La puntata pasquale dell’Infedele ha avuto un grande seguito di pubblico e ha suscitato discussioni appassionate, come dimostrano i commenti pubblicati sul blog.
L’ennesima conferma che l’approfondimento giornalistico televisivo non è obbligato all’alternativa politica-gossip-cronaca nera. Grazie a voi tutti!





8 marzo, 2010 alle 10:44 am
OT
Decisamente a sorpresa, gli svizzeri hanno bocciato a stragrande maggioranza, attraverso un referendum, l’istituzione della figura di difensori civici per gli animali maltrattati, ritenendo che la legge in vigore garantisca già sufficiente protezione per mucche, cani, gatti, pesci rossi e così via.
Il «no» ha vinto in tutti i Cantoni – con il 70,5%, contro il 29,5% dei «sì» – al termine di un’intensa campagna in un Paese dove gli animali sono in effetti tra i più protetti al mondo.
Il referendum per istituire in ogni Cantone un “avvocato” d’ufficio per le bestie era stato proposto dalla Società svizzera per la Protezione degli Animali: al momento, tale figura esiste solo nel Cantone di Zurigo, dal 1992.
Alla fine, gli svizzeri, che spendono l’equivalente di 460 milioni di euro l’anno per soddisfare la loro passione per gli animali, hanno seguito le raccomandazioni del loro governo e dei partiti di destra, che considerano «sufficiente» la legge in vigore dal 2008.
La legge sulla protezione degli animali, per esempio, vieta ai proprietari di pesci rossi di gettarli vivi nel gabinetto e prescrive che gli animali “sociali”, come i criceti o le cocorite, siano accompagnati da un partner.
1 maggio, 2008 alle 12:40 am
… e buonanotte a tutti.
1 maggio, 2008 alle 12:39 am
Buon compleanno ad Israele, complimenti a Gianfranco Fini per
l’elezione a Presidente della Camera dei Deputati, ed auguri a
Berlusconi per la formazione del governo. Silvio, per piacere, non
ci mettere Elio Vito alla giustizia, saranno solo problemi.
1 maggio, 2008 alle 12:36 am
Trovo tutte le puntate di Lerner molto approfondite e ben
costruite. Vorrei utilizzarle a scopo diattico; chi mi aiuta a
trovare il modo di scaricarle in qualche modo? ci tengo molto
grazie
24 aprile, 2008 alle 6:52 pm
Propio perchè si cerca di parlare d’altro,non si scopre la
verità.L’uomo, che è alla ricerca della felicità, ma, all’infuori
di Dio, ne avrà solo dei momenti .Anzi non si potranno godere
pienamente perchè ,le preocupazioni varie e le sofferenze sono
molto di più. Dio dice:(Il mio popolo infatti ha commesso due mali:
ha abbandonato me, la sorgente d’acqua viva, e si è scavato delle
cisterne screpolate che non tengono l’aqcua…..)Geremia 2:13.
Colui che crede in Dio, ha basato la sua felicità ,non sulle cose
che lo circondano(anche se sono importanti)ma sù Dio .Ecco perchè
questa felicità non può essere intaccata .Sicuramente ci saranno
momenti ,(come per tutti gli esseri viventi) di dolore,
preocupazione ecc…,ma sà che può contare sempre sul Suo Dio.Il
vero credente è la persona più sana di mente,perchè ama Dio ,e ama
il prossimo.Magari fossimo tutti “malati di mente”;non ci sarebbero
più problemi in questo mondo.Dio ci aiuti.
24 aprile, 2008 alle 5:36 pm
Parliamo d’altro? Se non fosse per gli U.S.A.ni! Il…..Dott.Steven
Reiss…..Professore di psicologia(?) e psichiatria(?) della
università dello Stato dell’Ohio,ha……scoperto(ma quanto sono
bravi,grandi gli……americani) e vuole far capire a quegli
imbecilli del resto del mondo i……16 rimedi per
essere…….felici!!!!!!!!!!! Io,sono del parere che,nella vita di
qualsiasi persona SANA DI MENTE,uno può essere felice di tanto in
tanto ed in particolari,brevissime circostanze;circostanze che
variano per ognuno di noi. Una persona incosciente,che non vive
nella realtà,che non è sana di mente,può anche vivere felice:come
capita al……..prof. U.S.A.no!
23 aprile, 2008 alle 12:31 am
Gesù è realmente risorto, e a testimoniarlo sono le tante vite
trasformate dalla Sua persona . Dopo duemila anni dalla Sua morte e
resurrezione, atraverso l’annuncio della BUONA NOVELLA ,ancora
tanti sono liberati ,dalle malattie ,depressione ,droga,alcol,
omosessualità e da tutto quello che a Dio dispiace .Gesù è stato ed
è lagnello perfetto di Dio, che solo poteva salvarci. Se oggi
vediamo decadenza in ogni settore della società ,a partire
dall’individuo ,alla famiglia , ecc …,è perchè la maggior parte
dell’umanità ,ha volutamente ignorare Dio , i suoi consigli ed
infine il Suo Figiolo .Ma la nostra mancanza di fede ,non può
cambiare la realtà ,e cioè : che Gesù è il Figlio di Dio ,dato in
sacrificio ,per il perdono dei peccati, di chiunque crede in Lui
.Gesù è venuto per darci la vita e la vita in abbondanza .Ma tanti
mi sembra ,che ,questa vita non la vogliano ,preferiscono
“sopravvivere”.E pensare che abbiamo a portata di mano ,la
soluzione a tutti i nostri bisogni .Qualcuno ha detto (ed è propio
così)che in noi tutti c’è un vuoto a forma di Dio, e finche non
sarà occupato da Lui ,non potremo avvremo pace .Non vi sembri
strano che Dio ci ami .Lui ci ha creati . Alla prossima .Dio vi
benedica.
15 aprile, 2008 alle 6:20 pm
Gesù, è storicamente dimostrato che è vissuto .In quanto alla
resurrezione ,non’è stato visto solo dagli apostoli ,ma anche da
molti altri testimonoi ; e questa è anche storia documentata .Il
problema è che ,come dice Gesù:l’uomo naturale, (non nato di
nuovo)(nel senso biblico) non può comprendere le cose dello Spirito
,perchè le si giudicano spiritualmente.Per credere in Dio ci vuole
fede. E la fede non’è qualcosa che o si ha o non si ha. La fede è
un dono di Dio ,che Lui dà e vorrebbe darla a tutti.Ma se gli Si
mette un muro d’avanti, Dio non lo forzerà mai(non perchè non possa
)ma perchè desidera una libera scelta .Il motivo per cui mi sono
accinta ha scrivere ,è perchè credo fermamente in Dio,e a quello
che Lui dice .Dio dice :chi crede nel figlio di Dio,e che Dio lo ha
risuscitato dai morti ha vita eterna,ma chi non crede ha fatto Dio
bugiardo,e quindi è già giudicato.Questo stesso Gesù ,morto
,risorto,ritornerà,per accogliere tutti coloro che hanno avuto fede
in Lui,nella sua gloria (paradiso)Il mio agurio sincero è che molti
possano essere spinti a ricercare Dio.Gesù ha detto che :il giorno
in cui tornerà ,sarà simile al giorno del diluvio,che si mangiava e
si beveva e di nulla si accorsero ,finchè…..(Matteo 24:38).Dopo
la morte non ci sarà nessun’altra possibilità per poter essere
perdonati,come alcuni falsamente insegnano.Gesù dice che :dopo la
morte c’è il giudizio(Ebrei.9:27)Dio vi benedica
11 aprile, 2008 alle 6:38 pm
Credo che Gesù è risorto. Egli è Dio – (sempre stato e sempre sarà)
– incarnatosi nel tempo – più o meno 2008 anni or sono, morto,
sepolto e per virtù propria – in quanto vero Dio- , risuscitato
dopo tre giorni di sepoltura. Dio, non è stato creato da nessuno,
altrimenti ci sarebbe un essere superiore a lui. Egli esiste da
SEMPRE.. è un mistero che certo noi non possiamo comprendere! Io ho
incontrato la Persona di Gesù, attraverso la lettura del Vangelo.
L’ho incontrato nella fede e so che è il Vivente ed è sempre con
me, nei vari periodi e stagioni della vita. Allargando il discorso,
Egli ha redento TUTTI gli uomini, di ogni razza, colore, etnia,
credo, nazionalità- Conosce ciascuno di noi nella profondità del
nostro io; conosce tutto di noi dal grembo di nostra madre fino
all’ultimo respiro; conosce le lotte interiori, le delusioni, le
sopraffazioni, le ingiustizie, le speranze e le tragedie della
nostra vita. Gli Apostoli stessi, dopo la sua Passione e morte,
avevano perso la fede. Quando è loro apparso in carne e ossa, non
riuscivano a crederci (eppure glielo aveva profetizzato durante i
tre anni di vita pubblica) e per convincerli non ha esitato a
mettersi a tavola e mangiare con loro. Hanno toccato il suo corpo,
per quaranta giorni e quaranta notti li ha ancora ammaestrati, ha
cotto per loro il pesce sul lago di Tiberiade, si è mostrato a più
di cinquecento persone riunite…ecc. Insomma gli Apostoli hanno
testimoniato con la loro vita e la loro morte da martiri, di avere
incontrato Gesù vivo e vero con il suo corpo, glorioso, non più
soggetto al tempo e a luogo, ma un vero corpo fatto di carne e
ossa. Dopo la morte di Gesù avevano perso la fede, e si
nascondevano sbarrando porte e finestre, pieni di paura di fare la
stessa fine del Maestro, e poi dopo tre giorni…escono fuori ad
annunciare che Gesù è risorto sfidando le ire dei sommi sacerdoti
che avrebbero potuto ucciderli?! – La risposta è una sola e certa:
hanno testimoniato semplicemente un fatto inaudito, ma vero: L’Uomo
di Nazareth, è veramente quello che ha detto di essere: il Figlio
di Dio, la seconda Persona della Trinità.
9 aprile, 2008 alle 11:23 pm
Scrivi qui il tuo commento sei un ottimo giornalista,ma preferirei
che non facessi da spalla a nessun personaggio politico per una
maggiore obbiettività grazie.
6 aprile, 2008 alle 9:52 pm
X.Cinzia S.-Ero all’oscuro di tutti gli insulti e le offese che ti
hanno fatto.Mi dispiace tantissimo.Comunque Cinzia continua a non
scoraggiarti.Purtroppo in questo mondo c’è di titto .Se non si
cambia dentro, difficilmente si può essere gentili e rispettosi. La
verità è che noi tutti siamo incostanti nell’amore.L’apostolo Paolo
dice:>Romani 7:18-25.Io ,con l’aiuto che mi viene da Dio ,voglio
continuare ha dare il meglio di me ,altrimenti non ce la
farei.Cinzia ,sappi ,che per Dio sei preziosa e unica.Dio ti
benedica
4 aprile, 2008 alle 10:33 pm
X.D.A.A.&.D.S.E—Comunque….grazie.Buona notte
4 aprile, 2008 alle 6:36 pm
X Ugo. 141.Ho letto il tuo commento ,non sò se hai scritto altro.
Mi ha toccato quello che hai detto:….che sei unu mascalzone,ma,
alla ricerca di Dio.Il fatto che tu sia alla ricerca di Dio può
fare la differenza.Voglio dirti,per incoraggiarti,che,prima che tu
incominciassi a pensare a Dio,Lui già era alla tua ricerca.Dio ha
tanto amato il mondo (il mondo è fatto di individui)(Dio ha tanto
amato Ugo) che ha dato il Suo unigenito Figlio ,affinchè chiunque
crede in Lui ,non perisca ma abbia vita eterna.Dio ti benedica
2 aprile, 2008 alle 7:31 pm
Lerner, non ti scordare la frusta prima di entrare nell’arena. E
nessuno cominci a darmi del maschilista od altro, è solo una
battutaccia!
2 aprile, 2008 alle 7:25 pm
messaggio di prova
1 aprile, 2008 alle 6:59 pm
Ah avevo letto per Uganda. Strano, basta scrivere o fare copia e
incolla in genere.
1 aprile, 2008 alle 6:53 pm
Scrivi qui il tuo commento x chiunque mi vorrebbe dare una
spiegazione .Non riesco a trasferire un commento per intero.sono
sicura di non spingere tasti sbagliati. grazie
1 aprile, 2008 alle 6:47 pm
Scrivi qui il tuo commento. sempre x U.G.*
1 aprile, 2008 alle 6:28 pm
Scrivi qui il tuo commento x U.G.3. Lo ha fatto ancora.scusa
1 aprile, 2008 alle 6:24 pm
Scrivi qui il tuo commento x U .G,3 non sò cosa ha il mio
compiuter,mi salta lo scritto.Riporto quello che manca alla parte
centrale…… ma Dio esiste dall’eternità.Dio dice:.
1 aprile, 2008 alle 6:04 pm
Scrivi qui il tuo commento x Unberto gatti,3.Più che offendere Gad
, tu offendi Dio,ritenendo che parlare di questi argomenti è cosa
sterile.Non conosco Rudolf S.,ma,come tu ai detto:.Dio esiste
dall’eternità.Riferendoci poi al termine bambini,Dio dice
che:.Ancora, Gesù dice:.Scusa la mia voga, ma dopo aver letto il
tuo commento non potevo non intervenire.Che tu possa conoscere Dio,
e renderti conto quanto è meraviglioso.Dio ti benedica
31 marzo, 2008 alle 2:08 pm
Scrivi qui il tuo commento per Dulcamara 1.Se imparassimo a correggerci con un pò d ‘amore ,quanto sarebbe più eficace!Così facendo ,le persone meno istruite ,ad esempio come me,non parlerebbero più;[non'è il caso di Gad,ovviamente].Il mio cuore è addolorato,nel costatare come sei attento a non offendere la grammatica ,e non preocuparti affatto di offendere DIO.Eppure è LUI che ti dà il respiro;solo che tu lo utilizzi male.Anche se sono stata dura,ho tanta compassione per tè.DIO ti benedica
26 marzo, 2008 alle 11:12 pm
PROGETTO “UN VIVERE MIGLIORE”
Un Mondo e un modo migliore per Vivere è possibile se insieme, tutti noi come società civile, promuovendo liberamente il progetto, e lo Stato come “patrocinatore” che rimborsa la quota mensile d’ogni partecipante, incominciamo a realizzare un’ economia solidale sussidiaria all’esistente.
Un’ opportunità economica disponibile per chiunque, come un conveniente ausilio temporaneo, o uno vantaggioso però differito; ma soprattutto come la possibilità di crearsi un introito aggiunto o di crearsi una vera alternativa all’attuale modo di ottenere un reddito.
Per migliorare il tenore e la qualità di vita questa economia si baserà su un diverso modo di fare circolare il denaro tra i partecipanti e si svilupperà liberamente con un “passaparola incentivato da un dono sociale”. Soprattutto, però, sarà una attività sociale basata su relazioni più umane, su un impegno civico solidale e su una crescita culturale – spirituale. Che si baserà, cioè, su una diversa visione della vita.
Partendo dall’esperienza del microcredito della Grameen BanK fondata dal premio Nobel Muhammad Yanus oggi è possibile immaginare e fare in modo che il credito rientri fra i diritti umani primari; ma l’idea è che si possa fare molto di più. Con un modo nuovo di fare circolare il denaro, attraverso una Rete di soccorso e assistenza solidale, non solo economica, si potrebbe offrire a chiunque un ausilio economico temporaneo ma anche l’opportunità di partecipare a promuovere l’adesione alla stessa Rete Solidale e a un ausilio economico e di ricevere in cambio, per il proprio merito, un dono sociale. E che questo, e/o la partecipazione ad una delle azioni civiche solidali previste, a poco a poco si potrebbe trasformare in “un nuovo modo di lavorare e di crearsi un reddito”.
Cerchiamo persone e un partito innovatore disposti ad aiutarci a portare in parlamento la proposta di una legge popolare che permetta allo Stato di patrocinare la nascita di un nuovo Welfare o Stato sociale, in aggiunta all’esistente.
Uno Stato sociale, indiretto, che si creerebbe dal basso direttamente tra la gente, liberamente, realizzando questo progetto e, appunto, col sostegno economico dello Stato che rimborserebbe, per un determinato periodo di tempo, la quota mensile ad ogni partecipante.
Leggendo sino alla fine la presentazione del progetto e poi i documenti relativi ai dettagli tecnici operativi si potrà capire bene perché realizzare questo progetto sarebbe davvero vantaggioso, la possibilità di un cambiamento utile per tutti.
Oggi infatti tra i principali problemi nell’agenda di una buona parte degli italiani c’è prima di tutto la sindrome della quarta settimana: la gente non ce la fa più a tirare avanti sino alla fine del mese. Subito dopo la questione del lavoro: il precariato perenne a cui sono sottoposte, non solo ma soprattutto, le giovani generazioni. E infine la difficoltà di ricollocarsi per chi ha superato i 40 anni, anche per la mancanza di un sistema formativo adatto a rivitalizzare le persone espulse dal processo produttivo.
Tutti siamo più o meno coinvolti o siamo consapevoli dei problemi esposti, ma vediamo cosa e come si potrebbe fare per cambiare e migliorare le cose?
MANIFESTO IN SEI PUNTI SUL COME PARTECIPARE A REALIZZARE UN’UTOPIA SOCIALE COMUNITARIA PERMETTEREBBE SIA LA NASCITA D’UN NUOVO WELFARE ORRIZZONTALE, SIA UN PERCORSO DI LIBERTA’ INDIVIDUALE !
Punto 1) È TEMPO DI RISVEGLIARE LE COSCIENZE E COSTRUIRE NUOVI SISTEMI DI VITA!
Con questa comune Visione: “Un nuovo agire civico, coerente con i valori di libertà, giustizia e solidarietà, e una crescita culturale e spirituale, darà sempre più senso e valore alla propria esistenza. Chiunque potrà essere aiutato e potrà aiutare altri a uscire dalle proprie difficoltà e da questo sottosviluppo umano, potrà diventare responsabile e libero di crescere e di migliorare se stesso e il Mondo. Così, cooperando insieme a molti altri soci – amici, ognuno potrà scoprire un Vivere migliore e poi diffonderlo come ideale comunitario e un obiettivo personale”.
In una sana società si potrebbero produrre, allocare e consumare beni e servizi in modo tale da promuovere valori etici in cui ognuno possa riconoscersi con fiducia ed essere stimolato a comportamenti collaborativi e solidali che abbiano lo scopo di realizzare la coesione a un bene comune. E si dovrebbe tenere conto che una reale possibilità di crescita culturale e spirituale è necessaria al bene comune: serve a non inaridire e imbarbarire l’individuo. Nella vita della gente, però, oggi contano ormai quasi solo guadagnare, comprare e accumulare cose e denaro. Questi, assieme a un posto di lavoro e reddito sicuri (sempre più difficili da ottenere), sono infatti molto spesso gli unici valori di riferimento.
Il risultato è un miscuglio di malsano egoismo e, in moltissimi casi, d’indifferenza e diffidenza verso “gli altri”. Se però riflettiamo, è facile capire che il prossimo o l’altro siamo noi stessi: è infatti dimostrato che nel caso di un incidente, disgrazia o calamità, ovvero nel caso di necessità, ognuno diventa “l’altro”, per qualcuno, in qualsiasi momento.
È tempo di ritrovare veri valori per il progresso e la civiltà: la cultura e l’arte per ritrovare il senso del Bello; una conoscenza scientifica di base per affrontare positivamente il lavoro e i continui cambiamenti tecnologici; una cultura umanistica – spirituale per ri- scoprire il senso di Giustizia e la Solidarietà.
Insieme possiamo partecipare a creare una Rete sociale solidale, non solo economica, in crescita incentivata e regolamentata, nella quale ognuno potrà scegliere il come realizzare un proprio Vivere migliore.
Un Vivere migliore che potrà incominciare da una nuova opportunità di lavoro e reddito e poi continuare, appunto, con una crescita culturale umanistica – spirituale e la propria trasformazione in un autentico essere umano: un degno membro della società.
Chiunque potrà migliorare la vita se aiuterà anche gli altri a migliorarla: usando il cuore si potrà imparare a coniugare l’utilità all’Amore, all’umana comprensione e attenzione verso l’altro.
Punto 2) INSIEME POSSIAMO PARTECIPARE A REALIZZARE UNA RINASCITA SOCIALE, CULTURALE E SPIRITUALE.
Assistiamo ormai a una politica praticamente inerte alla crescente spaccatura fra ricchi e poveri. Ma nella vita sociale si stanno consolidando due tendenze in contrapposizione: chi considera la ricchezza arbitro assoluto dell’esistenza e criterio col quale valutare il prossimo; e chi, invece, ritiene necessario assoggettare l’agire umano e il comportamento a valori etici superiori.
A questo proposito, tutte le Religioni del mondo insegnano fondamentali principi di umanità, come esempio ne citiamo due: "Ama il prossimo tuo, come te stesso" e "Chi mangia a sazietà, mentre il suo vicino è senza cibo, non è un credente".
Anche prima di ottenere una legge a sostegno dei partecipanti, le risorse per realizzare il progetto si potrebbero comunque creare semplicemente: 1) unendo, con fiducia e determinazione, conoscenze, doti, intelletto, esperienze e la volontà e capacità dei partecipanti si può creare uno straordinario Capitale Umano. 2) Dopo il raggiungimento di una massa critica, o adeguato numero di adesioni, in modo virtuale, i partecipanti si trasformano anche in un Capitale Economico, Comunitario. 3) Con una modesta quota mensile, ognuno partecipa a creare e a beneficiare di un inarrestabile Flusso Virtuoso, non solo economico, che circolerebbe direttamente tra i soci.
Concretamente potrebbero circolare un crescente conveniente ausilio temporaneo, un vantaggioso ausilio differito, un ausilio elargito per solidarietà, o come dono sociale per il merito; ma circolerebbero anche l’aiuto reciproco un nuovo agire civico solidale, una maggiore conoscenza e più coscienza.
Dopo il raggiungimento di un adeguato numero di aderenti al circuito economico solidale, chiunque potrebbe trasformare un temporaneo ausilio economico, da rimettere poi ad altri partecipanti con una quota mensile, nell’opportunità di essere premiato per aiutare “gli altri” con il “passaparola” e/o con un’azione civica solidale.
Ma non ci sarebbe solo la possibilità di guadagno, partecipare alla Rete di soccorso e assistenza solidale, che avrebbe lo scopo di riconoscimento del merito sociale e di una crescita umanistica – spirituale, potrebbe permettere a chiunque di realizzarsi.
Questo progetto non è un sogno o un’astratta utopia. È una reale possibilità di diffondere direttamente tra i cittadini una cultura umanistica – spirituale e di formare una nuova classe di riferimento: i “Coordinatori” del Circuito. Uomini e donne, come esempio, sempre disponibili con un sorriso a donare un sostegno morale e un concreto aiuto solidale a chi ne ha bisogno. Si potrà partecipare e divenire “Coordinatore”, incominciando il percorso che porta alla qualifica, semplicemente usando il “passaparola”, offrendo cioè l’opportunità ad amici o conoscenti e aiutandoli a fare altrettanto con altre persone, che potrebbero poi fare la stessa cosa con altre persone ancora, e così via. Ciò porterebbe a una reale crescita esponenziale, che sarebbe però regolamentata.
Anche se, come ha affermato l’emerito economista Galbraith, niente può ispirare opere di utilità sociale più della prospettiva di una ricompensa in denaro. Perché è infatti principalmente il denaro che muove la gente e le cose. Per tutto ciò che con il denaro ci si può procurare o si può fare, e non solo per se stessi. Tuttavia, chiunque potrebbe aderire al progetto per il beneficio o vantaggio economico connesso alla propria partecipazione ma anche, e a volte soprattutto, per la possibilità di una crescita culturale e per la gioia che si potrebbe “sentire” aiutando persone in difficoltà a migliorare la loro vita.
Molti sono gli autori che con le loro “Visioni” hanno ispirato il progetto. Ma è la nostra Costituzione, madre di tutte le leggi, dei diritti e doveri dei cittadini italiani, in particolare con gli articoli 2, 4, 18 e 45, a indicarci la via maestra. Questi articoli stabiliscono infatti che ogni cittadino ha il diritto e il dovere, secondo le proprie possibilità e scelte, di svolgere un lavoro, attività o funzione che gli permetta di vivere dignitosamente e di concorrere al progresso materiale e/o spirituale della società. E stabiliscono che i cittadini possono associarsi liberamente, purché con scopi non contrari alle leggi, riconoscendo una funzione sociale alla cooperazione con carattere di mutualità.
Punto 3) CON UN NUOVO AGIRE, TUTTO PUO’ DAVVERO CAMBIARE!
Come afferma Manuel Castells, nella presentazione della sua trilogia "L’Età dell’informazione", possiamo sprigionare una capacità produttiva senza precedenti grazie al potere della mente. “Penso, ergo produco”. Secondo l’emerito sociologo, usando questo modo nuovo per produrre ricchezza troveremo finalmente il tempo per sperimentare con la spiritualità l’opportunità di riconciliarci con la natura, senza sacrificare il benessere materiale dei nostri figli.
Egli afferma che il sogno dell’Illuminismo, secondo cui la ragione e la scienza avrebbero risolto i problemi del genere umano, è a portata di mano. Ma che però c’è un abisso tra l’enorme aumento degli elementi che compongono oggi “l’albero della tecnologia e dell’informazione” e il nostro sottosviluppo sociale. L’economia, la società e la cultura sono fondate su interessi, valori, istituzioni e sistemi di rappresentanza che in gran parte limitano la creatività collettiva; (e semplificando) si appropriano dei frutti dell’albero della tecnologia e dell’informazione e deviano le nostre energie verso lo scontro autodistruttivo. Come si fa a non condividere questo suo pensiero!
E come non essere d’accordo con lui, quando afferma che questo stato di cose non deve più esserci, che non esiste un eterno male dentro la natura umana. Che non c’è nulla che non può essere cambiato da una consapevole azione sociale, che abbia scopo e legittimità: “se la gente è informata e attiva e può comunicare da una parte all’altra del mondo; se l’impresa si assume le sue responsabilità sociali; se i media diventano i messaggeri piuttosto che il messaggio; se gli attori politici reagiscono al cinismo e ripristinano la fiducia nella democrazia; se la cultura viene ricostruita a partire dall’esperienza; se l’umanità avverte la solidarietà della specie in tutto il mondo; se tutti incominciamo a diffondere la solidarietà tra le generazioni e a vivere in armonia con la natura; se ognuno si avventura nell’esplorazione del proprio Io profondo, avendo fatto pace con tutti gli esseri umani del mondo. E come si fa a non essere ancora d’accordo sul fatto che se ciò si verificherà finché c’è ancora tempo, grazie a decisioni informate, consapevoli e condivise, si riuscirà finalmente a vivere e a lasciar vivere, ad amare ed essere amati.
È tempo di riaccendere la fiducia e la speranza con questo nuovo teorema: “la partecipazione e un agire solidale possono trasformare in opportunità l’insoddisfazione, la solitudine, la paura e la disperazione, anche economica, sia la propria, che quella d’altri”.
Per usufruire di questa opportunità, ognuno potrebbe iniziare preoccupandosi e occupandosi anche degli altri, per amore del prossimo o umana solidarietà, ma pure perché così facendo chiunque sarebbe concretamente gratificato.
Possiamo incominciare a creare un "Capitale umano" fatto di conoscenze, esperienze, ingegno e impegno creativi collettivi e il lavoro e un agire solidale individuale. Poi, raggiunta la massa critica o numero adeguato di adesioni, come spiegato, partecipando con una modesta quota mensile, ognuno farebbe diventare questo Capitale sociale anche un inarrestabile flusso economico, Comunitario, che circolerebbe in vari modi a vantaggio di tutti.
Questa sarà la sua forza: fiducia, dono, reciprocità, responsabilità; ognuno donerà una quota, otterrà un aiuto e lo rimetterà ad altri partecipanti; oppure, per un certo tempo, si potrà prima aiutare altri soci e ricevere poi più di quanto anticipato. L’originalità di questa esperienza partecipativa consisterà nel non essere più ridotti né a semplici lavoratori, né a solo consumatori: ognuno sarà un socio – amico d’ogni altro partecipante.
Chiunque potrà infatti usare il
Capitale Economico Comunitario, secondo le proprie necessità o convenienza, ma nei modi previsti. Nascerà così una economia, di soccorso solidale e dono sociale, sussidiaria all’esistente.
Un’ economia partecipata che creerà un nuovo sistema di credito e debito multilaterale: un rapporto, cioè, non più tra me e te, ma tra me e tutti i membri del Circuito Solidale in cui ognuno sarà sia debitore, che creditore.
Punto 4) CON UN’ECONOMIA SOLIDALE PARTECIPATA, TUTTO E’ POSSIBILE!
Jeremy Rifkin è un autore di saggi di successo sui problemi contemporanei. Già nel lontano ‘95 ha scritto "La fine del lavoro". Un evento che potrebbe sembrare impossibile, egli spiega nel saggio, visto che sino dagli albori della storia l’umanità si è sempre organizzata attorno al concetto di lavoro ed esso ha sempre fatto parte della vita quotidiana della gente. È però noto che nei paesi sviluppati dell’Occidente da tempo si stanno esaurendo molte produzioni con poca tecnologia e innovazione, e pure il lavoro a tempo indeterminato garantito e sindacalizzato, anche se qualificato. Rifkin afferma, che se il talento, le energie e le risorse di molti milioni di uomini e donne, dei Paesi sviluppati, non saranno indirizzati verso fini costruttivi, il consorzio umano Occidentale sarà presto destinato a disintegrarsi in una crescente povertà e criminalità dalla quale non sarà facile fare ritorno (Napoli lo conferma!). Che, per questo, trovare una alternativa all’attuale posto di lavoro nell’economia di mercato è una questione determinante, sulla quale si devono confrontare molte nazioni del mondo. E che, nel prepararsi all’era post – mercato, è necessario dedicare la massima attenzione alla costruzione di un terzo settore o economia solidale e al rinnovamento della vita sociale a livello locale.
Nella sostanza, questa è la sua conclusione: diversamente dall’economia di mercato, che si fonda esclusivamente sulla produttività ed è perciò indifferente alla sostituzione degli uomini con macchine, l’economia sociale solidale si fonda su relazioni umane, senso di intimità e comunione, legami fraterni e spirito di servizio: qualità queste, che non sono riproducibili né sostituibili da una macchina. Stabilire e garantire un "salario ombra" per il tempo dedicato al volontariato o un "salario sociale" ai poveri, in cambio della loro partecipazione individuale ad attività di utilità collettiva, sono alcuni passi che si possono e devono compiere subito per aumentare il potenziale e l’efficacia del terzo settore nei prossimi anni. Il traguardo della società -senza lavoro- è ormai vicino, in vista, afferma ancora Rifkin, esso potrà però rappresentare un porto sicuro o un terribile abisso, dipenderà da come le società occidentali si saranno preparate all’era post mercato alla quale la terza rivoluzione industriale prelude: “La fine del lavoro potrà pronunciare la sentenza di morte della nostra civiltà o dare l’avvio a una grande trasformazione sociale: la rinascita dello spirito umano. Il futuro è nelle nostre mani!”
Questo progetto potrebbe permettere a chiunque, un po’ alla volta, di uscire dal lavoro inteso come schiavitù o dipendenza per appena sopravvivere e di conquistarsi la libertà.
È un paradigma da tempo noto: secondo il sociologo – economista Vilfredo Pareto ognuno può migliorare il proprio benessere solo e sempre a danno di qualcuno (molte volte in modo lecito, altre volte in maniera moralmente discutibile, illecita o, peggio ancora, criminosa).
All’interno della Rete solidale si potrà sostituirlo con un nuovo modello sociale: chiunque migliorerà la propria vita, se aiuterà anche il prossimo a migliorarla.
Come è già stato spiegato, partecipando con una modesta quota mensile ognuno diventerà socio – amico d’ogni altro partecipante e contribuirà a creare risorse e valore aggiunto.
Nessuno raccoglierà però il denaro: esso circolerà direttamente tra i partecipanti.
Un crescente ausilio, in modo condizionato e frazionato, passerà da più soci a chi ne ha diritto. A chi cioè si è impegnato sul suo onore a rimettere l’ausilio ad altri soci con la quota mensile, ad aggiungere con alcune quote, un decimo in più di quanto ricevuto, come dono sociale per riconoscenza dell’aiuto ricevuto, e rispetterà poi l’impegno assunto. Un valore aggiunto che in vari modi sarà ridistribuito a beneficio di tutti i partecipanti. Infatti, con pari opportunità, chiunque potrà anche partecipare alla distribuzione della ricchezza comunitaria creata, secondo la partecipazione scelta e il proprio merito sociale.
Così,chiunque potrà ottenere un conveniente ausilio economico temporaneo; ottenerne uno vantaggioso, ma differito; essere gratificato con l’elargizione di un ausilio per il proprio merito sociale, e aumentare il proprio reddito e/o crearsi gradualmente un’alternativa all’attuale modo di ottenerlo. Ed inoltre, con l’aiuto di un gruppo di altri partecipanti, si potrà anche far ottenere un ausilio elargito per solidarietà a chi ne ha i requisiti.
Da tempo c’è la consapevolezza che in questa società domina l’idea è il motto “mors tua vitae mea” e che questa idea giustifica e permette la enorme disuguaglianza tra i pochi ricchi che hanno tantissimo, anche più di quanto gli necessita, e i moltissimi che vivono appena sopra la soglia di povertà, e in moltissimi casi pure sotto questa soglia.
Perciò, se prendiamo coscienza che nessuna forza politica, di governo o d’opposizione che sia, è riuscita a proporre nuove opportunità per rimediare a questo sistema sociale che ormai crea sempre più disuguaglianza, precarietà ed emarginazione, ognuno potrà trovare una valida motivazione per partecipare e sostenere la realizzazione di questo progetto.
La società civile potrebbe dare una risposta importante, fondamentale, strategica: potrebbe re- inventare se stessa e incominciare a realizzare una rinascita sociale, morale, culturale e spirituale.
E potrebbe farlo partendo da un cambiamento sociale che permetterebbe a chiunque d’inserirsi, come attore attivo e responsabile, in un’attività volontaria basata su un nuovo agire civico solidale che permetterebbe ad ognuno di divenire un degno membro di una società solidale.
Punto 5) CON UNA MAGGIORE CONOSCENZA E PIU’ COSCIENZA, E L’AIUTO RECIPROCO SOLIDALE, È POSSIBILE MIGLIORARE LA PROPRIA VITA E QUELLA D’ALTRI!
La storia dell’umanità c’insegna che la conoscenza ha sempre conferito potenza a chi la possiede. Ora è possibile che una conoscenza utile per migliorare la qualità di vita sia facilmente disponibile per tutti e comprensibile ai più; si potrebbe incominciare da una cultura umanistica spirituale, che sia semplice da capire e fare propria.
E con un’informazione e una formazione mirate a migliorare il benessere fisico, mentale psicologico e spirituale, e acquisendo poi una dialettica critica costruttiva e una maggiore conoscenza e responsabilità ognuno potrebbe elevare la propria coscienza e capire il giusto ruolo nella vita e nella società: "un Vivere migliore".
In un rapporto U.N.E.S.C.O. (org. O. N. U. per l’educazione, la scienza e la cultura), si pongono due importanti aspetti didattici educativi all’attenzione degli Stati aderenti e se ne raccomanda la loro diffusione:
“Il primo aspetto è che l’istruzione deve essere generale e coprire quattro discipline: imparare come s’impara; imparare come si fa; imparare come si deve essere; imparare a convivere. Il secondo aspetto è che lo studio deve trasformarsi in un impegno per tutta la vita”.
Così, chiunque, già impegnandosi e imparando a fare propri i due aspetti educativi e le quattro discipline raccomandati dall’ U.N.E.S.C.O. parteciperà a edificare un proprio Vivere migliore e una migliore società. Potrà però anche imparare e promuovere le quattro discipline e, per il proprio merito, partecipare all’ambita selezione dei "Coordinatori del Circuito".
Questi leader dopo la loro formazione avranno la capacità e si assumeranno il compito di espandere e organizzare un’azione capillare di soccorso, assistenza solidale e di riconoscimento del merito sociale tra i partecipanti. Ma promuoveranno anche, appunto, la diffusione di informazioni pubblicazioni e una formazione mirate a migliorare la qualità di vita dei partecipanti: aiuteranno ognuno a sviluppare la propria Rete solidale e porranno sempre l’attenzione affinché sia riconosciuto e gratificato il merito di chi partecipa attivamente e collabora in modo onesto e solidale. Attraverso il Coordinatore, sarà così più premiato chi prima acquisirà più coscienza e aiuterà “gli altri”: persone svantaggiate a migliorare la vita e chiunque a migliorarsi e realizzarsi.
E a questo scopo, aderendo come soci Sostenitore “Onorario”, si potrà essere premiati per collaborare con un Coordinatore a realizzare il progetto. Si potrebbero così diffondere attività tese a soddisfare vecchie e nuove necessità: imparare a esprimere le proprie potenzialità; acquisire una coscienza comunitaria ed ecologica; imparare come migliorare l’alimentazione e il proprio benessere fisico, mentale psicologico e spirituale.
Il socio “Onorario”, istruttore o formatore indipendente, potrebbe però anche promuovere la conoscenza delle forme del bello nella natura e nell’arte anche attraverso un turismo etico culturale; promuovere una didattica semplice per aiutare a imparare la matematica, comunicare bene nella propria madre lingua, in inglese e / o un’altra lingua, e per imparare a cosa serve e come usare il computer e la rete Internet. Ma si potrebbero inoltre promuovere anche attività ludiche e d’intrattenimento per fare divertire e unire la gente.
Sì, si potrebbero promuovere e imparare tutte queste cose e altre ancora, che chiunque come socio Onorario e con l’approvazione del suo “Coordinatore” potrebbe proporre per accrescere o elevare la conoscenza e la gioia di vivere a tutti i partecipanti.
Un Vivere migliore, ognuno potrebbe però incominciare a realizzarlo individualmente già con una presa di coscienza e scelta etica, sostituendo cioè l’attuale principio egoistico “mors tua vitae mea” con questo doppio impegno personale: “Tratterò gli altri, come vorrei essere sempre trattato; e non farò perciò mai ad altri ciò che non vorrei mai fosse fatto a me”.
Si potrebbe così più facilmente imparare a superare l’indifferenza, la diffidenza e i pregiudizi verso l’altro e a sostituire o almeno migliorare le abitudini e gli atteggiamenti socialmente dannosi.
E nel nuovo contesto si potrebbero promuovere la cooperazione e la responsabilità, un’educazione civica comunitaria e una cultura solidale – spirituale: “La via per la felicità porta a un cambiamento di cultura e civiltà; da passivi consumatori di cose, ad attivi coltivatori di conoscenza, valori, ideali e di nuove relazioni umane”.
Punto 6) UNA REALE EVOLUZIONE, COME CONCLUSIONE …
Che la società umana, nel suo complesso, vive un momento di sfiducia, incertezza e difficoltà, ne siamo tutti più o meno consapevoli. Ma ecco cosa si potrebbe fare per cambiare e migliorare le cose! La più grande concreta azione che ognuno potrebbe fare subito, è alimentare e sviluppare in sé una comprensione autentica della situazione in cui ci troviamo, e su tale comprensione costruire convinzione, determinazione e capacità di persuasione della necessità di un cambiamento.
Si potrebbero così diffondere l’idea di consumo critico e una vocazione alla sobrietà, e ridurre sprechi e produrre meno rifiuti e inquinamento. E si potrebbe promuovere un’etica e un’azione civica solidale, una crescita individuale e un percorso atto a ri- scoprire la propria umanità e spiritualità: “un Vivere migliore”.
Quanto sin qui esposto potrebbe rappresentare la premessa per un nuovo modo d’essere in relazione e armonia "gli uni con gli altri", in un Circuito Virtuoso di uomini e donne per una civiltà democratica, solidale e spirituale.
Una reale evoluzione sociale che inizierà da questa comune Visione e missione: “Un nuovo agire civico solidale, coerente con i valori di libertà, giustizia e solidarietà, e una crescita culturale – spirituale, potrà dare sempre più senso e valore all’esistenza. Chiunque potrà essere aiutato e potrà aiutare altri a uscire dalle proprie difficoltà e da questo sottosviluppo umano, potrà diventare responsabile e libero di crescere e di migliorare se stesso e il Mondo. E, cooperando insieme a molti altri soci – amici, ognuno potrà scoprire un Vivere migliore e poi diffonderlo come nuovo ideale comunitario e un obiettivo personale”.
Riassumendo: Chiunque potrà partecipare e ottenere un conveniente ausilio economico temporaneo; ottenerne uno vantaggioso, ma differito; essere gratificato con l’elargizione di un ausilio per il proprio merito sociale, e aumentare così il proprio reddito e crearsi gradualmente un’alternativa all’attuale modo di ottenerlo. Ed inoltre, con l’aiuto di un gruppo di altri partecipanti, si potrà far ottenere un ausilio elargito per solidarietà, a chiunque avrà i requisiti necessari per ottenerlo.
Di più; il sistema incentivante permetterà facilmente di trasformare l’ausilio ottenuto in un premio anticipato, ovvero di ricevere ogni mese una donazione per il proprio merito sociale anche superiore alla quota da versare. E ciò semplicemente aiutando “il prossimo” ovvero qualsiasi cittadino a partecipare al progetto e a un ausilio e/o con una azione civica solidale di soccorso e assistenza.
Il sistema incentivante permetterà così ai soci Sostenitore e Beneficiario d’essere entrambi premiati, pure se in misura e modi diversi, per diffondere la proposta e aiutare “gli altri” non solo a partecipare e ottenere un ausilio economico ma anche a promuovere l’agire civico solidale, la conoscenza e la coscienza sulla possibilità di una migliore qualità di Vita.
E, come già spiegato, chiunque con l’approvazione del Coordinatore e in qualità di socio Onorario, potrebbe offrire le sue potenzialità: doti, qualità, conoscenze, capacità ed esperienze e così promuovere un Vivere migliore. Nascerebbero varie attività formative professionali, culturali, artistiche e spirituali, e l’impegno sarebbe gratificato come merito sociale.
Concretamente e semplicemente, ognuno potrebbe incominciare a usare il “passaparola” e offrire a chiunque l’opportunità di partecipare al progetto e ottenere un ausilio economico. Ogni nuova adesione permetterebbe al suo presentatore di ricevere l’accredito di un punteggio, che si trasformerebbe poi in un premio in denaro, secondo l’ausilio scelto dal nuovo partecipante ovvero secondo la sua quota mensile di partecipazione. E in alternativa o aggiunto, un punteggio si potrebbe però ottenere anche dalla propria partecipazione ad un’azione civica solidale.
Si potrà imparare, un po’ alla volta, come fare per partecipare al progetto attivamente, partecipando ad incontri di crescita personale in una famiglia ideale. Gruppi di poche persone (4 / 6) impareranno a stare bene insieme; si scambieranno conoscenze ed esperienze e, cooperando, diventeranno veri soci – amici. Ognuno potrà iniziare il proprio percorso formativo alternando gli incontri nella casa d’ogni appartenente al gruppo o in qualsiasi altro ambiente favorevole (cooperative o associazioni). O, al caso, anche con conferenze o forum attraverso skype, paltalk o quant’altro in internet.
Per sostenere questo progetto, attraverso le amministrazioni Regionali, Provinciali o Comunali, su proposta popolare, il parlamento potrebbe approvare una legge per tutelare e sostenere chi aderirà all’iniziativa come una nuova forma indiretta e sussidiaria di Stato sociale o cosiddetto Welfare orizzontale: uno Stato sociale sussidiario che si realizzerebbe direttamente tra la gente.
Il perché approvare la legge a sostegno dei partecipanti al progetto è semplice: ogni partecipante, anche solo aderendo a un vantaggioso ausilio economico, contribuirebbe a creare “un premio di merito” a favore di chi partecipasse anche all’impegno civico solidale. A favore, cioè, di chi partecipasse, secondo le sue possibilità e attitudini, a promuovere l’iniziativa e/o una delle seguenti attività sociali e culturali: di soccorso e assistenza solidale a tutte le persone che vivono disagiate o con difficoltà; per diffondere uno stare bene fisico, mentale e spirituale; e per la formazione di una coscienza critica e una crescita culturale umanistica – spirituale.
La legge permetterebbe di sostenere i partecipanti in due modi semplici: erogando un contributo mensile pari alla quota massima di partecipazione, ovvero a totale copertura dell’apporto economico, a chi è senza lavoro o è considerato sotto la soglia di povertà dai parametri ISTAT. Oppure concedendo un credito d’imposta a parziale o totale copertura economica, secondo cioè l’ausilio scelto, a chi partecipa e ha già un lavoro e un reddito sopra la soglia di povertà. Il credito potrebbe poi essere recuperato detraendolo dal versamento delle imposte dovute, o in altro modo.
Zygmunt Bauman afferma: … I sociologi hanno sempre affermato, quasi sempre a dispetto della realtà, che questo mondo è “fatto dall’uomo” e che dunque può, in teoria, rifatto dall’ uomo. In nessun altro momento della storia moderna tale proposizione appare vera quanto oggi, in un epoca in cui i solidi liquefatti sono riluttanti a ricomporsi e pietrificarsi, offrendo, grazie alla perpetua fluidità di forme, un pressante invito all’ingegno e alla determinazione dell’ uomo.
“PROGETTO UN VIVERE MIGLIORE: UN MONDO E UN MODO MIGLIORE PER VIVERE È POSSIBILE!”
Si potrebbe incominciare interpretando, più realisticamente, il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che viverrebbe così un impegno ideale fondamentale:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi possono dotarsi di ragione e coscienza e perciò, partecipando a questo progetto, d’ora in poi agiranno gli uni verso gli altri con spirito di fratellanza".
26 marzo, 2008 alle 10:54 pm
“UN MONDO E UN MODO MIGLIORE PER VIVERE”,
SI PUO’ FARE,…
SE INSIEME PARTECIPIAMO E TRASFORMIAMO IN UN PROGETTO DI SPERANZA E CAMBIAMENTO QUELLO CHE POTRA’ SEMBRARVI UN SOGNO O UN’ UTOPIA, …
COME RISPOSTA ALLA CRISI CULTURALE E DEI VALORI DELLA SOCIETA’
PER UNA DECRESCITA PRODUTTIVA NECESSARIA A SALVARE
LA NOSTRA VITA, OVVERO L’AMBIENTE E LA SALUTE
PER AIUTARE DAL BASSO A SUPERARE LE VARIE CRISI ECONOMICHE FINANZIARIE O CAPITALISTICHE MONDIALI, CHE “SCOPPIANO” PERIODICAMENTE
PER AIUTARE LA GENTE A SUPERARE L’INSICUREZZA SOCIALE E
LA NUOVA POVERTA’ REALE E PERCEPITA CHE PER MOLTI INCOMBE
PER CONTRIBUIRE A RISOLVERE IL PROBLEMA DELL’ ASSISTENZA
A UNA SOCIETA’ CHE INVECCHIA
UN LAVORO “LEGGERO”, COME POSSIBILE SOLUZIONE AL PROBLEMA DELLE DONNE
CHE DEVONO PENSARE ANCHE ALLA FAMIGLIA
COME RISPOSTA AL DRAMMA DI CHI A META’ DELLA VITA PERDE IL POSTO DI LAVORO,
UN “LAVORO” CHE NEL SILENZIO SCOMPARE,… E SCOMPARIRA’ SEMPRE PIU’
INSOMMA, INSIEME, POSSIAMO PARTECIPARE A REALIZZARE UN PROGETTO CHE PERMETTERA’ A TUTTI I PARTECIPANTI D’INIZIARE A CREARE
"UN MONDO E UN MODO MIGLIORE PER VIVERE"!!
26 marzo, 2008 alle 9:09 pm
PER GIULIO
MA COSA DICE LEI PARLA DI FILOSOFIA, LA GRAVITA’ COME L’ELETTRONE ESISTONO COME ESISTONO I FENOMENI CORRELATI E QUINDI SPIEGATI DALLA MATEMATICA STESSA, ANCHE DALLA STESSA RELATIVITA’ RISTRETTA OPPURE COME HA DETTO DALLE TEORIA DELLE SUPERSTRIGHE. MA NON PER QUESTO NON SONO REALI OPPURE NEGA LA REALTA DEI FENOMENI? COSA VUOL DIRE? SE POI LA METTE IN FILOSOFIA ALLORA NON DEVE NEGARE NEANCHE LA POSSIBILITA’ DELLA RESUREZIONE, OPURE DELLA LIMITATA CAPACITà UMANA E QUINDI DELLA IMPOSSIBILITA’ DI SAPERE OLTRE IL NOSTRO LIMITE, QUINDI DI NUOVO SE LEI è UNA PERSONA INTELLIGENTE NON PUO’ NEGARE CIO’ CHE NON CONOSCE, SECONDO ME SI DEVE TENERE SEMPLICEMTE APERTA LA PORTA DELLA CONOSCENZA COME HA DETTO LEI SULLE TEORIE ANCORA DA SPERIMENTARE. PROPRIO QUEST’ANNO AL CERN SI PROVERà L’ESAISTENZA DELLA GRAVITà ATTRAVERSO UN ESPERIMENTO DELLA CREAZIONE MICROSCOPICA DI UN " BUCO NERO" UN CONSIGLIO GUARDI SE STESSO è SOLO UN ELETTRONE COME IO E TUTTI, MA CON INFINITE POSSIBILITà ANCORA DA CONOSCERE.
SALUTI
25 marzo, 2008 alle 4:51 pm
Ho guardato l’Infedele del 19.03 l’ho trovato interessante, caro Lerner sono cattolica solo perché sono stata battezzata e provengo da una famiglia ,da sempre,cattolica praticante. A 18 anni sono andata in crisi perché la dottrina cattolica peccava moltissimo di LOGICA e, allora, anche se con paura, mi son decisa a lasciar perdere quel garbuglio incomprensibile che la chiesa ha montato per cercare di tenere il popolo sotto il suo spudorato potere. L’altra sera , osservavo voi tutti, e devo dire, onestamente, che riflettevo e con un sorriso concludevo: L’arroganza dei ministri della chiesa (cattolica) la strumentalizzazione del popolo,segno del suo strapotere,
allontana il senso critico, umano e logico tanto da potersi identificare mediocre ,lasciando a voi, popolo di Israele, la supremazia della logica e pertanto dell’intelligenza che da sempre vi contraddistingue.
Cordiali saluti
marcella de giacometti
ginevra
24 marzo, 2008 alle 10:43 pm
Ricomincia
se sei stanco e la strada ti sembra lunga,
se ti accorgi che hai sbagliato strada,
..non lasciarti portare dai giorni e dai tempi.
Ricomincia
se la vita ti sembra troppo assurda,
se sei deluso da troppe cose
e da troppe persone,
..non cercare di capirne il perché.
Ricomincia
se hai provato ad amare e ad essere utile,
se hai conosciuto la povertà e i tuoi limiti,
..non lasciare là un impegno a metà assolto.
Ricomicia
se gli altri ti guardano con rimprovero,
se sono delusi di te, irritati,
..non ribellarti, non domandar loro nulla.
Ricomincia
perché l’albero germoglia di nuovo
dimenticando l’inverno,
il ramo fiorisce
senza domandare perché
e l’uccello fa il suo nido
senza pensare all’autunno,
perché la vita è speranza e sempre.
Ricomincia!
24 marzo, 2008 alle 10:15 pm
Il silenzio
—————————–
(Bruno Ferrero, Il canto del grillo)
Un uomo si recò da un monaco di clausura.
Gli chiese: «Che cosa impari mai dalla tua vita di silenzio?».
Il monaco stava attingendo acqua da un pozzo e disse al suo visitatore: «Guarda giù nel pozzo! Che cosa vedi?».
L’uomo guardò nel pozzo. «Non vedo niente».
Dopo un po’ di tempo, in cui rimase perfettamente immobile, il monaco disse al visitatore: «Guarda ora! Che cosa vedi nel pozzo?».
L’uomo ubbidì e rispose: «Ora vedo me stesso: mi specchio nell’acqua».
Il monaco disse: «Vedi, quando io immergo il secchio, l’acqua è agitata. Ora invece l’acqua è tranquilla. È questa l’esperienza del silenzio: l’uomo vede se stesso!».
«Quando non ce la faccio più, vado a sedermi vicino a mia nonna mentre lavora a maglia… Mia nonna profuma di cipria e ha un respiro lento lento. Di tanto in tanto alza gli occhi e sorride un poco, di solito però si limita a lavorare e respirare… Beh, mi fa sentire cullata…». Amelia, 14 anni
Oggi scegliti un angolo tranquillo e lasciati cullare dal silenzio
24 marzo, 2008 alle 7:50 pm
Ilja, che siamo solo all’inizio di un processo, speriamo che non ci siano troppi morti, nè da una parte nè dall’altra.
24 marzo, 2008 alle 7:26 pm
#152 – AA,
come va letto questo… pezzo?
24 marzo, 2008 alle 6:42 pm
Johnson caro mio, vedo che sapete tutti l’inglese qui. COmplimenti…
Lei invece diceva tante parole ma il gap enorme culturale e linguistico isola l’Italia dal resto del mondo.
Bye bye ignorantoni.
24 marzo, 2008 alle 6:35 pm
Sign.GAD LERNER.Vedo ke, la scorsa puntata, dell’infedele,sul CRISTO RISORTO,ha buttato in piedi un vespaio.da cio’ deduco alcune cose.1 ke i cristiani, non la pensano tutti alla stessa maniera,infatti, ci sono molte chiese(cattolici,protestanti, testimoni di geova ecc ecc..)spesso in conflitto teologico tra di loro,ed anke nella chiea cattolica,vedo delle correnti tipo i tradizionalisti,dal lato opposto come definirli diciamo proggressiti, come MANCUSO,sopra di loro ilpapa ke fa da guida.Sarebbe, interessante, se lei facesse alkune puntate, su ki erano i primi cristiani e cosa pensavano,naturalmente, bisogna invitare i rappresentanti di queste chiese cristiane(e non gli amici, o gli atei)ci risparmi la teologa MARIA POGGI HONSON, non si capiva se non sapesse l’italiano,o non avesse nulla da dire,mi senbrava una donna confusa,se proprio vuol invitare, una donna , inviti la signorina ADELE,almeno lei ha le idee chiare.dimenticavo di dire ke a questo dibattito, ci debba essere il rabbino SEGNI, ke presumo conosca bene l’antico testamento, ed anke perchè con GESU’IL CRISTO, noi cristiani(piacenti o no)siamo legati con i nostri fratelli ebrei.
24 marzo, 2008 alle 5:38 pm
Mi associo a quanto detto da Federico (64) in merito all’intervento (sgradevole) dell’universitario ventitreenne.
Più che di integralismo parlerei di supponenza…
Quell’"orrido Mancuso", poi, si qualifica da sé…
24 marzo, 2008 alle 4:25 pm
Non è che le elucubrazioni pseudo-filosofiche di Silk Epil siano poi così avvincenri,tuttavia,per gentilezza,darò un’occhiata al blog del Dotto Teologo Referendario.
24 marzo, 2008 alle 1:18 pm
Ovvio: come rubare il petrolio all’Africa, quello che hanno sempre fatto i colonialisti!
24 marzo, 2008 alle 12:36 pm
egregio Gad,
le sarei immensamente grato se potesse indicarmi dove trovare l’intera puntata de L’Infedele sulla Nigeria ed il petrolio (23 maggio dello scorso anno),una tesi sull’argomento mi attende.
Forse lo spazio per la richiesta non è adatto,ma ho già provato con la redazione di la7 e non si sono fatti vivi.
Grazie e buon lavoro
24 marzo, 2008 alle 10:13 am
grande Vito Mancuso, somiglia la mio prof. di elettronica e per questo e 2 volte grande…..comunque, caro Gad, quando ti degnerai di invitare un protestante in trasmissione?
24 marzo, 2008 alle 1:37 am
Secondo la Tradizione, il mondo forma un tutto unico intellegibile.
Consiste di certi ingredienti stabili, materiali e spirituali (se non sono stabili non sono reali). Tutti gli uomini condividono talune caratteristiche permanenti cui si da il nome di natura umana.
E benché esistano differenze palesi tra gli individui, le culture e le nazioni, le somigianze sono ritenute più ampie e più importanti.
E si pensa che la più rilevante di queste caratteristiche comuni è il possesso di una facoltà chiamata ragione, che mette in grado il suo possessore di percepire la realtà sia teorica che pratica.
Si suppone che la verità è ugualmente visibile a tutte le menti razionali, ovunque.
Questa natura comune rende non soltanto necessario ma anche ragionevole il tentativo degli esseri umani di comunicare tra loro e di persuadersi reciprocamente delle verità in cui credono; e, in casi estremi, di ricorrere alla coercizione, partendo dall’idea che se gli uomini obbedissero agli ordini (o se, all’occorrenza, venissero forzati a obbedire), scorgerebbero grazie a tale obbedienza la fondatezza di quella che i loro educatori o legislatori o padroni sanno essere la verità; e se ad essa poi si conformeranno saranno saggi, buoni e felici.
Una versione meglio formattata è disponibile nel mio blog cliccando su D.S.E.& D.A.A. nell’intestazione di questo commento.
23 marzo, 2008 alle 5:44 pm
141- PER UGO
Ugo,non ti affliggere, il fatto che tu ricordi ancora a te stesso quella frase è segno che non sei un mascalzone senza speranza.Ti confido un segreto: anchio sono un’imperdonabile mascalzona.
Poi, in fatto di fede, secondo me, è ignorante chi dice: "Io sono sicuro di conoscere Dio" oppure "Io sono sicuro che Dio non esiste".