Solo un pensiero affettuoso e riconoscente a Vittorio Foa, il grande vecchio che ci ha lasciati quest’oggi. La sua biografia è un esempio da non disperdere. Coraggioso da giovane fino a sfidare il consenso schiacciante per Mussolini nell’Italia fascista, vivendo con dignità la condizione di prigioniero politico e di confinato. E poi sempre dalla parte dei lavoratori, politico e sindacalista critico dell’ortodossia comunista, ma senza mai passare dall’altra parte. Ricordo tanti incontri con lui a Torino, in casa di Pietro Marcenaro, e poi a Roma dove abitava in un appartamento modesto dietro via del Tritone. Prima di trasferirsi a Formia dove pativa soprattutto la cecità, il bisogno che qualcuno leggesse per lui libri e giornali. Da riformista antidogmatico, da fautore di uno stile di vita sobrio, lontano dai privilegi della casta politica, ha fortemente voluto la nascita del Partito democratico. Ma aveva pure sufficiente ironia per tenersi distante dalle beghe provinciali, grazie ai suoi legami con l’intellighenzia progressista soprattutto in Gran Bretagna. Gli ho voluto bene, lo rimpiangerò.
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20 ottobre, 2008 alle 3:19 pm
E’ scomparso un grande intellettuale e politico italiano, un testimone impegnato per la democrazia e contro l’intolleranza.
Ho trovato in rete questa analisi, attualissima
http://www.caffeeuropa.it/reset/66/12.html
VITTORIO FOA
Nel centrodestra manca l’elemento moderato. O meglio: non si vede qualcuno capace di rappresentarlo. Possiamo soltanto auspicare che venga fuori. Nel frattempo non ci resta che denunciare la debolezza di Berlusconi che si fa trascinare da Bossi. Io credo che il centrosinistra in questi ultimi giorni prima del voto debba denunciare Berlusconi come il vero leghista contro il quale dobbiamo mettere la scheda nell’urna. C’è una indiscutibile ipoteca leghista su Forza Italia che è il vero pericolo che dobbiamo affrontare. La Lega propone alla sua base un “noi” che è esclusione degli altri ed impiega una radicalità e violenza del linguaggio che possono potarci alle più folli avventure.
20 ottobre, 2008 alle 4:46 pm
Il Gr Rai delle 16,30 ha appena definito Vittorio Foa "giornalista e politico, esponente del Partito comunista". Che ignoranza! E che cialtroneria!
20 ottobre, 2008 alle 5:01 pm
Speranza delusa.
20 ottobre, 2008 alle 5:25 pm
Grazie Foa per averci mostrato quanto di positivo si possa trovare nell’essere umano. Ovunque tu vada, spero un giorno di poterti incontrare tra tutti coloro che si sono sacrificati per insegnarci l’immenso valore della dignità personale.
20 ottobre, 2008 alle 5:26 pm
LE PAROLE DEL PRESIDENTE NAPOLITANO
La sua dedizione alla causa della liberta’ – prosegue il
Capo dello Stato – cui pago’ da giovanissimo un duro prezzo
nelle carceri fasciste, la sua partecipazione alla Resistenza,
il suo appassionato e illuminato impegno nell’Assemblea
Costituente e nel Parlamento repubblicano, la sua piena
identificazione – da combattivo dirigente della CGIL e da
studioso – con il mondo del lavoro, gli hanno garantito un posto
d’onore nella storia dell’Italia repubblicana. Egli ha dato
prove esemplari del suo disinteresse e del suo rigore e ha
vissuto i suoi ultimi anni con riserbo e sobrieta’, rompendo in
rare occasioni il silenzio per trasmettere messaggi sempre
lucidissimi di fede nei valori democratici e costituzionali.
20 ottobre, 2008 alle 5:33 pm
Un altro pezzo della nostra storia e della nostra cultura se ne va.
Ci rimangono appunto, Lerner, questi cialtroni ignoranti.
20 ottobre, 2008 alle 5:34 pm
"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti e ai comunisti o filocomunisti pentiti. C’è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni". Questo diceva in un’intervista del 2006 Vittorio Foa. Mi sembra ancora di grandissima attualità. Credo che saremo in molti a rimpiangerlo
20 ottobre, 2008 alle 5:47 pm
Santo subito .
20 ottobre, 2008 alle 5:52 pm
A Marco Scamardella (8): la tua irrisione si qualifica con una sola parola: incivile.
20 ottobre, 2008 alle 5:59 pm
“Forse il degrado della politica e delle sue parole sta proprio nell’agire pensando di essere soli e nel pensare solo a se stessi”.
da “Le parole della politica” di Vittorio Foa. E le dedico a te, Marco Scamardella
20 ottobre, 2008 alle 6:32 pm
Il giudizio di Vittorio Foa sulla Lega Nord coglie davvero nel segno. Il "leghismo" è espressione di una sottocultura reazionaria la cui estirpazione vedo al momento difficile, purtroppo. Il centrosinistra, però, in quegli ultimi giorni prima del voto (e nemmeno dopo, ahimé), non poteva attaccare la Lega nel modo indicato da Foa, in quanto tra gli sbagli del centrosinistra vi sono le ripetute "strizzate d’occhio" al partito di Bossi. Addirittura Bossi è stato invitato alla festa del PD, nel settmbre scorso… Arruffianarsi il diavolo (o provare a farlo) non porta mai alcun risultato positivo…
20 ottobre, 2008 alle 6:57 pm
Un uomo è un uomo , se il dolore è famigliare e personale tale rimanga , se se ne fà un’occasione pubblica e se come succede in Italia si inizia subito con gli unanimi coccodrilli non si fà un buon servizio alla memoria di chi merita un giudizio critico .
C’è chi anche all’epoca, con alterttanto nobile passato antifascista avrebbe per esempio trovato bizzarro appartenere al Partito di Unita Proletaria e non ne avrebbe accettato le sue compromissioni striscianti con la violenza politica
.
comunque vedo che non vi manca il concetto del sacro e del limite , sicuro che ne fate sempre uso e per chiunque ?
20 ottobre, 2008 alle 7:16 pm
per 12.
Appunto, critico, non irridente. E tu che uso fai del tuo senso del sacro e del limite? Non che mi interessi, sono cose troppo personali, ma se pubblichi un commento come il n. 8 non puoi aspettarti altro che io (ma non solo) ti ritenga inqualificabile. In qualcosa hai però ragione, nel definire familiare e personale il dolore che si prova quando muore una persona come Vittorio Foa. Perché non fa (il presente non è un lapsus) parte solo della storia, ma della vita di chiunque, in qualunque modo, l’abbia conosciuto. Una di quelle persone che rendono felici solo per il fatto di esistere, di essere al mondo. E quando non ci sono più mancano molto.
20 ottobre, 2008 alle 7:35 pm
13 Cioè quello che per i cattolici è un Santo . Si dice che il comunismo in fondo sia un’eresia del cattolicesimo .
Solo che far passare per un padre della patria e un’uomo degno di venerazione una persona di parte , per di più della parte sbagliata della storia che ha causato molti lutti e ci ha esposto a molti rischi è un pò troppo .
ho l’impressione che siate orfani del senso di voi stessi ed abbiate divorziato con la comprensione del mondo reale ec con la storia dell’Europa
Per questo la scomparsa di Foa è un’occasione di riscatto sacrale delle vostre ideee fallimentari . Il che a ben vedere non ha molto a che vedere con la pietà umana e molto con la lotta politica
20 ottobre, 2008 alle 7:49 pm
per 14
Non ho nessuna voglia di spiegarti. Capisci quello che vuoi o riesci a capire. Spero che faccia bene al tuo ego scrivere parole in libertà.
20 ottobre, 2008 alle 7:59 pm
Lo rimpiageremo eccome quest’ultimo testimone della nostra Storia e interprete della VERA cultura italiana. Mentre lui va ancora in alto, ma con gli angeli, la nostra Storia riaffonda sempre più in basso
20 ottobre, 2008 alle 8:02 pm
Un uomo saggio ed un signore molto simpatico che ascoltavo sempre con vivo piacere. La pace sia con Vittorio Foa.
20 ottobre, 2008 alle 8:04 pm
Tipico esempio di progressismo , democratico di sinistra applicato.
Niente di nuovo o di non già visto e sentito .
20 ottobre, 2008 alle 8:09 pm
Ai telgiornali sento dire che Vittoria Foa è stato il massimo esponente del riformismo italiano. Mi permetto di dissentire da tale affermazione. Dapprima azionista, nel 48 passa con i socialisti e quindi con il Fronte popolare filo stalinista. Negli anni 60 si oppone al centro sinistra tant’è che promuove la formazione del PSIUP. Negli anni 70 fonda il PDUP. Di quale riformismo stiamo parlando? Hanno confuso Vittorio Foa per Carlo Rosselli.
20 ottobre, 2008 alle 8:19 pm
Marco Scamardella, mi scuserai se ti richiamo al rispetto per la morte!
Se non hai da dirne bene abbi almeno il buon gusto di tacerlo in un’occasione come questa.
Per quel che vale la mia opinione, le poche volte che appariva in televisione lo ascoltavo sempre con la massima attenzione, specie quando si proponeva come memoria viva del nostro recente passato. Aveva le sue idee ma era tutt’altro che un uomo fazioso. Forse non lo hai presente molto bene o lo confondi con qualcun altro, non gli ho mai sentito fare un commento sopra le righe, e non si è mai atteggiato a "grande vecchio".
Misurato, ironico e garbato, mi stupirei se avesse avuto dei nemici personali, anche in campo avverso.
20 ottobre, 2008 alle 8:26 pm
Volevo aggiungere anche che Foa scrisse anche per la rivista Quaderni rossi per la quale scrisse anche Toni Negri, nonchè poer il Manifesto.
Ovviamente non voglio dire che Foa sia stato un cattivo maestro o un ispiratore del terrorismo, tutt’altro, ma non credo che lo si possa definire come un alfiere del riformismo italiano. Perlomeno i partiti per i quali ha militato o i giornali per i quali ha scritto mostrano un orientamento politico non proprio riformista.
20 ottobre, 2008 alle 8:32 pm
Dopo una brutta notizia, una buona.
20 ottobre, 2008 alle 8:51 pm
per MacRaiser
Non vorrei apparire lombrosiana, ma questa volta sarò becera anche io: con quella faccia avrebbe dovuto aspettarsi, e avere, di molto ma di molto peggio.
20 ottobre, 2008 alle 9:22 pm
Il vecchio, vecchissimo Vittorio Foa aveva negli occhi più futuro di tutti noi. I suoi occhi spenti dalle cateratte sapevano ancora vedere lontano forse perché in lui la "memoria" era ben salda ed era proprio "sguardo oltre", ben oltre il "nostro Novecento".
Marina Milan
20 ottobre, 2008 alle 11:23 pm
so che non che ortodosso nè pertinente il mio messaggio, ma in studio c’è una persona , Marina Pugliese, vecchia amica di scuola, che sto cercando di rintracciare da molto tempo. Se foste così gentili da farle avere la mia email ve ne sarei grata.
Vai così GAD sei sempre il più forte!!!!
20 ottobre, 2008 alle 11:41 pm
E’ giusto l’elogio a Foa, che pure fu personaggio controverso, e non tutta la meraviglia che si decanta in queste ore. Se si considera però la media dei miti a sinistra, da Che Guevara ad Arafat, quest’uomo si innalzava non poco. Se poi si va al tasso di conformismo intellettuale, allo slogan permanente piantato nel cervello, anche qui l’uomo si distingueva, perchè capace di non essere comunque allineato e coperto, e perchè capace di una testa propria, massimo delitto all’epoca. Fu odiato dal PCI per questo e come al solito fu oggetto di denigrazione e derisione da parte dei cari compagni, da quegli stessi che oggi gli faranno la commemorazione e spargeranno le loro lacrime di dolore.
Questo però non l’hanno mica detto i giornali. Ironia della sorte, è oggi Napolitano, all’epoca uno dei custodi dell’ortodossia di pensiero, a fargli l’elogio, se non altro per dovere Istiutuzionale. Non so se lui dall’aldilà apprezzi. Forse sorriderà amaro.
Gaddino naturalmente di questa storia non vi dirà nulla.
20 ottobre, 2008 alle 11:55 pm
Credo che uno come Foa dovrebbe entrare nella genealogia di una sinistra rifondata, come punto di forza morale e teorico insieme (più in gen., questa genealogia non salta fuori da una tradizione ripercorsa criticamente, non si vede ancora. Ricordo un vecchio slogan: "Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer!"… ne abbiamo un altro, con dentro padri come Foa?).
21 ottobre, 2008 alle 12:23 am
simpatico colto, attento osservatore della realtà, giovane, forte, altruista,amante della lotta e della vita, così lo ricordo.ciao Vittorio
21 ottobre, 2008 alle 12:38 am
Lo piango anche io. Che fin da quando ero giovane ho avuto l’occasione di seguirlo e sentirmi affascinato. Addio Foa.
21 ottobre, 2008 alle 8:07 am
20 rispondevo a 15 . I necrologi di militanza politica di parte con annessa dignità indotta di valore universalistico su internet sarebbero da studiare nel capitolo culture marginali del secolo scorso .
Bisogna aver lottato per l’avvento dello stalinismo o scritto nei sovversivi e complici quaderni rossi per passare per padre della patria ? O dal punto di vista pubblico (il privato che lo sia) si tratto di uno dei tanti che la patria l’ha messa in pericolo mentre altri ne preservavano la libertà .
Fate i conti con la storia del comunismo del suo esito ultimo se avesse vinto e dei pericoli che persone perfettamente in grado di comprendere ,come la maggioranza degli italiani all’epoca ha compreso,
hanno fatto correre all’Italia con i loro disinvolti rapporti con l’URSS . (Denaro compreso senza il quale non si facevano scissioni e non si stampavano quaderni rossi)
21 ottobre, 2008 alle 10:12 am
Caro Gad, ieri sera hai reso onore non solo a tutti coloro che credono in questa Costituzione democratica e antifascista , alla quale stesura anche Vittorio collaborò, ma anche alla memoria di questo grande uomo che condivise la cella con uno dei padri del pensiero federalista (quello autentico).Lui sì che era davvero l’ultimo testimone della NOSTRA Storia, della NOSTRA cultura,della NOSTRA identità. Ci troviamo in un momento storico particolarmente difficile nel quale rischiamo realmente un inversione di marcia. Un pugno di fuorilegge , in qualità di potere costituito, sta cercando di sovvertire l’Ordinamento giuridico attaccandolo nei suoi principi fondamentali. Dobbiamo prender atto che l’abuso di questo governo, seppur nel quadro della legalità, nel ricorrere alla decretazione per sovvertire la Costituzione democratica è già segno di una volontà costituente che a breve potrà diventare prassi
21 ottobre, 2008 alle 10:31 am
Per fortuna che ogni tanto nascono persone che come fiaccole nella notte illuminano il buio profondo in cui vive l’umanità . Ringraziate gente, ringraziate e tacete per carità.
21 ottobre, 2008 alle 11:01 am
VITTORIO FOA
"Forse il degrado della politica e delle sue parole sta proprio nell’agire pensando di essere soli e nel pensare solo a se stessi".
Senza di lui sarà più difficile avere una "destra normale" in questo paese. Chi sa quando ci sarà data la possibilità di scegliere!!!
21 ottobre, 2008 alle 12:49 pm
Cartolina per Vittorio Foa: un caro saluto. Ame
21 ottobre, 2008 alle 1:05 pm
lo ricordo a pisa durante un comizio (sarà stato il ’73) e lo ricordo con grande affetto tra le pagine di Natalia Ginzburg, intessuto nel suo Lessico Famigliare. Mi manca Natalia, e ora Foa.
21 ottobre, 2008 alle 4:34 pm
Ognuno piange i suoi morti questo è vero ma è la memoria del defunto che viene liberata nel momento fatale per diventare patrimonio di tutti.
Siamo in presenza di uno dei due confini, l’altro è il nascere, dell’autentico senso greco del divenire. E’ per questo che mi consento di dire qualcosa.
Sappiamo ben poco del nascere ed altrettanto del morire. Chiunque dica di saperne qualcosa mente, anche se è in buona fede.
Metensomatosi, metempsicosi, annichilimento, resurrezione della carne e dello spirito sono tutte e soltanto delle congetture che si fondano su un vago senso più o meno condiviso di qualcosa che ci proviene da certe misteriose iniziazioni o dalla necessità di ottenere una spiegazione razionale e definitiva.
Non c’è nessuna nota metodologica per affrontare i limiti di ciò che percepiamo come la realtà, quindi il massimo rispetto è dovuto almeno ai vivi che piangono i loro morti.
21 ottobre, 2008 alle 4:56 pm
36-Spero che il tuo non sia un implicito rimprovero al mio commento in cui scrivevo che il pensiero di un uomo sopravvive. E’ vero e saggio ciò che scrivi,caro Silk, ma è altrettanto vero che…
"A egregie cose il forte animo accendono
l’urne di forti, o Pindemonte; e bella
e santa fan peregrin la terra
che la ricetta"
21 ottobre, 2008 alle 5:26 pm
Adelì, nessun rimprovero. Anzi, l’affermazione che la "memoria" liberata nel momento conclusivo "diviene patrimonio di tutti" va nella direzione che indichi. Senza alcun intento teologico o teosofico comunque bensì laicamente.
21 ottobre, 2008 alle 5:41 pm
Che ne pensate del Woo Doo ?
Se gli atei si mettono a fare i religiosi mistici il risultato è sconfortante .
21 ottobre, 2008 alle 5:59 pm
Il saluto di Ferdinando Adornato
http://www.liberal.it/dettaglio.asp?id=998
21 ottobre, 2008 alle 6:04 pm
38-Per Silk: Che bello, trovarsi d’accordo ogni tanto! E’ più piacevole che trovarsi d’accordo con un sinistro, in questo momento, te lo dico con tutto il cuore ( Spero che per Plotino, non sia da passionaria).
Per tutti i signori blogghisti :QUALCUNO DI VOI MI HA PER CASO RUBATO LA PASSWORD?
22 ottobre, 2008 alle 12:32 am
VITTORIO FOA MAESTRO DI VITA, DAL BLOG DELL’ON.FASSINO
http://pierofassino.ilcannocchiale.it/post/2063857.html
“Chi ha conosciuto e frequentato Vittorio Foa sente in queste ore un vuoto incolmabile e una profonda tristezza per la perdita di un uomo che ha fatto la storia del sindacato, della sinistra, della Repubblica e della democrazia italiana e che è stato per molti un maestro di vita. Quel che colpiva chiunque avvicinasse Vittorio era la straordinaria curiosità intellettuale e – nonostante il progredire degli anni – la freschezza giovanile con cui guardava al mondo e a ogni novità e a ogni fermento della società. Vittorio ci lascia una straordinaria lezione di passione civile, generosità politica, rigore morale e lucidità intellettuale a cui anche le nuove generazioni potranno attingere. E chi ai suoi insegnamenti si è formato, porterà Vittorio sempre nel suo cuore”.
22 ottobre, 2008 alle 8:44 am
Tutta questa celebrazione per il vecchio Foa suona strana. Diciamo che puzza. Presso alla bara si vede Veltroni che bacia il giovane Foa, esponente estremo del berlusconismo fuorilegge e nazistoide. Strano. Ricordate i funerali di Caponnetto, Sylos Labini, Galante Garrone, Luzi… e i poche altri i quali, oppostisi coraggiosamente al
neonazismo avanzante e allo scempio della Costituzione e della civiltà, furono abbandonati dalla sinistra e sbeffeggiati, scureggiati fino alla tomba dai berlusconidi?
Quindi temo che ‘sto Foa sia stato solo un altro piccolo e sterile esponente del
familismo amorale italiota (aveva piazzato il figliolo su piazza sicura)…