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Auguri Dario, non basterà un bel discorso

domenica, 22 febbraio 2009

il PD

Auguri Dario, non basterà un bel discorso

Ancora una volta “le abbiamo prese ma gliele abbiamo dette”, ieri al’Assemblea Costituente del Pd. La conferma che non sono personalmente tagliato per la politica è tutta lì nei complimenti (esagerati) per il mio intervento -giunti perfino da D’Alema- mentre l’esito politico risultava opposto a quello che auspicavo. Niente primarie, continuità su proposta del gruppo dirigente che ci sta portando di sconfitta in sconfitta con la scusa della (falsa) compattezza e di un illusorio senso di responsabilità. Ha partecipato meno della metà dei delegati, in prevalenza com’è ovvio quelli per cui la politica è anche un mestiere. Hanno voluto fingere -di nuovo- che la prossima sarà la volta buona e comunque che la linea calata da Finocchiaro, Fassino, Marini, Realacci, Errani fosse quella da seguire come sempre. Nel frattempo Pierluigi Bersani si aggirava sornione per la platea spiegando che lui è all’antica, preferisce farsi eleggere segretario del Pd da un congresso. Un temporeggiatore (salvo riconoscere col senno di poi di avere fatto una “grossa cavolata” non candidandosi alle primarie contro Veltroni) poco gentile nei confronti di Franceschini, cui sembra dire: “Vai avanti tu che mi viene da ridere. Poi a ottobre, dopo le prossime sconfitte, ti chiederò di farti da parte”.
Per questo ho parlato di inerzia che spinge il corpo intermedio del Pd verso un baratro. Col rischio di privare questo paese di un’opposizione reale alla destra dominante, e di incoraggiarla nella deriva populista che la crisi economica esaspererà fino all’invocazione dell’”uomo forte”.
Dario Franceschini è un’ottima persona, gli faccio auguri sinceri, ha tenuto un bel discorso che tendeva a distaccarsi dalla vicenda sbagliata di cui lui stesso si ritrova espressione. Soprattutto ho avuto modo di rivolgergli in tempi non sospetti parole di stima per come cui ha saputo difendere la sua autonomia di “cattolico adulto” dalle pressioni clericali, sia nella vicenda del “Family day” che di recente dicendo “no” al disegno di legge governativo sul testamento biologico. Non l’ho votato e considero sbagliata la scelta di sottrarsi alla sovranità dei cittadini elettori. Temo che la pagheremo cara. Le primarie sarebbero state l’unica forma di congresso vero che questo Pd, nello stato in cui si trova, avrebbe potuto realizzare. Votando non solo sulle persone candidate, ma anche per sciogliere finalmente quei nodi politici su cui i dirigenti hanno avuto paura di decidere. Le primarie avrebbero dato al partito uno scatto di vitalità e sarebbero state perfino un ottimo strumento di comunicazione nelle prossime campagne elettorali. Franceschini, il volto decente dell’apparato, potrà forse sorprenderci umanamente, ma non politicamente.

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Commenti per questo articolo

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  1. 575
    Claudiodisinistra scrive:

    Il degrado morale e culturale di questo mondo le guerre,

    lo sfruttamento e gli eccidi dei lavoratori sono anche nostra

    responsabilità. Insorgiamo contro gli sfruttatori ed i tiranni

    prima che riescano a distruggere l’umanità.

    + FRANCESI – INCHINI

    http://www.youtube.com/watch?v=kwhJ3DoRPqU&feature=channel_page

  2. 574
    Arcaleni Giorgio scrive:

    Dario ti scrive un amico.
    Collabora con il governo su tutte le migliorie e falle Tue alle prossime elezioni politiche, e tutta l’Italia sarà con Te. Non opporti tanto per opporti, lo fanno già altri se lo fai anche Tu sparirai presto, Un giovane politico come Te deve essere propositivo non rancoroso, Berlusconi alle prossime elezioni non ci sarà,e gli altri sono abbordabili
    buona fortuna
    Giorgio

  3. 573
    domitilla-monfardini scrive:

    Franceschini non è affatto un segretario reggente:le sue capacità verranno in evidenza e democratici si compatteranno

  4. 572
    giv visconti scrive:

    Riponevo molte speanze in Veltroni, pur essendo contrario a chi manifesta delle contrarietà, invocavo un partito che seguendo la tradizione di sinistra, si confermasse presente sul territorio ad illustrare e discutere problemi e fatti contingenti.
    Tutto ciò per quanto mi risulta, pur essendo iscritto al PD, non sono mai stato invitato in qualche sezione o incontro, ma solo sollecitato in occasione delle votazioni.
    Speravo in pochi obiettivi chiari che divergessero dal PDL, o proposte che per la loro universalità 0 interesse nazionale potevano e dovevano essere motivo di confronto con il PDL.
    Esempio – Immigrazione – il problema esiste se il 40% dei ricercati romeni è in Italia e i reati commessi da noi sono percentualmente superiori ad altri paesi che hanno una presenza maggiore – es. Turchi in Germania erano 4 milioni – tuttavia non hanno i nostri problemi.
    Esaminiamo e confrontiamoci con gli altri paesi, e forse riusciremo a fare una giustizia più efficace e che le pene vengano realmente scontate.
    Potrei citare problemi economici e finanziari, che non riguardano sinostra o destra ma toccano tutti i cittadini oggi e particolarmente domani.

  5. 571
    serenella scrive:

    564 A. Da Giussano mi ripeti in modo chiaro il concetto?

    "Non ha scelta tra voi , analisti dei sistemi complessi , e il forzista che gli da una piccola tessera da 40€ mensili o gli allunga la mobilità da 18 a 36 mesi ( anche 96 mesi per alcuni )"

    Intendo senza la sbavatura dell’ironia, grazie dalla metalemecc. 8)

  6. 570
    serenella scrive:

    561 Si Margherita ,mi consola conoscere le tue origini, avrei più paura se non mi capisse Nicola, ma con lui purtroppo mi trovo molto spesso in sintonia.
    La visione dal basso che abbiamo è molto simile , quindi deduco che la tua visione delle cose è appropriata 8) Grazie

  7. 569
    pistola scrive:

    Ho seguito l’Infedele di ieri sera, molto interessamte, come sempre, però non sono d’accordo sulla linea politica da te adottata nella costituente del PD di sabato scorso. All’inizio del dibattito ero an ch’io portato per le primarie e congresso subito ed ho inviato commenti in diretta pregando di dare spazio ai giovani, che sono tanti e bravissimi, per uscire da questo stato di coma in cui versa il PD. Ne ho sentito parlare parecchi e mi hanno rafforzato in questa idea però alla fine le cose hanno preso un’altra strada e , giudicando a posteriori, la soluzione Franceschini mi è piaciuta e la condivido.
    Ota sono molto indignato sulle parole usate sull’esito della votazione, da te giudicate "bulgaro" che non è un buon segno. I presenti hanno votato e tra questi i giovani erano la stragrande maggioranza; vogliamo condirerare dei discepoli di Ceausescu tutti questi giovani? Si vuol costruire un partito nuovo di sinistra e intanto assistiamo che al momento nel partito ci sono molti uomini "sinistri" che proprio non hanno niente a che fare col PD. Prendiamo per esempio Rutelli: da radicale a candidato del centro sinistra (2001) con l’esito che tutti ricordiamo. Aveva ragione Prodi. è nu bell guaglione. Ora in piena discussione sulla legge sul testamento biologico, o fine vita, lui e un’altra squadriglia di ex DC se ne vanno per i cavoli loro. Non c’è disciplina di partito, non c’è coerenza politica, altro che questione di coscienza. In Italia la Chiesa stà ormai dettando il calendario politico e suggerisce, obbliga è più appropriato, quali leggi fare e in che modo. Abbiamo n Presidente del consiglio che in tempo non lontanti non avrebbero accettato in nessun circolo cattolico, oggi fa lo spaccone con cardinali e vescovi vari e tutto finisce in barzelette, magari piccanti. Intanto la barca affonda e noi italiani non sappiamo più dove nasconderci per non sentire tutte le sue fesserie e improperi, che subito dopo dice di non aver mai detto. Un cacciaball che si è comprato più della metà del paese e chi si avvia a prendersi anche il resto mentre il centro sinistra discute su chi deve fare il segretario. Siamo messi così male in politica che accendere la TV e guardare i TG fa ven ire la depressione. Questi signori si chiamano Onorevoli e Senatori, mi sembra uno scherzo della natura. Quando parlano quelli di destra usano un linguaggio violento e truculente e sorridono di quello che dicono, sembrano dei deficienti. Quale messaggio arriva un giovane che accedentalmente si trova davanti alla TV e sente i commenti di Gasparri, Quagliarello, Bonaiuto, Cicchitto ecc. Manca il più elementare senso della buona educazione perchè si può anche criticare l’avversario ma con parole pulite e civili. La tragedia italiana è che i parlamentari sono trppi e prendono trooi soli. Non è giusto che con tutti i soldi che prendono bisogna anche dargli la SCORTA, di cosa hanno paura! che qualcuno li aggredisca? ma, scusino, lor signori, non ve lo ha mica ordinato il medico di fare i parlamentari. I deputati e sentaori dovrebbero essere eletti per ONORE e quindi ricevere solo le spese vive e niente stipendi e pensioni d’oro. Perchè all’Infedele non si toccano questi temi? Coraggio cominciamo e gridare come nel film: siamo inzazzati da morire e non ne possiamo più.
    pistola

  8. 568
    stefano galli scrive:

    Quoto Filiberto Zecchini al 100%, oltretutto è pure "paesano mio". Ho faticato a leggere un intervento così lungo ma è stata fatica ben spesa, una boccata d’aria fresca nei blog maleodoranti che girano in rete.

  9. 567
    basil scrive:

    Il grande politico non rappresenta la società, il grande politico rappresenta la propria grande intelligenza e onestà intellettuale.
    Le trasmissioni politiche non smascherano le contraddizioni insite nei ragionamenti dei mediocri o peggio dei furfanti. Bisogna concentrare l’attenzione sul ragionamento logico in sè più che sul contenuto; se il ragionamento è contraddittorio, il contenuto non ha ragion d’essere, quindi il politico che viene colto in cotraddizione se non è stupido è in malafede. Per smascherare il politico in malafede è necessario, dopo aver colto la sua contraddizione, incalzarlo sulla contraddizione stessa per poi farlo ammettere di aver detto il falso; il politico farà resistenza prima della resa è quindi fondamentale insistere sul ragionamento. Spero che ci siano trasmissioni con giornalisti più attenti ai ragionamenti logici. (l’attenzione al ragionamento logico include anche la presentazione dei dati in cifre che spesso si contraddicono: ogni dato presentato deve essere assolutamente confermato come autentico anche se uno solo dei dati per essere confermato abbia bisono di un trasmissione intera) W la grecia antica.
    P.s: chi si contraddice sovente è di destra.

  10. 566
    Giors scrive:

    # 563
    Caro sig. D.
    sintonizzati su : TG3–Annozero–Ballaro’–Che tempo fa–Parla con me–L’infedele–e leggi l’Unita’–Repubblica–Liberazione–ecc.ecc.
    Scoprirai che non e’ proprio vero che i forzitalioti e i dormienti non abbiano fonti alternative.
    Lascia perdere i massoni e prova ad immaginare che ci sono anche giunte di sinistra dove la corruzione e i buffoni si sprecano . O no?
    Giors

  11. 565
    giancarlo scrive:

    Alberto da Giussano, parole sante. Mi ha colpito anche il fantastico Benigni, che fa campagna politica anche a sanremo, mentre, con i soldi di tutti gli Italiani, si mette in tasca 350.000 euro per mezz’ora!! E si permette anche di offendere una cantante che deve entrare sul palco poco dopo, ma che ha l’orribile difetto di avere una posizione politica e diversa dalla sua! Che m. di uomo. Poi, non molti lo sanon, è anche un plagiatore. Gli venne sottoposto il copione di un bellissimo film (… fredo di un rumeno), Le train de Vie. Lui nlo lesse, rifiutò la parte, ma poco dopo uscì con "La vita è bella" che prende tamto evidentemente sputo ed ispirazione dall’altro film che si è beccato una denuncia.. anche se credo che l’iter giudiziario sia ancora in corso.
    Mi chiedo se tu sappia politicamente da che parte stia Bonolis.
    giancarlo

  12. 564
    Alberto da Giussano scrive:

    Caro Gad , chiedi perchè il pd non intercetti i consensi del l’elettorato o, addirittura , li perda , o per quale motivo il pd non riesca a rappresentare le aspettative del popolo…
    Il perchè è molto comprensibile ; il pd è pieno di persone come te e come gli ospiti delle tue trasmissioni , gente di televisione , dal facile e piacevole eloquio , gente che vive più che bene , tra l’altro di parole e di partecipazioni televisive.
    E’ pieno , il pd , di milionari come Santoro , Travaglio , Floris , Fazio , Parietti , Colaninno , Dandini , Venditti , insomma tutta gente che si bea del proprio stato sociale. Persone che passano la vita in video a dire che non possono parlare ( sic ).
    La famiglia tipo dei nostri tempi (problema del fine mese !)non ha scelta tra questi personaggi e un leghista , rozzo fin che vuoi , ma che gli detassa gli straodinari o che non gli chiede più 400/500 euro annui per l’ici.
    Non ha scelta tra voi , analisti dei sistemi complessi , e il forzista che gli da una piccola tessera da 40€ mensili o gli allunga la mobilità da 18 a 36 mesi ( anche 96 mesi per alcuni ).
    Cose minime , ma che atterrano ,come diretti alla punta del mento, le scopiazzature americane ( we care , we can ) dei Benigni , dei Crozza e
    Vergassola..( telepilotati dal Clintoniano Walter )
    Mi fermo , tanto hai già capito l’antifona …Stammi bene!

  13. 563
    D scrive:

    Gentile Gad,ho visto ieri sera l’infedele e credo che abbiate tutti un serio problema di comprensione della realta’ mediatica, quando si parla di raffronti tra la sinistra e la destra al governo, non si puo’ mettere sul piatto della bilancia la popolarita’ e consensi che generano i due schieramenti ,come se la competizione di fatto fosse leale e dunque equilibrata, in realta’ quella dei consensi ai forzitalioti, e’ determinata da una pressione mediatica ossessiva e sviante, che rende parte della popolazione assolutamente dormiente, e l’altra ignara della realta’ dei fatti,quando si parla di due forze a confronto, di cui una detiene l’ 80 per cento delle emittenti pubbliche e controlla la stampa, non si puo’ parlare di consensi , ma si DEVE parlare di MANIPOLAZIONE .
    Io sono un semplice cittadino, e non accetto di dover io darvi queste lezioni di comprensione dei fatti…ma li guardate con attenzioe i TG? non vi rendete conto che la notizia dell’ultimo scandalo del comune calabrese-per fare un semplice esempio- in cui e’ coinvolto l’assessore del PDL scivola dopo le notizie di moda e costume, e che il fatto che sia del PDL e’ detto velocemente per un microsecondo e a bass voce??? non accetto d’essere io a richiamrvi all’urgenza di estendere questa presa di coscienza anche alla vostra meniera di guardare e leggere gli avvenimenti, e lo faccio con gran rammarico, perche’ significa che se nemmeno i giornalisti seri capiscono a che punto siamo, allora nessun partito di sinistra ne potra’ beneficiare.
    Bisogna cominciare intanto con l’invocare un’alternativa, svelando la realta’ massonica che ci attanaglia, richiamndo a collaborare le menti piu’ pure e geniali che abbiamo in Italia…guardate, e’ solo con il paragone serio che si svelano le false realta’…passate ai raggi X questa nostra situazione, e vi prego, vi scongiuro, in nome del cielo…aiutateci a seppellire per sempre la corruzione e i buffoni.

  14. 562
    filiberto scrive:

    la macchina del capo ha un buco nella gomma
    (e i mille delegati accorrono a ripararla con il gnam-gnam-gnam)

    La notizia è breve: accorsi da tutta italia, gli oltre mille delegati hanno votato (con maggioranza bulgara) il congresso del Pd in autunno. Per me un errore e anzi, un tradimento verso la base elettorale. per altri una mossa inevitabile e dunque da farsi. ma questa assemblea, le dimissioni di veltroni, i 5 illustri senatori, è tutta fenomenologia di un partito che non c’è (o, meglio: di un partito in cerca di un autore).
    così, invece che salire sui colli e farmi di endorfina, sabato presto mi metto a lavare una montagna di piatti e poi a scrivere alcune note. grossolane, da rifinire, da tagliare ed aggiungere. I delegati dicono non ci sia tempo per fare il punto della situazione. io penso invece che non abbiano le idee. Così, per gioco e per picca, provo a scrivere un paio di idee su cosa sia la sinistra e provo a chiedere ad alcuni amici di darci una mano: questa è la prima bozza di un testo che è aperto a tutti.

    elementi per una controstoria del conformismo
    dicono i politologhi che in italia la sinistra in quanto tale possa contare su 1/3 dell’elettorato. anche nelle vette del sorpasso sulla DC (europee post funerali di Berlinguer), si arrivò sempre a quel terzo. tralasciando gli ultimi fatti del PD, questo terzo di elettorato se da un lato pagava il pegno di non essere mai maggioranza, dall’altro aveva il valore aggiunto, preziosissimo in politica, di costruire legami forti con il partito.
    fu questa tenacia, la presenza di legami forti, a dare alla sinistra quella tanto vituperata, oggi, egemonia culturale. il ruolo anche di educatore, generatore di senso, se non di vera e propri alfabetizzazione, fu ripagato da un profondo legame, tutt’ora presente, e da una notevole fiducia nella fedeltà alla linea.
    rimaneva, però, la questione di come arrivare ad essere forza di governo. è vero il muro di berlino, è vero la nuova linea socialista (diciamo socialdemocratica in senso tedesco), è vero tutto ma la spinta al rinnovamento era anche funzionale a quel 33 per cento.
    sospendiamo anche la faccenda tangentopoli, che ovviamente fu un terremoto, e stiamo solo sul processo (nel senso di dinamica).
    come diventare maggioranza? l’idea fu quella di sfondare, in un qualche modo, al centro. da qui iniziò uno dei più incredibili misunderstanding della storia repubblicana, l’idea secondo la quale il centro fosse, in definitiva, l’elettorato cattolico.
    l’ambiguità fu che invece di ascoltare la propria base cattolica, già presente, si inizio a flirtare con la rappresentanza clericale di un, del tutto ipotetico, centro. c’è anche una nostra diretta responsabiltà nell’incredibile rafforzamento del vaticano in questi ultimi anni. Detto altrimenti, il rinnovamento fu studiato a tavolino dall’alto, riconoscendo alla chiesa (nel senso di gerarchia ecclesiatica) un ruolo di rappresentanza di ipotetici nostri elettori. ma questo è normale quando le strategie si fanno nei salotti. Invece di utilizzare il patrimonio dei preti operai, delle prime linee, delle comunità conciliari etc si preferì farsi battezzare dal vaticano. rutelli è solo l’esempio più vistoso di una strategia che ha impegnato tutto il partito: tutti, o quasi, si dichiaravano cattolici e non lo facevano, si badi bene, mentre erano in caritas a dare da mangiare a dei senza tetto, lo facevano sui giornali patinati (un esempio: Fassino che senza nessuna domanda a proposito se ne uscì con un “coming out” clericale da manuale).
    nel frattempo, la stessa spinta conformistica, lo stesso congresso di vienna, avveniva in vaticano, con modi e strategie, però, molto più efficaci ed intelligenti delle nostre. un lungo processo che ha portato, infine e solo come esempio, al commissariamento della Caritas che ora dipende dalle diocesi (dal vescovo).
    le due grandi spine comunitarie delle due grandi istituzioni (Pci e vaticano), così, vennero snervate.
    il grande papa giovanni paolo praticava l’eutanasia al concilio vaticano (con la grande intelligenza, però, di cavalcare i grandi temi no-global) e la grande cricca del pci normalizzava la struttura gerarchica del partito con un irrigidimento che ebbe effetti su tutto l’organizzazione di sinistra (cooperative, sindacato,arci), che se da un lato diventarono adulte, perdendo tutti gli aspetti freak e naif, dall’altro furono normalizzate (parlo anche di cose tipo le nomine ai vertici e le carriere a scavalco), con la poco intelligenza, però, di metterci sempre persone fidate e fedeli, cioè poco autonome.
    ma a parte chi abbia vinto o perso, il processo è – secondo me – evidente e configura un incredibile distacco del vertice o, se vogliamo, conformismo verticistico.

    una parola a sinistra: laico
    sto sempre molto attento a non usare la parola “cattolici” in maniera strumentale. mi riferisco, sempre, alle gerarchie ecclesiastiche e al vaticano.
    ritengo che questa questione laici vs cattolici vada disambiguata.
    il problema non è uno scontro tra laici e cattolici, questo è un feticcio mediatico, il problema è che i così detti laici, laici non sono. mi spiego.
    essere laici è, prima di tutto, essere laici con se stessi. essere in grado di dirsi anche cose difficili, avere la laicità cioè di non essere mai schiavi della propria idea. essere laici, ad esempio, non va mai molto d’accordo con le organizzazioni verticistiche questo perché il laico rispetta tutti ma non fa sconti a nessuno.
    il primo laico della storia è chi disse “il re è nudo” e continuare a dirci che il termine antagonista del laicismo sia la religione è ridurre la complessità del tutto ad una sua sola parte (si noti: questa dinamica è l’essenza della destra, il motivo anche della sua vittoria popolare). non è che o si è laici o si è religiosi/credenti, è un bel po’ diverso: o si è laici o si è conformisti.
    invece che chiarire subito questo passaggio, il pd ha accettato un’ennesima invenzione della destra: la differenza tra laico e laicista, dove in un qualche modo il “laicismo” è una patologia degenerativa del laico. una incredibile stronzata, come dire che il cessismo è il lato estremista e dunque sbagliato del cesso. comunque, tutti in fila a far distingui e tutti con il dito puntato contro gli eccessi laicisiti. parole, vuote parole dette da chi gioca costantemente in difesa.

    se, personalmente, non ho mai attaccato la chiesa (ho invece attacato ruini, bagnasco etc) è perché conosco delle persone credenti praticanti che stimo profondamente, è perché conosco dei preti che fanno cose (si sporcano le mani) che nessuno di noi farebbe mai. se è per questo, alle primarie PD io votai la bindi, poiché la consideravo molto più laica di veltroni.

    una parola non a sinistra: conformista
    Questo conformismo oggi è in agonia. e non potrebbe essere altrimenti
    se, molto laicamente e scollegando l’intestino guardiamo a questi ultimi fatti nel partito, si vedono cose interessanti.
    io conoscevo e conosco molto poco il PD, tanto che alcune sclerosi che sono partite in questi giorni mi hanno colto di sorpresa. che la caduta del capo, della testa, potesse paralizzare così tanto tutta la macchina non me lo aspettavo proprio, è segno di una debolezza e fragilità che mai, mai davvero, avrei immaginato in questo partito.
    ho visto un partito terrorizzato, arroccato in se stesso e molto opaco dall’esterno (temo però sia opaco anche all’interno).
    ma come, mi dicevo in tutta la mia ingenuità, oggi, adesso, che abbiamo una battaglia da vincere, che abbiamo probabilmente la maggioranza del paese con noi (parlo del caso englaro), che abbiamo tutti insieme scoperto un tema di sinistra capace di generare consenso (lo dirò ancora più chiaramente: che abbiamo una ragione chiara per esistere), che abbiamo da dire cose molto facili come: “no, la sonda gastrointestinale o come si chiama, decido io o chi mi conosce, se tenerlo o meno, non lo stato e se non vi va bene allora la sonda ve la metto nel…”, roba così voglio dire, che facciamo?
    parliamo il politichese. accordi, contatti, si ma poi vedi che, possa di cui, la coscienza, un grande partito ha tante idee, facciamo il referendum, si cavo marino e ci metto la bianchi (parlo della presidenza di gruppo in commissione sanità al senato) ma è in segno di continuità (???), bla bla bla etc.
    fedeli alla linea, mentre il mondo crollava, questo vertice ha dimostrato di non avere nessun collegamento con la realtà e di avere,invece, un tasso di conformismo autoreferenziale pericolosamente alto. (per questo il mio calzino sul portavoce ha un senso: queste cose vanno dette, punto, non c’è tanto da girarci intorno. inoltre, voglio ricordarmi il nome di questi signori, perché domani io non vorrò essere in loro compagnia).

    il pd e la paura. i casi dico e ddl marino.
    qualcosa, dal legame forte, è rimasto: una fedeltà alla linea aprioristica mentre però la linea, anno dopo anno, diventava sempre più ambigua, impegnata – anno dopo anno- a rimandare il confronto sui grandi temi filosofici (di coscienza) dell’umanità. la sarcastica figura del “ma anche” contiene del vero.
    il ddl marino è condivisibile (diciamo che marino è molto condivisibile, meno condivisibile il disegno di legge). ma per quale motivo una legge che deve affrontare il tema del “come morire” dichiara che tutto ciò non è eutanasia? quando il PD iniziò a giocare con le parole, ad usare l’ambiguità per fare accettare le proprie rivendicazioni?
    una delle componenti forti della difesa dei dico fu, ricordo bene, il fatto che i dico fossero per tutti, che non si stava ciò legiferando sulle coppie omosessuali, ma su relazioni di convivenza tipo le due vecchie cugine che vivono insieme e si fanno compagnia. attenzione, nei fatti è vero. i pacs francesi sono in minima parte usati da coppie omosessuali e in larga parte da coppie etero. [non ho i dati sottomano, ma se non sbaglio è nell’ordine del 20-25% per le relazioni omosessuali]. come scrive santacroce a proposito di milk, l’errore qui fu di non riconoscere dignità, di barattare – se vogliamo – diritti con la dignità. che i dico sarebbero stati usati, nell’assestamento del medio periodo, prevalentemente da coppie eterosessuali è vero, nel senso di prevedibilmente vero. ma in questo modo si evitava di affrontare il punto (i gay), edulcorandolo di conformismo.
    da un punto di vista negoziale, da trattativa, la mossa è vincente. ma da un punto di vista politico è fallimentare poiché, stringi stringi, ragiona con il presupposto del “don’t say don’t ask judt do it”, del fallo ma non dirlo.
    immagino che secondo il partito, che è fatto da individui di notevole spessore e capacità, l’analisi fosse che il paese, l’italia, non era ancora pronto e che dunque andava, mi sa passi il termine, un po’ fregato. uguale per il ddl sul dat (testamento biologico). non sparo su uno dei pochissimi strumenti, attualmente, intorno al quale si può riconsolidare l’identità. ma, il re è nudo. questo ddl non dice le cose come stanno o, meglio, finge di non sapere quale sia la realtà (quella sporca, fatta di corridoi illuminati da neon tremolanti, fatta di odori di piaghe da decubito, fatta di occhiaie e fatta soprattutto da gente che è vittima di accidenti, che fino a dieci secondi prima dell’accidente era in perfetta salute, lontana mille miglia dalla consapevolezza della propria caducità. la realtà non è fatta da persone che diligentemente verbalizzano le proprie ultime volontà. la realtà è fatta di persone che lasciano le loro volontà alle persone che amano, e lo fanno come pensiero che improvvisamente sentono di voler dire. cose estemporanee come :”bè, io vorrei essere seppellito per terra, a me i tombini proprio non piacciono”. non partire da questo dato e costruire commissioni tecniche (metafisiche, lontane da ogni affetto per l’assistito), senza la questione del diritto della famiglia dell’assistito a farne le veci è stare sempre un passo indietro, non assumersi la responsabilità di ciò che, nei fatti, si sta facendo. scrivere cose come “nell’immediato pericolo di vita il dat (testamento biologico) non si applica”, con la spocchia di chi sta dicendo “e si, altrimenti qui fanno staccare la spina il giorno dopo” è squallidamente disumano.
    la prima fottutissima reazione è di aggrapparsi con le unghie alla più remota possibilità di ripresa/guarigione. è di passare notti intere pregando e sussurrando, notti e poi settimane e poi mesi.
    in questo lungo, lunghissimo tempo, la guarigione (di chi rimane in piedi al di qua delle macchine) si intravede quando, finalmente, inizia ad accettare la realtà. quella persona non c’è più.

    l’argomentazione di chi dice “non posso io decidere quando togliermi la vita”, “è suicidio/omicidio” è apparentemente inattaccabile. (ontologicamente solida). ma il re è nudo. dire questo e averne la presunzione di deciderne i confini è ipocrita. se dio ti vuole così per quello che ti succede, allora non prenderti l’antibiotico e non rompere i maroni a me. fingere che ci siano un’artificialità e una naturalità contrapposti è un puro esercizio di stile, oppure è funzionale a qualcos’altro, ad un’altra partita, a qualcosa che però non viene detto.
    l’eutanasia non è cultura della morte. è orribile dovere arrivare a dire certe cose, ed è un’ulteriore colpa di chi costringe a farlo, ma scrivere sull’obbligatorietà di un tubo infilato nella carne abbandonata, questo è cultura della morte, macabro delirio di onnipotenza di una scimmia impazzita. l’eutanasia è cultura di vita, ne è l’ultimo atto e lo è consapevolmente. volendo è una parola terribile, come lo è morte, eppure ha la stessa matrice e lo stesso sapore pieno della parola noi. è identità di sé stessi. come leggere questo, prendersi l’antibiotico, fare due passi, amare il prossimo (la vicinanza di un altro essere). l’eutanasia non è buttarsi da ogni finestra aperta o sotto ogni auto che passa. è riconoscere i propri limiti e insieme la propria profonda, sacra, esistenza. è ricordarsi che, pur avendo sempre tifato per tutti quegli aggeggi che ci fanno curare, alla fine della fiera si deve partire. è umano. è la stessa umanità che lega familiari e medici quando si lascia andare qualcuno. a differenza del gran baccano di chi urla “assassini” con la bava alla bocca o di chi urla “dittatura” con la bava al cervello, è silenziosa, dolce e struggente.

    se non si dicono le cose come stanno, se si traduce, media, precensura ogni cosa, la realtà diventa una specie di reality, coi personaggi e i televoto. so bene che alcune cose sono e devono essere riservate. ma non può essere riservato l’idea finale, il disegno, la chiarezza di ciò che si sta facendo. non può essere una informazione riservata se il pd sia contrario o favorevole al principio dell’eutanasia e chi ha continuato a rimandare le discussioni chiare, ha fatto un cattivo servizio al partito. facendo così si prende in giro l’intelligenza delle persone. e, questa è una delle buone notizie, di gente intelligente in giro ce ne è parecchia, di gente intelligente nel pd ce ne è parecchia. la maggioranze delle persone lo è. non ti vota non perché sia stupida, ma perché non si sente rappresentato.

    sul grande pregiudizio della sinistra: noi siamo migliori, loro sono stupidi
    quando nel 1995 si perse il referendum sulle interruzioni pubblicitarie nei film, quello fu il mio personale muro di berlino. non riuscivo proprio a capacitarmene. fino a quel momento avevo dato per scontato alcune cose. tipo che tutti, alla domanda: “vuoi l’interruzione pubblicitaria nei film o non la vuoi?”, avrebbero risposto: non la voglio grazie. la netta vittoria dei si la voglio ti prego, mi spiazzò (55,7%). mi spiazzò così tanto da farmi pensare, sotto sotto, che noi italiani fossimo un popolo di deficienti (o meglio e più correttamente: la maggioranza degli italiani fosse deficiente, auto diplomando me stesso come minoranza intelligente). fortunatamente, da bravo freak, tanto mi bastò per star fuori dalla politica partitica. e penso sia stato un bene perché da questa base, un eventuale passo successivo porterebbe all’idea che per governare sto popolo de buoi, si debba necessariamente ingannarlo.
    ai tempi, per raccontarsi le motivazioni della sconfitta (sono abbastanza sicuro di ricordare che l’allora pds era schierato) si disse che il cattivik berlusconi avesse fatto il lavaggio del cervello col suo potere mediatico. cioè, si confermò a se stessi e agli altri che il popolo era bue. siccome la zanicchi e fede avevano giurato e spergiurato, allora sti cretini si erano fatti inchiapettare.
    non so fino a che punto me lo sia raccontato anche io, so però che solo molto più tardi, tredici anni dopo, ho capito dove fosse l’inghippo. basta prendere un pupo e metterlo davanti alla tele quando parte la pubblicità, il pupo attiva l’attenzione. oppure basta andare ad un cinema e ascoltare i commenti sulle pubblicità. oppure basta fartene venire in mente una che ti è piaciuta. semplicemente, alla gente, alla maggioranza della gente, a noi nel senso democratico maggioritario della parola, la pubblicità piace. punto.
    13 anni per vedere che il re era nudo e l’avevo sotto gli occhi.
    non fu né il nostro spauracchio di berlusconi-quarto-potere (che anzi regalò a lui molti voti) né il goffo tentativo loro di dire che senza avrebbero chiuso bottega (che anzi regalò a noi alcuni voti) a decidere le sorti del referendum. la maggioranza di noi fece quello che fa la maggioranza di noi: decise consapevolmente. se non parto da questo presupposto, parto col piede sbagliato. se la gente non ti vota, stai sbagliando qualcosa. quasi sempre. anche quando la cosa ti sembra impossibile e la “maggioranza della gente” cretina.

    le buone notizie
    fedeli alla linea, ma senza chiarezza sulla linea,questo vertice è sotto scacco, cantonato, dalla propria paura, dal terrore di non sapere cosa fare. ha così tanta paura da non accorgersi che mentre il palazzo crolla, un sacco di fiori stanno nascendo la fuori.
    mai come in questi giorni ho visto e letto di persone, esterne al pd come struttura partitica, che si accaloravano e si incazzavano. mai, come in questi giorni, è stata finalmente chiaro il ruolo della sinistra nella nostra società e mai come in questi giorni abbiamo ricevuto tante attenzioni.

    sui colpi alla croce rossa
    io credo davvero non sia uno sparare sulla croce rossa. chi vuole davvero la nostra fine dice cose come “in questo momento non mi pare corretto sparare sul Pd”. sapete chi lo dice ad esempio? il capogruppo della lega nord alla camera del senato.
    din don, come mai la destra al potere non sta attaccando il Pd?
    perché a loro è funzionale questo pd, a loro è funzionalissima la reggenza o il segretario a termine o il tandem, estremamente funzionale il portavoce.
    la buona notizia, però, è che siamo in molti a pensarla così. siamo in molti a sentirci a disagio con questo pd ma molto a nostro agio con questi temi. insomma, non eravamo poi così stupidi noi elettori.

    Delle cose a sinistra.
    trovare un accordo con la maggioranza sulla legge elettorale per creare uno sbarramento del 4% alle europee non è una cosa di sinistra.
    se c’è un posto dove è bene siano rappresentate le minoranze, anche localistiche, è il parlamento europeo.
    fare questo accordo e non fare quello sulla reintroduzione della preferenza non è di sinistra, è losco, opaco, distante.
    la preferenza è di sinistra, perché ogni scelta in più che si può liberamente fare è di sinistra, ed è anche funzionale ad un partito di sinistra cosmopolita. quando veltroni diceva “siamo un grande partito e ognuno dice la sua idea” per abbozzare sulle continue contraddizioni e sparate interne, diceva una mezza verità. perché quelle persone se le erano scelte loro, non le avevamo votate direttamente noi.
    vorrei tornare a votare il mio deputato ed il mio senatore, e vorrei che il partito si facesse carico di questa richiesta. non è un bel segnale, oggi, non porlo come tema prioritario.

    i giovani, a sinistra.
    zapatero è di sinistra. può piacere o non piacere, si può vincere o perdere, ma trattare zapatero come un estremista (con la formula de gerontocrati “deriva zapateriana”) è da vecchi conservatori. mentre il club dei conformisti guardava dall’alto zapatero, i giovani italiani emigravano in spagna sempre più spesso.
    zapatero, come primo atto di governo, fece una legge sulla violenza di genere. poi ha fatto i matrimoni gay, poi ha regolarizzato una massa di clandestini e ha posto le politiche migratorie in capo alle politiche sociali, non all’interno (ovvero assistenti sociali, non poliziotti), poi ha legiferato sulla precarietà, introducendo una formula facile: dopo x tempo, diventi a tempo indeterminato. poi ha legiferato sulla casa. dire che zapatero è una deriva e dire di se stessi: siamo una casta.

    Il cuore batte a sinistra
    La sinistra c’è, è viva e vitale. Basta cavarsi il prosciutto dagli occhi e la si vede. Se poi si hanno poche idee sulla linea, allora basta abbonarsi a Internazionale (con il meglio della stampa estera tradotta in italiano) ma anche a Vanity Fair (settimanale femminile del gruppo condè-nast, quello di Vogue) che da tempo ha sorpassato, a sinistra, le posizioni del PD.

    filiberto zecchini, bologna

  15. 561
    margherita scrive:

    per Serenella: parli di me o di Gad? siamo due snob? beh, sicuramente

  16. 560
    serenella scrive:

    511 Margherita ammetterai che per uno di sinistra non proletario anche solo di nascita lo studio e l’applicazione richiesta deve essere ai massimi livelli per interpretare il proletariato, soprattutto quello odierno.
    Per esperienza personale l’effetto pancia vuota è molto difficile da interpretare se non è mai stato provato (questo a prescindere dall’effetto dovuto ad anoressia).
    Quindi onore al merito per chi nato + che benestante sta a sinistra, ma attenzione non scadere nello snobismo sempre in agguato dietro l’angolo.

  17. 559
    Pietro Di Bari scrive:

    Premetto che non sono un sostenitore del PD, anzi sono stato contrario sin dal principio a questo "giano bifronte della politica italiana.
    Detto questo non posso che felicitarmi per gli ex compagni che almeno sono riusciti a sbarazzarsi dell’improponibile Veltroni.
    Confesso però, da comunista convinto, che l’unico punto d’incontro con mio padre, piddino della prima ora, è stato il sogno di una segreteria rosa, magari firmata Rosy Bindi.
    Ma si sa, in politica non bisogna mai lasciarsi andare ai sentimenti….
    Auguro a Dario Franceschini di superare il momento di stallo che tutto il PD vive e mi aspetto che con la sua segreteria si superi la teoria dell’autosufficienza.
    Mi aspetto inoltre un crescente rispetto per gli ex alleati della sinistra radicale, trattati negli ultimi mesi come feccia, indisponibili a ripetere alle europee l’esperimento malsano e disastroso del voto utile.
    buon lavoro!

  18. 558
    stefy scrive:

    Anche a Forlì si sono tenute primarie vere e anche qui ha vinto un candidato Roberto Balzani, non sostenuto dai maggiorenti del Partito, ma dalla base e dai cittadini elettori.
    Le primarie hanno prodotto qui una vera rivoluzione democratica , c’è davvero la possibilità che il laboratorio del PD possa dare i frutti sperati prima a Forlì e nelle piccole realtà, piuttosto che a livello nazionale dove le tensioni e gli antagonismi sono più forti.
    Tanti commentatori hanno detto che il popolo, la base di centro sinistra è già pronta al progetto del partito nuovo, mentre i dirigenti non lo sono ancora.
    Parlano di PD e pensano invece ancora ai partiti vecchio stampo, dove ci stava un Sindaco a me ed un Presidente di provincia a te: le primarie hanno sparigliato le carte e posto in discussione le certezze dei vertici che non corrispondono ai comuni sentimenti degli elettori di centro sinistra.
    Occorre guardare avanti, e non fare come i gamberi: i tempi sono stati forse troppo accelerati, ma se fallisce il progetto del Partito Democratico così come delineato al Lingotto,a Spello e al Circo Massimo il 25 ottobre, non avremo altre prove d’appello. Così tutti o quasi andranno a casa, così come vuole la destra. E diventeremo anche noi parte del pulviscolo della sinistra.
    L’appassionata e lucida lettera di Cerami chiarisce le difficoltà incontrate da Veltroni in casa propria: spero che lo stesso trattamento non venga riservato a Franceschini.

  19. 557
    til scrive:

    Bene chi ha detto che anche un sano antiberlusconismo ci può aiutare ad uscire da questa depressione e da questo stallo in cui ci troviamo.. quando è troppo lo schifo per quello che ci tocca di sentire !! Franceschini ha esordito con coraggio, speriamo che continui!!

  20. 556
    massimiliano scrive:

    Con quello che sta accadendo nel PD risulta evidente con estrema chiarezza cosa volesse dire " fusione a freddo". Innanzitutto, oltre ad un’ affrettata fusione di due anime accantonando con estrema superficialità e fretta le questioni etiche e morali, c’è da dire che il primo problema del PD ancora drammaticamente irrisolto, è la presenza di molteplici oligarchie che non hanno ancora -per varie ragioni- individuato, meglio accettato, un capo o un leader che sia in grado di guidarle e rappresentarle. proprio per questo sin dall’inzio la segreteria di Veltroni si è rivelata fragile e debole, soprattutto per queste ragioni. I compromessi con i vecchi gruppi dirigenti, il dover affrontare le elezioni mobilitando un intero partito che ancora non c’è, le crisi di immagine e la perdita della diversità (in termini di questione morale) presso l’opinione pubblica hanno fatto il resto. Poi, si aè ggiunta un’incapacità oggettiva del segretario di comunicare con il Paese Reale trovandosi sempre o quasi sempre in asincrono con l’opinione pubblica su varie questioni che l’hanno portato ad intraprendere strategie di ben poca efficacia. Sono proprio queste ragioni unite ad una strategia di opposizione troppo debole e "all’acqua di rose" nei riguardi del PDL e del suo leader che hanno reso il partito sempre più debole. L’opinione pubblica ha percepito tutto questo in maniera più o meno chiara ed ha reagito punendo il partito, meglio la dirigenza sempre più chiusa in se stessa, sempre più incapace di ascoltare il suo popolo e la gente, sempre più interessata a regolare i conti tra le varie fazioni a fae il resto e a portare ai risultati disatrosi delle Regionali Sarde di cui si potrebbe discutere a lungo.

    Chiedo scusa per la lunghezza del mio post, ma l questione è davvero molto complessa

  21. 555
    Alberto scrive:

    è la prima volta cge visito questo blog. mi sembra che sia un concentrato di chiacchere di vecchie zitelle o brontoloni al bar
    Oppure il festivale dell’uomo qualunque.
    Intanto sarebbe interessante sapere chi sono quelli che voteranno per il PD o quelli delusi che non lo voteranno.
    Siete tutti delusi dal fatto di non vedere lo scorrere del sangue fra i DS e i cattolici?
    Oppure siete romano-centrici che se non ci sono capopartito di roma è tutto da rifare.
    Non so se franceschini otterrà dei risultati ma di sicuro dimostra più coraggio di tutti quelli fino ad ora incensati.
    Di sicuro almeno non è scappato come Veltroni e non si nasconde nell’ombra come D’Alema.
    Franceschini è emiliano, figlio di partigiano, cattolico ma laico, che si rivolge come indicatore della sua linea alla lotta per la liberazione e alla costituzione. Ma cosa volete di più?
    Abbiamo finito di essere americani alla Sordi o Russi/Cinesi alla Diliberto. Preferisco Peppone e Don Camillo.

  22. 554
    testardo scrive:

    Se Franceschini non vuole litigi fra esponenti del PD, li inviti ogni tanto, insieme a esponenti della società civile e culturale, a confrontarsi per tentare di trovare insieme una linea comune sia sui problemi del nuovo partito in costruzione (unitamente agli organi statutari), sia sui grossi temi sul tappeto, magari con la partecipazione di insigni studiosi internazionali e di eminenti rappresentanze di diversa estrazione culturale su alcuni temi particolarmente delicati e sensibili.
    Non si può continuare solo con i salotti televisivi ed i blog; occorre riprendere il buon gusto di iniziative nazionali (per esempio, convegni-studio), che non siano solo le manifestazioni di piazza.
    L’altro ieri a Todi l’UDC, con un convegno aperto, ha acquisito anche importanti adesioni.

  23. 553
    roger scrive:

    Secondo mè Veltroni ha sbagliato due volte quando con il governo prodi alle corde ha detto il PD alle prossime elezioni correrà da solo senza la sinistra (sapendo di perdere). Poi quando si è dissociato da Di Pietro credendo di dialogare con il Sig. Silvio. ( e è stato fregato )
    Voglio sperare che Franceschini non si faccia ingoiare da questa destra che con queste leggi razziste stà stufando la gente e la stà facendo imbruttire nella cattiveria e nella sragionevolezza. Mi auguro che ci sia uno scatto di volonta e solidarietà della vecchia sinistra e mettersi con il PD. I teodem e i Rutelli possono tornare al centro.(con Casini e… sig. Silvio…..!
    Volevo fare una considerazione, se il sig. Mils è stato condannato il suo socio come sarebbe????? per questo considero il Sig. Silvio.

  24. 552
    Claudiodisinistra scrive:

    In effetti franceschini fa orrore, per fortuna

    è solo un tristissimo democristiano.

    Le suore misericordine hano votato Pd e gli strani comunisti

    miliardari e proni alle guerre di prodi e bush i lavoratori no.

    Colpita intanto in Algeria ditta italiana, almeno 10 morti

    In Afghanistan quanti altri moriranno bruciati vivi o dilaniati

    per sostenere il burattino della cia karzai ed il suo orrendo

    regime talebano che lapida le donne e tortura i dissidenti

    dei terroristi usa?

  25. 551
    massimiliano scrive:

    Nutro timore di chi parla di partito etico, di stato etico…
    Riporta l’orologio indietro a tempi terribili.

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