…e non sono quelli di questa fotografia. La scaramuccia di piazza Navona, spettacolare e recitata in favore di telecamere, rischia di oscurare una novità interessante che emerge dalle proteste studentesche di questi giorni. Cioè la presenza fra i manifestanti di giovani che non si richiamano alla sinistra, ma semmai a valori di destra, ma non per questo condividono la scelta governativa di procedere a forti tagli di spesa nell’istruzione e nella ricerca.
Ho letto su “Libero” di oggi l’intervento di Fabio Rampelli, deputato del Pdl credo vicino alla destra sociale di Alemanno, che definisce positiva la partecipazione al movimento di questa componente giovanile. Certo, fa un po’ il furbo, o meglio il doppio gioco: perchè se la pensa così non ha votato contro il decreto Gelmini? Davvero crede di poter ridurre tutto a un deficit di comunicazione, come provava fare Ignazio La Russa.
Resta però la speranza che sulla scuola non prevalga lo scontro ideologico, e tanto meno una penosa caricatura della contrapposizione fascismo-antifascismo (di cui le mazze tricolori e il grido “Duce, duce” a piazza Navona rappresentavano l’esca provocatoria). Ormai s’è capito che il ministro Maroni spera di attirare gli studenti nella più classica spirale occupazione-repressione-manifestazione che presto riduce i numero della protesta e la radicalizza. Ma siccome la scuola è qualcosa di diverso dai settori arginali della società dove finora ha trovato redditizio mostrare la faccia feroce, io spero che la modernità nonviolenta del movimento ci riservi delle sorprese.
Fossi stato in Veltroni e Di Pietro, avrei evitato di andare in piazza, rispettando l’autonomia della protesta. Che bisogno hanno di metterci il cappello? Chissà che a difesa della scuola e della ricerca non sorgano alleanze inedite, fuori dai nostri schemi antiquati.
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10 novembre, 2008 alle 9:59 pm
Perchè ti sei tolto le orecchie da somaro. La prossima volta mettiti anche la coda. Per un somaro il tuo cervello va bene così come è.
8 novembre, 2008 alle 3:09 pm
Famiglia cristiana: a piazza Navona strategia della tensione. Berlusconi nella trappola di Gellli
ihttp://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=10828&sez=HOME_SCUOLA&npl=&desc_sez=
Ci siamo dimenticati le esternazioni di Cossiga? La domanda è quale forze si stanno muovendo per riportare l’Italia agli anni oscuri della strategia della tensione e perchè? io non credo al caso
6 novembre, 2008 alle 3:22 pm
Per 673
Questo è il risultato del revisionismo di d’alema e violante. Il primo si è distinto per delel dichiarazioni nel salottino di vespa contro i partigiani che giustiziarono mussolini. Secondo d’alema mussolini non doveva essere ucciso; violante è andato anche oltre, dopo essere stato implicato in svendopoli come il veltrusconi, si è distinto per vergognose dichiarazioni tese a mettere sullo stesso piano tutti i morti della guerra di liberazione ovvero i partigiani allo stesso livello degli aguzzini e criminali nazifascisti.
I fascisti vengono reclutati dalla borghesia storicamente come picchiatori quando il movimento operaio o proletario è forte.
Fibchè i rottami di Prc e Pdci controllavano demagogicamnete
asieme alla triplice i Movimenti e i lavoratori non vi era alcun
problema per il potere; oggi che centri sociali e piccole ma numerose organizzazioni marxiste stanno danno vita ad un vasto movimento di opposizione vera al regime spuntano non a caso le spranghe dei fascisti armati dal potere. le minacce di berlusconi di disperdere a bastonate
con la polizia le occupazioni degli studenti dei docenti e lavoratori non sono altrettanto gravi?
Contro l’informazione dei vespa, santoro, floris, lerner, per i centri sociali e la liberazione di tutti i prigionieri proletari segregati nelle galere dell’impero.
Per l’annientamento politicamnete dei gerarchi piddini filo usa!
POTERE PROLETARIO!
http://it.youtube.com/watch?v=rKnPhU1yg7o
5 novembre, 2008 alle 11:01 pm
Nella notte tra lunedì e martedì gli stessi ragazzi della foto sono entrati nella sede della rai di via Teulada ed anno danneggiato delle apparecchiature senza essere fermati da nessuno.
Il giorno dopo hanno minacciato telefonicamente i giornalisti ed i loro parenti morte. Sostenevano che i giornalisti di "chi l’ha visto" avessero mandato in onda il filmato delle prime cariche lanciate dal blocco studentesco a piazza navona con lo scopo di far riconoscere i volti (mi chiedo:e anche se fosse?).COME è POSSIBILE?
ITALIA, ABBI IL CORAGGIO DI INDIGNARTI!
5 novembre, 2008 alle 11:55 am
Uomo delle taverne, tu pensa a guardare avanti, non ti adagiare sugli allori del 68. E non rompere l’anima a me che sò difendermi da solo.
5 novembre, 2008 alle 10:47 am
Matt, visto che hai deciso di continuare a dormire (sui banchi, nelle piazze a questo punto è indifferente),non posso che augurarti una buona notte.
4 novembre, 2008 alle 11:48 pm
Uomo delle taverne, nel ’68 in piazza si usavano mazze, sassi, molotov da entrambe le parti, ora le proteste DEVONO essere NON violente, il rischio è di venire etichettati come selvaggi ed animali, è vero, il ’68 insegna e noi giovani lo sappiamo…come potremmo non saperlo? Viviamo nell’ombra di quel periodo.
Non ti permetto di dire che i docenti non partecipano alle proteste perchè mia madre è stata insegnante fino all’anno scorso ed è scesa in piazza insieme a tante sue colleghe.La sparata più grossa è quella del sistema scolastico che rovina la costituzione…solo una parola :immunità (anche per questo scenderò in piazza).
Chi deve proporre un cambiamento nel suddetto sistema è chi sta in parlamento E NESSUN ALTRO, oppure secondo te con tutti i soldi che guadagnano dobbiamo fare anche il loro lavoro?
Per concludere:ciò che dobbiamo ereditare dal ’68 è sicuramente la grinta e l’enfasi con la quale si manifestava, ciò che va creato dal nulla è la costruzione di una nuova identità e la presa di coscienza di un movimento potente e aldilà delle parti…ci svegliamo da soli non c’è bisogno di rinfacciarci il ’68…BASTA!
4 novembre, 2008 alle 9:54 pm
x Giulio Cesare, a cui forse assomigli per il petto in fuori sbruffonciello, ma, non penso proprio, per la tua, ma ( narrano i libri), non di Giulio Cesare, codardia. Se vuoi fare lo spaccone, tira fuori nome e cognome vero, come qui, facciamo solo in due o tre, se non in due e basta, poi si che faremo un bel match. Io non parlo piu’ con molte merchant banks, in quanto ormai mi occupo solo per un terzo del mio tempo, ancora, di finanza, mentre per gli altri due terzi del mio tempo, di cose nuove, E PER MIA SCELTA. Ma quando alzo il telefono, per lo meno fino a l’altro ieri ( toccando ferro; avendo voi complottardi ma..f..ascisti, se non che pure Pio Pompin..i, Berluscones, contro, la trama taglia rapporti, si sa’, e sempre dietro l’angolo) di solito parlo con Merrill Lynch, Goldman Sachs, e Dresdner Kb, ossia tra chi e’ meglio fuori uscito dalla crisi dei subprime. Dresdner l’ha addirittura sfruttata per comprare altre banche a prezzi stracciati. Goldman per ricevere un un oceano di quattrini da Warren Buffet. Quindi, con tutto il rispetto per l’istituto bancario che nomini e, allo stesso tempo, di certo, non per te ( a cui rigiro sia il compagno; mai disprezzato chi di sionistra, come con chiunque che decide di difendere gli ultimi, ma io, son di centrocentrocentrosin, pro business, ma di tipo piu’ pulito posibile, e quindi, di tipo non Berlusconiano e; di certo ancor di piu’, non son di estremissima destra come siete invece tutti voi Berlusxuxluxclones; poi, ti rigiro pure, il roba da matt, a cui aggiungo roba da fascio, da camorrista, roba da "apartheidista", filomafioso, ect ect), col Banco di Canicatti’ ci parlerai tu, via Marcello "macello" Dell’Utri. Marcello " macello" Dell’Utri? Esattamente, scagnuzzeddu Paolo Emilio " Giulio" Bonaiuti Fede "Cesare". "E pcche’ macello Dell’Utri aaaa? Mi devi diri pccche aaaaaa". Immediately. Marcello "macello" Dell’Utri, da sempre, infatti, e’ lui il vero capo di Silvio Berlusconi, avendogli trovato i primi soldi "strategicissimi", magari macchiati di sangue di milioni di morti fatti ammazzare, arrostire e dati poi in pasto a maiali e cani, ma pur sempre "strategicissimi". Insisterai di certo tu, "si ma pcccche’ Marcello "macello" Dell’ Utri, vorrei de saperi, aaaaaaa?" Pccche’ il VERO capo di Marcello Dell’Utri, e’ sempre stato un certo Stefano Bontade che amava nickare " macelluzzo" il Dell’Utri stesso, proprio perche costui, a meta anni 70, tra un viaggietto a Castel Fibocchi e l’altro ( ovviamente per conto del Bontade stesso) era sempre, al suo ritorno tra aranci e limoni, solito dire, al massimo mafioso di sempre, mr Stefano Bontade: " Stefanuzzeddu: io, Licio Gelli, Luigi Berlusconi nella sua Banca Rasini e Silvio Berlusconi, ti ricicliamo tutti i soldi che vuoi, la Fininvest per te l’abbiamo fatta; apposta la creammo, aaaa; e tu lo sai aaaaaaa; i soldi cash da portare in Svizzera, a Chiasso, poi da far rientrare in Italia, come se sempre stati svizzeri, tu ce li desti; e a palate, aaaaa; il nome Fininvest tu lo decidesti, aaaa; e qs perche’ ci hai ordinato di farti ~investimenti fini~ ossia investimenti instoppabili, invisibili, furbi aaaaa; ma tu un favore ci devi fare, adesso aaaa; lo vedi quel Mino Pecorelli, che tanto fastidio ci da’, che parla croppo, che scrive croppo, lo devi vederi di far fari fuori aaa; lo vedi anche quel cattivone di Giorgio Ambrosoli, Michele Sindona mi disse, che anche a quell’altro, devi mettere a tacere; e a quello che tanto sta’ antipatico al ns Silviuzzo Berlusconi? anche lui scomparire deve aaaa, me lo chiese Silviuzzeddo in persona stessa, aaaaaa". Reply of Stefano Bontade: " minc.iaaaaa, sei sempre il solito macello macellone Dell’Utri mio, per 4 soldi che mi pulisci mezzo mondo mondo debbo ripulirti io in cambio, aaaaaaa; sara’ fatto, dai tutti i dettagli ai cumparieddi beddi noscri". "And this is the true story", riportata mesi fa’ anche da un documentario americano, su History channel, sull’Italia dalla strage di Portella a Tangentopoli". Quindi, tu che sei un ma..f..ascitelluzzo, e di tipo super stra codardo, che a Giulio Cesare, per me, manco assomigli nel modo in cui passi le tue urine ( sedendoti) al wc, sarai TUUUUUUUUUUUUU di super casa a Canicatti’ e non io. Qs Italia neomedioevale, neofeudale, ma..f..asciocamorrista, schifa sempre di piu’ a tutti, a partire dal " di destrissima" Sarkozy, per continuare con la Merkel, Obama…; a proposito, mi han detto che stanotte gli cercheranno di rubare anche i capelli dalla testa; il fatto che vi son 700 macchinette rotte in Virginia ( e chissa perche’ non nell’Obaminissima Iowa?), stato che deve Mac Cain vincere a tutti i costi, per abvere una minima chance di vittoria finale, puzza tanto di fogna, stile Miami 2000 o Ohio 2004; voi mafascisti sapete vincere solo marciando, bombardando e frodando, i decenni passano, le vs lercie malabituidini putride, mai.
4 novembre, 2008 alle 8:09 pm
667- Ok
due punti + parentesi destra
punto e virgola + parentisi destra
4 novembre, 2008 alle 7:55 pm
En passant, Cinzia: anche sulla condanna o sull’esaltazione della differenza, si tratta semplicemente di intendersi. Io la condanno solo quando ricalca il modello maschile di cui parlavo prima. Però sono ben cosciente del fatto che la realtà si fonda sulle differenze, come del resto ci insegna anche la natura. Sai che penso? Che alla fine sia sempre un problema linguistico-espressivo. Esempio: se la divinità antropomorfizzata dei cristiani avesse la forma del Siva di Elephanta (VIII sec. D.C.), certi pregiudizi sarebbero caduti da secoli. Il Siva di Elephanta ha tre facce: a destra presenta il profilo maschile, a sinistra quello femminile, al centro l’unione di questi due aspetti, che irradia serenità. Emerge in questa statua la netta differenza sessuale (che si esprime anche sul piano plastico) e al contempo la perfetta fusione fra l’elemento maschile e quello maschile. Da noi invece le divinità sono cocciutamente maschili, sia che siano fornite di barba e baffi, sia che aleggino come spiriti travestiti da colomba-maschio. E poi qualcuno parla di identità culturale italiana… Sì, quella maschile, formatasi su retaggi culturali di impronta patriarcale e mantenuta viva dalla stessa mentalità patriarcale dei nostri alti prelati. E adesso scappo di nuovo e ti manderei volentieri un emoticon se sapessi farlo: una faccina sorridente. (Come si fa??)
4 novembre, 2008 alle 6:16 pm
Edy, credo che la divergenza tra noi nasca (sempre e solo su questo punto ormai da mesi
Per il resto condivido e apprezzo ogni tuo commento
) dal fatto che tu condanni la cultura (ho riletto ora il tuo commento 618) della differenza, mentre io la esalto. L’alternativa è l’omologazione sessuale. Io credo che la differenza tra uomo e donna sia non solo fisica ma anche psicologica, interiore. Ma essere differenti non esprime un giudizio di valore. Siamo differenti perché complementari e non perché l’uno debba prevalere sull’altra o viceversa
4 novembre, 2008 alle 6:00 pm
Cara Edy, siamo completamente d’accordo. Io rivendico una complementarietà ora assente per il prevalere dell’elemento maschile. Al 648 ho scritto che, se prevalesse l’elemento femminile, sarebbe comunque sbagliato. Ricambio l’abbraccio
4 novembre, 2008 alle 5:41 pm
Cara Cinzia – 636 – se mi leggi, sappi che condivido sempre il tuo pensiero sulle donne e sulla differenza sessuale. Condivido anche l’idea di una battaglia culturale da portare avanti senza incertezze. Fatichiamo ad intenderci solo a causa di una diversa concezione della realtà. E’ su questa concezione che si potrebbe discutere per capire dove potersi incontrare. La mia idea è che la realtà sia un’unità inscindibile fatta sì di opposti, ma di opposti complementari. Un’ideogramma che sintetizza magnificamente questa concezione è quella del "T’ai-chi T’u" (lo conosci di sicuro: il cerchio che comprende nel suo interno lo yin, nero e lo yang bianco), che risale a tempi remoti. Questo ideogramma che nel cerchio ingloba gli opposti – moto-quiete, luce-buio, maschile-femminile, ecc. – in un’armonia che nasce dal loro rapporto reciproco, trova conferma anche sul piano scientifico, soprattutto a partire da Einstein. Gli opposti sono sempre complementari nella Fisica della Relatività e in quella quantistica, a livello macrocosmico e microcosmico. Perché questa legge non dovrebbe valere anche sul piano umano? Per me lottare per il riconoscimento della "differenza" significa dunque lottare per l’affermazione della complementarità dei sessi e non per la vittoria di un sesso sull’altro, che sarebbe solo la riedizione al femminile del modello maschile già ampiamente sperimentato. All’interno di un’idea di armonia (umana, sociale, vorrei dire cosmica), come potrei ripetere l’errore portato avanti per millenni dalla cultura maschilista contro il suo opposto femminile? L’errore è quello di essere "muro contro muro", per una vittoria che prevede sempre un vinto. Ammesso che cambi la situazione a favore delle donne, non cambierebbe la sostanza di un rapporto squilibrato e infelice. Penso al progresso umano in questi termini. Vorrei scrivere di più e meglio sul tema, ma devo staccare qui. Se ne avrai voglia, potremo riparlarne. Un caro abbraccio!
4 novembre, 2008 alle 4:21 pm
lo scempio alla costituzione italiana non lo sta facendo questo governo, ma un sistema scolastico che non presenta alcuna università di eccellenza nei primi 200 posti al mondo, un sistema universitario che vede solo circa il 20% dei suoi laureati trovare una professione pari al grado di studio fatto, un sistema universitario che è il primo colpevole nel produrre precarietà, visto che il laureato di 30 anni che non trova impiego per ciò che ha studiato ha bruciato dietro a sè anni di vita e non si inserisce nel mondo del lavoro. Questo è l’olocausto di risorse umane che la nostra scuola produce, nell’indifferenza del corpo docenti che ancor prima degli studenti dovrebbe alzare la voce per rivendicare una scuola migliore ed invece si indigna solo quando a rischio c’è il loro posto di lavoro mentre se ne frega delle migliaia e migliaia di posti di lavoro che non potrà mai garantire ai futuri laureati. Se la protesta era fatta per far sentire la voce, cercate di farla sentire meglio. Il ’68 è esistito prima di voi, l’onda lunga del ’68 è sopravissuta per molti altri anni ancora. Io quegli anni li ho vissuti ed il copione era lo stesso. Allora la storia insegna sempre qualcosa. Vatti a rileggere quei fatti, vatti a rileggere i suoi esiti alla luce sopratutto di ciò che oggi la scuola esprime e vedi se sei in condizione di trarne un insegnamento da far valere per il vostro futuro di giovani. La storia, qualunque storia, serve a questo: a capire gli avvenimenti, a comprendere le strategie e le tattiche, a comprendere in nome di cosa fu combattuta la battaglia e sopratutto come andò a finire quella battaglia. E le battaglie si combattono per vincere, regola prima. Rispetto ai vostri modi di manifestare, che erano anche i nostri, guarda che sotto il sole non c’è nulla di nuovo nè nulla da dover spiegare. Tutto già ampiamente sperimentato e visto. Quegli atti, pensaci, simbolicamente sono atti in difesa di qualcosa: chiedetevi almeno, alla luce dei dati che non sono opinabili e che non sono nè di destra nè di sinistra, se state facendo la cosa giusta. E chiediti il motivo per cui il vostro corpo docenti non ha mai alzato le chiappe dalla sedia per rivendicare una scuola migliore. E riguardo ai tromboni del ’68, guarda che a stare a sentire margherita hack in piazza c’erano migliaia di studenti. Altro che balle! Se avete bisogno di un maestro, almeno cambiate il maestro. E svegliatevi.
4 novembre, 2008 alle 2:08 pm
Innocenzi – Manieri: concorsi truccati. Appello "Contro i baroni. Contro il Lunedì delle nomine"
"Contro i baroni. Contro il lunedì delle nomine". Questo l’appello che verrà lanciato domani da Giulia Innocenzi e da Valeria Manieri per bloccare l’elezione dei commissari dei concorsi universitari, prevista per lunedì 10 novembre. Ai concorsi verranno assunti 5mila docenti e ricercatori, la maggior parte dei quali "già lavora nell’università e spesso è entrata senza alcun vaglio", come ha denunciato Francesco Giavazzi dalle colonne del Corriere della Sera di oggi. Secondo il professore, infatti, "poiché i concorsi sono già stati banditi, alcune modifiche si possono apportare tramite lo strumento di un decreto legge". Attraverso l’appello, infatti, Innocenzi e Manieri vogliono "evitare quest’ultimo cattedratificio, in cui i baroni lasceranno la loro eredità a nipoti e portaborse. Con il turn over imposto dalla Gelmini, infatti, l’eredità avrà un lascito molto lungo". La mobilitazione chiamerà a raccolta non solo tutti i partiti politici e le associazioni – da Radicali Italiani all’Associazione Luca Coscioni, dal Partito Democratico ad Alleanza Nazionale – ma anche "gli studenti che in questi giorni hanno manifestato contro i tagli all’università, nella difesa di un’istruzione uguale per tutti. Se passerà l’ennesimo concorso truccato, saranno gli studenti i primi a rimetterci".
4 novembre, 2008 alle 1:57 pm
Uomo delle taverne,le occupazioni sono state semplicemente simbolo di protesta, nostro modo di alzare la voce; in queste occasioni è necessario organizzare servizi d’ordine e, spesso, cotruire barricate per rallentare eventuali irruzioni della celere.
Il fatto che sessantottini, intellettuali e via dicendo fossero in piazza non è certamente dipeso da noi, non abbiamo bisogno del loro ausilio, ne faremmo volentieri a meno.
Quel che non mi va giù è che se nessuno veramente si accorge degli scempi che questo governo sta facendo alla Costituzione Italiana è solo colpa di coloro che hanno tanti soldi e ne vogliono di più; assistono a tutto ciò ma tacciono.
Per creare un vero nuovo movimento che comprenda destra, sinistra e tutto quel che c’è in mezzo ci vuole tempo, coraggio ed organizzazione,hai ragione c’è stata confusione ma nel complesso le manifestazioni della scorsa settimana sono state, secondo me, un grande passo avanti.
4 novembre, 2008 alle 10:39 am
e qual’er in piazza la "vera opinione pubblica"? se veramente c’era un’opinione, è possibile che tu la esponga e ce la porti a conoscenza? Perchè io ho visto slogan, barricate, occupazioni, picchetti, che non sono opinioni e che sono l’espressione non già di un movimento che "propone" delle cose", ma che anche simbolicamente attraverso i gesti che compie "difende" delle situazioni. Le barricate sono un atto difensivo…l’occupazione è un atto di presidio e di difesa di un luogo…il barricamento degli ingressi con i banchi è un atto di difesa per impedire l’accesso al nemico…gli slogan e gli striscioni, i fischietti e le canzoni, sono titoli non uno svolgimento del tema. Ed il caos e le contraddizioni esibite da questi movimenti in queste settimane è stato abnorme. E con tutto ciò la borghesia non ha alcuna colpa. Rivedete piuttosto le vostre di colpe e le vostre di capacità nel esprimere messaggi inequivocabili e dicendo chiaramente cosa volete. Sopratutto invece di andare in piazza a sentire parlare margherita hack o qualche altro sessantottino di ritorno, prendetevi voi il palco e la parola deve essere vostra, non lasciata nè ai docenti, nè agli intellettuali, nè agli storici, nè ai politici nè a nessuno altro. In una parola: svegliatevi.
3 novembre, 2008 alle 11:59 pm
Augustin (654)
Io ero in piazza giovedì scorso insieme agli studenti dei licei romani insieme a ragazzi completamente esterni al mondo dei centri sociali e dei movimenti di sinistra, provenienti dalle periferie di tutta Roma venuti per manifestare in difesa del loro DIRITTO NATURALE.
Il corteo di cui facevo parte si manteneva il più neutrale possibile perchè questo è l’unico modo per impedire a chi ci vuole fermare di poterci identificare come PARTE invece che collettività.
Nonostante tutto le menzogne dilagano perchè è evidente che l’alta borghesia (chissà come..chissà perchè),sovrasta la vera opinione PUBBLICA.
Ci tengo a dire che il corteo nel quale ho manifestato era AUTORGANIZZATO ed ogni collettivo aveva pressochè completa libertà di movimento.
P.S. Se te lo stai chiedendo..Sì sono di sinistra.
3 novembre, 2008 alle 10:02 pm
Parlate della concorrenza sessuale nel razzismo e della preferenza delle donne bianche per Obama perchè è nero.
Tanto sondaggi evidenziano il favore delle bianche per Obama e non se ne parla. Nessuno confessa il fastidio dei bianchi al pensiero di una bianca che si metta con un nero e la sfrontatezza delle donne nel voler invece far vedere di come lo fanno
3 novembre, 2008 alle 8:53 pm
Ho l’impressione che qui tutti scrivano e si scaglino gli uni contro gli altri senza leggere quello che gli altri hanno scritto.
3 novembre, 2008 alle 5:38 pm
653 Si Cinzia, ma ho anche letto di padri afghani amorevoli e attaccati all’indipendenza del loro paese quanto ai figli, rammaricarsi durante la ritirata sovietica in afghanistan consapevoli che il potere nazionale che si instaurava non avrebbe permesso alle figlie femmine di aspirare all’istruzione ai massimi livelli come desideravano. C’è nella storia purtroppo sempre anche il rovescio della medaglia, i buoni che non sono tutti buoni e i cattivi che non sono mai così cattivi. Il mondo è molto più grigio che solo bianco o nero.
3 novembre, 2008 alle 4:06 pm
Ma ancora con questa storia che il civilissimo mondo occidentale debba andare sempre in soccorso e farsi carico e pure addossarsi le colpe di ciò che fanno gli altri? Se nell’islam delapidano le donne di 13 anni (dopo che magari quelle donne sono state violentate ed hanno deciso di sottrarsi a tale violenza denunciando gli aggressori ed intendendo far emergere la verità che viene poi sepolta a sassate), mi si dice che cavolo di colpa abbiamo noi? Mi si dice che responsabilità abbiano noi sulla cultura degli altri? E perchè mai dovremmo intervenire in ogni angolo del mondo per cosa? Per poi sentirci dire dalle stesse persone che rivendicano chissà quale magnifico intervento che andiamo ad esportare democrazia e che così non si deve fare?
3 novembre, 2008 alle 4:00 pm
Per Gad
Trovo davvero fazioso questo tuo intervento che è assai simile a quello di Santoro nell’ultima puntata di Anno Zero. Volete mostrare un Movimento che è solo dentro la vostra testa ovvero apolitico.
La realtà è che questo Movimento è di sinistra e controllato da centri sociali ed organizzazioni sindacali come i Cobas oltre che da piccole ma quantitativamente numerose organizzazioni marxiste.
Le strumentalizzazioni della destra sono evidenti ma anche voi piddini
fate sponda alla casta piddina rappresentando un Movimento di giovani ingenui apartiti che non esiste. Il Movimento è in mano ai centri sociali non ai rottami di Prc e alla triplice ed è proprio questa una delle ragioni della provocazione squadrista dietro alla quale c’è un
preciso disegno ovviamente. Provocazioni fasciste e pestaggi della polizia sono servite a ristabilire in passato l’ordine della borghesia
ma questo Movimento cresce sempre più politicamente e numericamente.
Censura pure i Mvimenti Gad, parla di eutanasia o del problema della foca monaca non riuscirete a decretare la morte del comunismo; siamo
vivi ed attivi è il Pd che ha una brutta cera anzi un brutto cerone
come il caimano.
3 novembre, 2008 alle 3:21 pm
651- Serenella, hai visto Mission di R. Joffé con De Niro? Temo che nelle altre culture vi fosse molta più civiltà di quanto abbiano saputo cogliere gli occidentali, accecati dalla presunzione di superiorità nei confronti di chiunque non fosse uguale a loro
3 novembre, 2008 alle 3:16 pm
650- Occorre molto spirito critico nei confronti di una cultura tutta al maschile. Spesso le donne colte sono anche le più misogine. Con la cultura (finora prevalentemente al maschile) è giusto il confronto ma per proporne l’alternativa e vagliarla, non per farla passivamente propria. Nelle donne c’è un mondo di saggezza ancora tutto da esplorare e, soprattutto, da elevare a dignità culturale
3 novembre, 2008 alle 3:09 pm
Cinzia anche se non siamo stati noi le vittime, questo non esclude che altre etnie siano state vittime di razze diverse dalla nostra.
Voglio dire che chi commercia e si arrichisce con l’industria bellica non ha problemi di razza o colore.
Altrimenti se vi fosse un popolo che non ha mai avuto brame di supremazia sui vicini saremmo in presenza di esseri umani perfetti, cosa che purtroppo non succede, l’indole dell’uomo si rivela ad ogni latitudine senza differenze di etnia, molto spesso con guerre civili.