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    Secondo voi il Pd cambia davvero?

    mercoledì, 25 febbraio 2009

    Rassegna Stampa

    Secondo voi il Pd cambia davvero?

    Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
    Auguri a Dario Franceschini, chiamato a smentire il senso comune che l’Italia sia un paese ormai senza opposizione possibile al dominio assoluto berlusconiano. Credo che il secondo segretario del Pd ci sorprenderà sul piano umano –è fatto di pasta dura come il pane ferrarese- pur rimanendo debolissimo politicamente. E’ un uomo più buono del predecessore Veltroni, soverchiato infine dalla sua medesima disinvoltura. Ricordate come predicava la fuoriuscita dei partiti dalla Rai? Ebbene, l’ultimo atto della sua carriera politica è stato far votare nel coordinamento politico del Pd quali lottizzati inserire nel consiglio di amministrazione. Buffo, vero? Di simili doppiezze rischia di morire un partito che celebra nella sovranità dei cittadini –cioè nelle primarie- il suo mito fondativo; ma che non ha finora mai risolto un dilemma politico votando, per paura di scontentare i suoi capiclan.
    Ho seguito da delegato l’assemblea costituente di sabato scorso e mi sono reso conto del pessimo servizio reso da Veltroni al suo partito, dimettendosi così tardi. Lo avesse fatto come si usa negli Stati Uniti, cioè subito dopo la sconfitta alle elezioni politiche nazionali cui si era presentato senza più alleati, coltivandosi solo la serpe Di Pietro in seno, il Partito Democratico avrebbe avuto quasi tutto il 2008 per sperimentare un vero congresso e trovare il nuovo leader con le primarie. Naturalmente i notabili erano tutti contrari: loro preferiscono il metodo della congiura di palazzo, per mantenere il controllo su nomine e candidature. Ne sono conseguite altre sconfitte micidiali a Roma, in Sicilia, in Friuli, in Abruzzo, in Sardegna: a dare il senso di una forza allo sbando, priva di personalità culturale e di programmi incisivi per fronteggiare una crisi che cambia la vita delle persone.
    Ora quegli stessi notabili hanno escogitato la scusa delle elezioni europee e amministrative di giugno per rinviare ancora congresso e primarie. Tirano a campare, sperando che nel frattempo giunga a salvarli un qualche imprevisto della politica italiana. Pierluigi Bersani ha risospeso di nuovo la sua candidatura, confermandosi un “sor tentenna”. Enrico Letta che candidandosi alle primarie firmava il referendum per un sistema bipartitico maggioritario, ora va a braccetto con il proporzionalista De Mita e i fautori Udc del nuovo centro cattolico. Rutelli dà i cento giorni al Pd, dopo di che minaccia di andarsene, come se la sua scelta coinvolgesse chissà quali masse elettorali. D’Alema giura che lui non fa più parte del gruppo dirigente, peccato lo dica solo dopo essersi fatto rieleggere al Parlamento.
    Questo è il guaio toccato a Franceschini, nominato col 90% dei voti da mille delegati (i restanti milleottocento non ci hanno creduto più): l’inerzia dell’unanimismo fasullo.
    Resto convinto che restituire il diritto di scelta ai cittadini in cerca di un centrosinistra all’altezza, sarebbe stato vantaggioso per due motivi. Primo. I pretendenti alla leadership si sarebbero dovuto esporre sui nodi politici di fondo, senza i “ma anche” veltroniani: dire ciascuno la propria sul sistema elettorale, le alleanze, il ruolo dello Stato in economia, il testamento biologico. Così si vota e si decide, come prescrive la democrazia.
    Secondo. La vitalità di questo partito capace di rivolgersi al popolo nei momenti difficili, sarebbe stato anche un ottimo strumento di comunicazione in vista delle elezioni.
    La mia idea, primarie subito, non è passata, confermando che in politica sono proprio un dilettante allo sbaraglio. Ma credo che il Pd pagherà la sua mancanza di coraggio. Per consolazione mi dico che Dario è un cattolico buon custode della laicità, lo ha dimostrato fronteggiando con fierezza un paio d’offensive clericali. La sua cultura mi sembra più solida di quella di Veltroni. Peccato lo abbiano richiamato dalla panchina per una partita impossibile

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    Articolo di:

    Gad - che ha scritto 1105 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    Altri commenti: [5] 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

    1. 247
      Claudiodisinistra scrive:

      Il Pd democristiano sempre + in picchiata

      http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/sondaggi-2009/sondaggi-2009/sondaggi-2009.html

    2. 246
      refolik scrive:

      SI…se cambia il gruppo dirigente per 80% e lo sotituisce con gente giovane e capace, se farà le riforme vere a partire dalle pensioni e da quella che rimodula stipendi ,pensioni e benefit a vita dei politici…vdi bar e ristoranti di camera e senato….scandaloso

    3. 245
      alberto ricciardi scrive:

      ritengo il PD un progetto fallimentare lo dissi publicamente fin dalla sua nascita sostanzialmente perchè comunisti e democristiani non sono mai andati d’accordo ma è anche normale questo basta conoscerne un pò la storia.IL suo vero capo Dalema non ci ha mai creduto non si è mai speso per il PD e il suo vero obbiettivo secondo me è stato far fuori Veltroni poveraccio brav’uomo ma incapace solo parole (in fondo è il nipote di Antonio Cramsci una vita di politica mi fa anche tenerezza di lavoro vero zero folle chi si aspettava soluzioni concrete da certi individi- ,oggi è difficile anche per chi mastica di lavoro vero.)L’italia non ne può piùdi questa sinistra snobbista con solo la puzza sotto il naso incapaci e incocludenti abituati a ricevere uno stipendio il 27 del mese pensando solo di riempirci di finti lavori di mettere due tre persone dove ne serve una creando posti di lavoro fasulli e di ben poca durata.E tutto questo sulle spalle delle imprese e dei loro dipendenti presi da questa sinistra per muli da soma. ORA BASTA è finita meno male VIVA BERLUSCONI con la sua concretezza e la sua normalità compreso battute e barzellette perchè lui è uno di noi-GRAZIE

    4. 244
      luciano venezia scrive:

      spero sia il posto giusto per comunicare.
      sto seguendo la trasmissione e molte altre ne ho ascoltate, nessuno si è esposto per prendere un un solo piccolo problema e discutendo portarlo a soluzioe.
      ne suggerisco uno che darebbe un aiuto a chi non arriva alla fine del mese privando il benefattore di di ciò che ritengo socialmente ingiusto.
      I mega dirigenti o considerati tali dovrebbero, con opportuno intervento delo stato, una volta in pensione essere privati di tutti i benefit loro concessi, compresa una riduzione della pensione che con la liquidazione formano uno scandalo ed un’offesa a coloro che dopo un onorevole, lungo periodo di lavoro riescono a percepire una pensione annua pari a quella mensile dei lavoratori sopracitati.
      non sarà certo la soluzione della crisi ma una azione di rispetto e giustizia sociale certamente. nen è tanto ma sarebbe un segnale
      luciano

    5. 243
      Michele Beltrano scrive:

      se potrei avere una risposta grazie.
      Sono un ex lavoratore dal 2002 in mobilità in deroga adesso la regione Calabria ci minaccia che dopo la terza proroga dobbiamo uscire fuori pur avendo 36 anni di contribuzione e 55 anni d’età.Questo governo prevede qualche sostegno per noi lavoratori.
      Michele da Rende Cosenza

    6. 242
      ink scrive:

      Edy, sono in qualche modo "sfibrato" e non riesco a reagire ora a tuoi bellissimi commenti. Mi rimettero. Per ora perdonami.

      Alberto, anche il tuo e sicuramente un discorso da sviluppare. Spero in una chiave piu combattiva.

      A presto!

    7. 241
      giovannitalleri scrive:

      Ho letto dei commenti interessanti, però, purtroppo, sono rimasto con l’impressione che ognuno, come generalmente succede nel nostro pluralistico e sofistico paese, parli con se stesso non mostrando alcuna disposizione a qualche distinguo, rinuncia, modificazione seppur minima delle proprie ragioni, delle proprie verità. Ognuno avendo la propria piramide solidamente costruita con i propri studi, esperienze, credenze, e non certo disposto a qualche modifica. Insomma, ognuno spronato, direi fatalmente, a cercare con pignoleria il pelo nell’uovo, e senza nemmeno considerare le condizioni in cui l’uovo si trova né il passare del tempo, senza preoccuparsi o perlomeno rendersi conto che l’uovo è ormai andato, da buttare.
      Avevo già scritto e mi ripeto. Ci stiamo annegando nel nostro mare di sofismi, di capi, supercapi, sottocapi, teste colme soltanto di autostima, i quali nell’esclusivo interesse della propria personale poltrona si rifiutano di riconoscere che esiste sempre un punto di avvicinamento, un anello di congiunzione anche se irto di piccole divergenze, contrarietà, particolari scabrosi. Un anello di carattere generale, che indica un ben determinato orientamento, che può comprendere, collegare, unire tutte le varie componenti.
      Da noi, invece, per ogni piccola divergenza codesti sublimi cervelli si allontanano frazionando quella che è l’idea madre in sempre più numerose particelle, come i granelli di sabbia di un deserto.
      Ecco perché sono convinto che il benessere del paese e quindi della gente che lo abita, che ne fa parte, dipenda dal sistema politico che lo governa. Un sistema che deve prevedere la metà dei politici e parapolitici di oggi, la loro responsabilizzazione e durata in carica per non più di due legislature. Il loro pensionamento inquadrato nel normale regolamento previdenziale. La soppressione delle sovvenzioni eccetera. Ma come possibile attuare ciò? Trovando i famosi anelli di congiunzione e adattandovisi ognuno secondo le proprie inclinazioni, in modo da limitare a tre i partiti politici e assegnando il governo a quello che otterrà il maggior numero di voti. Non occorre una rivoluzione con ghigliottine e forche, in Italia, tra l’altro, impossibile: basta che lo capisca l’elettorato, che non si lasci ingabbiare nelle solite ideologie, di destra, di sinistra e religiose. Al partito con il maggior numero di voti spetterà il governo. Un bipartitismo in effetti, che per un popolo lavoratore e risparmiatore, oltre ad altre qualità positive, segnerà benessere e progresso veloce e sicuro. giovannitalleri

    8. 240
      Edy scrive:

      Ciao Alberto. Non ce n’è bisogno, ma confermo il mio apprezzamento!
      Che altro augurarci se non che gli Italiani si riscoprano finalmente come cittadini e che la sovranità popolare soppianti finalmente quella dei partiti?!
      Resta il problema riguardante le modalità democratiche di questo processo.
      Per quanto mi riguarda – tanto per fare un esempio – il mio voto ai Radicali è subordinato alla garanzia che siano davvero loro i destinatari della mia scelta (già questa preoccupazione ci dice in che paese viviamo!)
      Se non avrò questa garanzia, opterò per l’altra soluzione.
      Buona domenica!!

      Stema, d’accordo con te che Franceschini sul tema della laicità ha fatto un passo avanti. Ma è un passo piccolo e senz’altro non risolutivo.
      Il crinale su cui si possono definire davvero le politiche di destra e di sinistra è quello del liberalismo, abbracciato non come optional più o meno soggettivo, ma come idea portante del partito stesso.
      Ma questo valore è destabilizzante per qualsiasi potere non autenticamente democratico.
      Perciò non è difficile prevedere che nel Pd la confusione continuerà a regnare sovrana e che le matrici di appartenenza culturale (l’essere cattolici, ad esempio) resteranno sovrastanti sull’idea di un liberalismo sentito come… pericolo eversivo!

    9. 239
      Stema scrive:

      Non so se il PD cambierà davvero, mi sembra che i più siano pessimisti. I fatti parleranno da soli. Però mi sembra che Franceschini, cattolico, sia partito con il piede giusto ribadendo la autonomia dello Stato dalla Chiesa, cioè riaffermando la laicità del partito. Se non si differenzia almeno in questo il PD in che cosa si differenzia?

    10. 238
      Alberto Giarrizzo scrive:

      Non sono politici e nemmeno mummie di politici. Sono sarcofagi delle mummie dei politici

      Carissima Edy (sono agiarri), sono soltanto "Sacchi leggi". Mi sento onorato e ti ringrazio, perchè hai letto, ma anche apprezzato il mio post, del quale desidero riportare una parte:

      In tale contesto e a fronte di questa de-responsabilizzazione sociale, risoltasi in una sostanziale “cambiale in bianco” girata dai cittadini ai partiti, la politica ha finito col perdere di vista i propri contenuti e ha cominciato ad esaltare tutto ciò che è contingente, ovvero tutto quanto possa, cavalcando l’attualità e l’emotività popolare, catturare nel breve i maggiori consensi elettorali. Se il cittadino è portato a riflettere intorno a questa realtà, la risposta che ne deriva è quella di un “qualunquismo di necessità”, ovvero di una forma di vittimismo consapevole, che si giustifica, da un lato, con la prepotenza dei politici e, dall’altro, con la scarsa considerazione che si ha degli altri cittadini, i quali sono sempre mossi dall’esclusivo tornaconto personale. In tal modo, ciascuno finisce con il perseguire quello proprio, di tornaconto, e con il legittimare il politico più sfrontato, contribuendo, alla fine, all’involuzione sociale del sistema democratico e alla perdita di ogni identità e ragione per essere e sentirsi parte attiva di una collettività.
      Il cittadino comune è, quindi, il responsabile ultimo di ogni attuale fenomeno di degenerazione nel sistema della rappresentanza politica ed è, quindi, da lui che si deve ripartire per rifondare una società nuova, che sia davvero democratica.

      Come si fa a recuperare il cittadino? Riprendo anche, in questo caso, un altro post che sono andato a cercare (ci vorrebbe un motore di ricerca, perchè è veramente complicato):

      Dal mio modestissimo punto di vista, le parole "libertà" e "democrazia" sono soltanto slogan, almeno fino a quando la gente continuerà ad annaspare quotidianamente per realizzare i propri fabbisogni di sussistenza più elementari. Libertà e democrazia sono facce di una stessa medaglia e laddove continua a sussistere la miseria materiale, non si realizza nessuna delle due predette istanze, né si potranno realizzare mai.
      Einaudi nel 1948 scrisse: “la libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica… Vi sono due estremi nei quali sembra difficile concepire l’esercizio effettivo, pratico, della libertà: all’un estremo tutta la ricchezza essendo posseduta da un solo colossale monopolista privato; ed all’altro estremo dalla collettività. I due estremi si chiamano comunemente monopolismo e collettivismo: ed ambedue sono fatali alla libertà”.
      Bene, a me sembra che in Italia si sia riusciti a creare una terza via, ibrida tra i due estremi: quella del collettivismo partitico. La necessità e la sussistenza materiale sono filtrate, mediate e gestite dai partiti (un tempo lo slogan era "lottizzazione"). Tutto è controllato dai partiti e dalle loro spregiudicate appendici, siano essi di destra o di sinistra. I partiti fanno sempre meno politica e sempre più assomigliano a fabbriche del consenso, costruito in modo rozzo, speculando sulla miseria e sulla rabbia della povertà presente e futura. Il cittadino è solo un mezzo, l’utile idiota per attuare l’unica vera finalità partitica: il potere e il suo controllo, per negare l’accesso a nuove idee e persone. Se vuoi, in tutto questo processo la televisione può essere un catalizzatore importante, ma solo ulteriore e non sufficiente.

      Il dramma è che di questa dipendenza il cittadino sembra essere consapevole e appare disposto a subire cinicamente i danni che, alla fine, esso stesso produce. Non mi spiegherei altrimenti la pratica del trasformismo e lo spostamento di masse di consenso, repentino e disinvolto, da una parte all’altra.

      Se non spezziamo questo legame di dipendenza (da dx e da sx), non riscatteremo mai la nostra società. Se non facciamo in modo che la gente comune sia finalmente libera di decidere con la propria testa e non con la pancia, libertà e democrazia continueranno a sembrare parole vuote, almeno per noi che (fino ad ora) abbiamo avuto il privilegio (materiale) di capirne il senso.

      Da siciliano disilluso, che vive la commedia della politica sin dai tempi dell’"Unità d’Italia", concludo dicendo che non potranno mai esserci libertà, democrazia e legalità, senza prima lo sviluppo e la diffusione del benessere economico.

      Ciao

    11. 237
      Edy scrive:

      Snep, considerando dall’interno la fedele descrizione che fai dei mali italiani, risulta evidente che l’adesione alla Destra o alla Sinistra è un fatto imprescindibile dall’accettazione supina e rassegnata della nostra situazione socio-politica. E’ questo che vogliamo?

      Nel marasma che ben conosciamo, parole come progressismo,democrazia, libertà, liberalismo, laicità, verità, etc. sono impugnate da entrambe le parti con unico esito: quello dell’annichilimento dei valori sbandierati, con effetti disastrosi sul piano linguistico-interpretativo e in genere sul piano del pensiero e del giudizio. Chi è davvero progressista? Chi davvero liberale? chi democratico? Chi laico?
      Due soggetti che si accusano reciprocamente di falsità risultano entrambe falsi ( o almeno inattendibili) agli occhi di chi li osserva.
      E’ una legge della logica che si applica ovviamente anche alle dinamiche politiche. Morale: non è sui valori (condivisi a parole e condivisi anche nel tradimento) che si può scegliere, per lo meno all’interno di questa confusione linguistica che richiama la torre di Babele (poi crollata).

      Dunque l’unico metro di giudizio possibile sono le opere, di cui la tua bella descrizione offre però un campionario tanto significativo quanto desolante. Sul piano delle opere, siamo davvero stritolati – secondo la definizione di Pannella – fra capaci di tutto e buoni a niente, che comunque sono bravissimi a interfacciarsi per ottenere la sintesi del peggio e del niente in confezione unica, come da te descritto.
      Nel comune malaffare, l’unica cosa che sembra permettere una distinzione fra Destra e Sinistra, è il tipo di rapporto con la realtà: concreto, o ritenuto tale, quello degli scafati berluscones; ideale, o ritenuto tale, quello dei marziani più o meno fumati, secondo la vulgata cesariana. In altre parole: cinismo mascherato da pragmatismo contro velleitarismo mascherato da idealismo.

      Su questa distinzione si sceglie ciò che si ritiene a torto o a ragione uno dei mali minori all’interno del male maggiore su cui tutti però tendiamo a concordare: un sistema partitocratico-consociativo che sembra voler limitare sempre più le possibilità residuali di una democrazia ridotta a puro nome e quindi non vissuta né tantomeno partecipata.

      In queste condizioni – per fare un esempio recentissimo – può sembrare naturale che venga data solo en passant la notizia che Beppino Englaro, in compagnia di altri "delinquenti", sia indagato per omicidio volontario a seguito delle numerose denunce di certa parte del cattolicesimo più retrivo.
      Che il fanatismo resista allo scorrere dei secoli non meraviglia più di tanto. Ma che dai nostri politici di maggioranza e di opposizione (con l’eccezione di D’Alema) non sia venuta una parola di condanna su questa vergogna, la dice lunga sull’aria che tira e sull’agonia dei valori democratici-liberali dell’una e dell’altra parte.

      Tanto per inquadrare meglio il fatto, è forse utile sapere che il nostro paese è al 110° posto nella graduatoria riguardante la terapia del dolore. Magari anche questa notizia potrebbe essere data en passant, a beneficio di chi desidera per sè e per gli altri come bene supremo, il sondino naso-gastrico-allunga-vita. Ma i T.G. Rai-Mediaset non si occupano di tali bazzecole. E’ più istruttiva la notizia di un nuovo pesce battezzato "psichedelica" (fresca di giornata).
      Questo è solo uno degli ultimi esempi della nostra vergogna di Italiani che – come si dice – si meritano il governo che hanno, non facendo nulla per mandarlo a casa insieme all’opposizione, suo complemento fondamentale.

      Potremmo chiederci se esistono alternative?
      Ma la domanda "che fare?" è oziosa se indirizzata alle due facce di un unico sistema che si regge proprio grazie alle sue oppositività complementari.
      Che fare, dunque? E qui parlo per me. Votare ad es. per i Radicali, mastini fedeli delle regole e delle istituzioni democratiche, oppure disertare le urne per contribuire insieme ad altri a procurare un certo grado di delirium tremens agli alti papaveri del potere?

      Io sono fortemente tentata dalla seconda possibilità, come ho già avuto modo di spiegare in un altro post. Ma un’idea radicale (espressa da Marco Cappato al Congresso di Chianciano) di lavorare ad esempio per un Organismo mondiale delle democrazie che sia termine di verifica e di confronto per le varie democrazie nazionali, mi ridà la voglia di volare. E altre idee, come l’anagrafe degli eletti, il registro delle coppie di fatto, la moltiplicazione di un utilizzo della democrazia a livello locale, la nascita di organismi di informazione (ad es. sui rimborsi elettorali trasformati in super-finanziamenti ai partiti, sull’8 per mille alla Chiesa e su faccenduole analoghe sempre opportunamente occultate), la volontà di rendere trans-nazionale e sovra-nazionale la politica e l’economia, mi riaccendono dentro la speranza.
      E allora mi sa che andrò a dare una mano a questi coraggiosi Don Chisciotte. E speriamo in bene. Ciao Ilja, aggiungi al tuo anche il mio voto!!
      Snep, con la consapevolezza umana e civile che hai, molla il carrozzone marcio!! Non sono politici e nemmeno mummie di politici. Sono sarcofagi delle mummie dei politici.

    12. 236
      Claudiodisinistra scrive:

      Che brutte facce questi gerarchi piddini uno peggio dell’altro!

      Via la casta e gli invasori usa dal nostro paese!

    13. 235
      ink scrive:

      #233 – lando, che il sistema corrompe anche chi vuole entrarci e chiaro.
      Comunque con i fondi per la ricerca mi riferivo ai finanziamenti – pochi – che lo stesso ci permettiamo di assegnare alla itagliana, senza altrove ovvia valutazione peer-review.

      ps
      Un splendido discorso di Marco, ora.
      Vero, chiaro e profondo.

    14. 234
      lando scrive:

      Ho sbagliato riferimento.

      E’ 224

    15. 233
      lando scrive:

      a Ink 259 :
      scrivi:
      " sperpero dei fondi per la ricerca assurdi."
      Come ho scritto poco fà in altro post un favore non si nega a nessuno.
      A me sembra che l’aspirazione della quasi totalità dei laureandi sia quello di rimanere in facoltà persi dietro qualche progetto impossibile messo su da qualche professore maneggione.
      Ma tutto questo chi lo permette? Ci meravigliamo per la fuga dei cervelli all’estero,ma credo che all’estero ci vada a finire quelli senza sponsor o che hanno scelto un cavallo zoppo e non i fenomeni a priori.

    16. 232
      ink scrive:

      #230 – Snep, visto che sugli sintomi che riporti ho poco da aggiungere passo alla tua grande domanda: "E potrei continuare ancora, ma la grande domanda potrebbe essere: come mai suonano gli "allarmi democratici" sono in determinati periodi, dato che la configurazione attuale è consolidata quantomeno da quando vivo io (1968)?"

      Con una breve e ovvia risposta: i Radicali denunciano la non democrazia e il non rispetto delle proprie leggi da lo stesso stato & co a partire da 1956.
      Il conio del termine "Regime" per indicare la gatopardesca continuita del Fascismo nel consociativismo e nello scambio reciproco tra tutti o quasi partiti maggiori (DC, PS, PCI, Vaticano).

      E una battaglia che in 50 anni ha prodotto una lunga serie delle diagnosi sull’enorme costo della non-democrazia in tutti gli ambiti della societa.
      E che per i Radicali ha unica cura possibile nel liberalismo economico con una forte impronta sociale e liberal-democrazia di tipo Anglosassone.
      Soluzione che – come sembrano dimostrare i numerosi referendum – avrebbe il pieno sostegno della maggioranza dei cittadini.
      (E anche mia.)

    17. 231
      serenella scrive:

      Si Ilja hai ragione il tempo che ho è rubato a tutto ormai,ma vi leggo sempre volentieri come Snep e quindi grazie anche da parte mia delle risposte che tu e Edy avete dato 8) Che il w.e. porti un po’ di riposo/serenità a tutti!
      Ciao anche a Nic , Akhenaton che leggerò appena posso ;-)

    18. 230
      Snepretz scrive:

      Edy ed Ink, grazie delle risposte. Orbene, non è che io ce l’abbia con la democrazia. Solo che se oggi come oggi dovessi scegliere tra uno dei co….nazzi che circolano e che si dichiarano ipocritamente democratici e uno con i lobi cerebrali più o meno interconnessi ma sinceramente poco democratico, farei un po’ fatica ad appoggiare i primi senza prima farmi attraversare da una qualche lieve forma di dubbio.
      Anche perchè da noi la democrazia non è MAI stata proprio proprio un assillo.
      Abbiamo tanta di quella gente in uniforme da non aver pari a nessuna democrazia occidentale, e una macchina della giustizia che se non sbaglio è al posto n. 156 – e questo non è tipico delle dittature?
      Abbiamo surrogati di giornalisti (nella loro genericità) che probabilmente non sono mai stati folgorati dal dubbio che ossequiare questa simpatica combriccola di deficienti è lungi dall’essere un sintomo di democrazia compiuta – o peggio, che criticarli con mezzucci idioti è quasi un altro modo per corroborarne l’esistenza.
      Abbiamo una percentuale del mercato che si muove sulle basi del più feroce turbocapitalismo, e un’altra (consistente) dove in pratica siamo a regime socialista (tu non mi rompi troppo sul come gestisco le cose, io in cambio non ti licenzierò MAI e non verrò a farti le pulci sul come lavori). E anche questo non mi pare propriamente democratico.
      L’accesso ai servizi è differenziato: se sei di un pochinino fuori dai canoni della povertà devi pagarti di tutto (pur avendo pagato tasse ad aliquote differenziate) ma se sei povero non è mica detto che tu possa avere ciò che spetterebbe ad uno che attraversa una fase negativa.
      La distribuzione geografica poi lasciamo stare, all’interno dello stesso regime democratico c’è chi sta come a Bolzano e c’è chi sta come a Bari – com’è sta cosa che in democrazia la distribuzione delle risorse è a ca..o di cane e non uniforme?
      Ma la controprova dell’assenza di democrazia sostanziale è facile da trovare: uno può generare i passivi che crede nel bilancio comunale e non solo non ne risponde in proprio, ma ha pure ottime probabilità di essere riconfermato. E questo è tipico di una dittatura, le performances non sono rilevanti ai fini del mantenimento del potere.
      E potrei continuare ancora, ma la grande domanda potrebbe essere: come mai suonano gli "allarmi democratici" sono in determinati periodi, dato che la configurazione attuale è consolidata quantomeno da quando vivo io (1968)?

    19. 229
      L'Odyoso Idiota scrive:

      Gad hai scritto un articolo troppo lungo. Comunque a me di franceschini interessa poco etantomeno la pasta di cui è fatto: che sia frolla o calce, poco cambia. Piuttosto vorrei fare una considerazione sull dimissioni di Veltroni: ma i 3.500.000 cittadini che lo hanno votato si sono dimessi anch’essi? Oppure quei 3.500.000 che lo hanno democraticamente votato (l’espressione più alta e nobile), sono da considerarsi dei buoni a nulla e dei vuoti a perdere del Pd come lo è stato Veltroni? gad, va meglio il mal di testa?

    20. 228
      Edy scrive:

      Snep, Ilja (Ink, ma per me è sempre Ilja) mi ha anticipato nella risposta nel migliore dei modi.
      Aggiungo però qualche considerazione mia.
      E’ vero che nel corso della Storia ci sono stati uomini illuminati che hanno saputo governare bene pur non avendo supporti istituzionali di tipo democratico; nello stesso modo in cui durante la rivoluzione industriale ci sono stati "padroni" che in nome di un sentimento paternalistico hanno guidato le loro imprese senza sfruttare in modo indegno i loro dipendenti; nello stesso modo in cui nell’antica Roma ci sono stati uomini che pur avendo diritto di vita e di morte su mogli, figli, schiavi, non hanno ammazzato nessuno di loro.
      Potremmo fare migliaia di esempi sul tema.
      Il problema è che gli stati (o gli staterelli rinascimentali di cui parli), le imprese, e le famiglie descritte sopra, in assenza di strutture istituzionali che garantissero i diritti di tutti, potevano attribuire solo alla fortuna la natura della loro sorte. Il buon governo o il malgoverno dipendeva dal capriccio del caso. Nascere ad esempio sotto Caligola o Nerone, o Commodo era assolutamente sconsigliabile!!
      Scherzi a parte, i tempi erano quelli che erano e per essere corretti si dovrebbe evitare di riesumarli dimentacandone la contestualizzazione storica ovviamente agli antipodi rispetto alla nostra.
      I nostri valori sono altri. Nascono dalla Dichiarazione d’indipendenza amricana, dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (rivoluzione francese), dalla Carta Atlantica del 41, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 e dai vari patti internazionali sui diritti, confluiti poi nella Costituzione europea, in cui troviamo un termine ricorrente: "individuo". Quell’individuo cui oggi, in Italia, si nega perfino l’appartenenza della propria vita (Dorina Bianchi: la vita non appartiene all’individuo, ma alla collettività. Modello Stalin)
      Rimettere in discussione questi diritti, che sono imprenscindibili dalla democrazia e dal pensiero liberale, significa cancellare due secoli di progresso civile garantito da istituzioni democratiche.
      Gli uomini sono effimeri. Le istituzioni no. Le istituzioni democratiche sono l’ossatura della casa-nazione. Gli uomini sono al massimo degli inquilini che vanno e vengono. Ergo, occhio alle istituzioni democratiche!! Nomi e facce sono degli accidenti in senso concreto e astratto, anche se ci danno sempre il mal di pancia.
      Snep, sto tirando un pistolotto che ti risparmia l’eventuale camomilla serale. Mi fermo qui. Ciao.

      Carissima Serenella, purtroppo anch’io come Ilja non capisco. Se mi spieghi meglio che cosa intendi, cercherò di risponderti non appena possibile. ciaoo!! Comunque se hai tempo, cerca Radio Radicale (o http://www.radioradicale.it) per seguire il Congresso di Chianciano. Sentirai che air fresh, che aria di libertà e di rispetto per tutti!

    21. 227
      marco scamardella scrive:

      anticostituzionale

      la costitituzione prevede che lo sciopero sia regolato per legge .

      Le leggi le fà il parlamento ergo ………..

      Poi ormai è troppo tardi ……….

    22. 226
      ink scrive:

      #221 – sere, temo che tuo livello di confusione non lasci speranze.
      Troppo stress?

      Abdico qua alle fatiche squisitamente inutili, sperando che il fine settimana ti riporti la serenita.

    23. 225
      Guido da Torino scrive:

      Anche questa è una cartina di tornasole delle strategie del PD
      (Copia lettera inviata all’Unità e in copia al PD)

      Carissima Unità, mi rivolgo a Te,prima che sia troppo tardi:

      Ieri La Repubblica riportava in prima pagina l’interessante articolo di Massimo Riva "Le regole e il dissenso".
      Riassumo i concetti :

      . E’ necessario scongiurare gli scioperi "selvaggi" con una riforma
      per tutelare ill bene collettivo contro una richiesta particolare
      (due miei commenti: a. perché i lavoratori arrivano a tanto ?;b. e i
      diritti delle minoranze?

      . La proposta di Sacconi però sembra più ispirata da un desiderio di
      rivalsa contro certi eccessi del sindacalismo, :
      . perché vuole rendere complicato se non addirittura impossibile
      il processo di dichiarazione dello sciopero:
      si richiede infatti un referendum consultivo preventivo tra i
      lavoratori,o in alternativa la
      dichiarazione di sciopero di almeno il 51 % delle
      organizzazioni sindacali:
      Con quale coerenza il governo parla di referendum quando poche
      settimane addietro assieme a
      Cisl,Uil e Ugl ha lanciato anatemi contro la richiesta Cgil di
      indire un referendum sul tema
      della riforma dei contratti del pubblico impiego

      . per quanto concerne la rappresentatività delle organizzazioni
      sindacali,la Cgil da anni chiede una normativa per
      definire criteri oggettivi di rappresentatività delle
      organizzazioni sindacali,ma le confederazioni minori si sono
      sempre opposte (mio commento :chissà come
      mai!) ed il potere politico se ne è ben guardato (mio
      commento: Per quale ragione,paura di Perdere consensi?)
      .L’intenzione falsamente in buona fede di Sacconi,di ricorrere
      alla rappresentatività è strumentale,perché è volta a ridurre
      il potere dei lavoratori. Non sarebbe più corretto legiferare
      prima di tutto sul nodo delle rappresentanze sindacali?

      . E’ evidente che Sacconi ed il governo vogliono la consultazione dei
      lavoratori solo per ostacolare o reprimere il diritto di sciopero e
      non per allargare democrazia e partecipazione,al fine quindi di
      discriminazione politica. (mio commento : Sacconi ieri sera ha
      affermati di aver consultato SOLTANTO Cisl,Uil e Ugl !!!! E’ un
      fatto gravissimo !!!)

      . E’ evidente che nell’attuale mondo dei trasporti il referendum
      sarebbe inevitabile perché nessuna
      organizzazione sindacale raggiungerebbe il quorum del 51 % ;a meno
      di accordi tra i sindacati;
      ma siccome oggi Cisl e Uil stanno tirando i remi in
      barca,contrariamente all’attivismo esercitato
      durante il governo Prodi,l’unica forza a dichiarare lo sciopero
      sarebbe la Cgil,che secondo la proposta Sacconi però non ne avrebbe
      più la facoltà.

      . L’attuale bozza di legge è infine molto preoccupante perché lascia
      ampi margini di discrezionalità al governo,come sul tema dello
      sciopero virtuale (mio commento: se lo sciopero non è realmente
      un’interruzione dell’attività lavorativa,quale sarebbe la leva di
      forza per ottenere ciò che si rivendica? sembrerebbe che consista
      soltanto negli oneri a carico delle aziende; ma chi decide
      quali,quanti e quando sono pagare ?

      Concludo affermando che la legge di Sacconi è chiaramente un grimaldello antidemocratico e anticostituzionale perché tenta di :

      . eliminare dalla discussione le ragioni che stanno alla base degli
      scioperi
      . scardinare il diritto di sciopero,cominciando dal settore
      trasporti ; nonostante le false rassicurazioni di Pietro
      Ichino,non si capisce perchè questa legge non potrebbe essere
      esportata
      agli altri settori (a proposito Ichino rappresenta tutto il PD?;
      se non è così,perché non interviene urgentemente la segreteria ?)
      . dividere ancora una volta i lavoratori
      . giustificare prossimi azioni repressive contro il
      lavoratori,approfittando maliziosamente
      dell’opinione pubblica che ovviamente anela a servizi efficienti.

    24. 224
      ink scrive:

      #219 – Snep, con la parola-scorciatoia liberale intendevo quel benedetto insieme bilanciato di regole e istituti che obbligano il sistema ad un comportamento razionale.
      Le universita ecc fungevano da esempio – lampante – come anche qui la terza via Itagliana porta a disastri delle baronie e dello sperpero dei fondi per la ricerca assurdi.

      L’unico modo per garantire – imporre – una piu o meno costante intelligenza (che vuol dire seguire il bene comune) al sistema e proprio questo interconnesso castello delle regole, istituti e meccanismi che permettono va verifica e il feed-back effettivo.

      Ma se preferisci derogare alla Silk, ritenendo i risultati indipendenti dal regime, fai come credi.

      Per me la stupidita quasi esagerata del ns attuale governo e anche il risultato di mancanza/stortura dei meccanismi della democrazia liberale, informazione in primis.

    25. 223
      Edy scrive:

      Serenella scusa, ti leggo mentre sto per staccare! Ci risentiamo O.K.? buona giornata!!

    26. 222
      Edy scrive:

      Snep, spero di trovare il tempo per risponderti, o almeno per tentare una possibile risposta (chi ha risposte certe di questi tempi?), ma non ora. Magari ci si risente nel pomeriggio.

      Ilja, non escludo di poter sbagliare, anche se francamente non vedo altri modi per dare una scossa tellurica forza 9 a chi di dovere.
      Però mi riservo ancora una possibilità. Seguirò attentamente il congresso di Chianciano che inizia oggi pomeriggio e poi magari ne riparliamo. Ma devo scappare! un caro abbraccio anche a te!!

    27. 221
      serenella scrive:

      Edy 210 mi piace sempre leggerti ma quando escludi dai bari i radicali non ti seguo, ma ti chiedo spiegazioni.
      Tenendo presente che non ho seguito più i radicali dai tempi del divorzio(referendum) per motivi non di baro ma di incongruenza:

      - come si fa difendere l’aborto ed essere a favore dell’eutanasia o dello staccare la spina a Eluana?
      - come si fa difendere il 41 bis e non l’art.18. ?

      Sono leggi che non mi toccano personalmente in nessun caso, per questo mi chiedo obiettivamente quale linea rispettino.

    28. 220
      Claudisinistra scrive:

      NO ALL’EUROPA NEONAZISTA! W L’EUROPA LIBERA E SOCIALISTA!

      http://www.youtube.com/watch?v=l5bXcgF73AY&feature=related

    29. 219
      Snepretz scrive:

      Ink, intendo dire: cosa c’entra ricerca scientifica, università, mercatismo, liberalismo, statalismo, coefficiente intellettivo di chi governa con democrazia, oligarchia, monarchia, dittatura? Puoi combinare qualsiasi di questi attributi e trovare nella storia x nazioni che hanno avuto una assetto simile e hanno prosperato e y nazioni che hanno avuto un assetto simile e sono andate a gambe all’aria.

    30. 218
      ink scrive:

      #216 – assetto economico? ma quando mai?

    31. 217
      Mission from Mars scrive:

      Franceschini per me si sta muovendo bene sulla struttura federale per il PD. Speriamo.

      PS mi è semblato di leggele un tloll anche oggi…

    32. 216
      Snepretz scrive:

      Caro Ink, non ho questa certezza. Anche perchè stai facendo ulteriore disordine, mischiando forma di governo con assetto economico. E insomma, che succede?

    33. 215
      ink scrive:

      ciao Snep!
      Prima di andare: una volta… i Galileo, gia; ma oggi senza un serio feed-back di stampo liberale la scienza e la ricerca e le universita te le sogni.
      Idem per la politica.

    34. 214
      ink scrive:

      a margine della Democrazia
      - in un paese dove e possibile in tre giorni di Informazione mirata far cambiare l’opinione su Testamento Biologico a 20-25% di cittadini
      - dove il Presidente del Consiglio puo fare la campagna a senso unico in Sardegna o Abruzzo
      - dove senza qualsiasi discussione pubblica si puo cancellare il referendum e impegnarsi in 4 progetti termo-nucleari come fossero briscole
      - E dove i Radicali, quando hanno potuto e deciso – vendendo Radio Radicale 2 per poter penetrare a proprie spese con qualche spot in TV – hanno fatto 8,5% alle Europee sono assolutamente silenziati (come ormai tanti altri)
      - Dove non esiste la Informazione e la discussione – e pare pure gli intellettuali siano estinti

      (segue)

    35. 213
      Snepretz scrive:

      212-Ink, la forma di governo è la forma di governo e le intelligenze sono le intelligenze. Proprio l’Italia ha fatto cosucce carine quando era divisa in simpatici staterelli e NON UNO era una democrazia. Non facciamo disordine – se uno vuole dire che è meglio la democrazia dalle altre forme ok ma da lì a dire che questo implichi qualità dei tizi al timone ce ne corre.

    36. 212
      ink scrive:

      Passo sempre piu di fretta questi giorni, per fortuna ho da fare.

      Per Gad: che me ne frega di Libero & Mentana?

      Per Silk: come sai, spero, non concordo con la tua valutazione di Pannella & Emma. Sul resto (forse) piu tardi

      Per Edy: Il non voto e la loro speranza e vittoria, secondo me. & abbraccio

      Per Snep: forse la qualita e la democrazia sono correlate. (direi sicuramente). Idem per la razionalita (vs cittadino) delle azioni politiche.

      A dopo

    37. 211
      Snepretz scrive:

      Edy, devo dirti che a me, più che irritare la democrazia in maschera o il regime oligarchico che dir si voglia, mi fa inca…re come una belva la scarsa qualità degli oligarchi sia dal punto di vista del QI che dal loro punto di vista: se facessero qualcosa di decente per sanare le stranote rogne, gli si perdonerebbe il fatto di essere ciò che sono. Invece con questa ostentata nullafacenza non fanno che alimentare un robusto odio nei loro confronti, con il quale prima o poi dovranno pur fare i conti. E sarà peggio per loro ma molto peggio per noi, temo.

    38. 210
      Edy scrive:

      121. Be’ Silk, quella che chiami eufemisticamente "ruvidezza" a casa mia si definisce in altro modo. Comunque apprezzo a tal punto la sincerità da liquidare senza problemi certe sfumature semantiche comunque lontane dall’idea alla quale ti avevo sempre associato: quella di una raffinata signorilità.
      Che dirti? Se sei ruvido, usiamo il guanto di crine e vediamo che succede.

      Sulla possibilità che sia l’idea radicale quella vincente, sfondi una porta aperta, almeno per quanto riguarda la speranza.
      Ma questa possibilità è vanificata dall’ostracismo decretato dal sistema descritto nel precedente post e su cui (forse) concordiamo.
      Ignorato quasi del tutto dai mass-media, additato dai fanatici come incarnazione del fanatismo, odiato dai clericali e mal sopportato dai suoi stessi alleati per la sua intransigenza morale e civile, questo partito è pietra d’inciampo estremamente pericolosa per un sistema votato da sempre, ma oggi più che mai, all’autoreferenzialità e al mantenimento dello status quo.
      Ciò significa che proprio dentro questo sistema, il partito radicale può a malapena accontentarsi di sopravvivere come voce della coscienza morale del Paese e dei diritti umani e civili di ogni individuo.
      Ma questo è tutto, almeno in riferimento all’Italia.
      Chi è ostracizzato non ha voce e paga sulla propria pelle l’handicap del silenzio.
      Stando così le cose, le previsioni sulle prossime elezioni può fartele con intima soddisfazione Marco Scamardella, che in un vecchio post dava ai radicali l’1%. Magari qualcosa di più. E sai che soddisfazione. E sai che utilità.
      E così torniamo a bomba, come si dice. Quando a dettare le regole di un gioco sono i bari, chi gioca onestamente ne esce cornuto e pure mazziato.
      Questo è quanto, a meno che non vogliamo raccontarci la favola della fata di Cenerentola che risolve i problemi col Bibidi-bobidi-bù.
      Il gatto scemo di cui parli, che rincorre la propria coda, non mi appartiene. E’ un gatto che gira in tondo all’interno del sistema. Vota, conferma la bontà di un sistema politico immutabile, si sente fregato e rivota per riconfermare, per risentirsi fregato, per rivotare all’infinito, o almeno fa così da anni a questa parte.
      Il sistema, l’ultima volta nella persona di Gasparri, ringrazia, commosso da tanta dedizione alla causa della democrazia in maschera.
      Comunque è sempre lontana da me l’arroganza della verità.
      E infatti chiedevo se qualcuno avesse in testa un’idea alternativa che sapesse esprimere in modo non passivo, ma attivo, questa mia indignazione che tanto ti indigna (scusa il bisticcio verbale, ma così è). Un’indignazione che però non è effetto di un sentimento (gattesco)con-coda-rotante tipo Goldrake ubriaco, ma piuttosto della consapevolezza descritta sopra, che riguarda la democrazia senza maschera: quella che ormai sembra impossibile in questo paese di caste, di privilegi ottocenteschi, di falso moralismo e/o di morale a doppio binario, di ignoranza coltivata come una pianta da serra, di disvalori spacciati come conquiste civili, di divisioni strumentali, di contaminazioni lessicali destinate a incanalare il pensiero verso direzioni stabilite dall’alto e di tutto il resto di cui spesso ci lamentiamo su questo blog e che riguardano più concretamente i problemi più evidenti della nostra società.
      In mancanza di alternative, lasciare il segno nel Mondo – come mi inviti a fare – è inevitabilmente optare per una scelta soggettiva (il non-voto per me, per ora), non facilmente condivisa dai più e anzi, votata alla riprovazione (come mi hai ampiamente dimostrato tu stesso, mio caro e poco serico Silk).
      Pazienza.
      Sull’argomento vorrei comunque invitarti a leggere un interessantissimo post di Agiarri, che non ho potuto commentare per mancanza di tempo. Era un 591 (quale post, mannaggia alla memoria zoppicante?) in cui parlava della figura del "saccu leggiu", politico vuoto come un sacco o una zucca di Alloween, che teme più di tutto l’astensionismo di massa e il pensiero critico indipendente. (caro Agiarri, se mi leggi, scusa se riduco la complessità del tuo post a una riga!). Se non sbaglio, ma non posso affermarlo con certezza, anche Mission e Groucho tendevano a condividere questa idea. Solo per dire che questa scelta non è così peregrina nemmeno su questo blog.
      Basta, chiudo qui perché devo staccare.
      P.S. non cimentarti con lo spiedo. Ricorda che sono bresciana e che il piatto tipico di Brescia è proprio polenta e osèi (polenta e uccelli) allo spiedo. Un’arte che conosco! Che facciamo, ci dichiariamo guerra?

    39. 209
      marco scamardella scrive:

      208

      In sintesi il Pd è niente altro che l’ultimo fallito tentativo di mantenere in vita con trasformismo il vecchio PCi che non può che semplicemente seguire il comunismo mondiale nella spazzatura della storia

    40. 208
      Enzo Gilli scrive:

      Il popolo sovrano non ha tradito il PD. E’ il PD ad aver tradito il popolo sovrano da troppo tempo.
      Lo so, è raro in politica trovare delle virtù nella disfatta e la Sardegna è stata pesantissima ma ora si alza dalle rovine del PD una semplice richiesta: CAMBIATE VERAMENTE ed a tutti i responsabili storici un assordante ANDATEVENE! In due anni siete riusciti a delapidare tutto il capitale di fiducia riposto in voi dai cittadini che vi votarono fin dalla prima vittoria dell’Ulivo. Basta così!
      Caro Gad, anch’io sono stato un appassionato votante dell’Ulivo e leggo i tuoi articoli sui giornali, i tuoi libri e seguo le tue trasmissioni da sempre; ho appena compiuto 60 anni e penso pertanto di aver maturato sufficiente credito come “cliente” per poterti usare come tramite per raggiungere i destinatari di questo mio pamphlet come cittadino di questo sgangherato Paese.
      Francesco Saverio Borrelli ebbe a dire una volta che “ Il silenzio è la virtù dei morti, non dei forti!”. Allora ti prego, concedimi di poter dire ora quello che penso.
      Il prossimo Segretario del PD se vuole veramente sperare di rappresentare quell’Italia che votò L’Ulivo dovrà rispondere positivamente a tutte le considerazioni sotto-riportate. A tutte e non solo a qualcuna per il semplice fatto che sono tutte necessarie, lecite, possibili, non dipendono dalla congiuntura internazionale ma sono in grado di influenzare il nostro PIL e non solo.
      Il Re è nudo e non perdete altro tempo a fare nuovi progetti. Prima di avere idee nuove bisogna smettere di avere idee vecchie.
      “Lo spreco di parole è il peggior delitto “ ci ricorda la grande Franca Valeri.
      Risparmiate i soldi di ogni nuova campagna elettorale ( locale, nazionale od europea ) e comunicateci quotidianamente le somme economizzate su tutte le spese inutili che non avrete fatto. D’altra parte, lo sapete, avete già dilapidato una montagna di soldi per nulla! Adesso basta! Grazie e fateci sapere.
      Diteci chiaramente invece che non tollererete più che i lavoratori italiani siano tra i peggio pagati d’Europa mentre i politici sono i più’ ( non tra i più!) pagati d’Europa! Non lo tollererete dato che i politici italiani sono oggettivamente stati mediocri ed hanno creato il primo debito pubblico d’Europa ( il secondo del mondo dopo gli Stati Uniti ) e pertanto debbono costare obbligatoriamente molto meno di Tedeschi, Francesi, Inglesi e Spagnoli ben più virtuosi dei nostri.
      Padoa Schioppa ( ma sono certo che alche Tremonti e Brunetta saranno d’accordo ) ci comunicò a suo tempo che “ la condizione della nostra economia è come quella di un’impresa indebitata e sotto-capitalizzata”. Abbiamo cioè un disperato bisogno di treni, ricercatori, laboratori, strade, acqua,discariche, metropolitane, bonifiche ecc. ma le risorse per investire non possiamo reperirle indebitandoci perché ci siamo già indebitati a suo tempo sprecando però allora il credito che avevamo. Le risorse andranno perciò reperite spendendo meno e meglio dato che che tra il 1982 ed il 1992 (anno più anno meno ) i politici ( non certamente noi elettori ) hanno delapidato valaghe di soldi in spese correnti ed investimenti sbagliati portando il debito pubblico dal 57% ( limite di Maastricht ve lo ricordo ancora è al 60% ) fino al 120% del PIL.
      Io so perfettamente dov’ero in quel periodo ma vorrei sapere dove erano i vecchi ed i nuovi politici che saranno candidati alle prossime elezioni. Se non saranno nuovi di zecca o almeno di sesso femminile vorremmo sapere dove e quando hanno esternato il loro disappunto di statisti sia di governo che di opposizione.
      Sembra poi che ormai siamo tutti diventati filo-Americani. Bene! Allora, come negli States creiamo veramente una “affluent society” dove chi è più in gamba venga messo in condizione di affermarsi. Impegnatevi veramente a cambiare questo Paese dove i nuovi imprenditori sono ancora figli di vecchi imprenditori, i nuovi politici idem, i nuovi burocrati, i nuovi professori universitari figli o lacchè dei vecchi e così gli avvocati, i giornalisti, i medici ed i politici di destra , di centro e di sinistra. E’ una vergogna che abbiate contribuito a creare la classe dirigente più vecchia d’Europa ed i livelli di occupazione giovanile piu bassa. In questo Paese si muore ancora troppo spesso come si è nati: ricchi o poveri. Basta!
      Cercate una risposta operativa a quell’ operaio di Mirafiori che si chiedeva: “Perché i lavoratori sono sempre stati presi in giro? Quando l’economia va male e i profitti diminuiscono non c’è ricchezza da spartire e bisogna tirare la cinghia per salvare l’azienda. Quando le cose vanno bene bisogna essere formiche e non cicale per permettere alle aziende di investire anche per le future generazioni. Il momento per stare un po’ meglio non viene mai; solo per gli operai naturalmente, mentre per dirigenti pubblici e privati le cose vanno sempre bene sia quando l’azienda ( e lo Stato ) va bene sia quando va male. Penso che quell’operaio ( e non solo lui ) vorrebbe una risposta chiara dal nuovo segretario del PD.
      Noi gente di sinistra, caro Gad, siamo sempre stati troppo buoni, troppo pazienti: li abbiamo sempre votati, siamo sempre andati a pagare le tasse ed abbiamo anche accettato che ci dicesssero che le guerre potevano anche essere missioni umanitarie!
      Cercate anche una risposta alla lettera della Signora Marisa dalla Costa (La Repubblica 6 Dicembre 07) “ Guardo lo sfacelo etico dall’alto della mia miseria: sfacelo etico, economico, politico che oggi è sotto gli occhi di tutti. Dall’alto della mia povertà autentica (1.000 euro al mese ), disillusa da quei politici con il culo di pietra ai quali avevo affidato con il voto le mie speranze, mantengo intatto l’orgoglio della mia classe: di operaia che sa fare le cose e farle bene, lavorando con la testa e con le mani. Non è solo la miseria dei nostri stipendi a farci star male, ma l’indifferenza con la quale una classe dirigente butta a mare un patrimonio di professionalità, passione, etica del lavoro che diede lustro a questo paese. Non posso più sentirli parlare del mio reddito, della terza o quarta settimana e varie altre amenità.Se non vogliono far nulla per noi, ci lascino almeno in pace. Ci faremo bastare i nostri stipendi e non ci metteremo a spacciare droga.”
      Diceva JJ Rousseau “ E’ contro natura che un pugno di uomini nuoti nel superfluo, mentre la moltitudine manca del necessario”. Cristo, lo diceva Rousseau e spetta a me ricordarlo al PD!
      Il PD deve dirci chiaramente che agirà contro tanto immobilismo nel porre fine a questa vergognosa ed accanita difesa dei privilegi.
      Ormai la povertà del mondo è smisurata: ogni otto secondi muore un bambino. E’ la statistica di questa immane tragedia. Risparmiate questi soldi infami che vi autoelargite e destinateli se non alla riduzione del debito pubblico che avete praticamente creato, almeno alle povertà vecchie e nuove del nostro Paese e del mondo. Basta viaggi in Africa! Non abbiamo bisogno di vedere foto di Veltroni con bambini negri intorno! Diteci piuttosto che cosa avete fatto una volta rientrati in Italia.
      Diteci se farete subito una radicale riduzione dei costi della politica ed una robusta iniezione di meritocrazia!
      Diteci quando e come. Lasciate perdere gli slogans per favore ( I care! Rialzati Italia! Si può fare! We can! On s’engage! ).Oramai si è capito che i politici non stanno più difendendo delle idee e quindi qualcosa che ha una certa nobiltà; ma solo il mantenimento dei loro privilegi. Fateci cambiare idea per favore. Altrimenti non ci rimane che Grillo e il suo Vaffa’ liberatorio!
      In un mondo dove la gente va sempre di più giudicata per i risultati che ottiene ( da Marchionne in giù tanto per intenderci) non continuate a prenderci per degli imbecilli! Abbiamo tutti letto George Orwell “ tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri “; possibile che soltanto i politici continuino a non identificarsi coi maiali di Orwell ? La vera giustizia sociale è il pieno impiego delle persone meritevoli.Da quello dipende la vera crescita economica, non dalla difesa delle rendite siano esse finanziarie o di casta.
      Voi rappresentate oggi una classe politica che non ha offerto valore aggiunto a questa macchina chiamata Stato che ha mangiato e continua a mangiare quote sempre più grosse di PIL senza mai domandarsi quale sia il rapporto fra il suo salario, lo sforzo profuso ed il risultato raggiunto.
      Come potete ancora tollerare che non siano’efficienza e risultati alla base del vostro lavoro?
      Signori, urge una rivoluzone culturale. Adesso! Se siete d’accordo ditelo chiaramente. Grazie.
      Se poi una volta salvata “ la polis “ volete dilettarvi a parlare di filosofia politica vi invito a porvi la semplice domanda di Raymond Aron “ Lei che cosa farebbe al suo posto ?” Io saprei che cosa fare.
      Affronterei le ineguaglianze e le povertà che ancora ci sono. E sono troppe. Disuguaglianze dovute al sesso, alla classe, alla posizione geografica delle persone, ai saldi di c/c, alle amicizie particolari, alle lobbies finanziarie, massoniche, mafiose e chi più ne ha più ne metta. Queste sono le scottanti questioni sociali del nostro paese: la povertà in termini di basso reddito ed insufficiente libertà di vivere decentemente per carenza di opportunità veramente offerte.
      E smettetela di dirci che la scarsità delle risorse di bilancio è il prezzo che questo paese deve pagare con scuole, ospedalie strade mediocri. Tale scarsità di mezzi deve essere applicata a tutti i capitoli della spesa pubblica partendo dai vostri costi personali, dalle spese militari, passando poi ai deficit delle imprese statali ( Alitalia bad company e Rai in testa ), ai soldi per pagare “una casta statale e para-statale al centro ed in periferia” inutile ed intollerabile ( ma che ci stanno a fare le province?).
      Le spese per sanità, istruzione e sicurezza sociale non debbono neppure competere con le spese militari, coi deficit di imprese pubbliche inefficienti o con stipendi, prebende, pensioni e liquidazioni infami che continuate ad auto-elargrvi.
      La riduzione della disoccupazione, l’attenuazione della povertà, la giustizia economica e la giustizia tout court richiedono un sostegno totale dalla nostra parte politica.
      Bisogna indicare interventi che facciano aumentare l’occupazione (e non la precarietà!) e garantiscano i servizi sociali per chi ne ha veramente bisogno.
      Troppi settori della spesa pubblica sfuggono ad un esame critico ( due esempi per tutti:1/ i programmi militari all’estero a che servono quando abbiamo ancora una parte significativa del nostro Paese che è dominato dalle cosche mafiose. Bisogna ripulirlo dalla delinquenza che è ancora peggio della “monnezza” 2/ la mancanza di una definizione degli obiettivi nella ricerca di lungo periodo che è cruciale per il futuro benessere dei cittadini.Nessun capitolo di spesa è sacro!
      Sulle convivenze di fatto, sulle coppie omosessuali, sull’eutanasia e sul testamento biologico: vuole dirci subito il nuovo Segretario del PD non che ne pensa MA DA CHE PARTE STA, perché se il PD vuole convivere con questi lacciuoli clericali attualmente in campo, non lo voteremo. Gli Italiani laici e di sinistra hanno il diritto di sentirsi rappresentati in Parlamento da una forza politica libera dai condizionamenti della Chiesa. Io non voterò mai per un partito dove i teodem abbiamo questo potere di ricatto. Fateci sapere. Grazie.
      OBAMA E’ TUTTO QUESTO, VOI DEL PD NO !!!
      Ormai il cittadino Italiano identifica il Parlamento come un enorme gruppo di costosi e mediocri funzionari, quasi sempre arroganti e troppo spesso corrotti.
      Preoccupatevi piuttosto dei cittadini, dei loro Comuni e del loro territorio ( solo in Emilia-Romagna si perdono ogni giorno 8 ettari di terreno ( Che tempo che fa / il metereologo Mercalli Dom 4 Novembre 08 ).
      Penso che avrete tutti visto la trasmissione Report della Gabannelli ( che Dio la benedica ) sui derivati o swaps che dir si voglia. Venivano inquadrate dalla telecamera le liste dei Comuni che avevano fatto tali operazioni ( complimenti al Comune di Treviso per non averlo fatto ). Credo sia doveroso da parte vostra prendere le distanze da tali rappresentanti locali per non ritrovarceli più tardi in Parlamento. Con tali operazioni hanno già sufficientemente indebitato il futuro degli abitanti di quei Comuni. Basta così!
      Questi sarebbero “ comportamenti innovativi e di discontinuità col passato”!.
      Voi dovete rispondere adesso, prima del congresso di Ottobre|. Fatevi concorrenza su queste cose per Dio.
      Se vi servono altri soggetti a cui rispondere ne ho un archivio pieno! Fatevi avanti.
      Scalfari lo ricordava Dom 16 Sett 07 “ Servono emozioni che capovolgano emozioni di segno opposto. Non annunciarlo ma farlo. La politca degli annunci è deleteria”.
      Non basta più avere grandi visioni, bisogna adesso saper fare giardinaggio culturale e far crescere i frutti direttamente…. o sarà il fallimento. Da un buon sindaco come da un buon politico si dovrà sempre dire “ Ci ha lasciato tanto lavoro da fare, ma ne ha fatto ancora di più!.
      Al fallimento ci siete quasi arrivati. Volete ora cercare di invertire la rotta?
      “ UMUNTU NGUMUNTU NGABANTU “ è una frase zoulou e vuol dire “ noi siamo fatti dell’umanità degli altri “. Io ero lì per lavoro il giorno in cui l’Apartheid finì in Sud Africa.
      Bello slogan che ve ne pare? Mi manca solo il Partito che voglia farlo proprio!
      Ultimo suggerimento: Io “ l’uomo nuovo “ per la segreteria del PD ce l’avrei. E’ una donna, si chiama Loretta Lambertini, è il mio Sindaco a Granarolo dell’Emilia. Non immagina neppure che vi abbia scritto. Vedi tu, Gad, di comunicarlo a Bersani, a Soru, alla Finocchiaro … agli altri ho solo voglia di cantare il Cyrano di Guccini
      “ …andate a casa nani, levatevi davanti; per la mia rabbia enorme mi servono giganti “…. I nani spero proprio che scompaiano da qui a Ottobre.
      Enzo Gilli
      Via Viadagola 148
      40057 GRANAROLO DELL’EMILIA (BO)
      Tel.: 051 6021387
      Cell.:331 6595062
      e-mail: enzo.gilli@blacktrack.biz

    41. 207
      serenella scrive:

      Marco 205 spesso nel blog si vuol zittire l’altro dandogli del fascista o del razzista.
      Secondo me è quando vengono a mancare altri argomenti.
      Non è che i capoccioni DS, PD ecc. (quelli delle foto x intenderci) quando non lasciano spazio alle nuove leve e catapultano in testa alle liste i loro protetti non sono fascisti, bisogna vedere a quale lato del fascismo ci si vuole riferire, solo all’olio di ricino? troppo semplice.

    42. 206
      serenella scrive:

      Margherita 202 ma che senso può avere oggi chiamare uno fascista?
      Si potrebbe dire reazionario,ma diPietro forse è tutto fuorchè reazionario.
      I fascisti sono spariti anche dalla destra , penso che la sola fascista rimasta sia la nipote del duce 8)

    43. 205
      marco scamardella scrive:

      senza i vecchi attaccamenti al nero o il bianco non c’è speranza…………..

      Se non tieni conto del messaggio a cui ho risposto

      202margherita scrive:
      26 Febbraio, 2009 alle 12:49 pm
      meglio un fascista come Di Pietro che un fascista il cui cognome comincia con B

      sembra che alla fine se un pò tu attaccata al bianco e nero , anche perchè metterla sul personale senza andare sulla verità dei fatti dimostra che c’è qualcosa di tabù di non accettato .

      Esempio

      dice Margherita che Berlusconi è fascista ,

      può pensarlo , è però difficile da dimostrare con logiuca razionale .

      Dico io parafrasandola che non si può dare a Bersani del fascista anche se come tutti i comunisti è stato complice e finaziato ( sino alla caduta del muro da un regime dittatoriale e sanguinario ( qualche milione di morti ).

      E’ vero o falso ? riesci a dimostrarmi che è falso anche qapprossimativamente ? (sui finanziamenti stessi comunisti ed evidenze giudiziarie storiche li ammettono , sulla dipendenza ideologica e altro del PCi dubbi non dovrebbero essercene comunque se ci sono fatti nuovi ………)

    44. 204
      sara scrive:

      certo che ogni volta che ti leggo (marco scamardella) mi viene la nausea…. fichè l’Italia non riesca a liberarsi di persone come te senza un minimo di cervello per ragionare, senza i vecchi attaccamenti al nero o il bianco non c’è speranza…………..

    45. 203
      marco scamardella scrive:

      Bersani cosa c’entra ?

      Va bè come tutti i comunisti è stato complice e finanziato da una dittatura sanguinaria , mà dargli del fascista mi sembra eccessivo …..

    46. 202
      margherita scrive:

      meglio un fascista come Di Pietro che un fascista il cui cognome comincia con B

    47. 201
      Ice scrive:

      #200 Anche a me questo Renzi, con questi ideali da curato moderno, non convince. Se poi fosse vero anche solo 1/5 delle cose che scrive…beh, viva il nuovo. Insomma, siamo messi bene. Per quanto riguarda il paragone con Obama ancora rido dal giorno in cui ho letto la notizia.

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