Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

La fabbrica della cattiveria

mercoledì, 10 settembre 2008

Rassegna Stampa, l'Infedele

La fabbrica della cattiveria

Questo articolo è uscito su “Vanity fair”.
Ho tra le mani il fascicolo di una rivista politico-letteraria dal titolo romantico, “Il primo amore”, interamente dedicato alla cattiveria degli italiani. Scrittori, poeti, fotografi, psicologi, critici discettano intorno agli innumerevoli esempi di invidia, risentimento, livore, paura, esasperazione che alla fine li inducono a definire l’Italia di questi anni come una “fabbrica della cattiveria”.
Fra i redattori ci sono studiosi e artisti impegnati che stimo. Ma non dovevano farmi questo scherzo proprio ora che sto per ricominciare “L’Infedele” televisivo, lunedì 15 settembre, senza avere risolto ancora il dilemma delle mie fallimentari trasmissioni su ordine pubblico, stranieri, rom. Cerco di spiegarmi: se seguo il mio istinto anch’io avverto in giro un’esplosione di umori scuri e rancore, nefandezze che un’orribile metafora attribuisce alla “pancia” del Paese. Serpeggia fra noi il dubbio che gli uomini non siano poi davvero tutti uguali tra loro, come predicano le religioni e il “politicamente corretto”; ma se osi dirlo…ti becchi l’etichetta di cattivo.
Ecco perché, sebbene io sia convinto che ci sia molto razzismo in giro per l’Italia, e troppi politici che vi ammiccano per convenienza, e una collezione di fatterelli quotidiani violenti incoraggiati da un clima di sopruso, non voglio cadere nella tentazione di quella rivista. Non voglio contraccambiare con l’accusa di cattiveria neanche le persone che spesso mi irridono con l’epiteto di “buonista”.
Anziché cavarmela liquidando l’Italia come una “fabbrica di cattiveria”, io devo fare i conti con il senso comune che liquida le mie denunce, il mio allarme, come la fisima élitaria di un tardocomunista accoccolato nella bambagia, lontano dal popolo. E’ con loro che devo trovare il modo di dialogare, per non accontentarmi del consenso dei lettori di “Repubblica” e di una metà circa di “Vanity fair”. La televisione è il luogo in cui ovviamente ne incontro di più. Ma è anche il luogo in cui rischio di buscarle se vado a lanciare generiche accuse di cattiveria. Soprattutto è il luogo del paradosso sempre in agguato.
Qualcuno forse ricorda la volta che lamentai lo scarso ascolto realizzato dalle puntate dell’”Infedele” dedicate alle associazioni dei malati di cancro e alle loro esperienze di cura. Appassionarono e coinvolsero, ricevo ancor oggi richieste di replica, sono di sicuro tra le meglio riuscite, ma i numeri restano quelli: sotto il 2% di share. Sia ben chiaro, le rifarei, anzi, le rifarò. Ma nel frattempo le puntate fallimentari in cui ho invitato i protagonisti dell’allarme sicurezza, i sindaci firmatari di ordinanze antisbandati, gli accusatori dei rom e dei rumeni, hanno totalizzato fino al 4,5%, grazie anche allo spettacolo del conduttore tramortito da quella impetuosa folata di ostilità alla sua visione del mondo.
Non sono masochista e, mi spiace per La7, cercherò altri metodi per innalzare la media stagionale. Ma nel mio piccolo non farò certo come la star dei talk show americani Oprah Winfrey che perde l’occasione di un invito televisivo alla repubblicana Sarah Palin, nuovo simbolo della destra conservatrice, illudendosi con ciò di favorire il suo candidato preferito, Barack Obama.
Resto convinto che l’Italia debba misurarsi diversamente con gli immigrati senza cui non potrebbe vivere. E che tanta gente perbene resterà delusa quando si accorgerà che gli annunci di tolleranza zero non migliorano le nostre metropoli né le nostre province se le lasciamo inospitali, zeppe di ostacoli per rendere la vita faticosa a chi ne vorrebbe diventare cittadino. La storia ci insegna pure che la delusione delle aspettative d’ordine e di benessere può generare reazioni violente. Qui e là purtroppo sta già accadendo. Per questo ho trovato grave scherzare con le impronte digitali richieste a una sola parte della popolazione, né possono esserci manine “speciali” di bambini “speciali”.
Cercherò sempre nuovi modi per dirlo che non appaiano esibizioni di puzza al naso, perché non credo che la gente spaventata sia più cattiva di me. Serve umiltà, soprattutto concretezza. Ma la sfida culturale richiede anche tenacia da parte di chi oggi la vive in minoranza. E’ più faticoso fare i testimoni che gli avvocati delle cause perse.

Popularity: 11% [?]

Buzz

Articolo di:

Gad - che ha scritto 2622 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

[13] 12 11 10 9 8 7 6 5 4 31 » Mostra tutti i commenti

  1. 618
    mariella scrive:

    Leggo oggi l’articolo la fabbrica della cattiveria e spontanea mi viene questa riflessione. Non siamo tutti uguali e meno male. Presumere il contrario mi sembra quanto meno irreale o irrealistico. Il probema, a mio avviso , è il rapporto che abbiamo con l’altro diverso da noi il quale, proprio in quanto diverso, non sta lì a nutrire il nostro narcisismo nè a fare da specchio alla nostra supremazia. Diversità potrebbe essere ricchezza se riuscissimo a fare a meno del bisogno di consenso in cambio di una possibiità di dialogo. Ma più forte del buon senso credo che sia la paura.

  2. 617
    spazio scrive:

    La guerra in se stesso è razzista

  3. 616
    Mario scrive:

    Vorrei chiedere a chi paventa l’insorgere di una guerra razziale,
    da che parte si schiererebbe.

  4. 615
    ferdinando gallozzi scrive:

    Non so come si sono svolti i fati che hanno portato all’assassinio
    del giuovane di colore a Milano. Certo il fatto è grave e spero che
    l’omicidio non sia stato intenzionale. Comunque, al di la del pur
    tragico episodio c’è da considerare il pericolo che la coabitazione
    di persone, in qualche modo “diverse”può causare al vivere civile.
    Pensate a cosa ci riserverà l’vvednire… Gli Stati Uniti sono
    seduti sulla polveriera razzaile che cercani in tutti i modi di
    esorcizzare non parlan done e vietando di parlarne in modo non
    “buonista”. L’Europa si sta rapidamente avvicinando alla soglia di
    guerra razziale deli USA. Ora negli usa stessi emigrano i
    messicani, da noi ci sono sterminate popolazioni africane pronte a
    venire da noi chiedendo asilo. Ricordate come i goti fuggiti da
    Attila vennero fatti entrare nell’impero romano? Erano poveri e
    laceri ma po..

  5. 614
    Mario scrive:

    Oggi un giovane di colore a Milano è stato ucciso a sprangate.
    Aveva rubato (biscotti, pare). Il razzismo non c’entra, ci si è
    affannati a dire. Il razzismo non c’entra praticamente mai. Quello
    che c’entra sempre è la negazione del razzismo.

  6. 613
    Darthè scrive:

    Per 610 a chi ti riferisci al portavoce di prodi al governo prodi o
    ai falsi comunisti genuflessi a bush e a prodi?
    http://www.youtube.com/watch?v=VN3CZwyJALw

  7. 612
    Mario scrive:

    l’Italia non è più fabbrica della cattiveria di quanto sia il
    mondo, e, nella frase di Machiavelli citata al n. 2, “cattivi”
    significa probabilmente “prigionieri, asserviti”. L’uomo è quello
    che è, e secondo Gesù “nessun uomo è buono”. Ma esistono cattiverie
    ‘di moda’, figlie dello spirito del tempo, e -concordo pienamente
    con Gad Lerner- la peggiore nell’Italia di oggi è di gran lunga è
    il razzismo, che sta salendo di livello in modo costante,
    silenzioso, pervasivo. Chiunque abbia provato, magari una sola
    volta in una classe delle elementari, ad essere schernito o
    allontanato per il paese da cui proviene, sa che la ferita può
    bruciare ancora dopo cinquant’anni. Io spero che L’Infedele non
    molli la presa su questo punto. Mettere in circolazione qualche
    anticorpo contro questa pestilenza è cosa così importante e
    meritoria, che è giusto che le siano sacrificate altre
    considerazioni, forse televisivamente più importanti. Ringrazio Gad
    Lerner per quanto ha fatto finora e spero che continui a farlo.

  8. 611
    Cinzia Simonelli scrive:

    609- Sì, ma la nostra cultura frutto di persone spesso depravate
    dove ci ha portato? Il bello ha maggior valore del Bene? Abbiamo
    creduto in questo, ma alla fine non c’è restato né bello né bene

  9. 610
    ferdinando gallozzi scrive:

    Dico qualcosa di sconvolgetnte se dico che non si può dividere il
    bene dal male con una accetta? era un grande artista eppure
    erapedofilo. Non scordiamo certe cose elementari o non affermiamole
    solo nel contesto che ci fa comodo. Possibile che Mussolini non
    abbia mai fatto nulla di buono nemmeno per sbalgio? Le cose spesso
    le vediamo dal nostro punto di vista e non consideriamo minimamente
    quello degli altri. Un po di umiltà ed intelligen za ci
    aiuterebberol a cpirci meglio. Un esempio di opposti interessi
    inconciliabili à la sessaulità maschi femmina. Persone normali non
    capiscono i gusti dell’altro sesso e spesso li condannano come
    demoniaci. Dobbiamo accettare che ci siano punti di vista ed
    interessi contrapposti ed inconciliabili. Alla fine la ragione va a
    chi vince la guerra. Questa è la verità

  10. 609
    ferdinando gallozzi scrive:

    p.s Baciarle nei film naturalmente. Vedi lo stessso Marpy che
    quando cerca moglie nel re che cerca moglie la cerca in un ambiente
    di nere.

  11. 608
    ferdinando gallozzi scrive:

    Caro Gad. Vuoi veramente dire qualcosa di “polticamente scorretto”
    anche se è la verità? Qualcosa di veramente sconvolgente più
    proibito del tabù dell’incesto? Basta dire che Obama non è nero ma
    è meticcio, mezzo bianco e mezzo nero. Basta dire che sia madre è
    bianca e il padre nero. Sconvolgerai molte menti e diraderai una
    tgerribile ipocrisia che non permete ai neri di baciare sulla bocca
    le bianche e poui vedere che Marpy fa un figlio con una b ellissma
    Spay G.

  12. 607
    Romano Scaffardi scrive:

    A proposito di “cattiveria”, anzi di feroce malvagità (questa senza
    virgolette). Vengoora dall’avere visto su Rai 3 lapuntata de La
    Grande Storia dedicata alla storia delle SS naziste.Forse l’hai
    vista anche tu, caro Gad.Subito mi sono venute in mente le tue
    corrispondenze su Repubblica dai “luoghi della Memoria” e il libro
    di di Littel “Le Benevole”. E l’angoscia e l’orrore non mi hanno
    ancora abbandonato mentre scrivo.Proiettare simili trasmissioni
    nelle scuole superiori: questa la novità che la Gelmini dovrebbe
    introdurre nei programmi; naturalmente se ne guarderà bene :sono
    trasmissioni che propagano l’odio di parte e impediscono il
    superamento delle divisioni! Però, allaluce di quanto sta
    accadendodi questi tempi in Italia, una considerazione mi viene da
    fare. Mi pare che la Germania sia riuscita a fare i conti con il
    suo passato e ,grazie anche al susseguirsi delle nuove generazioni,
    simili orrori non avranno più a ripetersi. Penso invece che in
    Italia tale problema non sia stato risolto:a mio parere in questo
    Paese non si è mai riusciti a fare completamente il conto con il
    passato,non vi èmai stata un vera catarsi,per ignavia, opportunismo
    politico e altre ragioni si è lasciato ricostituire il partito
    fascista,non si sono puniti a suo tempo duramente gli atti di
    violenza, non si fece dopo la guerra una vera epurazione ( vi fu
    addirittura un’amnistia!) Tutto questo ha consentito che
    permanessero in tanti compatrioti quelle idee di razzismo, di
    xenofobia,di violenza che purtroppo si nascondono nella parte
    peggiore di noi e che sono lincubatrice del fascismo ( e del
    nazismo).

  13. 606
    klingsor_w scrive:

    603 – lauta ricompensa? adesso si che ragioniamo!

  14. 605
    adele scrive:

    603- la forma verbale “lascIerà è sicula

  15. 604
    adele scrive:

    602- Non c’è stipendio, la nostra è una fondazione etica che si
    regge sul “buon cuore ” dei nostri assistiti. Serenella che è dama
    liberale assai, sicuramente ci lascierà una lauta ricompensa

  16. 603
    klingsor_w scrive:

    601 – collaboratore?? e quanto è lo stipendio?

  17. 602
    adele scrive:

    598-(Serenella) Il Diritto positivo, per fortuna dà le giuste linee
    guida a una società, di modo che il teorico non produca
    “astrazioni” contra legem e il tabaccaio non segua lo spirito di
    antiche consuetudini.Per ulteriori consulenze, rivolgersi al mio
    collaboratore dott.klingsor_w

  18. 601
    enrico gizzi scrive:

    Scrivi qui il tuo commento E’OVVIO CHE ESPRIMENDO LA PROPRIA
    OPINIONE OGNUNO DI NOI TROVERA’ DEI DETRATTORI ET DEGLI ESTIMATORI
    ET SE ESPRIMERE LE PROPRIE OPINIONI ET BATTERSI X ESSE DIRE ESSERE
    CATTIVI,ù ANCH’IO SONO CATTIVO. SUGGERISCO A GAD DI ANDARE AVANTI
    COSI’. SE NON CI FOSSE L’INFEDELE ET QUALCHE ALTRA TRASMISSIONE
    TIPO “PASS-PARTOUT” ET “LA STORIA SIAMO NOI” LA MIA TV SAREBBE
    GIA’STATA ROTTAMATA DA UN PEZZO!!! SHARE PICCOLO MA DI ALTA
    QUALITA’. NON HO ANCORA RAGGIUNTO IL LIVELLO CULTURALE X VEDERE
    CIAO DARWIN O BUONA DOMENICA…MI SPIACE…VEDIAMO SE MEDICO DI
    FAMIGLIA MI CONSIGLIA UAN LOBOTOMIA. IO LA TUA TRASMISSIONE LA
    RENDEREI OBBLIGATORIA NELLESCUOLE DA VEDERE ET COMMENTARE!! E LO
    DICE UNO CHE NON E’SICURAMENTE DI SINISTRA E TANTO MENO SI
    RICONOSCE IN QUESTA NUOVA DESTRA CHE MI SEMBRA PEGGIO DELLA BALENA
    BIANCA D.C. ENRICO

[13] 12 11 10 9 8 7 6 5 4 31 » Mostra tutti i commenti


Lascia un tuo Commento

Se sei già iscritto a questo blog Entra oppure Registrati inserendo i tuoi dati nel form che trovi in alto a destra di questa pagina. Puoi lasciare un commento anche se non sei registrato.

I commenti di questo blog sono sotto monitoraggio delle Autorità.

Ti preghiamo di mantenere i toni della discussione entro i limiti di buona educazione e netiquette in essere come regole del blog.
Inoltre usa con moderazione i seguenti comandi di formattazione testo.
[?]

3 feb - 7:57: Quel Rutelli in tv non mi ha convinto proprio. Troppi lamenti postumi sul latte versato e l'onore intonso ...

Lascia un commento 78 commenti