Ecco la mia intervista uscita su “Repubblica” di oggi.
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, nella sua veste di primo azionista della Sea –la società aeroportuale che gestisce Linate e Malpensa- si ritrova improvvisamente fra le mani una sorta di potere di veto sulla vendita di Alitalia a Air France, e quindi sulla sopravvivenza o il fallimento della nostra compagnia di bandiera dalle casse vuote. Nei confronti della quale Sea ha intentato una causa di risarcimento per gli accordi disattesi sullo scalo di Malpensa, chiedendo un indennizzo astronomico: 1,25 miliardi di euro, circa dieci volte la somma che Air France è disposta a pagare Alitalia. Entro la fine del mese Parigi chiede al governo italiano di sottoscrivere una manleva, facendosi carico della penale nell’eventualità che la magistratura dia ragione alla Sea. A meno che…
Sindaco Moratti, la vostra causa ha un esito incerto e potrebbe sortire effetti rovinosi. E’ pensabile una rinuncia, nell’interesse del Paese?
“L’azione risarcitoria è stata a lungo meditata e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso l’impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub. Una rinuncia da parte nostra è impensabile”.
Dal governo le è giunta una richiesta in tal senso?
“Fra ieri e oggi il presidente Prodi mi ha chiamata due volte. Gli ho chiarito che Sea non può rinunciare a una contropartita economica per i gravi danni subiti da Alitalia”.
Si rende conto che lei può far saltare l’accordo con Air France?
“Se c’è la volontà delle parti, io sono pronta ad avviare una trattativa finalizzata a una transazione, purchè ci sia garantito il giusto indennizzo”.
Ma sembra impossibile concludere una simile trattativa entro il 31 marzo, lei si sta assumendo una grave responsabilità…
“Intanto Air France ha avanzato pretese tali da farmi dubitare che voglia concludere davvero l’acquisto di Alitalia. La compagnia italiana dispone di volumi di traffico e di cespiti derivanti dalla proprietà dei terreni di Fiumicino che già di per sé valgono molto più dei 138 milioni offerti. A simili condizioni Alitalia potrebbe interessare altri compratori”.
Se ce ne fosse il tempo: le casse Alitalia sono vuote e l’alternativa più probabile sarebbe il fallimento.
“Io credo nel libero mercato. La sorte del fallimento è già toccata a Swissair e alla Delta, ma gli aerei non hanno smesso di volare. Non mi permetto di dire quali siano i compiti di un governo titolato solo all’ordinaria amministrazione, ma se Air France pretende di mantenere una clausola monopolistica sui diritti di traffico Alitalia, e per di più impone la dismissione delle attività cargo in larga misura concentrate a Malpensa, bisognerà pure tutelare una politica italiana dei trasporti”.
Sbaglio ricordandole che la sorte di Alitalia è nelle sue mani?
“Sì, sbaglia, io chiedo solo al governo di negoziare condizioni più accettabili”.
Prodi le avrà detto che se Alitalia fallisse in seguito alla mancata remissione della vostra causa, potrebbe a sua volta rivalersi finanziariamente su Sea.
“Questo si chiama terrorismo. Respingo questa ipotesi come del tutto priva di fondamento. Se vuole vada a chiederlo ai nostri legali e ai professori universitari che hanno convalidato le legittime richieste di Sea. Una società florida, che in un anno ha raddoppiato gli utili portandoli da 25 a 50 milioni di euro. Con ciò dimostrando che il presidente Giuseppe Bonomi non è un lottizzato, bensì un manager capace. E ora dovrei sopportare che Sea venga messa in ginocchio dalle inadempienze altrui?”.
Posso scrivere che Letizia Moratti preferisce il fallimento di Alitalia alla remissione della causa?
“Prima di arrivare al fallimento è sempre doveroso cercare un’altra soluzione, sebbene, lo ripeto, neppure il fallimento significhi di per sé una catastrofe. Alitalia si è resa responsabile di scelte sbagliate. In seguito agli accordi con i sindacati romani ha speso 200 milioni all’anno solo per le trasferte a Malpensa del personale residente nella capitale”.
Lo ha fatto quando a presiederla era proprio il suo Giuseppe Bonomi. Intanto le perdite si ingigantivano e nessuna forza politica, né di destra né di sinistra, ha rinunciato a ripianarle pur di evitare il fallimento.
“Posso comprendere che i governi si siano prodigati per evitare il fallimento di Alitalia, ma questo non è affar mio. Io sono responsabile delle scelte positive di Sea, che tra l’altro fanno di Malpensa l’aeroporto più puntuale d’Europa. Mi spiace, ma non mi sento compartecipe delle scelte di Alitalia”.
Eppure lo sa che gli altri aeroporti del Nord incrementano il traffico ben più di Malpensa, e anche i milanesi preferiscono partire da Linate. La telenovela Malpensa non smaschera il falso mito della nazione padana?
“Al contrario, vedo semmai prevalere una nozione romanocentrica e corporativa del trasporto aereo. Il contrario del libero mercato in cui credo. Vogliamo far perdere una società che guadagna, la Sea, e mandare in cassa integrazione 17-18 mila lavoratori del Nord? Se queste sono le premesse, capisce bene quanto sia ingiusto rivolgerci l’accusa di assistenzialismo”.
Vi si accusa di assistenzialismo perchè l’Alitalia dalle casse vuote non potrà mai rimborsarvi 1,25 miliardi di euro. Tocca pagare di nuovo al contribuente?
“Sediamoci attorno a un tavolo, noi di Sea con Alitalia e Air France. Studiamo una revisione del prezzo –Air France paghi di più- e un’ipotesi di transazione che tenga conto degli investimenti da noi pianificati, un miliardo di euro, cento dei quali già spesi solo quest’anno”.
In pratica è come se lei insistesse con la richiesta di moratoria, pur sapendo che Alitalia non può ripristinare i voli Malpensa già disdetti dal 1 aprile.
“Lo so anch’io che la moratoria non è più possibile. Per questo le ripeto che la nostra causa potrà essere ritirata solo a seguito di una transazione da concordare, tale da consentirci di attivare con compagnie aeree diverse da Alitalia quelle tratte, soprattutto con l’Oriente, di cui l’economia del Nord ha vitale necessità. Al governo Prodi chiedo di esercitare un’adeguata pressione su Air France, come del resto in una situazione simile già fece con successo il governo olandese per Klm”.
C’è un divario abissale fra 1,25 miliardi chiesti da Sea e 138 milioni offerti da Air France. Mica pretenderà che Parigi si faccia carico della vostra controversia con Alitalia: l’indennizzo graverebbe sulle casse dello Stato.
“Non per questo la svendita di Alitalia diviene un’alternativa accettabile. La nostra causa è un atto dovuto. Ci serve un margine di tempo adeguato, e un sostegno, per rimetterci a operare in condizioni di libero mercato. Non è pensabile che Alitalia ignori tali legittime esigenze. Quanto al governo, ci ha riuniti l’ultima volta intorno al ‘tavolo Milano’ l’ormai lontano 21 settembre. La promessa fu di consultarci a ogni passo successivo, ma non si sono più visti. Ora rischiamo di dover subire una nuova Alitalia di proprietà straniera che conserva però privilegi monopolistici e protezionisti. Altro che liberalizzazione. Soffriamo l’assenza di una politica dei trasporti che tuteli l’interesse dell’economia nazionale”.
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3 aprile, 2008 alle 10:45 am
Alitalia è giunta al capolinea, per uno che lavorando in American
Express Corporate si è dovuto licenziare per aver compreso che
Alitalia era un’azienda di falliti, questi giorni sono i più belli
e soddisfacenti che si possano immaginare. Non piangete, non
discutete, non rammaricatevi, ma gioite, uscite, brindate,
mangiate, festeggiate, per la fine non di una gloria ma di uno
scempio dell’italianità. Un grazie a Spinetta per aver mandato a
quel paese la sciagura italica.
25 marzo, 2008 alle 7:56 pm
Caro Giovanni,dalla lettura delle trascrizioni delle varie udienze succedutesi, la storia sembra un "pochino" diversa da quel che tu affermi.Saluti.
24 marzo, 2008 alle 5:16 pm
Economia e politica si intrecciano. Forse tutto nasce dall’Idea della Padania. Prima di discutere delle cose piccole occorre inquadrerle in quelle più grandi. Qual’è l’obiettivo? Una Padania libera con il suo Hub? O l’obiettivo è fare una Europa forte e unita in cui non abbia senzo quello che teme Berluscono ossia i suoi timori di perdere la sovranità Nazionale (della Padania?) o non è il caso di incomianciare a oensare e lavorare per una Sovranità europea?
Diamoci degli obiettivi in grande e poi parliamo dei mezzi derivati per raggiungerli.
Spero che si posso essere sinceri ma il menefreghismo di certi nordisti per l’Alitalia e l’attaccamento agli interessi del solo nord è molto preoccupante.
23 marzo, 2008 alle 8:10 am
63: e certo che ci ricordiamo del caso Sme: alla tessera numero due del partito democratico brucia ancora di non essere riuscito a prendersi tutto quel ben di d.o per una cantada de un cioch (cantata di un ubriaco). Fu colpa di quel cattivo di Craxi se il colpo non riusci’…
23 marzo, 2008 alle 1:25 am
Si avvicina imnciucio Moratti.
22 marzo, 2008 alle 3:35 pm
Che ci siano ancora molte persone che credono alla cordata annunciata da Berlusconi?
Vi ricordate il caso Sme dell’85 in cui presentò l’offerta di acquisto solo per intralciare e mandare a vuoto l’acquisto della Sme da parte di De Benedetti? Dobbiamo rispolverare le capacità della ns memoria e dimenticare un po’ meno.
22 marzo, 2008 alle 11:50 am
Vedo che DSEDAA ha una sola ossessione esistenziale:Bassolino e la monnezza campana.La tira in ballo su ogni argomento.Pure se pensa al Tibet,il compagno DSEDDAA pensa a Bassolino.Si rilassi.Monnezza e discariche ne abbiamo ovunque,forse in Tibet di meno perchè buddisticamente si spreca meno.Comunque Malpensa e monnezza e Bassolino e Malan ti hanno un pò preso,eri meglio quando lottavi per il referendum.Ma poi hai mai passeggiato per Milano,nei tristi pomeriggi autunnali o nell’asfissiante caldo estivo?Ti sei mai reso conto che,purtroppo,Milano,sarà ricca(boh?),ma una delle città più deprimenti del mondo?La conosco molto,molto bene da 50 anni.Le ultime foto festose che ricordo di Milano sono quelle delle Partigiane e dei Partigiani che entrano nella città liberata…per il resto,film(bellissimi)e canzoni(bellissime)ci descrivono una città di una tristezza sconfinata,dove perfino le cartoline del Duomo,goticissimo e malinconico,riflettono un certo ‘spleen’.Napoli,Roma,Genova,la stessa Torino,Palermo sono un altra cosa.Comunque sono d’accordo con te,niente più Cavoliere da parte mia niente più Bassolino da parte tua,caro DSEDAA.Ciao,occupiamoci di Tibet e boicottaggio Olimpiadi,caro compagno!
21 marzo, 2008 alle 11:12 am
Spero che onestamente ricorderai con la stessa enfasi e piacere la posizione presa da Galan, un galantuomo, su Bassolino e l’immondizia campana.
Buona prima giornata di primavera a tutti.
21 marzo, 2008 alle 11:08 am
Trovo sublime, oltre che onesta, la presa di distanze da Malpensa manifestata dal presidente del Veneto, Giancarlo Galan, sul “Corriere della Sera” di oggi. Sfata la leggenda di un Nord unito contro i torti subiti da Roma. Io non faccio il tifo per Air France, me la prendo con la bufala della questione settentrionale. E mi fa piacere che, difendendo gli interessi del suo territorio, Galan si sottragga alla demagogia leghista e formigoniana.
20 marzo, 2008 alle 10:20 pm
58- Níl a bhuiochas ort!
20 marzo, 2008 alle 8:52 pm
Go raibh míle maith agat!
20 marzo, 2008 alle 3:27 pm
A chi lo dici. Io ci ho messo anni a riuscire a farmi dare l’invalidita’civile fisica del 50% ed ho solo 32 anni. Ma in realta’ sono invalida da quando ne ho 4 di anni. Che poi si aggrava pure con l’eta’. Gli invalidi civili fisici combattono tutti i giorni contro eserciti di lupi sbranatori.
20 marzo, 2008 alle 3:21 pm
IO SONO INVALIDO AL 100% E PRENDO CON ACCOMPAGNAMENTO 610 EURO HO 65 ANNI AVREI DOVUTO PRENDERE LA PENSIONE DI VECCHIAIA A GIUGNO INVECE ME LA DARANNO A GENNAIO E QUEI SEI MESI ME LI PAGHERANN0? PENSO PROPRIO DI NO WELTRONI FAREBBE MEGLIO A DIVIDERE QUEI 5200 EURO CON CINQUANTA IVALIDI COME ME E NON CON GLI AFRICANI, CON TUTTO IL RISPETTO.E A NOI RISOLVEREBBE TUTTA LA SPESA DEL MESE.
20 marzo, 2008 alle 3:17 pm
IO SONO INVALIDO AL 100% E PRENDO CON ACCOMPAGNAMENTO 610 EURO HO 65 ANNI AVREI DOVUTO PRENDERE LA PENSIONE DI VECCHIAIA A GIUGNO INVECE ME LA DARANNO A GENNAIO E QUEI SEI MESI ME LI PAGHERANN0? PENSO PROPRIO DI NO WELTRONI FAREBBE MEGLIO A DIVIDERE QUEI 5200 EURO CON VENTI IVALIDI COME ME E NON CON GLI AFRICANI, CON TUTTO IL RISPETTO.
20 marzo, 2008 alle 3:09 pm
ma prodi deve essere sembre a rompere i coglioni e a far danni x l’italia?
20 marzo, 2008 alle 1:54 pm
Cordate inventate,smentite.Gravissimo che si possa parlare così a vanvera di fatti che riguardano Aziende e migliaia di lavoratori.Anche Maroni,giustamente,prende le distanze dalle strampalate dichiarazioni di B.
In quanto ai suoi figli,tirati in ballo…è duro avere un papà così.Ma e la festa del Papà(e dei suoi 128 milioni di euro),dunque,speriamo che-come sempre-si autosmentisca in poche ore.Tutta colpa dei giornali…
20 marzo, 2008 alle 11:17 am
1-Giuro su miei figli
2-Le ragazze precarie possono sposare i miei figli
3-L’Alitalia la compa una cordata guidata da Air One e dai miei figli.
Figghi.poveri figghi del Cavoliere…
19 marzo, 2008 alle 7:46 am
Exccolo il benealtrista in SPE (servizio permanente effettivo per chi non ha fatto il militare…)
Il punto importante e che colpisce l’opinione pubblica non e’ Fini etc etc ma che il nuovo che avanza – che dovrebbe rappresentare la summa di tutte le virtu’, la svolta, il cambiamento e chi piu’ ne ha piu’ ne metta prenda a 52 anni una pensione da rappesentante della casta quele in effetti e’. Insomma fa il sorcio nel formaggio anche lui…