Non ho commenti sulla scelta di Fiamma Nirenstein di disertare un incontro con me al Salone del Libro di Torino. Qui di seguito la trascrizione letterale del dialogo avvenuto mercoledì scorso all’Infedele.
Vattimo: A Roma è vero o no che l’Ordine dei giornalisti ha aperto un procedimento contro Vauro, perchè ha dato della fascista alla Nirenstein? Io trovo che darle della fascista è un complimento, nel senso che… è molto peggio. Detto fra noi, essendo ella assente, io l’ho sperimentato di persona in un dibattito. Cioè voglio dire, c’è un atteggiamento di assoluta indiscutibilità e io trovo che non è rispettoso nei confronti dei morti dell’olocausto utilizzarli per giustificare una politica che oggi molti, anche ebrei, trovano inaccettabile. Chiudo questa parentesi terribile.
Lerner: Non è facile chiuderla questa parentesi, perchè ferire le persone là dove queste persone…
(brusio)
Lerner: Rossi voleva dire qualcosa?
Rossi: Dare della fascista a Fiamma Nirenstein non mi sembra un buon argomento, non mi sembra un buon modo per impostare un dibattito.
Vattimo: Però non mi sembra che sia il caso che l’Ordine dei giornalisti, di cui io sono partigiano dell’abolizione….
Lerner: Guarda io ho appena fatto una trasmissione in cui abbiamo propugnato l’abolizione dell’ordine dei giornalisti. Il problema quindi dal punto di vista disciplinare non mi interessa, mi interessa, come a te che sei troppo intelligente per girarci intorno, il fatto che uno che dà dello sguercio a un cieco, uno che dà dello storpio a una persona che ha un infortunio a una gamba… uno che dà del fascista o peggio del nazista a un ebreo, sa di volerlo ferire, umiliare, colpire in qualche cosa che è specialmente doloroso per quella persona.
Vattimo: Io infatti quando ho reagito a questa affermazione del mio collega ebreo, gli ho ricordato che deve stare attento a quello che fa. E invece lui non si sentiva nemmeno lontanamente attaccabile da questo punto di vista. Mi dà del povero vecchio e io non gli posso dare del fascista? Ma certo che gli do del fascista, e lui reagisce dicendo…
Lerner: Mi sembra più probabile che Vattimo sia vecchio che quel professore sia nazista,
anagraficamente parlando, conoscendo io la tua età…
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27 agosto, 2008 alle 8:24 pm
Per 382 destra civile? Ahahahahaha! In quale favoletta
veltrusconiana? Vattimo è uno dei pochi personaggi noti ad aver
denunciato i crimini usa e dei neonazisti responsabili di pogrom
con devastazioni di negozi e linciaggi contro la comunità cinese.
il resto della casta è servile alla aberrante guerra imperialista,
ha insabbiato i massacri del G8, giustificato la legge biagi, i
lager per rom ed immigrati, le campagne terroriste securitarie.
Questo paese fà davvero schifo e se c’è una speranza viene da
Antonio Negri, Vattimo, Luca Casarini, dalle ragazze e dai ragazzi
dei centri sociali e delle organizzazioni marxiste oltre che dai
prigionieri politici segregati nelle dittature dell’impero, Silvia
Baraldini docet. prodi, bush, bin laden, di pietro, ichino,
ciarrapico, rutelli,bossi, cacciari,tosi, quando non sentiremo più
questi nomi forse l’Italia sarà un paese libero e comunista come
gran parte dell’umanità.
22 maggio, 2008 alle 3:56 pm
E’ singolare come una moltitudine di persone indubbiamente in
possesso di facolta’ intellettive e di bagaglio culturale almeno
nella “media”, continuino a discettare su problematiche di tutta
evidenza IRRESOLUBILI, partendo da premesse che spesso se non son
false son quanto meno utilizzate in modo partigiano. Penso – e me
ne assumo la responsabilita’ – che il problema israelo-palestinese
NON trovera’ una soluzione DECENTE per antrambe le parti nel medio
termine, se mai lo trovera’, a meno di non ipotizzare una
catastrofe nucleare (che tale sarebbe per TUTTI, anche per quelli
che non c’entrano niente). L’indagare su chi debba ricadere la
colpa mi pare esercizio dialettico sterile, come lo fu a suo tempo
il discutere sul “sesso degli angeli” da parte dei padri della
Chiesa. Salam/Shalom
21 maggio, 2008 alle 4:57 pm
non sono un frequentatore abituale di blog,leggo commenti
condivisibili e non condivisibili.Alcune volte commento,o meglio
rispondo. Il comm.395 scritto da maria stella lo trovo
osceno.Capisco che il linguaggio dell’informazione non è semplice
ma almeno un minimo di criticità ci vuole. Complimenti alla suo
programma e alla redazione di la7
15 maggio, 2008 alle 1:09 pm
per 395 Brava Maria Stella Longo. Approvo in pieno quanto hai
scritto. Gli pseudo intellettualoidi di sinistra, quelli che nella
loro vita si sono sempre schierati dalla parte sbagliata, d’ora in
avanti, con la maturazione degli schieramenti politici, rimarranno
sempre più soli sulle loro assurde barricate. Bisogna isolare chi
semina fandonie e odio. Ciao
10 maggio, 2008 alle 8:28 pm
Fiamma Nirenstein è una vera e seria giornalista che ho sempre
apprezzato e ammirato da tempi non sospetti cioè prima che entrasse
a far parte del PdL e trovo che ha fatto benissimo a negarLe
l’incontro al Salone del Libro di Torino perchè Lei Lerner è dalla
parte di quegli incoscienti di contestatori con la testa montata da
certi intellettuali di sinistra che devono sempre fomentare l’odio
e probabilmente vengono molto ben pagati per fare questo! Da noi si
dice “nemmeno il gatto muove la coda per niente!”. Sono una
convintissima filoisraeliana come la Nirenstein e la penso
esattamente come lei e penso anche che è ora di finirla con questa
indecente “cultura di sinistra” contro Israele che in Palestina
invece ha portato la democrazia, la cultura, la storia, lo
sviluppo, il lavoro e la buona volontà a cui i palestinesi forse
non sono avvezzi, non ha nemmeno mai tolto loro una patria, come
falsamente si vuole far credere perchè non l’hanno mai avuta prima
ed, ora invece che ce l’hanno grazie ad Israele, non sanno cosa
altro fare se non terrorismo fanatico senza pietà nemmeno per la
loro gente e senza senso. Ma come si fa a stare dalla loro parte?
Che uomini sono mai i terroristi? Ci può essere mai una
giustificazione al terrorismo? No. Mentre è un dovere civile
disertare e deprecare quei cortei e quelle manifestazioni di
filoterroristi esaltati. Ammiro molto gli israeliani per il loro
coraggio, capacità, pazienza eroica a sopportare da sessant’anni
questa terribile situazione, per tacere del resto, non so proprio
come fanno. Che Dio benedica Israele e anche il nuovo Stato di
Palestina e voglia concedere loro la vera pace e ci liberi dai
fomentatori di odio e dai terroristi.
9 maggio, 2008 alle 7:08 pm
Dietro il nome “killing me softly” non c’è un quindicenne acneico,
ma sarebbe difficile dimostrarlo e lo stesso vale per “Elena” e
rispondendo anche ad “Antonio Caracciolo” col suo “chi c..sei?”:
questo è Internet bellezza.. Inoltre deduco che una persona può
dire ciò che vuole, tutto ed il contrario, senza bisogno di
dimostrarlo, perchè vi è l’attenuante dell’età anagrafica, della
specializzazione o della poca dimestichezza con Internet (ma stiamo
scrivendo su un blog?). Nessuno obbliga a scrivere e poichè la
storia non si interpreta, nessuno obbliga a fare del pettegolezzo.
Il pettegolezzo è una cosa senza dubbio seria, ma qui stiamo
parlando prima di tutto della vita umana e del rispetto della
persona, che sia buona o cattiva. Lei è buona? Prima ancora di
identificarci col samaritano, identifichiamoci con la persona mezza
morta. I morti non hanno nazionalità. Cominci a dimostrare se il
suo pensiero rispetta pienamente la Dichiarazione Universale dei
Diritti dell’Uomo. O vuole essere sbugiardata davanti a tutti?
Senza rancore! Saluti
9 maggio, 2008 alle 5:40 pm
392 – Gentile Killing, io non sono una storica,sono una nonna di 60
anni che ha sempre tenuto gli occhi aperti sulla realtà, senza
occhiali colorati, e si è formata così le proprie idee con la
maggiore obiettività possibile. Quindi le mie deduzioni provengono
da ascolti, letture, esperienze… catalogati nella mia mente ma
non in un archivio cartaceo. Poiché ho visto che Lei ama navigare
in Internet, con le giuste parole-chiave saprà trovare tutti i
riferimenti che desidera. Attenzione però, perché su questo
argomento è stato scritto tutto e il contrario di tutto. Io, che mi
collego al blog ogni tanto, ho voluto esprimere il pensiero anche
mio, come hanno fatto tanti altri in diversi modi, ritenendo di
poter dare un piccolo contributo ad una riflessione equilibrata,
senza offesa per nessuno. Cordiali saluti.
9 maggio, 2008 alle 4:46 pm
La ringrazio, Elena [391], per l’augurio di buona salute e
ricambio, ma , vede, la storia non si interpreta. Mi scuserà se ho
preso lei come riferimento, avrei potuto prenderne altri di
messaggi, ma è importante pensare cento volte, e ancora cento, su
ciò che si scrive. Saprebbe docomentare ogni singolo punto della
[389] con link o documentazione autorevole? Saluti
9 maggio, 2008 alle 4:00 pm
389 – Caspita, ‘Killing’! La ringrazio per l’accurata disamina, lei
dev’essere una persona molto ordinata e meticolosa. Non ho però ben
capito se vuole maggiori chiarimenti sui vari punti del mio
pensiero, che cercherò comunque di darle senza scrivere un romanzo:
non vorrei ‘ucciderla’… nemmeno ‘delicatamente’! – Punto 1): E’
così, in quanto il governo palestinese non ha mai realmente voluto
costituire un proprio Stato. Diversamente, già dal 1948 al 1967
avrebbe potuto chiedere alla Giordania, che se li era annessi, la
restituzione dei territori assegnati dalla risoluzione ONU del
1947. E dopo il 1967, infiniti sono stati i tentativi di
pacificazione ai quali ha risposto NO, il più eclatante nel 2000
quando Barak aveva offerto il 97% di quanto richiesto, tutto il
mondo sperava ma la risposta fu ancora NO. – P. 2): La definizione
è mia, ma la progettualità di conquista mediante espansione
demografica è loro affermazione ricorrente. Perché altrimenti
metterebbero al mondo tanti figli, pur nella loro disgraziata
situazione? Io sono andata due volte in Israele, gli autisti dei
pullman che ci portavano in giro erano sempre palestinesi, ognuno
di loro aveva 8-10 figli. La media dei figli per ogni donna
palestinese è di oltre 6 (dato ufficiale). – P. 3): Non so se lei è
mai andato nelle zone di Israele a maggioranza palestinese (es.
Betlemme); le strade pullulano di bambini e ragazzini, e in ogni
villaggio è così. Idem, mi pare evidente, in territorio
palestinese. Se da un certo villaggio si sparano razzi su Israele,
come si può pensare che una cannonata in reazione non colpisca
bambini? Se ci si tiene ai propri bambini, non si creano occasioni
di guerra dove loro sono presenti. – P. 4): I regimi totalitari,
per definizione, sono quelli in cui l’individuo non ha valore se
non in funzione della totalità. Esempio: per l’ideologia nazista
(derivata dal pensiero di Hegel), nell’intero popolo germanico è
incarnato lo Spirito assoluto, quindi l’individuo in quanto tale
non è riconosciuto se non in funzione della totalità del popolo;
nell’ideologia marxista (pure derivata da Hegel, in quanto Marx era
un esponente della ‘sinistra hegeliana’), la ‘totalità’ non è il
popolo tedesco ma la classe lavoratrice rappresentata dal Partito,
e il singolo individuo non ha valore se non in relazione al
raggiungimento della ‘causa socialista’. Per analogia, poiché
l’obiettivo primario dei palestinesi è il raggiungimento della loro
‘causa’, il singolo individuo conta solo in funzione di quello, e
io ritengo perciò che non differisca molto dai predetti regimi
totalitari, in cui ai governi la vita del singolo individuo
interessava ben poco. – P. 5): E’ vero; questo è stato affermato
più volte dallo stesso Arafat, e non da lui solo (cfr. post 265), e
del resto ci viene confermato da tutto il loro agire in questi 60
anni. – P. 6): Se della gente sparasse razzi in casa tua, o vi si
introducesse per ucciderti, tu cosa faresti? Non metteresti in atto
la legittima difesa, pur rischiando che questa possa essere talora
eccessiva? – P. 7): come è stato scritto più volte nei post, dal
2000 al 2004 in Israele ogni giorno vi erano dei morti per
attentati, a causa dell’impossibilità di un controllo totale dei
confini. Che fare? Certo un alto muro non è bello da vedere, e poi
si presta alle solite frasi tipo “non costruire muri, ma ponti”. In
attesa di poter costruire ponti di pace, quando (speriamo) la
sponda palestinese sarà disponibile, per il momento è stato
necessario costruire un muro, che grazie al cielo è riuscito allo
scopo. Perché noi chiudiamo la porta di casa, mettiamo grate alle
finestre, ecc.? Non le lasceremmo volentieri aperte, se potessimo
vivere nella fiducia? – P. 8): Quando ho letto nel blog le parole
‘pulizia etnica’ in riferimento a Israele, mi è venuta in mente la
Bosnia, e mi sono detta “non sanno quello che dicono”. Io che sono
stata in Bosnia poco dopo la guerra, ho visto gli scampati tornare
e trovare interi villaggi distrutti, ho visto distese di tombe, ho
visto una strada interrotta perché avevano trovato una fossa comune
con migliaia di morti che stavano disseppellendo… I nomi Vukovar,
Srebrenica ti dicono niente? e questi non sono che la punta
dell’iceberg. Non ricordo cortei di protesta per quelle atrocità…
da chiunque fossero state compiute. E le forze ONU stavano a
guardare (hai visto il bellissimo film “No man’s land”?). Anche
l’Europa non ha mosso un dito, pur avendo la guerra vicino casa. Ha
voluto attendere gli USA, che finalmente hanno fatto concludere una
pace possibile. E anche adesso là ci sono le forze internazionali
di pace, anche se i media non ne parlano più (cosa abbiamo più
saputo della Bosnia?). Quindi sono DIFFERENZE, non parallelismi,
con la guerra in Bosnia e la pulizia etnica. – 9): Come è accaduto
in Bosnia, non credo che una forza internazionale in Israele e
Palestina, adesso, avrebbe grandi possibilità di riuscita: vedi
Libano, le forze internazionali ci sono ma i contendenti si sparano
comunque. Le forze internazionali potrebbero avere solo una
funzione deterrente dopo la pace, e non è neanche certo (appunto,
vedi Libano). – 10): Spesso mi sono chiesta perché la comunità
internazionale non abbia mai messo ‘a viva forza’ i contendenti
attorno a un tavolo, finché non avessero trovato un accordo di
pace. La risposta che mi sono data è che i palestinesi sono
spalleggiati dai paesi arabi, che notoriamente amano tanto Israele
da non averlo mai voluto riconoscere (lo sai, vero, che se tu hai
un timbro di ingresso israeliano sul passaporto, non puoi entrare
in nessun paese arabo, ad eccezione ora di Egitto e Giordania?). E
guarda caso, dove si trovano le maggiori risorse petrolifere? Non
ci si può inimicare i detentori delle fonti di energia… Non è che
si sia ottenuto poi un gran risultato, visto l’attuale prezzo del
petrolio, che rischia di strangolare l’intera economia mondiale; e
Ahmadinejad ha detto che il prezzo è ancora troppo basso… Dove
vanno a finire tutti questi proventi? E’ ora che cominciamo a farci
seriamente queste domande scomode… – 11) e 12): E’ certo più
comodo accettare supinamente il Pensiero Dominante, che cercare di
ragionare sulla realtà con la propria testa… si fa molta meno
fatica e ci si sente forti (diversamente, come me la spieghi Piazza
Venezia piena di gente osannante nel ventennio, e tutti con le
bandiere rosse dopo?). Se il Pensiero Dominante ti ripete che Tizio
è buono e Caio è cattivo, per mascherare la sua intrinseca
avversione per Caio, quanti sono quelli che valutano con la propria
testa le azioni di Tizio e di Caio? – 13): Che gli israeliani siano
stanchi di questo stato di cose, mi sembra fuori di dubbio… Come
ti sentiresti tu, se da 60 anni qualcuno cercasse di buttarti fuori
dalla casa che ti è stata assegnata con ‘rogito’ ONU, assegnandone
nel contempo un’altra a chi non l’ha voluta ma ha subito cercato di
prendersi la tua? Le varie guerre contro Israele che cosa sono
state, se non questo? E tutti gli attentati? Se tu reagisci, non è
forse per difenderti? E se chi ti assale è stanco delle tue
reazioni, non sei forse più stanco tu di dover sempre stare
all’erta? Gli israeliani vorrebbero sì la pace. Essendo Israele una
democrazia pluralista, ha al suo interno varie posizioni sulle
possibili soluzioni, ma è necessaria la buona volontà anche della
controparte. Gli insediamenti nei territori ex-giordani occupati
nel ’67 sono stati certamente un errore, ma Israele era pronto nel
’94 a restituire quei territori alla Giordania, che non li ha
voluti (come l’Egitto in precedenza non aveva voluto la striscia di
Gaza che confina col Sinai); nel 2000 Israele aveva offerto la
restituzione dei territori ad Arafat in cambio della pace e del
riconoscimento, ma ha avuto un nuovo rifiuto. E allora?? — Spero,
con questo, di avere soddisfatto il tuo desiderio di chiarimenti
sul mio pensiero. A me sembrano considerazioni di normale buon
senso, da parte di una persona (io) che ha sempre detestato gli
occhiali da sole (sia in senso proprio che figurato) perché ama
guardare a 360° il vero colore del cielo e delle cose. Ripassando
gli interventi sul blog, mi sono resa conto che anche qui Israele
ha subito attacchi con accuse infamanti e provocatorie, che hanno
messo i suoi cittadini in condizioni di doversi difendere, talora
un po’ sopra le righe… e se questo accade fra gli interlocutori
di un qualunque blog fine a se stesso, come possiamo pretendere che
siano più ‘ragionevoli’ gli attori veri, in un contesto tanto più
reale? Mi sembra una situazione ‘sur-reale’… ma la speranza di
una pace possibile è sempre l’ultima a morire, sono certa che tutti
noi la auspichiamo. Adesso ti saluto, non so quando potrò
ricollegarmi, stammi bene.
9 maggio, 2008 alle 2:52 pm
Saluti pelosi ad Antonio e a chi come lui inteviene coi paraocchi.
Scambiare lucidita’ e dati reali con la commozione mi fa venir da
ridere. Non resta che lavorare su altri fronti (i blog consentono
la discussione, non l’azione) affinche’ i dati reali non vengano
soffocati da elucubrazioni insensate come quelle che si susseguono
in questa sede. Rileggiti le dichiarazioni delle “trattative di
pace”. Rileggiti la “generosa offerta” di Barak, che su Liberation
(francese) di due giorni fa’ riproponeva che nel 1948 i bambini
palestinesi che vivevano e giocavano vicino al suo kibbutz sono
scomparsi “non si sa come e perche’” (forse intendeva dire che se
la sono data a gambe, codardi!). Rileggiti i dati degli accordi di
Oslo e di quello che gli accordi comportavano (il gioco di carte
delle tre aree, A-B-C, la questione delle risorse etc.). Rileggiti
i dati sulla poderosa costruzione di colonie ebraiche in
Cisgiordania subito dopo gli accordi.Con una mano la pace con
l’altra le colonie. Chi ha passeggiato sulla Spianata nel 2000?
Hanyeh? Mesha’al? Un razzo Kassam dotato di gambe, occhi e braccia?
Che cosa significa ritirarsi da Gaza continuandone a controllare
interamente il flusso di risorse e servizi? Un cane in gabbia puo’
evitare di mordere mentre sta morendo?
8 maggio, 2008 alle 10:41 pm
Elena [388] ,mi consenta, ho evidenziato i punti del suo discorso
che ritengo molto discutibile. Questo è comunque il suo
pensiero.
1. le sofferenze palestinesi dipendono primariamente dal governo
palestinese
2. le troppe nascite palestinesi sono una scaltra
pianificazione
3. inevitabilità della morte dei bambini a causa della difesa
israeliana
4. il governo palestinese è un regime totalitario
5. “loro” vogliono la distruzione d’Israele
6. Israele deve difendersi anche con azioni militari
7. per la mancanza di fiducia e per la protezione c’è la
costruzione del muro
8. parallelismo e differenze con la guerra in Bosnia
9. mancanza di una forza internazionale in Israele e
Palestina
10. ricatto dei paesi produttori di petrolio
11. convenienza e comodità del nostro modo di pensare
12. creazione dell’alibi dei palestinesi buoni e israeliani
cattivi
13. gli israeliani sono più stanchi dei palestinesi
8 maggio, 2008 alle 7:26 pm
La sofferenza dei palestinesi, pur reale e profonda, ha come causa
primaria la non-volontà dei loro governanti di giungere ad una
soluzione dei loro problemi (basti pensare ad Arafat nel 2000,
quando avrebbe potuto ottenere quasi tutto ma ha rifiutato, e anche
a tante opportunità precedenti). La strumentalizzazione di cui è
vittima il popolo palestinese è ignobile. Si moltiplicano le
nascite (media di oltre 6 figli per donna! e donne senza diritti)
per far esplodere la bomba demografica e aumentare la compassione
degli occidentali ingenui (però: mai sentito parlare di controllo
delle nascite?!). Non c’è praticamente angolo in cui non vi siano
bambini, e si martella – non occasionalmente – Israele con lanci di
razzi e con attentati, ben sapendo che l’inevitabile reazione (di
difesa) non potrà non fare vittime civili, offrendo così nuovi
pretesti ai media per scagliarsi contro Israele. E’ una scaltra
pianificazione a lungo termine sulla pelle di gente innocente. E’
un regime totalitario in senso stretto, perché la vita del singolo
individuo è priva di valore rispetto alla totalità. Noi, ragionando
con la nostra mentalità, ci commuoviamo – giustamente – per la
morte di un innocente, ma per loro ciò che conta realmente è la
causa finale: la distruzione di Israele. Ma l’ideale proposto ad un
popolo NON PUO’ essere l’odio verso un altro popolo, NON PUO’
essere la sua distruzione! Israele necessariamente DEVE difendersi:
ben volentieri farebbe a meno di posti di blocco, controlli,
perquisizioni, arresti, azioni militari, e via dicendo; ben
volentieri avrebbe impiegato diversamente le risorse occorrenti per
la costruzione del muro di difesa, di impatto mediatico tanto
negativo, se solo avesse potuto vivere nella fiducia! Ma aveva, e
ha, il dovere di proteggere la vita dei suoi cittadini, anche se il
prezzo da pagare è elevato in tanti sensi. Chi parla di pulizia
etnica da parte di Israele, non sa quello che dice: in Bosnia fu
tentata la vera pulizia etnica, con decine di migliaia di persone
massacrate e interi villaggi svuotati e rasi al suolo. Lo so bene,
perché per 5 anni, dopo la guerra, ho speso là le mie ferie estive;
ma non ricordo movimenti di opinione per quelle atrocità… Per
imporre una fine a quella guerra, la comunità internazionale si è
mossa, così come per il Kosovo; ancor oggi in quei Paesi vi è una
forza internazionale di pace. E perché non per Israele e Palestina?
Forse dobbiamo subire il ricatto dei paesi produttori di petrolio?
Stiamo volgendo il nostro modo di pensare secondo convenienza? Ci
stiamo creando l’alibi dei palestinesi buoni e israeliani cattivi
perché in fondo è più comodo? Se sono stanchi i palestinesi, ancor
più stanchi sono gli israeliani di questo stato di cose che NON
sono stati loro a volere, ma che si sono trovati a dover
fronteggiare. Se noi guardiamo solo agli effetti problematici di
queste azioni di difesa, e non consideriamo con oggettività anche
le cause che hanno reso e rendono necessaria tale difesa, non
possiamo dirci intellettualmente onesti.
8 maggio, 2008 alle 5:03 pm
http://stefanodisegni.nova100.ilsole24ore.com/2008/03/e-fiamma-nirens.html
8 maggio, 2008 alle 4:46 pm
Ai numeri e ai fatti rispondi con le formulette della propaganda
israeliana.
8 maggio, 2008 alle 2:20 pm
Dove l’hai letta questa storia. Sul “Manifesto”?. Com’è che il
moderato Abu Mazen è stato osteggiato da Hamas nel momento in cui
manifestava di voler dialogare? Com’è che nei libri di scuola
palestinesi (finanziati anche con contributi della UE) ISRAELE E’
CANCELLATA persino dalla carta geografica? Com’è che Amadjnejad non
riconosce Israele? Ma vedi finchè nella testa frullano fanatismi
ogni discussione è impossibile.
8 maggio, 2008 alle 12:28 pm
A 380. Informati meglio. Dopo Oslo gli insediamenti sono continuati
e gli attentati (Hebron, Rabin) sono venuti da Israele. La
provocazione per far saltare le trattative dopo Camp David è stata
di Sharon. La c.d. sanguinosa intifada (proteste contro
l’occupazione) è cominciata con 16 palestinesi uccisi in due giorni
(29-30 settembre) e altri 100 uccisi in ottobre. Negli stessi 33
giorni le forze di occupazione hanno subito 5 perdite. Per questo
Sharon è stato premiato dagli elettori nel 2001. Questa è la “forza
dei numeri”, per dirla con Della Pergola. Quanto a Gaza, era e
rimane una prigione. Solo che le famiglie dei carcerieri hanno
cambiato alloggio.
8 maggio, 2008 alle 10:31 am
#381 – forse non te ne accorgi, ma ti stai ripetendo. Un po troppo,
direi.
Ti consiglio una pausa dedicata alle letture nuove.
Sinceramente, i.
8 maggio, 2008 alle 10:30 am
per Marioto 397 Vedi, Vattimo è uno dei tanti pseudointellettuali
di sinistra che, non potendo farsi apprezzare -data la pochezza-
per le qualità dei loro studi, possono venire alla ribalta ora per
la firma di appelli di boicotaggio rivoltanti, ora per infami
sostegni alla repressione cinese sul Tibet, ecc. Se l’Italia
pullula di tale genìa lo dobbiamo a 60 anni di incontrastato
dominio di cultura di sinistra per la contemporanea assenza di una
destra civile e democratica quale è presente nei più avanzati paesi
europei.
8 maggio, 2008 alle 10:23 am
379 vattimo è il solo ad aver denunciato i crimini usa e dei monaci
neonazisti responsabili di pogrom con devastazioni di negozi e
linciaggi contro la comunità cinese. il resto della casta è servile
alla aberante guerra imperialista, ha insabbiato i massacri del G9,
giustificato la legge biagi, i lager per rom ed immigrati, le
campagne terroriste securitarie. Questo paese fà davvero schifo e
se c’è una speranza viene da Antonio Negri, Vattimo, Luca Casarini,
dalle ragazze e dai ragazzi dei centri sociali e delle
organizzazioni marxiste oltre che dai prigioni politici segregati
nelle dittature dell’impero, Silvia Baraldini docet. prodi, bush,
bin laden, di pietro, ichino, ciarrapico, rutelli,bossi,
cacciari,tosi, quando non sentiremo più questi nomi forse l’Italia
sarà un paese libero e comunista come gran parte dell’umanità.
8 maggio, 2008 alle 10:22 am
Per Nicola 363 Credi che soltanto tu sia capace di commuoverti per
le sofferenze dei palestinesi? Ma spiegami perchè ognuna delle
mille volte che si è intavolata una trattativa di pace puntualmente
sono aumentati gli attentati terroristici. Spiegami perchè a fronte
della restituzione della striscia di Gaza ai Palestinesi, Hamas ha
subito organizzato un quotidiano lancio di razzi. Se non ti dai una
onesta risposta a queste domande, la tua commozione rimane falsa e
pelosa
8 maggio, 2008 alle 9:27 am
Penso che tutti ormai conoscano Vattimo. Per quanto mi riguarda è
l’antitesi di tutto e mi chiedo perchè venga ancora invitato nei
dibattiti televisivi; con tutta sincerità vorrei che qualcuno mi
dicesse quale utilità porta nella discussione salvo quella di far
apparire solo il suo egocentrismo. Grazie
8 maggio, 2008 alle 9:07 am
La malattia di lerner e talmente grave che non si curerà nenche con
le staminali. Ma e bene che faccia le sue trasmissioni settarie
stupide e cretine in quanto porta sempre più voti al centro destra.
Non dimentichiamo che il furbone era uno de saggi costruttori del
PD e consigliere del mortatellone merdoso. VISTI I RISULTATI?
Grazie gad continua così
8 maggio, 2008 alle 1:33 am
cara deborahfait per amare una patria bisogna averla….. tutti.
Per i palestinesi non ti dispiace, e questo dispiace a me. Quanto
poi al mio amore per il mio paese potresti chiedere direttamente a
me prima di mettermi in bocca le parole. Quanto poi al tricolore
era il contrario di quanto tu dici, io c’ero. Erano proprio i
fascisti ad ostentare il tricolore affermandolo a chiare lettere,
non c’era bisogno di interpretare. Comunque buona festa anche a te.
Come ho già detto a Jacopo brinderò ai vostri popoli ed alla pace.
buona notte e non dispiacerti per me, non ne hai motivo. Sono io ad
essere molto più dispiaciuto per te di quanto tu possa credere,
7 maggio, 2008 alle 11:23 pm
Scrivi qui il tuo commento va considerato, a proposito di rischi di
depressione anni ’30, che forse proprio la svolta tactheriana prima
e reganiana poi con i successivi fluidi liberisti in tutto il mondo
li hanno evitati già prima della fine del secolo scorso (basti
pensare all’assurdità che un privato avesse potuto mettere in
ginocchio una valuta nazionale come la sterlina)
7 maggio, 2008 alle 11:21 pm
Scrhttp://www.gadlerner.it/ivi qui il tuDICHIARAZIONI DEL MINISTRO
AUSTRALIANO PETER COSTELLO sui problemi della immigrazione. “QUESTO
E’ CIO’ CHE DEVONO FARE TUTTI I PAESI” Non sono contrario
all’immigrazione, e non ho niente contro coloro che cercano una
vita migliore venendo in Australia. Tuttavia ci sono questioni che
coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese, ed a quanto
sembra anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono
capire. L’idea che l’Australia deve essere una comunità
multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità
ed il sentimento di identità nazionale. Come australiani, abbiamo
la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro
modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di
due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di
uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese. Noi
parliamo l’inglese, non il libanese, l’arabo, il cinese, il
giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se
desiderate far parte della nostra società, imparatela lingua! La
maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto
di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di
destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini
e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi
cristiani, e questo è chiaramente documentato nella nostra storia.
Questo dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole. Se il
nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in
considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo
per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura.
Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande,
però daremo per scontato che anche voi accettate le nostre e
cercherete di vivere in pace ed armonia con noi. Se la Croce vi
offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare
seriamente di andarvene da qualche altra parte. Siamo orgogliosi
della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i
problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti
sul nostro. Cercate di capire che potete praticare la vostra
cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo.
Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di
vivere, e vi offriamo la possibilità di viverci al meglio. Ma se
voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la
nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre
credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la
massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande
libertà di cui godiamo in Australia: Il diritto di andarvene. Se
non siete felici qui, allora andatevene. Nessuno vi ha obbligato a
venire nel nostro paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora
accettate il paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene! Vi
abbiamo accolto ed aperto le porte del nostro paese; se non volete
essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al
paese da cui siete partiti! Questo è il dovere di ogni nazione,
questo è il dovere di ogni immigrante. Pubblicato da
cultcorner.info a 16.52 Etichette: immigrazione o commento
7 maggio, 2008 alle 11:21 pm
SONO UNA MILANESE CHE RISIEDE A VERONA DEVO DIRE CHE SE TOSI
CONTINUA A RIPULIRE LA CITTA COME STA FACENDO LO RIVOTERO PERCHE UN
PAESE SENZA CHE NESSUNO FA RISPETTARE LE REGOLE E UN PAESE SENZA
FUTURO CARO LERNERScrivi qui il tuo commento
7 maggio, 2008 alle 10:53 pm
Scrivi qui il tuo commento NOOOOOOO!! NON è POSSIBILE CHE CI SIANO
ANCORA TANTA IGNORANZA E TANTA STUPIDITà. ALLORA: new york ai
newyorkesi e
7 maggio, 2008 alle 10:42 pm
Per 367 giancarlo Quel patto fù una mossa strategica di grande
intuito. Stalin si era reso perfettamente conto che se non avesse
stipulato quel trattato hitler e churchil si sarebbero alleati e
l’Urss sarebbe stata invasa subito; quella mossa consentì una
ritirata strategica: fare terra bruciata e preparare la
fabbricazione di nuovi carri armati che furono decisivi nella
memorabile battaglia di Stalingrado. Riguardo agli ufficiali
trucidati da stalin dici una cosa vera; stalin è responsabile di
altri crimini ma comunismo e stalinismo sono due parole diverse e
non a caso… Stalin diventò un paranoico, un burocrate ed un
assassino ma la prima parte della sua vita è assolutamente
esemplare. Oggi che i prodi e bush hanno distrutto l’umanità, i
post stalinisti piddini insabbiato la Commissione di inchiesta sui
dissidenti orrendamente torturati e sull’assassinio di Carlo
Giuliani, ha molto senso dividere i gruppi rivoluzionari ed i
“santini”? Mentre discutiamo così animatamente di stalin o Mao
ciarrapico prodi di pietro e veltrusconi ridono e si ingrassano e
gli operai continuano ad essere massacrati. Forse è il caso di
unificare tutta l’opposizione sociale, non svendendo il nostro
rispettivo programma ma marciando assieme per l’abbattimento
immediato di questo aberrante regime con ciarrapico o prodi poco
importa.
7 maggio, 2008 alle 10:18 pm
Per non parlare del capogruppo della lista Tosi in Consiglio
Comunale a Veronache, con il suo gruppo, cantava canzoni contro gli
Ebrei!!
7 maggio, 2008 alle 9:50 pm
Se definendo uno di destra avverti l’ipocrita necessità di
precisare che non si tratta di offesa, io ti rivolgo l’infamante
epiteto di individuo di sinistra.
7 maggio, 2008 alle 7:00 pm
367- Infatti, Hitler poverino voleva solo starsene in pace nella
sua Germania. Che colpa ne aveva se tutta L’Europa sciacalla voleva
schiavizzare il popolo germanico e fare della sua terra una colonia
di lavoro? Doveva prendere le sue precauzioni , mostrarsi
preventivamente accorto, o no? Ma che razza di storiografia ci
siamo subiti ,per oltre mezzo secolo..Bisogna riscrivere anche
questo e subito: Stalin, Churchill, De Gaulle, e perchè no, anche
De Gasperi tutti ,tutti complottarono contro la pura e innocente
razza germanica. L’Olocausto? Chiaro anche questo: il sacrificio di
Hitler dell’ultima ora , nel gelido bunker. Poverino!
7 maggio, 2008 alle 6:38 pm
#361 – che il/i fondamentalismo/i islamico abbia dei tratti comuni
con il/i nazional-socialismo/i e un punto di vista che posso
considerare; che la Europa e le sinistre siano cieche in quella
direzione pure. Ma non mi credo siano naziste ecc. E non penso che
appiccicare questi epiteti a chi che sia (da Fiamma a Vauro e via
dicendo) serva a qualcosa. Tutto qua: penso che l’analisi per
servire deve essere di maggior spessore e puntuale. Ma ascoltando i
sordi che si parlano qua ho paura che lo stesso non serve a
molto.
Io opto piuttosto per la via del dialogo alla Gad, con tutte le
difficolta che incontra, passo dopo passo.
Grazie per la risposta. Per quel che vale mando in cambio la mia
solidarieta.
7 maggio, 2008 alle 6:11 pm
Immagino un attacco di cuore per Darthè quando scoprrà che il
principale colpevole della seconda guerra mondiale è Stalin.
Infatti è solo grazie all’accordo di spartizione della polonia,
firmato il 23 o il 25 agosto 1939 , che Hitler potè , una settimana
dopo, invadere quel paese, che poi fu invaso da est dai russi, che
sterminarono tutti gli ufficiali etc…. il comunismo russo è il
principale oclpevole della maggiore strage planetaria. giancarlo
7 maggio, 2008 alle 6:07 pm
Per 361 (alberto) Sai come chiamavano i nazisti i gruppi di lotta
armata comunisti e socialisti? Banditi! Sai come chiamano i
massacratori e torturatori usa i partigiani iracheni ed afgani?
Terroristi! Quando ascolto frasi come le tue alberto generiche
sento tutta l’ipocrisia dei riotta dei veltrusconi, di coloro che
esaltano la “democrazia usa” ovvero il paese che ha sulla coscienza
lo sterminio di interi popoli dagli indigeni sterminati ai
cittadini di Dresda, Hiroshima, Nagagaski, al popolo coreano,
vietnamita, yugoslavo, iracheno ed afgano tutti popoli vittime
degli uccidi perpetrati cinicamente e malvagiamente
dall’imperialismo usa. Da che parte stanno i fondamentalismi? Chi
ha foraggiato bin laden? Chi ha intrapreso eccidi, costruito lager,
offeso la religione musulmana, chi ha perpetrato questa orrenda
crociata contro tutta l’umanità non solo contro i paesi aggrediti?
7 maggio, 2008 alle 5:58 pm
Cara Deborah Fait, so che Orientalismo, scritto da Said, ti fa
ribrezzo, perché Said è un filo terrorista (anzi terrorista, visto
che il suo passaporto americano non avrebbe mai lavato la sporcizia
del suo sangue e l’onta della sua origine). Beh, se avessi la forza
di leggerlo ti accorgeresti che Mark Twain fa parte di una
genealogia di orientalisti che non rappresentavano il mondo
“orientale” e “mediorientale” in un contesto proprio neutrale e
scientifico…e che i discorsi di cui avevano subito l’influenza,
le citazioni di cui si servivano, riproducevano proprio un tipo di
discorso egemonico (ops, ho bestemmiato!chiedo perdono). La donna
egiziana muta di Flaubert, così come gli orientali di Marx, non
avevano diritto ad autorappresentarsi…non mi risulta che Mark
Twain girasse in Palestina con le carte geologiche…e quel tuo
“ora ho capito chi sei”, come a dire ti conosco mascherina, non mi
lascia pensare niente di buono nelle tue intenzioni. Come al solito
si attaccano le persone, piuttosto che il contenuto delle loro
espressioni.Stammi bene, e continua a produrre articoli carichi
d’odio e liste di proscrizione per conto di INFORMAZIONE CORRETTA.
Questa è la strada maestra per la riconciliazione. Mark Twain non è
neanche male come lettura. Discuto il contenuto e il contesto di
produzione di ciò che scrive, non l’uomo, a tua differenza.
7 maggio, 2008 alle 5:53 pm
Nicola # 363, se tu potessi rispondere al mio # 88 sul blog Torino,
ti sarei grato. giancarlo
7 maggio, 2008 alle 5:46 pm
Elena # 357: di buonismo e di mondo delle meraviglie non so che
farmene. In quasi tutti i miei ultimi interventi riporto
testimonianze dirette. non mi sembra di essere così sognatore…se
non quando parlo di riconciliazione…se mi vuoi togliere la
facoltà di farlo sarà dura… In Palestina ho visto persone esauste
dell’occupazione, del divieto di accesso alle strade riservate ai
coloni (neghi, vaneggio?), delle ore di soprusi ai checkpoint (dove
le donne talvolta partoriscono, neghi, vaneggio?), delle incursioni
diurne e notturne (neghi, vaneggio?), dell’incarcerazione e del
rapimento di giovani che di poco superano i dieci anni (neghi,
vaneggio?), degli uomini messi in strada, spogliati, umiliati
(neghi, vaneggio?), dei bambini che non possono andare a scuola
perché il muro gli ha separati dalle scuole (neghi, vaneggio?),
delle esecuzioni sommarie (neghi, vaneggio?), delle esprorpiazioni
arbitrarie (neghi, vaneggio?)…questa lista non vuole mettere sul
piatto o asserire nessuna “brutalità ebraica”, contrariamente a
quello che tu fai riferendoti ai linciaggi (che non sono pratiche
quotidiane a differenza di quelle che io cito), vogliono solo dirti
che dopo aver visto tutto questo (e non l’ho visto solo io, lo
hanno visto i comuni mortali come gli inviati Onu, vaneggiano anche
loro? sono filoterroristi? allora affanculo pure l’Onu) ho ancora
la forza per non scadere in riflessioni becere e ho ancora forza
per cercare di rintracciare, con lucidità, vie d’uscita.
7 maggio, 2008 alle 4:40 pm
Grazie Antonio. Bellissimo l’articolo di P.L.Battista! Ci voleva
per tirarmi un po’ su di morale perche’ la tristezza e la
depressione sono infiniti e si alternano a una rabbia furibonda di
fronte a tanto odio. Io credo di aver letto tutto
sull’antisemitismo storico, sull’antigiudaismo, sull’odio
antiebraico e quello che leggiamo da anni contro Israele, quello
che scrivono in rete, anche su questo forum, ha la stessa radice,
la stessa isteria, quasi sempre usano le stesse parole della
propaganda fascista. Quello che mi fa impazzire di rabbia e’
l’ingiustizia. Non ho mai potuto sopportare l’ingiustizia.
Federico, mi dispiace per te che non sai cosa significhi amare la
propria Patria. E’ un retaggio del comunismo , quando in Italia
mettere alla finestra il tricolore era pericoloso perche’ passavi
per fascista. Amare il proprio Paese e’ uno dei sentimenti piu’
belli del mondo.
7 maggio, 2008 alle 3:07 pm
per quello che lo ha chiesto : il nazismo e’ stato quel movimento
che tutti conosciamo. Ma oggi esiste il fondamentalismo islamico
con le sue varie diramazioni terroristiche e non. Il
fondamentalismo islamico e’ il nazismo moderno. Entrambi i
movimenti hanno grosse piattaforme comuni e piccole differenze di
semantica. Gli alleati del nazimo moderno sono gli anti-israeliani
europei, che oggi si trovano quasi tutti a sinistra. Essi sono
anche loro dei nazisti-moderni. Il gionale La Stampa di Torino e’
un giornale che collabora molto attivamente con il nazismo moderno.
Ci dovrebbe essere la fiera del libro a Torino, dove Israele
dovrebbe essere l’ ospite d’ onore. La Stampa di Torino, attraverso
almeno 27 articoli velenosi, diffamatori, e quindi neonazisti
contro Israele, pubblicati negli ultimi due giorni, ha messo 4
articoli di gente che e’ a favore di Israele, tra i quali Yehoshua
che non rappresenta la maggioranza degli israeliani ma solo una
piccola minoranza. Ne consegue che i contenuti degli articoli
pubblicati da La Stampa on line sono nazisti. In prima pagina oggi
La Stampa ha pubblicato un articolo nazista-moderno in cui c’e’
scritto : “Israele è un istituto psichiatrico senza fine, con dei
pessimi terapeuti e dei pazienti che fuggono ognunodal proprio
esilio,da una tragedia diversa”. Il resto dell’ articolo non l’ ho
potuto leggere. Dico io, per rispondere all’ articolo : invece l’
Italia NON E’ UN ISTITUTO PSICHIATRICO SENZA FINE CON DEI PESSIMI
TERAPEUTI ? La verita’ e’ che in Israele ci sono ottimi terapeuti e
le tragedie che hanno dovuto sormontare gli ebrei li hanno solo
rafforzati e resi … invece … relativamente sani di mente.
Invece gli islamici che inculcano l’ odio nei loro piccoli fin
dalla tenera eta’ ed esplodono assassando ebrei come facevano i
nazisti sono sani di mente ? La Stampa di Torino e’ un giornale
diretto oggi da tanta gente malata forte, da nazisti che credono di
essere di sinistra, altroche’.
7 maggio, 2008 alle 2:38 pm
Metto a disposizione di tutti l’articolo del Corsera Editoriali
ISRAELE E FIERA DEL LIBRO Il trattamento speciale Israele è una
società pluralista, dove si scontrano idee, giornali, partiti.
Perché è così difficile ammetterlo? di Pierluigi Battista È destino
di Israele accendere sempre smodate passioni di ostilità. Spesso si
deplora che sia brutalmente liquidata come antisemita qualsiasi
critica alle politiche israeliane. Lo ha anche insinuato,
riferendosi maldestramente al capo dello Stato, Tariq Ramadan, che
ha già ricevuto una risposta esemplarmente chiara da parte del
presidente Napolitano, e che invece pare non abbia nulla da
obiettare al rogo delle bandiere con la stella di Davide inscenato
a Torino, lugubre antefatto coreografico del boicottaggio alla
Fiera del libro. Ma se non è antisemitismo, come definire allora
quella sistematica dismisura di giudizio, quell’eccesso lessicale,
quel sovrappiù di concitazione che assegna da sempre a Israele il
ruolo di bersaglio privilegiato dell’odio collettivo? Si può
criticare Israele senza passare ipso facto per nemici degli ebrei,
ci mancherebbe. Ma non suona già un po’ singolare che passi come
ovvia l’espressione «criticare Israele»? Cosa diremmo di un
commentatore straniero che criticasse «l’Italia», oppure lo «Stato
italiano» (o francese, o tedesco, o un altro qualsiasi)?
Ricorderemmo l’elementare distinzione tra Stato e governo.
Obietteremmo che un conto è l’Italia intesa come Nazione
democratica che non spezza la sua continuità storica malgrado il
variare delle sue (provvisorie) compagini governative. Tutt’altra
le specifiche e circostanziate politiche attuate da un particolare
governo. Si critica il governo Berlusconi, o il governo Prodi, non
lo Stato italiano. Perché allora, nel caso di Israele, questa
distinzione politica e lessicale è destinata a saltare? Certo che
si può criticare il governo Olmert, o il governo Begin, o il
governo Barak. Ma non lo si dice mai, o quasi mai, in questo modo.
Le critiche si trasferiscono invece sullo Stato israeliano in
quanto tale. Un trattamento speciale. Che peraltro allude
obliquamente al cuore della «specialità» di Israele: il suo
precario diritto all’esistenza, il pregiudizio che delegittima alla
radice Israele come il frutto di un sopruso, di una mostruosa
violenza storica. Uno dei pilastri dell’antisionismo. Ma davvero
l’antisionismo non ha nulla da spartire con l’antisemitismo? E non
è inoltre molto strano che, almeno dal ’67 ad oggi, non ci sia
stata una volta, una sola volta in cui un qualunque governo
israeliano (di destra o di sinistra, dei laburisti o del Likud)
abbia meritato il consenso di chi è vigorosamente impegnato a
sottolineare la distinzione tra antisemitismo e legittima «critica
dello Stato di Israele»? Possibile che ogni governo israeliano
commetta lo stesso errore, si macchi degli stessi crimini, affronti
la questione palestinese nello stesso, catastrofico modo? E’
possibile perché nella dismisura anti-israeliana è impossibile
riconoscere che Israele sia una democrazia ricca di conflitti e
diversità, a differenza di tutti i dispotismi da cui è circondato.
Una società libera dove sono per primi gli storici israeliani a
frugare negli archivi, per svelare anche le pagine meno luminose
della nascita dello Stato che oggi gli incendiari torinesi delle
bandiere vorrebbero impedire di celebrare. Nei libri di testo che
circolano nei territori controllati dall’Autorità nazionale
palestinese, Israele è cancellato dalle carte geografiche e si
ricalcano tutti i luoghi comuni della propaganda antisemita.
Israele è invece una società pluralista, dove si scontrano idee,
giornali, partiti. Perché è così difficile ammetterlo? È questa
realtà che l’eccesso polemico anti-israeliano cancella
drasticamente. Il trattamento speciale riservato a Israele consente
una spietata radicalità di linguaggio impossibile da usare verso
qualsiasi altra Nazione. La condizione degli arabi di Israele
diventa per forza di cose raccapricciante «apartheid». La barriera
difensiva antiterroristica che ha fortunatamente fatto crollare il
numero di attentati suicidi in Israele si trasforma nella vulgata
in un terrificante «muro» di segregazione e di infamia. Avallata
persino da premi Nobel come José Saramago, la grottesca
equiparazione tra Gaza ed Auschwitz diventa luogo comune, immagine
che acquista addirittura una sua plausibilità. La politica verso i
palestinesi viene ribattezzata «pulizia etnica», come l’apocalisse
in Ruanda e il furore antialbanese di Milosevic. Non è
antisemitismo? Ma come definire allora questo insieme di pregiudizi
che fornisce agli intolleranti impegnati nel boicottaggio della
Fiera del libro il carburante ideologico ospitato da università
come quella di Torino dove, ospite Tariq Ramadan, si spacciano
falsità storiche come se fossero vere e si altera alla radice
l’intera vicenda dello Stato di Israele lungo un arco di
sessant’anni? Giustamente Lucia Annunziata sulla Stampa esorta chi
difende Israele a non lasciarsi afferrare dallo stesso demone della
faziosità esibita dai suoi nemici. Eppure la cultura democratica
occidentale dovrà pur spiegare come si fa a commuoversi per
Schindler’s list e contemporaneamente restare indifferenti al
negazionismo minaccioso di Ahmadinejad che, cancellando il primo,
auspica un secondo Olocausto degli ebrei. Come si fa a conciliare
le visite solenni nei campi di sterminio con l’imbarazzato silenzio
che circonda la martellante diffusione nei media arabi di serial tv
ricavati dai Protocolli dei savi anziani di Sion? È questo silenzio
che incoraggia i nemici di Israele a bruciarne i vessilli. A dare
per scontato che contro Israele si possa dire tutto e che persino i
suoi scrittori siano maltrattati come la personificazione del Male
assoluto meritevole di boicottaggio. Altro che questione di ordine
pubblico. 07 maggio 2008
7 maggio, 2008 alle 1:53 pm
Per Gad Consiglio la lettura del magnifico editoriale di Pierluigi
Battista sul “Corsera” di oggi. E’ un esempio di alto giornalismo,
scevro da pregiudizi e libero da scorie massimalistiche da
compiacere. Insomma un esempio piuttosto raro da noi.
7 maggio, 2008 alle 10:54 am
Chi era Sasha che diceva che il sito della Nirenstein non
funzionava piu’? Ecco, vai a vedere ora. Era in manutenzione, come
dissi allora… Il ghetto virtuale, il ghetto su marte – demenza
pura.
7 maggio, 2008 alle 10:26 am
@ 332 e precedenti: Nicola, non so che mondo tu abbia visto, ma mi
sembri un sognatore con troppa fantasia, torna con i piedi per
terra. Se davvero sei stato in Palestina, come puoi non aver
percepito l’odio che si taglia con il coltello? Io rabbrividisco
ancora quando mi tornano alla mente le immagini dei due soldatini
linciati trionfalmente da una folla a Ramallah qualche tempo
addietro, senza che qui si levassero esecrazioni convincenti; o
quando ricordo le immagini dei ragazzini che a Gaza portavano in
trionfo brandelli di corpi di ebrei uccisi, o altri simili disumani
episodi. Dov’è finito il comune senso di umanità, il rispetto di
fronte alla morte, anche quella del nemico? Se si infierisce
persino sui cadaveri, vuol dire che si è perso ogni valore, ogni
umano senso di dignità. La morte è sempre morte, ok, ma un conto è
colpire in un’azione di guerra, e un conto è accanirsi sul nemico
che giace ai nostri piedi. Per me non ci sono scusanti. Non ce ne
sono neanche per chi volutamente ignora o minimizza questi fatti,
perché è questo l’humus che impedisce la pace. Bisogna invece
incoraggiare e pubblicizzare, realisticamente e non
utopisticamente, gli atti di buona volontà e di collaborazione tra
ebrei e palestinesi che pure vi sono, specialmente in campo medico:
sono atti che danno la vita e non la morte, sono semi che, se fatti
crescere, possono generare quei frutti di pace che tutti
auspichiamo. Cari saluti.
7 maggio, 2008 alle 10:25 am
Ringrazio Jacopo e Deborahfait per le gentili parole. Mi scuso,
ieri sera non ho potuto collegarmi, e anche adesso ho il nipotino
che mi aspetta (dopo 37 anni di lavoro d’ufficio, il mestiere di
nonna è il più bello del mondo). Non sono una frequentatrice troppo
assidua del blog. – Vorrei dire ad Alberto Levy: la sua grande
passione per la sua Terra le fa onore. Capisco il senso di
impotenza e frustrazione nel dover sempre ripetere cose che si sa,
per storia e per esperienza personale, essere VERE, e leggere in
risposta affermazioni contrarie o provocatorie. Io credo che il
blog scateni in molte persone la parte peggiore di sé, sembrano
provare un gusto quasi sadico nel provocare e spargere sale sulle
ferite. Non meriterebbero neanche risposta, ma mi rendo conto che
non potete fare a meno di proclamare le vostre ragioni, vista la
persuasività della propaganda contraria. Molte persone ragionano
solo in base alle proprie precomprensioni e non sanno (non
vogliono) vedere la realtà per come è davvero. Vedono e ricordano
selettivamente solo ciò che conferma le proprie tesi, quindi è
giusto ricordare loro anche l’altra faccia della realtà. Tuttavia,
credete, ci sono anche molti che amano Israele e vogliono che viva,
solo dovrebbero far sentire maggiormente la loro voce. Un saluto e
un fraterno, caloroso augurio di pace.
7 maggio, 2008 alle 10:06 am
Caro Jacopo Non capisco l’ateo, non se semo proprio capiti Jacò.
Per il resto della risposta 349. Io sono povero, parlo solo
l’italiano. Non pratico il displacement culturale, ma penso che si
possano dire stupidaggini in quattro lingue, senza cambiarne la
sostanza. Goditi la tua festa. Sarà anche la mia. Io brinderò ai
vostri popoli ed alla pace. Ti saluto con sincero affetto e ti
lascio al tuo lavoro.
7 maggio, 2008 alle 10:06 am
Per 339 Jacopo Beh condivido almeno l’aprezzamento per solo
principe degno di non essere ghigliottinato. (;°) Del tuo
intervento invece non condivido nulla. I E’ stta venduta 1 Ferrari
in Cina? A me risulta come Gad ha illustrato in una splendida
puntata dedicata alla Cina che l’hanno clonata e che quella
prodotta in Cina ha delle prestazioni anche migliori con il
vantaggio di un prezzo molto più contenuto e in ogni caso è solo
uno schiaffo dato all’italietta belligerante della mussolini, bossi
e ciarrapico, un “troiaio” come si dice a Firenze e provincia, dove
peraltro, vivono 35 mila cinesi pronti a fare a pezzi l’economia
italiana garantendo migliore qualità e prezzi più bassi. II Non ci
sperare che i maoisti mangino la roba unta made usa, non vogliono
finire obesi come il 30% dei cittadini usa indotti a consumare
porcate per mantenere i privilegi della borghesia imperialista
delle multinazionali. Neppure a Parigi vogliono le porcate usa e
sfasciano le ferrari, le mercedes e non vogliono i fast food con
l’olio riciclato che procura il cancro. IV Probabilmente tele
bassolinoi non ti ha informato ma la Cina ha 22 canali pubblici più
altre centinaia di tv locali, non sentono davvero la mancanza di
tele bush tele “arcore” e tele “padania”…. V Tu saresti
materialista storico? La storia insegnata da didietro? dai guarda
la realtà, la Cina è sempre più vicina! VI Non è vero che le
“comunità borghesi” calmano il popolo. Gad è stato un piccolo eroe
in Lotta Continua e non credo che abbia patito la fame in quegli
anni, così come Capanna, il professor Antonio Negri ed altri
rivoluzionari di quegli anni. VII Incredibile come falsificate la
realtà rovesciandola totalmente.In parlamento sono stati falsciati
politicamente i falsi comunisti non i comunisti proprio perchè
hanno tradito qualunque principio di sinistra rendendosi complici
delle nefendezze di bush e prodi. P.S. Il prossimo giro diamo noi
una bella girata a questo regime mobilitanto operai immigrati e
studenti! Cia(;°) CINA SI guerre,Cpt lager,legge biagi,falsità,
demagogia, preti, prodi, previti no!
7 maggio, 2008 alle 9:51 am
Un ultima cosa tanto per essere chiari. Io provo un pena o ” pietas
” infinita per tutti coloro che sono ” prigionieri ” dei teatri dei
vari conflitti, nel senso che non hanno alcuna speranza economica
per sfuggirli o per andarsene. Io non potrei mai far vivere i miei
figli, i miei nipoti, i miei cari in paesi dove possono essere
macellati in ogni istante della loro vita. Principalmente per
questo solidarizzo con tutti coloro che fuggono dai purtroppo
troppi luoghi dell’orrore che ci sono nel mondo ( sia la guerra, la
fame, la natura ostile …) Non posso e non potrò mai capire chi
impone al contrario tale condizioni ai suoi cari e non fugge
potendolo fare. Per non parlare di coloro che li trasportano al
contrario da situazioni di pace in situazioni di guerra o altre. Mi
sembra di un egoismo che non temo di definire criminale, anche se
verrò bacchettato con gli epiteti peggiori. Posso capire la scelta
individuale. Altro no. Io spero che venga il momento in cui tutti i
” prigionieri ” ( che sono la stragrande maggioranza delle
popolazioni ) delle situazioni di guerra capiscano che i loro
peggiori nemici sono proprio quelli che alimentano il lupo da cui
dicono di difenderli e se ne sbarazzino . Lo spero amche e
sopratutto per i palestinesi e per gli ebrei a cui va la mia
solidarietà più antica. Per finire credo che fermare questa guerra,
che si avvia a superare quella dei cento anni, sarebbe necessario
che a tutti e due gli schieramenti non arrivasse più un dollaro od
un euro. Sarebbe una ” cura ” dolorosa, ma credo sia difficile
superare le soglie del dolore provocato in questi 60 anni.
7 maggio, 2008 alle 9:51 am
Jacopo, ieri sera ho acceso la candela per i nostri morti. Fra 15
minuti suonera’ la sirena. Riposino un pace in Terra di israele.
Questa sera festa e domani tanta gioia. Azmaut, i nostri bambini
liberi, il futuro di israele! Lunesi’ sera ero alla prova generale
della Festa di questa sera. Se la guardi vedrai che meraviglia,
bambini, tanti bambini che balleranno e canteranno sul piazzale
davanti al Mausoleo di Herzel, insieme a Zahal. Chag Sameach !
7 maggio, 2008 alle 9:44 am
Gadush, hag sameach anche a te! Visto che hai accesso al mio email,
fammi sapere quando vieni. Magari ci fai l’onore di venire a
Gerusalemme a cena da noi. NO! Non abito a Ghilo’, tranquillo…