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  • 12 mar - 10:24: Il Tar ci ha dato ragione. Revocato il bavaglio. Lunedì L'Infedele può parlare di politica ...

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    L’Italia s’è destra

    mercoledì, 16 aprile 2008

    l'Infedele

    delacroixok1.jpgFratelli d’Italia, l’Italia s’è destra. E la sinistra? Ci sono studiosi che la reputano ormai costituzionalmente inadatta a guidare le società occidentali, quindi destinata a essere prima o poi inclusa dalla destra stessa (vedi “Il Mostro Mite” di Raffaele Simone, Garzanti editore). Ne parleremo stasera alle 21,10 su La7 nell’Infedele televisivo. Ospiti: Arturo Parisi (Pd), Maurizio Lupi (Pdl), Matteo Salvini (Lega Nord), Nichi Vendola (Sinistra arcobaleno). In collegamento partecipa Paolo Mieli, direttore del “Corriere della Sera”. In studio mi daranno una mano nel ragionamento Patrizia Catellani (docente di psicologia sociale dei comportamenti politici all’università Cattolica) e Marco Damilano dell’”Espresso”. In attesa dei vostri contributi, anticipo la mia riflessione pubblicata oggi su “Vanity fair”.

    L’Italia sarà governata dalla destra di Berlusconi, in cui pare riconoscersi come in uno specchio, quasi certamente fino al 2013.
    E’ una destra che subirà anch’essa la metamorfosi dei tempi duri –la recessione, la supremazia asiatica, la rivoluzione dei prezzi agricoli e petroliferi- tali da non consentire più la briglia sciolta, l’”arricchitevi!” e lo Stato non s’impicci troppo. Al contrario il popolo chiederà al governo Berlusconi di fornirgli protezione e sussidio oltre che svago, e solo in cambio di un efficace accudimento manterrà sul piedistallo la figura del Capo, altrimenti destinata a sgretolarsi in fretta.
    L’energia vitale da cui la destra trae alimento -e che le ha consentito di travolgere il nuovo Pd di Veltroni insieme al centro cattolico voluto da Ruini, provocando la cancellazione della sinistra critica e disinnescando il bluff catodico di una finta destra-Billionaire affidata all’esibizionismo della Santanchè- è un fluido profumato di nostalgia.
    L’avvertiamo nell’espansione prepotente della Lega Nord, conseguita sotto la guida di un leader carismatico refrattario alle telecamere, malato e stanco, ma ciò non di meno “vero”, a differenza della Cicciolina-Santanchè e di monsignor Giuliano Ferrara, tutte le sere entrambi in tv ma senza riuscire a schiodare consenso.
    Umberto Bossi, affiancato dall’estro creativo di un Tremonti che riscopre i classici del pensiero tradizionalista europeo, si accomoda nell’universo berlusconiano ma ne occupa le frontiere strategiche del territorio. E’ suo l’unico partito tuttora organizzato secondo i crismi antichi della militanza. Si erge a garante di un Nord che come tale non esiste –diviso com’è fra reti d’interesse differenziate- ma a cui piace immaginarsi “nazione proletaria”, vittima designata dei finanzieri cosmopoliti e dell’immigrazione extracomunitaria. Le giovanissime guardie padane che in Monferrato regalavano lecca lecca a mio figlio e al suo compagno di scuola peruviano, il rappresentante di lista del Carroccio che a Milano ha gentilmente tenuto al guinzaglio il nostro bastardo J mentre Umberta entrava nel seggio per votargli contro, sono parte di una nuova generazione di militanti del territorio inesistenti nei moderni partiti d’opinione.
    I giornalisti parlamentari si chiedono come Bossi utilizzerà la “golden share” di cui può avvalersi al Senato, dove non ci sarebbe maggioranza di destra senza i suoi. Ma non è certo a Roma che il fondatore della Lega vuole riscuotere il suo dividendo. Lo vedremo presto rivendicare la presidenza della Regione Lombardia, condizionare le scelte di Letizia Moratti sull’Expo 2015, puntare alle risorse finanziarie delle fondazioni bancarie: cioè radicarsi ulteriormente sul territorio che gli ha generosamente raddoppiato i voti nonostante l’umiliazione di Malpensa.
    La terza forza residua in un Parlamento che si è avvicinato (felicemente) al bipartitismo delle principali democrazie europee, resta dunque un movimento a vocazione localistica, come tale difficilmente addomesticabile. Lo dimostra la tenacia con cui ha difeso il suo simbolo elettorale, indisponibile a lasciarsi conglobare come Alleanza Nazionale.
    La natura popolare e –perché no?, plebea- del leghismo ha funzionato da argine nei confronti di un Pd che mostrando un profilo moderato sperava di conquistare nuovi elettori al Nord. Veltroni se l’è cavata cannibalizzando col richiamo del “voto utile” le forze alla sua sinistra, ma la rappresentanza dei ceti svantaggiati e del mondo del lavoro settentrionale è ormai sottratta alla sinistra: un evento imbarazzante per chi oggi la guida dopo aver reciso quei legami storici.
    Nonostante la sconfitta bruciante, del tutto prevedibile, credo che alla leadership di Veltroni vada riconosciuto un merito non secondario: l’avere consolidato il Partito democratico come scelta di non ritorno che determina la modernizzazione del sistema politico italiano. Da referendario convinto vedo con piacere la drastica riduzione del numero di partiti rappresentati in Parlamento. Non ci vedo nulla di antidemocratico, semmai il contrario. E spero che nessuno voglia innescare la retromarcia, perché anche la sinistra ha da ripensarsi in questo scenario politico completamente nuovo.

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    Articolo di:

    Gad - che ha scritto 1106 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    Altri commenti: [20] 19 18 17 16 15 14 13 12 11 101 » Mostra tutti i commenti

    1. 974
      Grazia scrive:

      W Beppe Grillo e Travaglio che hanno scosso un pò
      l’Italia.Finiamola con il farci prendere in giro da certi politici
      che ci promettono mari e monti e poi ci ritroviamo peggio di
      prima!Precari, più poveri e senza un futuro certo. http://www.adpna.it

    2. 973
      federica scrive:

      Scrivi qui il tuo commento:perchè non si rendono pubblici anche i
      dati realtivi ai reati contro il patrimonio che sono
      vertiginosamente aumentati, rispetto agli omicidi? l’insicurezza è
      un dato reale e negarlo significa che chi è accerchiato si senta
      legittimato a rescindere il patto sociale e trovare modalità
      individuali alla legittima difesa. segua di più, nelle sue
      conduzioni la grammatica analitica di Cacciari, è uno dei pochi che
      ha colto il quid della questione.

    3. 972
      Nessuno scrive:

      Tutti di destra
      Vittorio Feltri, su L’Indipendente, ha steso una lista di
      intellettuali italiani “di destra”. L’elenco contiene nomi di
      persone che indiscutibilmente aderirono al fascismo come Gentile,
      Cione o Marinetti; poi ve ne sono altri definibili come pensatori
      di destra ma non come fascisti, vedi Del Noce; infine vi appare
      Croce.
      Feltri afferma di aver messo in lista chi è stato fascista ‘e’
      nazionalista. Non doveva scrivere “e’, bensì ‘o’. Croce era
      certamente antifascista, ma la sua età e la sua formazione lo hanno
      indotto, per i superiori interessi della nazione, a dar persino
      l’oro alla patria. È un interessante dato psicologico e biografico,
      ma bisogna pur dire in che modo il conservatorismo liberale di
      Croce, e la sua religione della libertà, sono diversi dalla
      concezione hegeliana dello stato che troviamo in Gentile. Si
      potrebbe persino affermare che, a modo proprio, Gentile intendeva
      essere più “rivoluzionario” di Croce ma, insomma, non sono pappa e
      ciccia. Se pensare “a dritta” (come dice Feltri) significa perdere
      il senso delle distinzioni, allora questo sarà pur di destra, ma
      non è pensiero.
      Feltri invita a scoprire l’ordine segreto che presiede al suo
      elenco. In effetti, di ordini ve ne sono troppi. Per esempio,
      appaiono personaggi che hanno dato una adesione di comodo al
      regime, come Marconi che, feluca in testa, onorato dai signori in
      orbace, pur di poter realizzare la radio si sarebbe fatto anche
      accademico sovietico. Ma se si arruolano anche coloro che hanno
      dato adesioni di comodo a qualcosa, allora Togliatti era un
      intellettuale liberal-capitalista-cattolico perché ha accettato un
      patto (certamente di comodo) con De Gasperi, con la Chiesa e con
      l’odiata America.
      C’è Pirandello. Certamente accettò onori dal fascismo, ma come
      conciliare la sua radicale messa in questione di tutti i valori col
      pensiero della destra, che si richiama al valore sacrale della
      Tradizione?
      Poi appare Fermi. Non conosco abbastanza le sue opinioni giovanili,
      ma un uomo che a un certo punto è costretto a emigrare per le leggi
      razziali e mette il suo sapere a disposizione delle democrazie
      occidentali per battere il nazismo – magari in America avrà votato
      repubblicano, forse avrebbe rifiutato di lavorare per Stalin – non
      lo vedo accanto a Federzoni e a D’Annunzio.
      Negli anni cinquanta bastava che qualcuno avesse firmato un appello
      contro l’esecuzione dei Rosenberg o per il disarmo nucleare, che il
      ruspantissimo Partito comunista di allora lo arruolava tra gli
      intellettuali marxisti; e i confessori dei miei tempi mi citavano
      come esempio di intellettuale cattolico qualunque mangiapreti al
      cui letto di morte si fosse precipitato lo zio monsignore
      facendogli balbettare un atto di dolore tra gli spasimi
      dell’agonia. Ma per intellettuale cattolico si intende Manzoni, non
      Carducci – solo perché si è lasciato un giorno commuovere dalla
      figura di frate Francesco nudo giacente sulla terra sola.
      Infatti occorre stare attenti all’effetto zoom. Certi autori, se li
      si fotografa a distanza ravvicinata quando avevano vent’anni, ci
      appaiono come fascisti, e poi a cinquanta erano comunisti – vedi
      Guttuso. Feltri dice che se uno parte da destra e approda a
      sinistra è un problema suo, ovvero è la prova che si può essere
      “cretini”. Sarei più cauto: Lutero da giovane era monaco; Feltri
      direbbe che il suo ripudio della Chiesa è stato solo un fatto di
      cretinismo?
      Potremmo dire che un intellettuale si qualifica come reazionario,
      conservatore o rivoluzionario per il suo pensiero, o per il
      soggetto o lo stile della sua arte. Prendiamo due personaggi che
      appaiono insieme nella lista, Boccioni e Guttuso. Di Boccioni, il
      cui arditismo nazionalista è innegabile (ma quanto a fascismo,
      poveretto, è morto nel 1916) direi che non solo la sua pittura, ma
      la sua stessa ideologia, avevano una carica eversiva e innovatrice
      - certamente maggiore di quella di Guttuso. Allora metteremo
      Boccioni a sinistra anche se era nazionalista, e Guttuso a destra
      anche se poi è diventato comunista?
      È che le cose non sono cosí semplici. Sironi era fascista per le
      committenze che accettava e per alcuni dei suoi soggetti, ma se era
      conservatore o in qualche modo “reazionario” lo era per il suo
      ritorno ai valori pittorici della tradizione. E tuttavia ci sarebbe
      qualcuno disposto ad affermare che la sua rivisitazione di
      Masaccio, suggeriva prospettive nuove all’arte del Novecento, e
      quindi ecco che anche Sironi diventa progressista, certo molto di
      più dei pittori realisti sovietici o degli scenografi della
      rivoluzione culturale cinese (e delle sue parodie italiane).
      Le liste di arruolamento son tanto pericolose quanto le liste di
      proscrizione.
      U.Eco

    4. 971
      Anonimo scrive:

      *Frutti*. Borghezio: “Loro (Grillo, Travaglio & company) hanno
      scosso l’albero e noi abbiamo raccolto i frutti con il nostro
      piccolo canestro – con il nostro partito territoriale che organizza
      il rancore”. Questi i frutti perché la destra italiana è – come se
      fosse la stessa cosa – “liberistica”, “populistica” e
      “nazionalistica”, e si trova di fronte una sinistra che, al
      massimo, è “buone maniere”. Quando si sforza. Sennò è vecchia roba
      trita e ritrita che non “morde” la situazione. Diceva Mitterrand:
      “La destra è maggioritaria socialmente, minoritaria culturalmente,
      *la puoi vincere solo dividendola*”. Ciò che *non sa fare *
      l’italica “sinistra”, frazione del francescanesimo, votata a sola
      “testimonianza”, per di più o d’ideologie passate, oppure, peggio
      ancora, di cose sostanzialmente formali. A che serve il
      “politically correct” se sta solo sulla bocca e non nei cuori? Se
      nei cuori c’è odio, c’è rabbia, questo vincerà. E a poco serve
      dire: “Attenzione alla gioielleria!”. Nelle masse di certo il
      sentimento vince la ragione. Sempre. Mitterrand sapeva di cosa
      parlava, perché fece parte della destra “estrema”, come si dice
      oggi, da giovane, ne conobbe l’inconsistenza profonda. Si tratta di
      fare la famosa “offerta che non si può rifiutare”. Ma mancano
      totalmente della cultura. Forse la destra è più ignorante,
      nozionisticamente, ma come cultura non si brilla neppure a
      sinistra.

    5. 970
      Rodolfo scrive:

      Caro Gad Credo che i discorsi di Mieli e il suo atteggiamento
      meritino una riflessione, anche perchè secondo me rappresentano uno
      dei motivi di fondo della situazione attuale, culturale prima
      ancora che politica. Qualcuno dalle parti de il “Mondo” aveva detto
      che bisogna essere comunisti a vent’anni, liberali a quaranta e
      conservatori a sessanta e a distanza di mezzo secolo, con la
      tempistica adattata ai ritmi generazionali, questo detto è stato
      applicato con grande fedeltà, anzi saltando direttamente, per
      molti, alla fase conservatrice. Come spiegarsi allora il clima
      celebrativo che negli anni si è andato sviluppando intorno alla
      figura di Berlusconi man mano che consolidava la sua presenza nelle
      istituzioni? Ho sentito dire da Aldo Cazzullo che noi gli dovremmo
      il bipolarismo, ho visto la Armeni (personaggio abbastanza triste,
      sotto lo sguardo di sufficienza di Ferrara, molto simile a quello
      del Nostro per altro)ammettere che Egli è effettivamente una figura
      più importante per la nostra storia di quanto si pensi
      correntemente. Insomma queste figure partecipano di una
      assimilazione culturale della figura berlusconiana quasi volendo
      convincerci di una sua funzione necessaria nella storia del paese,
      un paese dove in troppi pensano che Mussolini sia stato davvero un
      grande statista. Mieli rivendica di aver appreso dal suo maestro
      che si possono trovare elementi di verità anche nelle stagioni
      storiche sbagliate, ma mentre per De Felice questo doveva essere un
      criterio filologico di lettura dei fatti, nelle mani di allievi
      come questi mi sembra più che altro un metodo di galleggiamento
      sulla cronaca che curiosamente riconduce sempre a fare perno sulle
      figure più reazionarie, quasi fossero più rassicuranti. Finanche
      Mastelloni, artista che mi piace, ha detto recentemente che
      Berlusconi sarebbe più a sinistra di quelli di sinistra e, cosa
      questa per me veramente scandalosa, le scopiazzature da von Hayek e
      altri neoliberisti di Tremonti, che mi sembra niente di più che un
      von Mises dei poveri, vengono considerate cultura da un pubblico di
      commentatori reverenti. Tutto questo mi fa pensare al cavo nella
      sabbia che portava dritto alle cariche sistemate sotto il ponte sul
      fiume Kwai. Tirando tirando si arriva a Tambroni, che ragionamento
      può aver fatto quella presidenza: Sono passati quindici anni dalla
      fine della guerra, è acqua passata, adesso mettiamo delle persone
      serie al governo e scordiamoci le chiacchiere della democrazia. A
      modo suo questo discorso interpretava un sentimento nazionale sordo
      e sordido che attraversa certe pierinate e il pubblico di
      Portobello con le sue grettezze. L’Italia è questa e quindi non può
      essere che questa, deve essere stata la riflessione di questi old
      boys degli anni settanta, che, magari su grandi terrazze romane,
      hanno pensato bene di capovolgere il loro livore ideologico verso
      tutto ciò che possa vagamente riferirsi a una qualche idea di
      progressismo o di sinistra, andando a ripetere come libri
      stracciati stilemi e citazioni dai pensatori controrivoluzionari
      francesi. Questo orientamento può ritrovarsi nel catalogo narrativa
      della Mondadori, dove troviamo delle figure di autore costruite a
      tavolino per corrispondere a dei ruoli standard: Piperno scrittore
      borghese, Saviano, che pur avendo fatto un lavoro decisamente più
      importante sembra oscurare tutti quelli che hanno già studiato e
      denunciato il fenomeno camorristico, per citare i più noti passati
      per le critiche di D’Orrico. E poi il revisionismo della Serri sui
      trascorsi fascisti di alcuni grandi della letteratura a cui mi è
      sembrato che anche Duccio Trombadori non abbia risposto a suo tempo
      con sufficiente energia e convinzione. In questo clima è piuttosto
      facile spandere un sorriso sornione sullo sfondo della Treccani
      dedicato ai poveri ingenui che hanno pensato per un attimo che si
      poteva vincere e consegnare il Cavaliere e le sue masse esaltate
      alla inoffensività civile e politica. Ti confesso, Gad, che non ho
      nessuna voglia di augurarmi che questa maggioranza sappia lavorare
      nell’interesse del paese, come si dice per fairplay democratico e
      ti propongo questo scenario: Berlusconi risana l’economia del
      paese, emergono e si consolidano le piccole e medie imprese e con
      il contributo dei ministri ombra del PD realizza le riforme
      istituzionali, portandoci anche ad un placido e condiviso
      presidenzialismo. Non sarebbe il trionfo del ragioniere di
      Giannini, che avrebbe risolto tutti i problemi della cosa pubblica
      senza politicanti e opinione pubblica? Non è la voglia inconfessata
      che solletica i commentatori alla Mieli?Non è un incubo? Ti prego
      di svegliarmi.

    6. 969
      Rodolfo scrive:

      Caro Gad, proprio non riesco a risolvere il problema, neanche
      spezzettando il testo, cosa mi consigli di fare? Ciao

    7. 968
      VERIANO VIDRICH scrive:

      purtroppo credo che l’italia non sia nè ..destra nè …sinistra!
      Essa è solo seduta sul proprio bagnato! I vecchi “comunisti” sono
      ormai defunti o si vergognano di essere stati tali, dato che ognuno
      di loro, forse giustamente, sperava di avere una vita migliore dei
      loro padri. E molti l’hanno avuta grazie all’evasione e l’elusione
      fiscale. Grazie anche ad un periodo d’indebitamento pubblico che ha
      insegnato a molti, forse troppi, a vivere sopra le righe. Ora
      stanno arrivando le vacche magre e purtroppo sarà difficile
      seguitare a fare le cicale. Non ogni giorno splende il sole!
      Purtroppo la sinistra storica non è più rappresentata in Parlamento
      e credo che questo non sia, per ovvie ragioni, bene nè costruttivo
      per il nostro Paese. Anche l’estrema destra è fuori. Il Popolo
      Sovrano, si fa per dire, ha scelto , quindi i timocrati governino e
      lo facciano bene, tramite i loro rappresentanti! La Massa conosce i
      burattini, ma non i burattinai. A buon intenditor…… con quel
      che segue! A chi da secoli guida nell’ombra il Paese non possiamo
      insegnare niente, molti di noi sanno bene che fine fecero i vari
      Ciceruacchi, Masianelli e….recenti Capi popolo
      pseudorivoluzionari. La massa può solo mugugnare, sperando
      nella….clemenza del tempo. Si fa per dire! Comunque ognuno di noi
      ha ciò che si merita, parce sepulto et amen!

    8. 967
      Ciro scrive:

      State parlando degli ORDINI? Gli Ordini esistono ma non funzionano
      più, vanno migliorati ma non chiusi, servono ancora. Io sono un
      Ingengere dell’INFORMAZIONE. Il Professionista deve essere LIBERO e
      INDIPENDENTE altrimenti, se non ha un Ordine, diventa succube del
      datore di lavoro. Grazie

    9. 966
      lucio scrive:

      alla particolare attenzione di drake oldsal ( prot n.944 ) se sei
      un semplice blogger come me la tua difesa di ufficio, senza sapere
      i fatti, dell’indegno comportamento di lerner che ha censurato i
      miei commenti unicamente perchè critici per la sua intolleranza,
      faziosità e livore, è veramente fuori luogo. la prossima volta
      impegnati a difendere chi ha subito la violenza e non il perfido
      violentatore.

    10. 965
      Gad scrive:

      Grazie Rodolfo, vado a cercarlo.

    11. 964
      Rodolfo scrive:

      Caro Gad, per misteriosi motivi di webmaster non riesco a far
      uscire dalla coda di moderazione il mio commento. Siccome mi
      piacerebbe sottoporlo al giudizio tuo e degli altri bloggers mi
      permetto di segnalartelo: l’ho inviato diverse volte e le versioni
      senza refusi sono le ultime due (#969 e #970 nella mia sequenza
      “ombra”) Grazie e ciao

    12. 963
      Gad scrive:

      Carissima Veronica, le rinnovo con gratitudine il mio abbraccio bastardo!

    13. 962
      Veronica scrive:

      carissimo Lerner, non so se leggerà questo commento, ma io volevo
      solo dire che in questi giorni post elezioni io mi sto rileggendo
      il suo libro “Tu sei un bastardo”; un’occasione per riflettere
      nuovamente sulla sua analisi sulle “identità”; vedo nella prima
      pagina il suo autografo “a Veronica con amicizia.Gad Lerner”, e
      colgo l’occasione per salutarla dalla Toscana dove sono
      straorgogliosa di vivere. Naturalmente, se vorrà ricambiarmi i
      saluti, sarò felicissima! Veronica

    14. 961
      Rodolfo scrive:

      Grazie Ilja.

    15. 960
      ilja scrive:

      #959 – prova a riscriverlo: l’amministratore non e molto attento
      qui. Puoi aspettare a luuuungoooo…

    16. 959
      Rodolfo scrive:

      Scusate…. è ricomparso all’improvviso… (sempre in coda di
      moderazione però)….

    17. 958
      Rodolfo scrive:

      Ciao, possibile che il mio post #941 contenesse tanti bad links?
      Sono curioso di sapere. Ancora grazie

    18. 957
      Corrado Buccieri scrive:

      Che fine..finalmente i Verdi. Adesso Pecoraro avrà il tempo per far
      attraversare le strade dai ricci. Che pena.

    19. 956
      enrico gizzi scrive:

      Scrivi qui il tuo commento Ho preferito meditare un attimo..et
      vedere l’infedele..anch’Io lo sono avendo studiato in scuole
      acctoliche da 6 anni di età sino alla laurea 25 anni in Cattolica
      sono Buddista-zen. Ma di quale destra stiamo parlando?? Di
      ex-socialisti Stefania Craxi docet et loro amici,di democristi
      decotti, di ex.comunisti Prosperini et altri od ex femministe
      passate alla destra Ombretta Colli,Maiolo et altre… Il problema
      del paese è grave… INPS in crisi dal 1980,un sistema bancario che
      strozza i privati et le p.m.i..a beneficio delle big
      company..scalate improvvisate da ancora più improvvisati
      finanzieri.. odontoiatri,ex-baristi..ma legati alle tessere di
      partito giuste.. Non potendo emigrare…rimango.. nella m…parlare
      di politica mi sembra una ver utopia!!! Bye a tutti Enrico Gizzi

    20. 955
      Giovanni scrive:

      Non essere cosi’ duro con i Verdi. Pensa al dramma umano del
      Pecoraro che si ritrova con il fratello che causa la prematura
      caduta della legislatura non ha potuto mettere a disposizione della
      causa verde tutta la sua esperienza di calciatore dilettante… ed
      e’ rimasto senza pensione per di piu’…

    21. 954
      Nessuno scrive:

      Povero Vendola, è dappertutto, lo fanno ballare come una scimmia su
      tutte le tv per spiegare gli errori di altri. Un dato molto
      positivo c’è: i Verdi non esistono più! Finalmente! Non riuscivo
      infatti a concepire un ecologismo alleato con i….comunisti??! e
      che invece dovrebbe essere trasversale rispetto a tutte le correnti
      politiche.

    22. 953
      Nessuno scrive:

      ERRATA CORR: Aggiungo che secondo Confindustria circa l’80% delle
      imprese siciliane paga il pizzo

    23. 952
      Nessuno scrive:

      Sto guardando “Exit” su La7. Come comprare il voto dei disperati:
      soldi o un sacchetto colmo di alimenti. è il massimo della
      democrazia mafiosa. Ho trovato interessante l’analisi del
      giornalista di Repubblica: 1. teoria del “bisogno sospeso”,
      mantenere in una situazione di bisogno i cittadini offrendo lavori
      a termine per mantenere il consenso 2. Italia senza memoria.
      Devastante. Aggiungo che secondo Confindustria circa l’80% delle
      imprese paga il pizzo. Togliendo i mafiosi, le persone oneste sono
      lo 0,000000000000000…..000000…000…% bene. Sarà tutta una
      montatura dei giornalisti. Intanto Cuffaro è in parlamento. Tra un
      po’ candidano anche quel parlamentare UDC che festeggiava
      cristianamente con cocaina e prostitute. Quando dici “temo che..”,
      è in realtà già successo.

    24. 951
      gino savi salerno scrive:

      ILJA Come vedi il lavoro che attende questo come qualunque altro
      governo è immane.Io ,come già detto, non nutro fiducia
      nell’efficienza e nel rigore, spesso solo verbale, della destra che
      abbiamo sperimentato due legislature orsono non vedendo nulla di
      particolarmente risolutivo, ma sono convinto che qualche
      provvedimento di una qualche efficacia, ad elezioni trionfalmente
      vinte dalla Lega proprio su questi temi, saranno in grado di
      prenderli. Vedremo ! d’altronde 5 anni saranno sufficienti alla
      destra per dimostrare cosa sa e vuole fare dopo la campagna
      elettorale e, nel contempo, alla sinistra per ricominciare a
      rendersi credibile nelle future elezioni. Ti saluto cordialmente.

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