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    Bacchettoni e puttanieri

    venerdì, 12 settembre 2008

    Rassegna Stampa

    Bacchettoni e puttanieri

    Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
    Il principale canale televisivo pubblico di questo paese sta dedicando ben quattro prime serate al concorso di Miss Italia, in cui vengono scrutati e votati centinaia di corpi femminili. Dubito che ciò accada in altre nazioni progredite.
    La più nota manifestazione culturale di un partito di governo si chiama Miss Padania, celebrata alla presenza del suo segretario politico che è anche ministro della Repubblica.
    Notevole clamore suscitò la presenza al Telegatto del futuro ministro alle Pari Opportunità, particolarmente ammirata in tale circostanza dall’attuale presidente del Consiglio. La stessa Mara Carfagna, del resto, deve la sua prima notorietà a spettacoli televisivi incentrati sull’esibizione seduttiva della femminilità.
    La mercificazione del desiderio sessuale maschile è un fenomeno esasperato da tale offerta consumistica, che viene riconosciuta fra le cause principali del boom della prostituzione. Comprare le prestazioni di una donna –in un contesto culturale che autorizza la mortificazione pubblica della sua dignità- è scorciatoia considerata sempre meno riprovevole, come dimostra l’espansione del mercato anche fra i giovani e le fasce sociali abbienti. La fatica di un rapporto sentimentale, la ricerca di partner gratificanti in quanto corrispondono al modello pornografico televisivo, determinano fenomeni crescenti di violenza sopraffattrice e di impotenza. Moltiplicano il bisogno di incontri occasionali e le frustrazioni di coppia.
    Eludendo tale enorme questione culturale, che incrementa il mercato delle ragazze dell’est e di colore con il falso mito della loro sottomissione, oggi il governo accomuna nella sbrigativa nozione di “reato” le prostitute e i loro clienti. Si illude di fare pulizia, compiendo un passo indietro di mezzo secolo. Al contempo bacchettona e sporcacciona, nel segno dell’ipocrisia, la destra di governo legifera sovrapponendo il volto di uno Stato intrusivo nel magma dell’eros da marciapiede. Quelle ragazze si vendono sotto giganteschi tabelloni pubblicitari di cui riproducono la volgarità. Tanto bastò, nel giugno scorso, perché un emendamento al decreto sulla sicurezza poi ritirato le indicasse tra le “persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità”. Un binomio ideologico che è tutto un programma: “sicurezza” e pubblica moralità”, ovvero Autorità e Valori.
    Ma ora che il disegno di legge Carfagna aggiunge tra i colpevoli pure i loro clienti, il decisionismo governativo deve per forza autolimitarsi, occupandosi solo della visibilità del fenomeno: punibile sarà la prostituzione di strada, indubbiamente sgradevole per molte categorie di cittadini perché contribuisce al degrado urbano.
    Il ministro Carfagna dichiara “orrore” di fronte alle persone che vendono il loro corpo, senza distinguere fra coloro che lo fanno per scelta (quanto libera?) e quelle sfruttate da organizzazioni criminali. Si espone così all’obiezione della portavoce delle prostitute Carla Corso, la quale le ricorda che -sebbene in forma diversa- anch’essa ha utilizzato la desiderabilità del suo corpo per conseguire il successo professionale. Ma pur senza addentrarsi nel rapporto elusivo e insincero con il proprio passato del ministro Carfagna, è lecito chiederle: se la prostituzione è un “orrore”, perché vietarla solo per strada?
    Vietare la prostituzione di strada sarebbe accettabile –così come la legge già punisce i rapporti a pagamento con minorenni e il racket- se contemplasse ambiti legali e tutelati per il sesso mercificato. Invece la falsa categoria dell’”orrore” –che è solo un’invettiva, una manifestazione di disprezzo, e consente di chiudere gli occhi di fronte alla malattia dell’amore degradato- viene esibita per negare pure l’alternativa di una prostituzione esercitata in luoghi più degni. Cioè per evitare scelte politiche che la stessa dottrina cattolica accetta come “riduzione del danno”.
    Non stupisce allora che la stessa Caritas si opponga al nuovo reato di “prostituzione di strada”, denunciando il rischio di favorire lo sfruttamento nella clandestinità delle persone più deboli. Così come il “reinserimento nel paese d’origine” dei minorenni risponde più a una logica di espulsione sbrigativa che di accudimento pietoso.
    Se davvero venisse applicato l’arresto e l’incarcerazione di prostitute e clienti, al di là di qualche retata spettacolare da trasmettere nei telegiornali, le nostre prigioni ne verrebbero ben presto saturate. Suppongo che le forze dell’ordine impegnate sul fronte del crimine abbiano altre priorità, e dunque non si preveda di andare oltre l’effetto dissuasivo e simbolico. Anche se con la capienza degli istituti di pena non si può scherzare a lungo: tra non molto, c’è da giurarci, il decisionismo governativo troverà il modo di importare pure in Italia il business delle carceri private, unica soluzione per una popolazione detenuta destinata a rapido incremento.
    Avremo con ciò un paese più pulito o più sporco? Davvero qualcuno crede che la lezione di morale sessuale del ministro Carfagna risulti credibile ai suoi stessi elettori? E che questa destra diretta emanazione dello show business televisivo, specializzato in vallettopoli, sappia tutelare il rispetto per il corpo femminile?
    La prostituzione è un fenomeno alimentato dalla povertà e dalla misoginia reazionaria, cause difficili da estirpare. E infatti secoli di storia del potere italiano, clericale e libertino, narrano di vizi occultati e di svergognate colpevoli puttane. Il futuro non promette di meglio.

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    Articolo di:

    Gad - che ha scritto 1436 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    « 13 12 11 10 [9] 8 7 6 5 4 31 » Mostra tutti i commenti

    1. 450
      agnostico scrive:

      credo di essere fortunato ———– ma hai 40 anni? sei più
      vecchio di me!

    2. 449
      Drake Oldsail scrive:

      447 – “E allora questi cazzo di fascisti dov’erano
      rintanati?”
      Nelle fogne!
      :P

    3. 448
      Andy Straw scrive:

      E cosa ha detto La Russa di straordinariamente grave? Mi vien da
      ridere quando penso al pericolo fascista. Quando si votò nel 1947,
      le prime elezioni della Repubblica, i cosidetti partiti
      postfascisti presero preferenze nell’ordine dell’1-2%. La Dc era
      sul 30e passa per cento, i partiti della sinistra pure. E allora
      questi cazzo di fascisti dov’erano rintanati? Nella dc? nelle
      chiese? Ne isindacati? Nelle feste dell’Unità? Ma per l’amor di
      Dio. Se il Presidente dice parole così grevi sulla questione, ci
      dica palesemente se c’è il pericolo di ricostituzione del partito
      fascista e se nelle vene della società civile esiste la possibilità
      di una adesione. Non fatemi ridere, va là….

    4. 447
      agnostico scrive:

      Un assassinio di stato c’ è quando il parlamento fa uccidere
      qualcuno, altrimenti è un assassinio di singoli.

    5. 446
      VAN BASTEN scrive:

      Un solo diritto ha Sofri,chiedere perdono per tutto il male che ha
      contribuito ad arrecare a tante vittime del terrorismo!!La smetta
      di essere vittima lui è dalla parte dei CARNEFICI…..buffone!!!

    6. 445
      ubik scrive:

      @ l’agnostico. credo di essere fortunato , ma da me cinismo e
      disincanto non hanno attecchito, quindi mi affeziono alle persone e
      alle loro storie. Se tu sei più smagato buon per te, vecchio!

    7. 444
      Andy Straw scrive:

      ADELE, il tuo ragionamento ha un limite preciso: Sofri nel
      sostenere la propria innocenza non può prescindere dal fatto che la
      propria innocenza andava proclamata nelle aule di Tribunale
      portando a quel tempo ed in quella sede piena luce su uomini e
      fatti dell’epoca, cosa che Sofri si ostina a non fare. Quindi Sofri
      proclama un’innocenza che può valere per se stesso, che può valere
      per riconciliarsi con se stesso, ma la sua innocenza non può essere
      legittimata dallo Stato per ciò che ancora continua a non voler
      dire. Ciò non di meno è per lo meno curioso che questo Stato si
      faccia dare del “terrorista” senza nemmeno sentire la necessità di
      rispondere a questa pesantissima accusa: come se in sostanza lo
      Stato confermasse. E perchè? Uno Stato terrorista, lo chiedo anche
      al presidente della repubblica, è forse uno Stato in linea con i
      principi della Carta? Dai silenzi di questi giorni pare di sì’.

    8. 443
      Drake Oldsail scrive:

      Nel ‘72 io avevo già 14 anni, e all’epoca, benché solo
      ideologicamente ero vicino a Lotta Continua. Dopo le stragi
      fasciste delle quali non si conoscevano i colpevoli la rabbia la
      faceva da padrona, e la morte di Pinelli ebbe un ruolo fondamentale
      nella vicenda calabresi. Chiedo a voi – facendo un’ipotesi assurda
      - se berlusconi volasse fuori dalla finestra dell’ufficio di Di
      Pietro, a chi attribuireste la colpa? Questo non giustifica
      un’assassinio, ma in qualche modo può spiegarlo, se si valutano
      bene le circostanze. Sofri avrà avuto una ventina d’anni o poco più
      all’epoca, e Gad Lerner ne avrà avuti 18. L’articolo che scrisse
      allora Sofri denota tutta la giovanile incoscienza/irruenza e la
      rabbia che in quegli anni si stava propagando parimenti sia in
      ambienti di destra che di sinistra. La reale parte che lui ha avuto
      nell’omicidio di Calabresi, la conosce soltanto lui. Certo mi pare
      oltremodo stupido – e Sofri non è stupido – progettare un
      assassinio pubblicizzandolo con un’articolo di giornale a propria
      firma… e ancor più gridare dopo “giustizia è fatta”. Comunque,
      lui è uno di quelli che ha pagato care le proprie enunciazioni e
      Calabresi sarebbe ancora vivo se lo stato avesse avuto
      l’obiettività ed il coraggio di punire i/il vero/veri colpevoli.
      Sofri ha quindi oggi diritto di parlare come chiunque altro ha
      diritto di controbattere, ma non ci si può indignare per le sue
      parole di oggi se non ci si indigna per le gravi parole di altri
      che fanno parte delle istituzioni. Ecco perché – ripeto – sono
      stato favorevolmente colpito dalla chiara presa di posizione
      antifascista di Fini davanti alla platea dei giovani di AN…
      qualcuno dovrebbe prenderne esempio!

    9. 442
      adele scrive:

      “la Carta Costituzionale è violata nei suoi principi se a parlare
      sono i fascisti, ma non lo è se a parlare è un ex di Lotta Continua
      che si è macchiata di sangue a più non poss? Forse che quella
      stagione di lotta era in linea con il dettato costituzionale? Che
      qualcuno risponda per favore, Capo di Stato compreso se può (anche
      se dovrebbe).”
      Se dovessimo rispettare rigidamente la logica delle tue
      affermazioni: In galera, per reato d’opione ci finirebbero ogni
      giorno, centinaia di persone. C’è una bela differenza che ancora
      non si è compresa appieno: LE DICHIARAZIONI EVERSIVE DI LA RUSSA
      HANNO UN PESO diverso, rispetto a quelle di Sofri. Il primo è un
      membro del governo che ci rappresenta e che ha GIURATO SULLA
      COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, non sullo Statuto della
      RSI! Mentre Sofri non ha nessuna carica istituzionale, è un privato
      cittadino che dice la sua verità, e ogni verità va ascoltata, anche
      quando compromette apparati di Stato che hanno agito allo stesso
      modo di gruppi eversivi della società civile.

    10. 441
      agnostico scrive:

      Da una parte c’ è un assasinato dall’ altra un assasino, non sai da
      che parte stare?

    11. 440
      agnostico scrive:

      Però ci sto male perchè essendone così lontano e distante per età e
      stimando tutti e due ci sto male,———— se non ho capito male
      hai 40 anni, cosa vuoi? il ciuccio?

    12. 439
      adele scrive:

      436- Appunto, Andy, Sofri parla di “terrorismo di Stato” = di
      questo Stato, riferendosi quindi a membri di questa Repubblica
      (siamo ancora nella prima Repubblica), non di quella Cispadana!

    13. 438
      ubik scrive:

      @ Adele. Sono in sintonia con quanto scrivi e infatti non volevo
      dire che non abbia il diritto. Anzi. Però ci sto male perchè
      essendone così lontano e distante per età e stimando tutti e due ci
      sto male, perchè a ognuno sono sicuro sarà costata sofferenza e
      gravità. Mi dispiace. non so aggiungere altro.

    14. 437
      Andy Straw scrive:

      Sofri non ha affatto parlato. Continua a fare il martire e a tenere
      sepolta la verità: perchè è evidente che se lui è innocente come si
      è sempre proclamato, ci vuole una grandissima ragione per sprecare
      la propria esistenza in galera. E tutto questo per cosa? Per non
      fare dei nomi? Per difendere dal suo punto di vista quella causa?
      Sofri ha parlato esplicitamente nella sua lettera di “terrorismo di
      Stato”. Possibile che di fronte a questo attacco frontale alle
      istituzioni, nessuno abbia sentito il dovere di replicare?
      Possibile che il Capo di Stato che un paio di giorni prima si era
      infiammato per le parole sulla Repubblica di Salò, non abbia
      sentito la necessità in questa circostanza di difendere lo Stato?
      Cosa se ne deve ricavare? Che la Carta Costituzionale è violata nei
      suoi principi se a parlare sono i fascisti, ma non lo è se a
      parlare è un ex di Lotta Continua che si è macchiata di sangue a
      più non poss? Forse che quella stagione di lotta era in linea con
      il dettato costituzionale? Che qualcuno risponda per favore, Capo
      di Stato compreso se può (anche se dovrebbe).

    15. 436
      adele scrive:

      431- Ubik, ho pochi anni in più, forse ti sembrerà strano ma
      anch’io faccio le stesse riflessioni silenziose, su quegli eventi
      che hanno lasciato un segno indelebile dentro la nostra coscienza
      collettiva, ma non si può condannare un uomo che continua
      disperatamente e incessantemente a voler romper il silenzio. Credo
      che invece dobbiamo prenderlo il coraggio e, romperlo, una volta
      per tutte, questo silenzio che ci costringe dentro una gabbia di
      risentimenti o di apatìa. Sofri fa bene a parlarne, a non tacere
      (come ha sempre fatto). La sua scomoda verità può anche non esserci
      gradita, perchè appunto ci costringe a rivedere le cose alla luce
      del presente . Quel che io penso, in sostanza, è questo: Sofri ha
      pagato caro, per le sue opinioni, e siccome non possiamo continuare
      ad obbligarlo al silenzio,rinchiudendolo a Ventotene, Sofri ha
      diritto di continuare a sostenere la sua innocenza.

    16. 435
      francesco g scrive:

      Che bello! non si da più addosso al “nano” questo è un segno di
      maturità dei frquentatoti di questo forum. Finalmente è sbollita la
      rabbia di non aver vinto le elezioni!

    17. 434
      Andy Straw scrive:

      Per me la prostituzione è una malattia virale infantile per la
      quale non si è ancora trovato il vaccino

    18. 433
      erminio facchinetti scrive:

      Ho letto i commenti sulla prostituzione cercando di farmi un’idea
      precisa sul cosa fare al riguardo. La risposta non l’ho
      trovata.
      Un maschio e una femmina copulano per compulsione naturale. Guai se
      così non fosse, ne andrebbe di mezzo la sopravvivenza della
      specie.
      La copula (sesso) procura mooooolto piacere. Per questa ragione si
      cerca di fare sesso anche ed essenzialmente non a scopo
      riproduttivo. Quando non si trova un partner o per altre ragioni a
      noi note, il maschio o la femmina offre un baratto (mercimomio o
      prostituzione ) che di solito viene accettato. A questo punto, data
      la natura umana, avvengono degenerazioni che devono essere
      prevenute, combatture e punite.
      La colpa della prostituzione deve essere data maggiormente al
      maschio, ma la femmina non ne è immune. Anzi è parte della nostra
      cultuta se non nella natura stessa. Come ogni maschio ha
      sperimentato. Questa è la mia esperienza. Quando ero giovane e gli
      ormoni scalpitavano imbizzarriti mi trovavo, come ogni altro
      giovane del mio tempo, in un cul de sac, perchè le ragazze
      custodivano in luogo impervio il loro tesoro. A noi non restava che
      promettere il matrimonio, oppure di avvalerci di due altri noti
      comportamenti.Nel nostro gruppo c’era X, che non era certoun adone
      o più intelligente o possedeva particolari attributi, ma che aveva
      sempre dei sioldi in tasca e aveva, prima di noi, la bicicletta poi
      la vespa e poi l’auto. Lui non evave problemi a portare le ragazze
      fuori paese a divertirsi per poi ottenere la giusta gratificazione.
      Era esperienza comune che per fare diventare gentili le ragazze era
      necessariio portarle, prima, al cinema o a balleìare o a mangiare
      la pizza. Meglio ancora se si poteva offrice il pacchetto completo.
      Ma quelli erano altri tempi, ora i giovani non hanno più di questi
      problemi.
      ;P
      La prostituzione è sempre esistira e sempre esisterà come
      disvalore, specialmente in una socità consumistica.
      Conosco una storiella umoristica che assegna ad Eva il primo atto
      di prostituzione. Ma questa non la racconto per non attirare
      fulmini si di mè.
      :P

    19. 432
      ubik scrive:

      Delle volte sono quasi contento di essere nato “dopo” il ‘68,
      infatti sono nato quell’anno e quindi gli anni ‘70 per me
      significavano asilo ed elementari. Poco di più. E questo pensiero
      mi viene quando sto male per qualche vicenda che in quegli anni
      hanno segnato anche questi anni e quelli che mi hanno visto
      diventare adulto. E’ vero che vengo dopo, però ne sono anche figlio
      in qualche modo e se la tentazione è quella di dire -in una vicenda
      dolorosa come questa: riguarda voi, sbrigatevela voi, poi alla fine
      non ci riesco. Perchè a me capita di affezionarmi alle persone
      anche quando non le conosco, magari solo per le cose che scrivono e
      quelle affinità che nascono da partecipazioni emotive nei confronti
      di idee o di stili e testimonianze mi legano anche se le persone in
      questione non mi capita neanche di averle incrociate per caso.
      Quindi questo discorso vale per Sofri di cui leggo i libri, gli
      articoli, gli interventi. Li condivido quasi sempre, oppure mi
      capita di fare soliloqui su temi e battaglie immaginandolo come
      alter-ego e riferimento per un qualcosa che ha scritto e sostenuto.
      Allo stesso tempo ho imparato a conoscere la bella scrittura e la
      dignitosa testimonianza di Mario Calabresi (il suo libro e anche i
      reportage dagli Stati Uniti: nelle mie fantasie immagino che un
      giorno diventi direttore de La Repubblica e ne faccia un giornale
      finalmente decente) e arrivo in un attimo a quello che è successo
      in questi giorni. Ne sono addolorato, perchè io che sono venuto
      dopo quell’omicidio, che sono venuto dopo tutti gli altri omicidi,
      li sento vicini nel dolore e sempre più lontani per attori e
      comprimari: non erano i miei anni, tutto lì. Anche se quegli anni
      sono la prima cosa che ho più vicino e che hanno formato queste 4
      idee di sinistra che mi porto dietro. E sento che con l’affetto, i
      sentimenti e le idee mi sento nel mezzo. E’ vero che un contesto
      portava a non essere “malvagi” e però un omicidio non è una cosa
      malvagia? Chi è poi una vittima del terrorismo? Quando iniziò? Chi
      iniziò? Alcune verità o alcune cose sono oggettive per carità. Ma
      io sono nel mezzo. Il delitto maturò per un altro omicidio (ma
      inizio -nella mia distanza da quegli anni a dirmi: chi lo ammazzò
      Pinelli?), ci furono azioni e reazioni, c’era un clima, c’erano
      tensioni. Ma c’erano anche vittime, persone preoccupate che
      sentivano di esporsi e dire e difendere (penso a Tobagi e
      Casalegno). Non lo so mi sento così confuso che mi piacerebbe
      pensare che non è successo niente ed è stata tutta una mia
      immaginazione. Invece queste parole ci sono e io non so come
      prenderle, come leggerle, cosa farne. Forse è una cosa stupida: ma
      perchè alla fine non dire chi uccise Calabresi. In fondo Sofri ha
      fatto capire in questo suo famoso articolo che da LC venivano gli
      assassini. E allora perchè insistere con il martirio di quest’uomo?
      Non ha pagato abbastanza? chiudo aggiungendo che persone che hanno
      commesso nefandezze maggiori e violenze inenarrabili sono uscite di
      galera prima del “mandante” Sofri. Ma che senso ha? Non è uno
      “recuperato” Sofri? Saluti da uno veramente sconfortato…

    20. 431
      adele scrive:

      Antò, però, mica male ! “Se è così (come credo che fosse), il fatto
      che oggi anche il popolo possa fare (emulare) ciò che prima poteva
      esser fatto solo dai potenti, in virtù del codice dei privilegi, mi
      sembra sia da ritenere come un progresso nell’allargamento della
      platea dei titolari del diritto di libertà Che poi i contenuti di
      questa libertà siano o possano essere scadenti o pessimi, questo è
      un altro discorso e mi troveresti d’accordo. Ma si sa, nella
      libertà è insito il rischio. Però, è da considerare che accanto ai
      contenuti cattivi, la libertà allinea anche contenuti buoni che si
      offrono alla libera scelta di ciascuno.” Questa tua acuta
      riflessione mi piace davvero Antonio. Però lasciami aggiungere una
      mia pedante considerazione (sempre cronologica giacchè la Storia
      non fa voli pindarici). Dalla società dell’ancient regime , cioè
      partendo da dove eravamo rimasti (supponiamo XVII sec.), c’è di
      mezzo una rivoluzione (anche culturale). Il distacco che
      caratterizzava le due parti della piramide (re al vertice e popolo
      alla base) e “l’aspirazione” reale al ribaltamento della piramide
      comincia solo fra fine 800 e inizi del 900, cioè quando le masse
      entrano nella scena politica , con la nascita dei partiti di massa
      veicoli delle istanze del popolo.Purtroppo,il timido tentativo di
      avviare il processo di democratizzazione in Italia fu anche frenato
      da un “accidente storico” e anche l’illusione di ciò che tu
      definisci “progresso nell’allargamento della platea dei titolari
      del diritto di libertà” subì un’inversione di marcia. Cosa voglio
      dire con questo? Che non sempre “il progresso” si coniuga con
      giustizia e libertà e che i rischi delle ricadute autoritarie sono
      insiti nelle democrazie , anche le più mature.
      Tu dici anche che trovi positivo “Il fatto che oggi anche il popolo
      possa fare (emulare) ciò che prima poteva esser fatto solo dai
      potenti, in virtù del codice dei privilegi “, Antonio, anch’io
      ritengo che sia positivo questo aspetto, benchè questa
      affermazione, la tratterei con più cautela. Ti invito a riflettere,
      per esempio, all’emulazione del valoroso uomo ariano, riflesso del
      capo carismatico e dell’impatto che questa cultura ebbe nella
      realtà europea. La volontà dell’annientamento dell’uomo e la
      costruzione artificiale degli esseri non è progresso è
      mostruosità.
      P.S: Scusa per la cesura della parte conclusiva che riguarda
      Berlusca. Quella non riguarda la Tragedia vera e propria, ma
      “l’operetta”

    21. 430
      proteo scrive:

      Jack, ho solo detto che di fronte alla santificazione di
      Calabresi,non vedo alcuna,neanche umana,considerazione per
      Pinelli.I fatti ben noti,nonostante sentenze singolari,non
      autorizzano a niente del genere. Erano i tempi della stragi
      fasciste e di stato e di chissà che altro,ma quello che importa e
      che adesso bisogna santificare Calabresi,votare Berlusconi,poetare
      sull’anima,tifare Inter,tagliarsi le palle,stare con un occhio alla
      tv e con l’altro ad internet…e via smadonnando.

    22. 429
      jack scrive:

      Proteo, la morte di Pinelli non giustifica l’assassinio di
      Calabresi. Se valesse il tuo ragionamento dovremmo ammazzarci tutti
      per le strade.

    23. 428
      Andy Straw scrive:

      D’altronde Giano mi pare chiara una cosa: che i giovani d’oggi sono
      lo specchio infranto dei giovani di ieri e che oggi sono diventati
      adulti. Di quegli adulti che amano esibirsi sotto varie sigle:
      antiproibizionisti, liberali, fautori del principio
      dell’autodeterminazione, per cui il singolo individuo è
      repsonsabile di se stesso. Il dramma che sta dietro a tutto ciò è
      che se i giovani hanno smesso di pensare o non hanno nemmeno mai
      iniziato a farlo, è deplorevole invece che gli adulti abbiano
      smesso di farlo, sottraendosi alla loro missione. Da che mondo è
      mondo gli adulti sono il riferimento, la guida morale e spirituale
      per i giovani e questi adulti hanno perso persino la consapevolezza
      del proprio ruolo e delle proprie responsabilità. Può darsi che per
      loro (adulti) essere d’esempio e fornire strumenti ai giovani sia
      un compito non piacevole o superfluo. Ma è necessario per gli
      altri. Quindi nelle loro inconsapevoli azioni, dovrebbero almeno
      cominciare a comprendere questo stato di necessità: che non è per
      se stessi, ma per gli altri. Donare qualcosa agli altri, costruire
      qualcosa di bello che rimanga come eredità e testimonianza per chi
      viene dopo. Un adulto può fare discorsi da agnostico, da liberale,
      da “oltre il mio corpo” il buio e via dicendo. Ma io non ho mai
      visto un bambino od un adolescente ispirarsi nelle proprie
      iniziative all’autodeterminazione ed al principio della piena e
      consapevole libertà individuale che dovrebbe essere riservata a
      ciascuno. le loro azioni non sono ispirate alla libertà dell’Uomo,
      ma al vuoto. E se gli adulti applicano ai giovani gli stessi
      principi che stanno applicando a se medesimi, i risultati sono
      quelli che sono: che almeno sentissero l’esigenza del dubbio e
      l’umiltà di fermarsi a pensare. Hanno perduto pure quella. Auguri.

    24. 427
      proteo scrive:

      E quindi Pinelli,di cui a quanto pare non frega niente a nessuno,si
      è suicidato. Andateco piano con le beatificazioni di Calabresi.Ma
      che cazzo di gente frequenta ’sto blog?

    25. 426
      Giano scrive:

      Andy, hai fatto un esempio chiarissimo del significato del mio
      commento precedente. La società attuale è come quel tale che si dà
      delle tremende martellate sulle dita…

    26. 425
      Giano scrive:

      Grande Cumino! Questi sono fatti, nudi e crudi. Il resto è
      ipocrisia. Attendiamo con ansia la risposta di Gad (che non
      arriverà).

    27. 424
      Giano scrive:

      C’era un tale che si dava delle martellate sulle dita, urlando per
      il dolore, ma invece che smettere imprecava contro i costruttori di
      martelli, responsabili di produrre oggetti che facevano un male
      boia. Chi vuole intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo.

    28. 423
      Andy Straw scrive:

      Agnostico se i giovani si drogano, oppure vomitano le proprie
      esistenze in rave-party o si fanno dei piercing che sono
      un’autentica violenza carnale su se stessi, o mille altre cose
      ancora, non si può mai omettere la responsabilità di chi ha il
      dovere morale di guidare questi giovani ed offrire degli strumenti.
      Attraverso il principio della responsabilità individuale ed
      applicando il principio dell’antiproibizionismo per cui tutto è
      lecito per quanto moralmente deprecabile, porta esattamente alle
      conclusioni che abbiamo sotto gli occhi. Se dunque un figlio si
      droga, oppure vive la propria esistenza come un vegetale, oppure a
      scuola ha deciso di tirare stoppini all’insegnante, oppure decide
      di andare in giro a stuprare ragazze, ciò lo si dovrebbe ridurre ad
      una condizione di libertà individuale, non sindacabile, non
      governabile e quindi nemmeno soggetta ad alcuna sanzione di
      carattere etico o giuridico. Ridicolo. I giovani vanno presi per
      mano, vanno educati, vanno educati al bello, vanno stimolati e
      motivati, deve essere fornito loro interesse: e questo è compito
      degli adulti. L’assenza del mondo dei grandi, della famiglia, della
      scuola, delle attività ricreative, produce questo squallore di
      carcasse in pelle ed ossa ma dannate per sempre in quanto privi di
      un’anima. Ed è tutta colpa di gad, sottinteso.

    29. 422
      cumino scrive:

      Io non voglio commentare ciò che ha detto Sofri, nè ciò che dice
      Gad Lerner. Ma poichè c’è il vizio di commentare solo su commenti,
      voglio dare un aiutino per i più giovani, parlando di fatti. Sofri
      era direttore di Lotta Continua. Ecco un estratto testuale della
      sua prosa sul commissario Calabresi. «Nelle strade e nelle piazze
      il proletariato emetterà il suo verdetto, lo comunicherà, e ancora
      là, nelle piazze e nelle strade lo renderà esecutivo».
      «L’eliminazione di un poliziotto non libererà gli sfruttati. Ma
      questa è sicuramente una tappa fondamentale dell’assalto del
      proletariato contro lo stato assassino». E ancora: «Calabresi,
      assassino, stia attento. Il suo nome è tra i primi della lista».
      «Siamo stati troppo teneri con il commissario di Ps Calabresi. Egli
      si permette di continuare a vivere tranquillamente, di continuare a
      fare il suo mestiere di poliziotto, di continuare a perseguitare i
      compagni. Facendo questo, però, si è dovuto scoprire, il suo volto
      è diventato abituale e conosciuto per i compagni che hanno imparato
      ad odiarlo. La sua funzione di sicario è stata denunciata alle
      masse che hanno cominciato a conoscere i propri nemici con nome,
      cognome e indirizzo. È chiaro a tutti, infatti, che sarà Calabresi
      a dover rispondere pubblicamente del suo delirio contro il
      proletariato. E il proletariato ha già emesso la sua sentenza,
      Calabresi è responsabile dell’assassinio di Pinelli e Calabresi
      dovrà pagarla cara.» Ancora, scritta poco prima che Calabresi
      morisse: «Gli siamo alle costole, ormai è inutile che si dibatta
      come un bufalo inferocito. Qualcuno potrebbe esigere la denuncia di
      Calabresi per falso in atto pubblico. Noi, più modestamente, di
      questi nemici del popolo vogliamo la morte». Fino al tragico
      epilogo del 18 maggio 1972, quando dopo l’omicidio Lotta Continua
      uscì con questo titolo: «Giustizia è fatta». Ed ora un quiz: chi
      era il vicedirettore di un giornale così, e ne condivideva i
      principi e gli scritti? Risposta: ma il nostro caro Gad Lerner, che
      oggi fa il maestro di tolleranza, senso civico, uguaglianza e
      solidarietà. Solo per la conoscenza dei fatti, su cui sovente si
      glissa.

    30. 421
      Berlusconi-Houdini scrive:

      Gaddd,ma pensa te che ci tocca sentire;la Carfagna che ha vissuto
      anni vendendo l’uso fotografico e televisivo del suo corpo al
      glamour business che fa la morale alle ragazze di strada!! E la
      Gelmini che tuona contro gli sfaticati e le scuole del Sud e poi va
      a fare un concorso in Calabria per passare se no non passava!! Ma
      cosa abbiamo fatto di male,cosaaa?????? Arridatece la Turco e la
      bindiiiiiiiiiii!!!!!

    31. 420
      d.s.e.& d.a.a. scrive:

      Andy Straw, stai attento con gli amari, hai visto me son finiti i
      ramazzottimisti della “Milano da bere”? ;-)

    32. 419
      d.s.e.& d.a.a. scrive:

      Caro Agnostico ok, rispetterò la tua voglia di non venir più
      chiamato in causa. Comunque sbagli nel ritenere che i tuoi figli,
      a meno che tu non ne abbia ma in questo caso dovresti anche
      pregiudicare la possibilità di averne, fosse anche adottivi, ché
      è in ogni caso un’enormità, siano indenni o immuni da ogni
      contaminazione con la realtà indipendentemente dalla tua volontà.

    33. 418
      Andy Straw scrive:

      Io per oggi nemmeno inizio: sono amareggiato isolabella.

    34. 417
      agnostico scrive:

      io sono convintamente antiproibizionista quindi se i tuoi figli si
      drogano è anche colpa mia? Fammi capire il ragionamento.
      —————- ti rispondo ma non chiamarmi più in causa per
      oggi, grazie. Non c’ è alcuna possibilità che i miei figli si
      droghino. Io ho detto che responsabilità dei drogati e propria dei
      drogati, al limite in qualche raro caso, anche dei genitori.
      Dopodicché Serenella ha detto che la responsabilità è della
      società. Io le ho risposto che se proprio vuole dare la
      responsabilità a qualcuno la deve darle a chi vota i partiti che
      appoggiano la libertà di droga. Responsabilità indiretta ma sempre
      responsabilità. Se proprio vuole dare la responsabilità a qualcuno.

    35. 416
      d.s.e.& d.a.a. scrive:

      Caro Agnostico amereggiato, io sono convintamente
      antiproibizionista quindi se i tuoi figli si drogano è anche
      colpa mia? Fammi capire il ragionamento.

    36. 415
      Danilo scrive:

      Sicuro Mara Carfagna riconoscera’ l’errore, ma solo tra qualche
      anno. Del resto, Giorgio Napolitano scrisse un articolo per
      appoggiare e giustificare la repressione in Ungheria nel 1956 e nel
      1986 (nel 1986, millenovecentottantasei) riconobbe l’errore.

    37. 414
      Cinzia Simonelli scrive:

      410- Ma se il cervello dell’uomo si allea con l’anima della donna,
      la parità (e chi vorrebbe la vittoria? un Dio perdente sarebbe la
      sconfitta dello stesso uomo) è raggiunta

    38. 413
      Cinzia Simonelli scrive:

      380- Serenella, potresti obiettare che, se io avessi lavorato
      quanto te, mi sarei potuta permettere una vacanza (sempre
      nell’ipotesi che io abbia desiderio di una vacanza). Ma una che
      lavora come te, ha la possibilità di scavare dentro di sé fino a
      scoprire l’anima femminile seppellita da millenarie menzogne e
      umiliazioni? Occorre pure che qualcuna si sporchi le mani anche in
      questo. Per il Bene di tutte, prostitute incluse

    39. 412
      agnostico scrive:

      Chiudo anch’ io per oggi perché sono amareggiato.

    40. 411
      Alfredo scrive:

      “Nella partita in atto nella scacchiera cerebreale l’uomo ha mosso
      abilmente i ” pezzi” a sua disposizione per conseguire l’esito
      vittorioso. Tuttavia la partita ingaggiata è contro un formidabile
      avversario: il suo stesso Creatore. Le probabilità di successo sono
      nulle.”

    41. 410
      agnostico scrive:

      Seguire Dio per fuggire dagli idoli Per il Papa, solo seguire il
      Signore è “il mezzo migliore per fuggire gli idoli”. “Lui solo ci
      insegna a fuggire gli idoli, miraggi del pensiero”. E conclude: “A
      tutti gli uomini di buona volontà che mi ascoltano – conclude – io
      dico come San Paolo: fuggite il culto degli idoli, non smettete di
      fare il bene”. Idoli che Benedetto XVI ha indicato in “denaro, sete
      dell’avere, potere e persino sapere”. ——————- in questo
      caso Cinzia le parole non sono tanto diversa dalle tue.

    42. 409
      heiner scrive:

      caro antonio, non generalizzerei. ci sono interventi e interventi
      (mi rendo conto della banalità, ma…). piuttosto mi pare che tu ti
      sia voluto incaponire a volte in discussioni senza uscita (odio le
      rettifiche all’infinito. se uno capisce bene, se no amen). ho poi
      l’impressione che tu sia stato molto presente su questo blog, e
      questo è male prima di tutto per il tuo lavoro (una delle ragioni
      che mi porterà ben presto alla latitanza forse totale). pur nella
      partigianeria a me opposta ti riconosco una buona coscienza critica
      che riesce a volte a superare proprio questa partigianeria, quindi
      ti saluto con dispiacere

    43. 408
      Cinzia Simonelli scrive:

      403- Provocare fastidio ed irritazione non sempre è male. Se non
      credessi questo, sarei dovuta sparire subito dal blog visto il
      fastidio e l’irritazione che provoco
      :)

    44. 407
      agnostico scrive:

      Antonio* sei l’ unico che mi sostiene normalmente. Se te ne vai chi
      mi da una mano?

    45. 406
      agnostico scrive:

      E’ stato scosso da qualcosa di precedente e ha equivocato qualche
      intervento. Il tema della prostituzione non lo soddisfa e tornerà
      con qualche altro argomento spero. Io mi sono trovato molto d’
      accordo con lui in tutti i temi precedenti e mi dispiace se
      involontariamente l’ ho ferito.

    46. 405
      Cinzia Simonelli scrive:

      Drake, e sempre da un po’ (forse non da ieri ma da due o tre
      giorni) non riesco neanche più ad aprire la posta. La pagina
      “accedi” è azzurra con lo spazio dove scrivere la password. Ora
      appare una pag. completamente bianca. Cosa sta succedendo?

    47. 404
      antonio* scrive:

      401 § Un’ultima cosa Agnostico.

      Ho capito che i miei interventi più che alimentare la
      conversazione provocano fastidio e irritazione.

      Quindi per il buon prosieguo dei vostri dibattiti, tolgo il
      disturbo.

      Addio

    48. 403
      heiner scrive:

      ‘A questo punto non ha più senso per me continuare. Abbandono il
      blog.’ mi sfugge qualcosa?

    49. 402
      agnostico scrive:

      Antonio* cosa dici? non c’ è niente di irriguardoso.

    50. 401
      antonio* scrive:

      A questo punto non ha più senso per me continuare. Abbandono il
      blog.

      A voi tutti, buona continuazione.

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