Di nuovo Israele riesce a mettersi dalla parte del torto anche quando ha ragione, e perfino il mondo arabo circostante si scrollerebbe volenteri di dosso la minaccia costituita da Hamas. La politica israeliana, in vista delle elezioni del 10 febbraio, s’è lasciata trascinare nella coazione a ripetere cui pure l’ultimo Sharon aveva tentato disperatamente di sfuggire. L’illusione è che la distruzione della forza militare visibile di Hamas regali tranquillità alle città meridionali dello Stato ebraico e rafforzi la componente moderata del movimento palestinese. Un secolo di guerra ci dice in anticipo che sarà vero il contrario: Israele rivivrà l’incubo del terrorismo e la leadership di Abu Mazen vacillerà anche in Cisgiordania, dopo l’umiliazione subita a Gaza.
Illusoria è anche l’unità che per qualche giorno Israele pare ritrovare nell’autodifesa, dopo che Hamas l’ha provocato con la rottura della tregua e con i lanci missilistici. Già scritto è il copione dell’imbarazzo e del dissenso interno, col dubbio angoscioso che il disonore sia l’anticamera della perdizione.
Quel sangue versato non servirà a nulla. Ora accendiamo per l’ottava e ultima sera i lumi di una Channukkà senza festa, perchè il miracolo della saggezza pare al di sopra delle nostre possibilità. Temo lo sappia anche il capo provvisorio del governo di Gerusalemme, Ehud Olmert. Per come l’ho conosciuto, proteso fino all’ultimo in cerca di un accordo con la Siria che gli integralisti di Hamas hanno sapientemente boicottato, è un uomo che non crede in quel che fa. Ne perlerò più a fondo nei prossimi giorni, temo bui.
P.S. Temendo le sciocche insinuazioni sull’ebreo codardo che non osa confrontarsi con gli eventi di Gaza, ieri avevo lasciato scritto che a causa dei miei spostamenti solo questo pomeriggio avrei potuto pubblicare un commento. Non è bastato a evitare che i cattivi sentimenti si manifestassero. Mi dispiace per chi li prova.
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16 marzo, 2009 alle 10:41 pm
berlusconi è uomo di azione. con lui saremo noi italiani i primi ad uscire
dalla crisi(parlo della europa).durera 12 mesi interi .sara un effetto
domino .dovremo azzerare le banche,dimezzare le assicurazioni,togliere
lavoro ai notai,cancellare enti non utili,dimezzare la spesa pubblica, cominciare le grandi opere,aiutare le piccole e medie imprese,abassare
gli affitti,non usare l,auto,aiutare la ricerca e la agricoltura.
17 febbraio, 2009 alle 3:30 pm
Gentile Gad,
avrei 2 domande forse un pò salate oppure politicamente "scorrette" da fare, ma ti assicuro che la mia è soltanto una curiosità, niente di più…
prima di fare le domande vorrei esprimere la mia opinione sul tuo conto come giornalista: ti considero come un giornalista abbastanza attivo e independente nell’esprimere le tue idee. Il che ahime è una rarità nei nostri gg. Quindi complimenti per le tue trasmissioni.
ecco le domande: perchè gli ebrei ci tengono a precisare, evidenziare il più possibile in ogni occasione con varie propagande la loro origine ebrea? sembra che sia quasi un obbligo per ogni ebreo di parlare di ebraismo, di varie tragedie che sono ormai abbastanza ben conosciute in ogni angolo del mondo, quindi tutto questo sembra eccessivo…Secondo te per esempio gli africani di Darfur dovrebbero parlare dappertutto di loro origine africana, genocidi subiti tra l ‘altro in silenzio appena gli viene dato il palco o microfono?…giuro che è soltanto una mia curiosità, perchè vedo questa propaganda ossessinata solo da parte di ebrei. Non credo che un africano che va a lavorare in israele, comincia a parlare delle sue origini e tragedie africane…
la seconda domanda: questo articolo lo cominci dicendo che l Israele riesce a mettersi dalla parte di torto ache quando ha ragione…secondo te In che cosa più precisamente l Israele aveva ragione questa volta? …
è solo una curiosità, niente di più.
e che da un pò cercavo di fare queste domande a un ebreo con la mente aperta e neutrale come te, quindi colgo l ‘occasione…
grazie in anticipo
13 febbraio, 2009 alle 3:07 pm
17/01/2009
"Quando si tratta di società differenti, tutto cambia: l’oggettività, impossibile nel caso della nostra società, perchè siamo parte in causa e trascinati noi stessi nel movimento di essa, ci è invece graziosamente concessa considerando le altre società. Non essendo più attori ma spettatori delle trasformazioni che si producono, ci è tanto più comodo mettere sulla bilancia il loro avvenire e il loro passato in quanto questi rimangono pretesti a contemplazioni estetiche e a riflessioni intellettuali, invece di rivelarcisi sotto forma di inquietudine morale."
"Nessuna società è perfetta. Ognuna include per natura una impurità incompatibile con le norme che proclama e che si traduce concretamente in una certa dose di ingiustizia, di insensibilità, di crudeltà. Nessuna società è profondamente buona e nessuna è assolutamente cattiva; offrono tutte certi vantaggi ai loro membri, tenuto conto di un residuo di iniquità che sembra più o meno costante."
(Claude Lévi-Strauss)
Leggendo queste parole del grande antropologo Lévi-Strauss, mi sono chiesta se si riflette in modo obbiettivo sul conflitto Israele-Palestina e su tutte le altre 25 guerre in corso nel mondo in questo momento.
Nel caso specifico del conflitto israelo-palestinese, come pacifisti, riflettiamo sugli errori di Israele (l’operazione Piombo fuso – ebraico:, Mivtza Oferet Yetzukah – quella campagna militare lanciata dalle Forze armate israeliane a partire dal 27 dicembre 2008, in risposta all’intensificarsi del lancio di razzi da parte di Hamas) , ma non dimentichiamoci quelli di Hamas, organizzazione terroristica che non esita far uccidere a sua volta civili israeliani, con attentati su spiagge e autobus, bombe umane (anche numerose donne e alcuni bambini) che si sono fatti esplodere nei supermercati, mentre alle famiglie di ciascun “martire” andavano 5000 dollari.
Hamas (Harakat al Muqwwama al Islamiyya = movimento di resistenza islamico) è stato fondato anche con l’aiuto dell’Occidente, il gruppo ultrà che nega l’Olocausto e vuole cancellare Israele dalla faccia della terra.
Nello “statuto” (carta costitutiva del movimento Hamas) si legge: “non esiste soluzione alla questione palestinese se non nella Jihad”. “Non un solo figlio di Israele può sfuggire alla guerra santa, né i civili, né i bambini”
Il popolo ebraico viene indicato da Hamas come responsabile di tutti i mali del mondo, delle due guerre mondiali, della rivoluzione francese, del colonialismo. Afferma inoltre che le famose farneticazioni dei “Protocolli dei savi di Sion” siano autentiche.
Dall’altro lato si spera vivamente che in Israele alle prossime elezioni vinca di nuovo il partito laburista e si ricominci là dove si era dovuto fermare Rabin che viene assassinato nel novembre del 1995 da uno studente ebraico estremista di destra che considerava l’avvicinamento ad Arafat un tradimento della nazione di Israele. Si spera insomma che si possa costruire un dialogo e un processo di pace duraturo.
E quando manifestiamo in piazza facciamolo più spesso e sempre contro tutte le guerre e per le pace globale e non solo pro Palestina e contro Israele o viceversa e, ovviamente, senza bruciare bandiere di questa o quell’altra nazione come hanno fatto i soliti fanatici a Roma l’altroieri e anche nel 2006.
2 febbraio, 2009 alle 9:04 pm
Non ho letto tutti i post, magari qualcuno l’ha già fatto presente. Dice Gad, "Illusoria è anche l’unità che per qualche giorno Israele pare ritrovare nell’autodifesa, dopo che Hamas l’ha provocato con la rottura della tregua e con i lanci missilistici."
Giusto per guardare ai fatti, a me risultava che la tregua l’avesse rotta (o forse mai osservata) Israele.
Israel’s Lies
Henry Siegman
http://www.lrb.co.uk/v31/n02/print/sieg01_.html
22 gennaio, 2009 alle 3:52 pm
in realtà era Dolcetto (fermo). Salute a te Gad!
22 gennaio, 2009 alle 3:27 pm
Eccone qua uno che ha bevuto troppo barbera frizzantino (Zuckerman 328)
22 gennaio, 2009 alle 3:24 pm
UN APPELLO AI GIORNALISTI EBREI
Siete i soli che possono parlare e scrivere. A nessuno che non sia ebreo è concesso criticare come andrebbe criticato e condannare come andrebbe condannato il comportamento criminale di uno Stato con un esercito come quello israeliano. Guardando le immagini dello sterminio (non sulle televisioni italiane che non osano traumatizzare gli immaturi spettatori), mi sono tornati in mente "Il piccolo grande uomo" e "Soldato blu", con i soldati americani che massacravano gli indiani dentro le riserve. Fate uno sforzo, provateci per favore. Quello che è successo fa inorridire. Le armi usate fanno inorridire. Si continua a parlare dei tunnel facendo finta che Gaza non sia un campo di concentramento da cui nulla poteva e può entrare o uscire senza il consenso capriccioso delle autorità israeliane. Non si parla dell’embargo, delle prepotenze, e dell’ingiustizia. Rileggetevi Uri Avneri, ripensate all’odio che si continua ad alimentare, ricordatevi delle parole di odio e di disprezzo che le bambine israeliane scrivevano sulle bombe destinate al Libano. Provo compassione per il popolo di Israele se l’unità di misura per giustificare il comportamento del suo esercito diventano le atrocità naziste.
13 gennaio, 2009 alle 11:10 pm
BRAVA JENNY! Ecco la cosa che fa più rabbia. Non una sola parola da queste menti illuminate (Gad è uno di quelli più onesti – intellettualmente parlando), contro gli orrori della guerra. Una azione così cruenta, portata da un forte esercito di una Nazione "democratica" nei confronti di un popolo senza terra e senza esercito, che si illude di essere protetto da un partito come Hamas. Vedete il blog del Prof. Giorgio Israel, che parla di difficoltà interreligiose (la chiesa cattolica è rea di aver proferito qualche parola contro le atrocità in atto) ed interpreta la guerra in modo spudoratamente filo ebraico. Provate ora solo ad immaginare cosa succede se un professore qualunque in una scuola parla in questo conflitto: deve stare molto attento perchè rischia di esser tacciato del reato di antisemitismo e perdere il posto.
6 gennaio, 2009 alle 6:40 pm
ALLA FACCIA DI CHI VUOL FERMARE ISRAELE E PARLA DI DIALOGO..
La Carta fondamentale di Hamas
Il 18 agosto 1988 Hamas, l’organizzazione del fondamentalismo jihadista palestinese, ha pubblicato la propria Carta fondamentale, un “manifesto” in cui viene invocata una jihad (guerra santa) senza compromessi contro l’esistenza di Israele. Nella settimana successiva alla pubblicazione, la Carta veniva affissa nelle moschee in tutti i territori di Cisgiordania e striscia di Gaza . Quelli che seguono sono alcuni dei punti principali della Carta fondamentale di Hamas.
Hamas rifiuta tutte le "iniziative e le cosiddette soluzioni di pace e le conferenze internazionali [...]. Non c’è soluzione alla questione palestinese che non sia attraverso la jihad. Iniziative, proposte e conferenze internazionali sono tutte perdite di tempo e sforzi vani" (art. 13).
"Israele esisterà e continuerà ad esistere finché l’islam non lo cancellerà, proprio come ha cancellato altri prima di esso". (art. 11).
Allah è il suo obiettivo, il profeta il suo modello, il Corano la sua costituzione, la jihad il suo cammino e la morte in nome di Allah il più dolce dei suoi desideri”(art. 9).
Citando la battaglia del XII secolo in cui gli eserciti musulmani, guidati dal Saladino e sotto le bandiere della religione, sconfissero i crociati e "liberarono la Palestina" dalla dominazione cristiana (art. 34, 35), la Carta di Hamas dice: "Questo è il solo modo per liberare la Palestina" (art. 34).
…ci vuole una tregua….fermiamo gli israeliani…riapriamo il dialogo…deve intervenire l’onu….mandiamo una forza di pace…
POVERI ILLUSI
5 gennaio, 2009 alle 9:27 pm
Jenny 319:commento estremamente condiviso!!Bravissima!purtroppo si sa chi controlla l informazione in Italia,e sembra nel mondo!l’obbittivo vede solo dove lo si punta!
5 gennaio, 2009 alle 8:30 am
Commenti come il 307 (Augustin) accrescono il mio sgomento. La parola pace è ancora lontana anni luce se riusciamo comunque a giustificare crimini orrendi.
3 gennaio, 2009 alle 11:40 pm
Per Oniryc
Carissimo, rileggendomi mi sono resa conto che il mio intervento possa sembrare di parte, ma credimi non è così, infatti io credo che un popolo sia artefice della sua vita,per anni i Palestinesi si sono lasciati condizionare, prima dalla lega Araba, e poi dagli integralisti.Non hanno mai voluto agire in maniera autonoma, vi è in Israele un movimento chiamatom Pace Naw, hai mai visto una controparte?Vi sono letterati Israeliani che si battono per avere due popoli due stati, hai mai visto un’intellighenzia Palestinese fare altrettanto?Non desidero giustificare l’operato di tutti i governi Israeliani, i governi sono fatti dagli uomini e gli uomini sbagliano, però mi chiedo, dov’è la volontà della controparte di cercare la pace?A Torino la primavera scorsa vi è stata la fiera del libro,Israele era la nazione invitata,poteva essere il momento per l’intellighenzia Palestinese, e Araba, di far sentire la sua voce moderata, la letteratura non ha parte, ebbene non solo ciò non è avvenuto,ma vi sono state manifestazioni e pressioni perchè Israele non venisse invitato.Ecco e questo che non tollero, non tollero che non vi sia dialogo, mai.Oggi a Milano hanno bruciato come sempre le bandiere di Israele, come ti sentiresti se bruciassero l tua bandiera?Non pensi che gli Israeliani abbiano il diritto sacorsanto di vivere in pace e dico pace senza razzi sulla testa a casa loro?perchè quella è casa loro che ci piaccia o no.
3 gennaio, 2009 alle 7:13 pm
L’ipocrisia della sproporzione
I pregiudizi dell’opinione pubblica mondiale
Davanti a un conflitto, l’opinione pubblica si divide tra coloro che hanno deciso chi ha torto e chi ha ragione e coloro che valutano con cautela tale o tal’altra azione come opportuna o inopportuna, anche a costo di rinviare il loro giudizio.
Lo scontro di Gaza, per quanto sanguinoso e terrificante, lascia trasparire tuttavia uno spiraglio di speranza che le immagini drammatiche troppo spesso nascondono. Per la prima volta in un conflitto in Medio Oriente, il fanatismo del partito preso appare in minoranza. Il dibattito in Israele («È questo il momento giusto? Fino a che punto arrivare? Fino a quando? ») si svolge come di consueto in democrazia. Quale sorpresa constatare che un dibattito assai simile divide, a microfoni aperti, anche i palestinesi e i loro sostenitori. A tal punto che Mahmoud Abbas, capo dell’Autorità palestinese, subito dopo l’inizio della rappresaglia israeliana, ha trovato il coraggio di imputare a Hamas la principale responsabilità della tragedia dei civili a Gaza, per aver rotto la tregua.
Le reazioni dell’opinione pubblica mondiale — i media, la diplomazia, le autorità morali e politiche — sembrano purtroppo in ritardo sugli sviluppi dei diretti interessati. A questo proposito non si può far a meno di notare un termine assai ricorrente, a ribadire un’intransigenza di terzo tipo, che condanna urbi et orbi l’azione di Gerusalemme come «sproporzionata ». Un consenso universale e immediato sottotitola le immagini di Gaza sventrata dai bombardamenti: la reazione di Israele è sproporzionata. Cronache e analisi non perdono tempo a rincarare la dose: «massacri », «guerra totale». Per fortuna, si è evitato finora il termine «genocidio». Il ricordo del «genocidio di Genin» (60 morti), ripetuto ossessivamente e poi screditato, è ancora capace di frenare gli eccessi? Tuttavia la condanna incondizionata e a priori della reazione esagerata degli israeliani regola ancora oggi il flusso delle riflessioni. Consultate il primo dizionario sotto mano: è sproporzionato ciò che non è in armoniosa proporzione rispetto alle altre parti, oppure non corrisponde, di solito per eccesso, al giusto o al dovuto, pertanto risulta eccessivo, esagerato, spropositato. È il secondo significato che viene accolto per fustigare le rappresaglie israeliane, giudicate eccessive, incongruenti, sconvenienti, che oltrepassano ogni limite e ogni regola. Sottinteso: esiste uno stato normale del conflitto tra Israele e Hamas, oggi scombussolato dall’aggressività dell’esercito israeliano, come se il conflitto non fosse, come tutti i conflitti, sproporzionato sin dall’origine. Quale sarebbe la giusta proporzione da rispettare per far sì che Israele si meriti il favore dell’opinione pubblica? L’esercito israeliano dovrebbe forse rinunciare alla sua supremazia tecnologica e limitarsi a impugnare le medesime armi di Hamas, vale a dire la guerra approssimativa dei razzi Grad, la guerra dei sassi, oppure a scelta la strategia degli attentatori suicidi, delle bombe umane che prendono di mira volutamente la popolazione civile? O, meglio ancora, non sarebbe preferibile che Israele pazientasse saggiamente finché Hamas, per grazia di Iran e Siria, non sarà in grado di «riequilibrare » la sua potenza di fuoco?
A meno che non occorra portare allo stesso livello non solo i mezzi militari, ma anche gli scopi perseguiti. Poiché Hamas — contrariamente all’Autorità palestinese — si ostina a non riconoscere allo Stato ebraico il diritto di esistere e sogna l’annientamento dei suoi cittadini, non sarebbe il caso che Israele imitasse questo spirito radicale e procedesse a una gigantesca pulizia etnica? Si vuole veramente che Israele rispecchi, in misura proporzionale, le ambizioni sterminatrici di Hamas?
Non appena si va scavare nei sottintesi del rimprovero ipocrita di «reazione sproporzionata », ecco che si scopre fino a che punto Pascal aveva ragione, e «chi vuol fare l’angelo, fa la bestia». Ogni conflitto, che covi sotto la cenere o in piena eruzione, è per sua natura «sproporzionato ». Se i contendenti si mettessero d’accordo sull’impiego dei loro mezzi e sugli scopi rivendicati, non sarebbero più avversari. Chi dice conflitto, dice disaccordo, di qui lo sforzo da una parte e dall’altra di giocare le proprie carte e di sfruttare le debolezze del rivale. L’esercito israeliano non ci pensa due volte ad «approfittare » della sua superiorità tecnologica per centrare i suoi obiettivi. E Hamas non fa da meno, ricorrendo alla popolazione di Gaza come scudo umano senza lasciarsi nemmeno sfiorare dagli scrupoli morali e dagli imperativi diplomatici del suo antagonista. Non si può lavorare per la pace in Medio Oriente se non ci si sottrae alle tentazioni di chi ragiona in base a pregiudizi o ad opinioni preconcette, che assillano non solo i fanatici oltranzisti, ma anche le anime pie che fantasticano di una sacrosanta «proporzione», capace di riequilibrare provvidenzialmente i conflitti. In Medio Oriente, non si combatte soltanto per far rispettare le regole del gioco, ma per stabilirle. È lecito discutere liberamente dell’opportunità di questa o quella iniziativa diplomatica o militare, senza tuttavia presumere che il problema venga risolto in anticipo dalla mano invisibile della buona coscienza mondiale. Non è un’idea «spropositata» voler assicurare la propria sopravvivenza. André Glucksmann (Traduzione di Rita Baldassarre)
André Glucksmann
(Traduzione di Rita Baldassarre)
Ecco quanto scrive Mr. Gluckmann.
Lasciamo ai lettori libero arbitrio circa eventuali commenti pro o contro.
Per quanto mi riguarda solo una piccola riflessione di merito che potrà anche apparire
"Qualunquista ? " onestamente "me ne frego".
Ci dica Mr. Gluck.. saprebbe lei quantificare le vittime palestinesi ad iniziare dalla prima Intifada, e poi confrontarle con le vittime israeliane ? è forse un calcolo alquanto macabro, ma rende esattamente l’idea della " Sproporzione"
Sa una cosa Mr. Gluck… Ho sempre pensato e continuo a pensare che Israele sia un forte elemento di destabilizzazione di tutta quall’area medio orientale e che da quelle parti la contrapposizione non terminerà mai e che i reciprochi interessi dei contendenti non potranno mai fermare questo stillicidio mortale che dura da 61 anni.
Quanto alla sproporzione in campo.
L’esercito sionista è uno dei più forti e ben armati ( dall’ America) di tutto il medio oriente, possiede anche un forte arsenale atomico e batteriologico ( sempre fornito dall’America)
I palestinesi lottano al contrario con le pietre, qualche fucile e razzetti vari.
Oggi i nemico giurato e Hamas ( eletto democraticamente dal suo popolo) ieri era Harafat, domani si inventerà un’altro nemico da abbattere. Israele non potrà abbattere tutto il popolo palestinese.
Mr. Gluck.
Israele non potrà mai assicurarsi la sua sopravvivenza ammazzando povera gente inerme e nemmeno massacrare civili per stabilire certe regole come lei afferma considerando che siete voi i primi a disattenderle.
Tornate a riconsegnare tutti i territori palestinesi oggi gestiti dalla vostra amministrazione, compresa Gerusalemme.
Riconsegnare i territori del Golan ai legittimi proprietari.
Smettetela con gli assassinii mirati di dirigenti palestinesi.
Il popolo palestinese ha il diritto di difendersi e di difendere la sua terra.. e non hanno un esercito, cannoni, aerei, atomiche.
Hanno però qualcosa di molto più grande e potente: la voglia d’essere un popolo autodeterminato e libero.
Israele la perderà questa guerra e non sui campi di battaglia, ma a causa delle culle.
Per ogni famiglia sionista che mette al mondo un figlio, una famiglia palestinese ne mette al mondo dieci di figli.
Nell’arco di trent’anni Israele non esisterà più come enclave – come giusto che sia.
Non pretendete d’esser amati dal mondo. Come si può amare chi ha addirittura assassinato il suo Cristo.
2 gennaio, 2009 alle 9:06 pm
Diana
non è che rileggendo il tuo ultimo scritto percepisci accenti leggermente discriminatori?
magari ripiegare su una analisi delle condizioni materiali ?
2 gennaio, 2009 alle 8:45 pm
Sono addolorata per ciò che stà avvenendo in Israele, in questi giorni, ciò non toglie che sono stati i Palestinesi a rompere la tregua,lanciando razzi su Israele, e questo non si può dire cercare la pace.Penso inoltre che tutti i civili che purtroppo stanno morendo devono anche dire grazie ai militanti di Hamas, che vigliaccamente si nascondono tra la popolazione civile.Io che pure condanno da sempre la violenza non riesco a stare dalla parte di persone vigliacche che usano come scudi umani i loro stessi fratelli.Israele ha un esercito e lo schiera, questo può anche non piacere, ma vi è una dignità nel combattere a viso aperto, anziche nascondersi, e farsi saltare in aria pieni di droghe, per non pensare a ciò che si stà facendo.Per5 quanto riguarda Raffaella Fortunato, non concordo con la tua visione delle cose, ma la rispetto e accetto.Continua a pensare che più i Palestinesi si lasceranno manovrare dagli integralisti, più continueranno a morire, non vi è speranza per un popolo che non vuole evolversi, un popolo, che non cresce, non studia, non può migliorare, finchè accetteranno la dittatura, di una visione distorta della fede, non ci sarà pace, e questo mi addolora perchè purtroppo, non vedo come farà Israele a convire con un popolo così oscurantista.
2 gennaio, 2009 alle 7:30 pm
Gad, giornalista ed intellettuale di noto spessore, non si affrancherà mai della sua parzialità e faziosità quando solo ci si azzarda a sfiorare il tema "sensibile" di Sion; la sua condanna dei crimini di queste ore è solo strategica,razionale e disgustosamente utilitaristica (il sangue che "non servirà" ad Israele); nessun accenno umano alle sofferenze palestinesi, anzi sottile approvazione per le devastazioni contro "Hamas", la parola magica che giustifica ogni efferatezza da parte dei criminali di Tel Aviv; girati pure dall’altra parte, come la maggioranza dei media asserviti, ma intanto il sangue palestinese continua a scorrere………
2 gennaio, 2009 alle 6:46 am
Per DIANA 371
sono contenta di essere nata in una parte pacifica di mondo e in una famiglia cattolica…..
Ti va meglio così??
Hamas so cos’è, ed anche l’integralismo religioso.
Sommessamente ti ricordo che ha vinto democratiche regolari elezioni svoltesi sotto occhio e controllo della comunità internazionale.
Chieditene le ragioni.
Se tu vivessi come vivono i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, che sommessamente ti ricordo sarebbe quanto meno anche caa loro, forse non saresti così civile e pacifica come immagino tu sia.
I civili morti come mosche sotto le bombe intelligenti di Israele ti procurano qualche fremito o la tua anima sobbalza solo per i poveri cristiani perseguitati da Hamas?
Sai tu che i palestinesi erano (neanche tanto tempo fa) il popolo più laico di quella regione?
La pace, Diana, si fa con il nemico.
Sono contenta, si, cara Diana, per quanto si possa esserlo in questo momento di essere "cattolica e italiana" (metafora?!)
"Se"…la storia non si fa con i se e con i ma….se fossi cattolica a Betlemme stretta tra deliri religosi altri e per di più con Hamas sarei assai più sfigata.
Il governo di Israele versa sangue innocente, e lo versa per dipiù inutilmente, i suoi cittadini non ne avranno pace ma solo altra guerra, integralismo e terrorismo.
1 gennaio, 2009 alle 8:13 pm
Cara Raffaella Fortunato, io fossi in te non sarei poi così contenta di essere Cattolica e Italiana, forse dovresti vedere come se la passano i poveri Cristiani di Betlemme, che loro malgrado sono sotto la dittatura di Hamas, stanno letteralmente scomparendo, costretti ad andare via dalle loro case, e questo per la civile tolleranza e apertura mentale degli integralisti di Hamas.Forse in Italia Hamas non ha potere pe4r ora ma prova a pensare di avere queste persone per vicini di casa!!!Forse non ti sentiresti così fortunata.
1 gennaio, 2009 alle 7:40 pm
mi correggo (conpiacere) post anti israele accettato
1 gennaio, 2009 alle 7:37 pm
Stranamente non viene accettato unmio civile post anti israeliano……..non lo riscrivo.
Lecose sono sotto gli occhi del mondo
1 gennaio, 2009 alle 7:35 pm
La tregua umanitaria, dice l’ineffabile Livni, non serve.
I morti 400, 500 tanti non fanno "morte", Gaza è il solito immondezzaio a fronte della bella pulita civile Israele (non sono sarcastica) inquietano la mia coscienza e quella dei miei amati scrittori israeliani (e di altri israeliani) le responsabilità, gli errori palestinesi, il cinismo di Hamas, vedo tutto.
Ma finchè lì ci sono 5oo morti e l’immondezzaio di Gaza, scusate tanto io resto dalla parte loro. Sa che le dico, Lerner..?
Acriticamente, retoricamente.
Israele sbaglia e la sua anima l’ha persa da un pezzo.
Yehoshua, Grossman, Oz sono anime belle che, cappello, difendono il loro modo leale e giust di peensare alla propria identità ed alla loro nazione.
Israele è la nazione piena di sè, di icuria dell’altro, di coscienza smemorata, di sefarditi minori per i nobili askenazi depositari del giusto che ho conosciuto con delusione tanti anni fa.Con fatica Con la testa e la ragione continuo a considerare le ragioni di tutti, ma il mio cuore, la mia anima, la mia coscienza sono tutte negli occhi di quei bambini carichi di doloroso odio nell’immondezzaio infernale di Gaza.
Sono contenta di essere italiana e "cattolica"
1 gennaio, 2009 alle 6:09 pm
La situazione mi pare chiara in logica militare Hamas ritiene suo diritto lanciare missili su Israele,Israele ritiene suo dovere bombardare Hamas per proteggere i suoi cittadini.Dal punto di vista politico tutti pagheranno il loro prezzo.OLMERT E ABU MAZEN mi pare contino molto poco,i veri contendenti sono le due pubbliche opinioni che vogliono lo scontro frontale e non vogliono rinunciare a nulla,chi deve pagare è il singolo disgraziato che si trova sulla linea di fuoco.
31 dicembre, 2008 alle 12:25 am
Caro Luca, mi dispiace constatare che anche tu ti fai condizionare e parli un pò per luoghi comuni,infatti non è tanto il fatto che i bambini Palestinesi tirino pietre anzichè sparare con i fucili, il fatto è che le tirano invece di essere a scuola, e purtroppo le tirano da molti anni.Ti sei mai chiesto il perchè?Perchè questi bambini vengono educati all’odio, e mai alla tolleranza?Perchè Hamas a Betlemme stà facendo terra bruciata contro i Cristiani?Sto parlando di Cristiani non di ebrei, qual’è il motivo?Non pensi che questi integralisti, siano la causa di molti mali’Perchè prova a riflettere gli ebrei non gli vanno, i Cristiani non gli vanno, l’emancipazione femminile non gli và i Gay non li vogliono neppure sentire nominare, allora mi vuoi dire cosè che gli và bene?Fermo restando che io penso che un’azione armata non è mai positiva, distinguo come Amos Oz, la guerra per la difesa della mia terra,e Israele ha il sacrosanto diritto ad avere una terra e difenderla.Io spero e confido nella diplomazia, ma finchè vi saranno i terroristi come controparte ho paura che ci vorrà molto tempo per realizzare due popoli due stati.Infatti non vedo da parte di Hamas nessuna volontà di pace, neppure per il suo popolo martoriato, che chiede scuole, acquedotti, rifornimenti.Ci siamo mai chiesti dove Hamas mette i fondi che riceve?Li mette solo in armi,avete mai visto costruire uno scarico fognario?Una scuola?Ecco io credo che il popolo Palestinese debba prima ribellarsi agli Integralisti,e poi far sentire le sue ragioni a Israele.
30 dicembre, 2008 alle 5:45 pm
1 una precisazione su Annapolis:vi ha partecipato anche la lega Araba quindi evitiamo di raccontare che gli arabi rifiutano qualsiasi trattativa: un’occasione d’oro per arginare l’ala sciita:per questo è stato dato l’assesnso a Gaza da parte egiziana e non solo da parte egiziana (come in Libano)
2 in quanto al filmato di una ragazzina se queste sono le prove…lasciamo perdere: preferisco le domande inquietanti poste da Haaretz sulla rottura della tregua
3 Finirà come in Libano a parte colpi di testa di…ma si sa la stretegia della tensione si ferma miracolosamente in Terra santa…con la differenza che secondo me non c’entrano i neoconservatori
PS su sderot e le domande inquietanti poste da Hharetz sulla mancanza di fortificazioni ho raccolto il materiale in questo Tag..
http://frammentivocalimo.blogspot.com/2008/11/sderot-e-gaza-aggiornamento.html
.io personalmente la penso diversamente ma preferisco tacere
grazie per le cortesi parole, ma non sono affatto preparata o razionale, ma molto inquieta e indignata
30 dicembre, 2008 alle 8:27 am
292 – L’amore materno è una cosa,la sua strumentalizzazione è un’altra cosa. Per esempio, madri palestinesi orgogliose che i loro figli si facciano saltare in aria sono a dir poco contro natura. Una madre, una buona madre, non può gioire per la morte del figlio, e se crede veramente in questo tipo di azioni, piuttosto si fa saltare in aria lei, ma preserva il suo futuro. In quanto al fatto del popolo eletto, forse ti sfugge che il cristianesimo ritiene che il paradiso sia solo per i cristiani e l’islamo solo per i musulmani. L’ebraismo invece, dice che i non ebrei che si attengono alle 7 regole di Noè, cioè alcuni dei 10 comandamenti, insomma chi si comporta bene, è un giusto in ogni caso.
273 Il progetto di creare uno stato palestinese accanto ad uno ebraico è nato nel 1947 con la risoluzione 181. Israele aveva accettato la risoluzione da subito, cioè la creazione dello stato di Palestina, stato che non era mai stato proclamato prima, e che non venne proclamato nemmeno tra il 48 ed il 67, periodo in cui Gaza e la Cisgiordania furono occupate rispettivamente da Egitto e Giordania. Il problema, mi pare, sia quello del riconoscimento dello stato ebraico da parte araba
30 dicembre, 2008 alle 7:06 am
Per 308
Condivido Gad, arial non è banale come i reazionari
parisi e prodi proni agli usa ed ai grandi poteri.
Non può esistere un mondo pacificato senza l’ideologia
comunista sarà strabanale dirlo ma non mi importa nulla.
PALESTINA LIBERA! AFGHANISTAN LIBERO! ITALIA LIBERA!
http://uk.youtube.com/watch?v=kl1o7cRk5Rg&feature=related
30 dicembre, 2008 alle 6:43 am
Ringrazio Arial per i suoi interventi mai banali
30 dicembre, 2008 alle 6:23 am
Per 173 (Nicola)
Vergognati! Le Brigate Rosse non hanno mai ucciso civili, trucidato anziani, donne e bambini! Le Brigate Rosse non hanno agito per odio
razziale, religioso o per difendere interessi personali. Per quanto
siano sbagliate le azioni violente delle Brigate Rosse queste persone
hanno agito senza trarre alcun vantaggio personale, rischiando la loro vita per costruire una società comunista e raggiungere l’abolizione delle guerre, del razzismo, del fondamentalismo religioso, dello sfruttamento e dagli eccidi dei lavoratori. Paragonare gli eccidi neonazisti di anziani, donne bambini e neonati alle azioni politiche
violente contro potenti è semplicemente aberrante.
I lavoratori non provano alcun terrore per le Brigate Rosse ma per questi spaventosi eccidi e per gli eccidi dei lavoratori nelle fabbriche perpetrati malvagiamente grazie alla legge biagi ed alla mancanza assoluta di controlli silla sicurezza dei luoghi di lavoro, sulla formazione e le condizioni psico fisiche di milioni di lavoratori.
I militanti delle Brigate Rosse hanno pagato un prezzo molto alto, decenni di carcere e molti di loro hanno sacrificato la loro stessa vita per gli ideali in cui hanno creduto. Credo vada fatta una seria riflessione su certi aberranti paragoni. Pur condannando ogni forma di violenza contro le persone, non si può mettere sullo stesso piano gli eccidi nazisti con l’estremismo politico.
P.S.
Ricordo a chi ha offeso l’ideologia comunista ed i partigiani comunisti in questo blog, che è stato grazie al sacrificio delle brigate comuniste e dell’Unione Sovietica se i mostri nazisti hitler e mussolini sono stati sconfitti.
ITALIA LIBERA E COMUNISTA!
http://it.youtube.com/watch?v=XvE5y7TAZUw
30 dicembre, 2008 alle 3:57 am
arial, sono sbalordito dal tuo livello di preparazione, ma anche dalla tua capacità di analisi. Hai un blog o un sito personale? In tal caso, mi piacerebbe conoscerlo.
Ciao
Sergio
30 dicembre, 2008 alle 2:18 am
Una testimonianza incredibile.
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Una ragazzina palestinese, la cui famiglia e’ stata distrutta dai bombardamenti, dichiara alla TV palestinese che Hamas e’ la causa del conflitto.
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Il filmato si trova qui:
http://www.youtube.com/watch?v=fLIdxF-GHWw
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La mia sensazione e’ che questo filmato da solo vale tutto sto forum al quadrato, senza offesa.
30 dicembre, 2008 alle 1:40 am
28 dicembre: Condoleeza Rice telefona a Barack Obama per coordinare la politica in Medio Oriente, in vista del passaggio di consegne
" Allora, Barack… Le chiavi dell’Iraq te le lascio sotto lo zerbino. No, dai… non fare lo spiritoso. Che Silvio, oltre ad essere un buon amico, ha una splendida voce. Ricordatene quando ci sarà da organizzare una festa con gli italo-americani. Altro che quei musoni dei tuoi amici. E’ la persona più cara del mondo. Se solo si risparmiasse quelle oscene barzellette! Non offenderti, e prova a far finta di ridere. Come fanno gli italiani da vent’anni… Dici che loro non fingono? Vabbe’… comunque le chiavi dell’Iraq sono lì… E mi raccomando: non ritirarti troppo presto. Ricorda: per un presidente americano la campagna elettorale viene ogni quattro anni, ma la campagna militare, quella, non finisce mai… Innaffia Karzai ogni volta che è necessario, ma senza esagerare. Che ancora debbo capire cosa se ne fa, quello, dei soldi. L’ultima volta che ho visto l’Afghanistan, mi ha ricordato il cervello di George. Un deserto, ma con più pecore e campi di papavero. Karzai dice che la sua unica spesa sono quegli orrendi cappelli di astrakan. Mah! E’ possibile che per il tuo arrivo si senta ancora un po’ di trambusto venire giù dalla Palestina. Lì i nostri amici si sono messi a fare le grandi pulizie. Per febbraio dovrebbero aver finito: in queste cose sono una bomba. Tu fa’ finta di nulla. Infilati i tappi nelle orecchie e fa’ finta di nulla. Sì, lo so… Lo so che posso fidarmi. Ricordati che c’è sempre chi veglia su di te. Che tu voglia o no… E… mi raccomando, una volta ogni tanto, fagliela una telefonata a Silvio, che lui ci tiene…"
30 dicembre, 2008 alle 1:27 am
297Gavriel.PANE E ACQUA devono ricevere.Altro che ricatti politici per aver finanziamenti per le ieshivot,le famiglie religiose ed i coloni!!!buona notte!
30 dicembre, 2008 alle 12:43 am
signore, hai oltremodo stufato con la tua appartenenza politica, la mia opinione l’ho già espressa precedentemente riguardo all’attuale situazione di guerra, il problema è non se io sia di sinistra, nè che lo dichiari più o meno apertamente, perchè anche questo l’ho già più volte fatto, nè si tratta di pietismo, ma semplicemente non accettare più la guerra in tutte le sue forme, terroriste o militari, come unica soluzione di un dramma che investe due popoli,di cui bambini e donne, sono le principali vittime di attacchi vigliacci e crudeli. Non ti auguro buona notte ma buoni incubi di missili e bombe.
30 dicembre, 2008 alle 12:36 am
[...] di nuovo sangue causato da un braccio di ferro, una prova di forza dove le vittime sono sempre i civili, vittime tutte di una guerra non loro. Mentre i signori delle guerra si incolpano: hai cominciato tu, no hai cominciato tu…Hanno aumentato di un secondo il 2008. Ho paura che sarà un altro secondo di morte. Morte che vedo da quando ho memoria. Che ricordo di aver letto in “Vittime” di Benny Morris. Morte che rivedo nelle immagini che oggi scorrono in tv o su internet, e che leggo nei resoconti dei vari inviati (tra i tanti: Ansaldo su Repubblica, De Giovannangeli su l’Unità, Vittorio Arrigoni su guerrillaradio.ioblogg e che parla di una nuova Guernica). Morte che invece non leggo sul Giornale dove il solito Andrea Nativi, esperto al contrario, ha la faccia di esaltare l’ennesima operazione chirurgica dove le vittime civile “sono solo il 3 per cento”. Come altrettanto non leggo su certi blog e siti, i quali, non vedendo oltre al loro naso, addirittura pubblicano e poi forse per pudore rimuovono le foto di palestinesi uccisi a Gaza dove addirittura sostenevano che era una finta. Franchezza per franchezza: già visto fare da chi sostiene che l’olocausto è un’invenzione. A loro un consiglio: leggetevi B’Tselem, centro israeliano per l’informazione sui diritti umani nei Territori occupati, che proprio in questi giorni ha ripetuto la sua richiesta affinché tutte le parti in causa cessino le ostilità contro i civili [...]
da http://www.pagineonlife.wordpress.com