L’opposizione dovrebbe imparare come si fa la concorrenza dalle pubblicita’ Ryanair: Bossi che alza il dito agli italiani, costretti a pagare due volte Alitalia (con le tasse e con tariffe monopolistiche) e’ un capolavoro di sintesi. Mi fa ridere il ministro Castelli che minaccia la sua espulsione dalle rotte nazionali: vada a Orio al Serio, aeroporto sotto casa sua, e chieda cosa ne penserebbero.
Quello che Ryanair non dice e’ il modelli cui si ispira la politica del centrodestra su Alitalia: cioe’ la politica autarchica di tanti piccoli mercati protetti. Tu tieni viva Alitalia garantendole di fatto l’esclusiva sulla tratta Linate-Fiumicino, con i soldi dei concessionari delle autostrade (Benetton, Gavio) e un aspirante esclusivista delle costruzioni per l’Expo 2015 (Ligresti). Magari riservando una particina pure al quasi monopolista dell’energia (Eni). Se non troverete in cordata pure Mediaset, siatene certi: vuol dire che non c’e’ da guadagnarci. Tanto piu’ che Mediaset non ha bisogno di bussare al governo per garantirsi un mercato protetto. Lei e’ gia’ il governo.
Dunque l’idea e’ estendere il modello del mercato radiotelevisivo (azienda dominante in Italia, gracile all’estero) in tutti i settori della nostra economia. Vale per Telecom, dove si tenta con gli stessi metodi di sbarrare la strada agli spagnoli. E si e’ agito con lo stesso metodo contro i francesi all’Alitalia, pur sapendo di chiedere per questo un sacrificio ai contribuenti e ai viaggiatori.
Quanto florido possa essere il futuro di tutte queste aziende, protette nel suolo patrio ma prive di respiro internazionale, ve lo lascio intuire. Ma tant’e', il governo puo’ suonare la fanfara patriottica stringendo alleanza con i soliti notabili di un establishment rinsecchito. Siamo all’autarchia del terzo millennio.
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7 agosto, 2008 alle 11:08 am
Comunque secondo me stanno cercando o di far fare figuraccia
all’Italia con quella immagine che esprime appunto l’individuo o è
solo un tentativo inutile di attaccate la Ryan. Poveretti.
3 agosto, 2008 alle 9:59 pm
Mantenere Alitalia italiana vuol dire garantire alla politica una
rendita di posizione, aziende che devono fare una politica per
l’Italia, favori ai politicanti del momento. L’idea è chiara e ad
essa si contrappone il vantaggio per il consumatore che viene così
minimizzato. Non credo alle cordate, ci siamo convinti tutti che
era meglio vendere ad Air France. L’importante è che si capisca
quanto costerà al contribuente. Troppo mi pare. Cordialità
3 agosto, 2008 alle 1:45 pm
145 e 234, ora riconoco il mio pensiero stile Caparezza. In una sua
canzone dice GIU-DA. Ascolatelo bene.
1 agosto, 2008 alle 4:29 pm
E se utilizzate Ryanair ricordatevi che il nome EIRE (Irlanda) ha
lo stesso suono di ERROR, mentre la parola FAILTE suona come
FAILURE, ovvero fallimento. Interessante ma non c’entra niente con
RYANAIR, direi piuttosto con Dublino.
31 luglio, 2008 alle 10:48 am
Kling, straconcordo.
31 luglio, 2008 alle 10:09 am
314 jack- questa volta sono d’accordo con te: è chiaro che se il
salvataggio ci sarà questo presupporrà l’economicità e l’efficienza
della società che ne risulterà; il che significa ovviamente
l’abbandono delle pratiche clientelari e delle inefficienze e delle
connivenze politico-sindacali che da sempre caratterizzano la vita
dell’alitalia e che sono la causa dei suoi mali. Altrimenti meglio
il fallimento: vorrà dire che volereno con a.france e lufthansa.
Però pensare che una ennesima “privatizzazione” mal fatta risolva
automaticamente tutti i problemi solo perchè è aderente ad una
certa idea (superficiale) di liberismo è una maipolazione
semplificatoria dela realtà. La storia italiana di questi anni ci
sta dimostrando esattamente il contrario.
30 luglio, 2008 alle 11:38 pm
@Paola b #332 Perfettamente d’accordo. mi riferivo proprio a quel
rischio nel 322…
30 luglio, 2008 alle 10:40 pm
330 Roberto, l’altra bufala da cui vorrei mettere in guardia
(ancora più subdola, secondo me, visto non si è levato nessun grido
fuori dal coro delle geremiadi)è quella sull’opportunità di aderire
ai fondi pensione. Perchè se è vero che, in teoria, potrebbero
garantire un rendimento maggiore rispetto a quello, alquanto
modesto ma garantito del vecchio TFR, è ancor più vero che il
rischio che comportano (e di questi tempi, ma in anche in un futuro
prossimo venturo che siamo ancora in grado di intravvedere, appare
altissimo) ricade per intero e senza rete sulle spalle di chi
sacrifica, in tutto o in parte, la propria liquidazione per
investirci su. Sei d’accordo?
30 luglio, 2008 alle 10:27 pm
@ Serenella Aver avuto cautela sul collocamento del TFR è stato il
miglior atteggiamento possibile. Mantenerlo in azienda è una
decisione reversibile, seppur con qualche piccola perdita. Al
contrario una scelta verso i fondi era irreversibile quindi…
Proprio per questo (la possibilità di opzione) non ho mai
giustificato le polemiche da destra e lega sul presunto “scippo”
del TFR.
30 luglio, 2008 alle 9:53 pm
@Paola b. Hai centrato il problema. Il sistema proiettando i numeri
odierni può funzionare a patto che non ci sia una crisi economica
con grosso riflesso occupazionale e che il ricorso alle forme di
precarizzazione del lavoro non sia troppo esteso. In questo senso
una regolarizzazione di lavoratori extracomunitari non farebbe che
bene alle nostre casse previdenziali. Ma queste sono variabili
comunque esterne al sistema previdenziale nel senso che si possono
fare delle previsioni, come per la crescita del PIL, peraltro
puntualmente smentite.
30 luglio, 2008 alle 9:36 pm
per 288 Serenella, ti ringrazio per le cose che dici ma, davvero,
devo avere seri problemi di comunicazione ultimamente. Paola è (é)
il mio nome di battesimo e B è (è) l’iniziale del mio cognome (che
ho aggiunto, se ricordi, per evitare confusioni con una mia omonima
che scrive sul blog). Non (non) sono una giornalista, nel senso
tecnico del termine, perchè non sono iscritta all’albo di quella
corporazione ma solo per un incidente di percorso (mio figlio è
nato con tre settimane di anticipo rispetto al previsto) ho mancato
l’iscrizione nell’elenco dei pubblicisti: fino a quel momento
scrivevo, infatti, per riviste specializzate di cinema. Di tutto
quello che è successo dopo, non volermene, ti prego, evito di
parlare persino con me stessa. Con tanta affettuosa simpatia.
30 luglio, 2008 alle 9:19 pm
322 Carissimo Roberto, non caro, come del resto si rivela ogni
giorno questo blog, ricco di persone di buon senso ma anche molto
informate. Io alle assemblee di presentazione dei fondi + tfr ho
partecipato ma causa mutui + spese familiari prima e riscatto
rateizzato periodi saltati di contribuzione poi mi sono tenuta i
soldi e il tfr in azienda. Sono per lo più istintiva, non ho il
tempo e la voglia di approfondire certe cose, ma mi è sempre andata
bene incassare il tfr alla vecchia maniera in 35 anni di lavoro con
7 posti cambati, così ho preferito continuare sulla stessa strada.
Poi vendo il prodotto dell’azienda e sento un dovere primario far
andar bene le vendite, quasi la divisione degli utili venisse in
tasca a me. Sarò fessa? non so.
30 luglio, 2008 alle 9:15 pm
per 317 ROBERTO, le informazioni che dai sono corrette. Esprimo
soltanto una riserva: se è vero che sulla tenuta del sistema
previdenziale si fa molto terrorismo psicologico perchè bisogna
convincere il (secondo loro, ovviamente) popolo bue sulla necessità
di lavorare fino a 80 anni, non sarei così categorica nel negare
possibili difficoltà di equilibrio finanziario se, fino al momento
di pieno regime del sistema contributivo, non si allarga la platea
dei contribuenti (donne e giovani, in particolare). E’ comunque
vero che, dopo gli ultimi interventi (scalone Maroni e scalini
Prodi) di fatto le pensioni di anzianità sono state abolite e si
andrà in pensione solo per vecchiaia.
30 luglio, 2008 alle 9:10 pm
Quindi noi siamo i migliori:
http://www.borsaitaliana.it/speciali/tfrriformapensionistica/sistemaprevidenzialedeglialtripaesi/sistemaprevidenzialeallestero.htm
30 luglio, 2008 alle 9:10 pm
Ah dimenticavo, gli assegni familiari ANF per i dipendenti sono
finanziati dal contributo all’apposita cassa CUAF, niente
assistenza quindi!
30 luglio, 2008 alle 8:53 pm
@ Snepretz Perche le invalidità INPS sono una prestazione
previdenziale e le invalidità civili no. Quando tu e il tuo datore
di lavoro (se dipendente) versate i contributi hai diverse
aliquote…Una per la pensione IVS
(invalidità/vecchiaia/superstiti), una per la DS, un’altra per la
TBC). Le assicurazioni per le indennità di maternità,
disoccupazione sono finanziate dai contributi. La cassa
integrazione è finanziata anche da un apposito fondo datoriale. La
mobilità attinge a fondi pubblici come i prepensionamenti di
settore. Vuoi calcolare la tua ipotetica rendita con una buona
approssimazione? Moltiplica gli anni di contribuzione per 2 e avrai
la percentuale rispetto all’imponibile contributivo (fiscale+
contributi) dell’ultimo anno pieno. Es. 40 anni= 80% ultimo
imponibile. Il risultato ottenuto è la pensione lorda annua su 13
mensilità. (valido per crescite costanti e regolari
dell’imponibile). per gli autonomi il discorso si complica un po’
perchè entrano in ballo dei minimali di reddito… Non so se sono
stato sufficientemente chiaro. Comunque se chiedi il PIN all’Inps
ti stampi online tutto quello che riguarda la tua posizione e puoi
“divertirti”!
30 luglio, 2008 alle 8:35 pm
Roberto, lo so che le invalidità se erogate dall’INPS vengono
calcolati sulla base dei contributi. Intanto non capisco perchè. Ma
la cassa integrazione? Gli assegni di famiglia, non dovrebbero
essere a carico del welfare? E la maternità, da quali contributi
attinge? Non attiene alle politiche sociali? E la malattia?
Continuo? Queste sono voci che dovrebbero NON avere a che fare con
la raccolta di contributi pensionistici (lungi da me dire che non
debbano essere corrisposto, ma sono strumenti di politica
sociale-non previdenziale)
Ma spiegami come funziona: quando io verso i miei contributi per x
anni (35? 40?), che resa hanno? Faccio due conti da idiota: diciamo
che uno per 35 anni versa 150 euro al mese per la pensione. 150×12
= 1800/anno. Per 35 anni sono 63000 euro di capitale versato
(ovviamente sono conti del cacchio-in 35 anni crescendo lo
stipendio crescono i contributi eccetera). Vuoi che un qualunque
pirla non faccia un 5% di rivalutazione sul fondo (lo so la
rivalutazione è stabilita per legge). Ecco, fatevi voi il conto: se
chiedete un prestito ad una banca di 63mila al 5% di 35 anni,
secondo voi, alla fine, quanti soldi fanno? Ecco che con una
contribuzione minima in teoria dovremmo essere tutti signori. O no?
30 luglio, 2008 alle 8:26 pm
@ Serenella Il problema dell’assistenza rimane intatto. Andrebbe
sanato per legge ma… Le integrazioni al trattamento minimo e
altri benefici sociali come le varie maggiorazioni (si sono
cimentati nell’ordine Craxi 1985, Andreotti 1989, Prodi 2000,
Berlusconi 2002 e Prodi2 nel 2007) sono a carico del fondo
lavoratori dipendenti e delle gestioni dei lavoratori autonomi. Ti
assicuro che l’età media d’ingresso nel mondo del lavoro s’è
innalzata di molto. Pensa a tutti i coltivatori diretto o mezzadri
che avevano contribuzione dal 14 anno…(anche prima della data di
compimento). E poi tutto questo precariato con discontinuità … Il
tuo pensionamento lo avrai tranquilla. Rischi di più se hai
collocato il TFR in qualche fondo pensione. Con gli scenari
futuribili sembrerebbe proprio essere stato un azzardo…
30 luglio, 2008 alle 8:01 pm
317 Roberto la sanatoria con la legge 503 del 1992 è solo di nome o
anche di fatto, nel senso denaro che sana? Scusa la mia ignoranza,
ma il mio lavoro nel bene e nel male è stato sempre variegato.
30 luglio, 2008 alle 7:57 pm
317 Roberto grazie del respiro che mi dai, ma io con l’assistenza
non sono proprio tranquilla come tu dici, soprattutto perchè da
dove vengono fuori le pensioni minime o assegno sociale di chi
nulla ha versato? Speriamo bene, se hai delle fonti che
giustifichino il tuo ottimismo. Per quanto riguarda i giovani ne
conosco che non andando bene a scuola fanno i meccanici e idraulici
o falegnami a 16/17 anni in regola come apprendisti, che non è
proprio 30. Anche mio figlio già laureato ha niziato a 23 anni
prima della laurea a 25 e con il riscatto degli anni di laurea
risulterà aver iniziato a 20, quindi siamo sempre ben lontani dai
30.
30 luglio, 2008 alle 7:55 pm
(304) Erasmus. Non era mia intenzione offendere, se l’ho fatto ho
commesso un imperdonaìbile errore. Pertanto, Le chiedo scusa. Ho
letto con attenzione il suo commento e devo convenire con Lei sul
contenuto, non per aver fatto studi e ricerche come Lei (purtroppo
non è il mia caso), ma perchè sento che “corrisponde” alla realtà
italiana. Il fatto è che, quando ho scritto di golpe, ho per errore
aggiunto la parola “militare”. L’Italia è parte integrante
dell’Europa. Un golpe militare non verrebbe permesso. Il possibile
golpe a cui mi riferivo potrebbe realizzarsi (spero mai) in altro
modo, questo: una persona potente si attornia di servi silenti e
consezienti, viene stupidamente eletta da una maggioranza di
italiani, in Parlamento ha la maggioranza per fare tutto quello che
vuole (anche farsi eleggere Presidente della Repubblica), stravolge
la Costituzione, fa approvare leggi ad hoc, remde inutile la
minoramza, si impossessa dei media sempre pronti a saltare sul
carro del vincitore (con qualche eccezione)etc. A questo punto la
piazza composta da democratici si ribella? Bene, si fanno
intervenire le forze armate (in questo caso sì) per sedare il
disordine nell’interesse del Paese…..ed il golpe per via
dmocratica (sic) è fatto!
Ancora una volya si tratta di fantapolitica, di minchiate da parte
mia? Può darsi, però questo è già stato previsto e scritto
………
30 luglio, 2008 alle 7:51 pm
315 le persone che dirigono un’azienda,oppure fanno arrivare a fine
mese la famiglia direbbero solo “ladri” Erasmus. Non so neppure
come si possa essere arrivati a questo, e sono ormai vecchia.
30 luglio, 2008 alle 7:47 pm
@ Erasmus , Serenella, Snepretz e Giovanni 300 e successivi I
vostri commenti necessitano di moooolte precisazioni: Il calcolo
contributivo è in vigore dal 1996 per tutti coloro che non avevano
maturato al 1995 almeno 18 anni di contribuzione. Per i nuovi
assunti integrale, per gli altri pro-quota. Il “congelamento” del
requisito dei 15 anni esiste tutt’ora e vale per chi li aveva
raggiunti entro il 1992 o che allora era già autorizzato alla
prosecuzione. Gli assegni d’invalidità (se INPS) sono calcolati
sulla contribuzione versata. Se sono invece INVALIDITA CIVILI sono
a carico di un capitolo del bilancio dello stato e non INPS. Chi
parla di pensioni date a porci e cani dall’INPS non sa quello che
dice. Non sono mai esistite nelle gestioni INPS le pensioni baby.
Perfino i dipendenti INPS hanno sempre avuto il pensionamento con
le regole del privato. La gestione allegra c’era nelle casse
pubbliche (ENPAS, INADEL ecc. tutte confluite nell’INPDAP con le
nuove regole) ma è stata sanata con la legge 503 del 1992. Le
difficoltà economiche del sistema pensionistico sono fantascienza.
Dopo la curva dei prossimi anni già peraltro corretta
dall’innalzamento dell’età, il problema non si porrà proprio. Oggi
un giovane arriva ad avere i primi contributi a 30 anni. Se sommate
quelli che servono per l’anzianità sarà in età tale da avere il
trattamento di vecchiaia… Lo sapevate che anche i Dirigenti
d’azienda (dopo il pauroso deficit del loro ente INPDAI) ora
attingono dall’INPS? A volte la realtà viene descritta im nodo
molto diverso da come é!
30 luglio, 2008 alle 7:46 pm
@ Per Snepretz . Lo sanno banissimo cos’è un centro di costo o un
bilan cio, ma sono allergici a tutto quel lo che implica controllo
o trasparen za, perchè solo nel caos si mangia indisturbati. Parlo
di mangiare, non di rubare, perchè, tecnicamente, nel la maggior
parte dei casi sono spre chi e solo moralmente sono furti.
30 luglio, 2008 alle 7:35 pm
@ Per Giovanni. Mi spiace dover pre cisare, tutti i politici, di
destra, di centro e di sinistra hanno parte cipato al banchetto.
Alla fine, sono manovre che i giudi ci non definirebbero neanche
furti. Ma voi come definireste il mantenere in vita enti inutili,
moltiplicare la burocrazia, le comunità montane, le municipalizzate
e via sprecando?
30 luglio, 2008 alle 7:25 pm
Klingsor, se ti riferisci in concreto al bando di vendita di
Alitalia, allora sono d’accordo con te. Certamente si è trattato di
un tentativo di privatizzazione assolutamente non praticabile a
quelle condizioni. Se porprio devo prendere un aposizione, non sto
dalla parte nè di chi vuole salvare a tutti i costi Alitalia e
darla in mano per forza agli italiani nè di chi azzarada
privatizzazioni disastrose. Il problema è che le privatizzazioni
bisogna saperle fare come pure bisogna saper essere liberisti.
Resto fermamente contrario a qualunque salvataggio di Alitalia, ma
è evidente che non la si può svendere. Cmq se non si dovesse
trovare un compratore, meglio il fallimento, non possiamo
continuare a svenarci per qualcosa di improduttivo.
30 luglio, 2008 alle 7:22 pm
283 Roberto Celani, mi pareva di aver detto la stessa cosa, devo
avere qualche problema di comunicazione ultimamente. Precisavo
solo, come discorso di carattere generale, che se un decreto legge
non viene convertito entro 60 giorni perde la sua efficacia dal
momento della sua entrata in vigore (cioè dal momento in cui il
governo lo ha approvato). E fino a quel momento tutto è possibile
(della serie: lasciatemi sognare ancora). Prova ne sia il fatto che
i sembrano confermati i provvedimenti sui tagli ai livelli minimi
di assistenza e quelli relativi alla retribuzione variabile del
pubblico impiego mentre subiranno modifiche i provvedimenti sugli
assegni sociali e quelli sulla norma antiprecari. Non mi pare
responsabile, da parte dei media, anzi mi pare decisamente poco
corretto far passare come definitive, norme non ancora convertite e
promulgate: tutto qui.
30 luglio, 2008 alle 7:21 pm
Lo so, Erasmus. E’ che io sento sempre più il bisogno di ordine.
Istituto Nazionale Previdenza Sociale è diverso da Istituto
Nazionale Assistenza Bisognosi. Già che ci siamo, perchè non gli
addebitiamo i costi della sanità? A questo punto chi ci vieta di
mettere i costi della difesa nel budget dell’istruzione? Ma questa
pletora di rimba, sa cos’è un centro di costo? Klingsor, tu che ti
occupi di fusioni eccetera, se non riesci a capire di un’azienda
cosa funziona e cosa no, come cacchio fai a capire dove toccare?
Loro la soluzione ce l’hanno sempre: alzare l’età pensionabile,
così spostano un po’ in là il punto di non ritorno dal crash del
sistema. In attesa che qualcuno salti fuori con il viatico
“emergenza pensioni”.
30 luglio, 2008 alle 7:19 pm
Un errore di battuta, volevo dire ca techismo:
30 luglio, 2008 alle 7:19 pm
Cosa ne pensate di quel omicidio del ragazzo di salerno e il
ferimento grave della sua fidanzata che si dovevano sposare a breve
da parte di tre BASTARDI romeni ubriachi che avevano scambiato il
centro di Salerno per il circuito di Monza?Sapete che un figlio di
puttana di GIP ha derubricato il reato a carico dell’assassino da
omicidio volontario a omicidio colposo?Alcuni giudici dovrebbero
subire quello che subiscono gli ABELE cosi’ forse
capirebbero.Gianni.
30 luglio, 2008 alle 7:17 pm
@ Per Serenella. Che vuoi, i nostri politici e sindacalisti
sembrano non avere molti scrupoli. Ma forse non è tutta colpa loro,
chi crede alle favole del socialismo reale o del catehismo, secondo
me, non ha molto cervello.
30 luglio, 2008 alle 7:10 pm
@ Per Snepretz. Lo sai che i sindacati sono onnipo tenti, anche
l’INAIL è una loro sicu mera. Come fai a togliere la bistecca dal
la bocca di un mastino che ringhia se appena ne parli?
30 luglio, 2008 alle 7:10 pm
303 e 305 carissimi Erasmus e Giovanni, in ordine alfabetico, certo
o facevo dei semplici calcoli e versavo i soldi ancora tanti anni
fa, andrò con il misto se e come andrò giustamente dice Giovanni.
Ma non vi è sempre sembrata una beffa trattare in questo modo i
soldi pubblici che sono sudore e sacrifici di tutti lavoratori e
aziende, e poi dare la colpa a chi lavora della mancanza dei fondi,
mettere i figli contro i padri?
30 luglio, 2008 alle 7:07 pm
Eurwen, grazie di cuore. Un magnifico nome celtico. Mia moglie,
bretone di nascita, conferma.
30 luglio, 2008 alle 7:03 pm
@ Per Serenella. Esatto, come dice Giovanni, se hai fatto paghe e
contributi dovresti saperlo, quando è iniziato il consociativi smo
c’erano fior di miliardi accu mulati, non ricordo quanti. Ma, a
parte il fatto che li tene vano nelle banche che pagavano gli
interessi più bassi e poi compensavano i responsabili con adeguate
mazzette, crescendo il numero di commensali, hanno deci so di
portare a tavola questi con tributi e pagare le pensioni con i
contributi dei nuovi assunti.
30 luglio, 2008 alle 6:44 pm
@ Per Emilio Facchinetti (223) Lei mi dice, molto civilmente, che
dò i numeri oppure ho fonti insospettabili. Non ho accesso a
segreti di stato o militari e quello che dico non proviene da
divinazione, ma, chiamiamola co sì, una interpretazione,forse un pò
azzardata Vede, sono più curioso di una scimmia e per capire come
funzio na il mondo, mi sono dato, sin da ragazzo, a letture varie.
Sono un topo di biblioteca, ma, dopo una scorpacciata di lettera
tura, le mie letture si son volte ad approfondire quello che studia
vo a scuola o all’università. Per la storia, ad esempio, legge re
Braudel o Mommsen mi ha aiuta to a capire quello che i libri di
testo non spiegavano. Così mi son trovato a leggere sia storici che
teorici di scienza militare e pur da dilettante, mi è stato
sufficiente per capire di che materia son fatti i nostri generali.
Per di più, durante il sevizio militare ho visto da vicino che
l’unica preoccupazione di tutti gli ufficiali di carriera, gli AUC
dovevano solo obbedire ed era no, comunque, sacrificabili, era
quella di evitare in ogni modo di assumersi delle responabilità. Il
ben noto scaricabarile, insom ma. Da allora son passati quarant’an
ni e sembra che i nostri generali siano migliorati, ma non credo
siano diventati di colpo dei prus siani. Mi sembra difficile che
gli eredi di quelli che a Caporetto davano la colpa alla viltà
delle truppe e che l’8 Settembre erano scappa ti lasciando tutti
senza diretti ve, diventino d’un tratto capaci di assumersi la
responsabilità di un golpe. Difatti, i soli golpe di cui pos siamo
parlare, nella nostra sto ria recente, sanno tanto di ope retta,
non vedo come li si possa prendere sul serio. Cordialmente.
30 luglio, 2008 alle 6:41 pm
Serenella beata ingenuita’: il metodo contributivo e’ sulla carta -
ti calcolano il rendimento dei tuoi contributi come se questi ci
fossero. Erano come le famose difisioni mobili di mussolini:
sarebbero state autotrasportate se ci fossero stati i camion… Il
fatto e’ che i contributi che io èpago tu paghi e tutti gli altri
pagano vanno a pagare le pensioni dei pensionati attuali e non
bastano: lo stato ci deve pure aggiungere un tot. Questo grazie
alla prima repubblica democristiana che con il fattivo contributo
dei sinistri ha regalato pensioni a cani e porci. Ergo la tua
pensione e la mia ce la daranno se e sottolineo se quando tocchera’
a noi c’e’ ancora una base produttiva che paga contributi…
30 luglio, 2008 alle 6:38 pm
Stiamo parlando di INPS?
Allora: per i motivi da voi detti dal punto di vista strettamente
contributivo/pensioni standard l’ente è in ATTIVISSIMO. Ma, dato
che siamo sempre una nazione troooppo avanti rispetto a tutti gli
altri, invece di mettere le pensioni sociali, le invalidità è
quant’altro su un ente a parte, magari legato al ministero del
welfare, abbiamo deciso di usare l’INPS per questi scopi che
esulano perfino dall’acronimo. Quindi, noi coglionazzi, continuiamo
a dare soldi ad un ente che se si comportasse NORMALMENTE,
accantonando i nostri soldi per 35 anni dovrebbe darci una rendita
da paura. Invece ci si ritrova con un millino mensile magari a 70
anni (io ne ho 40, volete che nei prossimi 30 non alzino
ulteriormente l’età pensionabile??).
Allora, signora opposizione, che facciamo, continuamo a parlare di
Berlusconi o cominciamo a pensare a come fare ordine nel caso
sempre più improbabile che nei prossimi 20anni una qualche forma di
centrocentrocentrosinistra vada al governo?
30 luglio, 2008 alle 6:30 pm
300 Erasmus vabè tu dici che i soldi se li sono mangiati, ma sai
bene con quale precisione ogni mese le aziende versano, io l’ho
iniziato più di 30 anni fa il discorso perchè ho fatto per 12 anni
i contributi. Se i soldi se li sono mangiati chissà dove è come se
una banca dove hai messo i risparmi fallisse e ovviamente i soldi
non ci sono più. Ma tu pensa per quanti anni all’inizio del secolo
quando l’inps è stato ideato nel ventennio hanno percepito senza
sborsare, pensa all’aspettativa di vita di quegli anni anche senza
contare le guerre,pensa ai milioni di donne che hano lavorato una
decina d’anni versando e non ricevendo nulla, anche per i 15 anni
c’è stata una fregatura generazionale quando li hanno portati a 20
obbligatori per la minima senza riconoscere un minimo di dirtto
acquisito a chi aveva versato solo 15.