Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Per la prima volta in vita mia ho deciso di rivolgermi al Tribunale con una denuncia e, giovedì 20 novembre, a meno di rinvii dell’ultima ora, sarò al Palazzo di Giustizia di Milano insieme al mio avvocato Daniela Dawan per l’Udienza Preliminare davanti al giudice Cesare Sacconi.
Perché vi metto a parte di una questione all’apparenza così personale? Perché vorrei che in molti leggeste la trascrizione –effettuata dalla Polizia su richiesta del Pm Maurizio Romanelli- del “Filo diretto” condotto da Leo Siegel il 27 settembre 2007 su “Radio Padania Libera”. (La trovate integralmente nel blog www.gadlerner.it)
E’ un documento dei nostri tempi, questa invettiva che la difesa di Siegel definisce “legittima critica politica”, ma che gli è costata il rinvio a giudizio per diffamazione a mezzo stampa aggravata da finalità di odio razziale nei confronti della comunità rom.
Mi spiace aver dovuto coinvolgere la radio leghista nella querela, né vorrei mai limitare la loro libertà d’espressione quand’anche polemica e a me ostile. Ho la pelle spessa, sono avvezzo a ricevere critiche e a ricambiarle. Ma la trasmissione di cui ora vi racconterò è un’altra cosa e io voglio fare il possibile per non doverci abituare a considerarla una presenza normale nel nostro panorama.
Questo signor Leo Siegel, che poi ho scoperto essere anche l’allenatore della “nazionale” di calcio “padana”, non aveva gradito L’Infedele della sera prima dedicato agli zingari. In particolare trovava indegno il paragone da me proposto fra i pregiudizi antiebraici su cui si fondarono le persecuzioni di 70 anni fa e i pregiudizi di cui sono oggetto gli zingari (per esempio l’accusa di essere “ladri di bambini”). Così Siegel ha cominciato a definirmi “nasone ciarlatano”, un tipo da “andare a prenderlo in sinagoga per il collo, e non in senso figurato”. Ma questo è il meno o, meglio, riguarderebbe solo me se a seguire non giungesse l’atto di accusa rivolto all’ebreo infedele e indegno della sua stirpe: sarei colpevole della “beatificazione di una banda di ladri cioè i nomadi o i rom, chiamateli come volete chiamarli” (lui in seguito li chiama ancora “mascalzoni, farabutti, delinquenti, criminali che ci intossicano dalla mattina alla sera”), che poi sarebbero “150 mila o giù di lì che vivono con la sussistenza dei vari don Colmegna”, un sacerdote che “cucca i soldi delle istituzioni e dei benefattori”. Ce n’è per tutti. L’intero popolo rom e sinti demonizzato a prescindere dalle responsabilità dei singoli di fronte alla legge; gli operatori sociali che cercano di favorirne la difficile integrazione; il giornalista che difenderebbe i ladri, per giunta nasone ebreo che osa paragonarli alle vittime dell’Olocausto (come se non fosse noto che centinaia di migliaia di zingari condivisero il tragico destino della deportazione e delle camere a gas con il popolo ebraico).
Io non mi illudo di far cambiare idea a Leo Siegel, né ho particolari pretese con cui rivalermi. Ma vorrei accompagnarlo in visita alla Casa della Carità di Milano affinché lui faccia conoscenza con le persone che ha offeso: rom, sinti e volontari di don Colmegna. A tal punto Siegel aveva surriscaldato il suo “Filo diretto” –leggere per credere- da propiziare telefonate di ascoltatori scatenati negli insulti e nelle minacce, fino a sentirsi autorizzati a invocare lo sterminio degli zingari.
La storia ci insegna che di solito dalle parole si passa ai fatti. Mi piacerebbe dunque che un tale linguaggio rientrasse nella sfera del proibito senza bisogno di azioni legali. Ma siccome in Italia sta purtroppo succedendo il contrario, cominciamo a verificare se è o non è reato propagandare via radio l’odio razziale.
P.S. A proposito dei “150 mila zingari o giù di lì”, il censimento disposto dal Viminale ne ha contati in tutto 12 mila fra Roma, Milano e Napoli.





26 novembre, 2008 alle 10:56 pm
al 99% mai leggerai il mio post sul tuo articolo, ma sai, trovandomi Vanity fair sottomano quando mi intrattengo in bagno capita che una lettura veloce la dia pure ai tuoi articoli.
di norma le tue riflessioni, se così vogliamo chiamarle, sono stimolanti data la situazione, il contestomolto intimo.
Quel pensiero sinistrorso snob che cerca in tutti i modi di affermarsi come originalmente ponderato, moderato e sensato…in realtà devo dire abb. banale, scontato nelle sue affermazioni politicaly correct (quando oppurtiìuno) , deprimente quando difende la presunta minoranza vessata vuoi dal riccone / potente di turno; operai vessati dai padroni, precari dagli economisti, neri da bianchi, elettori intelligenti da Silvio, ladri da poliziotti, teppisti da fascisti e soprattutto ebrei da tutto e tutti.
E passi.
Ma questa sugli zingari…. e no, proprio non ce l’ho fatta a riporre vanity fair come al solito, mi spiace a lo devo scrivere questa volta. Servirà nulla, pazienza, ma guarda, mi tolgo un peso e dormo beato; anche perchè internet è bello per questo, molli un tuo pensiero, ti senti realizzato e dormi sereno…c’è chi ha avuto meriti e /o fortuna e può farlo su un giornale….io mi accontento.
La tua difesa degli zingari è un vero e proprio cancro interno alla nostra società, dal punto di vista dei principi, dei valori e della giustizia (nei ns confronti che ne subiamo tutti gli svantaggi e nei confronti anche di tutte le altre comunità di stranieri che non godono degli stessi aiuti e delo stessp lassismo )
Un cancro dicevo, da estirpare magari, di solito si fa quello con i tumori, anche se più spesso, sfortunatamento ci si muore….sarà per questo che sono già un po’ rassegnato.
24 novembre, 2008 alle 3:42 pm
Per Vittorio.
Posta in questi termini mi trovi perfettamente d’accordo.
anchio mi accontento delle cose che riesco a guadagnarmi da solo. Questo non vuol dire che non abbia il desiderio di migliorarmi con il tempo e avere qualcosina di più. Anchio non rincorro le cose che non posso avere e sopratutto trovo più soddisfazione nelle cose che posso ripagarmi da solo non in quelle ottenute grazie all’aiuto di altri, vedi genitori che comprano la casa ai figli con mobili e tutto il necessario…
Saluti
24 novembre, 2008 alle 12:14 pm
Cave canem dicevano i nostri avi discendenti di romolo e remo. Caro cane non si fanno falsi moralismi ma é una questione di scelta di vita. Avere un pizzico di amor proprio per cercare di condurre una vita degna di tale nome. C’é chi si accontenta dei soldi che guadagna onestamente con il "sudore della propia fronte", come si diceva una volta, e chi mette la sua dignità sotto i piedi facendo lo schiavetto del potente delle sue parti. Certamente si calibra il proprio tenore di vita secondo le proprie entrate economiche ed ogni tanto si esce fuori dallo schema quotidiano e si decide di andare a gustarsi un bel pranzetto, innaffiato con ottimo vino, in un ristorante rinomato o di partire per visitare un luogo in Italia o all’estero per dimenticare x pochi giorni le tristezze della vita ordinaria.Come tutte le cose della nostra vita si determinano priorità e si cerca di rispettarle per non prendere in giro prima se stessi. Mi godo ciò che ho e non sono geloso di chi, con altri metodi, riesce ad avere più risorse economiche.Non corro dietro a ciò che non riuscirei mai a raggiungere perché c’é sempre un auto di maggiore cilindrata o costo di quella che posseggo e tanti posti della Terra che vorrei visitare ma la limitatezza della mia vita non mi permetterà di visitare.
21 novembre, 2008 alle 6:31 pm
(225) Snepretz
Grazie per la correzione, è ben accetta.
Purtroppo non ho una buona istruzione e di errori ne commetto molti. Non solo di grammatica e sintassi, purtroppo.
21 novembre, 2008 alle 2:41 pm
Credo che con il discorso dei soldi si sia un po usciti fuori dall’argomento sul razzismo…Comunque ritengo che fare il moralismo sulle cose materiali sia giusto fintanto che consente di non farle diventare l’unico obbiettivo dell’esistenza umana.
Però a tutti coloro che i soldi non li contano, che non gli interessa nulla di ciò che hanno, dico che non ci credono nemmeno loro…io credo che nella vita si cerca di trovare soddisfazione un pò in ogni cosa…altrimenti nessuno avrebbe bisogno di lavorare e tutti andremmo a caccia giusto per procurarci qualcosa da mangiare e basta, senza lavorare o altro…Se la società moderna è così complessa e occorre lavorare per vivere è perchè i soldi servono e tutti (non facciamo gli ipocriti)e vogliamo averli nella misura in cui crediamo ci permettano di vivere dignitosamente…e nel dignitosamente ci metto anche la soddisfazione di farmi un viaggetto una volta l’anno, acquistare un oggetto di piacere ogni tanto, avere una macchina che non sia solo una scatola con le ruote, ma neanche una ferrari per carità, avere una casa in cui vivere, cambiarsi le scarpe ogni tanto (almeno quando le altre sono troppo logore), qualche vestito, ecc ecc.
Non credo che ci sia qualcuno in questo blog che non crede nei soldi. Di solito a non considerarli importanti sono proprio quelli che ne hanno troppi e quindi non sanno più cosa farsene.
Non facciamo quindi falsi moralismi.
Grazie
21 novembre, 2008 alle 2:15 pm
Caro Erminio, diciamolo chiaramente: tra il dire e il fare c’è di mezzo "e il".
21 novembre, 2008 alle 1:57 pm
(222) Vittorio
Grazie per il conisglio, sempre ben accetto. Ma ad Assisi ci sono stato più volte, ho mangiato e bevuto molto bene e ho visto anche i frati….
Come si dice, tra il dire ed il fare……ed è sempre il fare a vincere, purtroppo.
21 novembre, 2008 alle 12:40 pm
Ehm, Vittorio, non sono particolarmente giovane (40), non sono particolarmente erudito (non ho una laurea), non ho gli occhiali verdi ma solo da vista, e in genere non sono un pessimista. Sono un ottimista o un pessimista a seconda dell’argomento, quindi direi che come media sono neutro. Il resto del mondo mi interessa nella misura in cui è disposto a fare ciò che serve per diventare ciò che vorrebbe, se invece il resto del mondo chiede che IO faccia qualcosa affinchè LUI possa diventare ciò che vorrebbe allora direi che mi accontento delle mie, di rogne.
21 novembre, 2008 alle 12:10 pm
ermino facchinetti lo sanno bene ma ognuno e libero delle proprie scelte di vita. I pochi che lo mettono in pratica li veneriamo sugli altari con la qualifica di santi. Vada a visitare ad Assisi la tomba di Francesco ed avrà la visione plastica del puro cristianesimo. Poi ci sono ottimi ristoranti e bevendo un ottimo sagrantino mediterà sulla pusillamità dei suoi simili
21 novembre, 2008 alle 12:00 pm
…………. e quindi il resto del mondo non ti interessa. Non Credo altimenti non portavi il tuo contributo culturale in questo bolg. Sei ancora molto giovane e lo studio ti reso miope compra un paio di occhiali col fondo verde cosi il mondo grigio avrà il colore della primavera che sboccia! Sentirai un friccichino in tutto il corpo al frinire delle cicali ed il canto delle allodole riempirà il tuo cuore di una gioia immensa. Se vuoi, poi, essere ancora più felice prendi per mano la tua compagna di vita e fai una passeggiata, a piedi nudi, sulla nascente erba del prato e sentirai l’armonia dell’esistente
21 novembre, 2008 alle 11:58 am
(217) Vittorio
Per caso, lo ha fatto presente anche alla Chiesa Cattolica ed ai vari ricchissimi cristiani?
La realtà umana insegna un’altra storia su "il vile denaro è un mezzo e non un fine". Appunto. IIl cristiano (non solo lui, benintesio) cha ha il "mezzo" lo tiene ben stretto e boia se lo molla. Anzi, lo accresce.
21 novembre, 2008 alle 11:51 am
Vittorio, adesso non capisco la relazione tra qualità della vita e denaro. A me del denaro frega pochissimo, ma non sono nemmeno un mistico, dove sta scritto che ci sia relazione tra le due caratteristiche? Il mio cc non lo guardo nemmeno più ma credo di essere sotto di 3mila (per fortuna qualcosa devo incassare quindi non mi preoccupo). Vivo in un monolocale e ho un’auto con quasi 200mila km che quindi chiamo tra-passat. Per questo motivo dovrei essere soggetto a rapine quotidiane o finire sulla cronaca nera?
21 novembre, 2008 alle 11:45 am
Riflettevo. Gli avvenimenti di cronana nera ci mostrano che anche coloro che hanno soldi a non finire in fondo vivono una vita senza senso perché non hanno veri valori nei quali credere. Sta scritto su una stele egizia le piramdidi diventeranno polvere ma l’idee saranno immortali perchè vivranno x sempre nella mente di tutti gli uomini veri. Io credo fermamente in queste cose. Gioisco nell’ammirare i miei libri ed il mio conto bancario lo leggo solo a fine mese per sapere quanti libri posso acquistare x continuare il mio colloquio con coloro che le loro idee li hanno resi immortali. Sto dicendo eresie e sono felice di vivere nel XXI secolo altrimenti certamente il mio corpo andava in fumo.
21 novembre, 2008 alle 11:36 am
Questione di gusto e di approfondimento del credo religioso. Ricordi? Non accumulate tesori in questo mondo …………….. X me il vile danaro é un mezzo e non il fine ultimo della mia esistenza terrena. Mi piace mostrare ai miei simili la mia cultura non i simboli del consumismo di massa. Scusami viviamo su due universi differenti e non ti capisco anche se rispetto le tue idee.
21 novembre, 2008 alle 11:12 am
Vittorio, non ho capito la relazione tra la parola "perdono" e la parola "solidarietà". Uno può tranquillamente perdonare tutti senza sganciare un’euro, credo. Nel qual caso non vedo problemi.
21 novembre, 2008 alle 10:16 am
Snepretz carissimo,
. Cerchiamo nei limiti delle acquisizioni culturali e sociali che abbiamo maturato nel corso della nostra vita di sforzarci di capire anche gli altri. Vediamo in questi degli esseri viventi che combattono ogni giorno una dura battaglia per soppravvire e cerchiamo di capire specialmente quelli che x eventi indipendenti dalla loro volontà (vedi la crisi mondiale finanziaria o l’incapacità dei loro dirigenti) vedono, in pochi istanti, svanire il loro posto di lavoro. Certamente ho un tenore di vita adeguato ed indipendente da fattori esterni ma ciò non mi vieta assolutamente di guardarmi indietro per capire chi é più sfortunato di me.Il mio scritto sull’Universo e sulla filosofia scientifica era solo un occasione mediatica per condividere una mia gioia intellettuale con voi perché a volte é bello volare nel puro sapere per dimenticare le tristezze quotidiane e per brevi istanti immeggersi nel nulla esistenziale.
sono amante delle varie confessioni religiose passate e presenti, vedi un mio articolo nel settore ebraismo di questo blog se vuoi, e ti dico che un cattolico che non perdona non é cattolico ma un simpatizzante della lega nord
20 novembre, 2008 alle 4:29 pm
DSE ok. Beh se uno vede che sta rimandando il pagamento di 100 euro e per questo si inabissa di altri 500 non è che strameriti il mio rispetto, devo dire. Io da bambino sono stato educato che quando avevo le mancette facevo le bustine con dentro le monetine per le caramelle, per il cinema, per il calcetto poi mi gestivo il budget. Mi sa che bisogna ripartire dai fondamentali, altro che governo. Ribadisco che piano piano fare fuori la faccenda degli acconti comunque è cosa buona e giusta.
20 novembre, 2008 alle 4:27 pm
Snaprez,
qui la sposti su un’altro piano, è chiaro che la fiscalità potrebbe essere completamente indiretta, ma resta il fatto che l’evasione diminuisce comunque il gettito, a normativa vigente.
la fiscalità indiretta cambia completamente la distribuzione degli oneri: di solito si dice che ne risulta una progressività inversa, meno guadagni più, proporzianalmente, paghi.
visti i risultati, io eviterei di infilarsi in ulteriori invenzioni di finanza creativa, non credi?
20 novembre, 2008 alle 4:21 pm
Snepretz, APRI BENE LE PARABOLE! dicevo 100 euro a famiglia! che con l’effetto placebo, sommato all’effetto annuncio fan 400-500 euro in più di debiti, per famiglia, accumulati a Natale.
Non son strumenti degni di un Governo serio.
20 novembre, 2008 alle 4:15 pm
Caro Onyric povera anima pura, ti sfuggono molte sottigliezze del ragionamento Snepretz-Tremonti, comunque per addolcirti la pillola ti dirò, a mò di battuta, che ai ‘fannientisti’ statali ci pensa Brunetta.
20 novembre, 2008 alle 4:14 pm
Onyric, guarda che se tutti evadono e per questo tutti il giorno dopo vanno a comprarsi una BMW 8000cc SUV biturbo magari a rate il giorno dopo le casse dello Stato esplodono di iva incassata e accise.
Ti farei osservare che non sono pochissime le nazioni le cui casse si reggono decisamente più sulle tasse al consumo che non sulle imposte dirette. Quindi un conto è dire che l’evasione è un errore, ma forse se poi si dicono cose serie l’affermazione risulta credibile, se invece se ne fa una specie di lotta ideologica, come dimostrano chiarissimamente i fatti, le cose non cambiano se non in peggio.
20 novembre, 2008 alle 4:10 pm
Carissimo DSE, io vedrei la questione da due punti di vista: intanto lo sconticino sull’acconto è una fesseria, perchè tu (beato) parli di qualche centinaio di euro, ma il 4% di differenza sull’acconto per un bipede standard credo valga mooolto meno. E credo che ben pochi di questi soldi verranno impiegati in consumi extra.
E’ pur vero che prima o poi bisognerà dire con chiarezza che questa cosa dell’acconto di tasse su redditi che non hai ancora avuto è una cosa da deficienti nella migliore delle ipotesi. Fa il paio con l’Iva calcolata sulle tasse associate alle bollette varie. Un governo semiserio a costo di rimetterci sul fronte dell’effetto annuncio (tipo abbassare l’aliquota x del tot%) dovrebbe cominciare a fare ordine stabilendo il principio che le tasse si pagano DOPO che hai incassato, non durante nè tantomeno prima. E che le tasse sulle tasse è banalmente un furto. Quindi evviva la riduzione dell’4% se diventa una moda che porterà tra solo 23 anni ad avere l’acconto 0. Ciao!
20 novembre, 2008 alle 4:09 pm
Snaprez
il tuo ragionamento sulla fiscalità non sta in piedi, ma non servono tanti conti ad invalidarlo, basta la dimostrazione per assurdo: se tutti evadono, quanto incassa lo stato ?
quello che tu chiami, se non ho capito male, allungamento dei tempi, si risolve in una diminuzione del gettito annuo.
tu sai che gli stipendi agli statali si danno una volta al mese…
20 novembre, 2008 alle 3:50 pm
Caro Snepretz,
dopo la propaganda che abbiamo fatto a Schumpeter ed alla sua ‘distruzione creativa‘, e se non ci verrà fornita la trimestrale di cassa, qui sul blog, almeno dieci giorni prima che venga diffusa pubblicamente direi che è meglio togliere immanente l’appoggio esterno al governo.
La hai capita la manovrina ‘di finanza creativa‘ che quel furbone -il lupo perde il pelo ma non il vizio …- di Giulio Tremonti vuol mettere sul tavolo?
Invece che la detassazione degli straordinari che per le casse governative son soldi persi per sempre, ‘lui‘ riduce di 3-4 punti l’acconto irpef-ires di novembre. In questo modo i soldi li incassa lo stesso alla prossima scadenza, e contemporaneamente mette in circolo per gli acquisti di Natale qualche centinaio di euro a famiglia per stimolare i consumi.
Mica scemo!
20 novembre, 2008 alle 3:09 pm
Vittorio, nemmeno i cattolici (penso io, non è che sia molto competente) credono nella solidarietà rivolta sia a chi la merita che a chi non ha fatto quasi nulla per cavarsi d’impiccio. Quindi evviva la solidarietà selettiva, abbasso il buonismo ipocrita.
Oltre alla relatività del fatto che quello che tu ritieni un inferno per altri probabilmente sarebbe un paradiso, quindi visto che nel tuo primo intervento tiravi dentro variabili cosmiche consolati pensando ai moltissimi che stanno peggio di te a fronte dei pochissimi che stanno meglio, ovvero considera che comunque ti trovi nella parte alta della classifica del benessere.
20 novembre, 2008 alle 3:08 pm
Quanto scommettiamo che presto verrà indagato per qualche reato a caso?
20 novembre, 2008 alle 3:01 pm
DSE, certo, è una variabile nel senso che dici tu, ma è una costante nel senso che per tutto il tempo in cui ad esempio la BCE non modifica il valore si comporta come una costante.
Non so se sono il linea con Tremonti, immagino che l’esempietto stupido resta quello dei 100 euro che al 20% di iva (mal contati) dopo un certo numero di passaggi (ora non ho voglia di fare i calcoli) rientra praticamente tutto nelle casse. Quindi ciò che genera la cassa in sostanza è la velocità del flusso. Mi pare una banalità. Solo che viene dimenticata ogni volta che qualcuno dice che l’X% dell’economia è in nero E QUINDI mancano un sacco di soldi all’appello. Lungi da me promuovere l’evasione direi che però anche qui se un economista volesse per favore fare un po’ di luce sull’argomento al netto delle solite fesserie non penso che sarebbe sbagliatissimo.
Mi illumino di immenso? Cosa vuol dire, è come dire "Mi rabbuio di particelle"? "Sento la luce, vedo il suono, annuso i colori, che faccio, cambio spacciatore"?
20 novembre, 2008 alle 2:57 pm
E’ dolce constatare che nel paese dove risiede la massima autorità religiosa del cattolicesimo ci sono credenti che credono solo nelle idee del loro capo politico e non nel messia. Nel mio orto l’acqua é piovuta dal cielo che me ne frega, di ventennio memoria, se nel tuo campo c’é siccità. Belli insegnamenti per i nostri figli! Dovremmo scriverle queste massima sulle copertine dei libri di testo di ogni ordine e grado. Grazie per questa lezione di "civiltà" verrò a vivere nella tua città, isola felice.
20 novembre, 2008 alle 2:52 pm
Per Vittorio 183
Caro Vittorio, non ti sei ancora accorto che qui, come in generale nei forum su internet tutti scrivono e quasi nessuno legge quello che hanno scritto gli altri? è ovvio; se uno dovesse leggere tutto ci passa la giornata. Ogni tanto si assiste ad un battibecco fra due o tre fedelissimi.
Per quanto riguarda l’aumento della polizia potrei essere d’accordo, ma bisogna vedere che tipo di preparazione dovrebbe essere data a questi agenti. Non vorrei ritrovarmi con dei tipi come quelli mandati al G8 di Genova in giro per le strade.
20 novembre, 2008 alle 2:47 pm
Snepretz carissimo, come ti dicevo sei perfettamente in linea col Tremonti pensiero che vuole operare sul fronte della velocità dell’incasso delle entrate erariali riducendo di qualche punto gli acconti di novembre.
A voler essere esatti la quantita’ di circolante e’ determinata dalle banche centrali, quindi una variabile con un alto grado di rigidita’ più che una costante. No!?
Mi illumino di immenso