Presagi di guerra. In troppi si illudono che gli immigrati siano una manovalanza da sfruttare senza ricompensarla con altro che una manciata di euro in nero. La rabbia sta montando. I sei africani morti ammazzati dalla camorra nel casertano, e la rivolta violenta degli immigrati che vivono tutti gli italiani come nemici, rappresentano un segnale che dovrebbe allarmare tutte le persone responsabili.
Temo che gli episodi di reazione furibonda dei dannati della terra possano ripetersi anche in altre zone del Paese. Manca loro la fede che lo Stato possa e voglia difenderli dai soprusi quotidiani che si moltiplicano. Avvertono un’ostilità crescente quando chiedono di pregare per il Ramadan, quando pretendono il rispetto dei loro diritti sul lavoro, quando si sentono odiati nelle notti cittadine com’è accaduto al povero milanese Abdoul una settimana fa. E allora il rischio è che scelgano fino in fondo la parte del torto, cioè l’autorganizzazione squadristica, scatenando conflitti etnici che l’Italia sarebbe molto meno preparata a sopportare rispetto a Francia e Gran Bretagna.
O si favorisce una sensibilità condivisa, la pietà per le vittime, la solidarietà per i più deboli; oppure i due campi si separeranno e cominceranno a spararsi addosso.
Quel giorno gli imprenditori politici della paura si compiaceranno di avere avuto ragione, senza rendersi conto che sono tra i responsabili di una nuova stagione di violenza ormai alle porte.
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12 febbraio, 2009 alle 8:56 pm
THE RACE WAR OF BLACK AGAINST WHITEPaul SheehanFrom the Sydney Morning Herald, May 20, 1995
The longest war America has ever fought is the Dirty War, and it is not over. It has lasted 30 years so far and claimed more than 25 million victims. It has cost almost as many lives as the Vietnam War. It determined the result of last year’s congressional election. Yet the American news media do not want to talk about the Dirty War, which remains between the lines and unreported. In fact, to even suggest that the war exists is to be discredited. So let’s start suggesting, immediately. No matter how crime figures are massaged by those who want to acknowledge or dispute the existence of a Dirty War, there is nothing ambiguous about what the official statistics portray: for the past 30 years a large segment of black America has waged a war of violent retribution against white America. And the problem is getting worse, not better. In the past 20 years, violent crime has increased more than four times faster then the population. Young blacks (under 18) are more violent than previous generations and are 12 times more likely to be arrested for murder than young whites. Nearly all the following figures, which speak for themselves, have not been reported in America: · According to the latest US Department of Justice survey of crime victims, more than 6.6 million violent crimes (murder, rape, assault and robbery) are committed in the US each year, of which about 20 per cent, or 1.3 million, are inter-racial crimes.· Most victims of race crime – about 90 per cent – are white, according to the survey "Highlights from 20 Years of Surveying Crime Victims," published in 1993.· Almost 1 million white Americans were murdered, robbed, assaulted or raped by black Americans in 1992, compared with about 132,000 blacks who were murdered, robbed, assaulted or raped by whites, according to the same survey.· Blacks thus committed 7.5 times more violent inter-racial crimes than whites even though the black population is only one-seventh the size of the white population. When these figures are adjusted on a per capita basis, they reveal an extraordinary disparity: blacks are committing more than 50 times the number of violent crimes of whites.· According to the latest annual report on murder by the Federal Bureau of Investigation, most inter-racial murders involve black assailants and white victims, with blacks murdering whites at 18 times the rate that whites murder blacks. These breathtaking disparities began to emerge in the mid-1960s, when there was a sharp increase in black crime against whites, an upsurge which, not coincidentally, corresponds exactly with the beginning the modern civil rights movement. Over time, the cumulative effect has been staggering. Justice Department and FBI statistics indicate that between 1964 and 1994 more than 25 million violent inter-racial crimes were committed, overwhelmingly involving black offenders and white victims, and more than 45,000 people were killed in inter-racial murders. By comparison 58,000 Americans died in Vietnam, and 34,000 were killed in the Korean war. When non-violent crimes (burglary, larceny, car theft and personal theft) are included, the cumulative totals become prodigious. The Bureau of Justice Statistics says 27 million non-violent crimes were committed in the US in 1992, and the survey found that 31 per cent of the robberies involved black offenders and white victims (while only 2 per cent in the reverse). When all the crime figures are calculated, it appears that black Americans have commited at least 170 million crimes against white Americans in the past 30 years. It is the great defining disaster of American life and American ideals since World War II. All these are facts, yet by simply writing this story, by assembling the facts in this way, I would be deemed a racist by the American news media. It prefers to maintain a paternalistic* double-standard in its coverage of black America, a lower standard.
Molto presto sullo schermo europeo
17 ottobre, 2008 alle 12:54 am
Ops, mi sa che come spesso accade non ho capito nulla. Comunque anche se non sei maghrebino ma se il francese parlato lo conosci bene bene l’aiuto te lo chiedo lo stesso (nel senso che ci sono due parole in un video francese che proprio non riesco a distinguere, e quindi…)
17 ottobre, 2008 alle 12:50 am
BASGIOEA
se sei originario del Maghreb e conosci bene il francese, potresti tornarmi utile (scusa se ne approfitto)
17 ottobre, 2008 alle 12:47 am
Che lo faccia usando il minuscolo, però
17 ottobre, 2008 alle 12:44 am
A Basgiogea (240): benvenuto nel blog, spero che tu ci torni spesso a dire la tua
17 ottobre, 2008 alle 12:27 am
GAD,TI HO SEMPRE SEGUITO IN TV…E LA PRIMA VOLTA CHE CONSULTO IL TUO BLOG…TI DEVO DIRE LA VERITA,MI E VENUTA LA PELLE D’OCCA LEGGENDO I COMMENTI DEGLI ITALIANI.NON PENSAVO ODIASSERO GLI STRANIERI FINO A QUESTO PUNTO.SONO UN RAGAZZO STRANIERO NON EUROPEO NON MI RITENGO EXTRACOMMUNITARIO…HO LA PELLE SCURA MA NON MI RITENGO NE NEGRO NE DI COLORE.L’ITALIA E L’UNICO PAESE AL MONDO CHE CONTINUA AD USARE ANCORA QUESTI TERMINI DISCRIMINATORI PENSO A NEGRO,CLANDESTINO,EXTRACOMMUNITARIO O RAGAZZO DI COLORE…MENTRE IN FRANCIA E UN REATO CHIAMARE UN NERO NEGRO,IN ITALIA SI CONTINUA AD USARLO….MI CHIEDO,OGGI SE LE COSE NON VANNO COSI BENE IN ITALIA,MA SIAMO SICURI CHE LA COLPA E TUTTA DEGLI STRANIERI?NON SONO SICURO,PENSO CHE LA COLPA NON E SOLO DI CHI DEVE OBEDIR ALLE LEGGI SE NON LO FA MA ANCHE DI CHI E SENSATO FARLE APPLICARE.OGGI MENTRE TUTTO IL MONDO HA GLI OCCHI SULLA BORSA E L’ECONOMIA,QUALCUNO SE NE FRAGA E CONTINUA A PENSARE COMME FARE A SEPARARE GLI STUDENTI STRANIERI DAGLI ITALIANI…VERGOGNATEVI!MA COMME PO ESSSER POSSIBILE CHE UN PARTITO PER ANNI,CHE SIA AL POTERE O ALL’OPPOSIZIONE NON PARLA D’ALTRO CHE DELL’IMMIGRAZIONE.MENTRE TUTTO IL MONDO PENSA ALLE SOLUZIONI PER USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA,NESSUNO PROPONE NIENTE ANZI PROPONGONO IL FEDERALISMO FISCALE.
14 ottobre, 2008 alle 9:17 pm
anna netti ma và a ciapà i ratt
12 ottobre, 2008 alle 1:55 pm
l’italiano paga l’immigrato ride il compagno gode
5 ottobre, 2008 alle 5:18 pm
@ante.pavelic, Ciao ante quello che desideri venga fatto agli extra comunitari e all’amico gad mi auguro con tutto il cuore che tu stia scherzando altrimenti…CHE TU E LA TUA FAMIGLIA ABBIA A PATIRE IL DOPPIO
4 ottobre, 2008 alle 5:27 pm
magari scoppiasse la guerra con gli extra cosi è la volta buona che li rimandiamo a casa a calci in culo , riguardo a tè ebreo errante ricorda bene :sarai il primo che verremo a cercare
2 ottobre, 2008 alle 10:17 pm
Gad, ti sto seguendo ad Annozero (tira un’arietta, eh?).
Quando fai riferimento, non ricordo le parole precise, alla scelta se difenderci dall’immigrazione ed opporre risposte poliziesche oppure, al contrario (questa me la ricordo), "investire sulla loro integrazione", qui vorrei correggerti.
La questione non è la "loro" integrazione. L’"integrazione" non può essere un’azione che un popolo compie nei confronti di un altro. La "loro" integrazione è "se stanno a casa nostra, stanno alle nostre regole" (che è un tale nonsense, un modo talmente rozzo di porre la questione che non può essere nemmeno contraddetto; chi se la sentirebbe di dire il contrario?).
La questione è che l’integrazione o è reciproca o non è. Se è un processo reciproco, non è necessario rinunciare a qualcosa di quello che si è. Se invece pensiamo l’"integrazione" come un processo a senso unico, come qualcosa che uno esercita sull’altro, inevitabilmente qualcuno (o da una parte, o dall’altra) si difenderà.
Immagino che il tuo pensiero non andasse in un’altra direzione, ma trovavo utile sottolineare una sfumatura che non è solo linguistica… (diciamo la verità, è brutta anche la parola… come si potrebbe dire?)
1 ottobre, 2008 alle 6:03 pm
Ora che a Castel Volturno hanno di fatto catturato i presunti assassini dei sei ganesei direi sia ora di rimpatriare tutti gli extracomunitari clandestini che risedono illegalmente in loco. Vi pare?
Luca
1 ottobre, 2008 alle 5:23 pm
"Quindi il termine esatto per indicare le persone di colore è "negro"." forse volevi dire che il termine piu’ appropriato x definire i "negri" è appunto persone di colore ……
1 ottobre, 2008 alle 5:19 pm
Per gestire le società multiculturali e l’emigrazione ci sono solo due approcci:
Quello "Svizzera" ove ci sono regole per gli svizzeri e regole diverse per i non svizzeri.
Quella "Singapore" (nazione multiculturale) ove ci sono
ferre regole per tutti: butti la cicca = multa, droga = ti fucilano!
In mezzo c’è solo la "iper-democrazia" cioè il caos.
1 ottobre, 2008 alle 5:15 pm
ILL.MO SIG. LERNER, BUONGIORNO,
HO AVUTO MODO DI SCRIVERLE GIA’ IN PASSATO, SEGUO CON GRANDE INTERESSE LE
SUE TRASMISSIONI E NON LE NASCONDO CHE SONO UN SUO AMMIRATORE, INFATTI LA
INTELLIGENZA E’ UN VALORE ASSOLUTO PERTANTO NON SI PUO’ NON APPREZZARLA.-
DI CONTRO LE MIE IDEE SPNO DIAMETRALMENTE OPPOSTE ALLE SUE, ANZI SONO AGLI ANTIPODI.-
CIRCA LA IPOTETICA DISCRIMINAZIONE RAZIALE CHE A DIRE DI SCHIERE DI RADICAL CHIC, E DI POLITICI DISOCCUPATI NONCHE’ DI DIRETTORI DI RIVISTE
CATTOLICHE, MI PERMETTO CON LA MASSIMA UMILTA’ DI AFFERMARE CHE IO
CITTADINO ITALIANO MI SENTO DISCRIMINATO IN QUANTO DOPO POCO MENO DI
41 ANNI DI LAVORO LO STATO SPENDE PER LA MIA PENSIONE CIRCA EURO 33.-
AL GIORNO, MENTRE UN CLANDESTINO CHE SBARCA A LAMPEDUSA COSTA ALLO
STATO EURO 80 AL GIORNO, E UN CARCERATO EXTRACOMUNITARIO COSTA OLTRE
EURO 400 AL GIORNO, E SE CONSIDERIAMO I COSTI SOCIALI DI QUESTO FENOMENO
SONO MOLTO PIU’ ALTI.-
COME CITTADINO ITALIANO RIVENDICO CON LA MASSIMA FERMEZZA IL MIO INALIENABILE
DIRITTO AD ESSERE SOLIDALE SE VOGLIO, COME VOGLIO, QUAND VOGLIO MA SOPRATUTTO CON CHI VOGLIO E NON DELEGO NESSUNO AD ARROGARSI TALE DIRITTO IN MIA VECE
CONCLUDO AFFERMANDO CHE MALGRADO TUTTE LR ACCUSE RIVOLTEGLI E’ BERLUSCONI
CHE HA I VOTI DA BEN 15 ANNI PERTANTO QUESTE MINORANZE DEPOSITARIE DI TUTTO LOSCIILE UNIVERSALE ME DEVONO PRENDERE ATTO.-
GRAZIE PER LA SUA ATTENZIONE ED UN CORDIALEW SALUTO
GIANNI
1 ottobre, 2008 alle 1:41 pm
Se scoppia la guerra la vincono gli Italiani.
1 ottobre, 2008 alle 12:51 pm
PER saul 223
Guarda che se decidi di andare a cercare qualcuno nel senso che tu intendi, devi capire che qualcun’altro potrà anche venire a cercarti… e allora si che saranno guai… noi stessi continuiamo a ripetere che non hanno nulla da perdere e allora sai quanto ci pensano sopra prima di venire a cercare quelli come te?… Non ci pensano da come li descriviamo, che tra l’altro mi fare pure pena l’ignoranza di coloro che si permettono di dire certe cose ed anche tu mi fai pena nascosto sotto un nickname minacci gente colta e che fa cose che forse non ci arriverai mai a capire … POVERETTO
29 settembre, 2008 alle 11:28 pm
sull’apertura delle moschee nelle città italiane (a mio avviso diritto inalienabile, dato che il nostro è uno stato laico), è chiaro l’atteggiamento di sfiducia sul tema della sicurezza.
domando agli islamici presenti perchè mancano chiari ed evidenti segnali da parte dell’islam moderato di voler combattere e isolare l’estremismo ed il fondamentalismo dall’interno.
29 settembre, 2008 alle 9:36 pm
lunedì 29 settembre, trasmissione sul razzismo con borghezio e donazzan; mi chiedo un pò retoricamente se la religione possa diventare un veicolo di appartenenza anche razziale: certamente sì e a questo proposito vorrei sapere se il pontefice, la santa sede sanno, quando auspicano un aumento dei politici cattolici, sanno che borghezio, donazzan calderoli sono politici cattolici
25 settembre, 2008 alle 5:19 pm
Grazie Gad, non mi aspettavo davvero una sua risposta.
In effetti è vero, io sono molto confusa, cerco di resistere per non darmi risposte preconfezionate, ma è difficile, è molto difficile di questi tempi.
25 settembre, 2008 alle 9:14 am
Che domanda difficile, Valeria (224): siamo talmente ossessionati dai cambiamenti di mentalità dovuti all’immigrazione che tutto intorno a noi ci pare indecifrabile. L’immigrato sarà maleducato o stanco, o tutti e due? Quello che gli chiede di alzarsi sarà razzista o cavaliere, o tutti e due? Figurati che ormai ci appare più a sinistra il Vaticano che il Pd, in questa materia.
25 settembre, 2008 alle 8:51 am
Poco fa ho assistito a questa scena su un mezzo pubblico romano.
Stavo leggendo.
A un certo punto sento la voce di un uomo che chiede ad un ragazzo seduto dietro di me di alzarsi per far sedere una signora. Ho immaginato che il ragazzo scuotesse la testa e dicesse di no a bassa voce, perchè l’uomo continuava a insistere perchè si alzasse.
Mi volto per offrire il mio posto alla signora che immaginavo molto anziana. E invece no, era una signora che aveva una borsa solo un po’ pesante e che, vedendo che avevo una borsa anch’io e in più una cartella a tracollo, ha declinato con molto buon senso l’invito.
Ho notato solo allora che il ragazzo seduto era di colore.
Due donne in piedi accanto a me, sudamericane, hanno commentato tra loro, prima in italiano poi proseguendo in spagnolo:
"noi (intendeva: noi stranieri) stiamo in piedi al lavoro dodici ore al giorni, l’unica mezz’ora in cui possiamo stare seduti è sull’autobus. Perché chiedono proprio a noi di alzarci e non agli italiani anche giovani – e ha fatto con il braccio un gesto ampio e sprezzante – che se ne stanno stravaccati sui sedili?".
In effetti a Roma ormai è raro vedere sugli autobs qualcuno alzarsi per cedere il posto alle persone anziane, alle donne poi nemmeno a parlarne.
Domanda: il ragazzo nero che non si è alzato è stato maleducato? L’uomo che gli ha chiesto di alzarsi era razzista?
23 settembre, 2008 alle 7:40 pm
caos ,degrado,violenza dilagante ah che bella la società multirazziale tanto cara al gad ed amici,ma questo è solo l’inizio , qui finirà come in bosnia 94 e allora si gad che ti verremo a cercare
23 settembre, 2008 alle 3:10 pm
@219.Anche nei Paesi del Terzo Mondo abbondano i tossicodipendenti.
Quegli immigrati non porteranno avanti la fiaccola della nostra civiltà perchè non appartengono alla nostra civiltà.
Invece concordo su un punto:finalmente qualcuno si è accorto che le uniche manifestazioni di vitalità in questo Paese comatoso sono date proprio da mafia,camorra,’ndrangheta ecc.,il che significa che siamo alla frutta.
23 settembre, 2008 alle 12:00 pm
Negri, paria,peggio di un sottoproletariato che oggi ha perso coscienza, gente che non ha nulla da perdere se non le proprie catene, eppure ci insegnano ad insorgere. Ripartirà da dai paria il nostro 68 mancato? Dovremo aspettare che le fila di questo nuovo sottoproletariato prendano reale coscienza e si aggregandosi ,prima di accorgerci che le catene le abbiamo messe anche ai nostri piedi bianchi?
23 settembre, 2008 alle 10:59 am
208 SNEP mi scuso per il ritardo ma ti leggo ora.Vedi che a me sono tante le cose che non mi tornano ma l’attaccamento alle poltrone dei politici è cosa nota a tutti.Il senso di responsabilità della classe politica è bene sconosciuto a chi ci dovrebbe governare a tutti i livelli, ed a quello locale ancor di più.Nella mia Regione il presidente, la giunta, la Mastella sai da quando hanno perso ogni legittimità politica presso gli elettori e questo ben prima dell’emergenza rifiuti a causa del dissesto finanziario che ci costa un occhio della fronte e con ricadute immediate soprattutto per la popolazione più debole come gli anziani che devono anticipare i soldi per le medicine visto che le farmacie non pagate da anni periodicamente, e per fare cassa,pretendono dai cittadini il pagamento dei medicinali.Eppure in Campania le tasse le paghiamo tutti ed in misura anche maggiore rispetto alle altre Regioni del sud, per non parlare delle assicurazioni auto tra le più alte d’Italia e la stessa benzina.Ebbene già solo per questo i vertici regionali avrebbero dovuto ceder la mano e consentire nuove consultazioni. Detto tra noi non è che la destra regionale sia tanto diversa dalla sinistra che comunque tutta intera porta la responsabilità del disastro ambientale della regione come le recenti inchieste stanno portando alla luce con implicazioni gravi sia per chi fingeva di governare sia per chi fingeva di opporsi, come il sottosegretario PdL Cosentino, campano, che si accordava con i Casalesi per lo smaltimento di rifiuti supertossici tutti provenienti dalle virtuose Regioni del nord, Lombardia e Veneto prime tra tutte che erano perfettamente a conoscenza sia del disastro che provocavano alla Campania sia della vera identità dei loro soci in affari, i Casalesi di Caserta.Ora su questa storia dei rifiuti si sta seppur lentamente facendo luce e ne sentiremo delle belle.Le anime candide del nord che spesso da questa tribuna ho dovuto sentir dar lezione di civiltà, anche loro hanno eletto amministratori che non si vergognavano di risolvere lo smaltimento dei loro rifiuti tossici nelle loro regioni entrando in affari con la Camorra, e mandandoceli sotto mentite spoglie.I costi altissimi della bonifica dei terreni inquinati dai veleni del nord se ci fosse giustizia dovrebbero accollarselo interamente e dovrebbero chiederci scusa per il danno arrecatoci.A conclusione delle indagini molti del nord avranno delle sorprese e gli idioti che anche su questo sito abbondano dovranno rimangiarsi gli insulti che elargivano a piene mani verso i terroni.Anche se sono convinto che chi idiota è idiota rimane! I criminali che invece avrebbero dovuto governare la Regione sono ancora tutti lì, non dimenticare che lo stesso Lerner difende ancora oggi Bassolino a spada tratta e prima ancora che la magistratura abbia concluso le indagini e questo la dice lunga anche sul sistema informativo nazionale colluso per la maggior parte col potere politico, anche col peggior potere politico.Anche Berlusconi, dopo mesi e mesi in campagna elettorale di richieste di dimissioni per Bassolino e soci, appena vinte le elezioni non solo si è rimangiato le dimissioni del boss ma, come pare, ha stabilito accordi col Bassolino, forse il Salvatore della Patria già sapeva cosa bolliva in pentola grazie anche ai suoi scagnozzi che banchettavano allegramente al pari dei sinistri sulla mensa imbandita da Camorra & soci. Come vedi caro Snep il panorama non è dei migliori nè per la Campania nè per l’Italia.
23 settembre, 2008 alle 12:38 am
I neri di Caserta hanno difeso con determinazione i propri fratelli, anche se erano degli spacciatori di droga. Hanno il senso di appartenenza alla comunità, alla razza, al gruppo. Noi siamo invece una comunità decadente che non riesce più a difendersi: l’eliminazione degli spacciatori – neri o bianchi – dovrebbe essere considerato un bene per tutti. Invece parliamo di cazzate: razzismo, camorra, violenza. Stupidate. Gli spacciatori non devono esistere e chi li elimina è un benefattore della società. Semai è triste che l’unica manifestazione di vitalità degli italiani sia data, purtroppo, dalla Camorra o dalla Mafia. Forse è meglio se ci estinguiamo in fretta e se il nostro posto, è preso da quei ragazzi neri, forti, solidi, vitali che eliminano con la droga i nostri poveri figli degenerati e che si apprestano a diventare i nostri eredi ed a portare avanti – spero – la fiaccola della nostra civiltà.
22 settembre, 2008 alle 11:16 pm
Una cosa buona la vicenda Alitalia la sta portando e cioè che per la prima volta è possibile ascoltare giudizi obbiettivi che collimano e prescindono dall’appartenenza politica. Nel merito poi mi permetto di evidenziare come gli italiani siano stanchi di farsi carico dei priviligi di pochi (anzi molti). Che fallisca pure l’Alitalia, tanto è certo che dalle sue ceneri nascerà un impresa che saprà competere secondo le regole del mercato perchè priva di molta zavorra, tra cui buona parte dei suoi dipendenti da sempre in esubero.
Saluti
22 settembre, 2008 alle 10:42 pm
Ho appena sentito il rappresentante dei piloti, Berti che "se prevalessero le condizioni CAI, i piloti potrebbero trovarsi sottoposti a un tipo di pressione tale da mettere a repentaglio la SICUREZZA DEL VOLO." Dott. Lerner, questa frase mi sembra una sconveniente, per non dire altro forma intollerabile di ricatto.
Saluti. Bruno Bruni
22 settembre, 2008 alle 10:38 pm
La situazione di Caserta non ha eguali e fa storia a se’.Castelvolturno non e’ in provincia di Caserta ma di Casal di Principe.Impossibile pensare che governi provinciali e regionali non abbiano mai pensato allo stato di grave degrado e abbandono della piccola cittadina, ma c’e’ qualcosa di piu grosso che la gestisce e che si chiama camorra, li ogni cosa che si muove e respira e’ opera della camorra, tutti devono scendere a compromessi con loro, compresi politici e amministrazioni Non tiriamo delle facili conclusioni, rendiamoci conto che lo stato li non esiste e non sara’mai presente.
22 settembre, 2008 alle 10:13 pm
Ciao da Sara. LA PACE NELLE NOSTRE MANI? Nel 2001, le Nazioni Unite decisero che il 21 settembre si sarebbe festeggita" la giornata internazionale della pace ".fu organizzata una manifestazione su una piazza, d’avanti a un’opera d’arte rappresentante due mani che circondano il globo terrestre e intitolata :" La pace è nelle nostre mani". Eppure ,pensando agli attentati, alle violenze ,alle guerre che colpiscono tanti popoli, bisogna riconoscere che si parla molto di pace , ma la pace nel mondo non c’è. Il giornalista che riporta la manifestazione di cui sopra conclude :" Che cosa possiamo fare , di fronte a tutti questi conflitti ? Denunciare , spiegare, ricercarne le cause ?" Sono domande che rimangono senza risposta. Possiamo ancora credere che l’uomo abbia la pace nelle mani e che possa portarla sulla terra , quando in tutti i campi- politico, economico , sociale ,religioso- si vedono conflitti? No ,la storia dell’umanità dimostra l’icapacità dell’uomo a stabilire una pace durevole , perchè si dimentica il Dio di pace , quel Dio che un giorno la farà regnare nel mondo . Quando il Cristo regnerà , dopo aver purificato la terra giudicando il male ,"sarà Lui che porterà la pace "(Michea 5:4).E’ a Lui che oggi dobbiamo guardare . Solo con la fede nell’opera di Gesù Cristo si può sperimentare la pace . La pace è stata fatta con il sangue versato alla croce (Colossesi 1:20), ed egli la dà a chiunque crede (Romani 5:1). Tratto da: Messaggero cristiano. Un saluto affettuoso a tutti.
22 settembre, 2008 alle 5:54 pm
Dovremmo imparare a convivere con gli immigrati e loro con noi, e
tutti insieme imparare a pretendere dai nostri amministratori che trattino meglio sia gli Italiani che gli altri. Perchè anche noi siamo in balia della camorra che ha ucciso molti più Italiani, fra la totale inerzia di chi dovrebbe difenderci e che spesso preferisce colludere con la malavita. Ricordatevi che la miseria è fondamentale per la strategia delle mafie, perchè è più facile controllare il territorio ed arruolare manovalanza. Un grande problema è che le mafie, indisturbate nelle loro roccaforti, si stanno consolidando anche al centro ed al nord, dove la lega nord non se ne cura e preferisce aizzare i propri peones contro gli extracomunitari
22 settembre, 2008 alle 5:53 pm
sergio bontempelli
22 settembre, 2008 alle 5:34 pm
‘Negro’, da un punto di vista etimologico, non è un insulto.
Deve essere per questo che i razzisti più colti ci aggiungono ‘sporco’ per non essere equivocati.
22 settembre, 2008 alle 5:32 pm
@ 119.120.135. Forse confondete gli Arabi con tutte le altre popolazio ni dell’Oriente, altrimenti sapreste bene che non hanno inventato nien te, a parte la sharia. I numeri sono indiani, li chiamiamo arabi perchè ce li hanno trasmessi, così come ci hanno trasmesso le conoscenze mediche, scientifiche e filosofiche dei Greci; la civiltà non è nata fra gli Arabi, ma fra i Caldei e gli Egiziani.
Quanto ai Negri, i genetisti ci insegnano che sono assolutamente uguali a
noi, la differenza è solo culturale e quelli che hanno assimilato la nostra
cultura, sono in grado di insegnarvi tutto, vedi Nelson Mandela, Desmond Tutu o Leopold Senghor od uno qualsiasi di quelli che si sono laureati e
lavorano in Italia come dirigenti.
22 settembre, 2008 alle 4:53 pm
A proposito di negri..Il termine "negro" non è offensivo.In italiano antico significava appunto "nero".In spagnolo e portoghese nero si dice "negro",deriva dal latino "niger,nigra,nigrum"che significava nero.
Per la verità molti negri non sono esattamente neri di pelle(es.Obama).Quindi il termine esatto per indicare le persone di colore è "negro".
22 settembre, 2008 alle 4:28 pm
Condivido la sensibilità "umanista" espressa da Gad Lerner in merito alle politiche sull’immigrazione e la denuncia contro gli "imprenditori della paura".
Sono stanco del bipolarismo tra destra e sinistra su questi temi. La lotta, anche culturale, contro l’intolleranza ed il razzismo deve essere un patrimonio comune di ogni democratico, al di là del centrosinistra e del centrodestra. Ciò vale ovviamente anche per la legalità.
Dati questi presupposti, occorrerebbe riflettere più seriamente e pragmaticamente sulle policies di accoglienza, di convivenza e di integrazione.
Non ci può essere del resto una buona politica senza partire da un concetto di solidarietà umana, di bene comune, di fratellanza.
Ogni forma, subdola o manifesta, di xenofobia e razzismo rischia di impoverire l’Italia e degradarne la fama mondiale di terra di grande cultura, bellezza e pace.
Matteo
http://dialoghiliberali.splinder.com
22 settembre, 2008 alle 3:05 pm
Gino, sai cosa non mi torna? Se io fossi chessò il presidente di una regione ingovernabile e ingovernata non per colpa mia, ma per l’assenza delle altre istituzioni, inviterei caldamente tutti ad unirsi a me in una bella dimissione di massa.
Invece mi pare di capire che da un lato ci si lamenta della mancanza di risorse, dall’altra si sta attaccati alle poltrone in questo modo come minimo CONDIVIDENDO le responsabilità.
E’ grossomodo lo schema tipico delle aziende di stato: un manager si presenta con un piano industriale, viene assunto, il piano viene ovviamente cassato e lui invece di andarsene (te la immagini un’azienda sana in cui un manager sano resta essendo stata bocciata l’idea che ha lui dello sviluppo dell’azienda stessa? fantascienza) resta, strapagato per NON applicare le sue idee di gestione.
Insomma c’è qualcosa che semplicemente NON FUNZIONA. E discettare sul come sminuzzare le verdure con un frullatore guasto è veramente un pessimo modo di procedere, o no?
22 settembre, 2008 alle 2:59 pm
Si può affermare che la tempesta finanziaria è stato una redistribuzione della ricchezza, da parte dei risparmiatori verso i poveri e il governo americano ha redistribuito l’ onere a tutti i cittadini preservando gli intermediari (che hanno speculato)
22 settembre, 2008 alle 2:56 pm
Si resta veramente sbigottiti a leggere commenti liquidatori di alcuni sui morti ganesi di Castel Volturno.Ma veramente sei morti ammazzati in quel modo possono lasciare indifferenti al tal punto chi poi commenta dicendo che in fondo se la sono cercata, che sono dei "negri" ,usando il più offensivo dei termini possibili per indicare gli Africani che eventualmente sono neri se proprio si deve indicare un colore.A questi signori bisognerebbe forse ricordare che si tratta di esseri umani che qualunque cosa avessero fatto, ed è ancora tutto da dimostrare che fossero tutti e sei spacciatori, certo non meritavano quella esecuzione. Si scrive ancora che quella è terra di camorra e che le esecuzioni per chi infrange l’obbedienza assoluta all’anti stato riguardano prima di tutto i bianchi locali. E’ verissimo ! I primi a pagare sono gli stessi Italiani locali che da decenni vivono sotto ricatto camorristico nell’indifferenza e nell’assenza dello Stato.Questo però non rende meno grave l’episodio dei giorni scorsi quando a cadere sono stati cittadini ganesi da anni residenti in quel territorio e certamente in massima parte dediti a lavoro in nero nelle campagne ed in edilizia.Certamente tra di loro molti delinquono nel campo della droga e della prostituzione e qualcuno dei morti ammazzati era dedito allo spaccio, ma questo è altro problema ed attiene alla mancanza di politiche di inserimento e politiche di contrasto alla criminalità, politiche ancora più assenti in quelle zone rispetto al resto d’Italia.Le province di Napoli e Caserta in Campania, la gran parte della Calabria e della Sicilia, lo Stato italiano da decenni le ha consegnate alle mafie ritirandosi dal territorio e lasciandolo in balia delle peggiori associazioni criminali. Le popolazioni locali da decenni denunciano tale abbandono chiedendo il presidio del territorio ed il ripristino della legalità ma invano. I pochi coraggiosi che in proprio hanno tentato di sfuggire al dominio criminale hanno pagato con la vita la loro ribellione. Il resto della popolazione non ha la vocazione al martirio e silenziosamente cerca di tirare avanti facendo finta di non vedere e non sapere. Superficialmente, e da chi non vive sulla pelle quella condizione, si definisce ciò omertà ed assuefazione. Vorrei vedere l’eroismo di chi queste cose le legge sui giornali e spara a zero !! Negli ultimi istanti del governo Prodi qualche cosa è stata fatta come la cattura di importanti latitanti del casertano, i Casalesi, e processi che hanno condannato all’ergastolo i boss più importanti, ma questo seppur qualcosa è nulla rispetto a quello che prioritariamente è assolutamente indispensabile e cioè riappropriarsi del territorio con ingenti forze stabilmente presenti in esso, colpendo duramente i clan ed i loro sostenitori tutti annidati nelle amministrazioni locali e non solo, se vere, e non ne dubiterei, le rivelazioni dell’ultimo Espresso che disvela il coinvolgimento nell’affaire-rifiuti del sottosegretario Cosentino della PdL.La politica è sicuramente implicata mani e piedi nel sodalizio affari-criminalità del sud d’Italia. I clan mafiosi senza le complicità politiche mai avrebbero raggiunto la potenza militare ed economica che oggi detengono.Nè mai avrebbero potuto disporre del territorio se questo non fosse stato ceduto loro dallo stesso Stato o meglio da quella parte di politica che gestisce lo Stato e ha preferito l’abbraccio mortale, ma pagante in termini elettoralistici, con le mafie invece del governo basato sul consenso libero dei cittadini a fronte di politiche di corretta amministrazione della cosa pubblica.Speravo, di fronte all’insipienza sulla politica di contrasto alla delinquenza della sinistra, in un’inversione di tendenza da parte del nuovo governo proprio per la propaganda che Berlusconi in campagna elettorale aveva fatto su questo specifico tema e per il rilievo che ha avuto nella vittoria elettorale ed invece uno dei primi atti del governo Berlusconi è stato il massiccio taglio al bilancio della sicurezza, cominciato dal governo Prodi, in sfrontata risposta ai propri stessi elettori che alla sicurezza avevano dato la priorità assoluta.Gli stessi elettori di Berlusconi dovrebbero riflettere su questo! prima incitati in campagna elettorale e poi fregati fin dai primi atti di governo.I suddetti elettori cosa ne pensano della volontà, tutta in chiacchiere, delle promesse di rigore contro la criminalità sbandierate prima delle elezioni da Berlusconi & company ? O si sono accontentati delle chiacchiere in tema di rom, impronte poi silenziosamente rientrate,o di prostituzione, qualche espulsione e qualche sopralluogo in zone degradate ? Perchè finora è tutto quello che abbiamo sentito più che visto.Lo stesso Maroni, come già detto in altri scritti una delle poche "teste" di questa maggioranza pare stentare ad agire per davvero ed in modo consistente contro la criminalità e se pensa di risolvere qualcosa in aree del Paese in mano alle mafie con qualche poliziotto in più e per qualche tempo soltanto, o inviando, visto che è di moda in questi tempi, qualche decina di soldati, come sembra, sarebbe solo l’ennesimo ministro degli interni che tutto fa tranne che mettere mano al riordino delle forze di polizia che, unico caso in Europa,si dividono in sei o sette amministrazioni tutte indipendenti le une dalle altre, tutte con comandi separati checchè ne dicano loro, e tutte, con oltre 130.000 – 150.000 uomini, impegnate come sono negli uffici, nei ministeri, nelle scorte, nel presidiare case ville e tenute dei politici e dei loro tirapiedi.Risultato: il territorio, in specie al sud, consegnato alla delinquenza organizzata e no.Ma ci sarà mai un governo, una maggioranza un ministro degli Interni che si deciderà a restituire migliaia e migliaia di uomini al loro compito istituzionale ? Ma ci sarà mai qualche governo che operi una vera riforma delle cento polizie italiane unificandole come in ogni Paese del mondo ? Ci sarà mai un governo che restituisca quell’esercito di forze dell’ordine, sequestrati per la sola propria sicurezza, ai cittadini che quegli stipendi,miserevoli invero, pagano ? Peccato,Maroni poteva essere quel ministro e sarebbe passato alla storia se ne fosse stato capace, avendo dalla sua tutta la forza contrattuale della Lega che della sicurezza e del contrasto alla malavita ha fatto la sua bandiera. Forse è una bandiera come quella leghista, la bandiera di una padania che non esiste se non nei comizi elettorali.
22 settembre, 2008 alle 12:40 pm
Beh ma non capisco di nuovo questa cosa del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto, della luce e dell’ombra. Semplicemente la meccanica della storia agevola la sparizione di alcune civiltà a favore di altre. Tocca a noi? Forse sì forse no, vedremo, ma alla fine quello che sarà successo non sarà nè giusto nè sbagliato. Non c’è una storia etica, al limite c’è la storia dell’etica, ma che non influisce su nulla, salvo fornire qualche pretesto o alibi per fare cose che sarebbero state fatte comunque.
22 settembre, 2008 alle 12:33 pm
Due cose, soltanto.
Dire che tutti i bianchi sono buoni e tutti i non-bianchi (in genere poveri) sono cattivi è una grande stupidaggine. E’ una grande stupidaggine dire anche la cosa contraria.
Nonostante questa ovvietà, sembra proprio che ci sia uno gnosticismo cognitivo che ci spinge a dividere il mondo in due parti.
Sinceramente, assistendo infedelmente alle sue trasmissioni (non sempre posso seguirle), non mi pare che Lerner sia affetto da questa sindrome, e però, qualora lo fosse – come ho letto su questo forum – lo inviterei caldamente a guarirne.
Riguardo alla frase ricorrente "se ne stiano a casa loro" condivido le cose dette da Carla e aggiungo che i primi a non essercene stati a casa nostra siamo stati noi, per quell’antica storia di portare la luce in giro per il mondo, fenomeno noto anche con il nome di colonialismo, e che ora passa sotto diversi neologismi, ma la cui sostanza non cambia.
E’ vero: noi portavamo la luce, e loro portano la miseria. Sarebbe allora forse il caso di chiedersi quale correlazione ci sia tra quella esportazione di luce e questa importazione di miseria, ma il discorso diventerebbe troppo complicato.
A proposito di andare a casa degli altri da ‘padroni’ (noblesse oblige, si sa, e quando sei un faro di civiltà mica puoi accontentarti di essere ospite) ho letto recentemente un romanzo Home di Larissa Behrendt. Racconta di come abbiamo illuminato l’Australia e oscurato gli aborigeni.
Bello e utile per capire il punto di vista degli altri, non per dire che ‘loro’ hanno sempre ragione, ma per capire che ‘noi’ spesso abbiamo torto.
22 settembre, 2008 alle 12:22 pm
Non sono allarmato, semmai confortato. Mi piace il profumo della nuova aria che tira ed ho fiducia nelle istituzioni, nella polizia e nei carabinieri e nell’esercito, ossia non ritengo ci sia un eccessivo pericolo per la popolazione italiana e per gli immigrati venuti con intenzioni civili e che desiderano integrarsi. Se poi si lamentano o scappano dalle terre della nostra Italia coloro che avvertono un’ostilità crescente, tanto meglio, perchè non sono certamente quelli che possono essere utili al lavoro ed all’economia ed al buon vivere del nostro bel Paese.
22 settembre, 2008 alle 11:41 am
Ma non sarà che oltre a Napoli, anche la provincia di Caserta è priva di una qualsiasi forma di governo? Eppure ci sono zone graziose e talune anche funzionanti. Prima o poi bisognerà provvedere, ma con calma, lasciamo ancora le cose sedimentare un po’ come ci piace fare, probabilmente le cose miglioreranno da sole. Non sarà che l’idea di provvidenza si sia installato così profondamente nella presunta classe abusivamente definita "dirigente", che si attende un qualche intervento divino?
22 settembre, 2008 alle 11:30 am
e poi l’ho vista adesso la foto del post con i carriarmatini del risiko…. io tengo rigorosamente le armate nere.