Vorrei dire sommessamente ai miei innumerevoli colleghi giornalisti, critici letterari nonche’ scrittori piu’ o meno di fama che non occorreva aspettare l’indagine della magistratura per riconoscere la natura clientelare del Premio Grinzane Cavour.
Poco m’importa della vita privata di Giuliano Soria, oggi inquisito per le malversazioni cui avrebbe sottoposto un dipendente. Ma siccome ho vissuto a Torino negli anni in cui questo operatore culturale iniziava a raccogliere prebende pubbliche dagli enti locali (di destra e di sinistra) e grazie a quei fondi reclutava partecipanti a gettone per le sue iniziative, beh, ve lo voglio dire: si vedeva a occhio nudo che la faccenda era solo un grande scrocco vestito di pseudo-dignita’ culturale, magari condita di retorica piemontesarda.
Rispettabili esponenti dell’intellighenzia hanno fatto finta di non accorgersene, e oggi esibiscono corrucciato stupore, solo perche’ gliene veniva un viaggio all’estero piuttosto che un assegno o anche solo uno sfogo per il loro narcisismo. Serate di gala a go’ go’, con grattatina di tartufo. Ho ricevuto decine d’inviti da Soria, a un certo punto infastidito dalla mia ritrosia. Ma vi assicuro che non ci voleva alcun eroismo nel declinarli. Oggi mi compiaccio di non avere mai messo piede a un’iniziativa del Grinzane Cavour. Ma mi permetto di aggiungere che i suoi ospiti fissi dovrebbero farsi un esamino di coscienza…miei cari inguaribili scrocconi!
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10 settembre, 2011 alle 6:27 pm
[...] culturali che prendono una sfracca di soldi pubblici grazie a politici conniventi (dopo l’affaire Soria e Grinzane-Cavour si è fermato tutto, o quasi), e tutto questo per fare dei concerti (che a Torino non mancano [...]
2 settembre, 2010 alle 10:28 pm
Lo sapete che la Regione continua a finanziare gli Epigoni del Grinzane a ORTA gestito da Politici e non è mai finita la Mangiatoia di cui parla Lerner foraggiata sia dalla giunta BRESSO che da quella attuale ?
22 marzo, 2009 alle 5:37 pm
PAZIENZA.
22 marzo, 2009 alle 5:36 pm
356, ma dove sono QUI i devoti al Grinzane?
che il 90 % di premi di "poesia" fossero autoreferenziali l’ho scoperto nel 2003 e poi basta vedere quanti "poeti" scrivono su "Liberodiscrivere" e già c’è da farsi un’idea della tentazione al business dei soliti ITALIANI. Naturalmente sulla pelle di impacciati esternanti innumerevoli vittime…
22 marzo, 2009 alle 5:30 pm
Breve Guida al Facebook dei devoti al Grinzane
ecco i compagni di merende
nessuno ha pensato di fare pubblica ammenda e nessun politico ha dato se non altro per dignità formsale le dimissioni
24 gennaio 2009 – Palazzo Reale Torino – cena di gala a Pessione
Cerimonia di Designazione dei premiati.
Nella liturgia del Grinzane sono previste due cerimonie:
quella di designazione e,
qualche mese dopo,
quella di premiazione.
I nomi dei premiati non contano niente,
sono il mangime che serve per addobbare
lo spettacolo degli amici degli amici.
Anche quando si premiano scrittori esordienti,
come per l’edizione 2009,
a pubblicarli, per evitare abbagli, sono case editrici come
Einaudi e Mondadori-Oscar.
Il premio per la Lettura-Fondazione CRT è andato
all’ottimo scrittore Imre Kertész,
già Premio Nobel 2002.
Sono presenti:
Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, assidua frequentatrice.
La troviamo anche a Parigi, Grinzane-Francia, e a San Pietroburgo, Grinzane Ermitage, di solito accompagnata dal marito, Claude Raffestin, qualche volta relatore ai convegni annessi, altre come semplice commensale.
La Presidente non si perde l’esclusiva Festa della vendemmia a cui partecipano Lucia Bosé, Catherine Spaak, Stefania Sandrelli, Maria Teresa Ruta, Anna Galiena.
Manca Laura Antonelli.
Zeudi Araya la troviamo invece come madrina del Grinzane Film Festival a Stresa.
In questa deliziosa foto vediamo la Presidente Bresso faticare insieme a Fiorenzo Alfieri, assessore alla cultura del comune di Torino [che non perde una festa del Grinzane] e a Salvatore Tropea, giornalista de La Repubblica.
Pigiano fuori campo:
il rettore dell’università di Torino, Ezio Pellizzetti,
il rettore dell’università Roma Tre [quella in cui Soria è ordinario di Letteratura Spagnola], Guido Fabiani,
la presidente del Teatro Regio, Evelina Christillin, zelante soprattutto alle Cene Letterarie,
il matematico Piergiorgio Odifreddi,
Alain Elkan, onnipresente come premiante [ovunque] e come premiato [al Grinzane-Francia], Gustavo Zagrebelsky e signora [habitué, al Grinzane Noir, Orta san Giulio, premiato al Grinzane Carical per la Cultura Euromediterranea, Cosenza],
un certo Serge di Yugoslavia ecc.
Fa da giullare Giorgio Conte, il fratello dell’altro.
C’è anche Angelo, il fratello di Giuliano.
Gianni Oliva, Assessore regionale alla cultura, vero nume tutelare per intrinseca passione e per dovere istituzionale, sempre presente in funzione di premiante, relatore, osservante, che sia a Mosca, Grinzane-Mosca, ad Addis Abeba, Grinzane for Africa, a San Pietroburgo, Grinzane-Ermitage, a Montevideo, Grinzane Montevideo, a Orta, Grinzane-Noir, a Ostana, Grinzane-Civiltà delle minoranze, S.Stefano Belbo, Grinzane-Cesare Pavese, a Parigi, Grinzane-Francia, ecc. ecc .
Ha avuto il buon gusto di non farsi premiare per qualcuno dei suoi libri.
Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, che riceve Ingrid Betancourt, cui viene assegnato il premio Grinzane-Tolleranza. Partecipa all’edizione Grinzane 2008, anche alla Festa della vendemmia 2005 [non si sa se come pigiatore o altro]. Non risulta un seguace del Grinzanepensiero.
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Le Istituzioni locali non si fanno mancar nulla quanto a solerte frequentazione delle mille versioni del premio:
Il Presidente del Consiglio Regionale piemontese, Davide Gariglio, il Vice Presidente del medesimo Consiglio, Roberto Placidi, l’assessore alle politiche territoriali, Sergio Conti [molto mobile, a Parigi,Grinzane-Francia, in Spagna, al Grinzane-Salamanca, a Santo Stefano Belbo, Grinzane-Cesare Pavese, Grinzane-Grinzane a Grinzane ecc.], l’assessore al Turismo, Giuliana Manica, l’assessore all’Università e alla ricerca, Andrea Bairati.
Un po’ defilata la Provincia di Torino, con qualche presenza dell’assessore alla cultura, Valter Giuliano e del presidente, Antonio Saitta.
Non mancano gli ex: Enzo Ghigo e Giampiero Leo.
Poi naturalmente Presidenti di Provincia, Assessori regionali alla cultura, sindaci, assessori comunali alla cultura, di tutte quelle zone benedette dall’apparizione del Grinzane: Cuneo, Alba, Savigliano, Stresa, Asti …, Liguria, Molise, Puglie, Calabria…
Non hanno lesinato presenze i Prefetti di Torino e di Cuneo, senatori e deputati vari.
All’edizione 2008 è intervenuto in pompa magna il Ministro Bondi con seguito di sottosegretari del collegio elettorale piemontese.
A questi vanno ulteriormente indicati in elenco giornalisti e scrittori, responsabili di fondazioni bancarie, direttori di ministeri e soprintendenti, che a diverso titolo hanno partecipato alle mille iniziative grinzanesche senza mai aver niente da eccepire, non sulle eventuali attività criminose – tutte da accertare -, ma sul modo di “fare cultura”:
Franco di Mare, Maurizio Belpietro, Nico Orengo, Claudio Angelini, Alessandro Perissinotto, Stefano Zurlo, Steve Della Casa, Mimmo Candito, Maurizio Fallace, Ezio Falco, Sergio Canciani, Enzo Bianchi, Luca Crovi, Bruno Gambarotta, Younis Tawfik, Dario Disegni, Riccardo Chiaberge, Giorgio Assumma [pres. SIAE], Ettore Boffano, Margherita Oggero, Orlando Perera [dal Grinzane-Brasile al Grinzane for Africa, dal Grinzane-Salamanca a Villa Sassi alla cena Il libro è servito, premiazione di Giorgio Faletti, ripremiato al Grinzane Noir], Francesco Pernice, Paola Mastrocola, Fabio Gambaro e molti altri e altre.
La figura del premiante/premiato risulta essere il capolavoro del Grinzane: ad esempio, il presidente della [ex] giuria, lo scrittore Tahar Ben Jelloun, è stato premiato al Grinzane-Terre d’Otranto nel 2004 e poi al Grinzane-Cultura Euromediterranea di Cosenza nel 2007.
Boris Banchieri, presidente dell’ANSA, vince il Grinzane-Alba Pompeia nel 2008 ed è un premiante al Grinzane-Ermitage a San Pietroburgo nello stesso anno. Aveva partecipato alla Cena Letteraria: “A cena con Boris Banchieri” a Rivoli in noto ristorante nel 2006.
Ecc. ecc.
Impiego fisso l’hanno raggiunto col Grinzane: Arnaldo Colasanti, scrittore, presente come relatore e premiante a quasi tutte le versioni terrene del Grinzane ai quattro punti cardinali. La biografia ufficiale del sito Grinzane così presenta un suo libro :
“Argomento principale de Il conformismo della cultura italiana (1996) è la tragedia del conformismo intellettuale, che impedisce ai grandi centri produttivi del ‘potere culturale’ (università, editoria, giornalismo) di farsi carico di quella cura per le cose del mondo che solo l’esercizio di un’autentica profondità può rendere possibile”
Raffaele Nigro, scrittore, dotato, come il patron, del dono dell’ubiquità. Relaziona, premia ed è premiato [Grinzane-Montagna, 2007].
Così si presenta su Wikipedia:
“Nigro può essere considerato uno scrittore sperimentale ma non appartiene al gruppo degli avanguardisti. Invece, Nigro è fra i pochi scrittori che intraprendono una guerra reale per il rinnovamento nella lingua e nel pensiero. Il suo lavoro è tipico di uno scrittore (e di un uomo) che è intransigente e che si sforza di bloccare l’inespressibile ed oltrepassare l’oppressione della cultura dominante inventando una nuova tipologia letteraria in rotta di collisione con il convenzionale. Va oltre le formule del realismo, e ama inventare la sua propria forma letteraria con contenuti non contaminati, integrali, vari. I suoi veicoli sono le metafore, le allitterazioni, la trasgressione.”
Sono certo che tutte le persone enumerate [ e le altre, i professori universitari, ad esempio] staranno intasando l’entrata del Carcere di massima sicurezza delle Vallette per portare la loro solidarietà a Giuliano Soria, di cui hanno perennemente appoggiato, sostenuto e condiviso gli onori.
Cena Letteraria:
Informazioni e foto tratte dal sito ufficiale http://www.grinzane.it o http://www.soria.it
14 marzo, 2009 alle 4:29 pm
Qualsiasi manovale o capomastro, per non parlare di geometri, architetti e ingegneri, sa benissimo che un edificio si costruisce a cominciare dalle fondamenta. Il politico lo ignora! L’Italia è paragonabile a un grande palazzo semidistrutto dalla dittatura e dalla guerra. La Democrazia e la nuova Costituzione sono il progetto fondamentale per ricostruirlo. I politici sono i capomastro, i geometri, gli ingegneri e gli architetti che avrebbero dovuto riparare e ricostruire la Casa Comune di tutti gli Italiani. I manovali, i muratori, quelli che fanno i lavori pesanti, che trasportano calce e mattoni, che cadono dalle impalcature… quelli sono gli Italiani, il popolo bue. Ma gli ingegneri bisticciano tra di loro, qualcuno ruba i mattoni per costruirsi un attico, l’altro si frega la cazzuola, un terzo modifica il progetto e lesina sui ferri d’armatura del cemento armato. Sta sorgendo una strana casa dalle fondamenta deboli, senza finestre, un po’ sbilenca dove gli inquilini, gli italiani, il popolo bue, si perde in corridoi senza fine, non trova un letto per dormire, la dispensa è sempre più vuota, le scale sono pericolanti, l’acqua dei rubinetti inquinata… e i muratori continuano a lavorare, corrono sempre senza poter concludere nulla. Coloro che dirigono i lavori parlano, parlano, parlano sempre. Promettono che il prossimo anno vi sarà la posa dell’ultima pietra… ma le pietre sono finite, qualcheduno si è fatta la villa, ha ristrutturato un Castello.
Tu, rappresentante del Popolo, sei le fondamenta. Se le fondamenta sono instabili il palazzo crolla. Tu sei il primo inter pares, l’esempio che tutti i cittadini debbono imitare. Se tu rubi, anche i cittadini rubano, se tu paghi le tasse (poche) unicamente su quella parte di prebende che vengono considerate impropriamente stipendio e che equivale a un terzo di quanto percepito, anche l’operaio ha diritto a pagare le tasse su un terzo del suo stipendio perché lui, l’operaio, si alza alle cinque del mattino per andare in fabbrica e per lavorare non dispone delle auto blu ma spende di tasca sua per la benzina, per la macchina o l’abbonamento al treno, e il buono mensa non equivale ad un pasto al ristorante di Montecitorio. Il tuo partito o il tuo sindacato che impiega più di quindici persone, si è autoconcesso il diritto di non applicare quella legge chiamata, impropriamente, Statuto dei Lavoratori e quindi si arroga il diritto di licenziare i propri dipendenti quando e come vuole, l’imprenditore privato non lo può fare. Tu al tuo portaborse-segretario dai un rimborso mensile di cinquecento euro e non paghi i contributi, se lo fa una vecchietta nei confronti della propria badante la denunci al pubblico ludibrio come sfruttatrice di lavoratrice in nero e poi si potrebbe parlare di tanti altri piccoli e grandi privilegi. Gesù si limitava a moltiplicare pane e pesci, tu Lo hai superato, riesci a moltiplicare molte più cose, più sostanziose, a cominciare dal numero dei parlamentari, quasi mille, mentre ne basterebbero cinquecento e sarebbero ancora troppi! Se a questo aggiungiamo la sempre annunciata e auspicata eliminazione di enti inutili, di personale sovrabbondante e inutilizzato assunto in alcune regioni, province, comuni, assessorati, la nomina di superflui o impreparati direttori, amministratori, consulenti, comunità montane situate in riva al mare, incontrollati Premi Letterari… tu, caro rappresentante del Popolo, potresti risparmiare per noi, tuoi “figli”, popolo bue, svariati miliardi di euro (circa 50!!!)che consentirebbero, in un amen, a raddrizzare il palazzo! Prima di parlare di lavoro nero, di sommerso, di precariato, di eterna lotta alla mafia, di centrali nucleari, di mulini a vento, caro Don Chisciotte, guarda dentro al palazzo, fatti umile, parla di meno, dai il buon esempio, fai le pulizie di casa e vedrai che, come per incanto, la baracca si raddrizzerà, il lavoro nero sparirà e, dietro il Tuo esempio, tutti pagheranno le tasse e la mafia morirà di morte naturale. Sembra una favola… e lo é!
(dal libro POPOLOBUE – Ed.Seneca – Torino) inviato nell’aprile 2008, al Premio Grinzane da un ingenuo neo autore!!!!!
14 marzo, 2009 alle 1:06 pm
[...] In merito alla vicenda del Grinzane Gad Lerner scrive: [...]
13 marzo, 2009 alle 4:10 pm
ma dio bono, pure tu usi il "piuttosto che" in maniera non avversativa?
13 marzo, 2009 alle 2:34 pm
Sono d’accordo con Gad Lerner, la colpa non e’ solo di Soria: c’e’ il rischio che, isolato il mostro, non si indaghi sugli innumerevoli compagni di merende, che vanno dal mondo economico a quello culturale a quello accademico. In molti hanno mangiato alla mangiatoia di Soria, si indaghi anche su di loro, soprattutto su coloro che lo hanno coperto dal punto di vista sia politico, sia accademico.
13 marzo, 2009 alle 11:47 am
Alcuni post sottolineano il servizio che il Grinzane ha fatto alla cultura (e ai giovani in particolare) in questi anni. Vero, certo: ma quanto è costato? lo scopriamo solo adesso. Quante attività di associazioni culturali, iniziative di enti locali (anche in Piemonte!), progetti di scuole, cercano di sopravvivere con budget che sono meno che briciole di quanto- veniamo a sapere- veniva speso continuamente dalla corte del Grinzane?
Alcune delle cifre che abbiamo visto girare in questi giorni basterebbero a mantenere in vita, far crescere, sviluppare almeno un centinaio di iniziative e attività in tanti ambiti della cultura e della formazione.
Come scacciare un pensiero cattivo: la cultura può essere solo un pretesto per avere soldi da spendere? C’è chi si inventa strade inutili, chi costruisce ospedali che non verranno mai aperti, e chi fa un bel premio letterario.
Viste le cifre a disposizione, viene da dire che è facile, con questi soldi alle spalle, organizzare un bel premio o un festival scintillante. Lo sappiamo tutti: voglio avere un premio Nobel? Non per tutti, certo, ma per alcuni basta offrire un cachet adeguato.