Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Il principale canale televisivo pubblico di questo paese sta dedicando ben quattro prime serate al concorso di Miss Italia, in cui vengono scrutati e votati centinaia di corpi femminili. Dubito che ciò accada in altre nazioni progredite.
La più nota manifestazione culturale di un partito di governo si chiama Miss Padania, celebrata alla presenza del suo segretario politico che è anche ministro della Repubblica.
Notevole clamore suscitò la presenza al Telegatto del futuro ministro alle Pari Opportunità, particolarmente ammirata in tale circostanza dall’attuale presidente del Consiglio. La stessa Mara Carfagna, del resto, deve la sua prima notorietà a spettacoli televisivi incentrati sull’esibizione seduttiva della femminilità.
La mercificazione del desiderio sessuale maschile è un fenomeno esasperato da tale offerta consumistica, che viene riconosciuta fra le cause principali del boom della prostituzione. Comprare le prestazioni di una donna –in un contesto culturale che autorizza la mortificazione pubblica della sua dignità- è scorciatoia considerata sempre meno riprovevole, come dimostra l’espansione del mercato anche fra i giovani e le fasce sociali abbienti. La fatica di un rapporto sentimentale, la ricerca di partner gratificanti in quanto corrispondono al modello pornografico televisivo, determinano fenomeni crescenti di violenza sopraffattrice e di impotenza. Moltiplicano il bisogno di incontri occasionali e le frustrazioni di coppia.
Eludendo tale enorme questione culturale, che incrementa il mercato delle ragazze dell’est e di colore con il falso mito della loro sottomissione, oggi il governo accomuna nella sbrigativa nozione di “reato” le prostitute e i loro clienti. Si illude di fare pulizia, compiendo un passo indietro di mezzo secolo. Al contempo bacchettona e sporcacciona, nel segno dell’ipocrisia, la destra di governo legifera sovrapponendo il volto di uno Stato intrusivo nel magma dell’eros da marciapiede. Quelle ragazze si vendono sotto giganteschi tabelloni pubblicitari di cui riproducono la volgarità. Tanto bastò, nel giugno scorso, perché un emendamento al decreto sulla sicurezza poi ritirato le indicasse tra le “persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità”. Un binomio ideologico che è tutto un programma: “sicurezza” e pubblica moralità”, ovvero Autorità e Valori.
Ma ora che il disegno di legge Carfagna aggiunge tra i colpevoli pure i loro clienti, il decisionismo governativo deve per forza autolimitarsi, occupandosi solo della visibilità del fenomeno: punibile sarà la prostituzione di strada, indubbiamente sgradevole per molte categorie di cittadini perché contribuisce al degrado urbano.
Il ministro Carfagna dichiara “orrore” di fronte alle persone che vendono il loro corpo, senza distinguere fra coloro che lo fanno per scelta (quanto libera?) e quelle sfruttate da organizzazioni criminali. Si espone così all’obiezione della portavoce delle prostitute Carla Corso, la quale le ricorda che -sebbene in forma diversa- anch’essa ha utilizzato la desiderabilità del suo corpo per conseguire il successo professionale. Ma pur senza addentrarsi nel rapporto elusivo e insincero con il proprio passato del ministro Carfagna, è lecito chiederle: se la prostituzione è un “orrore”, perché vietarla solo per strada?
Vietare la prostituzione di strada sarebbe accettabile –così come la legge già punisce i rapporti a pagamento con minorenni e il racket- se contemplasse ambiti legali e tutelati per il sesso mercificato. Invece la falsa categoria dell’”orrore” –che è solo un’invettiva, una manifestazione di disprezzo, e consente di chiudere gli occhi di fronte alla malattia dell’amore degradato- viene esibita per negare pure l’alternativa di una prostituzione esercitata in luoghi più degni. Cioè per evitare scelte politiche che la stessa dottrina cattolica accetta come “riduzione del danno”.
Non stupisce allora che la stessa Caritas si opponga al nuovo reato di “prostituzione di strada”, denunciando il rischio di favorire lo sfruttamento nella clandestinità delle persone più deboli. Così come il “reinserimento nel paese d’origine” dei minorenni risponde più a una logica di espulsione sbrigativa che di accudimento pietoso.
Se davvero venisse applicato l’arresto e l’incarcerazione di prostitute e clienti, al di là di qualche retata spettacolare da trasmettere nei telegiornali, le nostre prigioni ne verrebbero ben presto saturate. Suppongo che le forze dell’ordine impegnate sul fronte del crimine abbiano altre priorità, e dunque non si preveda di andare oltre l’effetto dissuasivo e simbolico. Anche se con la capienza degli istituti di pena non si può scherzare a lungo: tra non molto, c’è da giurarci, il decisionismo governativo troverà il modo di importare pure in Italia il business delle carceri private, unica soluzione per una popolazione detenuta destinata a rapido incremento.
Avremo con ciò un paese più pulito o più sporco? Davvero qualcuno crede che la lezione di morale sessuale del ministro Carfagna risulti credibile ai suoi stessi elettori? E che questa destra diretta emanazione dello show business televisivo, specializzato in vallettopoli, sappia tutelare il rispetto per il corpo femminile?
La prostituzione è un fenomeno alimentato dalla povertà e dalla misoginia reazionaria, cause difficili da estirpare. E infatti secoli di storia del potere italiano, clericale e libertino, narrano di vizi occultati e di svergognate colpevoli puttane. Il futuro non promette di meglio.





13 settembre, 2008 alle 7:04 pm
credo di essere fortunato ———– ma hai 40 anni? sei più
vecchio di me!
13 settembre, 2008 alle 7:02 pm
447 – “E allora questi cazzo di fascisti dov’erano
rintanati?”
Nelle fogne!
13 settembre, 2008 alle 7:00 pm
E cosa ha detto La Russa di straordinariamente grave? Mi vien da
ridere quando penso al pericolo fascista. Quando si votò nel 1947,
le prime elezioni della Repubblica, i cosidetti partiti
postfascisti presero preferenze nell’ordine dell’1-2%. La Dc era
sul 30e passa per cento, i partiti della sinistra pure. E allora
questi cazzo di fascisti dov’erano rintanati? Nella dc? nelle
chiese? Ne isindacati? Nelle feste dell’Unità? Ma per l’amor di
Dio. Se il Presidente dice parole così grevi sulla questione, ci
dica palesemente se c’è il pericolo di ricostituzione del partito
fascista e se nelle vene della società civile esiste la possibilità
di una adesione. Non fatemi ridere, va là….
13 settembre, 2008 alle 6:58 pm
Un assassinio di stato c’ è quando il parlamento fa uccidere
qualcuno, altrimenti è un assassinio di singoli.
13 settembre, 2008 alle 6:58 pm
Un solo diritto ha Sofri,chiedere perdono per tutto il male che ha
contribuito ad arrecare a tante vittime del terrorismo!!La smetta
di essere vittima lui è dalla parte dei CARNEFICI…..buffone!!!
13 settembre, 2008 alle 6:56 pm
@ l’agnostico. credo di essere fortunato , ma da me cinismo e
disincanto non hanno attecchito, quindi mi affeziono alle persone e
alle loro storie. Se tu sei più smagato buon per te, vecchio!
13 settembre, 2008 alle 6:56 pm
ADELE, il tuo ragionamento ha un limite preciso: Sofri nel
sostenere la propria innocenza non può prescindere dal fatto che la
propria innocenza andava proclamata nelle aule di Tribunale
portando a quel tempo ed in quella sede piena luce su uomini e
fatti dell’epoca, cosa che Sofri si ostina a non fare. Quindi Sofri
proclama un’innocenza che può valere per se stesso, che può valere
per riconciliarsi con se stesso, ma la sua innocenza non può essere
legittimata dallo Stato per ciò che ancora continua a non voler
dire. Ciò non di meno è per lo meno curioso che questo Stato si
faccia dare del “terrorista” senza nemmeno sentire la necessità di
rispondere a questa pesantissima accusa: come se in sostanza lo
Stato confermasse. E perchè? Uno Stato terrorista, lo chiedo anche
al presidente della repubblica, è forse uno Stato in linea con i
principi della Carta? Dai silenzi di questi giorni pare di sì’.
13 settembre, 2008 alle 6:56 pm
Nel ‘72 io avevo già 14 anni, e all’epoca, benché solo
ideologicamente ero vicino a Lotta Continua. Dopo le stragi
fasciste delle quali non si conoscevano i colpevoli la rabbia la
faceva da padrona, e la morte di Pinelli ebbe un ruolo fondamentale
nella vicenda calabresi. Chiedo a voi – facendo un’ipotesi assurda
- se berlusconi volasse fuori dalla finestra dell’ufficio di Di
Pietro, a chi attribuireste la colpa? Questo non giustifica
un’assassinio, ma in qualche modo può spiegarlo, se si valutano
bene le circostanze. Sofri avrà avuto una ventina d’anni o poco più
all’epoca, e Gad Lerner ne avrà avuti 18. L’articolo che scrisse
allora Sofri denota tutta la giovanile incoscienza/irruenza e la
rabbia che in quegli anni si stava propagando parimenti sia in
ambienti di destra che di sinistra. La reale parte che lui ha avuto
nell’omicidio di Calabresi, la conosce soltanto lui. Certo mi pare
oltremodo stupido – e Sofri non è stupido – progettare un
assassinio pubblicizzandolo con un’articolo di giornale a propria
firma… e ancor più gridare dopo “giustizia è fatta”. Comunque,
lui è uno di quelli che ha pagato care le proprie enunciazioni e
Calabresi sarebbe ancora vivo se lo stato avesse avuto
l’obiettività ed il coraggio di punire i/il vero/veri colpevoli.
Sofri ha quindi oggi diritto di parlare come chiunque altro ha
diritto di controbattere, ma non ci si può indignare per le sue
parole di oggi se non ci si indigna per le gravi parole di altri
che fanno parte delle istituzioni. Ecco perché – ripeto – sono
stato favorevolmente colpito dalla chiara presa di posizione
antifascista di Fini davanti alla platea dei giovani di AN…
qualcuno dovrebbe prenderne esempio!
13 settembre, 2008 alle 6:56 pm
“la Carta Costituzionale è violata nei suoi principi se a parlare
sono i fascisti, ma non lo è se a parlare è un ex di Lotta Continua
che si è macchiata di sangue a più non poss? Forse che quella
stagione di lotta era in linea con il dettato costituzionale? Che
qualcuno risponda per favore, Capo di Stato compreso se può (anche
se dovrebbe).”
Se dovessimo rispettare rigidamente la logica delle tue
affermazioni: In galera, per reato d’opione ci finirebbero ogni
giorno, centinaia di persone. C’è una bela differenza che ancora
non si è compresa appieno: LE DICHIARAZIONI EVERSIVE DI LA RUSSA
HANNO UN PESO diverso, rispetto a quelle di Sofri. Il primo è un
membro del governo che ci rappresenta e che ha GIURATO SULLA
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, non sullo Statuto della
RSI! Mentre Sofri non ha nessuna carica istituzionale, è un privato
cittadino che dice la sua verità, e ogni verità va ascoltata, anche
quando compromette apparati di Stato che hanno agito allo stesso
modo di gruppi eversivi della società civile.
13 settembre, 2008 alle 6:55 pm
Da una parte c’ è un assasinato dall’ altra un assasino, non sai da
che parte stare?
13 settembre, 2008 alle 6:52 pm
Però ci sto male perchè essendone così lontano e distante per età e
stimando tutti e due ci sto male,———— se non ho capito male
hai 40 anni, cosa vuoi? il ciuccio?
13 settembre, 2008 alle 6:45 pm
436- Appunto, Andy, Sofri parla di “terrorismo di Stato” = di
questo Stato, riferendosi quindi a membri di questa Repubblica
(siamo ancora nella prima Repubblica), non di quella Cispadana!
13 settembre, 2008 alle 6:44 pm
@ Adele. Sono in sintonia con quanto scrivi e infatti non volevo
dire che non abbia il diritto. Anzi. Però ci sto male perchè
essendone così lontano e distante per età e stimando tutti e due ci
sto male, perchè a ognuno sono sicuro sarà costata sofferenza e
gravità. Mi dispiace. non so aggiungere altro.
13 settembre, 2008 alle 6:37 pm
Sofri non ha affatto parlato. Continua a fare il martire e a tenere
sepolta la verità: perchè è evidente che se lui è innocente come si
è sempre proclamato, ci vuole una grandissima ragione per sprecare
la propria esistenza in galera. E tutto questo per cosa? Per non
fare dei nomi? Per difendere dal suo punto di vista quella causa?
Sofri ha parlato esplicitamente nella sua lettera di “terrorismo di
Stato”. Possibile che di fronte a questo attacco frontale alle
istituzioni, nessuno abbia sentito il dovere di replicare?
Possibile che il Capo di Stato che un paio di giorni prima si era
infiammato per le parole sulla Repubblica di Salò, non abbia
sentito la necessità in questa circostanza di difendere lo Stato?
Cosa se ne deve ricavare? Che la Carta Costituzionale è violata nei
suoi principi se a parlare sono i fascisti, ma non lo è se a
parlare è un ex di Lotta Continua che si è macchiata di sangue a
più non poss? Forse che quella stagione di lotta era in linea con
il dettato costituzionale? Che qualcuno risponda per favore, Capo
di Stato compreso se può (anche se dovrebbe).
13 settembre, 2008 alle 6:28 pm
431- Ubik, ho pochi anni in più, forse ti sembrerà strano ma
anch’io faccio le stesse riflessioni silenziose, su quegli eventi
che hanno lasciato un segno indelebile dentro la nostra coscienza
collettiva, ma non si può condannare un uomo che continua
disperatamente e incessantemente a voler romper il silenzio. Credo
che invece dobbiamo prenderlo il coraggio e, romperlo, una volta
per tutte, questo silenzio che ci costringe dentro una gabbia di
risentimenti o di apatìa. Sofri fa bene a parlarne, a non tacere
(come ha sempre fatto). La sua scomoda verità può anche non esserci
gradita, perchè appunto ci costringe a rivedere le cose alla luce
del presente . Quel che io penso, in sostanza, è questo: Sofri ha
pagato caro, per le sue opinioni, e siccome non possiamo continuare
ad obbligarlo al silenzio,rinchiudendolo a Ventotene, Sofri ha
diritto di continuare a sostenere la sua innocenza.
13 settembre, 2008 alle 6:25 pm
Che bello! non si da più addosso al “nano” questo è un segno di
maturità dei frquentatoti di questo forum. Finalmente è sbollita la
rabbia di non aver vinto le elezioni!
13 settembre, 2008 alle 6:19 pm
Per me la prostituzione è una malattia virale infantile per la
quale non si è ancora trovato il vaccino
13 settembre, 2008 alle 6:10 pm
Ho letto i commenti sulla prostituzione cercando di farmi un’idea
precisa sul cosa fare al riguardo. La risposta non l’ho
trovata.
Un maschio e una femmina copulano per compulsione naturale. Guai se
così non fosse, ne andrebbe di mezzo la sopravvivenza della
specie.
La copula (sesso) procura mooooolto piacere. Per questa ragione si
cerca di fare sesso anche ed essenzialmente non a scopo
riproduttivo. Quando non si trova un partner o per altre ragioni a
noi note, il maschio o la femmina offre un baratto (mercimomio o
prostituzione ) che di solito viene accettato. A questo punto, data
la natura umana, avvengono degenerazioni che devono essere
prevenute, combatture e punite.
La colpa della prostituzione deve essere data maggiormente al
maschio, ma la femmina non ne è immune. Anzi è parte della nostra
cultuta se non nella natura stessa. Come ogni maschio ha
sperimentato. Questa è la mia esperienza. Quando ero giovane e gli
ormoni scalpitavano imbizzarriti mi trovavo, come ogni altro
giovane del mio tempo, in un cul de sac, perchè le ragazze
custodivano in luogo impervio il loro tesoro. A noi non restava che
promettere il matrimonio, oppure di avvalerci di due altri noti
comportamenti.Nel nostro gruppo c’era X, che non era certoun adone
o più intelligente o possedeva particolari attributi, ma che aveva
sempre dei sioldi in tasca e aveva, prima di noi, la bicicletta poi
la vespa e poi l’auto. Lui non evave problemi a portare le ragazze
fuori paese a divertirsi per poi ottenere la giusta gratificazione.
Era esperienza comune che per fare diventare gentili le ragazze era
necessariio portarle, prima, al cinema o a balleìare o a mangiare
la pizza. Meglio ancora se si poteva offrice il pacchetto completo.
Ma quelli erano altri tempi, ora i giovani non hanno più di questi
problemi.
;P
La prostituzione è sempre esistira e sempre esisterà come
disvalore, specialmente in una socità consumistica.
Conosco una storiella umoristica che assegna ad Eva il primo atto
di prostituzione. Ma questa non la racconto per non attirare
fulmini si di mè.
13 settembre, 2008 alle 6:01 pm
Delle volte sono quasi contento di essere nato “dopo” il ‘68,
infatti sono nato quell’anno e quindi gli anni ‘70 per me
significavano asilo ed elementari. Poco di più. E questo pensiero
mi viene quando sto male per qualche vicenda che in quegli anni
hanno segnato anche questi anni e quelli che mi hanno visto
diventare adulto. E’ vero che vengo dopo, però ne sono anche figlio
in qualche modo e se la tentazione è quella di dire -in una vicenda
dolorosa come questa: riguarda voi, sbrigatevela voi, poi alla fine
non ci riesco. Perchè a me capita di affezionarmi alle persone
anche quando non le conosco, magari solo per le cose che scrivono e
quelle affinità che nascono da partecipazioni emotive nei confronti
di idee o di stili e testimonianze mi legano anche se le persone in
questione non mi capita neanche di averle incrociate per caso.
Quindi questo discorso vale per Sofri di cui leggo i libri, gli
articoli, gli interventi. Li condivido quasi sempre, oppure mi
capita di fare soliloqui su temi e battaglie immaginandolo come
alter-ego e riferimento per un qualcosa che ha scritto e sostenuto.
Allo stesso tempo ho imparato a conoscere la bella scrittura e la
dignitosa testimonianza di Mario Calabresi (il suo libro e anche i
reportage dagli Stati Uniti: nelle mie fantasie immagino che un
giorno diventi direttore de La Repubblica e ne faccia un giornale
finalmente decente) e arrivo in un attimo a quello che è successo
in questi giorni. Ne sono addolorato, perchè io che sono venuto
dopo quell’omicidio, che sono venuto dopo tutti gli altri omicidi,
li sento vicini nel dolore e sempre più lontani per attori e
comprimari: non erano i miei anni, tutto lì. Anche se quegli anni
sono la prima cosa che ho più vicino e che hanno formato queste 4
idee di sinistra che mi porto dietro. E sento che con l’affetto, i
sentimenti e le idee mi sento nel mezzo. E’ vero che un contesto
portava a non essere “malvagi” e però un omicidio non è una cosa
malvagia? Chi è poi una vittima del terrorismo? Quando iniziò? Chi
iniziò? Alcune verità o alcune cose sono oggettive per carità. Ma
io sono nel mezzo. Il delitto maturò per un altro omicidio (ma
inizio -nella mia distanza da quegli anni a dirmi: chi lo ammazzò
Pinelli?), ci furono azioni e reazioni, c’era un clima, c’erano
tensioni. Ma c’erano anche vittime, persone preoccupate che
sentivano di esporsi e dire e difendere (penso a Tobagi e
Casalegno). Non lo so mi sento così confuso che mi piacerebbe
pensare che non è successo niente ed è stata tutta una mia
immaginazione. Invece queste parole ci sono e io non so come
prenderle, come leggerle, cosa farne. Forse è una cosa stupida: ma
perchè alla fine non dire chi uccise Calabresi. In fondo Sofri ha
fatto capire in questo suo famoso articolo che da LC venivano gli
assassini. E allora perchè insistere con il martirio di quest’uomo?
Non ha pagato abbastanza? chiudo aggiungendo che persone che hanno
commesso nefandezze maggiori e violenze inenarrabili sono uscite di
galera prima del “mandante” Sofri. Ma che senso ha? Non è uno
“recuperato” Sofri? Saluti da uno veramente sconfortato…
13 settembre, 2008 alle 6:00 pm
Antò, però, mica male ! “Se è così (come credo che fosse), il fatto
che oggi anche il popolo possa fare (emulare) ciò che prima poteva
esser fatto solo dai potenti, in virtù del codice dei privilegi, mi
sembra sia da ritenere come un progresso nell’allargamento della
platea dei titolari del diritto di libertà Che poi i contenuti di
questa libertà siano o possano essere scadenti o pessimi, questo è
un altro discorso e mi troveresti d’accordo. Ma si sa, nella
libertà è insito il rischio. Però, è da considerare che accanto ai
contenuti cattivi, la libertà allinea anche contenuti buoni che si
offrono alla libera scelta di ciascuno.” Questa tua acuta
riflessione mi piace davvero Antonio. Però lasciami aggiungere una
mia pedante considerazione (sempre cronologica giacchè la Storia
non fa voli pindarici). Dalla società dell’ancient regime , cioè
partendo da dove eravamo rimasti (supponiamo XVII sec.), c’è di
mezzo una rivoluzione (anche culturale). Il distacco che
caratterizzava le due parti della piramide (re al vertice e popolo
alla base) e “l’aspirazione” reale al ribaltamento della piramide
comincia solo fra fine 800 e inizi del 900, cioè quando le masse
entrano nella scena politica , con la nascita dei partiti di massa
veicoli delle istanze del popolo.Purtroppo,il timido tentativo di
avviare il processo di democratizzazione in Italia fu anche frenato
da un “accidente storico” e anche l’illusione di ciò che tu
definisci “progresso nell’allargamento della platea dei titolari
del diritto di libertà” subì un’inversione di marcia. Cosa voglio
dire con questo? Che non sempre “il progresso” si coniuga con
giustizia e libertà e che i rischi delle ricadute autoritarie sono
insiti nelle democrazie , anche le più mature.
Tu dici anche che trovi positivo “Il fatto che oggi anche il popolo
possa fare (emulare) ciò che prima poteva esser fatto solo dai
potenti, in virtù del codice dei privilegi “, Antonio, anch’io
ritengo che sia positivo questo aspetto, benchè questa
affermazione, la tratterei con più cautela. Ti invito a riflettere,
per esempio, all’emulazione del valoroso uomo ariano, riflesso del
capo carismatico e dell’impatto che questa cultura ebbe nella
realtà europea. La volontà dell’annientamento dell’uomo e la
costruzione artificiale degli esseri non è progresso è
mostruosità.
P.S: Scusa per la cesura della parte conclusiva che riguarda
Berlusca. Quella non riguarda la Tragedia vera e propria, ma
“l’operetta”
13 settembre, 2008 alle 5:45 pm
Jack, ho solo detto che di fronte alla santificazione di
Calabresi,non vedo alcuna,neanche umana,considerazione per
Pinelli.I fatti ben noti,nonostante sentenze singolari,non
autorizzano a niente del genere. Erano i tempi della stragi
fasciste e di stato e di chissà che altro,ma quello che importa e
che adesso bisogna santificare Calabresi,votare Berlusconi,poetare
sull’anima,tifare Inter,tagliarsi le palle,stare con un occhio alla
tv e con l’altro ad internet…e via smadonnando.
13 settembre, 2008 alle 5:29 pm
Proteo, la morte di Pinelli non giustifica l’assassinio di
Calabresi. Se valesse il tuo ragionamento dovremmo ammazzarci tutti
per le strade.
13 settembre, 2008 alle 5:01 pm
D’altronde Giano mi pare chiara una cosa: che i giovani d’oggi sono
lo specchio infranto dei giovani di ieri e che oggi sono diventati
adulti. Di quegli adulti che amano esibirsi sotto varie sigle:
antiproibizionisti, liberali, fautori del principio
dell’autodeterminazione, per cui il singolo individuo è
repsonsabile di se stesso. Il dramma che sta dietro a tutto ciò è
che se i giovani hanno smesso di pensare o non hanno nemmeno mai
iniziato a farlo, è deplorevole invece che gli adulti abbiano
smesso di farlo, sottraendosi alla loro missione. Da che mondo è
mondo gli adulti sono il riferimento, la guida morale e spirituale
per i giovani e questi adulti hanno perso persino la consapevolezza
del proprio ruolo e delle proprie responsabilità. Può darsi che per
loro (adulti) essere d’esempio e fornire strumenti ai giovani sia
un compito non piacevole o superfluo. Ma è necessario per gli
altri. Quindi nelle loro inconsapevoli azioni, dovrebbero almeno
cominciare a comprendere questo stato di necessità: che non è per
se stessi, ma per gli altri. Donare qualcosa agli altri, costruire
qualcosa di bello che rimanga come eredità e testimonianza per chi
viene dopo. Un adulto può fare discorsi da agnostico, da liberale,
da “oltre il mio corpo” il buio e via dicendo. Ma io non ho mai
visto un bambino od un adolescente ispirarsi nelle proprie
iniziative all’autodeterminazione ed al principio della piena e
consapevole libertà individuale che dovrebbe essere riservata a
ciascuno. le loro azioni non sono ispirate alla libertà dell’Uomo,
ma al vuoto. E se gli adulti applicano ai giovani gli stessi
principi che stanno applicando a se medesimi, i risultati sono
quelli che sono: che almeno sentissero l’esigenza del dubbio e
l’umiltà di fermarsi a pensare. Hanno perduto pure quella. Auguri.
13 settembre, 2008 alle 4:53 pm
E quindi Pinelli,di cui a quanto pare non frega niente a nessuno,si
è suicidato. Andateco piano con le beatificazioni di Calabresi.Ma
che cazzo di gente frequenta ’sto blog?
13 settembre, 2008 alle 4:43 pm
Andy, hai fatto un esempio chiarissimo del significato del mio
commento precedente. La società attuale è come quel tale che si dà
delle tremende martellate sulle dita…
13 settembre, 2008 alle 4:40 pm
Grande Cumino! Questi sono fatti, nudi e crudi. Il resto è
ipocrisia. Attendiamo con ansia la risposta di Gad (che non
arriverà).
13 settembre, 2008 alle 4:34 pm
C’era un tale che si dava delle martellate sulle dita, urlando per
il dolore, ma invece che smettere imprecava contro i costruttori di
martelli, responsabili di produrre oggetti che facevano un male
boia. Chi vuole intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo.
13 settembre, 2008 alle 4:34 pm
Agnostico se i giovani si drogano, oppure vomitano le proprie
esistenze in rave-party o si fanno dei piercing che sono
un’autentica violenza carnale su se stessi, o mille altre cose
ancora, non si può mai omettere la responsabilità di chi ha il
dovere morale di guidare questi giovani ed offrire degli strumenti.
Attraverso il principio della responsabilità individuale ed
applicando il principio dell’antiproibizionismo per cui tutto è
lecito per quanto moralmente deprecabile, porta esattamente alle
conclusioni che abbiamo sotto gli occhi. Se dunque un figlio si
droga, oppure vive la propria esistenza come un vegetale, oppure a
scuola ha deciso di tirare stoppini all’insegnante, oppure decide
di andare in giro a stuprare ragazze, ciò lo si dovrebbe ridurre ad
una condizione di libertà individuale, non sindacabile, non
governabile e quindi nemmeno soggetta ad alcuna sanzione di
carattere etico o giuridico. Ridicolo. I giovani vanno presi per
mano, vanno educati, vanno educati al bello, vanno stimolati e
motivati, deve essere fornito loro interesse: e questo è compito
degli adulti. L’assenza del mondo dei grandi, della famiglia, della
scuola, delle attività ricreative, produce questo squallore di
carcasse in pelle ed ossa ma dannate per sempre in quanto privi di
un’anima. Ed è tutta colpa di gad, sottinteso.
13 settembre, 2008 alle 4:30 pm
Io non voglio commentare ciò che ha detto Sofri, nè ciò che dice
Gad Lerner. Ma poichè c’è il vizio di commentare solo su commenti,
voglio dare un aiutino per i più giovani, parlando di fatti. Sofri
era direttore di Lotta Continua. Ecco un estratto testuale della
sua prosa sul commissario Calabresi. «Nelle strade e nelle piazze
il proletariato emetterà il suo verdetto, lo comunicherà, e ancora
là, nelle piazze e nelle strade lo renderà esecutivo».
«L’eliminazione di un poliziotto non libererà gli sfruttati. Ma
questa è sicuramente una tappa fondamentale dell’assalto del
proletariato contro lo stato assassino». E ancora: «Calabresi,
assassino, stia attento. Il suo nome è tra i primi della lista».
«Siamo stati troppo teneri con il commissario di Ps Calabresi. Egli
si permette di continuare a vivere tranquillamente, di continuare a
fare il suo mestiere di poliziotto, di continuare a perseguitare i
compagni. Facendo questo, però, si è dovuto scoprire, il suo volto
è diventato abituale e conosciuto per i compagni che hanno imparato
ad odiarlo. La sua funzione di sicario è stata denunciata alle
masse che hanno cominciato a conoscere i propri nemici con nome,
cognome e indirizzo. È chiaro a tutti, infatti, che sarà Calabresi
a dover rispondere pubblicamente del suo delirio contro il
proletariato. E il proletariato ha già emesso la sua sentenza,
Calabresi è responsabile dell’assassinio di Pinelli e Calabresi
dovrà pagarla cara.» Ancora, scritta poco prima che Calabresi
morisse: «Gli siamo alle costole, ormai è inutile che si dibatta
come un bufalo inferocito. Qualcuno potrebbe esigere la denuncia di
Calabresi per falso in atto pubblico. Noi, più modestamente, di
questi nemici del popolo vogliamo la morte». Fino al tragico
epilogo del 18 maggio 1972, quando dopo l’omicidio Lotta Continua
uscì con questo titolo: «Giustizia è fatta». Ed ora un quiz: chi
era il vicedirettore di un giornale così, e ne condivideva i
principi e gli scritti? Risposta: ma il nostro caro Gad Lerner, che
oggi fa il maestro di tolleranza, senso civico, uguaglianza e
solidarietà. Solo per la conoscenza dei fatti, su cui sovente si
glissa.
13 settembre, 2008 alle 4:29 pm
Gaddd,ma pensa te che ci tocca sentire;la Carfagna che ha vissuto
anni vendendo l’uso fotografico e televisivo del suo corpo al
glamour business che fa la morale alle ragazze di strada!! E la
Gelmini che tuona contro gli sfaticati e le scuole del Sud e poi va
a fare un concorso in Calabria per passare se no non passava!! Ma
cosa abbiamo fatto di male,cosaaa?????? Arridatece la Turco e la
bindiiiiiiiiiii!!!!!
13 settembre, 2008 alle 4:12 pm
Andy Straw, stai attento con gli amari, hai visto me son finiti i
ramazzottimisti della “Milano da bere”?
13 settembre, 2008 alle 4:09 pm
Caro Agnostico ok, rispetterò la tua voglia di non venir più
chiamato in causa. Comunque sbagli nel ritenere che i tuoi figli,
a meno che tu non ne abbia ma in questo caso dovresti anche
pregiudicare la possibilità di averne, fosse anche adottivi, ché
è in ogni caso un’enormità, siano indenni o immuni da ogni
contaminazione con la realtà indipendentemente dalla tua volontà.
13 settembre, 2008 alle 4:09 pm
Io per oggi nemmeno inizio: sono amareggiato isolabella.
13 settembre, 2008 alle 4:02 pm
io sono convintamente antiproibizionista quindi se i tuoi figli si
drogano è anche colpa mia? Fammi capire il ragionamento.
—————- ti rispondo ma non chiamarmi più in causa per
oggi, grazie. Non c’ è alcuna possibilità che i miei figli si
droghino. Io ho detto che responsabilità dei drogati e propria dei
drogati, al limite in qualche raro caso, anche dei genitori.
Dopodicché Serenella ha detto che la responsabilità è della
società. Io le ho risposto che se proprio vuole dare la
responsabilità a qualcuno la deve darle a chi vota i partiti che
appoggiano la libertà di droga. Responsabilità indiretta ma sempre
responsabilità. Se proprio vuole dare la responsabilità a qualcuno.
13 settembre, 2008 alle 3:50 pm
Caro Agnostico amereggiato, io sono convintamente
antiproibizionista quindi se i tuoi figli si drogano è anche
colpa mia? Fammi capire il ragionamento.
13 settembre, 2008 alle 3:39 pm
Sicuro Mara Carfagna riconoscera’ l’errore, ma solo tra qualche
anno. Del resto, Giorgio Napolitano scrisse un articolo per
appoggiare e giustificare la repressione in Ungheria nel 1956 e nel
1986 (nel 1986, millenovecentottantasei) riconobbe l’errore.
13 settembre, 2008 alle 3:39 pm
410- Ma se il cervello dell’uomo si allea con l’anima della donna,
la parità (e chi vorrebbe la vittoria? un Dio perdente sarebbe la
sconfitta dello stesso uomo) è raggiunta
13 settembre, 2008 alle 3:36 pm
380- Serenella, potresti obiettare che, se io avessi lavorato
quanto te, mi sarei potuta permettere una vacanza (sempre
nell’ipotesi che io abbia desiderio di una vacanza). Ma una che
lavora come te, ha la possibilità di scavare dentro di sé fino a
scoprire l’anima femminile seppellita da millenarie menzogne e
umiliazioni? Occorre pure che qualcuna si sporchi le mani anche in
questo. Per il Bene di tutte, prostitute incluse
13 settembre, 2008 alle 3:34 pm
Chiudo anch’ io per oggi perché sono amareggiato.
13 settembre, 2008 alle 3:33 pm
“Nella partita in atto nella scacchiera cerebreale l’uomo ha mosso
abilmente i ” pezzi” a sua disposizione per conseguire l’esito
vittorioso. Tuttavia la partita ingaggiata è contro un formidabile
avversario: il suo stesso Creatore. Le probabilità di successo sono
nulle.”
13 settembre, 2008 alle 3:29 pm
Seguire Dio per fuggire dagli idoli Per il Papa, solo seguire il
Signore è “il mezzo migliore per fuggire gli idoli”. “Lui solo ci
insegna a fuggire gli idoli, miraggi del pensiero”. E conclude: “A
tutti gli uomini di buona volontà che mi ascoltano – conclude – io
dico come San Paolo: fuggite il culto degli idoli, non smettete di
fare il bene”. Idoli che Benedetto XVI ha indicato in “denaro, sete
dell’avere, potere e persino sapere”. ——————- in questo
caso Cinzia le parole non sono tanto diversa dalle tue.
13 settembre, 2008 alle 3:27 pm
caro antonio, non generalizzerei. ci sono interventi e interventi
(mi rendo conto della banalità, ma…). piuttosto mi pare che tu ti
sia voluto incaponire a volte in discussioni senza uscita (odio le
rettifiche all’infinito. se uno capisce bene, se no amen). ho poi
l’impressione che tu sia stato molto presente su questo blog, e
questo è male prima di tutto per il tuo lavoro (una delle ragioni
che mi porterà ben presto alla latitanza forse totale). pur nella
partigianeria a me opposta ti riconosco una buona coscienza critica
che riesce a volte a superare proprio questa partigianeria, quindi
ti saluto con dispiacere
13 settembre, 2008 alle 3:25 pm
403- Provocare fastidio ed irritazione non sempre è male. Se non
credessi questo, sarei dovuta sparire subito dal blog visto il
fastidio e l’irritazione che provoco
13 settembre, 2008 alle 3:24 pm
Antonio* sei l’ unico che mi sostiene normalmente. Se te ne vai chi
mi da una mano?
13 settembre, 2008 alle 3:21 pm
E’ stato scosso da qualcosa di precedente e ha equivocato qualche
intervento. Il tema della prostituzione non lo soddisfa e tornerà
con qualche altro argomento spero. Io mi sono trovato molto d’
accordo con lui in tutti i temi precedenti e mi dispiace se
involontariamente l’ ho ferito.
13 settembre, 2008 alle 3:21 pm
Drake, e sempre da un po’ (forse non da ieri ma da due o tre
giorni) non riesco neanche più ad aprire la posta. La pagina
“accedi” è azzurra con lo spazio dove scrivere la password. Ora
appare una pag. completamente bianca. Cosa sta succedendo?
13 settembre, 2008 alle 3:19 pm
401 § Un’ultima cosa Agnostico.
Ho capito che i miei interventi più che alimentare la
conversazione provocano fastidio e irritazione.
Quindi per il buon prosieguo dei vostri dibattiti, tolgo il
disturbo.
Addio
13 settembre, 2008 alle 3:17 pm
‘A questo punto non ha più senso per me continuare. Abbandono il
blog.’ mi sfugge qualcosa?
13 settembre, 2008 alle 3:14 pm
Antonio* cosa dici? non c’ è niente di irriguardoso.
13 settembre, 2008 alle 3:11 pm
A questo punto non ha più senso per me continuare. Abbandono il
blog.
A voi tutti, buona continuazione.