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	<title>Commenti a: L&#8217;Italia s&#8217;è destra</title>
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	<description>Il blog del Bastardo</description>
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		<title>Di: Grazia</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-40783</link>
		<dc:creator>Grazia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 17:37:51 +0000</pubDate>
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		<description>W Beppe Grillo e Travaglio che hanno scosso un pò
l&#039;Italia.Finiamola con il farci prendere in giro da certi politici
che ci promettono mari e monti e poi ci ritroviamo peggio di
prima!Precari, più poveri e senza un futuro certo. www.adpna.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>W Beppe Grillo e Travaglio che hanno scosso un pò<br />
l&#8217;Italia.Finiamola con il farci prendere in giro da certi politici<br />
che ci promettono mari e monti e poi ci ritroviamo peggio di<br />
prima!Precari, più poveri e senza un futuro certo. <a href="http://www.adpna.it" rel="nofollow">http://www.adpna.it</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: federica</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-34306</link>
		<dc:creator>federica</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 19:45:03 +0000</pubDate>
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		<description>Scrivi qui il tuo commento:perchè non si rendono pubblici anche i
dati realtivi ai reati contro il patrimonio che sono
vertiginosamente aumentati, rispetto agli omicidi? l&#039;insicurezza è
un dato reale e negarlo significa che chi è accerchiato si senta
legittimato a rescindere il patto sociale e trovare modalità
individuali alla legittima difesa. segua di più, nelle sue
conduzioni la grammatica analitica di Cacciari, è uno dei pochi che
ha colto il quid della questione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivi qui il tuo commento:perchè non si rendono pubblici anche i<br />
dati realtivi ai reati contro il patrimonio che sono<br />
vertiginosamente aumentati, rispetto agli omicidi? l&#8217;insicurezza è<br />
un dato reale e negarlo significa che chi è accerchiato si senta<br />
legittimato a rescindere il patto sociale e trovare modalità<br />
individuali alla legittima difesa. segua di più, nelle sue<br />
conduzioni la grammatica analitica di Cacciari, è uno dei pochi che<br />
ha colto il quid della questione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nessuno</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-33946</link>
		<dc:creator>Nessuno</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 21:54:03 +0000</pubDate>
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		<description>Tutti di destra&lt;br /&gt;
Vittorio Feltri, su L&#039;Indipendente, ha steso una lista di
intellettuali italiani &quot;di destra&quot;. L&#039;elenco contiene nomi di
persone che indiscutibilmente aderirono al fascismo come Gentile,
Cione o Marinetti; poi ve ne sono altri definibili come pensatori
di destra ma non come fascisti, vedi Del Noce; infine vi appare
Croce.&lt;br /&gt;
Feltri afferma di aver messo in lista chi è stato fascista &#039;e&#039;
nazionalista. Non doveva scrivere &quot;e&#039;, bensì &#039;o&#039;. Croce era
certamente antifascista, ma la sua età e la sua formazione lo hanno
indotto, per i superiori interessi della nazione, a dar persino
l&#039;oro alla patria. È un interessante dato psicologico e biografico,
ma bisogna pur dire in che modo il conservatorismo liberale di
Croce, e la sua religione della libertà, sono diversi dalla
concezione hegeliana dello stato che troviamo in Gentile. Si
potrebbe persino affermare che, a modo proprio, Gentile intendeva
essere più &quot;rivoluzionario&quot; di Croce ma, insomma, non sono pappa e
ciccia. Se pensare &quot;a dritta&quot; (come dice Feltri) significa perdere
il senso delle distinzioni, allora questo sarà pur di destra, ma
non è pensiero.&lt;br /&gt;
Feltri invita a scoprire l&#039;ordine segreto che presiede al suo
elenco. In effetti, di ordini ve ne sono troppi. Per esempio,
appaiono personaggi che hanno dato una adesione di comodo al
regime, come Marconi che, feluca in testa, onorato dai signori in
orbace, pur di poter realizzare la radio si sarebbe fatto anche
accademico sovietico. Ma se si arruolano anche coloro che hanno
dato adesioni di comodo a qualcosa, allora Togliatti era un
intellettuale liberal-capitalista-cattolico perché ha accettato un
patto (certamente di comodo) con De Gasperi, con la Chiesa e con
l&#039;odiata America.&lt;br /&gt;
C&#039;è Pirandello. Certamente accettò onori dal fascismo, ma come
conciliare la sua radicale messa in questione di tutti i valori col
pensiero della destra, che si richiama al valore sacrale della
Tradizione?&lt;br /&gt;
Poi appare Fermi. Non conosco abbastanza le sue opinioni giovanili,
ma un uomo che a un certo punto è costretto a emigrare per le leggi
razziali e mette il suo sapere a disposizione delle democrazie
occidentali per battere il nazismo - magari in America avrà votato
repubblicano, forse avrebbe rifiutato di lavorare per Stalin - non
lo vedo accanto a Federzoni e a D&#039;Annunzio.&lt;br /&gt;
Negli anni cinquanta bastava che qualcuno avesse firmato un appello
contro l&#039;esecuzione dei Rosenberg o per il disarmo nucleare, che il
ruspantissimo Partito comunista di allora lo arruolava tra gli
intellettuali marxisti; e i confessori dei miei tempi mi citavano
come esempio di intellettuale cattolico qualunque mangiapreti al
cui letto di morte si fosse precipitato lo zio monsignore
facendogli balbettare un atto di dolore tra gli spasimi
dell&#039;agonia. Ma per intellettuale cattolico si intende Manzoni, non
Carducci - solo perché si è lasciato un giorno commuovere dalla
figura di frate Francesco nudo giacente sulla terra sola.&lt;br /&gt;
Infatti occorre stare attenti all&#039;effetto zoom. Certi autori, se li
si fotografa a distanza ravvicinata quando avevano vent&#039;anni, ci
appaiono come fascisti, e poi a cinquanta erano comunisti - vedi
Guttuso. Feltri dice che se uno parte da destra e approda a
sinistra è un problema suo, ovvero è la prova che si può essere
&quot;cretini&quot;. Sarei più cauto: Lutero da giovane era monaco; Feltri
direbbe che il suo ripudio della Chiesa è stato solo un fatto di
cretinismo?&lt;br /&gt;
Potremmo dire che un intellettuale si qualifica come reazionario,
conservatore o rivoluzionario per il suo pensiero, o per il
soggetto o lo stile della sua arte. Prendiamo due personaggi che
appaiono insieme nella lista, Boccioni e Guttuso. Di Boccioni, il
cui arditismo nazionalista è innegabile (ma quanto a fascismo,
poveretto, è morto nel 1916) direi che non solo la sua pittura, ma
la sua stessa ideologia, avevano una carica eversiva e innovatrice
- certamente maggiore di quella di Guttuso. Allora metteremo
Boccioni a sinistra anche se era nazionalista, e Guttuso a destra
anche se poi è diventato comunista?&lt;br /&gt;
È che le cose non sono cosí semplici. Sironi era fascista per le
committenze che accettava e per alcuni dei suoi soggetti, ma se era
conservatore o in qualche modo &quot;reazionario&quot; lo era per il suo
ritorno ai valori pittorici della tradizione. E tuttavia ci sarebbe
qualcuno disposto ad affermare che la sua rivisitazione di
Masaccio, suggeriva prospettive nuove all&#039;arte del Novecento, e
quindi ecco che anche Sironi diventa progressista, certo molto di
più dei pittori realisti sovietici o degli scenografi della
rivoluzione culturale cinese (e delle sue parodie italiane).&lt;br /&gt;
Le liste di arruolamento son tanto pericolose quanto le liste di
proscrizione.&lt;br /&gt;
U.Eco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti di destra<br />
Vittorio Feltri, su L&#8217;Indipendente, ha steso una lista di<br />
intellettuali italiani &#8220;di destra&#8221;. L&#8217;elenco contiene nomi di<br />
persone che indiscutibilmente aderirono al fascismo come Gentile,<br />
Cione o Marinetti; poi ve ne sono altri definibili come pensatori<br />
di destra ma non come fascisti, vedi Del Noce; infine vi appare<br />
Croce.<br />
Feltri afferma di aver messo in lista chi è stato fascista &#8216;e&#8217;<br />
nazionalista. Non doveva scrivere &#8220;e&#8217;, bensì &#8216;o&#8217;. Croce era<br />
certamente antifascista, ma la sua età e la sua formazione lo hanno<br />
indotto, per i superiori interessi della nazione, a dar persino<br />
l&#8217;oro alla patria. È un interessante dato psicologico e biografico,<br />
ma bisogna pur dire in che modo il conservatorismo liberale di<br />
Croce, e la sua religione della libertà, sono diversi dalla<br />
concezione hegeliana dello stato che troviamo in Gentile. Si<br />
potrebbe persino affermare che, a modo proprio, Gentile intendeva<br />
essere più &#8220;rivoluzionario&#8221; di Croce ma, insomma, non sono pappa e<br />
ciccia. Se pensare &#8220;a dritta&#8221; (come dice Feltri) significa perdere<br />
il senso delle distinzioni, allora questo sarà pur di destra, ma<br />
non è pensiero.<br />
Feltri invita a scoprire l&#8217;ordine segreto che presiede al suo<br />
elenco. In effetti, di ordini ve ne sono troppi. Per esempio,<br />
appaiono personaggi che hanno dato una adesione di comodo al<br />
regime, come Marconi che, feluca in testa, onorato dai signori in<br />
orbace, pur di poter realizzare la radio si sarebbe fatto anche<br />
accademico sovietico. Ma se si arruolano anche coloro che hanno<br />
dato adesioni di comodo a qualcosa, allora Togliatti era un<br />
intellettuale liberal-capitalista-cattolico perché ha accettato un<br />
patto (certamente di comodo) con De Gasperi, con la Chiesa e con<br />
l&#8217;odiata America.<br />
C&#8217;è Pirandello. Certamente accettò onori dal fascismo, ma come<br />
conciliare la sua radicale messa in questione di tutti i valori col<br />
pensiero della destra, che si richiama al valore sacrale della<br />
Tradizione?<br />
Poi appare Fermi. Non conosco abbastanza le sue opinioni giovanili,<br />
ma un uomo che a un certo punto è costretto a emigrare per le leggi<br />
razziali e mette il suo sapere a disposizione delle democrazie<br />
occidentali per battere il nazismo &#8211; magari in America avrà votato<br />
repubblicano, forse avrebbe rifiutato di lavorare per Stalin &#8211; non<br />
lo vedo accanto a Federzoni e a D&#8217;Annunzio.<br />
Negli anni cinquanta bastava che qualcuno avesse firmato un appello<br />
contro l&#8217;esecuzione dei Rosenberg o per il disarmo nucleare, che il<br />
ruspantissimo Partito comunista di allora lo arruolava tra gli<br />
intellettuali marxisti; e i confessori dei miei tempi mi citavano<br />
come esempio di intellettuale cattolico qualunque mangiapreti al<br />
cui letto di morte si fosse precipitato lo zio monsignore<br />
facendogli balbettare un atto di dolore tra gli spasimi<br />
dell&#8217;agonia. Ma per intellettuale cattolico si intende Manzoni, non<br />
Carducci &#8211; solo perché si è lasciato un giorno commuovere dalla<br />
figura di frate Francesco nudo giacente sulla terra sola.<br />
Infatti occorre stare attenti all&#8217;effetto zoom. Certi autori, se li<br />
si fotografa a distanza ravvicinata quando avevano vent&#8217;anni, ci<br />
appaiono come fascisti, e poi a cinquanta erano comunisti &#8211; vedi<br />
Guttuso. Feltri dice che se uno parte da destra e approda a<br />
sinistra è un problema suo, ovvero è la prova che si può essere<br />
&#8220;cretini&#8221;. Sarei più cauto: Lutero da giovane era monaco; Feltri<br />
direbbe che il suo ripudio della Chiesa è stato solo un fatto di<br />
cretinismo?<br />
Potremmo dire che un intellettuale si qualifica come reazionario,<br />
conservatore o rivoluzionario per il suo pensiero, o per il<br />
soggetto o lo stile della sua arte. Prendiamo due personaggi che<br />
appaiono insieme nella lista, Boccioni e Guttuso. Di Boccioni, il<br />
cui arditismo nazionalista è innegabile (ma quanto a fascismo,<br />
poveretto, è morto nel 1916) direi che non solo la sua pittura, ma<br />
la sua stessa ideologia, avevano una carica eversiva e innovatrice<br />
- certamente maggiore di quella di Guttuso. Allora metteremo<br />
Boccioni a sinistra anche se era nazionalista, e Guttuso a destra<br />
anche se poi è diventato comunista?<br />
È che le cose non sono cosí semplici. Sironi era fascista per le<br />
committenze che accettava e per alcuni dei suoi soggetti, ma se era<br />
conservatore o in qualche modo &#8220;reazionario&#8221; lo era per il suo<br />
ritorno ai valori pittorici della tradizione. E tuttavia ci sarebbe<br />
qualcuno disposto ad affermare che la sua rivisitazione di<br />
Masaccio, suggeriva prospettive nuove all&#8217;arte del Novecento, e<br />
quindi ecco che anche Sironi diventa progressista, certo molto di<br />
più dei pittori realisti sovietici o degli scenografi della<br />
rivoluzione culturale cinese (e delle sue parodie italiane).<br />
Le liste di arruolamento son tanto pericolose quanto le liste di<br />
proscrizione.<br />
U.Eco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-30933</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 15:10:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gadlerner.it/index.php/2008/04/16/litalia-se-destra.html#comment-30933</guid>
		<description>*Frutti*. Borghezio: “Loro (Grillo, Travaglio &amp; company) hanno
scosso l’albero e noi abbiamo raccolto i frutti con il nostro
piccolo canestro - con il nostro partito territoriale che organizza
il rancore”. Questi i frutti perché la destra italiana è – come se
fosse la stessa cosa – “liberistica”, “populistica” e
“nazionalistica”, e si trova di fronte una sinistra che, al
massimo, è “buone maniere”. Quando si sforza. Sennò è vecchia roba
trita e ritrita che non “morde” la situazione. Diceva Mitterrand:
“La destra è maggioritaria socialmente, minoritaria culturalmente,
*la puoi vincere solo dividendola*”. Ciò che *non sa fare *
l’italica “sinistra”, frazione del francescanesimo, votata a sola
“testimonianza”, per di più o d’ideologie passate, oppure, peggio
ancora, di cose sostanzialmente formali. A che serve il
“politically correct” se sta solo sulla bocca e non nei cuori? Se
nei cuori c’è odio, c’è rabbia, questo vincerà. E a poco serve
dire: “Attenzione alla gioielleria!”. Nelle masse di certo il
sentimento vince la ragione. Sempre. Mitterrand sapeva di cosa
parlava, perché fece parte della destra “estrema”, come si dice
oggi, da giovane, ne conobbe l’inconsistenza profonda. Si tratta di
fare la famosa “offerta che non si può rifiutare”. Ma mancano
totalmente della cultura. Forse la destra è più ignorante,
nozionisticamente, ma come cultura non si brilla neppure a
sinistra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>*Frutti*. Borghezio: “Loro (Grillo, Travaglio &amp; company) hanno<br />
scosso l’albero e noi abbiamo raccolto i frutti con il nostro<br />
piccolo canestro &#8211; con il nostro partito territoriale che organizza<br />
il rancore”. Questi i frutti perché la destra italiana è – come se<br />
fosse la stessa cosa – “liberistica”, “populistica” e<br />
“nazionalistica”, e si trova di fronte una sinistra che, al<br />
massimo, è “buone maniere”. Quando si sforza. Sennò è vecchia roba<br />
trita e ritrita che non “morde” la situazione. Diceva Mitterrand:<br />
“La destra è maggioritaria socialmente, minoritaria culturalmente,<br />
*la puoi vincere solo dividendola*”. Ciò che *non sa fare *<br />
l’italica “sinistra”, frazione del francescanesimo, votata a sola<br />
“testimonianza”, per di più o d’ideologie passate, oppure, peggio<br />
ancora, di cose sostanzialmente formali. A che serve il<br />
“politically correct” se sta solo sulla bocca e non nei cuori? Se<br />
nei cuori c’è odio, c’è rabbia, questo vincerà. E a poco serve<br />
dire: “Attenzione alla gioielleria!”. Nelle masse di certo il<br />
sentimento vince la ragione. Sempre. Mitterrand sapeva di cosa<br />
parlava, perché fece parte della destra “estrema”, come si dice<br />
oggi, da giovane, ne conobbe l’inconsistenza profonda. Si tratta di<br />
fare la famosa “offerta che non si può rifiutare”. Ma mancano<br />
totalmente della cultura. Forse la destra è più ignorante,<br />
nozionisticamente, ma come cultura non si brilla neppure a<br />
sinistra.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rodolfo</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-30487</link>
		<dc:creator>Rodolfo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 23:30:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gadlerner.it/index.php/2008/04/16/litalia-se-destra.html#comment-30487</guid>
		<description>Caro Gad Credo che i discorsi di Mieli e il suo atteggiamento
meritino una riflessione, anche perchè secondo me rappresentano uno
dei motivi di fondo della situazione attuale, culturale prima
ancora che politica. Qualcuno dalle parti de il &quot;Mondo&quot; aveva detto
che bisogna essere comunisti a vent&#039;anni, liberali a quaranta e
conservatori a sessanta e a distanza di mezzo secolo, con la
tempistica adattata ai ritmi generazionali, questo detto è stato
applicato con grande fedeltà, anzi saltando direttamente, per
molti, alla fase conservatrice. Come spiegarsi allora il clima
celebrativo che negli anni si è andato sviluppando intorno alla
figura di Berlusconi man mano che consolidava la sua presenza nelle
istituzioni? Ho sentito dire da Aldo Cazzullo che noi gli dovremmo
il bipolarismo, ho visto la Armeni (personaggio abbastanza triste,
sotto lo sguardo di sufficienza di Ferrara, molto simile a quello
del Nostro per altro)ammettere che Egli è effettivamente una figura
più importante per la nostra storia di quanto si pensi
correntemente. Insomma queste figure partecipano di una
assimilazione culturale della figura berlusconiana quasi volendo
convincerci di una sua funzione necessaria nella storia del paese,
un paese dove in troppi pensano che Mussolini sia stato davvero un
grande statista. Mieli rivendica di aver appreso dal suo maestro
che si possono trovare elementi di verità anche nelle stagioni
storiche sbagliate, ma mentre per De Felice questo doveva essere un
criterio filologico di lettura dei fatti, nelle mani di allievi
come questi mi sembra più che altro un metodo di galleggiamento
sulla cronaca che curiosamente riconduce sempre a fare perno sulle
figure più reazionarie, quasi fossero più rassicuranti. Finanche
Mastelloni, artista che mi piace, ha detto recentemente che
Berlusconi sarebbe più a sinistra di quelli di sinistra e, cosa
questa per me veramente scandalosa, le scopiazzature da von Hayek e
altri neoliberisti di Tremonti, che mi sembra niente di più che un
von Mises dei poveri, vengono considerate cultura da un pubblico di
commentatori reverenti. Tutto questo mi fa pensare al cavo nella
sabbia che portava dritto alle cariche sistemate sotto il ponte sul
fiume Kwai. Tirando tirando si arriva a Tambroni, che ragionamento
può aver fatto quella presidenza: Sono passati quindici anni dalla
fine della guerra, è acqua passata, adesso mettiamo delle persone
serie al governo e scordiamoci le chiacchiere della democrazia. A
modo suo questo discorso interpretava un sentimento nazionale sordo
e sordido che attraversa certe pierinate e il pubblico di
Portobello con le sue grettezze. L&#039;Italia è questa e quindi non può
essere che questa, deve essere stata la riflessione di questi old
boys degli anni settanta, che, magari su grandi terrazze romane,
hanno pensato bene di capovolgere il loro livore ideologico verso
tutto ciò che possa vagamente riferirsi a una qualche idea di
progressismo o di sinistra, andando a ripetere come libri
stracciati stilemi e citazioni dai pensatori controrivoluzionari
francesi. Questo orientamento può ritrovarsi nel catalogo narrativa
della Mondadori, dove troviamo delle figure di autore costruite a
tavolino per corrispondere a dei ruoli standard: Piperno scrittore
borghese, Saviano, che pur avendo fatto un lavoro decisamente più
importante sembra oscurare tutti quelli che hanno già studiato e
denunciato il fenomeno camorristico, per citare i più noti passati
per le critiche di D&#039;Orrico. E poi il revisionismo della Serri sui
trascorsi fascisti di alcuni grandi della letteratura a cui mi è
sembrato che anche Duccio Trombadori non abbia risposto a suo tempo
con sufficiente energia e convinzione. In questo clima è piuttosto
facile spandere un sorriso sornione sullo sfondo della Treccani
dedicato ai poveri ingenui che hanno pensato per un attimo che si
poteva vincere e consegnare il Cavaliere e le sue masse esaltate
alla inoffensività civile e politica. Ti confesso, Gad, che non ho
nessuna voglia di augurarmi che questa maggioranza sappia lavorare
nell&#039;interesse del paese, come si dice per fairplay democratico e
ti propongo questo scenario: Berlusconi risana l&#039;economia del
paese, emergono e si consolidano le piccole e medie imprese e con
il contributo dei ministri ombra del PD realizza le riforme
istituzionali, portandoci anche ad un placido e condiviso
presidenzialismo. Non sarebbe il trionfo del ragioniere di
Giannini, che avrebbe risolto tutti i problemi della cosa pubblica
senza politicanti e opinione pubblica? Non è la voglia inconfessata
che solletica i commentatori alla Mieli?Non è un incubo? Ti prego
di svegliarmi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gad Credo che i discorsi di Mieli e il suo atteggiamento<br />
meritino una riflessione, anche perchè secondo me rappresentano uno<br />
dei motivi di fondo della situazione attuale, culturale prima<br />
ancora che politica. Qualcuno dalle parti de il &#8220;Mondo&#8221; aveva detto<br />
che bisogna essere comunisti a vent&#8217;anni, liberali a quaranta e<br />
conservatori a sessanta e a distanza di mezzo secolo, con la<br />
tempistica adattata ai ritmi generazionali, questo detto è stato<br />
applicato con grande fedeltà, anzi saltando direttamente, per<br />
molti, alla fase conservatrice. Come spiegarsi allora il clima<br />
celebrativo che negli anni si è andato sviluppando intorno alla<br />
figura di Berlusconi man mano che consolidava la sua presenza nelle<br />
istituzioni? Ho sentito dire da Aldo Cazzullo che noi gli dovremmo<br />
il bipolarismo, ho visto la Armeni (personaggio abbastanza triste,<br />
sotto lo sguardo di sufficienza di Ferrara, molto simile a quello<br />
del Nostro per altro)ammettere che Egli è effettivamente una figura<br />
più importante per la nostra storia di quanto si pensi<br />
correntemente. Insomma queste figure partecipano di una<br />
assimilazione culturale della figura berlusconiana quasi volendo<br />
convincerci di una sua funzione necessaria nella storia del paese,<br />
un paese dove in troppi pensano che Mussolini sia stato davvero un<br />
grande statista. Mieli rivendica di aver appreso dal suo maestro<br />
che si possono trovare elementi di verità anche nelle stagioni<br />
storiche sbagliate, ma mentre per De Felice questo doveva essere un<br />
criterio filologico di lettura dei fatti, nelle mani di allievi<br />
come questi mi sembra più che altro un metodo di galleggiamento<br />
sulla cronaca che curiosamente riconduce sempre a fare perno sulle<br />
figure più reazionarie, quasi fossero più rassicuranti. Finanche<br />
Mastelloni, artista che mi piace, ha detto recentemente che<br />
Berlusconi sarebbe più a sinistra di quelli di sinistra e, cosa<br />
questa per me veramente scandalosa, le scopiazzature da von Hayek e<br />
altri neoliberisti di Tremonti, che mi sembra niente di più che un<br />
von Mises dei poveri, vengono considerate cultura da un pubblico di<br />
commentatori reverenti. Tutto questo mi fa pensare al cavo nella<br />
sabbia che portava dritto alle cariche sistemate sotto il ponte sul<br />
fiume Kwai. Tirando tirando si arriva a Tambroni, che ragionamento<br />
può aver fatto quella presidenza: Sono passati quindici anni dalla<br />
fine della guerra, è acqua passata, adesso mettiamo delle persone<br />
serie al governo e scordiamoci le chiacchiere della democrazia. A<br />
modo suo questo discorso interpretava un sentimento nazionale sordo<br />
e sordido che attraversa certe pierinate e il pubblico di<br />
Portobello con le sue grettezze. L&#8217;Italia è questa e quindi non può<br />
essere che questa, deve essere stata la riflessione di questi old<br />
boys degli anni settanta, che, magari su grandi terrazze romane,<br />
hanno pensato bene di capovolgere il loro livore ideologico verso<br />
tutto ciò che possa vagamente riferirsi a una qualche idea di<br />
progressismo o di sinistra, andando a ripetere come libri<br />
stracciati stilemi e citazioni dai pensatori controrivoluzionari<br />
francesi. Questo orientamento può ritrovarsi nel catalogo narrativa<br />
della Mondadori, dove troviamo delle figure di autore costruite a<br />
tavolino per corrispondere a dei ruoli standard: Piperno scrittore<br />
borghese, Saviano, che pur avendo fatto un lavoro decisamente più<br />
importante sembra oscurare tutti quelli che hanno già studiato e<br />
denunciato il fenomeno camorristico, per citare i più noti passati<br />
per le critiche di D&#8217;Orrico. E poi il revisionismo della Serri sui<br />
trascorsi fascisti di alcuni grandi della letteratura a cui mi è<br />
sembrato che anche Duccio Trombadori non abbia risposto a suo tempo<br />
con sufficiente energia e convinzione. In questo clima è piuttosto<br />
facile spandere un sorriso sornione sullo sfondo della Treccani<br />
dedicato ai poveri ingenui che hanno pensato per un attimo che si<br />
poteva vincere e consegnare il Cavaliere e le sue masse esaltate<br />
alla inoffensività civile e politica. Ti confesso, Gad, che non ho<br />
nessuna voglia di augurarmi che questa maggioranza sappia lavorare<br />
nell&#8217;interesse del paese, come si dice per fairplay democratico e<br />
ti propongo questo scenario: Berlusconi risana l&#8217;economia del<br />
paese, emergono e si consolidano le piccole e medie imprese e con<br />
il contributo dei ministri ombra del PD realizza le riforme<br />
istituzionali, portandoci anche ad un placido e condiviso<br />
presidenzialismo. Non sarebbe il trionfo del ragioniere di<br />
Giannini, che avrebbe risolto tutti i problemi della cosa pubblica<br />
senza politicanti e opinione pubblica? Non è la voglia inconfessata<br />
che solletica i commentatori alla Mieli?Non è un incubo? Ti prego<br />
di svegliarmi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Rodolfo</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-30390</link>
		<dc:creator>Rodolfo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 18:23:13 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Gad, proprio non riesco a risolvere il problema, neanche
spezzettando il testo, cosa mi consigli di fare? Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gad, proprio non riesco a risolvere il problema, neanche<br />
spezzettando il testo, cosa mi consigli di fare? Ciao</p>
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		<title>Di: VERIANO VIDRICH</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-30333</link>
		<dc:creator>VERIANO VIDRICH</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 14:56:36 +0000</pubDate>
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		<description>purtroppo credo che l&#039;italia non sia nè ..destra nè ...sinistra!
Essa è solo seduta sul proprio bagnato! I vecchi &quot;comunisti&quot; sono
ormai defunti o si vergognano di essere stati tali, dato che ognuno
di loro, forse giustamente, sperava di avere una vita migliore dei
loro padri. E molti l&#039;hanno avuta grazie all&#039;evasione e l&#039;elusione
fiscale. Grazie anche ad un periodo d&#039;indebitamento pubblico che ha
insegnato a molti, forse troppi, a vivere sopra le righe. Ora
stanno arrivando le vacche magre e purtroppo sarà difficile
seguitare a fare le cicale. Non ogni giorno splende il sole!
Purtroppo la sinistra storica non è più rappresentata in Parlamento
e credo che questo non sia, per ovvie ragioni, bene nè costruttivo
per il nostro Paese. Anche l&#039;estrema destra è fuori. Il Popolo
Sovrano, si fa per dire, ha scelto , quindi i timocrati governino e
lo facciano bene, tramite i loro rappresentanti! La Massa conosce i
burattini, ma non i burattinai. A buon intenditor...... con quel
che segue! A chi da secoli guida nell&#039;ombra il Paese non possiamo
insegnare niente, molti di noi sanno bene che fine fecero i vari
Ciceruacchi, Masianelli e....recenti Capi popolo
pseudorivoluzionari. La massa può solo mugugnare, sperando
nella....clemenza del tempo. Si fa per dire! Comunque ognuno di noi
ha ciò che si merita, parce sepulto et amen!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>purtroppo credo che l&#8217;italia non sia nè ..destra nè &#8230;sinistra!<br />
Essa è solo seduta sul proprio bagnato! I vecchi &#8220;comunisti&#8221; sono<br />
ormai defunti o si vergognano di essere stati tali, dato che ognuno<br />
di loro, forse giustamente, sperava di avere una vita migliore dei<br />
loro padri. E molti l&#8217;hanno avuta grazie all&#8217;evasione e l&#8217;elusione<br />
fiscale. Grazie anche ad un periodo d&#8217;indebitamento pubblico che ha<br />
insegnato a molti, forse troppi, a vivere sopra le righe. Ora<br />
stanno arrivando le vacche magre e purtroppo sarà difficile<br />
seguitare a fare le cicale. Non ogni giorno splende il sole!<br />
Purtroppo la sinistra storica non è più rappresentata in Parlamento<br />
e credo che questo non sia, per ovvie ragioni, bene nè costruttivo<br />
per il nostro Paese. Anche l&#8217;estrema destra è fuori. Il Popolo<br />
Sovrano, si fa per dire, ha scelto , quindi i timocrati governino e<br />
lo facciano bene, tramite i loro rappresentanti! La Massa conosce i<br />
burattini, ma non i burattinai. A buon intenditor&#8230;&#8230; con quel<br />
che segue! A chi da secoli guida nell&#8217;ombra il Paese non possiamo<br />
insegnare niente, molti di noi sanno bene che fine fecero i vari<br />
Ciceruacchi, Masianelli e&#8230;.recenti Capi popolo<br />
pseudorivoluzionari. La massa può solo mugugnare, sperando<br />
nella&#8230;.clemenza del tempo. Si fa per dire! Comunque ognuno di noi<br />
ha ciò che si merita, parce sepulto et amen!</p>
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		<title>Di: Ciro</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-29874</link>
		<dc:creator>Ciro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 21:11:46 +0000</pubDate>
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		<description>State parlando degli ORDINI? Gli Ordini esistono ma non funzionano
più, vanno migliorati ma non chiusi, servono ancora. Io sono un
Ingengere dell&#039;INFORMAZIONE. Il Professionista deve essere LIBERO e
INDIPENDENTE altrimenti, se non ha un Ordine, diventa succube del
datore di lavoro. Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>State parlando degli ORDINI? Gli Ordini esistono ma non funzionano<br />
più, vanno migliorati ma non chiusi, servono ancora. Io sono un<br />
Ingengere dell&#8217;INFORMAZIONE. Il Professionista deve essere LIBERO e<br />
INDIPENDENTE altrimenti, se non ha un Ordine, diventa succube del<br />
datore di lavoro. Grazie</p>
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		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-29557</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 19:10:26 +0000</pubDate>
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		<description>alla particolare attenzione di drake oldsal ( prot n.944 ) se sei
un semplice blogger come me la tua difesa di ufficio, senza sapere
i fatti, dell&#039;indegno comportamento di lerner che ha censurato i
miei commenti unicamente perchè critici per la sua intolleranza,
faziosità e livore, è veramente fuori luogo. la prossima volta
impegnati a difendere chi ha subito la violenza e non il perfido
violentatore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>alla particolare attenzione di drake oldsal ( prot n.944 ) se sei<br />
un semplice blogger come me la tua difesa di ufficio, senza sapere<br />
i fatti, dell&#8217;indegno comportamento di lerner che ha censurato i<br />
miei commenti unicamente perchè critici per la sua intolleranza,<br />
faziosità e livore, è veramente fuori luogo. la prossima volta<br />
impegnati a difendere chi ha subito la violenza e non il perfido<br />
violentatore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gad</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/16/litalia-se-destra.html/comment-page-20#comment-29278</link>
		<dc:creator>Gad</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 02:34:06 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Rodolfo, vado a cercarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Rodolfo, vado a cercarlo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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