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Fiamme e boicottaggi a Torino

sabato, 3 maggio 2008

l'Infedele

nirenstein.jpgNon ho commenti sulla scelta di Fiamma Nirenstein di disertare un incontro con me al Salone del Libro di Torino. Qui di seguito la trascrizione letterale del dialogo avvenuto mercoledì scorso all’Infedele.

Vattimo: A Roma è vero o no che l’Ordine dei giornalisti ha aperto un procedimento contro Vauro, perchè ha dato della fascista alla Nirenstein? Io trovo che darle della fascista è un complimento, nel senso che… è molto peggio. Detto fra noi, essendo ella assente, io l’ho sperimentato di persona in un dibattito. Cioè voglio dire, c’è un atteggiamento di assoluta indiscutibilità e io trovo che non è rispettoso nei confronti dei morti dell’olocausto utilizzarli per giustificare una politica che oggi molti, anche ebrei, trovano inaccettabile. Chiudo questa parentesi terribile.

Lerner: Non è facile chiuderla questa parentesi, perchè ferire le persone là dove queste persone…

(brusio)

Lerner: Rossi voleva dire qualcosa?

Rossi: Dare della fascista a Fiamma Nirenstein non mi sembra un buon argomento, non mi sembra un buon modo per impostare un dibattito.

Vattimo: Però non mi sembra che sia il caso che l’Ordine dei giornalisti, di cui io sono partigiano dell’abolizione….

Lerner: Guarda io ho appena fatto una trasmissione in cui abbiamo propugnato l’abolizione dell’ordine dei giornalisti. Il problema quindi dal punto di vista disciplinare non mi interessa, mi interessa, come a te che sei troppo intelligente per girarci intorno, il fatto che uno che dà dello sguercio a un cieco, uno che dà dello storpio a una persona che ha un infortunio a una gamba… uno che dà del fascista o peggio del nazista a un ebreo, sa di volerlo ferire, umiliare, colpire in qualche cosa che è specialmente doloroso per quella persona.

Vattimo: Io infatti quando ho reagito a questa affermazione del mio collega ebreo, gli ho ricordato che deve stare attento a quello che fa. E invece lui non si sentiva nemmeno lontanamente attaccabile da questo punto di vista. Mi dà del povero vecchio e io non gli posso dare del fascista? Ma certo che gli do del fascista, e lui reagisce dicendo…

Lerner: Mi sembra più probabile che Vattimo sia vecchio che quel professore sia nazista,
anagraficamente parlando, conoscendo io la tua età…

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

[8] 7 6 5 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 399
    Darthè scrive:

    Per 382 destra civile? Ahahahahaha! In quale favoletta
    veltrusconiana? Vattimo è uno dei pochi personaggi noti ad aver
    denunciato i crimini usa e dei neonazisti responsabili di pogrom
    con devastazioni di negozi e linciaggi contro la comunità cinese.
    il resto della casta è servile alla aberrante guerra imperialista,
    ha insabbiato i massacri del G8, giustificato la legge biagi, i
    lager per rom ed immigrati, le campagne terroriste securitarie.
    Questo paese fà davvero schifo e se c’è una speranza viene da
    Antonio Negri, Vattimo, Luca Casarini, dalle ragazze e dai ragazzi
    dei centri sociali e delle organizzazioni marxiste oltre che dai
    prigionieri politici segregati nelle dittature dell’impero, Silvia
    Baraldini docet. prodi, bush, bin laden, di pietro, ichino,
    ciarrapico, rutelli,bossi, cacciari,tosi, quando non sentiremo più
    questi nomi forse l’Italia sarà un paese libero e comunista come
    gran parte dell’umanità.

  2. 398
    Crotalus scrive:

    E’ singolare come una moltitudine di persone indubbiamente in
    possesso di facolta’ intellettive e di bagaglio culturale almeno
    nella “media”, continuino a discettare su problematiche di tutta
    evidenza IRRESOLUBILI, partendo da premesse che spesso se non son
    false son quanto meno utilizzate in modo partigiano. Penso – e me
    ne assumo la responsabilita’ – che il problema israelo-palestinese
    NON trovera’ una soluzione DECENTE per antrambe le parti nel medio
    termine, se mai lo trovera’, a meno di non ipotizzare una
    catastrofe nucleare (che tale sarebbe per TUTTI, anche per quelli
    che non c’entrano niente). L’indagare su chi debba ricadere la
    colpa mi pare esercizio dialettico sterile, come lo fu a suo tempo
    il discutere sul “sesso degli angeli” da parte dei padri della
    Chiesa. Salam/Shalom

  3. 397
    lele scrive:

    non sono un frequentatore abituale di blog,leggo commenti
    condivisibili e non condivisibili.Alcune volte commento,o meglio
    rispondo. Il comm.395 scritto da maria stella lo trovo
    osceno.Capisco che il linguaggio dell’informazione non è semplice
    ma almeno un minimo di criticità ci vuole. Complimenti alla suo
    programma e alla redazione di la7

  4. 396
    antonio* scrive:

    per 395 Brava Maria Stella Longo. Approvo in pieno quanto hai
    scritto. Gli pseudo intellettualoidi di sinistra, quelli che nella
    loro vita si sono sempre schierati dalla parte sbagliata, d’ora in
    avanti, con la maturazione degli schieramenti politici, rimarranno
    sempre più soli sulle loro assurde barricate. Bisogna isolare chi
    semina fandonie e odio. Ciao

  5. 395
    Maria Stella Longo scrive:

    Fiamma Nirenstein è una vera e seria giornalista che ho sempre
    apprezzato e ammirato da tempi non sospetti cioè prima che entrasse
    a far parte del PdL e trovo che ha fatto benissimo a negarLe
    l’incontro al Salone del Libro di Torino perchè Lei Lerner è dalla
    parte di quegli incoscienti di contestatori con la testa montata da
    certi intellettuali di sinistra che devono sempre fomentare l’odio
    e probabilmente vengono molto ben pagati per fare questo! Da noi si
    dice “nemmeno il gatto muove la coda per niente!”. Sono una
    convintissima filoisraeliana come la Nirenstein e la penso
    esattamente come lei e penso anche che è ora di finirla con questa
    indecente “cultura di sinistra” contro Israele che in Palestina
    invece ha portato la democrazia, la cultura, la storia, lo
    sviluppo, il lavoro e la buona volontà a cui i palestinesi forse
    non sono avvezzi, non ha nemmeno mai tolto loro una patria, come
    falsamente si vuole far credere perchè non l’hanno mai avuta prima
    ed, ora invece che ce l’hanno grazie ad Israele, non sanno cosa
    altro fare se non terrorismo fanatico senza pietà nemmeno per la
    loro gente e senza senso. Ma come si fa a stare dalla loro parte?
    Che uomini sono mai i terroristi? Ci può essere mai una
    giustificazione al terrorismo? No. Mentre è un dovere civile
    disertare e deprecare quei cortei e quelle manifestazioni di
    filoterroristi esaltati. Ammiro molto gli israeliani per il loro
    coraggio, capacità, pazienza eroica a sopportare da sessant’anni
    questa terribile situazione, per tacere del resto, non so proprio
    come fanno. Che Dio benedica Israele e anche il nuovo Stato di
    Palestina e voglia concedere loro la vera pace e ci liberi dai
    fomentatori di odio e dai terroristi.

  6. 394
    killing me softly scrive:

    Dietro il nome “killing me softly” non c’è un quindicenne acneico,
    ma sarebbe difficile dimostrarlo e lo stesso vale per “Elena” e
    rispondendo anche ad “Antonio Caracciolo” col suo “chi c..sei?”:
    questo è Internet bellezza.. Inoltre deduco che una persona può
    dire ciò che vuole, tutto ed il contrario, senza bisogno di
    dimostrarlo, perchè vi è l’attenuante dell’età anagrafica, della
    specializzazione o della poca dimestichezza con Internet (ma stiamo
    scrivendo su un blog?). Nessuno obbliga a scrivere e poichè la
    storia non si interpreta, nessuno obbliga a fare del pettegolezzo.
    Il pettegolezzo è una cosa senza dubbio seria, ma qui stiamo
    parlando prima di tutto della vita umana e del rispetto della
    persona, che sia buona o cattiva. Lei è buona? Prima ancora di
    identificarci col samaritano, identifichiamoci con la persona mezza
    morta. I morti non hanno nazionalità. Cominci a dimostrare se il
    suo pensiero rispetta pienamente la Dichiarazione Universale dei
    Diritti dell’Uomo. O vuole essere sbugiardata davanti a tutti?
    Senza rancore! Saluti

  7. 393
    Elena scrive:

    392 – Gentile Killing, io non sono una storica,sono una nonna di 60
    anni che ha sempre tenuto gli occhi aperti sulla realtà, senza
    occhiali colorati, e si è formata così le proprie idee con la
    maggiore obiettività possibile. Quindi le mie deduzioni provengono
    da ascolti, letture, esperienze… catalogati nella mia mente ma
    non in un archivio cartaceo. Poiché ho visto che Lei ama navigare
    in Internet, con le giuste parole-chiave saprà trovare tutti i
    riferimenti che desidera. Attenzione però, perché su questo
    argomento è stato scritto tutto e il contrario di tutto. Io, che mi
    collego al blog ogni tanto, ho voluto esprimere il pensiero anche
    mio, come hanno fatto tanti altri in diversi modi, ritenendo di
    poter dare un piccolo contributo ad una riflessione equilibrata,
    senza offesa per nessuno. Cordiali saluti.

  8. 392
    killing me softly scrive:

    La ringrazio, Elena [391], per l’augurio di buona salute e
    ricambio, ma , vede, la storia non si interpreta. Mi scuserà se ho
    preso lei come riferimento, avrei potuto prenderne altri di
    messaggi, ma è importante pensare cento volte, e ancora cento, su
    ciò che si scrive. Saprebbe docomentare ogni singolo punto della
    [389] con link o documentazione autorevole? Saluti

  9. 391
    Elena scrive:

    389 – Caspita, ‘Killing’! La ringrazio per l’accurata disamina, lei
    dev’essere una persona molto ordinata e meticolosa. Non ho però ben
    capito se vuole maggiori chiarimenti sui vari punti del mio
    pensiero, che cercherò comunque di darle senza scrivere un romanzo:
    non vorrei ‘ucciderla’… nemmeno ‘delicatamente’! – Punto 1): E’
    così, in quanto il governo palestinese non ha mai realmente voluto
    costituire un proprio Stato. Diversamente, già dal 1948 al 1967
    avrebbe potuto chiedere alla Giordania, che se li era annessi, la
    restituzione dei territori assegnati dalla risoluzione ONU del
    1947. E dopo il 1967, infiniti sono stati i tentativi di
    pacificazione ai quali ha risposto NO, il più eclatante nel 2000
    quando Barak aveva offerto il 97% di quanto richiesto, tutto il
    mondo sperava ma la risposta fu ancora NO. – P. 2): La definizione
    è mia, ma la progettualità di conquista mediante espansione
    demografica è loro affermazione ricorrente. Perché altrimenti
    metterebbero al mondo tanti figli, pur nella loro disgraziata
    situazione? Io sono andata due volte in Israele, gli autisti dei
    pullman che ci portavano in giro erano sempre palestinesi, ognuno
    di loro aveva 8-10 figli. La media dei figli per ogni donna
    palestinese è di oltre 6 (dato ufficiale). – P. 3): Non so se lei è
    mai andato nelle zone di Israele a maggioranza palestinese (es.
    Betlemme); le strade pullulano di bambini e ragazzini, e in ogni
    villaggio è così. Idem, mi pare evidente, in territorio
    palestinese. Se da un certo villaggio si sparano razzi su Israele,
    come si può pensare che una cannonata in reazione non colpisca
    bambini? Se ci si tiene ai propri bambini, non si creano occasioni
    di guerra dove loro sono presenti. – P. 4): I regimi totalitari,
    per definizione, sono quelli in cui l’individuo non ha valore se
    non in funzione della totalità. Esempio: per l’ideologia nazista
    (derivata dal pensiero di Hegel), nell’intero popolo germanico è
    incarnato lo Spirito assoluto, quindi l’individuo in quanto tale
    non è riconosciuto se non in funzione della totalità del popolo;
    nell’ideologia marxista (pure derivata da Hegel, in quanto Marx era
    un esponente della ‘sinistra hegeliana’), la ‘totalità’ non è il
    popolo tedesco ma la classe lavoratrice rappresentata dal Partito,
    e il singolo individuo non ha valore se non in relazione al
    raggiungimento della ‘causa socialista’. Per analogia, poiché
    l’obiettivo primario dei palestinesi è il raggiungimento della loro
    ‘causa’, il singolo individuo conta solo in funzione di quello, e
    io ritengo perciò che non differisca molto dai predetti regimi
    totalitari, in cui ai governi la vita del singolo individuo
    interessava ben poco. – P. 5): E’ vero; questo è stato affermato
    più volte dallo stesso Arafat, e non da lui solo (cfr. post 265), e
    del resto ci viene confermato da tutto il loro agire in questi 60
    anni. – P. 6): Se della gente sparasse razzi in casa tua, o vi si
    introducesse per ucciderti, tu cosa faresti? Non metteresti in atto
    la legittima difesa, pur rischiando che questa possa essere talora
    eccessiva? – P. 7): come è stato scritto più volte nei post, dal
    2000 al 2004 in Israele ogni giorno vi erano dei morti per
    attentati, a causa dell’impossibilità di un controllo totale dei
    confini. Che fare? Certo un alto muro non è bello da vedere, e poi
    si presta alle solite frasi tipo “non costruire muri, ma ponti”. In
    attesa di poter costruire ponti di pace, quando (speriamo) la
    sponda palestinese sarà disponibile, per il momento è stato
    necessario costruire un muro, che grazie al cielo è riuscito allo
    scopo. Perché noi chiudiamo la porta di casa, mettiamo grate alle
    finestre, ecc.? Non le lasceremmo volentieri aperte, se potessimo
    vivere nella fiducia? – P. 8): Quando ho letto nel blog le parole
    ‘pulizia etnica’ in riferimento a Israele, mi è venuta in mente la
    Bosnia, e mi sono detta “non sanno quello che dicono”. Io che sono
    stata in Bosnia poco dopo la guerra, ho visto gli scampati tornare
    e trovare interi villaggi distrutti, ho visto distese di tombe, ho
    visto una strada interrotta perché avevano trovato una fossa comune
    con migliaia di morti che stavano disseppellendo… I nomi Vukovar,
    Srebrenica ti dicono niente? e questi non sono che la punta
    dell’iceberg. Non ricordo cortei di protesta per quelle atrocità…
    da chiunque fossero state compiute. E le forze ONU stavano a
    guardare (hai visto il bellissimo film “No man’s land”?). Anche
    l’Europa non ha mosso un dito, pur avendo la guerra vicino casa. Ha
    voluto attendere gli USA, che finalmente hanno fatto concludere una
    pace possibile. E anche adesso là ci sono le forze internazionali
    di pace, anche se i media non ne parlano più (cosa abbiamo più
    saputo della Bosnia?). Quindi sono DIFFERENZE, non parallelismi,
    con la guerra in Bosnia e la pulizia etnica. – 9): Come è accaduto
    in Bosnia, non credo che una forza internazionale in Israele e
    Palestina, adesso, avrebbe grandi possibilità di riuscita: vedi
    Libano, le forze internazionali ci sono ma i contendenti si sparano
    comunque. Le forze internazionali potrebbero avere solo una
    funzione deterrente dopo la pace, e non è neanche certo (appunto,
    vedi Libano). – 10): Spesso mi sono chiesta perché la comunità
    internazionale non abbia mai messo ‘a viva forza’ i contendenti
    attorno a un tavolo, finché non avessero trovato un accordo di
    pace. La risposta che mi sono data è che i palestinesi sono
    spalleggiati dai paesi arabi, che notoriamente amano tanto Israele
    da non averlo mai voluto riconoscere (lo sai, vero, che se tu hai
    un timbro di ingresso israeliano sul passaporto, non puoi entrare
    in nessun paese arabo, ad eccezione ora di Egitto e Giordania?). E
    guarda caso, dove si trovano le maggiori risorse petrolifere? Non
    ci si può inimicare i detentori delle fonti di energia… Non è che
    si sia ottenuto poi un gran risultato, visto l’attuale prezzo del
    petrolio, che rischia di strangolare l’intera economia mondiale; e
    Ahmadinejad ha detto che il prezzo è ancora troppo basso… Dove
    vanno a finire tutti questi proventi? E’ ora che cominciamo a farci
    seriamente queste domande scomode… – 11) e 12): E’ certo più
    comodo accettare supinamente il Pensiero Dominante, che cercare di
    ragionare sulla realtà con la propria testa… si fa molta meno
    fatica e ci si sente forti (diversamente, come me la spieghi Piazza
    Venezia piena di gente osannante nel ventennio, e tutti con le
    bandiere rosse dopo?). Se il Pensiero Dominante ti ripete che Tizio
    è buono e Caio è cattivo, per mascherare la sua intrinseca
    avversione per Caio, quanti sono quelli che valutano con la propria
    testa le azioni di Tizio e di Caio? – 13): Che gli israeliani siano
    stanchi di questo stato di cose, mi sembra fuori di dubbio… Come
    ti sentiresti tu, se da 60 anni qualcuno cercasse di buttarti fuori
    dalla casa che ti è stata assegnata con ‘rogito’ ONU, assegnandone
    nel contempo un’altra a chi non l’ha voluta ma ha subito cercato di
    prendersi la tua? Le varie guerre contro Israele che cosa sono
    state, se non questo? E tutti gli attentati? Se tu reagisci, non è
    forse per difenderti? E se chi ti assale è stanco delle tue
    reazioni, non sei forse più stanco tu di dover sempre stare
    all’erta? Gli israeliani vorrebbero sì la pace. Essendo Israele una
    democrazia pluralista, ha al suo interno varie posizioni sulle
    possibili soluzioni, ma è necessaria la buona volontà anche della
    controparte. Gli insediamenti nei territori ex-giordani occupati
    nel ’67 sono stati certamente un errore, ma Israele era pronto nel
    ’94 a restituire quei territori alla Giordania, che non li ha
    voluti (come l’Egitto in precedenza non aveva voluto la striscia di
    Gaza che confina col Sinai); nel 2000 Israele aveva offerto la
    restituzione dei territori ad Arafat in cambio della pace e del
    riconoscimento, ma ha avuto un nuovo rifiuto. E allora?? — Spero,
    con questo, di avere soddisfatto il tuo desiderio di chiarimenti
    sul mio pensiero. A me sembrano considerazioni di normale buon
    senso, da parte di una persona (io) che ha sempre detestato gli
    occhiali da sole (sia in senso proprio che figurato) perché ama
    guardare a 360° il vero colore del cielo e delle cose. Ripassando
    gli interventi sul blog, mi sono resa conto che anche qui Israele
    ha subito attacchi con accuse infamanti e provocatorie, che hanno
    messo i suoi cittadini in condizioni di doversi difendere, talora
    un po’ sopra le righe… e se questo accade fra gli interlocutori
    di un qualunque blog fine a se stesso, come possiamo pretendere che
    siano più ‘ragionevoli’ gli attori veri, in un contesto tanto più
    reale? Mi sembra una situazione ‘sur-reale’… ma la speranza di
    una pace possibile è sempre l’ultima a morire, sono certa che tutti
    noi la auspichiamo. Adesso ti saluto, non so quando potrò
    ricollegarmi, stammi bene.

  10. 390
    Nicola scrive:

    Saluti pelosi ad Antonio e a chi come lui inteviene coi paraocchi.
    Scambiare lucidita’ e dati reali con la commozione mi fa venir da
    ridere. Non resta che lavorare su altri fronti (i blog consentono
    la discussione, non l’azione) affinche’ i dati reali non vengano
    soffocati da elucubrazioni insensate come quelle che si susseguono
    in questa sede. Rileggiti le dichiarazioni delle “trattative di
    pace”. Rileggiti la “generosa offerta” di Barak, che su Liberation
    (francese) di due giorni fa’ riproponeva che nel 1948 i bambini
    palestinesi che vivevano e giocavano vicino al suo kibbutz sono
    scomparsi “non si sa come e perche’” (forse intendeva dire che se
    la sono data a gambe, codardi!). Rileggiti i dati degli accordi di
    Oslo e di quello che gli accordi comportavano (il gioco di carte
    delle tre aree, A-B-C, la questione delle risorse etc.). Rileggiti
    i dati sulla poderosa costruzione di colonie ebraiche in
    Cisgiordania subito dopo gli accordi.Con una mano la pace con
    l’altra le colonie. Chi ha passeggiato sulla Spianata nel 2000?
    Hanyeh? Mesha’al? Un razzo Kassam dotato di gambe, occhi e braccia?
    Che cosa significa ritirarsi da Gaza continuandone a controllare
    interamente il flusso di risorse e servizi? Un cane in gabbia puo’
    evitare di mordere mentre sta morendo?

  11. 389
    killing me softly scrive:

    Elena [388] ,mi consenta, ho evidenziato i punti del suo discorso
    che ritengo molto discutibile. Questo è comunque il suo
    pensiero.
    1. le sofferenze palestinesi dipendono primariamente dal governo
    palestinese
    2. le troppe nascite palestinesi sono una scaltra
    pianificazione
    3. inevitabilità della morte dei bambini a causa della difesa
    israeliana
    4. il governo palestinese è un regime totalitario
    5. “loro” vogliono la distruzione d’Israele
    6. Israele deve difendersi anche con azioni militari
    7. per la mancanza di fiducia e per la protezione c’è la
    costruzione del muro
    8. parallelismo e differenze con la guerra in Bosnia
    9. mancanza di una forza internazionale in Israele e
    Palestina
    10. ricatto dei paesi produttori di petrolio
    11. convenienza e comodità del nostro modo di pensare
    12. creazione dell’alibi dei palestinesi buoni e israeliani
    cattivi
    13. gli israeliani sono più stanchi dei palestinesi

  12. 388
    Elena scrive:

    La sofferenza dei palestinesi, pur reale e profonda, ha come causa
    primaria la non-volontà dei loro governanti di giungere ad una
    soluzione dei loro problemi (basti pensare ad Arafat nel 2000,
    quando avrebbe potuto ottenere quasi tutto ma ha rifiutato, e anche
    a tante opportunità precedenti). La strumentalizzazione di cui è
    vittima il popolo palestinese è ignobile. Si moltiplicano le
    nascite (media di oltre 6 figli per donna! e donne senza diritti)
    per far esplodere la bomba demografica e aumentare la compassione
    degli occidentali ingenui (però: mai sentito parlare di controllo
    delle nascite?!). Non c’è praticamente angolo in cui non vi siano
    bambini, e si martella – non occasionalmente – Israele con lanci di
    razzi e con attentati, ben sapendo che l’inevitabile reazione (di
    difesa) non potrà non fare vittime civili, offrendo così nuovi
    pretesti ai media per scagliarsi contro Israele. E’ una scaltra
    pianificazione a lungo termine sulla pelle di gente innocente. E’
    un regime totalitario in senso stretto, perché la vita del singolo
    individuo è priva di valore rispetto alla totalità. Noi, ragionando
    con la nostra mentalità, ci commuoviamo – giustamente – per la
    morte di un innocente, ma per loro ciò che conta realmente è la
    causa finale: la distruzione di Israele. Ma l’ideale proposto ad un
    popolo NON PUO’ essere l’odio verso un altro popolo, NON PUO’
    essere la sua distruzione! Israele necessariamente DEVE difendersi:
    ben volentieri farebbe a meno di posti di blocco, controlli,
    perquisizioni, arresti, azioni militari, e via dicendo; ben
    volentieri avrebbe impiegato diversamente le risorse occorrenti per
    la costruzione del muro di difesa, di impatto mediatico tanto
    negativo, se solo avesse potuto vivere nella fiducia! Ma aveva, e
    ha, il dovere di proteggere la vita dei suoi cittadini, anche se il
    prezzo da pagare è elevato in tanti sensi. Chi parla di pulizia
    etnica da parte di Israele, non sa quello che dice: in Bosnia fu
    tentata la vera pulizia etnica, con decine di migliaia di persone
    massacrate e interi villaggi svuotati e rasi al suolo. Lo so bene,
    perché per 5 anni, dopo la guerra, ho speso là le mie ferie estive;
    ma non ricordo movimenti di opinione per quelle atrocità… Per
    imporre una fine a quella guerra, la comunità internazionale si è
    mossa, così come per il Kosovo; ancor oggi in quei Paesi vi è una
    forza internazionale di pace. E perché non per Israele e Palestina?
    Forse dobbiamo subire il ricatto dei paesi produttori di petrolio?
    Stiamo volgendo il nostro modo di pensare secondo convenienza? Ci
    stiamo creando l’alibi dei palestinesi buoni e israeliani cattivi
    perché in fondo è più comodo? Se sono stanchi i palestinesi, ancor
    più stanchi sono gli israeliani di questo stato di cose che NON
    sono stati loro a volere, ma che si sono trovati a dover
    fronteggiare. Se noi guardiamo solo agli effetti problematici di
    queste azioni di difesa, e non consideriamo con oggettività anche
    le cause che hanno reso e rendono necessaria tale difesa, non
    possiamo dirci intellettualmente onesti.

  13. 387
    Alfonso Maria Zarlino scrive:

    http://stefanodisegni.nova100.ilsole24ore.com/2008/03/e-fiamma-nirens.html

  14. 386
    sebastiano comis scrive:

    Ai numeri e ai fatti rispondi con le formulette della propaganda
    israeliana.

  15. 385
    antonio scrive:

    Dove l’hai letta questa storia. Sul “Manifesto”?. Com’è che il
    moderato Abu Mazen è stato osteggiato da Hamas nel momento in cui
    manifestava di voler dialogare? Com’è che nei libri di scuola
    palestinesi (finanziati anche con contributi della UE) ISRAELE E’
    CANCELLATA persino dalla carta geografica? Com’è che Amadjnejad non
    riconosce Israele? Ma vedi finchè nella testa frullano fanatismi
    ogni discussione è impossibile.

  16. 384
    sebastiano comis pordenone scrive:

    A 380. Informati meglio. Dopo Oslo gli insediamenti sono continuati
    e gli attentati (Hebron, Rabin) sono venuti da Israele. La
    provocazione per far saltare le trattative dopo Camp David è stata
    di Sharon. La c.d. sanguinosa intifada (proteste contro
    l’occupazione) è cominciata con 16 palestinesi uccisi in due giorni
    (29-30 settembre) e altri 100 uccisi in ottobre. Negli stessi 33
    giorni le forze di occupazione hanno subito 5 perdite. Per questo
    Sharon è stato premiato dagli elettori nel 2001. Questa è la “forza
    dei numeri”, per dirla con Della Pergola. Quanto a Gaza, era e
    rimane una prigione. Solo che le famiglie dei carcerieri hanno
    cambiato alloggio.

  17. 383
    ilja scrive:

    #381 – forse non te ne accorgi, ma ti stai ripetendo. Un po troppo,
    direi.
    Ti consiglio una pausa dedicata alle letture nuove.
    Sinceramente, i.

  18. 382
    antonio scrive:

    per Marioto 397 Vedi, Vattimo è uno dei tanti pseudointellettuali
    di sinistra che, non potendo farsi apprezzare -data la pochezza-
    per le qualità dei loro studi, possono venire alla ribalta ora per
    la firma di appelli di boicotaggio rivoltanti, ora per infami
    sostegni alla repressione cinese sul Tibet, ecc. Se l’Italia
    pullula di tale genìa lo dobbiamo a 60 anni di incontrastato
    dominio di cultura di sinistra per la contemporanea assenza di una
    destra civile e democratica quale è presente nei più avanzati paesi
    europei.

  19. 381
    Darthè scrive:

    379 vattimo è il solo ad aver denunciato i crimini usa e dei monaci
    neonazisti responsabili di pogrom con devastazioni di negozi e
    linciaggi contro la comunità cinese. il resto della casta è servile
    alla aberante guerra imperialista, ha insabbiato i massacri del G9,
    giustificato la legge biagi, i lager per rom ed immigrati, le
    campagne terroriste securitarie. Questo paese fà davvero schifo e
    se c’è una speranza viene da Antonio Negri, Vattimo, Luca Casarini,
    dalle ragazze e dai ragazzi dei centri sociali e delle
    organizzazioni marxiste oltre che dai prigioni politici segregati
    nelle dittature dell’impero, Silvia Baraldini docet. prodi, bush,
    bin laden, di pietro, ichino, ciarrapico, rutelli,bossi,
    cacciari,tosi, quando non sentiremo più questi nomi forse l’Italia
    sarà un paese libero e comunista come gran parte dell’umanità.

  20. 380
    antonio scrive:

    Per Nicola 363 Credi che soltanto tu sia capace di commuoverti per
    le sofferenze dei palestinesi? Ma spiegami perchè ognuna delle
    mille volte che si è intavolata una trattativa di pace puntualmente
    sono aumentati gli attentati terroristici. Spiegami perchè a fronte
    della restituzione della striscia di Gaza ai Palestinesi, Hamas ha
    subito organizzato un quotidiano lancio di razzi. Se non ti dai una
    onesta risposta a queste domande, la tua commozione rimane falsa e
    pelosa

  21. 379
    marioto scrive:

    Penso che tutti ormai conoscano Vattimo. Per quanto mi riguarda è
    l’antitesi di tutto e mi chiedo perchè venga ancora invitato nei
    dibattiti televisivi; con tutta sincerità vorrei che qualcuno mi
    dicesse quale utilità porta nella discussione salvo quella di far
    apparire solo il suo egocentrismo. Grazie

  22. 378
    rigalunga scrive:

    La malattia di lerner e talmente grave che non si curerà nenche con
    le staminali. Ma e bene che faccia le sue trasmissioni settarie
    stupide e cretine in quanto porta sempre più voti al centro destra.
    Non dimentichiamo che il furbone era uno de saggi costruttori del
    PD e consigliere del mortatellone merdoso. VISTI I RISULTATI?
    Grazie gad continua così

  23. 377
    federico scrive:

    cara deborahfait per amare una patria bisogna averla….. tutti.
    Per i palestinesi non ti dispiace, e questo dispiace a me. Quanto
    poi al mio amore per il mio paese potresti chiedere direttamente a
    me prima di mettermi in bocca le parole. Quanto poi al tricolore
    era il contrario di quanto tu dici, io c’ero. Erano proprio i
    fascisti ad ostentare il tricolore affermandolo a chiare lettere,
    non c’era bisogno di interpretare. Comunque buona festa anche a te.
    Come ho già detto a Jacopo brinderò ai vostri popoli ed alla pace.
    buona notte e non dispiacerti per me, non ne hai motivo. Sono io ad
    essere molto più dispiaciuto per te di quanto tu possa credere,

  24. 376
    alberto scrive:

    Scrivi qui il tuo commento va considerato, a proposito di rischi di
    depressione anni ’30, che forse proprio la svolta tactheriana prima
    e reganiana poi con i successivi fluidi liberisti in tutto il mondo
    li hanno evitati già prima della fine del secolo scorso (basti
    pensare all’assurdità che un privato avesse potuto mettere in
    ginocchio una valuta nazionale come la sterlina)

  25. 375
    BERCEL scrive:

    Scrhttp://www.gadlerner.it/ivi qui il tuDICHIARAZIONI DEL MINISTRO
    AUSTRALIANO PETER COSTELLO sui problemi della immigrazione. “QUESTO
    E’ CIO’ CHE DEVONO FARE TUTTI I PAESI” Non sono contrario
    all’immigrazione, e non ho niente contro coloro che cercano una
    vita migliore venendo in Australia. Tuttavia ci sono questioni che
    coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese, ed a quanto
    sembra anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono
    capire. L’idea che l’Australia deve essere una comunità
    multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità
    ed il sentimento di identità nazionale. Come australiani, abbiamo
    la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro
    modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di
    due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di
    uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese. Noi
    parliamo l’inglese, non il libanese, l’arabo, il cinese, il
    giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se
    desiderate far parte della nostra società, imparatela lingua! La
    maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto
    di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di
    destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini
    e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi
    cristiani, e questo è chiaramente documentato nella nostra storia.
    Questo dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole. Se il
    nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in
    considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo
    per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura.
    Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande,
    però daremo per scontato che anche voi accettate le nostre e
    cercherete di vivere in pace ed armonia con noi. Se la Croce vi
    offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare
    seriamente di andarvene da qualche altra parte. Siamo orgogliosi
    della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i
    problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti
    sul nostro. Cercate di capire che potete praticare la vostra
    cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo.
    Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di
    vivere, e vi offriamo la possibilità di viverci al meglio. Ma se
    voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la
    nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre
    credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la
    massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande
    libertà di cui godiamo in Australia: Il diritto di andarvene. Se
    non siete felici qui, allora andatevene. Nessuno vi ha obbligato a
    venire nel nostro paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora
    accettate il paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene! Vi
    abbiamo accolto ed aperto le porte del nostro paese; se non volete
    essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al
    paese da cui siete partiti! Questo è il dovere di ogni nazione,
    questo è il dovere di ogni immigrante. Pubblicato da
    cultcorner.info a 16.52 Etichette: immigrazione o commento

  26. 374
    MARIA scrive:

    SONO UNA MILANESE CHE RISIEDE A VERONA DEVO DIRE CHE SE TOSI
    CONTINUA A RIPULIRE LA CITTA COME STA FACENDO LO RIVOTERO PERCHE UN
    PAESE SENZA CHE NESSUNO FA RISPETTARE LE REGOLE E UN PAESE SENZA
    FUTURO CARO LERNERScrivi qui il tuo commento

  27. 373
    teresa cantarone scrive:

    Scrivi qui il tuo commento NOOOOOOO!! NON è POSSIBILE CHE CI SIANO
    ANCORA TANTA IGNORANZA E TANTA STUPIDITà. ALLORA: new york ai
    newyorkesi e

  28. 372
    Darthè scrive:

    Per 367 giancarlo Quel patto fù una mossa strategica di grande
    intuito. Stalin si era reso perfettamente conto che se non avesse
    stipulato quel trattato hitler e churchil si sarebbero alleati e
    l’Urss sarebbe stata invasa subito; quella mossa consentì una
    ritirata strategica: fare terra bruciata e preparare la
    fabbricazione di nuovi carri armati che furono decisivi nella
    memorabile battaglia di Stalingrado. Riguardo agli ufficiali
    trucidati da stalin dici una cosa vera; stalin è responsabile di
    altri crimini ma comunismo e stalinismo sono due parole diverse e
    non a caso… Stalin diventò un paranoico, un burocrate ed un
    assassino ma la prima parte della sua vita è assolutamente
    esemplare. Oggi che i prodi e bush hanno distrutto l’umanità, i
    post stalinisti piddini insabbiato la Commissione di inchiesta sui
    dissidenti orrendamente torturati e sull’assassinio di Carlo
    Giuliani, ha molto senso dividere i gruppi rivoluzionari ed i
    “santini”? Mentre discutiamo così animatamente di stalin o Mao
    ciarrapico prodi di pietro e veltrusconi ridono e si ingrassano e
    gli operai continuano ad essere massacrati. Forse è il caso di
    unificare tutta l’opposizione sociale, non svendendo il nostro
    rispettivo programma ma marciando assieme per l’abbattimento
    immediato di questo aberrante regime con ciarrapico o prodi poco
    importa.

  29. 371
    roberto scrive:

    Per non parlare del capogruppo della lista Tosi in Consiglio
    Comunale a Veronache, con il suo gruppo, cantava canzoni contro gli
    Ebrei!!

  30. 370
    Pasquale scrive:

    Se definendo uno di destra avverti l’ipocrita necessità di
    precisare che non si tratta di offesa, io ti rivolgo l’infamante
    epiteto di individuo di sinistra.

  31. 369
    adele scrive:

    367- Infatti, Hitler poverino voleva solo starsene in pace nella
    sua Germania. Che colpa ne aveva se tutta L’Europa sciacalla voleva
    schiavizzare il popolo germanico e fare della sua terra una colonia
    di lavoro? Doveva prendere le sue precauzioni , mostrarsi
    preventivamente accorto, o no? Ma che razza di storiografia ci
    siamo subiti ,per oltre mezzo secolo..Bisogna riscrivere anche
    questo e subito: Stalin, Churchill, De Gaulle, e perchè no, anche
    De Gasperi tutti ,tutti complottarono contro la pura e innocente
    razza germanica. L’Olocausto? Chiaro anche questo: il sacrificio di
    Hitler dell’ultima ora , nel gelido bunker. Poverino!

  32. 368
    ilja scrive:

    #361 – che il/i fondamentalismo/i islamico abbia dei tratti comuni
    con il/i nazional-socialismo/i e un punto di vista che posso
    considerare; che la Europa e le sinistre siano cieche in quella
    direzione pure. Ma non mi credo siano naziste ecc. E non penso che
    appiccicare questi epiteti a chi che sia (da Fiamma a Vauro e via
    dicendo) serva a qualcosa. Tutto qua: penso che l’analisi per
    servire deve essere di maggior spessore e puntuale. Ma ascoltando i
    sordi che si parlano qua ho paura che lo stesso non serve a
    molto.
    Io opto piuttosto per la via del dialogo alla Gad, con tutte le
    difficolta che incontra, passo dopo passo.
    Grazie per la risposta. Per quel che vale mando in cambio la mia
    solidarieta.

  33. 367
    giancarlo scrive:

    Immagino un attacco di cuore per Darthè quando scoprrà che il
    principale colpevole della seconda guerra mondiale è Stalin.
    Infatti è solo grazie all’accordo di spartizione della polonia,
    firmato il 23 o il 25 agosto 1939 , che Hitler potè , una settimana
    dopo, invadere quel paese, che poi fu invaso da est dai russi, che
    sterminarono tutti gli ufficiali etc…. il comunismo russo è il
    principale oclpevole della maggiore strage planetaria. giancarlo

  34. 366
    Darthè scrive:

    Per 361 (alberto) Sai come chiamavano i nazisti i gruppi di lotta
    armata comunisti e socialisti? Banditi! Sai come chiamano i
    massacratori e torturatori usa i partigiani iracheni ed afgani?
    Terroristi! Quando ascolto frasi come le tue alberto generiche
    sento tutta l’ipocrisia dei riotta dei veltrusconi, di coloro che
    esaltano la “democrazia usa” ovvero il paese che ha sulla coscienza
    lo sterminio di interi popoli dagli indigeni sterminati ai
    cittadini di Dresda, Hiroshima, Nagagaski, al popolo coreano,
    vietnamita, yugoslavo, iracheno ed afgano tutti popoli vittime
    degli uccidi perpetrati cinicamente e malvagiamente
    dall’imperialismo usa. Da che parte stanno i fondamentalismi? Chi
    ha foraggiato bin laden? Chi ha intrapreso eccidi, costruito lager,
    offeso la religione musulmana, chi ha perpetrato questa orrenda
    crociata contro tutta l’umanità non solo contro i paesi aggrediti?

  35. 365
    nicola scrive:

    Cara Deborah Fait, so che Orientalismo, scritto da Said, ti fa
    ribrezzo, perché Said è un filo terrorista (anzi terrorista, visto
    che il suo passaporto americano non avrebbe mai lavato la sporcizia
    del suo sangue e l’onta della sua origine). Beh, se avessi la forza
    di leggerlo ti accorgeresti che Mark Twain fa parte di una
    genealogia di orientalisti che non rappresentavano il mondo
    “orientale” e “mediorientale” in un contesto proprio neutrale e
    scientifico…e che i discorsi di cui avevano subito l’influenza,
    le citazioni di cui si servivano, riproducevano proprio un tipo di
    discorso egemonico (ops, ho bestemmiato!chiedo perdono). La donna
    egiziana muta di Flaubert, così come gli orientali di Marx, non
    avevano diritto ad autorappresentarsi…non mi risulta che Mark
    Twain girasse in Palestina con le carte geologiche…e quel tuo
    “ora ho capito chi sei”, come a dire ti conosco mascherina, non mi
    lascia pensare niente di buono nelle tue intenzioni. Come al solito
    si attaccano le persone, piuttosto che il contenuto delle loro
    espressioni.Stammi bene, e continua a produrre articoli carichi
    d’odio e liste di proscrizione per conto di INFORMAZIONE CORRETTA.
    Questa è la strada maestra per la riconciliazione. Mark Twain non è
    neanche male come lettura. Discuto il contenuto e il contesto di
    produzione di ciò che scrive, non l’uomo, a tua differenza.

  36. 364
    giancarlo scrive:

    Nicola # 363, se tu potessi rispondere al mio # 88 sul blog Torino,
    ti sarei grato. giancarlo

  37. 363
    nicola scrive:

    Elena # 357: di buonismo e di mondo delle meraviglie non so che
    farmene. In quasi tutti i miei ultimi interventi riporto
    testimonianze dirette. non mi sembra di essere così sognatore…se
    non quando parlo di riconciliazione…se mi vuoi togliere la
    facoltà di farlo sarà dura… In Palestina ho visto persone esauste
    dell’occupazione, del divieto di accesso alle strade riservate ai
    coloni (neghi, vaneggio?), delle ore di soprusi ai checkpoint (dove
    le donne talvolta partoriscono, neghi, vaneggio?), delle incursioni
    diurne e notturne (neghi, vaneggio?), dell’incarcerazione e del
    rapimento di giovani che di poco superano i dieci anni (neghi,
    vaneggio?), degli uomini messi in strada, spogliati, umiliati
    (neghi, vaneggio?), dei bambini che non possono andare a scuola
    perché il muro gli ha separati dalle scuole (neghi, vaneggio?),
    delle esecuzioni sommarie (neghi, vaneggio?), delle esprorpiazioni
    arbitrarie (neghi, vaneggio?)…questa lista non vuole mettere sul
    piatto o asserire nessuna “brutalità ebraica”, contrariamente a
    quello che tu fai riferendoti ai linciaggi (che non sono pratiche
    quotidiane a differenza di quelle che io cito), vogliono solo dirti
    che dopo aver visto tutto questo (e non l’ho visto solo io, lo
    hanno visto i comuni mortali come gli inviati Onu, vaneggiano anche
    loro? sono filoterroristi? allora affanculo pure l’Onu) ho ancora
    la forza per non scadere in riflessioni becere e ho ancora forza
    per cercare di rintracciare, con lucidità, vie d’uscita.

  38. 362
    deborahfait scrive:

    Grazie Antonio. Bellissimo l’articolo di P.L.Battista! Ci voleva
    per tirarmi un po’ su di morale perche’ la tristezza e la
    depressione sono infiniti e si alternano a una rabbia furibonda di
    fronte a tanto odio. Io credo di aver letto tutto
    sull’antisemitismo storico, sull’antigiudaismo, sull’odio
    antiebraico e quello che leggiamo da anni contro Israele, quello
    che scrivono in rete, anche su questo forum, ha la stessa radice,
    la stessa isteria, quasi sempre usano le stesse parole della
    propaganda fascista. Quello che mi fa impazzire di rabbia e’
    l’ingiustizia. Non ho mai potuto sopportare l’ingiustizia.
    Federico, mi dispiace per te che non sai cosa significhi amare la
    propria Patria. E’ un retaggio del comunismo , quando in Italia
    mettere alla finestra il tricolore era pericoloso perche’ passavi
    per fascista. Amare il proprio Paese e’ uno dei sentimenti piu’
    belli del mondo.

  39. 361
    Alberto Levy scrive:

    per quello che lo ha chiesto : il nazismo e’ stato quel movimento
    che tutti conosciamo. Ma oggi esiste il fondamentalismo islamico
    con le sue varie diramazioni terroristiche e non. Il
    fondamentalismo islamico e’ il nazismo moderno. Entrambi i
    movimenti hanno grosse piattaforme comuni e piccole differenze di
    semantica. Gli alleati del nazimo moderno sono gli anti-israeliani
    europei, che oggi si trovano quasi tutti a sinistra. Essi sono
    anche loro dei nazisti-moderni. Il gionale La Stampa di Torino e’
    un giornale che collabora molto attivamente con il nazismo moderno.
    Ci dovrebbe essere la fiera del libro a Torino, dove Israele
    dovrebbe essere l’ ospite d’ onore. La Stampa di Torino, attraverso
    almeno 27 articoli velenosi, diffamatori, e quindi neonazisti
    contro Israele, pubblicati negli ultimi due giorni, ha messo 4
    articoli di gente che e’ a favore di Israele, tra i quali Yehoshua
    che non rappresenta la maggioranza degli israeliani ma solo una
    piccola minoranza. Ne consegue che i contenuti degli articoli
    pubblicati da La Stampa on line sono nazisti. In prima pagina oggi
    La Stampa ha pubblicato un articolo nazista-moderno in cui c’e’
    scritto : “Israele è un istituto psichiatrico senza fine, con dei
    pessimi terapeuti e dei pazienti che fuggono ognunodal proprio
    esilio,da una tragedia diversa”. Il resto dell’ articolo non l’ ho
    potuto leggere. Dico io, per rispondere all’ articolo : invece l’
    Italia NON E’ UN ISTITUTO PSICHIATRICO SENZA FINE CON DEI PESSIMI
    TERAPEUTI ? La verita’ e’ che in Israele ci sono ottimi terapeuti e
    le tragedie che hanno dovuto sormontare gli ebrei li hanno solo
    rafforzati e resi … invece … relativamente sani di mente.
    Invece gli islamici che inculcano l’ odio nei loro piccoli fin
    dalla tenera eta’ ed esplodono assassando ebrei come facevano i
    nazisti sono sani di mente ? La Stampa di Torino e’ un giornale
    diretto oggi da tanta gente malata forte, da nazisti che credono di
    essere di sinistra, altroche’.

  40. 360
    antonio scrive:

    Metto a disposizione di tutti l’articolo del Corsera Editoriali
    ISRAELE E FIERA DEL LIBRO Il trattamento speciale Israele è una
    società pluralista, dove si scontrano idee, giornali, partiti.
    Perché è così difficile ammetterlo? di Pierluigi Battista È destino
    di Israele accendere sempre smodate passioni di ostilità. Spesso si
    deplora che sia brutalmente liquidata come antisemita qualsiasi
    critica alle politiche israeliane. Lo ha anche insinuato,
    riferendosi maldestramente al capo dello Stato, Tariq Ramadan, che
    ha già ricevuto una risposta esemplarmente chiara da parte del
    presidente Napolitano, e che invece pare non abbia nulla da
    obiettare al rogo delle bandiere con la stella di Davide inscenato
    a Torino, lugubre antefatto coreografico del boicottaggio alla
    Fiera del libro. Ma se non è antisemitismo, come definire allora
    quella sistematica dismisura di giudizio, quell’eccesso lessicale,
    quel sovrappiù di concitazione che assegna da sempre a Israele il
    ruolo di bersaglio privilegiato dell’odio collettivo? Si può
    criticare Israele senza passare ipso facto per nemici degli ebrei,
    ci mancherebbe. Ma non suona già un po’ singolare che passi come
    ovvia l’espressione «criticare Israele»? Cosa diremmo di un
    commentatore straniero che criticasse «l’Italia», oppure lo «Stato
    italiano» (o francese, o tedesco, o un altro qualsiasi)?
    Ricorderemmo l’elementare distinzione tra Stato e governo.
    Obietteremmo che un conto è l’Italia intesa come Nazione
    democratica che non spezza la sua continuità storica malgrado il
    variare delle sue (provvisorie) compagini governative. Tutt’altra
    le specifiche e circostanziate politiche attuate da un particolare
    governo. Si critica il governo Berlusconi, o il governo Prodi, non
    lo Stato italiano. Perché allora, nel caso di Israele, questa
    distinzione politica e lessicale è destinata a saltare? Certo che
    si può criticare il governo Olmert, o il governo Begin, o il
    governo Barak. Ma non lo si dice mai, o quasi mai, in questo modo.
    Le critiche si trasferiscono invece sullo Stato israeliano in
    quanto tale. Un trattamento speciale. Che peraltro allude
    obliquamente al cuore della «specialità» di Israele: il suo
    precario diritto all’esistenza, il pregiudizio che delegittima alla
    radice Israele come il frutto di un sopruso, di una mostruosa
    violenza storica. Uno dei pilastri dell’antisionismo. Ma davvero
    l’antisionismo non ha nulla da spartire con l’antisemitismo? E non
    è inoltre molto strano che, almeno dal ’67 ad oggi, non ci sia
    stata una volta, una sola volta in cui un qualunque governo
    israeliano (di destra o di sinistra, dei laburisti o del Likud)
    abbia meritato il consenso di chi è vigorosamente impegnato a
    sottolineare la distinzione tra antisemitismo e legittima «critica
    dello Stato di Israele»? Possibile che ogni governo israeliano
    commetta lo stesso errore, si macchi degli stessi crimini, affronti
    la questione palestinese nello stesso, catastrofico modo? E’
    possibile perché nella dismisura anti-israeliana è impossibile
    riconoscere che Israele sia una democrazia ricca di conflitti e
    diversità, a differenza di tutti i dispotismi da cui è circondato.
    Una società libera dove sono per primi gli storici israeliani a
    frugare negli archivi, per svelare anche le pagine meno luminose
    della nascita dello Stato che oggi gli incendiari torinesi delle
    bandiere vorrebbero impedire di celebrare. Nei libri di testo che
    circolano nei territori controllati dall’Autorità nazionale
    palestinese, Israele è cancellato dalle carte geografiche e si
    ricalcano tutti i luoghi comuni della propaganda antisemita.
    Israele è invece una società pluralista, dove si scontrano idee,
    giornali, partiti. Perché è così difficile ammetterlo? È questa
    realtà che l’eccesso polemico anti-israeliano cancella
    drasticamente. Il trattamento speciale riservato a Israele consente
    una spietata radicalità di linguaggio impossibile da usare verso
    qualsiasi altra Nazione. La condizione degli arabi di Israele
    diventa per forza di cose raccapricciante «apartheid». La barriera
    difensiva antiterroristica che ha fortunatamente fatto crollare il
    numero di attentati suicidi in Israele si trasforma nella vulgata
    in un terrificante «muro» di segregazione e di infamia. Avallata
    persino da premi Nobel come José Saramago, la grottesca
    equiparazione tra Gaza ed Auschwitz diventa luogo comune, immagine
    che acquista addirittura una sua plausibilità. La politica verso i
    palestinesi viene ribattezzata «pulizia etnica», come l’apocalisse
    in Ruanda e il furore antialbanese di Milosevic. Non è
    antisemitismo? Ma come definire allora questo insieme di pregiudizi
    che fornisce agli intolleranti impegnati nel boicottaggio della
    Fiera del libro il carburante ideologico ospitato da università
    come quella di Torino dove, ospite Tariq Ramadan, si spacciano
    falsità storiche come se fossero vere e si altera alla radice
    l’intera vicenda dello Stato di Israele lungo un arco di
    sessant’anni? Giustamente Lucia Annunziata sulla Stampa esorta chi
    difende Israele a non lasciarsi afferrare dallo stesso demone della
    faziosità esibita dai suoi nemici. Eppure la cultura democratica
    occidentale dovrà pur spiegare come si fa a commuoversi per
    Schindler’s list e contemporaneamente restare indifferenti al
    negazionismo minaccioso di Ahmadinejad che, cancellando il primo,
    auspica un secondo Olocausto degli ebrei. Come si fa a conciliare
    le visite solenni nei campi di sterminio con l’imbarazzato silenzio
    che circonda la martellante diffusione nei media arabi di serial tv
    ricavati dai Protocolli dei savi anziani di Sion? È questo silenzio
    che incoraggia i nemici di Israele a bruciarne i vessilli. A dare
    per scontato che contro Israele si possa dire tutto e che persino i
    suoi scrittori siano maltrattati come la personificazione del Male
    assoluto meritevole di boicottaggio. Altro che questione di ordine
    pubblico. 07 maggio 2008

  41. 359
    antonio scrive:

    Per Gad Consiglio la lettura del magnifico editoriale di Pierluigi
    Battista sul “Corsera” di oggi. E’ un esempio di alto giornalismo,
    scevro da pregiudizi e libero da scorie massimalistiche da
    compiacere. Insomma un esempio piuttosto raro da noi.

  42. 358
    Jacopo scrive:

    Chi era Sasha che diceva che il sito della Nirenstein non
    funzionava piu’? Ecco, vai a vedere ora. Era in manutenzione, come
    dissi allora… Il ghetto virtuale, il ghetto su marte – demenza
    pura.

  43. 357
    Elena scrive:

    @ 332 e precedenti: Nicola, non so che mondo tu abbia visto, ma mi
    sembri un sognatore con troppa fantasia, torna con i piedi per
    terra. Se davvero sei stato in Palestina, come puoi non aver
    percepito l’odio che si taglia con il coltello? Io rabbrividisco
    ancora quando mi tornano alla mente le immagini dei due soldatini
    linciati trionfalmente da una folla a Ramallah qualche tempo
    addietro, senza che qui si levassero esecrazioni convincenti; o
    quando ricordo le immagini dei ragazzini che a Gaza portavano in
    trionfo brandelli di corpi di ebrei uccisi, o altri simili disumani
    episodi. Dov’è finito il comune senso di umanità, il rispetto di
    fronte alla morte, anche quella del nemico? Se si infierisce
    persino sui cadaveri, vuol dire che si è perso ogni valore, ogni
    umano senso di dignità. La morte è sempre morte, ok, ma un conto è
    colpire in un’azione di guerra, e un conto è accanirsi sul nemico
    che giace ai nostri piedi. Per me non ci sono scusanti. Non ce ne
    sono neanche per chi volutamente ignora o minimizza questi fatti,
    perché è questo l’humus che impedisce la pace. Bisogna invece
    incoraggiare e pubblicizzare, realisticamente e non
    utopisticamente, gli atti di buona volontà e di collaborazione tra
    ebrei e palestinesi che pure vi sono, specialmente in campo medico:
    sono atti che danno la vita e non la morte, sono semi che, se fatti
    crescere, possono generare quei frutti di pace che tutti
    auspichiamo. Cari saluti.

  44. 356
    Elena scrive:

    Ringrazio Jacopo e Deborahfait per le gentili parole. Mi scuso,
    ieri sera non ho potuto collegarmi, e anche adesso ho il nipotino
    che mi aspetta (dopo 37 anni di lavoro d’ufficio, il mestiere di
    nonna è il più bello del mondo). Non sono una frequentatrice troppo
    assidua del blog. – Vorrei dire ad Alberto Levy: la sua grande
    passione per la sua Terra le fa onore. Capisco il senso di
    impotenza e frustrazione nel dover sempre ripetere cose che si sa,
    per storia e per esperienza personale, essere VERE, e leggere in
    risposta affermazioni contrarie o provocatorie. Io credo che il
    blog scateni in molte persone la parte peggiore di sé, sembrano
    provare un gusto quasi sadico nel provocare e spargere sale sulle
    ferite. Non meriterebbero neanche risposta, ma mi rendo conto che
    non potete fare a meno di proclamare le vostre ragioni, vista la
    persuasività della propaganda contraria. Molte persone ragionano
    solo in base alle proprie precomprensioni e non sanno (non
    vogliono) vedere la realtà per come è davvero. Vedono e ricordano
    selettivamente solo ciò che conferma le proprie tesi, quindi è
    giusto ricordare loro anche l’altra faccia della realtà. Tuttavia,
    credete, ci sono anche molti che amano Israele e vogliono che viva,
    solo dovrebbero far sentire maggiormente la loro voce. Un saluto e
    un fraterno, caloroso augurio di pace.

  45. 355
    federico scrive:

    Caro Jacopo Non capisco l’ateo, non se semo proprio capiti Jacò.
    Per il resto della risposta 349. Io sono povero, parlo solo
    l’italiano. Non pratico il displacement culturale, ma penso che si
    possano dire stupidaggini in quattro lingue, senza cambiarne la
    sostanza. Goditi la tua festa. Sarà anche la mia. Io brinderò ai
    vostri popoli ed alla pace. Ti saluto con sincero affetto e ti
    lascio al tuo lavoro.

  46. 354
    Darthè scrive:

    Per 339 Jacopo Beh condivido almeno l’aprezzamento per solo
    principe degno di non essere ghigliottinato. (;°) Del tuo
    intervento invece non condivido nulla. I E’ stta venduta 1 Ferrari
    in Cina? A me risulta come Gad ha illustrato in una splendida
    puntata dedicata alla Cina che l’hanno clonata e che quella
    prodotta in Cina ha delle prestazioni anche migliori con il
    vantaggio di un prezzo molto più contenuto e in ogni caso è solo
    uno schiaffo dato all’italietta belligerante della mussolini, bossi
    e ciarrapico, un “troiaio” come si dice a Firenze e provincia, dove
    peraltro, vivono 35 mila cinesi pronti a fare a pezzi l’economia
    italiana garantendo migliore qualità e prezzi più bassi. II Non ci
    sperare che i maoisti mangino la roba unta made usa, non vogliono
    finire obesi come il 30% dei cittadini usa indotti a consumare
    porcate per mantenere i privilegi della borghesia imperialista
    delle multinazionali. Neppure a Parigi vogliono le porcate usa e
    sfasciano le ferrari, le mercedes e non vogliono i fast food con
    l’olio riciclato che procura il cancro. IV Probabilmente tele
    bassolinoi non ti ha informato ma la Cina ha 22 canali pubblici più
    altre centinaia di tv locali, non sentono davvero la mancanza di
    tele bush tele “arcore” e tele “padania”…. V Tu saresti
    materialista storico? La storia insegnata da didietro? dai guarda
    la realtà, la Cina è sempre più vicina! VI Non è vero che le
    “comunità borghesi” calmano il popolo. Gad è stato un piccolo eroe
    in Lotta Continua e non credo che abbia patito la fame in quegli
    anni, così come Capanna, il professor Antonio Negri ed altri
    rivoluzionari di quegli anni. VII Incredibile come falsificate la
    realtà rovesciandola totalmente.In parlamento sono stati falsciati
    politicamente i falsi comunisti non i comunisti proprio perchè
    hanno tradito qualunque principio di sinistra rendendosi complici
    delle nefendezze di bush e prodi. P.S. Il prossimo giro diamo noi
    una bella girata a questo regime mobilitanto operai immigrati e
    studenti! Cia(;°) CINA SI guerre,Cpt lager,legge biagi,falsità,
    demagogia, preti, prodi, previti no!

  47. 353
    federico scrive:

    Un ultima cosa tanto per essere chiari. Io provo un pena o ” pietas
    ” infinita per tutti coloro che sono ” prigionieri ” dei teatri dei
    vari conflitti, nel senso che non hanno alcuna speranza economica
    per sfuggirli o per andarsene. Io non potrei mai far vivere i miei
    figli, i miei nipoti, i miei cari in paesi dove possono essere
    macellati in ogni istante della loro vita. Principalmente per
    questo solidarizzo con tutti coloro che fuggono dai purtroppo
    troppi luoghi dell’orrore che ci sono nel mondo ( sia la guerra, la
    fame, la natura ostile …) Non posso e non potrò mai capire chi
    impone al contrario tale condizioni ai suoi cari e non fugge
    potendolo fare. Per non parlare di coloro che li trasportano al
    contrario da situazioni di pace in situazioni di guerra o altre. Mi
    sembra di un egoismo che non temo di definire criminale, anche se
    verrò bacchettato con gli epiteti peggiori. Posso capire la scelta
    individuale. Altro no. Io spero che venga il momento in cui tutti i
    ” prigionieri ” ( che sono la stragrande maggioranza delle
    popolazioni ) delle situazioni di guerra capiscano che i loro
    peggiori nemici sono proprio quelli che alimentano il lupo da cui
    dicono di difenderli e se ne sbarazzino . Lo spero amche e
    sopratutto per i palestinesi e per gli ebrei a cui va la mia
    solidarietà più antica. Per finire credo che fermare questa guerra,
    che si avvia a superare quella dei cento anni, sarebbe necessario
    che a tutti e due gli schieramenti non arrivasse più un dollaro od
    un euro. Sarebbe una ” cura ” dolorosa, ma credo sia difficile
    superare le soglie del dolore provocato in questi 60 anni.

  48. 352
    deborahfait scrive:

    Jacopo, ieri sera ho acceso la candela per i nostri morti. Fra 15
    minuti suonera’ la sirena. Riposino un pace in Terra di israele.
    Questa sera festa e domani tanta gioia. Azmaut, i nostri bambini
    liberi, il futuro di israele! Lunesi’ sera ero alla prova generale
    della Festa di questa sera. Se la guardi vedrai che meraviglia,
    bambini, tanti bambini che balleranno e canteranno sul piazzale
    davanti al Mausoleo di Herzel, insieme a Zahal. Chag Sameach !

  49. 351
    Jacopo scrive:

    Gadush, hag sameach anche a te! Visto che hai accesso al mio email,
    fammi sapere quando vieni. Magari ci fai l’onore di venire a
    Gerusalemme a cena da noi. NO! Non abito a Ghilo’, tranquillo…

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