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I Moratti, volto nuovo del potere

venerdì, 14 marzo 2008

Rassegna Stampa, l'Inter

moratti.jpgQuesto articolo è uscito oggi su “Repubblica”.

Lo psicodramma della pazza Inter frantuma il mito caduco della sua imbattibilità, cui nessun tifoso esperto credeva davvero, e ricolloca il centenario nerazzurro nella sua congenita dimensione esistenziale: furia, esaltazione, il solito buon vecchio godimento masochistico. Ma nel tumulto delle emozioni calcistiche, la metropoli che ormai ha assunto lo stadio Meazza come suo epicentro ideale, ben più di piazza Duomo, si rispecchia e scopre dell’altro: l’inedito ruolo esercitato dalla famiglia Moratti nei gangli vitali di Milano, dalla politica alla cultura, dall’economia allo sport. E’ un fenomeno rivelatore di metamorfosi strutturali avvenute nella (presunta) capitale del Nord. Niente a che vedere con l’egemonia bianconera degli Agnelli sull’one company town che per decenni fu Torino. La ramificazione dei Moratti ha natura policentrica, e tale conformazione li condanna alla precarietà –scossi perfino da un’eliminazione in Champions- ma al tempo stesso fa di loro un contrappeso vincente al potere monocratico di Silvio Berlusconi. Da Palazzo Marino dove governa Letizia Moratti, grazie al voto dei milanesi ma anche ai quattro milioni di euro personalmente stanziati per la sua elezione dal marito Gianmarco, vicepresidente di Confindustria; ai banchi dell’opposizione su cui siede la cognata Milli, accompagnatrice di Veltroni nei suoi recenti tour ambrosiani; fino alle cene di via Bigli, dove al desco di Massimo Moratti si ritrovano Adriano Celentano e l’avvocato Guido Rossi, insieme al vicino di casa Marco Tronchetti Provera: viviamo l’amalgama della speciale miscela simbolica capace di unire establishment e popolo. Niente di calcolato. Lontani come sono dalle astuzie della trasversalità, a modo loro ingenui, i Moratti di destra e di sinistra si dividono cordialmente ma sostanzialmente nelle opzioni culturali. Gli uni con San Patrignano, gli altri con Emergency, ma dappertutto nel tessuto cittadino incassano riconoscenza e prestigio. Così, intorno alla tribuna d’onore, sugli spalti interclassisti di San Siro convergono generazioni e anime diverse, i Larussa con i Gino & Michele, il business televisivo e le tribù xenofobe, i bambini degli Intercampus e i banchieri. Mi rendo conto che questa mescolanza di argomenti calcistici e sociologici può apparire stralunata. Eppure è un aspetto della contemporaneità con cui dovremo abituarci a fare i conti. Ricordo ad esempio una serissima conversazione con Massimo Moratti, nel corso della quale il presidente mi passava in rassegna i cambiamenti in atto nel potere milanese attribuendo valore interpretativo all’essere l’un manager interista, l’altro milanista. Un mattacchione? Tutt’altro: uno sguardo diverso ma realistico sull’evoluzione della metropoli. Ciò spiegherebbe anche la sua gestione sentimentale e rocambolesca della squadra di calcio, a causa della quale Moratti subisce ironie che neanche troppo soffre, perché ne esaltano una sorta di vena artistica. La mutevolezza delle strategie, l’incapricciarsi per questo o quel talento da proteggere a vita –perfino il tradimento di Ronaldo, già perdonato- sembrano fare di lui un erede degli Sforza o dei Visconti di Modrone, restio a lasciarsi ingabbiare nella figura banale dell’imprenditore moderno. Dunque: un potente sui generis, proverbiale nei suoi improvvisi cambi d’opinione, sensibilissimo al dispetto suscitato fra i tifosi, senza che ciò gli impedisca di continuare, come se niente fosse, a fare e disfare di testa sua. La fonte inesauribile di questo potere è il flusso del petrolio raffinato dalla Saras. Una compagnia che è riuscita ad avvantaggiare il suo azionista perfino incappando in disastrose performances borsistiche. E ora moltiplica gli utili in virtù dello sciagurato incremento di prezzo dell’oro nero. Dovremo pur riflettere su questa centralità assunta dai petrolieri, dagli immobiliaristi e dai finanzieri nei luoghi cruciali del capitalismo italiano: il nuovo potere milanese si fonda su un flusso che somiglia più a una rendita che a un’attività imprenditoriale. Del resto anche la sindachessa Letizia affida buona parte del suo destino politico alla conquista dell’Expo 2015, a suo modo portatore di un altro “flusso” di risorse pubbliche. In sostanza: Milano importa ormai ricchezza, più di quanta non ne produca. E l’Inter, con o più probabilmente senza l’allenatore Mancini (che quando andrà via, siamone certi, lo farà abbracciandosi col generoso presidente), funge da terminale emotivo di tale circuito. Che importa se ogni anno bisogna mettere mano al portafogli per ripianarne i passivi? L’apparente irrazionalità dell’impresa genera profitti immateriali formidabili. Consuma vorticosamente allenatori, campioni, dirigenti, ma desta crescente curiosità e alimenta un mito contemporaneo. Negli Stati Uniti una dinastia cittadina come quella morattiana avrebbe già lasciato un’opera, una Fondazione no profit, un segno inconfondibile di pubblica “restituzione” dall’alto dei suoi privilegi. Ma noi abbiamo a che fare con un altro tipo di imprenditori, e la testimonianza del paradosso ci viene dalla relazione che instaurano con la politica. Né il centrodestra in cui milita Letizia Moratti sostenuta dal marito, né il centrosinistra che ha portato l’ambientalista Milli fin nella commissione Codice etico del Pd, si sono mai confrontati con questa famiglia di petrolieri sul tema cruciale delle liberalizzazioni, tanto necessarie nel comparto petrolifero più arretrato d’Europa. L’estate scorsa il partito del ministro Bersani è giunto a offrire a Massimo Moratti l’acquisto dell’Unità. Mi chiedo con quale serenità avrebbe poi trattato lo spinoso capitolo delle rendite di posizione dei petrolieri, che tanto influiscono sul prezzo della benzina. Chi eventualmente volesse farsene carico un domani, sappia che rischierebbe di penalizzare la campagna acquisti dell’Inter, cioè la priorità assoluta del nuovo dominus. Ma il prezzo della benzina è tema molto meno interessante del centenario nerazzurro –con le sue montagne russe di gioie e dolori- in cui s’è consacrato il potere dei Moratti. Traballante, dunque italianissimo e duraturo.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

  1. 1
    marco scrive:

    Grazie Gad per l’analisi lucida, sono milanista e mi occupo di calcio anche per lavoro. Aggiungo un po’ di pepe al tuo pezzo, un altro vicino di casa dei moratti è adriano (galliani), certo di bedi e non di MM, ma è solo questione di metri. Quello stesso galliani, che per questioni di diritti, è un alleato stretto e ben voluto. Sempre a proposito di metri e di via bigli, provocatoriamente potremmo dire che bisognerebbe fermarsi all’inizio. DOve hanno vissuto montale e einstein, ma oggi è famosa per il portone con il bandierone. Il potere che citi, mm (milanese e di moratti) ‘ lo stesso che si è “dimenticato” del centenario della teoria della relatività e del 50° della morte di Albertino. Evidentemente, ci sono vicini e vicini.
    Finisco con una richiesta, se farai, come spero, una trasmissione sul cancro, la cura, la vita mi piacerebbe che parlassi dei miei dottori dell’istituto dei tumori di milano. A loro ho dedicato un blog http://utmotribute.splinder.com/, loro invece mi hanno salvato la vita
    grazie marco

  2. 2
    marco l. scrive:

    Benché notevolmente inferiore, all’esempio milanese dei Moratti e dei Berlusconi (più che di monocrazia berlusconiana, parlerei eventualmente di mononocolore politico), si associa il caso della famiglia Della Valle a Firenze.
    I Della Valle stanno legando l’avventura calcistica con la Fiorentina ad un notevole piano di sviluppo economico, che al momento prevede lo sfruttamento del marchio “Firenze” per i loro beni di lusso da esportazione. Si parla inoltre di una possibile “Fondazione Fiorentina”, con finalità più ampie dello sport.
    Oggi il calcio è in se un investimento a perdere. Sta di fatto che le grandi società ripianano il rosso dei loro bilanci non tanto con il denaro dei presidenti-mecenati, quanto spartendosi le risorse dei diritti televisivi e creando un circolo virtuoso, ma vizioso per le altre squadre, che permette loro di accedere ai ricchi premi delle maggiori competizioni internazionali. Se questo non basta, vengono in loro aiuto le Istituzioni di Governo, con provvedimenti regolativi (si vedano le norme sul falso in bilancio, gli spalma-debiti e, ovvio, i diritti televisivi), ma anche distributivi: pensiamo alle risorse che i Comuni spendono per la gestione degli stadi e in altre forme di contributo, anche deviando il flusso finanziario di sponsor locali altrimenti destinabile agli sport “minori”.
    Si investe nel calcio per semplici motivi di potere. Perché il calcio, lo dice bene Gad, è oggi una delle principali vetrine per l’immagine dei personaggi pubblici, trasversalmente alla loro sfera professionale e versante ideologico, e questo vale soprattutto per i politici.
    Il calcio come strumento per meglio esercitare il potere, per ottenere più privilegi fra i privilegiati. Quando Della Valle critica il sindaco Domenici, perché magari non ne sostiene abbastanza i progetti di sviluppo dell’AC Fiorentina (casus belli), egli sa benissimo di muovergli contro l’emotività di migliaia di cittadini. Figurarsi il potere di mobilitazione del consenso di un Berlusconi, Moratti, ma anche di un De Laurentis, che smuovono masse di tifosi distribuite su tutto il territorio nazionale. Inoltre, volendo essere cattivelli, il calcio può anche essere una scatola per transazioni finanziarie delicate, da celare dentro ingaggi e tesseramenti macroscopici.
    Sarebbe bene non scordare che le grandi campagne acquisti delle tre sorelle, Milan, Inter e Juventus, si sono fondate su tesori finanziari costruiti (anche?) sulle spalle della società civile. Vogliamo parlare di Mediaset, di Telecom, dei contributi milionari (in Euro) per le energie rinnovabili finite nelle raffinerie dei Moratti, o delle risorse Fiat in dote alla Vecchia Signora?

  3. 3
    D.S.E.& D.A.A. scrive:

    Questa volta non ti prendo sul serio.
    Ma coma la fai lunga, e tutto per digerire la sconfitta di una squadra di pallone!
    Su con la vita, che c’è di peggio.

  4. 4
    Airuen scrive:

    INTER-NATO
    INTER-INALE
    INTER-MEZZO
    INTER-NO
    INTER-PRETE
    INTER-DETTO

  5. 5
    zauberei scrive:

    L’inter come un saggio di Fredric Jameson, davvero bello. Davvero postmoderna nel senso vecchio e primigenio. Però mi mette una tremenda angoscia: non è molto nuova come strutturazione del potere no? Le grandi famiglie che possiedono agenti al confine di ogni centro di potere possibile. Però mi angustia qwuesta cosa dell’economia che non produce, e che sopravvive con un souffle inconsistente di prezzi che salgono, di immobili che aumentano valore. E mi chiedo come mai mi senta sempre di stare in Argentina un giorno prima, e non arrivi ancora il giorno dopo.

  6. 6
    Airuen scrive:

    Ti riferisci ai collegamenti di parole che ho fatto Zauberei? Lo so pure io vorrei tanto emigrare. Qua non c’e’ niente di buono.

  7. 7
    mrs.edy scrive:

    Dal “panem et circenses” dell’antica Roma, al “circenses sine pane” di oggi.
    Bel progresso.
    I giochi restano mentre il pane no: lui ha deciso di viaggiare verso le stelle.
    La gente si gratta la testa, riflette e capisce una cosa per lei nuova: che evidentemente il calcio è un bene primario, mentre il pane è un bene voluttuario.
    Capisce che pagare i giochi delle arene, nei modi più fantasiosi – che so, ad es. foraggiando petrolieri come Moratti, buono, bravo, ingenuo, quasi privo di peccato originale come la Madonna, in luogo di foraggiare aziende che producono energia pulita rinnovabile – è meno venale e più nobile e bello che pagare il pane, materialisticamente connesso a vili bisogni materiali come il riempirsi la pancia. Riempirsi la pancia: che volgarità! L’uomo non è fatto di solo corpo, ma anche e soprattutto di un’anima calcistica.
    Ringraziamo sentitamente questi maestri di spiritualità, che all’interno di un sistema altrettanto spirituale ci insegnano quale sia il vero senso della vita.

  8. 8
    Santina Crocifissa scrive:

    Gad hai un indirizzo a cui ti si possono mandare racconti?

  9. 9
    mcginobbi scrive:

    Sono proprio un’indovina poffarbacco. Su questo blog il 1° febbraio avevo pronosticato che in caso di vittoria del nano ci saremmo ritirati dal Libano, per dar modo ad Israele di ri-attaccare il Libano stesso. et opla’:
    In una intervista della Reuters Martino, che afferma di volere per sè l’incarico di titolare della Difesa ma su questo non v’è nulla di “definito” , afferma il suo punto di vista tradizionalmente filoatlantico. “Ho intenzione di ridurre drasticamente”, spiega Martino aggiungendo di esprimere un punto di vista assolutamente personale, “la nostra presenza in Libano, se non cancellarla del tutto, e inviare soldati in Afghanistan e in Iraq, dove ve ne è necessità”.

    In Iraq, in particolare, dovrebbero essere dispiegati diversi “addestratori” mentre l’Afghanistan sarà la destinazione di “soldati combattenti”, rispondendo positivamente alle richieste della Nato. Viene risparmiato l’Iran, invece, il cui presidente è definito “lunatico”. “Non possiamo fare lì quanto è stato fatto con Saddam in Iraq, perché non conosciamo l’esatta locazione dei loro siti”, avverte Martino.
    P.S.: ma Piersilvio in questo caso partira’ per il fronte o restera’ qui a trombarsi un po’ di veline?

  10. 10
    Santina Crocifissa scrive:

    Ti mando la storia del lupo? :)

  11. 11
    Giorgio scrive:

    Io non ci capisco più nulla. Ma avete letto nel blog di Paolo Guzzanti come si discute sulla fatidica intervista a Borsellino da parte dei giornalisti francesi? Mi sta iniziando a girare la testa, sto iniziando a pensare che la verità, a parte a noi che la cerchiamo, a chi dovrebbe darcela non interessa affatto. Sono stufo e stanco di riempirmi la testa con viaggi nella rete, ditemi se è vermanete il modo giusto di raggiungere la verità? Mettere in dubbio che M.Travaglio dica la verità mi fa tremare le gambe e cadere la terra sotto i piedi.
    Giorgio

  12. 12
    mcginobbi scrive:

    Ohibo’ c’e’ ancora qualcuno che da credito a quello che dice il senatore Guzzanti? Il Guzzanti e’ secondo la mia opinione, confortata dalle sue vicissitudini nella Commissione Mitrokin e dalla condanna del suo sodale Scaramella completo di bufale sul polonio ed oltre, e’ uno di quelli incaricati dal cavaliere di mettere quella robina li’ davanti al ventilatore e spruzzarla sui “nemici”. Tanto e’ forte la loro fede democratica ed il rispetto delle regole. Guzzanti ne ha inventate troppe, per quanto sia curiosa di tutto in questo caso passo e non leggo….

  13. 13
    Fabio scrive:

    dev’essere dura essere interisti e di sinistra :)

  14. 14
    Gad scrive:

    Santina, mandamela presso la redazione de L’Infedele
    Via Varese 18
    20121 Milano

  15. 15
    giovanni scrive:

    Per fortuna Silvio si chiama Silvio Berlusconi e non Silvio Sicarana e se vince lui tornera’ al potere un amico degli ebrei E di Israle, mica come i compagnucci di Gad che per carita’ loro non sono mica antisemiti, e’ Israele che e’ nazista…

  16. 16
    mcginobbi scrive:

    Giovanni evidentemente a te ti piace menar le mani, ovvero, piu’ probabilmente mandare gli altri a menarle. Il problema dei falchi israeliani e’ che non hanno nessuna intenzione di vivere in pace in quello che avrebbe dovuto essere un luogo del “ritorno”, e non hanno nessuna intenzione di far nascere uno stato palestinese che in breve demograficamente se li mangerebbe, come e’ successo ai kossovari serbi con i kossovari albanesi. Inoltre pensano di legare la loro sopravvivenza e la loro potenza, insieme agli USA, anche al petrolio ed agli oleodotti del Caspio. Un oleodotto dovrebbe dal Caspio arrivare in Israele, ed in parte gia’ esiste ma e’ abbandonato per ora. Il problema e’ che dovrebbe passare attraverso Siria e Libano. Pertanto Martino ha gia’ detto che ritirera’ le truppe dal Libano per permettere ad Israele di attaccare di nuovo con qualche altra scusa. E ovviamente non si potranno fermare li’, ma c’e’ anche la Siria che deve essere messa a posto. Staremo a vedere cosa succedera’ al prossimo summit arabo, ma probabilmente niente di importante. Comunque le scelte di Berlusconi sono contrarie agli interessi italiani, poiche’ anche l’Italia vorrebbe realizzare ed in parte gia’ iniziato un oleodotto e corridoio commerciale che arriva sull’adriatico e che risulterebbe in concorrenza con quello israeliano. D’altra parte sia gli USA che Berlusconi e Fini che Israele sono antieuropei. Un futuro bellissimo…..soprattutto per i nostri figli…

  17. 17
    Lenindav scrive:

    Caro Lerner,
    confesso i miei limiti,ma c’ho capito poco…tranne che a Moratti fa piacere che salga il prezzo del petrolio, che dei Moratti simpatizzano per San Patrignano e degli altri per l’organizzazione di Strada, che alcuni sono conservatori ed altri si atteggiano a progressisti…(salvo poi giustificare i razzisti in curva).

  18. 18
    Sandro scrive:

    Caro Gad, credo che tu abbia finalmente capito che il tuo futuro sta (forse) nel commentare lo sport perchè del resto (politica, società ecc. ecc) hai ampiamente dimostrato di NON CAPIRCI NULLA!

  19. 19
    D.S.E.& D.A.A. scrive:

    GAAAAAAAAAAAAAD!
    lo capisco che avresti voluto vincere la coppa dei campioni ma non è stato possibile.
    Pazienza.
    DACCI UN SEGNO!
    Che dobbiamo pensare, che hai compiuto un insano gesto, o che sei scappato di casa con Anna Serafini, la moglie di Fassino!?
    In tal caso malagurato, ti avviso, sarei costretto a scrivere un lungo, lunghissimo commento sulla permanenza dell’essere che non farebbe buona pubblicità al tuo blog.

  20. 20
    giancarlo gimini scrive:

    Un saluto ai compagni!
    Non c’e’ bisogno di essere indovini per capire che un governo serio i soldati dal Libano li dovrebbe ritirare.
    Quei soldati sono stati messi li’ per protegggere Hezbollah da Israele che ha tutto il diritto di difendersi.
    E questa mia non e’ una semplice opinione, e’ confortata infatti da un elemento di fatto incontrovertibile ed indiscutibile: per ottenere l’indispesabile nulla osta della Siria all’invio dei nostri soldati abbiamo dovuto promettere che non li avremmo schierati sul confine con la Siria… Ma come mai??? Forse temevano che li attaccassimo??? O piuttosto non volevano intralci nelle loro comunicazioni con Hezbollah e forniture di missili ai medesimi??? Ditemelo voi, quelli filo palestino-terroristi quale delle due ipotesi corrisponde alla realta’.
    Poi, sempre voi delle schiere filo arabo-terroriste non siete voi che vi fregiate di unici detentori del titolo di pacifisti (noi altri che vorremmo vedere Israele libero di vivere siamo divventati i guerrafondai fascisti !??,, non siete contenti se dei soldati vengono ritirati?? Oppure in questo caso che vi fa comodo cambiate opinione!??

  21. 21
    giancarlo gimini scrive:

    Guzzanti: c’e’ parecchia gente che pensa che Guzzanti dica cose vere e Travaglio anche cose false.
    In generale si tratta di gente che fa parte della schiera di elettori che sembra essere la maggioranza del paese.
    E, mi spiace, ma il giochino di definire questi elettori, secondo i piu classici canoni della sinistra , solo come appartenenti a categorie reprobe (da mandare alla rieducazione?, non puo’ funzionare.
    Infatti, essi (io e gli altri) vengono catalogati tra:
    massaie subornate da Fede
    fascisti
    subornati da Berlusconi (scusate, come dite voi il nano)
    Il giochino, pero, non puo funzionare, se si vuole usare anche solo una percentuale piccolissima del proprio cervello per una semplice ragione:
    Questi sono gli stessi che fino al massacro dei partiti di mani pulite 1992 hanno votato, DC , PRI PLI, PSI PSDI…
    non mi direte che l’ Italia dal dopoguerra ad oggi era fatta per la maggioranza di fascisti? E Fede e Berlusconi non c’erano in politica prima del 92.
    Ergo, vi tocca di rassegnarvi all’evidenza: un sacco di gente in media normale (come in media sono normali quelli che votano a sinistra) vota il centro destra. Lo so, e’ amaro , ma e’ la maggioranza … e lo era persino in maggio del 2004 quando vinse il centrosinistra ma 400.000 voti in piu erano per il centro destra.
    Buona notte cari.

  22. 22
    Gad scrive:

    Con Anna Serafini proprio no!

  23. 23
    D.S.E.& D.A.A. scrive:

    Bentornato, fa piacere vedere che hai perso lo smalto ma non i sensi. E la vista.

  24. 24
    Santina Crocifissa scrive:

    18 che c’e’ da capire, quello che fanno e’ solo il proprio interesse.

  25. 25
    VAN BASTEN scrive:

    16.Ma perchè ti preoccupi dei nostri figli?C’è Obama-Walter il salvatore difensore di tutti ,operai,industriali,stato,chiesa,etero,gay…..!!

  26. 26
    MacRaiser scrive:

    Perdonami l’off-topic, Gad.. ma tu, proprio tu, non hai nulla da dire riguardo l’ultima rivoltante oscenita’ concepita da Giuliano Ferrara per raccattar voti: “Abort macht frei”? Per favore scrivi qualcosa. Grazie :)

  27. 27
    roberto scrive:

    1)io so solo quanto costa la benzina.
    2)che il prezzo della stessa non e’ direttamente proporzionale al prezzo del petrolio.
    3)che moratti e’ un petroliere
    4)alcuni di loro saranno anche di sinistra ma questo cosa vuol dire? e poi chissenefrega?
    5)che per scimmiottare il nanopelato
    ha speso una valanga di euro usciti dalle nostre tasche per il costo della benzina
    6)che per vincere qcosa, per ora solo roba falsa taroccata di cartone o vinta giocando contro nessuno, ha dovuto usare le intercettazioni , ?uelle che servivano e solo quelle,
    della telecom, il padrone della stessa chi e’?
    7)che in italia quest’anno ha gli aiutini, in europa non vince nulla, ricorda qualcosa?
    8)del calcio nuulla mi fregherebbe ma visto che devo girare in auto…

  28. 28
    Drake Oldsail scrive:

    OT d’obbligo.
    Leggo con rammarico varie dichiarazioni di membri del PDL, forse dettate dal sentirsi già la vittoria in tasca, riguardo a Libano, Iraq ed Afghanistan. Anche se c’è del “poco chiaro” contraddittorio anche tra di loro, in sostanza si dice di ritirare/ridimensionare/cambiare regole di ingaggio in Libano, inviare istruttori militari in Iraq e Kossovo ed aumentare le nostre forze in Afghanistan, quando, nel tentativo di far cadere il governo Prodi, non avevano votato il rifinanziamento della missione. Personalmente sono molto allarmato da questi nuovi “venti di guerra”, specialmente adesso che lo scontro israelo-arabo si inasprisce, e che nel panorama internazionale si affacciano vecchi problemi cinesi irrisolti che si estendono all’India ed inevitabilmente al Mondo. Dato che siamo sotto elezioni, per fare un po’ di chiarezza, gradirei sapere cosa ne pensano i sostenitori di ogni parte politica.

  29. 29
    Giulio Cesare scrive:

    AVE POVERI ED IRRECUPERABILI MARZIANI
    LEGGETE ED ISTRUITEVI

    ” Veltroni lancia l’ allarme rosso: abbiamo sbagliato in pieno la campagna elettorale
    Ore frenetiche al loft veltroniano. Il candidato del Pd ha chiamato a raccolta il suo stato maggiore e l’ha obligato a elaborare una netta virata nelle strategie di propaganda: l bluff sui sondaggi non funziona, perché le clamorose rimonte annunciate da tre settimane in qua sono regolarmente smentite anche dai sondaggisti più vicini alla sinistra e soprattutto perché è completamente saltata l’intera impostazione concettuale della strategia di comunicazione studiata da Ualther.
    Basta aprire i giornali da una settimana in qua e balza agli occhi il dato di fatto: i titoli di apertura sono tutti e solo per Berlusconi.
    Veltroni sa bene che non conta nulla che i media -orientati tutti a sinistra tranne due o tre- parlino male di Berlusconi.
    In termini di comunicazione il punto vincente è un altro: parlano di Berlusconi e solo di Berlusconi. Veltroni è relegato ad articolini seriosi sulla barbosa operosità del nord ovest nelle pagine interne: un nulla.
    Ciarrapico e la battuta di spirito alla precaria, per di più, indignano solo una ristretta cerchia di politically correct: se si guarda ai grandi numeri, ai milioni, si scopre rapidamente che l’uno e l’altra possono portare anche grandi ventate di simpatia per il leader del Pdl.
    La verità è che la campagna di comunicazione del Pd era stata impostata troppo a tavolino, senza prendere le misure all’avversario, senza tenere in conto la strardinaria capacità di spettacolo di cui Berlusconi è capace.
    Veltroni ha puntato su due cose: segnare una discontinuità con Prodi e l’Unione e confrontarsi sulla sua presunta gioventù e sul suo programma finalmente moderato e non più influenzato dalla sinistra radicale.
    La discontinuità con Prodi è rimasta solo sulla carta, perché le pessime notizie sul livello dei salari e sulla stagnazione stanno lì a dimostrare inconfutabilmente e a livello di massa, che il Pd è composto da forze che hanno fallito al governo.
    Della giovinezza veltroniana nessuno parla e tantomeno dei suoi assennati programmi.
    Al loft studiano contromosse e preannunciano sorprese.” C. Pannella

    Speriamo che tra le contromosse non sia previsto uno spogliarello del duo Bindi-Turco.
    Giulio Csare
    (sempre piu’ convinto che vinceremo con il 60%)

  30. 30
    D.S.E.& D.A.A. scrive:

    Giulio, amico mio tanquam frati carissimo, più che pupilla dei miei occhi stanchi, bastone della mia vecchiaia arzilla, immaginifico estensore di castiganti metafore, nemico audace degli extra-terrestri primo fra tutti, stai diventando prolisso e monotono, ravvediti.

  31. 31
    Julio scrive:

    Con il 60 % non vincerete mai, caro G.C., ma hai pienamente ragione sul talento comunicativo di Berlusconi. Peccato che non abbia appagato le sue ambizioni come conduttore di qualche show televisivo, e che abbia confuso l’Italia con un insieme di consumatori, spettatori, e adoratori. Peccato anche che la sinistra sia stata ripetutamente ingenua ed incapace nei confronti di un uomo così. Adesso un “remake” del triste film (o dal serial televisivo) già visto, interpretato dallo stesso protagonista, sarebbe davvero troppo, ma certo è perfettamente possibile.

  32. 32
    enrico gizzi scrive:

    Scrivi qui il tuo commento Spernado di vincere il campionato Io lo
    dedicherò ad un mio amicod i scuola Guido Susini che è stato team
    manager dell’Inter venuto a mancare di una male incurabile ai primi
    di agosto 2007. Guido sei tutti Noi!! Enrico

  33. 33
    D.S.E.& D.A.A. scrive:

    LERNER, PRENDETE WALTER ZENGA COME ALLENATORE DELL’INTER. SON
    SICURO CHE NON VE NE PENTIRETE! FACCHETTI SAREBBE STATO D’ACCORDO,
    MA NON CHIEDETE A MAZZOLA CHE DI CALCIO NON NE CAPISCE UN ACCA,
    MEGLIO BURNICH.

  34. 34
    Luca scrive:

    Ho letto l’articolo sul gatto nero ucciso da Figo. Certo che è
    caduto proprio in basso. Dopo essere fallito nell’Inter come
    calciatore non gli è rimasto altro che correre dietro ai gatti. Nel
    calcio ci vogliono testa e gambe (come dice Carletto Mazzone) altro
    che gatti neri. Vergogna per Figo e per chi uccide i gatti.

  35. 35
    muin scrive:

    L’attesa rocambolesca di Gad… La sua domenica, diciotto maggio,
    sarà, più o meno, così: sveglia all’alba, prima che il sole si
    faccia occhio, preghiere in lingua originale, in ebraico antico,
    gesti scaramantici alla napoletana, telefonino spento, niente
    giornali ne’ tv, solo radio polacca, breakfast leggero, poco
    appetito, guarda l’orologio in continuazione e cammina su e giù per
    la verde collina, nervoso, la bionda e i ragazzi lo guardano con
    compassione vorrebbero fare qualcosa, cantare canzoni anni
    sessanta, per distrarlo, è chiaro, ma hanno paura di sbagliare
    parole, tacciano sorridenti, nel frattempo è arrivata l’ora x,
    cielo o inferi? E lui, Gad, sempre più serio, si sa il Folliculus
    non permette distrazione e come ultimo gesto disperato si rivolge
    al suo Dio con un voto: “Adonai, ti prometto che farò il bravo,
    niente litigate in tv, offro la mia cascina come casa a tutti i
    palestinesi, niente politica ne’ vanity, solo opere per il bene
    dell’umanità, HaShem, ti prego, fai vincere lo scudetto all’Inter,
    sono anni che ho la bandiera chiusa nel armadio, ammuffita…!” Ma si
    sa, Dio non è mai stato sordo, ma anche Lui ama giocare a pallone
    con il cuore della gente, e l’Inter, da pronostico, perde la
    partita con il Parma, e anche la Roma con il Catania finisce in
    disfatta. E trenta secondi dopo il fischio finale, in tutto il
    Monferrato, si e’ sentito un grido di gioia, non era quello di Gad,
    erano i palestinesi, arrivati alla spicciolata da ogni dove a
    festeggiare Gad e la loro nuova terra promessa!

  36. 36
    Gad scrive:

    Muin (35), per una volta non ci hai preso. Domenica farò qualcosa di molto, molto più radicale… Ve lo dico a tempo debito.

  37. 37
    muin scrive:

    Ecco, avrei dovuto immaginarlo, hai paura di perdere, la cascina, e
    corri dai tuoi amici zingari a farti leggere il futuro… difficile,
    d’altronde, l’amico Dan Segre ci aveva avvisato: la caccia è
    aperta, da sempre… e ci vorrebbe uomini straordinari per non
    renderla anche libera. Attendiamo, fiduciosi.

  38. 38
    tecnoco scrive:

    acc.. mi sa che anche lui vuole scendere in campo.. Muin,
    Gad è buono a giocare a pallone? In caso contrario cerca di
    dissuaderlo.. O almeno camuffalo da zio Bergomi, poi accada quel
    che accada..

  39. 39
    Antonio Calabrò scrive:

    Scrivi qui il tuo commentoCaro nerazzurro tifare per l’inter è una
    delle azioni più controverse (e, in senso strettamente estetico,
    più poetiche) che gli umani possano compiere. Vuol dire tifare per
    se stessi fanciulli, più di ogni altra cosa, e resistere al proprio
    desiderio (da persone consapevoli, mature e “normali”) di compiere
    solo gesti utili e gradevoli ed eliminare tutti gli altri. Perchè
    tifare nerazzurro spesso non è nè gradevole, nè utile. Tifare per
    l’inter è come sperare che alla fine Romeo sposi Giulietta, che
    Orlando scampi a Roncisvalle, che Roma resista ai Barbari, che la
    mafia venga sconfitta, che gli uomini abbiano gli stessi diritti,
    che la giustizia diventi legge, che scompaiano i poveri e gli
    afflitti. Tifare Inter significa tifare per la poesia interiore che
    rende uomini gli uomini (esagero, ma prendila per buona); significa
    fare della sconfitta un eterno desiderio di rivalsa, di
    miglioramento, significa rinnovare la speranza. Per questo domani
    soffrirò, ma passati i 90 minuti, qualsiasi sarà il risultato, la
    mia fede calcistica non sarà scalfita d’un millimetro, e, con un
    sorriso (il calcio non è niente più d’un gioco), ripenserò a me
    stesso bambino che urlava come un satanasso ai gol di Boninsegna, e
    questo basterà a rendermi soddisfatto. Un saluto affettuoso e …..
    FORZA INTER Antonio Calabrò

  40. 40
    Gad scrive:

    Ricambio il più affettuoso dei saluti al sommo poeta Antonio Calabrò.

  41. 41
    Francesco2 scrive:

    Tra l’altro mi informano che se vincete lo scudetto salvate anche
    il Catania :)


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