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    L’Infedele e i lavoratori “senza rete”

    lunedì, 17 novembre 2008

    Puntate Infedele La7

    L’Infedele e i lavoratori “senza rete”

    Gli ingegneri della Motorola di Torino, i tessili della Val Seriana, gli agenti immobiliari della Gabetti, i metalmeccanici dell’Iveco di Suzzara, gli aeroportuali già liquidati da Alitalia: stasera alle 21,10 su La7 ospiterò una categoria di lavoratori che difficilmente rientra nelle statistiche quando perdono il posto di lavoro, perchè non dispongono di alcuna forma di sostegno. Li chiameremo “senza rete”. Li avevano assunti con contratti a termine, parasubordinati, o anche a tempo indeterminato ma senza versare il contributo previsto nel fondo per la Cassa integrazione. Così, ora che la recessione fa sentire i suoi morsi, sono i primi che vengono mandati a casa, e per giunta senza costi aggiuntivi a carico dell’azienda o della collettività. Ma è sopportabile una tale piaga sociale in Italia, dove i lavoratori atipici sono quasi il 20% del totale (4 milioni e mezzo) e a differenza degli altri paesi europei solo in minima percentuale sono coperti da sussidio di disoccupazione?
    Discuteremo con i diretti interessati di questo nodo che viene al pettine, chiedendoci: sarà possibile riformare d’urgenza gli ammortizzatori sociali e magari introdurre un sussidio uguale per tutti? Partecipano alla serata dell’Infedele: Alberto Barcella, presidente degli industriali bergamaschi; Emilio Viafora, segretario regionale Veneto della Cgil; Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl. Ci avvarremo del contributo di due economisti: Tito Boeri della Bocconi di Milano (animatore del sito www.lavoce.info) e Cristiano Antonelli dell’università di Torino, esperto di macro-economia.
    A voi tutti raccomando di cominciare fin da subito a inviare domande e commenti, sempre preziosi. Grazie!

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    Articolo di:

    Gad - che ha scritto 1436 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    « 1311 10 9 8 7 [6] 5 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

    1. 300
      romualdo scrive:

      Il conduttore Lerner cerca di sviare il problema delle delocalizzazioni, imprenditori che per fare più profitto lasciano a casa i lavoratori e mettono in crisi lo stato con i costi della cassa integrazione e con le tasse che non pagano più in Italia. Però vendono i loro prodotti in Italia a prezzi uguali o maggiori a quelli di prima.
      Il comduttore della trasmissione ha paura di affrontare questo argomento.

    2. 299
      neodisoccupata scrive:

      motorola alitalia motorola alitalia motorola alitali NON CI SIETE SOLO VOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    3. 298
      BatWind scrive:

      La cosa più triste in questa situazione è che non solo chi ha una famiglia fa fatica a vedere il futuro ma chi non ce l’ha ancora non riesce a farsela e neppure a progettarla!
      In casi come quello Motorola la scelleratezza e la brutalità/velocità delle scelte distrugge un patrimonio di ingegneri e manager che verrà annientato e svilito. Gli sciacalli sono già pronti per azzannare persone disperate che non sanno come pagare l’affitto o il mutuo.

    4. 297
      gabriele scrive:

      Ascolto i lavoratori della Val Seriana, i loro problemi, i problemi dell’indotto, le soluzioni loro prospettate e vedo gli stessi problemi e le stesse soluzioni (Turismo e cultura) prospettate per il territorio in cui vivo.
      Sono di Fabriano e anche qui tira una bruttissima aria.
      La sensazione è che nessuno abbia una soluzione per il breve termine.

    5. 296
      g.assisi scrive:

      GIOVANE ITALIA
      Guardo i nostri padri e dico:
      avranno i nostri figli padri garanti degni di esser padri in ugual modo dei nostri?
      immagino,no, mi rifiuto.
      Andiamo in banca ed abbiam bisogno di un garante,
      andiamo al discount ed abbiam bisogno di un garante,
      andiamo al cesso ed abbiam bisogno di un garante.
      Tutto questo mi inquieta, mi angoscia,
      quando sicuro della mia posizione capisco che io non sarò
      mai padre al pari del mio padre…
      Povera italia, colei che tanta storia a scritto,
      oggi aspetta il novembre per far scrivere colui che noi remotamente civilizzammo.

    6. 295
      Filippo scrive:

      Barcella ha definito PECCATUCCI le schifezze che hanno fatto i Marcegaglia!

      Questa è la classe dirigente che ci ritroviamo. Mah!?

      Filippo

    7. 294
      ilaria scrive:

      Che ne dite dell’illusione della ricollocazione? Come è possibile?? Mio marito ha 60 anni e ha perso il lavoro perchè la piccola azienda è in crisi. Gli mancano 3 anni alla pensione. E’ ragioniere, fior di inserzioni ma non si trova niente.Dovrà spendere 30 000 euro per arrivare a "guardagnarsi" la pensione. Non esiste la mobilità in Italia: Dopo i 35 anni se esci, sei fuori..

    8. 293
      stefano scrive:

      … e adesso ammazzeteci tutti.

    9. 292
      L'avvocato scrive:

      Buona sera, mi piacerebbe portare alla Vs. attenzione la situazione della Carrozzeria Bertone di Grugliasco (TO). L’azienda quasi centenaria portata al massimo splendore da Nuccio Bertone (grandissimo designer d’auto). Ha rappresentato per 90 anni il fiore all’occhiello delle carrozzerie che disegnano e producono auto conto terzi (le più famose Lamborghini Miura, Punto Cabrio, Opel Astra Cabrio e Coupè, e una serie limitata di circa 2.000 auto Mini Cooper per il committente Bmw. L’azienda era rinomata per il tasso di qualità unanimemente riconosciuto anche dalla concorrenza. Solo nel 2000 erano stati assunti più di 1000 dipendenti (2.500 dipendenti totali picco massimo raggiunto). Ora l’azienda è in cassa integrazione (di seguito cig) da 5 anni e mezzo. Finita la commessa Opel Astra Cabrio e Coupè nel 2005 i dipendenti prima in cig a rotazione sono stati posti in cig a zero ore. Attualmente “guadagnano” circa 600 euro al mese gentilmente anticipati dai comuni del patto territoriale della Provincia di Torino. Da anni la proprietà e il managment non sono stati in grado di portare avanti un piano industriale per riportare la Carrozzeria agli antichi splendori. Le liti continue tra i soci di maggioranza che sono sfociate in denunce reciproche con parcelle dei relativi avvocati (stando alla relazione commissariale) a carico dell’azienda, unitamente all’insolvenza e alla mancanza di commesse hanno portato al commissariamento della stessa.
      Non voglio impietosire nessuno con le storie di dipendenti sul lastrico e famiglie distrutte dai problemi esistenziali ed economici portati dall’inattività da più di un lustro. Non voglio sottilizzare troppo sul fatto che quando l’azienda andava bene circa 6 anni fa si guadagnavano 900 euro (alla faccia del salario legato alla produttività) e adesso se ne “guadagnano” 600 in cig. Ma si può parlare anche dei fannulloni grandi azionisti di grandi aziende, di grandi manager che ottengono sgravi contributivi a pioggia, contributi a fondo perduto cig ordinaria, cig straordinaria, cig per ristrutturazione, cig in deroga, cig in deroga alla deroga per poi lasciar fallire le aziende e trasformare in problema sociale il dramma di migliaia di famiglie? Vi ricordo che i contributi che le aziende ottengono gravano su tutti i contribuenti e anche la cig straordinaria va in parte a ricadere sulla fiscalità generale dello Stato. Montezemolo solo un paio di anni fa quantificava in un punto percentuale di Pil l’inefficienza del pubblico, e invece l’inefficienza delle aziende quanto ci costa?
      Oltretutto ci chiedono di andare a lavorare fino a 65 anni ma nel momento in cui siamo giovani e dovremmo produrre ci tengono ad ammuffire in cig. Ma pensate che sia normale? Scusate per la lunghezza dell’intervento spero di averVi dato degli spunti di riflessione. Buona serata l’avvocato
      P.s. Per chi volesse documentarsi sulla crisi Bertone segnalo il sito on line di Repubblica che tratta l’intera vicenda a mio modo di vedere in maniera obiettiva.

    10. 291
      stefano scrive:

      caro agonistico,
      non ci siamo scordati dei n-mila precari, ma se continuiamo a giocarcela in difesa loro continueranno a gocarsela in attacco.
      non voglio contratti a tempo indeterminato, non voglio cassa integrazione, vogliamo solo un atto di sincerità: vogliamo che ammettano che ci vogliono ammazzare tutti.

    11. 290
      michele scrive:

      Credo che ripassare la storia della rivoluzione industriale ed allargare lo sguardo non solo alla nostra piccola realtà italiana ci aiuterebbe a capire meglio ciò che sta’ succedendo oggi. Una massa enorme, come forse non si è mai vista prima, di proletari, disposti a lavorare in condizioni terribili, ambienti malsani, orari massacranti, salari miseri è a disposizione del capitale che non vedeva l’ora di avere a disposizione tutta questa forza lavoro a prezzi stracciati ( non sono affatto un ‘comunista’ ma credo che il linguaggio del Capitale sia il più adatto ad illustrare la situazione).
      Quello cui stiamo assistendo purtroppo l’abbiamo già visto. La speranza è che le dinamiche che hanno portato i lavoratori occidentali a prendere coscienza dei propri diritti ed a chiedere maggiori di più, siano molto veloci da riportare le cose ad un certo equilibrio. Dobbiamo sperare che i cinesi si ricordino di essere stati comunisti.

      Saluti

    12. 289
      Franco Vaccari scrive:

      la precarietà derivante dai contratti cosidetti flessibili (interinali, a termine, a progetto, a chiamata, ecc) introdotti negli ultimi anni ha dato un colpo mortale alla unità del mondo del lavoro indebolendolo e lasciando mano libera alle aziende che, non a caso nello stesso periodo hanno fatto profitti giganteschi e, come la Marcegaglia, hanno esportato capitali immensi. Questo a danno di salari e stipendi, di fatto fermi da più di un decennio. Ora con la crisi finanziaria diranno che non ci sono le possibilità
      per recuperare e anzi, anche troppo avere un posto di lavoro. E c’è ancora chi (la CISL) dice che occorre fare un nuovo "patto per l’Italia"!!!
      Franco Vaccari – Modena

    13. 288
      antonio scrive:

      La cassa integrazione in Italia è servita per fare politica industriale e ristrutturazione industriale. 7 anni oggi all’ALITALIA, 10 anni all’ITALSIDER a partire dal 1991, 12 anni ai PORTUALI, 10 anni ai FERROVIERI etc. La mobilità lunga (7 anni) è prevista dalla legge 223/91.
      Andrebbe modificato proprio il senso degli interventi che oggi non sono soltanto ammortizzatori sociali. State dicendo bene nella trasmissione di riportarli al loro scopo di ammortizzatori in caso di crisi come oggi estendendoli a tutti i lavoratori. Ma il governo è d’accordo? E la Confindustria è d’accordo? E i Sindacati sono d’accordo tra loro? Chiedieteglielo.

    14. 287
      Sara Passoni scrive:

      Gad sarei stata volentieri lì fra voi questa sera x raccontare la mia storia e quella di altri 3000 stagionali Alitalia come me. Causa giornata di addestramento a Roma non mi è stato possibile presenziare.
      Fra meno di due settimane concluderò la mia quattordicesima e ultima stagione come assistente di volo, dopo sette anni e mezzo di contratti uno via l’altro. E adesso mi lasciano a casa. E la cassa integrazione per me non c’è.
      Sto alzando bandiera bianca e sto pensando di organizzarmi per andare a lavorare all’estero. A mio avviso in questo paese non c’è più futuro, se non per chi è furbo, o ha conoscenze o intrallazzi.
      Sono delusa e schifata dall’italia e voglio solo andarmene via da qui. Per sempre.

      Sara

    15. 286
      doriana scrive:

      io donna di 53 anni divorziata, operaia alla iveco in cassa integrazione, un figlio che lavorava per una cooperativa di lavoro preso l’iveco, ora lasciato a casa anche lui e senza una lira di liquidazione o cassa integrazione o disoccupazione………….magari fossi nei panni del signore e della sua famiglia dove sono tutti in cassa integrazione………almeno mangiano……….io se pago le spese mie e dio mio figlio…non ho nemmeno i soldi per pagare le bollette e mangiare……….. Perchè lo stato permette il proliferare delle cooperative che non fanno altro che sfruttare i lavoratori? E non fà nulla per tutelarli? Grazie se avrò una gradita risposta

    16. 285
      giorgio scrive:

      Eta,

      La Motorola e’ tra le aziende americane piu’ "scassate", immagino con costi del lavoro alti e produttivita’ bassa, e non credo faccia molto testo.

      Te lo dico per esperienza sulla mia pelle. Fino a tre anni fa sviluppare/supportare prodotti software in Italia 24/7 era difficilissimo. Costi altissimi e disponibilita’ del personale scarsissima. Sono andato in India e California per gestire tutti i fusi orari e le cose sono andate decisamente meglio.

    17. 284
      maria lenardon scrive:

      Togliere i bonus per legge a TUTTI i banchieri ma anche buttar fuori questi lavoratori alitalia che con il loro comporatmento autolesionista ASSURDO devono perder questa cosa immonda dei 7 anni e se li licenziano TUTTI e dare lavoro a giovani volenterosi sicuramente si avra’ una migliore chance di sopravvivenza per questa tormentata azienda…..o NO????? E’ assurdo dare tutto questo a lavoratori che NON meritano NESSUNA considerazione piu’. B A S T A!!!!!!!!!!!!!!!

    18. 283
      Black Block (ah ah) scrive:

      Il discorso sarebbe lungo però voglio fare solo una considerazione.
      Se si vuole parlare di diritti universali, come si è detto in trasmissione, bisogna smetterla di parlare di diritti dei "lavoratori" e parlare di diritti di cittadinanza..
      In Italia una cultura basata sui diritti acquisiti sul lavoro rende sempre più discriminante l’accesso agli ammortizzatori sociali per molti cittadini.
      Un piccolo esempio, la disoccupazione requisiti ridotti data, fra gli altri, ai lavoratori dello spettacolo, viene erogata in misura maggiore a chi ha lavorato di più, (e ha guadagnato di più) mentre chi non lavora e non ha mai lavorato non ha diritto a nessuna assistenza !!!!
      A Napoli, città dove vivo, per dare lavoro a tanti disoccupati, si preferisce inventare aziende truffa che sono solo carrozzoni elettorali dove guadagnano sopratutto politici e sindacalisti complici senza dare nessun vero servizio ai cittadini. Costerebbe molto meno alla collettività e con maggior profitto redistribuire quei soldi sotto forma di sussidio diretto ai disoccupati..
      Bisogna garantire a tutti un reddito di CITTADINANZA.
      Mi fermo qui ma avrei altro da dire.
      By by..

    19. 282
      erminio facchinetti scrive:

      Crazione del lavoro
      creazione del lavoro
      CREAZIONE DEL LAVORO
      è il ritornello.
      Già, sembrerebbe la soluzione del problema.
      Ma, allora, perchè ho questa strana sensazione.

    20. 281
      neodisoccupata scrive:

      sono, ancora per poco, una dipendente Gabetti e mi chiedo costantemente : è possibile che le aziende chiudano così improvvisamente senza che ci sia un controllo su queste procedure da parte dello stato?
      La maggiorparte delle Filiali Gabetti producevano degli utili la chiusura di questa azienda non è motivata da una crisi ma da un profondo indebitamento che prescinde dagli introiti della Società

    21. 280
      guido scrive:

      D’accordo con boeri, sussidio unico di dioccupazione con contribuzione maggiore delle aziende che ne fanno un uso maggiore. in disaccordo con il sindacato sulla differenziazione delle cig e il sussidio, non aiuta la riconversione industriale.Uno stato efficiente dovrebbe stabilire quale piano industriale perseguire e indirizzre al formazione dei disoccupati verso i nuovi indirizzi industriali.

    22. 279
      agonistico scrive:

      Si potrebbe iniziare dagli stipendi dei politici.

      Approvo, la crisi non sarà per tutti, anche se i politici dicono il contrario.

    23. 278
      salvatore e nuccia scrive:

      Buonasera a tuuti interresante trasmissione, il tema di questa sera, veramente attuale….
      per favore Tito Boeri nuovo ministro dell’economia….ragionevole e con molto buon senso. Grazie

    24. 277
      litezia55 scrive:

      temo che le imprese delocalizzeranno ANCHE SE STROMBAZZANO L’ INCONTRARIO e i lavoratori saranno riciclati nel terziario, magari in cooperative che li pagheranno la solita miseria, sottoposti ad appalti o sub-appalti a prezzi straCCIATI i piu’ fortunati, gli altri ad elemosinare un lavoro che NON CI SARA’
      IN QUANTO AI SINDACATI, BE’ TUTELANO SEMPRE I SOLITI, OVVIO.E SI VEDE,mi sembra

    25. 276
      COGITOERGOSUM scrive:

      Egregio GAD, di un sola cosa siamo certi questa sera: che i lavoratori precari, come quelli interinali e come tutti quelli a termine, e, addirittura quelli a tempo indeterminato, così come i giovani studenti, i ricercatori e gli universitari; tutta questa gente, in Italia, non ha FUTURO: mENTRE UN FUTURO ROSEO ce l’hanno solo i politici, che dopo aver rubato tutto quello che potevano, male che vada, dopo cinque anni di legislatura andranno a casa con una lauta pensione a vita ed una cospicua buonuscita; Per non parlare degli imprenditori e industriali, con il conforto dei loro miliardi.
      Il popolo dei lavoratori ha tutto il diritto ed anche il dovere di fare uno giusto e salutare ESPROPRIO per rientrare di quanto ad essi è stato SCIPPATO.

    26. 275
      aldo scrive:

      io come imprenditore produco e dò lavoro ad operai italiani.

      ad un certo punto voi (politici) avete deciso che devo avere concorrenza da qualsiasi parte del mondo.

      essendo capace pensavo di farcela.

      invece cosa succede:
      - il mio principale concorrente licenzia i suoi operai e va a produrre in cina
      e poi viene a rivendere a ‘casa nostra’.

      A me quindi fa chiudere.
      Dopo 2 anni cosa succede:
      - un imprenditore cinese gli apre la ditta a 10 km di distanza, gli toglie priam tutti gli operai e poi tutte le commesse e fa fallire pure lui.

    27. 274
      claudia240 scrive:

      vi prego ricordatevi dei precari della scuola…da quest’anno senza stipendio….

    28. 273
      Luca scrive:

      La situazione della Valle Seriana è critica, ed al momento ognuno dice la sua ma nel concreto si fa poco.

    29. 272
      Idealista scrive:

      Si potrebbe proporre ai lavoratori assunti una decurtazione VOLONTARIA del proprio stipendio, della quantità voluta, costituire un fondo e ridistribuire le somme raccolte a coloro che stanno peggio.

      Si potrebbe iniziare dagli stipendi dei politici.

    30. 271
      Altromedia scrive:

      Che tristezza pensare alla vita di queste persone e pensare che forse le grinfie sui soldi destinati a risolvere la crisi andranno tutte o quasi nelle mani delle banche…
      e pensare che forse si sta creando lo smantellamento per spostare la mano d’opera in massa in altri paesi…

    31. 270
      Giuseppe scrive:

      Sono un collaboratore della Gabetti di Napoli e faccio parte di quella parte di quei 200 che la Gabetti entro il 15/12 provvederà a licenziare.
      Vorrei segnalare che la Gabetti ha provveduto a differenziare all’interno stesso della figura del collaboratore situazioni contrattuali quasi soggettive che rendono difficile anche il farsi "voce unica" per avere maggiore consistenza quando non rappresenta motivo di tensione fra gli stessi lavoratori.

    32. 269
      Eta scrive:

      263, Giorgio,
      ti assicuro, con assoluta certezza che Motorola America non ha mai lavorato più dell’Italia. MAI.

    33. 268
      agonistico scrive:

      e adesso ammazzateci tutti.

      e adesso ammazetici tutti.

      era giusta la prima.

    34. 267
      Mauro scrive:

      Piange veramente il cuore a sentire il pianto coccodrillesco dei padroni confindustriali, che dopo aver per quasi un ventennio digerito famelicamente il gigantesco spostamento di ricchezze dal monte salari ai profitti (e rendite, quasi sempre finanziarie…), avere avuto nel corso degli anni spaventosi benefit di natura fiscale dai vari Governi, (in particolar modo quelli del targati Cavaliere-Tremonti, ma anche l’ultimo Prodi con il "cuneo" non ha mica scherzato…), avere praticato costantemente la compressione dei salari, dei diritti e delle tutele, ora invocano – ANCORA! – l’aiuto della mano santa pubblica!
      E no, adesso basta davvero!
      I padroni si vadano a cercare il credito in banca, come fa un qualsiasi povero cristo che si fa il mutuo per la casa o il finanziamento per la macchina.
      L’aiuto pubblico deve andare a sostegno del reddito delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati, degli inoccupati, di chi ci rimette il posto di lavoro e magari, come i precari, non ha un cavolo di salvagente (ops, ammortizzatore sociale…) che gli para il sedere:
      Basta con le elargizioni di stile Tremontiano, scudi fiscali, ecc., tanto poi (e non è manco la prima volta) viene fuori che ci fanno i fondi neri all’estero o, nella più buona delle ipotesi, ci si comprano la barca o il SUV.
      Qui c’è gente che non arriva a fine mese e forse anche la terza settimana è diventata un problema.
      Si prendano i soldi destinati alla detassazione di straordinari e premi aziendali (che con l’aria che tira ai lavoratori non gli arriva un tubo), si faccia in fretta un provvedimento di restituzione del fiscal-drag per lavoratori e pensionati e uno per dare la cassa integrazione a quelli che per le regole vigenti sono oggi esclusi dagli ammortizzatori sociali.

    35. 266
      carlo scrive:

      A causa della crisi attuale molti "interinali" non troveranno un nuovo contratto di lavoro. La maggioranza di questi Lavoratori non sono cittadini italiani. Soldi per dare loro una dignitosa indennità giornaliera non ce ne sono e difficilmente potranno essere trovati a causa della disastrosa finanza pubblica che ci ritroviamo.
      Faccio una proposta : Invitiamo tutti gli stranieri che si ritrovano senza lavoro a ritornare nei Paesi di origine e lo Stato italiano versi per ciascuno di questi -nello stato di origine- 150/200 Euro/mese a seconda del periodo più o meno lungo in cui sono stati occupati e per la durata di un anno purchè restino nei loro Paesi. E’una cifra modesta ma con la quale nei loro paesi di origine è possibile vivere, mentre in Italia, a causa dei costi molto più alti, i disoccupati, aumenterebbero nelle città italiane i gruppi "a rischio".
      Tale cifra comporterebbe uno stanziamento limitato e sopportabile dalla attuale finanza italiana. Certo che qualora non ritornasssero al loro paese e "pescati" in Italia tutto viene sospeso.

    36. 265
      Mohammed scrive:

      E’ un vero disastro davvero, sono un padre di famiglia con tre figli, laureato che ha fatto quasi di tutto come lavoro per portare soldi puliti a casa, sono un extracomunitario come si usa dire, ma mi sento italianissimo. Da 18 mesi, ho perso l’ultimo lavoro che era sempre con contratti interinali, facevo l’operaio alla Nexan’s Italia una multinazionale controllata dei francese che produce cavi per tutto il mondo, quando hanno iniziato a tagliare siamo stati i primi a saltare ed in particolare io, che non avevo un paravento perché li sono tutti raccomandati parlo degli interinali ovviamente. Niente voglio dire che ho percepito una tantum dopo quasi un anno, di indennità di disoccupazione e basta, adesso niente. Non ho neanche il diritto all’assegno per il terzo figlio (sottolineo che i miei figli sono nati tutti in Italia) perché non sono Italiano né comunitario. E’ giusto tutto questo?

    37. 264
      stefano scrive:

      … e adesso ammazetici tutti.

    38. 263
      giorgio scrive:

      Risposta a Eta

      Probabilmente lavorare la notte non basta quando il costo del lavoro e’ doppio rispetto a quais tutto il mondo, America compresa. Sviluppavo software in Italia e ho dovuto smettere. Credimi, in America lavorano il doppio e costano la meta’. Io non trovavo un solo dipendente che volesse fare l’assistenza hot-line il sabato o la domenica o la notte per i clienti negli altri fusi orari o in medio-oriente. Ho li coprivi d’oro oppure dicevano al cliente di aspettare lunedi…e cosi nel software moderno non si va da nessuna parte. Si chiude.

    39. 262
      aldo scrive:

      sbaglio o l’Italia si sta riempiendo di cinesi?

      abbiamo in Italia l’invasione di imprenditori cinesi
      che ‘assumono’ schiavi cinesi e fanno fallire tutte
      le nostre aziende.

      a noi non portano nulla di positivo:
      1- tolgono lavoro alle piccole imprese
      2- non si integrano

      da non confondere i cinesi con i marrocchini, albanesi,
      filippini, etc i quali fanno lavori che l’italiano non vuole più fare;

      i cinesi fanno fallire le aziende che hanno mercato.
      i cinesi sono organizzati ed hanno alle spalle la Cina

    40. 261
      Luca scrive:

      Ma nessuno si indigna dopo la difesa di Mercegaglia da parte di Barcella?
      La corruzione definita come "peccatucci", tutto giustificato in nome del fare quadrato…
      Ma stiamo scherzando?
      Fin quando a vincere le gare d’appalto saranno i furbi che ungono gli ingranaggi giusti e non chi ha più titoli, l’Italia rimarrà un paese arretrato.
      In Italia si parla di contrapposizione tra operai e imprenditori. In realtà i primi a doversi indignare sarebbero gli imprenditori stessi: gli imprenditori che hanno le carte in regola per avere successo ma si vedono scavalcare dai furbetti di turno.
      E invece chi rappresenta gli imprenditori difende atteggiamenti da imprenditori furbi invece di difendere gli imprenditori bravi.
      Riusciremo mai a invertire la rotta?

    41. 260
      Stefano scrive:

      Ho meno di 40 anni e lavoro TANTO accanto a colleghi (nell’università) che hanno più di 40 anni e non facendo quasi niente hanno migliaia di euro e di diritti (= privilegi) che io non ho.
      … e adesso ammazzateci tutti.

    42. 259
      Sergio scrive:

      Un mio amico poco più che trentenne ha appena rinunciato a un posto fisso a 1.600 € per andare a fare il contadino. Io, architetto ultra quarantenne, sto meditando di fare lo stesso. Non siamo sposati e non abbiamo figli ma conosco gente che lo ha fatto con la famiglia. Non sogno la vita romantica nella natura ma una vita sana senza troppe cose inutili, e un mangiare sano. Con gente che ruba il cibo nei supermercati, anche la questione alimentare non è da sottovalutare… un mio amico austriaco che vive in campagna mi dice "quando finirà il petrolio, a voi in città chi porterà da mangiare? almeno io qua ho l’orto…"

    43. 258
      agonistico scrive:

      Abbiamo bisogno di ammortizzatori sociali, ma anche di
      qualcuno che creda in noi ed investa nuovamente sulle nostre capacità!

      Fate un telefonino che venda.

    44. 257
      Benito scrive:

      figlio mio studia altrimenti nella vita ti tocca lavorare
      poveri genitori ignoranti se ti avessero fatto fare l’idraulico invece dellingegnere, forse oggi non saresi disoccupato.
      certo lo sbagljo non è dell’ingegnere ma ce ne stanno troppi e soprattutto troppo poco "ingegneristici" chissà se sono capaci di fare l’idraulico?

    45. 256
      agostino scrive:

      Salve,
      ho sentito parlare di impiegare risorse umane nelle energie alternative.
      Io sono ingegnere elettronico. Penso che tale scelta sia errata.

      Agostino Rolando

    46. 255
      agonistico scrive:

      ve li siete dimenticati i circa 150.000 docenti a cui il prossimo anno, non verrà rinnovato il contratto e pertanto si ritroveranno a "casa" grazie alla "riforma Gelmini"?

      la domanda è: servono o no?

      abbiamo 4 milioni di immigrati.

    47. 254
      Motorolan scrive:

      Ma noto molta diffidenza nei confronti della qualità del centro Motorola.
      Mi spiace ma questa è disinformazione, i problemi Motorola sono di lunga data e in gran parte dovuti a scellerate politiche aziendali. Prima di essere tagliati noi erano già stati chiusi diversi centri negli stessi USA. Comunque non crediate che essere ing. nel 2008 sia un sogno…poi naturalmente ce la faremo…non staremo a piangere più di tanto.

    48. 253
      aldo scrive:

      la globalizzazione sta facendo fallire le nazioni (occidentali).
      le nazioni devono dare lavoro ai propri cittadini.

      altrimenti tutto il lavoro che oggi fa un operaio
      o ingegnere italiano tra 10 anni sarà fatto da
      un operaio cinese o un ingegnere indiano.

      meno globalizzazione e più produzione locale.

      la politica non deve consentire a un imprenditore italiano di licenziare italiani per aprire in cina e rivendere poi da noi.

    49. 252
      Eta scrive:

      Ciao Giorgio (@244)
      io lavoro in Motorola e vorrei solo ricordare a tutti che il centro di Torino ha lavorato di notte, nei week end, facendo straordinari e dando disponibilità da Natale a Ferragosto. Sempre presenti.
      Nessun altro centro nel mondo l’ha fatto.
      Non la Cina, non l’India e senz’altro non l’America.

    50. 251
      Daniele scrive:

      Noi di Motorola non siamo solo una realtà da sostenere sopperendo agli ammortizzatori sociali… che non abbiamo. Siamo una realtà importante da sostenere con nuovi investimenti. Siamo un’opportunità per le nostre competenze uniche. La forza per superare la crisi deve venire anche da
      noi. Abbiamo bisogno di ammortizzatori sociali, ma anche di
      qualcuno che creda in noi ed investa nuovamente sulle nostre capacità!

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