Questo articolo è uscito su “Vanity fair”.
Ho tra le mani il fascicolo di una rivista politico-letteraria dal titolo romantico, “Il primo amore”, interamente dedicato alla cattiveria degli italiani. Scrittori, poeti, fotografi, psicologi, critici discettano intorno agli innumerevoli esempi di invidia, risentimento, livore, paura, esasperazione che alla fine li inducono a definire l’Italia di questi anni come una “fabbrica della cattiveria”.
Fra i redattori ci sono studiosi e artisti impegnati che stimo. Ma non dovevano farmi questo scherzo proprio ora che sto per ricominciare “L’Infedele” televisivo, lunedì 15 settembre, senza avere risolto ancora il dilemma delle mie fallimentari trasmissioni su ordine pubblico, stranieri, rom. Cerco di spiegarmi: se seguo il mio istinto anch’io avverto in giro un’esplosione di umori scuri e rancore, nefandezze che un’orribile metafora attribuisce alla “pancia” del Paese. Serpeggia fra noi il dubbio che gli uomini non siano poi davvero tutti uguali tra loro, come predicano le religioni e il “politicamente corretto”; ma se osi dirlo…ti becchi l’etichetta di cattivo.
Ecco perché, sebbene io sia convinto che ci sia molto razzismo in giro per l’Italia, e troppi politici che vi ammiccano per convenienza, e una collezione di fatterelli quotidiani violenti incoraggiati da un clima di sopruso, non voglio cadere nella tentazione di quella rivista. Non voglio contraccambiare con l’accusa di cattiveria neanche le persone che spesso mi irridono con l’epiteto di “buonista”.
Anziché cavarmela liquidando l’Italia come una “fabbrica di cattiveria”, io devo fare i conti con il senso comune che liquida le mie denunce, il mio allarme, come la fisima élitaria di un tardocomunista accoccolato nella bambagia, lontano dal popolo. E’ con loro che devo trovare il modo di dialogare, per non accontentarmi del consenso dei lettori di “Repubblica” e di una metà circa di “Vanity fair”. La televisione è il luogo in cui ovviamente ne incontro di più. Ma è anche il luogo in cui rischio di buscarle se vado a lanciare generiche accuse di cattiveria. Soprattutto è il luogo del paradosso sempre in agguato.
Qualcuno forse ricorda la volta che lamentai lo scarso ascolto realizzato dalle puntate dell’”Infedele” dedicate alle associazioni dei malati di cancro e alle loro esperienze di cura. Appassionarono e coinvolsero, ricevo ancor oggi richieste di replica, sono di sicuro tra le meglio riuscite, ma i numeri restano quelli: sotto il 2% di share. Sia ben chiaro, le rifarei, anzi, le rifarò. Ma nel frattempo le puntate fallimentari in cui ho invitato i protagonisti dell’allarme sicurezza, i sindaci firmatari di ordinanze antisbandati, gli accusatori dei rom e dei rumeni, hanno totalizzato fino al 4,5%, grazie anche allo spettacolo del conduttore tramortito da quella impetuosa folata di ostilità alla sua visione del mondo.
Non sono masochista e, mi spiace per La7, cercherò altri metodi per innalzare la media stagionale. Ma nel mio piccolo non farò certo come la star dei talk show americani Oprah Winfrey che perde l’occasione di un invito televisivo alla repubblicana Sarah Palin, nuovo simbolo della destra conservatrice, illudendosi con ciò di favorire il suo candidato preferito, Barack Obama.
Resto convinto che l’Italia debba misurarsi diversamente con gli immigrati senza cui non potrebbe vivere. E che tanta gente perbene resterà delusa quando si accorgerà che gli annunci di tolleranza zero non migliorano le nostre metropoli né le nostre province se le lasciamo inospitali, zeppe di ostacoli per rendere la vita faticosa a chi ne vorrebbe diventare cittadino. La storia ci insegna pure che la delusione delle aspettative d’ordine e di benessere può generare reazioni violente. Qui e là purtroppo sta già accadendo. Per questo ho trovato grave scherzare con le impronte digitali richieste a una sola parte della popolazione, né possono esserci manine “speciali” di bambini “speciali”.
Cercherò sempre nuovi modi per dirlo che non appaiano esibizioni di puzza al naso, perché non credo che la gente spaventata sia più cattiva di me. Serve umiltà, soprattutto concretezza. Ma la sfida culturale richiede anche tenacia da parte di chi oggi la vive in minoranza. E’ più faticoso fare i testimoni che gli avvocati delle cause perse.





7 ottobre, 2008 alle 1:16 pm
Leggo oggi l’articolo la fabbrica della cattiveria e spontanea mi viene questa riflessione. Non siamo tutti uguali e meno male. Presumere il contrario mi sembra quanto meno irreale o irrealistico. Il probema, a mio avviso , è il rapporto che abbiamo con l’altro diverso da noi il quale, proprio in quanto diverso, non sta lì a nutrire il nostro narcisismo nè a fare da specchio alla nostra supremazia. Diversità potrebbe essere ricchezza se riuscissimo a fare a meno del bisogno di consenso in cambio di una possibiità di dialogo. Ma più forte del buon senso credo che sia la paura.
22 settembre, 2008 alle 10:29 pm
La guerra in se stesso è razzista
15 settembre, 2008 alle 8:24 am
Vorrei chiedere a chi paventa l’insorgere di una guerra razziale,
da che parte si schiererebbe.
14 settembre, 2008 alle 8:33 pm
Non so come si sono svolti i fati che hanno portato all’assassinio
del giuovane di colore a Milano. Certo il fatto è grave e spero che
l’omicidio non sia stato intenzionale. Comunque, al di la del pur
tragico episodio c’è da considerare il pericolo che la coabitazione
di persone, in qualche modo “diverse”può causare al vivere civile.
Pensate a cosa ci riserverà l’vvednire… Gli Stati Uniti sono
seduti sulla polveriera razzaile che cercani in tutti i modi di
esorcizzare non parlan done e vietando di parlarne in modo non
“buonista”. L’Europa si sta rapidamente avvicinando alla soglia di
guerra razziale deli USA. Ora negli usa stessi emigrano i
messicani, da noi ci sono sterminate popolazioni africane pronte a
venire da noi chiedendo asilo. Ricordate come i goti fuggiti da
Attila vennero fatti entrare nell’impero romano? Erano poveri e
laceri ma po..
14 settembre, 2008 alle 7:22 pm
Oggi un giovane di colore a Milano è stato ucciso a sprangate.
Aveva rubato (biscotti, pare). Il razzismo non c’entra, ci si è
affannati a dire. Il razzismo non c’entra praticamente mai. Quello
che c’entra sempre è la negazione del razzismo.
14 settembre, 2008 alle 4:34 pm
Per 610 a chi ti riferisci al portavoce di prodi al governo prodi o
ai falsi comunisti genuflessi a bush e a prodi?
http://www.youtube.com/watch?v=VN3CZwyJALw
13 settembre, 2008 alle 6:34 pm
l’Italia non è più fabbrica della cattiveria di quanto sia il
mondo, e, nella frase di Machiavelli citata al n. 2, “cattivi”
significa probabilmente “prigionieri, asserviti”. L’uomo è quello
che è, e secondo Gesù “nessun uomo è buono”. Ma esistono cattiverie
‘di moda’, figlie dello spirito del tempo, e -concordo pienamente
con Gad Lerner- la peggiore nell’Italia di oggi è di gran lunga è
il razzismo, che sta salendo di livello in modo costante,
silenzioso, pervasivo. Chiunque abbia provato, magari una sola
volta in una classe delle elementari, ad essere schernito o
allontanato per il paese da cui proviene, sa che la ferita può
bruciare ancora dopo cinquant’anni. Io spero che L’Infedele non
molli la presa su questo punto. Mettere in circolazione qualche
anticorpo contro questa pestilenza è cosa così importante e
meritoria, che è giusto che le siano sacrificate altre
considerazioni, forse televisivamente più importanti. Ringrazio Gad
Lerner per quanto ha fatto finora e spero che continui a farlo.
13 settembre, 2008 alle 12:43 pm
609- Sì, ma la nostra cultura frutto di persone spesso depravate
dove ci ha portato? Il bello ha maggior valore del Bene? Abbiamo
creduto in questo, ma alla fine non c’è restato né bello né bene
13 settembre, 2008 alle 12:35 pm
Dico qualcosa di sconvolgetnte se dico che non si può dividere il
bene dal male con una accetta? era un grande artista eppure
erapedofilo. Non scordiamo certe cose elementari o non affermiamole
solo nel contesto che ci fa comodo. Possibile che Mussolini non
abbia mai fatto nulla di buono nemmeno per sbalgio? Le cose spesso
le vediamo dal nostro punto di vista e non consideriamo minimamente
quello degli altri. Un po di umiltà ed intelligen za ci
aiuterebberol a cpirci meglio. Un esempio di opposti interessi
inconciliabili à la sessaulità maschi femmina. Persone normali non
capiscono i gusti dell’altro sesso e spesso li condannano come
demoniaci. Dobbiamo accettare che ci siano punti di vista ed
interessi contrapposti ed inconciliabili. Alla fine la ragione va a
chi vince la guerra. Questa è la verità
13 settembre, 2008 alle 12:26 pm
p.s Baciarle nei film naturalmente. Vedi lo stessso Marpy che
quando cerca moglie nel re che cerca moglie la cerca in un ambiente
di nere.
13 settembre, 2008 alle 12:23 pm
Caro Gad. Vuoi veramente dire qualcosa di “polticamente scorretto”
anche se è la verità? Qualcosa di veramente sconvolgente più
proibito del tabù dell’incesto? Basta dire che Obama non è nero ma
è meticcio, mezzo bianco e mezzo nero. Basta dire che sia madre è
bianca e il padre nero. Sconvolgerai molte menti e diraderai una
tgerribile ipocrisia che non permete ai neri di baciare sulla bocca
le bianche e poui vedere che Marpy fa un figlio con una b ellissma
Spay G.
13 settembre, 2008 alle 1:07 am
A proposito di “cattiveria”, anzi di feroce malvagità (questa senza
virgolette). Vengoora dall’avere visto su Rai 3 lapuntata de La
Grande Storia dedicata alla storia delle SS naziste.Forse l’hai
vista anche tu, caro Gad.Subito mi sono venute in mente le tue
corrispondenze su Repubblica dai “luoghi della Memoria” e il libro
di di Littel “Le Benevole”. E l’angoscia e l’orrore non mi hanno
ancora abbandonato mentre scrivo.Proiettare simili trasmissioni
nelle scuole superiori: questa la novità che la Gelmini dovrebbe
introdurre nei programmi; naturalmente se ne guarderà bene :sono
trasmissioni che propagano l’odio di parte e impediscono il
superamento delle divisioni! Però, allaluce di quanto sta
accadendodi questi tempi in Italia, una considerazione mi viene da
fare. Mi pare che la Germania sia riuscita a fare i conti con il
suo passato e ,grazie anche al susseguirsi delle nuove generazioni,
simili orrori non avranno più a ripetersi. Penso invece che in
Italia tale problema non sia stato risolto:a mio parere in questo
Paese non si è mai riusciti a fare completamente il conto con il
passato,non vi èmai stata un vera catarsi,per ignavia, opportunismo
politico e altre ragioni si è lasciato ricostituire il partito
fascista,non si sono puniti a suo tempo duramente gli atti di
violenza, non si fece dopo la guerra una vera epurazione ( vi fu
addirittura un’amnistia!) Tutto questo ha consentito che
permanessero in tanti compatrioti quelle idee di razzismo, di
xenofobia,di violenza che purtroppo si nascondono nella parte
peggiore di noi e che sono lincubatrice del fascismo ( e del
nazismo).
12 settembre, 2008 alle 5:34 pm
603 – lauta ricompensa? adesso si che ragioniamo!
12 settembre, 2008 alle 4:59 pm
603- la forma verbale “lascIerà è sicula
12 settembre, 2008 alle 4:58 pm
602- Non c’è stipendio, la nostra è una fondazione etica che si
regge sul “buon cuore ” dei nostri assistiti. Serenella che è dama
liberale assai, sicuramente ci lascierà una lauta ricompensa
12 settembre, 2008 alle 4:46 pm
601 – collaboratore?? e quanto è lo stipendio?
12 settembre, 2008 alle 4:39 pm
598-(Serenella) Il Diritto positivo, per fortuna dà le giuste linee
guida a una società, di modo che il teorico non produca
“astrazioni” contra legem e il tabaccaio non segua lo spirito di
antiche consuetudini.Per ulteriori consulenze, rivolgersi al mio
collaboratore dott.klingsor_w
12 settembre, 2008 alle 4:17 pm
Scrivi qui il tuo commento E’OVVIO CHE ESPRIMENDO LA PROPRIA
OPINIONE OGNUNO DI NOI TROVERA’ DEI DETRATTORI ET DEGLI ESTIMATORI
ET SE ESPRIMERE LE PROPRIE OPINIONI ET BATTERSI X ESSE DIRE ESSERE
CATTIVI,ù ANCH’IO SONO CATTIVO. SUGGERISCO A GAD DI ANDARE AVANTI
COSI’. SE NON CI FOSSE L’INFEDELE ET QUALCHE ALTRA TRASMISSIONE
TIPO “PASS-PARTOUT” ET “LA STORIA SIAMO NOI” LA MIA TV SAREBBE
GIA’STATA ROTTAMATA DA UN PEZZO!!! SHARE PICCOLO MA DI ALTA
QUALITA’. NON HO ANCORA RAGGIUNTO IL LIVELLO CULTURALE X VEDERE
CIAO DARWIN O BUONA DOMENICA…MI SPIACE…VEDIAMO SE MEDICO DI
FAMIGLIA MI CONSIGLIA UAN LOBOTOMIA. IO LA TUA TRASMISSIONE LA
RENDEREI OBBLIGATORIA NELLESCUOLE DA VEDERE ET COMMENTARE!! E LO
DICE UNO CHE NON E’SICURAMENTE DI SINISTRA E TANTO MENO SI
RICONOSCE IN QUESTA NUOVA DESTRA CHE MI SEMBRA PEGGIO DELLA BALENA
BIANCA D.C. ENRICO