Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Assumiamo forti dosi di Obama nella speranza che eserciti una benefica funzione antidepressiva. Tanto più che ormai è anche Paul Krugman, il nuovo premio Nobel per l’economia, a diagnosticare un’America precipitata dalla recessione in vera e propria Depressione.
Sperando che non si tratti solo di un momentaneo effetto placebo, Barack Hussein Obama Jr. divenuto presidente degli Stati Uniti rappresenta innanzitutto un evento culturale, un balzo in avanti della storia tale da spiazzare le retroguardie dell’occidente.
Prima ancora di verificare la sua capacità d’innovazione alla prova del governo, è di per sé ragguardevole il consenso raccolto intorno a una figura meticcia, post-razziale, capace di guidare con spirito religioso persone tanto diverse fino alla fusione, a sentirsi partecipi di un comune passaporto delle opportunità. Non si può pretendere che lo capiscano e lo apprezzino tutti. Ma l’ascesa di Obama al vertice occidentale funzionerà, ne sono certo, come un ottimo corso di educazione civica per gli analfabeti delle diversità, anche in casa nostra. Vedrete che Marcello Pera non dirà più spropositi sul pericolo di diventare tutti meticci. Maurizio Gasparri si cucirà la bocca piuttosto di ripetere che Obama tranquillizza al Qaeda. E quanto alla vieta battuta berlusconiana sull’”abbronzatura” –buona per il Bagaglino, già troppo vecchia per “Zelig”- il nostro premier è veloce nel misurare i rapporti di forza: non si ripeterà.
Davvero esagerato gridare al razzismo o prevedere una crisi diplomatica tra Italia e Stati Uniti. Più esatta la critica rivolta a Berlusconi da Carla Bruni: il nostro premier ha “preso l’avvenimento alla leggera”, buttandola sul ridere. Ignaro del suo significato storico, lo ha ridotto a spettacolo epidermico. Un po’ ammirato, un po’ geloso. (Se poi madame Sarkozy si fosse risparmiata l’iperbole retorica sulla fortuna di essere diventata francese, avrebbe fatto bingo).
Modestamente, avevo previsto una settimana prima del voto che il presidente sanguemisto in Italia sarebbe stato oggetto di gaffes tra quei politici che adoperano il linguaggio greve pensando così di apparire più vicini al popolo. Seguiranno apposite telefonate esplicative da via Veneto, sede dell’ambasciata Usa, e in breve i goliardi saranno rimessi al loro posto. Oso sperare che ne approfittino per moderare il linguaggio anche nei confronti dei meticci e dei vari Hussein –non “bingo bongo”- nostrani che non sono diventati presidenti degli Stati Uniti, ma meritano lo stesso identico rispetto. Ho trovato ottima in proposito la vignetta di Vauro: “Troppo comodo fare gli antirazzisti con i neri degli altri”.
Accadrà, ne sono certo. Siamo indietro di una generazione, ma capaci di imparare in fretta. E ci aiuterà magari anche l’autoironia con cui Obama racconta la sua storia, perfino quando si tratta di scegliere il cane promesso alle figlie per il trasloco alla Casa Bianca: “Lo sceglieremo in un canile, probabilmente un mutt, cioè un incrocio di razze come me”.
Potrete intuire l’esultanza del mio cane J, umile portabandiera del meticciato, che da tre anni cerco di convincere a non considerare “bastardo” un insulto bensì un complimento: J ha rinunciato a candidarsi come “first dog” della Casa Bianca, ma d’ora in poi pretende che lo definiamo di pura razza Obama.
Tutto ciò nell’attesa che il nuovo presidente ci deluda con la sua azione politica. Ma dalle sue prime mosse si intuisce che non sarà facile.
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19 novembre, 2008 alle 2:05 pm
sig. Gad leggo di parecchie mamme che o per torto o per ragione avrebbero dovuto abortire,la mamma di Stalin cosa mai avrevve dovuto fare?vedo che anche a lei non è piaciuto come l’hanno chiamata a radio padania ,bergamaschi gozzuti mangiatori di polenta idem.con affetto elena
19 novembre, 2008 alle 10:45 am
Sembra che la prima lezione di educazione civica di Obama sarà la nomina di Hillay Clinton a Segretario di Stato.
Se sarà così, difficilmente sapremo distinguere se si tratta di un’autentica lezione di ‘civismo americano bipartizan’ o di ‘realpolitik all’europea’, si aggiungerà comunque un dubbio ai tanti che già offuscano l’immagine del Presidente americano ancor prima del suo insediamento.
19 novembre, 2008 alle 12:24 am
#167 Serenella
Sono stato aggressivo e, se ti ho offeso, mi scuso.
Non ho scritto ‘sei paranoica’ nè ne avevo l’intenzione.
Capisco quello che racconti: ho visto qual’è la vita quotidiana di una madre che lavora e non ha accanto una famiglia ad aiutarla e mi è capitato di domandarmi se certe assurdità siano frutto di inefficienza e disinteresse o non siano una voluta persecuzione.
Ciononostante raccogliere soldi per fornire servizi è uno dei compiti fondamentali dello stato, e ridurre le tasse al di sotto del necessario significa ridurre i servizi, cosa che di solito va a vantaggio dei più abbienti che comunque utilizzano servizi privati.
Spendere male, spendere in maniera inefficiente, permettere l’evasione sono tutte decisioni (o non decisioni) di carattere politico: vanno a vantaggio di alcuni e a danno di altri.
Lì semmai sta la persecuzione, mentre la lamentela contro le tasse affratella tutti gli italiani, chi frega e chi resta fregato.
18 novembre, 2008 alle 9:12 pm
Onyric 164 se io posso passare per paranoica tu senz’altro del nostro paese hai visto ben poco e se sei italiano leggi ancora le favole.
Non ti sembra che alla base di tutti i problemi ci sia sempre la cronica mancanza di fondi o diciamo purè danè, per i quali manca questo e manca quast’altro….. dunque io mi lamento perchè le tasse le pago da 37 anni tutte senza una lira di evasione come lavoratrice dipendente in ben 7 aziende private attraverso il veneto.
Ho naturalmente pagato sempre i contributi e ho abbondantemente controllato che fossero pagati dai miei datori di lavoro per me e per i miei colleghi.
Non hai idea in aziende medio-piccole com’è facile trovarsi gli anni mancanti per la pensione quando nessuno ti vuole più assumere perchè troppo vecchio.
Ho naturalmente pagato profumatamente scuole private a tempo pieno perchè degli asili nido e scuole per madri lavoratrici stiamo ancora discutendo e tra poco avremo le extra comunitarie che si lamenteranno come mi sono sempre lamentata io della totale mancanza di assistenza per le madri lavoratrici.
Alza le chiappe Onyric sia che tu sia donna o uomo e avrai la prova come l’ho avuta io di quanto poco ti dà questo paese in cambio di tutto quello che ti fa correre.
In compenso anche oggi hanno scoperto 50.000 assistiti dal SSN già defunti in sicilia e naturalmente non hanno controllato il resto d’italia.
In ultimo ma certo non ultimo hai idea di cosa si sarebbe potuto fare controllando l’evasione fiscale negli ultimi 50 anni in questo paese?
Forse non saremmo arrivati alla famosa pressione fiscale da record, ma dire queste cose è sempre molto scomodo, con tutti i governi.
18 novembre, 2008 alle 7:59 pm
Interessante questa analisi. L’Italia non è un Paese avanzato e ormai è anche di scarsa cultura, pertanto è diffuso un sentimento pregiudiziale sfavorevole agli stranieri…Napolitano ha rivolto un appello generoso e importante
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000762.html
L’analisi statistica dà il suo meglio nell’analizzare le correlazioni a livello microeconomico; molto più ostico spiegare le differenze nell’opinione pubblica “media” sull’immigrazione tra i diversi paesi. E ci sarebbe di che spiegare: un recente sondaggio raccolto dal Pew Center (4) mostra differenze vertiginose tra l’Italia e gli altri paesi occidentali. Secondo questo sondaggio il 73% degli italiani intervistati ritiene che l’immigrazione abbia un impatto negativo sul paese, e solo il 17% pensa che l’impatto sia positivo. A titolo di confronto, il paese occidentale con il dato più vicino all’Italia è la Gran Bretagna, con un 48% di valutazioni negative e un 44% di positive.
Certamente non mancherà chi voglia attribuire questa differenza di opinioni alla debolezza dell’economia italiana nella competizione internazionale
17 novembre, 2008 alle 10:37 am
Grazie Sig Lerner mi sento rassicurata,lei però ha fatto finta di non intendere il mio messaggio!. cari saluti elena.
15 novembre, 2008 alle 12:11 pm
Serenella,
vivi in uno stato che ti mette ha disposizione infrastrutture, sanità, educazione, sicurezza economica e sicurezza sociale.
tutto questo costa e tutti i cittadini dovrebbero contribuire ai costi: è uno dei doveri delle cittadinanza.
dovere di chi gestisce lo stato è fare buon uso di questi soldi.
puoi criticare chi governa, ma dovrai votarne altri; puoi critichare chi evade, ma dovrai denunciarlo; puoi criticare chi, lavorando nelle strutture statali, non fa il suo dovere, ma dovrai essere intollerante ogni volta che ne incontri uno nella tua vita quotidiana.
penso inoltre (così ti anticipo) che chi ha la responsabilità di gestire il patrimonio comune debba avere una ottima retribuzione.
non puoi, invece, secondo me, vivere come una persecuzione il fatto di dover contribuire a pagare i servizi che ricevi: questa mi sembra una visione paranoica, anche se diffusa.
15 novembre, 2008 alle 11:39 am
Con le tasse, Gad, per chi le paga ovviamente, siamo perseguitati da almeno mezzo secolo. Se aggiungiamo i risultati della prima o seconda o anche terza repubblica, equivalgono ad una persecuzione.
15 novembre, 2008 alle 7:42 am
Ma va là, signora Elena Moretti (159), non faccia la vittima perchè non la perseguita proprio nessuno…
14 novembre, 2008 alle 3:04 pm
Caro Snepretz e caro/a Agnostico/a, il testo latino di Fedro è mirabile tanto che qualsiasi traduzione approntata o approntabile lo deturperebbe in qualche modo.
Dum patet, latet era rivolta principalmente a Gad, ma anche a tutti i progressisti affinché producano un’analisi realistica ed esplicitino chiaramente verso quale meta vogliono rivolgere la prua.
14 novembre, 2008 alle 2:04 pm
Sig.lerner ha già notizie di come finiremo noi che di colore di pelle siamo rosei,non siamo rom, siamo magari, guarda un pò, cattolici e per giunta nati in Lombardia?,sa come ci ha chiamato anni fa PAOLO Rossi in un noto programma di M.Costanzo noi bergamaschi?’gozzuti mangiatori di polenta avvolti nella bandiera dell’Atalanta’.Meno male che ci sono quelli come lei e la Sig.Sarkosy,chissà mai abbiate pietà per noi.elena
13 novembre, 2008 alle 7:36 pm
Leggo ormai da mesi, teorie strampalate sulla situazione economica, che definire [u]guerra moderna [/u]combattuta a suon di crolli e crac finanziari e dire poco. Qui non si tratta di essere ottimisti, purtroppo già dal 2001 Bin Laden l’aveva previsto che gli USA sarebbero crollati sotto le bordate delle loro stesse artificiose e creative speculazioni. Il problema è che hanno impestato il mondo, crediamo in molti, volutamente. Dire dove finirà questa crisi non è possibile saperlo. Se gli operatori vogliono farci sapere delle performance della borsa, che facciano pure, ci sono qualche miliardo di persone da convincere, noi popolino non crediamo piu’ alle panzane delle banche e delle favolose e infinite riserve frazionarie, giusto?
Ho dieci soldi depositati e presto per 100 volte senza avere la disponibilità? giusto? banche…. parlo con voi! adesso la resa dei conti è giusta, sacrosanta, e speriamo non si fermi…. speriamo che Obama lasci fallire la GM, visto che dovrebbe tutelare la gente… e che lasci andare a scatafascio anche tutte le banche qualche decina grossa e molte piccole, che hanno impestato il mondo di derivati. Mostri imprenditoriali lasciati crescere con il debito inserito, i conti qualcuno doveva pur pagarli. Quindi, se volete sperare in cose positive fate pure, non sperate di farci credere cose non vere. Certo ci sarà qualcuno che guadagnera’… poi vedremo se il mondo sarà ancora uguale.
saluti.
13 novembre, 2008 alle 2:57 pm
Andiamo con Obama a lezione di educazione civica…. ma chi è il maestro?
13 novembre, 2008 alle 1:28 pm
#153 – non e censura, lol – e cambio pagina.
13 novembre, 2008 alle 1:24 pm
149 Marconzo sta di fatto che siamo dove siamo grazie agli aumenti immediati degli ultimi mesi. Poi il passato insegna che più in là nel tempo la produzione verrà ridotta prima che si riduca il prezzo al dettaglio, o sbaglio?
In siderurgia si fa così e forse anche in altri settori, in agricoltura si arriva persino a sottorrare i prodotti piuttosto che abbassare i prezzi.
13 novembre, 2008 alle 1:19 pm
Gad Lerner come dicono a Roma eccaqua http://www.ilfoglio.it/soloqui/1345 se vuoi arrabbiati con Ferrara mica con me… ok per la lezione di educazione civica di Obama…
13 novembre, 2008 alle 11:56 am
Ma come… per un momento c’era un commento e poi è stato tolto… mi pare che fosse di Gabriele… dice tante cazzate ma la censura mi pare troppo!
13 novembre, 2008 alle 11:36 am
@150. Il discorso andrebbe seguito dall’inizio… mi riferivo a un commento di Lerner che dice che mi sono inventato di sana pianta le posizioni liberal di Obama comunque io da cittadino riporto alcune perplessità tipo http://www.ilfoglio.it/soloqui/1345 lette sui giornali… http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13703 (in cui sono riportate alcune perplessità) http://www.plannedparenthood.org/index.htm . Dire che sto diffamando mi pare un insulto al libero pensiero…
13 novembre, 2008 alle 11:27 am
(143) Gabriele
Pensi invece che se la madre di Hitler (per fare un sol esempio) avesse abortito………
Quindi, ascolti il consiglio di Lerner.
13 novembre, 2008 alle 10:52 am
@150.Ma che razza di discorsi fai?