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	<title>Commenti a: Secondo voi il Pd cambia davvero?</title>
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	<description>Il blog del Bastardo</description>
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		<title>Di: Claudiodisinistra</title>
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		<dc:creator>Claudiodisinistra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 16:33:21 +0000</pubDate>
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		<description>Il Pd democristiano sempre + in picchiata

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/sondaggi-2009/sondaggi-2009/sondaggi-2009.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Pd democristiano sempre + in picchiata</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/sondaggi-2009/sondaggi-2009/sondaggi-2009.html" rel="nofollow">http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/sondaggi-2009/sondaggi-2009/sondaggi-2009.html</a></p>
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		<title>Di: refolik</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2009/02/25/secondo-voi-il-pd-cambia-davvero.html/comment-page-5#comment-130235</link>
		<dc:creator>refolik</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 10:48:21 +0000</pubDate>
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		<description>SI...se cambia il gruppo dirigente per 80% e lo sotituisce con gente giovane e capace, se farà le riforme vere a partire dalle pensioni e da quella che rimodula stipendi ,pensioni e benefit a vita dei politici...vdi bar e ristoranti di camera e senato....scandaloso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SI&#8230;se cambia il gruppo dirigente per 80% e lo sotituisce con gente giovane e capace, se farà le riforme vere a partire dalle pensioni e da quella che rimodula stipendi ,pensioni e benefit a vita dei politici&#8230;vdi bar e ristoranti di camera e senato&#8230;.scandaloso</p>
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		<title>Di: alberto ricciardi</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2009/02/25/secondo-voi-il-pd-cambia-davvero.html/comment-page-5#comment-129102</link>
		<dc:creator>alberto ricciardi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 21:40:08 +0000</pubDate>
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		<description>ritengo il PD un progetto fallimentare lo dissi publicamente fin dalla sua nascita sostanzialmente perchè comunisti e democristiani non sono mai andati d&#039;accordo ma è anche normale questo basta conoscerne un pò la storia.IL suo vero capo Dalema non ci ha mai creduto non si è mai speso per il PD  e il suo vero obbiettivo secondo me è stato far fuori Veltroni poveraccio brav&#039;uomo ma incapace solo parole (in fondo è il nipote di Antonio Cramsci una vita di politica mi fa anche tenerezza di lavoro vero zero folle chi si aspettava soluzioni concrete da certi individi-  ,oggi è difficile anche per chi mastica di lavoro vero.)L&#039;italia non ne può piùdi questa sinistra snobbista con solo la puzza sotto il naso incapaci e incocludenti abituati a ricevere uno stipendio il 27 del mese pensando solo di riempirci di finti lavori di mettere due tre persone dove ne serve una creando posti di lavoro fasulli e di ben poca durata.E tutto questo sulle spalle delle imprese e dei loro dipendenti presi da questa sinistra per muli da soma. ORA BASTA è finita meno male VIVA BERLUSCONI con la sua concretezza e la sua normalità compreso battute e barzellette perchè lui è uno di noi-GRAZIE</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ritengo il PD un progetto fallimentare lo dissi publicamente fin dalla sua nascita sostanzialmente perchè comunisti e democristiani non sono mai andati d&#8217;accordo ma è anche normale questo basta conoscerne un pò la storia.IL suo vero capo Dalema non ci ha mai creduto non si è mai speso per il PD  e il suo vero obbiettivo secondo me è stato far fuori Veltroni poveraccio brav&#8217;uomo ma incapace solo parole (in fondo è il nipote di Antonio Cramsci una vita di politica mi fa anche tenerezza di lavoro vero zero folle chi si aspettava soluzioni concrete da certi individi-  ,oggi è difficile anche per chi mastica di lavoro vero.)L&#8217;italia non ne può piùdi questa sinistra snobbista con solo la puzza sotto il naso incapaci e incocludenti abituati a ricevere uno stipendio il 27 del mese pensando solo di riempirci di finti lavori di mettere due tre persone dove ne serve una creando posti di lavoro fasulli e di ben poca durata.E tutto questo sulle spalle delle imprese e dei loro dipendenti presi da questa sinistra per muli da soma. ORA BASTA è finita meno male VIVA BERLUSCONI con la sua concretezza e la sua normalità compreso battute e barzellette perchè lui è uno di noi-GRAZIE</p>
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		<title>Di: luciano venezia</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2009/02/25/secondo-voi-il-pd-cambia-davvero.html/comment-page-5#comment-129035</link>
		<dc:creator>luciano venezia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 21:17:05 +0000</pubDate>
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		<description>spero sia il posto giusto per comunicare.
sto seguendo la trasmissione e molte altre ne ho ascoltate, nessuno si è esposto per prendere un un solo piccolo problema e discutendo portarlo a soluzioe.
ne suggerisco uno che darebbe un aiuto a chi non arriva alla fine del mese privando il benefattore di di ciò che ritengo socialmente ingiusto.
I mega dirigenti o considerati tali dovrebbero, con opportuno intervento delo stato, una volta in pensione essere privati di tutti i benefit loro concessi, compresa una riduzione della pensione che con la liquidazione formano uno scandalo ed un&#039;offesa a coloro che dopo un onorevole, lungo periodo di lavoro riescono a percepire una pensione annua pari a quella mensile dei lavoratori sopracitati.
non sarà certo la soluzione della crisi ma una azione di rispetto e giustizia sociale certamente. nen è tanto ma sarebbe un segnale
luciano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>spero sia il posto giusto per comunicare.<br />
sto seguendo la trasmissione e molte altre ne ho ascoltate, nessuno si è esposto per prendere un un solo piccolo problema e discutendo portarlo a soluzioe.<br />
ne suggerisco uno che darebbe un aiuto a chi non arriva alla fine del mese privando il benefattore di di ciò che ritengo socialmente ingiusto.<br />
I mega dirigenti o considerati tali dovrebbero, con opportuno intervento delo stato, una volta in pensione essere privati di tutti i benefit loro concessi, compresa una riduzione della pensione che con la liquidazione formano uno scandalo ed un&#8217;offesa a coloro che dopo un onorevole, lungo periodo di lavoro riescono a percepire una pensione annua pari a quella mensile dei lavoratori sopracitati.<br />
non sarà certo la soluzione della crisi ma una azione di rispetto e giustizia sociale certamente. nen è tanto ma sarebbe un segnale<br />
luciano</p>
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		<title>Di: Michele Beltrano</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2009/02/25/secondo-voi-il-pd-cambia-davvero.html/comment-page-5#comment-128999</link>
		<dc:creator>Michele Beltrano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 21:07:00 +0000</pubDate>
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		<description>se potrei avere una risposta grazie.
Sono un ex lavoratore dal 2002 in mobilità in deroga adesso la regione Calabria ci minaccia che dopo la terza proroga dobbiamo uscire fuori pur avendo 36 anni di contribuzione e 55 anni d&#039;età.Questo governo prevede qualche sostegno per noi lavoratori.
                                               Michele da Rende Cosenza</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se potrei avere una risposta grazie.<br />
Sono un ex lavoratore dal 2002 in mobilità in deroga adesso la regione Calabria ci minaccia che dopo la terza proroga dobbiamo uscire fuori pur avendo 36 anni di contribuzione e 55 anni d&#8217;età.Questo governo prevede qualche sostegno per noi lavoratori.<br />
                                               Michele da Rende Cosenza</p>
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	<item>
		<title>Di: ink</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2009/02/25/secondo-voi-il-pd-cambia-davvero.html/comment-page-5#comment-128713</link>
		<dc:creator>ink</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 17:39:04 +0000</pubDate>
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		<description>Edy, sono in qualche modo &quot;sfibrato&quot; e non riesco a reagire ora a tuoi bellissimi commenti. Mi rimettero. Per ora perdonami.

Alberto, anche il tuo e sicuramente un discorso da sviluppare. Spero in una chiave piu combattiva.

A presto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Edy, sono in qualche modo &quot;sfibrato&quot; e non riesco a reagire ora a tuoi bellissimi commenti. Mi rimettero. Per ora perdonami.</p>
<p>Alberto, anche il tuo e sicuramente un discorso da sviluppare. Spero in una chiave piu combattiva.</p>
<p>A presto!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giovannitalleri</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2009/02/25/secondo-voi-il-pd-cambia-davvero.html/comment-page-5#comment-128460</link>
		<dc:creator>giovannitalleri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 12:58:37 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto dei commenti interessanti, però, purtroppo, sono rimasto con l’impressione che ognuno, come generalmente succede nel nostro pluralistico e sofistico paese, parli con se stesso non mostrando alcuna disposizione a qualche distinguo, rinuncia, modificazione seppur minima delle proprie ragioni, delle proprie verità. Ognuno avendo la propria piramide solidamente costruita con i propri studi, esperienze, credenze,  e non certo disposto a qualche modifica. Insomma, ognuno spronato, direi fatalmente,  a cercare con pignoleria il pelo nell’uovo, e senza nemmeno considerare le condizioni in cui l’uovo si trova né il passare del tempo, senza preoccuparsi o perlomeno rendersi conto che l’uovo è ormai andato, da buttare. 
Avevo già scritto e mi ripeto. Ci stiamo annegando nel nostro mare di sofismi, di capi, supercapi, sottocapi, teste colme soltanto di autostima, i quali nell’esclusivo interesse della propria personale poltrona si rifiutano di riconoscere che esiste sempre un punto di avvicinamento, un anello di congiunzione anche se irto di piccole divergenze, contrarietà, particolari scabrosi. Un anello di carattere generale, che indica un ben determinato orientamento, che può comprendere, collegare, unire tutte le varie componenti. 
Da noi, invece, per ogni piccola divergenza codesti sublimi cervelli si allontanano frazionando quella che è l’idea madre in sempre più numerose particelle, come i granelli di sabbia di un deserto.
Ecco perché sono convinto che il benessere del paese e quindi della gente che lo abita, che ne  fa parte, dipenda dal sistema politico che lo governa. Un sistema che deve prevedere la metà dei politici e parapolitici di oggi,  la loro responsabilizzazione e durata in carica per non più di due legislature. Il loro pensionamento inquadrato nel normale regolamento previdenziale. La soppressione delle sovvenzioni eccetera. Ma come possibile attuare ciò? Trovando i famosi anelli di congiunzione e adattandovisi ognuno secondo le proprie inclinazioni, in modo da limitare  a tre i partiti politici e assegnando il governo a quello che otterrà il maggior numero di voti. Non occorre una rivoluzione con ghigliottine e forche, in Italia, tra l’altro, impossibile: basta che lo capisca l’elettorato, che non si lasci ingabbiare nelle solite ideologie, di destra, di sinistra e religiose. Al partito con il maggior numero di voti spetterà il governo. Un bipartitismo in effetti, che per un popolo lavoratore e risparmiatore, oltre ad altre qualità positive,  segnerà benessere e progresso veloce e sicuro. giovannitalleri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto dei commenti interessanti, però, purtroppo, sono rimasto con l’impressione che ognuno, come generalmente succede nel nostro pluralistico e sofistico paese, parli con se stesso non mostrando alcuna disposizione a qualche distinguo, rinuncia, modificazione seppur minima delle proprie ragioni, delle proprie verità. Ognuno avendo la propria piramide solidamente costruita con i propri studi, esperienze, credenze,  e non certo disposto a qualche modifica. Insomma, ognuno spronato, direi fatalmente,  a cercare con pignoleria il pelo nell’uovo, e senza nemmeno considerare le condizioni in cui l’uovo si trova né il passare del tempo, senza preoccuparsi o perlomeno rendersi conto che l’uovo è ormai andato, da buttare.<br />
Avevo già scritto e mi ripeto. Ci stiamo annegando nel nostro mare di sofismi, di capi, supercapi, sottocapi, teste colme soltanto di autostima, i quali nell’esclusivo interesse della propria personale poltrona si rifiutano di riconoscere che esiste sempre un punto di avvicinamento, un anello di congiunzione anche se irto di piccole divergenze, contrarietà, particolari scabrosi. Un anello di carattere generale, che indica un ben determinato orientamento, che può comprendere, collegare, unire tutte le varie componenti.<br />
Da noi, invece, per ogni piccola divergenza codesti sublimi cervelli si allontanano frazionando quella che è l’idea madre in sempre più numerose particelle, come i granelli di sabbia di un deserto.<br />
Ecco perché sono convinto che il benessere del paese e quindi della gente che lo abita, che ne  fa parte, dipenda dal sistema politico che lo governa. Un sistema che deve prevedere la metà dei politici e parapolitici di oggi,  la loro responsabilizzazione e durata in carica per non più di due legislature. Il loro pensionamento inquadrato nel normale regolamento previdenziale. La soppressione delle sovvenzioni eccetera. Ma come possibile attuare ciò? Trovando i famosi anelli di congiunzione e adattandovisi ognuno secondo le proprie inclinazioni, in modo da limitare  a tre i partiti politici e assegnando il governo a quello che otterrà il maggior numero di voti. Non occorre una rivoluzione con ghigliottine e forche, in Italia, tra l’altro, impossibile: basta che lo capisca l’elettorato, che non si lasci ingabbiare nelle solite ideologie, di destra, di sinistra e religiose. Al partito con il maggior numero di voti spetterà il governo. Un bipartitismo in effetti, che per un popolo lavoratore e risparmiatore, oltre ad altre qualità positive,  segnerà benessere e progresso veloce e sicuro. giovannitalleri</p>
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		<title>Di: Edy</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2009/02/25/secondo-voi-il-pd-cambia-davvero.html/comment-page-5#comment-127825</link>
		<dc:creator>Edy</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:00:39 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Alberto. Non ce n&#039;è bisogno, ma confermo il mio apprezzamento! 
Che altro augurarci se non che gli Italiani si riscoprano finalmente come cittadini e che la sovranità popolare soppianti finalmente quella dei partiti?!
Resta il problema riguardante le modalità democratiche di questo processo. 
Per quanto mi riguarda - tanto per fare un esempio - il mio voto ai Radicali è subordinato alla garanzia che siano davvero loro  i destinatari della mia scelta (già questa preoccupazione ci dice in che paese viviamo!)
Se non avrò questa garanzia, opterò per l&#039;altra soluzione.
Buona domenica!!

Stema,  d&#039;accordo con te che Franceschini sul tema della laicità ha fatto un passo avanti. Ma è un passo piccolo e senz&#039;altro non risolutivo.
Il crinale su cui si possono definire davvero le politiche di destra e di sinistra è quello del liberalismo, abbracciato non come optional più o meno soggettivo, ma come idea portante del partito stesso.
Ma questo valore è destabilizzante per qualsiasi potere non autenticamente democratico.
Perciò non è difficile prevedere che nel Pd la confusione continuerà a regnare sovrana e che le matrici di appartenenza culturale (l&#039;essere cattolici, ad esempio) resteranno sovrastanti sull&#039;idea di un liberalismo sentito come... pericolo eversivo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Alberto. Non ce n&#8217;è bisogno, ma confermo il mio apprezzamento!<br />
Che altro augurarci se non che gli Italiani si riscoprano finalmente come cittadini e che la sovranità popolare soppianti finalmente quella dei partiti?!<br />
Resta il problema riguardante le modalità democratiche di questo processo.<br />
Per quanto mi riguarda &#8211; tanto per fare un esempio &#8211; il mio voto ai Radicali è subordinato alla garanzia che siano davvero loro  i destinatari della mia scelta (già questa preoccupazione ci dice in che paese viviamo!)<br />
Se non avrò questa garanzia, opterò per l&#8217;altra soluzione.<br />
Buona domenica!!</p>
<p>Stema,  d&#8217;accordo con te che Franceschini sul tema della laicità ha fatto un passo avanti. Ma è un passo piccolo e senz&#8217;altro non risolutivo.<br />
Il crinale su cui si possono definire davvero le politiche di destra e di sinistra è quello del liberalismo, abbracciato non come optional più o meno soggettivo, ma come idea portante del partito stesso.<br />
Ma questo valore è destabilizzante per qualsiasi potere non autenticamente democratico.<br />
Perciò non è difficile prevedere che nel Pd la confusione continuerà a regnare sovrana e che le matrici di appartenenza culturale (l&#8217;essere cattolici, ad esempio) resteranno sovrastanti sull&#8217;idea di un liberalismo sentito come&#8230; pericolo eversivo!</p>
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	<item>
		<title>Di: Stema</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2009/02/25/secondo-voi-il-pd-cambia-davvero.html/comment-page-5#comment-127752</link>
		<dc:creator>Stema</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 08:59:05 +0000</pubDate>
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		<description>Non so se il PD cambierà davvero, mi sembra che i più siano pessimisti. I fatti parleranno da soli. Però mi sembra che Franceschini, cattolico, sia partito con il piede giusto ribadendo la autonomia dello Stato dalla Chiesa, cioè riaffermando la laicità del partito. Se non si differenzia almeno in questo il PD in che cosa si differenzia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se il PD cambierà davvero, mi sembra che i più siano pessimisti. I fatti parleranno da soli. Però mi sembra che Franceschini, cattolico, sia partito con il piede giusto ribadendo la autonomia dello Stato dalla Chiesa, cioè riaffermando la laicità del partito. Se non si differenzia almeno in questo il PD in che cosa si differenzia?</p>
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	<item>
		<title>Di: Alberto Giarrizzo</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2009/02/25/secondo-voi-il-pd-cambia-davvero.html/comment-page-5#comment-127645</link>
		<dc:creator>Alberto Giarrizzo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 19:41:49 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;Non sono politici e nemmeno mummie di politici. Sono sarcofagi delle mummie dei politici&lt;/blockquote&gt;
Carissima Edy (sono agiarri), sono soltanto &quot;Sacchi leggi&quot;. Mi sento onorato e ti ringrazio, perchè hai letto, ma anche apprezzato il mio post, del quale desidero riportare una parte:

&lt;blockquote&gt;In tale contesto e a fronte di questa &lt;strong&gt;de-responsabilizzazione sociale&lt;/strong&gt;, risoltasi in una sostanziale “&lt;strong&gt;cambiale in bianco&lt;/strong&gt;” girata dai cittadini ai partiti, la politica ha finito col perdere di vista i propri contenuti e ha cominciato ad esaltare tutto ciò che è &lt;em&gt;contingente&lt;/em&gt;, ovvero tutto quanto possa, cavalcando l’attualità e &lt;em&gt;l’emotività popolare&lt;/em&gt;, catturare nel breve i maggiori consensi elettorali. Se il cittadino è portato a riflettere intorno a questa realtà, la risposta che ne deriva è quella di un “&lt;em&gt;qualunquismo di necessità&lt;/em&gt;”, ovvero di una forma di vittimismo consapevole, che si giustifica, da un lato, con la prepotenza dei politici e, dall’altro, con la scarsa considerazione che si ha degli altri cittadini, i quali sono sempre mossi dall’esclusivo tornaconto personale. In tal modo, ciascuno finisce con il perseguire quello proprio, di tornaconto, e con il legittimare il politico più sfrontato, contribuendo, alla fine, all’involuzione sociale del sistema democratico e alla perdita di ogni identità e ragione per essere e sentirsi parte attiva di una collettività.
Il &lt;strong&gt;cittadino comune &lt;/strong&gt;è, quindi, il &lt;strong&gt;responsabile ultimo &lt;/strong&gt;di ogni attuale fenomeno di degenerazione nel sistema della rappresentanza politica ed è, quindi, da lui che si deve ripartire per rifondare una società nuova, che sia davvero democratica.&lt;/blockquote&gt;

Come si fa a recuperare il cittadino? Riprendo anche, in questo caso, un altro post che sono andato a cercare (ci vorrebbe un motore di ricerca, perchè è veramente complicato):

&lt;blockquote&gt;Dal mio modestissimo punto di vista, le parole &quot;&lt;strong&gt;libertà&lt;/strong&gt;&quot; e &quot;&lt;strong&gt;democrazia&lt;/strong&gt;&quot; sono soltanto slogan, almeno fino a quando la gente continuerà ad annaspare quotidianamente per realizzare i propri fabbisogni di sussistenza più elementari. Libertà e democrazia sono facce di una stessa medaglia e laddove continua a sussistere la miseria materiale, non si realizza nessuna delle due predette istanze, né si potranno realizzare mai.
Einaudi nel 1948 scrisse: “&lt;em&gt;la libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica… Vi sono due estremi nei quali sembra difficile concepire l’esercizio effettivo, pratico, della libertà: all’un estremo tutta la ricchezza essendo posseduta da un solo colossale monopolista privato; ed all’altro estremo dalla collettività. I due estremi si chiamano comunemente monopolismo e collettivismo: ed ambedue sono fatali alla libertà&lt;/em&gt;”.
Bene, a me sembra che in Italia si sia riusciti a creare una terza via, ibrida tra i due estremi: quella del &lt;strong&gt;collettivismo partitico&lt;/strong&gt;. La necessità e la sussistenza materiale sono filtrate, mediate e gestite dai partiti (un tempo lo slogan era &quot;&lt;strong&gt;lottizzazione&lt;/strong&gt;&quot;). &lt;strong&gt;Tutto è controllato dai partiti e dalle loro spregiudicate appendici, siano essi di destra o di sinistra&lt;/strong&gt;. I partiti fanno sempre meno politica e sempre più assomigliano a fabbriche del consenso, costruito in modo rozzo, speculando sulla miseria e sulla rabbia della povertà presente e futura. Il &lt;strong&gt;cittadino&lt;/strong&gt; è solo un mezzo, &lt;strong&gt;l’utile idiota &lt;/strong&gt;per attuare l’unica vera finalità partitica: &lt;strong&gt;il potere e il suo controllo, per negare l’accesso a nuove idee e persone&lt;/strong&gt;. Se vuoi, in tutto questo processo la televisione può essere un catalizzatore importante, ma solo ulteriore e non sufficiente.

Il dramma è che di questa dipendenza il cittadino sembra essere consapevole e appare disposto a subire cinicamente i danni che, alla fine, esso stesso produce. Non mi spiegherei altrimenti la pratica del trasformismo e lo spostamento di masse di consenso, repentino e disinvolto, da una parte all’altra.

Se non spezziamo questo legame di dipendenza (da dx e da sx), non riscatteremo mai la nostra società. Se non facciamo in modo che la gente comune sia finalmente libera di decidere con la propria testa e non con la pancia, libertà e democrazia continueranno a sembrare parole vuote, almeno per noi che (fino ad ora) abbiamo avuto il privilegio (materiale) di capirne il senso.&lt;/blockquote&gt;

Da siciliano disilluso, che vive la commedia della politica sin dai tempi dell&#039;&lt;em&gt;&quot;Unità d&#039;Italia&quot;&lt;/em&gt;, concludo dicendo che non potranno mai esserci libertà, democrazia e legalità, senza prima lo sviluppo e la diffusione del benessere economico.

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Non sono politici e nemmeno mummie di politici. Sono sarcofagi delle mummie dei politici</p></blockquote>
<p>Carissima Edy (sono agiarri), sono soltanto &quot;Sacchi leggi&quot;. Mi sento onorato e ti ringrazio, perchè hai letto, ma anche apprezzato il mio post, del quale desidero riportare una parte:</p>
<blockquote><p>In tale contesto e a fronte di questa <strong>de-responsabilizzazione sociale</strong>, risoltasi in una sostanziale “<strong>cambiale in bianco</strong>” girata dai cittadini ai partiti, la politica ha finito col perdere di vista i propri contenuti e ha cominciato ad esaltare tutto ciò che è <em>contingente</em>, ovvero tutto quanto possa, cavalcando l’attualità e <em>l’emotività popolare</em>, catturare nel breve i maggiori consensi elettorali. Se il cittadino è portato a riflettere intorno a questa realtà, la risposta che ne deriva è quella di un “<em>qualunquismo di necessità</em>”, ovvero di una forma di vittimismo consapevole, che si giustifica, da un lato, con la prepotenza dei politici e, dall’altro, con la scarsa considerazione che si ha degli altri cittadini, i quali sono sempre mossi dall’esclusivo tornaconto personale. In tal modo, ciascuno finisce con il perseguire quello proprio, di tornaconto, e con il legittimare il politico più sfrontato, contribuendo, alla fine, all’involuzione sociale del sistema democratico e alla perdita di ogni identità e ragione per essere e sentirsi parte attiva di una collettività.<br />
Il <strong>cittadino comune </strong>è, quindi, il <strong>responsabile ultimo </strong>di ogni attuale fenomeno di degenerazione nel sistema della rappresentanza politica ed è, quindi, da lui che si deve ripartire per rifondare una società nuova, che sia davvero democratica.</p></blockquote>
<p>Come si fa a recuperare il cittadino? Riprendo anche, in questo caso, un altro post che sono andato a cercare (ci vorrebbe un motore di ricerca, perchè è veramente complicato):</p>
<blockquote><p>Dal mio modestissimo punto di vista, le parole &quot;<strong>libertà</strong>&quot; e &quot;<strong>democrazia</strong>&quot; sono soltanto slogan, almeno fino a quando la gente continuerà ad annaspare quotidianamente per realizzare i propri fabbisogni di sussistenza più elementari. Libertà e democrazia sono facce di una stessa medaglia e laddove continua a sussistere la miseria materiale, non si realizza nessuna delle due predette istanze, né si potranno realizzare mai.<br />
Einaudi nel 1948 scrisse: “<em>la libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica… Vi sono due estremi nei quali sembra difficile concepire l’esercizio effettivo, pratico, della libertà: all’un estremo tutta la ricchezza essendo posseduta da un solo colossale monopolista privato; ed all’altro estremo dalla collettività. I due estremi si chiamano comunemente monopolismo e collettivismo: ed ambedue sono fatali alla libertà</em>”.<br />
Bene, a me sembra che in Italia si sia riusciti a creare una terza via, ibrida tra i due estremi: quella del <strong>collettivismo partitico</strong>. La necessità e la sussistenza materiale sono filtrate, mediate e gestite dai partiti (un tempo lo slogan era &quot;<strong>lottizzazione</strong>&quot;). <strong>Tutto è controllato dai partiti e dalle loro spregiudicate appendici, siano essi di destra o di sinistra</strong>. I partiti fanno sempre meno politica e sempre più assomigliano a fabbriche del consenso, costruito in modo rozzo, speculando sulla miseria e sulla rabbia della povertà presente e futura. Il <strong>cittadino</strong> è solo un mezzo, <strong>l’utile idiota </strong>per attuare l’unica vera finalità partitica: <strong>il potere e il suo controllo, per negare l’accesso a nuove idee e persone</strong>. Se vuoi, in tutto questo processo la televisione può essere un catalizzatore importante, ma solo ulteriore e non sufficiente.</p>
<p>Il dramma è che di questa dipendenza il cittadino sembra essere consapevole e appare disposto a subire cinicamente i danni che, alla fine, esso stesso produce. Non mi spiegherei altrimenti la pratica del trasformismo e lo spostamento di masse di consenso, repentino e disinvolto, da una parte all’altra.</p>
<p>Se non spezziamo questo legame di dipendenza (da dx e da sx), non riscatteremo mai la nostra società. Se non facciamo in modo che la gente comune sia finalmente libera di decidere con la propria testa e non con la pancia, libertà e democrazia continueranno a sembrare parole vuote, almeno per noi che (fino ad ora) abbiamo avuto il privilegio (materiale) di capirne il senso.</p></blockquote>
<p>Da siciliano disilluso, che vive la commedia della politica sin dai tempi dell&#8217;<em>&quot;Unità d&#8217;Italia&quot;</em>, concludo dicendo che non potranno mai esserci libertà, democrazia e legalità, senza prima lo sviluppo e la diffusione del benessere economico.</p>
<p>Ciao</p>
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