Una replica su Bassolino

mercoledì, 28 gennaio 2009

A più riprese lunedì sera, durante L’Infedele, il server non ha retto alle migliaia di connessioni. Quasi tutte a senso unico, infuriate, se dobbiamo considerare rappresentativo il campione di questi commenti. Sì, volevano il sangue, cara Anna (844). Mi accusano con l’argomento di Cristiano (893): “Lei non può difendere quest’uomo odiato da tutti”. E pazienza se non l’ho difeso, anzi, gli ho messo di fronte solo interlocutori a lui avversi. Qualunque cosa che non fosse una contumelia o una fustigazione per colui che un tizio paragona perfino a Hitler (730), vi sarebbe parso troppo poco rappresentativo dell’”umore del popolo napoletano”.
Può darsi che l’umore sia quello da voi rappresentato, in tal caso vedremo la Carfagna al posto di Bassolino e faremo il confronto. Ma nel frattempo vi ha dato alla testa la mia dichiarazione trasparente, già nota agli abituées del blog: lo considero colpevole di gravi errori politici, ma se dopo 15 anni di potere ininterrotto quel che avete da rimproverargli sono dettagli minori rispetto all’arricchimento del politico medio, ne esce confermata la sua onestà personale. Risultato: “Essere amici di Bassolino è come diffondere il cancro” (763).
Lieto di avere deluso chi ha spinto fino a questo punto la sua esasperazione, immiserendola nel solito folklore partenopeo.
Bassolino ha fallito, si ritrova percepito come un Mastella qualsiasi, impresentabile, è un leader sconfitto. L’ho trovato poco convincente di fronte ai rilievi di Braucci e Imarisio, evasivo sullo scandalo Romeo e sul sistema di potere da lui stesso alimentato. Abbiamo fotografato nel suo punto più basso questa situazione per lui drammatica, che rischia di offuscare i suoi indubbi meriti del passato. Ma voi volevate solo tirare dei pomodori sul televisore. Peggio, cercavate qualcuno che lo facesse al posto vostro. Scommettiamo che invece, a Napoli e in Campania, Bassolino prenderà ancora un sacco di voti se si ripresenterà? Ciò che gli sconsiglio, naturalmente.
Un’ultima cosa. Se all’inizio della trasmissione dichiaro per correttezza la mia amicizia con una persona discussa e impopolare, per molti di voi questa non è una forma di correttezza, ma di tracotanza. Meritate giornalisti più spregiudicati nel menarvi per il naso.
E ora che vi ho detto tutto quel che penso con la dovuta franchezza, ci aggiungo comunque un grazie per la vostra partecipazione numerosa al blog.

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