Gli ingegneri della Motorola di Torino, i tessili della Val Seriana, gli agenti immobiliari della Gabetti, i metalmeccanici dell’Iveco di Suzzara, gli aeroportuali già liquidati da Alitalia: stasera alle 21,10 su La7 ospiterò una categoria di lavoratori che difficilmente rientra nelle statistiche quando perdono il posto di lavoro, perchè non dispongono di alcuna forma di sostegno. Li chiameremo “senza rete”. Li avevano assunti con contratti a termine, parasubordinati, o anche a tempo indeterminato ma senza versare il contributo previsto nel fondo per la Cassa integrazione. Così, ora che la recessione fa sentire i suoi morsi, sono i primi che vengono mandati a casa, e per giunta senza costi aggiuntivi a carico dell’azienda o della collettività. Ma è sopportabile una tale piaga sociale in Italia, dove i lavoratori atipici sono quasi il 20% del totale (4 milioni e mezzo) e a differenza degli altri paesi europei solo in minima percentuale sono coperti da sussidio di disoccupazione?
Discuteremo con i diretti interessati di questo nodo che viene al pettine, chiedendoci: sarà possibile riformare d’urgenza gli ammortizzatori sociali e magari introdurre un sussidio uguale per tutti? Partecipano alla serata dell’Infedele: Alberto Barcella, presidente degli industriali bergamaschi; Emilio Viafora, segretario regionale Veneto della Cgil; Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl. Ci avvarremo del contributo di due economisti: Tito Boeri della Bocconi di Milano (animatore del sito www.lavoce.info) e Cristiano Antonelli dell’università di Torino, esperto di macro-economia.
A voi tutti raccomando di cominciare fin da subito a inviare domande e commenti, sempre preziosi. Grazie!





17 novembre, 2008 alle 6:45 pm
SNEPRETZ: abiti a Ispra? Allora non siamo lontani: io passo i w.end a Taino.
17 novembre, 2008 alle 6:44 pm
Per Darthe’ MI e’ appena arrivato la rivista mensile del mio paese, che in questo numero riporta uno speciale immigrazione con dati numeri ed alcune interviste a immigrati di diversi paesi.
Penso che ad un compagno come te con il quadretto di mao e stalin sopra il comodino possano interessare alcuni brani dell’intervista ad un cinese in Italia dal 2000 prima come clandestino poi con il permesso di soggiorno e adesso nel mio paese da qualche anno con moglie e figlio. Lavorano tutti e due e il figlio va alle medie
"in quella zona della cina ed in altre e’ difficile vivere di agricoltura… nelle fabbriche non c’e’ lavoro per tutti e le paghe sono basse .. molti muoiono di fame.. inoltre in Cina manca la liberta’ e questo e’ uno dei motivi per cui tanti se ne vanno…"
Questo pezzo invece e’ per gli studenti che scioperano, guidati da professori ex sessantottini (ma non ex fancazzisti) e aizzati da politici di sinistra (con i figli in prestigiose scuole private)….
Tuo figlio come si trova qui? " … a scuola impara poco. La scuola italiana e’ molto diversa da quella cinese. Qui impara e studia molto meno che in Cina."
17 novembre, 2008 alle 6:35 pm
133 celani –
Parlare di possibilità di pensionamento a 50 anni significa fare riferimento a situazioni e normative vecchie di 15 anni!
Forse sfugge che nel frattempo si sono succedute la legge Dini (335/95) la prima legge Prodi 449/97 , la Maroni 243/04, tutte restrittive, e da ultima la semplice rimodulazione delle decorrenze fatta dall’ultimo Governo Prodi.
Saranno normative vechie di 15 anni (non tutte: alla corte cost. ad es.si va in pensione a 53 anni) ma i loro effetti continuano nel tempo pesando sul sistema per anni. I 40 enni che andreotti mandò in pensione anni fa, oggi non hanno 60 anni e continueranno a prendere la pensione x almeno altri 20 anni (spero x loro). Forse sfugge il fatto che le scelte in materia pensionistica si ripecuotono sul sistema x decenni, così come le scelte correttive richiedono anni per avere effetto.
Sfugge anche l’impatto delle leggi speciali che consentono i prepensionamenti ad età sempre più giovanili.
Ovviamente quella dell’età pensionabile non è l’unica variabile fuori posto del sistema.
17 novembre, 2008 alle 6:31 pm
il tema bello era secondo me ,la compra dei deputati che e’ cominciata da parte del berlusca.aveva bisogno di quel posto e adesso ce lha,avanti cosi e la fattoria degli animali si ingrossa.salve cmq ti vedro’ un po’ stasera
17 novembre, 2008 alle 6:13 pm
gad argometo davvero importante, vedrò la trasmissione e poi ne riparliamo.
17 novembre, 2008 alle 6:08 pm
All’orizzonte non scorgo alcun segnale positivo e incoraggiante. Neppure di fronte alla legittima e sacrosanta protesta giovanile. E’ triste dirlo, ma per me è così, e non soltanto di recente. Questa crisi economico-politica (secondo me di enorme portata, non circoscritta al settore finanziario, ma che scardina aspetti antropologici-culturali) sta facendo affiorare i grandissimi problemi e le sofferenze di una larga fetta di cittadinanza, quella più debole, che ha sempre pagato sulla pelle le varie politiche "sangue e sudore" dei precedenti governi di ogni colore e tendenza da almeno trent’anni a questa parte: ormai per me non ha più alcun senso affrontare questi argomenti attraverso le obsolete classificazioni destra/sinistra conservatori/progressisti. La società si è spezzata. In due realtà contrapposte: privilegiati appartenenti ai vari gruppi di potere e controllo, e la massa dei cittadini virtuali, gli invisibili, i peones sfruttati e schiacciati da un nuovo TOTALITARISMO che si serve dei meccanismi democratici.
17 novembre, 2008 alle 6:01 pm
118 Snepretz il mio motto è " non allargarsi troppo" sennò in età avanzata lasciamo anche tutti i contributi versati per la pensione che chissà se incasseremo mai in buona salute ma da defunti sicuramente no, e ti assicuro che quando guardo gli anni e l’importo versato finora mi fa ancora rabbia con tutti questi discorsi che non ci sono soldi per le pensioni con la tassazione più alta del mondo.
17 novembre, 2008 alle 5:58 pm
122 Diego è il nostro paese sovraaffollato, ed è alle venete che mi riferivo, o alle liguri chessò.
Come possiamo confrontarci con paesi del nord europa che hanno lavoro per le donne, poca densità abitativa, aiuti alle famiglie per i bimbi e per gli anziani.
Magari ci potessimo anche solo paragonare a loro, per me c’è di mezzo un baratro e c’è sempre stato.
Forse per mia esperienza personale l’unica regione dove avrei filiato di più ai miei tempi per l’assistenza e il lavoro destinati alle donne era l’emilia romagna.
Ancora oggi per ogni posto di lavoro maschile in italia del sud ce ne sono 2 per le donne in emilia romagna – ultime statistiche istat.
17 novembre, 2008 alle 5:48 pm
Mi sembra che questa sera potrai avere buoni ascolti. Finalmente hai azzeccato il tema. In bocca al lupo. Ti seguiro’ sicuramente. Buon lavoro.
17 novembre, 2008 alle 5:41 pm
Mario, ti sei domandato come mai col governo precedente la lotta all’evasione fiscale aveva cominciato a dare qualche risultato ed ora si sta tornando indietro?
Capisco il tuo disappunto, tutto dipende da quanto riesci a guadagnare. Una volta il lavoro autonomo, essendo più rischioso, era più redditizio (non so se questo è il tuo caso, parlo in generale), mentre il lavoro dipendente, in particolare quello pubblico (escluse le posizioni elevate) era meno redditizio, ma più sicuro. Oggi mi sembra che tutti i lavori, autonomi e dipendenti, siano diventati precari. Per quanto riguarda le tasse, il fiscal drag ha oggettivamente aumentato per tutti l’imposizione fiscale, arrivata a livelli veramente insostenibili, specialmente per i redditi medio-bassi. Oggi mio figlio non ha le stesse sicurezze che abbiamo avuto io e mio marito e in genere la mia generazione. Vivo questo come una grande sconfitta, perché nella mia vita ho cercato sempre nel mio piccolo di difendere i diritti di tutti e non volevo vedere una società che fa dei passi indietro su questi temi.
Per quanto riguarda l’età pensionabile siamo in un paese schizofrenico: da un lato si dice che l’età pensionabile deve aumentare perché si vive mediamente più a lungo, dall’altra sia nel pubblico che nel privato si vuole ridurre il personale e si danno incentivi per mandare le persone in pensione anticipatamente.
17 novembre, 2008 alle 5:38 pm
Rete o non rete , ma con la rete è meglio un economista del Corriere dice:
(diagnosi) : la crisi è (forse) entrata in una seconda fase. Superato il momento più acuto, i mercati finanziari ricominciano lentamente a funzionare, le banche riescono di nuovo (seppure ancora a fatica) a reperire liquidità, la caduta libera delle Borse si è arrestata. La crisi finanziaria si sta ora spostando verso i Paesi della periferia: l’Fmi è già intervenuto in Ungheria e Ucraina, la Federal Reserve ha aperto linee di credito a favore di Messico e Brasile. Negli Stati Uniti e in Europa la seconda fase della crisi ora colpisce l’economia reale. Il dubbio non è più se vi sarà una recessione, ma quanto durerà e quale livello raggiungerà il tasso di disoccupazione prima di cominciare a scendere. Che fare?
(terapia) Lo strumento da usare è quindi la politica fiscale: tasse e spesa pubblica…. meglio ridurre le tasse o accelerare gli investimenti pubblici? La risposta alla prima domanda è sì, purché lo strumento che usiamo aumenti rapidamente i consumi e sia limitato nel tempo. Per «rapidamente» intendo già con le tredicesime di dicembre, non la prossima primavera. Accelerare gli investimenti pubblici in questo momento servirebbe a poco. Tra permessi e preparazione dei cantieri un’opera pubblica impiega mesi, se non anni a partire. E’ QUELLO CHE VUOLE FARE BERLUSCONI ? PRESTO SAPREMO DOVE VUOLE ARRIVARE !!! (Basta che non succeda come a Pasquale-Toto’…)
17 novembre, 2008 alle 5:38 pm
questa sera guarderò il tuo programma, e un’indecenza che ci siano lavoratori di serie A e lavoratori di serie Z che ugualmente pagano le tasse come i lavoratori di serie A e poi sono trattati come delle macchiette a cui nulla e dovuto ma che razza di paese è questo Vergogna signori politici e ricordatevi che tutti votano sia i primi che i secondi.
Walter
17 novembre, 2008 alle 5:33 pm
Accidenti Viriato (137), se me lo dicevi riportavo le orecchie d’asino per farla ridere. Purtroppo le ho regalate a mio figlio…
17 novembre, 2008 alle 5:19 pm
114 Gad
vuol dire che stasera si guarderà l’infedele, magari le piace più di Peter Pan, altrimenti botte.
17 novembre, 2008 alle 5:05 pm
Mario , per spostare a 58 anni pensioni previste a 60 sono stati stanziati 10 miliardi . Come si sono trovati 10 miliardi in un paese privo di protezioni per i disoccupati di serie b ?
Se poi andiamo a vedere le voci di spesa dalle quali tagliare , per ognuna ci sono corporazioni, ragioni di funzionamneto ecc,
Ci sarebbe la lotta alla corruzione ed agli sprechi , servirebbe a questo proposito riforma dell’amministrazione , dei governi locali, dei trasferimenti .
Nel frattempo i non garantiti di cosa mangiano ?
17 novembre, 2008 alle 5:02 pm
124 Snep dato che la mia navigazione è finita in un naufragio a causa dell’eccessiva presenza di onde anomale non mi reputo una persona molto fiduciosa nel "sol dell’avvenire"
17 novembre, 2008 alle 4:55 pm
L’argomento di questa sera sarà molto interessante. Io mi trovo ’senza reti’ da venti anni. Sono lavoratore autonomo professionista (ingegnere che si occupa di software). Ho iniziato a lavorare per conto mio perchè a suo tempo non trovai un impiego per fare quello che sapevo fare, almeno qui (vivo in provincia di Ascoli Piceno). In questi venti anni è successo più di una volta che sono andato in ufficio (lavoro prevalentemente da solo) con la febbre a lavorare. Ci sono stati periodi nei quali le cose mi andavano male (in questi casi non potevo altro fare che arrangiarmi) in altri periodi le cose sono andate abbastanza bene e mi son potuto rifare. Ho sempre dichiarato tutto (non avevo scelta, lavoravo per aziende) e ho pagato regolamente tutte le imposte. Per la società sono stato sempre un furbo, evasore fiscale e quindi ladro. In questo periodo le cose stanno tornando ad andar male. Mi può spiegare qualcuno a chi devo ricorrere se non riuscirò più a guadagnare a sufficienza per mantenere la mia famiglia ? A Berlusconi ?
Non so quanto questo nostro bel sistema capitalistico liberale finora tanto messo sull’altare sia in grado di garantire benessere e pace sociale….
17 novembre, 2008 alle 4:54 pm
Tema decisamente interessante, Lerner.
Che andrebbe una volta tanto sviluppato al di fuori del prevedibile confine della spesa complessiva per lo stato sociale.
Troppo spesso, anche qui ma non solo, maggiori tutele a favore di chi non le ha si ritengono proponibili solo a danno delle tutele degli altri che siano lavoratori a tempo determinato, pensionandi o pensionati.
Temo che queste guerre tra poveri siano sempre meno moralmente giustificabili in un paese nel quale fiumi di denaro pubblici prendono la via delle tasche dei soliti furbi e nel quale capitoli di spesa come quello della Difesa dilapidano ingenti e sempre crescenti somme di danaro.
@ klingsor #6
Parlare di possibilità di pensionamento a 50 anni significa fare riferimento a situazioni e normative vecchie di 15 anni!
Forse sfugge che nel frattempo si sono succedute la legge Dini (335/95) la prima legge Prodi 449/97 , la Maroni 243/04, tutte restrittive, e da ultima la semplice rimodulazione delle decorrenze fatta dall’ultimo Governo Prodi.
A fronte di una crescita dell’aspettativa di vita modesta, si è passati ad esempio, dalla possibilità per un uomo di essere collocato in pensione a 60 anni con soli 15 anni di contributi del 1992, all’attuale necessità di avere almeno 35 anni di contributi! Alternativa: attendere i 65 anni con 20 anni di contributi. E questo sia per il pubblico che per il privato…
Attualmente lavoratori "tutelati" troppo, come qualcuno sostiene, in caso di liquidazione di pensioni di inabilità INPS basate sul calcolo contributivo hanno assegni di pensione anche di 150 o 200 euro senza alcun diritto al trattamento minimo (443 euro) ed alla condizione di dover cessare ogni attività lavorativa.
E’ davvero questo il settore dove cercare risorse per le maggiori e legittime aspettative di tutela di coloro ( e non saranno pochi) che rischiano il posto di lavoro nei prossimi mesi?
17 novembre, 2008 alle 4:54 pm
130-Grazie Jack, arrossisco e fuggo (adesso davvero, sono in ritardo quasi biblico).
17 novembre, 2008 alle 4:52 pm
125-Gad, ebbene sì, sono un mezzosangue siculo-fiammingo con possibilità di espansione verso il sudamerica. Ho pure un’ex marocchina, e ho amici sparsi in quasi tutto il mondo. Non è un mio merito, è che a Ispra c’è un centro di ricerche europeo, quindi su 5mila abitanti 1200 sono giovani che arrivano da ovunque, con un turnover di max 3 anni. Quindi ho avuto la gioia di conoscere un bel po’ di gente diversa. Una gran fortuna che mi ha condizionato non pochissimo.
17 novembre, 2008 alle 4:52 pm
Snepretz, grandissimo anche il tuo post n. 118. Oggi sei particolarmente in vena!
17 novembre, 2008 alle 4:50 pm
@ferdinando 119
"CLIENTE" erta considerato un inutile seccatore e regolarmente preso a pesi in faccia.
tutti coloro che viaggiano alitalia lo sanno,xhe’ nessuna ha mai detto niente?
gli assistenti di volo alitalia sono in assoluto i piu boriosi,altezzosi ed indisponenti di tutto il globo.
17 novembre, 2008 alle 4:50 pm
121
Volontario in ferma breva lo si può essere per quattro anni .
A rotazione visto gli impegni all’estero di circa 10..0 unità costanti si è mandati in missione dove si guadagna 4000 ed oltre euro mensili .
Alla fine del periodo si deve essere sostituiti da altro personale giovane ( l’esercito deve essere fatto di giovani ventenni non di quarantenni e oltre con la pancia ).
Si ha comunque prelazione per entrare nei concorsi di polizia e carabinieri che assumoino per rimpiazzare i pensionandi). Quello è lo sbocco non l’assunzione a vita in un esercito già gonfio di quadri commisurati a dimensioni che non susssistono più e che si deve alleggerire .
17 novembre, 2008 alle 4:49 pm
Bhè interessante, si darà voce a quell’enorme greggie invisibile/meticciato/ignorato non contabilizzato/infuturizzato degli atipici …
A stasera.
Wil
17 novembre, 2008 alle 4:46 pm
121-Pino stavo per dissolvermi poi ho letto il tuo commento. Ma se è una ferma breve, ed è noto a chi firma che è breve, ed è noto lo stipendio offerto, ed è noto che dopo che la ferma breve è finita sei disoccupato, dov’è il problema? Mi scuso in anticipo perchè devo filare, saluti.
17 novembre, 2008 alle 4:45 pm
Snepretz (113), in effetti niente male la tua storia meticcia!
17 novembre, 2008 alle 4:44 pm
120-Caro Alex, nel mio monolocale il caminetto sarebbe oneroso in termini di spazio, ho bruciato però un incenso per creare l’atmosfera per la lettura.
Come sai, quando mi parli delle caratteristiche del nostro apparato dirigente sfondi una porta che non c’è mai stata. Quindi non posso che dichiararmi d’accordissimo.
E’ che tu ha forse ancora fiducia nel fatto che da qua a chessò 10 anni qui cambi tutto in meglio (eppure la realtà del PD l’hai navigata piuttosto in lungo e in largo – della maggioranza vigente non dico nulla perchè sarebbe superfluo), io invece sospetto fortemente che noi si debba considerare l’eventualità di essere soli nell’universo e quindi attrezzarci di conseguenza. Per il resto sai bene che in genere sono più i punti in comune che le differente tra i nostri punti di vista.
Ora devo dissolvermi – ma tornerò, torneròòò….
17 novembre, 2008 alle 4:42 pm
118. Grandissimo Snepretz!!!!
17 novembre, 2008 alle 4:42 pm
@116 serenella
Le donne italiane e soprattutto quelle del nord di non sovrappopolare il pianeta l’hanno già capito da un pezzo,
se x nord intendi il nord europa mi sa che ti stai sbagliando.
da qualche anno abbiamo un forte incremento delle nascite,grazie anche alle politiche di aiuto alle famiglie.
17 novembre, 2008 alle 4:39 pm
Vorrei segnalarvi una nicchia di lavoratori che si trovano nella stessa situazione degli ingegneri della motorola ecc.
Sono i VOLONTARI IN FERMA BREVE DELL’ESERCITO ITALIANO che dopo sei o sette anni di servizio vengono spediti a casa senza avere una adeguata preparazione professione in quanto i "signor" ufficiali sfruttano questa mano d’opera a poco prezzo per i loro affari (muratori,autisti e galoppini in genera) ragazzi, soprattutto del sud che vorrebbero avere la possibilità di trovare non un ricco posto di lavoroi(guadagniamo 1250 euro al mese e siamo lontani da casa, però vista la situazione meglio di niente)ma un semplice posto di lavoro..
Questi lavoratori non vengono adeguatamente sorretti dai loro sindacati in quanto anche i "sindacati" vengono periodicamente ricattati.
L’unico modo per farsi sentire sono queste email che vengono inviate alle redazioni ma vedo che il precariato militare è un TABU’.
Io scrivo anche a Lei sperando che qualcosa sudcceda grazie
17 novembre, 2008 alle 4:38 pm
113Snep!è una storia di meticciato che farà felice Gad!comunque impacchettamento a parte,concorderai che per uscire dall’epoca giurassica non deve cambiare solo la mentalità dei lavoratori,ma devono smuoversi anche i neuroni di chi occupa i posti in alto.A questo proposito,ti narrerò una storiella significativa((se vuoi accomodarti vicino al caminetto(quello vero,non quello piddino )fai pure):
"Una societa’ italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini.
Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivo’ il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro.
Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.
Il Top management decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e istitui’ un Gruppo di Progetto per investigare il problema. Il Gruppo di Progetto scopri’ dopo molte analisi, che i giapponesi avevano sette uomini ai remi ed uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano. In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacita’ gestionale: ingaggio’ immediatamente una Societa’ di Consulenza per investigare la struttura della squadra italiana.
Dopo molti mesi di duro lavoro, gli Esperti giunsero ad una conclusione che nella squadra c’erano troppe persone a comandare e troppo poche a remare. Con il supporto del rapporto degli Esperti e l’avvallo del Gruppo di Progetto, fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra! Ora ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei supervisori e uno ai remi.
Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore: “DOBBIAMO AMPLIARE IL SUO AMBITO LAVORATIVO E DARGLI PIU’ RESPONSABILITA’….. “.
L’anno successivo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri!
La societa’ italiana licenzio’ in tronco il rematore a causa degli scarsi risultati e pago’ un bonus al Gruppo di Comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato. La Societa’ di Consulenza preparo’ una nuova analisi, dove si dimostro’ che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione era buona, ma che il MATERIALE usato doveva essere migliorato….
Al momento la societa’ italiana e’ impegnata a progettare una nuova canoa…."
17 novembre, 2008 alle 4:32 pm
Basta dividere il bene dal mael con l’accetta. E’ molto comodo e produttivo stare sempre e comunque dalla partte delle masse lavoratrici senza discrininare tra chi tra loro è onesto e lavoratore e chi invece "ci marcia".
Molto istruttivla la trasmissione di ioersera "REPORTER" ove si mostravano dei "lavoratori" criminali che distruggono le risorse ittiche (sia pure per manrtenedre i loro dieci figli cadauno).
I LAVORATORI aLITALIA PAGANO LE COLPE DEI POLITICI E DEI LORO DIRIGENTI MA ANCHE QUELLE DI MOLTI LAVORATORI CHE SI CREDEVANO DIVENTATI PRORIETARI E RIDDITIERI DELLA COMPAGNIA STESSA. iL "CLIENTE" erta considerato un inutile seccatore e regolarmente preso a pesi in faccia.
I sindacati sono i maggiri responsabili di detto sfgacelo. Loro interesse è assedcondare tutti i desideri e pretese dei lavoatori per avere il loro consenso e le loro tessere di iscrizione. Così si sono portate avanti le più assurde pretese di detti lavoratori a danno della Compagnia e dei passeggeri spesso considerati ospiti indesiderati.
Un esempio di ragionamento "sindacale".
E’ stata fatta la legge per premiare la produttività. Orbene, tutti i sindacati insistono per distribuire i premi a piggia. pertchè? Semplice,; i fannulloni sono più dei merityevoli e il il sindacato deve accontenate la più gran parte della base per averne il consenso e le tessere di iscrizione che da al Sindacato stesso potere e ruicchezza.
Se poi il tutto va a discapito del buon funzionamento del sistema Italia chi se ne frega?
17 novembre, 2008 alle 4:26 pm
Serenella, con la religione basta scendere a compromessi: "crescete e moltiplicatevi". Io sono cresciuto (direi di un paio di chili solo quest’anno, dovrò correre ai ripari o spendere un sacco in pantaloni da qui a breve) ma non mi sono moltiplicato (credo ci sia un risoluzione Onu a impedirmelo, se mi beccano a fare sesso non protetto fanno irruzione i caschi blu nel mio monolocale). Uno a uno palla al centro.
17 novembre, 2008 alle 4:26 pm
116
Senza nulla togliere alle ragioni del discorso più ampio in realtà la denatalità in Italia è causa di problemi economici futuri enormi .
17 novembre, 2008 alle 4:21 pm
"decrescita, controllo delle nascite, investimenti nelle tecnologie, messa in discussione delle classi dirigenti "
33 -28 Krik – Snepretz
Per la decrescita o controllo demografico del paese nonchè del mondo se ne riparlerà a religioni estinte.
E’ la base per la soluzione di qualsiasi problema, ma state certi che sarà sempre osteggiata da tutti i nostri politici, regligiosi e industriali.
Le donne italiane e soprattutto quelle del nord di non sovrappopolare il pianeta l’hanno già capito da un pezzo, ma si è trovato il rimedio importando disperati dall’estero in un paese già sovrappopolato.
Questo perchè i politici con futuri cittadini votanti in crescita hanno la poltrona assicurata in italia e soprattutto in europa, dove altrimenti saremmo in minoranza. I religiosi hanno il problema onlus da foraggiare e delle vocazioni che scarseggiano.
Gli industriali ci sguazzano perchè più richiesta meno offerta a tutti i
livelli.
17 novembre, 2008 alle 4:16 pm
112-Heiner, come spesso capita sono sostanzialmente d’accordo. Infatti come dicevo oramai noi siamo a livello di uovo e di gallina: non si capisce neanche più se ci siano un sacco di violazioni perchè le regole sono paradossali o se ci siano regole assurde perchè siamo portati a fregarcene.
Al momento l’accordo bipartisan c’è: facciamo tutti delle meravigliose declamazioni di principi irrinunciabili e continuiamo a dire tutti insieme appassionatamente quanto siano sbagliate le cose sbagliate e giuste le cose giuste.
Certo a dover descrivere la realtà e reagire di conseguenza ci si potrebbe rimettere voti e poltrone, roba da brividi!
17 novembre, 2008 alle 4:13 pm
Viriato (82) ti prego, non mettermi in competizione con tua figlia!
17 novembre, 2008 alle 4:12 pm
Alex, mia madre da adolescente è stata impacchettata con il fratello ed è stata portata qua dal Belgio. La mia fidanzata, in Brasile, essendo stato suo padre un dirigente credo bancario non ha trascorso mai più di tre anni nello stesso posto (lei e i suoi due fratelli). Ora lei ha mollato tutto perchè essendo cittadina italiana vuole giocarsi le sue carte in europa, se va bene ok sennò torna indietro. Suo figlio si è laureato da poco, ora è in UK per fare esperienza (lavora in un pub), sta pensando di trasferirsi in Spagna ma poi andrà in Grecia (da dove origina il padre). Negli USA prima dell’ultima bevuta di cervello la grande maggioranza delle case era in affitto perchè era normale che le famiglie traslocasse da uno stato all’altro al presentarsi di opportunità o in caso di difficoltà.
Insomma se non partiamo dal dogma che noi qui NON siamo normali, mi sa che non ci si schioda.
17 novembre, 2008 alle 4:10 pm
no, caro snepretz 107, il problema è anche voler/saper controllare! siccome non sappiamo come controllare il traffico in maniera decente (ignoranza totale, casualità, pressapochismo!) allora aumentiamo le multe a dismisura, così invece di una punibilità (legalità) diffusa, vediamo una illegalità generalizzata, e ogni volta che veniamo beccati lo percepiamo (giustamente) come un abuso. siccome non sappiamo fare dei reali controlli alle dichiarazioni dei redditi allora ci inventiamo gli studi di settore e così via. intanto il lavoro al nero invece di diminuire aumenta…
su questi punti ci vorrebbe veramente una convergenza bipartisan… eppure sembrerebbe così evidente e logico -
17 novembre, 2008 alle 4:07 pm
Abbiamo avuto 5 anni in cui c’era problema ad arrivare alla 4^ settimana, poi abbiamo avuto due anni in cui tutto era a posto (a parte 30.000 delinquenti in liberta’). Adesso c’e’ di nuovo problema, non piu’ alla 4^, ma alla terza settimana, c’e’ un’inondazione di precari senza stipendio, ci sono i tagli, c’e sciopero continuo. Mi manca un po’ Bersani, che ci spieghi, con il suo classico accento, cosa bisogna fare…
17 novembre, 2008 alle 4:05 pm
94 Caro Snep,in teoria, se non scegli le varie Tirrenia o Alitalia,puoi andare dappertutto.Per quanto mi riguarda non ho problemi nell’impacchettare micio e valigia,l’ho già fatto e presumibilmente lo farò ancora,però mi rendo conto che chi ha avuto la disgraziata idea di procreare ha qualche problema in più nell’impacchettamento.
17 novembre, 2008 alle 4:02 pm
Se un cittadino ha diritto al lavoro, non è detto che abbia l’ obbligo di lavorare.
Infatti in Unione sovietica avevano il diritto, ma si sa come è finita.
17 novembre, 2008 alle 4:00 pm
Complimenti Gad per l’argommento, per me una trasmissione da non perdere.
Lascia pure parlare i protagonisti, chi è interessato all’argomento li ascolterà anche fossero sgrammaticati (ma non credo)
17 novembre, 2008 alle 3:58 pm
103-Ahhh quello sulle regole e sugli aggiramenti è un po’ il solito problema dell’uovo e della gallina. In Germania se ti beccano due volte in un anno a superare il limite di velocità di 25km/h ti ritirano la patente per un mese, ma il mese lo decidi tu. Inoltre in alcuni tratti autostradali non c’è il limite di velocità.
Come sai da noi le regole sono ben più rigide, e se ti beccano e fermano con l’autovelox la patente scompare immediatamente, altro che "aggiramenti". Ci vai tu a cercare i dati sui cadaveri prodotti in Italia e in Germania o devo ripescare il dato?
Il problema è saper guidare bene, non quant’è rigido il codice, o come viene rigidamente applicato.
Poi sul fatto che io sia snob o meno non replico, non mi conosci quindi puoi pensare che io sia figlio di un’arciduca con in dote un paio di multinazionali, fai tu, chi sono io per smentirti?
17 novembre, 2008 alle 3:57 pm
non mettevo in dubbio i ritardi e le incompetenze dei sindacati (amici o nemici, secondo me più stanno distanti dai partiti meglio è per tutti), soltanto mi pareva di notare un ottimismo eccessivo nel blog per quanto riguarda gli effetti che lo scalone avrebbe avuto per i precari. e per questo consigliavo delle linee di azione che forse favorirebbero la credibilità di una o dell’altra politica, e darebbero uno scrollone benefico ai sindacati stessi.
17 novembre, 2008 alle 3:55 pm
Noi facciamo regole ideologiche che se attuate ci porterebbero alla bancarotta.
Questo ha innescato la prassi che le regole non vanno rispettate.
17 novembre, 2008 alle 3:51 pm
lo scalone doveva scattare dopo un anno di governo prodi, il sindacato amico, poteva fare una proposta.
17 novembre, 2008 alle 3:50 pm
Snepretz 96.
Tu non sei cattivissimo, tu sei snob!
La playstation non la voglio.
Vedi il problema e sto benedetto paese, non si vogliono regole e se ci sono si va dagli esperti in aggiramenti. Altro che Olanda.
17 novembre, 2008 alle 3:50 pm
Sul sussidio: in ogni caso deve essere elevato (tipo l’80% dell’ultimo stipendio, per dire) ma A TEMPO. Se uno non riesce a riorganizzarsi in un tempo decente (un anno? due?) sono soldi buttati. E, ribadisco, dovrebbero essere su base regionale. In questo modo magari le regioni potrebbero farsi due conti se sia meglio investire sul territorio un pochino seriamente o pagare miliardi di sussidi.
17 novembre, 2008 alle 3:48 pm
La sinistra è in ritardo di 15 anni, (per adesso).
Berlusconi aveva visto nel 1994 il problema e trovato la soluzione: pensione a 65 anni intatta.
La sinistra dopo 15 anni: pensione a 62 o 63, dimezzata.