La buona notizia è arrivata, a dispetto degli scettici. Come peraltro aveva avuto la gentilezza di preannunciarmi, Dario Franceschini ha schierato il Partito democratico in favore dell’accorpamento -il 6-7 giugno 2009- fra il voto europeo e amministrativo (già previsti) e il voto del referendum abrogativo della legge-porcata, promosso da Giovanni Guzzetta, Mario Segni e altri (fra cui il sottoscritto).
Risulterà più imbarazzante al governo disporre lo sperpero di 400 milioni di euro pur di tenere separato il referendum elettorale dalle altre consultazioni popolari, solo per timore che esso raggiunga il quorum. Lo stesso Umberto Bossi ha manifestato delle perplessità: l’uomo non è privo di antenne e sa captare gli umori della gente. Dunque è verosimile che il referendum torni a condizionare felicemente i giochi di una politica concepita tutta dall’alto in basso con la tecnica dei “nominati”. Ringrazio Dario Franceschini per la sua preziosa decisione e mi auguro prosegua una campagna di denuncia e vigilanza in favore dell’”election day”.
Di seguito riporto la dichiarazione del segretario Pd, la reazione di Arturo Parisi. Infine l’articolo che avevo pubblicato su “Repubblica” di ieri.
REFERENDUM:FRANCESCHINI, OK ELECTION DAY, NO SPRECHI CON CRISI
(ANSA) – BARI, 28 FEB – ‘Soprattutto in un momento di crisi non c’e’ alcuna buona ragione per spendere 400 milioni di euro per fare il 14 giugno il referendum e non invece abbinarlo alle europee e alle regionali il 7 giugno’. Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, che oggi a Bari ha partecipato ad una iniziativa regionale del partito.
REFERENDUM: PARISI (PD), BENE FRANCESCHINI SU ELECTION DAY
(AGI) – Roma, 28 feb. – “Il sostegno di Franceschini alla richiesta di svolgere il referendum nello stesso giorno delle altre elezioni e’ fatto importantissimo. Il si’ di Franceschini dimostra che la nuova segreteria del Pd non solo non ha paura della democrazia, ma ha scelto di investire sulla liberta’ e la maturita’ dei cittadini”. Lo dice Arturo Parisi (Pd), che aggiunge: “Dopo il riconoscimento di Bossi e le voci che si sono levate dalla stessa Udc, ancorche’ riferite alla necessita’ di non aggravare inutilmente i costi della democrazia, sento farsi piu vicino il giorno nel quale anche in Italia sara’ considerato normale e non eccezionale consentire ai cittadini di esercitare la loro scelta sulle piu’ importanti questioni della Repubblica”.
DA “REPUBBLICA” DI IERI
Sembra incredibile ma c’è il fondato sospetto che, pur di salvaguardare gli equilibri politici interni al centrodestra, il governo preferisca escludere dall’”election day” delle europee e delle amministrative previsto il 6-7 giugno 2009 il voto sul referendum abrogativo dell’impopolare “legge-porcata”. Rinviare il referendum in solitudine a una data successiva, significa naturalmente garantirsi il mancato raggiungimento del quorum (50% degli aventi diritto al voto). Ma significa anche sobbarcare all’erario pubblico una spesa aggiuntiva che il sito www.lavoce.info calcola, al ribasso, in 400 milioni di euro.
Il conto è presto fatto: pur di assecondare l’opposizione della Lega, che in caso di vittoria dei “Sì” dovrebbe scegliere se presentarsi nelle liste Pdl o vedere assottigliata la sua rappresentanza parlamentare, si preferisce dissipare una quantità di denaro equivalente allo stanziamento della “social card” per i cittadini più poveri.
Bella prova di democrazia e di sensibilità per le fasce deboli della popolazione, vero? Verrebbero letteralmente buttati via 400 milioni di costi strutturali, più le altre spese indirette collegate, all’unico scopo di impedire che un referendum già convocato grazie alle firme di 800 mila cittadini (di entrambi gli schieramenti politici) possa conseguire il quorum.
Lo spreco di risorse pubbliche farebbe così il paio con uno smaccato scippo di democrazia. Altro che le favole sui tagli dei costi della politica. La salvaguardia della casta nordista, senza alcuna giustificazione presentabile, si manifesterebbe come uno sberleffo mentre il governo è impegnato nel difficile reperimento di fondi da destinare al sostegno delle famiglie e delle imprese.
Nel Partito Democratico, come del resto nel Pdl, convivono opinioni diverse sui quesiti referendari miranti a consolidare un sistema maggioritario tendenzialmente bipartitico. Ma c’è da augurarsi che di fronte all’eventualità di un tale abuso ai danni della sovranità popolare e delle casse dello Stato si concordi nell’ovvia richiesta di accorpamento: votare per il referendum nell’”election day” del 6-7 giugno. Come avviene negli Usa e in tutti i paesi democratici.
Gad Lerner
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16 marzo, 2009 alle 6:54 am
1978
http://www.youtube.com/watch?v=ql5g7XEIR-M&feature=related
11 marzo, 2009 alle 8:14 am
Basta parlare di etnie parliamo di lotta di classe!
10 marzo, 2009 alle 12:06 pm
Premio Nobel al popolo Rom.
Abbiamo realizzato insieme alle Nazioni Unite e alla Regione Lazio un documentario sui Diritti Umani, presenteremo il documentario alla Camera dei Deputati il giorno 31 marzo 2009 alle ore 17.30
nel documentario si parla dei diritti dei Rom. e della loro candidatura al premio Nobel per la pace in quanto popolo che non ha mai fatto la guerra a nessuno.
vi sono diversi autorevoli relatori, mi piacerebbe invitare Gad Lerner.
resto a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.
vi prego se possibile di rispondere al mio indirizzo mail anche in caso negativo per essere sicuro che la mia richiesta è stata valutata.
grazie.
antonellofratoddi@virgilio.it
8 marzo, 2009 alle 2:40 pm
Per 331
Guarda che franceschini non è un detersivo!
7 marzo, 2009 alle 5:12 pm
(prova)
6 marzo, 2009 alle 5:53 pm
Italia libera dagli invasori yankees e da chi li fiancheggia.
http://www.youtube.com/watch?v=kwhJ3DoRPqU
5 marzo, 2009 alle 12:24 am
@heiner: appunto, si parla di peso politico. non riduciamo tutto al puro economico. per tutto il resto il nocciolo del mio discorso è il seguente: non gridiamo allo scandalo, non è proprio il caso. ci sarebbero altre cose di cui scandallizzarsi. forse il paragone è inappropriato, anzi lo è sicuramente, ma la situazione mi sembra simile a quella che vede le due parlamentari del pd che denunciano berlusconi per quello che (non) ha detto a sarkozy e non denunciano il governo attuale alla corte europea per ben altri motivi. questo referendum non cambierà certo la situazione italiana e, se possibile, la renderà peggiore consegnandoci in mano ad un partito che non sa e non può nulla ed ad un altro partito che crede di sapere e potere tutto. una catastrofe. insomma posticiparlo per farlo fallire è doveroso, non solo auspicabile. perchè, come già detto, con le buone intenzioni non si fa niente, guardiamo piuttosto a dove queste intenzioni ci stanno portando davvero…
a mio parere è proprio un sistema maggioritario bipartico ad essere un danno alla "sovranità popolare". considerando poi che il referendum non sarà annullato non vedo davvero lo scandalo. è previsto l’accoparmento così come il non accorpamento. l’argomento finanziario poi non mi tange particolarmente per le ragioni che ho già esposto. ammetto però che, come argomento, sia forte e abbastanza populista da convincere molti e abbattere ogni resistenza. e che sia abbastanza neutrale e sostanzialmente incosistente da far schierare tutto il PD all’unisono senza grandi problemi e divisioni. amen, così sia.
4 marzo, 2009 alle 10:15 pm
finalmente,qualcuno di sanguigno e un po incazz… ,pro PD, lo stavo aspettando, mai mai mai avrei immaginato fosse lui, in casa abbiamo pensato che per farlo nascere lo abbiano preso per gli attributi e visto che la maggioranza ci sta prendendo tutti per gli attributi ben venga chi non ha paura di sputargli addosso un po’ di veleno.
4 marzo, 2009 alle 9:02 pm
no, caro johnny, io non so come voterei a questo referendum, mica mi convince tanto – da sempre, ma anche per ragioni affettive, sono favorevole a un proporzionale con sbarramento 5%. e non sto a rispolverare le ragioni pro e contro
dico solo che in linea di massima tutti i referendum potrebbero essere accorpati se ce ne fosse la possibilità. il quorum non doveva servire a contare quanti italiani andassero al mare invece di andare a votare, ma solo a stabilire un limite oltre il quale il ‘peso’ dei cittadini era considerato politicamente significativo.
ma i cittadini sono in grado di esprimere il loro dissenso con il non voto anche non ritirando la scheda (io lo feci già una volta diverso tempo fa, non ricordo per quale referendum). quindi non sono certo io a pensare al popolo come ‘bue’ – è l’esatto contrario!!
secondo la tua teoria il referendum non dovrebbe mai essere accorpato ad altre elezioni, pena la sua validità. ma questa clausola non è stata contemplata dal legislatore. se fosse stata così fondamentale non l’avrebbe certo dimenticata per strada.
4 marzo, 2009 alle 8:45 pm
1) oppure non va a votare. per te è una cosa importante e determinante tant’è che chi è contrario non può considerarsi democratico. va bene. ma ti ripeto: chi ti autorizza a scambiare una parte (la tua opinione) per il tutto(i milioni di italiani che non hanno firmato)?
ti ripeto: non è lusinghiero dire che, passando per caso o per altri motivi vicino all’urna, voterebbero si. dovendo andarci preferirebbero la tv. questo è un puro e semplice dire "il popolo è bue, ha bisogno di aiuti". è così o no? guarda che, da certi post, pare che il successo del referendum sia legato esclusivamente al suo accorpamento. questo è, lo ripeto, "popolo bue". ma se è così, e nulla ti vieta di pensarlo, perchè poi pensi che davvero un si a questo referendum possa cambiare le sorti della politica italiana e dell’italia tutta?
2)e il " limite sotto il quale il referendum perde il valore di consultazione popolare con effetti legislativi" a che serve?
4 marzo, 2009 alle 5:10 pm
L’ex magistrato Finocchiaro:
"Franceschini ha fatto una porchissima figuraccia!"
Altro che democratici! Non siamo più solo alle faide siamo alla farsa!
http://www.youtube.com/watch?v=kwhJ3DoRPqU
3 marzo, 2009 alle 11:34 pm
ma come fai a definirti un sincero democratico?
1) come ben sai l’elettore è grande e vaccinato e se vuol dimostrare disinteresse non chiede la scheda.
2) il quorum non intende misurare il ‘disinteresse’ – semplicemente mette un limite sotto il quale il referendum perde il valore di consultazione popolare con effetti legislativi. non si tratta di un giochetto a chi porta più o meno persone al voto
casomai la distorsione dell’originale pensiero che ispirò la legge è proprio quella di equiparare i votanti tout court con i votanti a favore. è ovvio che proprio questa distorsione, divenuta evidente negli ultimi anni, imporrebbe una revisione dell’istituto referendario.
ma tanto qui stiamo sempre a raccontarci balle, una più o una meno, magari travestita da grandi paroloni…
3 marzo, 2009 alle 11:20 pm
Non concordo con te, Gad, quando parli della necessità assoluta di accorpare referendum e europee.
Il tuo argomento principale è basato sul buon senso dello spendere meno: a questo riguardo bisogna, per cominciare, segnalare che i costi di lavoce.info sono gonfiati e poi dire che, se il governo non è in grado di destinare alla social card più soldi del costo di una due giorni referendaria, il problema non è certo del costo di quest’ultima ma, al massimo, dell’inettitudine del governo in carica.
Inoltre, argomentando come fai tu, si arriva a concludere che è necessario accorpare per ragioni economiche.
In questo modo ogni considerazione politica viene accodata, in quanto subalterna, al dio denaro. Se la crisi si aggravasse si proporrebbe di non votare per risparmiare? Non è un argomento peregrino: se la lega è stata votata da milioni di italiani ed ha una forte rappresentanza non vedo perchè non possa, assieme ad altri, manifestare la propria contrarietà di fronte ad un referendum che porterebbe ad un bipartitismo che è, detto tra noi, una vera mostruosità antidemocratica. Praticamente, per tirare le somme, tu mascheri,
dietro alla parola "democrazia", argomenti prettamente economici che, come conseguenza ultima, non faranno altro che distorcere ancor più il sistema della rappresentanza in italia. Se bisogna giudicare non le intenzioni ma le conseguenze reali delle azioni allora non posso che avversare, in quanto sincero democratico, l’accorpamento da te propugnato.
Infine, per non tediarti, segnalo che posticipare il referendum non significa annullarlo ma semplicemente posticiparlo. Gli italiani sono decine e decine di milioni e, quando c’è da votare, si recano in massa alle urne (più del 70% in ogni caso). Se il referendum non raggiungerà il quorum sarà per l’incapacità delle forze politiche a lui favorevoli e/o per il disinteresse degli italiani.
Disinteresse che si esprimerà democraticamente attraverso il non voto. Il quorum serve proprio a questo e, a volerla dire tutta, è proprio l’accorpare europee e referendum che porterà ad un’espressione quasi forzata e distorta dell’opinione di tutti. Perchè quello che stai dicendo tu, in fondo in fondo, è che il popolo bue ha bisogno di una
spintarella per esprimersi e, in questo caso, quella spinta si incarnerebbenelle europee e nelle amministrative. Penso sinceramente che gli italiani non abbiano bisogno di spinte del genere e siano in grado autonomamente e responsabilmente di scegliere se recarsi a votare
per un referendum o meno.
Il non voto – ed anche qui sbagli – non dovrebbe infatti essere considerato inettitudine ma semplicemente scelta politica. Credi davvero che un sistema bipartitico possa cambiare l’italia? Beh, ovvio, sei tra gli 800mila che hanno firmato per il referendum. E tutti gli altri – milioni e milioni e milioni che non hanno firmato?
Sta a voi, i firmatari, portare abbastanza gente a votare. Ma non gridate allo scandalo per un mancato accorpamento. Non c’è nessun colpo di stato in atto, sappilo. E non c’è nessun scandalo economico. I costi della democrazia ci sono sempre stati. Credi che gli eventuali 400milioni risparmiati col voto accorpato saranno destinati ai disoccupati od ai bisognosi? E che siano proprio due giorni
di voto a togliere risorse allo stato sociale? Lo credi davvero? Quante illusioni…
3 marzo, 2009 alle 4:30 pm
DE PROFUNDIS
"La sinistra ha cessato di essere un’alternativa di governo"
Don Gianni Baget Bozzo
Presto anche una messa in latino di suffragio.
3 marzo, 2009 alle 8:31 am
Sai come è stao fatto il calcolo ?
si è calcolato il costo del tempo libero dei votanti il sabato e domenica .
Scrutatori costano 700.000 euro , schede costano comunque .
Il calcolo senza voci bufala è 150 milioni , ottimo motivo per accorpare , ma perchè fare propaganda falsa ?
2 marzo, 2009 alle 10:20 pm
a gio.nas 319
E ti pare una buona ragione? I cittadini hanno la possibilità e gli strumenti per protestare e manifestare il loro dissenso contro questo
spreco assurdo ! Se non lo fanno è una loro responsabilità.
http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=1118193874914#/group.php?gid=137188630025
2 marzo, 2009 alle 8:56 pm
Giustamente se lo si abbina alle politiche si risparmia ma c’è il rischio che il referendum riesca, quindi come sempre il governo antepone l’interesse politico di parte al buonsenso e all’interesse generale…
2 marzo, 2009 alle 8:06 pm
Come tutte le sere, dal lunedì al venerdì, sta andando in onda su radio 24 "La Zanzara", trasmissione d’informazione aperta alle telefonate degli ascoltatori e condotta da Giuseppe Cruciani. Stasera,tra i vari argomenti, anche la proposta di Dario Franceschini sull’assegno ai disoccupati.
Ha telefonato un signore di Torino, qualificatosi come titolare di un’impresa di pulizie in cerca di personale, che ha chiesto al conduttore di indirizzargli eventuali persone che cercassero un posto di lavoro.
L’obiezione del conduttore è stata che il lavoro offerto non può andare bene per eventuali laureati o diplomati o specializzati in genere che aspirano a ben altro, né è servito a far cambiare idea (al conduttore) la replica del radioascoltatore che sosteneva che, piuttosto che nessun lavoro, piuttosto che aspirare all’assegno di disoccupazione a carico della collettività, in attesa di un lavoro consono ai propri studi e/o alla propria specializzazione, un lavoro qualunque, ben retribuito secondo regola contrattuale, avrebbe dovuto essere accettato.
Non so cosa ne pensate voi …………..
2 marzo, 2009 alle 7:59 pm
Basta sprechi, il referendum serve per dare voce ai cittadini! non possiamo permettere che i partiti facciano di tutto per sabotare anche l’unico strumento politico che ci è rimasto!
2 marzo, 2009 alle 7:18 pm
Non sottovalutiamo, comunque, gli oltre 400 milioni che si risparmierebbero indicendo il referendum sulla legge elettorale il 7 giugno, insieme alle europee e alle amministrative. Franceschini ha dimostrato fiuto e strategia: il referendum è un nervo scoperto per la lega e inserirlo nell’election day è semplice buon senso. La palla comincia quindi a scottare, ma bisogna aumentare la pressione dll’opinione pubblica. Su facebook sono già nati spontaneamente diversi gruppi: uno di questi (v. link in basso), che fornisce una esauriente spiegazione dei benefici effetti dell’approvazione del referendum, ha già raccolto quasi 5000 adesioni in soli tre giorni.
http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=1118193874914#/group.php?gid=137188630025
Dandogli una mano e iscrivendoci in massa avremo più possibilità di ottenere in tempi brevi l’accorpamento del referendum per il 7 giugno, anzichè essere costretti ad andare a votare per tre (3!) settimane consecutive, con un vergognoso e criminale spreco del denaro dei contribuenti in un momento così critico per il nostro paese.
2 marzo, 2009 alle 6:57 pm
a 312: – guardando i flash di agenzia , ora, mi accorco che il PIL è dato da ISTAT a "- 1,0 % " !! e non -0 ,1%. Quindi 10 volte tanto!..
E’ senza ritorno il viaggio, ormai.
2 marzo, 2009 alle 6:37 pm
Che ribrezzo
2 marzo, 2009 alle 6:37 pm
#308. La proposta di fraceschini è già stata superata dagli eventi. Di pietro per i disoccupati "offre" 2 mila euro al mese. In pratica si è aperta un’asta. Ma comunque io mi accontenterei anche dela proposta del Pd. Se in effetti dovesse passare una legge così si creerebbe nuova occupazione: infatti avremo la moltiplicazione dei disoccupati.
2 marzo, 2009 alle 6:02 pm
311
La crisi è scoppiata a Settembre ergo le economie con PIl oltre il due anche se perdono di più della nostra manterranno grazie alla forza del primo semestre Pil positivo. Dopo avranno PIl peggiore di Italia e ancora peggiore il suo calo ripsetto al valore dell’anno precedente .
Il rapporto deficit PIl è da imputare al governo che ha emesso legge di bilancio il 2008 è stato esitato dalla fijnaziaria 2007 Prodi valevole per tutto l’anno sucessivo .
Il 2009 sarà il frutto della finaziaria 2008 di Tremnonti .
Come controproiva il dato 2006 è stao imputatpo a Tremonti non a Prodi .
In caso di elezioni si imputav al governo uscente che ha stabilito i saldi di bilancio per tutto l’anno la performnace dei rapporti deficit Pil ( calante a calo del Pil che dipende da fattori interbazionali es . se da latri paesi non si consuma facciamo meno fatturato di export e meno pil e in questo Prodi e Berlusconi poco centrano )
2 marzo, 2009 alle 5:50 pm
…com’è che per cio’ che riguarda il PIL in tutti gli altri paesi europei il segno è positivo mentre noi, come i giapponesi, siamo ad un bel (meno) -0,1% – che manco il ministro ubriacone giapponese è riuscito a fare meglio di noi – e com’è che durante il vituperatissimo governo Prodi e grazie a quella sanguisuga di Padoa Schioppa il rapporto tra deficit e PIL era dell’1,7% mentre nel 2008, grazie ai regali elettorali di "X" con ICI e IRAP e alla genialita’ della nostra squadra di "y" siamo arrivati ad un rigoglioso 2,7% nonostante che, per dirne un’altra, il prezzo del petrolio ad aprile 2008 fosse sui 120 dollari a barile mentre ad ottobre si fosse dimezzato, cioe’ circa 60 dollari a barile ?…
copia/incolla da N.Rossini Espresso
2 marzo, 2009 alle 4:53 pm
Il costo è 15 c.a.
Per mille euro mensili a disoccupato senza eccezzioni come dice Franceschini .
Per il PD si finanzia come da loro documenti aumentando il deficit .
Qualcuno pensa che l’aumento deficit adesso faccia calare rating ed acquisti nostri titoli con rischio ultimo Argentina ……….
2 marzo, 2009 alle 4:49 pm
A mio avviso la proposta di Franceschini ha una valenza di solidarietà per chi si vedrà a terra. Lui valuta 4 miliardi di euro.La risposta " NO" del governo che valuta 1,5 punti di PIL il costo non è congrua. 1,5 di PIL sono 20 miliardi di euro.
Saluti
2 marzo, 2009 alle 2:52 pm
Ha parlato testualmente di assegno di mille euro di disoccupazione .
Costo stimato 15 milardi di Euro .
Per gli ammortizzatori faccio notare che sia questo che il prossimo anno Governo e regioni per loro accordo potranno usare 4 miliardi all’anno di fondi europei per cassa in deroga a favore anche di PMi e di precari .
Non sarà però un meccanismo autoimatico in quanto è pericoloso perchè induce le parti tutte acomportamenti di comodo .
Comunque il suo scopo Franceschini lo ha ottenuto , l’assegno di mille euro per i disoccupati da dare recupoerando soldi dall’evasione ( anche Visco ci metteva nni e recupoerava solo il 20 5 dell’accertato ) suona di sinistra e spiazza Di Pietro ferrero Bersanie Bindi in un colpo solo .
I democristiani sanno come si fà .
2 marzo, 2009 alle 2:45 pm
la proposta di Franceschini sugli ammortizzatori sociali la trovo corretta. Se ho capito bene e non come hanno riportato i giornali della famiglia Berlusconi, si parla appunto di ammortizzatori.
Non capisco perciò cosa ci sia di strano dare ai precari gli stessi ammortizzatori dei lavoratori a contratto determinato, perchè di questo si tratta. Ci sono lavoratori precari che sono tali da lustri soprattutto nello stato. Non ci devono essere dipendenti di serie A e di serie B, se non che per un periodo limitato (36 mesi?) all’atto dell’ingresso nel mondo del lavoro.
I soldi dove si prendono? assumendo Visco tanto vituperato perchè sgradito agli evasori; evitando di mandare altri soldati in Afghanistan, nonchè riducendo all’osso gli aiuti a Gaza; abbiamo sempre dato ora lo facciano gli altri, in primis Francia e Spagna; ripristinando l’ici ai redditi alti e aumentando anche le tasse ai redditi alti, similmente ad Obama; abolendo le province e riducendo gli eccessivi vantaggi fiscali alle regioni autonome, altrimenti a che serve il federalismo?
Siamo in crisi e tutti devono dare qualcosa e non solo i precari, solitamente di età dai 20 ai 40 anni.
2 marzo, 2009 alle 1:34 pm
Le due cose , la storia lo dimostra , non sono così distanti .
2 marzo, 2009 alle 11:38 am
x Claudo di sinistra 264.
Il viedeo che ho visto mi fa sentire meno solo!!!
Condivido al 110% lo slogan su Ichino che fa rima con cretino!!!
Questo soggetto viene dalla CGIL!!!
E gli altri che saranno???
Fa il Giuslavorista per casa sua??? Nel senso che ha la "cattedra" per
essere ANTIOPERAIO???
Io lo manderei a ZAPPARE la terra!!!
Di riformisti seri e degni di tal nome ne abbiamo avuto pochini:
uno era Federico Caffe’!!!
Ichino, invece, è il classico Burocrate del Sindacato, ARRAMPICATORE
che fa anche "culura"???
Ma ci faccia il piacere diceva il grande Toto’ dell’onorevole
Cosimo Trombetta!!!
Il TROMBONISMO di questa specie di classe dirigente fa PENA!!!
Io mi sento OFFESO come Democratico, Lavoratore, Cittadino,Progressista
o Rivoluzionario da STUPIDI che pensano di conoscere la realta’ italiana
Fatta da piccole e medie imprese!!!
Siete dei CIARLATANI e molto ma molto IGNORANTI!!!
Il compromesso capitale-lavoro era quello di Keynes non dei Keynesiani
come Brunetta o la sua versione Speculare Ichino due Piccolini
che fanno i GALLETTI!!!
2 marzo, 2009 alle 11:35 am
caro mir.ca, scusa ma non sono veramente d’accordo. o meglio: una cosa è sicura. su riflessioni di questo tipo nei partiti pesa quasi sempre il proprio tornaconto, a prescindere dalla ‘purezza’ o meno della proposta fatta. quindi posso concordare nel non vedere necessariamente un pd con le mani pulitissime e un pdl con le mani sporche. si tratta sempre di convenienze politiche.
ciononostante, nel tuo commento sottintendi una sorta di ‘stato di minorità’ dell’elettore (per citare un kant tradotto) che non è accettabile –
l’elettore è in grado di rifiutare la scheda, di votare scheda bianca, di votare a favore o di votare contro.
per questo credo che il meccanismo di accorpare i referendum ad altre consultazioni elettorali sia di principio sempre sostenibile
2 marzo, 2009 alle 11:34 am
D’accordo, molto d’accordo. Sia per l’eventuale ko all’elettore (ma la legge prevede che questo referendum si deve svolgere entro il 15 giugno) e soprattuto d’accordo per un eventuale anticipo ad aprile.
La "polemica" (che polemica non vuole essere) non è altro che un ragionamento di utilità politica: nessun divertimento, logico ragiomanerto, dovresti convenirne.
2 marzo, 2009 alle 11:27 am
#301 mir.ca
Tenderei a stare dalla parte di heiner, però nella tua polemica sei divertente.
A regola però, piazzare il referendum tra due domeniche in cui già si va a votare significa tentare di stendere il povero elettore.
Io vedrei benissimo la possibilità di anticipare il referendum a fine aprile, ad esempio.
2 marzo, 2009 alle 11:20 am
289
Heiner, noi che, per passatempo, scriviamo su questo blog (e/o altri simili) siamo persone con qualche intuito politico e propensione all’impegno civico. Quindi, amichevolmente, "non fare il furbo".
Sai tanto quanto me che la competizione politica si basa, anche e purtroppo, sul bisogno della gente che porta spesso al voto di scambio, al clientelismo, ecc. e sull’ignoranza e la superficialità di molti elettori.
Questi due secondi aspetti, in caso di accorpamento delle consultazioni, farebberro da importante traino al referendum e tu lo sai bene quanto me. Altro che non ritirare la scheda al seggio !!!
Questo non vuole dire che io o tu non possiamo auspicare un accorpamento o, a parti invertite, la destra essere favorevole e Franceschini e Lerner contrari; ogni parte ha sempre seguito le proprie convenienze.
Il mio post ero solo a ragion di regola.