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    Magdi Allam, un infedele come me

    martedì, 25 marzo 2008

    il Bastardo

    magdiallam.jpgNon mi turbano le conversioni pubbliche, hanno un sapore antico. Mi spiace semmai che Magdi Allam squalifichi l’islam, cultura in cui è vissuta devotamente sua madre e in cui egli stesso per mezzo secolo è cresciuto, come inevitabilmente violenta. Essendo anch’io come lui il frutto della contaminazione e del meticciato mediterranei, vi ripropongo la recensione del suo libro che ho scritto circa un anno fa.

    Caro Magdi Allam,

    ho ricevuto il tuo nuovo libro “Viva Israele” (Rizzoli) con una dedica affettuosa che naturalmente ricambio. Mi rendo conto che ci hai messo l’anima, e che da uno come me ti attenderesti gratitudine per una dichiarazione d’amicizia, o meglio d’identificazione assoluta con la sorte del popolo ebraico e dello Stato d’Israele che –nonostante le ottime intenzioni- mi lascia addosso invece un senso di disagio.

    Dapprima ho pensato che fosse solo una questione di tono. Per motivare la riconversione di un arabo egiziano alle buone ragioni universali d’Israele, la civiltà contro la barbarie, la vita contro la morte, autoproclami te stesso titolare di una nuova fede assoluta e incrollabile. Nobile e coraggioso è il tuo nuovo pensiero guida –la sacralità della vita- per il quale hai prescelto due portabandiera affiancati del calibro d’Israele e della Chiesa di Benedetto XVI. Più naturalmente un punto cardinale di riferimento: l’occidente.

    Qui il confronto con l’infedele che ti scrive è impari. Posso solo inchinarmi al cospetto della tua rinascita spirituale. Fede assoluta e incrollabile? Tanto fragile, scettica, incoerente è la mia povera fede di povero mortale, da farmi avvertire estraneo il tuo faraonico Sturm und Drang. Lo so che ho torto, ma in tutto quel po po di enfasi fideistica che esibisci, a me viene da cogliere il suono posticcio della moneta falsa. Perché?

    Non ho alcun diritto di farti il processo alle intenzioni. Posso solo esprimerti solidarietà per le minacce recate alla tua sicurezza personale dagli islamisti che denunci ogni giorno sul “Corriere” e in tv, mettendoci la firma e la faccia. E allora? E allora non è questione di tono, tu devoto io infedele, tu coraggioso io fifone.

    Noi abbiamo più o meno la stessa età. Come tanti altri siamo arrivati entrambi in Italia per caso, dalla nativa sponda sud del Mediterraneo. Quella guerra fulminea che Israele vinse in sei giorni quarant’anni fa, nel 1967, spezzando la tenaglia degli eserciti arabi che tentavano di distruggerlo, e conquistando vasti territori ancor oggi in larga misura purtroppo occupati, rappresenta un culmine emotivo della nostra adolescenza. Forse un giorno scriverò anch’io la mia Israele del ’67, la partecipazione minuto per minuto al conflitto, la famiglia tutta salva, la visita stupefatta –con mio padre- ai luoghi della vittoria miracolosa dallo stretto di Tiran fino al Golan, imbattendomi per la prima volta nelle case di fango dei profughi palestinesi in Cisgiordania, e dappertutto una voce flautata che cantava “Jerushalaim shel zaav”, cioè Gerusalemme d’oro.

    Hai fatto bene a raccontare il Cairo nei giorni della sconfitta, con gli occhi di un ragazzino nazionalista. Perché l’umiliazione e l’infelicità araba che ne scaturirono sono fattori potenti di una guerra in cui siamo tuttora immersi. Né mi turba il tuo tradimento nei confronti di un’ideologia panaraba zeppa di menzogne. Il mio amico Alexander Langer mi ha insegnato la necessità del tradimento quando si tratta di rompere la gabbia della compattezza etnica. Ma non per saltare armi e bagagli dall’altra parte del muro, bensì per costruire ponti, favorire l’interscambio e la comprensione reciproca, incoraggiare l’autocritica fra la propria gente. Diceva Alex: abbiamo bisogno di traditori ma non di transfughi.

    E’ il senso di complicità che avvertivo quando mi accompagnasti nel ’98 a Algeri. Portavo nella prima serata televisiva italiana una denuncia dell’integralismo islamico che all’epoca non ti vedeva ancora sensibile come oggi. Ma eravamo, io e te, qualcosa di antico da cui non si sfugge con i proclami e con le finte metamorfosi: due levantini. Sì, proprio gente di Levante, dai fenici alle repubbliche marinare, dai mercanti ai caravanserragli su e giù per le città cosmopolite di qui e di là del mare. Sanguemisti. Cabibbi. Gente d’outremer. Bastardi, per fortuna. Accomunati da una levantinità che solo gli ignoranti di storia mediterranea possono additare come una tara.

    In effetti quel che mi ha dato più fastidio, nel tuo “Viva Israele”, Magdi, è che pure tu come tanti nostri nemici esalti una presunta, mai avvenuta, metamorfosi degli ebrei. Finalmente combattenti. Avamposto della guerra occidentale in difesa della sacralità della vita. Per carità, lasciaci continuare ad essere quel che siamo! Certe mascherate sono troppo pericolose in tempo di guerra!

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    Articolo di:

    Gad - che ha scritto 1106 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    Altri commenti: [5] 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

    1. 234
      enricodesimone@fastwebnet.i scrive:

      Rif.to 229 del 3.4.008: l’On:le Bruno Tabacci al Circolo De Amicis tra l’altro ha detto che si assiste a " deficit antropologico ", ovvero,culturale e politico quale storicamente si trascina nelle svariate forme di cui il nazi e’ l’aspetto piu’ tragico nella versione razzistica.
      Col livellamento antropologico che un moderno livello culturale puo’ offrire e che ora viene profferto dagli USA dove si gareggia col cambio di colore epidermico, anche il problema Israele – Palestinse si risolverebbe in unico stato interetnico

    2. 233
      enricodesimone scrive:

      Essere organo di rilievo costituzionale non conferisce rilievo
      biunivoco in posizione omologa a quello espressamente
      costituzionale e, quindi, quello di rilievo costituzionale ma non
      tale non possiede facolta’ di pronuncia sia pure consultiva su
      organo propriamente costituzionale e, ancorche’ fosse previsto come
      parere non obbligatorio oltreche’non vincolante, atterebbe solo
      all’aspetto procedurale. Potrebbe promuoverlo il Capo dello Stato
      che presiede il C.S.M. prima di promulgare per l’esecizio della
      facolta’ di rinvio non essendo competente la Corte Costituzionale
      in via preventiva

    3. 232
      Davide Crimi scrive:

      Lettera aperta a Mr. Lerner sul tema del marranesimo. Può esser
      letta facendo clic sul nome di chi ha postato questo messaggio.

    4. 231
      radames scrive:

      Mi spiace la “conversione” di Allam per la delusione come se le
      posizioni di ragionevolezza e tolleranza non possano essere che
      fuori dall’Islam. Lui poteva rappresentare il contrario. Non tanto
      si è convertito Cristiano alla religione, quanto alle radici
      storico culturali tradizionali della civiltà dell’Europa ove Europa
      storicamente non indica una delimitazione geografica, ma una zona
      culturale delimitata dalla religione Cristiana.

    5. 230
      elena scrive:

      al dott Lerner. Non condivido la conversione come esperienza. Stimo
      Allam moltissimo come studioso del rapporto Islam – Occidente.
      Credo che l’unico vero problema per Allam si ponga nel momento in
      cui la sua critica verso l’Islam fondamentalista sembra perdere
      quella forza originata dal fatto di conoscere profondamente e di
      criticare dall’interno un mondo così difficile e complesso.

    6. 229
      enricodesimone scrive:

      Deficit culturale e deficit politico: e’ storico-antropologico

    7. 228
      Paola scrive:

      Per Gad: Gad, pensa che inviterà qualche volta la sociologa e
      scrittrice marocchina Fàtima Mernissi? Grazie

    8. 227
      Fiona Petito scrive:

      L’insostenibile incoerenza delle religioni (tutte)!…

      …Ho visto "FITNA" (su youtube) il tanto osteggiato film antislamico del parlamentare olandese Geert Wilders.
      L’accorto… o furbo filmetto… ha il "buon senso", prima di dire qualunque cosa… di farla precedere da versetti del Corano o altro inequivocabile documento.
      A questo punto, a vedere l’ondata di proteste mussulmane ufficiali e da spontaneo-moto-popolare (diciamo così), c’è da chiedere agli offesi mussulmani:
      "ma di che vi lagnate???"…
      ovvero, per NON saper nè leggere e nè scrivere, o…

      1) – … voi "provate" (documentatamente) che le cose dette/scritte/citate nel film sono false bugie…

      oppure…

      2) – se NON sono false, e vi "disturbano", dovete allora ammettere che ciò che dice il Corano, e/o i vostri rappresentanti, sono folli o comunque inaccettabili.

      Quando dunque lo avrete "provato", in via del tutto eccezionale, andrò io personalmente ad eseguirvi la Fatwa contro quel cattivone blasfemo di un Geert Wilders decapitandovelo come più vi piace.
      OK???…
      Attendo allora.
      Hugs&kisses
      Fiona

    9. 226
      Cinzia Simonelli scrive:

      Dra, SOS

    10. 225
      agnese scrive:

      Incollo quanto scritto sul corriere della Sera da Magdi Cristiano Allam, affinchè sia chiaro il suo pensiero circa la sua conversione e non si continui a parlare e sparlare a vanvera.
      L’orgoglio della fede in Gesù da spirito libero: Basta con le infamie miranti a screditarmi con l’obiettivo di attaccare il Papa
      La mia replica ai cristiancomunistislamici, adoratori del relativismo e del politicamente corretto, che avrebbero voluto che mi convertissi al cattolicesimo mantenendo una valutazione positiva dell’islam
      autore: Magdi Cristiano Allam
      Cari amici,
      Vi propongo la versione integrale della mia seconda e spero ultima lettera al Direttore Paolo Mieli, pubblicata oggi dal Corriere della Sera, in cui chiarisco il mio pensiero sulle critiche infondate, infamanti e strumentali sollevate da taluni dopo la mia conversione al cattolicesimo. Voglio precisare che da parte del Corriere della Sera non c’è stata alcuna censura ma che per ragioni di spazio non è stato possibile pubblicare la versione integrale della lettera.

      Caro Direttore,
      la mia conversione al cattolicesimo avvenuta nella solenne celebrazione della Veglia Pasquale nella Basilica di San Pietro per mano del Papa è stata da più parti strumentalizzata sia per screditarmi sia per accusare il Santo Padre. Ebbene voglio subito chiarire che sottoscrivo pienamente, in ogni sua virgola, la precisazione del portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che distingue correttamente tra le mie idee personali, di cui mi si riconosce la libertà d’espressione, e le posizioni ufficiali della Chiesa, che ovviamente sono del tutto autonome dal mio pensiero. Ci mancherebbe altro! Mi auguro che a questo punto cessino le manovre più o meno occulte di tutti coloro che, pur facendo riferimento ad ambiti religiosi o ideologici differenti, si sono sostanzialmente ritrovati uniti nell’attacco a Benedetto XVI.

      Sai bene, e lo sanno anche i lettori del Corriere, che da musulmano sono stato uno spirito libero ed è proprio questa libertà intellettuale, a cui fa da sponda una radicata rigorosità etica, ciò che ha gradualmente fatto maturare in me il convincimento che la religione cattolica corrisponda pienamente al contesto ideale al cui interno possono naturalmente convivere dei valori inalienabili e inviolabili che per me sono da sempre irrinunciabili in quanto rappresentano l’essenza della nostra umanità, a cominciare dalla fede nella sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, dal riconoscimento della dignità della persona quale fondamento della civile convivenza, dal rispetto della libertà di scelta tra cui spicca l’esercizio incondizionato della libertà religiosa. Ebbene voglio rassicurare tutti che continuerò ad essere ancor di più uno spirito libero da cattolico. E non potrebbe essere diversamente visto che proprio da questo Papa ho imparato che l’uso della ragione, l’adozione di parametri valutativi e critici, la verifica della verità scientifica e storica, costituiscono la condizione imprescindibile per accertare la fondatezza della bontà di una autentica religione e per perseguire quella Verità che coniughi l’oggettività, l’assolutezza e l’universalità del pensiero laico con la trascendenza propria della fede in Dio. Così come la libertà di spirito è stato il tratto saliente degli amici fraterni cattolici che mi hanno accompagnato nel percorso interiore culminato nella piena adesione alla fede in Gesù, a cominciare da monsignor Rino Fisichella, la mia guida spirituale, che forse non a caso riuscì a diventare il referente religioso di Oriana Fallaci, il vessillo della libertà incondizionata e irrefrenabile nella storia del giornalismo italiano contemporaneo.
      Da spirito libero trovo del tutto infondate, pretestuose e maligne le critiche che mi sono state rivolte. Ci si è scandalizzati per il fatto che il mio battesimo sia avvenuto nella notte di Pasqua, a San Pietro, da parte del Papa. Forse i più non sanno che i catecumeni, gli adulti che si convertono, ricevono i sacramenti d’iniziazione al cristianesimo nel corso della cerimonia della Veglia Pasquale. Ciò avviene ovunque nel mondo. E che, avendo effettuato il percorso di conoscenza e di adesione alla nuova fede a Roma, non deve sorprendere che sia stato il Papa, nella sua veste di vescovo di Roma, a impartirmi il battesimo, la cresima e l’eucarestia. Sinceramente sono allibito e rammaricato quando perfino alcuni esponenti del clero cattolico arrivano a sostenere che sarebbe stato di gran lunga preferibile che il mio battesimo fosse stato impartito in una parrocchia di una remota cittadina, lontano da occhi discreti e dall’interesse dei mass media. Come se il mio battesimo fosse una vergogna da tenere il più possibile nascosta. Alla luce di questa interpretazione infamante, il ruolo di Benedetto XVI ha finito per essere equiparato a una “provocazione” se non un vero e proprio “complotto” contro l’islam. Ebbene io sono orgoglioso della mia conversione al cattolicesimo, sono orgoglioso che sia avvenuta in modo pubblico e che sia stata pubblicizzata, sono orgoglioso di poterla affermare a viva voce, sono orgoglioso di poter testimoniare la mia nuova fede ovunque nel mondo e considero il mio battesimo dalle mani del Papa come il dono più grande che la vita potesse accordarmi.
      Sono stato criminalizzato, qualcuno mi ha paragonato agli estremisti islamici che mi hanno condannato a morte, per aver espresso un giudizio radicalmente negativo nei confronti dell’islam. Una folta schiera di cristiancomunistislamici, adoratori del relativismo etico, culturale e religioso nonché del politicamente corretto, avrebbe voluto che io limitassi la mia denuncia al terrorismo islamico ma che mantenessi una valutazione comunque positiva dell’islam. Perché, a loro avviso, tutte le religioni sono pari a prescindere dai loro contenuti e, in ogni caso, non bisogna dire alcunché che possa urtare la suscettibilità altrui. Ma scusatemi: se mi sono convertito al cattolicesimo è del tutto ovvio che l’ho fatto perché ho maturato una valutazione negativa nei confronti dell’islam. Se io veramente credessi che l’islam sia una religione vera e buona, perché mai l’avrei abbandonata? A questo punto emerge il sospetto, usando un eufemismo, che si vorrebbe che io pur nutrendo una valutazione negativa dell’islam, non la debba però esternare rendendola pubblica. Sempre per la paura della reazione di condanna nelle sue varie sfumature, dalla deplorazione fino alla minaccia se non all’uso della violenza. Ebbene mi spiace per costoro: ciò che dentro di me è vero e giusto lo dirò e lo scriverò sinceramente e integralmente. Se loro sono già sottomessi al terrorismo dei taglia-lingua e già praticano l’auto-censura per prevenire la violenza degli estremisti islamici, io intendo affrontare questa guerra di libertà e di civiltà a testa alta e con la schiena dritta, fino alla fine.
      A questo punto è doveroso chiarire che io non sono affatto un apologeta e un fautore di una “guerra di religione” o di una “guerra di civiltà”. Ciò che l’Occidente non ha o non vuole capire che è in già in atto una guerra scatenata dal terrorismo e dall’estremismo islamico globalizzato, i cui protagonisti sono i taglia-gola e i taglia-lingua che massacrano e sottomettono nel nome di Allah tutti coloro che non sono a loro immagine e somiglianza, a cominciare dagli stessi musulmani nei paesi a maggioranza islamica. Io sono un ex musulmano che ha subito e continua a subire questo terrorismo e che ora, da cattolico, intende essere testimone di una verità storica e promotore del riscatto di valori e di un’identità senza cui l’Occidente, che affonda la sue radici nella fede e nella cultura giudaico-cristiana, non potrà affrancarsi e confrontarsi costruttivamente anche con i musulmani. Pur prendendo radicalmente e definitivamente le distanze dall’islam in quanto religione, sono assolutamente convinto che si possa e si debba dialogare con tutti i musulmani che, in partenza, condividono i diritti fondamentali della persona senza se e senza ma e perseguono il traguardo di una comune civiltà dell’uomo. L’errore in cui si incorre è di immaginare che i musulmani, quali persone, sarebbero dei cloni che incarnano in modo automatico e acritico i dogmi dell’islam. Sono, come tutte le persone, una realtà singolare e complessa in cui la dimensione religiosa, che assume dei connotati diversi, si confronta con quella che è l’esperienza personale frutto di uno specifico contesto familiare, psicologico, sociale, culturale, economico e politico.
      Caro direttore, tu sai bene che il Corriere si è sempre speso per valorizzare la posizione dei musulmani moderati. Io stesso sono orgoglioso di essere stato nell’ultimo decennio il musulmano che più di altri si è speso per affermare in Italia un islam della fede e della ragione. Ricordo con orgoglio come il 10 settembre 2004 fui l’artefice della prima visita nella storia d’Italia di una delegazione di musulmani moderati al Quirinale, accolti dal presidente Carlo Azeglio Ciampi, dopo la pubblicazione, il 2 settembre 2004 sul Corriere, di un “Manifesto contro il terrorismo e per la vita” da me redatto e fatto sottoscrivere a una trentina di musulmani che presumevo fossero moderati. Poi mi sono dovuto ricredere. Perché nel momento in cui devono confrontarsi con i dogmi e con i precetti dell’islam, qual è il caso della mia conversione al cattolicesimo, la loro moderazione viene del tutto meno. Non è forse singolare che i più accaniti critici della mia conversione siano proprio i cosiddetti moderati, a cominciare dai sedicenti 138 “saggi” dell’islam che hanno proposto un dialogo con il Vaticano sulla base di versetti coranici, estrapolati dal loro contesto, sull’unicità di Dio e l’amore per il prossimo? Ormai la millenaria esperienza con l’islam deve insegnarci che il dialogo è possibile solo con quei musulmani che accettano di assumere incondizionatamente, a prescindere da ciò che dice o non dice il Corano, rivolgendosi nella propria lingua alla loro gente, una chiara e ferma posizione sulle questioni concrete, tra cui oggi certamente figurano il massacro e la persecuzione dei cristiani, la negazione del diritto all’esistenza di Israele, la condanna a morte dei musulmani convertiti in quanto apostati, la legittimazione del terrorismo palestinese ed islamico, la discriminazione e la violenza nei confronti della donna e, più in generale, la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo.
      Denunciare tutto ciò nella mia lettera che il Corriere ha pubblicato nel Giorno di Pasqua e della mia conversione al cattolicesimo, non significa in alcun modo voler “dettare la linea” al Papa o politicizzare il mio battesimo. Sono cose che io ho sempre detto da lunghi anni e sarebbe stato veramente singolare che, di punto in bianco, le avessi ignorate. Magdi Cristiano resterà sempre il Magdi che ha difeso dei valori inalienabili e inviolabili, con la sostanziale differenza che oggi questi valori convivono in modo del tutto armonico nel contesto della religione e della cultura cattolica. Ti ringrazio per l’attenzione e la correttezza con cui hai seguito questa mia vicenda personale di fede e di vita e ti comunico che con questo mio intervento ritengo di aver detto tutto ciò che ho ritenuto opportuno che i nostri lettori sapessero. Cordiali saluti e i miei migliori auguri di successo e di ogni bene.
      Magdi Cristiano Allam

    11. 224
      fiordiloto scrive:

      Famiglia albanese al fonte battesimale la storia
      Oggi a Palermo mamma e tre figli giunti dai Balcani diventano cristiani
      autore: Alessandra Turrisi
      Quando era bambina a scuola, a Tirana, le avevano insegnato che la religione era veleno per i popoli e i genitori, pur essendo cattolici, avevano dovuto bandire crocifissi e immagini che fossero legate alla loro fede. Oltre trent’anni vissuti soffocando un desiderio che, giunta in Italia, è diventato cammino di fede e scoperta di Cristo.
      È la storia di Nikolina Kosta, 47 anni, che oggi – nella parrocchia di San Giuseppe Cafasso, a Palermo – diventerà cristiana assieme ai suoi tre figli, Klaudio, Ornela e Xhuliano, di 22, 16 e 10 anni. Unica eccezione il papà, Vilson, nato prima dell’inasprimento della dittatura comunista in Albania e battezzato secondo la tradizione ortodossa. Un’intera famiglia albanese, dunque, entra a far parte della più grande famiglia di Dio, dopo un cammino di catecumenato di due anni, cominciato grazie alla forza trainante del piccolo Xhuliano, ansioso di partecipare al catechismo come tutti i suoi amici palermitani.
      «Otto anni fa abbiamo lasciato l’Albania e siamo venuti in Sicilia per ricongiungerci con i nostri familiari, che erano emigrati prima – racconta Nikolina, che ha abbandonato un posto alla Albtelekom e ora è impiegata in un negozio di tessuti e ricami a Palermo –. Qui posso dire di avere trovato la libertà di poter parlare, pensare e credere. Dopo il 1991 anche in Albania le cose sono cambiate molto, la democrazia si è affermata, ma ricordo che durante la mia infanzia era vietato perfino pronunciare le parole chiesa o religione». Il primo passo di questa libertà è stato la partecipazione agli incontri di catechesi con Lilia Barone, nella parrocchia di San Giacomo dei Militari, poi la frequenza al gruppo per adulti nella parrocchia di San Giuseppe Cafasso e il matrimonio celebrato l’anno scorso dal parroco don Silvio Sgrò, secondo il rito in cui uno dei coniugi non è battezzato. Don Silvio è particolarmente vicino alla realtà degli albanesi, ha già seguito il catecumenato di una coppia di fratelli e organizzato un’esperienza di missione estiva con i giovani a Bilisht, al confine con la Grecia. «In questa parrocchia abbiamo trovato un’accoglienza eccezionale – l’emozione di Nikolina e dei suoi figli è palpabile –. Qui ci sentiamo a casa e continueremo in questo cammino».

    12. 223
      fiordiloto scrive:

      Cattivi maestri e finte maestre
      autore: Claudio Valerio Santini (Medico)
      Siamo soggetti quotidianamente ad un vero bombardamento di notizie, commenti, analisi, approfondimenti, insegnamenti vari e soprattutto, annunci di sfolgorante verità rivelata; chiunque parla di qualsiasi cosa, che poi abbia i titoli per farlo oppure no, sembra un fatto puramente secondario; esperienza e competenza in materia, una volta necessarie e documentate, ora sono decisamente pleonastiche.
      Le pagine dei quotidiani e i salotti televisivi traboccano di benpensanti invasati, intellettuali in fervore creativo permanente, tuttologi di dubbia estrazione, tutti quotidianamente occupatissimi ad informarci su quale sia la realtà delle cose, dato che, a noi poveri ignoranti, ovviamente sfugge a piè sospinto. Il bello della diretta, come diceva un giornalista televisivo, è che tutto può succedere e nulla può essere programmato; il bello della democrazia, diremo noi, è che tutti, ma proprio tutti, possono dire la loro: come dire, il bello della democrazia è il suo principale difetto. E, se concordiamo con Voltaire quando diceva “ non condivido ciò che dici ma morirei perché tu possa dirlo”, concediamoci almeno un moto di stizza, se non un conato di vomito, di fronte alle continue esternazioni di pedatori semidecerebrati o veline notoriamente in perenne stato confusionale; scartate le elucubrazioni di chi dimostra scarsa dimestichezza con le sinapsi neuronali, non possiamo però evitare di rabbrividire di fronte alle affermazioni di chi si pone all’attenzione degli altri come il depositario delle Verità; un altro aveva i titoli per considerarsi la Verità, un altro era solito esordire dicendo “in verità, in verità vi dico”, e decisamente era più modesto.
      Siamo invasi da cattivi maestri, il cui fine è ovviamente quello di confonderci le idee, farci credere che noi siamo in errore, che noi dobbiamo sentirci in colpa, che noi dobbiamo accettare di recedere dalle nostre radici, dalle nostre tradizioni, dalla nostra cultura. Ma ancora non basta, si aggiungono le false maestre, false perché, oltre a non avere i titoli, nessuno ha chiesto loro di assumere tale ruolo: al coro di commenti sulla conversione ed il battesimo di Magdi Allam si è aggiunta l’invettiva della Sig.ra Tronchetti-Provera, che accusa il succitato di essere un individuo diabolico, che mira ad incitare all’odio e allo scontro di civiltà: da quale pulpito giunge la predica? Da una signora giunta alle cronache, quasi esclusivamente mondane, non per meriti intellettuali o sociali, ma per avere calcato le scene delle passerelle della moda, oltre che per i prestigiosi matrimoni; persona che ha vissuto non esattamente in modo “islamico”, ma piuttosto occidentale e che, pertanto, a noi può insegnare un fico secco. Senza voler essere maleducato, la Signora vada ad insegnare qualunque cosa a chicchessia al suo Paese; un’altra Signora, qualche tempo fa si prese la briga di fornirci insegnamenti e critiche al nostro modo di vivere, specialmente alle donne occidentali. Peccato che la signora, di origini arabo-israeliane ma abituata a riferire solo quelle arabe ( fa più chic e poi, vuoi mettere a sinistra? ), dimentichi che al suo Paese difficilmente avrebbe potuto diventare giornalista e che, in Italia, abbia vestito all’occidentale e all’occidentale si sia servita anche della propria avvenenza femminile: preferisce il velo o il burqa, Signora? Vada al suo Paese e si serva, poi non si lamenti. Precisazione: della seconda signora non cito il nome per non omaggiarla di pubblicità gratuita, della prima cito il nome del marito perché è solo all’ombra di uomini ricchi e potenti che è diventata “celebre”.
      Liberiamoci dei falsi maestri, mandiamoli in vacanza coatta nel campo di rieducazione aperto a Cuba dal Che: sull’ingresso stava scritto “il lavoro rende uomini”, chissà se gli ricorda qualcosa… Una citazione all’ultimo, si fa per dire, falso maestro, il rivoluzionario difensore dei proletari Mario Capanna: come tutti i rivoluzionari astutamente si è servito di relazioni-conoscenze con esponenti delle odiate classi borghesi, ha approfittato di case del Comune ad affitto di favore, goduto di prebende e privilegi borghesi dei politici, approfitta di laute pensioni baby, si accontenta delle modeste entrate dei
      parlamentari: insomma una vita proletaria spesa a viver bene senza lavorare un giorno. Compagno Capanna, vai a scopare il mare!

    13. 222
      Umberto scrive:

      dalla professione di fede alla fede di professione…

    14. 221
      Oscar Esile scrive:

      Scrivi qui il tuo commento
      Commento Due. L’altro messaggio non era completo, non sò se lo potete togliere.
      L’evoluzione umana è passata attraverso la creazione di déi, divinità, e di Dio, non perché vi fossero déi, divinità o di un Dio, che avessero il potere di imporsi all’uomo, prima che non fosse l’uomo stesso a crearli. Quanto è in possesso dell’uomo, solo l’uomo ne è protagonista di tutte le sue divinità, e di tutto quanto fa parte delle proprie convinzioni. Se si insiste nel ritenere che vi possano essere delle divinità, od un Dio unico, in grado di imporsi e sottomettere a sé, tutta l’umanità o una parte dell’umanità, significa che non si è in grado di capire, chi siamo, da dove veniamo, e dove andiamo.
      Non so se serva molto la conversione da una religione all’altra, mentre si dovrebbe cercare di capire in quale religione di quelle professate, vi sia chi ha nel tempo dato indicazioni per toglierci dalla dipendenza a divinità, e a Dio Unico stesso, che ci siamo creati, e che purtroppo tiene nell’incapacità di ragione miliardi di individui. Vi è stato un Messia, nella incarnazione di Gesù Cristo, che già due mila anni fa, si è sacrificato per liberare l’umanità intera, da tutte le divinità, e di Dio Padre stesso, proclamando: -Distruggerò il Tempio di Dio e lo ricostruirò in tre giorni-.
      Ma come hanno fatto i nostri avi che non capendolo lo hanno messo a morte, anche noi non abbiamo capito il Suo gesto, che non ha fatto solo per quanti si ritengono seguaci di Cristo, ma il Suo sacrificio è stato fatto per tutti, Ebrei, Cristiani, Islamici, Buddisti, Confuciani, Atei e non credenti. Tutti siamo cristiani nel nome di Cristo, dopo che ci ha riscattati dall’essere schiavi di divinità, e non serve a nulla ritenersi di altre religioni, anche se ognuno ne è chiamato al migliorare se stesso attraverso gli altri.
      Se si vuole pertanto fare qualcosa per l’umanità, è ora che ci prendiamo la responsabilità di capire innanzitutto cosa sia venuto a fare un Gesù Cristo, unico Dio, che a differenza di tutti i profeti o divinità create dall’uomo, si è comportato in una logica opposta. Mentre tutte le divinità, compreso Dio stesso, hanno come unico scopo di sottomettere l’umanità, Gesù si è sottomesso Lui all’uomo, per guidarci nell’unico messaggio del Suo comandamento che dice: -Amatevi gli uni gli altri come io ho amato Voi-. Non dice Gesù, quanto invece interpretano i nostri illuminati presbiteri: -Amate Me, ed il Padre Mio, come Noi abbiamo Amato Voi-. Anche se le formalità in cui si esprimono le religioni, sono diverse, sono invece tutte uguali, nella sostanza, mentre il Messaggio di Gesù, è molto diverso, se fossimo in grado di capire.

      Gesù non indica un’altra divinità, né si pone come Dio Esso stesso, ma ci fa tutti Figli, togliendoci il peccato, ed immettendo lo Spirito Santo in tutti, nessuno escluso, aldilà delle proprie convinzioni, o professioni di fede, mentre noi ci siamo rimessi il peccato, ed imposto che per guadagnarsi lo spirito dobbiamo sottometterci a Lui, mentre è venuto a liberarci. Per non essere prolisso mi fermo qui, con un invito di darsi da fare a capire, prima di dare giudizi, e proclamare nuove filosofie che si contrappongono ad altre filosofie, come sto facendo purtroppo anch’io, ma che sono obbligato di passare attraverso la comunicazione, per comunicare di non dare retta alla comunicazione, ma cercatevi la strada con il dono ricevuto ed avuto gratuitamente da Gesù, che è l’unico Dio che non chiede di ricambiarlo con offerte, preghiere, rosari o ceri da accendere. Ma come Lui ha fatto, e ci ha indicato: -fatevi carico dei Vostri simili-. Ed io aggiungo: mettetevi in contatto con gli altri, per trovarvi una strada di uscita, e mettetevi in mano ai vostri simili per trovarvi la vostra crescita. È un consiglio di Vostra Nullità, l’analfabeta, oscar esile.

    15. 220
      Oscar Esile scrive:

      Scrivi qui il tuo commento
      L’evoluzione umana è passata attraverso la creazione di déi, divinità, e di Dio, non perché vi fossero déi, divinità o di un Dio, che avesse il potere di imporsi all’uomo, prima che non fosse l’uomo stesso a crearli. Quanto è in possesso dell’uomo, solo l’uomo ne è protagonista di tutte le sue divinità, e di tutto quanto fa parte delle proprie convinzioni. Se si insiste nel ritenere che vi possano essere delle divinità, od un Dio unico, in grado di imporsi e sottomettere a sé, tutta l’umanità o una parte dell’umanità, significa che non si è in grado di capire, chi siamo, da dove veniamo, e dove andiamo.
      Non so se serva molto la conversione da una religione all’altra, mentre si dovrebbe cercare di capire in quale religione di quelle professate, vi sia chi ha nel tempo dato indicazioni per toglierci dalla dipendenza a divinità, e a Dio Unico stesso, che ci siamo creati, e che purtroppo tiene nell’incapacità di ragione miliardi di individui. Vi è stato un Messia, nella incarnazione di Gesù Cristo, che già due mila anni fa, si è sacrificato per liberare l’umanità intera, da tutte le divinità, e di Dio Padre stesso, proclamando: >.
      Ma come hanno fatta i nostri avi che non capendolo lo hanno messo a morte, anche noi non abbiamo capito il Suo gesto, che non ha fatto solo per quanti si ritengono seguaci di Cristo, ma il Suo sacrificio è stato fatto per tutti, Ebrei, Cristiani, Islamici, Buddisti, Confuciani, Atei e non credenti. Tutti siamo cristiani nel nome di Cristo, dopo che ci ha riscattati dall’essere schiavi di divinità, e non serve a nulla ritenersi di altre religioni, anche se ognuno ne è chiamato al migliorare se stesso attraverso gli altri.
      Se si vuole pertanto fare qualcosa per l’umanità, è ora che ci prendiamo la responsabilità di capire innanzitutto cosa sia venuto a fare un Gesù Cristo, unico Dio, che a differenza di tutti i profeti o divinità create dall’uomo, si è comportato in una logica opposta. Mentre tutte le divinità, compreso Dio stesso, hanno come unico scopo di sottomettere l’umanità, Gesù si è sottomesso Lui all’uomo, per guidarci nell’unico messaggio del Suo comandamento che dice: >. Non dice Gesù, quanto invece interpretano i nostri illuminati presbiteri: >. Anche se le formalità in cui si esprimono le religioni, sono diverse, sono invece tutte uguali, nella sostanza, meno il Messaggio di Gesù, se fossimo in grado di capire.

      Gesù non indica un’altra divinità, né si pone come Dio Esso stesso, ma ci fa tutti Figli, togliendoci il peccato, ed immettendo lo Spirito Santo in tutti, nessuno escluso, aldilà delle proprie convinzioni, o professioni di fede, mentre noi ci siamo rimessi il peccato, ed imposto che per guadagnarsi lo spirito dobbiamo sottometterci a Lui, mentre è venuto a liberarci. Per non essere prolisso mi fermo qui, con un invito di darsi da fare a capire, prima di dare giudizi, e proclamare nuove filosofie che si contrappongono ad altre filosofie, come sto facendo purtroppo anch’io, ma che sono obbligato di passare attraverso la comunicazione, per comunicare di non dare retta alla comunicazione, ma cercatevi la strada con il dono ricevuto ed avuto gratuitamente da Gesù, che è l’unico Dio che non chiede di ricambiarlo con offerte, preghiere, rosari o ceri da accendere. Ma come Lui ha fatto, e ci ha indicato: >. Ed io aggiungo: mettetevi in contatto con gli altri, per trovarvi una strada di uscita, e mettetevi in mano ai vostri simili per trovarvi la vostra crescita. È un consiglio di Vostra Nullità, l’analfabeta, oscar esile.

    16. 219
      Danilo scrive:

      Come noto non si puo’ non comunicare. Se uno infatti se ne sta senza dire nulla, comunica proprio quello, il fatto di starsene in silenzio. Afef, musulmani, cattolici invisibilisti e atei sono molto preoccupati del silenzio di Magdi Cristiano Allam: esso incita all’odio.

    17. 218
      Cinzia scrive:

      41
      Gad, forse avevi ragione tu. Occorre anche saper compiangere ed essere un po’ antipatici.
      Cinzia

    18. 217
      Danilo scrive:

      Afef: "Magdi Allam incita all’odio".
      Cioe’, per evitare di incitare all’odio non dovete fottere bensi’ dovete farvi fottere.

    19. 216
      Airuen scrive:

      213 non ho mica parlato di mostri io, ma di diversita’ organica, e’ moooooooolto diverso. Dovreste veramente mostrare la storia dell’americano Kennedy Connolly, e’ d’origini scozzesi o irlandesi ed e’ nato senza gambe, ma e’ davvero un bel ragazzo. A parte le gambe il resto e’ normalissimo e si e’ anche fatto il giro d’Europa da solo. Quindi prima di parlare di malformzaioni vacci piano. Nel commento di qualcuno su yahoo americano (dove e’ stata raccontata la sua storia) e’ uscito fuori che e’ colpa del governo Bush. Sono d’accordo, a forza di non volere una persona ed andarle contro quando questa non ha fatto niente, la si elimina in tutti i sensi. La sua forza e’ di svegliarsi ancora tutte le mattine. Prendete esempio. I mostri li mostrano solo in Italia per fare il circo.

    20. 215
      Cinzia scrive:

      C’è la censura nel blog per chi parla troppo? Io sono una chiacchierona terribile. Adele, tu sai stare zitta? Se sì, dimmi la cura

    21. 214
      Cinzia scrive:

      La vera mostruosità è mettere certe realtà sul libro dei Guinness. Ormai siamo tutti mostri, corpi senza più intimità e mostrati senza rispetto. In internet c’è magia perchè siamo solo anime. Anche DSE

    22. 213
      Cinzia scrive:

      Scrivi qui il tuo commento per Airuen, 123
      Scusa, ma non ti avevo letto. Hai ragione. Non ho il libro dei Guinness, però non tutto ciò che appare brutto viene vissuto tragicamente dalla persona che ne è portatrice. Forse si tende a schiacciare l’altro con la nostra sensibilità ed inadeguatezza.
      Esempio pratico:
      Hai visto Annozero la scorsa settimana? C’era una ragazza (della quale non ricordo il nome) con una grave malformazione. Per lei non ho provato pena ma ammirazione perchè persona dignitosa molto più di bellezze siliconate. Ai miei occhi sono quest’ultime i veri mostri, nel senso di persone a disagio con se stesse, con la propria fisicità tanto da doverla manomettere di continuo. Oppure Alex Zanardi (si chiama così l’ex corridore, non ricordo se di automobili o di moto?): senza gambe ma con tanto cuore, tanta luce: persona splendida.

    23. 212
      Cinzia scrive:

      Scrivi qui il tuo commento per sig. Filippo Sicari 74

      TERRA PROMESSA

      Esule cuore
      Approda all’amore.

    24. 211
      adele scrive:

      Drake, farò una ricerca.
      Non preoccuparti per Calderoli, la fantasia certo non gli manca, a lui non servono le fonti. E’ lui stesso una fonte lacrimosa.

    25. 210
      Cinzia scrive:

      Allora io preferisco parlare "l’humile" umbro.

    26. 209
      Drake Oldsail scrive:

      fine VIII inizio IX secolo Adele

    27. 208
      Drake Oldsail scrive:

      Gad, cancella il mio ultimo post, che se lo legge Calderoli siamo fritti! :P

    28. 207
      adele scrive:

      Verona, di che secolo è? Per capire "gli sponsor"

    29. 206
      ilja scrive:

      #203 – ti ho letto bene: ti ho risposto (immaginandomi cristiano, lol) e sono tornato da rav Lerner.

      fyi
      shtetlinks.jewishgen.org/Mukachev
      ps
      non manda giu link sto coso di Gad, e sempre peggio. Aggiungi www.

    30. 205
      Drake Oldsail scrive:

      Sembra proprio che la nostra bella lingua abbia origine dagli antenati di Calderoli…. sigh!

    31. 204
      Drake Oldsail scrive:

      Adele, siccome sono un ragazzo preciso, mi sono documentato, e devo riconoscere che hai ragione riguardo la scuola siciliana…
      ma con grande rammarico ti devo dire che esiste qualcosa di antecedente, la prima traccia di volgare scritto… un indovinello:
      "Se pareba boves,
      alba pratàlia aràba
      et albo versòrio teneba,
      et negro sèmen seminaba"
      e indovina da dove viene?
      Verona! :(

    32. 203
      adele scrive:

      186- Ilja, leggi bene i miei commenti, anzichè darmi in testa: il mio 179 era diretto a te, non a Gad!

    33. 202
      Cinzia scrive:

      Attorno al Mille, mentre l’occidente dormiva in un Medioevo profondo, l’Islam viveva un periodo d’illuminismo dove gli esponenti delle 3 religioni si confrontavano davvero liberamente. Perché il dialogo si è interrotto? Vero che fra ebrei e musulmani c’erano rapporti ottimi?

    34. 201
      ilja scrive:

      #196 – Vedrai tu, se sono Ariani! Eccome!
      Aspetta che le Legioni Padane marceranno a ripulire la Santa euro-regione Transpadana da tutta la feccia. Vedrai loro camicie verdi splendere e rinforzare le vere radici Cristiane di Calderoli & Tremonti.
      Non sai ancora cosa ci aspetta?

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