Nel mentre attendo con tremore gli esiti dell’offensiva israeliana di terra nella striscia di Gaza (da cui non mi attendo niente di buono, anche se spero di sbagliarmi), credo di avere qualche titolo per protestare contro le manifestazioni islamiche che si sono svolte oggi in molte città italiane.
Lo so bene che della mia protesta se ne aranno un baffo, gli imam e gli altri leader religiosi che le hanno promosse su base confessionale, organizzando gli immigrati arabi su base confessionale e portandoli a pregare Allah di fronte alle cattedrali cattoliche italiane. Una contrapposizione da leccarsi i baffi per leghisti e affini, con i quali i sobillatori islamici vanno d’accordissimo perchè i divieti di moschea e le limitazioni di libertà religiosa comprovano nella loro mentalità il precetto della contrapposizione all’Italia “terra nemica”.
Fatto sta che chi volesse oggi esprimere una critica alle scelte guerrafondaie di Hamas e del governo israeliano, si trova paralizzato tra due fuochi. Perchè la critica a Israele è stata monopolizzata da chi non solo brucia le bandiere con la stella di Davide (un modo di negare il diritto all’esistenza dello Stato ebraico) ma, peggio ancora, inneggia alla guerra di religione. Facevano pena i comunisti italiani, quattro gatti, retrocessi nelle ultime file di quei cortei guidati dagli imam promotori di una cultura reazionaria che strumentalizza e bestemmia il nome del Signore.
Chi si batte per l’integrazione degli immigrati e per i loro diritti, compreso il diritto di culto in luoghi degni e adeguati, oggi deve levare la sua voce contro l’imbarbarimento cui li trascinano questi sedicenti portavoce comunitari, parassiti dell’esasperazione e incendiari propalatori di odio etnico e fondamentalista.





5 gennaio, 2009 alle 11:26 pm
Lando caro sono proprio d’accordo con te, non appena voi sinistri arrivate alle poltrone, l’unica cosa che vi interessa, mettete in soffitta i cosidetti "ideali" che vi sono serviti per arrivare alle poltrone.
Giulio Cesare
5 gennaio, 2009 alle 11:25 pm
Anna
anche una casalinga di Voghera dovrebbe cappire che il mare di soldi che giunge anche adesso a Gaza è impiegato per missili costosissimi 8.000 lanciati da Gaza su Israele e corruzione con annessi conti in banca in svizzera .
Anche una casalinga si doivtrebbe porre il problema alla mancanza di accenni sul doocumento alle centinaia di uccisi da hamas alcuni fatti volare dalle finestre durante il golpe .
Hamas infatti coime a suo tempo i nazi ha sì preso parecchi voti ( 30 ) ma non per questo può fare un golpe e cacciare l’altro partito e destituire il potere del presidente veletto nè tanto meno ucciidere come anche in questi giuorni senza pprocesso alla nazi maniera oppositori concorrentoi 9
L’omissione di tutti questoi elemnti qualifica il dicumento come propagandistico .
L’accentuazione dell’origine ebraica del triste relatore è di sapore strumentale razziale e rasenta l’osceno , gli ebrei buoni sono sempre stai usati dag chi vuole sterminatre gli ebrei .
L’ultimo esempio è sta la presenza di rabboini rincoi alle conferenze del satrapo iraniano con annessi velati proclamni di promessa di olocausto nucleare per israele .
5 gennaio, 2009 alle 11:23 pm
788
ANNA
Senza offesa ma se ci proponi di queste letture forse e’ meglio che torni a fare la casalinga di Voghera.
Il "crudele esperimento scientifico" da te riportato e’ frutto di posizioni ideologiche preconcette, roba da marziani per intenderci. Se foseero alla fame non avrebbero soldi, energie e possibilita’ di importare tonnellate e tonnellate di armi, evidentemente la fame non sanno cosa sia, senza contare che potrebbero coltivare la terra invece di assemblare missili.
Non ti era venuto in mente?
Giulio Cesare
5 gennaio, 2009 alle 11:22 pm
Luca 772
forse c’è un problema di… "tempi". Nel mio commento n. 769 non ho fatto alcuna allusione al fatto che tu mi irrida.
Spero che sia tutto chiaro, adesso.
5 gennaio, 2009 alle 11:19 pm
non sei la ‘casalinga di voghera’, cara anna, magari sei di voghera, ma non sei la ‘casalinga di voghera’
5 gennaio, 2009 alle 11:18 pm
a 790 Giulio Cesare
"e’ umano che si tendano a dimenticare le brutture della vita"…
…specie se a fartele dimenticare è una poltrona
5 gennaio, 2009 alle 11:17 pm
791 Luca prima del muro una bomba all settimana il rischio del blocco ecomnomico demografico di migrazione di Israele , dopo il muro fine atgtentai suicidi .
Perchè non ne hai accennato nel parlkare di muro ?
Ad entrambe le parti dovremo dare attenuanti generiche .
Si dice che infatti è loscontro di due ragioni . ( questo per qiuuanto riguarda fatah Israele su Hams sono nazi e basta )
5 gennaio, 2009 alle 11:16 pm
Anna 788 COMPLIMENTISSIMI!!!!COMPLIMENTI
5 gennaio, 2009 alle 11:14 pm
Lando
equivoco .
Mi riferivo scherzoisamente alla formula del matrimonio .
Scusa e ti sei offeso , rimane la mia gentile richiesta di cointrobattermi con argomenti e dati o dimostrare mie contraddizioni .
Il termine provocazione mi è sconosvcoiuto scrivo quello che penso e se qualcuno mi dimostra che sbaglio ne sono vivamente interessato
5 gennaio, 2009 alle 11:11 pm
Marco come sei povero!che risposte! non è un motivo per eliminare israele ma lo è per aprire gli occhi e capire le ragioni di chi è schiacciato dal vicino più forte!e da un popolo tormentato come quello ebreo ci si dovrebbe attendere un comportamento diverso!non la creazione di un muro 20 km oltre il territorio israeliano,rubandolo di fatto alla palestina!controlando i loro rifonimenti idrici, elettrici.Lo sai che gli ospedali restano spesso senza corrente in palestina per colpa dei blocchi fatti da israele?e sai che anche li vi sono macchine a cui sono attaccati bambini che hanno bisogno di quei respiratori ecc pr vivere?sai che qlc giorno fa israele ha bloccato il commercio delle armi in palestina(cosa condivisibile),ma lo ha fatto anche per le merci?perche scusa?ti sembra giustizia?non sarà un motivo per eliminare israele certo, ma è una verità che va detta!e non stupiamoci se in palestina si ha il coraggio di osare rispondere!
5 gennaio, 2009 alle 11:11 pm
714
Consolati, e’ umano che si tendano a dimenticare le brutture della vita.
Giulio Cesare
5 gennaio, 2009 alle 11:10 pm
Gad affascinante ?
5 gennaio, 2009 alle 11:07 pm
Gentilissimi,
sono una casalinga… quella classica… citata più volte dal mainstream mediatico come "casalinga di Voghera"…credo di non essere sprovveduta… un bagaglio culturale di livello medio alto… tra un bucato e l’altro la lettura mi tiene compagnia… filosofia science fiction romanzi di un certo spessore (non certo quelli alla Moccia) poesia saggi storici… non disdegno di guardare nemmeno la tv… arma di distruzione di massa… una decerebrazione delle menti atta a trasformare gli utenti in utonti… l’Infedele (nessuna piaggeria… Gad Lerner è il mio conduttore preferito da sempre… brutto sì, mi perdoni, ma terribilmente affascinante) e Rai educational sono i programmi che preferisco… ho a cuore le sorti dell’umanità (sono una madre) che siano bianchi, neri, gialli o altro… cristiani, cristiano ebrei, cristiano cattolici o cristiano ortodossi, mussulmani, animisti, indù, buddisti… tutti di razza umana (Einstein) e nessuno che provenga dal Pianeta Papalla… sulla questione della Striscia di Gaza è già un dejà vu… mi ricorda tanto l’Irak… embargo, prima guerra, embargo, seconda guerra… epilogo impiccagione di Saddam Hussein (definirlo un orrore della democrazia occidentale sarebbe troppo riduttivo)… ora la Striscia di Gaza… riporto qui di seguito un articolo del giornalista israeliano Uri Avnery… ahimè a confermare i miei timori della scientificità delle odierne e future guerre del terzo millennio:
Il grande esperimento della fame
"E’ possibile forzare un popolo intero a sottostare ad una occupazione straniera facendolo morire di fame? E’ certamente una domanda interessante. Tanto interessante che i governi di Israele e degli Stati Uniti, in stretta collaborazione con l’Europa, si sono impegnati in un rigoroso esperimento scientifico per ottenere una risposta decisiva. Il laboratorio per l’esperimento è la Striscia di Gaza e le cavie sono il milione e duecentocinquantamila palestinesi che vivono lì. Per soddisfare gli standard scientifici richiesti innanzi tutto era necessario predisporre il laboratorio. Questo è stato realizzato nel seguente modo: prima di tutto Ariel Sharon ha sradicato gli insediamenti israeliani che vi erano. Dopotutto non si può eseguire un esperimento corretto con animaletti domestici che girano per il laboratorio.
Con il laboratorio pulito, la fase successiva poteva iniziare: tutte le entrate e le uscite sono state sigillate ermeticamente, per eliminare influenze di disturbo dal mondo esterno. E’ stato fatto senza difficoltà. I vari governi israeliani hanno impedito la costruzione di un porto a Gaza e la flotta israeliana controlla che nessuna nave si avvicini alle coste. Lo splendido aeroporto internazionale, costruito nel periodo di Oslo, è stato bombardato e chiuso.
Il segnale d’inizio è stato dato dopo che i palestinesi hanno avuto le loro elezioni democratiche in modo ineccepibile, con la supervisione dell’ex presidente americano Jimmy Carter. George Bush ne era entusiasta: il suo sogno di portare la democrazia nel Medio Oriente si stava realizzando. Ma i palestinesi hanno fallito il test. Invece di eleggere dei “buoni arabi” devoti agli Stati Uniti, hanno votato per dei pessimi arabi, devoti ad Allah. Bush si è sentito insultato. Ma il governo israeliano era in estasi: dopo la vittoria di Hamas, americani ed europei erano disponibili a prendere parte all’esperimento. Si poteva iniziare.
I lavoratori palestinesi sono stati costretti a lavorare in Israele per stipendi da fame (per gli standard israeliani). Quando è scoppiata l’Intifada, i capitani dell’industria e dell’agricoltura israeliani hanno scoperto che era possibile andare avanti senza i lavoratori palestinesi. In realtà era anche più conveniente. Lavoratori provenienti dalla Tailandia, Romania ed altri paesi poveri erano disposti a lavorare per salari anche più bassi ed in condizioni al limite della schiavitù. Così i lavoratori palestinesi hanno perso il loro lavoro. Questa era la situazione all’inizio dell’esperimento: l’infrastruttura palestinese distrutta, praticamente senza mezzi di produzione, nessun lavoro per la gente. Dopo tutto uno scenario ideale per il grande “esperimento della fame”.
Che cosa stanno cercando di dire ai palestinesi i governi di Israele e degli Stati Uniti? Il messaggio è chiaro: arriverete al limite della fame, ed anche oltre, se non vi arrenderete. Dovete destituire il governo di Hamas ed eleggere dei candidati approvati da Israele e Stati Uniti. E, ancora più importante: vi dovete accontentare di uno stato palestinese che consista di varie enclavi, ognuna delle quali sarà completamente dipendente dalle tenere grazie di Israele. Al momento i direttori dell’esperimento scientifico stanno meditando su una sconcertante domanda: com’è possibile che i palestinesi resistano ancora a dispetto di tutto? Secondo tutte le regole avrebbero dovuto cedere da molto tempo! In realtà ci sono alcuni segnali incoraggianti. L’atmosfera di generale frustrazione e di disperazione crea tensione fra Hamas e Fatah. Qui è là avvengono degli scontri, alcuni sono uccisi e feriti, ma in ogni caso la frattura si blocca prima di trasformarsi in guerra civile.
Come può una popolazione stroncata dalla fame, senza medicinali ed attrezzature per i suoi rudimentali ospedali ed esposta ad attacchi di terra, mare e cielo, resistere ancora? Quando si spezzerà? Quando cadrà in ginocchio e chiederà pietà? O troverà una forza disumana per resistere al test? In breve: quanto e cosa serve per ottenere che un popolo si arrenda?
Tutti gli scienziati che prendono parte all’esperimento – Ehud Olmert e Condoleeza Rice, Amir Peretz e Angela Merkel, Dan Halutz e George Bush, per non menzionare il premio Nobel per la pace Shimon Peres – sono chini sul microscopio ed attendono una risposta, che senza dubbio darà un contributo importante per le scienze politiche."
(Scritto da Uri Avnery – nome originario Helmut Ostermann – giornalista israeliano)
5 gennaio, 2009 alle 11:06 pm
a Marco "provocatore" Scamardella :
Fortunatamente non sei il solo con la facoltà di scrivere altrimenti sarebbe dura.
"Taci per sempre" è solo quello che sai o il tuo campionario è più vasto?
5 gennaio, 2009 alle 11:05 pm
Leggete questo e il precedente commento per favore!è lungo ma leggete!!!
Nell’agosto 2005 Israele ha abbandonato alcune colonie della parte settentrionale della Cisgiordania e tutte le proprie colonie nella Striscia di Gaza. Ciononostante, continua a controllare la Striscia di Gaza dal cielo e dal mare, nonché la maggior parte degli accessi via terra. Anche per la CIA, quindi, la Striscia di Gaza resta territorio occupato [18]. Israele limita agli abitanti di Gaza la possibilità di pescare, limitandola a sole sei miglia dalla costa ; questo aumenta la disoccupazione e la fame, contribuendo a rendere i palestinesi dipendenti dall’aiuto umanitario [19].
Sono rimasti occupati da insediamenti abitativi e industriali israeliani circa 157 chilometri quadrati della Cisgiordania. Secondo uno studio della stimata organizzazione israeliana Pace Adesso [20], il 38% di queste terre appartenevano a privati palestinesi; questo studio non è stato smentito [21].
Per difendere le colonie, ci sono ora in Cisgiordania più di 500 posti di blocco, che dividono la regione in tre parti, fra le quali il movimento è per i palestinesi molto difficile [22]. Son costrette ad attendere anche le ambulanze: fra il 2000 e il 2005 più di 60 donne hanno partorito ai posti di blocco, ciò che ha causato la morte di 36 neonati [23].
Le autostrade che connettono le colonie ad Israele, pur essendo presentate come infrastrutture costruite a beneficio di tutta l’area dei territori occupati, per via del loro percorso sono in massima parte riservate al traffico israeliano; i palestinesi hanno il permesso di transitare per strade con una carreggiata molto minore e sulla vecchia rete stradale, carente di manutenzione.[4]
Israele controlla le falde idriche in Cisgiordania, attribuendo agli israeliani 350 litri di acqua al giorno, ai coloni quantità ancora superiori, e ai palestinesi non più di 80 litri al dì. Per la Organizzazione Mondiale della Sanità, sono necessari almeno 100 litri di acqua al giorno pro capite. Nel 2005, la costruzione del Muro aveva già distrutto 50 pozzi e 200 cisterne, proprietà di palestinesi [24].
Israele ha affermato di non aver costruito nuove colonie dal 1992, limitandosi ad espandere quelle già esistenti. Nel solo 2006, il numero dei coloni israeliani in Cisgiordania è aumentato del 5,8% [25]. Le colonie sono tutte illegali, per la legge internazionale. Alcune sono illegali anche per la legge israeliana, ma pure da queste i coloni sono allontanati molto di rado [26] [27].
Una conferenza stampa di Y?sser ?Araf?t
Dopo la morte, per motivi non accertati, del presidente Arafat, i palestinesi hanno eletto un nuovo parlamento, in elezioni universalmente giudicate libere. Poiché la maggioranza egli eletti è stata del partito Hamas, Israele, gli USA e l’Unione Europea hanno imposto ai palestinesi un boicottaggio, che ha aumentato la disoccupazione, la fame ed il deterioramento delle condizioni di salute degli abitanti dei Territori Occupati [28]. Nel 2006, 46.000 palestinesi hanno chiesto di poter emigrare. Si ipotizza che Israele, dove alcuni dei partiti propongono apertamente il transfer, vale a dire l’espulsione dei palestinesi, stia cercando di favorire un esodo ‘volontario’ dei medesimi
5 gennaio, 2009 alle 11:04 pm
783
Una serie di stupendi proporzionati motivi per uccidere un bel pò di ebrei ed eliminare lo Stato di Israele .
5 gennaio, 2009 alle 11:00 pm
782
potrebbe voler dire che i palestinesi no ricaceranno in mare gli ebrei cis giordania gaza e gerusalemme est possono bastare . Tel aviv ed hiafa se la scordano anche se è nei programmi di Hamas .
Come noi ci scordiamo istria , valle roya Tenda , e gli austriaci il tirolo del sud .
5 gennaio, 2009 alle 10:58 pm
Un altro problema irrisolto è quello dell’acqua, stante che Israele tiene sotto il suo controllo tutta l’acqua di Cisgiordania [11].
A settembre, il leader del partito di destra Likud Ariel Sharon, in quel momento all’opposizione, compie una "passeggiata" pubblica e preannunciata, alla spianata delle moschee di Gerusalemme, massicciamente scortato da un migliaio di militari israeliani. La "passeggiata" è vista come una provocazione e causa veementi proteste palestinesi. Sharon infatti proclama Gerusalemme Est territorio eternamente parte d’Israele, mentre di fatto da molti osservatori "neutrali" esso appare territorio illegalmente occupato. Le proteste vennero duramente represse e, durante la prima settimana, 61 Palestinesi furono uccisi e 2.657 sono feriti. All’inizio dell’ottobre del 2000, la polizia israeliana uccide anche 12 palestinesi cittadini di Israele ed un palestinese della Striscia di Gaza, disarmati, nel corso di dimostrazioni in solidarietà con i palestinesi dei Territori Occupati [12].
Inizia quella che verrà chiamata la seconda intifada.
Ehud Barak
Alle dimissioni del Primo Ministro Barak seguono elezioni che portano a capo del governo Ariel Sharon.
Nel 2001 Israele distrugge il porto di Gaza, costruito dalla cooperazione franco-olandese [13]. Per gli attacchi israeliani, nel dicembre del 2001 nella Striscia di Gaza si chiude anche l’aeroporto, pure questo costruito grazie ai fondi della cooperazione internazionale [14].
Nonostante i numerosi tentativi di cessate il fuoco, gli attentati non si arrestano e, a giudizio di alcuni, il leader palestinese non darà mai l’impressione di essere in grado di controllare i gruppi terroristici palestinesi. Nel dicembre del 2001 Sharon dichiara di non voler più sostenere alcuna trattativa con Yasser Arafat, essendo ormai quest’ultimo non più in grado di esercitare alcun controllo.
Mappa della Striscia di Gaza
Dal 2000 al 2004 Israele distrugge più di 3.000 case nei Territori Occupati. Nella sola Gaza, 18.000 palestinesi divengono dei senzatetto [15].
Nel 2004, la scomparsa del Presidente palestinese apre la strada, a dire di Israele, a una nuova trattativa di pace. Le elezioni che si tengono in Palestina portano alla carica di Primo Ministro Ma?m?d ‘Abb?s (Ab? M?zen).
Israele sta costruendo un muro di separazione, sostenendo che serve per difendersi dagli attacchi kamikaze. Secondo la Corte Internazionale di Giustizia è illegale perché viola i diritti umani: questa ha infatti giudicato che il tracciato del Muro corrisponde ad un’annessione de facto di territorio palestinese, e che costituisce una misura sproporzionata rispetto alle legittime esigenze di autodifesa di Israele, peggiorando ulteriormente le condizioni di vita dei Palestinesi. Per raggiungere i loro campi, se questi sono dall’altra parte del Muro, questi devono passare da cancelli, controllati dall’esercito israeliano ed aperti gornalmente per periodi limitati. Tuttavia, talvolta i cancelli restano chiusi; questo porta alla perdita del raccolto. Israele sostiene invece che, ove la barriera è stata costruita, ha ridotto in modo netto gli attacchi suicidi.
Per costruire la barriera sono stati eradicati, fino al 2004, più di 100.000 olivi ed alberi da frutta di proprietà di palestinesi. Il villaggio di Qalqilyia è quasi interamente circondato dal Muro, ed i palestinesi che vi vivono necessitano di un permesso da parte di Israele per raggiungere i loro campi; un terzo dei pozzi del villaggio sono situati al di là della barriera.
I palestinesi che vivono fra il Muro e la Linea Verde devono richiedere ad Israele un permesso per continuare a vivere nelle loro case, oltre ad avere gravi difficoltà a raggiungere il posto di lavoro o la scuola [16]. Raggiungere i principali ospedali, siti a Gerusalemme Est, è diventato molto difficile
5 gennaio, 2009 alle 10:55 pm
questo l’ho trovato stasera, su haaretz, e mi sembra particolarmente preoccupante:
In buona sostanza, la scelta dell’analogia dice che i palestinesi non avranno mai una patria.
poi prosegue con altre analogie, che sono solo formalmente alternative; ciascuna veicola un messaggio.
5 gennaio, 2009 alle 10:52 pm
778 Luca come fatto ,non voce ,hai semplicemente scritto che gli ebrei hanno manifestato gli arabi assassinato un colono .
Ti sei reso conto ?
5 gennaio, 2009 alle 10:47 pm
Da: a href="http://http//www.debsocialclub.com/forum/viewtopic.php?f=3&p=91407&sid=7ccf804ae37f080db00c407a0d0c880d#p91407" rel="nofollow"
Venerdì 19 Novembre 2004
Storia taciuta degli "ebrei arabi" e della loro cacciata
Quasi un milione, fuggiti, espulsi, cacciati.
Questo è il numero incerto degli ebrei che hanno dovuto lasciare i paesi arabi in un esodo silenzioso che la falsa storiografia del Medio Oriente non ha voluto vedere.
Saggi, romanzi e film stanno ora per rompere un silenzio durato quasi un secolo, smontando menzogne e luoghi comuni, rompendo anche la dolorosa reticenza delle vittime: perché è una storia che noi, ebrei dei paesi arabi, abbiamo raccontato sottovoce.
Se ne è discusso ieri sera a Milano: Fiona Diwan e Luisa Grego, nate in terre arabe, hanno presentato il film documentario "L’esodo silenzioso" di Pierre Rehov, regista francese nato in Algeria, e hanno poi invitato ad una "riflessione" altri tre figli del Medio Oriente, Magdi Allam, Gad Lerner e il sottoscritto, nella scomoda veste di testimone e di autore di un romanzo che racconta la stagione dei pogrom antiebraici e dell’intolleranza arabo-islamica. Unico europeo "doc" Carlo Panella.
Più di mille persone hanno assistito una discussione non banale, anticipata dalla visione di un film crudo, dalle tinte forti, pregio e difetto di un documentario di denuncia.
Ma la Storia è più complessa: difficile semplificare o raccogliere in un concetto le vicende che per 1400 anni si sono dipanate su un territorio esteso due volte e mezzo la superficie dell’Europa geografica (quella dagli Urali all’Atlantico!).
Ancora più difficile, e sbagliato, considerare gli arabi un unicum, come vorrebbero i pan-arabisti.
La necessità storica di ebrei e arabi, degli israeliani e dei palestinesi, di avere una storiografia redentrice ha generato e moltiplicato stereotipi e luoghi comuni: "arabi ebrei hanno sempre vissuto insieme in pace", "gli ebrei nei paesi arabi sono sempre stati perseguitati e sottoposti alla sharìa e alla condizione di dhimmi.
Il mito arabo vuole che l’esodo degli ebrei sia una conseguenza della nascita dello Stato d’Israele; o che i pogrom antiebraici siano stati episodici e innocui, in alcuni casi addirittura organizzati dai "sionisti".
Invece la storia è ben altra.
Per 2000-2400 anni, gli ebrei hanno vissuto nelle terre che oggi consideriamo arabe. L’arrivo degli arabi-islamici 1300 anni fa nelle terre che vanno dall’Eufrate all’Atlantico ha comportato lo scontro degli arabi con le popolazioni residenti, ebrei inclusi: Caima, l’ultima regina marocchina a resistere all’invasione araba, era per l’appunto berbera ed ebrea.
Il Patto di Omàr stabilì 1100 anni fa la possibilità per il residente di fede ebraica o cristiana di vivere in condizione di dhimmi, di protetto: pagando una tassa si poteva avere qualche diritto e salva la vita.
Una condizione invidiata dagli ebrei europei che per mille anni sono fuggiti dalle terre cristiane verso quelle islamiche.
Grandi pensatori, matematici e medici divennero presto, e per secoli, consiglieri di sultani e monarchi. Epoche di splendore si sono però alternate con il buio più cupo: non sono mancati pogrom e sterminio.
Alcune date: anno 700, intere comunità massacrate dal re Idris I del Marocco; 845, promulgati in Iraq decreti per la distruzione delle sinagoghe; 861, nascita dell’obbligo per gli ebrei di portare un abito giallo, una corda al posto della cintura; 1006, massacro degli ebrei di Granata; 1033, proclamata la caccia all’ebreo Fez, 6000 morti; 1147-1212, ondata di persecuzioni e massacri nel Nord Africa; 1293, distruzione delle sinagoghe in Egitto e Siria; 1301, i Mammelucchi costringono gli ebrei a portare un turbante giallo; 1344, distruzione delle sinagoghe in Iraq; 1400, Pogrom in Marocco in seguito al quale si contano a Fez solo undici ebrei sopravvissuti; 1535, gli ebrei della Tunisia vengono espulsi (o massacrati); 1676, distruzione delle sinagoghe nello Yemen; 1776, sterminio degli ebrei di Basra, Iraq; 1785, massacri di ebrei in Libia; 1790-92, distruzione delle comunità ebraiche in Marocco; 1805-15-30, pogrom di Algeri; 1840, persecuzioni e massacri a Damasco; 1864-1880, pogrom a Marrakesh; 1869 eccidi a Tunisi; 1897, massacro di Mostganem in Algeria; 1912, pogrom a Fez.
Del resto a iniziare fu lo stesso Maometto, nel 624, sterminando le tribù ebraiche della penisola arabica.
Ma la tragedia su grande scala per gli ebrei è arrivata, anche in Medio Oriente, all’inizio del Novecento, con il crollo dell’Impero Ottomano e l’approdo del teorie nazionaliste fra i popoli arabi privi di identità e di leadership.
Annichilito da cinque secoli di opprimente dominazione ottomana, il mondo arabo si è risvegliato cento anni fa diviso per criteri etnici e in strutture tribali.
I movimenti politici di quel mondo, piuttosto che esprimere un’opzione di carattere propriamente politico, cioè di governo della realtà, hanno risolto in primis l’esigenza di rappresentare il movente identitario, spesso puramente etnico o religioso; un deficit di cultura politica ha surrogato ricorrendo a un codice fondativo tipico delle politiche identitarie di gruppo: il "riscatto della propria nazione".
Se la dinastia hashemita di Hussein, sceicco di Mecca e Medina, firma tre accordi con il movimento sionista per accogliere i fratelli ebrei nella loro patria natia, in Egitto la teoria pan-islamica (e dopo quella pan-araba) con la costituzione del partito dei "Fratelli Musulmani" nel1929 definisce gli ebrei "elemento estraneo alle terre islamiche": la dhimma non basta più, gli ebrei diventano nemici.
È per "restaurare la purezza dell’Islàm" che l’emiro di Riyadh, il wahhabita Ibn Saud, rovescia nel 1925 il Re hashemita Hussein, impossessandosi dell’Arabia da allora definita, appunto, Saudita; è perché considerato traditore che Abdallàh, figlio di Hussein, viene assassinato da estremisti nazionalisti a Gerusalemme, dentro alla Moschea di Omàr.
Nel 1945 gli ebrei di Aden, Algeria, Bahrein, Egitto, Libano, Libia, Marocco, Siria, Tunisia e Yemen erano 862.050: oggi sono 7.500.
Imprecisi i dati per altri paesi arabi e islamici.
Ma il silenzio è stato anche nostro, delle vittime e di Israele.
La mitologia israeliana, definita da una capace leadership ashkenazita, ha sempre sottovalutato la vicenda degli "ebrei arabi" (come ci chiamava Golda Meir), privilegiando raccontare il riscatto degli ebrei europei, raffinati intellettuali tornati al lavoro della terra e scampati al più grande pericolo del mondo, il nazismo.
Noi, che da secoli ci siamo confrontati, nel bene e nel male, con gli arabi, abbiamo considerato la nostra vicenda come una tappa, quasi banale, nello scontro arabo-ebraico.
Il nostro esodo non ci ha meravigliato perché, così come per italiani ed austriaci, il nostro è stato uno scontro tra nazioni: "loro" gli arabi , "noi" Israele.
Siamo usciti, quasi per miracolo, derubati di tutto e con una lunga scia di sangue, ma a testa alta, da vincitori: riscattati "noi" dalle vittorie di Israele, infuriati e umiliati "loro" dalle cocenti sconfitte.
Le nostre ferite erano, e rimangono, poca cosa rispetto all’enormità della Shoah; le nostre ferite molto ricompensate dalle nuove libertà recuperate in Occidente o in Israele: unico punto in comune con la Shoah la scomparsa di un mondo: la civiltà araba-ebraica, fatta di conflitto e coesistenza, è stata una generosa mistura di cultura e arte, di lingue e cibi, di proverbi, odi, timori e benedizioni.
La rivisitazione di quell’epoca e di quell’esperienza è per noi, nati sotto le palme del Mediterraneo, è un’occasione importante: per guarire una ferita noi ebrei, per guardarsi allo specchio e ricostruire la propria memoria gli arabi. La pace non nasce dall’oblio.
Victor Magiar – Il Foglio
Jewish Population in Arab Countries
………….1945…..1958….1968….1976….2001
Aden………8000……800…….0…….0…….0
Algeria….140000…130000….1500….1000…….0
Bahrain…….600……500…..100……50……30
Egypt…….63500….40000….1000…..400…..100
Iraq…….140000…..6000….2500…..350…..100
Lebanon……6950…..6000….3000…..400…….0
Libya…….38000…..3750…..100……40…….0
Morocco….270000…200000…50000…18000….5500
Syria…….35000…..5000….4000….4500…..100
Tunisia….105000….80000…10000….7000….1500
Yemen…….55000…..3500…..500…..500…..200
Others…..100000………………………….50
TOTAL….. 962050…475550…72700…32240….7530 """"""
O è un falso oppure …. vedete voi
5 gennaio, 2009 alle 10:46 pm
777 fammi un esempio di contraddizione o taci per sempre
5 gennaio, 2009 alle 10:44 pm
Per chi ha detto che Israele non inizia mai per primo,ma si difende soltanto!Da wikipedia,non certo una fonte antisemita però..:
Il 14 agosto del 1929 si ebbero i primi scontri generalizzati nel paese, dopo che alcuni gruppi di aderenti al movimento nazionalista sionista di destra Betar di Vladimir Jabotinskij, marciarono sul Muro del pianto di Gerusalemme, rivendicando a nome dei coloni ebrei l’esclusiva proprietà della Città Santa e dei suoi luoghi sacri; a seguito di questa manifestazione iniziarono a circolare voci su scontri in cui i sionisti avrebbero picchiato i residenti arabi della zona e offeso il profeta Muhammad. Come risposta il Consiglio Supremo Islamico organizzò una contro-marcia ed il corteo, una volta arrivato al Muro, bruciò le pagine di alcuni libri di preghiere ebraiche. Nella settimana gli scontri continuarono e, infiammati dalla morte di un colono ebreo e dalle voci (poi rivelatesi false) sulla morte di due arabi per mano di alcuni ebrei si ampliarono fino a comprendere tutta la Palestina
5 gennaio, 2009 alle 10:44 pm
a Marco Scamardella:
Impossibile dire che hai torto.
Dici tutto e il contrario di tutto pur di dire qualcosa.
5 gennaio, 2009 alle 10:43 pm
775
Quello che ti contesto è il giustificazionismo rispetto alla nascita dei movimenti fanatici nazistoidi poersino religiosi nel caso di hamas .
Se hamas si è presentata al popolo promettendo la distruzione di Israele e lo sterminio di tutti gli ebrei come ha fatto ed il popolo gli ha dato fiducia non è per disperazione economica , molti attentatori suicidi sono di famoiglia benestante ad esempio , ma per odio .
Io credo alla responsabilità , dando spazio al successo ad Hamas molti palestinesi hanno creduto alla sua promessa di vittoriia militare e di assassinio vendivcativo di tutti i perfidi ebrei .
Bene si becchino la guerra che hanno voluto e non si mettano a piagnucolare delle conseguenze .
Se Hamas la guerra non è in gtrado di vincerai vuol dire che li ha ingannati , si disfino di Hamas e uccidanoi come d’uso da quelle parti i suoi dirigenti .(nel frattempo recuperino i miliardi in svizzera )
5 gennaio, 2009 alle 10:34 pm
#769
finisce per essere una discussione circolare; s’è già detto che il mare di soldi aggiunge dinamiche di tipo camorristico.
famiglie che controllano pezzi del territorio e via dicendo.
da qualche parte ho anche ipotizzato di affidare il mare di soldi ad una organizzazione esterna.
nessuna di queste considerazioni invalida le altre, però.
5 gennaio, 2009 alle 10:32 pm
766Daniele.Aridaje con ’sto pluralis maiestatis..Pur proponendo argomenti seri e completi di risposte ne ho ricevute un pò pochine.
5 gennaio, 2009 alle 10:32 pm
La tua conclusione però..insomma dai.. Come Israele mah,vabbè il mondo è bello perchè è vario!è evidente che la pensiamo diversamente!Solo che spesso quelli come me vengono accusati di antsemitismo,senza motivo!è da fastidio.
5 gennaio, 2009 alle 10:30 pm
La distinta consiste nel dimostrarmi con dati precisi che ho torto .
Tutto qui .
5 gennaio, 2009 alle 10:29 pm
Caro Daniele non so se lo fai apposta o cosaa ma il senso delle mie parole non lo capisci.. Ho appena detto che offendersi non porta a nulla e tu capisci che irrido l interlocutore..boh Ho detto che cercherò di informarti anche sulle tue fonti.. cerca di vagliare anche tu qualche fonti meno diffusa e basta!
5 gennaio, 2009 alle 10:29 pm
a Marco Scamardella :
Potresti fare una distinta precisa delle tue posizioni,dopodiche ci atterremo
puntigliosamente ad essa per vedere di farti contento.
In fiduciosa attesa ti saluto. Ciao.
p.s. ho scritto precisa per evitarti di scrivere altri post strampalati.
5 gennaio, 2009 alle 10:28 pm
La Germania non era invasa da un mare di soldi come la palestina , finiscono in armi e corruzione .
Non scambiuare la causa con l’effetto , l’aggrssività la violenza l’odio bellicista e militarista impedisce il miglioramento della situazione .
Hamas ha interesse a mantenere una situazione di sofferenza e di guerra non al commercio pacifico ed alla sicurezza delle frontiere.
5 gennaio, 2009 alle 10:27 pm
Luca 765
guarda che non credo di aver offeso nè di esserlo stato. A volte mi piace ironizzare un pò, ma offendere mai, a meno che non siano gli altri a farlo. Sempre e solo in risposta, mai per primo. Un pò come Israele.
5 gennaio, 2009 alle 10:24 pm
#763
certo, condizioni di crisi generano inevitabilmente aggressività; infatti non è di hamas, o come si chiamerà la prossima, che bisogna preoccuparsi, ma di rimuovere le condizioni critiche.
mi pare così ovvio… chi non se ne preoccupa, o pretende che un affamato prima sia buono e poi mangi, è un guerrafondaio, chiaro.
troverà infiniti casus belli per sentirsi dalla parte della ragione.
m’attacco qui:
sono due argomenti diversi; uno è la struttura, diciamo l’assortimento di servizi di hamas; e qui suggerisco non a caso i templari, anche perchè c’è chi suggerisce un contagio culturale tra cavalieri di cristo e guerrieri della jiad.
l’altro sono i modus operandi della presa del potere, che effettivamente sono quelli del putsch effettuato con il consenso popolare. ma i nazisti non avevano un radicamento così solido.
5 gennaio, 2009 alle 10:23 pm
Ma come mai, se le vostre certezze circa la crudeltà di Israele sono così radicate, vi limitate a irridere i vostri interlocutori ed a contestarne i dati senza fornire dati certi ed indipendenti?
Mi sa di argomenti ne avete pochi, oltre alle cronache antiisraeliane del TG3 e di qualche sito antagonista.
5 gennaio, 2009 alle 10:22 pm
762
Non male però il golpe così assomigliante al Putsch di Hitler e l’eliminbazione ed esecuzione dei concorrenti di Fatah così assomigliante alla notrte dei lunghi coltelli con l’elimminazione delle SA di Rom oltre all’odio antiebraico che i Templari non coltivavvano dovrebbe farti propendere anche per la mia tesi
5 gennaio, 2009 alle 10:21 pm
Iniziamo già a ragionare! Le offese non ci portavano a nulla!Lo farò!
5 gennaio, 2009 alle 10:18 pm
I tedeschi prima dell’avvento di hitler erano alla fame per responsaìbilità delle potenze vincitrici , la disoccupazione era totale e l’inflazione arrivava al 2000 % .
Non solo i sudeti e Danzica erano in effetti territori tedeschi abitati da tedeschi ingiustamente starppati alla patria dai vincitori della guerra .
Più o meno gli stessi fattori per cui giustificatev l’avventoi del movimento islamo fascista antisemitav di hamas .
5 gennaio, 2009 alle 10:18 pm
Se proprio si vuole trovare un parallelo alle organizzazioni islamiche come hamas io punterei sui Templari.
Fanatismo, religione, carità, organizzazione guerriera, atti terroristici… coincide.
5 gennaio, 2009 alle 10:17 pm
Che propongo? Propongo che tendenzialmente ognuno resti a casa propria e quando ci si muove, in numeri compatibili con l’ambiente c he ti ospita, si rispettino uso e costumi di chi ti accoglie. Da noi, i nostri ragazzi prima di mettere al mondo dei figli, ci pensano più volte perchè una volta genitori devono provvedere al loro sostentamento, educazione, ecc. come si confà alla civiltà che ci siamo conquistati con tanti sacrifici e sudore. – I nuovi ospiti sfornano figli come fossero conigli tanto sono esentati da tutto e anzi gravano sulla collettività che li ospita per ticket, scuola, casa popolare, ecc. ecc.
Una mia conoscente che lavora in un ospedale dell’alta Italia, reparto ostetricia, mi raccontava che i 2/3 delle partorienti sono musulmane e di queste un 50% arrivano in Italia al settimo/ottavo mese e, una volta partorito, tornano nella terra di origine. Perfino in questo ci beffano ma queste, almeno, se ne ritornano in patria.
Se anche i figli di Allah avessero gli stessi costi dei nostri ragazzi si darebbero una regolata e molto probabilmente resterebbero minoranza kin CASA NOSTRA e, soprattutto, sarebbe possibile un’integrazione invece che procedere a passi svelti all’islamizzazione dell’Europa. Ma non credere, anche tu hai poco da essere rilassato che questi, quando sarà il momento, guarderanno poco in faccia anche coloro che stanno già facendo atto di prostrazione. A meno che non ti converti …..
5 gennaio, 2009 alle 10:16 pm
Luca 754
facciamo così, io leggo la pagina che mi hai consigliato, tu ti leggi qualche "contro il fanatismo", di Amos Oz, "autodafè" di ottolenghi, "la guerra dei sei giorni" di michael oren, "storia del conflitto arabo israeliano palestinese" di giovanni codovini, "antisemitismo a sinistra" di gadi luzzato voghera, "israeliani" di amos elon, "hatikvà" di rosellina balbi, più qualche altra decina di titoli che in questo momento non mi sovvengono, ti fai un giro per le emeroteche leggendo i giornali dal ‘47, sempre che se ne trovino ad oggi (quelli degli anni ‘70 sono molto istruttivi in proposito), ti rileggi per bene la carta di hamas e poi ne riparliamo. Che ne dici?
5 gennaio, 2009 alle 10:14 pm
Caro mio sei una causa persa!!mi dispiace per te che hai gli occhi così chiusi nonostante l’evidenza!ma consolati che come te ve ne è tanti!ma non sentirti mai libero!continua ad ascoltare Gad lerner, Mentana, Santoro, Costanzo, Clemente!Bravo!Bravo saccente!
5 gennaio, 2009 alle 10:13 pm
Le somiglianze anche di successo popolare fra il partito nazionalsocialista ed hamas sono molteplici stessa attenzione al sociale stessa spietatezza nell’assassinare gli avversari concorrenti stessa propensione a golpe e dittatura stessa propensione alla propaganda ed all’odio antiebraicoo , compresa l’accusa agli ebrei di vampirismo e i proclamni di giudizio universale che non verrà fincè tutti gli ebrei non saranno morti , le frequentazioni di Hitler con il gran Muftì di Gerusalemme fra i più accesi responsabili del rifiuto arabo alla creazione dei due stai anche .
La derivazione nazisat del partito Baath legato a Saddam Assad ed Hezbolla sono note .
5 gennaio, 2009 alle 10:11 pm
732Daniele Coppin non è che la fonte da te citata sia il massimo dell’obiettività.Le analisi che si limitano a :"yeha,i nostri eroi vinceranno!siamo l’impero del bene!difendiamo la terra dai mostri malavagi"somigliano più al ritornello delle canzoncine dei cartoni animati giapponesi dei robot anni ‘80 che ad serie ed approfondite analisi.Si sa invece che la popolazione civile è da sempre parte dei conflitti,non si muore solo perchè si è presi di mira dal nemico di turno,ma anche per l”esistenza degli effetti collaterali che ogni conflitto si trascina.Senza dimenticare che i traumi post-bellici colpiscono anche i soldati "nemici"(non macchine,ma ragazzi anche di 18-20 anni).Non per fare i buonisti,ma per dovere di realismo.
5 gennaio, 2009 alle 10:07 pm
Signbori se volete fare i pacifisti lo doivete essere sempre e comunque .
Non è possibile che razzi e attentati siano roba da ragazzi giustificata dall’occupazine o da ritiro dopo l’occupazione .
Non è possibile che di centinaia di migliaia di morti in Darfur ve ne sbattiate e non ci facciate manifestazioni .
Non è possibilie che non vi battiate per la fine dell’0occupazione cinese in Tibet .
Non è possibile che sotto D’alema l’italia abbia bombardato città nella vostra indifferenza . Forsew che la Serbia aveva ucciso qualche italiano con razzi e attentati ?
Signoiri voin non siete pacifisti siete propalestinesi anche se rappresentati fdda Hamas ne sottaciete le violenze ed amplificate quelle di Israele , come dalla mia parte si tende a sottacere i torti di Israele ed ad amplificare quelli di HamAS E DEGLI ARABI .
e’ UNA LOTTA IDEOLOGICA POLITICA CULTURALE , I MORTI LI USIAMO E CE LI SCAGLIAMO ADDOSSO CON DISINVOLTURA RECIPROCA
5 gennaio, 2009 alle 10:06 pm
Per Marco Scamardella:informati meglio!adesso pure Hitler esce fuori..cose da pazzi!Andate a leggere come sono costrtti a vivere dallo stato d Israele i palestinesi.Poi forse capisci perche Hamas ha sempre più consenso!e domandati perchè 5bambini palestinesi uccisi oggi hano meno valore delle zero vittime israeliane di oggi!domandati perchè quand’è morto il beduino in Israele,di lui si sapeva anche la professione di operaio, ma dei 50 civili morti lo stesso giorno in palestina,civili, non si sapeva nulla!
5 gennaio, 2009 alle 10:04 pm
Ma guarda un pò, sono tanto informati che non sanno neanche che Ariel Sharon è in coma da due anni.
E poi vorrebbero sfoggiare informazione con le notizie scaricate da qualche sito di parte.
Bimbi, la ricreazione è finita. Adesso andate sui banchi a studiare un pò, su.
5 gennaio, 2009 alle 10:01 pm
Caro Daniele Coppin se sei cosi arguto come dici, fai una cosa che fanno le persone intelligenti che spesso si dimostrano essere anche le più curiose. Apri un’ altra pagina web e mettiti a cercare quello che ti ho solo in parte accennato. Guarda che non fai fatica..cerca..poi se trovi che non ho ragione meglio..ne sarei il primo a gioire!ma tu guarda..dai guarda..guarda chi sono quelle persone..guarda poi ne riparliamo!Visto che son io ad avere poche informazioni..caro mio guarda!
5 gennaio, 2009 alle 10:00 pm
Per747 Di che ci meravigliamo,sono solo storie di ordinario scivollamento del PD verso il nulla:
5 gennaio, 2009 alle 9:57 pm
729 non i palestinesi Hamas è hitler , stesso programma di uccidere tutti gli ebrei stessa organizzazione di partito fascista para miltare stesso successo alle elezioni , stessa propensione al golpe ed alla dittatura ed alla resa dei conti con organizzazioni affini