Gli ingegneri della Motorola di Torino, i tessili della Val Seriana, gli agenti immobiliari della Gabetti, i metalmeccanici dell’Iveco di Suzzara, gli aeroportuali già liquidati da Alitalia: stasera alle 21,10 su La7 ospiterò una categoria di lavoratori che difficilmente rientra nelle statistiche quando perdono il posto di lavoro, perchè non dispongono di alcuna forma di sostegno. Li chiameremo “senza rete”. Li avevano assunti con contratti a termine, parasubordinati, o anche a tempo indeterminato ma senza versare il contributo previsto nel fondo per la Cassa integrazione. Così, ora che la recessione fa sentire i suoi morsi, sono i primi che vengono mandati a casa, e per giunta senza costi aggiuntivi a carico dell’azienda o della collettività. Ma è sopportabile una tale piaga sociale in Italia, dove i lavoratori atipici sono quasi il 20% del totale (4 milioni e mezzo) e a differenza degli altri paesi europei solo in minima percentuale sono coperti da sussidio di disoccupazione?
Discuteremo con i diretti interessati di questo nodo che viene al pettine, chiedendoci: sarà possibile riformare d’urgenza gli ammortizzatori sociali e magari introdurre un sussidio uguale per tutti? Partecipano alla serata dell’Infedele: Alberto Barcella, presidente degli industriali bergamaschi; Emilio Viafora, segretario regionale Veneto della Cgil; Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl. Ci avvarremo del contributo di due economisti: Tito Boeri della Bocconi di Milano (animatore del sito www.lavoce.info) e Cristiano Antonelli dell’università di Torino, esperto di macro-economia.
A voi tutti raccomando di cominciare fin da subito a inviare domande e commenti, sempre preziosi. Grazie!





17 novembre, 2008 alle 1:08 pm
nel magico mondo della globalizzazione o fai così(sfrutti il lavoratore come un somaro) o sei fuori mercato, nel magico mondo della globalizzazione le tasse vanno diminuite per dare vantaggio competitivo alle imprese e quindi si distrugge lo stato sociale, il magico mondo della globalizzazione e del liberismo è reazionario eccome, ci farà tornare al medioevo dove perfino gli uccelli che volavano sul terreno del padrone erano suoi e se li cacciavi perchè morivi di fame ti riempivano di frustate, chiedete a Tremonti il nuovo Mosè che divide le acque e le assegna alle multinazionali.
17 novembre, 2008 alle 1:07 pm
Gad, vorrei chiedere a Boeri, é l’unico che conosco e stimo, visto quello che Obama vuole fare con GM, Ford e Cryslher, perché i governi se aiutano le banche sono liberisti e se aiutano le industrie automobilistiche sono protezionisti? Scusa l’ignoranza, ma mi sembra una contraddizione. Grazie.
17 novembre, 2008 alle 1:04 pm
42- x blissett: aggiungo che ai salari tra i più bassi d’europa (x una manodopera tra le migliori) si accoppia un costo del lavoro tra i più alti d’europa. Prova a pensare a cosa e dovuta la differenza e quale sia la difficoltà delle imprese che devono esportare (la misera Italia è il quarto esportatore mondiale dopo Cina, Giappone e Germania).
16 – Scamardella: condivido in pieno e mi associo ribadendo tutta la mia perplessità sulla scelta di Boeri e sulle sue opinioni politicamente corrette ma di scarso spessore (inversamente proporzionale alla sua fortuna salottiera).
17 novembre, 2008 alle 12:58 pm
Caro Makno, io non mi definisco un reazionario per la semplice ragione che sono un PROGRESSISTA: UN LIBERALE. Almeno mi sforzo di esserlo.
Da molto tempo ormai la REAZIONE e la CONSERVAZIONE stanno a sinistra e, purtroppo, non lo sanno neanche loro.
Il dibattito in corso sull’argomento di questo post ne è una prova lampante.
Giulio Cesare
17 novembre, 2008 alle 12:46 pm
Sono curioso di capire…sì io ragazzo di 25 anni di modena,cosa ci aspetta dal futuro???ho un contratto di lavoro determinato che mi sarà rinnovato ogni 12 mesi x tre anni..sì ritengo per adesso di essere fortunato e di dover giocare bene le mie carte di impegnarmi e di riuscire a vincere quella paura di rimanere senza lavoro,di deludere mio padre o di rinunciare ai miei progetti.Sì propio così perchè sono finito in una azienda seria e questa è una fortuna che spero capiti anche ai miei figli.Ma chissà magari non mi rinnovano il contratto e sarò costretto come molti ragazzi ad accontentarmi a lavorare anche in nero o part-time o di nuovo determinato e tornare a sperare che cambi qualcosa che ci sia una tutela da parte dei sindacati o un sistema che ci aiuti a vivere meglio…
17 novembre, 2008 alle 12:45 pm
Com’è possibile venir assunti a tempo indeterminato ma senza che l’azienda versi il contributo previsto nel fondo per la Cassa integrazione?
17 novembre, 2008 alle 12:38 pm
42 – leggi il mio 6 blisset e il 16 di scamardella.
Abbiamo anche l’età pensionabile più bassa d’europa, leggi pensionistiche inimmaginabili altrove, un sistema previdenziale e di sicurezza sociale caro, poco efficiente e molto iniquo.
Eppure i sindacati lo difendono peggio del sacro graal.
17 novembre, 2008 alle 12:32 pm
io lo dico da anni se ci lasciavano fallire nel 1992 oggi saremmo fuori..invece guarda che bella storia.
17 novembre, 2008 alle 12:27 pm
se i sindacati contano cosi’ tanto xche’ ora ci troviamo con stipendi bassi livello greco e costi al super livello tedesco? xche’ in Italia c’è il + alto numero di contratti a termine’ ?xche’ c’è il divario di anzianita’ pensionistica tra uomini e donne? xche’ mancano gli ammortizzatori sociali x chi lavora con contratti a tempo? alla faccia dell’importanza dei sindacati!!!!!!!!!!
17 novembre, 2008 alle 12:25 pm
Chiudono le fabbrice, si riduce il pubblico impiego e chi rimane disoccupato cosa deve fare? questo?
La spianata di cemento di via Lombroso è il regno del racket delle braccia e delle cassette. Si lavora come servi. Sembra di stare nell’800 sudamericano, o nelle campagne meridionali degli anni Cinquanta. Invece è Milano, la capitale economica d’Italia. Mille chilometri dal cottimismo dei pomodorini di Foggia, di Castel Volturno, di Pomigliano d’Arco. L’Ortomercato – 1 milione di tonnellate di merce venduta ogni anno (il 30% va all’estero) – è gestito da una società del Comune (Sogemi). Qui dentro si carica e si scarica frutta e verdura per sei o anche dieci ore di fila: dall’una di notte alle undici del mattino. Si guadagnano 15-20 euro. Sfruttamento schifoso, tanto al chilo. Ti pago il caffè, dicono gli ambulanti e i grossisti che si presentano in furgone o in Suv ai ragazzi egiziani, marocchini, tunisini, rumeni, albanesi, indiani, filippini, a questo esercito di disperati – qualche centinaio, italiani quasi zero – che ogni notte arriva per tirare su un po’ di spiccioli. Molti si rivolgono agli intermediari, i "cacciatori di braccia".
A cosa sono servite le lotte del movimento socialista italiano nel secolo scorso, a cosa è servita la morte di Matteotti, per quanto continuerà la sinistra a occuparsi di dico, banche, meticciato, invece di guardare questo? gli elettori di mr tv sono quelli con il suv, gli altri sono il punto di riferimento della sinistra gaddiana e gli italiani che saranno costretti a mettersi in fila di chi sono figli? se non si fà qualcosa se li prende la desta estrema, poi non lamentatevi.
17 novembre, 2008 alle 12:25 pm
..un bel giorno ti alzi, e sei senza lavoro.
a questo punto una persona è autorizzata a dissociarsi dal patto costituzionale, ed agire in maniera violenta?
la risposta è si.
17 novembre, 2008 alle 12:20 pm
Di niente Gad,dovere!E’ molto attinente agli argomenti del nostro blog,ciao.
17 novembre, 2008 alle 12:19 pm
34 – Blissett a te invece ricordiamo che la sinistra (politica e sindacale) ha fatto parte per decenni di un sistema consociativo negoziando, condividendo e gestendo tutte le principali decisioni di spesa e di carattere sociale, dal sistema pensionistico a quello previdenziale. E’ scritto nero su bianco, ad esempio, negli atti parlamentari a partire daglla fine degli anni ‘60.
La sinistra (politica e sindacale) non è certo una verginella appena uscita dal collegio, e la tu aversione è la solita foglia di fico.
17 novembre, 2008 alle 12:13 pm
Luther 34
In Cina le condizioni di lavoro e la tutela della salute è di tipo schiavistico , i salari ridicoli.
nell’ex Urss idem ma con l’economia pianificata non c’era nenche sviluppo e la gente faceva la coda per comprare qualsiasi cosa .
la nomenklatura del partito accedeva ai negozi in dollari dove si trovava tutto .
17 novembre, 2008 alle 12:11 pm
Grazie Altromedia!
17 novembre, 2008 alle 12:04 pm
Sui sindacati: non capisco una cosa, la Cigl non firma mai, ma forse è un luogo comune, ma perchè allora Cisl e Uil firmano sempre? E’ strano, forse capita ma non sento quasi mai "La Uil ha firmato ma la Cisl e la Cigl no".
Ma non è che per caso è la solita favola del mercato libero anarchico e si fa come craxo ci pare? Anzichè organizzare, si vuole smantellare tutto? Anzi, dicendo di riorganizzare, si smantella tutto e si fa "piazza pulita"? Allora chiedo: eliminiamo tutti i sindacati. Può reggere un sistema del genere? Quali grossi problemi salterebbero fuori?
Perchè forse non si tratta delle solite scaramucce per le poltrone
Alitalia è un caso emblematico, ci hanno mangiato tutti, compreso il PDL, mangeranno tutti, compreso il PDL, e la colpa è del mercato e della CIGL.
Penso che alla prossima crisi l’Alitalia, anche ricattando sulla sicurezza dei voli, cadrà per qualche piccola sigla e non per la CIGL che invece, da avvocato difensore, ha ottenuto di più. Ma questo punto è discutibile. Il lavoro del sindacato non è quello di difendere gli interessi dei lavoratori? A difendere gli interessi dell’azienda non ci pensa già qualcun’altro?
La seconda questione, che sta alla base di tutto, è che il potere contrattuale dei sindacati è troppo basso e scoordinato.
Io la penso come gli svedesi: tutti iscritti ai sindacati di categoria e con meno sigle e un altissimo potere contrattuale (tanto da paralizzare l’intero Stato, mai successo) e mai uno sciopero
In Italia c’è una rappresentanza parziale, tantissime sigle, una supposta ideologia, che non ho capito bene quale sia, e tante poltrone
17 novembre, 2008 alle 12:02 pm
a tutti quelli che imputano alla sinistra e ai sindAcati i bassi salari, la mancanza dello scalone e la totale assenza degli ammortizzatori sOciali ricordo che la sinistra comunista non è mai stata al governo con la MAGGIORANZA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
17 novembre, 2008 alle 12:00 pm
28- hai ragione gli strumenti ci sarebbero, quello che manca è la volontà politica di attuarli, la nostra classe dirigente che per ovvie ragioni non si è mai confrontata nel mercato globale(non posso votare uno svedese) è convinta che prima o poi passerà anche questa nottata, basta stare fermi e aspettare che la piccola e media industria del nord si flessibilizzi un’altro po’, si specializzi un’altro po’, aumenti un po’ la cassaintegrazione. Quello che non capiscono è che il modello stesso di occidente è stato messo in discussione prima dalla rivoluzione tecnologica che ha reso superflua buona parte della forza lavor, e poi dalla finanza che ha reso superflui perfino gli stati nazione. La soluzione sarebbe: decrescita, controllo delle nascite, investimenti nelle tecnologie, messa in discussione delle classi dirigenti anzitutto da un punto di vista anagrafico, visti i cambiamenti di mentalità necessari, ma che te lo dico a fare? credo che su questi punti tu sia già convinto, ma te lo vedi Gasparri che parla di bioinformatica, fotovoltaico di nuova generazione, decrescita,etc…
17 novembre, 2008 alle 11:58 am
GAD,fatto!!
Hai l’onore di essere sulla nostra home (post 13),ciao;-)
17 novembre, 2008 alle 11:32 am
29-Marco, il fiume di cui parli non è mai andato in secca, o ti risultano precedenti limitazioni dei flussi monetari?
17 novembre, 2008 alle 11:31 am
Ahhh quello dei Casinò è un argomento sfizioso: adesso lo Stato si permette perfino (vergognissima) di fare pubblicità al superenalotto, chissà perchè la roulette o il blackjack che offrono probabilità di vincita decisissimamente più oneste rispetto a quelle dei giochi di Stato viene ritenuto gioco d’azzardo. Io penso che abbiamo davvero dei cervelli meravigliosi, dovremo per forza lasciare per iscritto i nostri ragionamenti, le prossime civiltà avranno di che studiare.
17 novembre, 2008 alle 11:30 am
Il federalismo non conviene a Berlusconi che riceve i voti dalle clientele del Sud … con Silvio i soldi al sud andranno a fiumi …
17 novembre, 2008 alle 11:27 am
Per questo, caro Kirk, ho timidamente suggerito che gli ammortizzatori gravino sulle casse regionali. Sarebbe una forma di federalismo (successivo a quello fiscale, ovviamente) che disinnescherebbe una serie di argomenti sul nascere. Succederà? Ovviamente no.
17 novembre, 2008 alle 11:25 am
In una intervista recente, il maggior imprenditore della VALLE SERIANA ha detto ad una testata locale che “ bisogna buttarsi sul turismo, sui servizi. Operazioni come quella di S. Pellegrino (Valle Brembana) vanno nella direzione giusta. Forse noi bergamaschi dobbiamo credere di più nelle potenzialità di questo settore. In Svizzera fanno miracoli con poco. Noi abbiamo uno straordinario patrimonio storico, artistico, ambientale: perchè non dobbiamo sfruttarlo fino in fondo?” E’ TUTTO VERO !!!
La soluzione prospettata rispetto alla crisi è probabilmente l’unica e condivisibile : basta con capannoni che deturpano il paesaggio, fabbrichette inquinanti ecc. ecc. ; personalmente sarei per l’apertura di due case da gioco in Bergamasca : una a San Pellegrino (località storica già famosa per il suo Casino’ Municipale (funzionante all’inizio del 1900), i suoi edifici in stile Liberty e dotata anche di una magnifica ferrovia elettrica, smantellata improvvidamente nel 1964 ! l’altra potrebbe essere insediata in Valle Seriana. Si tenga presente che crisi o non crisi , secondo i dati della Banca d’Italia in dieci anni la ricchezza del 10% delle famiglie più ricche è passata dal 41% al 48% per cui esiste un 10% di popolazione italiana che ha la possibilità di investire (si fa per dire………ovviamente ) i propri guadagni alla roulette, favorendo così il turismo e relativo indotto, anzichè metterli nelle mani dei vari “gnomi” di Zurigo o di Wall Streer con le conseguenze che si vedono in questi giorni (Valori di Borsa dimezzati e dividendi incerti) !
17 novembre, 2008 alle 11:22 am
Caro Gad si prepari a nuovi trionfi per la lega nord, la disoccupazione al nord grava tutta sui cittadini, infatti mentre per il sud abbiamo da sessant’anni sussidi erogati alle varie clientele, nonchè l’accaparramento dei posti nella pubblica amministrazione e la mafia spa a formire lavoro,al nord non c’è mai stato nulla se non l’industria privata. Ora che i lavori scarseggiano e ci si potrebbe accontentare dei lavori meno remunerativi e più faticosi, ci sono pure gli extracomunitari a fare concorrenza al ribasso, insomma tutti i nodi vengono al pettine: globalizzazione, immigrazione selvaggia, mancanza si risorse per lo stato sociale ingurgitate dalle clientele, mafie ,se si dovessero spegnere i televisori perchè non ci sono i soldi per pagare la corrente, e non si andasse piu al centro commerciale, a molti potrebbero venire in mente strane idee….si ricorda lo slogan:seccessione?, e la colpa sarebbe del pd che sordo e cieco alla degenerazione della realtà si è posto come partito di elitè : prodi parlava di italia porta della cina, padoa schiatta parlava dei bamboccioni,treu e biagi aprirono la strada al precariato modello maroni, d’alema parlò di mediaset risorsa del paese, fassino gioì per avere una banca, infine lei che è diventato paladino dei rom.In questo modo siete stati inevitabilmente individuati come coloro che non possono dare risposte al paese, speriamo che almeno idv riesca a mantenersi credibile e a fronteggiare la deriva che ci aspetta, il simbolo del pd invece è Villari l’uomo-poltrona.
17 novembre, 2008 alle 11:22 am
21
Pur non essendo di sinistra riconosco alla sinistra e nel sindacato una caratteristica quasi romantica nella difesa dei lavoratori .
Orbene l’enorme potere del sindacato italiano , l’attività di governo della sinistra ( 7 anni sugli ultimi 15 ) ci vede con salari bassi , tasse alte , servizi scadenti , produttività bassa , flessibilità idem .
Se la sinistra non è in grado quando governa di creare fattori di cambiamento o quando è all’opposizione di colllaborare alla riforma dei contratti degli ammortizzatori per tutti ed all’aumento di salari e produttività per me non è più degna del nome sinistra perchè non fà i veri interessi della crescita dell’economia naziuonale e quindi dei lavoratori
17 novembre, 2008 alle 11:20 am
23-Marco, di figli non ne ho poi è inutile, se adesso ti chiedo come vorresti il mondo tu mi risponderesti (probabilmente) qualcosa tipo "senza guerre senza fame senza malattie tutti possono procreare liberamente tutti lavorano tutti bevono e si lavano tutti sono liberi l’aria e il mare sono puliti" e non so cos’altro, al che potrei farti notare che non è proprio proprio possibile, dopodichè mi beccherei del crudele se mi va bene. Quindi evitiamoci la fatica, sediamoci ed aspettiamo.
17 novembre, 2008 alle 11:10 am
@ 20Snepretz : complimenti ….. non pensi ai tuoi figli …. vergogna !
17 novembre, 2008 alle 11:10 am
18
Chi lavora dovrebbe spiegare la pratica dell’economia e del lavoro a chi ne fà un mestiere teorico (professori, sindacalisti , politici)
17 novembre, 2008 alle 11:09 am
@ marco scamardella: non esagerare … la sinistra ha commesso degli errori ma tutto quello che scrivi non e’ imputabile alla sinistra … cerca di fare delle analisi realistiche, altrimenti quello che dici, pur essendo molto interessante, non e’ piu’ credibile.
17 novembre, 2008 alle 11:08 am
Erminio, dei problemi macro non vale la pena parlare, sennò ti becchi un sacco di insulti. Impariamo tutti la filastrocca che dobbiamo crescere e moltiplicarci, essere liberi mangiare bene farci 2 docce al giorno lavorare tutti guadagnando bene, laurearci e prosperare.
Tanto io ne ho 40, altri 40 più o meno ’sto pianeta dovrebbe tirarli tranquillo poi posso anche crepare sghignazzando.
17 novembre, 2008 alle 11:04 am
La popolazione mondiale aumenta senza freno ed invecchia.
Il mondo si restringe sempre di più:
il depauperamento delle risorse naturali,
la riduzione delle terre coltivabili,
l’inquinamento dell’acqua aria ed ambiente,
il consumismo ed il vivere al disopra delle possibila proprie e a quelle offerte dal pianeta,
il lavoro fine a sè stesso,
e si potrebbe continuare l’elenco.
E’ importante e giusto risolvere i problemi dell’oggi, ma è ancora più importante – direi ineludibile – affrontare il problema del futuro dell’umanità (nessuno escluso) ternendo presente quanto elencato.
E’ giunto il momento di ripensare alle basilari e vere necessità della vita:
cibo, acqua, casa. istruzione, salute
E’ da questo che dobbiano riparire: una sorta di tornare alle origini, ad una vita più semplice ed essenziale.
Il signor Boeri potrebbe iniziare ad indicare la via da seguire.
17 novembre, 2008 alle 11:04 am
Marco, oggi mi sa che saremo piuttosto allineati, non sarà che anche tu subisci il fascino del mondo reale?
17 novembre, 2008 alle 11:02 am
Heiner e Ilja scusatemi, in effetti essendo stato via tutto il we ho semplicemente saltato a piè pari il post su Bossi. Avete anche parlato degli aiuti all’industria automobilistica Usa?
Nel frattempo è saltato un autobus a Tel Aviv, mi sa che proprio da quelle parti non se ne esce, altrochè.
17 novembre, 2008 alle 10:59 am
Altro problema è costituito dai bassi salari , assurdi anche quelli vista la forza storica e la presa sul potere da parte della sinistra politica e sindacale .
Il contratto nazionale ha eliminato la possibilità di sfruttare efficenza e successo delle aziende in salute che erano in grado di devolvere parte dei profitti a favore dei dipendenti magari in cambio di efficenza e flessibilità.
A questo proposito la detassazione straordinari e premi aziendali contratti di secondfo livello è essenziale in quanto garantisce flessibilità produttiva alle aziende esportatrici che mantengono tutto il paese, elimina nero vista la demenzialità del regime di tassazione antecedente agli sgarvi , aumenta potere d’acquisto e soldi in mano alle famiglie senza contro indicazioni inflazionistiche o perdita di produttività ed efficenza delle aziende dinamiche ed investitrici .
L’infelice Boeri propone di eliminare questi strumenti di efficenza e crescita , si tratta della posizione della CGL che è contraria per principio agli straordinari e di fatto non tollera il contratto di secondo livello per ragioni di potere indifferenti ai benefici per i lavoratori .
Chiunque lavori in un’azienda esportatrice sà che la disponibilità a coprire velocemente picchi di domanda improvvisi e non programmabili è condizione per l’acquisizione di commesse , la puntualità nel rispettare l’impegno è condizione per la fidelizzazione del cliente . Questi vantaggi dati dalla flessibilità del lavoro possono essere ribaltati in miglioramenti sul contratto di secondo livello che ,se come attualmente detassati, posssono significare aumenti consistenti pur in condizioni di efficemnza e produttività.
Non è poi assolutamente dimostrato che gli straordinari frenino nuove assunzioni, in quanto in caso di picchi di domanda nessuna azienda assume vista la rigidità , in caso di domanda costante il lavoro straordinario risulterebbe comunque anti economico e quindi le aziende assumono.
La sua detassazione al contrario , lo fà emergere dal nero e rende la collaborazione e la crescita dell’utile aziendale più forte creando condizioni per espansione di produzione ed investimenti in innovaziuone e marketing tali da incrementare solidità e possibilità di nuove asunzioni da parte dell’azienda .
E’ poi allucinante la posizione di molti esponenti Pd e sindacali che affermano che vista la crisi in atto parlare di straordinari è una barzelletta . Non comprendono che le aziende esportatrici di prodotti innovativi o unici che in Italia sono la maggior parte comunque necessitano di velocità e flessibilità nell’accontentare i clienti esteri , a maggior ragione in un periodo così duro .
Mi stupisco come un barone della Bocconi come Boeri non riesca a comprendere queste cose .
Ho però l’impressione che abbia mire di nuovo uomo della sinistra italiana , se non sbaglio ha impostato il programma elettorale di Veltroini . Visti i risultati ………….
E’ però triste e ambiguo avere a che fare con economisti miltanti , tanto vale interloquire con Enrico Letta , almeno non lo si spaccia per uno scienziato indipoendente .
17 novembre, 2008 alle 10:58 am
caro snepretz, sul tema villari siamo intervenuti io e ilja stamani sul post con bossi in allegra posa. in effetti b. ha avuto buon gioco, come quasi sempre. va beh, tutto sommato sciocchezze rispetto al tema di stasera, tristi sciocchezze, però…
17 novembre, 2008 alle 10:47 am
OT: nel frattempo pare che Villari non è che abbia proprio una grande urgenza di dimettersi dalla vigilanza Rai.
Ovviamente essendo un piddino e quindi un servo fedele dello Stato e tutore del bene generale, nonchè terzo rispetto a logiche di potere ed ambizioni personali, non oso pensare l’impensabile e sostenere l’insostenibile.
Diciamo che sono in fiduciosa attesa.
Anticipo che se alla fine si dimetterà (dopo l’incontro di Veltroni) non credo che (anche se ovviamente dirà cose imbarazzanti tipo non potevo dimettermi senza aver prima sentito il mio grandissimo leader) sarà una ritirata particolarmente onorevole.
Ilja, in effetti pare che Pannella sia pronto al solito dietone shock se Villari si dovesse dimettere. Insomma qui o hanno torto Veltroni e Di Pietro oppure Villari e Pannella. Anche questa volta è stato piuttosto facile per B.
17 novembre, 2008 alle 10:43 am
Gad,bell’argomento!
Importante,perchè la crisi la pagheranno soprattutto gli "ultimi".
Già che ci sei,PROVA A CHIEDERE a qualcuno in trasmissione perchè un manager che "non ha visto " arrivare la crisi sta ancora lì al suo posto (parliamo di Mario Draghi,dal 2006 presidente del "Forum di Stabilità Finanziaria"-sic!- e ancora scandalosamente al suo posto).
(ps;prova anche a chiedere all’amico Boeri cosa ne pensa di una proposta di TOBIN TAX per sostenere situazioni come quelle di licenziamenti,cassa integrazione,ecc.)
Ora mettiamo lo spot della puntata in home
Grazie e ciao
17 novembre, 2008 alle 10:25 am
#6 – kling, aggiungo la mia firma effimera a quanto hai scritto.
Vorrei solo sottolineare ulteriormente che non si puo parlare di assistenza senza parlare di pensioni. E guarda caso, dopo la sentenza della corte europea (che da, ovviamente, ragione a Bonino & co) c’e stato nel notiziario odierno di radio radicale un interessante intervento di Pammoli – che, caro Gad, ti consiglio di ascoltare.
17 novembre, 2008 alle 10:19 am
Ahhh l’articolo 18, ahhhhhhh lo scalone! Poi uno si chiede come mai un governo di centroqualcosamatendenziamentesinistra duri poco. Lambrusco, fiumi di lambrusco bisogna iniettarsi direttamente in vena (con conseguente embolia) per non capire quanto costa difendere l’impossibile.
17 novembre, 2008 alle 10:15 am
Mi ripeto sul fronte lavoratori precari etc, scusa Gad la noia ma non vorrei mai che si perdesse il punto fondamentale: i precari sono una semplice conseguenza dell’eccesso opposto, ovvero il tempo indeterminato nel senso di eterno, infinito, interminabile salvo botto aziendale o salvo chiusura da parte di un padrone estero (tipo motorola). Nelle nazioni standard per "indeterminato" si intende letteralmente che non si sa quanto possa durare, poco tanto tantissimo a seconda del fatto che il lavoratore soddisfi o meno le esigenze dell’azienda e l’azienda soddisfi o meno le esigenze del mercato.
Va beh, immagino che questo aspetto non vada toccato ma avrai capito che purtroppo non riesco quasi mai a prescindere dalla realtà nei miei pseudoragionamenti.
17 novembre, 2008 alle 10:15 am
Per una volta (l’unica) concordo con Marco Scamardella
17 novembre, 2008 alle 10:12 am
Buongiorno Lerner .
Negle ultimi trenta anni la sinistra sindacale e politica che ha tanto concertato e tanto governato non è riuscita a imporre un sistema di protezione alla tedesca che riguaradsse anche precari e lavoratori di piccole aziende . Al tempo stesspo ha difeso l’articolo 18 che tutela chi lavora nelle grandi aziende ma rallenta la possibilità di assunzione a chi ha perso lavoro nelle piccole .
Il sindacato tutela lavoratori grandi indiustria , comparto pubblico e pensionati , cioè i suoi tesserati .
Attualmente PD e CGL propongono di spendere 6 miliardi che non ci sono per la tredicesima di chi ha il lavoro o è pensionato magari a 58 anni e lavora in nero .
I calcoli sul costo di una protezione a tutti i dispccupati per due anni all ‘80 % per precari , lavratori piccole imprese è valutato 3.5 milardi . Bastava mantenere lo scalone e mandare la gente in pensione a 60 anni ed i soldi ci sarebbero già stati .
I precari e i lavoratori di artigianato e piccole aziende non hanno la tessera del sindacato di loro ci si occupa solo a parole.
17 novembre, 2008 alle 10:09 am
3-makno, io ho sempre sostenuto che governare è un processo di destra.
Cionondimeno, in Italia la destra o è un delirio tipo Storace (che, tra l’altro, se ci fosse un governo di destra come lo intendo io adesso sarebbe allegramente in galera causa megabuco nel lazio), o è una specie di brodo centralistico-burocratico-sociale stile ex-an o è un partito dove c’è un leader e sotto di lui una percentuale imbarazzante di leccaculi.
Da cui la mia difficoltà estrema nel riconoscermi o peggio supportare o peggissimo votare per la destra italiana.
17 novembre, 2008 alle 10:08 am
Dici bene Gad, la situazione di queste persone è una vera piaga sociale, iniqua e al momento senza rimedio.
Spero che tu riesca ad indagare ed approfondirne le cause, che sono articolate ma ben individuabili.
A parte quella macroeconomiche (globalizzazione, concorrenza di economie competitive in via di sviluppo, delocalizzazione, ecc.) rifletterei sulle cause domestiche di questa situazione; in primis sulle strategie e le imposizioni del sindacato, soprattutto CGIL, che di front eai problemi di cui sopra ha fatto di tutto per garantire una tutela, che spesso è solo una rendita di posizione, alla sua base scaricando la flessibilità ed il contemnimento dei costi del lavoro solo su determinate categorie di lavoratori non protetti per motivi generazionali o di altra natura. In pratica per mantenere un costosissimo ed iniquo sistema di protezione sociale a vantaggio di chi, ad esempio va in pensione a 50 anni o gode degli amortizzatori sociali contrattati dal sindacato, si priva di protezione e tutela la generazione e le categorie meno protette.
Il sindacati oggo difende solo la sua base sociale e le sue posizioni di potere semi-consociativo, ma h aperso la capacità di difendere realmente le categorie più deboli.
Impone e si rifiuta di ridiscutere la spesa sociale, che andrebbe rimodulata, e fa proclami demagogici sul precariato ed i giovani che però non è in grado di proteggere per non perdere il consenso della sua base consolidata. Vedi il rifiuto pregiudiziale a discutere di pensioni.
Poi magari (vedi la CGIL e la sua ala estremista) rispolvera con parole nuove vecchi concetti impraticabili, tipo scala mobile o il salario come variabile indipendente pensando che si possa ancora usare la spesa pubblica come strumento di attenuazione dei conflitti sociali.
Hai scelto di nuovo come economista-testimonial il solito T. Boeri, l’economista alla moda che saltabecca in tutte le trasmissioni (l’altra sera era da santoro) a fare il testimonial del liberismo estremo come espressione della cultiura di sinistra, elargendo dalla sua cattedra a la page verità assolute ma solo teoriche e di solito impraticabili o fuori dala realtà. Secondo me avresti potuto seguire meno la moda e più la sostanza: io avrei invitato Fiorella Kostoris, economista della sapienza (certo non è della bocconi, non scrive sulla voce.info e non è una pasdaran del liberismo snob) che di questi problemi è una vera esperta, oltretutto molto chiara e lucida.
17 novembre, 2008 alle 10:02 am
Ho la sensazione che gli ammortizzatori sociali per tutti (cosa sulla cui opportunità sono convinto dall’età prescolare) debbano gravare sulle casse regionali, per le solite ragioni.
17 novembre, 2008 alle 9:58 am
Il fenomeno della disoccupazione e’ molto complesso e sicuramente avrete molti argomenti da discutere. Io volevo proporre un tema che forse viene sottovalutato: la preparazione Universitaria. Oggi e’ molto facile ottenere una Laurea, i miei colleghi piu’ giovani sono poco preparati, non solo a livello specialistico ma addirittura a livello generale. Spesso vengono da me per farmi coreggere una lettera o un’email: non sono neanche capaci di scrivere. Non hanno una visione di insieme perche’ sono abituati a spezzettare gli esami in tanti compitini elementari. Oggi si vuole valutare un Ateneo sulla base degli iscritti e sulla base del numero di persone che ottengono una Laurea. Mi sembra una follia. Quando mi sono laureato in Ingegneria (solo 15 anni fa) la selezione era molto pesante e le persone che ottenevano un diploma erano MOLTO preparate. Questa preparazione mi ha aiutato moltissimo non tanto a trovare il primo impiego, ma a cambiarlo con facilita’ ed a capire velocemente la realta’ in cui opero. Insomma, se vogliamo un sistema economico forte, e’ necessario che l’Universita’ diventi MOLTO selettiva, dando la possibilita’ a tutti di competere, non solo ai figli di persone benestanti che non hanno voglia di studiare ….
17 novembre, 2008 alle 9:54 am
gentile signor lerner se lo lasci dire da un fior di reazionario, per inciso non capisco perchè i tanti amici destri del blog non si riconosconono in questo termine, questa crisi probabilmente si porrà come la vera resa dei conti sul piano sociale che questo paese attende da 30 o 40 anni. per la professione che faccio giro molto il nord e le aziende in particolare, beh lasci che glielo dica questa volta la retorica patria sull’arrangiamoci,o sull’Italia il paese più bello del modo non ci servirà a molto. In altri termini fra una decina di mesi si rischiano di avere qualcosa come 1 milione o un milione e mezzo di disoccupati in più, localizzati soprrattutto al nord. Sarà forse il tempo delle decisioni delle scelte vere oppure come io temo si continuerà con i soliti discorsi di tenore piuttosto tiepido da parte della classe dirigente italiana, e per classe dirigente intendo non solo e tanto i politici, ma anche gli economisti, gli industriali, i sindacalisti, la Banca d’Italia ed altro ancora
cordiali saluti
17 novembre, 2008 alle 9:39 am
E le aziende invecchiano.
L’età media è alta e manca nelle aziende la vitalità, la voglia dei giovani.
L’INPS ti vorrebbe a lavorare a vita e l’azienda ti vorrebbe mandare via appena superi i 50 anni: costi troppo e sei legato ad uno stile aziendale/sindacale che non c’è più.
Se non si stabilizzano i giovani ed i precari non avremo futuro.
Domanda:
E’ sostenibile economicamente un patto con le aziende? Per esempio per ogni dipendente in pensione anticipata (55 anni?) 2/3 assunzioni a tempo indeterminato.
17 novembre, 2008 alle 9:32 am
Ricordiamo per favore anche la EATON di Massa, che diversamente da Alitalia era un’azienda in attivo.