Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Com’era inevitabile, la stampa italiana si diverte a “intingere” nella contesa ereditaria tra i figli naturali del principe editore Carlo Caracciolo che pur di rivendicare la loro quota di patrimonio non esitano a mettere in piazza le vicissitudini familiari più intime.
Sono poco interessato agli esiti processuali della controversia, e ancor meno a intrufolarmi nelle analisi del Dna o del grado di sterilità del padre amato ma disconosciuto.
La vicenda dell’eredità Caracciolo mi aiuta invece a riflettere su due questioni che mi stanno molto a cuore.
Prima questione: l’amore ha davvero a che fare con la consanguineità? La nostra esperienza ci dice sempre più spesso il contrario. L’essere buoni o cattivi genitori prescinde dalla genetica. Conosco padri e madri meravigliosi di figli nelle cui vene non scorre lo stesso sangue: si tratti di bambini adottati oppure nati da scappatelle extraconiugali. Non occorre essere fans di Brad Pitt e Angelina Jolie per sapere che una famiglia viene tenuta insieme dall’amore, mica dalla genealogia. Si chiamano fra di loro fratelli e sorelle tante persone che hanno imparato a volersi bene anche nella fatica di una famiglia allargata, dove la genitorialità non ha escluso ma incluso, e dove bisogna accettare la presenza di più mamme e papà. Viceversa si dà il caso di genitori che scompaiono, rifiutano quel ruolo, vengono sostituiti, poi magari riappaiono e viene loro recuperato un ruolo anche perché i “sostituti” ne hanno protetto la fuga agli occhi di figli bisognosi. La casistica è infinita. Quanto vi importa davvero di sapere se colui che chiamate papà sia davvero l’uomo che vi ha generato, dopo che nella vita ha dimostrato di amarvi e sostenervi? Badate: non amarvi “come” un padre; ma amarvi “da” padre.
Noi meticci, bastardi, sanguemisti siamo ben poco interessati alle bugie della purezza. Sappiamo che non esiste il sangue blu. Sappiamo che il sangue ha lo stesso colore per tutti. Analizzarlo può servire molto a scopi medici (esistono le patologie ereditarie), ma di certo non aiuta a rimettere insieme le famiglie cui il destino ha negato di prendere forma. Viva i padri e le madri che lo vogliono essere. I capibranco dell’amore familiare non hanno tempo da perdere con le fandonie miserabili della consanguineità.
Seconda questione: l’eredità così com’è regolata dalla legge italiana è immorale e antiquata. Non a caso i paesi fondati sull’etica capitalistica e delle pari opportunità, contemplano sempre una cospicua tassa di successione. Perché mai un’azienda florida o un ricco patrimonio dovrebbero finire nelle mani di un incapace solo perché costui è nato con la camicia?
Conosco troppi ex giovani benestanti che campano di rendita, cioè dilapidano ricchezze che potrebbero essere ben più utilmente investite da chi ne avesse il talento. Per fortuna conosco anche un paio di manager italiani che dopo aver accumulato un patrimonio hanno fatto ai figli più o meno il seguente discorso: “Cari ragazzi, siete nati fortunati. Io vi amo e dunque farò in modo che voi possiate pagarvi ottimi studi; vi comprerò una bella casa; vi lascerò un gruzzolo. Ma per il resto, dovrete imparare a arrangiarvi con questi già notevoli vantaggi che il destino vi ha fornito. Il mio patrimonio di decine (o centinaia) di milioni di euro è già stato infatti conferito a una fondazione con finalità no profit”. La stessa scelta che ha fatto Bill Gates, per intenderci: restituire alla società una larga quota dei profitti accumulati con il suo lavoro.
L’Italia che si aggrappa alla consanguineità per mungere rendite, non mortifica solo l’amore ma anche le sue chances di successo.
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24 febbraio, 2009 alle 12:14 am
Sul caso Englaro, a mio avviso, Berlusconi ha intuito al volo più di un vantaggio politico e mediatico da trarne, da grande uomo di palcoscenico qual’è : la possibilità di contestare una decisione della magistratura, l’occasione di gettare un’ombra sul presidente della repubblica e infine la chance di interpretare alla grande il ruolo di difensore della vita e in qualche modo anche della fede.
Un boccone troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire.
Mi sembra stravagante il commento di Amicone secondo il quale "Berlusconi è un cattolico popolare."
2 febbraio, 2009 alle 11:30 pm
Un grande uomo!
La morte sorride a tutti;un uomo non può far altro che sorriderle di rimando.(Marco Aurelio)
30 gennaio, 2009 alle 9:30 pm
Caro Gad. Perchè ti vanti di essere un bastardo? Lo siamo tutti ed è un fatto naturale e non cìè nulla da vantarsi o da sentirsi inferiore per questo
Probabilmente ci sono diversi gradi di "bastardaggio" e sarebbe interessante farte una classifica e dei probolemi che questo essere "più" bastardi può generare.
Occorerebbe una definizione accettabile della parola "bastardo" che comprenda tutti i sottoinsiemi del bastardaggio. Detta cos’ semplicemente è una parolo che non significa nulla perchè, come già dettto, siamo tutti bastardi in una certa misura.
Si è provato, in am,bito ONU a dare una definizione della parlo "terrorista" e non ci si è riusciti. Forse con "bastardo" saREBBE PIù FACILE…
29 gennaio, 2009 alle 3:15 pm
195Massimo.Come no?ha fatto il giro del mondo e l’hanno riportata tutti i giornali italiani.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/06/11/ubriaco-dopo-incontro-con-putin-un.html
Anche il Corriere ha dato spazio all’evento..