Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Il principale canale televisivo pubblico di questo paese sta dedicando ben quattro prime serate al concorso di Miss Italia, in cui vengono scrutati e votati centinaia di corpi femminili. Dubito che ciò accada in altre nazioni progredite.
La più nota manifestazione culturale di un partito di governo si chiama Miss Padania, celebrata alla presenza del suo segretario politico che è anche ministro della Repubblica.
Notevole clamore suscitò la presenza al Telegatto del futuro ministro alle Pari Opportunità, particolarmente ammirata in tale circostanza dall’attuale presidente del Consiglio. La stessa Mara Carfagna, del resto, deve la sua prima notorietà a spettacoli televisivi incentrati sull’esibizione seduttiva della femminilità.
La mercificazione del desiderio sessuale maschile è un fenomeno esasperato da tale offerta consumistica, che viene riconosciuta fra le cause principali del boom della prostituzione. Comprare le prestazioni di una donna –in un contesto culturale che autorizza la mortificazione pubblica della sua dignità- è scorciatoia considerata sempre meno riprovevole, come dimostra l’espansione del mercato anche fra i giovani e le fasce sociali abbienti. La fatica di un rapporto sentimentale, la ricerca di partner gratificanti in quanto corrispondono al modello pornografico televisivo, determinano fenomeni crescenti di violenza sopraffattrice e di impotenza. Moltiplicano il bisogno di incontri occasionali e le frustrazioni di coppia.
Eludendo tale enorme questione culturale, che incrementa il mercato delle ragazze dell’est e di colore con il falso mito della loro sottomissione, oggi il governo accomuna nella sbrigativa nozione di “reato” le prostitute e i loro clienti. Si illude di fare pulizia, compiendo un passo indietro di mezzo secolo. Al contempo bacchettona e sporcacciona, nel segno dell’ipocrisia, la destra di governo legifera sovrapponendo il volto di uno Stato intrusivo nel magma dell’eros da marciapiede. Quelle ragazze si vendono sotto giganteschi tabelloni pubblicitari di cui riproducono la volgarità. Tanto bastò, nel giugno scorso, perché un emendamento al decreto sulla sicurezza poi ritirato le indicasse tra le “persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità”. Un binomio ideologico che è tutto un programma: “sicurezza” e pubblica moralità”, ovvero Autorità e Valori.
Ma ora che il disegno di legge Carfagna aggiunge tra i colpevoli pure i loro clienti, il decisionismo governativo deve per forza autolimitarsi, occupandosi solo della visibilità del fenomeno: punibile sarà la prostituzione di strada, indubbiamente sgradevole per molte categorie di cittadini perché contribuisce al degrado urbano.
Il ministro Carfagna dichiara “orrore” di fronte alle persone che vendono il loro corpo, senza distinguere fra coloro che lo fanno per scelta (quanto libera?) e quelle sfruttate da organizzazioni criminali. Si espone così all’obiezione della portavoce delle prostitute Carla Corso, la quale le ricorda che -sebbene in forma diversa- anch’essa ha utilizzato la desiderabilità del suo corpo per conseguire il successo professionale. Ma pur senza addentrarsi nel rapporto elusivo e insincero con il proprio passato del ministro Carfagna, è lecito chiederle: se la prostituzione è un “orrore”, perché vietarla solo per strada?
Vietare la prostituzione di strada sarebbe accettabile –così come la legge già punisce i rapporti a pagamento con minorenni e il racket- se contemplasse ambiti legali e tutelati per il sesso mercificato. Invece la falsa categoria dell’”orrore” –che è solo un’invettiva, una manifestazione di disprezzo, e consente di chiudere gli occhi di fronte alla malattia dell’amore degradato- viene esibita per negare pure l’alternativa di una prostituzione esercitata in luoghi più degni. Cioè per evitare scelte politiche che la stessa dottrina cattolica accetta come “riduzione del danno”.
Non stupisce allora che la stessa Caritas si opponga al nuovo reato di “prostituzione di strada”, denunciando il rischio di favorire lo sfruttamento nella clandestinità delle persone più deboli. Così come il “reinserimento nel paese d’origine” dei minorenni risponde più a una logica di espulsione sbrigativa che di accudimento pietoso.
Se davvero venisse applicato l’arresto e l’incarcerazione di prostitute e clienti, al di là di qualche retata spettacolare da trasmettere nei telegiornali, le nostre prigioni ne verrebbero ben presto saturate. Suppongo che le forze dell’ordine impegnate sul fronte del crimine abbiano altre priorità, e dunque non si preveda di andare oltre l’effetto dissuasivo e simbolico. Anche se con la capienza degli istituti di pena non si può scherzare a lungo: tra non molto, c’è da giurarci, il decisionismo governativo troverà il modo di importare pure in Italia il business delle carceri private, unica soluzione per una popolazione detenuta destinata a rapido incremento.
Avremo con ciò un paese più pulito o più sporco? Davvero qualcuno crede che la lezione di morale sessuale del ministro Carfagna risulti credibile ai suoi stessi elettori? E che questa destra diretta emanazione dello show business televisivo, specializzato in vallettopoli, sappia tutelare il rispetto per il corpo femminile?
La prostituzione è un fenomeno alimentato dalla povertà e dalla misoginia reazionaria, cause difficili da estirpare. E infatti secoli di storia del potere italiano, clericale e libertino, narrano di vizi occultati e di svergognate colpevoli puttane. Il futuro non promette di meglio.





19 aprile, 2009 alle 7:55 pm
Per un uomo che non sa dove sbattere la testa. Ecco per che vanno a trovare consolazione nella strada. E parte del mondo di questa mentalità dove non ci sono regole per fermare alla fantasia del uomo ed della dona. ( Ma si un giorno ogni uno di noi troveranno la nostra anima gemella che ci farà sbattere il cuore nell’ spazio più umile della nostra casa. Allora si posiamo dire non a la prostituzione non a le cose banali di questo mondo…. Ma per arrivare a questo dobbiamo ancora lavorare per noi stessi …prima di parlare degli altri.
29 gennaio, 2009 alle 3:03 pm
intanto dall’Islanda arriva una buona notizia!
http://www.leggo.it/articolo.php?id=14517
da sottolineare il consenso visto che il paese sta attraversando una grave crisi economica!
29 gennaio, 2009 alle 2:48 pm
Complimenti per il vostro sito, seguo attentamente tutte le vostre discussioni. Credo vi sia utile leggere gli articoli sul sito http://acquistoviagra.it dove offrono un servizio medico gratuito per tutti coloro che soffrono di impotenza e dove la farmacia associata puo’ prescrivere il viagra< / a > senza bisogno di ricetta medica. Cordiali saluti.
29 settembre, 2008 alle 6:37 pm
E’ la cultura imperialista usa che piace tanto ai miliardari del comando piddino. Del resto basta riflettere che questi spettacoli trash ci sono in tutte le reti tv; la moglie di rutelli notissimo "gerarca" del PD
lavora per la tv di berlusconi….. è detto tutto!
20 settembre, 2008 alle 4:08 pm
615- Serenella, non conosco la storia ma da come dici quella era prima schiava che prostituta (io il “pelo sullo stomaco” lo attribuivo alle prostitute per scelta). Quello è coraggio, per me il vero coraggio è nel rifiuto di prostituirsi –e non mi riferisco solo alla prostituzione del corpo-, non ho mai detto il contrario. Io sono sempre rimasta colpita da un episodio. Anni fa l’attore Hugh Grant fu trovato con una prostituta di colore e multato. Del fatto parlarono tutti e la donna, che tutti volevano intervistare, guadagnò molto. Tempo dopo i tg (perché ormai i tg parlano di questo) dissero che era tornata povera e di nuovo a prostituirsi. Ancora mi sto chiedendo il perché. Evidentemente il rispetto per se stesse non si conquista coi soldi. Difficile avere rispetto per se stesse in un mondo dove le prostitute vengono più apprezzate di chi non si prostituisce
20 settembre, 2008 alle 2:42 pm
597 Cinzia certo che come coraggio o pelo sullo stomaco se vuoi ne ha dimostrato la prostituta che ha denunciato nei giorni scorsi gli sfruttatori che avanzavano da lei (?!)
50.000 euro e avevano già ucciso tutti i suoi famigliari in patria.Direi che non si trattava di libera scelta della professione e che forse sarebbe il caso di vederla come una falla molto grossa della nostra giustizia, non solo l’unica naturalmente.
20 settembre, 2008 alle 2:36 pm
cinzia devi solo cliccare sul url poi ti iscrivi al forum e quindi partecipi scrivendio tutto quello che ti pare
20 settembre, 2008 alle 2:12 pm
612- Ho provato ma non ho capito come si fa
20 settembre, 2008 alle 2:10 pm
Cara Cinzia,
io ti ho postato un commento al tuo commento di commander sul forum di PANORAMA:
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?pid=155129#p155129
Ho postato la tua replica ma se vuoi puoi fargliela direttamente sul forum di Panorama
Grazie
Antonio Bruno
20 settembre, 2008 alle 1:45 pm
610 x Antonio (609)
20 settembre, 2008 alle 1:27 pm
Mi stai dicendo che per essere considerata una persona piena d’umanità devo cominciare a vendermi? Per me già questo è un discorso perverso. Ma io sono donna quindi non capisco. Perché qui come sempre si sta parlando delle vostre esigenze. Delle esigenze delle mogli o delle prostitute ovviamente non si discute. Noi non possiamo permetterci d’avere esigenze, d’essere amate, capite e rispettate. Noi esistiamo solo in funzione delle vostre esigenze. E chi meglio delle p.?
“Per una donna, naturalmente, è altrettanto sfavorevole se un uomo l’avvicini senza tutta la sua potenza quanto lo è se alla sopravvalutazione di cui la fa oggetto quando egli è innamorato, si sostituisce dopo averla posseduta una sottovalutazione. Nelle donne praticamente non esiste questo bisogno di degradare l’oggetto sessuale”. (Freud “Sessualità e vita amorosa”)
Questo “bisogno di degradare l’oggetto sessuale” ha, nel pagare una prostituta, la sua apoteosi. Considerando poi che gran parte della vostra “virilità” oggi è frutto del viagra, mi pare proprio che voi uomini dobbiate mettere in discussione voi stessi e non più le donne. Donne uccise, picchiate, abusate psicologicamente e sessualmente. Anche tutto ciò è colpa di noi donne?
20 settembre, 2008 alle 12:44 pm
per cinzia dal forum di panorama
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=12651&p=2
Guarda che De Andrè, in Bocca di Rosa come in Via del Campo, voleva solo dire che può esserci più umanità in una prostituta che in una persona così detta per bene, uomo o donna che sia.
E poi, se è doveroso per un uomo chiedersi il motivo vero per cui va a prostituta, altrettanto dovrebbe interrogarsi una moglie o una fidanzata il cui compagno ha "trasgredito". Senza pensare di essere sempre dalla parte del giusto in quanto moglie o donna per bene, e sopratutto senza credere che la sessualità maschile sia in sè perversa o sbagliata.
commander
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19 settembre, 2008 alle 6:09 pm
Cara Cinzia,
il percorso della consapevolezza è imprevisto e imprevedibile. Già il fatto di cercarla (la consapevolezza) è foriero di avventure inimmginabili. Io penso che non dipenda completamente da noi. Ma allo stesso tempo ritengo che se noi non lo desideriamo intensamente, pronti a mettere in gioco tutto pur di raggingerla non la raggiungeremo mai. Una volta consapevoli l’amore diviene frutto conseguenziale. Nessuno può fare del male consapevolmente.
Cordialmente
Antonio Bruno
19 settembre, 2008 alle 4:25 pm
606- Caro Antonio, diventiamo coscienti ed impareremo ad amarci. Voglia di vendicarmi? No, la mia è voglia di un’umanità migliore che si perdoni di meno ed ami di più
19 settembre, 2008 alle 4:18 pm
Cara Cinzia,
lo so che dal tuo punto di vista ti ritrovi a non comprendere questa assurda confusione del maschio. Lo so!
Ma non puoi scrivere che non lo sapevi, non puoi scrivere che questa situazione che si perde nella notte dei tempi e che non trova periodi che ne siano esenti ti lascia perplessa o dubbiosa.
Io credo che l’amore sia un processo faticoso, anzi un percorso doloroso. Non può essere racchiuso in un contratto tra persone inconsce che desiderano essere amate.
Se tu chiedi a te stessa cosa vuoi, ti risponderai che vuoi essere amata. Lo stesso tuo marito. In egual modo la tua vicina e i tuoi conoscenti.
I bambini vogliono essere amati, anzi lo pretendono! E hanno ragione.
Ma non ci si sposa tra bambini! Non ci si dovrebbe sposare tra bambini. Ed ecco spiegato ciò che io ho definito confusione.
Mi sembrava evidente che gli aggettivi usati da De Andrè fossero un modo per esprimere l’amore (amor sacro) e l’egoismo (l’amor profano).
Ma sei accecata dalla Tua giusta rabbia, la rabbia di donna ferita accecata dalla voglia di vendicarsi!
Hai tutta la mia solidarietà. Ma ricorda che Gesù sulla croce disse di perdonare chi non da quello che fa, di perdonare gli inconsci. Noi uomini siamo inconsci, allo stesso modo di voi donne.
Perdoniamoci e con il tempo impareremo ad amarci
Cordialità
Antonio Bruno
17 settembre, 2008 alle 7:55 pm
603- Non voglio risolvere il vostro dubbio amletico, se “alle
soglie di casa di Bocca di Rosa” state cercando l’amore vero. Però,
finché si dipingeranno le prostitute come angeli e le mogli come
cagnette, poi non lamentiamoci se le nostre figlie ambiscono a
divenire veline, miss italia e vedono nel proprio corpo tutte se
stesse. Un po’ più di coscienza. Comprendere le prostitute va bene,
ma non per questo si può dimenticare tutto il resto. Se non fosse
sempre stata dipinta la prostituta come il Femminile pienamente
espresso e la casalinga come la cagnetta acida e disperata, magari
oggi i valori tra le giovani generazioni sarebbero diversi. Il
giorno in cui ci saranno uomini orgogliosi (o che almeno non si
vergogneranno) di avere per madri, mogli, figlie e nipoti delle p.,
allora smetterò di considerare ipocrite le parole di chi non prova
disprezzo per quella professione. Ma se quel giorno venisse sarebbe
ancor più triste di ora
17 settembre, 2008 alle 1:26 pm
603- Caro Antonio, ci vieni ancora a parlare di amore sacro e
profano? Se è così l’amore sacro è per la vostra mamma (anche tu
parli di vergine, madre) e l’amor profano è per la prostituta – se
vuoi essere fino in fondo fedele alla morale cattolica. E le mogli
e fidanzate sono “le cagnette cui è stato sottratto l’osso”. Dov’è
la poesia in questa frase di De Andrè? Se per andare a prostitute/i
dovete giustificarvi dando di mogli e fidanzate un’immagine pessima
e attribuendo alla p. una visione angelica, allora perché non
sposarvi la seconda? Bocca di rosa, Pretty Woman, Bella (di via col
vento), le prostitute nel Vangelo, ecc., cattive mai le prostitute
nella nostra cultura. Ti sembra realistico? Se sono tanto buone ed
anche brave a letto, allora perché non sceglierle come spose
perfette? Distinguere l’amore tra sacro e profano è annullare
l’amore, è renderlo schiavo della competizione. Abbassarsi a tanto
è perdere l’amore in sé. Scegliete le prostitute, se tanto vi
piacciono. Tra riprendersi l’”osso” e l’amore, io scelgo il 2°.
Fatevi pure spolpare dalle p., se non sapete donare pienamente il
vostro cuore non meritate altro. Se non sapete vedere né rispettare
l’anima di una donna onesta, allora tenetevi i vostri angeli
prezzolati. Per amare la nostra anima dovreste perdere la vostra
presunzione. Con una p. al fianco e la mamma sempre compiacente –e
poi dal confronto con una p. uscirà sicuramente vincente- potete
invece credervi i migliori e, lungo la via della menzogna, trovare
il vostro paradiso terrestre in una discarica senza mettervi in
discussione. Ma è proprio vero che chi s’accontenta gode? In mezzo
a tanto squallore neanche una cagnetta senz’osso ci starebbe.
Parlar male delle prostitute è considerato essere contro le donne.
E dire cagnette alle mogli è invece rispettoso? Chi difende il
diritto delle mogli a un amore fedele, a non esser definite
“cagnette” dai puttanieri? E poiché quella delle mogli è una
categoria numericamente maggiore, credo sia più giusto, anche per
questo, essere contro le prostitute.
Se farsi pagare per un atto che dovrebbe essere d’amore non è
disprezzato, come apprezzare l’amore vero? Tenetevi quello
taroccato, quello vero ai vostri occhi è menzogna. Se nella nostra
anima vedete satana, allora come non farsi sedurre dalle lusinghe
di una p.? Finché col vostro Ego identificherete dio, la verità, il
bene, parlare di amore non può che essere blasfemo. L’amor proprio
è l’unico amore che conoscete e col sacro non ha nulla a che
vedere. Le madri e le p., che rispettano il vostro ego tiranno,
sono vestali della religione del fallo ed infedeli al bene vero e a
Dio
17 settembre, 2008 alle 9:32 am
E vennero a prenderla quattro gendarmi con i pennacchi e con le
armi di Antonio Bruno Se ne sentono tante e se ne scrivono di tutti
i colori sull’amor profano cantato dal compianto Fabrizio De Andrè
nella sua Bocca di Rosa invisa alle donne e coccolata dagli uomini
del paese. Quindi non avendo l’obbligo di conoscere le ragioni che
determinano le ire delle signore quando vengono in contatto, per
invasione territoriale, con le Bocca di Rosa italiche e migranti
desidero chiedermi cosa penso io del mestiere più vecchio del
mondo. Intanto c’è da chiedere a me stesso cosa è che mi fa
scrivere dell’amor profano che, a questo punto, per i fatti di
questi giorni, non è più in convivenza pacifica con l’amor sacro.
Ho la voglia di scriverne sollecitato dal disegno di legge
presentato della bellissima e raffinatissima Maria Rosaria Carfagna
detta Mara (Salerno, 18 dicembre 1975) dall’8 Maggio 2008 Ministro
per le Pari Opportunità del IV Governo Berlusconi e approvato dal
Consiglio dei Ministri che prevede sia per Bocca di Rosa, che per
quelli che vanno a salutarla alla stazione, la prigione dopo
l’arresto ad opera dei quattro gendarmi con i pennacchi e con le
armi. Già! Perché Bocca di Rosa non può stare in un luogo pubblico
né può essere salutata in un luogo pubblico in quanto ciò
costituirà reato punito con la prigione e senza passare dal via.
Intanto rassicuriamo tutti dicendo che non si va in prigione se si
va a casa di Bocca di Rosa per fare una visita d’amicizia e ci si
trattiene per scambiare le reciproche impressioni o colloquiare
sulle ultime esperienze della vita. Ciò è ammesso anche se, la
dolcissima e sensuale Ministro, sostiene che lei non approva nella
maniera più assoluta questo andare a far visita a Bocca di Rosa.
Mia moglie la pensa come la delicata, dolce e sensuale Ministro Sua
Eccellenza l’Avv. Carfagna. Penso che, se chiedi a tua moglie o
alla tua fidanzata, che cosa pensa su questo fatto di andare a casa
della bella Bocca di Rosa, scoprirai che la pensa esattamente come
il Ministro e mia moglie. Le Signore non fanno distinzioni circa la
sussistenza di un reato di Alto Tradimento familiare tra caso di
incontro con Bocca di Rosa in luogo pubblico e incontro con Bocca
di Rosa a casa di Bocca di Rosa. Lei ti punisce con il massimo
della pena anche se vai a farle visita a casa. Anzi, se vai a casa
di Bocca di Rosa, oltre all’esilio dalla camera da letto, come nel
caso in cui vai a trovarla all’incrocio con la statale, si somma
una fustigazione giornaliera con gatto a nove code e a letto senza
cena (il letto è un panca di freddo marmo). Quindi l’unica
differenza che c’è tra incontro pubblico con Bocca di Rosa e
incontro a casa di Bocca di Rosa è per lo Stato, per tua moglie o
per la tua fidanzata tu Bocca di Rosa non la devi incontrare e
…basta! Questa storia che Bocca di Rosa molte volte è schiava di un
Orco Cattivo e pregiudicato con una serie di tatuaggi che gli
spuntano anche dalla lingua e con automobile esclusivamente VOLGARE
è come per i Rifiuti Solidi Urbani che si sa! abitualmente hanno
infiltrazioni gestionali da parte della Malavita Organizzata che ci
sguazza, li smista, li sotterra e li dematerializza. Ma è di
fondamentale importanza che ci sia lo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani e nessuno si sognerebbe di vietare ai camion di
raccogliere giornalmente la spazzatura per privare la malavita
organizzata del piacere di gestirla. E’ inutile far finta di nulla,
tutti quelli che andavano alla stazione poi, quando Bocca di Rosa è
arrivata alla stazione successiva, sono andati anche li, e insieme
agli indigeni hanno continuato a frequentare Bocca di Rosa a casa o
in luogo pubblico. L’amore sacro, quello che ti fa sentire suonare
le campane quando arriva tua moglie o la tua fidanzata, l’amore
sacro che ti mette in allegria quando devi tirare su i figli che
allettano le tue giornate familiari, l’amore sacro che ti consente
di essere sostenuto nella sconfitta e moderato nella vittoria E’
SOPRANNATURALE, è un fatto che non dipende dalla situazione
ormonale ed emotiva. L’amore sacro E’ UN GROSSO PALO FICCATO SINO
NEL PROFONDO NELLA MADRE TERRA E LI RIMANE PER SEMPRE IN ETERNO!
All’amore sacro si arriva per grazia, non è umanamente possibile
pensare di raggiungere da soli l’amore sacro. Ecco perché è
assolutamente comprensibile la sussistenza dell’amore profano che
in un equilibrio dinamico convive pacificamente con quello sacro al
quale tendiamo tutti con la Vergine in prima fila e bocca di rosa
poco lontano si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor
profano. Voleva l’amore anche quella grande superfiga che doveva
essere la Samaritana che aveva AVUTO 5 MARITI E CONVIVEVA CON UN
SESTO UOMO CHE NON ERA SUO MARITO, perché ai tempi di Gesù, 2008
anni fa, le donne erano poco più che cose e non avevano la men che
minima possibilità di lasciare un marito. Se la Samaritana ne aveva
avuti 5 di mariti era perché chi prendeva il posto del precedente
era forte e potente tanto da rimanere indenne alle ire di quello
cacciato. Inoltre se la Samaritana non avesse avuto pretendenti e
avesse deciso di lasciare sua sponte il marito quest’ultimo avrebbe
reagito alla CUMPARE TURIDDU e, probabilmente, Gesù non avrebbe mai
incontrato quella donna e il Vangelo non avrebbe avuto
quell’episodio. Bene la donna cercava l’amor sacro (quell’acqua che
disseta, l’acqua viva che se bevuta non ti fa più avere sete ) e
quando si accorgeva che invece era l’amor profano (acqua neppure
minerale che quando la bevi poi ti viene sete di nuovo) intentava
di riparare attraverso un altro uomo, il prossimo che è come l’erba
del vicino. E che facciamo noi quando seguiamo la spinta
dell’emozione che ci fa provare quella forte attrazione che ci
porta sino alle soglie di casa di Bocca di Rosa? Lo so, lo so a
cosa stai pensando. E’ perché sei accecato, sei inconscio, tu stai
cercando l’amore e non lo sai. Tutti stiamo cercando l’amore,
quello sacro, quello vero e molte volte ci cacciamo nei guai perché
siamo nelle tenebre dove magari rischiamo di confondere un uomo con
una donna e l’attrazione che proviamo la scambiamo per amore. Sua
Eccellenza il Ministro e le donne che leggono sappiano che anche
noi uomini cerchiamo sempre l’amore e soprattutto quando non lo
sappiamo. Solo che siccome non lo sappiamo eccoci con il piede che
non sa quale sia la scarpa come quello di cenerentola che la
perdette e quindi….ma questa è un’altra storia.
16 settembre, 2008 alle 9:19 pm
Vietare la prostituzione in strada non è altro che un passo verso,
e non contro, lo sfruttamento della prostituzione, che è la vera
piaga da estirpare.
16 settembre, 2008 alle 9:14 pm
bene, cercavo un luogo dove dire. avevo bisgono di qualcosa di più
diretto di queste pratiche telematiche cui non sono familiare.
Cercavo, tuttavia. Per grazia esistenziale e laicamente sentita, mi
va di cercare nelle zone di Gad Lerner. Parlo dei bacchettoni
puttanieri perchè mi pare categoria sufficientemente comprensiva di
tutto ciò che mi ulcera l’anima. Sì, bacchettoni puttanieri.
Arroganza del lupo contro l’agnello, di chi induce e di chi sceglie
di ostentare violenza contro chi vive e respira. Mille casi da
raccontare, mille contesti lavorativi da illustrare, mille
contingenze esistenziali da condividere, mille pensieri da vivere
con esseri umani che ancora vivono. Grazie a chi mi dà, la fiducia
nella voglia di poterlo fare. Non tedio con i tecnicismi della mia
trascurabile -sebbene casisticamente rilevante- esistenza. Dico
solo che sono al punto in cui vedo quanto sia difficile rubare, per
chi non è “geneticamente” o “ambientalmente” predisposto, e quanto
sia salutare ed esistenzialmente necessario pensare, creare,
amareggiarsi e condividere qualcosa che abbia il colore della
libera scelta e della responsabilità indi individualmente
collettiva. Jonas, Baumann, Snoopy…Grazie!
16 settembre, 2008 alle 2:28 pm
[...] Vezzali che si farebbe volentieri toccare dal Cavaliere, dopo
che Gad Lerner prima ci parla di Bacchettoni e Puttanieri e poi
manda la Moratti ai funerali di Abba, dopo aver ascoltato Travaglio
con La Politica delle [...]
16 settembre, 2008 alle 11:21 am
Su rai due stanno discutendo di prostituzione