Rifiutando di farci votare il 6-7 giugno prossimi, nell’ambito
dell’”election day” per le europee e le amministrative,
anche il referendum abrogativo della legge-porcata promosso da
Giovanni Guzzetta e Mario Segni, il governo si appresta a farci
spendere come minimo 400 milioni di euro in piu’. Lo ha calcolato
il sito www.lavoce.info ma e’ un calcolo al ribasso. Inserendovi
accanto ai costi strutturali anche le numerose spese indirette che una
competizione elettorale determina su tutto il territorio nazionale, la
somma cresce fino a eguagliare o superare quella stanziata nel
novembre scorso per i cittadini piu’ poveri. La cosiddetta
“social card”, infatti, ha usufruito di uno stanziamento di
460 milioni. Ora il governo ne buttera’ via altrettanti pur di
evitare che il referendum elettorale consegua il quorum del 50 per
cento. Perche’? Ma e’ semplice: perche’ la Lega Nord lo
vive come un de prufundis del proprio movimento, che sarebbe costretto
a presentarsi in una lista comune con il Pdl nel caso vincessero i
“Si’”.
Bella idea della democrazia e grande sensibilita’ alla fasce deboli
della popolazione, vero?
Lo scandaloso comportamento della casta politica che bara e sperpera
denaro pubblico pur di mantenere in vigore la legge Calderoli, merita
di essere denunciato. Mi auguro che Franceschini non esiti a far
propria, come Partito democratico, la richiesta che tale scippo ai
danni dei cittadini venga evitato.
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17 marzo, 2009 alle 5:17 am
Sanremo 17/03/009
Sono una pensionata di sessantotto anni,mi piace seguire i dibattiti di politica, ma alle volte mi sembra di non capire:ci troviamo in un momento di forte crisi e si discute,e si chiede al governo di accorpare con le votazioni EUROPEE.E REGIONALI.anche il REFERENDUM.trovo il nò del governo una cosa VERGOGNOSA.Buttare al vento tutti quei soldi qiando migliaia di lavoratori(non certo per causa loro ) rimangono senza posto di lavoro!!Mà è mai possibile che non si possa fare niente?
Rimaniamo tuti in silenzio davanti à questa arroganza? BISOGNA RICORDARE
HA QUESTA BELLA GENTE:CHE I LORO LAUTI STIPENDI SONO PAGATI DA NOI!!!
e grazie alla legge porcata fatta sempre da loro.NON SONO STATI ELETTI ( comeme loro sostengono )dal POPOLO SOVRANO: ma nominati dai partiti
quindi dovrebbero provare VERGOGNA!!!VERGOGNA IL VIVERE SULLE NOSTRE SPALLE.
3 marzo, 2009 alle 8:52 pm
misterX(EXTRACOMUNITARIO d.o.c.)20 anni fa e crollato il comunismo,20 anni dopo sta crollando il capitalismo.ci vuole un nuovo ordine mondiale dove il primo posto ci deve esere per l uomo e la natura,piu spazio per l arte e meno per il calcio,dobiamo svegliarci tutti dal letargo.LIBERTE-EGALITE-FRATERNITE p.s.(non sono comunista,sono EXTRAcomunitario)
3 marzo, 2009 alle 9:51 am
secondo dati elettorali e odierne rivelazioni indipendenti il governo .
3 marzo, 2009 alle 9:25 am
Elenco di ciò che non è gradito a questo governo.
-Presidenza della Repubblica
-Magistratura
-Parlamento
-Corte costituzionale
-Costituzione
-Qualsivoglia opposizione
-Forze dell’ordine
-Banca d’Italia
-Conduttori TV
-Media non appartenenti alla famiglia Berlusconi e links
-Precari
-Rcercatori
-Fiat (quante Audi e Mercedes attorno al Premier, unica eccezione nel panorama europeo)
-Imprese operanti nell’energia da fonte rinnovabile
-Piccole imprese
-Immigrati
- Neri, meticci.
-Certuni, i Leghisti, il Paese (un vero leghista è un pò secessionista, chi non salta con me italiano è)
-Certuni, i leghisti, i meridionali
TANTI NEMICI TANTO ONORE!
L’unico dubbio è che la forte crisi suggerisce agli altri governi di far convergere sinergicamente tutte le forze sane del Paese e di combattere vieppiù i nemici: evasori, crminali, nazi, ecc.
Chi ha ragione?
1 marzo, 2009 alle 4:59 pm
Ma bravo Claudiano, ma bravo!
1 marzo, 2009 alle 3:30 pm
531 Mission ecco sulla cogestione fondi pensione hai detto bene, altra caramella allungata per far star buoni (comprare) i sindacati.
Da allora per me sono pari al caporalato=venduti. Da una che paga pure la tessera è tutto da ridere
1 marzo, 2009 alle 3:28 pm
Caro Mission 528 personalmente non abbocco e non ho mai abboccato a provocazioni miranti guerre tra poveri, sono straconvinta da oltre 30 anni che miriadi di contratti dividano da sempre i lavoratori tutti, Pa e privato, che i sindacati per loro interesse hanno solo continuato dividere, quando a mio modesto parere in tutta una nazione, e oggi direi europa, un impiegato, un operaio, un infermiere o medico o dirigente dovrebbe avere stessi introiti a parità di responsabilità.
Caro Mission solo così una volta d’accordo sul cosa fare e cosa acettare si ha potere contrattuale, ma quelli che dividono non sono i lavoratori che come me da mezzo secolo si chiedono cosa servono milioni di contratti e milioni di categorie, solo a dividere e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Per me unificare gli standard produttivi e remunerativi andrebbe solo a vantaggio dei lavoratori, magari anche della burocrazia, certo verrebbero eliminati una miriade di sindacati e sindacaletti, sempre solo tutte poltrone in più da mantenere e tolte alla produzione.
Saranno utopie, ma da che sono passata per 3 volte dal commercio ai metalmecc. mi chiedo questo, un saluto
1 marzo, 2009 alle 3:25 pm
Obama fà il tassa e spendi , Churcill altra coisa altra situazione (guerra )altro popolo altra epoca , paragone improprio .
non ci sono soldi punto , il miracolo è che non siamo in preda al dissesto e che i nostri titoli di Stao non sono in default , qualsiasi annunciuo di spesa non coiperta o in defivcit all’Obama porta rischi di povertà e crollo del sistema .
Diversamente abbiamo banche più solide ed ilnostro PIUl cala del 2 contro il 6 di latri importanti paesi .
Sangue freddo , aiuti di cassa straordijnaria ( 8 milardi di fondoi europei per regioni dirottati a casa sraordinaria anche per atipici )
e bond alle banche per PMI , poi tenersi cartucce pronte per altri disastri .
E’ una politica seria ( Eluana giustizia intercettazioni non vedo cosa centrino se non in strumentalizzazioni reciproche )
1 marzo, 2009 alle 2:12 pm
venerdì, 13 febbraio 2009
LA CRISI DEVE ANCORA ARRIVARE di Giellegi
??A poche ore dal summit finanziario del G7 che lo vede protagonista a Roma, il direttore generale dell’Fmi, Dominique Strauss-Kahn, lancia uno sguardo poco rassicurante sul futuro: gli effetti della crisi sull’economia reale, dice, “per lo più devono ancora arrivare”. Per DSK “il 2009 sarà certamente un anno piuttosto cattivo per la crescita, e non solo per le economie avanzate, ma anche per quelle emergenti”.?? (da Rainews 24).
Senza avere a disposizione Istituti vari ed équipes di specialisti ed “esperti”, mi sembra di aver rilevato molte volte negli ultimi mesi che ancora non conosciamo la reale portata della crisi che avanza; ancora l’altro ieri scrivevo, per inciso, in Una squallida manovra: “in una situazione di crisi sempre più grave (non ci siamo ancora dentro in modo del tutto drammatico, ma l’ora si avvicina!)”. Per molto tempo si è fatto finta di niente, poi si è scatenato da almeno un anno ormai il putiferio sui prestiti subprime e i derivati vari. Si continua ancora adesso a blaterare sulla questione, senza giungere a conclusioni ben definite su come “sterilizzare” i cosiddetti asset tossici nelle varie banche, magari con creazione di bad banche che li assorbano sotto controllo pubblico, ma con modalità che non sembrano affatto al momento ben definite; ed inoltre, sappiamo chi alla fine dovrebbe pagare se la crisi dura o comunque se quei titoli, com’è del tutto probabile, continueranno a rimanere carta straccia mai più rivalutabile.
La vera crisi sarà però quella dell’economia detta reale, riguardante cioè la produzione di beni e servizi. Quando questa sarà in pieno svolgimento, si riverbererà a sua volta, nuovamente e più catastroficamente, sulle attività finanziarie, sui “conti dello Stato”, ecc. Nel mio ultimo scritto teorico sul carattere di feticcio della merce (che dovrebbe essere messo a breve nel sito), ho rilevato come le ideologie dominanti, fatte passate per scienza, rendano talmente opaca la realtà – pur di impedire la comprensione dell’origine del profitto nel pluslavoro/plusvalore (della forza-lavoro) – da confondere le idee anche ai gruppi sociali (economici e politici) che credono di prendere le più sagge e lungimiranti decisioni. Leggo con piacere sul Sole24ore le dichiarazioni del nostro premier, che finalmente dismette il suo ottimismo e il suo continuo invito alla “gente” a non abbandonare le sue abitudini di consumo (e con quali mezzi, di grazia?), dichiarando che è molto preoccupato perché “la crisi non è ancora ben definita” (meglio tardi che mai!).
La crisi non sarà mai ben definita in un sistema (non solo economico ma soprattutto socio-politico) come quello che funziona oggi e che, per la verità, nessuno è ancora riuscito a sostituire (il massimo tentativo fatto nel ‘900 è finito in modo inverecondo, come dovrebbe essere ben noto a tutti). Ho dovuto ancora oggi leggere, in una intervista a Urso su Liberomercato, l’enorme sciocchezza secondo cui ciò che ci sta rovinando è l’ormai sempre più evidente protezionismo (a partire dagli Usa di “San Obama”). Non si è imparato niente dalla crisi del 1929, tuona Urso. In effetti, quelli come lui non hanno imparato nulla dal fatto che la stagnazione, seguita a quella crisi, è stata superata solo con la seconda guerra mondiale (e, in alcuni paesi come Italia e Germania, anche prima, ma grazie a metodi che nessuno mi sembra rimpianga).
Il capitalismo funziona a mezzo di periodiche crisi fin dai suoi inizi. Solo la teoria neoclassica, fino a Keynes, non le ha viste; i marxisti e alcune correnti eterodosse le avevano già messe in conto come consustanziali a tale tipo di società ed economia. Quest’ultima ne ha passate alcune decine (e alcune assai grosse, come nel 1907 e 1929, e perfino lunghissime come quella del 1873-96); eppure, guarda un po’, nessuna ha insegnato ai gruppi dominanti di cooperare tutti insieme, di evitare protezionismi, di rendere sempre più “libero” il mercato. Cari Urso, Liberomercato & C., la vostra “mano invisibile” è relativamente (molto relativamente) “virtuosa” quando esiste nel sistema (socio-politico-economico) un centro che ha la potenza necessaria ad assolvere la funzione di – lo ripeto: del tutto relativo – regolatore dell’economia mondiale (a parte la particolarità, assai poco studiata seriamente, del bipolarismo tra il 1945 e il 1989).
Oggi siamo in fase di netto s-centramento, di multipolarismo (e solo come fase di transizione al policentrismo). Occorre che ognuno – ogni formazione particolare, che è tutto sommato, ancor oggi, coincidente o quasi con un paese, una “nazione” – si batta come un leone per uscire dalla crisi, almeno dalla sua congiuntura più acuta (nessuno sa se poi ci saranno strascichi di stagnazione come a fine secolo XIX o negli anni trenta del XX), in condizioni meno peggiori degli altri. Certamente, si possono trovare misure comuni per singole decisioni, per alcuni particolari settori d’intervento e in contingenze assai specifiche e del tutto transitorie; ma, nel complesso, è bene che ci si attrezzi a non subire passivamente la “mano invisibile”, e tanto meno la sedicente cooperazione generale, che nella fase storica attuale non hanno proprio più nulla di “virtuoso”, dato che tale virtù, come appena ricordato, è solo la supremazia centrale di una data formazione particolare.
Inutile ogni ulteriore stupido servilismo verso gli Usa, perseguito perché spaventati dalla crisi che attraversa il mondo nel momento di declino del loro disegno imperiale. Se qualche cretino o vile tenta di ritornare alla situazione “precedente”, assolverà solo la funzione di stuoino su cui si puliranno i piedi sia gli Stati Uniti sia le nuove potenze in crescita; che, anch’esse, passeranno una crisi, e non “divertente”, ma ne usciranno infine – o almeno questo accadrà alle più energiche fra loro – in situazione di deciso spostamento dei rapporti di forza sul piano mondiale. In Italia siamo messi terribilmente male. I “fessi” – che passano per economisti ed “esperti” finanziari – dilagano da tutte le parti. La sinistra, al completo, è un unico bubbone del tipo messo da me in rilievo nell’ultimo intervento. La destra si sta spappolando: non ha idee, esprime solo preoccupazione, disorientamento, stallo completo e devianti idee alla…..Urso.
Bossi e Fini stanno accerchiando Berlusconi per miserabili fini “piccoli piccoli” delle loro miopi forze politiche. Berlusconi è patetico nella sua indecisione che passa per mediazione; e si prende pure del “fascista”, il che mi sembra veramente il massimo del comico. Siamo ben oltre Il teatro dell’assurdo; e saremo ben presto in ginocchio, nel cuore della crisi (non ancora realmente arrivata come certifica perfino il FMI; eppure leggiamo ogni giorno dati assai pesanti). Assolutamente necessario sarebbe un “cambio di marcia”; ma con un’altra “autovettura”. Sinistra e destra fuori da questo teatro; e un duro, durissimo, gruppo decisionista in sella, e anche “protezionista”; almeno quel tanto che è necessario per non essere totalmente sommersi dall’onda.
Ormai, così non può durare a lungo; è un’anarchia completa, uno sfascio totale, si rischia il naufragio. “O capitano! Mio capitano! Il nostro viaggio tremendo è finito,/ La nave ha superato ogni tempesta, l’ambito premio è vinto,/ Il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante….” scriveva il grande Whitman. Allora però “il capitano” c’era, o c’era stato (visto che lo avevano appena “abbattuto”). Qui siamo, almeno così sembra, agli antipodi; non c’è nemmeno “un sottotenente”. Allora, come il povero Sciesa, diciamo: "tiremm innanz".
1 marzo, 2009 alle 2:09 pm
http://ripensaremarx.splinder.com/post/19842945/LA+CRISI+DEVE+ANCORA+ARRIVARE
1 marzo, 2009 alle 1:36 pm
Marco 537
Lasciamo stare i numeri, discussione inutile. Li’ a sfilare c’erano i dipendenti della Indesit, D’ Agostini , indotto Fiat, mettici poi Pomigliano e , il bianco di Fabriano, il tessile – avrai visto l’appello dei "20.000 bestie da tiro" del biellese sul Corriere, giorni fa – la moda …Se non si vende, le scorte aumentano e si chiudono gli impianti. Se la perdita di speranza dall’ economia passa al sociale, in una situazione in cui in Parlamento la sinistra non ha voce, rivedremo gli eskimo …
Vorrei avere come capo oggi un Churchill che parli apertamente di lacrime e sangue , ma dia una spinta alla nazione unita per affrontare la tempesta. Obama lo sta facendo.
Il tuo capo non si muove certo in quella direzione (eluana, giustizia, intercettazioni pro domo sua, etc.) . E Tremonti -piu’ serio – dice che non puo’ far nulla , ma non e’ che tira fuori qualche coniglio dal ciindro. Io chiamerei parti sociali e Confindustria per incoraggiarle a evitare qualunque licenziamento e a suddividere quel poco di lavoro che c’e fra tutti, aiutando un po’ – x quel che si puo’ -fiscalmente la decisione. Brrrr
1 marzo, 2009 alle 1:07 pm
#536 Ne so quanto te e, forse, meno di te e per questo provo anche io a porre delle domande. Io credo che la pretesa di un comportamento derivi dal fatto che lo Stato si impegna comunque a sottoscrivere titoli di debito che, in normali condizioni di mercato, varrebbero meno di nulla.
Su Basilea 2 ho anche io sentito dire che l’accordo verrà cambiato e/o sospeso. Penso, in ogni caso, che sia un peccato ed una perdita per il sistema del credito e per quello imprenditoriale.
Finalmente, con questo sistema si era introdotto un principio meritocratico nei processi di concessione del credito e nell’applicazione dei tassi. Un criterio soprattutto oggettivo, svincolato dagli umori della banca (e dei suoi direttori di filiale), non più rivolto a valutare esclusivamente il passato di un’azienda, ma anche la sua prospettiva futura. Come sai, infatti, l’accordo prevede che il merito creditizio debba essere valutato in base agli ultimi bilanci, ma anche rispetto ad una ipotesi di piano industriale, all’interno del quale sono oggetto di valutazione la "qualità" del management e la fattibilità dei piani di investimento. Insomma ti do i soldi se dimostri di avere i numeri "a posto" e le idee chiare su cosa ne intendi fare. Un principio a mio avviso sano. Speriamo che non lo stravolgano.
Ciao
1 marzo, 2009 alle 12:21 pm
NOn ti sfuggirà che da notizie non smentite Bush jha impedito l’attacco israeliano all?iran . Vedremo , speriamo .
Per quanto riguarda 70.000 è il dato dell’organizzazione , nello standard italiano (dsetra e sinistra ) ottimista di 4 volte ( il calcolo è tre persone per metro quado e la superfice piazza ( non a caso piazza Castello fra le più piccole che stipata fà a mala pena 20.000 e atipata non lo era benchè i manifestanti provenissero anche da altreregioni . (Torino ha un milione di abitanti )
1 marzo, 2009 alle 12:13 pm
#535 Oh, io l’ho capita così.
E d’altra parte, se i bond non entrassero a far parte (diciamo provvisoriamente) del capitale di rischio, che diritto avrebbe il governo di pretendere in cambio un comportamento?
Poi magari c’è qualcuno più competente che può commentare.
Per quanto riguarda il Basilea2 quello che dici è vero, ma non per nulla si sta rimettendo in discussione.
1 marzo, 2009 alle 12:06 pm
Onyric, se si chiamano obbligazioni sono titoli di debito. Non dovrebbero, secondo me, andare a finanziare il capitale proprio.
Quanto al problema della remunerazione di questo debito, questo entra per intero tra le voci di costo del conto economico della banca e, quindi, deve trovare esauriente remunerazione (insieme gli altri costi operativi), nella capienza dei proventi (tassi alla clientela, commissioni, ecc.).
Sul fatto del moltiplicatore virtuoso, derivante dai limiti del patrimonio di vigilanza stabiliti dall’accordo di Basilea 2 (che tu correttamente segnali), c’è anche da considerare che l’entità precisa di questo patrimonio è legato alla ponderazione del rischio delle singole aziende affidate. Ovvero tanto più basso è il giudizio di rating per merito creditizio attribuito ad un’azienda dalla banca, tanto maggiore dovrà essere la quota di patrimonio indisponibile che la banca dovrà mantenere, e questo in base ai principi di vigilanza prudenziale.
Ora, con i "chiari di luna" del momento e lo stato di crisi strutturale di moltissime aziende (i giudizi di rating sono in caduta libera), ho la sensazione che il capitale disponibile per il prestito sarà alquanto limitato, con la conseguenza che il costo del denaro concesso dallo stato si ribalterà per intero sulla clientela.
E’ solo una sensazione, che meriterebbe, secondo me di essere verificata attentamente.
1 marzo, 2009 alle 11:57 am
533
Grazie della spiegazione, inoltre il tasso è stabilito dall’Europa in quanto tasso di mercato , diversamente sarebbe aiuto di Stato .
Alle prefetture il controllo che i bond vengano devoluti a PMi e famiglie , le prefetture possono ricevere segnalazioni da imprese e parti sociali che vedono cpomportamenti non consoni delle banche .
Lo stato oltre tutto ci guadagna , se funziona non dovrebbe essere male
1 marzo, 2009 alle 11:53 am
#530
Per quello che ne capisco: una banca opera raccogliendo denaro (depositi, obbligazioni etc.), che remunera (il meno possibile) e utilizzando il denaro raccolto per investimenti che tradizionalmente sono prestiti di vario genere (allo stato, alle aziende, ai privati, anche nella forma di mutui) ma possono anche essere operazioni finanziarie più sofisticate.
Nell’utilizzo del denaro deve trovare un ottimo tra redditività e rischio che permetta di remunerare la raccolta, pagare i costi operativi (sportelli etc) e fare utile.
Per operare con sicurezza la banca deve avere un capitale proprio, sufficente ad avere liquidità e coprire i rischi. Il capitale proprio potrà essere, ad esempio, un 10% del totale dei prestiti in corso (è già adeguato).
I Tremonti-Bond permettono di aumentare il capitale proprio, che a norma va richiesto agli azionisti, e quindi generano una possibilità di prestare che può essere qualcosa come dieci volte i bond sottoscritti; l’impatto sull’interesse verso chi prende in prestito dovrebbe quindi essere attorno allo 0,7%.
1 marzo, 2009 alle 11:52 am
Caro odyoso, io ragiono e per questo discuto. Nel tuo post dici di tutto e il contrario di tutto. Da un lato dici che è giusto dare i soldi alle banche, in quanto loro sanno valutare il valore ed il merito creditizio di un’impresa. Dall’altro ti rendi conto che le banche, essendo in difficoltà e muovendosi al buio, molto probabilmente non cacceranno fuori un euro. Se questo non è "muoversi alla giornata" dimmi tu! E’ vero che tutti i governi del mondo sono in enormi difficoltà a ritrovare il bandolo della matassa, ma qualcuno sta tentando di indirizzare l’economia verso qualcosa di strutturale e di innovativo (l’innovazione tecnologica in chiave ambientale è un indirizzo produttivo, non soltanto uno slogan).
Qui non si tratta di investire cento milioni in un settore, ma di approfittare della crisi per ridare un’identità e un’anima industriale a questo nostro paese. Quindi, tappiamo senz’altro i buchi, ma dal lato della domanda e dei consumi, che nel mercato, molto meglio di una qualunque banca, sanno fare selezione tra ciò che vale e ciò che non merita alcun credito. Ma dall’altro lato, investiamo strategicamente i soldi che abbiamo ed in modo oculato, evitando di sostenere chi per troppo tempo ha fatto finanza alla carlona o chi è ormai industrialmente decotto ed anacronistico. Tanto la crisi spazzerà via e comunque questo finto sistema economico, già da troppo tempo drogato da inutili sovvenzioni pubbliche.
1 marzo, 2009 alle 11:49 am
@530 E’ un codice etico – semplici raccomandazioni non vincolanti – oppure ci sono paletti normativi? A me sembra vera la prima opzione, mi sbaglio? ….
@529 I sindacati forse dovrebbero stare anche fuori dalla co-gestione dei fondi pensione assieme alle imprese…
1 marzo, 2009 alle 11:38 am
In base a ciò che ho capito, vorrei conferma, la logica dei cosiddetti tremonti bond dovrebbe essere quella di immettere liquidità nelle banche, a fronte della emissione di obbligazioni, che sono sottoscritte dallo Stato e remunerate dalle stesse banche (in qualità di emittenti) ad un tasso compreso tra il 7,5 e l’8,5 per cento. I vincoli ulteriori sono, sempre per le banche: un codice etico che tenga sotto controllo le retribuzioni dei manager, impegno a mantenere immutato il livello dei prestiti alle imprese, sostegno alle Pmi e la sospensione della rata del mutuo per un anno per chi e’ in cassa integrazione o riceve il sussidio di disoccupazione.
Quello che cerco di capire è come le banche faranno a finanziare questo tasso così elevato. Nel sistema di vincoli, infatti, si parla soltanto di impegno a mantenere il livello dei prestiti alle imprese, ma nulla si dice circa la remunerazione dei suddetti prestiti. Immagino che le banche si rivarranno sulla clientela (in modo da "armonizzare" la forbice tra ciò che pagheranno, per la liquidità ricevuta dallo Stato, ed ciò che in termini di tasso chiederanno ai clienti, per la medesima liquidità).
Non vorrei, quindi, che la finalità ultima del provvedimento sia quello di una stretta creditizia alle imprese, che interviene, scoraggiandola pesantemente, sulla domanda di liquidità, ma che permette alle banche di riprendersi dallo shock e dall’emergenza che esse stesse hanno provocato.
1 marzo, 2009 alle 11:34 am
#524-526.bis E ribadisco:
.
Il sindacato deve fare il sindacato, non gestire l’azienda.
L’esempio Alitalia, che tira fuori sempre serenella, dimostra i danni che causa un sindacato chiamato a gestire.
1 marzo, 2009 alle 11:32 am
Bravi abboccate alle provocazioni di chi cerca di scatenare la guerra tra poveri, il conflitto orizzontale nella classe media e soprattutto nel popolone, meglio se tirando dentro gli immigrati.
1 marzo, 2009 alle 11:32 am
#524-526
Nemmeno mi sogno di infilarmi in una difesa della PA, ma i motivi del malfunzionamento sono molto più impegnativi del ‘fannulloni’ che, comodamente, ha tirato fuori brunetta.
Far funzionare un’azienda privata richiede impegno da parte di chi la dirige, regole, verifiche, valutazioni, formazione, riorganizzazione, etc…
La mia impressione è che si sia voluto evitare il problema, principale, della mancata capacità di dirigere e organizzare addossando le colpe ai dipendenti.
Io non ho mai visto una impresa privata in cui i dipendenti, se lasciati a sè stessi senza controlli e senza stimoli, si mettono a lavorare come matti.
1 marzo, 2009 alle 11:25 am
Oniryc,
una domanda del ciula, banale, i 70 euro sono andati a dei lavoratori che hanno clienti il 100% degli Italiani. Quindi, visto che, sono nostri dipendenti, a chi devono rendere conto? METTIAMO CHE UNO CON PALLE QUADRE SI ALZA UNA MATTINA E CAMBIA LA BUFALA CHE I DIRITTI ACQUISITI NON SI TOCCANO, CHE FA QUEL 3% STIPENDIATO?
1 marzo, 2009 alle 11:25 am
#517. Io non sostengo affatto l finanza. Ostellino ha fatto un editoriale provocatorio ed estremo nella ratio dicendo: niente soldi di stato alle aziende, tantomeno a quelle che hanno un managment finanziario e che di impresa e produzione non capiscono un ca…zzzo. Quindi ostellino diceva: torniamo a premiare l’economia reale e premiamo chi produce beni, chi sta sul mercato, chi invste i propri soldi non in titoli ma in ricerca ed innnoovazione. Questo era il suo discorso che io condivido. Dopodichè il governo ha dato soldi alle imprese attraverso il canale bancario: e chi, se non una banca, può correttamente verificare come un’azienda si muove sul mercato? Se è passibile di fiducia oppure no? E se quindi ha diritto, in base ai piani industriali, ad avere quei soldi oppure no? Dopodichè è chiaro che le banche sono chiamate a fare il loro lavoro, anche se non è semplice in questo momento. Infatti si dice da parte delle imprese: non riceviamo i soldi per finanziarci, quegli stessi soldi che ono stati immessi in circolo nei mesi scorsi. Ma è altrettanto vero che le banche hanno le loro plausibili difficoltà in tale frangente a stimare le aziende che possono dare garanzie in una crisi dove tutti i protagonisti si muovono al buio, nella nebbia e non sanno cosa li attende domani, visto che la fine non pare essere giunta. Che gli interventi attuali siano all atappa buchi, è vero. Ma in una situazione ancora estremamente liquida, malleabile, in cui il mercato mondiale è ancora terribilmente incerto e non ci sono assetti precisi, non si può che procedere alla giornata. I governi non hanno liquidità e quella che hanno l adevono impegnare a secondo di ciò che si registra giorno dopo giorno che non è noto a nessuno: non solo al governo italiano, ma a tutti i governi del mondo. Tanto è vero che malgrado le misure e gli interventi dei mesi scorsi (banche centrali, provvdimenti governativi di usa, francia, germania), non si è migliorato nulla. Quindi prima di arrivare a qualcosa di strutturale è necessario che anche la situazione si stabilizzi. Cosa vuoi che un governo dica: invsto 100 milioni di euro nel settore delle turbine (ne dico una) e poi il giorno dopo tuttte le aziende falliscono? E’ una buon anotizia per lo stato e pr i cittadini? E non è meglio piuttosto mantenre qualche riserva di liquidità per intervenire piuttosto a sostegno di famiglie e disoccupati qualora dovessero aumentare? Oppure il governo deve investire adesso in situazioni rischiose e trovarsi magari un domani senza soldi laddove sono necessari? Ragionate qualche volta, ragionate.
1 marzo, 2009 alle 11:24 am
Ony 523 spero siano modifiche atte far funzionare/lavorare la PA come nel privato.
Ony chi ha voglia di lavorare nel privato plaude a 70 euri offerti in cambio di lavoro sicuro anche solo per 12 mesi (caso specifio di un giovane mio collega) a quale vessazioni verranno sottoposti questi poveri dipendenti della PA che non siano già la regola fissa da sempre per altre categorie?
Ricordiamoci che la Pa la paghiamo noi contribuenti onesti, e come tali dovremmo pretendere un buon funzionamento e non di fare l’elemosina.
1 marzo, 2009 alle 11:19 am
#518 serenella
Assieme a quei settanta euri ci sono pesanti modifiche del rapporto di lavoro.
I sindacati che le hanno accettate dovranno, vedrai, risponderne ai lavoratori.
E’ tempo che il sindacato torni a fare il sindacato e basta; dell’interesse nazionale si devono occupare i partiti.
1 marzo, 2009 alle 11:16 am
#516 Appunto.
I miliardi (ho scritto 70.000, ma mi sembra una cifra assurda, quanti siano) che lo stato ha di debito verso i fornitori sono già iscritti nel debito pubblico; se si emettessero dei certificati ad interesse zero che l’impresa può scontare in banca (senza dover con questo essere affidata, perchè il debitore è lo stato), ad un interesse ragionevole (diciamo 3%) per lo stato non ci sarebbe nessun costo nè aggravio di debito pubblico, ma si darebbe la possibilità a molte imprese di avere denaro fresco.
1 marzo, 2009 alle 11:13 am
Credo che gli interventi sulle banche, se le banche hanno il potere di indirizzare la politica, debolissima o inesistente in Italia (il Governo si identifica praticamente con i confini del potere economico-finanziario berlusconiano), sia perfettamente comprensibile.
Secondo me costoro al momento stanno lavorando per mettere in sicurezza le loro posizioni e i loro interessi.
Dell’economia reale si parlerà se e quando dovesse eplodere il conflitto sociale. Per ora lo sedano mandando la polizia, come fatto a pomigliano e a fiumicino. Poi si vedrà.
1 marzo, 2009 alle 11:12 am
In linea di massima sono piuttosto apocalittico su questa crisi nel senso che ritengo che essa non ammetta soluzioni. Una ripresa vi sarà solo dopo che essa avrà raggiunto il suo punto più alto e dispiegato in pieno le sue conseguenze.
1 marzo, 2009 alle 11:09 am
Tremonti non ne è ha mai azzeccata una, in realtà di economia ne capisce molto poco, dovrebbe tornare ad occuparsi di diritto tributario. E’ evidente che se il tesoro vuole guadagnare con gli spread dei tassi d’interesse, le banche saranno costrette ad impore un tasso maggiore alle PMI che chiedono prestiti. I Tremonti bond non avranno alcun effetto espansivo.
1 marzo, 2009 alle 11:09 am
Catone 507 hai non ragione ma straragione, quei 70 euri rifiutati sono alla pari della figura meschina a difesa alitaglia (non precari ovviamente).
1 marzo, 2009 alle 11:06 am
Odyoso. Oggi sono tutti con il dito puntato contro la finanza aziendale. Finalmente, si ricomincia a parlare di economia reale e, quindi, di produzione di beni e servizi. Sono d’accordo con te, però credo che l’approccio sia sbagliato.
Se vuoi far ripartire l’economia reale, devi sostenere la domanda ed i consumi ed agire, contestualmente, sui processi di ricerca e di innovazione. Intervenire nuovamente sul fronte della leva finanziaria, per giunta per il tramite delle banche (secondo me, causa principale di questo sfacelo), mi sembra piuttosto perverso.
L’economia reale, a medio lungo termine, si auto-finanzia per i flussi di valore che è in grado di intercettare e di conseguire, grazie al consenso della domanda sulla propria offerta. Se si vuole intervenire su questa capacità fondamentale (generare e attirare valore), devi investire in ricerca ed innovazione: selezionando i settori, i beni/servizi e i fattori di competizione che più meritano in prospettiva.
L’intervento attuale mi sembra, piuttosto, ispirato alla logica del "tappa buchi" indiscrimanto, privo di ogni valutazione strategica. Può servire soltanto a gestire l’emergenza di breve periodo (per quanto diffido dalle banche) e a lasciare inalterati i gravi ritardi strutturali della nostra economia reale, sempre meno innovativa e, quindi, sempre meno competitiva.
1 marzo, 2009 alle 11:06 am
@514 Lo Stato purtroppo ha già le casse vuote, non credo che riuscirà a pagare i fornitori in questo frangente. Questo non ce lo dicono in TV per non far scoppiare il panico, ma è così. L’ha dichiarato Sacconi poche settimane fa in Provincia di Ancona, la notizia è stata ripresa da un giornale che si chiama il gazzettino, credo sia veneto. I Comuni sono stati vincolati a non spendere i soldi che hanno in bilancio, perché i loro bilanci tengono in piedi quello dello Stato, che è in rosso.
1 marzo, 2009 alle 11:05 am
Ody 501 dalla mia piccola postazione e per quel che riguarda la metallurgia direi che la crisi/guerra che stiamo vivendo l’ha volente o nolente scatenata la cina, come paese più grosso emergente.
In siderurgia si sono beccati loro due anni fa metà scorte del pianeta facendo alzare le quotazioni causa mancanza di m.p. disponibile.
La catinella del pianeta era già all’orlo come acqua, i consumi non possono crescere all’infinito, loro aggiungendo acqua con un secchio chiamato cina hanno fatto tracimare di brutto la catinella mondo.
Uno sbilanciamento del genere era prevedibile in una società che fino a ieri poteva benissimo ignorare l’industria cinese e chi la fa funzionare.
I cinesi hanno sempre pensato a produrre ed esportare , saranno 15 anni che le nostre biciclette si fanno là e ce le compriamo noi, ora se le vogliono ancora produrre dovranno mangiarsele e così tutto il resto.
La loro politica protezionistica è nata superata perchè il resto del mondo non ha più i soldi per acquistare i loro prodotti anche scadenti.
1 marzo, 2009 alle 11:01 am
#512
La logica del provvedimento è quella, quindi eviterei un argomento polemico che non sta in piedi.
Se poi si passa a valutare l’adeguatezza, io avrei preferito provvedimenti diretti:
1) debito iva all’incasso
2) pagamento dei 70.000 miliardi che lo stato deve alle imprese per forniture almeno sotto forma di certificati a lungo termine scontabili presso la banca a tasso di interesse agevolato
3) ente di garanzia (ma qui la vedo complicata perchè l’ente dovrebbe, prima di concedere le garanzie, verificare l’affidabilità), almeno per poter scontare le fatture emesse.
1 marzo, 2009 alle 10:57 am
#511. Suvvia….un pò di tenerezza. Guarda che i programmi della dfilippi non aggravano le malattie, guarda che il grande fratello non aggrava il disavanzo pubblico, nè incide sugli indici di borsa nè sull disoccupazione. Poi ciascuno è libero di fare quello che crede. Magari uno vede il grande fratello o un asfilata mentre gad lerner va nell proprie vigne in toscana o s idiverte con i suoi meticci! Ed allora? Condanniamo Lerner perchè coltiva la passione del vino ch in tempi di crisi come questi è un plusvalore morale che non ci si può concedere? Forse che condanniamo lerner perchè sul blog si intrattiene con noi per dirci come vanno le pantofoline? Forse che io oggi mi andrò a vedere la partita di pallone o andrò al cinema sono condannabile perchè in tempi di crisi come questi dovrei destinare quei 50 euro a qualche causa benefica a favore del prossimo? Se tu vuoi rendere la tua vita uno stato vegetativo permanente togliendoti pure l aposibilità di vivere le cose belle della vita pur nelle difficoltà, libera di farlo: ma per favore! Non venirci pure a dire che quello è il comportamento morale consono al momento! Le persone negative avranno sempre meno posibilità delle persone positive: tanto le difficoltà guarda che ci sono per tutti e di certo avere certi comportamenti accellerano il percorso di morte.
1 marzo, 2009 alle 10:52 am
@508 A naso, leggendo un po’ in giro, di fiducia verso l’operazione tremonti bond non se ne percepisce, anzi qualche commentatore parla proprio del rischio di finanziamento per le imprese a tassi molti alti. Spero che si sbaglino tutti, sarei contento se Tremonti ne azzeccasse una dopo 15 anni.
1 marzo, 2009 alle 10:49 am
Catone 494 non ho nemmeno bisogno delle manifestazioni per sapere come è messo l’indotto Fiat, ma capirai che con servizi su GF,su mariadefilippi, sui cagnolini abbandonati alla fede, sulle sfilate (che sono anche lavoro per carità e a me la mpda piace) sui violentati e morti ammazzati o sui processi eterni all’italiana, ci starebbero pure le tre manifastazioni, oppure solo la più importante di Torino , se non sei d’accordo ti invidio non hai mai visto la tv spazzatura e pensi a notiziari tipo premi nobel ricerca scientifica, ultime frontiere della medicina stravolte ecc.ecc.
1 marzo, 2009 alle 10:46 am
@508 Spero che tu abbia ragione.
1 marzo, 2009 alle 10:46 am
501
Odyoso il tuo e’ un gran bell’ intervento. Elimina la parte iniziale. Tremonti o Prodi fa lo stesso. Forse una pressione bi partisan dal parlamento europeo aiuterebbe, non ci si deve dividere su questi temi.
Tutto il tuo post e’ molto bello, stavo x andare via e rimango due minuti ancora. Temo che questa guerra non l’ abbia scatenata nessuno, ma molto squali faranno grandi mangiate, come avvenne nella grande crisi delle borse asiatiche del Luglio 1997 con il crollo del Baht Thialandese .
La grande abbuffata di borsa durata dieci anni e’ stata comm stampare moneta senza che nessun potere centrale potesse far nulla, altro che M1 o M3. E di tutta quella falsa ricchezza prodotta a mani piene per pochi, hanno alla fine beneficiatto tutti . Quando il sistema e’ scoppiato, il suffle’ e’ andato a zero, Toccherebbe stampare moneta , ma le Banche centrali non possono ..Ci metteremo annia risalire
Non vi annoio oltre . Oggi chi ha i soldi si mangera’ il mondo. Sono la mafia ed i Paesi arabi produttori di gas/petrolio con bassa spesa interna ,ovvero i paesi del Golfo.
1 marzo, 2009 alle 10:45 am
#504 Ti devo contestare. I tremonti-bond, al 7/8 percento, servono a rafforzare il capitale operativo della banca.
Ma la banca presta i soldi della raccolta; il capitale operativo serve da garanzia contro i rischi.
Ogni milione di euro dovrebbe permettere prestiti per una decina di milioni, il che spiega come mai un interesse elevato sul capitale di rischio è comunque sostenibile.
1 marzo, 2009 alle 10:45 am
Antinori,
io non credo che l’attuale governo voglia chiudere gli occhi. Ma cercare, dico cercare, di trovare soluzioni! E il maggior sindacato italiano che fa? No, No, No, No, No.. ma una proposta? Fijoli…. hanno dato 70 euro di aumento al PI, senza alzare baffo. ma questi hanno detto NO….Cacchio ma quanti, in Italia hanno un posto sicuro, come quelli della PI?
1 marzo, 2009 alle 10:44 am
#500 Giancarlo, le manifestazioni di cui parli chiariscono l’intento dell’azionista di fronte all’invito del governo a rimettere mani al portafoglio e a ricapitalizzare le aziende. A pagare questa crisi saranno soltanto i lavoratori ed i piccoli imprenditori (con i loro lavoratori) delle grandi aziende. Queste sono state svuotate in modo sistematico su indicazione consapevole della proprietà, con l’azione scientifica del management e con l’avallo connivente del governo (ogni governo). Adesso che c’è la crisi, il "libera tutti" mi sembra chiaro che stia riguardare soltanto il mondo degli ultimi (lavoratori, PMI e artigiani), tanto è vero che sono gli unici a scendere in piazza, nel silenzio assordante dei media. I primi della classe, come giustamente ci fa notare Mission, in questo momento non si fanno notare, né vedere e parlano pochissimo, per far in modo che le tensioni sociali si acuiscano verso lo Stato e non arrivino mai fino a loro.
1 marzo, 2009 alle 10:41 am
#498 catone
.
La CGIL ha finalmente compreso la necessità di tornare a fare il sindacato. Semplicemente, l’organizzazione dei lavoratori che difende gli nteressi dei lavoratori.
‘Statisticamente’, dimmi tu quante fabbriche hanno chiuso, nell’ultimo anno. Se calcoliamo un paio di manifestazioni per ogni gruppo di operai licenziati, a me i conti non tornano. Mancano migliaia di manifestazioni.
1 marzo, 2009 alle 10:38 am
@501 Quando 3 settimane fa ho scritto che i Paesi dell’Est rischiano la bancarotta alcuni destri – con il solito piglio da picchiatori di regìme – m’hanno ricoperto di pernacchie. Si vergognino.
I bond europei non c’entrerebbero nulla con la patacca-tremondi bond, che porteranno le imprese – se mai avranno dei finanziamenti – a dover pagare tassi dell’11-12%. Praticamente da usura.
1 marzo, 2009 alle 10:37 am
Idiota, vorrei proporti, in onore alla tua capacità di condurre interessantissimi dibattiti con te stesso, di adottare la denominazione di Polymorfico Idiota.
1 marzo, 2009 alle 10:36 am
Mission 499
Bravissimo, molto ben detto. Ora vi lascio per andare a prendere un buon cappuccino e cornetto — finche’ potremo e’ bene farlo – E’ domenica. Ci leggiamo piu’ tardi.
PS
GC dall’ altra parte sta affogando il blog con copia ed incolla di poesie. Forse anche lui nel suo piccolo vuole solo distrarre l’ attenzione , come il suo referente …
1 marzo, 2009 alle 10:33 am
#497. Se lo dice prodi è bravissimo, se lo fa tremonti (con i bond) è un demente. Comunque, da qualunque punto di vista la si guardi più che alla frutta oramai siamo alla carta!
E francamente queste sterili polemiche su destra e sinistra mi fanno ridere perchè dimostrano l’incapacità di capire qualcosa di molto più drammatico: che questa è una guerra, la terza guerra mondiale e non sappiamo nemmeno chi è stata a scatenarla.
Oggi non è più come 60 anni fa che le guerre si fanno con gli eserciti, con le bombe e gli aerei, ma si fanno con la finanza. Lo vediamo: paesi occidentali in piena crisi, i paesi dell’est europa che sono nella UE che rischiano la bancarotta, l’UE che deve intervenire in loro sostegno non sapendo nemmeno se gli aiuti saranno sufficienti e ben spesi (se mal spesi avrmmo aperto un ulteriore buco), l’america che continua ad individuare misure anti-crisi e la borsa continua a crollare come se quegli interventi non contassero nulla. Questi sono i nuovi bombardamenti e le perdite che subiamo giorno per giorno. Abbiamo abbattuto il muro di berlino, abbiamo allargato i confini dell’Unione fino dentro gli ex territori russi: oggi tutte le nazioni dell’ex cortina di ferro sono in drammatica crisi. Non solo non ne hanno guadagnato nulla dal loro ingresso in europa, ma adesso finiscono per rappresentare un costo. Il socialismo reale, che fino a ieri è stato combattuto come il male assoluto dell’economia e dello sviluppo sociale di ogni popolo in realtà si sta affermando nei fatti. E’ assolutamente straordinario verificare ciò che si compie sotto i nostri occhi: mentre i popoli vanno a destra (almeno nominalmente) e il vecchio comunismo arretra sempre di più fino alla sua nominale scomparsa, in realtà politiche di destra non ne esistono e si affermano nei fatti e nella sostanza politiche sociali ch sono di sinistra. Ed allora chi ha dichiarato questa guerra?