Stasera alle 21,10 su La7 affronteremo il tema fondamentale, ma anche il più difficile da accettare, del cristianesimo: la risurrezione in carne e ossa di Gesù tre giorni dopo la sua morte in croce. Dunque un Mercoledì Santo più che mai da Infedele, perché l’incredulità intorno al miracolo della Pasqua è largamente diffusa anche fra i cristiani. Domanda: si può davvero essere cristiani ridimensionando la risurrezione di Gesù a mero simbolo metafisico? Ma nello stesso tempo: come può l’uomo contemporaneo prendere alla lettera quanto scritto nei Vangeli?
Partecipano alla discussione: Vito Mancuso; Ernesto Galli della Loggia; don Giovanni Nicolini; Adriano Prosperi; Paolo Flores d’Arcais; il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni; la teologa Maria Poggi Johnson (autrice del delizioso libretto “Stranieri e vicini. Cosa ho imparato sul cristianesimo vivendo a contatto con ebrei ortodossi”, Il Mulino); il monaco buddista Jiso Ferzani.





18 aprile, 2008 alle 10:06 am
Cinzia Simonelli (1299) – Il feto non è Dio, ma fa l’esperienza
narcisistica di credersi Dio quando si trova nell’utero materno.
Purtroppo qualcuno può restare “fissato” libidicamente in questa
fase, evidenziando a 50 anni un grandioso delirio di onnipotenza,
credendosi santo capace di fare miracoli, o ergendosi a giudice
supremo dell’umane disgrazie. Il mio primo intervento su “Aton,
Yahweh, Gesù, Diavolo” si propone di studiare in che modo nasca nel
bimbo l’idea di Dio, non “se Dio esiste oppure no”. A mio giudizio,
spetta allo scienziato e non al teologo dimostrare l’esistenza di
Dio. Concordo che la coppia Uomo Donna è Dio, ma realmente e fuori
di metafora, nell’acme orgastico dell’amplesso genitale.
18 aprile, 2008 alle 1:37 am
Nicola Glielmi (1298). Secondo me, non il feto è dio (vogliamo
accusare le donne che abortiscono di deicidio? Ferrara potrebbe
prenderlo sul serio). Intendevo dire che Dio è la coppia in quanto
unione di Femminile e Maschile, in quanto realtà d’amore in terra
(ossia sublimazione).
17 aprile, 2008 alle 11:59 pm
Sara scrive: “La Bibbia è piena di annunci profetici”. Le
allucinazioni visive ed auditive di vari personaggi biblici
ammalati di schizofrenia e i rapimenti mistici di soggetti ammalati
di epilessia sono stati interpretati, in un mondo dominato dalla
medicina magica, come “annunci profetici”. Sono questi che si sono
ficcati come virus nei cervelli degli uomini e che porteranno alla
fine del mondo perché è naturale che si lavori, consciamente e
inconsciamente, per l’avverarsi della profezia. Di fronte al
pericolo che stiamo per correre si ha il dovere di denunciare
questi inganni. Diventa urgente svelare la ragioni profonde per le
quali senza volerlo stiamo distruggendo la terra. Dio, oltre che
“desiderio incestuoso”, è anche “desiderio di unione”, come scrive
Cinzia Simonelli, perché il feto è Dio e vive in simbiosi con la
madre che è percepita come Dio. E’ un fatto addirittura biologico.
Ma è necessario chiarire per quelle persone che sono intervenute
citando passi della Bibbia come Sara, o facendo professione di
fede, che cosa debba intendersi per “sublimazione” e proiezione. Il
desiderio incestuoso e il desiderio di unione non presuppongono
l’esistenza di Dio, non sono una prova della sua esistenza. Forse
su Dio ci potrebbe dire qualcosa Adele che ha letto “L’assassinio
di Cristo” di Reich. Scusami, Adele, non avevo letto prima il tuo
intervento n. 1054. C’è da scoraggiarsi se si pensa che Reich
ancora non è studiato nelle Università. Circa la “politica
degenerata” prevedo che nel 2300 i libri di storia scriveranno: “Il
XXI fu il secolo d’oro dei Salesiani, come i secoli XIV e XV furono
dominati dai Francescani. Il primo salesiano eletto Papa fu il
cardinale Tarcisio Bertone, di mentalità più aperta e più
“progressista” rispetto al suo predecessore Ratzinger e rispetto ad
altri prelati. Il Signore di Arcore era accusato di essere un
massone liciogelliano e di populismo. Ma era soprattutto il capo
degli ex-allievi salesiani coi quali aveva costituito due crociate
guidate scientificamente alla conquista della divina Gerusalemme e
del potere economico. Gli atei “devoti” erano degli ipocriti,
senzadio e affaristi. V’era rimasto solo Niki Vendola a parlare di
don Benedetto Croce, mentre Fausto Bertinotti parlava delle lettere
di San Paolo e fu costretto al ritiro presso i monaci del monte
Athos”.
17 aprile, 2008 alle 11:47 am
SE FOSSE VERO-Fu un articolo scritto da un ateo che spronò Studd a
dedicarsi completamente a Cristo.Ecco l’articolo in questione:Se
credessi fermamente, come milioni dicono di credere,che la
conoscenza e la pratica della religione in questa vita influenzano
la vita nell’altra,allora la religione per me sarebbe
tutto.Getterei via le gioie terrene come rifiuti ,le cure terrene
come follie ,ed i pensieri ed i sentimenti terreni come vanità.La
religione ,sarebbe il mio primo pensiero del mattino e la mia
ultima immagine prima di addormentarmi.Mi affaticherei soltanto per
la sua causa.Mi prenderei pensiero solo dell’eternità.Stimerei una
sola anima guadagnata per il cielo,valer bene una vita di soffernze
.Le conseguenze nella vita terrena non fermerebbero mai la mia mano
o chiuderebbero le mie labbra.La terra,le sue gioie ed i suoi
dolori,non occuperebbero nemmeno un momento i miei pensieri
.Cercherei soltanto di pensare all’eternità e alle anime immortali
intorno a me,che presto sarebbero eternamente felici o infelici.Mi
presenterei al mondo per predicare ad esso a tempo e a fur di
tempo,ed il mio testo sarebbe:CHE GIOVA ALL’UOMO SE GUADAGNA TUTTO
IL MONDO E PERDE L’ANIMA SUA?—–(che questo testo possa spronare
altri a cercare Dio.
16 aprile, 2008 alle 9:00 am
Si io ci credo nella resurrezione di Gesù perché io credo
nell’esistenza di Suo Padre che per noi cristiani è il Dio di
Israele. Essendo morto Gesù non poteva autoresuscitarsi quindi è
stato qualcun’altro che lo ha fatto! E questo “qualcun altro” non
poteva che essere Suo Padre : il Dio d’Israele. Secondo me chi
dubita della resurrezione di Gesù in realtà dubita dell’esistenza
stessa di Dio! Cordiali saluti Tiziana Menna
16 aprile, 2008 alle 6:38 am
Per un errore di manualità ho postato l’intervento n. 1287 prima di
terminarlo e di corregerlo. Chiedo scusa. ERRATA CORRIGE: al III
rigo: non hanno preso X ha preso. al V rigo: restano inchiodati al
X resta al XII rigo aggiungere: che ci staimo distruggendo? Adesso
saluto perché sto per mettermi in viaggio. Continuerò stsera o
domani
16 aprile, 2008 alle 2:34 am
Grazie, Cinzia.
16 aprile, 2008 alle 2:22 am
“Addio, stavo per dirti, ma poi torno indietro/ e ritiro la mia
parola e ti resto accanto./ Temo non meno la lontananza angosciosa/
da te che la notte amara dell’Acheronte./ La tua luce è come quella
del giorno, ma il giorno è muto/ e tu invece mi rechi una parola
più dolce del/ canto delle Sirene; ad essa sono sospese/ tutte
quante le speranze della mia anima”. (Paolo Silenziario 520-575
d.C.)
16 aprile, 2008 alle 2:16 am
1290- Il pensiero distorto sul sesso io lo riferisco al
cristianesimo. Il neoplatonismo (Plotino) sì, è dei primi secoli.
C’è una bellissima poesia di un neoplatonico, inizia “Addio, stavo
per dirti…”. Se la trovo la cito di seguito. Buona notte
16 aprile, 2008 alle 2:15 am
Mi correggo, dopo doverosa consultazione, III, IV sec.
16 aprile, 2008 alle 2:10 am
E’ vero quella radice di pensiero distorto nacque proprio nel mondo
mediterraneo, fra iv e il v sec. D.C se non ricordo, male, si
accompagno al monachesimo orientale (del quale fu precursore
S.Antonio del deserto. Argomento interessante, se vuoi possiamo
riprenderlo domani…sempre meglio che discutere della quotidianità
della politica degenerata
16 aprile, 2008 alle 2:00 am
1287 – Non condivido. Dio è il nostro desiderio di unione, di amore
come sublimazione della realtà. Il desiderio incestuoso è mantenuto
vivo da cristianesimo (e religioni varie) come via di fuga dalla
donna malignamente intesa. “Eros è l’attività dell’anima che
ricerca il bene” (Plotino)
15 aprile, 2008 alle 11:14 pm
Isaia,profeta dell’VIII secolo a.C. annunciò la venuta e le
soffereze del Messia.Alcuni passi:….Ecco ,la giovane concepirà
,partorirà un figlio,e lo chiamerà Emmanuele….Isaia 7:14 (venuta
)Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,stroncato
a causa delle nostre iniquità;il castigo ,per cui abbiamo pace ,è
caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati
guariti….Isaia 53:5(morte)…Dopo aver dato la sua vita in
sacrificio per il peccato ,egli vedrà una discendenza,prolungherà i
suoi giorni,e l’opera del Signore prospererà nelle sue mani…Isaia
53:10(resurrezione)La bibbia è piena di annunci profetici.
15 aprile, 2008 alle 7:07 pm
Non qualcuno,ha dimenticato che “Dio è il nostro desiderio”, ma
moltissimi, quasi tutti, il 99,9999.. rimanendo nella posizione di
“puer aeternus” non ha preso coscienza che Dio è il nostro
desiderio “incestuoso”, ovvero non uscendo dall’infanzia con una
sana masturbazione durante la pubertà, resta inchiodto farabuttismo
dialettico adolesenziale inconscio come la nostra vita quotidiana
dimostra. Il guaio maggiote è che gli addetti ai lavori (medici
psichiatri, psicologi,sociologi, filosofi, antropologi, letterati e
psiconalisti di destra, di centro e di sinistra) non hanno capito
che il farabuttismo dialettico condiziona la nostra vita e la
nostra presenza futura sulla faccia della terra. Quando prenderanno
coscienza
15 aprile, 2008 alle 5:44 pm
“Ciò che è infantile e moralmente pericoloso è la fede nel simbolo,
perché in tal modo orientiamo la nostra libido verso una realtà
illusoria” (Jung – Libido, simboli e trasformazioni).
“Indubbiamente una delle cause più prossime e più essenziali
dell’energica regressione infantile nel Cristianesimo, che procede
di pari passo con la riattivazione del problema dell’incesto, va
cercata nella profonda svalutazione della donna” (Jung).
Indirizzare la libido non verso la donna, ma verso altro. Verso il
simbolo, dietro il quale si nasconde un significato misogino.
Significato misogino e, in parte, sessuofobico. “Puer aeternus,
eterno fanciullo, indica un particolare tipo di uomo che rimane
troppo a lungo nella fase psicologica dell’adolescenza;
generalmente è associato ad un forte attaccamento inconscio alla
madre (reale o simbolica). (…) Questo puer aeternus cerca una madre
assolutamente perfetta che non esiste. È come se tanti uomini
troppo dipendenti dalle loro madri (l’origine della sindrome del
puer aeternus) si divertissero a disegnare ogni giorno di più una
cultura – la cultura della mente, appunto – che possa realizzare il
loro sogno impossibile” (R. Ponticelli ‘Emozionarsi fa bene’ Xenia
Edizioni, Milano 1996 ). E ancora, dello stesso autore: “Al posto
della vera realtà emozionale ci viene contrabbandato un altro tipo
di emozione: quella ossessiva, mentale, un’emozione che non esiste
ma si può creare artificialmente. La ricerca ossessiva delle
emozioni è un prodotto della cultura della mente”. E di A. Lowen:
“La nostra educazione ingiunge tacitamente al bambino di
controllare i suoi sentimenti. L’ingiunzione può essere formulata
così: Non perdere la testa e non farti travolgere dai sentimenti”.
In parte sessuofobico perché temo che, teologicamente, il sesso più
temuto sia quello che esprime amore in quanto allontana
dall’attaccamento affettivo a Cristo ed alla Chiesa in generale.
“Un sacerdote, Antonio Prandoni, insegna all’adolescente donna
‘come conservarti casta’, intendendo per castità non la verginità
assoluta, ma la custodia del corpo sotto l’impiego della ragione”
(Anna Tonelli). Cito parti di un’intervista rilasciata da Enzo
Bianchi (Comunità di Bose) a Repubblica: ” Riuscite a sublimare i
rapporti d’amore? -Nel monachesimo si diffida di questo. Pensiamo
che sia meglio una caduta contro la castità, che un restare a galla
fantasticando. La realtà va accettata, sempre, e in questo campo un
errore di spiritualità rischia di diventare una malattia psichica-.
E ancora: “Il celibato dà ai monaci e alle monache una ulteriore e
diversa capacità di interiorizzazione, di pensiero, di solitudine e
di silenzio. È difficile da spiegare, ma chi sente la castità come
verità diventa capace di dominare la necessità fisica anche quando
si mescola all’affettività, al desiderio di un legame. È una lotta
lunga”. Si sa che, all’interno dei conventi, è richiesto un
percorso di disaffezione dalla propria famiglia di origine. “Ma mi
sovvenni delle nostre Costituzioni che ci dicono di star lontane
dai parenti. [...] Infatti, il fine delle Costituzioni è di
ottenere che ci distacchiamo dai parenti” (Teresa D’Avila).
Qualcuno ha dimenticato che “Dio è il nostro desiderio” (Jung).
15 aprile, 2008 alle 3:26 pm
Per RICKVANN Hai ragione. Paolo di Tarso impregnato di cultura
greca e delle altre presenti sul mercato del suo tempo, ha operato
uno straordinario sincretismo fondendo in un unico sistema dottrine
religiose e filosofiche diverse, che vanno da Dioniso a Mitra, da
Zeus a Yahweh. Se lo facesse anche Ratzinger probabilmente non vi
sarebero più guerre di religione e certamente se ne
sconsiglierebbero molte. Ma il fatto grave è che Zatzinger visita
moschee in Turchia e sinaghoghe in USA, ma non intende nel modo più
assoluto fare neppure un passettino indietro per una fusione vera
delle religioni, come ha dimostrato a Ratisbona, giudicando
Maometto fomentatore di guerre e come ha confermato con la
preghiera per gli ebrei perché si convertano al cristianesimo:
UNICA VERA RELIGIONE (?!?!). Dei quatro evangelisti soltanto Matteo
conobbe personalmete Gesù, mentre Giovanni di Zebedeo insieme al
fratello Giacomo furono uccisi a Gerusalemme, intorno agli anni 40
dopo 7-10 anni dalla orte di Gesù. Da questo se ne deve dedurre che
il Giovanni del vangelo e dell’apocalisse non sia la stessa persona
dell’apostolo all’ultima cena e che ai piedi della croce prese in
affidamento la madre di Gesù. Ma non sono uno storico e mi
interessa molto poco sapere come andarono veramente le cose. Mi
interessa molto di più sapere come furono scritte e come sono lette
oggi le sacre scitture ed i vangeli. Per fare degli esempi
concreti: Matteo scrive “Giacobbe generò Giuseppe, il marito di
Maria, dalla quale nacque Gesù” (1,16). Dunnque Gesù per essere
discendente di Davide deve essere il figlio biologico di Giuseppe.
Oppure: “Ma egli (Giuseppe)non la conobbe, finché ella ebbe
partorito il suo primo primogenito, al quale pose nome Gesù”
(1,25). Quindi Maria ebbe rapporti sessuali ed altri figli da
Giuseppe dopo la nascita di Gesù. Ma quel “non la conobbe” è in
contraddizione con la geneologia che fa discendere Gesù da Davide
atraverso il padre biologico Giuseppe. E come, poi, non non
rilevare che “conoscere” significa avere un rapporto sesuale? Come
non collegare il termine “conoscere” all’”albero della conoscenza”
dell’Eden interpretando che Yahweh, o il sessuofobo che scrisse per
lui, aveva proibito ai progenitori di fare sesso? Oppure come non
vedere che le espressioni “Luomo non vive di solo pane, ma di ogni
parola che procede dalla bocca di Dio” (4,4), “Non tentare il
Signore Dio tuo” (4,6) e “Adora il Signore Dio tuo e servi a lui
solo” (4,10) siano massime ascoltate realmente dalle labbra di
Gesù, che Matteo infiorisce, per l’edificazione spirituale degli
ascoltatori, favoleggiando sul diavolo che tenta Gesù nel deserto,
lo trasporta sul pinnacolo del tempio e “sopra un monte altissimo”?
Ma allora i quattro evngelisti hanno inventato tutto? Più o meno
come oggi. “Con la costola che aveva tolto all’uomo ne formò una
donna e la condusse all’uomo” (Genesi,2,7), per l’edificazione
spirituale dell’ascoltatore si può tenere una predica di un’ora e
si possono scrivere centinaia di libri.
14 aprile, 2008 alle 8:33 pm
La civiltà ha vinto. Esultiamo! Ferrara ha perso
14 aprile, 2008 alle 8:29 pm
Ho letto con interesse l’intervento del Dottore Gielmi al numero
1272 di questo blog, e vorrei porgli la seguente questione:
Navigando sulla rete ho trovato un video il cui titolo “Truth about
Cristhianity” mi ha incuriosito alquanto. Il testo, in inglese,
parla di una menzogna, o una specie di inganno, perpetrato dai
“depositari della Verità”, ovvero i cattolici, verso i credenti. Il
punto è semplice : pare che l’apostolo Paolo sia effettivamente
stato il primo a parlare di Gesù Cristo. Egli non lo descive mai
come un personaggio storico , ma piuttosto come una figura epica
tipo Apollo, Dionisio, Mitra, insomma come una persona metafisica e
spirituale. Le lettere di Paolo pare siano datate intorno all’anno
80 dopo Cristo, e che siano gli unici documenti che parlano di
Cristo in quell’epoca. Nelle lettere non solo non si parla di
Cristo come una personaggio storico, ma non vengono mai menzionati
eventi come i suoi insegnamenti ed i miracoli e nemmeno la nascita.
Eppure a chiunque si chieda dove e nato Gesu ed il Cristanesimo, la
risposta sarà univoca ed inappellabbile : Nazareth, da Gesù. Paolo
non parla mai di Gesu della crocifissione e della resurezzione su
un piano fisico specificando luoghi e tempi ma piuttosto solo da un
punto di vista metafisico. Le parabole del nuovo testamento scritte
dagli apostoli Matteo, Luca, Marco e Giovanni sono i primi
documenti che parlano di Gesù come un personaggio storico. Però le
loro parabole sono datate da 80 a 110 anni dopo la data in cui si
suppone che Gesù sia vissuto. Inoltre, si dice sempre nel video,
che non si sà bene chi scrisse le parabole ma è però certo che non
furono scritte ai tempi in cui visse Gesù. Conclusione : questa e
la prima menzogna della cristianità ovvero “ai cristiani è lasciato
credere che le parabole furono scritte dai diretti e contemporanei
discepoli di Gesù, ma gli studi storici dimostrerebbero che non è
proprio così”. Mi piacerebbe sapere se questo tipo di affermazioni
hanno corrispondenze dimostrabili, anche se ho il sospetto di
conoscere già la risposta.
13 aprile, 2008 alle 12:53 pm
1281- Nicola, gli inglesi dicono “my car is my castle”. Così ogni
uomo è Knight o King quando viaggia ed esplora. Il tuo sito è
interessante, verrò a farti una visita, tu preparami un buon caffè.
Ciao
13 aprile, 2008 alle 1:20 am
Per Adele: sono stato da quelle parti con la mia D S, la dea
(doppio significato di citroen e di donna). Mandami il tuo
indirizzo a alla mia e-mail e sarò lieto di farti omaggio di
“Zanclea” che non troveresti in libreria.
Cordialmente,nicola@glielmi. P.S. Sarà rispettata la tua privacy.
Non puoi pregare Lerner di rendere più accessibile l’argomento di
cui trattiamo? Il tema “Ma tu ci credi che Gesù è risorto” è del
tutto scomparso dall’home page. Errata c. al precedente intervento:
“buttane” al posto di puttane. Le “buttane” sono le vasche che
trattengono l’acqua del mare per la salificazione. Le “ruffiane”
sono le vasche che trasmettono alle “buttane” l’acqua del mare. Mi
sono sempre chiesto se le buttane non procreassero figli sani ed
eccezionali. Mi sembra di poter rispondere che le buttane hanno un
utero caldo e trasmettono tutto il loro amore all’embrione prima,
ed al feto poi. Mentre le…invece…
12 aprile, 2008 alle 9:39 pm
1278- E’ sublime, Nicola. Ma dimmi, sei stato forse da quelle
parti? Cogli molto bene quell’anima religiosa pagana e farisaica.
12 aprile, 2008 alle 9:35 pm
1277- ti leggerò con molto piacere, Nicola
12 aprile, 2008 alle 9:35 pm
Cara Adele, mi complimento per il tuo riferimento al Lago di
Pergusa ove fu rapita Proserpina. Intanto Ulisse scese nel’aldilà
per consultare Tiresia dal “Lago Averno” nella zona flegrea
(Napoli). Per quanto riguarda il Lago di Pergusa ti invio, sperando
di fare cosa gradita, questi miei versi tratti da “Zanclea nella
villa dei misteri in Pompei antica”, Tommaso Marotta Editore: >
Tu eri sul lago di Pergusa > autodromato e inaccessibile >
come roccaforte > Aperta una breccia nella rete di metallo >
ti ho rapita sul mio carro > tirato da cento destrieri > dal
cuore d’acciaio delle Ardenne > le frogie ardenti nero fumo >
scalpitanti veloci > per lande assolate e tempeste di vento.
> Ti ho amata in ogni anfratto, > su ogni cima di monte, >
in ogni valle > e suoi pianori giallo dorati, > alzati al
cielo come altari. > Ti ho amato sotto ogni colonna > del
tempio di Segesta. > Pazzo d’amore ho cantato e ballato > per
te > col mio tiaso, nel teatro di Segesta. > Con spada di
Damasco, per te > ho combattuto sulle fortezze di Erice. > Ti
ho amato nelle saline > tra le puttane e le ruffiane. > A
Motya > tra le secche agavi > e le verdi yucca sacre al
Bromio. Ti chiederai: Perché? Intanto per mantenere in allenamento
la memoria e poi perchè mi diverto, nonostante Gad abbia reso quasi
inaccessibile il suo blog come il lago autodromato di Pergusa,
riservato alle corse atomobilistiche e pressoché vietato ai
cittadini. Questa è la bella Italia!
12 aprile, 2008 alle 8:40 pm
Cara Adele già fatto. Comunque ti ringrazio del suggerimento. Posso
dirti che ho già pronto un secondo articolo su “AKeneton e Mosè”
con una visione un pò diversa da Freud e da Reik, ovvero discutendo
sui loro lavori. Un terzo, un quarto e un quinto sull’arca
dell’alleanza. L’articolo su “Aton ecc. ecc.” in realta è l’ultimo
capitolo dello studio che ho in corso.
12 aprile, 2008 alle 3:40 pm
Caro Nicola, su Aton potresti fare una ricerca sugli studi
psicoanalitici condotti da Freud ,su Mosè, come fondatotore del
popolo ebraico (vedi “Totem e Tabù),ed Eliade attraverso i suoi
scritti sul monoteismo.
12 aprile, 2008 alle 3:21 pm
Parlare di un qualche cosa del quale nessuno è in grado di
dimostrare la sua esistenza è come parlare del mistero e della
meraviglia che avremmo nel vedere il vaticano come una grande
discoteca per lapdance. Trovo che fare una trasmissione su un fatto
non esistito, di cui nessuno è in grado di dimostrare la
veridicità, sia fuorviante e millantatorio. E’ indubbio che la
cultura clericale cattolica si serve anche di questi espedienti per
racimolare adepti e seguaci per diffondere il verbo del sospetto e
della credulonicità, ma è altresì vero che la peggior specie di
criminali usano mistificazioni per portare a loro i maggior
vantaggi. Lener lo dovrebbe sapere, no? In alcuni lager stava
scritto “Arbeit macht Frei” e quale più infame scritta avrebbe
potuto convincere un popolo che andava alla morte? A tale proposito
mi viene il sospetto nel rileggere quanto dice l’art. 1 della
nostra, idiota, costituzione. “L’Italia è una repubblica fondata
sul lavoro”. Ci può essere analogia tra i campi di sterminio e
questo articolo? E’ un caso oppure, ritornando al tema è , come
sempre, mistificazione di quello che non esiste. Gesu, dio e altre
infami bugie utili ai potenti, ovvero ai più deboli, per
sottomettere i veri deboli? Pensaci Lerner, perchè se anche tu,
come me, sei agnostico hai nel tuo genoma l’impronta di una cultura
che la religione ha saputo rendere servi e schiavi genti per
millenni. Non mi sei simpatico, ma apprezzo le tue battaglie. con
affetto Un pollo.
12 aprile, 2008 alle 3:59 am
Scritto da Nicola Glielmi Si, sono molte, cara Adele. Ma i miei
testi di consultazione sono le storie vere di persone che hanno
sofferto le pene dell’inferno a causa dell’insegnamento religioso
in età infantile. Nel precedente articolo n.698 ho tentato di
interpretare, grazie alle storie di moltissime persone, in che modo
possa nascere nella mente dell’uomo l’idea di Dio. Che Dio, poi,
esista oppur no, è una questione che riguarda la Scienza che si
deve far carico della sua dimostrazione. Non certamente la teologia
che pone fideisticamente l’esistenza di Dio come base di tutte le
seguenti fantastiche elucubrazioni. Il presente articolo come il
precedente è il frutto del grido di dolore di persone che soffrono,
senza alcun vero ascolto. Di questa sofferenza, forse in un delirio
di grandezza (chi lo sa, vorrei saperlo io per primo),voglio farmi
interprete. Certamente non negherò che la religione ed in
particolare la fede in Gesù come uomo e come Dio, secondo i propri
bisogni, abbia anche un altissimo valore terapeutico e sociale. Ma
chi parla di teologia con un’evidente dissociazione ideativa, come
Mancuso, deve porsi innanzitutto questa domanada: Come si forma
nell’uomo l’dea di dio a prescindere dalla sua esistenza. Gradirei
un suo parere su Aton. Grazie
11 aprile, 2008 alle 11:34 pm
1272- Bravo Nicola, è da Pasqua che scrivi? Però quante ricerche
che hai fatto!
11 aprile, 2008 alle 10:36 pm
NICOLA GLIELMI HA SCRITTO IL VECCHIO E IL NUOVO TESTAMENTO di
NICOLA GLIELMI Non è facile parlare di un libro che si crede
ispirato direttamente da Dio, assurto a testo sacro per eccellenza,
sul quale è invalsa l’usanza di mettere la mano per assicurare di
dire la verità, o pronunciare solenne giuramento di fedeltà. Forse
come prima cosa sarebbe necessario chiarire questo imbroglio,
perché, probabilmente, chi giura sulla Bibbia (praticamente tutti),
coscientemente o inconsciamente, sa di giurare su un libro falso,
pieno di ipocrisia per cui non si sente obbligato a rispettare i
patti giurati. Le ipocrisie e la doppia morale della Bibbia si sono
insinuate nella mente degli uomini che spesso si comportano come
bestie, assetati di sangue, o come spergiuri capaci di tradire il
proprio fratello. La Bibbia, non è né sacra né divina perché è
scritta dall’uomo con sentimenti umani ed in essa si mescolano
avvenimenti storici realmente accaduti con moltissima mitologia.
Può contenere messaggi esoterici che sono traducibili
esclusivamente da studiosi, specializzati nella storia delle
religioni, in lingue antiche, in filosofia, in antropologia. Ma
essa è letta da persone (la maggioranza), che non sono in grado di
recepire il messaggio esoterico. Né mi pare che si debba trovare un
significato esoterico in episodi nei quali si accusa un innocente,
si assassina il fratello, si carpisce al padre la primogenitura
sostituendosi con l’inganno al fratello maggiore, si tradisce il
maestro, l’amico, si vende la moglie, o si ubriaca il padre per
andare a letto con lui. E tutto questo con la benedizione di
Yahweh. La Bibbia pertanto va letta alla lettera e le sole
possibili interpretazioni sono quelle storiche, antropologiche e
psicoanalitiche. Theodor Reik, ebreo e di cultura ebraica,
interpreta il mito di Adamo come un nascondimento con rovesciamento
del complesso di Edipo. Ma nessun cattolico accetterebbe di buon
grado l’analisi di T. Reik. Yahweh adoperò il fango per costruire
il primo uomo. Il dio sumero Enki “grazie alle sue approfondite
conoscenze scientifiche aveva messo appunto il metodo e il
procedimento di creazione di Adapa, l’“uomo modello” che condusse
in cielo al cospetto di suo padre il dio Anu, che però non concesse
la “vita eterna” al genere umano.” Enki “modellò le sue creature
con lo stesso materiale usato da Yahweh per formare Adamo.” Molti
studiosi identificano Adapa con l’Adamo biblico. Cadmo costruì la
città di Tebe e seminò i denti del drago da lui ucciso, dai quali
nacquero degli uomini armati. Romolo allattato da una lupa, costruì
Roma. Epperò il mito del dio sumero Enki, come quello di Cadmo e la
storia della lupa, seppure tentano di dare una spiegazione alle
nostre origini, e all’inizio della storia di Roma, non sono messi,
oggi, a fondamento della nostra vita quotidiana, per cui chi non vi
credesse è perseguitato, o messo in carcere, o giudicato blasfemo.
Potrei fare una personale interpretazione del significato simbolico
della lupa, o negarla, ma non per questo dovrei essere accusato di
blasfemia. La Bibbia è scritta da vari rabbini per un popolo
ignorante e, sembra, per assolvere, in nome di Yahweh, gravi
delitti che il senso comune condanna. La Bibbia riferisce la vita
degli uomini, secondo la loro natura, mentre nelle altre mitologie
è rappresentata con allegorie e metamorfosi. Ma presentare la
storia travagliata di un popolo, come un testo dettato o ispirato
dalla divinità, mi sembra un’assurdità, come lo sarebbe credere che
Tebe fu costruita per volontà di Atena e Roma per volontà di
Afrodite, madre di Enea. Accreditare un significato nascosto alla
Bibbia serve soltanto a creare e a mantenere il potere dell’uomo
sull’uomo. La Bibbia insegna come ottenere e conservare il potere
con l’inganno, con la frode, con l’omicidio. David Donnini scrive
che gli scribi del tempo di Davide “nel redigere le scritture
compiono una sintesi colossale e fanno man bassa di tutto il
materiale che possono raccogliere per rendere la loro opera nobile,
grandiosa, venerabile, prestigiosa, autorevole. La Bibbia si
presenta come parola di dio perché i suoi redattori furono spinti
dalla necessità ideologica di farla apparire tale al giovane popolo
di Israele. Una parte abbondante della mitologia del vicino oriente
confluisce in questa sintesi, non solo quella accadica, ovverosia
quella dei popoli che condividevano con Israele la radice semitica,
ma anche quella sumera, una etnia completamente diversa, con cui
gli accadi avevano avuto a che fare a lungo. E così il quadro della
genesi si apre con una scena assolutamente sumera, ovverosia con il
racconto della trasgressione primordiale compiuta da Adamo e Eva
nel giardino dell’Eden. E poi continua con il racconto del diluvio,
che è letteralmente sottratto all’epopea sumera di Gilgamesh, poi
ripresa dai babilonesi, in cui Noè si chiamava Ziusudra,
Uta-napishtim, Atrahasis. Ed anche il racconto della torre di
Babele ha come punto di riferimento gli ziggurat mesopotamici,
mentre la confusione delle lingue sta senz’altro a rappresentare il
disagio dovuto all’imbastardimento della società sumerica in
seguito alla consistente infiltrazione accadica. ” Per nobilitare
la figura di Mosè, il padre fondatore della nazione d’Israele, i
rabbini riprendono vecchi miti ed antichi fatti storici, come
quello dei nomadi accadi di razza semitica che sconfissero i
sumeri. Donnini scrive che “un grande condottiero di questi uomini
(siamo intorno all’anno 2450 a.C.), protagonista di una clamorosa
vittoria sui sumeri, fu Sargon. Di lui la leggenda accadica narra
che era stato abbandonato dalla madre nelle acque del fiume, in un
canestro di giunchi, per poi essere raccolto da un acquaiolo, su
indicazione della dea Ishtar, che lo aiutò a diventare un re
potente”. Non diversamente dagli scribi di Davide, gli evangelisti
e i primi cristiani. Michel Benoit scrive: “gli evangelisti hanno
compiuto una delle più sottili manipolazioni, trasformando
“nazoreno” o anche “nazireno” (che ha fatto il voto di nazirato),
in “nazareno”, vale a dire abitante di Nazareth. Era necessario che
l’identità “nazorena” di Gesù non giungesse alla posterità, le sue
radici battiste dovevano sparire dalla memoria. Gli evangelisti ne
hanno dunque fatto un abitante di Nazareth (Gesù di Nazaret),
mentre gli scavi hanno dimostrato che non vi era traccia di un
villaggio di Nazareth nel I secolo, e che Flavio Giuseppe, che
colloca scrupolosamente ogni minima borgata di Galilea, non parla
di “Nazareth” da dove sarebbe venuto l’eroe degli ebrei
cristianizzati del quale ha sentito parlare” I nazoreni (come i
battisti e gli esseni) costituivano una setta di monaci nel
deserto, più o meno anarchici e ribelli che “rifiutavano il tempio,
il suo culto, la sua gerarchia corrotta, il danaro, il potere,
l’invasore romano e che avevano sostituito il culto sacrificale del
tempio con delle immersioni, più o meno frequenti, nell’acqua che
procurava loro la purificazione interiore.” La causa della condanna
di Gesù, affissa sul legno della croce è l’essere nazoreno, cioè
della setta dei nazoreni. Nella scritta INRI la N sta per
“Nazoreno” come oggi si potrebbe scrivere la lettera B per
“Brigatista” sul verdetto di condanna di un pericoloso brigatista.
Anche le provocazioni dei farisei sul tributo a Cesare, per
incastrarlo e consegnarlo alla giustizia romana, sono una prova che
Gesù era un pericolosissimo rivoluzionario. Nessuno può negare che
la rivoluzione in nome di Gesù non sia riuscita, mentre la prima
rivoluzione degli schiavi contro i faraoni e quella degli schiavi
di Spartaco contro i romani erano miseramente fallite. I dottori
della Chiesa tennero vari concili per togliere ciò che appariva
disdicevole e mettere ciò che sembrava divino e miracoloso. Lo
sforzo di divinizzare il bambino nato da una donna e di
sacralizzare la verginità della madre è di una ingenuità
fanciullesca e favolistica, tale da consigliare gli stessi Padri
della Chiesa a non inserire nei vangeli canonici quelle parti
poeticamente bellissime della nascita di Gesù. Secondo tutti i
Vangeli apocrifi dai genitali di Maria non viene fuori un bambino
fatto di carne ed ossa, ma una palla di luce che dà corpo al
bambino e che lascia integro l’imene della partoriente.
Sant’Agostino si inventerà la favola che Maria sarebbe stata
ingravidata attraverso l’orecchio: “Deus per angelum loquebatur et
Virgo per aurem impraegnebatur.” Forse per esperienze personali con
donne, a seguito di orgasmi in esse scatenati per stimolazione
degli orecchi. Non si comprende per quale altra ragione
Sant’Agostino avrebbe individuato nel padiglione dell’orecchio un
organo sessuale sostitutivo della vulva e dell’utero. Da questa
“fantasia”, la moda per le monache di fasciarsi la testa e tenere
le orecchie a riparo da venti ed arie ingravidanti. La nascita e la
morte di Gesù, seppure attendibili storicamente, ricapitolano il
mito del dio Dioniso, nato da una vergine, fatto a pezzi dai Titani
e risorto per due volte. Gli apostoli e i primi cristiani
aspettavano, di li a poco, il ritorno del Cristo che, dopo le loro
prime aspettative deluse, si cominciò a procrastinare per ogni fine
di secolo, fino ai giorni nostri con vari “segreti” che
alluderebbero alla fine del mondo. Giovanni fu detto il “veggente”.
Non ha importanza discutere se il redattore dell’Apocalisse sia
stato discepolo di Gesù, di Pietro, o di Paolo, e fosse suo
discepolo “quel tal Giovanni detto anche Marco” Giovanni fu
confinato nell’89 e. v. da Domiziano in Grecia, nell’isola di
Patmos, subì l’influsso delle leggende degli isolani che lo
ospitavano. Fece una gran confusione tra l’insegnamento di Gesù,
quello di Paolo, impregnato di mitologia greca, i racconti
mitologici e i riti religiosi dei Patmesi e le sue aspirazioni
ascetiche. E’ probabile che la povertà e la vita di stenti dovute
ad una scelta penitenziale abbia prodotto sul piano mentale
allucinazioni uditive e visive caratterizzate da visioni di animali
mostruosi, dalla visione di una Gerusalemme con mura d’oro e
d’argento tempestata di diamanti e di rubini, dalla visione di un
albero al centro della città con tutti i diversi frutti prodotti in
natura, dalla visione di tempeste di vento e fuoco, e dalla venuta
del Cristo per giudicare l’umanità e separare i buono dai cattivi.
Da un punto di vista psichiatrico si tratta di un delirio
allucinatorio di una persona che abbia sofferto la fame e la sete,
che abbia soffocato i bisogni sessuali donde la visione di animali
mostruosi, che abbia dormito sulla nuda terra sotto le stelle.
Sembra il delirio allucinatorio di una persona colta che, se da un
lato ha scelto di vivere come un eremita nella povertà e nella
miseria, dall’altro lato ha invidiato e desiderato il benessere
della gente ricca e potente, che a suo giudizio e non certamente
per volontà di Yahweh, sarà giudicata e condannata dal Cristo, che
non mancherà di tornare sulla terra al più presto. Ancora oggi si
attende il ritorno del Cristo da un momento all’altro, come se
nulla fosse accaduto in questo lungo tempo. Thomas nel “Bastardo”
di Gad Lerner sulla “Resurrezione del Cristo” scrive (n.732) “Io,
cristiano, attendo il ritorno del Messia. Gli ebrei attendono la
venuta del Messia. Siccome quando verrà (Speriamo Presto) tutti lo
vedremo, gioiremo insieme come fratelli salvati dallo stesso Dio”
Con un gioco di parole si dichiara cinicamente di aspettare la fine
del mondo. Thomas prega perché avvenga la fine del mondo. Non credo
che Thomas sia il solo ad aspettare l’avvento dell’apocalisse: La
parole di Thomas fanno pensare che l’ideologia cristiana ha
bruciato le cellule nervose di uomini e donne e che le “radici
cristiane” si sono ficcate, come virus mortali, nel nucleo delle
cellule nervose degli uomini e delle donne compreso gli scienziati,
siano questi credenti o atei. Se tutti da bambini hanno subito il
lavaggio del cervello dell’apocalisse di Giovanni, da adulti, anche
gli scienziati che dichiaransi atei, inconsapevolmente, lavorano
per la distruzione del mondo. Perché come scrive Charles Darwin: “
Non dobbiamo trascurare la probabilità che il costante inculcare la
credenza in Dio nelle menti dei bambini può produrre un effetto
così forte e duraturo sui loro cervelli non ancora completamente
sviluppati, da diventare per loro difficile sbarazzarsene, quanto
una scimmia disfarsi della sua istintiva paura o ripugnanza del
serpente.” Un esempio molto chiaro di quanto sia difficile
sbarazzarsi dell’insegnamento religioso subito da bambini è dato
dalla conversione di Magdi Allam dall’islamismo al cristianesimo.
Magdi Allam da bambino ha ricevuta un’educazione cristiana. Da
adulto ha lottato per trovare l’identità religiosa ricevuta da
bambino. Non diversamente da Magdi Allam gli atei “devoti”. La
maggioranza della popolazione italiana, non crede alla verginità di
Maria e alla sua assunzione in cielo, e neppure alla resurrezione
del Cristo, ma non resiste al fascino del rito religioso appreso in
età giovanissima. Non c’è bisogno d’esser filosofi per essere atei,
né d’essere ignoranti per essere fedeli a qualche devozione appresa
nell’infanzia. Magdi Allam ha sanato il conflitto tra l’emozione
religiosa cristiana ricevuta da bambino e la ragione dell’adulto
che lo spingeva verso l’islamismo per motivi sociali e nazionali od
altro. Gli atei devoti non riescono a risolvere il conflitto tra
religione (emozione dell’infanzia) e ragione (dell’età adulta) e
non stanno né di qua né di là, o meglio stanno dalla parte del
profitto personale strumentalizzando la religione nei cui
insegnamenti non credono. Quando il conflitto tra emozione
infantile e la ragione dell’adulto non è sanato, la scissione darà
luogo a comportamenti sociali schizofrenici. Un imprenditore
cristiano può andare in Chiesa tutte domeniche, però non dà ai suoi
operai “la giusta mercede”, sfruttandoli come bestie,
costringendoli alla fame e alla miseria, contravvenendo
all’insegnamento più vero del Cristo. La forma socialmente più
grave è quella che si riscontra nei coscritti della camorra, della
mafia e della ndrangheta. La devozione a San Gennaro, alla Madonna
dell’Arco, alla Madonna di Pompei per la camorra, o a Santa Rosalia
per la mafia, a San Francesco di Paola per l’ndrangheta, è pari
alla ferocia con la quale si uccide un essere umano: con la
benedizione di Dio e, spesso, di chi lo rappresenta in terra.
Dobbiamo chiederci ora: “Che cosa determina la diversa
realizzazione del genio umano? Perché uno scienziato opera in
favore della vita ed un altro lavora per costruire ordigni di
guerra?” La domanda sembra retorica ma se una persona fa collezione
di soldatini e li dispone in assetto di guerra, vi dovrà pur essere
una ragione per la quale si diletta con eserciti di latta nel
mentre che usa parole dure e da guerra santa contro gli avversari.
Non si nasce guerrieri come non si diventa poeti. A parte quelle
disposizioni naturali per le quali il bimbo è particolarmente
adatto per le scienze matematiche e/o per quelle umanistiche, credo
che molto dipenda dall’educazione religiosa ricevuta nella prima
infanzia. Bisognerebbe studiare la vita degli scienziati, e
tuttavia apprenderemmo molto poco perché non vengono riferite
quelle notizie riguardanti quei primi insegnamenti religiosi che si
hanno fin da quando si sta in braccio alla propria madre del tipo
“sai…i bambini che muoiono dopo d’essere stati battezzati, vanno in
cielo come angioletti con le ali, mentre quelli che muoiono senza
battesimo vanno nel limbo”. Né mi sembra che possa esservi nulla di
assurdo in questa supposizione, soltanto se consideriamo
l’autobiografia di W. Reich che assolutamente libero da
condizionamenti religiosi è giunto a scoprire l’Energia Orgonica.
Ogni altro scienziato condizionato dalla fede religiosa si sarebbe
fermato spaventato davanti a questa scoperta, negandola perché
inconcepibile con quell’idea di Dio, assimilata nell’infanzia.
Questa potrebbe essere la ragione per la quale gli astrofisici
girano intorno alla “materia oscura”, detta anche “energia oscura”,
senza comprendere le sue leggi, come invece ha fatto W. Reich.
Vediamo, ora, l’educazione ricevuta da W. Reich. Il padre
contadino, “agronomo di formazione accademica”, era affittuario di
una proprietà nella Bukovina del nord e si riteneva “uno spirito
libero” che, per i tempi, significava ateo. Anche il nonno era “uno
spirito libero” e un “cosmopolita”. I Reich erano di origine ebrea,
ma non diedero un’educazione religiosa ebraica ai figli, né
appartennero mai ad alcun movimento religioso, educandoli alla
libertà di pensiero. Essendo benestanti, potevano permettersi di
non far frequentare le scuole pubbliche ai propri figli, preferendo
che fossero seguiti da un tutore privato. L’indottrinamento privato
è una favorevole condizione che salva Wilhelm da una educazione
scolastica moralmente e sessualmente repressiva. Reich dichiara di
“avere una personalità contadina” perché cresciuto in campagna fin
dalla nascita. Nella fattoria paterna ha assistito
all’accoppiamento di galline, anatre, tacchini, cani, capre,
pecore, asini, cavalli, bovini, sicché quando ha cominciato a
sentire le prime pulsioni sessuali, non si è spaventato, ma le ha
vissute come un fenomeno naturale: “Già molto tempo prima, dei
dieci anni, e per molti anni dopo questo periodo, mi piaceva
guardare gli animali mentre si accoppiavano.” 16 Egli ricorda che a
quattro anni e mezzo il cocchiere di famiglia “una notte fece
visita alla cameriera ed io ascoltai i rumori del loro atto
sessuale. Questo produsse in me sensazioni erotiche di enorme
intensità…. Un pomeriggio, qualche tempo dopo, m’infilai nel letto
della balia. La posizione supina della ragazza con i suoi seni
scoperti mi aveva eccitato e volevo fare ciò che il cocchiere aveva
fatto con la cameriera, avere un rapporto sessuale. Mi arrampicai
sopra di lei, le sollevai il vestito e cercai febbrilmente i suoi
genitali (cosa della quale lei sembrava trarre piacere). I suoi
peli mi eccitavano in modo particolare. Non facevo movimenti
coitali ma la sua vagina palpitava con il mio pene. Non posso dire
con certezza se avevo un’erezione, ma presumo di si.” Non mancano
ricordi di approcci sessuali e fantasie erotiche con la istitutrice
S., nell’età compresa tra i sette e i nove anni. Vividi sono i
ricordi sulle “frequenti sensazioni sessuali all’indirizzo di mamma
che ho spesso tentato di spogliare con gli occhi”. Quel che manca
nei suoi ricordi è il senso di colpa. Vive la sessualità come
assolutamente naturale. Egli scrive: “A circa undici anni e mezzo
ebbi il mio primo vero rapporto sessuale. Fu con la cuoca. Fu lei
la prima ad insegnarmi il movimento necessario per arrivare alla
eiaculazione. Da quel giorno ebbi rapporti sessuali quasi tutti i
giorni, con la cuoca, per anni.” Ritengo ch’egli avrebbe potuto
scoprire tutto, tranne le leggi dell’Energia Vitale, se avesse
avuto genitori credenti, se fosse stato educato in un collegio di
religiosi, se fosse vissuto in città, confrontandosi giornalmente
con compagni figli di persone credenti, se non avesse vissuto in
campagna “a stretto contatto con la natura”, se non avesse fatte
tutte le esperienze erotico-sessuali fin dall’infanzia. Perché
l’Iliade va considerata un testo poetico mentre la bibbia un testo
sacro? Perché “Il tredicesimo apostolo” di Benoit è considerato “un
thriller appassionante e ben costruito” (Le monde), mentre il
vangelo secondo Matteo è considerato come la “storia vera” di Gesù?
Perché “Il pianeta degli Dei” di Sitchin è considerato come un
“bestetseller internazionale” e non piuttosto un saggio storico che
riferisce, meglio della bibbia, perché confortato da reperti
archeologici, la vita, la scienza ed il sentimento
fantastico-religioso dei sumeri che precedettero gli ebrei? Qual è
la differenza tra Topolino di Walt Disney e il Vangelo secondo
Giovanni? Entrambi possono insegnare qualcosa all’uomo. Topolino è
l’espressione di una cultura e di una società più avanzate rispetto
a quelle descritte nei quattro vangeli. BIBLIOGRAFIA a disposizione
11 aprile, 2008 alle 8:28 pm
Scrivi qui il tuo commentoCredo che Gesù è risorto. Egli è Dio –
(sempre stato e sempre sarà) – incarnatosi nel tempo – più o meno
2008 anni or sono, morto, sepolto e per virtù propria – in quanto
vero Dio- , risuscitato dopo tre giorni di sepoltura. Dio, non è
stato creato da nessuno, altrimenti ci sarebbe un essere superiore
a lui. Egli esiste da SEMPRE.. è un mistero che certo noi non
possiamo comprendere! Io ho incontrato la Persona di Gesù,
attraverso la lettura del Vangelo. L’ho incontrato nella fede e so
che è il Vivente ed è sempre con me, nei vari periodi e stagioni
della vita. Allargando il discorso, Egli ha redento TUTTI gli
uomini, di ogni razza, colore, etnia, credo, nazionalità- Conosce
ciascuno di noi nella profondità del nostro io; conosce tutto di
noi dal grembo di nostra madre fino all’ultimo respiro; conosce le
lotte interiori, le delusioni, le sopraffazioni, le ingiustizie, le
speranze e le tragedie della nostra vita. Gli Apostoli stessi, dopo
la sua Passione e morte, avevano perso la fede. Quando è loro
apparso in carne e ossa, non riuscivano a crederci (eppure glielo
aveva profetizzato durante i tre anni di vita pubblica) e per
convincerli non ha esitato a mettersi a tavola e mangiare con loro.
Hanno toccato il suo corpo, per quaranta giorni e quaranta notti li
ha ancora ammaestrati, ha cotto per loro il pesce sul lago di
Tiberiade, si è mostrato a più di cinquecento persone riunite…ecc.
Insomma gli Apostoli hanno testimoniato con la loro vita e la loro
morte da martiri, di avere incontrato Gesù vivo e vero con il suo
corpo, glorioso, non più soggetto al tempo e a luogo, ma un vero
corpo fatto di carne e ossa. Dopo la morte di Gesù avevano perso la
fede, e si nascondevano sbarrando porte e finestre, pieni di paura
di fare la stessa fine del Maestro, e poi dopo tre giorni…escono
fuori ad annunciare che Gesù è risorto sfidando le ire dei sommi
sacerdoti che avrebbero potuto ucciderli?! – La risposta è una sola
e certa: hanno testimoniato semplicemente un fatto inaudito, ma
vero: L’Uomo di Nazareth, è veramente quello che ha detto di
essere: il Figlio di Dio, la seconda Persona della Trinità.
11 aprile, 2008 alle 11:26 am
Caro Gad, te lo dico con affetto perché ti apprezzo molto, ma che
senso ha fare trasmissioni con un tema simile? E poi con un titolo
simile? Se uno crede, crede, se non crede, non crede, non credo che
ci sia molto altro da dire sull’argomento resurrezione di Gesù. Se
poi ti dovesse venire voglia di fare altre trasmissioni a tema
simile, ecco alcuni consigli che mi permetto di darti. 1) Ma tu ci
credi che quello ebraico sia il popolo eletto? E quando si sono
tenute le elezioni? C’erano, le preferenze? 2) Ma tu ci credi che
nel Corano ci sia qualcosa che abbia un minimo senso logico, a
parte quello che in seguito è stato elaborato dai credenti? 3) Ma
quando il Budda iniziò a percepire un profondo senso di dolore per
le sofferenze diffuse nel mondo, non poteva semplicemente prendere
un’aspirina? 4) Ma tu ci credi alla “unità degli opposti” che è
alla base dell’induismo, per cui A è uguale a non-A e l’essere al
non-essere? Ci credi che se fossero rimasti a questi concetti,
esattamente opposti a quelli sviluppati dalla filosofia greca,
radice dell’occidente, non si sarebbero evoluti di un millimetro?
Fammi sapere quando farai una di queste trasmissioni.
11 aprile, 2008 alle 12:30 am
Chiedo scusa,volevo dire :l’ha Risuscitato.
11 aprile, 2008 alle 12:26 am
Dio dice nella sua Parola che :non c’è nessun giusto sulla terra,no
neppure uno.Giusto=perfetto.Ed io sò benissimo di non esserla.Io
credo che Dio ha mandato Gesù a morire per me ,per pagare la mia
colpa,ma non è rimasto nella tomba,perchè Dio l’ha trovato giusto e
quindi l’ha risuscutato.Questo è l’unico mezzo per avere la vita
eterna.Perchè a tanti costa tanto credere?Io ho ricevuto questo
dono, perchè sò che mi viene ,da un padre che mi ama.E tu ,cosa
farai di Gesù?
11 aprile, 2008 alle 12:03 am
Luomo che non ha incontrato Dio,non riesce a mettere in pratica i
comandamenti.Chi non crede alla resurrezione non ha parte nel Regno
di Dio.La vita inizia sulla terra (non finisce)e continua per
l’eternità.Vita eterna per coloro che hanno creduto nell’opera di
Cristo;pena eterna per coloro che avranno rifiutato di credere,
nell’unico mezzo di salvezza (Cristo)Questa è parola di Dio e non
di un uomo.La verità và detta.
10 aprile, 2008 alle 9:49 pm
Non è necessario credere nella resurrezione di Cristo per seguire i
Suoi Comandamenti; una cosa è l’aspetto terreno della vita un’altra
l’aspetto spirituale.Poichè credo che la vita sia quella vissuta
sulla Terra, rispetto i Comandamenti ed apprezzo la difesa dei
deboli che Gesù ha posto come concetto di vita.-
9 aprile, 2008 alle 10:33 pm
e tu credi a tutto quello che dice la Bibbia?
9 aprile, 2008 alle 10:30 pm
ma tu credi che Mosè abbia davvero parlato con Dio nascosto in un
rovo in fiamme? (…e così di saguito)
7 aprile, 2008 alle 1:07 am
Scrivi qui il tuo commento a Sara (1261). Ti ringrazio. La realtà è
dura per tutti, soprattutto se si hanno ambizioni profonde. La
croce è un emblema di dolore e se ognuno vivesse il proprio (invece
di credere che qualcuno lo abbia vissuto in sua vece), non farebbe
tanto del male agli altri. Saluti
6 aprile, 2008 alle 10:41 pm
Il mio compiuter ha ripreso ha farmi gli scherzi.
6 aprile, 2008 alle 10:38 pm
X.Cinzia .Ho mandato il mio commento nella pagina ,(incredibile
pasqua) Quì riporto una parte che non’è stata riportata
.L’apos.Paolo dice:>.Io voglio continuare(con l’aiuto di Dio)ha
dare il meglio di me,senza stancarmi.ciao
6 aprile, 2008 alle 10:23 am
Scrivi qui il tuo commento a Cinzia L’ ADE è un luogo di pace.
5 aprile, 2008 alle 7:00 pm
Da quando sono entrata in questo blog mi è stato dato del diavolo,
della lesbica (in tono offensivo) e della puttana senza nessuno che
mi difendesse – oltre a vari insulti e tentativi continui di minare
la fiducia in me stessa a partire da Gad che non si è mai degnato
di complimentarsi con me (eppure di occasioni ne ha avute molte tra
versi e riflessioni). Ma io vi ho mai offeso in modo pretestuoso,
ho mai ferito la dignità di qualcuno di voi, vi ho mai negato
stima? Sai cosa dico a tutti quanti? Non siete diversi da chi ci
comanda ed attaccate me per invidia della mia libertà di pensiero e
della mia generosità d’animo. Ma non vi fate schifo? Siete dei
repressi e sfogate in questo blog la vostra rabbia perché non avete
il coraggio di usarla per capire fino in fondo la realtà e
modificarla. Siete anche voi responsabili e parte del degrado
morale e generale dell’Italia. E neanche vi compiango come non ho
mai compianto me stessa. 1258 – Hai ragione Sara, bisogna sempre
continuare a dare il meglio. Belle parole. Grazie.
5 aprile, 2008 alle 6:50 pm
Qualcuno ha detto: Dai sempre il meglio di te stesso,e se qualcuno
ti prende a calci, tu continua a dare il meglio.Le ho trovate molto
belle queste parole, per cui ho voluto condividervele.
4 aprile, 2008 alle 3:31 pm
Gesù risorto è il cuore della fede cristiana. Come si dice, è da
questo evento ( avvenimento ) che deriva tutto il resto, il
significato della fede. Io non credo ma è possibile che sia
successo. Diciamo che non riesco proprio a far derivare la salvezza
dell ‘uomo dal sacrificio del figlio di un Dio. Penso che un
interrogarsi serio su questo fondamentale articolo di fede, in
definitiva il messaggio della Pasqua, rappresenti un nodo irrisolto
per la coscienza religiosa di molti cattolici. Molti sono più
propensi ad aderire ad un misto di superstizione ed irrazionalismo
come la fede nei miracoli, anche i più discutibili, improbabili.
3 aprile, 2008 alle 12:25 pm
Carissimo Gad da quando ci sei tu, me ne sono accorto che esiste
La7. Sei un grande professionista e un uomo perbene (non sono del
PD nè di sinistra). Non credo assolutamente che Cristo abbia
ripreso il suo corpo fisico al terzo giorno. Quello va via e non lo
recuperemo più, neppure al Giudizio Universale (è una storiella da
preti). Credo che Cristo si stato visto dopo la sua morte fisica e
abbia destato delle attenzioni fisiche nelle persone a cui si è
mostrato. Ma il discorso va affrontato con conoscenze che la Chiesa
cattolica non ha, e che anzi ha combattuto ferocemente durante la
sua storia, senza annularle fortunatamente. Tale conoscenza è ciò
che si chiama esoterica, quella della Chiesa Cattolica è la
conoscenza exoterica buona per tutti. Ciao Gad
3 aprile, 2008 alle 9:14 am
E’ necessario approfondire il rapporto tra mondo reale e mondo
mitico.
3 aprile, 2008 alle 7:44 am
questo video vi toglierà ogni dubbio sulla ressurrezione di Cristo:
http://it.youtube.com/watch?v=R5wz-bIRTnE&feature=related
2 aprile, 2008 alle 3:48 pm
Come te non ero presente al caso ma resta il più affascinante della
storia.
2 aprile, 2008 alle 6:07 am
Caro Sig. Gad Lenner. In primo luogo credo che tu non sia un
giornalista equilibrato. Non Mi ricordo quando ero bambino e si
giocava a pallone. SI facevano sempre le squadre equilibrate. Bhe,
tu non le hai fatte equilibrate: Vito Mancuso; Ernesto Galli della
Loggia; don Giovanni Nicolini; Paolo Flores d’Arcais; il rabbino
capo di Roma, Riccardo Di Segni; lo storico Adriano Prosperi; la
teologa Maria Poggi Johnson; il monaco buddista Jiso Forzani.
Perché non hai invitato un bel teologo e biblista della portata del
Cardinal Tonini, o del Cardinal Martini? Mentre la povera Maria
Poggi Johnson tra le difficoltà della lingua e la tua costante
interruzione non ha certo potuto esprimersi nel Circo Massimo dello
studio. MI ricordavi tanto Giulio Cesare. E non ho visto Missori.
Peccato, forse lui non lo avresti interrotto, e ti avrebbe riempito
di interessanti sensazioni e avrebbe reso giustizia (ricordo che il
termine significa dare secondo meriti e virtù, e non uso
uguaglianza volutamente) al dibattito. Ma gari un poco illuminato.
Mentre hai scelto il monaco Forzani; non so cosa centrasse!
Davvero. Con tutto rispetto al Buddismo. Lo incontriamo ad Assisi,
è meglio che all’Infedele del 20 febbraio. Non nego che l’argomenti
meriti attenzione e critica da chi sostiene in contrario o non si
pone nel problema per ragioni che vanno dall’ateismo a dogmi
differenti quali L’Ebraismo. La verità che ti ha fatto morire di
rabbia il fatto che il Santo Padre abbia detto di pregare per la
Conversione degli Ebrei. E ne ha ben donde ragione. Non vorrebbero
gli Ebrei che tutti si convertano all’Ebraismo. Non lo vogliono
forse gli Islamici per l’Islam. I BUddissti per il Budda, gli Idu
per l’Induismo. Allora è normale. Se lo chiedere il Papa: no!
tappiamogli la bocca. Quante La Sapienza ci tocca ancora vedere? La
nuova preghiera del Venerdì Santo “pro judaeis”esprime una teologia
preconciliare e rende difficili i rapporti col popolo ebraico.
L’improvvido motu proprio “Summorum Pontificum” , che ha permesso
di ritornare a celebrare l’Eucaristia nella Chiesa cattolica
secondo il rito tridentino, continua a creare problemi. Già al
momento della sua emanazione molti, anche in ambienti
ecclesiastici, affermarono che esso prevedeva la ripresa di
invocazioni e di preghiere nella liturgia del Venerdì Santo che
avrebbero ostacolato i progressi degli ultimi anni nel rapporto tra
i cattolici ed il popolo ebreo. Infatti in esse si esprimevano
sensibilità e culture antisemite che ora – speriamo- siano del
tutto cancellate nella cultura e nella sensibilità di tutto il
popolo di Dio. In questi mesi si era quindi posto il problema di
intervenire su questo punto. Benedetto XVI , ci sembra, avrebbe
dovuto, già nello stesso motu proprio, cancellare quelle preghiere
oppure trasformarle in una invocazione al Padre per la
riconciliazione col popolo ebraico unitamente ad un atto esplicito
di pentimento per i peccati del passato per averlo definito
deicida. (ti lascio un link) Poi ti invito a leggere il seguente
articolo: Da L’ OSSERVATORE ROMANO, un articolo di Gianfranco
Ravasi che difende la preghiera per la conversione degli ebrei: Un
giorno Kafka all’amico Gustav Janouch che lo interrogava su Gesù di
Nazaret rispose: “Questo è un abisso di luce. Bisogna chiudere gli
occhi per non precipitarvi”. Il rapporto tra gli Ebrei e questo
loro “fratello maggiore”, come l’aveva curiosamente chiamato il
filosofo Martin Buber, è stato sempre intenso e tormentato,
riflettendo anche la ben più complessa e travagliata relazione tra
ebraismo e cristianesimo. Forse sia pure nella semplificazione
della formula è suggestiva la battuta di Shalom Ben Chorin nel suo
saggio dal titolo emblematico Fratello Gesù (1967): “La fede di
Gesù ci unisce ai cristiani, ma la fede in Gesù ci divide”. Abbiamo
voluto ricreare questo fondale, in realtà molto più vasto e
variegato, per collocarvi in modo più coerente il nuovo “Oremus et
pro Iudaeis” per la Liturgia del Venerdì Santo. Non c’è bisogno di
ripetere che si tratta di un intervento su un testo già codificato
e di uso specifico, riguardante la Liturgia del Venerdì Santo
secondo il Missale Romanum nella stesura promulgata dal beato
Giovanni XXIII, prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano
II. Un testo, quindi, già cristallizzato nella sua redazione e
circoscritto nel suo uso attuale, secondo le ormai note
disposizioni contenute nel motu proprio papale “Summorum
Pontificum” dello scorso luglio. All’interno, dunque, del nesso che
unisce intimamente l’Israele di Dio e la Chiesa cerchiamo di
individuare le caratteristiche teologiche di questa preghiera, in
dialogo anche con le reazioni severe che essa ha suscitato in
ambito ebraico. La prima è una considerazione “testuale” in senso
stretto: si ricordi, infatti, che il vocabolo “textus” rimanda
all’idea di un “tessuto” che è elaborato con fili diversi. Ebbene,
la trentina di parole latine sostanziali dell’Oremus è totalmente
frutto di una “tessitura” di espressioni neotestamentarie. Si
tratta, quindi, di un linguaggio che appartiene alla Scrittura
Sacra, stella di riferimento della fede e dell’orazione cristiana.
Si invita innanzitutto a pregare perché Dio “illumini i cuori”,
così che anche gli Ebrei “riconoscano Gesù Cristo come salvatore di
tutti gli uomini”. Ora, che Dio Padre e Cristo possano “illuminare
gli occhi e la mente” è un auspicio che san Paolo già destina agli
stessi cristiani di Efeso di matrice sia giudaica sia pagana (1,
18; 5, 14). La grande professione di fede in “Gesù Cristo salvatore
di tutti gli uomini” è incastonata nella Prima lettera a Timoteo
(4, 10), ma è anche ribadita in forme analoghe da altri autori
neotestamentari, come, ad esempio, il Luca degli Atti degli
Apostoli che mette in bocca a Pietro questa testimonianza davanti
al Sinedrio: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro
nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che
possiamo essere salvati” (4, 12). A questo punto ecco l’orizzonte
che la preghiera vera e propria delinea: si chiede a Dio, “che
vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza
della verità”, di far sì “che, con l’ingresso della pienezza delle
genti nella Chiesa, anche tutto Israele sia salvo”. In alto si leva
la solenne epifania di Dio onnipotente ed eterno il cui amore è
come un manto che si allarga sull’intera umanità: egli, infatti si
legge ancora nella Prima lettera a Timoteo (2, 4) “vuole che tutti
gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità”.
Ai piedi di Dio si muove, invece, come una grandiosa processione
planetaria, che è fatta di ogni nazione e cultura e che vede
Israele quasi in una fila privilegiata, con una presenza
necessaria. È ancora l’apostolo Paolo che conclude la celebre
sezione del suo capolavoro teologico, la Lettera ai Romani,
dedicata al popolo ebraico, l’olivo genuino sul quale noi siamo
stati innestati, con questa visione la cui descrizione è
“intessuta” su citazioni profetiche e salmiche: l’attesa della
pienezza della salvezza “è in atto fino a che saranno entrate tutte
le genti; allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto: Da
Sion uscirà il liberatore, egli toglierà le empietà da Giacobbe.
Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro
peccati” (11, 25-27). Un’orazione, quindi, che risponde al metodo
compositivo classico nella cristianità: “tessere” le invocazioni
sulla base della Bibbia così da intrecciare intimamente credere e
pregare (è un’interazione tra le cosiddette “lex orandi” e “lex
credendi”). A questo punto possiamo proporre una seconda
riflessione di indole più strettamente contenutistica. La Chiesa
prega per aver accanto a sé nell’unica comunità dei credenti in
Cristo anche l’Israele fedele. È ciò che attendeva come grande
speranza escatologica, cioè come approdo ultimo della storia, san
Paolo nei capitoli della Lettera ai Romani (capitoli 9-11) a cui
sopra accennavamo. È ciò che lo stesso Concilio Vaticano II
proclamava quando, nella costituzione sulla Chiesa, affermava che
“quelli che non hanno ancora accolto il Vangelo in vari modi sono
ordinati ad essere il popolo di Dio, e per primo quel popolo al
quale furono dati i testamenti e le promesse e dal quale è nato
Cristo secondo la carne, popolo in virtù dell’elezione carissimo a
ragione dei suoi padri, perché i doni e la vocazione di Dio sono
irrevocabili” (Lumen gentium, n. 16). Questa intensa speranza è
ovviamente propria della Chiesa che ha al centro, come sorgente di
salvezza, Gesù Cristo. Per il cristiano egli è il Figlio di Dio ed
è il segno visibile ed efficace dell’amore divino, perché come
aveva detto quella notte Gesù a “un capo dei Giudei”, Nicodemo,
“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, e non
lo ha mandato per giudicare il mondo ma perché il mondo si salvi
per mezzo di lui” (cfr Giovanni, 3, 16-17). È, dunque, da Gesù
Cristo, figlio di Dio e figlio di Israele, che promana l’onda
purificatrice e fecondatrice della salvezza, per cui si può anche
dire in ultima analisi, come fa il Cristo di Giovanni, che “la
salvezza viene dai Giudei” (4, 22). L’estuario della storia sperato
dalla Chiesa è, quindi, radicato in quella sorgente. Lo ripetiamo:
questa è la visione cristiana ed è la speranza della Chiesa che
prega. Non è una proposta programmatica di adesione teorica né una
strategia missionaria di conversione. È l’atteggiamento
caratteristico dell’invocazione orante secondo il quale si auspica
anche alle persone che si considerano vicine, care e significative,
una realtà che si ritiene preziosa e salvifica. Scriveva un
importante esponente della cultura francese del Novecento, Julien
Green, che “è sempre bello e legittimo augurare all’altro ciò che è
per te un bene o una gioia: se pensi di offrire un vero dono, non
frenare la tua mano”. Certo, questo deve avvenire sempre nel
rispetto della libertà e dei diversi percorsi che l’altro adotta.
Ma è espressione di affetto auspicare anche al fratello quello che
tu consideri un orizzonte di luce e di vita. È in questa
prospettiva che anche l’Oremus in questione pur nella sua
limitatezza d’uso e nella sua specificità può e deve confermare il
nostro legame e il dialogo con “quel popolo con cui Dio si è
degnato di stringere l’Antica Alleanza”, nutrendoci “della sua
radice di olivo buono su cui sono innestati i rami dell’olivo
selvatico che siamo noi Gentili” (Nostra aetate, n. 4). E come
pregherà la Chiesa nel prossimo Venerdì Santo secondo la liturgia
del Messale di Paolo VI, la comune e ultima speranza è che “il
popolo primogenito dell’alleanza con Dio possa giungere alla
pienezza della redenzione”. E le apparizioni come le spieghiamo.
Ancora oggi vi sono. E Ci sono decine e decine di testimoni, anche
ex miscredenti convertiti. Le conversioni non sono forse Miracoli?
Troppo assurdo per non essere vero. UN Dio che dona se stesso
assomiglia al Padre che si getta nel rogo per salvare il proprio
figlio. In molti lo farebbero. Ma un Padre che dona il suo figlio
unigenito. Questo supera ogni pensiero umano. Ha dell’assurdo,
talmente assurdo che può solo essere vero. E comunque: anche se non
fosse vero, vale certo al pena vivere una vita di speranza che una
fatta di angoscia e buio come quella proposta dall’ebraismo. Dove
vi è solo buio e solitudine. L’Amore di Cristo è certo liberatrice
e nobilità la vita. Solo per questo vale la pena viverla e farla
propria. In Nazzareno 2000 e passa anni fa supera i tempi tempo.
Anticipa il futuro, è attuale. Recupera il passato con semplici
frasi e gesti, forse più degli stessi miracoli. Perdonare il
prossimo, sempre. Amare il prossimo. Chi ama il prossimo ama Dio.
Chi è senza pecca scagli al prima pietra. Redime, salva. Non redime
di spada, il vero limite dell’Islam sta proprio qui non
nascondiamoci dietro i grissimi. Redime con amore e perdono, dona
speranza e gioia Il Cristo ha camminato veramente tra le vie della
terra santa, ha fatto micaroli. Ha resuscito i morti. Ci sono le
prove, testimonianze che arrivano fino a noi, i Vangeli. Tutte le
Sacre Scritture del Vecchio testamento, a cui anche gli Ebrei si
rifanno, tracciano un identikit preciso. Collima tutto. Non li
definirei come ho sentito pronunciare: quelli lì. Gli evangelisti
riportando fatti molto concreti. Luca ce lo dimostra dalla
esattezza delle date, precise e corrispondenti a documenti
dell’epoca. Tutto Il vecchio testamento definisce il Messia e
Cristo ripercorre quanto predetto dai Profeti. Come avrebbe potuto
un uomo solo, anche ricco e potente, a manovrare tutta la
situazione politico economica e sociale della Galilea di allora?
Non avrebbe potuto comunque nemmeno se fosse stato Cesare in
persona. Tutte le scritture Sacre di adempiano. (non speculiamo
sugli ESSENI, e altre storie alla Dan Brown su Qumram, Vi prego)
Caro Gad, certo che credo che Gesù Critsto sia risolto. Vive e
regna alla destra del Padre e tornerà a giudicare i vivi e i morti.
Se tu non ci credi almeno limitati a non essere blasfemo e a
rispettare chi crede. Iniziando a non usare la televisione per una
tua rivalsa personale e a fare trasmissioni equilibrate per tutti.
Marco
1 aprile, 2008 alle 10:29 pm
x Drake,1202.Ho letto il tuo commento, ma siccome in quel momento
non potevo risponderti,poi….-.Quello che ho scritto a 1201,ci
credo fermamente,perchè lo dice Dio e non un uomo. Dio è
interessato a noi ,e vuole solo il nostro bene .Dio non richiede da
noi,che facciamo un pò di bene ,ma che facciamo il bene.Siccome noi
tutti non siamo in grado di farlo,e ,amotivo di ciò non potremmo
mai ricevere la salvezza; Gesù stesso è venuto per salvarci.Saremmo
degli sciocchi a rifiutare lunico modo per por essere salvati.Per
quanto riguarda l’iceberg,chiediamo a Dio protezzione e confidiamo
in lui.Lui si prenderà cura di coloro che confidano in Lui senza
fare discriminazione.Dio ti aiuti ad avere fede in Lui. ciao