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	<title>Commenti a: Quante bugie sulla sicurezza</title>
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	<description>Il blog del Bastardo</description>
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		<title>Di: Giovanna La Maestra</title>
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		<dc:creator>Giovanna La Maestra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 11:45:31 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile dottor Lerner, La ringrazio molto per il modo in cui conduce L’infedele. 
Quello che segue è uno sfogo, e mi scuso per questo, ma non ne posso più di essere costretta a subire in silenzio un modo di governare che non condivido.
Appartengo alla minoranza che ha perso le elezioni e so bene che, in democrazia, devo accettare la volontà della maggioranza. Non sono però disposta a subirla.
La sensazione di subire dipende dal fatto che non mi pare, in questo momento, di partecipare ad una prassi democratica. Il linguaggio usato dai politici, infatti, è tale che non è possibile sapere cosa stia realmente accadendo nel mio paese e quali sono le ragioni per cui vengono fatte alcune scelte piuttosto che altre. Non mi basta, non accetto che qualcuno dica ai miei concittadini “Ci penso io, tranquilli.” Non capisco in nome di che cosa vengano discusse le questioni dell’immigrazione, della prostituzione, della scuola, delle pensioni, dell’amministrazione della giustizia. Vi sono analisi e dati che giustifichino le scelte? E i lavori pubblici? In base a che cosa le priorità? 
Se, a casa mia suona un disgraziato che ha bisogno di lavoro e gli altri componenti della mia famiglia lo cacciano contro il mio parere perché sono la maggioranza, chi parlerebbe di una famiglia democratica? Personalmente mi dispererei di non essere stata capace di educare i miei figli al rispetto degli altri e di convivere con degli sciocchi pieni di pregiudizi. Penserei di aver subito, non di dovere accettare.
Quando ero bambina, dopo la guerra, nelle strade vi erano molte prostitute. E vi erano anche le case chiuse. Chiedevo spiegazioni. E’ la miseria, mi veniva risposto. Cosa rispondono oggi i genitori ai bambini? Bisogna che le prostitute spariscano dalla nostra vista? E votano chi le farà sparire? 
Quando ero bambina vi erano le classi differenziali, frequentate dai poveri, più che da quelli che allora si chiamavano scemi. Io tornavo a casa per mangiare e loro restavano a scuola con delle gavettine di metallo e un cucchiaio sul quale battevano chiedendo il cibo, mentre i figli dei signori uscivano. I bambini poveri vevano la testa rasata perché le maestre potessero controllare più facilmente che non avessero pidocchi. Molti amici dei miei genitori mandavano i loro figli nelle scuole private perché non si contaminassero. Ringrazio i miei di non averlo mai fatto, pur essendo dei conservatori. Avevo paura e pietà di quei bambini, mi sentivo superiore, ma mi guardavo bene dal dirlo a mio padre o a mia madre, mi vergognavo di quello che pensavo. Chi e perché, oggi, manda i figli nelle scuole private? Prima di accettare che esse siano finanziate dallo stato, ho diritto di sapere perché e chi iscrive lì bambini e ragazzi. La scuola pubblica è uno dei servizi che caratterizzano lo stato moderno: come la pubblica sicurezza, le forze armate, l’ordine giudiziario, la pubblica amministrazione. Qualcuno pensa che sarebbe accettabile la libertà di chiedere finanziamenti allo Stato per avere una giustizia, un’amministrazione, delle forze armate private? 
Se i miei figli, lavorando, mi affidassero i soldi per i momenti difficili ed io glieli sottraessi, o li spingessi ad affidarli ad altri, se facessi lavorare io i miei figli e non mettessi niente da parte per loro, pur utilizzando la loro fatica, sarei considerata moderna o snaturata? Se uno di loro, più forte, più bello, più ricco, più fortunato pensasse di avere in casa diritti che altri non hanno, ed io lo appoggiassi, sarei considerata un giudice equo? 
Chiedo scusa se, col mio piccolo cervello di donna che si è presa cura di coloro che le sono stati affidati, faccio l’assurdo paragone fra la situazione di uno stato e quella ristretta e modesta di una gestione familiare, ma vi sono due cose che mi assolvono ai miei occhi. Sento dire dai politici di tutti gli schieramenti che la famiglia è il nucleo fondamentale della società e, a differenza di quanto accade a chi governa, non sono mai stata pagata per occuparmene. Anzi, per contribuire al benessere del nucleo sociale di cui sono responsabile, ho avuto il doppio lavoro di insegnante e di casalinga.
Adesso, prima di accettare la volontà della maggioranza, ho diritto di sapere in base a quali principi ha scelto coloro che anch’io pago. 
Non mi sono mai permessa di dire menzogne ai miei figli, neppure quando erano piccoli, neppure per proteggerli; non ho mai mentito ai miei alunni. Perché devo contribuire, io che non ho votato per questa gente,  a pagare gli stipendi di chi mente? 
Se democrazia è solo governo della maggioranza che vince le elezioni, perché le minoranze devono pagare le tasse? Quando penso che contribuisco, anche con un solo centesimo, al servizio ospedaliero nel quale Cossiga vorrebbe mandare a suon di legnate le maestre ragazzine mi chiedo che cosa è successo alla mia gente, a quel popolo di contadini che hanno sudato sangue sulla terra e in paesi stranieri come emigranti. Chi ha rubato la loro civiltà e la loro cultura? Può davvero una persona che ha studiato e si è laureata in lettere con 110, la lode e il diritto di pubblicazione sentire dire a politici della maggioranza che noi eravamo un popolo già nel 1500? Io appartengo alla minoranza, ma loro dovrebbero evitare di dire bestialità.
										Giovanna La Maestra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile dottor Lerner, La ringrazio molto per il modo in cui conduce L’infedele.<br />
Quello che segue è uno sfogo, e mi scuso per questo, ma non ne posso più di essere costretta a subire in silenzio un modo di governare che non condivido.<br />
Appartengo alla minoranza che ha perso le elezioni e so bene che, in democrazia, devo accettare la volontà della maggioranza. Non sono però disposta a subirla.<br />
La sensazione di subire dipende dal fatto che non mi pare, in questo momento, di partecipare ad una prassi democratica. Il linguaggio usato dai politici, infatti, è tale che non è possibile sapere cosa stia realmente accadendo nel mio paese e quali sono le ragioni per cui vengono fatte alcune scelte piuttosto che altre. Non mi basta, non accetto che qualcuno dica ai miei concittadini “Ci penso io, tranquilli.” Non capisco in nome di che cosa vengano discusse le questioni dell’immigrazione, della prostituzione, della scuola, delle pensioni, dell’amministrazione della giustizia. Vi sono analisi e dati che giustifichino le scelte? E i lavori pubblici? In base a che cosa le priorità?<br />
Se, a casa mia suona un disgraziato che ha bisogno di lavoro e gli altri componenti della mia famiglia lo cacciano contro il mio parere perché sono la maggioranza, chi parlerebbe di una famiglia democratica? Personalmente mi dispererei di non essere stata capace di educare i miei figli al rispetto degli altri e di convivere con degli sciocchi pieni di pregiudizi. Penserei di aver subito, non di dovere accettare.<br />
Quando ero bambina, dopo la guerra, nelle strade vi erano molte prostitute. E vi erano anche le case chiuse. Chiedevo spiegazioni. E’ la miseria, mi veniva risposto. Cosa rispondono oggi i genitori ai bambini? Bisogna che le prostitute spariscano dalla nostra vista? E votano chi le farà sparire?<br />
Quando ero bambina vi erano le classi differenziali, frequentate dai poveri, più che da quelli che allora si chiamavano scemi. Io tornavo a casa per mangiare e loro restavano a scuola con delle gavettine di metallo e un cucchiaio sul quale battevano chiedendo il cibo, mentre i figli dei signori uscivano. I bambini poveri vevano la testa rasata perché le maestre potessero controllare più facilmente che non avessero pidocchi. Molti amici dei miei genitori mandavano i loro figli nelle scuole private perché non si contaminassero. Ringrazio i miei di non averlo mai fatto, pur essendo dei conservatori. Avevo paura e pietà di quei bambini, mi sentivo superiore, ma mi guardavo bene dal dirlo a mio padre o a mia madre, mi vergognavo di quello che pensavo. Chi e perché, oggi, manda i figli nelle scuole private? Prima di accettare che esse siano finanziate dallo stato, ho diritto di sapere perché e chi iscrive lì bambini e ragazzi. La scuola pubblica è uno dei servizi che caratterizzano lo stato moderno: come la pubblica sicurezza, le forze armate, l’ordine giudiziario, la pubblica amministrazione. Qualcuno pensa che sarebbe accettabile la libertà di chiedere finanziamenti allo Stato per avere una giustizia, un’amministrazione, delle forze armate private?<br />
Se i miei figli, lavorando, mi affidassero i soldi per i momenti difficili ed io glieli sottraessi, o li spingessi ad affidarli ad altri, se facessi lavorare io i miei figli e non mettessi niente da parte per loro, pur utilizzando la loro fatica, sarei considerata moderna o snaturata? Se uno di loro, più forte, più bello, più ricco, più fortunato pensasse di avere in casa diritti che altri non hanno, ed io lo appoggiassi, sarei considerata un giudice equo?<br />
Chiedo scusa se, col mio piccolo cervello di donna che si è presa cura di coloro che le sono stati affidati, faccio l’assurdo paragone fra la situazione di uno stato e quella ristretta e modesta di una gestione familiare, ma vi sono due cose che mi assolvono ai miei occhi. Sento dire dai politici di tutti gli schieramenti che la famiglia è il nucleo fondamentale della società e, a differenza di quanto accade a chi governa, non sono mai stata pagata per occuparmene. Anzi, per contribuire al benessere del nucleo sociale di cui sono responsabile, ho avuto il doppio lavoro di insegnante e di casalinga.<br />
Adesso, prima di accettare la volontà della maggioranza, ho diritto di sapere in base a quali principi ha scelto coloro che anch’io pago.<br />
Non mi sono mai permessa di dire menzogne ai miei figli, neppure quando erano piccoli, neppure per proteggerli; non ho mai mentito ai miei alunni. Perché devo contribuire, io che non ho votato per questa gente,  a pagare gli stipendi di chi mente?<br />
Se democrazia è solo governo della maggioranza che vince le elezioni, perché le minoranze devono pagare le tasse? Quando penso che contribuisco, anche con un solo centesimo, al servizio ospedaliero nel quale Cossiga vorrebbe mandare a suon di legnate le maestre ragazzine mi chiedo che cosa è successo alla mia gente, a quel popolo di contadini che hanno sudato sangue sulla terra e in paesi stranieri come emigranti. Chi ha rubato la loro civiltà e la loro cultura? Può davvero una persona che ha studiato e si è laureata in lettere con 110, la lode e il diritto di pubblicazione sentire dire a politici della maggioranza che noi eravamo un popolo già nel 1500? Io appartengo alla minoranza, ma loro dovrebbero evitare di dire bestialità.<br />
										Giovanna La Maestra</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: reby3000</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html/comment-page-4#comment-58045</link>
		<dc:creator>reby3000</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 18:19:18 +0000</pubDate>
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		<description>Ho appena letto un libro di Fabrizio Gatti, dove lui racconta la
storia vera di bambino albanese, Viki, venuto in Italia
clandestinamente con sua mamma e la sua sorellina per raggiungere
il padre a milano. Penso che sia una denuncia per chi sfrutta il
lavoro degli emigrati clandestini (e poi pronti anche a negare
tutto) e fa riflettere sulla condizione dei rom, rumeni, albanesi,
chi più ne ha più ne metta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena letto un libro di Fabrizio Gatti, dove lui racconta la<br />
storia vera di bambino albanese, Viki, venuto in Italia<br />
clandestinamente con sua mamma e la sua sorellina per raggiungere<br />
il padre a milano. Penso che sia una denuncia per chi sfrutta il<br />
lavoro degli emigrati clandestini (e poi pronti anche a negare<br />
tutto) e fa riflettere sulla condizione dei rom, rumeni, albanesi,<br />
chi più ne ha più ne metta.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Airuen</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html/comment-page-4#comment-36101</link>
		<dc:creator>Airuen</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 17:49:29 +0000</pubDate>
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		<description>Ed e&#039; una triste verita&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ed e&#8217; una triste verita&#8217;.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Airuen</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html/comment-page-4#comment-36048</link>
		<dc:creator>Airuen</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 13:59:54 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;unica sicurezza che possiamo avere e&#039; quella di essere vivi e
vegeti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;unica sicurezza che possiamo avere e&#8217; quella di essere vivi e<br />
vegeti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Del Pistoia David</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html/comment-page-4#comment-35873</link>
		<dc:creator>Del Pistoia David</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 16:10:57 +0000</pubDate>
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		<description>Scrivi qui il tuo commento &quot;Sicurezza- lo straniero come
criminale&quot;. Per quanto riguarda lo straniero in passato veniva
spesso qualificato come nemico. Nemico è una parola bellica. Parola
che mobilita anche ideologicamente. Oggi invece lo straniero è il
&quot;criminale&quot;, assorbito completamente in una dimensione di ordine
pubblico. Del resto anche le migrazioni vengono inquadrate
nell&#039;ambito di politiche poliziesche. Questa nuova semantica dello
straniero si adatta bene ad una politica che si pretende
post-ideologica. Del resto anche l&#039;invasione dell&#039;Iraq è stata
presentata più volte come un&#039;operazione di polizia internazionale,
appunto. Ma il termine polizia ha l&#039;effetto apparente, e
mistificatorio, di far passare una guerra come un&#039;operazione di
legalità. Oggi i migranti sono visti e vengono sempre di più
presentati come criminali, potenziali criminali. Di conseguenza le
migrazioni da fenomeni anche politici e sicuramente socio-economici
vengono considerate alla luce della legislazione penale. Ovviamente
la ineguale distribuzione della ricchezza globale e un capitalismo
sempre più selvaggio, a tal punto che molti migranti preferiscono
migrare che rimanere nel loro paese presso le nostre imprese a
salari da fame, sono da considerarsi questioni politiche,
eminentemente politiche e sociali. Se vogliamo continuare su questa
strada, mistificatoria, dovremo alzare muri lungo tutte le nostre
coste. Ciò non bloccherà nell&#039;epoca dei trasporti e della
comunicazione globale l&#039;afflusso di migranti. Dobbiamo auspicare
anzi un aumento dei flussi poiché solo in questo modo si potrà
mettere in discussione l&#039;ordine ideologico sicuritario, dei ricchi,
a livello globale, con l&#039;auspicio di una miglior distrubuzione
della richhezza. Comunque rimando all&#039;editoriale apparso su il
manifesto di oggi, editoriale del sociologo Alessandro Dal Lago, Il
gorverno delle espulsioni, che fa il punto della situazione. In
ogni caso è da sottolineare che la pretesa post-ideologica
dell&#039;attuale amministrazione politica, in Italia, e altrove,
certamente ci vorrebbe far credere che siamo nell&#039;epoca della
pacificazione globale e che quel che serve sia solo
un&#039;amministrazione poliziesca. Rifiutiamo tutto questo proprio in
considerazione dell&#039;enorme ingiustizia che si consuma nel mondo di
cui non possiamo né potremo dire che non sapevamo......</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivi qui il tuo commento &#8220;Sicurezza- lo straniero come<br />
criminale&#8221;. Per quanto riguarda lo straniero in passato veniva<br />
spesso qualificato come nemico. Nemico è una parola bellica. Parola<br />
che mobilita anche ideologicamente. Oggi invece lo straniero è il<br />
&#8220;criminale&#8221;, assorbito completamente in una dimensione di ordine<br />
pubblico. Del resto anche le migrazioni vengono inquadrate<br />
nell&#8217;ambito di politiche poliziesche. Questa nuova semantica dello<br />
straniero si adatta bene ad una politica che si pretende<br />
post-ideologica. Del resto anche l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq è stata<br />
presentata più volte come un&#8217;operazione di polizia internazionale,<br />
appunto. Ma il termine polizia ha l&#8217;effetto apparente, e<br />
mistificatorio, di far passare una guerra come un&#8217;operazione di<br />
legalità. Oggi i migranti sono visti e vengono sempre di più<br />
presentati come criminali, potenziali criminali. Di conseguenza le<br />
migrazioni da fenomeni anche politici e sicuramente socio-economici<br />
vengono considerate alla luce della legislazione penale. Ovviamente<br />
la ineguale distribuzione della ricchezza globale e un capitalismo<br />
sempre più selvaggio, a tal punto che molti migranti preferiscono<br />
migrare che rimanere nel loro paese presso le nostre imprese a<br />
salari da fame, sono da considerarsi questioni politiche,<br />
eminentemente politiche e sociali. Se vogliamo continuare su questa<br />
strada, mistificatoria, dovremo alzare muri lungo tutte le nostre<br />
coste. Ciò non bloccherà nell&#8217;epoca dei trasporti e della<br />
comunicazione globale l&#8217;afflusso di migranti. Dobbiamo auspicare<br />
anzi un aumento dei flussi poiché solo in questo modo si potrà<br />
mettere in discussione l&#8217;ordine ideologico sicuritario, dei ricchi,<br />
a livello globale, con l&#8217;auspicio di una miglior distrubuzione<br />
della richhezza. Comunque rimando all&#8217;editoriale apparso su il<br />
manifesto di oggi, editoriale del sociologo Alessandro Dal Lago, Il<br />
gorverno delle espulsioni, che fa il punto della situazione. In<br />
ogni caso è da sottolineare che la pretesa post-ideologica<br />
dell&#8217;attuale amministrazione politica, in Italia, e altrove,<br />
certamente ci vorrebbe far credere che siamo nell&#8217;epoca della<br />
pacificazione globale e che quel che serve sia solo<br />
un&#8217;amministrazione poliziesca. Rifiutiamo tutto questo proprio in<br />
considerazione dell&#8217;enorme ingiustizia che si consuma nel mondo di<br />
cui non possiamo né potremo dire che non sapevamo&#8230;&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Guido</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html/comment-page-4#comment-35818</link>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 12:22:07 +0000</pubDate>
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		<description>Aiuto! Vi prego aiutatemi! Non sono uno sbarbatello e ne ho viste
di oscenità nella mia vita. Ma questa il buon Dio o chi per esso è
addetto ad inviare su questa terra, e specie in Italia, le
disgrazie più cupe, non doveva farmelo! Posso sopportare Berlusconi
presidente del Consiglio, Bondi ministro della cultura o qualcosa
del genere,sono disposto a seguire un corso di grammatica e
sintassi della lingua italiana tenuto da Di Pietro, uno di dizione
retto da Biscardi, il corso prematrimoniale da Landrù, ma Schifani
presidente del Senato, nooo!!!!! Schifani seconda carica dello
Stato italiano è troppo! Vi prego, ditemi che è un incubo dal quale
presto mi sveglierò. E se non è un brutto sogno, cari giornalisti,
non fatelo sapere in giro, specie all&#039;estero. Pensate ai nostri
connazionali sparsi per il mondo. La loro vita è già difficile,
diventerebbe impossibile a causa degli &quot;sfottò&quot; che dovrebbero
subire. Una speranza, comunque, c&#039;è: speriamo che, chi lo verrà a
sapere, vorrà essere così misericordioso da attribuirlo ad uno
spiccatissimo senso umoristico del popolo italiano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aiuto! Vi prego aiutatemi! Non sono uno sbarbatello e ne ho viste<br />
di oscenità nella mia vita. Ma questa il buon Dio o chi per esso è<br />
addetto ad inviare su questa terra, e specie in Italia, le<br />
disgrazie più cupe, non doveva farmelo! Posso sopportare Berlusconi<br />
presidente del Consiglio, Bondi ministro della cultura o qualcosa<br />
del genere,sono disposto a seguire un corso di grammatica e<br />
sintassi della lingua italiana tenuto da Di Pietro, uno di dizione<br />
retto da Biscardi, il corso prematrimoniale da Landrù, ma Schifani<br />
presidente del Senato, nooo!!!!! Schifani seconda carica dello<br />
Stato italiano è troppo! Vi prego, ditemi che è un incubo dal quale<br />
presto mi sveglierò. E se non è un brutto sogno, cari giornalisti,<br />
non fatelo sapere in giro, specie all&#8217;estero. Pensate ai nostri<br />
connazionali sparsi per il mondo. La loro vita è già difficile,<br />
diventerebbe impossibile a causa degli &#8220;sfottò&#8221; che dovrebbero<br />
subire. Una speranza, comunque, c&#8217;è: speriamo che, chi lo verrà a<br />
sapere, vorrà essere così misericordioso da attribuirlo ad uno<br />
spiccatissimo senso umoristico del popolo italiano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Del Pistoia David</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html/comment-page-4#comment-35602</link>
		<dc:creator>Del Pistoia David</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 09:56:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gadlerner.it/index.php/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html#comment-35602</guid>
		<description>Scrivi qui il tuo commento Ah, a qualcuno che ha fatto notare i
numeri della criminalità straniera in carcere.....vorrei far notare
che spesso per questioni processuali è facile che un cittadino
straniero non usufruisca del regime degli arresti domiciliari poi
basterebbe leggere qualche manuale di criminologia per venire a
sapere che non vi sono evidenze scientifiche significative tra
migranti e criminalità. Il maggior numero di reati è compiuto dagli
italiani.....quello riportato sui giornali non è il valore assoluto
ma relativo. Poi ho letto in vari quotidiani il termine tratta
della carne umana- non si può negare che non esista un fenomeno del
genere- che esistano scafisti e organizzazioni criminali che
portano, facendosi pagare ,con imbarcazioni fatiscenti esseri
umnani da un continente all&#039;altro. Ma il punto non è questo.....le
migrazioni non possono essere ridotte a questioni di ordine
pubblico. La &quot;carne umana&quot; è un&#039;espressione che toglie soggettività
ai migranti che vogliono in qualche modo migliorare la propria
esistenza. Voglio dire che la scelta di migrare è un atto di grande
valore esistenziale e l&#039;espressione &quot; tratta della carne umana&quot;
toglie dignità alle persone dissolvendo le questione di una più
equa distribuzione globale della ricchezza in questioni di ordine
pubblico, di polizia. Del resto anche la guerra in Iraq è stata
presentata come di polizia internazionale.....si tende, sia
all&#039;interno che all&#039;estero, a trattare le questioni in maniera
poliziesca.....ma alla fine non se ne ricaverà alcunché. Rimando
all&#039;articolo del sociologo Luciano Gallino apparso oggi su la
Repubblica. Articolo molto istruttivo per chi vuole riflettere. per
coloro che invece seguono pedissequamente la vulgata xenofoba
rimando ai discorsi di Bossi.....a ciascuno il suo, anche dal punto
di vista intellettuale......</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivi qui il tuo commento Ah, a qualcuno che ha fatto notare i<br />
numeri della criminalità straniera in carcere&#8230;..vorrei far notare<br />
che spesso per questioni processuali è facile che un cittadino<br />
straniero non usufruisca del regime degli arresti domiciliari poi<br />
basterebbe leggere qualche manuale di criminologia per venire a<br />
sapere che non vi sono evidenze scientifiche significative tra<br />
migranti e criminalità. Il maggior numero di reati è compiuto dagli<br />
italiani&#8230;..quello riportato sui giornali non è il valore assoluto<br />
ma relativo. Poi ho letto in vari quotidiani il termine tratta<br />
della carne umana- non si può negare che non esista un fenomeno del<br />
genere- che esistano scafisti e organizzazioni criminali che<br />
portano, facendosi pagare ,con imbarcazioni fatiscenti esseri<br />
umnani da un continente all&#8217;altro. Ma il punto non è questo&#8230;..le<br />
migrazioni non possono essere ridotte a questioni di ordine<br />
pubblico. La &#8220;carne umana&#8221; è un&#8217;espressione che toglie soggettività<br />
ai migranti che vogliono in qualche modo migliorare la propria<br />
esistenza. Voglio dire che la scelta di migrare è un atto di grande<br />
valore esistenziale e l&#8217;espressione &#8221; tratta della carne umana&#8221;<br />
toglie dignità alle persone dissolvendo le questione di una più<br />
equa distribuzione globale della ricchezza in questioni di ordine<br />
pubblico, di polizia. Del resto anche la guerra in Iraq è stata<br />
presentata come di polizia internazionale&#8230;..si tende, sia<br />
all&#8217;interno che all&#8217;estero, a trattare le questioni in maniera<br />
poliziesca&#8230;..ma alla fine non se ne ricaverà alcunché. Rimando<br />
all&#8217;articolo del sociologo Luciano Gallino apparso oggi su la<br />
Repubblica. Articolo molto istruttivo per chi vuole riflettere. per<br />
coloro che invece seguono pedissequamente la vulgata xenofoba<br />
rimando ai discorsi di Bossi&#8230;..a ciascuno il suo, anche dal punto<br />
di vista intellettuale&#8230;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: razan</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html/comment-page-4#comment-35592</link>
		<dc:creator>razan</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 08:37:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gadlerner.it/index.php/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html#comment-35592</guid>
		<description>io vivo in questo paese da 10 anni, ma ancora oggi mi sento
&quot;straniera&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io vivo in questo paese da 10 anni, ma ancora oggi mi sento<br />
&#8220;straniera&#8221;.</p>
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		<title>Di: Nicola Mignogna</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html/comment-page-4#comment-35325</link>
		<dc:creator>Nicola Mignogna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 19:00:01 +0000</pubDate>
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		<description>Si si come no...ecco le solite bla bla, io sono indignato ecc. ecc.
Eppure un tempo si diceva: chi commette abominio sia messo a morte.
Ma per carità, cosa dici mai!!! Noi tutti siamo figli dei Lumi
(spenti) della Dea Ragione, noi siamo della setta del Marchesino
Beccaria...Noi rifuggiamo dalle teste tagliate. E sia pure...Ma voi
lo ricordate Francesco Cenci? Voi sapete quanti Don Giovanni ci
sono al Mondo? L&#039;ultima malefica reincarnazione avvenne di questi
tempi in Austria. E la povera Beatrice l&#039;avete forse dimenticata?
Io lo credo, visto che siete tutti presi ad analizzare le recondite
profondità della mente di Polifemo, o a chiedervi perché accadone
simili cose? Si tratta cari signori di una forma di educazione che
un tempo dalle nostre parti si chiamava ciclopica; e la qual cosa
di per sé non era sempre un male. Il problema si presentò quando i
padri di famiglia pretesero qualcosa in più dai loro figlioli. Per
questa ragione un tempo si diceva: chi commette abominio sia messo
a morte; per frenare gli uomini e mettere le passioni in conato
mediante la paura. Per questa ragione Gesù disse molto male di noi,
definendoci esplicitamente dei &quot;cattivi&quot;, ma assicurandoci una
ricompensa da parte di Dio se fossimo riusciti a procurare del bene
ai nostri figli, proprio noi che siamo dei cattivi. Ma si sa Gesù
era Gesù, noi invece..........................</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si si come no&#8230;ecco le solite bla bla, io sono indignato ecc. ecc.<br />
Eppure un tempo si diceva: chi commette abominio sia messo a morte.<br />
Ma per carità, cosa dici mai!!! Noi tutti siamo figli dei Lumi<br />
(spenti) della Dea Ragione, noi siamo della setta del Marchesino<br />
Beccaria&#8230;Noi rifuggiamo dalle teste tagliate. E sia pure&#8230;Ma voi<br />
lo ricordate Francesco Cenci? Voi sapete quanti Don Giovanni ci<br />
sono al Mondo? L&#8217;ultima malefica reincarnazione avvenne di questi<br />
tempi in Austria. E la povera Beatrice l&#8217;avete forse dimenticata?<br />
Io lo credo, visto che siete tutti presi ad analizzare le recondite<br />
profondità della mente di Polifemo, o a chiedervi perché accadone<br />
simili cose? Si tratta cari signori di una forma di educazione che<br />
un tempo dalle nostre parti si chiamava ciclopica; e la qual cosa<br />
di per sé non era sempre un male. Il problema si presentò quando i<br />
padri di famiglia pretesero qualcosa in più dai loro figlioli. Per<br />
questa ragione un tempo si diceva: chi commette abominio sia messo<br />
a morte; per frenare gli uomini e mettere le passioni in conato<br />
mediante la paura. Per questa ragione Gesù disse molto male di noi,<br />
definendoci esplicitamente dei &#8220;cattivi&#8221;, ma assicurandoci una<br />
ricompensa da parte di Dio se fossimo riusciti a procurare del bene<br />
ai nostri figli, proprio noi che siamo dei cattivi. Ma si sa Gesù<br />
era Gesù, noi invece&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
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	<item>
		<title>Di: giulianobul</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html/comment-page-4#comment-34672</link>
		<dc:creator>giulianobul</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 20:56:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gadlerner.it/index.php/2008/04/29/quante-bugie-sulla-sicurezza.html#comment-34672</guid>
		<description>Scrivi qui il tuo commento Non c&#039;è peggior sordo di chi non vuol
sentire. Per capire l&#039;incidenza di crimini tra gli immigradi,(
Nelle nostre carceri rappresentano il 40% mentre numericamente sono
6-7 % della popolazione) basta vedere la percentuale rispetto al
loro numero e non a quella del complesso dei cittadini italiani.
Inoltre continuare a sorvolare sulla profonda differenza tra
immigradi e clandestini, è un evidente sforzo di mistificazine. Il
primo gruppo sottointende regole esigenze reciproche ecc. l&#039;altro
inefficienza dello stato, criminalità tratta degli schiavi ecc.
ecc. Se la sinistra o il centro sinistra italiano continua a
vestire quest&#039;abito di falza bontà e si rende conto che la gente
pensa che i diritti si conquistano e non basta arrivare in qualche
modo in italia per ottenerli ela smette di insinuare
sistematicamente che tutti sono leggittimati a tutto, si becca di
riflesso diffidenza e stacco politico ed ideologico della gente che
è semplicemente stufa di confrontarsi con situazioni senza via di
uscita. Dove tutti vincono o la scampano salvo il cittadino normale
che lavora rispetta le regole e quando dice al figlio che bisogna
essere onesti fa ridere tutto il mondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivi qui il tuo commento Non c&#8217;è peggior sordo di chi non vuol<br />
sentire. Per capire l&#8217;incidenza di crimini tra gli immigradi,(<br />
Nelle nostre carceri rappresentano il 40% mentre numericamente sono<br />
6-7 % della popolazione) basta vedere la percentuale rispetto al<br />
loro numero e non a quella del complesso dei cittadini italiani.<br />
Inoltre continuare a sorvolare sulla profonda differenza tra<br />
immigradi e clandestini, è un evidente sforzo di mistificazine. Il<br />
primo gruppo sottointende regole esigenze reciproche ecc. l&#8217;altro<br />
inefficienza dello stato, criminalità tratta degli schiavi ecc.<br />
ecc. Se la sinistra o il centro sinistra italiano continua a<br />
vestire quest&#8217;abito di falza bontà e si rende conto che la gente<br />
pensa che i diritti si conquistano e non basta arrivare in qualche<br />
modo in italia per ottenerli ela smette di insinuare<br />
sistematicamente che tutti sono leggittimati a tutto, si becca di<br />
riflesso diffidenza e stacco politico ed ideologico della gente che<br />
è semplicemente stufa di confrontarsi con situazioni senza via di<br />
uscita. Dove tutti vincono o la scampano salvo il cittadino normale<br />
che lavora rispetta le regole e quando dice al figlio che bisogna<br />
essere onesti fa ridere tutto il mondo.</p>
]]></content:encoded>
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