Gli ingegneri della Motorola di Torino, i tessili della Val Seriana, gli agenti immobiliari della Gabetti, i metalmeccanici dell’Iveco di Suzzara, gli aeroportuali già liquidati da Alitalia: stasera alle 21,10 su La7 ospiterò una categoria di lavoratori che difficilmente rientra nelle statistiche quando perdono il posto di lavoro, perchè non dispongono di alcuna forma di sostegno. Li chiameremo “senza rete”. Li avevano assunti con contratti a termine, parasubordinati, o anche a tempo indeterminato ma senza versare il contributo previsto nel fondo per la Cassa integrazione. Così, ora che la recessione fa sentire i suoi morsi, sono i primi che vengono mandati a casa, e per giunta senza costi aggiuntivi a carico dell’azienda o della collettività. Ma è sopportabile una tale piaga sociale in Italia, dove i lavoratori atipici sono quasi il 20% del totale (4 milioni e mezzo) e a differenza degli altri paesi europei solo in minima percentuale sono coperti da sussidio di disoccupazione?
Discuteremo con i diretti interessati di questo nodo che viene al pettine, chiedendoci: sarà possibile riformare d’urgenza gli ammortizzatori sociali e magari introdurre un sussidio uguale per tutti? Partecipano alla serata dell’Infedele: Alberto Barcella, presidente degli industriali bergamaschi; Emilio Viafora, segretario regionale Veneto della Cgil; Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl. Ci avvarremo del contributo di due economisti: Tito Boeri della Bocconi di Milano (animatore del sito www.lavoce.info) e Cristiano Antonelli dell’università di Torino, esperto di macro-economia.
A voi tutti raccomando di cominciare fin da subito a inviare domande e commenti, sempre preziosi. Grazie!





18 novembre, 2008 alle 12:05 am
A proposito di PIL, mi dichiaro d’accordo con Luca Gambetti (commento n.320) e con la frase pronunciata da un economista di cui ora non ricordo il nome che recita più o meno così:
IL PIL MISURA TUTTO, TRANNE QUELLO PER CUI VALE VERAMENTE LA PENA DI VIVERE!
Purtroppo, non mi pare che i soloni che guidano l’economia mondiale e globalizzata siano propensi ad abbandonare il paradigma della crescita, purtroppo…
18 novembre, 2008 alle 12:03 am
E’ meglio se cresce, ma anche se non cresce urge una certa redistribuzione del reddito specialmente quando il reddito è autodeciso.
Poi tutti hanno bisogno della società per arricchirsi, quindi dovrebbero redistribuire.
Altro discorso è che tutti dovrebbero essere sostenuti dallo stato, tutti devono darsi da fare, questo sì! Lo stato può sostenere delle esigue minoranze.
18 novembre, 2008 alle 12:02 am
gad la considerazione dell’investimento nelle risorse umane mi sembra giusta ed intelligente, perchè davvero il nostro paese possiede in più settori risorse valide e qualificate, quindi non andrebbero buttate via ma ricapitalizzate. Inoltre è proprio vero che questo governo pecca di immobilismo ed incapacità di trovare soluzioni adeguate e lungimiranti, per cui mi aspetto il peggio. Inoltre se i consumi continuano ad andare giù insieme ai salari, ai perdenti salari, non vedo alcun modo per rimpinguare le casse dello stato, nè lo sviluppo delle imprese. Mi sembra che i provvedimenti sin qui presi e soprattutto non presi da parte del governo stanno peggiorando la situazione accentuando la crisi, credo che ne vedremo delle belle, anzi delle brutte. Non è accettabile da nessun punto di vista lasciare i lavoratori, soprattutto quelli precari, senza alcun sostegno, perchè genererebbe una crisi economica ancora più grave non solo per loro, ma per l’intero paese. Investimenti in innovazione,energie pulite,conoscenza,capitale umano potrebbero essere una risposta valida ed adeguata per intraprendere un nuovo corso, approfittando appunto della negatività di questa crisi per mutarla in segno positivo, cioè considerarla anche una opportunità di rinnovamento e modernizzazione di questo paese. Se così fosse sicuramente ognuno farebbe la sua parte di sacrificio e responsabilità,ma così non è perchè mi sembra che è sempre la stessa banda di ladri.
18 novembre, 2008 alle 12:02 am
eG. DOTT. LERNER, al mio ultimo commento è apparsa la scritta "clicca per modificare". Non ho modificato per il semplice motivo che le cose scritte da me sono state oggetto di denuncia da parte del senatore Bossi che ha chiamato il suo presidente ‘MAFIOSO’… ‘QUELLO SPORCO MAFIOSO che fa i soldi con la cocaina e l’eroina’… ecc. senza essere mai stato smentito nè querelato. Pertanto sono autorizzato, così come lo sono, a credere che queste denunce abbiano un fondo di verità. Comunque ci tengo a dirLe, a prescindere, che questa sera ho avuto l’opportunità di assistere ad una trasmissione SUPERLATIVA, addirittura superiore a quelle di SANTORO. Mi sono sentito partecipe di una discussione CIVILE, dai contenuti difficilmente presenti nelle altre trasmissioni; condotta con il garbo e l’educazione ormai assenti in quasi tutti i dibattiti del genere, e, cosa stranamente inaspettata, senza il chiasso da suburra a cui siamo costretti quando a dibattere sono i politici. Per una volta tanto abbiamo sentito la voce dei LAVORATORI , della gente che è usa a lavorare e soffrire in silenzio, a denunciare le proprie sventure con la dignità di chi ha come scopo principale i valori della famiglia e la consapevolezza di essere cittadini onesti. Bravo Lerner! La sua trasmissione di questa sera può definirsi una LECTIO MAGISTRALIS di informazione. GRAZIE
17 novembre, 2008 alle 11:58 pm
Perchè il sostegno da erogare ai dipendendi Motorola, invece di essere un sussidio alla disoccupazione non può essere un incentivo alla ricerca?
La perdita del partner americano può essere l’occasione per poter sfruttare le conoscenze apprese e creare qualcosa a casa nostra, qualcosa genuinamente italiano e non più americano.
17 novembre, 2008 alle 11:56 pm
LUCA 320 e anche SERGIO 339
Vi dò a tutti i due ragione, ecco facciamo cosi! poiché la crescita economica di un Paese (tradotto attraverso il PIL) non è sempre costretto a crescere, chiudiamo anche il paese una settimana, non dai, facciamo due: più nessuno produce, più nessuno lavora, ma nessuno deve anche mangiare e bere o divertirsi nel frattempo (per paura che l’attività in questione possa approffitare a una qualunque attività economica e quindi produrre ricchezza) Poi vediamo di riparlare di quel Pil rompi balle che nessuno capisce. Ecco una suggestione! chi ha creato il PIL non voleva del bene a Tremonti, era un comunista, non partecipava ai circoli del buongoverno, era un fannulone della sinistra, non voleva il bene dell’Italia. Va bene cosi…
17 novembre, 2008 alle 11:54 pm
Bisogna lavorare di piu’ e piu’ a lungo.
Bisogna andare in pensione appena possibile altrimenti si ruba il posto ai giovani.
Vi e’ un po’ di confusione.
Di certo quando una persona va’ in pensione dovrebbe poter "mettere su’" una attivita’ imprenditoriale … in grado di "produrre lavoro".
Dovrebbe poterlo fare in sicurezza e con una specie di esenzione fiscale per i primi anni.
Sono convinto che cosi’ facendo potrebbe creare nuovo lavoro.
17 novembre, 2008 alle 11:52 pm
[...] chi vuole approfondire la serata: qui il blog di Gad [...]
17 novembre, 2008 alle 11:50 pm
Concordo con Altromedia.
Dai commenti si percepisce chiaramente che si sta concretizzando una funesta prospettiva di guerra tra i poveri: lavoratori contro lavoratori contro immigrati contro tutti.
E’ sempre la solita storia vecchia di millenni: dividi et impera.
Lo sanno bene i padroni e lo sa bene l’attuale Governo, che attraverso la divisione del movimento sindacale persegue l’ulteriore frammentazione del mondo del lavoro, già peraltro fortemente presente a causa dei continui processi riorganizzativi delle imprese.
Ciò che fa rabbia è l’atteggiamento di confederazioni sindacali come CISL e UIL, che quando governa il Cavaliere, di botto perdono magicamente la tanto sbandierata autonomia.
Era già successo nel 2001 con il "Patto della lavanderia", quello con dentro la legge 30 e tutto il suo carico di precarietà, torna a succedere oggi, con la frequentazione del retrobottega di Berlusconi a Palazzo Grazioli.
Poi dicono che la CGIL fa politica! Alla faccia!
Almeno abbiano il coraggio di dire che c’erano e la smettano di collezionare brutte figure (come Angeletti a Ballarò martedi scorso).
Di fronte ad una crisi grave come quella attuale c’è bisogno di unità tra i lavoratori, ma l’unità non si fa a chiacchiere, si fa sui contenuti delle proposte.
E quelle che CISL e UIL hanno condiviso finora con Confindustria (e Governo…) peggiorano la condizione dei lavoratori meglio tutelati e non migliorano affatto quella di coloro che stanno peggio (e storicamente è sempre andata così, un sindacato degno di questo nome dovrebbe saperlo!).
Per questo la CGIL si oppone, nel merito tutto sindacale delle questioni in campo, con lo sciopero generale del prossimo 12 Dicembre.
Perchè il Governo non da risposte alle persone più deboli, le più colpite dalla crisi, mentre i padroni non sanno far altro che riproporre le vecchie ricette liberiste, quelle che hanno prodotto i danni di cui oggi quelli che stanno peggio devono pagare il conto!
17 novembre, 2008 alle 11:45 pm
A guardar un pò in giro in Italia, sembra che stia succedendo il fine mondo. Ma questo paese ha un governo? E i media cos’aspettano?! che ci casca tutto addosso? C’è qualcuno per gridare si salva chi può!? Ha! dimenticavo, nessuno ne parla perché chi lo deve fare e informare quella frazione degli Italiani che gli vota, possiede l’80% dei media nazionali. E non certo andrà a piangere sui tetti che è incapacce di gestire il puttanaio! Se non ci fossi te Gad! di che cose saremmo cui oggi a parlare: del rigore non rigore di Kakà?, di V. Marini o belen e borrielo, dell’isola dei famosi!? Ma non possiamo fare come le aziende che quando falliscono chiudono bottega. Ecco chiudiamo noi l’Italia e mandiamo quei buffoni del governo via nelle loro Casa (che sono per altro palazzi, ville e castelli).
17 novembre, 2008 alle 11:44 pm
Una considerazione: gli ingegneri di Motorola costituiscono una ricchezza, un patrimonio di conoscenza che e’ un peccato disperdere.
17 novembre, 2008 alle 11:44 pm
caro Luca 320, basta leggere "La decrescita felice" di Maurizio Pallante e capirai che la tua non è una provocazione ma una sanissima riflessione…
17 novembre, 2008 alle 11:43 pm
Non tutti son giovani ingegneri come quelli della Motorola (forse per loro qualche possibilita’ futura esiste), un operaio 50enne e’ difficilmente ricollocabile o riqualificabile, in questo caso l’ammortizzatore e’ una questione di sopravvivenza
17 novembre, 2008 alle 11:43 pm
Sono stato un ingegnere "energy man" dell’industria petrolchimica ed ora progettista nel campo enegetico della climatizzazione. Condivido pienamente quello che sostiene il professor Antonelli. Anche Al Gore propone la stessa lineat ad Obama (vedi La Repubblica di domenica scorsa). Ci somo molti campi nei quali sviluppare la ricerca. Primo è il Fotovoltaico per fare fotocellule più efficienti, Si deve aiutare l’industria automobilistica a fare l’auto ibrida che usi anche l’energia elettrica prodotta con le fonti rinnovabili (esempio la Prius della Toyota). Si deve non perdere l’energia negli edifici con isolanti più efficienti e con vetri di utima generazione (vedi ricerca della Saint Gobain) con impiego di molta mano d’opera e poco materiale. Si debbono sostituire quasi tutti i motori elettrici con quelli ad alta efficienza che fanno risparmiare energia, e tante altre cose per i giovani ricercatori.
Sostenete con molto impegno quello che sostiene il prof. Antonelli.
Sollecitate con decisione il Governo su questa linea.
R. Giulinetti
17 novembre, 2008 alle 11:42 pm
Il dottor Boeri ha ragione: Prima o poi usciremo dalla crisi. Ma per poterne uscire nel migliore dei modi, è necessario cancellare questa classe politica quasi interamente collusa con le MAFIE: Fino a che avremo senatori condannati per FAVOREGGIAMENTO MAFIOSO, parlamentari prescritti amnistiati e condannati per reati attinenti alla più bieca delinquenza comune, e finchè i governi saranno presenziati da indagati per CONCORSO IN STRAGE e RICICLAGGIO E MAFIA, l’Italia non riacquisterà la dignità di un paese a DEMOCRAZIA COMPIUTA.
17 novembre, 2008 alle 11:41 pm
Carissimo Gad,
il mio intervento riguarda unicamente la figura "triste" da parte del professore "con la barba bianca" (chiedo scusa se non mi ricordo il nome, e non me ne dispiace). Io sono un grande amante dell’Università (intesa come luogo privilegiato di osservazione della relatà), ma il comportamento distaccato, intelletuale, superbo e istrionico del professore che, dall’alto del suo stipendio e pensione fissi, non ha minimamnete dimostrato un cenno di empatia verso ciò che egli "studia" e quindi dovrebbe comprendere ed aiutare, mi ha fatto rabbia e tristezza.
Buon lavoro Gad
17 novembre, 2008 alle 11:40 pm
Pienamente d’accordo con Grazia, abbiamo spazi di miglioramento enormi nel settore del turismo e dell’arte, dove i paesi vicini – Francia in testa – ci fanno a pezzi. Le energie alternative nella migliore delle ipotesi potranno portare qualche risparmio, ma non costituiranno una soluzione permanente. E in fondo anche il Vajont era energia alternativa…
17 novembre, 2008 alle 11:39 pm
Non si tratta di trovare uno strumento per creare un aiuto alle varie tipologie contrattuali, ma ritornare ad una certezza del diritto nei contratti dei lavoratori.
Le aziende della valseriana che delocalizzano non sono aziende in crisi o senza lavoro, lo fanno per sfruttare lavoratori di altri paesi che lavorano a condizioni peggiori di quelli italiani ed a stipendi inferiori, invece di investire in ricerca per migliorare la loro produzione.
In Italia, caso limite in Europa, si continua a privilegiare lo sfruttamento con la precarietà,che ormai è a livelli vergognosi, penalizzando ricercatori che guadagnano stipendi da fame.
La risposta all’economista sul futuro della ricerca per le energie alternative l’ha data recentemente il governo, opponendosi alle misure per la riduzione dei gas serra ecc.ecc.
Senza la eliminazione del precariato l’italia non ha futuro.
17 novembre, 2008 alle 11:39 pm
Ma i 60-70 miliardi per affrontare la crisi non sono i soliti vecchi 100.000 miliardi di lire che ogni tanto spuntavano per opere ecc. nei cassetti e che nessuno riusciva a spendere, buoni per tutte le stagioni?
17 novembre, 2008 alle 11:38 pm
Si continuano a dire sempre le stesse cose da anni: le imprese non investono in ricerca, i governi dicono che bisogna farlo ma nessuno lo fa mai ed ora son sicura che si trincereranno dietro la scusa che tutta l’Europa è in recessione. La verità è che questo è un paese finito (e lo dico volutamente con la p minuscola). Un paese dove si premiano gli amici dei politici invece delle persone meritevoli. Un paese dove laurearsi serve per trovare un posto come centralinista. Un paese dove gli ingegneri guadagnano 100€ in più degli ex compagni di scuola che si son fermati al diploma e che presto saranno costretti ad emigrare, se vorranno continuare a fare ciò per cui hanno studiato. Un paese dove va avanti chi evade le tasse e chi sa che la giustizia è inesistente. Torino, il polo industriale dell’Italia, sta crollando e qui sembra che i giornali se ne siano dimenticati! E’ uno schifo, un’indecenza. E mi chiedo come sia possibile che ancora non sia scoppiata una rivoluzione.
17 novembre, 2008 alle 11:38 pm
Volevo aggiungere qualcosa al mio commento 315 ma …. non ho i permessi per farlo …… mistero misterioso.
Tiriamo avanti
Mi ricollego pertanto al 315 aggiungendo:
Stante che come condomino di questo grande condominio "Italia" il singolo cittadino non potrebbe ….. usare della cosa comune senza impedire ad altri di farlo? …. magari il sindaco di quel paesino assolato potrebbe essere "obbligato" a permettere l’uso del parcheggio dove le vetture restano al sole arroventandosi …. una copertura (costo un migliaio di euro) e sopra i miei (inteso come cittadino qualsiasi) pannelli … che rendono.
17 novembre, 2008 alle 11:36 pm
Considero fondamentale la priorità della riconversione energetica intesa non tanto come incremento di produzione ma soprattutto maggiore efficenza correlata alle fonti rinnovabili, alla certificazione energetica degli edifici pubblici e privati e relative ristrutturazioni tecnologiche, alla intermodalità sostenibile dei trasporti, al ciclo breve dei consumi…invece ci chiamiamo fuori da kyoto, puntiamo sul nucleare di vecchia generazione,non proroghiamo gli sgravi fiscali del 55% sul impiego delle fonti energetiche rinnovabili dopo che 230.000 famiglie ne hanno decretato un successo clamoroso di un ‘opportunità che si autoalimentava virtuosamente tra fatturazioni e consumi intelligenti; qui se c’è qualcosa da dismettere e non riconvertire è l’inscipienza di chi ci governa.
valter
17 novembre, 2008 alle 11:35 pm
Buona sera . Il Dr Antonelli dice alcune cose interessanti. In germania gia’ da anni si punta sulle tecnologie delle fonti di energia rinnovabili . Gli ingenieri della Motorola possono cosituireun importante strumento per la ricerca in questo campo e non solo per le attuali applicazioni delle tecnologie applicatew al fotovoltaico e ad altre simili.
17 novembre, 2008 alle 11:35 pm
riqualificazione, merita qualche ragionamento la formazione promossa dagli enti in sistema di convenzione, poco qualificante o riqualificante, finalizzata al business degli enti stessi.
energie rinnovabili? sicuramente il futuro ma che probabilità in un paese che sta per scommettere ancora sul nucleare, energia che ci vede sempre dipendere da materie prime non interne e comunque non rinnovabili, che lasciano aperti importanti quesiti irrisolti.
perchè non scommettere sul grande patrimonio artistico culturale anzichè togliere fondi e personale pure lì, sicuramente un settore che nessun altro paese ci potrebbe mai copiare
17 novembre, 2008 alle 11:34 pm
Perchè io con i miei pochi soldi che risparmio e verso in una banca italiana devo finanziare un’impresa italiana che porta il lavoro all’estero?
17 novembre, 2008 alle 11:34 pm
Neodisoccupata, certo che non ci siamo solo noi alitalia-motorola! Evitiamo di fare la guerra dei poveri: il problema (e il grosso deve ancora arrivare) riguarda un numero enorme di lavoratori e ha già di fatto tagliato le gambe a una generazione intera, che è costretta a costruirsi una vita nelle incertezze e in una precarietà perenne priva di qualunque possibilità di costruirsi un futuro.
Ma i nodi stanno venendo al pettine. Un paese che non investe su chi rappresenta il suo futuro è un paese morto.
In una società che ha costruito le proprie basi sul consumo cosa può mai consumare chi non sa mai se il mese prossimo avrà un lavoro e uno stipendio oppure no?? La recessione è il minimo che ci si potesse aspettare.
Questo è il prezzo delle politiche miopi che pensano solo a raccogliere consensi elettorali con manovre ad effetto di breve termine, ma che non hanno un minimo di prospettiva sul lungo periodo.
17 novembre, 2008 alle 11:31 pm
La crisi non sarà drammatica se fai l’economista. Se l’economia è in crescita e fai l’operaio prendi 1.100 euro; se c’è recessione e fai l’operaio prendi 600 euro in cassa integrazione.
17 novembre, 2008 alle 11:30 pm
Scusate se insisto sulla dimensione internazionale della questione, ma non sono d’accordo con Boeri. La crisi finanziaria non ha fatto altro che velocizzare le dinamiche già attive. Perchè un imprenditore dovrebbe investire in Italia visto che al di là dell’adriatico, senza andare troppo lontano, può fare impresa massimizzando i profitti ?
Saluti
17 novembre, 2008 alle 11:29 pm
Condivido pienamente sulla proposta dell’assegno UNICO di disoccupazione, così finalmente si ricostruirebbe anche l’unità dei lavoratori, la solidarietà e la forza.
Vorrei ricordare anche la necessità di estendere l’assegno agli INOCCUPATI, sopra i 25 anni, o a quelli che vanno avanti con contratti di ‘prestazione d’opera’ privo di qualsiasi copertura IMPS o altro.
Spero che questa situazione faccia riparlare di diritti collettivi e non più di interessi individuali. Vorrei rivedere una società che si batta per i propri diritti e che condivida valori.
Buon lavoro
Madrigalia
17 novembre, 2008 alle 11:29 pm
caro Gad, ho diretto per tanti anni la Fiom di Brescia e oggi sono consigliere regionale in Lombardia, domani vi sarà un consiglio regionale straordinario sulla crisi e le sue ricadute in lombardia e ti comunico che non credo possibile unificare la copertura sociale per tutti coloro che lavorano indipendentemente dalle forme di contratto o dimensione dekll’azienda, questo è possibile estendento la cassa integrazione, elevare gli importi ed evitare che sugli ammortizzatori sociali avvenga il prelievo fiscale. In caso contrrio saremmo solamente di fronte ad una riforma che riduce ulteriormente lo stato sociale come abbiamo visto fare per altre analoghe situazioni, saluti Osvaldo Squassina
17 novembre, 2008 alle 11:29 pm
una provocazione; ma dove sta scritto che il PIL deve sempre crescere ? Come lo si sostiene ?
17 novembre, 2008 alle 11:29 pm
Vorrei far notare come sia possibile fare una trasmissione in cui la gente dialoga e ragiona sulle proposte senza litigare o fare guerre di religione. Ah, forse tanta civiltà è dovuta all’assenza delle "star" della politica.
Questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che tra le prime azioni anti crisi da mettere in atto dovrebbe esserci la riforma completa della nostra classe dirigente.
17 novembre, 2008 alle 11:29 pm
E’ fondamentale investire nello sviluppo delle energie alternative. Ci vuole tempo. Da subito, però, lo stesso obiettivo si può ottenere con l’attenzione al risparmio energetico. Sono l’Amministratore Delegato di un’azienda produttrice di recuperatori di calore. Il loro impiego è un investimento talmente conveniente che il suo ritorno, con il risparmio del minor consumo di energia, è valutato in meno di un anno. Si può pensare che io parli ‘pro domo mea’. Preciso che la mia azienda, operando in questo campo, va benissimo anche in questo momento. Per fortuna; perchè tanta gente ha capito l’utilità del risparmio energetico. Lamento, soltanto, una carenza di attenzione al recupero dell’energia, che crea risparmio, sui media. E’, invece, opera meritoria parlarne.
17 novembre, 2008 alle 11:29 pm
sono residente in francia dove il 75% dei disoccupati ha ammortizzatori sociali.
penso che l’ammortizzatore sociale debba essere :
universale,
adeguato al costo della vita (che permetta un livello decente di sopravvivenza),
e di durata corta con meccanismi che obblighino a cercare ed accettare lavori.
il tutto per evitare il ricatto di chi accetta lavori pagati sempre peggio per sopravvivere
in un paese come l’italia dove il mercato del lavoro sommerso é generalizzato un impiegato in cassa integrazione per 7 anni (!) ci resterebbe tranquillamente trovandosi lavoro in nero.
e non si uscirà mai.
17 novembre, 2008 alle 11:29 pm
in questo momento penso ai lavoratori Alitalia che avranno la cassa integrazione per 7 anni, mentre i tessili solo per 2 anni, e’ un’ingiustizia sociale !!!
Marco manzati
17 novembre, 2008 alle 11:28 pm
Riguardo alle energie alternative:
le aziende ci sono gia’
pensiamo alla Ferrania in fase di riconversione …. con un po’ di stimolo partirebbe alla grande.
le leggi ci sono gia’
pensiamo al conto energia che … se gli impianti vengono sistemati bene permettono l’installazione …. senza soldi … si chiede il prestito e … paga il sole
la volonta’ esiste ma vi sono troppi intoppi
ma … se "il pubblico" mettesse a disposizione lo spazio che non viene sfruttato tetti delle scuole, parcheggi, cimiteri, autostrade ….. ove lasciare installare in modo elegante e sopratutto economico impianti "privati" su spazio lasciato in comodato
si potrebbe andare avanti benino …. perlomeno lavorando in tanti ed investendo in tanti per avere una rendita in tanti …
17 novembre, 2008 alle 11:27 pm
Seguo la trasmissione con interesse ma un dubbio mi rimane forte, questi industriali Italiani sono almeno 50 anni che prendono denaro dallo stato ma nel frattempo non hanno quasi mai investito in ricerca e in innovazione anzi nei casi che la ricerca ha sviluppato qualcosa di fondamentale in campo tecnologico lo hanno subito venduto al miglior offerente straniero conosco a fondo almeno due casi nel campo delle telecomunicazioni, perchè continure a foraggiarli e invece non fornire risorse a coloro che effettivamente fanno ricerca innovazione tenendo conto che il futuro è nelle fonti energetiche alternative?
saluti Giancarlo
17 novembre, 2008 alle 11:25 pm
Mah!!!
A leggere il blog si sente un grande odore di guerra fra poveri;quello che dice che la loro azienda deve essere sostenuta,l’altro che se la prende coi lavoratori Alitalia,l’altro che da la colpa ai sindacati…dietro a questa guerra ridicola si sentono i banchieri e molti imprenditori (quelli che prenderano la maggior parte dei soldi..)che se la ridono alla grande…
Povera Italia,destinata male..
17 novembre, 2008 alle 11:23 pm
niente di nuovo, credo. Sono convinto di quello che dice il prof di economia di Torino. Tuttavia…Il governo dice di volere sostenere gli stipendi più bassi. Io Insegnante precario dello stato. che da otto anni lavora per "l’azienda Stato": Ora hli viene detto che non è più certo il suo lavoro e il suo contributo. Come posso sostenere l’economia reale acquistando beni per natale o per me stesso?
17 novembre, 2008 alle 11:23 pm
@Roberto
sono nella tua stessa identica situazione, ma non dimentichiamoci che siamo in una situazione privilegiata rispetto ad un lavoratore dipendente, al quale le tasse le sfilano direttamente dalla busta paga. Noi paghiamo a Novembre 2008 il 90 % delle imposte dovute per il 2008, che un dipendente ha già pagato per intero !
17 novembre, 2008 alle 11:23 pm
Al sindacalista che ha trovato circa sessanta miliardi per investire in vari rami, bisognErebbe chiedergli la garanzia che i politici e gli stessi sindacati si impegnino a non rubare parte di quei miliardi, e a non farli deviare nelle casse delle varie MAFIE. Forse si riuscirebbe a ridare dignità a quei lavoratori per lungo tempo presi per il culo.
17 novembre, 2008 alle 11:22 pm
Provvedimenti da adottare al più presto visto il notevole numero di disoccupati "non protetti" che a breve saranno espulsi dal lavoro :
1- un sussidio per ex-lavoratori interinali stranieri di circa 200 euro/mese purchè ritornino nei loro paesi di origine (dove il costo della vita è molto meno caro che in Italia).
2- una indennnità straordinaria e dignitosa per tutti i cittadini italiani che non hanno un lavoro"protetto" (occasionali, interinali, stagionali ecc.) e che perdono il lavoro.
Trattasi di un rimedio temporaneo – per almeno 12 mesi – per assorbire l’impatto tremendo della crisi ed utile al contenimento del progressivo rischio in cui sta scivolando la sicurezza pubblica degli altri cittadini e l’ordine pubblico in generale.
I governanti non si stanno accorgendo della gravità della situazione ?
17 novembre, 2008 alle 11:21 pm
IO SONO UNA OPERATRICE SOCIO-SANITARIA IN APPALTO PER IL COMUNE DI VENEZIA, CARA AMICA CHE SI RICONVERTE IN ATA , A NOI CI VOGLIONO PAGARE A minutaggio, IN BASE AI MINUTI DI LAVORO , LA COOP.PER CUI LAVORIAMO PAGA I TEMPI DI TRASFERIMENTO DA UN UTENTE ALL’ ALTRO E IL COMUNE DI VENEZIA,di sinistra, cacciari, i tempi di prestazione presso gli utenti,E TUTTI E 2 QUESTI SOGGETTI TENDONO AL RISPARMIO.
PAGATI A MINUTAGGIO E IL RISULTATO? LOTTA TRA NOI PER MANTENERE LE 6 ORE DI TURNO SPERANDO CHE NON MUOIA NESSUN ANZIAMO PERCHE’ POI NON VIENE GARANTITO L’ ORARIO
MINUTAGGIO LA NUOVA FRONTIERA PER FAR RISPARMIARE I COMUNI E LASCIARE NELLA COSTANTE ANSIA I LAVORATORI
E I SINDACATI, E QUESTI APPALTI??? E’ IL FUTURO ,PRECARIATO!IL RESTO CHIACCHIERE
17 novembre, 2008 alle 11:20 pm
E=mc²
W = 4.500.000.000 x (9 x 1016) = 405 x 1024 watt, 405.000 miliardi di TW,
17 novembre, 2008 alle 11:20 pm
Le soluzioni a questa crisi sono semplici:
Non ci resta che sposare una milionaria / un milionario.
E adesso basta pessimismo! Tutti al Bagaglino!
17 novembre, 2008 alle 11:20 pm
Tra l’altro ci si dimentica che una fetta enorme del PIL italiano deriva – ormai da anni – dalla raffinazione e dal trasporto del petrolio…. Siamo una specie di petroliera fissa comodamente ancorata nel Mediterraneo. Verificate i dati sulla produzione industriale ISTAT…
17 novembre, 2008 alle 11:19 pm
Buonasera, sto ascoltando con interesse la trasmissione, tre anni fa mi sono trovato nella condizione di trovarmi un nuovo posto di lavoro, ho preso partita iva e mi sono messo a fare il libero professionista nel settore informatico, mi sto trovando nella condizione di vivere da luglio con 100 € al mese pur lavorando a tempo pieno e perfortuna avendo aziende che pagano le fatture, il problema è che sto incassando e pagando tasse, tutto il mio guadagno serve al pagamento dei tributi. La situazione è anomala in quanto mi sono trovato a giugno a pagare i tributi del 2007(che è il 47% dei guadagni) + un acconto per il 2008, adesso a fine mese devo pagare oltre il 90% dei tributi del 2008 sulla base di quelli pagati nel 2007, in poche parole in 6 mesi devo pagare quanto ho guadagnato in 1 anno, devo vivere con quando indicato in precedenza. Sono d’accordo sugli ammortizzatori sociali, ma chi come me lavora e gira quanto guadagna allo stato che dire? Ci sono aziende che prendono sovvenzioni che non vanno certo a creare occupazione, ma a gonfiare le casse degli amministratori, piccole iniziative come la mia vengono trattate come la ceneretola della nazione. Il 31/12/08 quasi sicuramente tornerò a fare il dipendente non ho altre alternative legali da seguire. Il governo dovrebbe aiutare iniziative oneste, invece che spremere fino all’ultima goccia chi ha buona volontà e spirito d’impresa.
Saluti R.
17 novembre, 2008 alle 11:19 pm
Perchè ci chiedono di lavorare in fabbrica fino a 65 anni quando non abbiamo più la forza e poi ci lasciano in cassa integrazione 5 anni e mezzo quando abbiamo 30 anni e dovremmo essere più produttivi? Un dipendente della Carrozzeria Bertone di Grugliasco (TO) in cassa integrazione da 5 anni e mezzo.
17 novembre, 2008 alle 11:16 pm
Il professore presente in studio insiste nel proporre la costituzione di imprese volte a sviluppare le energie alternative. Perche’ si ostina in questa battaglia persa in partenza ?
Agostino
17 novembre, 2008 alle 11:14 pm
mi ricollego a quanto già detto da Luca e Mauro, il dott.Barcella è stato semplicemente SCANDALOSO.
Sono un commerciale del settore automotive e giro per tutto il nord italia da quasi 10 anni.Vedo e sento diverse situazioni aziendali.
E’ scandaloso dire "..bisogna tornare al manifatturiero.." oppure.." ..basta puntare sui soldi di CARTA..!"
Soldi di CARTA?? Tornare al MANIFATTURIERO??
Ma quando, negli anni scorsi, VOI industrialotti VI MANGIAVATE i profitti re-investendoli in immobili, in speculazioni azionarie, con la benedizione del governo che lo chiamava "DIVERSIFICAZIONE", anzichè investire in ricerca e competizione adesso ci venite a chiedere "SACRIFICI"???
Ma, se per vostro ignominia, non avete rinnovato gli impianti ed adesso siamo gli ultimi o quasi in europa per riduzione nelle emissioni inquinanti, abbiamo un ritardo MOSTRUOSO nelle tecnologie verdi , ORA, pretendete che l’EUROPA debba andare alla ns velocità??? MA SIAMO MATTI??
La verità è che l’imprenditore, che si vantava e si vanta di essere un italiano migliore, che PORTA AVANTI LA BARACCA , almeno l’imprenditore medio-grande non è assolutamente un italiano diverso dagli altri bensì è lo STESSO, cioè VECCHIO, CORROTTO, INADEGUATO e che VIVE sui successi del passato, Eesattamente come questo ns scalcagnato paese !!
Unica salvezza sono i giovani, fidatevi, ma questi devono tirare fuori i cosidetti finalmente!!
alessandro