![]()
Come promesso, ecco il mio elogio a Vincenzo Visco pubblicato su “Vanity fair”.
Faccio parte dello 0,8 per cento degli italiani che dichiara un reddito annuo superiore ai 100 mila euro. E siccome vorrei che tale bugiarda, scandalosa percentuale raddoppiasse nel giro di pochi anni, faccio parte anche dello 0,000001 per cento degli italiani pronti a gridare di fronte agli altri: viva Vincenzo Visco!
Sì, proprio così. Sarà che fra antipatici ce la intendiamo, ma a me quel professore dall’eloquio impacciato, lo sguardo basso, la caricatura del vampiro sempre in agguato, suscita rispetto e ammirazione. Se li metto uno accanto all’altro –Vincenzo Visco e Valentino Rossi- per me il vampiro resta sempre il pilota furbetto, quello che adesso riporta da Londra in Italia la sua residenza fiscale dopo essersela cavata patteggiando solo 35 milioni di euro, grazie alla generosità dell’Agenzia delle entrate che pur di incassare subito gliene condona quasi altrettanti.
Purtroppo i miei connazionali faticano a ricordarlo, ma se Valentino Rossi “evita” di pagare 35 milioni di euro al fisco, quei soldi non verranno risparmiati dal furbetto e finita lì, beato lui: verranno necessariamente estratti dalle loro tasche sotto forma di maggior prelievo fiscale. Perché? Semplice. Perché qualsiasi consesso umano, per andare avanti, ha bisogno di una “cassa comune”. E tutto quel che gli uni evitano di versare, nella cassa comune, andrà a carico di noi che versiamo. In cifre: nel 2006 la pressione fiscale (teorica, se pagassero tutti quelli che dovrebbero pagare) era del 42,3 per cento. Ma la pressione fiscale effettiva a carico dei non evasori è stata di oltre il 50 per cento. Con chi dobbiamo prendercela? Con Visco l’antipatico o con Rossi il simpatico? Ripeto: chi tra i due è il vampiro?
Dopo aver(ci) recuperato 156 milioni di euro grazie al patteggiamento della Bell, la finanziaria lussemburghese guidata da Emilio Gnutti e legalmente assistita da un fiscalista ex socio dello studio Tremonti. Dopo avere scoperto en passant che Lele Mora detraeva dalla dichiarazione dei redditi gli affitti delle case di lusso in cui ama farsi fotografare e massaggiare da aspiranti star (5,6 milioni di euro a nostro carico). Da ultimo l’Agenzia delle entrate ha aperto un contenzioso con il secondo uomo più ricco d’Italia, Leonardo Del Vecchio. Condannato in primo grado a pagare 20,4 milioni di euro, avendone eluso la metà col sotterfugio di società basate in Germania.
Del Vecchio non ha patteggiato perché protesta la sua innocenza. Ricorrerà in appello, com’è suo diritto. In ogni caso le sue imprese hanno prodotto ricchezza in misura tale da risultare nell’insieme felicemente creditrici del fisco italiano. L’occhialaio di Belluno resta il mio idealtipo di padrone italiano: senza smania d’apparire, disinteressato ai salotti buoni, alle banche, ai giornali, alle squadre di calcio, alla politica. Per una volta vorrei sperare che avesse ragione Del Vecchio e torto Visco. Vedremo.
Ma resta il fatto che senza il presunto vampiro Visco nel biennio trascorso l’erario non avrebbe recuperato circa 20 miliardi di gettito fiscale aggiuntivo rispetto alle maggiori entrate derivanti dalla positiva congiuntura economica. Avete letto bene: 20 miliardi risparmiati dai contribuenti onesti. Ci credete voi che li avremmo recuperati senza la faccia cattiva di Visco?
Lui l’ha ammesso candidamente: “Occorreva una terapia d’urto che cambiasse le aspettative dei contribuenti dopo anni di condoni e lassismo”. Una dichiarazione che in Italia lo iscrive alla categoria dei politici impresentabili, tanto è vero che difficilmente il Pd lo ricandiderà al Parlamento. Tale scelta ci può anche stare, dato che Visco ha già collezionato ben sette legislature di fila. Ma siccome si può fare politica anche senza essere deputato o senatore. E siccome dev’essere chiaro a tutti che le belle liberalizzazioni e le magnifiche defiscalizzazioni dei redditi medio-bassi rimarrebbero utopia se venisse interrotta la caccia agli evasori: il mio sogno è che in campagna elettorale ogni partito trovi il coraggio di indicare il suo futuro Visco. Anziché svillaneggiare il Visco uscente.
Vaneggio? I voti si prendono solo promettendo meno tasse? Può darsi. Infatti mi considero del tutto inadatto alla politica e preferisco il mio mestiere di antipatico.
Popularity: 1% [?]





15 settembre, 2008 alle 2:38 pm
Lol valentino rossi….apparte tutto è un mito
26 marzo, 2008 alle 6:55 pm
Scrivi qui il tuo commento
Leggo questo articolo ad un mese di distanza dalla pubblicazione, per caso, e non posso resistere alla tentazione di scrivere qualcosa anch’io! Fermo restando la mia condanna ferma e decisa all’evasione fiscale, vorrei però precisare qualcosa che finora nessuno ha detto! Quando si parla di evasione, si pensa immediatamente all’imprenditore, commerciante, grossista, artigiano ecc. ma non si pernsa mai a quella miriade di lavoratori dipendenti che ad es. fanno il doppio lavoro, naturalmente in nero, con la scusa di arrotondare…. a tutti quelli che si prendono (con la complicità del servizio sanitario nazionale) giorni e giorni di malattia senza avere nulla! Poi in Italia, lo stato di gravidanza è diventata una patologia, neanche un giorno dopo la lieta notizia, subito sotto ispettorato! Ma naturalmente di tutto questo guai a parlarne, i lavoratori non si toccano! E che dire poi dei soldi pubblici che ogni anno vengono gettati alle ortiche, o meglio nelle tasche dei vari notabili o boiardi di stato, che assolutamente non rinunciano ai propri privilegi! Tanto per dire abbiamo tutti sotto gli occhi quello che sta succedendo in Alitalia, e quello che è successo negli anni passati, amministratori messi dal sistema che anno dopo anno si sono fottuti la nostra compagnia di bandiera, messi per risanare col risultato di aver distrutto sempre più! Ebbene dove sono questi Signori? Con la compiacenza dello Stato, a far danno in qualche altra Azienda Statale! E poi basta con il ritornello che l’evasione è "Il problema" Sicuramente è un problema, perchè intanto continuiamo a morire per malasanità, i rifiuti continuano a sommergere le ns. città, i nostri ragazzi continuano a morire sulle strade, criminalità oramai senza freno e sicurazza inesistente, aziende che chuidono come funghi dopo il temporale, e tutto questo non è un problema? O anche questo è imputabile all’evasione fiscale? Io penso che se i nostri amati e stimati governanti e ci aggiungo anche quell’enorme massa di dirigenti, funzionari, e boiardi, avessero affrontato anche gli altri problemi con lo stesso zelo ed impegno con cui si sono dedicati alla lotta per l’evasione fiscale, forse oggi vivremmo assai meglio e forse chissà sarebbe anche diminuita un pò questa benedetta evasione!
3 marzo, 2008 alle 8:06 am
Drake, detto da un altro che non è esperto di fisco, perchè da sempre dipendente. Il leggero migliglioramento del regime fiscale per i piccoli imprenditori è lontanissimo dal prevedere il pagamento di solo il 20%.
Quella è l’aliquotata fissa, che si applica per i redditi fino a E 20.000 complessivi di reddito.
ma ce ne sono altre, l’Irap per esempio (recentemete ritoccata in basso per un 0.30%) etc.
Ma soprattutto, una azienda che campi veramente su un fatturato di meno di 20.000 euro è una azienda da poveracci.
Se pensi che solo per la tenuta libri ci sono costi fissi per non meno di4.500 /5000 euro anno!!!
Ma, ancora più importante: il pagamento delle tasse sulla base di studi di settore… è semplicemente un condono mascherato. Non si ispira a criteri di giustizia ed equità:
chiunque fatturi più di quando dichiarano gli studi di settore abbraccerà questa forma ed evaderà le tasse sul resto. Chi fatturi di meno, farà ricorso.
Il metodo giusto non potrebbe che essere:
aliquote eque e non punitive
chi viene scoperto ad evadere viene punito severamente (pene detentive!!!)
Evidentemente nessuno, nè a destra nè a sinistra, vuole farlo.
Visco è in prima fila, ha anche lui delle pendenza a suo carico.
Ti ricordo che i primi evasori sono i parlamentari, che pagano i loro collaboratori una miseria ed in nero.
Con esempi del genere cosa si può pretendere??
29 febbraio, 2008 alle 4:44 pm
[...] a vedere questo blog di Gad Lerner, giornalista de LA7, e mi sono imbattuto in un suo articolo (Gad Lerner – Il blog del Bastardo – Chi ? il vampiro? Visco o Valentino Rossi?) contro Valentino, dove il testo che andrete a leggere offre solo (secondo me) commenti e giudizi [...]
28 febbraio, 2008 alle 12:51 pm
Caro Gad, ma non ti viene il dubbio che le tasse da pagare siano eccessive; e se qualcuno ha un talento, per cui riesce a farsi pagare compensi elevati, avrebbe il diritto di godersi i suoi soldi senza dividerli con Visco?
Non sarebbe il caso di fissare un tetto alle tasse da pagare in modo da incentivare chi può a produrre senmpre di più senza la tagliola delle imposte?
Saluti, Enrico.