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Quanta bontà contro il padre di Eluana

martedì, 3 febbraio 2009

il Bastardo

Quanta bontà contro il padre di Eluana

Mi ha turbato vedere in tv i manifestanti per la vita, con tanto di inutili pagnotte e bottiglie d’acqua in mano, riversarsi addosso all’ambulanza che trasportava Eluana Englaro e, dietro, sull’auto guidata da un impietrito, dolorante Beppino, suo padre.
Rispetto il diritto a manifestare la protesta, ma è possibile che quelle persone tanto buone non avvertissero la violenza esercitata su chi già ha sofferto abbastanza? Non li ho visti recare pagnotte e bottiglie d’acqua ai disperati che approdano a Lampedusa, e dire che lì servirebbero davvero, mentre Eluana non può farsene nulla di quella macabra metafora. Possibile che la difesa dei valori in cui si crede divenga sempre ideologia, in questo paese, e poi aggressione in nome di una vita misurata con criteri sempre meno oggettivi? Perchè sulla prima pagina di “Avvenire”, stamane, la scelta di Beppino Englaro veniva definita “mossa choc” e giganteggiava, riducendo a un richiamino minuscolo l’auspicio di Maroni, più cattiveria con i clandestini? Che questi ultimi siano meno persone di Eluana? O forse la bontà di chi si scaglia addosso a Beppino Englaro è solo la forma, cattiva, di una lotta di potere?

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2656 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[5] 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 222
    Paolo Cesari scrive:

    Una poesia per Eluana.

    http://www.voicepopuli.it/italiano/index.php/archives/2009/02/10/addio-eluana/

    Per non dimenticare

  2. 221
    pietro ancona scrive:

    I papi sono stati aiutati a morire?
    =============================

    Mi sono presa la briga di andare a cercare in quali circostanze, come sono morti i papi della Chiesa Cattolica a cominciare da Benedetto XV. Questi è morto per un attacco influenzale nel giro di due giorni. Il suo successore Pio XI scomparve per un attacco cardiaco poco prima di pronunziare un discorso di denunzia dei Patti Lateranensi che non credo fosse gradito agli ambienti filofascisti del Vaticano. Pio XII scomparve per una ischemia polmonare nel giro di poche ore mentre papa Giovanni ventitreesimo mori per un tumore allo stomaco che tuttavia non gli impedi di lavorare fino quasi all’ultimo. Paolo Sesto mori’ quasi subito dopo essersi ammalato e papa Luciani non visse più di un mese. Papa Voitila sappiamo che scomparve dopo la sua ultima apparizione in piazza san pietro dove non riesci a pronunziare parola.
    La caratteristica che accomuna la morte di questi Papi è la morte che non iarriva mai dopo lunghe e penose malattie con allontanamento dal loro magistero. Si tratta di persone anziane ma che sembrano sfuggire alla regola dei comuni mortali. C’è gente che sta in condizione di disabilità per mesi, anche anni, subisce mesi e mesi di ospedalizzazione e di cure senza essere in grado di fare alcunchè se non resistere alla malattia. Nel caso dei Papi in generale scompaiono senza avere quasi mai interrotto la loro attività che è per la Chiesa di fondamentale importanza. Io non so da quanto tempo c’è l’abitudine del discorso domenicale del Pontefice in Piazza San Pietro. Ma non ricordo che ci siano state assenze per settimane o per mesi. Come mai? Perchè Papa Woitila dopo l’ultima penosa apparizione in Piazza San Pietro è morto? Non è possibile che si sia lasciato morire con l’attiva collaborazione del gruppo dirigente del Vaticano che considera il Papato una macchina da guerra, un eccezionale strumento propagandistico che non può eclissarsi neppure per un giorno, deve sempre essere all’opera? Infatti non manca giorno in cui non veniamo informati di almeno due o tre iniziative alle quali il Papa partecipa.
    Naturalmente non ho strumenti per fare affermazioni certe. Il convincimento che mi sono fatto è frutto solo di osservazione e di comparazione. Penso che ci sia una ragione di Stato della religione-Stato che imponga di avere sempre un papa efficiente, dinamico, pronto a sostenere durissime giornate di lavoro che cominciano forse alle quattro o alle cinque del mattino e vanno avanti per tutta l’intensa giornata. Insomma, dal momento che non è possibile che tra gli ultimi otto papi e per lo spazio di oltre un secolo non ci sia mai stato uno solo di essi che sia rimasto a letto per mesi mancando ai suoi inderogabili doveri di capo della Chiesa-Stato dobbiamo pensare ad una situazione anomala.
    Per questo sono convinto che Papa Woitila sia stato aiutato a morire subito da una curia che sapeva della sua impossibilità di eseguire i programmi intensissimi predisposti per lui che avrebbero sfibrato un uomo forte e nel fiore degli anni. L’attività del Papa appare da decenni a questa parte come drogata da una ipermovimentismo che comunica anche una sorta di ansia dal momento che fatta una spettacolare manifestazione ne viene subito dopo annunziata una altra e poi un’altra ancora. Sono convinto che le condizioni di Papa Woitila erano tali da sopportare un periodo non so quanto lungo di degenza lontano dalla finestra di Piazza San Pietro e dai suoi numerosissimi impegni nel mondo. Ma la Chiesa che ha il suo motore nel Papa può accettare un fermo sia pure temporaneo? Nella società spettacolo non essere nel teatro corrisponde ad una scomparsa. Chi non appare non c’è. Sembra che questa regola sia perentoria specialmente per chi deve ogni giorno divulgare un verbo che oggi è antimoderno e spesso contro principi elementari di civiltà come l’attacco agli omosessuali e la scelta dei lafebriani contro i valorosi sacerdoti della teologia della liberazione,
    Ecco perchè tutta l’opposizione furibonda minacciosa contro la scelta di liberare Eluana dalle sue sofferenze mostra tutta la sua strumentalità a fronte di comportamenti che hanno probabilmente aiutato i Papi a togliere il disturbo senza alterare il ritmo ossessivo ed ossessionante di una attività che non conosce tregua dal momento che aspira ad essere presente nel mondo intero con posizioni di prestigio e di potere.La Chiesa-Stato, unica religione ad avere uno Stato tutto suo, non smette mai, neppure per un istante, il suo proselitismo universale.
    Pietro ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    http://www.spazioamico.it

  3. 220
    franco galati scrive:

    Perchè un dibattito su Eluana ed eventualmente una deliberazione parlamentare, non è stato avviato sin dall’inizio di questa vicenda anzichè impostare un decreto frettolosamente negli ultimi gg dopo aver a lungo taciuto? Si cercava l’incidente? A pensar male non si sbaglia diceva qualcuno.

    Comunque le priorià del Paese sono altre e negli ultimi 10 anni si è fatto molto poco in questa direzione, infatti:
    -la lotta alla criminalità, che stà divorando il ns. Sud, non ha mai avuto dei decisi paladini come nel caso dei provvedimenti relativi agli extracomunitari;
    -la semplificazione della burocrazia che soffoca le imprese e costa più di una tassa, non ha sostenitori altrettanto accesi come nel caso di Eluana e ciò nonostante la presenza di un imprenditore al governo per buona parte dei 10 anni suddetti;
    -lo sveltimento dei processi attraverso leggi acconce e strutture adeguate non è avvenuto anzi c’e stato un peggioramento, nonostante i tanti interventi, quelli si molto decisi, nei confronti della magistratura.
    Affrontare questi temi non richiede modifiche della costituzione a priori!
    Qualora gli atti di governo avessero, negli ultimi 10 affrontato seriamente queste vere e primarie priorità del Paese, oggi il sostegno all’economia comporterebbe dei costi e dei tempi di risoluzione meno gravosi.
    Al fine di portare la barra al centro dei ns. interessi di cittadini propongo che l’Infedele dibatta in una sua puntata il tema delle vere priorità; una volta tanto l’agenda del programma non sarebbe dettata dagli atti e dagli incidenti contingenti che nulla o poco hanno a che vedere con i ns. veri bisogni.

  4. 219
    Serena scrive:

    Penso che non ci doveva essere un "caso Englaro": in un Paese civile non ci sarebbe mai stato.
    Perché la scelta personale (espressa più volte dalla ragazza) sarebbe stata rispettata senza tanto clamore e strumentalizzazioni politiche, ideologiche e religiose.
    Non è giusto che una famiglia abbia dovuto subire tanti soprusi, in ben diciassette anni, silenzio da parte delle istituzioni, capaci solo di ideare un decreto legge per fermare una sentenza definitiva.
    Rispettiamo, con il silenzio ed il riserbo, da ora, la famiglia, che ha subito una grave perdita, la prima 17 anni fa, quando la figlia ha cominciato a sopravvivere in modo forzoso, la seconda questa sera, quando si è spenta, nel rispetto della sua volontà.
    Solidarietà alla famiglia Englaro, la cui sola colpa è quella di avere fatto rispettare la volontà di una donna amatissima dalla sua famiglia.

  5. 218
    Sonia scrive:

    Non vorrei che si perdesse di vista che nel caso Eluana… è proprio Eluana la protagonista… anche se purtroppo per lei è stata l’unica che non ha potuto esprimersi.. o meglio si è espressa a suo tempo( e qui non vorremmo dare mica del bugiardo a chi della sua famiglia si fa portatore della sua idea…) del resto, e parlo da genitore, a noi tocca il compito di fare da tutori ai nostri figli nel bene e nel male educando e pagando per i loro errori, amministrando e prendendo decisioni per loro fino alla maggiore età o nel caso che essi non siano in grado in grado di intendere e di volere…. In questo caso invece sembra che il padre di Eluana non possa più esercitare neppure la patria potestà… e giustamente mi direte… si tratta della "vita" ma certo… della vita di una figlia….e allora mi chiedo…. chi l’ha cresciuta e seguita in tutti gli anni della sua vita prima e dopo l’incidente, con tutto l’amore di cui solo i genitori sono capaci? non vorrei dover pensare che un governo che non si è mai interessato di nessuno personalmente abbia adesso più diritto di un padre di decidere di una vita.

  6. 217
    Eloisa scrive:

    Gentile Gad Lerner, da giorni sono assillata da un pensiero che decido di inviare solo all’Infedele, perché so che lei garantisce l’uso dell’intelligenza.
    Sono sconcertata nel constatare quanto MATERIALISMO CI SIA NEI CATTOLICI ITALIANI, con il loro attaccamento ossessivo al CORPO. Mi aspetterei discorsi sui valori dello SPIRITO, ma di spirituale in loro non c’é niente. Non dovrebbero credere nella vera vita e comunicarlo a noi?
    Chi oggi ci può dare la speranza dello spirito?
    I cattolici non sono capaci. Rimangano chiusi nel loro materialismo.

  7. 216
    aimone esposito scrive:

    E’ l’ora di farla finita. La vita di una persona e la sua dignità si estrinsecano in una serie di atti, fisici e psichici, che la rendono partecipe e capace, con la propria parola, di essere determinante per se stessa. Eluana non lo era più, per questo nel suo testamento biologico aveva scelto precisamente.
    Simone Esposito
    Tesserato AN

  8. 215
    Beatrice Cenci scrive:

    Tutta la mia solidarietà al povero psdre Englaro che aveva tentato di seguire la legge, non avendo ancora capito che qui in Italia nessuna sentenza è valida, nessuna legge è uguale per tutti, ma molte vengono fatte ad hoc e ad personam.
    Questo ci insegna questa vicenda : l’italiano qualunque deve seguire le vie traverse, cercare di stare a galla per vivere quotidianamente, dal momento che non tutti (fortunatamente) sono amici o parenti dei politici ladri e avvoltoi e, soprattutto non fidarsi mai dello Stato sanguisuga.

  9. 214
    Il Sublime Idiota scrive:

    #212. Sì, ognuno dovrebbe essere libero di scegliere ed infatti ognuno è già liber odi scegliere. Ma ci sono principi che si vogliono scardinare ese non partiamo da essi, anzichè fare conqueiste avremo delle perdite. Luana per me ha diritto a morire. Ma non può esistere un precedente, in un paese che si professa di diritto e democratico, in cui un tribunale ricostruisca una verità su base indiziaria senza peraltro giungere alle prove. E’ come diro, lo ripeto, che io testimonio che X ha ucciso Y. Ed il giudice condanna X solo sulla mia testimonianza, senza trovare uno straccio di prova, senza trovare un movente,nè l’arma del delitto, nè il cadavere: in ultima analisi costruedo un "teorema" e spacciandolo per verità: e poi quella verità viene accolta dal tar fino alla suprema corte. Se tu vuoi morire non ci si avvale di una struttura pubblica preposta alla cura e salvezza delle persone o dove comunque deve essere dato spazio esclusivamente a questa finalità. Il Papa Giovanni, al cui esempio impropriamente molti si rifanno, ha deciso di andare alla casa del signore dal suo letto privato, non dopo aver richiesto il ricovero e l’intervento di un tribunale. Se tu hai la piena libertà di disporre della tua vità la libertà non deve oltrepassare il confine del tuo corpo e del tuo essere e nel mettere in essere ogni azione che ti riguarda non puoi impropriamente richiedere l’intervento di terzi o dello stato. Se tu vuoi ucciderti, non puoi chiedere allo stato una legge perchè esso ti dia la pistola gratis e con il colpo in canna. Arrangiati. Questo è il discorso sulla libertà. Io la tua libertà non la metto in dubbio: fai della tua vita ciò che vuoi e privatamente di ciò che fai della tua vita non me ne frega assolutamente nulla. Se ti vuoi buttare dal ponte, stai certo che non spargerò una lacrima per te: fatti tuoi. Ma se tu oltrepassi lo spazio ed ilconfine del tuo essere e pretendi che per esaudire la tua sete di libertà ed autodeterminazione ci sia l’intervento di terzi, allora io ho il diritto di esprimermi e di oppormi: autodeterminazione vuol dire proprio questo. E non su ciò che vuoi fare tu, ma sul ruolo improprio che terzi soggetti si arrogano (tribunali, medici, ospedali, politici). E quindi devi mettere in preventivo che così come esiste la tua di libertà, c’è anche quella degli altri che hanno titolo per discutere se il ruolo di questi tribunali, medici, etc. sia corretto o meno.

  10. 213
    margherita scrive:

    non solo scopriamo di essere sudditi del Vaticano, ma che le leggi in Italia le fanno Sacconi e la Roccella…

  11. 212
    BEPY scrive:

    Credo che Eluana sia in ancora vita grazie alle scoperte della medicina, ed è per questo che questa vicenda meriterebbe principalmente più spazio da opinioni fatte da "medici" e non da religiosi, politici ecc..
    Certo c’è una questione etica da affrontare ma dopo il caso Welby nessuno se ne è occupato, aspettando di perdere una sentenza della cassazione per imporre un decreto/express contro la volontà del padre.
    Se il padre di Eluana ha deciso di andare avanti è una decisone solo per sua figlia,e non per tutti cittadini a differenza del decreto/express che avrebbero voluto far firmare a Napolitano. Ognuno può essere d’accordo o meno ma ognuno dovrebbe essere libero di scegliere…

  12. 211
    luther blissett scrive:

    http://www.distantisaluti.com/e-e/

  13. 210
    gg scrive:

    I cattolici sperano nel miracolo; ma non hanno fede e quindi non lo avranno; se avessero fede in una vita ultraterrena perchè allora attaccarsi tanto al corpo, approvando qualsivoglia sistema inventato dalla scienza medica per allungare all’infinito una vita ormai artificiale ?
    Rileggano : "Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno il potere di uccidere l’anima." (Matteo)

  14. 209
    Anna A. scrive:

    Appare evidente, sotto gli occhi di tutti, che i politici italiani, nessuno escluso, stanno facendo a gara per accaparrarsi le simpatie cattoliche. Il Presidente Napolitano, per fortuna, dimostra di avere l’assoluta intenzione di far loro rispettare la Costituzione nonché i diritti costituzionali dei cittadini. La sola idea del decreto di urgenza é apparsa aberrante. Due genitori hanno deciso di agire nella completa legalità e, da quasi 20 anni, hanno affrontato processi di vario grado, ansie, dolore. Dopo avere finalmente ottenuto una sentenza, passata in giudicato (quindi inoppugnabile), si sveglia improvvisamente il governo e decide di cancellare il loro diritto acquisito. Ora che il decreto é stato trasformato in progetto di legge, spero che in Parlamento le coscienze si risveglino ed evitino di farci vergognare di vivere in questo Paese. Onore a Beppino e Saturnia Englaro per il loro coraggio, per la loro dignità, per la ferrea colontà di attuare per vie legali la volontà di Eluana. Coraggio.

  15. 208
    gg scrive:

    Diritto e rovescio.
    Vista solo sotto l’aspetto esclusivamente giuridico la faccenda è, che quando una sentenza di una Corte di Giustizia non piace, una "parte" ricorre al Governo, che provvede ad emanare un decreto o a far votare ad un parlamento di nominati una legge ad "hoc". Per il momento c’è un ostacolo al Quirinale, ma la prossima mossa sarà di rimuovere l’ostacolo e, nei limiti del possibile di "fabbricare" sentenze adeguate.

  16. 207
    lando scrive:

    Un caso Eulana a famiglia e dopo un referendum.

  17. 206
    grandmother scrive:

    Non parlo di sentenza nè mi permetto di giudicare l’operato dei magistrati i quali sicuramente hanno agito secondo legge. Appunto alla legge che faccio riferimento. Vergogna e mi vegogno di non aver fatto qualunque cosa che avesse mosso la coscienza umana per risolvere questo grave dilemma a cui tutti dovremo rispondere

  18. 205
    heiner scrive:

    li uccidiamo?

    cara grandmother, forse non conosci la motivazione della sentenza.

  19. 204
    grandmother scrive:

    La vicenda travalica i confini del pensiero e dei commenti personali: è una tragedia umana che sta a significare quanto oggi non si accetta più nè dolore nè carità per un ammalato e per chi gli sta vicino. Tutti abbiamo avuto esperienze di dolore accanto ad un malato. Che facciamo per non vederli soffrire, li uccidiamo? La gravità di tutta la vicenda é che la politica ha risposto in maniera indegna. Erano mesi che il padre di Eluana chiedeva aiuto, ma ciascuno di noi si è affidato agli altri mettendo così a posto la nostra coscienza. In più il governo con una mossa magistrale ha emesso un decreto all’ultimo momento. Vergogna, non poteva adoperarsi prima sapendo quanto importante fosse l’argomento? Ma certo, è meglio addossare la colpa al Presidente, loro intanto con quella mossa ritengono di avere avuto consensi: tutto qui??????????????????????

  20. 203
    catone scrive:

    Silvia,
    ma la smetti di dire cavolate? Hai mai provato cosa vuol dire? hai infiocchettato troppo il post…

  21. 202
    Silvia scrive:

    Seguo la vicenda con dolore e preoccupazione. Non ho parole per manifestare la mia solidarietà al signor Englaro. Sono sconvolta, su più piani. Quello umano: un padre e una figlia, e il mondo che vuole entrare nel loro rapporto. Quello civile: la libertà di accettare di essere curati… con una serie di dubbi: perché in ospedale ti chiedono il consenso "informato" prima di qualsiasi atto invasivo e non hanno rispettato la negazione a questo consenso fatta a suo tempo dal signor Englaro a nome di sua figlia. Quello politico: mi chiedo che ci stiano a fare i nostri parlamentari, peraltro profumatamente pagati, se devono solo votare decreti illiberali del governo; mi chiedo ancora come si permetta il capo del governo di parlare di rispetto della vita e di coscienza per giustificare il conflitto in atto col Capo dello Stato…
    Quello esistenziale: ci siamo talmente "meccanizzati" e "medicalizzati" che abbiamo perso il senso della vita e il senso della morte. Abbiamo snaturalizzato la morte, la vogliamo fuggire, esorcizzare, eliminare, anziché accettarla perché fa parte della vita.
    Signor Englaro, le sono vicina.

  22. 201
    gattogorbi scrive:

    Invece di stare a bocca aperta davanti ai tecnici (magistrati, preti, medici e giornalisti) potremmo anche ragionare.
    I giudici hanno deciso senza una giurisprudenza sul caso. Potevano decidere per analogia: e nei processi comuni i giudici non danno alcun peso alla testimonianza dei genitori perché li considerano troppo coinvolti emotivamente. Perché questa volta hanno creduto al padre? Perché hanno valutato giusta la sua causa, a prescindere dalla testimonianza.
    Giusta su che basi? La Costituzione? Essa non affronta il caso; e come poteva, nel 1947? Afferma in lungo e in largo il diritto alla vita, questo sì. Ma i giudici non ne hanno tenuto conto: hanno deliberato sulla base di un diritto che non esiste.
    La sentenza è giuridicamente indifendibile, quindi chi la critica ha diritto al rispetto e non è colpa sua se ha dei cattivi compagni di strada ( il Pstore tedesco e Berlusconi). E anche le proteste più vivaci hanno un senso: una sentenza ha deliberato sulla vita e sulla morte, senza alcun fondamento giuridico. Capite perché qualcuno si preoccupa?
    Sulle ragioni di questa sentenza, ognuno può dir la sua: ma rimane indifendibile.

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