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    Mamma mia, le donne che passione!

    mercoledì, 22 ottobre 2008

    Rassegna Stampa

    Mamma mia, le donne che passione!

    Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.

    Rubo il mestiere a chi di cinema ne capisce più di me, come Daria Bignardi, per comunicarvi l’entusiasmo provato da un maschio guardone grazie a un film come “Mamma mia” di Phyllida Lloyd, ovvero: la vita, i sensi, i sentimenti, il desiderio, l’amore, declinati al femminile. Di più, la potenza del femminile che ridimensiona il maschio a funzione accessoria e per ciò stesso lo delizia, quel maschio guardone.
    Esagero, per un filmetto che dà allegria con la musica kitsch degli anni Ottanta? Me lo spiegano le recensioni di critici illustri, che concedono benevolenza pelosa al musical dell’anno, ballato e cantato così così, solo perchè impreziosito dal carisma di Meryl Streep.
    Ma io mica sono un cinefilo, io sono un guardone. Sono un uomo curioso di scrutare le donne nell’intimo delle loro dinamiche, per avvicinarmi al mistero dell’incanto che suscitano in me. Per fugare equivoci, sono andato a vedere “Mamma mia” con moglie e figli di varia età, non in un branco di maniaci. Fin da quelle prime scene manierate e smorfiose in cui Sophie (la figlia, Amanda Seyfried) abbraccia le amiche e ululando confida loro i segreti sul padre che non ha mai conosciuto; e Donna (la madre, Meryl Streep) abbraccia le amiche e strepitando s’immalinconiscono nel rifiuto di una maturità asessuata…ho visto scattare accanto a me formidabili meccanismi di identificazione.
    Quegli ululati, quegli strepiti di complicità femminile! Quella sintonia nel gineceo della cucina con altre donne vestite di nero, per noi maschi solo un fondale e invece pronte a capirsi al volo! Le imperfezioni che sanno rendere i corpi davvero sexi, e perfino il disastro del lifting che non riesce a deprimere la capacità seduttiva di Tanya!
    Io le conosco tutte, per ciascuna delle protagoniste vorrei indicarvi l’alter ego presente nella nostra vita, cioè le amiche con cui davvero la mia, la vostra Donna potrebbe sul serio dimenarsi sul letto al canto di “Dancing Queen”. L’amica procace e l’amica zia, avete presente? E poi quella dinamica di scontro e riconoscimento tra madre e figlia che fa giustamente versare lacrime sdolcinate all’Umberta nella scena di vestizione nuziale, mentre declamano il peggio del peggio (“Slipping through my fingers”). Perché è stragiusto che sia Donna la madre, a accompagnare Sophie la figlia all’altare. Dovrebbe succedere così in ogni chiesa. Così com’è sano il desiderio che m’è preso fin dall’inizio di NON sapere qual è il padre genetico fra i tre bellimbusti con cui Donna ha vissuto l’amore un’estate di vent’anni prima.
    Qui difatti subentriamo noi maschi, elemento accessorio nella trama di “Mamma mia”. Non siamo poi così malaccio, ridimensionati dallo sguardo femminile. Certo dobbiamo accettare come rappresentante dell’icona virile uno 007 qualunque, Pierce Brosnan, poco più di un involucro, non a caso l’unico personaggio del film con la muscolatura in regola con i canoni ufficiali della bellezza (le ragazzine, dovete ammetterlo, nella loro perfezione inconsapevole risultano per forza meno affascinanti delle tardone). Per risvegliare i sensi e riempire il vuoto del distacco dalla figlia, Donna Meryl Streep si accontenterà di prendere lui nel suo letto e nel suo albergo che, guarda caso, si chiama “Villa Donna”. Questo ci consola perché ci conferma di essere indispensabili all’energia femminile che altrimenti si arena nell’impotenza.
    La femmina che si lascia scrutare e si apre, non solo nel profondo della sua corporeità, ma pure nella sua diversissima confidenza al mondo, è gratificazione preziosa al maschio.
    Ricordo di avere provato una curiosità e un piacere simili l’anno scorso guardando “Caramel”, il film libanese di Nadine Labaki ambientato tra i segreti di un salone di bellezza. Segreti penetrabili solo da un uomo che sappia mettersi in ascolto.
    Succede di rado nella cultura pop-televisiva italiana che alle donne sia consentito di mostrarci qualcosa in più della forma. Forse è questo deficit che mi ha reso così affamato e guardone, fino a provare felicità, lì nel cinema, mentre trasferivo dentro la mia vita quelle donne che ballano coi tacchi sul pontile di un’isola greca, indossano pantaloni a zampa d’elefante ma alla fine, esauste, si buttano e desiderano che noi le raccogliamo al volo.

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    Articolo di:

    admin - che ha scritto 10 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    Altri commenti: [3] 2 1 » Mostra tutti i commenti

    1. 143
      Mario scrive:

      La sua trasmissione di stasera 28 /09 mette in evidenza che certi maschi come il giornalista sallusti è fuori di testa quando dice che gli apprezzamenti di suo figlio alle donne gli fanno capire che non è gay i vergogni come padre anzi non è padre è un becero animale, la pascale è non donna come si pu alla sua età ammirare con la bava un triste figuro povera lei.
      complimenti per la trasmissione che dovrebbe essere vista da tanti che vedono la DeFilippi e io ho sempre criticato non il Berl politico ma per le sue Tv che hanno obnubilato le menti e le coscienze eppure certo clero tace e poi si predica che la gente non ha fede!

    2. 142
      Ernesto scrive:

      Giulia Innocenzi, che donna politica!

      "Brindisi in onore del sindaco Letizia Moratti", per le nuoveordinanze della giunta comunale che "si preoccupano più deldecoro urbano che del benessere dei cittadini". Organizzato daGiulia Innocenzi (candidata radicale alle primarie dei GiovaniDemocratici), Pierfrancesco Maran (consigliere comunale Pd),Valerio Federico (segretario Associazione Enzo Tortora -Radicali Milano), Emiliano Silvestri (segretario AssociazioneRadicali senza fissa dimora).Davanti a Palazzo Marino (ore 15.00)

    3. 141
      Gloria Gaetano scrive:

      Capisco, Gard. Se sei un guardone, non ti possono interessare le madre e le madri con un problema come il mio, di cui ti ho parlato varie volte. E’ vero che poi precisi che le donne che hanno un’interiorità fanno un regalo agli uomini. Ma non lo fanno per loro.Peccato! Comunque io posso contare su una donna, Concita De Gregorio, che seguirà il convegno del 28 e 29 indetto dalla Fondazione Clara Sereni a Perugia, sul disagio psichico. La mia lettera, pubblicata da Galimberti, l’ha emozionata. Verrà. Forse è meglio contare sulle donne. Cercherò di raggiungere Ida Dominijanni che ha fatto un bel servizio sulle anoressiche e le madri. Per me sarebbe bellissimo. Ma sarebbe stato bello anche se te ne fossi interessato tu, che non mi hai mai risposto, e di cui non ho un’email. Bah1 Hai il tempo di farti un giro per il mio blog? http://www.dopodinoi.wordpress.com. E, sarebbe troppo chiedere che tu mi scrivessi, come ha fatto la De gregorio e Il Manifesto?

    4. 140
      Sarah scrive:

      A Rama Yade, Ministra per i diritti umani.

      Nonostante l’opinione comune secondo cui l’omosessualità oggi sarebbe più tollerata che in passato, le discriminazioni, le violenze e le persecuzioni di gay e lesbiche sono un dato di fatto. In molti Paesi gli atti omosessuali sono ancora condannati dalla legge, prevedendo una pena che può variare da pochi anni all’ergastolo, o addirittura alla condanna a morte. Ci appelliamo allora alle istanze internazionali affinché avvenga un riconoscimento dei diritti di Gay, Lesbiche e Trans in quanto diritti umani, con un impegno esplicito contro le varie forme di discriminazioni nei confronti degli individui GLBT.

      Considerando:

      La drammatica situazione che Gay, Lesbiche e Trans vivono in molti Paesi dove i pregiudizi, gli stereotipi negativi e la discriminazione influenzano profondamente il sistema di valori ed i modelli comportamentali determinando:

      • Privazione dei diritti civili basilari, politici, sociali ed economici;
      • Violenze fisiche, morali o simboliche legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere;
      • Negazione dell’uguaglianza dei diritti davanti alla legge attraverso disposizioni speciali che criminalizzano sulla base dell’orientamento sessuale;
      • Violazione del diritto alla vita negli Stati dove per la sodomia viene applicata la pena di morte;
      • Negazione del diritto alla non discriminazione ed alla libertà dalla violenza e dagli attacchi per l’omissione dell’orientamento sessuale nelle leggi anti discriminazione, nei provvedimenti costituzionali e per altri abusi;
      • Annullamento del diritto alla libertà dalle torture o dalla crudeltà, dai trattamenti inumani o degradanti a causa degli abusi della polizia, nelle investigazioni o in alcuni casi di detenzione di lesbiche, gay o bisessuali;
      • Arresti arbitrari in alcuni paesi, di individui sospettati di avere un orientamento omosessuale o bisessuale;
      • Negazione della libertà di movimento a coppie di nazionalità diverse quando non si riconosce la loro relazione omosessuale;
      • Negazione del diritto ad un giudizio imparziale dovuto ai pregiudizi dei giudici e degli altri rappresentanti della legge;
      • Negazione del diritto alla privacy data l’esistenza della “legge sulla sodomia”, che si applica a lesbiche, gay e bisessuali, anche se la relazione è privata con adulti consenzienti;
      • Negazione dei diritti di libertà di espressione e di libera associazione sia esplicita nella legge oppure dovuta al clima omofobico in cui GLBT vivono;
      • Negazione del diritto al lavoro: molte lesbiche, gay e bisessuali sono licenziati a causa del loro orientamento sessuale o per questo motivo discriminati sul lavoro;
      • Il diritto alla salute mentale e fisica di gay, lesbiche e trans non viene garantito a causa del conflitto con la politica discriminatoria e gli abusi, l’omofobia, il razzismo, o il preconcetto generale che tutti i pazienti siano eterosessuali;
      • Negazione del diritto alla formazione di una famiglia da parte dei governi che non riconoscono le famiglie composte da partner dello stesso sesso e negano i diritti altrimenti garantiti dallo Stato alle famiglie eterosessuali che anche se non hanno un riconoscimento legale tuttavia godono di alcuni privilegi. Anche i bambini possono essere privati di protezione al momento della separazione dei genitori non essere affidati al padre o alla madre sulla base del loro orientamento sessuale. Gli individui e le coppie lesbiche, gay e bisessuali non hanno il diritto di adottare un bambino, anche se il bambino appartiene al loro partner.

      Per queste ragioni appoggiamo la proposta mossa dalla ministra per i diritti civili Rama Yade all’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite di decriminalizzazione universale dell’omosessualità.

      Riteniamo, infatti, che la presenza di leggi che condannino relazioni private tra persone dello stesso sesso sia da considerarsi una grave violazione dei diritti umani, e sosteniamo l’eguaglianza di tutte le persone davanti alla legge e il diritto alla libertà da ogni forma di
      discriminazione, il diritto alla libertà di espressione, la libertà dalle interferenze arbitrarie, il diritto alla privacy e la libertà di coscienza.

      Per un altro mondo possibile!

      http://firmiamo.it/decriminalizzazionedellomosessualita

    5. 139
      Fiona Petito scrive:

      A proposito di (noi) donne…

      Sono una donna di 35 anni. Sono avvocato. Lavoro nell’ufficio legale di una multinazionale di cui mi interesso prevalentemente del societario estero perché tra l’altro parlo bene l’inglese (lingua madre). Mi impegno e lavoro molto (raramente lascio l’ufficio prima delle 19): tutte cose che mi son state riconosciute tant’è che m’hanno fatto crescere rapidamente di livello oltrecchè economicamente (anche 2 aumenti di stipendio in un anno). Ora, un’ulteriore crescita richiederebbe che si rendano disponibili delle posizioni più in alto, il che appare al momento molto improbabile dato che in aziende private non si costuma crearne una solo per gratificare qualche dipendente. Inoltre, non sono (fortunatamente) una che ha difficoltà ad attrarre gli uomini, ma non intendo sposarmi perché ritengo l’istituzione matrimonio così com’è oggi, un inutile eccesso di vincoli ed ideologicamente obsoleta; e nemmeno pretendo di “farmi mantenere”, ma ammetto che mi piace (fatalmente) l’idea di avere un bambino, che sento però più come un’esigenza personale, che non come il coronamento di un rapporto affettivo. Ciò detto, mi sono guardata attorno.

      Vado ad un colloquio con una importante azienda. OK, vi faremo sapere. Parlandone poi con un’amica, questa scopre di conoscere uno di quelli con cui ho avuto il colloquio, e si fionda a telefonargli per…. “oscultare”. In breve: la tua amica è proprio OK… ma… peccato che parli bene “solo” l’inglese… eppoi… (grave vulnerabilità)… ha 35 anni… magari diviene incinta, se ne va in maternità e quindi buona notte la secchio… ergo: preferiremmo un uomo… quand’anche meno qualificato… ma ahimè… abbiamo solo candidate donne [sic!]… Ovvero: di quella pregiata risorsa che sono i candidati maschi ce n’è poca, e dobbiamo ahimè arrangiarci con questi ripieghi ( cioè, donne… in età in cui è abbastanza probabile che… “cadano” incinte sul campo).

      Tutto ciò mi ha fatto toccare con mano una realtà socio-biologica che è quella che è, e che impropriamente potrebbe ricondursi ad un semplicistico schema di vittime&colpevoli, ma che nondimeno si ritorce di fatto come assolutamente “iniqua” per quell’ampia fascia di umanità che è il “genere femminile”. E non solo in relazione a quanto ho appena descritto –, che è solo un esempio per prendere le mosse per un discorso che tocca invece una materia ben più ampia e complessa –, ma anche per l’abnormemente ”ingiusta sproporzione” tra oneri e riconoscimenti che si ritrova tra i due generi, maschile e femminile, nel corrente costume sociale; costume sociale, nondimeno ideologicamente fortemente imperniato su presunti criteri meritocratici e di premiante proporzionalità per ruoli ed impegni. “Tutta” la parte “onerosa” di quel fondamentale, inelidibile, processo per la conservazione e sviluppo dell’intera umanità grava infatti “interamente” sul genere femminile: i mille fastidi della lunga gravidanza, la deformazione e strazio del corpo, il dolore, il rischio della vita etc. sono tutti di totale ed esclusiva “gratificazione e vantaggio” delle donne… — avendo il maschio dell’intera operazione la “sola” parte piacevole… né se mai visto alcun maschio morire di parto. Che succederebbe se per ipotesi, per sfuggire a quegli oneri perché diseguali ed esclusivi, le donne si rifiutasse di farsi mettere incinte?… Ma sfuggire a questo destino, come al colore della pelle, non è possibile: la natura ha provveduto ad infondere nelle donne anche una biologica “esigenza di maternità”, per cui esse stesse sono prone a “volersi sobbarcare” quel maggior onere che rappresenta la maternità, fatalmente schiave e vincolate dalla loro stessa condizione femminile. Tutto ciò, anche in un ottica di semplice coerenza ad uno sbandierato sistema/costume di meriti&premi per impegni, ruoli ed oneri, dovrebbe essere qualcosa che dovrebbe pesare per almeno un “qualcosa-di-più” da riconoscere alle donne per il “molto-di-più” che esse fanno in quello rispetto al maschio, e non come un handycap come in effetti è.

      Agli albori del 21esimo secolo, in una società che viaggia negli spazi, va a curiosare nel big-bang, trapianta cuori e fegati, fa cose mirabolanti con i computer, legge e modifica il DNA, ed ancor più… in un mondo che annovera paesi sedicenti fari “fari-di-civiltà”, — …come il nostro… che (solo da poco più di un cinquantennio) ha consentito (bontà del “magnanimo” legislatore) che “anche le donne” (questo sottogenere evidentemente “culturalmente” inferiore) potessero votare, e che fosse nominalmente abolito il concetto di patria podestà –, non è certo intempestivo o fuori posto almeno iniziare un dibattito su siffatta problematica. Propongo anzi, il rilancio di un rinnovato movimento di “women lib” imperniato sull’attuazione di “possibili parificazioni” delle realtà socio-biologiche maschile e femminile. Una sorta di “femminismo2”, laddove il “femminismo1” ha rappresentato un già importante passo di equiparazione di diritti delle donne, e che non poteva che prendere le mosse dall’anello più critico e preliminare delle problematiche femminili qual’era appunto il riconoscere parità di comportamenti nella sessualità, al fine cioè che non rappresentassero più stigma per le une e pregevole gallismo per gli altri. Ottenuto almeno in maniera nominale questo risultato, è ora il caso di passare ad una fase adulta di un incompiuto processo di parificazione di opportunità e condizioni tra uomo e donna, o di adeguamenti e compensazioni… — se non addirittura di battersi per una legittima “disequità” per una volta a vantaggio delle donne, perché contribuiscono disegualmente -, nel senso di “oggettivamente” ben di più del maschio -, allo sviluppo, conservazione e benessere del consorzio umano.

      Ed ecco che già li vedo e li sento i tanti sapienti moralisti in cravatta, e non… i finti riformisti, i progressisti del “purchè-rimanga-lo-statu-quo”, gli amorosamente salmodianti e “infallibili” (fuchi) in vanesio ermellino&porpora… che –, fatta la parata delle “esclusive” sapienze nelle ospitali sedi di comunicazione&persuasione che per un verso o l’altro controllano –, concludono seraficamente con un fatalistico, salvifico e rasserenante “Dio-lo-vuole”. Bene, lasciamo a Dio -, e/o natura (per i laici) -, fare quel che è il suo/loro mestiere; ma per quanto è il mestiere di noi “umani con la testa” che hanno la pretesa di meglio “regolare“ le cose che Dio/natura hanno fatto, di cose da fare anche più semplici dell’investigare il big-bang o di (carfagnescamente) risolvere il problema della prostituzione (quanto tempo sprecato… alle… “pari opportunità”!), ce ne sarebbero da “poter” fare per cominciare a migliorare la situazione nel senso di una più benefica, “equità“ per tutti (ove mai il benessere di una parte fosse visto come un reale benessere di tutti).

      A questo punto, con un paternalistico sorriso di ironica sufficienza, provocatoriamente mi si dirà: e cosa mai si potrebbe fare, per esempio?… ed eccovi tutt’altro che provocatoriamente… delle “reali” proposte… di concreta valenza… (non escluse implicanze di valenza ideologica… aspetto questo molto importante in un paese moralista in cui non si perde mai ogni occasione per guardar-nelle-mutande-della-gente –, vuoi come corrispettivo dell’ 8 per mille o di qualche voto elettorale). Dunque si potrebbe per cominciare…

      1 – introdurre la RID (Routine Infant Defloration) per le bambine neonate… — così come già oggi esiste in molti paesi, America (USA) inclusa, la RIC (Routine Infant Circumcision) per i maschietti; (la “maggior parte” dei neonati americani è infatti circoncisa alla nascita) – al fine di cancellare una volta per tutte quell’offensivo “sigillo-di-garanzia” o “bollo d’uso”, che vale solo per il “corpo delle donne”, e che nella storia dell’umanità e del costume ha rappresentato solo un elemento di discriminazione, di pregiudizio, di superstizione, di incultura, di crimini tollerati, di vendite all’asta e di tutta la peggior iconografia più selvaggia ed incivile… senza che ci sia per l’esistenza e mantenimento di quel sigillo nessunissima utilità fisica o pratica. Già ottenere che anche per le donne, così come è per gli uomini, non si possa più parlare di verginità, se non per effetto di “reali“comportamenti propri e “privati”, sarebbe già questa una svolta di portata epocale dai mille risvolti socio-culturali e pratici. (Per i meno scolarizzati: risparmiatemi il discorso delle mutilazioni femminili che non c’entrano proprio niente, sarebbe infatti (guardatevi l’enciclopedia a dispense) cosa molto meno invasiva della diffusissima circoncisione neonatale maschile pacificamente accettata, ed “addirittura benedetta” da Colui il cui figlio ha poi fondato quel nuovo partito detto cristianesimo, e che pur essendo distinto è comunque “uguale” al Padre). Così poi, come c’è oggi la possibilità di richiedere certificati di battesimo e certificati di circoncisione, ci sarebbe anche la possibilità di poter richiedere un certificato di “deflorazione” medica, a scanso di equivoci. Ma pensate per un momento che impatto socio-culturale si avrebbe, se anche per le donne, come per gli uomini, non si potesse più stabilire se avessero o no mai avuto un rapporto sessuale!

      2. – Introdurre un percorso di sviluppo educativo e formativo per le donne che valga a “compensarne” al meglio le disequità che discendono dalle diversità funzionali fisico-biologiche del maschio e della femina. Deve essere cioè disegnato un percorso formativo che consenta alle donne di poter sovrapporre il periodo degli studi scolastico-universitari con la possibilità di poter diventare madri – indipendentemente dal fatto di essere o no, “mogli”. In questo modo adempierebbero ad una esigenza della società, si scolarizzerebbero, e potrebbero entrare nel mondo del lavoro come i maschi, senza dover subire quel pesante empasse di sviluppo professionale e di carriera per “intervenuta maternità” che (iniquamente) le penalizzerebbe. Last but not least, le donne verrebbero così ad aver anche soddisfatto la biologica “esigenza di maternità”, che per quanto possa sembrare poca cosa e non interessare “taluni”, tocca il benessere psicofisico delle stesse a tutto vantaggio della qualità della loro vita, dei rapporti con gli altri ed in ultima analisi anche della produttività nel mondo del lavoro. E ditemi se questo è poco!

      3. – Con la soluzione prima descritta, a studi conclusi, uomini e donne sarebbero dunque automaticamente “più equivalenti” sul piano delle carriere e sviluppi professionali, essendo per le donne stato enormemente ridotto quel principale motivo di empasse rappresentato dalla maternità (il guaio delle donne… [sic!]). Si minimizza così – per maternità assolta… come in passato per assolto servizio militare per i maschi — un problema per il potenziale datore di lavoro, così come per le donne, per un’indesiderato blocco in un percorso di sviluppo professionale e di carriera per effetto di sopravvenuta maternità. Anzi, quelle più audaci e determinate potrebbero addirittura farsi sterilizzare e disporre di un apposito certificato di sterilizzazione da trasmettere all’uopo col proprio curriculum nella ricerca di un lavoro, che varrebbe a renderle nominalmente almeno pregiate e utilizzabili al pari del maschio, e senza che per questo debbano aver rinunciato di fornire il loro insostituibile contributo di crescita della società, o discapito al loro benessere psicofisico legato ad un’insoddisfatta biologica esigenza di maternità.

      A questo punto, o su questi problemi e soluzioni cominciamo a farci un pensiero serio, o smettiamola una volta per tutte di ”infantilmente” lagnarci della crescita zero della società degli italiani doc (che proprio non si risolve col bonus bebè)… — e lasciandoci quindi fatalmente islamicizzare (ove mai ciò non ci piacesse) dai momentaneamente più prolifici immigrati. Ad ogni buon conto, possibili soluzioni, quand’anche apparentemente “trasgressive” sono dunque delineabili… — talune persino attuabili già oggi a costo zero, se si volesse (… abbiamo o no un ministero delle… “pari opportunità”?…); e sennò, comunque “più rovinosamente” domani, vedrete!…

      Sono gratuitamente, solo provocatoriamente trasgressive certe idee? O non sono piuttosto "troppo" avanzate, e che turbano solo perché vanno ad infrangere “opportunistici” tabù ? A guardare la storia dell’umanità sembra infatti che la trasgressione non risieda mai nelle idee quanto nella momentanea indisponibilità della cultura corrente a volerle accettare, quand’anche sacrosante. Come ebbi infatti già modo in altra occasione di osservare, in passato avere schiavi era segno di nobiltà e censo, l’aborto era un crimine e le streghe venivano messe sul rogo… oggi, la schiavitù è un crimine, l’aborto un diritto delle donne e le streghe… non sono mai esistite: considerata la portata del ribaltone… più trasgressivi di così non si poteva!… e benedetta trasgressione! … ah! avessimo trasgredito prima…

      Fiona Petito

    6. 138
      Ernesto scrive:

      Mi sono dimenticato il link, eccolo
      http://giuliainnocenzi.com/

    7. 137
      Ernesto scrive:

      A proposito di donne: sembra davvero in gamba questa Giulia Innocenzi, radicale, candidata segretario del Pd giovani, ora a Matrix.
      Certo buca lo schermo per la bellezza (che comunque non guasta), ma credo che la suggestiva scuola pannelliana le abbia dato un quid di competenza in più, molto utile per i giovani del Pd che francamente non si sono mai visti né sentiti. Emma Bonino ha dimostrato come sia conciliabile l’identità radicale con una responsabilità di coalizione.
      ……………………..

      «Penso che il centrosinistra debba avere come primo obiettivo la comunicazione con le persone. E poi se programmi come il Bagaglino fanno audience elevati, piuttosto che finire in salotti tv preconfezionati…». Giulia Innocenzi

      Per salvare l’Italia, da candidata a Segretario dei Giovani Democratici, penso siano imprescindibili tre questioni oggi all’ordine del giorno: i tagli alla scuola e all’università, la mancata elezione del Presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai e il deficit di coscienza ambientale di chi ci rappresenta". Così in una nota Giulia Innocenzi, che "a differenza dei Radicali" sostiene che parteciperà alla manifestazione, ma a patto che "si dia un senso concreto, percepito chiaramente dai cittadini, del perch si va in piazza".

      Per questo, la candidata radicale da vita a una raccolta firme, che dovrebbe tenersi al Circo Massimo, sia per il ripristino della legalità in Parlamento, "visto che dopo l’elezione del giudice della Corte Costituzionale, grazie allo sciopero della sete di Pannella, ad oggi non stato ancora eletto il Presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, vero garante dell’informazione pubblica", sia per un’interpellanza al Sindaco di Roma Alemanno sull’ambiente. Giulia Innocenzi

    8. 136
      costantino scrive:

      firmate la petizione QUI:
      http://firmiamo.it/nontoccatelalegge104

    9. 135
      costantino scrive:

      vorrei mettere al corrente Gad e tutto il forum di una proposta vergognosa del ministro Brunetta contro i diritti delle persone disabili e delle loro famiglie:
      NON TOCCATE LA LEGGE 104!
      FATE VIVERE CON DIGNITA’ LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI E LE LORO FAMIGLIE!

      Parlamentari, politici, amministratori, cittadine e cittadini,
      la legge 104, quella norma approvata dal Parlamento Italiano nel 1992 e riconosciuta a livello mondiale come una delle forme più alte di solidarietà sociale e di sviluppo civile nel settore dell’integrazione delle persone con disabilità, rischia di essere stravolta da una modifica proposta dall’attuale maggioranza di governo, che intende di fatto eliminare i permessi retribuiti dei familiari per l’assistenza alle persone invalide, in situazione di gravità, non ricoverate nelle strutture socio sanitarie, ma assistite a casa dai familiari stessi. Inoltre il governo intende ridurre, eventualmente ad un solo familiare, la fruizione dei permessi per l’assistenza, relegando nuovamente le donne (e chi se no?) al ruolo di “angelo del focolare” e allontanandole dal lavoro.
      Le motivazioni del governo e del ministro Brunetta sono a dir poco superficiali: ci sono degli abusi; dietro a questi permessi si nascondono i “fannulloni”, quelli che “non hanno voglia di lavorare” e che rubano lo stipendio nella pubblica amministrazione e sono, dunque, all’origine dei “mali dell’economia italiana”; bisogna tagliare sulle spese … Si cominci, dunque, dall’assistenza, dagli handicappati (ma non si chiamavano persone in situazione di handicap nella legge 104? Anche i nomi hanno una loro importanza!), dai malati, dalle persone che non possono o non sanno difendersi ….
      Il linguaggio del Ministro Brunetta (e dei suoi colleghi di schieramento politico) e questi toni ricordano, ahimè, le teorie e le pratiche di eliminazione delle cosiddette “vite inutili” (handicappati, malati psichici, non autosufficienti) negli anni Trenta in Germania (programma “eutanasia”), poi seguite dallo sterminio di ebrei, di “zingari”, di Testimoni di Geova, di omosessuali, di oppositori antinazisti e antifascisti tra il 1939 e il 1945.
      Oggi assistiamo al riemergere con forza e senza pudore o vergogna della mentalità che vede chi non produce (o sembra non essere “produttivo”) come un peso per la società. Chi si occupa di assistere i familiari in situazione di handicap diventa “un fannullone”; chi sta male “finge per non lavorare”.
      Noi, persone in situazione di handicap, che viviamo tra mille difficoltà, che lavoriamo come e quanto possiamo, vorremmo avere una “bacchetta magica” per far provare, far fare esperienza diretta a questi signori (solo per pochi mesi, per un anno) di cosa significa avere bisogno di costante e totale assistenza, vivendo in famiglia, con due genitori che lavorano, con nonni anziani, con “famiglie allargate”, in città dove costruire barriere architettoniche è ancora consuetudine, dove non ci sono controlli né sanzioni per chi viola le leggi che tutelano la mobilità dei disabili (ma anche di anziani e di mamme con bambini in carrozzina), dove i parcheggi riservati ai veicoli dei disabili sono occupati dai suv dei “superman” o dalle “macchine blu”, o dalle autovetture, dai motorini di cittadini qualsiasi che pensano solo ai propri interessi, ritmi, affari.
      E noi che firmiamo la petizione la pensiamo allo stesso modo. Forse basterebbe far vivere una breve esperienza in sedia a rotelle, o chiusi in casa a letto, senza potersi muovere a Firenze, o a Venezia, o a Bologna o a Bari e Napoli per capire perché la Legge 104 non va toccata! Ma, forse, la sofferenza affrontata con dignità e coraggio è ancora un privilegio di pochi: tutti gli altri sono ancora convinti di poter contare sull’eterna giovinezza.
      L’Italia è un paese che ha leggi molto avanzate, ma spesso non ha gli strumenti (o non vuole trovarne) per controllare il rispetto delle norme e la tutela dei diritti di tutti i cittadini e le cittadine (anche i disabili, gli invalidi, gli handicappati, le persone in situazione di handicap sono cittadini e cittadine).
      L’Italia è uno stato dove il venire meno della responsabilità sociale ed individuale, dell’impegno solidale, del rispetto reciproco, della valorizzazione delle differenze e il contemporaneo sviluppo di una sorta di “terrore della diversità” sta producendo “mostri”, che un tempo si chiamavano razzismo, intolleranza, violenza, bullismo … e oggi?
      E’ da qui che bisogna partire: non si può “buttare via l’acqua sporca del bagno con dentro il bambino”, scriveva un filosofo del XX secolo.
      In ogni caso, per il politico che non fosse informato, va ricordato che per ottenere il diritto ai permessi retribuiti per assistenza agli handicappati gravissimi non si “pagano mazzette”: è necessario che la persona da “assistere”, abbia una invalidità accertata dalle Commissioni Istituzionali pari al 100% e sia sottoposta ad una ulteriore visita da parte di una Commissione Collegiale Istituzionale che ne stabilisca lo “stato di gravità”: se sono stati commessi degli abusi, si provveda a rimuovere Commissioni, dirigenti, responsabili amministrativi, non a togliere i diritti agli onesti! Di questo si dovrebbe occupare il Ministro Brunetta e i suoi colleghi di Governo: ripristinare la legalità e dare il buon esempio di onestà morale ed intellettuale.
      Facciamo dunque appello a tutte le persone che non hanno chiuso occhi, mente, cuore in cassaforte insieme al denaro o ai lingotti d’oro per paura o per avidità;
      facciamo appello ai politici e alle politiche che fanno il loro lavoro “per servizio” della collettività e non “per ambizioni di potere”;
      facciamo appello a tutte le persone in situazione di handicap e alle loro famiglie, perché non si pieghino davanti a queste nuove minacce di esclusione;
      facciamo appello a giornalisti e giornaliste, alla stampa locale e nazionale, all’Università e agli Istituti di ricerca;
      facciamo appello alle Associazioni di Volontariato, alle Chiese e alla Comunità Ebraica, al Presidente della Giunta Provinciale, al Consiglio Provinciale, ai Sindaci, ai Consigli Comunali, alle Intendenze Scolastiche, agli Istituti Pedagogici, alle scuole, agli insegnanti e ai dirigenti scolastici, alle cooperative, alle strutture socio-sanitarie e riabilitative, alle nuove generazioni, ai cittadini e alle cittadine:
      NON TOCCATE LA LEGGE 104!
      DATE VOCE A CHI VIVE IN SILENZIO, CON PUDORE E CON DIGNITA’, CON CORAGGIO E CON TENACIA LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO L’ESCLUSIONE DELLA FRAGILITA’ UMANA DALL’ORIZZONTE SOCIALE.

    10. 134
      heiner scrive:

      caro marco, almeno un punto su cui siamo d’accordo lo abbiamo trovato. mai dire mai

    11. 133
      marco scamardella scrive:

      132
      La camera deve essere solo una , l’altra si deve occupare delle regioni.

      Si dimezzerebbero i tempi garantendo amplissimo dibattito .

    12. 132
      ink scrive:

      #131, 130 – non che mi piacevano le fiducie di prodi. E non sono affatto contrario alla riforma dei regolamenti parlamentari (congiunta e condivisa, spero). Ma qui si tende, al naso, stra-esagerare: il metodo "sbrigativo" si rispecchia nella qualita delle leggi.
      PS: io intendevo invece discussi in commissione, sottoposti alla "discussione" parlamentare, emendati, commentati o esaminati. La "riforma della scuola" discussa dalla commissione finanza non mi convince.

    13. 131
      klingsor scrive:

      127 – Ilija – I regolamenti parlamentari in base ai quali viene regolata l’attività delle camere sono votati democraticamente dalle stesse e non mi risulta che siano mai stati contestati per questo; anzi sono discussi per essere risultati negli anni poco efficienti.
      Le sedute parlamentari, almeno sul piano formale, non sono assemblee del 68 dove parla chi vuole, come vuole e quanto vuole: se le norme democratiche scritte e vigenti sono rispettate non si può parlare di "stupro della democrazia", che non è tale solo quando fa comodo.
      A proposito di oggettività: nessuno mi ha ancora spiegato perchè quando prodi legiferava x decreto con conversione sulla fiducia e maggioranza di 2 voti di senatori a vita (non eletti da nessuno) andava tutto bene e la democrazia era salva.
      E dire che fu richiamato oltre che da napolitano persino da marini…
      PS: intendevo ovviamente "discussi" in senso tecnico, cioè sottoposti alla "discussione" parlamentare, non commentati o esaminati.

    14. 130
      marco scamardella scrive:

      129 Un pò hai ragione , nota però che ai tempi delle fiducie a raffica di Prodi forse non ti stracciavi le vesti .

      Il problema è che con il bicameralismo perfetto l’anno e mezzo necessario per una legge è varamente troppo , così si passa da un’esagerazione all’altra .

      Però uscirsene con il peana della non democrazia è veramente pericoloso vitsa la debbenaggine dei violenti di quyalsiasi colore sempre in giro.

    15. 129
      ink scrive:

      #128 – marco, sfiora lo stupro della democrazia.
      dalla finanza di 9 minuti ai decreti legge convertiti con voto di fiducia di discussione ne rimane poca. Vedila pure come piu ti piace ;)

    16. 128
      marco scamardella scrive:

      127
      Venire discussi vuol dire che tutti i gruppi secondo il calendario approvato e i tempi del regolamento del nostro parlamneto intervengono per più giorni sull’argomento e poi si vota .

      E’ la democrazia bellezza .

    17. 127
      ilja scrive:

      #122 – kling:

      Aggiungo solo che i decreti legge vengono discussi in sede di conversione, che è una legge ordinaria discussa ed approvata in parlamento.

      ti facevo piu… oggettivo, ehm. Ma tu davvero chiami questo "venire discussi"???
      Io sugerirei ai nostri parlamentari indipendenti di deliberare una "fiducia plenaria perpetua" – per tutte le leggi di questa legislatura. Si risparmierebbe – ed il nostro diventerebbe un paese piu normale.

    18. 126
      agnostico scrive:

      La violenza è sempre della piazza (normalmente di sinistra, all’ estero anche di destra)
      In democrazia vale il voto.

      Nel sindacato praticamente non c’ è il voto.

    19. 125
      marco scamardella scrive:

      121

      Se una mattina vado a scuola e delle persone chiunque esse siano mi si parano davanti e mi inpediscono di entrare è un’attentato alla mia libertà ed ai miei diritti . Si chiama violenza .

      Se prendo il treno da pendolari per andare al lavoro e il treno si blocca perchè qualcuno si permette di occupare la stazione è un attentato alla mia libertà e ai miei diritti . Si chiama violenza

      Se sono un poliziotto perchè non essendo figlio di un’intellettuale magari di sinistra ho trovato lavoro così e vengo mandato a proteggere una stazione da un’interruzione illegale di pubblico servizio e vengo insultato , sputato , mi si lanciano fumogeni o oggetti contro e poi vengo spintonato. Questa è violenza vigliacca contro un lavoratore che ha il diritto ed il dovere per la sua funzione di difendersi e impedire l’interruzione di pubblico servizio con la forza se necessario , senza eccedere ma saenza farsi linciare impunemnte dalla folla inferocita di squadristici figli di papà .

    20. 124
      Carbonara scrive:

      Bisogna darci un taglio…
      (Lorena Bobbit, La vita è una grande scuola, Berluscapress, 2008, p. 399)

    21. 123
      ame scrive:

      119 – Eh no, Tavaroli no! Al limite, Mata Hari…

    22. 122
      klingsor scrive:

      115 – DAVIDE Il fatto che agli italiani vada benissimo un governo così, non fa che confermare il gigantesco cortocircuito democratico che stiamo vedendo in questo Paese ormai da anni.
      Come diceva B. Brecht "se il popolo non segue il partito, cambiamo il popolo"

      Nelle democrazie normali, nessun governo pro tempore crederebbe di aver preso il potere come invece questo dimostra. Nessun governo normale farebbe tagli per 8 miliardi di euro in 3 anni alla scuola, aprendone alla privatizzazione, per decreto legge – senza discutere di niente con nessuno.
      come ti ha ben spiegato m. camardella questo E’ un paese normaleIl fatto che sia diverso da come lo vorresti non lo rende anormale.
      Aggiungo solo che i decreti legge vengono discussi in sede di conversione, che è una legge ordinaria discussa ed approvata in parlamento. I DL hanno di diverso solo il fatto che entrano in vigore prima della formale approvazione che però deve intervenire entro 60 gg. pena la decadenza totale. Ovviamente quelli della gelmini non prevedono la privatizzazione della scuola; altrettanto ovviamente quelli che faceva prodi x ovviare alla mancanza di una maggioranza ponendo poi la fiducia (ottenuta coi senatori a vita) n sede di conversione andavano benissimo…
      112 – KIRK ribadisco e confermo che le banche detengono il cap. sociale della B. d’Italia senza avere nessun potere di direzione o influenza nè sul governatore nè sul direttorio e questo x legge e statuto (determinato dalal legge e non dai partecipanti al capitale". Il contrario sono solo chiacchere; se qualcuno è in grado di documentare (con fatti) casi in cui le banche private abbiano influenzato la B. d’Italia lo faccia….
      e già che c’è ci spieghi come tremonte metterà le zampette nelle banche stesse. Leggendo i 2 DL anti crisi io non l’ho capito; se qualcuno può citare qualche fonte reale lo faccia. il resto anche qui sono solo chacchere

    23. 121
      Wil Nonleggerlo scrive:

      Qual’è la vera violenza?

      http://nonleggerlo.blogspot.com/2008/10/la-vera-violenza.html

    24. 120
      Altro davide scrive:

      @115

      "Nessun governo normale farebbe tagli per 8 miliardi di euro in 3 anni alla scuola, aprendone alla privatizzazione, per decreto legge – senza discutere di niente con nessuno."

      Quale altro paese "normale" ha la scuola ridotta come la nostra? I principali responsabili sono i sindacati, che hanno spinto alla politica "più assunzioni meglio è (e chissenefrega se gli insegnanti sono straccioni morti di fame che guadagnano due lire e non gliene frega niente di insgenare)". Se siamo il paese che più spende e ha la scuola peggiore, se abbiamo questo numero spropositato di insegnanti che nessun altro paese ha, se questi si mangiano la grandissima parte dei soldi stanziati per l’istruzione, lasciando le briciole al resto, se mia moglie insegnante guadagna dopo 25 anni di insegnamento 1500 euro al mese, la realtà è che bisognerebbe fare i monumenti alla Gelmini nelle piazze.

    25. 119
      Gad scrive:

      Per Ame-Tavaroli (113): rientrato alla base mi vedo purtroppo costretto a rettificare il menu. Da Lipp mi sono limitato infatti alla classica tartare ben piccante. La sera prima avevo cenato da amici restii -come del resto mia moglie- a un’esibizione di spogliarelli ormai decisamente démodé. Consiglio invece davvero a chi si recherà nei prossimi mesi a Parigi di non mancare la splendida mostra di Mantegna al Louvre

    26. 118
      agnostico scrive:

      Il fatto che agli italiani vada benissimo un governo così, non fa che confermare il gigantesco cortocircuito democratico che stiamo vedendo in questo Paese ormai da anni.

      Salta il fosso e ti sembrerà tutto normale.

    27. 117
      agnostico scrive:

      da Famiglia Cristiana.

      Quella che faceva lavorare i bambini?

    28. 116
      marco scamardella scrive:

      davide

      Capisco che ti è ostico e che in Italia non è mai successo , ma nelle democrazie occidentali un governo con coalizione solida e numeri in parlamento ,sempilcemente decreta e licenzia leggi a norma di regolamento e sotto la supervisione costitutuzionale del Capo delo Stato secondo i poteri conferiti .

      Si chiama democrazia parlamentare rappresentativa .

      Si intende che la sinistra ( che però negli ultimi 50 anni non ha mai superato il 35% in Italia ) vincerà le prossime elezioni e se avrà coersione decreterà e approverà provvedimenti secono regolamenti parlamentari .
      Ne più ne meno

    29. 115
      davide scrive:

      @109

      Il fatto che agli italiani vada benissimo un governo così, non fa che confermare il gigantesco cortocircuito democratico che stiamo vedendo in questo Paese ormai da anni.

      Nelle democrazie normali, nessun governo pro tempore crederebbe di aver preso il potere come invece questo dimostra. Nessun governo normale farebbe tagli per 8 miliardi di euro in 3 anni alla scuola, aprendone alla privatizzazione, per decreto legge – senza discutere di niente con nessuno.

      Il cortocircuito sta nel fatto che i media (nauseabondi) in questi 15 anni hanno lavorato costantemente per far credere agli italiani che il berlusconismo è buono e giusto, che gli italiani hanno totalmente ragione ad averlo seguito.

      In queste condizioni, più grandi sono gli errori del potere, più grande è l’abbaglio preso dagli italiani ad assecondare il potere, più amaro, catastrofico e tardivo sarà il risveglio.

    30. 114
      davide scrive:

      @112

      Guarda, nessuno di quelli che hanno detto che la Banca d’Italia è un ottimo "cane da guardia" sul mercato bancario (al 100% di proprietà delle banche private vigilate) ti darà mai ragione.

      Tutte le energie intellettuali di questi elettori di destra sono concentrate su un obiettivo solo: dimostrare che il Berlusconi IV è un normale governo pro tempore, che hanno fatto bene a votarlo in massa, che chi si oppone ad esso è un "sinistro marziano comunista", perché il Berlusconi IV non è il governo ultrareazionario di destra populista che vedono i "marziani", che si comporta come chi ha preso il potere, e ci sta facendo scivolare verso il regìme descritto quest’estate dai cronisti Comunisti d’oltretevere: da Famiglia Cristiana.

    31. 113
      ame scrive:

      NOTA A CURA DEL SERVIZIO DI CONTROINFORMAZIONE LERNERIANA
      E’ nostro precipuo dovere smentire con la più ferma decisione le affermazioni del sabotatore Giulio Cesare, il quale ha divulgato il solito cumulo di inesattezze, evidentemente indispettito dalla visita del presidente Napolitano alla mostra dedicata alla sua persona, inaugurata oggi al Chiosco del Bramante in Roma.
      Grazie alle testimonianze giurate di un taxista, due ristoratori, un venditore ambulante, due clochards ubriachi e il concierge dell’hotel “La Vie En Rose”, siamo infatti in grado di ricostruire momento per momento le serate del nostro sempiterno ispiratore nella ville lumière. Dopo una lauta cena da Lipp a base di canapé, poulet, parfait e banane flambé, è uscito dal locale senza lasciare la mancia, e a bordo della sua potente porsche due cavalli, si è diretto verso la Senna. Qui, ha scollato le cosce dalla sua porsche e ha passeggiato sulla rive gauche dove ha comprato due o tre brioches pagate con l’argent de poche mentre ammirava una foto di Juliette Binoche. Poscia, afflitto dalla constatazione che non lo riconosceva nessuno, si è infilato in un cinema d’essai dove proiettavano la trilogia di “Ivan il Terribile” di Eisenstein in lingua originale coi sottotitoli in moldavo. Quest’ultima esperienza gli è stata fatale: il crollo psicofisico che ne è seguito lo ha costretto a 24 ore di sonno forzato, facendo così sfumare tutti i programmi per la serata successiva: Moulin Rouge e Folies Bergères…

    32. 112
      kirk scrive:

      OT- com’è che non si parla più di banche? si parla di ricapitalizzazioni….Tremonti vuole mettere le zampette nelle banche con la scusa che lo fanno gli altri governi,e qundi le banche straniere garantite dalla presenza dello stato sarebbero più concorrenziali. A proposito della Banca d’italia qualcuno diceva che al suo interno le banche private non hanno alcuna influenza, ancora convinto?

    33. 111
      marco scamardella scrive:

      gauche au caviar

    34. 110
      GIULIO CESARE scrive:

      Purtroppo niente Moulin Rouge e Folies Bergeres, ma ieri sera ho cenato da Lipp, sempre fascinoso. Ora rientro a casa, dal pomeriggio spulcio di nuovo il blog

      NOTA DEL SERVIZIO DI INTELLIGENCE DEL COMITATO "SALVIAMOCI DAL COMPAGNO LERNER"

      " Marziani carissimi, siamo in grado di smentire nel modo più assoluto le affermazioni gaddiane: il nostro è stato visto da testimoni oculari all’uscita dei due locali incriminati nella serata di ieri e dell’altro ieri verso le ore 1,45 di notte. Per discrezione e per rispetto della privacy non pubblicheremo le foto delle procaci accompagnatrici del caro Gad, ma siamo pronti a portare le prove di quanto affermiamo. Abbiamo tre testimoni oculari della massima affidabilità:
      1. Marco Rossi, iscritto a Rifondazione comunista dal 1998
      2. Beata Angelica Rossini, iscritta al PD dal 2001
      3. Gesualdo De Rossi, iscritto al PCI dal 1921.
      Le loro dichiarazioni giurate sono state debitamente depositate presso il tribunale circondariale dell’Avana."

      Le notti folli e spensierate del nostro sono particolarmente condannabili sotto il profilo etico, in quando in Italia nello stesso momento il governo fascista del reazionario Berlusconi attuava un colpo di stato instaurando una dittatura poliziesca e facendo scorrere a fiumi il sangue degli studenti democratici. La nostra condanna morale sia di monito a tutti i nemici della libertà ed ai gozzovigliatori di ogni specie e risma.

      Giulio Cesare (presidente quasi a vita del Comitato)

      PS: l’idea di spulciare il blog ci sembra ottima, abbiamo infatti notato un proliferare anomalo di pulci rosse. Il comitato dà il suo Nihil Obstat alla disinfestazione programmata.

    35. 109
      klingsor scrive:

      99 DRAKE – La cosa migliore – ovviamente – sarebbe che Berlusconi rassegnasse immediatamente le sue dimissioni – se vuole che la destra continui ad esercitare il suo legittimo mandato – ma, data l’evidenza del suo disturbo della personalità, la cosa pare ben lungi dall’accadere, per cui rinnoviamo il nostro accorato e compassionevole appello a Maria Stella Gelmini perche si tolga – almeno lei – di mezzo prima che le cose prendano una brutta piega.
      Bravo drake! Questa si che è buona! finalmente una barzelletta che fa ridere! E’ proprio quello che ci vuole in una situazione di attentato alla democrazia, di deriva autoritaria e di mancanza di legalità. Almenoci facciamo due risate in attesa di essere deportati chissà dove dal governo golpista.
      Provo a tradurre il tuo pensiero in termini più realistici: siccome l’opposizione è politicamente impotente e del tutto incapace di proporre alcunchè di sensato salvo qualche patetica nostalgia da 68 fuori stagione, allora (w la logica!) berlusconi, che è apprezzato dal 62% degli italiani (sondaggio di repubblica) ma odiato da una agguerrita e rumorosa ma del tutto marginale congrega di sinistri da battaglia dovrebbe immediatamente dimettersi per fare loro un favore, visto che i nostri eroi del pianeta rosso (cioè marziani) privi di mezzi rischiano, grazie alla loro incapacità di ritrovarsi la destra al governo per altri 20 anni. Complimenti, Drake, sei pronto per la leadership dell’ex PD ora FD (fantasma democratico).
      Ovviamente neppure la gelmini ha intenzione di togliersi di mezzo solo per avere messo le mani nella costosa ed inefficiente palude consociativa della scuola italiana da sempre feudo del sinsitro intelletto (si fa x dire).
      E questo nonostante le nemmeno troppo velate minacce di futuri guai…in effetti stiamo tutti tremando all’idea che ci state scatenando contro le truppe d’assalto dei centri sociali e dei manifestati professionali; già, stiamo proprio tremando, ma dal ridere.

    36. 108
      valeria scrive:

      Clamorosamente OT, chiedo davvero scusa, ma mi viene di istinto rispondere ad Agnostico (104).
      Se non fosse che abito in questo paese, mi divertirei moltissimo a sentire il linguaggio usato con tanta disinvoltura.
      E, naturalmente adesso, il fatto che ho detto che ‘il linguaggio viene usato con tanta disinvoltura’ mi attirerà l’accusa di essere razzista e portatrice di una cultura di sinistra supponente, arrogante e che se la tira.
      E vabbè, questo è il livello argomentativo che c’è nella nostra società, non posso che prenderne atto.

      E allora, Agnostico, non facciamo paragoni con il passato, stiamo ai fatti, e i fatti ci dicono che il parlamento è in naftalina, che i decreti legge sono (e fanno) la norma, che il dissenso o è ridicolizzato o criminalizzato, che la stampa, già tendente di per sé all’autocensura, viene intimidita, che il razzismo (chenonsidevechiamarerazzismo e allora chiamiamolo pippo) sta diventando sempre più aggressivo… mi fermo qui, ma penso che questo è sufficiente per poter affermare con qualche sufficiente grado di verosimiglianza che se questo governo non si può chiamare fascista (perchè non si può) si può, però, descrivere come oligarchico e populista (sguaiatamente populista).

      ah, tanto per aggiungere un tocco al quadro: stamattina i romani hanno potuto vedere i manifesti di addio a Foa, quelli sulla manifestazione di sabato prossimo e quelli sul referendum di Di Pietro oscurati con striscioni dell’amministrazione comunale con su scritto "DIVIETO DI AFFISSIONE".
      Io voglio sperare che sia una pacchiana contraffazione (cosa che veramente, dalla grafica, non sembrava affatto), ma se così non fosse direi che il fatto è gravissimo.
      Naturalmente si dirà che la misura è solo di ordine amministrativo, e noi dovremo crederci ovviamente.
      UNA MISURA DI ORDINE, appunto, stavamo dicendo qualcosa di diverso?

    37. 107
      heiner scrive:
      principio attivo, forza universale, universo in esplosione

      oddio, non vorrei che la visione del maschile corrispondesse all’idea di sé che ha il signor b. …
      saluti, cara edy, sono solo un po’ di provocazioni (jung l’ho letto a suo tempo – c’è un tempo per geppo e un tempo per jung .. – ma adesso lo lascio nel suo brodo). mi divertono le teorie sul maschile e sul femminile perché le trovo totalmente folli, e quindi anche divertenti e piacevoli, come l’articolo di gad. purtroppo il post ha seguito altre strade, le solite, ma l’ordine del giorno chiama, è sempre così.. (adesso siamo al ‘fragole e sangue’, con una bella canzone di joni mitchell in sottofondo, cantata da buffy saint marie)

    38. 106
      la vecchietta che non ha i soldi per cambiare gli occhiali e va a sbattere il naso contro il muro scrive:

      creatività, informazione e aggregazione sono le chiavi della manifestazione di quest’anno, che avrà luogo in 117 città italiane il prossimo sabato 25 ottobre.
      (…)
      presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in una lettera, dichiara di "esprimere apprezzamento per l’iniziativa
      (il Linux Day 2008) ;)
      ps: il Parlamento Europeo adotta il formato ODF a seguito delle iniziative radicali
      I servizi informatici del Parlamento mi hanno informato che per la prima volta, in seguito alla nostra iniziativa, i deputati potranno inviare le proprie interrogazioni parlamentari utilizzando il formato aperto ODF (Open Document Format) che consente di lavorare con programmi informatici che non costringono ad acquistare licenze proprietarie.

    39. 105
      paolina scrive:

      .. e io che dopo aver letto il post, pensavo di trovare tanti bei commenti di uomini sulle donne o sul film! e invece vedo tanti commenti di berluschi anticomunisti… preoccupati?! :-) )

    40. 104
      agnostico scrive:

      Il paragone con Mussolini mi viene spontaneo, anche se è cambiato il linguaggio,perché sono cambiati i tempi. Anche allora mezza Italia stava ai piedi di una nullità, e sappiamo come è finita.

      Ti viene spontaneo perché sei ideologizzata e hai la testa rivolta al passato. così non costruirai mai niente perché ci sarà sempre un aggancio a qualcosa del passato.

      Non siamo più liberi, abbiamo il passato che ci schiaccia.

    41. 103
      XpicioX scrive:

      Guardo pochissimo la TV ed il cinema, preferisco i libri. Comunque terrò presente questo titolo, non si sa mai.

    42. 102
      silva scrive:

      Bravo Drake! Ti invidio perché riesci a rimanere calmo. Io ieri sera sentendo parlare B. mi sono arrabbiata così tanto che avevo voglia di litigare con qualcuno.
      Perché un uomo avido, bugiardo, meschino, presuntuoso e volgare ha tanto seguito? Il consiglio dei ministri è diventato la corte del re, dove il re "dà istruzioni" dettagliate su cosa devono fare
      Il paragone con Mussolini mi viene spontaneo, anche se è cambiato il linguaggio,perché sono cambiati i tempi. Anche allora mezza Italia stava ai piedi di una nullità, e sappiamo come è finita.

    43. 101
      Aureo scrive:

      Grande Silvio! Usa le occupazioni delle scuole per far risaltare le contraddizioni dei progressisti, ma….
      L’occupazione della scuola e dell’Università è illegale. L’Italia spende di più della media dell’OCSE ( e della Germania, dove si pensa che tutto funzioni benissimo), con risultati inferiori. C’è grande preoccupazione per i tagli all’istruzione e alla ricerca, che sono alla base dello sviluppo di un Paese. Con le occupazioni si ritiene di difendere un diritto, quello dello studio, sancito dalla costituzione, mentre con lo sgombero forzato degli istituti occupati si vuole difendere il diritto allo studio per coloro che non vogliono aderire all’occupazione.

      Il fine appare comune, la difesa del diritto allo studio, ma con due interventi diversi, uno legale (l’uso delle forze di polizia), l’altro formalmente illegale (l’occupazione), meno tollerato della devastazione di mezzi di trasporto e interi quartieri da parte di pseudotifosi. Il presidente del consiglio con questa mossa tenta di prendere due piccioni con una fava: usa le contraddizioni del centro sinistra (difesa aprioristica degli insegnanti, livello d’istruzione modesto) per cercare consenso tra il suo elettorato (ordine e disciplina, eliminare gli sprechi causati dal centrosinistra) e minimizzare il dissenso. Non bisogna stare al suo gioco.

      Possiamo scegliere di continuare la protesta solamente per arrivare a un confronto aperto sui temi dell’istruzione e della ricerca, ma sospendendo le occupazioni e continuare il dibattito incominciato nelle scuole dovunque sia possibile riunirsi: piazze, bar, sale…Senza bandiere di partito o sindacato, perché questa è una richiesta legittima di civiltà che riguarda tutti e non può essere catalogata come di parte. E se manda la polizia, andremo a parlare con le forze dell’ordine, che hanno anche loro figli e coniugi impegnati nel mondo della scuola. Aureo

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