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Sinistra senza sinistra

venerdì, 10 ottobre 2008

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Sinistra senza sinistra

E’ appena uscito da Feltrinelli questo volume collettivo, cinquanta voci per riflettere sulla scomparsa di un’opposizione culturale all’egemonia del centrodestra. Ve lo consiglio, ci sono diversi stimoli utili. Nel frattempo vi anticipo il mio contributo, dedicato ai Rom: lo spauracchio che ci ha fatto alzare bandiera bianca sul terreno della sicurezza.

La sinistra deve stare con il popolo, ma se il popolo odia gli zingari?
Non c’è dilemma più nitido. Di fronte a quel bivio numerosi amministratori della sinistra lombarda (non a caso di matrice comunista amendoliana), dalla sindaco di Pavia a quello di Sesto San Giovanni, hanno imboccato la via “popolare”. Guidati dal motto politicamente scorretto, e dunque di sicura presa, coniato dal presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati: “Non dobbiamo ripartire i campi rom. Bisogna farli semplicemente ripartire”. Versione italiana del già arcinoto manifesto leghista su cui nessuno aveva mai avuto niente da ridire: “Campi rom, foera de ball”. Il popolo, si sa, è ruvido. Quando le popolane di Ponticelli presero a sputi in faccia e male parole le zingare, dopo che certi loro scugnizzi malavitosi dotati di motorino avevano incendiato l’accampamento con le molotov, già la locale sezione del Partito democratico aveva provveduto ad affiggere sui muri di quella periferia napoletana, sotto il simbolo tricolore, quel solito slogan: “Via il campo rom”. E che nessuno parli di pogrom, per favore, la gente non capirebbe. Si trattò di “eccessi”, strumentalizzazione camorristica di un legittimo risentimento popolare, favoriti dall’inadempienza delle forze dell’ordine.
C’è poi una sinistra che di fronte a quel bivio imbocca la direzione opposta, adottando gli zingari per elevarli a nuovi protagonisti dell’antagonismo metropolitano, surrogati di un proletariato ormai cooptato nel blocco di potere. Sono loro, gli zingari, l’ultimo vero popolo rivoluzionario. Il nomadismo andrebbe riconosciuto come insopprimibile vocazione, fascinosa alterità. Poco importa che la maggioranza dei “nomadi” aspiri a una residenza normale, e comunque se non sgomberati rimangano per decenni nello stesso luogo derelitto. Le elevate percentuali di devianza criminale si giustificherebbero con la loro tradizione comunitaria, impermeabile ai dogmi della proprietà privata. Le spose bambine, le maternità precoci, l’ignoranza contraccettiva sarebbero il naturale contrappunto di una società mercificata e sterile. La retorica ultraminoritaria dello “zingaro è bello” fa presa crescente nella sinistra comunista e nei centri sociali che non si limitano a protestare contro le discriminazioni e le malversazioni inflitte agli zingari. Ma giungono a contrapporsi polemicamente al volontariato sociale operante nelle baraccopoli. La paziente opera di educazione, avviamento al lavoro, regolarizzazione degli habitat (pagamento delle bollette, freno al viavai dei residenti, espulsione dei violenti), viene denunciata come snaturamento identitario: dovremmo “accettarli così come sono”, l’integrazione viene respinta come sottomissione.
Questa sinistra affascinata dalla cultura rom, differenza da tutelare contro la minaccia di omologazione, non riscuote certo consensi popolari quando si oppone alle politiche di sicurezza della destra. Ma è interessante notare la rivincita simbolica incamerata dall’intellighenzia sensibile alla questione zingara: nel circuito musicale, teatrale, cinematografico, letterario e perfino sulle passerelle degli stilisti la suggestione gitana si traduce in opere di successo. Come dire: gli zingari intrigano, perfino affascinano, ma a patto che restino virtuali, alla larga da casa mia.
Entrambe le visioni sopra descritte scaturiscono da una sopravvalutazione parossistica del ruolo attribuito agli zingari (non c’è altro termine generico che accomuni le popolazioni rom, sinti e camminanti) nella realtà italiana. Stiamo parlando, certo, della più grande minoranza d’Europa, tra i 7 e i 9 milioni di cittadini dell’Unione. Ma nel nostro paese, neppure dopo l’apertura delle frontiere agli immigrati dalla Romania si è raggiunta quota 200 mila: una percentuale talmente esigua rispetto alle dimensioni della penisola -tanto più se si considera che circa 60 mila sono italiani da secoli, più della metà hanno meno di 14 anni, e tra gli stranieri prevalgono gli zingari fuggiti quasi vent’anni fa dalle guerre balcaniche (tuttora condannati dalla burocrazia a restare privi di documenti)- da smentire che possano davvero rappresentare un’emergenza.
La sovrarappresentazione italiana del pericolo rom è un fenomeno unico in Europa. Vi sono certo nazioni, come la Romania e la Slovacchia, in cui gli zingari subiscono un’ostilità politica e sociale, ma nell’ambito di contrapposizioni etniche alimentate da bel altra presenza numerica. Minimizzare la questione zingara risulta, ciò nonostante, impossibile. Quando si è trovata a dover gestire il turbamento dell’opinione pubblica per reati odiosi che sollecitavano allarme sociale –come l’allora sindaco Veltroni a Roma, nel caso del delitto Reggiani, novembre 2007- anche la sinistra ha fatto ricorso all’espediente degli sgomberi spettacolari. Fingendo d’ignorare che i baraccati possono venir costretti a vagabondare altrove in cerca di ricovero notturno, ma non scompaiono da un giorno all’altro. Quando erano decine di migliaia ad accamparsi nelle baraccopoli dell’hinterland romano, nei primi anni Sessanta, narrati magistralmente da Pier Paolo Pasolini, nessuna forza politica popolare avrebbe considerato redditizio assumerli come bersaglio. Erano molti di più, rispetto ai derelitti delle bidonvilles di oggi, ma non erano né stranieri né zingari. Comunità di minoranza che neppure possono godere della protezione di uno Stato alle spalle, come accade per esempio ai cinesi e agli ebrei. Bersagli ideali del malcontento popolare. Tanto più che la persistenza degli stereotipi diffusi da sette secoli sugli zingari –propensione al furto, popolo misterico e in integrabile, dedito al ratto dei bambini e alla violenza sulle donne- non è stata scalfita neppure dallo sterminio nazista di un numero di zingari compreso fra i 219 mila e il mezzo milione, tra il 1942 e il 1945, nei medesimi lager in cui venivano deportati gli ebrei. Per decenni si è preferito rimuovere il genocidio degli zingari, censurando la memoria dei sopravvissuti e talvolta addirittura giustificando la persecuzione (sentenza della Corte suprema tedesca nel 1956) in quanto “campagna preventiva contro i crimini”. Nessuno ha eretto un tabù per contrastare gli stereotipi antigitani.
Le stesse persone che mai tollererebbero battute ostili nei confronti degli ebrei o dei neri, spesso ammettono una deroga culturale riguardo agli zingari. Non è considerato infame desiderarne l’eliminazione perché nei loro confronti persiste l’identificazione fra un popolo e una colpa. Difendi gli zingari? Vuol dire che sei un difensore dei delinquenti. E’ un’accusa che viene rivolta in perfetta buona fede: ma come, non ti rendi conto che “quelli” sono davvero diversi da noi, sono il male?
Per alcuni mesi tra il 2007 e il 2008 la leadership veltroniana del Partito democratico si è illusa di poter cavalcare anche le pulsioni irrazionali del paese, rifugiandosi dietro a una formula anodina: “La sicurezza non è né di destra né di sinistra”. Ma proprio la sovrarapresentazione del pericolo rom si è incaricata di confutare per prima tale scioglilingua: quando accetti di trasformare in emergenza nazionale, finalizzata alla repressione o all’espulsione di un popolo, le manchevolezze della politica nell’opera di integrazione-repressione, hai già consegnato alla destra lo scettro del comando. Prima di rassegnarsi a questa banale constatazione, nella sinistra più subalterna culturalmente al leghismo abbiamo dovuto assistere a ulteriori elucubrazioni verbali. Come il Documento sulla Sicurezza diramato dal Pd lombardo nel giugno 2008 che auspicava la formazione di reparti di vigilanti volontari da affiancare alle forze di polizia, sorta di “ronde democratiche” da contrapporre alle ronde padane. Con lapsus involontario ma significativo, lo stesso documento conteneva la richiesta di un tetto percentuale per limitare l’eccessiva concentrazione di bambini stranieri nelle classi della scuola primaria: proposta di per sé non scandalosa, se i demagoghi della sinistra filoleghista non l’avessero proposta come questione di ordine pubblico.
Proprio così, quando la paura gioca brutti scherzi la gente comincia a temere anche i bambini. Il caso rom è di nuovo esemplare. Se il ministro Maroni ha voluto con insistenza sottolineare la necessità di raccogliere le impronte digitali dei minori rom, è perché sa benissimo di riscuotere i consensi di una massa che in quelle manine scorge prima di tutto la destrezza dei borseggiatori impuniti. Niente di meglio, è il passo successivo, che presentarsi con cinismo beffardo come unici veri protettori di quei bambini indifesi. Favorendo il loro avviamento scolastico? Sostenendo le amministrazioni che gli schiudono l’ospitalità nelle case popolari? No, identificandoli. E promettendo loro salvezza attraverso la sottrazione ai genitori naturali. Promettendo di incrementare le revoche della patria potestà, come se tale provvedimento estremo e delicatissimo dovesse simboleggiare la liberazione dei bambini zingari –non dall’emarginazione e dalla povertà- ma dalla loro etnia maledetta.
A discarico degli amministratori di sinistra che hanno cavalcato l’ostilità anti-rom, va riconosciuto che è difficile, soprattutto per dei politici, mettersi contro il popolo. Col rischio di passare per difensori della delinquenza, dei violentatori, dei ladri di bambini (sia ben chiaro: negli ultimi vent’anni non risulta un solo caso di minore rapito da zingari in Italia). I mass media registrano passivamente la commedia di un popolo esasperato, l’ira dei giusti che talvolta anticipa le forze dell’ordine nel necessario repulisti. Nei talk show televisivi da anni i leaders degli opposti schieramenti considerano improponibile adoperare la parola “integrazione” e hanno fatto semmai a gara nel promettere espulsioni, dimenticando quanto sia vasta la categoria dei drop-out non estradabili. Perfino i vescovi e i parroci troppo caritatevoli vengono accusati di tradimento, rifacendosi a dottrine medievali secondo cui la compassione e l’assistenza sono lecite solo nei confronti dei poveri appartenenti alla tua comunità: dunque i vagabondi devono essere rinchiusi, cacciati o uccisi. Così gli episodi di violenza contro la presenza degli zingari nelle periferie urbane si moltiplicano senza neppure bisogno dell’incitamento dei titoloni di prima pagina di giornali degni eredi, settant’anni dopo, de “La difesa della razza”. Si va dal solito demagogico “Obiettivo: zero campi rom”, fino al ridicolo “I rom sono la nuova mafia”, per sfociare nel bieco stereotipo “Quei rom ladri di bambini”. Sarebbe assai benefico ricordare qui il precetto biblico dell’immedesimazione (“In ogni generazione ciascuno deve considerare se stesso come se fosse uscito dall’Egitto”) e perciò ogni volta sostituire con la parola “ebrei” o “italiani” la parola “rom”. Ma è un esercizio liquidato come poco redditizio da un gruppo dirigente della sinistra che ha sottovalutato le conseguenze della sconfitta subita sul terreno dei valori di civiltà, senza neanche provarsi a difenderli.
C’è infatti un’accusa particolarmente insidiosa da cui la sinistra sente il bisogno di difendersi, col rischio di accentuare la sua subalternità culturale alla destra.
Difendere gli zingari; denunciare il chiaro scopo intimidatorio e discriminatorio del censimento nei cosiddetti campi nomadi e delle impronte digitali da rilevare solo a loro; ricordare che i Commissari prefettizi nominati a Roma, Milano, Napoli per l’emergenza nomadi sono i primi dal 1938 incaricati di una sovrintendenza etnica: tutto ciò avrebbe il difetto di separare ulteriormente la sinistra dal popolo. Rivelando un’ostilità elitaria tipica della casta dei privilegiati che ignorano il disagio delle periferie. L’adulazione del popolo, il germe del populismo, penetrano così anche un ceto politico amministrativo della sinistra che mal sopporta la convivenza con le sue stesse tradizioni culturali. Chi si oppone è fuori dal popolo. Ti senti buono, superiore? Allora ospitali nel tuo attico, e non venirci a dire che dobbiamo investire risorse pubbliche per mantenere e ospitare questi corpi estranei alla società perbene. I veri poveri sono i nostri italiani, gli zingari sono dei privilegiati. Non a caso impazzano leggende metropolitane secondi cui riceverebbero sussidi quotidiani dagli enti locali, e il volontariato cattolico li alloggerebbe a scapito dei concittadini senzatetto.
Rinunciando a una battaglia culturale su un terreno considerato troppo sfavorevole e impopolare come la questione zingara, la sinistra ha sacrificato un tratto distintivo della sua idealità. Ma l’approccio corrivo a una destra che ricorre impunemente a termini come “derattizzazione”, allude all’eliminazione fisica dei rom, li stigmatizza con stereotipi identici a quelli antisemiti, non è solo mortificante: alla lunga si rivela anche nocivo politicamente. E’ vero che ci sono sindaci di sinistra che hanno perso le elezioni, in apparenza, solo per il fatto di aver consentito la sistemazione provvisoria sul territorio comunale di poche decine di zingari, metà dei quali bambini. E perfino un nordista come Cacciari, che strizza maliziosamente l’occhio alla Lega, viene ripagato con la furia di chi si oppone alla sistemazione di un campo per zingari italiani residenti a Venezia da decenni.
Ma alla dimensione irrazionale della politica di destra può contrapporsi efficacemente solo la passione civile e religiosa, la memoria storica, la denuncia del sopruso perpetrato nei confronti di un popolo, il coraggio di propugnare un’opera d’integrazione. Nel 1938 coloro che si opposero alla legislazione razziale promulgata dal regime fascista furono accusati di “pietismo” e con questa motivazione un migliaio di loro furono espulsi dal Pnf. Perché mai dovremmo sentirci disonorati dall’accusa di “buonismo”, settant’anni dopo?

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2622 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

[4] 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 193
    liliana jacchia facchini scrive:

    vorrei che Gad Lerner si occupasse anche dei detenuti e degli
    internati nelle cosiddette case di lavoro,delle carceri-lagher
    come quella di Favignana dove topi e scarafaggi sono piu’ numerosi
    degli esseri umani.

  2. 192
    Remo Bassetti » Blog Archive » “Sinistra senza sinistra” (Feltrinelli) scrive:

    [...] Leggi il contributo di Gad Lerner, sulla questione Rom [...]

  3. 191
    elena scrive:

    Sig. Giovanni Talleri non ci posso credere le sue sono parole sante ,sicuramente sperare in una presa in considerazione da parte dell’interessato è utopia ,gliele ha cantate per bene .Complimenti

  4. 190
    Augustin scrive:

    Per 187 (Goni)

    Grazie della testimonianza, ma anche quei pochi ragazzi rom che hanno compiuto per sopravvivere piccoli furti non sono responsabili ma vittime di un aberrante regime dove i grandi ladroni e mafiosi costringono milioni di esseri umani a vivere di stenti. Questo stesso regime che aggiusya le leggi per garantire l’impunità ad un certo potente, un regime che legalmente ruba i miliardi che dovrebbero essere destinati ai proletari a tutti i proletari, italianim rom, arabi, ebrei, marocchini o di qualunque etnia e nazionalità, soldi che si prendono loro, questi reazionari, sfrutattori percependo somme faraoniche.

    Senza odio non si abbattono tiranni ed ingiustizie e in questo schifo di paese reso ancora più incivile dal regime di prodi e bassolino con la regia del demagogo ex stalinista e ora miliardario napolitano, c’è un grande bisogno di indignazione. Una indignazione non solo contro berlusconi ma contro i falsi comunisti complici delle sporche guerre, del mantenimento dei Cpt lager, della legge bossi fini, della legge biagi= sterminio di migliaia di lavoratori tra i quali molti lavoratori rom che lavoravano nei cantieri edili in nero perchè sfruttati peggio delle bestie da tutta la casta, da tutti padroni.

    Occorre avere una coscienza della propria classe sociale e della forza che questa classe sociale può avere nell’annientamento delle atrocità del regime ad iniziare dalla guerra, dai lager e dalle leggi razziali che hanno reso il nostro paese con lìatrocità di berlusconi su Obama. la vergogna del mondo intero secondi soli all’Iran di una feroce ditattura neonazista ed antisemita.

    Rom, immigrati, studenti, lavoratori uniti nella distruzione delle atrocità del capitalismo!

    Pieni diritti di casa, lavoro, sindacato per ogni immigrato!

    neonazisti, sfruttatori e razzisti pagherete caro, pagherete tutto!

    http://www.youtube.com/watch?v=WxdfzP05jR4

    CINA SI

  5. 189
    adele scrive:

    "sono stati ladri e bugiardi piu di noi romi"

    A chi si riferisce , Goni, all’opera nomadi ? Non sa dei mafiosi e camorristi che occupano gli alti vertici istituzionali!

    Sono sicura che suo figlio da avvocato farà una carriera di gran lunga migliore dell’avvocato Ghedini. Tenga duro, Goni, vedrà che ce la faremo a restituire a questo Paese il suo volto di democrazia e civiltà. I nani non durano mai a lungo , al massimo un ventennio ( e già ne son passati 15)

  6. 188
    maury scrive:

    sinistra, più a sinistra, più al centro, più a destra, ma quale sinistra?, masturbazioni mentali sinistorse di chi ha smarrito la strada. la priorità politica della sinistra italiana è inseguire nel contrasto il nano nella ricerca del consenso popolare. parolai che vivono di grandezza riflessa, che pur non avendone chiaramente i mezzi cercano di contrastare il nano e la destra senza fare proposte. non c’è bisogno di evocare principi ottocenteschi, basta recuperare una real-politic rimettendo in primo piano le esigenze primarie di ugualianza e giustizia sociale. l’etica sociale è il motore unico per contrastare la deriva morale dilagante dove non conta essere ma apparire. prevaricazione è la parola d’odine. poveri noi, siamo rappresentati da amebe politiche che con le loro inconcludenze e incapacità hanno fatto perdere credibilità e smarrire idealiltà al movimento. vi scrivo incazzatissimo da vicenza. ancora una volta , se c’è ne fosse stato di bisogno, ogni decisione viene presa in barba ai cittadini parco buoi di voti e vacche grasse da mungere, speriamo di non fare la fine dei capponi di renzo. dopo l’ennesimo ricorso al tar da parte dei NODALMOLIN PER FERMARE LO SCEMPIO E L’AFFRONTO ALLA TOLLERANTE VICENZA con l’ederle2, che non è un’allargamento di un precedente insediamento militare americano ma una exnuova base con annesso aereoporto, è arrivata la negativa del tar con la dicitura" base, era già tutto deciso, ederle2 ha l’ok del governo. il si politicorisaliva al 13 settembre, data in cui un estratto del Cdm anticipava l’intenzione di ratificare tutti gli atti emessi dall’amministrazione demaniale".
    Un grazie allo zio silvio precursore dell’opera e firmatario del sigillo.un grazie anche ai pseudo rappresentanti politici locali e non, di tutti gli schieramenti destorsi e sinistorsi, per la sollecita comunicazione della ratifica ai cittadini di vicenza.non mi dilungo ulteriormente ma se sollecitato conto di riaprire.
    grandezza dei politici nostrani, anche a un nano se alza il braccio sembra di toccare la luna. consiglio vivamente a tutti di godersi il saluto finale del nano allo scioglimento di forza italia .

  7. 187
    goni scrive:

    carisimi sono rom e mi fa pena a sentire tutte le discriminazioni contro un mio popolo che e condanato cosi bruto per tutta la vita per sempre anche se e molto piu buono nel cuore chi e che dice cosi male di noi perche non ci conoche interno ma ci conoche esterno sentitti dala voce degli altri che ci odiano.ma che cosa dobiamo fare di piu per avere questo maledeto dirito umano come tutti voi,magior parte dei rom provenenti negli ani 1990 fin oggi abiamo cambiato molte cose dei rom provenenti prima degli ani 90,non mandavano gli bambini a scuola si spostavano ogni giorno da per tutto,anche se non facevano gli furti erano caricati cio e pregudicati di questo che gli altri ladri facevano.e poi noi che siamo arivati dopo ani 90 non ci spostiamo piu siamo registrati al comune identificati con le veri dokumenti propidela provenenza del paese che abiamo abandonato i bambini tutti a scuola anche se noi i grandi cio e i genitori andavamo a chedere le mosine o lavare i vetri per sopra vivere visto che gli comuni non ci aiutavano per niente,cercavamo disperamente il lavoro ma senza esito perche le margine dei nostri primi arivati da noi ano laciato male visione e poi a pena dicevi dove abitavi subito eri rispinto dela domanda per lavoro anchie se ai dimostrato per 2,3 giorni un lavoro meglio del operaio che aveva per tanti ani,poi anche se nascondevi la propia generalita di dire che sei rom,dicendo slavo o macedone dipende da che parte arivi poi alla fine capise e ti dice sei zingaro alora nonche lavoro per te.noi a foggia abiamo inserito la asociazione opera nomadi per far facilitare inserimento cio e trovare strada con loro per avere il lavoro e il dirito,ma tutto a voto perche fin che cerano qualche interese cio e i fondi per questa asociacione cerano sempre con noi pero senza esito positivo,quanto nonche niente non si vedevano la ombra lorocio e erano inseriti persone come mediatori italiani rom senza conoserci e conochere la lingua rom ,ma che mediatori erano tutti giovani inseriti di voi italiani senza esperienza con noi,ma che mediatori sono ,solo fregatura di soldi i fondi che erano destinati per nio,ci dicevano tante di buggie per rinovare gli nuovi fondi entrati per noi per dire che opera nomadi a fato qualche cosa,nonera vero niente….sono stati ladri e bugiardi piu di noi romi,e poi metevano la colpa a noi dicendo non vogliono integrarsi,ma gli babmini come andavano a suola,con aiuto di genitiri stesi chedendo le mosine,ma non di auto di questa societa che aveva i fondi destinati a noistri bambini.ma finalmente negli anni da2001 fin adesso abiamo finalmente avuto un lavoro e un stipendio per far andare avanti con la speranza vivere meglio come tutti gli altri avere i rispeto i dirito ma anchie i dovere verso il paese che ci a ospitato magir parte degli rom di foggia stano lavorando con me in fabrica anche se fano quasi 370 km al giorno foggia-val di sangro,atesa-chcon la speranza di avere il contrato indeterminato lavorando il vikend sabato-domenica determinato part taym per oggi tre mesi di contrato,e io sono molto felice di tutto questo e il mio desiderio e finalmente che poso dimostrare che non tutti rom sono ugvali,cio e ladri e cccccccc,ma bon padri e persone normali come voi che ama la buona vita come voi sono felice che gli miei figli studiano e che il mio figlio finiche il studio per advocato e avendo la citadinanza finalmente che ci sara qualcuno che posa valere il nostro dirito questo e il mio sognio e prego qualcuno che avra letto questo capira finalmente che il popolo rom none animale ma e un umano come te e se ai voiglia di autarci al nostro scopo fati avanti il futuro nostro dipende da te grazieeeeeee dal ore romano vilo.

  8. 186
    Sinistra senza sinistra | Lapo Pistelli scrive:

    [...] incontro sicuramente interessante, già nei giorni scorsi ne hanno parlato Gad Lerner e tanti [...]

  9. 185
    HELMUT LEFTBUSTER scrive:

    DVRA CRVX CENACVLI

    4 Scimmie Ammaestrate…

    La nuova trasmissione della Dandini, una delle focolarine di Rai3 e della sinistra più loffia, conformista e appecorata alla risata faziosa, "Parla con Me", si è confermata il prevedibile pianto greco: unica novità una clac di extracomunitari ammaestrati ad applaudire a comando, ancor più di quanto già non facessero i loro omologhi visi pallidi, messi lì con la scusa di parodiare la legittima, seppur discutibile come qualsiasi iniziativa politica, presa di posizione del Governo Berlusconi circa una diversa propedeusi didattica per i figli degli immigrati affinché non pesino sul resto della classe con un’arretratezza linguistica che non ne rende adeguata una diretta ammissione alla normale attività discente.
    Si comincia alla grande con un orrido quanto insignificante sketch a 2 che prende di mira la solita candidata repubblicana alla vicepresidenza USA, Sarah Palin, col solito mitra, e la solita Ministra della Pubblica Istruzione di centrodestra, Maria Stella Gelmini, coi soliti occhialetti, come se fossero le due uniche oche della politica internazionale, atteggiamento satirico che cela, anche nell’animo del progressista d.o.c., un’ancestrale visione fallocentrica per cui le donne son bene accette solo se di sinistra, diversamente sono le prime a finire alla berlina, o se preferite, alla gogna. Ovviamente non un solo sberleffo contro la totale latitanza d’una sinistra parlamentare che sia davvero rappresentativa degli storici, opinabili, ma senz’altro nobili valori propri di gente che in quel versante filosofico desidererebbe legittimamente potersi specchiare, almeno ogni tanto e in buona fede, e che invece deve accontentarsi di quattro lobbisti ricchi, mafiosi e spregiudicati quanto i loro colleghi destrorsi, con la differenza che il Diavolo fa il cattivo di mestiere, mentre gli angeli dovrebbero fare i buoni..e invece sono puntualmente dei gran lavativi, in proposito.
    A questo e poco altro è ridotta la trasmissione di punta della satira italiana teleguidata e foraggiata dall’Intellighenzia: arriva Dario Vergassola, mascherato da poliziotto picchiatore antioccupazione (lui che è un esperto di "Carabinieri", visto che è guest star fissa dell’omonima fiction di Mediaset..e che in quella veste i soldi del Berlusca non gli fanno affatto schifo…); poi è il turno del predicozzo di un "sedicente filosofo antirazzista" francese, che esordisce con l’ostentare, spudoratamente, il proprio maglioncino rosso per evidenziarne il palese significato ideologico, e prosegue dando addosso (ma no!) al governo di centrodestra che sarebbe colpevole dello strisciante razzismo in Italia, del nuovo apartheid, dei bassi istinti degli italiani ecc.., fra gli applausi scroscianti d’una platea assolutamente monocratica, monocromatica, monocorde e monocerebrale che sarebbe capace di bollire vivo, per poi mangiarselo in salsa rossa, chiunque solo accennasse ad una qualsiasi obiezione. Naturalmente il libro del santone rubente viene contestualmente pubblicizzato (a spese dei contribuenti Rai) e di conseguenza venduto già dall’indomani in migliaia di copie, con i cui proventi si arricchiranno di certo le sue tasche, e, altrettanto di certo, non quelle di chi lo applaude. Sicuro come il sacco che regge l’immondizia, arriva l’auspicio per la vittoria di Obama in America, descrivendo quest’ultimo come il nuovo Messiah che ogni giorno rischia d’essere ammazzato dai razzisti bianchi, proprio lui, che attualmente è difficile non immaginare come uno dei 10 uomini più protetti del pianeta. A seguire l’immancabile critica al capitalismo ed il solito "beccatevi questa crisi finanziaria che vi farà bene!"… e siamo solo al 13 minuto di trasmissione. I nostri succhi gastrici sono troppo in fermento per continuare, e poi tanto sarebbe inutile, il resto dello show se ne andrà tutto così.

    Saremo gentili e comprensivi: …CHE NOIA!

    HELMUT LEFTBUSTER
    dvracrvx_cenacvli@yahoo.it myspace.com/dvracrvxcenacvli

  10. 184
    camilla scrive:

    E POI CROZZA ! MAGNIFICO brunetta…
    ma con quella faccia un po’ così.. quell’espressione un po’ così.
    ;-)

  11. 183
    camilla scrive:

    O.T. — REPORT,
    il virtuoso imprenditore GIULINI della manifattura tessile LIOLA’ ha scelto di rinunciare a parte dei profitti per NON delocalizzare, esternalizzare mantenendo OCCUPATI 200 operai.
    questo sì che SI PUO’ FARE.
    altrimenti la musica non cambia:
    profitti privati, debiti pubblici.. profitti privati debiti allo stato=noi, è chiaro o no?
    il sabotaggio dei consumi sta diventando un fatto naturale e difensivo..
    qualora mancassero grano o latte chi comprerà in cambio il tuo televisore al "plasma"… plasma ??
    ma cosa vende questa virtuosa Liolà? vogliamo premiare chi RESTA qui??
    vogliamo mandare a cagare chi insiste a volere vedere nostro figlio emigrante e suo figlio in barca a vela?
    compriamo LIOLA’ dai.
    :-)

  12. 182
    Daniele Sensi scrive:

    Cesare,
    è uno più anziano di me e che ha passato le vicende che ci ha narrato che dovrebbe essere meno superficiale e sempliciotto nell’accostarsi alla realtà di oggi. Se poi uno si dichiara addirittura artista, beh.. a me hanno insegnato che l’arte dovrebbe indicare il mondo come dovrebbe essere e non rilassarsi su come il mondo è.

  13. 181
    Curzio scrive:

    178giovanni talleri:
    si parla infatti di "liberaldemocrazia" in modo generico per indicare una moderna democrazia che non sia basata esclusivamente sulla volontà della maggioranza ma – anche e soprattutto – sul rispetto delle minoranze.
    P.S.: Vedi che l’indirizzo del sito è sbagliato, devi togliere la , prima di it e metterci un .
    http://www.giovannitalleri.it

  14. 180
    GIULIO CESARE scrive:

    179.

    Ufff che sempliciotto fazioso che sei Daniele. Certo che se avesse scritto un rom ti saresti sprofondato in salamelecchi.
    Un po’ di rispetto per l’età e per chi ha avuto una vita un po’ più difficile della tua non credi che sarebbe opportuno per chi si professa cattolico. Magari potresti anche cominciare ad imparare qualcosa, anche se voi sinistri siete nati "imparati".
    Vabbè, se foste normali non sareste marziani.
    Giulio Cesare

  15. 179
    Daniele Sensi scrive:

    178,
    uff, quante parole per dire che Lei è uno che non si schiera ma che, nel caso, sta a destra…

  16. 178
    giovanni talleri scrive:

    Gentile Gad Lerner, a me sembra che Lei sia troppo parziale. Non c’è argomento, infatti, da Lei trattato, che non sia “visto da sinistra” alla maniera dei primi anni del dopoguerra.
    Io quegli anni li ho vissuti a Trieste, la mia città, ed ho lottato contro il comunismo che con Togliatti in testa voleva “Trieste 7^ repubblica della Iugoslavia”. Ero reduce da un campo tedesco KZ dove insieme con ebrei ero costretto a portare sacchi di cemento per 12 ore al giorno, controllati dai mitra dei militari e qualche volta battuti dai bastoni dei Kapo, mal coperti, mal nutriti. (Un quadro che rappresenta l’interno della mia baracca, sede della Strafkolonne, è nel Museo della Resistenza a Roma, altri miei tanti disegni al Museo della Risiera di S.Sabba a Trieste, a parte parecchie formelle di bronzo nelle vie della mia città). Lei non era ancora nato, eppure ha un visione così precisa e certa del tempo attuale ed anche di quello da me vissuto, che a leggerLa, a vederLa per tv, a sentire i suoi toni di voce, rimango meravigliato. Un uomo che non ha dubbi, un uomo che porta in sé la verità. Direi fantastico, invidiabile.
    Io, ad esempio, che sono finito in Germania non per caso, non per una retata, ma per un chiaro, dichiarato rifiuto, nel giudicare gli altri, anche coloro che mi sono stati nemici, sento di dover sempre considerare anche le loro ragioni.
    Forse dipende dal fatto che io sono un liberale, nel senso di uomo libero alla Spinoza, e non mi sono mai lasciato ingabbiare da qualche ideologia?
    Beh mi scusi, tutto ciò perché ho letto nel suo titolo “Sinistra senza sinistra” esprimere la necessità di un’opposizione culturale della sinistra all’egemonia del centrodestra.. Egemonia mai esistita dal dopoguerra in qua, ed anche oggi.
    E ancora sull’argomento del giorno. Dato che nella nostra democrazia pare non si accettino i risultati di democratiche elezioni, ed allora gli “argomenti contro” li si deve anche creare, ecco che salta fuori di nuovo il razzismo collegato con l’autoritarismo e quindi il fascismo così da allarmare e spaventare la gente, in modo da non permettere all’attuale maggioranza di combinare qualcosa. E tutto ciò sapendo bene che dicendo e ridicendo la stessa menata, come con la pubblicità, la si fa credere vera. Non mi pare saggio.
    E, a proposito dei rom e delle impronte. Nell’88 ho avuto una mostra a Roma e per strada vidi dei ragazzetti rom che tentavano di borseggiare una signora, in pieno centro, di pomeriggio. Li indicai a un vigile. E lui mi disse sorpreso: “Non serve a niente. Non sappiamo chi sono i genitori, come si chiamano, dove vivono. E siccome sono minorenni…” Questo vent’anni fa.
    E poi pensiamo alla Romania che ha un densità abitativa di 91/kq, mentre noi noi l’abbiamo più del doppio, e le miniere che noi non abbiamo, e il tanto petrolio che noi non abbiamo. E allora? Qual è il gioco? Eppure dalla guerra in poi la Romania ha vissuto con un governo comunista, in una organizzazione di vita e di lavoro comunista. Con cordialità http://www.giovannitalleri,it

  17. 177
    heiner scrive:

    cara giada, un grazie sentito per la risposta -

  18. 176
    Giada scrive:

    No, non è un tratto culturale il nomadismo, ovvero non lo è di più che un’abitudine (anche piuttosto comprensibile) nata da circa un millennio di peregrinazioni dal nord-ovest dell’India attraverso il medio-oriente, il nord-Africa, l’Europa centr’orientale e i paesi nordici, l’Italia, la Francia, la Spagna, il Regno Unito, il sud America e pochi anni fa gli Stati Uniti, senza una "patria", sospinti da l’una e l’altra parte nei più grossi conflitti storici oppure trattenuti come schiavi, ed esposti alle persecuzioni e tendenzialmente cacciati da ogni dove dopo che in ogni dove se ne usufruivano i servigi itineranti. E’ la loro origine storica, ma le politiche d’integrazione fondate su un presunto nomadismo attuale, che lo facciano in buona o malafede, si sono rivelate dannose, sia nella qualità di vita quotidiana che si è venuta a creare nei campi sia nella percezione che ha la gente del popolo romanes sia nella doppia difficoltà per loro di affrancarsi e da atteggiamenti discriminatori e da una malintesa solidarietà.
    In Italia, ad esempio, avrai sentito parlare dei Sinti abruzzesi e piemontesi: sono qui da 4-6 secoli, come alcune comunità nel sud-Italia. Lo stesso i Manouches francesi (vedi il santuario di S. Maries de la Mer), i Calo andalusi, gli abitanti di Sulukule ad Istanbul e tanti altri casi che non sono abbastanza informata da citare, o di famiglie che di fatto sono stabilite da generazioni in un luogo ma non vengono tuttora accettate come parte di quella realtà territoriale, o che un luogo dove radicarsi non l’hanno trovato perchè tuttora in fuga da situazioni insostenibili.
    Comunque, se ci sarà qualche operatore che potrà e vorrà risponderti sulla situazione nei campi dal suo punto di vista, leggerò anch’io con attenzione e interesse, però mi permetto di insistere: ascoltare qualcuno che ci ha vissuto ne darebbe una visione nettamente più affidabile, e poi scusami ma nella tua domanda il vizio (forse solo) di forma rimane nel cercare tra di loro persone che siano "dedite" al furto e all’accattonaggio molesto come se si trattasse di una professione. Francamente io credo che all’interno di ogni comunità rom se c’è chi prende una strada criminosa siano gli stessi capofamiglia a prendersela con il responsabile, forse per ora manca solo un po’ di fiducia in più nelle istituzioni gadjè perchè si possa collaborare in tal senso, ma trovo che le iniziative intraprese da entità come la federazione Rom e Sinti Insieme e da singole personalità che se ne fanno portavoce siano molto incoraggianti. Anche grazie, bisogna ricordarlo, all’ospitalità nei confronti di queste voci da parte della trasmissione che a sua volta ci sta ospitando in questo momento.
    Ah, come non detto "se in certi casi i loro bambini sono seguiti e accompagnati all’inserimento scolastico da politiche sociali mirate, raramente si pensa ai genitori": evidentemente ieri mentre lo scrivevo avevo rimosso la notizia del giorno, di cui all’ultimo post pubblicato sul blog. Che tristezza.

    P.S. Sì, lo sguardo del turista è sempre molto veloce, ma più che una questione di rapidità dello sguardo secondo me è la tendenza umana a trarre conclusioni affrettate in determinate circostanze. Per il resto non nascondo di essere anch’io ferita dalle difficoltà del sud, perciò ho deciso di venire a vivere qui, non a Taranto necessariamente (cui sono legata da provenienza familiare e in cui ho spostato la residenza da pochissimi mesi), ma immersa nelle straordinarie terre appulo-lucane, in cui cerco di fare del mio meglio. Le potenzialità sono sempre state luminose da queste parti, proprio grazie alla vitale sospensione tra Europa e Mediterraneo ma non solo, e la buona volontà non manca. Forse un po’ d’amore in più non sarebbe male, sia in chi ci vive sia in chi ci lucra da lontano sia in chi ci viene in vacanza, che non significa nascondere le cose storte ma entrare nell’ordine di idee che si può e si deve superarle, secondo me.

  19. 175
    heiner scrive:

    cara giada, ti ringrazio per la risposta dettagliata. in ogni caso sei molto più preparata di me sull’argomento, e quindi va benissimo. condivido quasi tutto quello che dici, anche se non sottoscriverei immediatamente alcune tue affermazioni sui tratti culturali degli ‘zingari’ (il nomadismo lo è di fatto, no? ma ribadisco la mia ignoranza. e l’accattonaggio lo diventa laddove il nomadismo si scontra con una società che non lo ammette più). per fare un paragone che mi potrebbe portare addosso chissà quali altri strali: il rapporto degli ebrei con il denaro, in europa, ha ragioni storiche ben motivate, non avrebbe senso negarlo. mi piacerebbe però avere anche testimonianze di operatori nei campi nomadi, per sapere quali sono i problemi e le difficoltà quotidiane nel rapporto con chi si dedica all’accattonaggio e al furto (caro ilja, non mi dare addosso subito, anche se il problema è limitato rispetto a tanti altri che ci affliggono; credo che avere una visione più ampia possibile del problema, che non escluda anche i punti critici, sia utile a tutti, e soprattutto a maturare una politica praticabile della solidarietà e dell’ordine pubblico). ps per giada: di taranto? ho un ricordo triste, un bellissimo centro, ma cadente, e una povertà come solo alcuni porti mediterranei sanno mostrare. un colpo al cuore, insomma; ma lo sguardo veloce del turista avrà visto bene?

  20. 174
    Giada scrive:

    Marco #156 e Heiner #158, provo a sintetizzare in una la risposta (nel caso di Marco non richiesta, lo so) ad entrambi, rientrano in uno stesso filo del discorso, credo.
    Quanto al parallelismo con le istanze scozzesi Marco s’era già spiegato bene, e trovo condivisibile, oltre al "perchè?" del commento precedente, anche quello che dice riguardo ad una promozione culturale in positivo.. però, lui evidentemente ha competenze di impresa e di marketing che personalmente mi sono lontane e quando dice che creare una moda, per quanto "sciocco", possa essere funzionale non tiene conto di un aspetto fondamentale: la moda c’è sempre stata, solo che è stata costruita su uno stereotipo, dalla Carmen di Bizet, al Sogno della farfalla di Bellocchio, alla figura stregonesca di zingaro/a ammaliatore/trice emblema di anti-convenzialità a tutti i costi in un mucchio di titoli cinematografici e letterari e di canzoni (anche da parte di autori "impegnati" da cui francamente mi sarei aspettata meno superficialità), alle suggestioni estetizzanti di Kusturika e ai furti musicali di Bregovic (che mette il copyright su brani di provenienza tradizionale), alle sfilate dello stilista Cavalli di qualche anno fa, per intenderci.
    Insomma, per tornare al paragone con la Scozia, di cui sono comunque ignorante, non credo che vada loro così bene di essere famosi per il kilt se non corrisponde alla loro identità culturale anche se poi accettano di lucrarci sopra per sostentare la propria autonomia e attirare attenzione. Solo che in quel caso si parla di stereotipi estetici e ciò non toglie che attualmente gli scozzesi possano riconoscersi in una terra di appartenenza e viverci da scozzesi (mi corregga se sbaglio), mentre nel caso dei Rom una terra d’appartenenza non esiste ma esiste un popolo quanto mai esposto alle conseguenze suscitate (tra le altre cose) dallo stereotipo di una libertarietà che sfocia nella mancanza di rispetto per gli altri e nella "delinquenza culturale". Una bugia è una bugia, secondo me, e il fatto che possa essere conveniente per il guadagno di qualcuno, ben lungi dal giustificarla, la aggrava la bugia.
    Il rischio concreto di campagne culturali gestite non dai Rom in prima persona e sulla base non della verità ma di ciò che l’immaginario può o vuole accettare, l’ha espresso Gad Lerner nel testo del post qui sopra:

    Ma è interessante notare la rivincita simbolica incamerata dall’intellighenzia sensibile alla questione zingara: nel circuito musicale, teatrale, cinematografico, letterario e perfino sulle passerelle degli stilisti la suggestione gitana si traduce in opere di successo. Come dire: gli zingari intrigano, perfino affascinano, ma a patto che restino virtuali, alla larga da casa mia.

    Insomma, concordo con l’urgenza di guardare le cose come stanno ma è sul fatto che le "cose come stanno" siano "un popolo dedito in gran parte ad attività illegali" (cito da un commento di Marco) che sta la questione malposta: non perchè è politicamente scorretto, ma perchè è una bugia. Il problema è che molti, moltissimi individui di mia conoscenza, anche persone molto in gamba che forse semplicemente non hanno voglia e tempo di approfondire questo argomento, sostengono che il nomadismo, il furto, lo sfruttamento di minori e invalidi ai fini dell’accattonaggio siano non abitudini saltuariamente connesse alla miseria, bensì tratti culturali. E’ un equivoco gravissimo, una bugia. Come lo sarebbe giudicare le vite di espedienti raccontate dal neo-realismo, la meschinità che lascia l’amaro in bocca in tante commedie italiane, o i vizi rappresentati dai personaggi più irritanti di A.Sordi come tratti distintivi dell’italiano medio, giusto? Come lo sarebbe farsi vanto di essere gli eredi di poeti, santi e navigatori per l’orgoglio di esserci trovati a nascere qui da genitori italiani, piuttosto che altrove da genitori sfollati. Sono bugie.
    Per questo condivido il messaggio, anche da parte di chi ha una posizione opposta alla mia su questo, che bisogna assumersi la responsabilità di quello che si è e che si vuole essere, senza raccontarsi balle.
    Ed è pure per questo che non posso rispondere ad Heiner che mi onora di un titolo che non mi compete (al limite posso essere esperta di qualche disciplina o attività o essermi informata o essere più attenta a certi temi, ma non esperta della conoscenza di intere comunità di persone) e di sicuro.. non ne capisco di ladrocinio, non l’approvo in nessun caso e mi fa arrabbiare. Come mi fa arrabbiare che nella città dove vivo la Wertmuller si sia appena sentita costretta ad andarsene col suo set cinematografico in seguito a mafioidi e autoctoni tentativi di ricatto, sempre per intenderci.
    Riguardo all’accattonaggio, penso che si debba essere davvero disperati per abituarsi a farlo e contemporaneamente ho una posizione severa a proposito, ad esempio soldi non ne dò ma se ho qualcosa da mangiare di cui posso fare a meno volentieri, mentre dò quanto posso ai musicisti di strada che dal mio punto di vista sono artisti e non accattoni. E la coppia (senza bambini) che, quando vivevo a Roma, vedevo tutte le mattine recuperare il recuperabile dai cassonetti dell’immondizia e tornare nei campi più o meno a norma vicino casa mia, mi procuravano preoccupazione.. ma per loro, non per me. Non perchè sia politicamente corretto, ma perchè ho sentito dalle loro voci (sto parlando adesso di chi vive nei campi perchè arrivato in Italia per cercare riparo dall’emarginazione subita in altre nazioni) che non hanno i documenti, quindi non possono lavorare altrimenti, e se in certi casi i loro bambini sono seguiti e accompagnati all’inserimento scolastico da politiche sociali mirate, raramente si pensa ai genitori che i documenti li vorrebbero e un lavoro in regola pure. Anche questo è un aspetto.
    In particolare Heiner, l’episodio riportato l’avevo già letto tra i tuoi commenti di un altro post qualche tempo fa, mi era rimasto impresso e ora che ho capito meglio cosa volevi dire, io non so che dirti. Non ci credo molto, ho l’impressione che sia qualcosa di simile a quel che interpretava Ink: vi stavano prendendo in giro. E se non era solo auto-sarcasmo, ripeto, non è una novità (specialmente per gli italiani) che la miseria possa dare adito a comportamenti criminali o che al mondo esistano individui che scelgono di fare i criminali con arroganza, ma che sia una specialità di un popolo piuttosto che di un altro è una cosa da non prendere neanche in considerazione.
    Grazie del tentativo di dialogo comunque, lo trovo importante.
    Giada

  21. 173
    Cinzia Simonelli scrive:

    ++170,Cinzia,credo che nella frase ci sia una h in più e manchi una n

    Nel frattempo ho corretto i refusi ;)

  22. 172
    Cinzia Simonelli scrive:

    A parte minoritarissime frange estremistiche,le femministe serie non hanno mai demonizzato le casalinghe
    Falsissimo. Ancora oggi la sinistra tutta vede nella prospettiva di una maggiore occupazione femminile la soluzione ai problemi delle donne e continua a rifiutare una visione spirituale dell’identità femminile finendo spesso nell’errore più grave: identificare maternità con femminilità
    Una rampante in carriera non è una femminista,ma un aspirante sfruttatore degli altri,che sia maschio o femmina
    Allora sei incoerente visto che hai preso le difese della Carfagna.
    è chiaro che molte donne che riescono a salire è perchè hanno abdicato in buona o massima parte al "femminile".Il femminile non lo vuole il sistema
    Verissimo (anche se condivido solo in parte le motivazioni che tu indichi). E allora? Io mi sto ancora chiedendo quale sia la soluzione

  23. 171
    Extraparlamentaredisx scrive:

    @169,Cinzia
    "..vorresti dire che non c’è stata la demonizzazione della casalinga da parte delle femministe?"

    ++Sì.A parte minoritarissime frange estremistiche,le femministe serie non hanno mai demonizzato le casalinghe,ma le hanno invitate ad emanciparsi da una prospettiva di vita basata solo su minestre,pulizie,pannolini,(quindi sempre a disposizione della cura di altri) ma ad osare di provare anche altro e di dare qualcosa a sè oltre che ai figli,mariti,padri,nonni,padroni e tutta la catena di parassiti con attributi maschili che ha sfruttato le donne per millenni.
    Questa è la condizione indispensabile per poter avere la libertà di poter manifestare ed esprimere davvero il femminile,.

    "…una rampante femminista in carriera e competitiva nei confronti dei maschi.."

    ++Una rampante in carriera non è una femminista,ma un aspirante sfruttatore degli altri,che sia maschio o femmina.Se batte sul tasto femminile è solo per avere più spazio nel suo egoismo di ascesa.Diversa è la denuncia delle discriminazioni sul lavoro,che non a caso colpiscono le donne ,perchè implicate nel processo di riproduzione della vita (maternità,permessi,ecc.) che paradossalmente le penalizza,essendo costoso per le aziende.Perchè a chiacchiere tutti lo dichiarano fondamentale ma che poi tutti,a partire dai datori di lavoro che non vorrebbero nessuna donna in gravidanza fra i piedi,boicottano ipocritamente.E qui è ancora il sistema,non le femministe,che rovina le donne.Infatti,è chiaro che molte donne che riescono a salire è perchè hanno abdicato in buona o massima parte al "femminile".Il femminile non lo vuole il sistema,perchè costa troppo ed è troppo poco cattivo per il rendimento delle aziende.

    "168- Extra, credo che nel tuo nome machhi una "r"

    ++170,Cinzia,credo che nella frase ci sia una h in più e manchi una n

  24. 170
    Cinzia Simonelli scrive:

    168- Extra, credo che nel tuo nome manchi una "r"

  25. 169
    Cinzia Simonelli scrive:

    battaglioni di femministe incazzate !!!!…
    …scrivi al commento 157. E’ questo comportamento, che a te sembra piacere molto, ad aver però indurito la maggior parte degli uomini che forse, ed a ragione, nelle donne cercano anche un po’ di dolcezza.
    E poi vorresti dire che non c’è stata la demonizzazione della casalinga da parte delle femministe? La casalinga è diventata -ed in gran parte è ancora così- la nuova strega, il modello sociale da abbattere per emanciparsi dal femminile ed adeguarsi al maschile. Le femministe hanno esortato le donne non a cercare l’identità, l’anima femminile (cosa che alla casalinga -vedi anche la casalinga ospite ieri sera dell’Infedele, in poche parole ha centrato il problema- forse, riuscirebbe meglio che non ad una rampante femminista in carriera e competitiva nei confronti dei maschi) ma ad adeguarsi al modello maschile. Che poi dietro tutto questo ci siano le motivazioni economiche che tu dici, non lo escludo anzi, ma ciò non deresponsabilizza le femministe: avrebbero dovuto intuirlo invece di divenirne complici a scapito delle donne.
    Caro Extraparlamentaredisx, l’università ed i libri vanno bene. Però guardarsi un po’ intorno può esser anche meglio ;)

  26. 168
    Extrapalamentaredisx scrive:

    @167,Cinzia
    "Dimmi quanto sono grate al femminismo per averle rese schiave due volte …"

    ++Azz…e io che all’università avevo studiato che a schiavizzare le donne 2 volte non erano state le femministe ma il sistema economico che a partire dagli anni 60,col boom economico,richiese che anche le donne uscissero di casa per la mano d’opera che serviva per lo sviluppo fortisimo di quegli anni e che faceva sì che gli uomini non bastassero più a mantenere una famiglia numerosa com’era prima del boom e questo perchè aveva calato la quota da dare agli stipendi e aumentata quella da tenersi per i guadagni…..e che in seguito a questa uscita di casa le donne abbiano cominciato a "farsi sentire" coi propri diritti perchè non più ricattate dalla storia che l’uomo porta a casa lo stipendio e che solo dopo queste condizioni socio-economiche nacque un femminismo di massa,anzi,che solo grazie a queste potè innestarsi un femminismo di massa…..

    "..e per aver indurito gli uomini nei nostri confronti.."

    Azz…e io che avevo letto sui saggi di sociologia che ad indurire le persone le une contro le altre è stato il sistema organizzativo funzionale alla produzione economica, che richiede verticalizzazione,gerarchia e spietatezza per il suo funzionamento per battere la concorrenza,e che quindi valorizza nel carattere di ognuno/a il lato maschile e gioca inevitabilmente a mettere gli uni contro gli altri anche i poveri e i deboli…..

    Hai poprio ragione,Cinzia,quanto ero vetero e demodè!!
    Ma adesso ho aperto gli occhi;è tutto colpa del femminismo e dei comunisti!!!!
    Anzi,facciamo una cosa;ti do totalmente ragione e chiudiamola qui.Ciao.

  27. 167
    Cinzia Simonelli scrive:

    166- Caro extra, mi sembri la Gelmini. Vuoi dirmi anche come devo vestire? :) Cos’è il Femminile lascialo dire a me visto che la femminuccia sono io :P . Ed esci dalle ideologie e parla con un po’ di donne. Dimmi quanto sono grate al femminismo per averle rese schiave due volte (le donne avanzano professionalmente spesso solo se si comportano come le intercettazioni dimostrano, non se sono brave) e per aver indurito gli uomini nei nostri confronti.

  28. 166
    Extraparlamentaredisx scrive:

    @163,Cinzia
    "se le femministe sono sparite, è perché hanno fallito, si sono fatte portatrici del modello maschile.."

    ++No,è perchè il sistema socioeconomico che ha vinto è stato più forte di loro.Non bisogna confondere la debolezza con il torto,faresti un grosso torto al femminile.

    "Le femministe di un tempo sono quelle che oggi si sono schierate a favore della Carfagna e contro la Guzzanti .."

    ++In quel caso hanno fatto bene;perchè la critica era portata da Sabina con strumenti maschilisti,anzi,misogini e reazionari.Cioè con la riduzione della donna a femmina impura e sempre promiscua.Poi si è rivalutata dicendo quello che era semplice e giusto dire ;che una come la Carfagna non dovrebbe occupare il ministero che dovrebbe promuovere le donne.

    @164,Cinzia
    Non capisco proprio…

    @165,Cinzia
    "leggi tutti i commenti a proposito (116, 127, 129, 131, 139, 143, 146, 152)"
    ++adesso ho altre incombenze,ma giuro che più tardi li leggo tutti,ciao.

  29. 165
    Cinzia Simonelli scrive:

    157 – Extraparlamentaredisx – Se poi vuoi approfondire l’argomento leggi tutti i commenti a proposito (116, 127, 129, 131, 139, 143, 146, 152). Così, forse, alla fine una critica intelligente da parte tua potrebbe anche arricchire il confronto, ammesso che tu lo voglia e non preferisca lo scontro per confondere le idee

  30. 164
    Cinzia Simonelli scrive:

    157- Caro fascista di sinistra, piccato perché ho messo a nudo l’incoerenza e la malafede della sinistra?

    Scusami,ma come fa una donna a dire cose del genere,se non è di destra profonda o masochista/autolesionista?

    Per te chi critica la tua "sinistra" è fascista o è sbagliato. Complimenti per la capacità di confronto e di rispetto delle idee altrui dimostrata!! Già, dimenticavo. Gente come te -che si spaccia di sinistra- rispetta solo alcuni "diversi e deboli", i deboli che ragionano con la propria testa li chiama fascisti. Bell’esempio di democrazia!

  31. 163
    Cinzia Simonelli scrive:

    157- Caro extra, se leggi, leggi bene. Altrimenti lascia stare se leggi superficialmente e dai giudizi a vanvera. Io critico la sinistra per non essere buonista -pur dichiarandosi tale-, non me ne compiaccio. E se le femministe sono sparite, è perché hanno fallito, si sono fatte portatrici del modello maschile, non di quello femminile.
    battaglioni di femministe incazzate
    Tu pensi che così si contribusce alla dignità del Femminile? Le femministe di un tempo sono quelle che oggi si sono schierate a favore della Carfagna e contro la Guzzanti (vedi Liberazione) e non mi stupirei se le loro figlie partecipano a Veline, alla fine hanno dimostrato che per loro conta solo il raggiungimento del potere, non hanno proposto valori alternativi. Mi sembra tu sull’argomento sia proprio impreparato. Quando poi sono gli uomini a stabilire come noi dovremmo comportarci, cosa vuol dire esser donna e quali le battaglie da affrontare, allora è il caso di urlare "I maschilisti son tornati!!"

  32. 162
    ink scrive:

    #160 – allora scusa. Comunque, quello che narri a me sembra piu che altro un gioco, una ragazzata, una sfida a chi ha paura di te. Chi sa.

  33. 161
    marco scamardella scrive:

    Se si discute di un fenomeno , rifugiarsi sul ben altro vuol dire evadere dalla realtà e dall’evidenza . Non avere l’intelligenza di argomenti .

    Il problema è questo , migliaia di persone girovagano da un paese di Italia all’altro senza svolgere un ‘attività economica identificabile che possa ragionevaolmente consentirgli il minimo mantenimento .

    Il risultato è che loro vivono fra i topi i loro figli vengono sfruttati dal clan e non hanno possibiltà di cambiamento e di alfabetizzazione , le popolazioni stanziali colpite dal fenomeno, accedono come umano e naturale in situazioni conclamte e ripetute a forme di pregiudizio razziale .
    L’odio reciproco si espande e tutti ne sono vittime .

    Le situazioni si governano ,con idee ,risorse e decisioni con assiunziuone di respondsabilità .

    Il pietismo ipocrita il voltasi dall’altra parte , il non occuparsi e non risolvere in nome della tolleranza e del politicamente corretto , è secondo me una formula di razzismo mascherato . Pensare che gli obblighi della vita civile ( i bambini a scuola ) valgano solo per i non Rom ( se un bimbo italiano non frequenta scuola arrivano i servizi sociali e lo tolgono ai genitori ) è razzismo .
    Non ammetere la realtà illegale a cui è dedita buona parte di un popolo perchè non sta bene parlarne male è razzismo ipocrita .
    Tutti hanno dignità tutti sono uguali , il vivere in società civile comporta gli stessi obblighi e gli stessi diriti per tutti .

    Il popolo Rom deve essere pienamente integrato , non è possibile farlo se non si fotografa con sincerità la realtà nuda e cruda sotto gli occhi di tutti .

  34. 160
    heiner scrive:

    caro ilja, io non addito niente… chiedevo soltanto lumi (se il mio commento dà un’impressione diversa mi dispiace). né sono scandalizzato dai furti degli zingarelli. era un aneddoto (vissuto), con alcuni spunti interessanti, a mio avviso. cari saluti

  35. 159
    ink scrive:

    #158 – forse, dopo la puntata di ieri, sarebbe caso di cambiare l’ottica?
    A dirti la mia: sono mooolto piu scandalizzato dal buco lasciato dalla allegra "gestione" di Storace. Lady ASL mi fa senso mooolto di piu che i zingarelli di 50eu. Ed il ex-governo di Dx che ha "costretto" WV a svendere la Citta agli immobiliaristi e stato molto piu dannoso, credo.
    Se i Romani come i Catanesi votano la Dx – perche ci dara la prosperita e la sicurezza, se il Popolo Italiano plaude per il salvataggio CAI ed i porelli pongono il potere al Padrone – e giustissimo additare le Razzie dei ragazzini, come fai tu.

  36. 158
    heiner scrive:

    cara giada, essendo tu evidentemente un’esperta della questione rom (e io a te proporzionalmente ignorante), ti chiederei, se ti è possibile, di fare un po’ di chiarezza ‘riassuntiva’ sul problema – forse percentualmente marginale rispetto ai numeri reali dei cittadini rom? ma sicuramente molto evidente visivamente – dei cosiddetti ‘zingari’ che si dedicano all’accattonaggio e al furto. qualche giorno fa avevo riportato un espisodio a cui avevo assistito: mattina, h 11, sull’autobus affollato di una città del nord sale un gruppetto di ‘zingari’, due donne e cinque bambini di varia età. il più grande di loro (8, 9 anni?) tira fuori dalla tasca un po’ di banconote e dice in italiano ‘quanto abbiamo rubato oggi al mercato? 20, 30 euro… 50…’ e rimette i soldi in tasca, mentre le donne e gli altri bambini chiedono l’elemosina. alla fermata successiva il gruppo scende. un marocchino (vado a naso) e una napoletana (direi emigrante, nel senso di troisi, non turista o altro) commentano con aria sconsolata il degrado umano e sociale a cui hanno assistito (eufemismo!). una scena qualunque, quotidiana, e che pure mi ha dato qualche banale spunto di riflessione.

  37. 157
    Extraparlamentaredisx scrive:

    @146,Cinzia
    Non seguo molto il forum oltre gli articoli di Gad ma ogni tanto mi leggo qualche post e ho visto questo tuo.
    Per fortuna che le femmministe sono sparite???
    Ma se c’è un ritorno della mercificazione del corpo e dell’umiliazione delle donne che invece richiederebbe battaglioni di femministe incazzate !!!!
    Per fortuna che la sinistra non è più buonista??
    Ragionamento di destra come pochi ;che non vuole dire niente se non che l’arroganza deve trionfare nei rapporti umani e quindi sopraffare i più deboli e quindi anche le donne insieme agli immigrati,i precari,i pensionati raggirati dai pinguini vendi-fondi di Lehmann,ecc.ecc.)
    Però poi dici che le donne sono debolissime…ma tòh,che strano!!

    Scusami,ma come fa una donna a dire cose del genere,se non è di destra profonda o masochista/autolesionista?

  38. 156
    marco scamardella scrive:

    Il riferimento alla Scozia non riguarda la comunità Rom ma il mito fondativo della cultura del popolo scozzese (il kilt come molti colori del tartan legati alle famiglie sono un falso storico del 800 che però ha contribuito a creare un’identita ed un mercato mondiale )

    Visto che l’Europa è sensibile ed il popolo Rom ha secoli di storia e talenti nella musica e nell’abbigliamneto oltre che nell’artigianato pre industriale , bisognerebbe agire con risorse ingentissime e contemporaneamente bloccare il nomadismo , salvo la possibilità dei singoli residenti di viaggiare liberi per l’europa per turismo o per lavoro se c’é .

    Ho ascoltato un’esponente della comunità Rom dire che non è vero che loro vogliono il nomadismo , ci sono costreti e l’opera nomadi ha interesse economico al perdurare della situazione . Mi sovviene inoltre che a Roma vengono devoluti parecchi milioni di Euro ai nomadi , ma stranamente non sembra che arrivino alla popolazione ..

    E’ un pò come la situazione dei palestinesi che fanno comodo ad alcuni nei campi profughi . Hanno calcolato che con i soldi devoluti ai palestinesi da tutti i paesi del mondo ogni famiglia palestinese avrebbe potuto costruirsi una villa con piscina .

    I campi nomadi sono da chiudere , sono fonti di degrado e di corruzione per organizzazioni sedicenti umanitarie .

    Si organizzi a livelo europeo una sistemazione decente del popolo Rom , incentivando, appoggiandosi alla moda francese e italiana, appoggiandosi alle case discografica .
    Si potrebbe creare per qualche anno una vera e propria moda Rom , sono situazioni tipiche del nostro mercato consumistico un pò sciocche ma creano lavoro e mercati duraturi anche quando la fiammata si estingue .

    E’ un progetto , i soldi si possono trovare perchè l’europa ne ha , i Rom devono trovare leader credibili e non corrotti .
    I popoli si salvano solo se alzano la testa e si emancipano anche dal loro passato e dalle loro abitudini .

  39. 155
    nino scrive:

    Il ministro dei miei maroni cerca di rassicurarmi: non è razzismo, sono episodi isolati. Gli faccio, al ministro, scusi io non prendo rumeni a randellate sui denti, non ammazzo negri che rubano un biscotto, né tantomeno gli spacco un occhio in un parco, io queste cose non le faccio: però io semplicemente mi girano le balle quando incontro i polacchi del mio condominio e i rumeni della palazzina accanto, mi girano le palle quando salgo sul treno per Pisa e trovo il vagone pieno di gente che parla lingue incomprensibili. Tranquillo, mi fa il ministro dei miei maroni, il tuo non è razzismo e quelli sono solo episodi isolati…si, ma episodi di cosa?; io comunque mi sento sollevato e dormo sonni tranquilli come i passeggeri del Titanic che il comandante li aveva rassicurati che si trattava solo di piccoli blocchi di ghiaccio alla deriva.

    Del resto ci sono altre razze di cui NON preoccuparsi; a quelle ci pensa la signora sottosegretario al Ministero della salute. Leghista anche lei, come l’altro, borgozìo: sono le razze di cani, anche quelle che sbranano i bambini, che del resto che volete che sia, sono episodi anche quelli; e poi non sono le razze di cani a essere pericolose…appunto, ecco…tutto torna; almeno fino a quando qualche cane di razza protetta di cani presunti pericolosi non sgozzerà qualche figlio di qualche leghista che si preoccupa di salvaguardare le razze, di cani però; le altre sì, vanno estinte, mica protette…

  40. 154
    Giada scrive:

    #151 Oh.. beh, non so perchè dici così Henriette ma lo accetto volentieri, grazie. E ora devo proprio spegnere il computer. Buon proseguimento, Giada

  41. 153
    Giada scrive:

    #149: eh.. perchè? Su questo perchè abbiamo trovato un punto d’incontro non indifferente, e sono in molti a pensarla così e ad agire di coseguenza. Ne sono contenta, anche se la resistenza deleteria a tali iniziative (da parte dei rom italiani, ci tengo a dire, non da parte di organizzazioni gadjè che si assumono la responsabilità di sapere cosa è meglio per loro senza consultarli) è forte da indignarsi, e come cercavo di dire, infondata, perchè sorta da pregiudizi antichi che quasi mai hanno avuto modo di chiarirsi. Sinceramente non so come sia la situazione scozzese, ma i portavoce rom delle comunità rom è il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica che chiedono, sa?, non l’elemosina.

  42. 152
    Cinzia Simonelli scrive:

    145- Caro Pino, il tuo mandarmi al WWF rivela tutta la malafede nel considerare le donne categoria forte. Ci negate aiuto nel difenderci da una millenaria cultura maschilista per continuare a considerarci inferiori :P

  43. 151
    Henriette scrive:

    Cara Giada-150-ti abbraccio con grande affetto

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3 feb - 7:57: Quel Rutelli in tv non mi ha convinto proprio. Troppi lamenti postumi sul latte versato e l'onore intonso ...

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