Questa mia intervista è uscita su “Repubblica”.
MILANO- L’architetto Abdel Hamid Shaari, 61 anni, nato in Libia ma ormai da tempo cittadino italiano, viene spesso additato come capofila dell’ala più radicale dei musulmani milanesi, in quanto fondatore nel 1989 dell’Istituto culturale islamico di viale Jenner, di cui è tuttora il direttore. Di formazione laica, ha compiuto in seguito, qui fra noi, la sua scelta religiosa; al seguito di un maestro, Saad Abozie, che lui definisce “aderente con spirito critico” ai Fratelli Musulmani, ma che nel 1995 fu tra i 73 arrestati per terrorismo dell’Operazione Sfinge, il cui epicentro fu proprio il controverso garage-moschea di viale Jenner.
Shaari, come giudica la preghiera islamica sul sagrato del Duomo di sabato scorso?
“Non ero a Milano, quella sera, ma sento il dovere di definirla inopportuna. Bisognava prevedere le reazioni che ha suscitato. Per questo ci recheremo a chiedere scusa al cardinale Tettamanzi, personalità che noi musulmani consideriamo altissima e rappresentativa della coscienza del popolo milanese”.
Tale preghiera, però, non è stata improvvisata, bensì sincronizzata in varie città italiane ed europee al termine di cortei dominati da slogan integralisti.
“Temo che il nostro imam Abu Imad sia caduto in una trappola accettando, in buona fede, la richiesta giunta lì per lì di guidare quella preghiera serale pubblica da lui non prevista. Il grido che l’ha preceduta, Allah Hu Akbar, Dio è grande, non va peraltro considerato uno slogan. Si tratta del richiamo liturgico del muezzin alla preghiera. Ne traggo conferma degli esiti dolorosi cui giungono sempre i tentativi di sfruttare politicamente la religione. Ora dobbiamo calmare gli animi, da una parte e dall’altra”.
Non si sente corresponsabile della deriva integralista emersa nelle proteste contro Israele?
“La mia è una posizione difficile. Fino all’Operazione Sfinge del ’95 contro il terrorismo, le autorità hanno avuto ragione di guardare con sospetto viale Jenner, perché eravamo una realtà molto chiusa. Solo allora s’è aperto un varco per dialogare con le istituzioni. E’ faticoso, non mancano fra noi le divisioni interne e gli scontri verbali, ma io opero affinché gli immigrati lascino la mentalità del villaggio e vivano una nuova cittadinanza, nel rispetto della Costituzione e delle leggi”.
Ma le bandiere bruciate? I giuramenti di guerra santa contro Israele?
“Bruciare le bandiere è un gesto odioso. Israele ha sessant’anni di vita: il proposito di annientarlo non sta né in cielo né in terra. Certo, ho subito critiche due anni fa quando aderii a un presidio contro Ahmadinejad promosso dalla Comunità ebraica milanese. Ma io non smetto di partecipare ogni anno alla commemorazione della Shoah che si tiene al binario 21 della Stazione Centrale, da dove partirono i vagoni dei deportati. Lo sa bene il rabbino capo Arbib, originario della Libia come me. Spero mi inviti prima o poi a mangiare il couscous di sua madre”.
Shaari, dunque lei oggi è disponibile a una battaglia culturale contro l’abuso politico integralista della religione musulmana?
“Era passata solo un’ora dagli attentati dell’11 settembre 2001 quando definii Binladen come terrorista. La nostra è una sfida drammatica, in cui anche lo Stato dovrebbe fare qualcosa. Collaboriamo con le forze dell’ordine per tagliare la strada a chi vuole mimetizzarsi nelle moschee per altri scopi. Ma le istituzioni politiche, anziché denigrarci e rendere così difficile, fino all’umiliazione, la pratica religiosa musulmana, dovrebbero cercare interlocutori rappresentativi fra noi. Cosa deve pensare un giovane islamico sbattuto di qua e di là per pregare, come se fosse un delitto? Lo Stato dovrebbe pensare ai suoi nuovi cittadini musulmani, non lasciare che ci organizziamo anche in Italia alla maniera del Terzo mondo, subendo l’imposizione di capi improbabili”.
Non le ha giovato, il 14 novembre scorso, essere respinto come indesiderato all’aeroporto del Cairo. Si porta dietro una cattiva fama…
“Le cose che dico a lei, io le ripeto tali e quali ai miei confratelli. Sono partito per l’Egitto col mio passaporto italiano e con regolare visto emesso dal consolato, per una visita a mia madre malata. Temo che laggiù abbiano voluto fare un favore politico a qualche interlocutore italiano. Ma deformare la mia identità non giova alla causa del dialogo. Io, Shaari, resto convinto che il vero islam debba tenere separata la politica dalla religione e, dopo quarant’anni di vita in Italia, ho un solo presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano”.
Cosa dirà all’arcivescovo Tettamanzi, quando lo incontrerà?
“Che gli siamo grati per la sua opera di solidarietà concreta e per i suoi inviti al rispetto reciproco. Sono dispiaciuto di quel che è avvenuto sabato scorso ma continuerò a lavorare per la reciproca comprensione perché questa è la mia difficile scelta di vita: avvicinare le persone che pensano ancora con la testa del villaggio, convincerle a mandare i loro figli nelle scuole pubbliche e a rispettare la libertà delle donne”.
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14 gennaio, 2009 alle 1:41 pm
Heiner 489, sono de coccio, ma fino a un certo punto poi c’è lo scheletro
Volevo dire caro Heiner che sono 45 anni che cerco la ragione o le colpe esterne che portano il MO ad essere un focolaio di guerra.
Ma ormai sono stanca di scuse, le popolazioni dovrebbero trovare la strada per la pace autonomamente e non continuare a farsi manovrare, la libertà la vita l’istruzione la conoscenza vengono loro continuamente negate dai loro simili e non dal nemico.
Ancor prima degli ebrei i paesi arabi odiavano i palestinesi che non erano considerati un popolo e tanto meno aventi diritto alla nazione, sono sulla stessa barca e non lo capiscono.
14 gennaio, 2009 alle 9:21 am
cara serenella, nella ricostruzione della verginità siamo noi occidentali i maestri! (a partire dal vangelo…
fino alle operazioni chirurgiche)
ciononostante l’immagine delle 72 vergini (vogliose) mi metterebbe subito in fuga. speriamo che tale pubblicità si ritorca contro..
saluti serenella
(ma comincia anche a considerare – lo dico per spiegarti rapidamente la mia posizione – che la discussione non si esaurisce nell’essere pro o contro palestinesi o israeliani. c’è anche una ragione politica che potrebbe agire dall’esterno; ma questa è attualmente assente.)
14 gennaio, 2009 alle 9:12 am
Heiner 482 e mi domando se sono sempre le stesse 72 vergini, potrebbero anche essere stanche?
!
Perchè è risaputo che dove la verginità è merce di scambio la si ricostruisce in continuazione, e nel paradiso mussulmano chissà che medici chirurghi hanno per queste operazioni così delicate
14 gennaio, 2009 alle 9:09 am
480 Stella ma nei paesi così detti occidentali il metro NON dovrebbe essere quello che tanti più civili faccio ammazzare, tanto più sono vittima.
L’occidente ha aspramente criticato i generali che nelle guerre passate hanno mandato inutilmente al massacro centinaia, migliaia di soldati per loro incapacità e dabbenaggine (vedi Lamarmora). L’occidente o per lo meno frange esteremiste dell’occidente protestano vivacemente quando un dimostrante facinoroso viene caricato e picchiato dalla polizia anche se per difendenrsi (vedi Giuliani).
Qui siamo al solito doppiopesismo, cioè se la guerra fa vittime civili o innocenti in casa nostra i marziani strillano a più non posso, se sono dei vigliacchi palestinesi che fanno morire loro donne e bambini anzichè proteggerli, poverini li dobbiamo pure aiutare.
Queste falsità è ora che finiscano e che soprattutto da noi si conminci ad aprire gli occhi sperando che che nel tempo (ma quanto ce ne vorrà di tempo?) li aprano anche i palestinesi.
14 gennaio, 2009 alle 7:37 am
484
Riportare un articolo a tesi opinabilke e poi commentarlo dandone per scontata l’incontrocvertibile esattezza della tesi è un uso disinvolto e propagandistico del tema .
14 gennaio, 2009 alle 12:55 am
Da Sderot arrivano delle notizie contraddittorie. Il Ministro delle Infrastrutture israeliano sostiene che gli abitanti di questa città hanno ritrovato il sorriso dopo l’attacco a Gaza. Invece Nomika Zion, membro dell’associazione Kol-Aher ("Un’altra voce") che risiede là, non è dello stesso avviso. Gli interessati nella sua opinione possono leggere un ampio articolo, che condivido sostanzialmente, su "Le Monde": http://www.lemonde.fr/la-guerre-de-gaza/article/2009/01/13/a-sderot-cette-guerre-ne-m-aura-offert-ni-calme-ni-securite-par-nomika-zion_1141408_1137859.html#xtor=RSS-3232?xtref=http://www.lemonde.fr/la-guerre-de-gaza/article/2009/01/13/a-sderot-cette-guerre-ne-m-aura-offert-ni-calme-ni-securite-par-nomika-zion_1141408_1137859.html
14 gennaio, 2009 alle 12:35 am
Vi indico un articolo interessante di Juan Goytisolo, che comunque si può riassumere così: da una parte gli attuali dirigenti israeliani sono incapaci di immaginare la realtà dei palestinesi, di mettersi nei loro panni; da un’altra la loro azione è fortemente condizionata da ragioni elettoralistiche; il risultato di questa guerra rafforzerà Hamas e il fondamentalismo islamico.
L’url dell’articolo è questa: http://www.elpais.com/articulo/opinion/Ver/imaginar/sentir/dolor/ajeno/elppgl/20090113elpepiopi_12/Tes
Stupisce che le persone che sono chiamate a capire con piú lucidità la realtà politica della zona (e cioè le autorità israeliane) siano quelle piú cieche.
Domanda per admin: ho mandato un post che da ieri è "in attesa di essere accettato", che appare con il numero 438. È stato già pubblicato? Lo visualizzo solo io?
In esso copiavo un’informazione de "Il manifesto" su Naomi Klein, che propone di boicottare i prodotti israeliani paragonando la situazione in Israele all’apartheid in Sudafrica (e in questo non sono d’accordo) ma senza la minor traccia di antisemitismo. Nella sua proposta c’è solo un giustificatissimo rifiuto della macelleria che purtroppo sta facendo l’esercito israeliano, e che può portare solamente dei grandi mali.
13 gennaio, 2009 alle 7:53 pm
Per 482
LA MORATTI PENSA A CRIMINALIZZARE I NEGOZI DELLA COMUNITA’ CINESE
ALLE CAMPAGNE DI CRIMINALIZZAZIONE DEI MUSULMANI DI VIALE JENNER.
DUE LASTRONI DI MARMO DELLA GALLERIA VITTORIO EMANUELE SI STACCANO
DUE FERITI GRAVI MA SI E’ RISCHIATA LìENNESIMA STRAGE: CHI PAGHERA?
Mentre la giunta berlusconiana lancia campagne d’odio contro rom
accusati di ogni nefandezza,campagne d’odio contro gli immigrati, campagne d’odio contro la comunità cinese,due lastroni di marmo dei
bei negozi della borghesia, di quelli mai controllati dalla giunta comunale berlusconiana, cadono da un altezza allucinante e colpiscono
di striscio per fortuna altrimenti le avrevvero ammazzate due signore.
le signore sono ricopverate in gravi condizioni.Quante altre lastro di marmo ci sono pronte a uccidere o ferire ignari passanti perchè nessuno si preoccupa di controllare i negozi della borghesia, le ristrutturazioni ed i condoni edilizi a raffica?
MORATTI DIMISSIONI!
13 gennaio, 2009 alle 7:41 pm
questa non è male!!
(speriamo che l’immagine di fatica che evochi possa dissuaderli dal martirio proprio e altrui. ma temo che questa non sia l’unica causa)
13 gennaio, 2009 alle 7:37 pm
Questa è stupenda.
Galan:
"Il Veneto, dove sono ormai quasi 500 mila le presenze regolari di cittadini stranieri, che io tendo a chiamare i nuovi cittadini veneti, ritiene inaccettabile la ventilata tassa sui permessi di soggiorno"
13 gennaio, 2009 alle 7:31 pm
Serenella se ne sbattono dei bambini, non li proteggono neanche un po’. Mandano i ragazzini al cosiddetto martirio invece di andarci loro, promettono 72 vergini, senza spiegare quanto tutte queste vergini siano faticose! Piu’ civili muoiono, piu’ possono gettare la colpa su Israele, piu’ sono contenti.
13 gennaio, 2009 alle 7:19 pm
Ultime notizie i palestinesi minano le scuole per non lasciar usciere i loro studenti…. ma si può essere peggiori di così?
Ma questi cosa cercano la strage in nome del martirio?
Forse è meglio chiudere anche quelle che ci sono già di moschee!
13 gennaio, 2009 alle 7:08 pm
E’ strano leggere tanti articoli e sentire tanti dibattiti sulle "preghiere inopportune" solo ora…
Certo, viale Jenner non è piazza Duomo e nemmeno piazza Duca D’Aosta, ma mi permetto di ricordare che per vent’anni circa i musulmani a Milano hanno pregato sui marciapiedi, in strada e nei controviali della circonvallazione
con grandi disagi per i residenti, per i commercianti e per gli stessi fedeli.
Le manifestazioni pro-Hamas viste questi giorni a Milano con bandiere bruciate e preghiere fuori-luogo (nel senso "fuori dal luogo idoneo a"), portano solo in parte l’attenzione sulla morte di civili e bambini.
A me ricordano che a Milano mancano ancora luoghi idonei, regolamentari e "controllati" dove i musulmani possano pregare nel rispetto della loro dignità e di quella della Città.
L’alternativa, unica e allo stesso tempo preoccupante, è che crescano e si sviluppino tante "viale Jenner" in giro per la città.
E allora sarà davvero difficile da gestire la questione…
Grazie
Luca
13 gennaio, 2009 alle 5:52 pm
Giancarlo 469 nel 68 me la sono bevuta anch’io per un po’ la storia dei poveri palestinesi che dovevamo aiutare, poi com’e come non è, sono diventata vecchia, ho scoperto che tutto il mondo usa il metodo aiutati che il ciel t’aiuta e questi sono ancora là a suicidarsi a fare attentati e chiedere soldi che vanno in armi!
La ciliegina sulla torta sono stati i festeggiamenti per i morti CIVILI dell’11 settembre 2001 e noi dovremmo stare qua a discutere, secondo me è tempo perso anche solo discutere di queste cose, se domani uno di loro ci fa saltare con una cintura esplosiva questi qui fanno festa altro che poverini….!
Diciamo chiaramente io sto con stella e con la civiltà di Israele con tutte le critiche e gli errori che gli si possono fare!
13 gennaio, 2009 alle 5:48 pm
Grazie Serenella, ci sono moltissimi migliori di me a propugnare verità che mi sembrano abbastanza lapalissiane. Però non smetterò mai di provarci.
Forse mi avrai già letto in merito, ma per me la storia dei giuliano-dalmati e degli istriani cacciati (o infoibati) dai titini e riciclatisi con tanta umiltà, pazienza e fatica ovunque nel mondo è estrmamente istruttiva. Ci sono libri splendidi in merito . Ed il confronto con i palesitnesi è inevitabile perchè i paralleli sono moltissimi ma la figura fatta è l’opposto.
Per oggi , ringrazio per l’entertainment ed auguro buona serata a tutti.
giancarlo
13 gennaio, 2009 alle 5:41 pm
Giancarlo 460 molto efficace la tua sintesi, in ultima mancherebbe la chicca che oggi nel 2009 siamo anche se a fatica una comunità di stati e abbiamo sostituito tra noi e col resto del mondo la diplomazia alla guerra.
Ma questi uomini e donne del MO di quanti mezzi secoli avranno bisogno per uscire dal degrado e dalla violenza che li circonda senza lasciarli liberi di decidere sul loro futuro di uomini vivi e non uomini morti come martiri falliti e inutili?
E’ con il nostro paragone che la disperazione che porta agli attentati non ha senso, quale tedesco o italiano o giapponese si sarebbe suicidato con tutto il paese da ricostruire e da far funzionare con la voglia di pace che c’era a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo meno la guerra?
Lo capisce anche un bambino che la guerra fine a se stessa resterà sempre morte e miseria, se emigrano, perchè di palestinesi emigrati ne conosco da 50 anni cosa imparano di buono dai paesi dove emigrano?
Mi sembrano un po’ duri di comprendonio francamente e non dico altro per non passare per la solita razzista xenofoba.
13 gennaio, 2009 alle 5:24 pm
Sulla dichiarazione dell’egiziano non ho opinioni particolari, chiaro che Hamas sia pesantemente responsabile. Infatti mi pare che le ultime dichiarazioni provenienti dall’area Hamas siano possibiliste.
Sulla dichiarazione devo correggerti, o meglio integrarti, perché in realtà recitava come è riportato in questo pezzo:
Mai più razzi dal Libano verso il territorio israeliano, come avvenuto alcuni giorni fa. Lo assicura il ministro della Difesa libanese, Elias Murr, il quale afferma: "Non daremo alcun pretesto agli israeliani di rispondere a questi razzi". Ma il ministro della difesa italiano, Ignazio La Russa, che oggi lo ha incontrato a Beirut, garbatamente lo corregge: "Non pretesto, ma ragione"
13 gennaio, 2009 alle 4:53 pm
giovanni, cosa ne pensi di queste due dicharazioni di oggi pomeriggio:
capo dei servizi segreti Egziani, Omar Seluiman a Hamas: se rifiuterete la notra proposta per il cessate il fuoco sarete gli unici responsabili del bagno di sangue di Gaza.
Il ministro degl i esteri libanese Elias Murr: non permeteremo alcun ulteriore lancio di razzi di Hamas contro Israele dal nostro territorio.
Non mi sembra che si tratti di dichiarazioni che esprimano fiducia o solidarietà nei confronti diei palestinesi, o di Hamas visto che sono stati eletti da una minoranza qualificata del 35%.
13 gennaio, 2009 alle 4:50 pm
470
Due imprecisioni l’industria aereonautica si è completamente risollevata , l’aviazione civile è in espansione e le compagnie si disputano le prenotazioni .
Problemi le industrie li hanno per i ritardi e le carenze progettuali .
Per quanto rigurad il mondo anglosassone , l’inghilterra è legata a doppio filo all’Arabia Saudita quindi storicamente un pò diciamo indipendente sui problemi di Israele .
Obama senz’altro avvertito e come da sua dichiarazione elettorale ( se tirassero missili sulla casa con le mie due bambine non avrei dubbi )concorde . Ha stra parlato di tutto economia politica estera ecc. ma su Gaza è stao ben zitto , gestirà il dopèoguerra come da probabili accordi .
13 gennaio, 2009 alle 4:17 pm
Mi spiace Giancarlo, puoi strepitare quanto ti pare, ma la mia posizione resta la stessa.
Non mi importa nulla delle questioni politiche che tiri in ballo, un massacro è un massacro. Ed è una cosa sbagliata.
E quando una constatazione ovvia come questa assume una portata rivoluzionaria o eversiva come oggi, vuol dire che il discorso pubblico, e il simbolico, hanno divorziato dalla realtà in maniera molto preoccupante.
Comunque, visto che ti piace discettare del consenso e della popolarità di una posizione per determinarne la validità, mi tocca informarti che l’azione di Israele a Gaza è pochissimo apprezzata nel mondo anglosassone, Usa e Inghilterra, dove generalmente Israele è tenuto in grande considerazione. Questo vorrà dire che forse qualcosina che non va ci sia, che forse questa non sia la migliore delle politiche possibili.
Non vorrei però turbare troppo chi nella vita ha la fortuna di beneficiare di una visione così rocciosa e piena di certezze…
13 gennaio, 2009 alle 4:05 pm
Ah, Giovanni, a proposito di simboli e della loro ininfluenza, quando fa comodo, ti ricordo che a causa dell’abbattimento di quel simbolo, le Twin Towers, assieme a tante anime innocenti volate altrove, dobbiamo contare 500.000 posti di lavoro persi nella sola industria aeronautica che, da allora non si è mai pi ripresa. Il tutto per la malvagità (ed il tornaconto in termin idi potere) di pochi che certamente non debbono neppure rispndere ad un elettorato. Ma, si sa, questo è tutto nulla , l’unica cosa che conta è che gli Israeliani debbono essere malvagi. Pensa te, pretenderebbero di poter vivere in pace! Che testoline!
E sempre a proposito di simboli: i nostri non contano, ma guai a fare anche solo una vignetta su Maometto, vengono sgozzate delle suore. Come sono certo saprai, a bologna dobibamo protegere San Petronio perchè c’è un affresco che mostra una immagine dantesca, Maometto all’inferno. Pensa , in Inghilterra hanno appena promulgato una legge che vieta la satira solo per la religione musulmana…. perchè loro sono troppo sensibili.
giancarlo
13 gennaio, 2009 alle 3:56 pm
Beh, Giovanni, il mondo reale è questo. E vedo che nello sbuggiardare la tua spudoratezza ("alcuni edifici e un miglgiaio di morti???" Falso!!), ho toccato un nervo scoperto. Mi spiace, ma se i palestinesi volessero vivere in pace, sarebbe sufficiente che smettessero di ammazzare israeliani e non. Con tutti gli strilli che hanno fatto non ho mai visto un popolo ottenere più aiuti economici di loro. Arafat dirottava 20 miliardi all’anno alla moglie a parigi (mentre lui se la spassava con i suoi amanti tra le sue guarie del corpo). Se avessero comprato ville al mare invece che armi, ce l’avrebbero tutti. Glie l’abbiamo pagate noi e in cambio cosa otteniamo?: ci tocca di tenere duemila costosissimi ed inutili soldati nel sud del Libano per impedire (si fa per dire) ad Hezbollah di riarmarsi e loro ci mettono dell’esplosivo al plasitico nel bidone dei rifiuti dell’ambasciata.
La pensavo così da studente nel 1968, nella rossa romagna, con famiglia di socialisti, quindi sono certo che di gente che ha cercato di lavarmi il cervello nella direzione che pensi tu non ce n’è proprio stata, al massimo il contrario. Sono stato all’università… a bologna dal 1969 al 73… garantisco che la più parte erano potere operaio e simili…uso la mia testa ( e so che la stragrande maggioranza degli italiani la pensa con varie sfumature, più come me che come dalema)
giancarlo
13 gennaio, 2009 alle 3:48 pm
Mi spiace Giancarlo, non mi interessano più queste questioni di simboli.
Non di fronte alle vite vere e alle morti reali.
E’ proprio questo modo di ragionare che ci ha condotto al punto in cui siamo.
Bidogna buttar giù le case dei palestinesi perché non sono simboli. I musulmani ci hanno violentato perché abbiamo visto alla tv i morti dell’11 settembre, e sono sempre loro a violentarci anche quando sono i loro morti quelli che vediamo alla tv. Loro devono morire, non sono mica americani, non sono mica dei "simboli".
Mi spiace molto, io voglio recuperare il vecchio modo, quello umano, di vedere le cose. Non voglio starmi a macerare pensando se ciò che scrivo sarà in linea con le dichiarazioni dell’ufficio stampa di Schifani o chi per lui, come fate voi.
Non so voi, ma io voglio tornare nel mondo reale, e abbandonare il teatrino della politica e dei commentatori di giornali.
13 gennaio, 2009 alle 3:39 pm
Mi fa piacere che "ti farebbe piacere" che si parlasse delle altre guerre. Visto però che non se ne parlerà per far piacere a noi, tanto vale cominciare col chiedersi perchè si parla di questa e non delle altre.
non so quanti anni tu abbia, ma io è dal 1968 , almeno, che vedo manifestazioni ovunque si possa scaricare responsabilità su Usa ed Israele, ma per l’invasione dell’Ungheria, della Cecoslovacchia, per il Tibet, per l’Afgahinistan invaso dai russi, per tutte le guerre innsecate dall’export della rivoluzione comunista in africa, per le guerre contro Israele, per i massacri di piazza tiennammen per per….hai mai visto niente?
che strano, non ti pare.
giancarlo
13 gennaio, 2009 alle 3:34 pm
Giovanni, non ti sembra di essere un pochino supudorato nel minimizzare "alcuni edifici ed un migliaio di vittime".
Permettimi di precisare che quegli edifici erano simboli, è come la distruzine del partenone da parte dei Persiani. Quella era , come questa , una distruzione concepita per spargere terrrore e demoralizzazione in tutto il popolo nemico (in effetti l’occidente ha sofferto di demoralizzazione e depressione) . E’ stato abbattuto il simbolo dell’enonomia di mercato, Le TwinTowers, è stato coltipo il simbolo della potenza militare americana si sarebbe colpito il parlamento , il tutto ha provocato oltre 3000 morti e tutti, compresi i nostre teen agers hanno nel cervello le immagini dei poveretti che si lanciarono dal 110° piano (lo considero uno stupro psicologico e in tal senso di per se stesso un crimine contro i nostri ed i loro giovani).
Poi, guarda ai due pesi e due misure da sempre usati dall’ntelligentia di sinistra per far leva sui poveri pecoroni pacifinti e pacifondai. Se sono i palestinesi le vittime, ogni giorno immagini di feriti, ma, come ha ricordato Marco, ci sono altri 20-30 conflitti in questo istante.
Ti faccio un altro esempio: le due scemone (pardon Simone) tutti i giorni in televisione. Ci sono due suore missionarie in mano ai terroristi da tre mesi…. ne senti parlare??
Sveglia!
giancalro
13 gennaio, 2009 alle 3:30 pm
Non dirlo a me Scamardella, anche a me piacerebbe molto che si parlasse anche delle altre guerre…
13 gennaio, 2009 alle 3:23 pm
Nasti perché Israele non bombarda pure al Fath, e la Cis Giordania?
13 gennaio, 2009 alle 3:18 pm
Tiri in ballo un po’ troppi argomenti disparati per la sezione commenti di un blog a mio avviso Giancarlo, comunque mi riferivo principalmente alla strategia adottata dal presidente americano Bush dopo la caduta di alcuni edifici, e un migliaio di vittime, a seguito di un attentato terroristico nei primi mesi della sua presidenza, strategia che viene ritenuta oggi fallimentare da circa il 90% dei commentatori internazionali, ma che forse consentiva alcune rendite di posizione che, se dovesse esserci da parte della presidenza Obama una discontinuità netta, verrebbero meno.
Secondo me in Israele ci sono forze non deboli, e non trascurabili, che vogliono lo scontro, perché vogliono prendersi tutto.
Un po’ come Hamas dall’altra parte. Avremo modo di vedere se mi sbaglio.
13 gennaio, 2009 alle 3:13 pm
457
Se si parla di morti ci si inerpica in un problema di coerenza .
Innanzitutto dovrebbe valere il pacifismo integrale a costo della possibilità a persone o Stati empi e malvagi di sottometter uccidere depredare chiunque ed in ogni luogo .
Diversamente può valer una più ragionata repulsione della guerra senza escluderala del tutto .
Anche in questo caso però non si capisce come dell 28 guerre in corso nel mondo in questo momento anche con centinaia di migliaia di morti come in Darfur a nessuno freghi niente .
Nè si capisce come le centinai di morti per stragi e i pochi morti civili dei razzi che bloccano nei rifugi al suono delle sirene di allarme la popolazione israeliana non debbano e non siano stati presi in carico con lstessa concreteazza che tu auspichi giustamente rispetto alle povere vitime civili ( secondo i palestinesi il 30 % ) fra i bombardati di Gaza .
Se il nobile sentimento di indignazione si muove solo per alcuni popoli in alcune zone perde un pò della sua nobiltà e magari si trasforma in umana condivisione di campo o certe volte peggio..
Come tornando all’esempio del nostro bombardamento della Serbia trovo razzista il fatto che l’Italia possa bombardare facndo vittimie civili altri paesi che neanche l’hanno aggredita e chi ha ordinato i bombardamenti parli di proporzionalità .
13 gennaio, 2009 alle 3:06 pm
Sono semplici domande:
1) Israele ha lasciato unilateralmente la Striscia di Gaza, prelevando pure di peso i coloni.
2) Hamas come ha sfruttato questa opportunità?
3) Israele sta attaccando anche la Cis Giordania e Fatah?
4) A parte le proteste pro forma, come mai questo silenzio dall’Iran?
Forse perché non è più sotto la lente dei media e può proseguire con il suo programma atomico?
13 gennaio, 2009 alle 3:04 pm
Il paragone con l’Italia bombardata dagli americani è assai calzante. (ricordo che si parla di 100.000 vittime sotto i bombardamenti alleati. 6.000 solo a San Lorenzo, Roma). Tutte le vie di comunicazione e ponti fatti saltare (operazione strangle). Eppure li abbiamo, giustamente, accolti come i liberatori.
Ma l’esempio più eclattante sono i tedeschi: la battaglia di berlino infuria fino all’ultimo giorna, con una rabbiosità sovrumana i tedeschi riescono ancora ad infliggere agli alleeati, negli ultimi 15 giorni di combattimenti … 500.000 perdite tra morti e feriti.
Ma al momento della firma della pace, 8 maggio 1945, tutti si rimboccano le maniche, cominciano a sbadilare le macerie (93% degli edifici tedeschi rasi al suolo) e, dopo pochissimi anni (6-7) sono la seconda potenxza industriale del pianeta.
Secondo me i palestinesi devono andare a cag.
giancarlo
13 gennaio, 2009 alle 2:59 pm
Giovanni, accetto volentieri uno scambio di opinioni nella pacata consapevolezza che i punti di vista possono essere diversi.
Non si vuol scriver trattati, qui, quindi trascuro molti degli spunti interessanti che offri nel tuo ultimo.
Per la "strategia dello scontroo di civiltà" rimarco che: il Prof Samuel Johnson ha scritto il suo trattato con quel titolo nel 1994 su articoli e ricerche molto precedenti. L’ho letto, trovato interessante e condivisibile al 99%.
Poi, se ti piace Oriana Fallaci, che ha una formazione e radici assolutamente a sinistra, la trilogia dei suoi testi post Twin Towers è illuminante e molto ricca di fatti.
Bush è stato eletto sulla base di un "ticket elettorale" che espressamente prevedeva il disimpegno dai teatri militari internazionali e la richiesta agli europei di venire più coinvolti.
Gli attentati alle win towers avvenuti pochi mesi dopo erano in preparazione dai tempi in cui clinton fumava il sigaro con Monica.
Gli americani sanno fare i conti e negli 8 anni che separano il collasso dell URSS dall’inizio del mandato Bush, il risparmio per le casse federali in spese militari era stato di 173 miliardi di dollari e corrispondeva quali al centesimo al surplus di bilancio. Come era prevedibile, questa guerra ha drenato quel surplus più 20 volte tanto… questo millantato interesse economico che gli eterni anti americani sbandierano, me lo dovrebbero spiegare.
Le democrazie prosperano con l’economia di mercato, non quella di guerra che è buona solo per i governi totalitari.
Io sarò uno stolto, ma francamente non riesco a leggere nella storia quello che sembrano leggerci coloro che da 50 anni considero schiavi di una ideologia anti democratica.
giancarlo
13 gennaio, 2009 alle 2:56 pm
Ho letto le critiche rivolte alla mia personale lettura de "Il tetsamento di Tito" di De Andre’.
Non pensavo che porre alcune riserve sulla profondita’ d’analisi storica che sottende "La buona Novella" venisse vissuta come un sacrilegio, un affronto di lesa maesta’ alla statura artistica di Faber.
Comunque comcordo con chi ha scritto che l’analisi del contenuto politico di opere artistiche ha senso solo sino ad un certo punto.
Per esempio Noa ha scritto una lettera ai "fratelli palestinesi" di Gaza.
Fosse per me la spedirei a Gaza City a cantare il suo "ave Maria".
Ma temo che poi direbbero che violiamo la Convenzione di Ginevra….
13 gennaio, 2009 alle 2:55 pm
Sì ma comunque 900-1000 morti intanto ci sono, e questo mi pare il problema più grave.
Non metto in dubbio le capacità mistiche dello Stato di Israele, ma riportare in vita quelle persone, in gran parte bambini, mi pare cionondimeno impresa difficile.
Ed è l’unica cosa che conta, a ben vedere, il resto è tutto politica politicante.
13 gennaio, 2009 alle 2:47 pm
Caro Giovanni il tuo dubbio è legittimo e gli accenni gradevolmente sinceri e non fanatici .
Oltre a quello che ti ha risposto Gian considera che l’Italia è stata bombardata, Roma compresa, dagli americani , al loro arrivo ci sono state scene di giubilo .
Sono convinto che se arrivassero sotto l’egida dell’Onu truppe turche o anche europee in Gaza insieme alla polizia dell’olp molta parte della popolazione le accoiglierebbe con giubiilo .
L’odio arabo israeliano abbisogna di più generazioni per essere abbattuto ma è possibile , per fare questo la guerra deve cessare seriamente la temporanea sospensione degli attentati e dello stilicidio dei razzi non è la fine della guerra , non basta .
13 gennaio, 2009 alle 2:44 pm
Sì Giancarlo non parlavo di accendersi nel senso di nascere, ma nel senso di un odio che c’è, e finisce per venire esaltato ed intensificato.
Io per la verità ho sentito di manifestazioni nei paesi arabi, che vengono contenute dai governi con le buone o con le cattive. Ho l’impressione che se in Medio Oriente ci fosse la democrazia, per quanto Israele sia uno dei paesi meglio armati al mondo, non durerebbe molto a lungo in quell’area.
Dal tuo messaggio mi pare di capire che ritieni che in realtà la solidarietà verso Gaza non sia poi così estesa. Cosa che personalmente non metto in dubbio ma nemmeno prendo per buona a scatola chiusa.
La mia impressione però è che Israele sia soprattutto preoccupato che possa venir meno la strategia dello "scontro di civiltà" con la fine della presidenza Bush, e quindi punti a rafforzare gli integralisti per costringere l’Occidente a non abbassare la guardia.
13 gennaio, 2009 alle 2:32 pm
Giovanni, scusami, ma è difficile parlare di un "odio che si STA ACCENDENDO"…. ci sono state quattro guerre guerreggiate ed iniziate dai paesi arabi confinanti dalle quali Israele si è difeso con fatica. L’odio c’è sempre stato, mortale. Poi vi sono molti altri atti minacciosi e gravi, lo Stato di israele è stretto tra stati nemici, alcuni non hanno mai firmato un trattato di pace dopo lo Yom Kippur del 1973! C’è rischio grave e quotidino per gli aerei della El Al, così come per tutte le sinagoghe del pianeta, che sono sorveglate dalle forze dell’ordine.
Questa cavolata figantesca della non proporzionalità è priva di senso, se ci si riflette un attima.
La prima proporzione va fatta sugli intenti:
Israele vuole sicurezza (ed ha dato terra in campio di pace… per nulla)
gli altri vogliono lo sterminio.
Se Israele volesse lo sterminio dei cittadini di Gaza, secondo te, farebbe molta fatica?? Perderebbe ancor meno soldati di quanti ne stia perdendo!!Non si può neppure pronunciare una bestemmia del genere, perchè Israele non vuole lo sterminio proprio di nessuno ed ha atteso 6 anni prima di reagire a questi idioti di Hamas.
Per inciso, hai notato come nessuno li stia aiutando, non certo gli egiziani, non Hezbollah, nè la Siria, ne Iran, ne Girdania…. neppure i Palestinesi degl altri territori si sono sollevati. Sono dei suicidi che blaterano di vittoria immenente e godono nel poer mostrare al mondo i bambini morti (possibilmente degli altri!)
giancarlo
13 gennaio, 2009 alle 2:24 pm
Marco, mi pare che il fatto recente che si può collegare alla guerra sia stato il lancio di missili. Ovviamente molto grave, però perché la coscienza umana non si ribelli in maniera, diciamo, così, automatica, credo debba esserci qualche tipo di proporzione tra le vittime e i danni subiti da una parte e dall’altra. Il popolo palestinese in questo momento sta subendo, in base alle informazioni che si hanno, un massacro. Ora se Israele ha deciso di sterminarlo completamente, allora ci può essere un senso nella sua azione.
Altrimenti, personalmente ho forti dubbi che questo di azioni possano spingere quella popolazione ad intraprendere la via del moderatismo, o dell’amicizia verso coloro che gli ammazzato i parenti più prossimi. T gradiresti l’uccisione della tua famiglia, e coltiveresti desiderio di fraternità o anche compromesso verso chi l’avesse compiuta? Rispondimi sinceramente.
Inoltre non c’è soltanto la Palestina. Va considerato che il desiderio di vendetta e l’odio verso Israele si stanno accendendo, grazie a questa azione, in tutto il mondo arabo e musulmano. Si sta dando una grande mano a tutta la propaganda fondamentalista.
Temo che l’idea di poter trarre un vantaggio tattico da tutto ciò potrebbe rivelarsi un calcolo tragicamente sbagliato.
13 gennaio, 2009 alle 2:20 pm
Giovanni, considera che le dichiarazioni di Abu Mazen, valutate correttamente, sembrano essere praticamente filo israeliane.
Immediatamente dopo l’inizio delle ostilità il 27 dicembre, Abu Mazen dichiarò che la responsabilità era di Hamas almeno quanto di Israele….. per il presidente dei palestinesi questo a me sembra una chiara accusa ad Hamas.
Oggi deve fare dichiarazioni stigmatizzanti la violenza di Israle (che per altro èevidente che sta usando l’esercito in una situazione che coinvolge civili inermi e a nessuno può sfuggire che questa sia una tragedia), perchè è pur sempre il capo dei palestinesi, il 35% dei quali vota Hamas. Non se li può alienare, ma tutto il suo comportamento, gli incontri con Mubarak etc sembrano orientati a limitare l’autonomia perniciosa di Hamas.
giancarlo
13 gennaio, 2009 alle 2:11 pm
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Caro Giovanni
se uno Stato subisce uccisioni dei suoi abitanti con attentati stragisti rivendicati e tiro di 8ooo razzi contro le sue città nonchè rapimento con azione di guerra di un suo soldato entro i propri confini , confini oltretutto ridotti grazie ad un ritiro e lo smantellamento di colonie , se dicevo succede questo è possibile che quello Stato reputi di essere in guerra e di fronte all’ennesimo missile scateni un’offensiva .
Conseguenze atroci come per tutte le guerre ( non stò ad elencarti il dettaglio di morti civili fatti da D’alema nel bombrdamento aereo della Serbia da lui ordinato ) ma gli Stati da millenni così agiscono e si prendono la responsabilità di azione ed inazione .
Tu cosa avresti fatto se avessi avuto la responsabilità della sicurezza dei cittadini di Israele ?