con cui Ruini aveva preso atto dell’incontro fra la Margherita e i Ds. Un’ostilità dedicata in particolare ai cattolici di sinistra, primo fra tutti Prodi, che hanno voluto il Partito democratico anche perché lo concepivano come diversa relazione tra fede e impegno politico, cioè come superamento degli anacronistici steccati religiosi.
Oggi la Chiesa si impegna pubblicamente per scongiurare che un’analoga fusione venga realizzata sul versante conservatore. Poco le importa che questo sia già stato l’esito felice di una democrazia matura nel resto d’Europa. Meglio che niente, si aggrappa alla possibilità che sopravviva un piccolo partito cristiano a destra. Calcolando che i cattolici di sinistra già ripetutamente accusati da Avvenire di subalternità al pensiero radicale e di disobbedienza alla dottrina, tornino prima o poi sui loro passi.
Non ho la più pallida idea di come andrà a finire il braccio di ferro fra Berlusconi e Casini. Ma in compenso adesso mi è più chiaro il disegno politico perseguito da Ruini. Guarda caso il leader dell’Udc, non appena subito l’aut aut degli alleati di centrodestra –o vieni in lista con noi, o corri da solo- s’è premurato di far sapere qual è stata la sua prima telefonata: al vicario di Roma, che non è più presidente della Cei ma conserva l’anomalo ruolo di leader politico dei vescovi italiani.
Dispiace che per diventare una democrazia matura l’Italia debba imbattersi pure in questo ostacolo. Dispiace che la Chiesa viva con fastidio la nascita di due grandi partiti alternativi, all’interno dei quali i cattolici possano trovarsi a loro agio. Senza bisogno di rappresentanze parlamentari separate, che a me sembrano piuttosto dépendances curiali per cardinali appassionati di politica.





14 febbraio, 2008 alle 12:32 pm
Devo essermi perso qualche importante passaggio storico filosofico…
Ma quand’è che Cristo ha chiesto ai suoi discepoli di fare politica?
14 febbraio, 2008 alle 12:23 am
«L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare».
IN QUESTO PENTOLONE BOLLE IL VECCHIO, E LO SI VEDE…SCHIUMA IL NUOVO E LO SI SENTE…Purtroppo la schiuma fuoriesce laddove non sigilla il coperchio delle ideologie. Basta leggere alcuni di questi post per capire quanto ciarpame ideologico ancora sopravvive…Ferrara come gli altri estemporanei “di destra” o non di sinistra è di questa razza. Il suo dinamismo mentale, ampiamente dimostrato, è una qualità rara: per altri riprovevole vizio.Egli ha il coraggio di essere ciò che è, pensa e vive.Dov’è l’appunto morale?
13 febbraio, 2008 alle 10:22 pm
Leggendo vari interventi, rimango inorridito dalla squallida propaganda veteroanticlericale, che raccatta falsità storiche a badilate, per far quello che universalmente negli ultimi giorni è stato criticato sia a destra sia a sinistra: ovvero esercizio di becero laicismo stile “La Sapienza”.
Gesù non è mi esistito? Il cattolicesimo è merda (sic! così è scritto)?
Tornando a tema: preferisco pensare che Boffo nel suo intervento volesse dire che si auspica che come nel centrosinistra nel PD, anche a destra rimanga un avamposto di ispirazione cristiana. Non per far lobby, che il caro Gad afferma, tradendo sempre il vetriolo anticlericale che gli cola dalle labbra, ma semplicemnte per garantire la possibilità di colloquiare con entrambi gli schieramenti, cosa necessaria e dovuta per chi si vuole definire cattolico, che vuole dire semplicemnte universale
13 febbraio, 2008 alle 2:49 pm
“Quanto tempo ancora bisognerà aspettare perché un papa, interessato più alle anime che agli imbrogli di palazzo, pronunci nuovamente quelle due paroline magiche:
non expedit.”
Er cartello stavorta nun c’era. L’affitta sta roba o no? Se è in locazione:Che vor dì?
13 febbraio, 2008 alle 2:02 pm
La sinistra in ginocchio?
Alcuni richiami all’articolo di Gad Lerner comparso su Repubblica dell’11/2/2008, prima di dare una risposta al quesito che il titolo solleva, chiarendo di ‘cosa’ si continua a trattare in quella politica che secondo Max Weber costringe al patto con il Diavolo.
1) Che la Chiesa abbia storicamente fortissime preoccupazioni mondane, oltre che scontato, è stato recentemente ribadito da un noto cardinale. Del resto occorre anche capire se per “Avvenire” si intende quello di una Gerusalemme celeste o quello di un’azzurra Roma imperiale.
2) La Chiesa non fa esplicite scelte di schieramento, poiché incarna scientemente una vocazione politica teocratica che contrappone il suo dio a quello dei suoi ‘nemici’. La partita che gioca è in un campo dove il centro è ovunque e in nessun luogo. Come noto, il dio-centro della Chiesa è rappresentato dalla figura di Gesù, che per una metà della popolazione mondiale era solo un profeta, mentre per alcuni storici non è nemmeno esistito.
3) Che vada bene o che vada male la religione non solo entra nel dibattito politico, ma sta prepotentemente in simbiosi con tutti i poteri terreni più forti, ancorché in modo più o meno esplicito ed in versioni ancora in gran parte da analizzare. Non a caso Heidegger parlava di ontoteologia all’epoca in cui Husserl discettava di crisi delle scienze europee. Non a caso il politologo Giorgio Galli studia il fenomeno della New Age, non condividendo al riguardo le ansie di Introvigne. Si tratta sempre di un qualche dio e di una qualche salvezza : cambiano le forme, non la presunta ’sostanza’.
4) La Chiesa è del tutto consapevole che il potere sta sempre al centro, al di là del nome e della forma che ‘esso’ di volta in volta assume. Anche la scalata alla RCS si è tentata nel nome di un divino centro che non è quello severiniano, ma sembrava piuttosto un centro di matrice cristiano-vaticana, posizionato ‘alla destra del Padre’. Quando Mircea Eliade parlava del dio-che-lega, non ne immaginava la popolare versione bossiana che in Italia ha praticato ogni sorta di coincidenza oppositorum. Beninteso, alla resa dei conti anche la Lega col suo dio Po si è sistemata alla destra del ‘padre santo’, guarda caso dopo avere inizialmente voluto occupare a titolo simbolico gli scranni centrali del Parlamento.
5) La maturità europea, oltre a registrare anche la conversione di Blair, pare oggi volersi fondata su ‘radici’ non cristiane tutte da scoprire. Dunque sembrerebbe che vi siano eccome argomenti ’spirituali’ volti a salvaguardare centrodestra e relativo partito cristiano. In Italia la laicità a sinistra è infatti poca, ma ad un certo divino potere risulta comunque sempre eccessiva. Bisognerebbe piuttosto capire questo derridiano ‘esprit’ che ruolo continua a giocare nel suo vizioso giro per il mondo, attraverso le varie sapienze.
In un articolo su Repubblica del 15/8/2005 Ezio Mauro analizzava con maestria l’approccio politico berlusconiano, individuandone la dimensione mistica totalizzante. Si capisce che la Chiesa abbia un bel da fare a gestire la diritta via dovendo tenere a bada un tale azzurro impero che ora sbandiera pure cristiane radici. Occorrono uomini di fiducia che ne compensino gli eccessi di onnipotenza o si rischia di mettere a repentaglio il trono del dio terreno.
Dunque, poiché a sinistra il buon cristiano Walter è troppo soggetto al rischio laico, è opportuno infilare un cavallo di Troia antilaicista doc laddove le garanzie sono comunque più solide. Al dio pagano che Berlusconi spaccia per cristiano, occorre affiancare la giusta dose di cristianità certificata.
Chiesa docet dunque, ma ormai chi è sa.
Chi è sa che si allude sempre ad un qualche dio ‘centrale’, al potere di una qualche ‘cosa’ che sta nel mezzo, tutto sta a capire di quale cosa si tratta, rossa, bianca o azzurra che si voglia. Oui et non, diceva il socialista Mitterand, contraddizione la chiamano i filosofi, terza via i politicanti di mezza Europa. Agli elettori bisogna però presentare il mediatore universale nella veste più accattivante, con la dovuta spiritosa simbolica. Ecco perché Berlusconi continua a vincere, è di gran lunga il più abile ad intercettare ed aggregare l’avvenire dell’illusione italica. Assolutamente da manuale lo slogan elettorale dell’Italia in ginocchio che deve rialzarsi come Lazzaro. Intanto sull’altro fronte i leader ’storici’ hanno paura di smarcarsi dal divino centro, di arrischiarsi sul terreno di una europea laicità, figurarsi poi se dovesse dirsi addirittura non cristiana! E mentre gli avversari cincischiano, Berlusconi ha già fatto sua anche la paternità delle cristiane radici, trasformando il suo vitello d’oro in un Cristo superstar, più prossimo a Cesare che al dio che gli si vuole contrapposto. Tout simplement un Cesare/dio. Ma ecco allora pronto l”autentico’ partito cristiano che si affianca a Cesare per salvare il salvabile. Sua la potenza, suo il regno.
Da vent’anni almeno la sinistra italiana ha un problema che non risolve. Vuole vincere con gli stessi argomenti dell’avversario, da un lato essendo in palese contraddizione interna e dall’altro disponendo di molte meno risorse ad hoc. Continua a scommettere sul dio sbagliato che è saldamente in mano agli avversari o quantomeno non è capace di darne una sua versione vincente. Non sarebbe ora che anche la sinistra italiana trovasse il suo nuovo dio? Per il momento è stato molto più bravo papa Ratzinger che ha dato la patente di cristianità al Dalai Lama. Se l’intellighenzia progressista non riesce ad esprimere una versione moderna del ‘dio politico’ è destinata ad essere sconfitta da chi in Italia ne detiene il più tradizionale credo.
P.D.
13 febbraio, 2008 alle 9:56 am
E’ buffo che Boffo non abbozzi per un’abbuffata di busse, sebbene uno dei suoi precetti gli prescriva di porger l’altra guancia alle offese ricevute. Se la verità è offesa.
Il vittimismo sì però, è lecito, ed al vittimismo, più che alla guerra di religione o al tormentone della riduzione delle tasse, dovremo, purtroppo, prepararci in questa campagna elettorale, perché scendono in campo in armi gli ex democristiani curiali, gran maestri nella retorica eristica che usano da più di 104 anni.
Perché, non importa la volontà popolare, non contano i ragionamenti, è irrilevante la proporzione delle forze in campo quando è un sopruso rilevare l’illecita ingerenza di uno Stato straniero, sebbene immateriale, nella poilitica italiana.
Sì, mille volte sì, ha diritto il povero, umile direttore di Avvenire di consigliare ai cattolici come votare, altrimenti, che ci starebbe a fare?
Povero Boffo allora c’è da dire, non è la Cei, e non è il Vaticano, allora cos’è: un ectoplasma?
Quanto tempo ancora bisognerà aspettare perché un papa, interessato più alle anime che agli imbrogli di palazzo, pronunci nuovamente quelle due paroline magiche:
non expedit.
Grazie a Giovanni per la segnalazione.
13 febbraio, 2008 alle 8:13 am
[...] Fonte: Il blog Gad Lerner [...]
13 febbraio, 2008 alle 8:12 am
Lei caro Gad sicuramente lo avrà letto ma con buona probabilità non i suoi ospiti, mi permetto di inserire dunque un piccolissimo contributo del direttore Dino Boffo pubblicato su Avvenire di ieri.
POLEMICA STRAVAGANTE E UN PO’ OZIOSA
La bacchetta del capoclasse Gad Lerner spartisce i ruoli
T utti i direttori di giornale sono uguali, ma qualcuno è meno uguale degli altri. Il cattivo pensiero (non vittimista) ti viene, se bastano la miseria di due minuti di intervista al Tg1 – su sua richiesta – per ritrovarmi bacchettato su Repubblica
di ieri dall’amico Gad Lerner, nei panni inusitati del capoclasse che decide chi ha diritto di parola e chi no. Per dire: la mia (di Boffo) è indebita ingerenza, quello degli altri un dovuto, necessario contributo al dibattito. Tra l’altro, fra titolo e testo c’erano, nel quotidiano di De Benedetti, non poche sovrapposizioni curiose: per la precisione, io non sono la Cei, la Cei non è il Vaticano. Ma tant’è.
Così va il mondo, nella ‘Fattoria dei mass media’, e peccato non ci sia un George Orwell che continui a descriverla. Tutti i giornalisti, e tutti i direttori, possono dire quel che gli pare giorno e notte, occupando con la propria faccia ogni teleschermo del Paese.
Proprio tutti? No, tu no. E chi lo decide? Lo decide il circolo degli autoeletti, i ras che esternano sui giornaloni e nei loro talk show.
Decidono loro l’elenco dei buoni e dei cattivi. Loro elargiscono ‘consigli’ e, all’occorrenza, anatemi. Per meritarseli, basta avere un pensiero non omologato, diverso da quello delle gazzette dei poteri forti; basta non assecondarli. In fondo non è che non lo sapessimo: dobbiamo restare docili nel nostro recinto. Se ci avventuriamo fuori, illudendoci di essere uguali agli altri, ecco che si agitano, si eccitano, si indignano e zac, ti arriva la bacchettata.
Possibile che a Gad Lerner, mentre compilava le ottanta righe del suo richiamo da capoclasse, non sia venuto il dubbio che andava a consumare un sopruso?
In passato ogni tanto mi invitava (invano) alla sua trasmissione tv.
Da oggi non mi inviterà più.
Vedremo di farcene una ragione.
(d.b.)
12 febbraio, 2008 alle 10:34 pm
41-E’ retorica la domanda? Comunque sia, merita una risposta.
I cristiani in Italia soprattutto in Sicilia, già dall’alba dell’unificazione, seguivano la politica reazionaria della Chiesa e dei poteri baronali legati a questa. Per evitare che con il loro voto potessero compromettere il neo assetto politico-istituzionale del regno, i governi di destra e sinistra storica, si guardarono bene dall’introdurre il suffragio universale. Ci pensò, all’ultimo,e troppo tardi Giolitti e, con l’esclusione delle donne, per il motivo già accennato. Le donne fraquentavano troppo i confessionali…Però, ad esser più precisi, la cultura reazionaria di stampo aristocratico-ecclesiastico, che spiega questa associazione di termini destra e cattolico, risale dai banchi della rivoluzione francese. E’ lì che si esercitarono quelle coscienze, che tornano a vivacizzare, anacronisticamente, il clima attuale.
12 febbraio, 2008 alle 9:30 pm
Onestamente non ho mai capito come un Cristiano possa essere di destra.Me lo sono sempre chiesto,ma poichè,in Italia in particolare,essere di destra non significa assolutamente nulla(tranne che essere contro ‘la sinistra’e i ‘comunisti’,cioè il niente),ancora più assurdo,per una fede basata sugli esclusi,sugli ultimi,sui poveri del mondo,sulla ‘comunione’(stessa radice di comunismo),sulla rinuncia ai beni terreni,sull’amore verso il prossimo,sul pacifismo più assoluto(porgere l’altra guancia),sulla mitezza d’animo etc.etc.
Ma cosa c’entra tutto questo con la destra?Qualcuno me lo spieghi:non l’ho mai capito.
12 febbraio, 2008 alle 6:55 pm
Devo proprio dire di essere d’accordo con Lei, Gad (mammamia! La cosa mi preoccupa). Trovo assurdo che,avendo preso finalmente piede la giusta tendenza a creare un sostanziale bipartitismo nel nostro Paese, qualcuno non trovi di meglio, per mettere il bastone tra le ruote, che difendere a spada tratta l’esistenza di un partitino con la qualifica “cristiano” nel nome. Cosa inutile ed anacronistica: chi vorrà ispirarsi a valori cristiani nel fare politica, potrà farlo tanto mantenendo visibili nomi e simboli, e semplicemente alleandosi con il partito principale di riferimento, quanto fondendosi in esso, rinunciando a quelle condizioni.
12 febbraio, 2008 alle 6:31 pm
[...] autorizzato dal Vaticano della "dottrina sociale cristiana", è criticata oggi da Gad Lerner su "Repubblica" con parole che non si possono non [...]
12 febbraio, 2008 alle 12:48 pm
La campagna elettorale non è ancora iniziata ed è già partita la corsa ad accaparrarsi le pacche sulle spalle da parte della gerarchia.
C’è chi urla il suo appoggio, solo oggi, ad una moratoria sull’aborto e chi in difesa della vita decide di candidarsi con una sua lista pro-life. E qualche cardinale, con il suo direttore di giornale, ne approffitta.
Siamo solo agli inzi… e in molti cercano di essere i primi su valori e fede pur essendo stato altro fino a ieri. A loro si aggiungono coloro che pretendono di rappresentare i cattolici, la dottrina e il magistero. Unici difensori veri.
E quei cattolici che con fatica cercano di capire, di confrontarsi, di dialogare con il mondo? Pare siano un po’ meno cattolici. Serie B.
Provo sconforto e amarezza per un uso così spregiudicato della fede, dell’intimo di uomini e donne che con fatica tutti i giorni tentano di avvicinarsi a quel Dio che tanto ama i suoi figli.
Saranno due mesi difficili. Di colpi bassi, uno dietro l’altro, esclusivamente per ottenere un voto in più. Forse il paese vuole questo. Forse i cittadini, i cattolici desiderano questa Italia.
Non mi rassegno.
Credente, cattolico, cittadino penso che possa esistere un modo diverso di vivere la passione civica, la politica, l’uso del potere, di testimoniare la propria fede.
Qualcuno poco tempo fa disse «Meglio contestati che irrilevanti».
Forse è giunto il momento di andare oltre alla quotidiana testimonianza (parrocchia, volontariato, associazione). Forse è necessario dare un volto, un nome, dire chiaramente che ci sono cattolici che non condividono l’arroganza… nè quella politica, nè quella ecclesiale. Oggi ci vorrebbe un po’ di quel coraggio che l’Azione Cattolica ebbe nell’86…
Dicharazioni, raccolte firme, documento, manifestazioni, mail, blog, articoli… ammettiamolo, siamo un po’ restii a queste cose. Ma oggi il rischio è il silenzio e la derisione. Che fare?
12 febbraio, 2008 alle 10:01 am
Volevo dire che mi manca una Chiesa che faccia testimonianza sul vissuto di tutti i giorni, sul proprio vissuto.
Ci sono un sacco di uomini coraggiosi come Padre Puglisi là fuori, peccato siano soli (e ben isolati).
12 febbraio, 2008 alle 9:26 am
33 Buongiorno, che bel nome Alfonso, guarda: “Anche se apparentemente spagnolo, Alfonso è certamente germanico, contrazione di adalfuns, dalle due radici adal-nobile, e funsa-pronto valoroso. Introdotto in Spagna dai visigoti nel meridione italiano sotto la loro dominazione, si è irradiato nel resto dell’Europa, essendo stato il nome di molti re spagnoli. Al femminile è usato il diminutivo di Alfonsina.
Onomastico 1 agosto”. (internet)
Wow
12 febbraio, 2008 alle 9:22 am
35 non mira al potere piccolo, non hai capito, mira a quello grosso imbavagliandolo e mettendo dei piccoli impostori (loro stessi) fasulli che si fingono grossi e fanno la voce grossa con i loro simili, cioe’ quelli piccoli. Casomai se la prende con i piu’ deboli, ma i piu’ deboli non sono affatto il potere piccolo caro mio.
12 febbraio, 2008 alle 9:18 am
Spiace constatare come parte del Vaticano, purtroppo una parte assai influente, miri al bersaglio piccolo.
Il potere è una tentazione abbastanza facile e in questo quadro il lavoro sporco dell’UDC siciliano è un piccolo fastidio tollerabile.
La mafia ha sempre pagato bene, parlo di oboli, money, cash, edifici, scuole.
In cambio non chiede mica tanto, stare zitti è abbastanza facile, in cambio.
“L’assoluzione” con R.De Niro e Duvall è un film attualissimo. Guardatevelo.
12 febbraio, 2008 alle 12:29 am
Mah|La Dc era tutto e il contrario di tutto(un pò lo è anche la Chiesa Cattolica).
Gradirei sapere,perchè non l’ho capito,perchè Berlusconi vuole tutte le elezioni separate,facendo spendere allo Stato(e a tutti quelli che pagano le tasse,certamente gli evasori se ne sbattono)inutilmente somme che si potrebbero risparmiare.Ma che imprenditore è?
11 febbraio, 2008 alle 11:06 pm
Caro/a sbevette,
ho perfettamente inteso il tuo punto di vista che, come punto di vista, ti appartiene e difendi.
Nulla da ridire.
Ti invito a rileggerti però, specie nella parte finale, e poi a confrontarti con ciò che ti sta intorno, e, fuor di partigianeria, interrogati su cosa sia più opportuno per la Nazione nella quale vivi, per i tuoi figli, se ne hai, per la tua famiglia.
Nella retorica che inneggia ai grandi uomini politici della prima repubblica io non ci casco.
Me li ricordo bene tutti, di destra, sinistra, e centro, buoni e cattivi, onesti e corrotti, e di tornare indietro a quei tempi non ne ho proprio voglia.
Se proprio ne hai voglia tu, tanto da volerti annichilare nel passatismo, fallo pure, non posso altro che augurarti bon voyage.
11 febbraio, 2008 alle 10:46 pm
per DSE e DAA:
No.
Scusa, il mio partito nasce storicamente da 150 anni di cattolicesimo politico e si deve suicidare solo perchè lo dice Berlusconi dal predellino di una macchina alla vigilia delle elezioni? O dobbiamo tutti entrare nella Rosa Bianca che è nata l’altro ieri??? Al massimo ci alleeremo con la Rosa Bianca, ma certo non cambieremo i nostri ideali all’improvviso solo perchè ci viene comandato da un manipolo di affaristi della politica che si sono messi ad imitare frettolosamente e un po’ in ritardo Walter Weltrons.
Io penso che la politica senza un chiaro oriantamento politico-ideale crolla, perciò il PDL è destinato a disintegrarsi perchè non si fonda su nulla se non sulla leadership, riprende lo sbaglio di Prodi (mettere un accozzaglia di ideali in un insieme unico) e lo amplifica, perchè anzichè essere una coalizione questa volta è un partito!! Quanto meno il PD un vago programma, un vago tentativo di costruirsi un identità attorno a dei valori, se lo è fatto, ma questo PDL che è??? Sono liberali? Sono conservatori? Sono cattolici? Cosa sono? Che idea di giustizia, di libertà, di democrazia hanno? Io non lo so, e non lo sanno manco loro perchè hanno creato questo partito al telefono!. Tu dici che dovrei mettere il cuore in pace perchè questa manovra si allinea con il volere di parte dello stanchissimo e arcistufo popolo italiano che pensa che i problemi si risolvano spazzando via metà dei partiti?.. Io no. Non mi fido dell’arcistufo popolo italiano, che del resto l’ultima volta che nella storia si è “arcistufato” dei partiti e delle divisioni ha mandato al potere Benito Mussolini.
Io voglio vedere uno statuto, voglio dei congressi democratici, voglio un assemblea costituente e programmatica, voglio un sistema elettorale con le preferenze… e poi forse tutto questo non mi basta neanche perchè trovo inutile fondere troppi ideali politici divergenti in un partito unico, anche se questo fosse fatto democraticamente, figurarsi si avviene NON democraticamente come è accaduto!
Quanto alle bacchettate della gerarchia, credo che la Chiesa, nella sua autonomia sia libera di farlo, l’importante è che non nomini i sindaci e non faccia multe agli automobilisti. Fino ad allora per me la laicità è rispettata, essendo tutti gli Italiani, esseri muniti di cervello, non credo che l’influenza dei pareri del Vaticano sia più degenerante e manipolante di quella degli attori, dei cantanti, delle veline, dei protagonisti del grande fratello, dei film, delle pubblicità, degli sportivi,…
Se poi qualche prete, che è cittadino italiano come gli altri, volesse candidarsi premier per l’UDC al posto di Casini, a me un nuovo “Don Luigi Sturzo” non dispiacerebbe.
Io propongo Monsignor Fisichella come candidato per l’UDC, previe dimissioni dagli incarichi ecclesiastici…
Quanto allo stato pontificio, è un ipotesi interessante, tuttavia preferirei una monarchia parlamentare costituzionale all’inglese col Papa (di nomina elettiva dunque e non dinastica) al posto della Regina Elisabetta….
11 febbraio, 2008 alle 10:06 pm
29 l’avevi gia’ scritto, che ti e’ successo? Ti sei inceppato pure tu? 30 grazie per ricordarmi che Pierre Vidal-Naquet e’ ebreo, lo sai che non lo sapevo neanche e lo ho pure nell’elenco della bibliografia della mia tesi di laurea perche’ ho usato sue fonti storiche? Lo ho pure tradotta sia in ingese e in italiano e siccome ha un punteggio alto e’ nella biblioteca del mio college in Inghilterra.
11 febbraio, 2008 alle 9:55 pm
Linguistica indoeuropea.
“ériu” (accusativo di “érin”) in irlandese, e “ywerddon” in gallese designano l’Irlanda e derivano dall’antica paola composta
*epi-weryo(n) che significa l’isola.
Sebbene presentino assonanze innegabili “èriu”, “ywerddon”, ed *epi-weryo(n) non hanno alcun rapporto con *aryo che significa signore.
Mentre il termine ary-, con il significato di “parente, membro della famiglia, compagno” ed è passato dall’ugaritico all’egiziano, entrambe lingue semite, nella forma di -ìry col significato di “compagno” per essere preso in prestito dagli scitoceltici e traslitterato in *aryo che è all’origine di “ariano”, entrambi, ary- ed -ìry, spesso presenti in antroponimi celti e germanici.
11 febbraio, 2008 alle 9:40 pm
28 tornando all’etimologia dei nomi viene fuori che Erwin e’ di origine tedesca e che significa “Insicuro e amico dell’esercito”. Spero non dell’esercito nazista.
24 In effetti con quello che sta succedendo in Kenya e in USA c’e’ n’e’ da discutere, solo che fino ad oggi di temi non italiani se ne occupa la RAI mi sembra ma solo nelle trasmissioni di storia e geografia.
11 febbraio, 2008 alle 6:47 pm
Ho pubblicato nel mio blog sulla “Stampa” questo post relativo all’articolo apparso su “Repubblica”.
La dichiarazione del direttore di “Avvenire” Dino Boffo, rilasciata il 9 sera al Tg1 circa il partito dell’on. Casini, considerato l’unico interprete autorizzato dal Vaticano della “dottrina sociale cristiana”, è criticata oggi da Gad Lerner su “Repubblica” con parole che non si possono non condividere.
Scrive Lerner che è chiaro il “disegno politico perseguito da Ruini”, attuale vicario di Roma, e non più presidente della Cei ma con “l’anomalo ruolo di leader politico dei vescovi italiani”: “Dispiace che la Chiesa viva con fastidio la nascita di due grandi partiti alternativi, all’interno dei quali i cattolici possano trovarsi a loro agio. Senza bisogno di rappresentanze parlamentari separate, che a me sembrano piuttosto dépendances curiali per cardinali appassionati di politica”.
Il titolo dato dalla redazione al pezzo, è molto significativo: “La gamba tesa del Vaticano”.
Una constatazione: sui campi di calcio in questi casi si fischia la punizione. Purtroppo tra Italia e Vaticano non esiste arbitro.
11 febbraio, 2008 alle 6:33 pm
Sbavette,
ma non basta la rosa bianca di Pezzotta per testimoniare la presenza cattolica in politica?
Il resto lasciatelo ad una politica che sta cercando di trovare un assetto intorno al sistema maggioritario bipartitico nella direzione auspicata dai referendari, che è divenuto necessità, non moda come sarcasticamente sottolinei.
Politica autenticamente laica, lasciamelo dire, non nel senso che non ascolti le pulsioni che provengono dalla coscienza anche cattolica, ma che possa muoversi liberamente senza sottolineature, bacchettature o diktat provenienti da ambienti ecclesiastici.
O no!?
11 febbraio, 2008 alle 6:20 pm
Cara Federica, grazie delle parole d’amicizia. In effetti sono imbarazzato io stesso per lo spazio eccessivo che sto dedicando in tv alla politica italiana. So di sacrificare argomenti più importanti cui, in altre stagioni, ho dato ben altro spazio. Diciamo che è la dura legge del mercato. Cercherò di ribellarmici almeno un po’, ma mercoledì toccherà ancora politica…
11 febbraio, 2008 alle 6:16 pm
Caro Gad Lerner,
da anni attendo con piacere l’appuntamento del mercoledì sera con l’Infedele, che considero una delle poche trasmissioni intelligenti in tv.
Spero però che verrà dedicato spazio anche ad altri argomenti, meno di politica interna italiana (di cui a volte non se ne può più..) come per esempio situazioni “africane”: l’esodo degli immigrati verso Lampedusa, il tremendo squilibrio Nord-Sud del mondo, etc etc… o altri argomenti appassionanti come questioni economiche nazionali o internazionali..
grazie e complimenti
11 febbraio, 2008 alle 5:56 pm
Ot (PDL)…
Risoluzione del Parlamento europeo del 31 gennaio 2008 su una Strategia Europea per i Rrom
Il Parlamento europeo,
– visti gli articoli 3, 6, 7, 29 e 149 del trattato CE, che impegnano gli Stati membri a garantire uguali opportunità a tutti i cittadini,
– visto l’articolo 13 del trattato CE, in base al quale la Comunità europea può prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sulla razza o l’origine etnica,
– viste le sue risoluzioni del 28 aprile 2005 sulla situazione dei rom nell’Unione europea(1) , del 1° giugno 2006 sulla situazione delle donne rom nell’Unione europea(2) e del 15 novembre 2007 sull’applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri(3) ,
– viste la direttiva 2000/43/CE, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica, e la direttiva 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro, come anche la decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia,
– vista la relazione per il 2007 su Razzismo e xenofobia negli Stati membri dell’Unione europea, pubblicata dall’Agenzia per i diritti fondamentali,
…
11 febbraio, 2008 alle 5:46 pm
21 Grillo e’ con lo stato, lascia stare quello che va farneticando.
11 febbraio, 2008 alle 5:41 pm
18- Ecco era 18, lo sapevo che non ci azzeccavo. RISCRIVO, ANZI COPIOEINCOLLO
Dillo a Savonarola alias Beppe Grillo. Forse anche lui è preoccupato che lo Stato l’ha fregato di nuovo
11 febbraio, 2008 alle 5:39 pm
8- Dillo a Savonarola alias Beppe Grillo. Forse anche lui è preoccupato che lo Stato l’ha fregato di nuovo
11 febbraio, 2008 alle 5:32 pm
18 BRRRRRRRRRRRR che gelo che sento, sono ibernatissima.
11 febbraio, 2008 alle 5:27 pm
I soldi dei CONTI CORRENTI, BOT, BTP, CTZ SONO A RISCHIO CONGELAMENTO!
E stasera c’é il Grande fratello!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.
11 febbraio, 2008 alle 5:13 pm
Anch’io ho ascoltato con molto fastidio la dichiarazione del direttore di Avvenire, anche se senza sorpresa perche’ in casa mia si ricordava sempre che la maggioranza dei preti, nei discorsi domenicali dal pulpito, sotto elezioni ai tempi della DC, dicevano chiaramente di votare per un partito che fosse democratico e cristiano. Nulla di nuovo quindi. Nulla di nuovo anche per quel che concerne i direttori del TG1 passato dal panino di Mimun al minculpop di Riotta. Il Riotta, noto gia’ per aver fatto per diciotto mesi quasi quotidianamente un servizio sul tema “quando cade il governo” e affini, con insistenti interviste a Casini, non si poteva certo esimere dal dare voce, democraticamente, anche al Direttore di Avvenire. Cerco dantescamente, ma anche un po’ disturbata di stomaco, di dirmi “non ti curar di lor ma guarda e passa” . Mi spiace moltissimo pero’ in tutta questa storia cosi’ ripetitiva, che l’Italia abbia perso la guida di quel grande statista che e’ stato ed e’ Prodi. Avevo gia’ pensato da tempo ad un parallelo Prodi-Moro, ma l’Annunziata a “In 1/2 ora” mi ha fortunatamente e sicuramente con piu pubblico anticipato.. Entrambi, Moro e Prodi, hanno cercato di portare al governo la parte piu’ dimenticata e piu’ tartassata d’Italia, gli invisibili della nostra societa’, ed entrambi sono stati affondati dalle stesse forze maleodoranti e delinquenziali ancora vive e vivaci. Per fortuna almeno Prodi ha salvato la pelle.
11 febbraio, 2008 alle 4:00 pm
mrs.edy, mi spiace ma faccio fatica a seguirti; temo usi troppe parole. Secondo me la questione è molto banale, e la migliore interpretazione l’ha data sbavette.
La Gerarchia è alla ricerca di un referente, o meglio di un portavoce, che rappresenti le sue istanze “in presa diretta” e senza pericoli di influenze estranee quali certamente ci sono nel PD e nel PDL. In questo ha identificato l’UDC, o meglio l’UDC si è fatto identificare.
Quali sono le istanze? A parte quelle di ordine etico su cui ha già potuto sperimentare una larga influenza in entrambi gli schieramenti, ci sono l’otto per mille, le scuole cattoliche, le esenzioni fiscali, gli ospedali cattolici ….
11 febbraio, 2008 alle 2:28 pm
Come persona dell’UDC mi sono sentita rassicurata dalle parole di Boffo (che, attenzione, non ha parlato in rappresentanza della Cei o dei cattolici, ma ha riferito “gli umori che sente in giro”), non sono l’unica pazza che pensa che convenga per gli interessi generali del cattolicesimo politico una sopravvivenza autonoma dai partiti-calderoni che oggi sono tanto in auge.
Nel PD ci sono socialisti, liberali, cattolici. Nel PDL liberali, destra e cattolici.
I cattolici (con questa parola intendo i seguaci del cattolicesimo politico, non semplicemente le persone di fede cattolica) sono squartati nel mezzo e rischiano di diventare minoranza in ognuno dei rispettivi schieramenti…
Fra l’altro se il cattolicesimo politico scompare dall’arena politica a maggior ragione in futuro la Chiesa si sbilancerà in posizioni politiche dovendo supplire la debolezza della rappresentanza cattolico-sociale.
11 febbraio, 2008 alle 2:14 pm
DAVANTI ALLO SPECCHIO
Razzy: che schifo di politica anticristiana!
Veltroni: la politica è miope
Berlusconi: Berlusconi , il più bello, senza occhiali,sistemerà tutto
11 febbraio, 2008 alle 2:06 pm
bel commento, Mrs Edy
la chiesa non si idetifichera con nessun partito, per poter continuare ad esercitare la sua autorita esterna, paternalistica – e distribuire le sberle e le carote ai figlioletti
e meglio, poi, se il premiato e anche un outsider, magari piccolo – cosi la sua forza di attrazione sbilancia meglio il percorso dei grandi, desiderosi anch’essi di riconoscimento
cosi PD progressista sta diventando Binetto-Rutelliana e PDL inseguira Casini
alla chiesa e stato ri-concesso di fare da arbitro unico sui temi “etici” – perche gli altri, non avendo la fede, non possono avere i valori veri – e i risultati si vedono
e non c’e piu nessuno abbastanza forte o coraggioso da poter rivendicare l’autonomia della repubblica
11 febbraio, 2008 alle 1:53 pm
10- Giusto e SACROSANTO- Restauriamo lo stato pontificio, anzi no…meglio questa: restauriamo il sacro impero romano-germanico d’occidente, con Silvio Magno
11 febbraio, 2008 alle 1:47 pm
Da oggi la breccia di Porta Pia va classificata come
“CRIMINE CONTRO
L’UMANITA’”.
Propongo al regista Renzo Martinelli una fiction revisionista (produzione Saccà, sceneggiatura Socci) su tale nefandezza.
I relativi monumenti (come quello di Milano) andranno abbattuti e i luoghi in cui sorgevano potranno essere
purificati da un rito del Prof.;Marcello Pera.
11 febbraio, 2008 alle 12:50 pm
Mrs. Edy vai sempre forte. E’ “Er più tedesco” con la sua schiera di fedelissimi gesuiti che va oltre
11 febbraio, 2008 alle 12:44 pm
Chiedo scusa, mi è sparita una riga! Parlando di bandiere e della loro forza simbolica, dicevo che il Vaticano rivendicava il diritto di sventolare la propria (l’UDC)…
11 febbraio, 2008 alle 12:40 pm
Io mi chiedo solo una cosa assai semplice: che bisogno ha la Chiesa di individuare nell’UDC la cifra del cristianesimo? Non è di assoluta evidenza che tutta la destra è dichiaratamente fondata sui valori cristiani? Chi avesse avuto qualche dubbio in proposito, l’ha superato dopo aver sentito il discorso di Berlusconi. Quanto al PD, la sua disponibilità verso la Bonino, ma non verso il Partito Radicale, si spiega con la distinzione (ormai “consacrata”, è il caso di dire!) fra la laicità e il laicismo, grazie a quello slittamento di senso del termine “laicità”, che nel mio piccolo ho qui più volte denunciato. Insomma, la laicità non è più quel valore opposto per definizione al dogmatismo e al clericalismo, ma è invece inscritto nella sua area, fino ad opporsi in modo inconciliabile con la sua presunta degenerazione: il laicismo, colpevole di opporsi con chiarezza all’ingerenza dell’autorità ecclesiastica nel pensiero e nell’attività dell’uomo e della politica.
Anche qui, a testimonianza di questo fenomeno, cito fra i tanti la Melandri che in un’intervista ha dichiarato che la chiusura verso i radicali dipende dall’inconciliabiltà della laicità col laicismo. Ma ripeto, è la prima citazione che mi è venuta in mente. Sul tema, ce ne sarebbero a bizzeffe.
Prendiamo atto insomma che Pannella è più lontano dalla laicità della senatrice Binetti.
In questo quadro le parole di Boffo suonano curiose, se non stonate.
L’mpressione (del tutto soggettiva?)è infatti di trovarsi di fronte a un esercito con la croce in pugno, ma militante sotto bandiere diverse. E le bandiere, si sa, rivestono un altissimo valore simbolico. In questo caso potrebbero significare che la Chiesa tiene alla mondanità, non diversamente da una squadra di calcio che inneggia al proprio gagliardetto. Oppure che la Chiesa trova solo nell’UDC il proprio degno rappresentante politico e il suo intelocutore privilegiato. Il che indicherebbe che tutto il resto dell’esercito schierato è per lei un universo estraneo, lontano e irraggiungibile. Il che è assai poco plausibile, come i fatti dimostrano in continuazione.
Però questa distinzione può servire a indicare una cosa non trascurabile: che la Chiesa – escludendo il suo rapporto con l’UDC, è fuori dalle beghe della politica. Libera Chiesa in libero Stato. A beneficio degli elettori moderati un po’ preoccupati dal destino della nostra nazione, esageratamente a bagno nell’acquasanta.
Sono troppo maliziosa? Vado troppo oltre?
11 febbraio, 2008 alle 12:10 pm
LA CHIESA DI RAZZY E’ REAZIONARIA
11 febbraio, 2008 alle 12:09 pm
4- Eppure spesso è capitato. Pensa al Congresso di vienna, ad esempio. Così sarà più facile arrivare a una certa matrice ideologica, che vide potere politico e potere della Chiesa congiungersi, per rivoltarsi contro il pensiero della ragione. La lotta è sempre quella: la reazione contro i princìpi di libertà conquistati
11 febbraio, 2008 alle 11:50 am
Per la gioia dei nemici dei Revisionisti! Una frase tratta dal libro di Pressac:
Photo 18:
The waiting and undressing room in its present state. The tubular radiators have been removed. All the rooms of the Zentral Sauna had similar heating pipes, but none remain. It is in fact difficult to leave coexisting in a “history” to be shown to visitors, a building where the prisoners were generously warmed and the remains of Krematorien where they were exterminated (Krematorium IV is 100 metres from the Zentral Sauna).Pagina 78
11 febbraio, 2008 alle 10:56 am
Come fa un cristiano ad essere di destra? capisco le destre europee ma essere di destra in italia significa porsi in antitesi con i valori e l’etica del messaggio di Gesù. Certo, i cattolici lo possono fare…il cattolicesimo sta al cristianesimo come la merda sta alla cioccolata
11 febbraio, 2008 alle 10:39 am
Cristiano di destra ? ma che cosa vuol intrinsecamente dire ? che si sbircerà dentro le urne per determinare chi è cristiano davvero oppure no ? lo dico come provocazione ma il suo significato ce l’ha eccome.
11 febbraio, 2008 alle 10:25 am
Il sorrisetto obliquo di Boffo, a cui non hai dato il risalto che merita, mentre diceva “partito che fa riferimento direttamente alla dottrina sociale cristiana” non è l’unico elemento che farà decidere sul tipo di alleanza tra Udc e PDL ma ha il suo peso, eccome!
Estendere questa analisi al tafferuglio in atto per l’elezione del Governatore in Sicilia, la regione italiana dove l’udc ha il maggiore consenso, consentirebbe di intuire quello che avverrà da qui a qualche giorno.
P.S.
Il nostro inviato alla Vucciria Micio Miao sarà in grado di dirci qualcosa sullo stato degli attuali rapporti tra l’udc post-Cuffaro e la chiesa siciliani?
11 febbraio, 2008 alle 9:38 am
Il piano su cui indirizzerei l’analisi è diverso rispetto a quello di Gad Lerner e riguarda le condizioni formali dell’esistenza dei “Casini”.
Poco importa poi se questi personaggi devono stabilire un rapporto osmotico con un centro di potere. Se Casini fosse di estrema sinistra qualche decennio fa il rapporto poteva essere con L’Urss.
Il problema sta nella forma del professionismo politico, tranquillamente ammesso dai sedicenti intellettuali italiani, per cui per sopravvivere si può far tutto compreso il bacio ai mafiosi.
Perchè attivarsi nella comprensione del rapporto specifico Casini-Ruini e non mettere in evidenza la forma generale che costringe gruppi partitici di ogni colore a sopravvivere a se stessi? C’è un problema gigantesco di forma politica deteriorata che però si ignora pervicacemente pensando che
nei singoli livelli si possa criticare o favorire un singolo processo.
Questo è il ritardo, specialmente culturale,che il paese vive e soffre e cioè quello di non intravedere e perseguire elementi di cambiamento.
Noi siamo il paese del Gattopardo.
…e saltando in un altro campo: se
le c.d. innovazioni veltroniane riproponessero lo stesso gruppo dirigente che si ricandida da 5 o 6 legislature sarebbe possibile sostenere l’innovazione?
Ettore La Rosa