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    Il catalogo dei reati etnici

    sabato, 7 marzo 2009

    Rassegna Stampa

    Il catalogo dei reati etnici

    Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
    Per conservare udienza (o meglio: audience), non più solo i politici ma anche gli studiosi ormai rischiano di assoggettarsi al “clamore” della cronaca.
    Così l’inchiesta sul cosiddetto “stupro di San Valentino” nel parco romano della Caffarella ha scatenato un uso capzioso, falsamente oggettivato, della scienza statistica. Lo scopo? Catalogare la criminalità in base alla sua matrice etnica, nazionale o religiosa nell’Italia descritta grossolanamente come la Mecca del crimine. Lo so bene: chi denuncia la divulgazione strumentale di queste ricerche viene subito accusato di negare l’evidenza al solo scopo di difendere la nefasta ideologia “buonista”. O peggio viene tacitato come complice degli stupratori, ottuso al punto di ignorare la sofferenza patita dalle loro vittime innocenti. Eppure bisogna pur dirlo, che si sta passando il limite.
    In questa elaborazione di dati “politicamente scorretti” -e dunque di gran moda- consegue un notevole successo il professor Luca Ricolfi, che su “La Stampa” non si stanca mai di ribadire la propria assoluta neutralità di studioso. Da sociologo dotato di competenza tecnica, Ricolfi ha elaborato le percentuali delle violenze sessuali denunciate nel 2007. Per trarne la seguente conclusione: i romeni immigrati hanno una “propensione allo stupro circa 17 volte più alta di quella degli italiani”. Un divario, per giunta, in crescita. Sempre i romeni risultano a Ricolfi “2 volte più pericolosi degli altri stranieri” quanto a rapine, “3-4 volte più pericolosi nei furti”, mentre sono “leggermente meno pericolosi” nel tentato omicidio e nelle lesioni dolose.
    Non ho motivo di dubitare dell’esattezza di tali calcoli aritmetici. Semmai fa sorridere che in altri interventi lo stesso (neutrale) Ricolfi raccomandi di evitare l’allarmismo e l’invenzione di emergenze. Ma se questa ha da essere l’ispirazione, mi chiedo se l’autore non dovrebbe in futuro dedicarsi a portare fino in fondo le conseguenze di tale metodologia applicata nella comunicazione pubblica.
    Non siamo forse interessati ad altre scoperte? Per esempio: pubblicare tutte le liste di propensione reato per reato, magari distinguendo il grado di pericolosità su basi di reddito e mestiere, oltre che di nazionalità? Altri magari gradirebbero che s’introduca pure un censimento degli italiani pericolosi regione per regione: perché no? S’annidano più stupratori potenziali in Calabria o in Trentino Alto Adige? In città o in campagna?
    Onde evitare poi spiacevoli discriminazioni, sarà il caso di mettere in guardia l’opinione pubblica riguardo alle illegalità cui sono più dediti gli stessi professori universitari e i giornalisti: suppongo non ne manchino.
    Naturalmente il sociologo che elabora con cura le sue statistiche (peccato che la grande maggioranza degli stupri non vengano denunciati, inficiando la validità di quelle cifre suggestive) si dichiara estraneo all’uso distorto che ne fanno i mass media; cui peraltro ha strizzato l’occhio sostenendo che “l’Italia è diventata la Mecca del crimine”. Definizione, quest’ultima, non proprio scientifica e peraltro contraddetta dai dati del Viminale. Ma che importa? Giungeranno comunque applausi scroscianti, e pazienza se fra gli estimatori c’è chi lucra politicamente e finanziariamente dalla diffusione di falsità grossolane.
    Ormai il senso comune è plasmato dalla disinformazione. Molti cittadini in buona fede sono convinti che nel nostro paese la più parte degli stupri siano commessi da immigrati stranieri. In tv passa frequentemente la falsa notizia che gli stranieri costituirebbero l’80% della popolazione carceraria. Nel novembre 2007, dopo l’omicidio della signora Reggiani a Tor di Quinto, circolò sui giornali la notizia che fossero di nazionalità romena addirittura il 75% delle persone arrestate nella capitale dall’inizio dell’anno. Marzio Barbagli la definì “un’ondata di panico morale”.
    Con la scusa di controbattere un’inesistente rimozione (figuriamoci!) del pericolo rappresentato dalla criminalità straniera, quell’ondata di panico morale si è cronicizzata sotto forma di isteria collettiva. Fino a condizionare la serenità delle indagini di polizia, oltre che le scelte del governo.
    Legittimando l’emotività della folla, o peggio mettendosi al servizio della politica, già in passato la scienza si ritrovò a giustificare pregiudizi e a certificare la necessità di discriminazioni. Magari senza accorgersene. Vi furono sociologi che, esibendo cifre all’apparenza inoppugnabili, additarono la “sproporzione” con cui talune categorie occupavano posti di potere e altri delinquevano in eccesso. Siamo sicuri che tale pericolo non si ripresenti?
    Nessuno chiede di sottacere i problemi, né di censurare la ricerca sulla devianza. Ma la propaganda degli indici di pericolosità etnici, nazionali o religiosi è robaccia contro cui le società più evolute della nostra hanno già da tempo preso delle contromisure. Le persone responsabili hanno il dovere di non rifugiarsi dietro alla falsa neutralità delle cifre, oltretutto elaborate con criteri parziali e soggette a deformazione.

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    Articolo di:

    Gad - che ha scritto 1436 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    « 14 [13] 12 11 10 9 8 7 6 5 41 » Mostra tutti i commenti

    1. 650
      kirk scrive:

      (ANSA) – GENOVA, 9 MAR – Due giovani romeni sono stati fermati perche’ indiziati dell’omicidio di Angelo Peire’ di 77 anni. L’uomo fu trovato morto il 2 marzo in casa nel centro storico di Genova. Gli arresti, compiuti da polizia e carabinieri in provincia di Rovigo. Il cadavere di Peire’ era stato trovato a diversi giorni dalla morte e solo l’autopsia ha potuto accertare che si trattava di un omicidio.

      Lerner vigila,altri innocenti,vittime dei media, urge soccorso rosso.

    2. 649
      L'Odyoso Idiota scrive:

      #441. Ho capito….Gad è un ventriloquo. E tu sei la sua pancia.

    3. 648
      Alberto scrive:

      Non sono assolutamente d’accordo con quest’impostazione della questione.
      Non si tratta di valutare gli "indici di pericolosità etnica", perchè è una stupidaggine, come è stupida la parola "etnia" (ciascuno di noi deriva da dozzine di "etnie" diverse).
      Si tratta invece di valutare, momento per momento, quali sono i maggiori problemi per la sicurezza dei cittadini.
      Quindi, dire che oggi i maggiori problemi derivano dalla malavita di nazionalità romena è del tutto corretto, perchè significa che oggi le mafie romene sono le più attive nello sfruttare le possibilità che la legislazione italiana e la "giustizia" sbracata offre ai criminali.
      Alla fine dell’800 e agli inizi del ‘900 erano i criminali italiani a rappresentare un problema per gli USA, e 5 secoli fa erano i criminali svizzeri, i mercenari, ad essere un problema per le popolazioni italiane.
      Embè?
      Cosa c’è di strano? Si tratta di situazioni transitorie, nessuno dice che i romeni, o gli svizzeri, o gli italiani hanno nel dna istinti criminali.
      Qualche anno fa erano gli albanesi a rappresentare un problema, che in buona parte è stato risolto anche grazie ad accordi e cooperazione tra le polizie di Roma e Tirana (è noto che il problema si era acuito perchè erano stati liberati molti criminali dalle carceri albanesi, e si erano rifugiati in Italia).
      D’altra parte se fosse un problema di "razzismo", come la sinistra italiana si ostina in modo miope a non capire, allora le "etnie" più prese di mira dovrebbero essere quelle africane, ad esempio i senegalesi o i nigeriani, che invece non creano affatto grossi problemi.
      Che in vari momenti storici l’immigrazione porti all’inizio problemi di criminalità, che poi vengono superati nel corso degli anni, con l’integrazione degli immigrati, è un dato di fatto che è riportato anche nei trattati di criminologia (si veda ad esempio quello del Ponti, su cui studiai a giurisprudenza in epoche non sospette, nella prima metà degli anni ‘80)
      Quindi basta con questo refrain, meno ideologia e più senso pratico nell’affrontare i problemi, grazie!

    4. 647
      miti scrive:

      Buona notte Marco. Onyric e Nicola

    5. 646
      miti scrive:

      Si hai ragione, adesso mi ricosrdo come no del famoso clan dei Kennedy
      Grazie

    6. 645
      marco scamardella scrive:

      di mafia irlandese

      la più ac errima concorrente di quella italiana in america , più debole è stata schiacciata , i Kennedy erano di un clan ( nonni ) di quel tipo

    7. 644
      miiti scrive:

      onyric grazie per la spiegazione.

      No, non lo sapevo Marco.
      Mi perdoni la mia ignoranza ma di mafia irlandese io non ho mai sentito.

      Di Quella italiana , russa , cinese , giaponese, romena etc si ma non di quella irlandese, scozese oppure di provenienza aanglo-sassone

    8. 643
      marco scamardella scrive:

      sai come è occidente e america …….

      comunque in europa la mafia irlandese e il mito dei clan scozzesi sono realtà interessanti ..

      Sai per esempio che i maglioni irlandesi famosi hanno un disegno per ogni famiglia , così che in caso di naugìfragio ne3l terribile mare dei pescattori si potevano riconoscrere i corpi

    9. 642
      onyric scrive:

      Miti, i cosidetti clan della criminalità italiana sono banalmente comitati d’affari, con una spruzzata di familismo che in italia non manca mai.

      Però ‘famiglia’ fa più dignitoso.

    10. 641
      miti scrive:

      Certo che L’Europa occidentale intendevo..

    11. 640
      marco scamardella scrive:

      non voleva separarsi dalla Inghilterra nonostanta il loro forte senso di essere un popolo diverso da quell inglese.

      le urne attraverso cui con granmdi lotte hanno ottenuto una fortissima devolution dicono il contrario .

      L’indipendentismo scozzese è forte , da notare inoltre che i famosi kilt e i colori dei clan sono in massima parte un’invenzione dell’800 che ha motivayto la comunità sulla base di quella che per molti versi è un m ito identificativom più che umn’autentica storia

    12. 639
      miti scrive:

      I’m sorry Marco ma non riesco piu a seguirti.

    13. 638
      marco scamardella scrive:

      Nic nessun proiblema

      ad essere preciusi MIti ha chisto di occidente , poi ha detto che intendeva Europa , se avesse chiesto di Europa penso che non avrei parlato di Boilivia ma magari anche sì per fare casino !

      poi maldestri qualche volta lo si è tutti ………..

    14. 637
      nicola scrive:

      635 Visto che il post di Miti parlava di Europa,e che io ho capito che era riferitoa ll’occidente in quanto parte del Europa svviluppata,allora e per questo che ho,notato la tua svista.
      Se poi vi riferivate solo a posizioni meramente geografiche ,be allora è un’altra cosa,per cui sono anche disposto a ritirare ciò che ho detto.

    15. 636
      miti scrive:

      Sono stato a Edinburgh in una vacanza e li ho incontrato molta gente del poato che non voleva separarsi dalla Inghilterra nonostanta il loro forte senso di essere un popolo diverso da quell inglese.

    16. 635
      marco scamardella scrive:

      caro niv in coscienza e con l’onestà di cui sei capace ti sembra che la bolivia o il continente americano sia in oriente ?

      S. Francisco e LOs Angelkes sono città dell’oriente Santiago del Cile è una città dell’oriente .

      Argentina Messico Cile USA sono nazioini orientali ?

      la russia Cina e il Giappone sono in occidente ?

    17. 634
      nicola scrive:

      631 Marco Scamardella scrive:Comunque mi hai chiesto ironicamente di indicarti un altro paese occidentale con i clan .

      Non ti và bene il clan scozzese e la siua incisdenza nello spirito del separatismo scozzese ?

      Irlanda e Bolivia sono due e sono in occidente

      Be,Marco se per te Bolivia si trova in occidente,allora io ti dico che tu non sei un destro,tu sei maldestro,che non è la stessa cosa.

    18. 633
      marco scamardella scrive:

      Ma la Bolivia non mi risulta che ci sia in Europa.

      a me non risulta che l’occidente sia l’europa ma semplicemente l’ovest rispetto all’asia e mi risulta pure che queso ovest comprenda le americhe.

      con rispetto anche io naturalmente

    19. 632
      miti scrive:

      Devo approfondire il tema dei clan e la mia domanda e seria non ironica.

      Hai tutto il mio rispetto Marco.
      Ma la Bolivia non mi risulta che ci sia in Europa.

    20. 631
      marco scamardella scrive:

      Comunque mi hai chiesto ironicamente di indicarti un altro paese occidentale con i clan .

      Non ti và bene il clan scozzese e la siua incisdenza nello spirito del separatismo scozzese ?

      Irlanda e Bolivia sono due e sono in occidente

    21. 630
      marco scamardella scrive:

      sherwood non è in Scozia .

      la parola clan è scozzese non siciliana ed è un concetto motore della loro devolution .

      La mafia irlandese e quelkla boliviana rispondono a logiche di cla ferree.

      non mi spingo ad elencare competenze e esperienze specifiche , meglio discutere su tesi antitesi ed evntuali sintesi se si trovano sulla base di dati di fatto e loro possibilità di sessere ragionevolmente confutati

    22. 629
      miti scrive:

      Thanks, Marco, I shall see. I lived and worked in Britain for a long while. I had the opportunity to travel accross UK many times. I met a lot of scots, some were my mates. Never heardc about it. You red it maybe once in Robin Hood..

    23. 628
      marco scamardella scrive:

      Bolivia por dios

    24. 627
      marco scamardella scrive:

      Irlanda by Jove

    25. 626
      marco scamardella scrive:

      Scozia of course

    26. 625
      miti scrive:

      Marco Scamardella
      ti sarei infinitamente grato se mi puoi indicare un altro paese occidentale dove perssistono ancora i clan oltre oltre le etnie rom senzaltro.

    27. 624
      marco scamardella scrive:

      Miti

      Ho presente i comportamenti e le abitudini socioculturali prevalenti o degne di nota in parecchie comunità nazionali regionali e locali

      secondo il parametro di Lerner le tue considerazioni dei post precedenti , sia nei confronti degli zingari che nei confronti degli italiani, sono considerazioni su comportamenti etnici a sfondo razziale del tutto inopportune .

    28. 623
      miti scrive:

      Si Marco e vero, puoi informarti dove vuoi. infatti se conosci un qualche romeno chiedelo se capisce il concetto di clan.

      Dei clan Io avevo letto solo nei libri. Non pensavo che questa mentalita tribale potesse soppravivere ancora in Italia. Questa ossesione del territorio, che dire e una novita per me, incontrarla in questo paese.

    29. 622
      miti scrive:

      Grazie Preda per l’info su Romania Mare.
      Che gioia!

      Non lo sapevo che sono fuori dal Parlamento. Ne sono molto contento ed e chiaro: i romeni sono diventeti piu maturi nelle loro scelte politiche. Oh Dio quando penso al dopo ‘89…

      Tribunul fuori….non l’avrei mai pensato. Tanto male ha fatto al nostro paese nel passato con la sua retorica razzista, xenofoba, nazionalist-populista. Qui con la Lega non credo che accadra presto la stessa cosa.

    30. 621
      marco scamardella scrive:

      Solo un solo grupo etnico la condivide in Romania: quello dei zingari

      se lo dici tu

    31. 620
      marco scamardella scrive:

      eroi tantomeno

      non sono stati dipinti come eroi
      non eroi, cittadini lavoratori per bene che sono la maggior parte degli italiani e de rumeni .

      Che significa costanza sui giudizi , i giudizi si devono riferire ai comportamenti e devono essere conformi ad essi non costanti

    32. 619
      miti scrive:

      Giovanni 476

      I 40 & dei criminali romeni ricercati sono venuti in Italia perche ,secondo me, non sono cosi bravi come i loro cugini italiani nel grado di farcela in Germania.
      I vostri sono piou sofisticati, piu evoluti e sopratutto hanno prezervato la mentalita di clan che in Romania e sparita da secoli.
      Solo un solo grupo etnico la condivide in Romania: quello dei zingari. E poi i romeni non sono omertosi nel loro paese dunque non possono soppravivere a lungo in Romania. Per fortuna c’e Italia per loro.

      (AGI) – Berlino, 8 mar. – La ‘ndrangheta si e’ ormai ramificata come una piovra in tutta la Germania, con strutture solide e 230 clan. L’allarme e’ contenuto in un rapporto confidenziale del "Bundeskriminalamt" (Bka), l’Ufficio anticrimine federale, di cui il settimanale ‘Focus’ pubblica nel numero in edicola domani gli elementi salienti. Nel dossier stilato dai superpoliziotti di Wiesbaden e’ scritto che a partire dagli Anni ‘80 la criminalita’ organizzata calabrese ha creato in Germania "strutture saldamente radicate", con punti di appoggio che "servono come base per azioni criminali", mentre il territorio tedesco viene utilizzato anche come santuario in cui nascondere "i capi dei vari clan ed i killer dell’organizzazione mafiosa". Nel rapporto del Bka e’ scritto che sul territorio tedesco sono presenti 230 clan della ‘ndrangheta con "alcune centinaia" di aderenti e con basi installate soprattutto nei laender del Nordreno-Westfalia, Baden-Wuerttemberg, Baviera, Assia e nei 5 laender tedesco-orientali. I clan piu’ pericolosi presenti sul territorio tedesco sono quelli delle famiglie Romeo-Pelle-Vottari di San Luca e quelli delle famiglie Farao e Carelli. Le attivita’ dei malavitosi calabresi in Germania coprono un ampio ventaglio, che comprende il traffico di droga e di armi, la richiesta del pizzo e lo smaltimento dei rifiuti tossici. I proventi ottenuti da queste attivita’ criminali vengono riciclati "con investimenti molto rilevanti soprattutto nel settore della gastronomia ed in quello alberghiero". Il rapporto del Bka rivela che dal 1997 sono stati arrestati in Germania 77 affiliati alla ‘ndrangheta, mentre il massacro di Duisburg di ferragosto 2007 dimostra "di quale potenziale di potere e di violenza disponga la ‘ndrangheta in Germania". (AGI)

    33. 618
      onyric scrive:

      #617 già. ma è tipico: come i film sui pellerossa.

    34. 617
      Preda scrive:

      #615
      Prima mostri, poi eroi
      Come quei genitori che picchiano il figlio senza motivo, poi gli regalano giochetti…
      Forse servirebbe una condotta più ragionevole e costante…
      mostri sono pochi, eroi tantomeno

    35. 616
      Preda Barbu scrive:

      #614

      Si, Roncea lo fa nel modo più derisorio, tramando l’eterno ritornello delle teorie cospirazioniste: c’è un legame tra il lobby ungherese anti-romeno a Bruxelles e il fatto che quelli rapinatori che attirano l’odio sui romeni sono anche loro ungheresi ?! Ma come no, certo che il legame c’è, come c’è una correlazione tra l’età del capitano e l’altezza del oceano….

      Tuttavia, il tenore nazionalista aggressivo non si vende più come prima: furono tempi, quando bastava vituperare sugli ungheresi (una minorità di 7% in Romania) per pigliarsi un bel 7-8% dei voti, con frazione parlamentare, sedi nelle commissioni, influenza, fondi, affari, bella vita. Sembra che i tempi sono cambiati, il Partito “Grande Romania”, così si chiamanano questi, non è più entrato nel parlamento. A quando La Lega ?

    36. 615
      marco scamardella scrive:

      Non credete che questa notizia dovrebbe essere su tutti grandi giornali?

      ampio servizio su TG 5 con interviste ai benemeriti rumeni

    37. 614
      ink scrive:

      #603 – quello che mi sbalordisce di quella roba li e:
      de c?tre doi cona?ionali de-ai lui Lazslo Tokes, pre?edintele de onoare al UDMR ?i conduc?tor din umbr? al Partidului Civic Maghiar.

      - un cosi basso attacco politico e personale non l’avrei creduto possibile.

      Maanche i nostri si stanno attrezzando

    38. 613
      miti scrive:

      (AGI) – Latina, 7 mar. – Una ragazza di Gaeta, vittima di un tentativo di violenza sessuale, e’ stata salvata da due rumeni.
      E’ successo nella tarda serata di ieri nella piccola citta’ del Golfo quando la giovane, uscita da un pub insieme ad alcune amiche, e’ stata poi avvicinata da un magrebino ubriaco che l’ha prima aggredita e poi palpeggiata, cercando di trascinarla un un anfratto. Lei ha tentato di chiedere aiuto ma nell’oscurita’ piu’ totale gli unici ad accorgersi di tutto sono stati due rumeni, padre e figlio, che sono subito accorsi e dopo una breve colluttazione hanno immobilizzato l’aggressore e avvertito i carabinieri. Il magrebino e’ stato artrestato con l’accusa di violenza sessuale

      Non credete che questa notizia dovrebbe essere su tutti grandi giornali?

    39. 612
      marco scamardella scrive:

      Dico me

      criminogeno in basso ed in alto, con istituzioni indebolite di una classe politica predatorianon voglio offendere nessunoAsincronia fra pensiero ed azione .
      L’Italia è un paese ricco e lassista per la giustizia bizantina irriformabile causa lobbies di potere .
      Una carta moschicida perla criminalità di sfortunati paesi che, a causa di decenni di regime oppressivo e abruttente, hanno economia ancora sottosviluppata e criminalità predatoria diffusa .
      Perv quanto riguarda i giudizi sulla classe politica reciproca atengono alle personalissime e opinabilissime opinioni politiche .
      Per educazione e se si è dotati di cultura e sensibilità nei paesi civili si tende a non sputare sentenze faziose apodittiche ed offensive su paesi federati ed amici .
      E’ di cattivo gusto come evitare di confrontarsi con dati di fatto e realtà da governare con civiltà e collaborazione reciproca e da non nascondere sotto il tappeto .
      Dal legittimo governo Romeno che non mi permetto di giudicare mi aspetto collaborazione ed investimento in intelligence e polizia .
      !0 poliziotti romeni in Italia mi sembrano pochi , me ne aspetterei almeno 100 ad esempio ……..

    40. 611
      Preda Barbu scrive:

      …e questa non è che la prova che i sistemi tecnici abbiano una volonta independente degli umani…e funzionano quando e come a loro piace…

      grazie per la cortesa assistenza

    41. 610
      marco scamardella scrive:

      dice Preda

      pochi o tanti pero’ non spiega perche’ sono venuti in italia e non sono andati in germania o spagna

      perché Italia è un paese criminogeno – senza offeso – tutto il mondo lo sa
      criminogeno in basso ed in alto, con istituzioni indebolite di una classe politica predatoria
      credevo che lo sapeste tutti
      non voglio offendere nessuno, vivo in un paese in preda allo stesso flagello
      vi auguro buona notte

    42. 609
      adele scrive:

      603-Grazie a te Preda. L’articolo ha subito attirato la mia attenzione , perchè il romeno lo leggo e capisco più che discretamente. Comunque anch’io avevo pensato, come te ,a dire il vero,che non valeva proprio la pena fare la fatica ( soprattutto per me che devo usare il dizionario) di tradurre un razzista. Onyric sarà per un’altra volta. Adesso sai a chi rivolgerti.
      Preda è davvero preziosissimo in questo blog.

    43. 608
      Preda Barbu scrive:

      #604

      Grazie tanto per la risposta. Provo adesso di madare il commento, forse passa

    44. 607
      Groucho scrive:

      la cosa, diciamo così, curiosa e che se ci fate caso quando c’è un "nostrano" coinvolto ma non è stato arrestato scrivono (i giornali) "parlava italiano" oppure "non aveva accento" o "si esprimeva correttamente".

      Allora diciamolo chiaramente, è business elettorale e commerciale.

      Di una sana convivenza frega a pochi. La paura rende.

    45. 606
      Marconzo scrive:

      Io sono con I romeni

    46. 605
      adele scrive:

      602- Dekuji, amico mio

    47. 604
      Gad scrive:

      A Bucuresti (Preda Barbu 600): ovviamente nessuno ti ha censurato

    48. 603
      Bucurestean scrive:

      ADELE, ringrazio tanto per il documento affascinante del #582 !!

      ADELE, #587 sono diacritici romeni ?, î, ?, ?

      ADELE, #586
      Victor Roncea è un contestato giornalista, uno che fa tutti i giochi possibili. Da anni si è scoperto un cuore tenero anche per il nazionalismo xenofobo. Tradurre l’articolo sarà tempo perso: i stessi luoghi comuni.
      Il Roncea s’indigna contro i due stupratori (che proprio non lo sono…) che hanno la sfortuna di essere triplice odiosi: da stupratori, da zingari e da ungheresi. Poi cade nel solito vittimismo, noialtri romeni buoni e blandi, tutti ce l’hanno con noi, sorte ingiusta, complotto, ungheresi cattivi, zingari miserabili, e via delirando…

      Il suo pubblico – nazionalista xenofobo – non è numeroso, ma forma un segmento del mercato, che lui, da giornalista jolly joker, serve.

      I stessi nazionalisti xenofobi romeni, quando la grande Gabriela Szabo (cognome ungherese DOC), multipla campionessa olimpica, correva col tricolore romeno alle spalle nel entusiasmo delirante di 80.000 spettatori, nemmeno non notavano che lei sia mezzo-ungherese, ma dei stupratori e ladri, se capita avere cognomi meno romeni, fanno un ‘immenso bordello sulla loro non-romenità……

      nicola ‚#562

      Comunque Preda ,scusa ma ogni tanto vai fuori dalle righe,non ti pare?

      Temo di non capire, cosa vuoi da me ?

      Snepretz , #594

      Domanda 1:

      quale sono le fonti utilizzate da Ricolfi?

      Non indica le fonti, ciò che per un scienziato è come essere sgrammaticato intanto che scrittore…Se leggi il mio commento #155, troverai fonti che non possono essere lontani da quelle di Ricolfi

      Domanda 2:

      come mai mette solo le percentuali e non i valori assoluti?

      Suo articolo si vuole una dimostrazione per il gran pubblico, non ha degnato nomare né fonti né dati assoluti, il popolo non e capace di capire ‘ste raffinatezze…

      I suoi passi della dimostrazione sono: 1. esiste propensione criminale etnica; 2. perché Italia, per noti motivi strutturali, attira criminali stranieri; 3. dunque cambiamo strutture

      Per raggiungere la sua conclusione finale Ricolfi aveva bisogno del primo argomento e per appoggiarlo, Ricolfi falsa calcoli, ciò che per me, per deformazione professionale, è un reato capitale.

      Caro Snepretz, con le tue domande 3 ,4 e 5 tu metti in causa il intero sistema di indagine, accertamento e gestione dei dati nel sistemo di lotta anti-criminalità. Che posso risponderti ?!

      I giornali sono strapieni di “accertamenti” del tipo “accento del Est”, “forse romeni”, “carnagione scura”e via allucinando…

    49. 602
      ink scrive:

      #591 – tanti auguri, adele carissima, combattente, solitaria e fiera!
      Avendo ora il tuo permesso posso farteli; e te li faccio ben volentieri e con tutto il cuore, in modo davvero personale.
      Auguri cara!

    50. 601
      marco scamardella scrive:

      attività criminogena dei blog italiani dovresti saperlo

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