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  • 9 set - 12:38: Piango il mio amico Guido Passalacqua che tanti anni fa mi fece venire la voglia di fare il giornalista ...

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    Ma tu ci credi che Gesù è risorto?

    mercoledì, 19 marzo 2008

    l'Infedele

    Cristo risorto?Stasera alle 21,10 su La7 affronteremo il tema fondamentale, ma anche il più difficile da accettare, del cristianesimo: la risurrezione in carne e ossa di Gesù tre giorni dopo la sua morte in croce. Dunque un Mercoledì Santo più che mai da Infedele, perché l’incredulità intorno al miracolo della Pasqua è largamente diffusa anche fra i cristiani. Domanda: si può davvero essere cristiani ridimensionando la risurrezione di Gesù a mero simbolo metafisico? Ma nello stesso tempo: come può l’uomo contemporaneo prendere alla lettera quanto scritto nei Vangeli?

    Partecipano alla discussione: Vito Mancuso; Ernesto Galli della Loggia; don Giovanni Nicolini; Adriano Prosperi; Paolo Flores d’Arcais; il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni; la teologa Maria Poggi Johnson (autrice del delizioso libretto “Stranieri e vicini. Cosa ho imparato sul cristianesimo vivendo a contatto con ebrei ortodossi”, Il Mulino); il monaco buddista Jiso Ferzani.

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    Articolo di:

    Gad - che ha scritto 1439 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    « 28 27 [26] 25 24 23 22 21 20 19 181 » Mostra tutti i commenti

    1. 1300
      nicola glielmi scrive:

      Cinzia Simonelli (1299) – Il feto non è Dio, ma fa l’esperienza
      narcisistica di credersi Dio quando si trova nell’utero materno.
      Purtroppo qualcuno può restare “fissato” libidicamente in questa
      fase, evidenziando a 50 anni un grandioso delirio di onnipotenza,
      credendosi santo capace di fare miracoli, o ergendosi a giudice
      supremo dell’umane disgrazie. Il mio primo intervento su “Aton,
      Yahweh, Gesù, Diavolo” si propone di studiare in che modo nasca nel
      bimbo l’idea di Dio, non “se Dio esiste oppure no”. A mio giudizio,
      spetta allo scienziato e non al teologo dimostrare l’esistenza di
      Dio. Concordo che la coppia Uomo Donna è Dio, ma realmente e fuori
      di metafora, nell’acme orgastico dell’amplesso genitale.

    2. 1299
      Cinzia Simonelli scrive:

      Nicola Glielmi (1298). Secondo me, non il feto è dio (vogliamo
      accusare le donne che abortiscono di deicidio? Ferrara potrebbe
      prenderlo sul serio). Intendevo dire che Dio è la coppia in quanto
      unione di Femminile e Maschile, in quanto realtà d’amore in terra
      (ossia sublimazione).

    3. 1298
      nicola glielmi scrive:

      Sara scrive: “La Bibbia è piena di annunci profetici”. Le
      allucinazioni visive ed auditive di vari personaggi biblici
      ammalati di schizofrenia e i rapimenti mistici di soggetti ammalati
      di epilessia sono stati interpretati, in un mondo dominato dalla
      medicina magica, come “annunci profetici”. Sono questi che si sono
      ficcati come virus nei cervelli degli uomini e che porteranno alla
      fine del mondo perché è naturale che si lavori, consciamente e
      inconsciamente, per l’avverarsi della profezia. Di fronte al
      pericolo che stiamo per correre si ha il dovere di denunciare
      questi inganni. Diventa urgente svelare la ragioni profonde per le
      quali senza volerlo stiamo distruggendo la terra. Dio, oltre che
      “desiderio incestuoso”, è anche “desiderio di unione”, come scrive
      Cinzia Simonelli, perché il feto è Dio e vive in simbiosi con la
      madre che è percepita come Dio. E’ un fatto addirittura biologico.
      Ma è necessario chiarire per quelle persone che sono intervenute
      citando passi della Bibbia come Sara, o facendo professione di
      fede, che cosa debba intendersi per “sublimazione” e proiezione. Il
      desiderio incestuoso e il desiderio di unione non presuppongono
      l’esistenza di Dio, non sono una prova della sua esistenza. Forse
      su Dio ci potrebbe dire qualcosa Adele che ha letto “L’assassinio
      di Cristo” di Reich. Scusami, Adele, non avevo letto prima il tuo
      intervento n. 1054. C’è da scoraggiarsi se si pensa che Reich
      ancora non è studiato nelle Università. Circa la “politica
      degenerata” prevedo che nel 2300 i libri di storia scriveranno: “Il
      XXI fu il secolo d’oro dei Salesiani, come i secoli XIV e XV furono
      dominati dai Francescani. Il primo salesiano eletto Papa fu il
      cardinale Tarcisio Bertone, di mentalità più aperta e più
      “progressista” rispetto al suo predecessore Ratzinger e rispetto ad
      altri prelati. Il Signore di Arcore era accusato di essere un
      massone liciogelliano e di populismo. Ma era soprattutto il capo
      degli ex-allievi salesiani coi quali aveva costituito due crociate
      guidate scientificamente alla conquista della divina Gerusalemme e
      del potere economico. Gli atei “devoti” erano degli ipocriti,
      senzadio e affaristi. V’era rimasto solo Niki Vendola a parlare di
      don Benedetto Croce, mentre Fausto Bertinotti parlava delle lettere
      di San Paolo e fu costretto al ritiro presso i monaci del monte
      Athos”.

    4. 1297
      sara scrive:

      SE FOSSE VERO-Fu un articolo scritto da un ateo che spronò Studd a
      dedicarsi completamente a Cristo.Ecco l’articolo in questione:Se
      credessi fermamente, come milioni dicono di credere,che la
      conoscenza e la pratica della religione in questa vita influenzano
      la vita nell’altra,allora la religione per me sarebbe
      tutto.Getterei via le gioie terrene come rifiuti ,le cure terrene
      come follie ,ed i pensieri ed i sentimenti terreni come vanità.La
      religione ,sarebbe il mio primo pensiero del mattino e la mia
      ultima immagine prima di addormentarmi.Mi affaticherei soltanto per
      la sua causa.Mi prenderei pensiero solo dell’eternità.Stimerei una
      sola anima guadagnata per il cielo,valer bene una vita di soffernze
      .Le conseguenze nella vita terrena non fermerebbero mai la mia mano
      o chiuderebbero le mie labbra.La terra,le sue gioie ed i suoi
      dolori,non occuperebbero nemmeno un momento i miei pensieri
      .Cercherei soltanto di pensare all’eternità e alle anime immortali
      intorno a me,che presto sarebbero eternamente felici o infelici.Mi
      presenterei al mondo per predicare ad esso a tempo e a fur di
      tempo,ed il mio testo sarebbe:CHE GIOVA ALL’UOMO SE GUADAGNA TUTTO
      IL MONDO E PERDE L’ANIMA SUA?—–(che questo testo possa spronare
      altri a cercare Dio.

    5. 1296
      Tiziana Menna scrive:

      Si io ci credo nella resurrezione di Gesù perché io credo
      nell’esistenza di Suo Padre che per noi cristiani è il Dio di
      Israele. Essendo morto Gesù non poteva autoresuscitarsi quindi è
      stato qualcun’altro che lo ha fatto! E questo “qualcun altro” non
      poteva che essere Suo Padre : il Dio d’Israele. Secondo me chi
      dubita della resurrezione di Gesù in realtà dubita dell’esistenza
      stessa di Dio! Cordiali saluti Tiziana Menna

    6. 1295
      nicola glielmi scrive:

      Per un errore di manualità ho postato l’intervento n. 1287 prima di
      terminarlo e di corregerlo. Chiedo scusa. ERRATA CORRIGE: al III
      rigo: non hanno preso X ha preso. al V rigo: restano inchiodati al
      X resta al XII rigo aggiungere: che ci staimo distruggendo? Adesso
      saluto perché sto per mettermi in viaggio. Continuerò stsera o
      domani

    7. 1294
      adele scrive:

      Grazie, Cinzia.

    8. 1293
      Cinzia Simonelli scrive:

      “Addio, stavo per dirti, ma poi torno indietro/ e ritiro la mia
      parola e ti resto accanto./ Temo non meno la lontananza angosciosa/
      da te che la notte amara dell’Acheronte./ La tua luce è come quella
      del giorno, ma il giorno è muto/ e tu invece mi rechi una parola
      più dolce del/ canto delle Sirene; ad essa sono sospese/ tutte
      quante le speranze della mia anima”. (Paolo Silenziario 520-575
      d.C.)

    9. 1292
      Cinzia Simonelli scrive:

      1290- Il pensiero distorto sul sesso io lo riferisco al
      cristianesimo. Il neoplatonismo (Plotino) sì, è dei primi secoli.
      C’è una bellissima poesia di un neoplatonico, inizia “Addio, stavo
      per dirti…”. Se la trovo la cito di seguito. Buona notte

    10. 1291
      adele scrive:

      Mi correggo, dopo doverosa consultazione, III, IV sec.

    11. 1290
      adele scrive:

      E’ vero quella radice di pensiero distorto nacque proprio nel mondo
      mediterraneo, fra iv e il v sec. D.C se non ricordo, male, si
      accompagno al monachesimo orientale (del quale fu precursore
      S.Antonio del deserto. Argomento interessante, se vuoi possiamo
      riprenderlo domani…sempre meglio che discutere della quotidianità
      della politica degenerata

    12. 1289
      Cinzia Simonelli scrive:

      1287 – Non condivido. Dio è il nostro desiderio di unione, di amore
      come sublimazione della realtà. Il desiderio incestuoso è mantenuto
      vivo da cristianesimo (e religioni varie) come via di fuga dalla
      donna malignamente intesa. “Eros è l’attività dell’anima che
      ricerca il bene” (Plotino)

    13. 1288
      sara scrive:

      Isaia,profeta dell’VIII secolo a.C. annunciò la venuta e le
      soffereze del Messia.Alcuni passi:….Ecco ,la giovane concepirà
      ,partorirà un figlio,e lo chiamerà Emmanuele….Isaia 7:14 (venuta
      )Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,stroncato
      a causa delle nostre iniquità;il castigo ,per cui abbiamo pace ,è
      caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati
      guariti….Isaia 53:5(morte)…Dopo aver dato la sua vita in
      sacrificio per il peccato ,egli vedrà una discendenza,prolungherà i
      suoi giorni,e l’opera del Signore prospererà nelle sue mani…Isaia
      53:10(resurrezione)La bibbia è piena di annunci profetici.

    14. 1287
      nicola glielmi scrive:

      Non qualcuno,ha dimenticato che “Dio è il nostro desiderio”, ma
      moltissimi, quasi tutti, il 99,9999.. rimanendo nella posizione di
      “puer aeternus” non ha preso coscienza che Dio è il nostro
      desiderio “incestuoso”, ovvero non uscendo dall’infanzia con una
      sana masturbazione durante la pubertà, resta inchiodto farabuttismo
      dialettico adolesenziale inconscio come la nostra vita quotidiana
      dimostra. Il guaio maggiote è che gli addetti ai lavori (medici
      psichiatri, psicologi,sociologi, filosofi, antropologi, letterati e
      psiconalisti di destra, di centro e di sinistra) non hanno capito
      che il farabuttismo dialettico condiziona la nostra vita e la
      nostra presenza futura sulla faccia della terra. Quando prenderanno
      coscienza

    15. 1286
      Cinzia Simonelli scrive:

      “Ciò che è infantile e moralmente pericoloso è la fede nel simbolo,
      perché in tal modo orientiamo la nostra libido verso una realtà
      illusoria” (Jung – Libido, simboli e trasformazioni).
      “Indubbiamente una delle cause più prossime e più essenziali
      dell’energica regressione infantile nel Cristianesimo, che procede
      di pari passo con la riattivazione del problema dell’incesto, va
      cercata nella profonda svalutazione della donna” (Jung).
      Indirizzare la libido non verso la donna, ma verso altro. Verso il
      simbolo, dietro il quale si nasconde un significato misogino.
      Significato misogino e, in parte, sessuofobico. “Puer aeternus,
      eterno fanciullo, indica un particolare tipo di uomo che rimane
      troppo a lungo nella fase psicologica dell’adolescenza;
      generalmente è associato ad un forte attaccamento inconscio alla
      madre (reale o simbolica). (…) Questo puer aeternus cerca una madre
      assolutamente perfetta che non esiste. È come se tanti uomini
      troppo dipendenti dalle loro madri (l’origine della sindrome del
      puer aeternus) si divertissero a disegnare ogni giorno di più una
      cultura – la cultura della mente, appunto – che possa realizzare il
      loro sogno impossibile” (R. Ponticelli ‘Emozionarsi fa bene’ Xenia
      Edizioni, Milano 1996 ). E ancora, dello stesso autore: “Al posto
      della vera realtà emozionale ci viene contrabbandato un altro tipo
      di emozione: quella ossessiva, mentale, un’emozione che non esiste
      ma si può creare artificialmente. La ricerca ossessiva delle
      emozioni è un prodotto della cultura della mente”. E di A. Lowen:
      “La nostra educazione ingiunge tacitamente al bambino di
      controllare i suoi sentimenti. L’ingiunzione può essere formulata
      così: Non perdere la testa e non farti travolgere dai sentimenti”.
      In parte sessuofobico perché temo che, teologicamente, il sesso più
      temuto sia quello che esprime amore in quanto allontana
      dall’attaccamento affettivo a Cristo ed alla Chiesa in generale.
      “Un sacerdote, Antonio Prandoni, insegna all’adolescente donna
      ‘come conservarti casta’, intendendo per castità non la verginità
      assoluta, ma la custodia del corpo sotto l’impiego della ragione”
      (Anna Tonelli). Cito parti di un’intervista rilasciata da Enzo
      Bianchi (Comunità di Bose) a Repubblica: ” Riuscite a sublimare i
      rapporti d’amore? -Nel monachesimo si diffida di questo. Pensiamo
      che sia meglio una caduta contro la castità, che un restare a galla
      fantasticando. La realtà va accettata, sempre, e in questo campo un
      errore di spiritualità rischia di diventare una malattia psichica-.
      E ancora: “Il celibato dà ai monaci e alle monache una ulteriore e
      diversa capacità di interiorizzazione, di pensiero, di solitudine e
      di silenzio. È difficile da spiegare, ma chi sente la castità come
      verità diventa capace di dominare la necessità fisica anche quando
      si mescola all’affettività, al desiderio di un legame. È una lotta
      lunga”. Si sa che, all’interno dei conventi, è richiesto un
      percorso di disaffezione dalla propria famiglia di origine. “Ma mi
      sovvenni delle nostre Costituzioni che ci dicono di star lontane
      dai parenti. [...] Infatti, il fine delle Costituzioni è di
      ottenere che ci distacchiamo dai parenti” (Teresa D’Avila).
      Qualcuno ha dimenticato che “Dio è il nostro desiderio” (Jung).

    16. 1285
      nicola glielmi scrive:

      Per RICKVANN Hai ragione. Paolo di Tarso impregnato di cultura
      greca e delle altre presenti sul mercato del suo tempo, ha operato
      uno straordinario sincretismo fondendo in un unico sistema dottrine
      religiose e filosofiche diverse, che vanno da Dioniso a Mitra, da
      Zeus a Yahweh. Se lo facesse anche Ratzinger probabilmente non vi
      sarebero più guerre di religione e certamente se ne
      sconsiglierebbero molte. Ma il fatto grave è che Zatzinger visita
      moschee in Turchia e sinaghoghe in USA, ma non intende nel modo più
      assoluto fare neppure un passettino indietro per una fusione vera
      delle religioni, come ha dimostrato a Ratisbona, giudicando
      Maometto fomentatore di guerre e come ha confermato con la
      preghiera per gli ebrei perché si convertano al cristianesimo:
      UNICA VERA RELIGIONE (?!?!). Dei quatro evangelisti soltanto Matteo
      conobbe personalmete Gesù, mentre Giovanni di Zebedeo insieme al
      fratello Giacomo furono uccisi a Gerusalemme, intorno agli anni 40
      dopo 7-10 anni dalla orte di Gesù. Da questo se ne deve dedurre che
      il Giovanni del vangelo e dell’apocalisse non sia la stessa persona
      dell’apostolo all’ultima cena e che ai piedi della croce prese in
      affidamento la madre di Gesù. Ma non sono uno storico e mi
      interessa molto poco sapere come andarono veramente le cose. Mi
      interessa molto di più sapere come furono scritte e come sono lette
      oggi le sacre scitture ed i vangeli. Per fare degli esempi
      concreti: Matteo scrive “Giacobbe generò Giuseppe, il marito di
      Maria, dalla quale nacque Gesù” (1,16). Dunnque Gesù per essere
      discendente di Davide deve essere il figlio biologico di Giuseppe.
      Oppure: “Ma egli (Giuseppe)non la conobbe, finché ella ebbe
      partorito il suo primo primogenito, al quale pose nome Gesù”
      (1,25). Quindi Maria ebbe rapporti sessuali ed altri figli da
      Giuseppe dopo la nascita di Gesù. Ma quel “non la conobbe” è in
      contraddizione con la geneologia che fa discendere Gesù da Davide
      atraverso il padre biologico Giuseppe. E come, poi, non non
      rilevare che “conoscere” significa avere un rapporto sesuale? Come
      non collegare il termine “conoscere” all’”albero della conoscenza”
      dell’Eden interpretando che Yahweh, o il sessuofobo che scrisse per
      lui, aveva proibito ai progenitori di fare sesso? Oppure come non
      vedere che le espressioni “Luomo non vive di solo pane, ma di ogni
      parola che procede dalla bocca di Dio” (4,4), “Non tentare il
      Signore Dio tuo” (4,6) e “Adora il Signore Dio tuo e servi a lui
      solo” (4,10) siano massime ascoltate realmente dalle labbra di
      Gesù, che Matteo infiorisce, per l’edificazione spirituale degli
      ascoltatori, favoleggiando sul diavolo che tenta Gesù nel deserto,
      lo trasporta sul pinnacolo del tempio e “sopra un monte altissimo”?
      Ma allora i quattro evngelisti hanno inventato tutto? Più o meno
      come oggi. “Con la costola che aveva tolto all’uomo ne formò una
      donna e la condusse all’uomo” (Genesi,2,7), per l’edificazione
      spirituale dell’ascoltatore si può tenere una predica di un’ora e
      si possono scrivere centinaia di libri.

    17. 1284
      Cinzia Simonelli scrive:

      La civiltà ha vinto. Esultiamo! Ferrara ha perso

    18. 1283
      rickwan scrive:

      Ho letto con interesse l’intervento del Dottore Gielmi al numero
      1272 di questo blog, e vorrei porgli la seguente questione:
      Navigando sulla rete ho trovato un video il cui titolo “Truth about
      Cristhianity” mi ha incuriosito alquanto. Il testo, in inglese,
      parla di una menzogna, o una specie di inganno, perpetrato dai
      “depositari della Verità”, ovvero i cattolici, verso i credenti. Il
      punto è semplice : pare che l’apostolo Paolo sia effettivamente
      stato il primo a parlare di Gesù Cristo. Egli non lo descive mai
      come un personaggio storico , ma piuttosto come una figura epica
      tipo Apollo, Dionisio, Mitra, insomma come una persona metafisica e
      spirituale. Le lettere di Paolo pare siano datate intorno all’anno
      80 dopo Cristo, e che siano gli unici documenti che parlano di
      Cristo in quell’epoca. Nelle lettere non solo non si parla di
      Cristo come una personaggio storico, ma non vengono mai menzionati
      eventi come i suoi insegnamenti ed i miracoli e nemmeno la nascita.
      Eppure a chiunque si chieda dove e nato Gesu ed il Cristanesimo, la
      risposta sarà univoca ed inappellabbile : Nazareth, da Gesù. Paolo
      non parla mai di Gesu della crocifissione e della resurezzione su
      un piano fisico specificando luoghi e tempi ma piuttosto solo da un
      punto di vista metafisico. Le parabole del nuovo testamento scritte
      dagli apostoli Matteo, Luca, Marco e Giovanni sono i primi
      documenti che parlano di Gesù come un personaggio storico. Però le
      loro parabole sono datate da 80 a 110 anni dopo la data in cui si
      suppone che Gesù sia vissuto. Inoltre, si dice sempre nel video,
      che non si sà bene chi scrisse le parabole ma è però certo che non
      furono scritte ai tempi in cui visse Gesù. Conclusione : questa e
      la prima menzogna della cristianità ovvero “ai cristiani è lasciato
      credere che le parabole furono scritte dai diretti e contemporanei
      discepoli di Gesù, ma gli studi storici dimostrerebbero che non è
      proprio così”. Mi piacerebbe sapere se questo tipo di affermazioni
      hanno corrispondenze dimostrabili, anche se ho il sospetto di
      conoscere già la risposta.

    19. 1282
      adele scrive:

      1281- Nicola, gli inglesi dicono “my car is my castle”. Così ogni
      uomo è Knight o King quando viaggia ed esplora. Il tuo sito è
      interessante, verrò a farti una visita, tu preparami un buon caffè.
      Ciao

    20. 1281
      nicola glielmi scrive:

      Per Adele: sono stato da quelle parti con la mia D S, la dea
      (doppio significato di citroen e di donna). Mandami il tuo
      indirizzo a alla mia e-mail e sarò lieto di farti omaggio di
      “Zanclea” che non troveresti in libreria.
      Cordialmente,nicola@glielmi. P.S. Sarà rispettata la tua privacy.
      Non puoi pregare Lerner di rendere più accessibile l’argomento di
      cui trattiamo? Il tema “Ma tu ci credi che Gesù è risorto” è del
      tutto scomparso dall’home page. Errata c. al precedente intervento:
      “buttane” al posto di puttane. Le “buttane” sono le vasche che
      trattengono l’acqua del mare per la salificazione. Le “ruffiane”
      sono le vasche che trasmettono alle “buttane” l’acqua del mare. Mi
      sono sempre chiesto se le buttane non procreassero figli sani ed
      eccezionali. Mi sembra di poter rispondere che le buttane hanno un
      utero caldo e trasmettono tutto il loro amore all’embrione prima,
      ed al feto poi. Mentre le…invece…

    21. 1280
      adele scrive:

      1278- E’ sublime, Nicola. Ma dimmi, sei stato forse da quelle
      parti? Cogli molto bene quell’anima religiosa pagana e farisaica.

    22. 1279
      adele scrive:

      1277- ti leggerò con molto piacere, Nicola

    23. 1278
      nicola glielmi scrive:

      Cara Adele, mi complimento per il tuo riferimento al Lago di
      Pergusa ove fu rapita Proserpina. Intanto Ulisse scese nel’aldilà
      per consultare Tiresia dal “Lago Averno” nella zona flegrea
      (Napoli). Per quanto riguarda il Lago di Pergusa ti invio, sperando
      di fare cosa gradita, questi miei versi tratti da “Zanclea nella
      villa dei misteri in Pompei antica”, Tommaso Marotta Editore: >
      Tu eri sul lago di Pergusa > autodromato e inaccessibile >
      come roccaforte > Aperta una breccia nella rete di metallo >
      ti ho rapita sul mio carro > tirato da cento destrieri > dal
      cuore d’acciaio delle Ardenne > le frogie ardenti nero fumo >
      scalpitanti veloci > per lande assolate e tempeste di vento.
      > Ti ho amata in ogni anfratto, > su ogni cima di monte, >
      in ogni valle > e suoi pianori giallo dorati, > alzati al
      cielo come altari. > Ti ho amato sotto ogni colonna > del
      tempio di Segesta. > Pazzo d’amore ho cantato e ballato > per
      te > col mio tiaso, nel teatro di Segesta. > Con spada di
      Damasco, per te > ho combattuto sulle fortezze di Erice. > Ti
      ho amato nelle saline > tra le puttane e le ruffiane. > A
      Motya > tra le secche agavi > e le verdi yucca sacre al
      Bromio. Ti chiederai: Perché? Intanto per mantenere in allenamento
      la memoria e poi perchè mi diverto, nonostante Gad abbia reso quasi
      inaccessibile il suo blog come il lago autodromato di Pergusa,
      riservato alle corse atomobilistiche e pressoché vietato ai
      cittadini. Questa è la bella Italia!

    24. 1277
      nicola glielmi scrive:

      Cara Adele già fatto. Comunque ti ringrazio del suggerimento. Posso
      dirti che ho già pronto un secondo articolo su “AKeneton e Mosè”
      con una visione un pò diversa da Freud e da Reik, ovvero discutendo
      sui loro lavori. Un terzo, un quarto e un quinto sull’arca
      dell’alleanza. L’articolo su “Aton ecc. ecc.” in realta è l’ultimo
      capitolo dello studio che ho in corso.

    25. 1276
      adele scrive:

      Caro Nicola, su Aton potresti fare una ricerca sugli studi
      psicoanalitici condotti da Freud ,su Mosè, come fondatotore del
      popolo ebraico (vedi “Totem e Tabù),ed Eliade attraverso i suoi
      scritti sul monoteismo.

    26. 1275
      PolloVolante scrive:

      Parlare di un qualche cosa del quale nessuno è in grado di
      dimostrare la sua esistenza è come parlare del mistero e della
      meraviglia che avremmo nel vedere il vaticano come una grande
      discoteca per lapdance. Trovo che fare una trasmissione su un fatto
      non esistito, di cui nessuno è in grado di dimostrare la
      veridicità, sia fuorviante e millantatorio. E’ indubbio che la
      cultura clericale cattolica si serve anche di questi espedienti per
      racimolare adepti e seguaci per diffondere il verbo del sospetto e
      della credulonicità, ma è altresì vero che la peggior specie di
      criminali usano mistificazioni per portare a loro i maggior
      vantaggi. Lener lo dovrebbe sapere, no? In alcuni lager stava
      scritto “Arbeit macht Frei” e quale più infame scritta avrebbe
      potuto convincere un popolo che andava alla morte? A tale proposito
      mi viene il sospetto nel rileggere quanto dice l’art. 1 della
      nostra, idiota, costituzione. “L’Italia è una repubblica fondata
      sul lavoro”. Ci può essere analogia tra i campi di sterminio e
      questo articolo? E’ un caso oppure, ritornando al tema è , come
      sempre, mistificazione di quello che non esiste. Gesu, dio e altre
      infami bugie utili ai potenti, ovvero ai più deboli, per
      sottomettere i veri deboli? Pensaci Lerner, perchè se anche tu,
      come me, sei agnostico hai nel tuo genoma l’impronta di una cultura
      che la religione ha saputo rendere servi e schiavi genti per
      millenni. Non mi sei simpatico, ma apprezzo le tue battaglie. con
      affetto Un pollo.

    27. 1274
      nicola glielmi scrive:

      Scritto da Nicola Glielmi Si, sono molte, cara Adele. Ma i miei
      testi di consultazione sono le storie vere di persone che hanno
      sofferto le pene dell’inferno a causa dell’insegnamento religioso
      in età infantile. Nel precedente articolo n.698 ho tentato di
      interpretare, grazie alle storie di moltissime persone, in che modo
      possa nascere nella mente dell’uomo l’idea di Dio. Che Dio, poi,
      esista oppur no, è una questione che riguarda la Scienza che si
      deve far carico della sua dimostrazione. Non certamente la teologia
      che pone fideisticamente l’esistenza di Dio come base di tutte le
      seguenti fantastiche elucubrazioni. Il presente articolo come il
      precedente è il frutto del grido di dolore di persone che soffrono,
      senza alcun vero ascolto. Di questa sofferenza, forse in un delirio
      di grandezza (chi lo sa, vorrei saperlo io per primo),voglio farmi
      interprete. Certamente non negherò che la religione ed in
      particolare la fede in Gesù come uomo e come Dio, secondo i propri
      bisogni, abbia anche un altissimo valore terapeutico e sociale. Ma
      chi parla di teologia con un’evidente dissociazione ideativa, come
      Mancuso, deve porsi innanzitutto questa domanada: Come si forma
      nell’uomo l’dea di dio a prescindere dalla sua esistenza. Gradirei
      un suo parere su Aton. Grazie

    28. 1273
      adele scrive:

      1272- Bravo Nicola, è da Pasqua che scrivi? Però quante ricerche
      che hai fatto!

    29. 1272
      nicola glielmi scrive:

      NICOLA GLIELMI HA SCRITTO IL VECCHIO E IL NUOVO TESTAMENTO di
      NICOLA GLIELMI Non è facile parlare di un libro che si crede
      ispirato direttamente da Dio, assurto a testo sacro per eccellenza,
      sul quale è invalsa l’usanza di mettere la mano per assicurare di
      dire la verità, o pronunciare solenne giuramento di fedeltà. Forse
      come prima cosa sarebbe necessario chiarire questo imbroglio,
      perché, probabilmente, chi giura sulla Bibbia (praticamente tutti),
      coscientemente o inconsciamente, sa di giurare su un libro falso,
      pieno di ipocrisia per cui non si sente obbligato a rispettare i
      patti giurati. Le ipocrisie e la doppia morale della Bibbia si sono
      insinuate nella mente degli uomini che spesso si comportano come
      bestie, assetati di sangue, o come spergiuri capaci di tradire il
      proprio fratello. La Bibbia, non è né sacra né divina perché è
      scritta dall’uomo con sentimenti umani ed in essa si mescolano
      avvenimenti storici realmente accaduti con moltissima mitologia.
      Può contenere messaggi esoterici che sono traducibili
      esclusivamente da studiosi, specializzati nella storia delle
      religioni, in lingue antiche, in filosofia, in antropologia. Ma
      essa è letta da persone (la maggioranza), che non sono in grado di
      recepire il messaggio esoterico. Né mi pare che si debba trovare un
      significato esoterico in episodi nei quali si accusa un innocente,
      si assassina il fratello, si carpisce al padre la primogenitura
      sostituendosi con l’inganno al fratello maggiore, si tradisce il
      maestro, l’amico, si vende la moglie, o si ubriaca il padre per
      andare a letto con lui. E tutto questo con la benedizione di
      Yahweh. La Bibbia pertanto va letta alla lettera e le sole
      possibili interpretazioni sono quelle storiche, antropologiche e
      psicoanalitiche. Theodor Reik, ebreo e di cultura ebraica,
      interpreta il mito di Adamo come un nascondimento con rovesciamento
      del complesso di Edipo. Ma nessun cattolico accetterebbe di buon
      grado l’analisi di T. Reik. Yahweh adoperò il fango per costruire
      il primo uomo. Il dio sumero Enki “grazie alle sue approfondite
      conoscenze scientifiche aveva messo appunto il metodo e il
      procedimento di creazione di Adapa, l’“uomo modello” che condusse
      in cielo al cospetto di suo padre il dio Anu, che però non concesse
      la “vita eterna” al genere umano.” Enki “modellò le sue creature
      con lo stesso materiale usato da Yahweh per formare Adamo.” Molti
      studiosi identificano Adapa con l’Adamo biblico. Cadmo costruì la
      città di Tebe e seminò i denti del drago da lui ucciso, dai quali
      nacquero degli uomini armati. Romolo allattato da una lupa, costruì
      Roma. Epperò il mito del dio sumero Enki, come quello di Cadmo e la
      storia della lupa, seppure tentano di dare una spiegazione alle
      nostre origini, e all’inizio della storia di Roma, non sono messi,
      oggi, a fondamento della nostra vita quotidiana, per cui chi non vi
      credesse è perseguitato, o messo in carcere, o giudicato blasfemo.
      Potrei fare una personale interpretazione del significato simbolico
      della lupa, o negarla, ma non per questo dovrei essere accusato di
      blasfemia. La Bibbia è scritta da vari rabbini per un popolo
      ignorante e, sembra, per assolvere, in nome di Yahweh, gravi
      delitti che il senso comune condanna. La Bibbia riferisce la vita
      degli uomini, secondo la loro natura, mentre nelle altre mitologie
      è rappresentata con allegorie e metamorfosi. Ma presentare la
      storia travagliata di un popolo, come un testo dettato o ispirato
      dalla divinità, mi sembra un’assurdità, come lo sarebbe credere che
      Tebe fu costruita per volontà di Atena e Roma per volontà di
      Afrodite, madre di Enea. Accreditare un significato nascosto alla
      Bibbia serve soltanto a creare e a mantenere il potere dell’uomo
      sull’uomo. La Bibbia insegna come ottenere e conservare il potere
      con l’inganno, con la frode, con l’omicidio. David Donnini scrive
      che gli scribi del tempo di Davide “nel redigere le scritture
      compiono una sintesi colossale e fanno man bassa di tutto il
      materiale che possono raccogliere per rendere la loro opera nobile,
      grandiosa, venerabile, prestigiosa, autorevole. La Bibbia si
      presenta come parola di dio perché i suoi redattori furono spinti
      dalla necessità ideologica di farla apparire tale al giovane popolo
      di Israele. Una parte abbondante della mitologia del vicino oriente
      confluisce in questa sintesi, non solo quella accadica, ovverosia
      quella dei popoli che condividevano con Israele la radice semitica,
      ma anche quella sumera, una etnia completamente diversa, con cui
      gli accadi avevano avuto a che fare a lungo. E così il quadro della
      genesi si apre con una scena assolutamente sumera, ovverosia con il
      racconto della trasgressione primordiale compiuta da Adamo e Eva
      nel giardino dell’Eden. E poi continua con il racconto del diluvio,
      che è letteralmente sottratto all’epopea sumera di Gilgamesh, poi
      ripresa dai babilonesi, in cui Noè si chiamava Ziusudra,
      Uta-napishtim, Atrahasis. Ed anche il racconto della torre di
      Babele ha come punto di riferimento gli ziggurat mesopotamici,
      mentre la confusione delle lingue sta senz’altro a rappresentare il
      disagio dovuto all’imbastardimento della società sumerica in
      seguito alla consistente infiltrazione accadica. ” Per nobilitare
      la figura di Mosè, il padre fondatore della nazione d’Israele, i
      rabbini riprendono vecchi miti ed antichi fatti storici, come
      quello dei nomadi accadi di razza semitica che sconfissero i
      sumeri. Donnini scrive che “un grande condottiero di questi uomini
      (siamo intorno all’anno 2450 a.C.), protagonista di una clamorosa
      vittoria sui sumeri, fu Sargon. Di lui la leggenda accadica narra
      che era stato abbandonato dalla madre nelle acque del fiume, in un
      canestro di giunchi, per poi essere raccolto da un acquaiolo, su
      indicazione della dea Ishtar, che lo aiutò a diventare un re
      potente”. Non diversamente dagli scribi di Davide, gli evangelisti
      e i primi cristiani. Michel Benoit scrive: “gli evangelisti hanno
      compiuto una delle più sottili manipolazioni, trasformando
      “nazoreno” o anche “nazireno” (che ha fatto il voto di nazirato),
      in “nazareno”, vale a dire abitante di Nazareth. Era necessario che
      l’identità “nazorena” di Gesù non giungesse alla posterità, le sue
      radici battiste dovevano sparire dalla memoria. Gli evangelisti ne
      hanno dunque fatto un abitante di Nazareth (Gesù di Nazaret),
      mentre gli scavi hanno dimostrato che non vi era traccia di un
      villaggio di Nazareth nel I secolo, e che Flavio Giuseppe, che
      colloca scrupolosamente ogni minima borgata di Galilea, non parla
      di “Nazareth” da dove sarebbe venuto l’eroe degli ebrei
      cristianizzati del quale ha sentito parlare” I nazoreni (come i
      battisti e gli esseni) costituivano una setta di monaci nel
      deserto, più o meno anarchici e ribelli che “rifiutavano il tempio,
      il suo culto, la sua gerarchia corrotta, il danaro, il potere,
      l’invasore romano e che avevano sostituito il culto sacrificale del
      tempio con delle immersioni, più o meno frequenti, nell’acqua che
      procurava loro la purificazione interiore.” La causa della condanna
      di Gesù, affissa sul legno della croce è l’essere nazoreno, cioè
      della setta dei nazoreni. Nella scritta INRI la N sta per
      “Nazoreno” come oggi si potrebbe scrivere la lettera B per
      “Brigatista” sul verdetto di condanna di un pericoloso brigatista.
      Anche le provocazioni dei farisei sul tributo a Cesare, per
      incastrarlo e consegnarlo alla giustizia romana, sono una prova che
      Gesù era un pericolosissimo rivoluzionario. Nessuno può negare che
      la rivoluzione in nome di Gesù non sia riuscita, mentre la prima
      rivoluzione degli schiavi contro i faraoni e quella degli schiavi
      di Spartaco contro i romani erano miseramente fallite. I dottori
      della Chiesa tennero vari concili per togliere ciò che appariva
      disdicevole e mettere ciò che sembrava divino e miracoloso. Lo
      sforzo di divinizzare il bambino nato da una donna e di
      sacralizzare la verginità della madre è di una ingenuità
      fanciullesca e favolistica, tale da consigliare gli stessi Padri
      della Chiesa a non inserire nei vangeli canonici quelle parti
      poeticamente bellissime della nascita di Gesù. Secondo tutti i
      Vangeli apocrifi dai genitali di Maria non viene fuori un bambino
      fatto di carne ed ossa, ma una palla di luce che dà corpo al
      bambino e che lascia integro l’imene della partoriente.
      Sant’Agostino si inventerà la favola che Maria sarebbe stata
      ingravidata attraverso l’orecchio: “Deus per angelum loquebatur et
      Virgo per aurem impraegnebatur.” Forse per esperienze personali con
      donne, a seguito di orgasmi in esse scatenati per stimolazione
      degli orecchi. Non si comprende per quale altra ragione
      Sant’Agostino avrebbe individuato nel padiglione dell’orecchio un
      organo sessuale sostitutivo della vulva e dell’utero. Da questa
      “fantasia”, la moda per le monache di fasciarsi la testa e tenere
      le orecchie a riparo da venti ed arie ingravidanti. La nascita e la
      morte di Gesù, seppure attendibili storicamente, ricapitolano il
      mito del dio Dioniso, nato da una vergine, fatto a pezzi dai Titani
      e risorto per due volte. Gli apostoli e i primi cristiani
      aspettavano, di li a poco, il ritorno del Cristo che, dopo le loro
      prime aspettative deluse, si cominciò a procrastinare per ogni fine
      di secolo, fino ai giorni nostri con vari “segreti” che
      alluderebbero alla fine del mondo. Giovanni fu detto il “veggente”.
      Non ha importanza discutere se il redattore dell’Apocalisse sia
      stato discepolo di Gesù, di Pietro, o di Paolo, e fosse suo
      discepolo “quel tal Giovanni detto anche Marco” Giovanni fu
      confinato nell’89 e. v. da Domiziano in Grecia, nell’isola di
      Patmos, subì l’influsso delle leggende degli isolani che lo
      ospitavano. Fece una gran confusione tra l’insegnamento di Gesù,
      quello di Paolo, impregnato di mitologia greca, i racconti
      mitologici e i riti religiosi dei Patmesi e le sue aspirazioni
      ascetiche. E’ probabile che la povertà e la vita di stenti dovute
      ad una scelta penitenziale abbia prodotto sul piano mentale
      allucinazioni uditive e visive caratterizzate da visioni di animali
      mostruosi, dalla visione di una Gerusalemme con mura d’oro e
      d’argento tempestata di diamanti e di rubini, dalla visione di un
      albero al centro della città con tutti i diversi frutti prodotti in
      natura, dalla visione di tempeste di vento e fuoco, e dalla venuta
      del Cristo per giudicare l’umanità e separare i buono dai cattivi.
      Da un punto di vista psichiatrico si tratta di un delirio
      allucinatorio di una persona che abbia sofferto la fame e la sete,
      che abbia soffocato i bisogni sessuali donde la visione di animali
      mostruosi, che abbia dormito sulla nuda terra sotto le stelle.
      Sembra il delirio allucinatorio di una persona colta che, se da un
      lato ha scelto di vivere come un eremita nella povertà e nella
      miseria, dall’altro lato ha invidiato e desiderato il benessere
      della gente ricca e potente, che a suo giudizio e non certamente
      per volontà di Yahweh, sarà giudicata e condannata dal Cristo, che
      non mancherà di tornare sulla terra al più presto. Ancora oggi si
      attende il ritorno del Cristo da un momento all’altro, come se
      nulla fosse accaduto in questo lungo tempo. Thomas nel “Bastardo”
      di Gad Lerner sulla “Resurrezione del Cristo” scrive (n.732) “Io,
      cristiano, attendo il ritorno del Messia. Gli ebrei attendono la
      venuta del Messia. Siccome quando verrà (Speriamo Presto) tutti lo
      vedremo, gioiremo insieme come fratelli salvati dallo stesso Dio”
      Con un gioco di parole si dichiara cinicamente di aspettare la fine
      del mondo. Thomas prega perché avvenga la fine del mondo. Non credo
      che Thomas sia il solo ad aspettare l’avvento dell’apocalisse: La
      parole di Thomas fanno pensare che l’ideologia cristiana ha
      bruciato le cellule nervose di uomini e donne e che le “radici
      cristiane” si sono ficcate, come virus mortali, nel nucleo delle
      cellule nervose degli uomini e delle donne compreso gli scienziati,
      siano questi credenti o atei. Se tutti da bambini hanno subito il
      lavaggio del cervello dell’apocalisse di Giovanni, da adulti, anche
      gli scienziati che dichiaransi atei, inconsapevolmente, lavorano
      per la distruzione del mondo. Perché come scrive Charles Darwin: “
      Non dobbiamo trascurare la probabilità che il costante inculcare la
      credenza in Dio nelle menti dei bambini può produrre un effetto
      così forte e duraturo sui loro cervelli non ancora completamente
      sviluppati, da diventare per loro difficile sbarazzarsene, quanto
      una scimmia disfarsi della sua istintiva paura o ripugnanza del
      serpente.” Un esempio molto chiaro di quanto sia difficile
      sbarazzarsi dell’insegnamento religioso subito da bambini è dato
      dalla conversione di Magdi Allam dall’islamismo al cristianesimo.
      Magdi Allam da bambino ha ricevuta un’educazione cristiana. Da
      adulto ha lottato per trovare l’identità religiosa ricevuta da
      bambino. Non diversamente da Magdi Allam gli atei “devoti”. La
      maggioranza della popolazione italiana, non crede alla verginità di
      Maria e alla sua assunzione in cielo, e neppure alla resurrezione
      del Cristo, ma non resiste al fascino del rito religioso appreso in
      età giovanissima. Non c’è bisogno d’esser filosofi per essere atei,
      né d’essere ignoranti per essere fedeli a qualche devozione appresa
      nell’infanzia. Magdi Allam ha sanato il conflitto tra l’emozione
      religiosa cristiana ricevuta da bambino e la ragione dell’adulto
      che lo spingeva verso l’islamismo per motivi sociali e nazionali od
      altro. Gli atei devoti non riescono a risolvere il conflitto tra
      religione (emozione dell’infanzia) e ragione (dell’età adulta) e
      non stanno né di qua né di là, o meglio stanno dalla parte del
      profitto personale strumentalizzando la religione nei cui
      insegnamenti non credono. Quando il conflitto tra emozione
      infantile e la ragione dell’adulto non è sanato, la scissione darà
      luogo a comportamenti sociali schizofrenici. Un imprenditore
      cristiano può andare in Chiesa tutte domeniche, però non dà ai suoi
      operai “la giusta mercede”, sfruttandoli come bestie,
      costringendoli alla fame e alla miseria, contravvenendo
      all’insegnamento più vero del Cristo. La forma socialmente più
      grave è quella che si riscontra nei coscritti della camorra, della
      mafia e della ndrangheta. La devozione a San Gennaro, alla Madonna
      dell’Arco, alla Madonna di Pompei per la camorra, o a Santa Rosalia
      per la mafia, a San Francesco di Paola per l’ndrangheta, è pari
      alla ferocia con la quale si uccide un essere umano: con la
      benedizione di Dio e, spesso, di chi lo rappresenta in terra.
      Dobbiamo chiederci ora: “Che cosa determina la diversa
      realizzazione del genio umano? Perché uno scienziato opera in
      favore della vita ed un altro lavora per costruire ordigni di
      guerra?” La domanda sembra retorica ma se una persona fa collezione
      di soldatini e li dispone in assetto di guerra, vi dovrà pur essere
      una ragione per la quale si diletta con eserciti di latta nel
      mentre che usa parole dure e da guerra santa contro gli avversari.
      Non si nasce guerrieri come non si diventa poeti. A parte quelle
      disposizioni naturali per le quali il bimbo è particolarmente
      adatto per le scienze matematiche e/o per quelle umanistiche, credo
      che molto dipenda dall’educazione religiosa ricevuta nella prima
      infanzia. Bisognerebbe studiare la vita degli scienziati, e
      tuttavia apprenderemmo molto poco perché non vengono riferite
      quelle notizie riguardanti quei primi insegnamenti religiosi che si
      hanno fin da quando si sta in braccio alla propria madre del tipo
      “sai…i bambini che muoiono dopo d’essere stati battezzati, vanno in
      cielo come angioletti con le ali, mentre quelli che muoiono senza
      battesimo vanno nel limbo”. Né mi sembra che possa esservi nulla di
      assurdo in questa supposizione, soltanto se consideriamo
      l’autobiografia di W. Reich che assolutamente libero da
      condizionamenti religiosi è giunto a scoprire l’Energia Orgonica.
      Ogni altro scienziato condizionato dalla fede religiosa si sarebbe
      fermato spaventato davanti a questa scoperta, negandola perché
      inconcepibile con quell’idea di Dio, assimilata nell’infanzia.
      Questa potrebbe essere la ragione per la quale gli astrofisici
      girano intorno alla “materia oscura”, detta anche “energia oscura”,
      senza comprendere le sue leggi, come invece ha fatto W. Reich.
      Vediamo, ora, l’educazione ricevuta da W. Reich. Il padre
      contadino, “agronomo di formazione accademica”, era affittuario di
      una proprietà nella Bukovina del nord e si riteneva “uno spirito
      libero” che, per i tempi, significava ateo. Anche il nonno era “uno
      spirito libero” e un “cosmopolita”. I Reich erano di origine ebrea,
      ma non diedero un’educazione religiosa ebraica ai figli, né
      appartennero mai ad alcun movimento religioso, educandoli alla
      libertà di pensiero. Essendo benestanti, potevano permettersi di
      non far frequentare le scuole pubbliche ai propri figli, preferendo
      che fossero seguiti da un tutore privato. L’indottrinamento privato
      è una favorevole condizione che salva Wilhelm da una educazione
      scolastica moralmente e sessualmente repressiva. Reich dichiara di
      “avere una personalità contadina” perché cresciuto in campagna fin
      dalla nascita. Nella fattoria paterna ha assistito
      all’accoppiamento di galline, anatre, tacchini, cani, capre,
      pecore, asini, cavalli, bovini, sicché quando ha cominciato a
      sentire le prime pulsioni sessuali, non si è spaventato, ma le ha
      vissute come un fenomeno naturale: “Già molto tempo prima, dei
      dieci anni, e per molti anni dopo questo periodo, mi piaceva
      guardare gli animali mentre si accoppiavano.” 16 Egli ricorda che a
      quattro anni e mezzo il cocchiere di famiglia “una notte fece
      visita alla cameriera ed io ascoltai i rumori del loro atto
      sessuale. Questo produsse in me sensazioni erotiche di enorme
      intensità…. Un pomeriggio, qualche tempo dopo, m’infilai nel letto
      della balia. La posizione supina della ragazza con i suoi seni
      scoperti mi aveva eccitato e volevo fare ciò che il cocchiere aveva
      fatto con la cameriera, avere un rapporto sessuale. Mi arrampicai
      sopra di lei, le sollevai il vestito e cercai febbrilmente i suoi
      genitali (cosa della quale lei sembrava trarre piacere). I suoi
      peli mi eccitavano in modo particolare. Non facevo movimenti
      coitali ma la sua vagina palpitava con il mio pene. Non posso dire
      con certezza se avevo un’erezione, ma presumo di si.” Non mancano
      ricordi di approcci sessuali e fantasie erotiche con la istitutrice
      S., nell’età compresa tra i sette e i nove anni. Vividi sono i
      ricordi sulle “frequenti sensazioni sessuali all’indirizzo di mamma
      che ho spesso tentato di spogliare con gli occhi”. Quel che manca
      nei suoi ricordi è il senso di colpa. Vive la sessualità come
      assolutamente naturale. Egli scrive: “A circa undici anni e mezzo
      ebbi il mio primo vero rapporto sessuale. Fu con la cuoca. Fu lei
      la prima ad insegnarmi il movimento necessario per arrivare alla
      eiaculazione. Da quel giorno ebbi rapporti sessuali quasi tutti i
      giorni, con la cuoca, per anni.” Ritengo ch’egli avrebbe potuto
      scoprire tutto, tranne le leggi dell’Energia Vitale, se avesse
      avuto genitori credenti, se fosse stato educato in un collegio di
      religiosi, se fosse vissuto in città, confrontandosi giornalmente
      con compagni figli di persone credenti, se non avesse vissuto in
      campagna “a stretto contatto con la natura”, se non avesse fatte
      tutte le esperienze erotico-sessuali fin dall’infanzia. Perché
      l’Iliade va considerata un testo poetico mentre la bibbia un testo
      sacro? Perché “Il tredicesimo apostolo” di Benoit è considerato “un
      thriller appassionante e ben costruito” (Le monde), mentre il
      vangelo secondo Matteo è considerato come la “storia vera” di Gesù?
      Perché “Il pianeta degli Dei” di Sitchin è considerato come un
      “bestetseller internazionale” e non piuttosto un saggio storico che
      riferisce, meglio della bibbia, perché confortato da reperti
      archeologici, la vita, la scienza ed il sentimento
      fantastico-religioso dei sumeri che precedettero gli ebrei? Qual è
      la differenza tra Topolino di Walt Disney e il Vangelo secondo
      Giovanni? Entrambi possono insegnare qualcosa all’uomo. Topolino è
      l’espressione di una cultura e di una società più avanzate rispetto
      a quelle descritte nei quattro vangeli. BIBLIOGRAFIA a disposizione

    30. 1271
      jacqueline scrive:

      Scrivi qui il tuo commentoCredo che Gesù è risorto. Egli è Dio –
      (sempre stato e sempre sarà) – incarnatosi nel tempo – più o meno
      2008 anni or sono, morto, sepolto e per virtù propria – in quanto
      vero Dio- , risuscitato dopo tre giorni di sepoltura. Dio, non è
      stato creato da nessuno, altrimenti ci sarebbe un essere superiore
      a lui. Egli esiste da SEMPRE.. è un mistero che certo noi non
      possiamo comprendere! Io ho incontrato la Persona di Gesù,
      attraverso la lettura del Vangelo. L’ho incontrato nella fede e so
      che è il Vivente ed è sempre con me, nei vari periodi e stagioni
      della vita. Allargando il discorso, Egli ha redento TUTTI gli
      uomini, di ogni razza, colore, etnia, credo, nazionalità- Conosce
      ciascuno di noi nella profondità del nostro io; conosce tutto di
      noi dal grembo di nostra madre fino all’ultimo respiro; conosce le
      lotte interiori, le delusioni, le sopraffazioni, le ingiustizie, le
      speranze e le tragedie della nostra vita. Gli Apostoli stessi, dopo
      la sua Passione e morte, avevano perso la fede. Quando è loro
      apparso in carne e ossa, non riuscivano a crederci (eppure glielo
      aveva profetizzato durante i tre anni di vita pubblica) e per
      convincerli non ha esitato a mettersi a tavola e mangiare con loro.
      Hanno toccato il suo corpo, per quaranta giorni e quaranta notti li
      ha ancora ammaestrati, ha cotto per loro il pesce sul lago di
      Tiberiade, si è mostrato a più di cinquecento persone riunite…ecc.
      Insomma gli Apostoli hanno testimoniato con la loro vita e la loro
      morte da martiri, di avere incontrato Gesù vivo e vero con il suo
      corpo, glorioso, non più soggetto al tempo e a luogo, ma un vero
      corpo fatto di carne e ossa. Dopo la morte di Gesù avevano perso la
      fede, e si nascondevano sbarrando porte e finestre, pieni di paura
      di fare la stessa fine del Maestro, e poi dopo tre giorni…escono
      fuori ad annunciare che Gesù è risorto sfidando le ire dei sommi
      sacerdoti che avrebbero potuto ucciderli?! – La risposta è una sola
      e certa: hanno testimoniato semplicemente un fatto inaudito, ma
      vero: L’Uomo di Nazareth, è veramente quello che ha detto di
      essere: il Figlio di Dio, la seconda Persona della Trinità.

    31. 1270
      Vincent Cole scrive:

      Caro Gad, te lo dico con affetto perché ti apprezzo molto, ma che
      senso ha fare trasmissioni con un tema simile? E poi con un titolo
      simile? Se uno crede, crede, se non crede, non crede, non credo che
      ci sia molto altro da dire sull’argomento resurrezione di Gesù. Se
      poi ti dovesse venire voglia di fare altre trasmissioni a tema
      simile, ecco alcuni consigli che mi permetto di darti. 1) Ma tu ci
      credi che quello ebraico sia il popolo eletto? E quando si sono
      tenute le elezioni? C’erano, le preferenze? 2) Ma tu ci credi che
      nel Corano ci sia qualcosa che abbia un minimo senso logico, a
      parte quello che in seguito è stato elaborato dai credenti? 3) Ma
      quando il Budda iniziò a percepire un profondo senso di dolore per
      le sofferenze diffuse nel mondo, non poteva semplicemente prendere
      un’aspirina? 4) Ma tu ci credi alla “unità degli opposti” che è
      alla base dell’induismo, per cui A è uguale a non-A e l’essere al
      non-essere? Ci credi che se fossero rimasti a questi concetti,
      esattamente opposti a quelli sviluppati dalla filosofia greca,
      radice dell’occidente, non si sarebbero evoluti di un millimetro?
      Fammi sapere quando farai una di queste trasmissioni.

    32. 1269
      sara scrive:

      Chiedo scusa,volevo dire :l’ha Risuscitato.

    33. 1268
      sara scrive:

      Dio dice nella sua Parola che :non c’è nessun giusto sulla terra,no
      neppure uno.Giusto=perfetto.Ed io sò benissimo di non esserla.Io
      credo che Dio ha mandato Gesù a morire per me ,per pagare la mia
      colpa,ma non è rimasto nella tomba,perchè Dio l’ha trovato giusto e
      quindi l’ha risuscutato.Questo è l’unico mezzo per avere la vita
      eterna.Perchè a tanti costa tanto credere?Io ho ricevuto questo
      dono, perchè sò che mi viene ,da un padre che mi ama.E tu ,cosa
      farai di Gesù?

    34. 1267
      sara scrive:

      Luomo che non ha incontrato Dio,non riesce a mettere in pratica i
      comandamenti.Chi non crede alla resurrezione non ha parte nel Regno
      di Dio.La vita inizia sulla terra (non finisce)e continua per
      l’eternità.Vita eterna per coloro che hanno creduto nell’opera di
      Cristo;pena eterna per coloro che avranno rifiutato di credere,
      nell’unico mezzo di salvezza (Cristo)Questa è parola di Dio e non
      di un uomo.La verità và detta.

    35. 1266
      walter scrive:

      Non è necessario credere nella resurrezione di Cristo per seguire i
      Suoi Comandamenti; una cosa è l’aspetto terreno della vita un’altra
      l’aspetto spirituale.Poichè credo che la vita sia quella vissuta
      sulla Terra, rispetto i Comandamenti ed apprezzo la difesa dei
      deboli che Gesù ha posto come concetto di vita.-

    36. 1265
      michele scrive:

      e tu credi a tutto quello che dice la Bibbia?

    37. 1264
      michele scrive:

      ma tu credi che Mosè abbia davvero parlato con Dio nascosto in un
      rovo in fiamme? (…e così di saguito)

    38. 1263
      Cinzia Simonelli scrive:

      Scrivi qui il tuo commento a Sara (1261). Ti ringrazio. La realtà è
      dura per tutti, soprattutto se si hanno ambizioni profonde. La
      croce è un emblema di dolore e se ognuno vivesse il proprio (invece
      di credere che qualcuno lo abbia vissuto in sua vece), non farebbe
      tanto del male agli altri. Saluti

    39. 1262
      sara scrive:

      Il mio compiuter ha ripreso ha farmi gli scherzi.

    40. 1261
      sara scrive:

      X.Cinzia .Ho mandato il mio commento nella pagina ,(incredibile
      pasqua) Quì riporto una parte che non’è stata riportata
      .L’apos.Paolo dice:>.Io voglio continuare(con l’aiuto di Dio)ha
      dare il meglio di me,senza stancarmi.ciao

    41. 1260
      ombra scrive:

      Scrivi qui il tuo commento a Cinzia L’ ADE è un luogo di pace.

    42. 1259
      Cinzia Simonelli scrive:

      Da quando sono entrata in questo blog mi è stato dato del diavolo,
      della lesbica (in tono offensivo) e della puttana senza nessuno che
      mi difendesse – oltre a vari insulti e tentativi continui di minare
      la fiducia in me stessa a partire da Gad che non si è mai degnato
      di complimentarsi con me (eppure di occasioni ne ha avute molte tra
      versi e riflessioni). Ma io vi ho mai offeso in modo pretestuoso,
      ho mai ferito la dignità di qualcuno di voi, vi ho mai negato
      stima? Sai cosa dico a tutti quanti? Non siete diversi da chi ci
      comanda ed attaccate me per invidia della mia libertà di pensiero e
      della mia generosità d’animo. Ma non vi fate schifo? Siete dei
      repressi e sfogate in questo blog la vostra rabbia perché non avete
      il coraggio di usarla per capire fino in fondo la realtà e
      modificarla. Siete anche voi responsabili e parte del degrado
      morale e generale dell’Italia. E neanche vi compiango come non ho
      mai compianto me stessa. 1258 – Hai ragione Sara, bisogna sempre
      continuare a dare il meglio. Belle parole. Grazie.

    43. 1258
      sara scrive:

      Qualcuno ha detto: Dai sempre il meglio di te stesso,e se qualcuno
      ti prende a calci, tu continua a dare il meglio.Le ho trovate molto
      belle queste parole, per cui ho voluto condividervele.

    44. 1257
      Roberto scrive:

      Gesù risorto è il cuore della fede cristiana. Come si dice, è da
      questo evento ( avvenimento ) che deriva tutto il resto, il
      significato della fede. Io non credo ma è possibile che sia
      successo. Diciamo che non riesco proprio a far derivare la salvezza
      dell ‘uomo dal sacrificio del figlio di un Dio. Penso che un
      interrogarsi serio su questo fondamentale articolo di fede, in
      definitiva il messaggio della Pasqua, rappresenti un nodo irrisolto
      per la coscienza religiosa di molti cattolici. Molti sono più
      propensi ad aderire ad un misto di superstizione ed irrazionalismo
      come la fede nei miracoli, anche i più discutibili, improbabili.

    45. 1256
      giuseppe scrive:

      Carissimo Gad da quando ci sei tu, me ne sono accorto che esiste
      La7. Sei un grande professionista e un uomo perbene (non sono del
      PD nè di sinistra). Non credo assolutamente che Cristo abbia
      ripreso il suo corpo fisico al terzo giorno. Quello va via e non lo
      recuperemo più, neppure al Giudizio Universale (è una storiella da
      preti). Credo che Cristo si stato visto dopo la sua morte fisica e
      abbia destato delle attenzioni fisiche nelle persone a cui si è
      mostrato. Ma il discorso va affrontato con conoscenze che la Chiesa
      cattolica non ha, e che anzi ha combattuto ferocemente durante la
      sua storia, senza annularle fortunatamente. Tale conoscenza è ciò
      che si chiama esoterica, quella della Chiesa Cattolica è la
      conoscenza exoterica buona per tutti. Ciao Gad

    46. 1255
      Rosario scrive:

      E’ necessario approfondire il rapporto tra mondo reale e mondo
      mitico.

    47. 1254
      Zopissa scrive:

      questo video vi toglierà ogni dubbio sulla ressurrezione di Cristo:
      http://it.youtube.com/watch?v=R5wz-bIRTnE&feature=related

    48. 1253
      Corrado Buccieri scrive:

      Come te non ero presente al caso ma resta il più affascinante della
      storia.

    49. 1252
      marco mantovani scrive:

      Caro Sig. Gad Lenner. In primo luogo credo che tu non sia un
      giornalista equilibrato. Non Mi ricordo quando ero bambino e si
      giocava a pallone. SI facevano sempre le squadre equilibrate. Bhe,
      tu non le hai fatte equilibrate: Vito Mancuso; Ernesto Galli della
      Loggia; don Giovanni Nicolini; Paolo Flores d’Arcais; il rabbino
      capo di Roma, Riccardo Di Segni; lo storico Adriano Prosperi; la
      teologa Maria Poggi Johnson; il monaco buddista Jiso Forzani.
      Perché non hai invitato un bel teologo e biblista della portata del
      Cardinal Tonini, o del Cardinal Martini? Mentre la povera Maria
      Poggi Johnson tra le difficoltà della lingua e la tua costante
      interruzione non ha certo potuto esprimersi nel Circo Massimo dello
      studio. MI ricordavi tanto Giulio Cesare. E non ho visto Missori.
      Peccato, forse lui non lo avresti interrotto, e ti avrebbe riempito
      di interessanti sensazioni e avrebbe reso giustizia (ricordo che il
      termine significa dare secondo meriti e virtù, e non uso
      uguaglianza volutamente) al dibattito. Ma gari un poco illuminato.
      Mentre hai scelto il monaco Forzani; non so cosa centrasse!
      Davvero. Con tutto rispetto al Buddismo. Lo incontriamo ad Assisi,
      è meglio che all’Infedele del 20 febbraio. Non nego che l’argomenti
      meriti attenzione e critica da chi sostiene in contrario o non si
      pone nel problema per ragioni che vanno dall’ateismo a dogmi
      differenti quali L’Ebraismo. La verità che ti ha fatto morire di
      rabbia il fatto che il Santo Padre abbia detto di pregare per la
      Conversione degli Ebrei. E ne ha ben donde ragione. Non vorrebbero
      gli Ebrei che tutti si convertano all’Ebraismo. Non lo vogliono
      forse gli Islamici per l’Islam. I BUddissti per il Budda, gli Idu
      per l’Induismo. Allora è normale. Se lo chiedere il Papa: no!
      tappiamogli la bocca. Quante La Sapienza ci tocca ancora vedere? La
      nuova preghiera del Venerdì Santo “pro judaeis”esprime una teologia
      preconciliare e rende difficili i rapporti col popolo ebraico.
      L’improvvido motu proprio “Summorum Pontificum” , che ha permesso
      di ritornare a celebrare l’Eucaristia nella Chiesa cattolica
      secondo il rito tridentino, continua a creare problemi. Già al
      momento della sua emanazione molti, anche in ambienti
      ecclesiastici, affermarono che esso prevedeva la ripresa di
      invocazioni e di preghiere nella liturgia del Venerdì Santo che
      avrebbero ostacolato i progressi degli ultimi anni nel rapporto tra
      i cattolici ed il popolo ebreo. Infatti in esse si esprimevano
      sensibilità e culture antisemite che ora – speriamo- siano del
      tutto cancellate nella cultura e nella sensibilità di tutto il
      popolo di Dio. In questi mesi si era quindi posto il problema di
      intervenire su questo punto. Benedetto XVI , ci sembra, avrebbe
      dovuto, già nello stesso motu proprio, cancellare quelle preghiere
      oppure trasformarle in una invocazione al Padre per la
      riconciliazione col popolo ebraico unitamente ad un atto esplicito
      di pentimento per i peccati del passato per averlo definito
      deicida. (ti lascio un link) Poi ti invito a leggere il seguente
      articolo: Da L’ OSSERVATORE ROMANO, un articolo di Gianfranco
      Ravasi che difende la preghiera per la conversione degli ebrei: Un
      giorno Kafka all’amico Gustav Janouch che lo interrogava su Gesù di
      Nazaret rispose: “Questo è un abisso di luce. Bisogna chiudere gli
      occhi per non precipitarvi”. Il rapporto tra gli Ebrei e questo
      loro “fratello maggiore”, come l’aveva curiosamente chiamato il
      filosofo Martin Buber, è stato sempre intenso e tormentato,
      riflettendo anche la ben più complessa e travagliata relazione tra
      ebraismo e cristianesimo. Forse sia pure nella semplificazione
      della formula è suggestiva la battuta di Shalom Ben Chorin nel suo
      saggio dal titolo emblematico Fratello Gesù (1967): “La fede di
      Gesù ci unisce ai cristiani, ma la fede in Gesù ci divide”. Abbiamo
      voluto ricreare questo fondale, in realtà molto più vasto e
      variegato, per collocarvi in modo più coerente il nuovo “Oremus et
      pro Iudaeis” per la Liturgia del Venerdì Santo. Non c’è bisogno di
      ripetere che si tratta di un intervento su un testo già codificato
      e di uso specifico, riguardante la Liturgia del Venerdì Santo
      secondo il Missale Romanum nella stesura promulgata dal beato
      Giovanni XXIII, prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano
      II. Un testo, quindi, già cristallizzato nella sua redazione e
      circoscritto nel suo uso attuale, secondo le ormai note
      disposizioni contenute nel motu proprio papale “Summorum
      Pontificum” dello scorso luglio. All’interno, dunque, del nesso che
      unisce intimamente l’Israele di Dio e la Chiesa cerchiamo di
      individuare le caratteristiche teologiche di questa preghiera, in
      dialogo anche con le reazioni severe che essa ha suscitato in
      ambito ebraico. La prima è una considerazione “testuale” in senso
      stretto: si ricordi, infatti, che il vocabolo “textus” rimanda
      all’idea di un “tessuto” che è elaborato con fili diversi. Ebbene,
      la trentina di parole latine sostanziali dell’Oremus è totalmente
      frutto di una “tessitura” di espressioni neotestamentarie. Si
      tratta, quindi, di un linguaggio che appartiene alla Scrittura
      Sacra, stella di riferimento della fede e dell’orazione cristiana.
      Si invita innanzitutto a pregare perché Dio “illumini i cuori”,
      così che anche gli Ebrei “riconoscano Gesù Cristo come salvatore di
      tutti gli uomini”. Ora, che Dio Padre e Cristo possano “illuminare
      gli occhi e la mente” è un auspicio che san Paolo già destina agli
      stessi cristiani di Efeso di matrice sia giudaica sia pagana (1,
      18; 5, 14). La grande professione di fede in “Gesù Cristo salvatore
      di tutti gli uomini” è incastonata nella Prima lettera a Timoteo
      (4, 10), ma è anche ribadita in forme analoghe da altri autori
      neotestamentari, come, ad esempio, il Luca degli Atti degli
      Apostoli che mette in bocca a Pietro questa testimonianza davanti
      al Sinedrio: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro
      nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che
      possiamo essere salvati” (4, 12). A questo punto ecco l’orizzonte
      che la preghiera vera e propria delinea: si chiede a Dio, “che
      vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza
      della verità”, di far sì “che, con l’ingresso della pienezza delle
      genti nella Chiesa, anche tutto Israele sia salvo”. In alto si leva
      la solenne epifania di Dio onnipotente ed eterno il cui amore è
      come un manto che si allarga sull’intera umanità: egli, infatti si
      legge ancora nella Prima lettera a Timoteo (2, 4) “vuole che tutti
      gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità”.
      Ai piedi di Dio si muove, invece, come una grandiosa processione
      planetaria, che è fatta di ogni nazione e cultura e che vede
      Israele quasi in una fila privilegiata, con una presenza
      necessaria. È ancora l’apostolo Paolo che conclude la celebre
      sezione del suo capolavoro teologico, la Lettera ai Romani,
      dedicata al popolo ebraico, l’olivo genuino sul quale noi siamo
      stati innestati, con questa visione la cui descrizione è
      “intessuta” su citazioni profetiche e salmiche: l’attesa della
      pienezza della salvezza “è in atto fino a che saranno entrate tutte
      le genti; allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto: Da
      Sion uscirà il liberatore, egli toglierà le empietà da Giacobbe.
      Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro
      peccati” (11, 25-27). Un’orazione, quindi, che risponde al metodo
      compositivo classico nella cristianità: “tessere” le invocazioni
      sulla base della Bibbia così da intrecciare intimamente credere e
      pregare (è un’interazione tra le cosiddette “lex orandi” e “lex
      credendi”). A questo punto possiamo proporre una seconda
      riflessione di indole più strettamente contenutistica. La Chiesa
      prega per aver accanto a sé nell’unica comunità dei credenti in
      Cristo anche l’Israele fedele. È ciò che attendeva come grande
      speranza escatologica, cioè come approdo ultimo della storia, san
      Paolo nei capitoli della Lettera ai Romani (capitoli 9-11) a cui
      sopra accennavamo. È ciò che lo stesso Concilio Vaticano II
      proclamava quando, nella costituzione sulla Chiesa, affermava che
      “quelli che non hanno ancora accolto il Vangelo in vari modi sono
      ordinati ad essere il popolo di Dio, e per primo quel popolo al
      quale furono dati i testamenti e le promesse e dal quale è nato
      Cristo secondo la carne, popolo in virtù dell’elezione carissimo a
      ragione dei suoi padri, perché i doni e la vocazione di Dio sono
      irrevocabili” (Lumen gentium, n. 16). Questa intensa speranza è
      ovviamente propria della Chiesa che ha al centro, come sorgente di
      salvezza, Gesù Cristo. Per il cristiano egli è il Figlio di Dio ed
      è il segno visibile ed efficace dell’amore divino, perché come
      aveva detto quella notte Gesù a “un capo dei Giudei”, Nicodemo,
      “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, e non
      lo ha mandato per giudicare il mondo ma perché il mondo si salvi
      per mezzo di lui” (cfr Giovanni, 3, 16-17). È, dunque, da Gesù
      Cristo, figlio di Dio e figlio di Israele, che promana l’onda
      purificatrice e fecondatrice della salvezza, per cui si può anche
      dire in ultima analisi, come fa il Cristo di Giovanni, che “la
      salvezza viene dai Giudei” (4, 22). L’estuario della storia sperato
      dalla Chiesa è, quindi, radicato in quella sorgente. Lo ripetiamo:
      questa è la visione cristiana ed è la speranza della Chiesa che
      prega. Non è una proposta programmatica di adesione teorica né una
      strategia missionaria di conversione. È l’atteggiamento
      caratteristico dell’invocazione orante secondo il quale si auspica
      anche alle persone che si considerano vicine, care e significative,
      una realtà che si ritiene preziosa e salvifica. Scriveva un
      importante esponente della cultura francese del Novecento, Julien
      Green, che “è sempre bello e legittimo augurare all’altro ciò che è
      per te un bene o una gioia: se pensi di offrire un vero dono, non
      frenare la tua mano”. Certo, questo deve avvenire sempre nel
      rispetto della libertà e dei diversi percorsi che l’altro adotta.
      Ma è espressione di affetto auspicare anche al fratello quello che
      tu consideri un orizzonte di luce e di vita. È in questa
      prospettiva che anche l’Oremus in questione pur nella sua
      limitatezza d’uso e nella sua specificità può e deve confermare il
      nostro legame e il dialogo con “quel popolo con cui Dio si è
      degnato di stringere l’Antica Alleanza”, nutrendoci “della sua
      radice di olivo buono su cui sono innestati i rami dell’olivo
      selvatico che siamo noi Gentili” (Nostra aetate, n. 4). E come
      pregherà la Chiesa nel prossimo Venerdì Santo secondo la liturgia
      del Messale di Paolo VI, la comune e ultima speranza è che “il
      popolo primogenito dell’alleanza con Dio possa giungere alla
      pienezza della redenzione”. E le apparizioni come le spieghiamo.
      Ancora oggi vi sono. E Ci sono decine e decine di testimoni, anche
      ex miscredenti convertiti. Le conversioni non sono forse Miracoli?
      Troppo assurdo per non essere vero. UN Dio che dona se stesso
      assomiglia al Padre che si getta nel rogo per salvare il proprio
      figlio. In molti lo farebbero. Ma un Padre che dona il suo figlio
      unigenito. Questo supera ogni pensiero umano. Ha dell’assurdo,
      talmente assurdo che può solo essere vero. E comunque: anche se non
      fosse vero, vale certo al pena vivere una vita di speranza che una
      fatta di angoscia e buio come quella proposta dall’ebraismo. Dove
      vi è solo buio e solitudine. L’Amore di Cristo è certo liberatrice
      e nobilità la vita. Solo per questo vale la pena viverla e farla
      propria. In Nazzareno 2000 e passa anni fa supera i tempi tempo.
      Anticipa il futuro, è attuale. Recupera il passato con semplici
      frasi e gesti, forse più degli stessi miracoli. Perdonare il
      prossimo, sempre. Amare il prossimo. Chi ama il prossimo ama Dio.
      Chi è senza pecca scagli al prima pietra. Redime, salva. Non redime
      di spada, il vero limite dell’Islam sta proprio qui non
      nascondiamoci dietro i grissimi. Redime con amore e perdono, dona
      speranza e gioia Il Cristo ha camminato veramente tra le vie della
      terra santa, ha fatto micaroli. Ha resuscito i morti. Ci sono le
      prove, testimonianze che arrivano fino a noi, i Vangeli. Tutte le
      Sacre Scritture del Vecchio testamento, a cui anche gli Ebrei si
      rifanno, tracciano un identikit preciso. Collima tutto. Non li
      definirei come ho sentito pronunciare: quelli lì. Gli evangelisti
      riportando fatti molto concreti. Luca ce lo dimostra dalla
      esattezza delle date, precise e corrispondenti a documenti
      dell’epoca. Tutto Il vecchio testamento definisce il Messia e
      Cristo ripercorre quanto predetto dai Profeti. Come avrebbe potuto
      un uomo solo, anche ricco e potente, a manovrare tutta la
      situazione politico economica e sociale della Galilea di allora?
      Non avrebbe potuto comunque nemmeno se fosse stato Cesare in
      persona. Tutte le scritture Sacre di adempiano. (non speculiamo
      sugli ESSENI, e altre storie alla Dan Brown su Qumram, Vi prego)
      Caro Gad, certo che credo che Gesù Critsto sia risolto. Vive e
      regna alla destra del Padre e tornerà a giudicare i vivi e i morti.
      Se tu non ci credi almeno limitati a non essere blasfemo e a
      rispettare chi crede. Iniziando a non usare la televisione per una
      tua rivalsa personale e a fare trasmissioni equilibrate per tutti.
      Marco

    50. 1251
      sara scrive:

      x Drake,1202.Ho letto il tuo commento, ma siccome in quel momento
      non potevo risponderti,poi….-.Quello che ho scritto a 1201,ci
      credo fermamente,perchè lo dice Dio e non un uomo. Dio è
      interessato a noi ,e vuole solo il nostro bene .Dio non richiede da
      noi,che facciamo un pò di bene ,ma che facciamo il bene.Siccome noi
      tutti non siamo in grado di farlo,e ,amotivo di ciò non potremmo
      mai ricevere la salvezza; Gesù stesso è venuto per salvarci.Saremmo
      degli sciocchi a rifiutare lunico modo per por essere salvati.Per
      quanto riguarda l’iceberg,chiediamo a Dio protezzione e confidiamo
      in lui.Lui si prenderà cura di coloro che confidano in Lui senza
      fare discriminazione.Dio ti aiuti ad avere fede in Lui. ciao

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