Che Beppe Grillo guadagni più di 4 milioni all’anno, e che i suoi redditi siano raddoppiati da quando ha costruito la rete politico-promozionale del blog, non c’era bisogno del sito dell’Agenzia delle entrate per saperlo. L’aveva pubblicato una settimana fa “Panorama”, e io stesso all’Infedele l’avevo citato. Precisando che non c’è proprio niente di male, visto che sono soldi guadagnati lecitamente offrendo un servizio unico nel suo genere. Quando Gasparri ha fatto il moralista sulla ricchezza di Grillo che si fa pagare per gli spettacoli-comizi, gli ho chiesto: ma se io e lei affittiamo un Palasport e cerchiamo di vendere biglietti da trenta euro per sentirci blaterare, crede che li riempiremmo ottanta volte all’anno? La risposta è no, dunque complimenti a Grillo. Le proteste dei suoi seguaci grillini sono patetiche: davvero credevate in lui come paladino dei poveri? Ma se il suo blog mette in vendita di tutto (anche sul mio potete comprare il vino, sia ben chiaro)!
Ci sono molti argomenti di Grillo che condivido (anche se lui è un maestro nel mandarli in vacca, deprimerne il significato) e per me non sono meno convincenti sol perchè vengono da un professionista ad alto reddito. Poi ci sono le sfuriate xenofobe e i falsi moralismi che condannerei anche se Grillo donasse tutti i suoi soldi in beneficienza.
Tutto ciò premesso, mi fa ridere che Grillo protesti contro il mai abbastanza rimpianto Vincenzo Visco usando l’argomento: pubblicare i redditi degli italiani favorisce la mafia. Ma va là che non ci credi neanche tu a una baggianata simile… La mafia ha ben altri strumenti per arricchirsi e selezionare le sue vittime. Tu vuoi solo cavalcare il malumore tuo personale e della maggioranza degli italiani, convinti che il reddito personale sia un dato sensibile da tenere custodito come il più recondito dei segreti. Negli Stati Uniti è la cosa più normale del mondo chiedere a uno: che lavoro fai, quanto guadagni? E anche il sistema degli incentivi salariali per i dipendenti si fonda su parametri competitivi trasparenti, espliciti. Da noi è sussurro, ipocrisia, maldicenza reciproca. Oltre che, naturalmente, desiderio perenne di evadere l’obbligo di pagare le tasse.
Può darsi che la pubblicazione online di tutti i redditi fosse inopportuna, ma la loro pubblicità è un sacrosanto principio di convivenza. A proposito, nel 2005 (anno cui si riferisce l’Agenzia delle entrate) io se non ricordo male devo aver guadagnato tra i seicento e i settecentomila euro. Non l’ho trovato scritto sui giornali e quindi ve lo dico io. Più o meno come Belpietro e Feltri, metà di Mentana, un terzo di Ferrara, un sesto di Grillo…
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13 maggio, 2008 alle 10:31 am
al #4 di MacRaiser. Una differenza col caso dell’HMRC c’è: in quel
caso sono stati persi i dati anagrafici di contribuenti e figli a
carico e relative coordinate bancarie, una manna per le frodi
bancarie online. Tuttavia, visti i precedenti, non dubito che anche
in un simile frangente in Italia non di dimetterebbe nessuno…
8 maggio, 2008 alle 4:57 pm
Scrivi qui il tuo commento Vorrei affrontare il problema da un
altro punta di vista. Ma è giusto che quelli che dalle tv e da
giornali si disperano sul mancato raggiungimento della quarta
settimana per la stragrande maggioranza degli italiani, guadagnino
cifre astronomiche (cifre che un operaio non guadagna in tutta una
vita di lavoro). Se la situazione è difficile e la torta è piccola
non sarebbe il caso di incominciare a dividerla diversamente. Certo
la pubblicazione dei dati fiscali non spaventa di sicuro i
lavoratori ma è paventata da nani e ballerine che forse si
vergognano di far l’immeritato guadagno.
8 maggio, 2008 alle 12:14 pm
La torta dei rimborsi di Storace verrà distribuita fify-fifty con
la affascinante Lady Santanchè.La torta dei rimborsi Arcobaleno
verrà distributa certamente insieme alla pentola piena d’oro che si
trova nel punto dove nasce l’Arcobaleno.Il nuovo Ministro della
Giustizia Little Angel Alphan from Sciacca and Arcore provvederà ad
una equilibrata distribuzione,con la sua sapienza
giurisprudenziale.
8 maggio, 2008 alle 12:04 pm
Non sono aduso a furberie,mezzucci,raccomandazioni,favori,evasioni
fiscali.Ho sempre mantenuto questa direttiva di vita.Ma…c’è un
ma.E quel ‘ma’è che mi sono stancato.Dopo 15 anni di
caimanesimo(talvolta interruptus),di faticosi litigi,di rottura di
amicizie,mentre la gran maggioranza dei concittadini si convertiva
al ‘futte e magna’.Ho deciso così,fin dal giorno dopo le
elezioni,di provare-per quel che è possibile-la strafottenza e
l’indifferenza sociale degli italo-padani(xenofobia e razzismo
esclusi).Ho già realizzato piccoli,fantastici imbroglietti(con
esperti in materia),mi sto organizzando delle ingegnose evasioni
fiscali,ho iniziato a sbattermene degli ideali e della cosa
pubblica.E’veramente fantastico comportarsi da cayman
fans.Certo,fare i superegoisti ha qualche costo,ma vi assicuro che
vedere i presunti furbi restare indietro è esilarante.E triste,per
loro.Ci volevate tutti berlusconiani?Ci siete riusciti,adesso,per
molti di voi,in basso nella scala sociale,’popolo’della
‘libertà’saranno tempi duri.
7 maggio, 2008 alle 11:28 pm
italia paese di emigranti,siamo andati via circa 28milioni.lo stato
italiano fu costretto a raddoppiare le quardie di frontiera perche
erano troppi gli italiani clandestini emigravano in america in
europa ein tutto il mondo.in maggioranza erano piemontesi,
lombardi,e veneti.anche noi italiani abbiamo lavorato per pochi
soldi,e i lavori erano i piu pericolosi,malsani,umili.il sindco di
verona si deve leggere il libro di gian antonio stella, l´orda
quando noi eravamo albanesi.la sola differenza tra ieri e oggi e
che noi siamo emigrati prima oggi sono loro ma i problemi sono
sempre gli stessi.dal libro le tre venezie di eduardo
pittalis.pasquale villari spiegav agli americani che a differenza
del piemontese-aristocratico,ospitale,serio e industrioso.-il
veneto era pettegolo indolente, e on particolarmente onesto.
saluti.
7 maggio, 2008 alle 12:39 am
Ho un dubbio elementare. I soldi del rimborso elettorare, come
verranno divisi tra i partiti della Sinistra Arcobaleno? Mi spiego
meglio: come verrà divisa la torta tra Di Liberto, Giordano, Mussi,
e Pecoraro Scanio, se la S.A. nel complesso ha ottentuo 1.124.248
voti alle elezioni per la Camera dei Deputati ?
6 maggio, 2008 alle 8:42 pm
MacGinocchi con questa storia dello sbirro e del palo non mi hai
mica convinto, e nemmeno Gaddino bello mi convince quando si finge
(astutamente si dirà tra se e se. Perché ci gode nel ritenersi
astuto) Candide stupido e fortunato per i suoi 800-900.000 euro di
guadagni annuali. Più adeguata è la risposta sulla forbice guadagni
medi/guadagni alti, concordo con lui: tirando troppo l’elastico si
rompe, e schioccherà sul nasone di chi guadagna troppo.
6 maggio, 2008 alle 8:00 pm
L’art.69 del DPR 600/73 dice che la consultazione degli elenchi dei
contribuenti e relative dichiarazioni può essere fatta da chiunque,
gratis, e nessun regolamento prescrive che prima debba lasciare
nome e cognome o tanto meno dichiarare di quale persona vuole
conoscere il reddito. Quindi la pubblicazione su internet dei
redditi non fa altro che agevolare l’esercizio di un diritto
riconosciuto dalla legge. Ma dal 1973 a oggi la politica ha fatto
molti passi indietro, e il garamte della privacy garantisce prima
di tutto se stesso, attaccando l’asino dove vuole il padrone.
6 maggio, 2008 alle 5:49 pm
DSE ma sbirro contro il popolo o piuttosto, al contrario, palo dei
ladri evasori. Perche’ se non chiederei certo di fucilare alla
schiena chi evade il fisco, soprattutto in maniera massiccia come
fanno alcuni, certamente mi sento derubata dal vicino ma anche dal
lontano che mi mette le mani nelle tasche pretendendo di farsi
pagare il funzionamento dello stato e dei serizi sociali da me e da
alcuni altri. La tassa che finira’ di togliere il nano e cioe’
l’ICI sulla prima casa mi sembra di ricordare che e’ pari a tre
miliardi di euro. L’evasione annuale in Italia viene stimata in
cento miliardi di euro, ma alcuni sostengono che si avvicini di
piu’ ai duecento. Pensi quante cose lo stato potrebbe fare o
comunque quanti soldi potrebbe restituire a chi le tasse le paga se
si riducesse l’evasione italica almeno a quella degli altri paesi
europei.
6 maggio, 2008 alle 5:19 pm
MacGinocchi, esiste un termine in siciliano che individua
perfettamente il carattere di Vincenzo Visco e dei suoi
sostenitori. Questa parola, che non fa parte storicamente né del
gergo mafioso nè di quello omertoso, è profondamente popolare, ed
individua chi fa esercizio amatoriale o professionale della
doppiezza e della delazione (è ustato anche per connotare
negativamente il mestiere del poliziotto quale scherano, o sgherro
al servizio dei potenti contro il popolo). Questo termine è:
sbirro, e in questo caso ci sta proprio tutto.
6 maggio, 2008 alle 5:04 pm
Bravissimo Visco! Ero altrove quando sono stati messi in linea i
redditi (mannaggia!) ma ho veramente apprezzato questa linea di
“chiarezza”. Il problema privacy e’ ridicolo anche perche’ certi
dati sensibili piu’ personali, come indirizzi ecc.ecc., possono
facilmente essere nascosti. E’ vano sperare che il nuovo governo
filo-evasori continui a pubblicare, ma intanto bravissimo Visco,
complimenti. A proposito, devo fare una comunicazione al
Codacons…questa associazione, benemerita per altri motivi, per
questa specifica faccenda non pensi proprio di rappresentarmi come
parte lesa. Non glielo ha chiesto proprio nessuno! E Grillo in
questo caso era meglio che stesse zitto!
6 maggio, 2008 alle 4:54 pm
Gentile Raffaella Fortunato (261), lei non è affatto giurassica. L’accrescersi del divario fra retribuzioni massime e retribuzioni medie è ormai considerato insano da molti economisti preoccupati del mantenimento di coesione sociale. Dopo di che ci saranno sempre i fortunati che si arricchiscono pur senza merito. Purchè la forbice non si allarghi fino a spezzarsi.
6 maggio, 2008 alle 4:51 pm
1584 euro il mese (ricercatrice universitaria a tempo definito, che
vuol dire che lo stipendio è ridotto e posso avere regolare partita
iva) più pochissime visite mediche per le quali rilascio regolare
fattura (e me ne vanto. Mi ricatterano per il mio reddito? Perchè
non dovrebbe esser pubblico? E’ inquietante che un personaggio
pubblico, quale Grillo ha deciso di essere, si indigni. Mio cognato
lavora negli Stati Uniti da 25 anni è non si è mai sognato di
arrabbiarsi con l’azienda per cui lavora che rende noto il suo
salario (i dati sono disponibili su internet)…ma dove siamo? alla
privacy di pulcinalla?
6 maggio, 2008 alle 4:47 pm
Gentile Lerner, sarò giurassica e moralista ma le enormi disparità
sociali non mi piacciono. Non mi fraintenda, apprezzo talento e
merito e penso sia assolutamente giusto che abbiano il loro
riconoscimento. Il punto è che la maggior parte delle persone non
haanno la possibilità di concorrere per dimostrare di avere
talento, in tutti i campi, dalla politica alle professioni allo
sport all’arte. Mi fa tout court ribrezzo, invece, che guadagnino
tanti soldi tutte quelle inutili belle statuine televisive(maschi e
femmine) figli della desertificazione culturale della società in
cui viviamo “anche” se pagano fino all’ultima lira di tasse.
6 maggio, 2008 alle 3:02 pm
Sgarbi: questa è merda, questo idiota farabutto cretino… abbiamo
finito un cazzo. Travaglio non dire stronzate, Santoro non dire
puttanate, i vostri applausi del cazzo. applaudite questa testa di
cazzo ( rivolto a Travaglio)siamo un grande paese con un pezzo di
merda come te. linguaggio e parole testuali di Vittorio Sgarbi 1
maggio 2008 Annozero.
6 maggio, 2008 alle 2:27 pm
X sergio 256 bingo!!! non a caso per anni si è parlato di
REDDITOMETRO, voglio verificare se nel dizionario della lingua
italiana ancora ci sia questo termine.
6 maggio, 2008 alle 2:17 pm
sono d’accordo con quanto asserito da gad, personalmente credo che
il problema di noi “omertosi” italiani, non sia quanto
guadagnamo,ma bensì quanto paghiamo di tasse.Pace a tutti fratelli.
6 maggio, 2008 alle 1:11 pm
Caro Gad, sono in totale disaccordo con quanto dici sulla
pubblicazione dei redditi su internet. La privacy è una questione
più delicata di quanto sembri e confondere la questione con la
trasparenza mi pare totalmente sbagliato…Nei paesi civili NON è
consentito pubblicare i redditi dei cittadini.Daltronde esistono la
Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate per trovare gli
evasori, non mi pare che incetivare la curiosità pelosa della gente
crei vantaggi alla collettività.
5 maggio, 2008 alle 10:15 pm
Anni fa legiferarono sulla trasperenza patrimoniale dei nostri
amministratori; in seguito tutto ciò è diventata privacy; adesso di
nuovo trasparenza.Quando certuni visionarono i beni patrimoniali di
alcuni politici si gridò alla scandalo, invocando la privacy (c’era
tra questi anche visco ?).Adesso di nuovo privacy…che
contraddizioni.Questo si che è un richiamo al populismo; ma
smettiamola, le leggi le devono rispettare prima di tutto i
politici. Se volete pubblicare i redditi fatte una revisione alla
legge sulla privacy, e fatte trasparire tutto, dico tutto comprerso
il patrimonio immobiliare, così vediamo chi si arrichisce con la
frode.
5 maggio, 2008 alle 6:22 pm
In Italia la legge non prevede la comunicazione delle denunce dei
redditi, se non quelle individuali e su richiesta di qualcuno di
cui vengono registrati i dati, questa è la legge, e quindi il
giudizio su quanto è avvenuto può essere dubbio sul piano politico,
non su quello giuridico. Speriamo che finalmente il nostro rauco
urlatore sia ridimensionato a quello che è. Un comico che fa una
parte: perché è cosa buona e giusta che egli guadagni, col blog o
come vuole lui, ma purtroppo nella storia il disinteresse è la
premessa necessaria, e non sempre sufficiente, per l’attività
rivoluzionaria e profetica, che taluni hanno stranamente attribuito
al Nostro. Quando finiremo di attribuire ai personaggi del mondo
dello spettacolo competenze e virtù che nulla hanno a che fare con
la loro professionalità? Per questa volta, direi che la bolla di
sapone è stata sgonfiata e, a conti fatti, è il caso di dirlo,era
ora. Parliamo d’altro?
5 maggio, 2008 alle 3:45 pm
Da domani 6 Maggio dovrà essere applicata la sanzione prevista
dall’Europa per la non messa sul satellite di Rete4. La sanzione
costerà ai cittadini italiani 300.000 euri al giorno con effetto
retroattivo,per la cifra totale di centinaia di milioni di euri.
Quanti ospedali e asili potevamo farci?Quante tasse in meno
potevamo pagare? Tutto questo solo perchè Berluconi e Mediaset -
che così si fanno mantenere dai soldi dello Stato e dei
contribuenti – non vogliono mollare Rete4 neanche davanti a
sentenze legali.
5 maggio, 2008 alle 2:53 pm
Sinceramente pensavo che Grillo guadagnasse di più! che
delusione…
5 maggio, 2008 alle 12:14 pm
L’unica differenza e’ che l’oro va fatto girare altrimenti si
blocca tutto e ci va contro. Paperone non lo facevaa girare e
rimane solo e triste… Saperlo usare vuol dire non darlo in mano
ai criminali…
5 maggio, 2008 alle 12:07 pm
Mi sovviene l’immagine di Paperon de’ Paperoni che si tuffa nella
sua piscina di soldoni e che nuota tutto soddisfatto nel suo
patrimonio. Almeno lui il suo oro lo ama, ne trae soddisfazione e
lo tiene bene. Mi sa che e’ quello il modo. Non tutti del resto
sanno usarlo bene.