Lo sapevate che fra il 2007 e il 2009 i flussi di capitale dai paesi occidentali a quelli in via di sviluppo sono crollati dell’82%? Ormai la chiamano de-globalizzazione, e il primo effetto sulla nostra vita è il ritorno del nazionalismo economico. I capitali rimpatriano, i lavoratori impugnano almeno una bandiera nella speranza di riuscire a difendersi. Addio al vecchio slogan: “Il proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione”. Oggi capita semmai che i popoli delle diverse nazioni europee si guardino l’un l’altro in cagnesco, quasi un ritorno di Medioevo (come lo descrive la copertina di Michele Mally).
Stasera alle 21,10 su La7 protagonisti dell’Infedele saranno i lavoratori della Indesit che protestano contro la famiglia Merloni per quello che definiscono “il patto di Varsavia”: cioè la chiusura dello stabilimento torinese di None a vantaggio della produzione di lavastoviglie in Polonia. Mentre i loro colleghi in cassa integrazione di Brembate (Bergamo) temono la concorrenza delle fabbriche Indesit russe. Naturalmente avremmo potuto citare innumerevoli altri casi, per esempio gli operai Fiat di Pomigliano d’Arco arrabbiati perchè la 500 viene fabbricata in Polonia. Prevale in tutta Europa l’idea che i governi debbano vincolare il sostegno economico alle sole imprese che non lo investono all’estero. Di questo passo, il mercato unico rischia di diventare un ricordo. Ma sarà bene ricordare quello che sta succedendo nei paesi emergenti dell’Est reduci da una crescita frenetica alimentata dai nostri investimenti e ora precipitati sull’orlo della bancarotta: Ucraina, Lettonia, Ungheria, Romania, Bulgaria; ma anche Russia, Polonia e gli altri. Qui lo spettro della miseria ha già provocato rivolte sociali. Soffia un vento populista e xenofobo, le nostre banche e le nostre imprese sono additate come colpevoli della crisi. Oggi aiutare i paesi dell’Est pare terribilmente ingiusto a molti cittadini dell’Ue, ma cosa accadrà se non saremo disposti a farlo?
Gli effetti perversi del nazionalismo economico in cui rischiamo di impigliarci senza volerlo, saranno al centro dell’Infedele di stasera nel quale accanto ai lavoratori Indesit parteciperanno ospiti molto stimolanti: Paolo Rumiz, giornalista di “Repubblica”; Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri (An); lo scrittore italo-ungherese Giorgio Pressburger; l’ex ambasciatore russo Felix Stanevsky; la fotografa polacca Monika Bulaj; la scrittrice ucraina Marina Sorina; la giornalista romena Laura Goldan; il consigliere regionale della Lega Nord Piemont, Oreste Rossi.
Vi invito a trasmetterci fin da subito domande, segnalazioni e commenti che ci saranno preziosi e ai quali cercherò di rispondere durante e dopo L’Infedele. Grazie!
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12 aprile, 2011 alle 2:27 am
Walking in the presence of giants here. Cool thinking all arondu!
6 maggio, 2009 alle 4:56 pm
SPECTRE
Nel nostro paese esiste un’organizzazione criminale occulta e strutturata in modo fortemente gerarchico, per mezzo della figura di un "capo" e di numerosi subalterni.
L’obbiettivo dell’organizzazione è noto: sovvertire l’assetto politico-istituzionale italiano dall’interno, eliminando di fatto tutte le misure di contrappesi.
Questo progetto esecutivo si basa su tre punti fondamentali: il controllo dei mass media, il controllo della giustizia e la creazione di un bipolarismo politico costruito per isolare le forze di sinistra.
Per raggiungere il suo compimento, il progetto ha bisogno di godere di un ampio consenso nella società, sempre più "di massa".
Bisogna chiedersi come hanno fatto, e come fanno, i fautori del nuovo ordine a condizionare il contesto politico-ideologico dei cittadini?
La parabola dei movimenti dei lavoratori dimostra chiaramente l’efficacia di questo intervento.
Da un inizio nel dopo-guerra di opposizione serrata, si è passati ad un graduale inserimento nei meccanismi del potere fino a spaccare in due sinistra, in rivoluzionari e riformisti che riconoscono il sistema democratico-parlamentare.
Come se non bastasse, dagli anni 90 ad oggi, buona parte dei lavoratori dipendenti è passata clamorosamente dall’altra sponda.
I mezzi di intervento sono stati molteplici.
I più evidenti sono: il sistema educativo, il controllo dei mass media.
La scuola è diventata un’azienda dove trionfa l’omologazione delle parole e l’afasia dell’anima, mentre i mezzi di comunicazione di massa hanno imposto violenza e modelli distorti.
I membri della SPECTRE si sono adoperati con successo per abolire il pensiero critico!
Quando la verità è un sondaggio d’opinione, quando un popolo sviluppa in modo sproporzionato l’istruzione ai concetti senza badare al giudizio e al ragionamento, non può che creare dei mostri, delle generazioni di non pensatori, che non sanno quasi niente del passato che li ha modellati e che non si interessano del futuro prossimo.
Una civiltà di morti viventi, senza ereditarietà culturale, che non sa pensare.
Tutto sta procedendo secondo copione, i tasselli si stanno assestando pian piano.
I membri della SPECTRE si stanno preparando a festeggiare.
Rocco Bonelli
27 aprile, 2009 alle 12:01 pm
90227- IL PRINCIPIO DEI VASI COMUNICANTI
In fisica esiste il principio dei vasi comunicanti il quale ci dice che se mettiamo in comunicazione due recipienti contenenti un liquido a livelli diversi, dopo un certo tempo i due livelli divengono eguali: il maggiore si abbassa ed il minore si innalza.
Non è un principio di difficile comprensione del quale tutti abbiamo avuto esperienza: questo principio non è valido solo per i fenomeni fisici, ma anche per i fenomeni sociali ed economici.
Una riprova l’abbiamo avuta ieri sera ad Annozero dove per la prima volta abbiamo assistito ad una dimostrazione di vero giornalismo che ha messo in luce le contraddizioni nate con l’adozione di Eurolandia.
L’ Europa prima dell’unione era a compartimenti economici stagni: ogni stato gestiva la propria economia secondo le risorse di cui disponeva e gli scambi commerciali avvenivano tenendo conto di salvaguardare il proprio sistema economico, a mezzo di controlli alle frontiere che fungevano da rubinetti di regolazione. Con l’adozione della moneta unica e l’abolizione delle frontiere è cominciato il grande disturbo nelle economie interne dei vari stati: quelli con economie forti hanno cominciato a vedere trasmigrare produzione verso l’economie deboli caratterizzate da tenori di vita con meno esigenze e quindi con salari più bassi.
Così abbiamo visto operai italiani della Fiat andare in Polonia a confrontare le loro buste paga con quelle degli operai polacchi della stessa Fiat per lo stesso prodotto: ne è risultato:
Operaio Fiata in Italia: 1200 €/mese – in Europa dalla nascita
Operaio Fiat in Polonia: 400 €/mese – in Europa dal 1/04/2004
Operaio Fiat in Romania: 200 €/mese – in Europa dal 1/01/2007
Da questo prospetto risulta chiaro, per la legge dei vasi comunicanti, l’attrazione per il capitale italiano di andare a produrre in Polonia ed ancor meglio in Romania con le conseguenze intuibili; nel contempo avremo masse di popolazione di quei paesi in trasferimento verso l’Italia.
Ne contempo si è visto che anche il lavoratore italiano è stato contestato dai lavoratori petroliferi inglesi che si sono visti soffiare il posto di lavoro per effetto della busta paga agli italiani pari al 50% di quella inglese.
Queste diversità di retribuzione che stanno emergendo, mettono l’Europa in uno stato di allerta per il futuro poiché le differenze economico-sociali evidenziate non saranno solubili in tempi brevi e saranno fonte di contestazioni soprattutto per le nazioni ad economia forte, come già da quanto sopra si evidenzia.
Questo per quanto riguarda l’interno dell’Europa, ma ormai la globalizzazione mette a contatto economie e culture molto diverse e quello che sta succedendo in Europa sarà niente in confronto a quello che sarà l’avvenire! Continenti all’assalto di altri continenti..
Firenze:27/02/2009 Sermann
31 marzo, 2009 alle 12:22 am
benedetta questa crisi!questa sarà l’unica vera occasione di un cambiamento epocale.ma,dal momento che si contrappongono ancora enormi giochi di potere,sarà molto ardua per l’umanità che produce ricchezza reale(la stragrande maggioranza),dettare finalmente regole certe ad un’esigua minoranza che ha solo prodotto ricchezza per sè e per i propri azionisti ed ha depredato le risorse mondiali creando l’illusione con la globalizzazione ed il turbo-capitalismo senza regole,di arricchire tutti. ma ora,in qualche modo,la natura o qualche disegno a cui per ora all’uomo sfuggono le regole,ci dice che qualcosa si è rotto e difficilmente potrà ritornare come prima;in ogni caso ora si giocherà il destino e le nuove regole per il futuro dell’umanità.e bisognerà fare il possibile che a dettarle non siano sempre i soliti eletti ma che la gente dia un segnale forte del volere della propria partecipazione mai come ora in modo cosi determinato perchè ne va in gioco il proprio ruolo in ogni stato e società.
23 marzo, 2009 alle 11:03 pm
GRANDE GAD,
NON SONO DA SOPPORTARE INDIFFERENTEMENTE POLITICI DEL LIVELLO DI MARONI CHE IMPUNEMENTE NON SI RENDONO CONTO CHE IL PIU’ GRANDE PROBLEMA STRUTTURALE DELL’ITALIA E’ LA MANCANZA PER TROPPI DI LORO DI UNO SPESSORE ETICO E CULTURALE CHE NECESSARIAMENTE ED ASSOLUTAMENTE DEVE ESSERE SUPERIORE.
QUALSIASI OCCASIONE PER RICORDARGLIELO E’ BENE ACCETTA.
15 marzo, 2009 alle 3:26 pm
15 marzo, 2009 alle 1:27 pm
Illustrissimo Dott. GAD LERNER
Ho visto solo ora la sua risposta e mi scuso se "a caldo" sono stato troppo aggressivo, ora mi spiego meglio.
Se riguarda i visi degli operai della Indesit di None in chiusura di trasmissione cosa legge sui loro volti? Stupore, delusione, umiliazione? Prima di tutto non si dovevano collocare fianco a fianco coloro che sono "per" il loro lavoro e coloro che sono "contro" gli stranieri (vedi leghisti).Noi, capiamoci, siamo comunque grati a coloro che come la Lega , i Comunisti Italiani, Rifondazione si sono almeno degnati di prenderci in considerazione. Il PD non ci ha considerati per niente (chissà perchè?) e il solo che ha parlato di noi cioè il sindaco Chiamparino, lo ha fatto una sola volta e poi è forse stato zittito?
Resta il fatto che, nonostante in ogni attività lavorativa chi ha trent’anni di servizio non viene licenziato per fare posto a chi ne ha due, noi non abbiamo nemmeno insistito sulla opportunità di chiudere in Polonia per mantenere il nostro lavoro.
Abbiamo offerto alla ditta, che da poco aveva firmato un’accordo che doveva valere fino al 31-12-2009, di lavorare meno, di guadagnare meno, etc..
Ma non interessa discutere con chi non ha più nessun potere nè contrattuale, nè sociale. Non solo la "sinistra" non ci dà una mano a lavorare ma ci fate passare anche per razzisti. Allora io mi domando "cui prodest"? Un’ultima cosa: non ci ha risposto. Lei cosa farebbe al posto nostro?
15 marzo, 2009 alle 10:34 am
"La Cina deve creare una grande muraglia di stabilità intorno al Tibet per bloccare il secessionismo…..dobbiamo creare una solida grande muraglia per proteggere l’unità della Patria, portando il Tibet ad assicurarsi un ordine ed una tranquillità durevoli" (09/03/2009: Presidente cinese Hu Jintao, di fronte ai tremila delegati del Parlamento).
Mi sembra di avere già sentito delle simili affermazioni da qualche parte, ma non mi ricordo più esattamente dove.
E tutti noi conosciamo qual’è da cinquant’anni, la situazione nel Tibet: o meglio, la dovremmo conoscere.
Sempre gli stessi: o meglio, tutti uguali dappertutto, questi comunisti.
E sono molto duri a mollare l’osso.
In effetti, millenni di grande cultura e filosofia cinese non sono ancora riusciti ad estirpare questo cancro: più o meno appunto, come accade in Europa.
14 marzo, 2009 alle 12:27 pm
LUcius
amare la propria terra conoscere la sua storia , così risesci a capire l’amore degli altri per la propria e riesci a capitre ed amare altre terre ed altri popoli .
Amare l’dea di Europa federata (unita) crerae nei giovani il sentimento di appartenneza locale regionale nazionale ed europeo
14 marzo, 2009 alle 11:39 am
@goffredo………ai perfettamente ragione.da sempre e cosi,e spero che questo giochino in un bel giorno finira per tuti,per me e accaduto;la transformazzione totale nei miei confronti e datorada ai miei figli-per loro e oviamente anche per me le nostre radici li lasciamo dove stano senza fare gran caso.,o imparato da loro che mi servano a poco,oggi come tanti spero mi considero un citadino di questa terra e basta,che vivro qui o la no no no mi importa ,ma come e che riusiro a lasciare di bono sono le mie priorita.E VERO siamo bastardi e siamo belli,e mi auguro giorno in quale lo riconoscerano tuti.ciau..
13 marzo, 2009 alle 9:36 pm
che siamo uno dei maggiori espotrtaori al mondo per via della capacità delle nostre imprese .
Aiutare le impres con fisco e burocrazia migliorate questo è niente altro occcorre
13 marzo, 2009 alle 9:14 pm
il problema del costo della manodopera e’ il problema dei problemi.
l’italia dopo la guerra ha avuto uno sviluppo irripetibile in un contesto particolare .
anche senza questa forte crisi si era capito che la produzione meremente di serie da 15 anni a questa parte viaggia verso nuove destinazioni. c’e’ sempre un nuovo sud del mondo economico, pronto a calar le braghe in cambio di un po di sviluppo.l’unica differenza sostanziale e’ che questo effetto per l’italia e’ durato dal 50 al 90
nei piccoli paesi in via di sviluppo se va bene durera’ 10 anni visto lo sviluppo della mobilita e la caduta di barriere doganali.
unfattore chiave per l’italia e’ la protezione dei marchi nazionali.
il marchio made un itali di prodotti tessili fabricati per esempio in romania e’ la piu’ grande delle truffe.
lasciate stare la politica ( con cui ci fottono regolarmente )propongo di cercare di studiare un progetto che dia solidita’alle capacita’ italiane inesportabili come : prodotti agro alimentari, vini,turismo e wellness in generale , turismo storico, mare e collegati, cultura e universita’, abbigliamento tessile di qualita’,calzature, arredamento, settore edilizio e di tutti questi settori , la componentistica le attrezzature, ecc.
che ne pensate ??
13 marzo, 2009 alle 6:09 pm
Non è + l’età dei veltrusconi non dei proletari
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=KIMAYvmiPMA
13 marzo, 2009 alle 11:46 am
@ Lucius Cornelius
Perché mi preoccupano tanto le questioni "razziali" beh perché le questioni di appartenenza sono sempre sfruttate da qualcuno. Generalmente si sostiene poi che alcune "appartenenze" sono migliori di altre o, come si fa adesso, in una versione politicamente corretta, si dice che "naturalmente" le razze non si mescolano e che spazi occupati da differenti razze sono per definizione conflittuali e instabili.
Meglio scordarsele le proprie origini, per vivere e integrarsi dove si sta, adattandosi agli usi e costumi del paese di ricezione perché intanto, siamo tutti bastardi.
Come si suol dire: lavoratori di tutti i paesi unitevi!!
12 marzo, 2009 alle 11:52 pm
Bella trasmissione, bella rappresentazione della guerra a venire.
Nel giro di 2 anni, il 75% degli ospiti in studio sara’ morto nel corpo o nell’anima. Il rimanente 25% lo e’ gia’.
L’Europa e’ piena di scheletri nell’armadio. Le ante si stanno aprendo, ossa e teschi rotolano sul pavimento. Tornano alla luce, dal fondo dell’armadio, le armi.
Il bagliore del metallo ipnotizzera’ i popoli. Imbracciate lance e spade, al grido di: "Il primato della politica: la difesa della vita!" saranno assestati colpi in tutte le direzioni.
Riposte le armi, l’armadio verra’ riempito degli scheletri del XXII secolo e richiuso.
12 marzo, 2009 alle 9:13 pm
La notevole lievitazione del costo del lavoro in Italia dipende, fra l’altro, dalla rinegoziazione continua dei CCNL e dall’aumento delle retribuzioni con l’anzianità lavorativa ( sviluppo verticale)
12 marzo, 2009 alle 7:55 pm
Per Sergio Mazzella 1278.
Caro Sergio,quello che dici è tutto vero, e dimostra, se ce ne fosse bisogno, che questi grandi flussi migratori di manodopera sono prima di tutto organici al potere.
Per cambiare le cose non serve stringersi e mangiare in otto dove prima si mangiava in tre, come predica da tempo la sinistra italiana, che sembra aver perso ormai ogni idea di lotta. Bisogna che la gente, invece di pensare a far fortuna emigrando, cerchi di dare un serio contributo allo sviluppo economico della propria nazione, facendo là il contadino, il muratore e il medico. E non lo dico per xenofobia.Se molti degli emigrati che negli anni sessanta si sono spostati al Nord con il miraggio del lavoro in fabbrica, fossero rimasti nel loro paese, oggi avremmo meno automobili ma forse uno sviluppo più equilibrato e un Meridione meno disastrato dal punto di vista economico e ambientale. Le condizioni migliori di vita vanno conquistate lottando per far valere i propri diritti là dove si vive.
Poi ci sarà sempre un’altro paese dove qualcuno è disposto a lavorare per molto meno, ma questo c’è sempre stato. Non è che gli operai di Mirafiori non scioperassero negli anni ’70 perchè c’era lo spauracchio della Fiat di Togliattigrad oppure di Polonia e Brasile.
Perchè se abbiamo paura di far valere i nostri diritti, ci troveremo sempre a discutere di una miserabile condizione di accoglienza e solidarietà, e a farci la guerra fra poveri.
Un saluto cordiale
12 marzo, 2009 alle 7:53 pm
Il costo del lavoro in Italia è alto perché l’operario produce poco, ma produce poco suo malgrado perché produce in imprese arretrate.
12 marzo, 2009 alle 7:35 pm
1279
Naturalmente il costo unitario comprende anche l’accantonamento TFR
12 marzo, 2009 alle 7:15 pm
ciau–GOFREDO.non capisco per che ti tanto dai da fare per riscoprire il corso de la storia,e vero la latinita pura e scomparsa ma vivono i suoi figlii,. che ce di male a colegarmi come apartenentza a questa "famiglia".POI..riguardo ai paesi del est–in modo specifico romania ,i miei pareri sono molto diversi in primis i "tumori"sono la coruzzione devastante,;scarsissima educazione scolastica a partire dai anni 1995-1996(le scuole private che si ocupano di vendere le diplome e le lauree);le multinazionali che in pochisimmi ani sono riusiti a portare sul orlo del barato mio paese,e in fine ma non la ultima le televizioni controlate de persone senza scrupoli ,ma con un piano distrutivo calcolato in minimi detagli…e qui potrei scrivere una enciclopedia deel male ingani e schifezze di tutii i generii.scuza la mia grama…ma spero che riesi a capire.ciau
12 marzo, 2009 alle 7:00 pm
@Goffredo
Il fatto che il costo/ora del lavoro italiano sia più alto che in altri paesi non dipende dal costo del lavoratore, ma dall’arretratezza delle imprese italiane ( ???????? )
Il costo unitario del lavoro non dipende dall’arretratezza dell’impresa ma quanto costa in termini monetari all’impresa ( retribuzione lorda, contributi previdenziali e IRAP) e dal 1999ad oggi ha avuto un aumento costante notevolmente superiore rispetto a Francia e Germania.
12 marzo, 2009 alle 3:34 pm
Gentile libero pensiero 1255
C’è un problema : Il salario mensile di un lavoratore polacco è di circa 400 euro, per un rumeno è di cirsa 200 euro, per un russo è di circa 100 euro, per un cinese, indocinese o indiano si scende a meno di 50 euro .
Come possono i lavoratori dell’europa dell’est chiedere aumenti salariali o scioperare quando sanno benissimo che le aziende possono trasferire la produzione altrove ???
Per questo motivo devono stare buoni e zitti.
Tutti sanno che i cinesi non lavorano 40 ore alla settimana ma superano le 70, infatti non hanno ferie, festività, malattie e la loro produttività oraria pro capite è insuperabile.
Gli indiani poi sono già suddivisi in caste rigide e per i paria accettare di essere manodopera inferiore, sottomessa e senza diritti è naturale, glielo insegnano fin da bambini. Invece i militari e i bramini sono caste dominanti e lo sanno dalla nascita.
La realtà è che chi da 20 anni globalizza e specula vuole vedere anche gli occidentali sottomessi e umiliati chiedere la carità di un posto di lavoro sottopagato.
Ancora negli anni ottanta sentivo imprenditori lamentarsi perchè i sindacati erano la rovina dell’Italia, gli operai avevano troppe pretese e che gli avrebbe fatto bene provare un poco di fame.
Vi ricordate, alla caduta del muro di Berlino, il commento di Gianni Agnelli?? Egli disse: LA FESTA E’ FINITA. Capite ora a cosa alludeva??
Meditate gente, meditate.
Sergio Mazzella
12 marzo, 2009 alle 3:32 pm
12 marzo, 2009 alle 3:04 pm
@ Lucius Cornelius
In italia di latini credo ne siano rimasti ben pochi, pensa che a partire dal secondo terzo secolo D. C. scorribande di ogni genere hanno fatto della "razza" latina una razza bastarda: arabi, germani di ogni tipo e latini, (anch’essi peraltro inbastarditisi con popolazioni di ogni genere) per non parlare poi degli ormai estinti da millenni celti (vedi Bossi)
@ Federico
Il concetto è chiaro: una pletora di benestanti criticano il nazionalismo dei "fetenti" operai accusandoli di ignavia, credo, se ben ricordo, che fu su queste basi che il Nazional socialismo riscosse ampissimi consensi
@ Francis
Il fatto che il costo/ora del lavoro italiano sia più alto che in altri paesi non dipende dal costo del lavoratore, ma dall’arretratezza delle imprese italiane (non so francamente se tra queste si possa includere la indesit) e il problema dell’arretratezza non credo si risolva esportando le produzioni in paesi ancora più arretrati ma investendo denari invece di comprare SUV e ville con piscina o, peggio ancora, trotterellando in barca come fa il grande capitalista italiano Tronchetti Provera
12 marzo, 2009 alle 12:42 am
Goffredo 1266 scrive: Ovvero bisogna dire: la protezione dell’ambiente, il sistema sanitario nazionale e tutto il resto del welfare hanno un costo elevato.
Produrre nei paesi dove non esistono questi costi è più conveniente, in particolare sono molto care le misure di protezione ambientale, non solo il costo della mano d’opera.
Non è questione di dumping è la competività della industria manifatturiera italiana che peggiora continuamente anche rispetto i nostri vicini.
Fatto 100 il costo unitario del lavoro nel 1999 a luglio 2008 si aveva:
139 per l’Italia
130 per la Spagna
110 per la Francia
95 ripeto 95 per la Germania.
(fonte Bollettino economico B.I. n.54)
A questo punto se vuoi esistere devi delocalizzare per i prodotti che non sono più competitivi. Quindi non prendiamocela con i romeni.
La soluzione, come già evidenziato, viene dalla Toscana.
La Elettrolux ha chiuso una stabilimento analogo a quello di Torino della Merloni, all’incirca con lo stesso numero di personale. Gli enti locali , i sindacati e gli imprenditori si sono rimboccati ..le maniche. Risultato: la Elettrolux ha ceduto a prezzo simbolico lo stabilimento ad un imprenditore che intende costruire i pannelli fotovoltaici con l’impegno di assumere tutti i dipendenti posti in cassa integrazione, la Regione si è impegnata ha sopportare il costo per la riqualificazione di tutto il personale ai nuovi compiti produttivi, il Comune ha assicurato l’utilizzo dei pannelli solari in tutte le strutture pubbliche nel giro di 2 anni.
11 marzo, 2009 alle 10:04 pm
Ti preghiamo di mantenere i toni della discussione entro i limiti di buona educazione e netiquette.
1274federico scrive: Il tuo commento è in attesa di essere accettato.
11 Marzo, 2009 alle 10:01 pm
Risposta a Federico (834). Davvero pensi che siamo in ribasso come ospiti perchè L’infedele non esibiva la solita compagnia dei soliti noti? Pensa che io invece me ne vanto. Se tu invece preferisci i soliti prezzemoli non hai che l’imbarazzo della scelta, pigia sul telecomando!
Caro gad …… che dire …. grazie del consiglio.
Il primo impulso è di mandare a fare in c…. te, la tua supponenza, la tua stizza e…… via cantando le tue doti.
Ma poi ho capito il motivo profondo della mia insofferenza.
Quei lavoratori che fanno i conti con un TRAGEDIA ( una tragedia caro testa di c…. che non puoi neanche immaginare cosa significa sprofondare nell’incertezza più abissale OGGI, per se e per i propri figli ) MERITAVANO DI PIU’ E DI MEGLIO DELLE MEZZE CALZETTE CHE HAI OFFERTO.
ANCHE SOLO PER RISPETTO PER IL LORO DRAMMA DI VITA.
E poi, scusa se te lo dico, in mancanza di qualsiasi proposta decente per risolvere i problemi ….. come stupirsi se il populista-razzista di turno viene applaudito a scena aperta quando infila la demagogica difesa del lavoro italiano …. e della casa agli italiani … e via continuando.
Forse ti farebbe bene sopravvivere con 1200 euro al mese ….. e poi perdere anche questa schifosissima certezza.
Io lavoro per 1100 euro al mese ( e non sono sicuro che duri )
11 marzo, 2009 alle 9:34 pm
per GIUSEPPE RASO 1261
QUELLO CHE TU DEFINISCI E IN PARTE PRATICHI NELLA TUA PICCOLA AZIENDA E’ UNA BELLISSIMA COSA , CHE DAREBBE PENSO GRANDE EQUILIBRIO ALLE SOCIETA’ MODERNE. NATURALMENTE CHISSA PERCHE’, CHISSA’ CHI LO DECIDE, LE COSE VANNO IN UNA DIREZIONE DIAMETRALMENTE OPPOSTA. VEDIAMO NEL NOSTRO PAESE, DEFINIBILE MODERNO, OCCIDENTALE ECC. CONTINUA AD ESSERCI UN NORD E UN SUD, VOGLIO DIRE CHE GLI SCUILIBRI FAVORISCONO SEMPRE CHI MANOVRA E QUALCUNO CHE MANOVRA C’E’.NELLA PARTE PIU’ POVERA DEL PAESE SONO STATI (E’ SOLO UN ESEMPIO )RIVERSATI INGENTI INVESTIMENTI SENZA ALCUN COSTRUTTTO SE NON L’INTERESSE DI POCHI FACCENDIERI E DI MOLTI POLITICI CHE NON HANNO FATTO ALTRO CHE SPERGIURARE SULLA PROPRIA SALVIFICA RICETTA RISOLVITRICE DI PROBLEMI.
VOGLIO DIRE CHE E’ COME AVERE UN ALIBI CHE GIUSTIFICA QUASI TUTTO .SI STA FACENDO DA 10 ANNI UNA COSTOSISSIMA GUERRA IN IRAQ CHE VOLEVA ESPORTARE LA DEMOCRAZIA….. HAI MAI SENTITO UNA CAZZATA PIU’ GROSSA.EPPURE E’ STATA DIFFUSA DA TUTTI I MAGGIORI NETWORK NEL MONDO.
L’OTTANTA PER CENTO DEI NETWORK MONDIALI E’ IN MANO A UNA CINQUANTINA DI PERSONE .GLI USA VOLEVANO AVERE PETROLIO BUON MERCATO,RIFOCILLARE L’INDUSTRIA DELLE ARMI, FARE POLITICA ESTERA A MODO LORO.PER FARE QUESTO HANNO CALPESTATO NEL MODO PIU’ OSCENO I PIU’ ELEMENTARI DIRITTI UMANI. TI LANCIO UN CONCETTO DI BASE SU CUI RAGIONARE. DICO UNA CAZZATA SE DICO CHE VISTO L’UNIFORMARSI DEL SISTEMA OCCIDENTALE CON UNA CHIARA STRAPOTENZA DELLE MULTINAZIONALI, VISTOL’UNIFORMARSI DELL’INFORMAZIONE E DELL’OPINIONE SU SCALA PLANETARIA GRAZIE AI NUOVI SISTEMI DI TELECOMUNICAZIONE,VISTO L’UNIFORMARSI DELLE POLITICHE COSIDDETTE COMUNITARIE WTO G7 G20 OCSE NAFTA ECC NON SAREBBE ORA DI TEORIZZARE POLITICHE NAZIONALI CHE PRIMA DEL PROFITTO (CHE E’ DIVENTATA L’UNICA SORGENTE DI FELICITA )TENDANO ALLA COSTRUZIONE DI SOCIETA’MENO RICCHE MA PIU’TRANQUILLE PULITE E CONSAPEVOLI ?
STO PARLANDO DIRIFORME DI TIPO ECONOMICO. CIAO
11 marzo, 2009 alle 7:41 pm
cosa centra ?
11 marzo, 2009 alle 7:33 pm
ciau a tuttti,.sono nuovo …e non so ne anche scrivere gramaticalmente coretto e per questa cosa chedo scuza,poi o voglia tantisima di confrontarmii a scudi ribasati con tuti queli che non farano caso dala mia incapacita scritorica ..tanto o studiato in ROMANIA COMUNISTA,,e non mi dispiace a fatto ce lo anche una bella laurea ..serve a coprire un buchino in ripostiglio..comunque il mio primo ""candidato e GUY FLAKES 1.SE pensi che dopo piu di 2000ani di storia noi DACII(rumeni per libri di geografia e politica),siamo un popolo di morti di fame…???!!!e no sbaglii cariissimo,farai molto bene a legere un po di storia capirai per che il mio paese si chiama ROMANIA–ROMA-NIA,O ROMA-nia,ma sai sempre nelle famiglie e dificile a far ragionare la suocera con la nuora…zio con nipotinii etc,.comunque mia madre mi a batezato lucian cornelius,il mio fratelo si chiama laurenzio fiorentino..e chi sa per che io non devo esere fiero di questa scelta che tanto mi avicina ale mie radici latine(italiane intendo),.2 se voi andare in romania vai pure ,magari per farti un vacanza ,vivere non sara dificile troverai dei buoni amicii che ti darano una mano,scoprirai che per esere felice non ti servirano le tue invidiatissime dividende bancarie,.poi non vedrai MAI un mio conazzionale morto per la fame in giro..3 i prezzi sono atualizati a E.U.,scoprirai che 1kilo di farina costa 15%in piu che in italia .la pasta 50%in piu che in italia.cafe 100%in piu ,la carne 25%in piu.eetttccc,e vedrai che imparerai a vivere con 150euro al mese ONESTAMENTE ,e qualche volta anche FELICEMENTE,,…4importantissimo e come viviamo ,come rispetiamo e anche come amiamo tutto quelo che ce stato dato..PER tutti gli altri FORZA OBAMA!!!!!
11 marzo, 2009 alle 3:03 pm
@ Giovanna
Un discorso un po’ più approfondito non è stato fatto per il semplicissimo motivo che le leggi contrastano con l’ideologia iper liberista fatta propria dal programma, laissez faire…
E poi che figura ci avrebbero fatto le "simpatiche" giornaliste e l’intellettuale ungherese che tanti consigli avevano da dispensare ai pigri, grigi, scansafatiche e anche un po’ "scemi" operai italiani che figurati, ancora "pretendono" di avere un lavoro pagato e dei servizi.
È la globalizzazione bella per il lavoro competi con i cinesi per l’impresa invece sei protetta dallo stato, vedi telecom, autostrade eccetera.
11 marzo, 2009 alle 2:56 pm
errata corrige x Mir.ca 1256
11 marzo, 2009 alle 2:55 pm
Mir.ca 1265 ti leggo solo ora.
Quindi deduco che un tasso oggi variabile al 4-5%, fisso passa al 8-9%, anzichè 6-7%.
Capperi che onesti, quasi fossimo nel 1992 quando erano al 17,5% variabile, sempre più oneste queste banche, che ci derubano quando va male e anche quando va bene
11 marzo, 2009 alle 2:51 pm
seguo sempre con molto interesse i tuoi programmi e al riguardo della trasmissione del giorno 09/03/09 mi permetto di far notare che sarebbe stato necessario dare più risalto alle normative di leggi vigenti nei vari paesi tipo normative ambientali, sicurezza nei posti di lavoro,contratti di lavoro ecc. confrontarle e far si che a livello di comunità europea e mondiale si approvassero normative di miglior favore per la popolazione ; solo dopo aver puntualizzato ciò sarebbe stato possibile procedere alla globalizzazione.
grazie
11 marzo, 2009 alle 1:05 pm
Ho visto l’Infedele con un giorno di ritardo, vivo all’estero e lo vedo sul sito.
Non sarebbe stata cattiva i idea leggermi i post per non sovrappormi ad altri.
Devo dire che sono rimasto davvero allibito, probabilmente neanche dal panettire avrei trovato tanta superficialità e pressapochismo.
Il problema della mano d’opera a basso costo non è solo "squallido nazionalismo" perché alla base di quei costi c’è un modello di vita e un particolare tipo di regime.
Cioè, in sostanza, al dumping economico occorrerebbe associare il dumping sociale, che non è protezionismo.
Ovvero bisogna dire: la protezione dell’ambiente, il sistema sanitario nazionale e tutto il resto del welfare hanno un costo elevato.
Produrre nei paesi dove non esistono questi costi è più conveniente, in particolare sono molto care le misure di protezione ambientale, non solo il costo della mano d’opera.
I paesi dell’est europeo sono poi particolarmente vantaggiosi perché ultraliberisti: pochi sindacati a dare fastidio, welfare inesistente, protezioni ambientali zero, sgravi fiscali di vario tipo.
Una volta si parlava di "esercito di riserva" poi Marx ha smesso di essere conveniente per fare carriera e sono arrivati i Blanchard.
Questo è stato l’allargamento dell’Unione a est, aprire a un mercato di lavoro privo di regole.
Ma nulla di tutto questo è stato detto se non dall’ambiasciatore Russo e dal leghista.
Dal programma sembra che gli unici contro questi processi siano appunto leghisti e fascisti, ma non è vero e un contraddittorio più approfondito avrebbe dovuto mostrarlo.
Anzi in modo particolarmente squallido è stato addirittura sostenuto che gli operai che perdono il lavoro sono:
1) Incapaci di reagire
2) Troppo stressati
Ma i partecipanti al programma come vengono scelti? Direttamente dai Giavazzi e dai Salvati paladini del "nazionalizzare le perdite e privatizzare i lucri"?
Forse Lerner dovrebbe dire chiaramente che il welfare è solo un vezzo egoistico di società opulente? Perché è questo che passa dai suoi programmi dove non esiste di fatto un contraddittorio.
Oltretutto, relativamente ai lavoratori italiani assunti in inghilterra, Iacona, grande giornalista, ha mostrato come i salari dei suddetti operai sono inaccessibili, ma altri operai, portoghesi, che lavorano per la Total confessano come i loro salari siano decisamente inferiori a quelli degli inglesi.
Se questa è l’ideologia delle nuova sinistra PD, e io so bene che è questa: ultraliberismo e lassez faire alle imprese, beh si apriranno ampi spazi per formazioni dell’ultra destra.
Mi chiedo poi come mai nessun esponente della sinistra ex arcobaleno faccia mai capolino al programma? Chissà? Boh?
11 marzo, 2009 alle 10:57 am
Si fanno queste chiacchere in sezione ?
11 marzo, 2009 alle 10:19 am
Ho sentito dire che si vuole creare il Partito Unico anche in Italia, è forse il preludio della nuova dittatura prossima ventura????
Persino i preti cattolici dopo aver maledetto il comunismo hanno maledetto anche il consumismo , vogliono vederci in miseria tornare a riempire le chiese per darci l’oppio dei poveri???
Francamente mi sembra che si stia aizzando l’opinione pubblica contro gli stranieri, alla maniera dei vecchi nazisti, per favorire una involuzione dittatoriale. Forse che il Partito Unico centra qualcosa in questo progetto???
11 marzo, 2009 alle 10:16 am
Purtroppo, i problemi dei cosidetti disoccupati, costituiscono un problema della "minoranza" del Paese. Il governo ci dice di essere ottimisti; in questo caso, si rivolge alla minoranza? Non credo proprio. Per me, minoranza sono tutte quelle persone, italiane o straniere poco importa, che da un giorno all’altro si ritrovano senza lavoro. E’ per queste persone che bisogna lottare. Fare una distinzione fra lavoratori stranieri e italiano è ingiusto, anacronistico e pericoloso. le persone non possono essere soggette all’"uso e fetta", nel senso che sono importanti quando mi servono e vanno gettate via quando la "coperta si è fatta corta", come diceva Lerner. Concentrarsi su un eventuale lotta contro "lo straniero", che toglierebbe posti di lavoro agli Italiani fa comodo a quanti sono i responsabili di questa catastrofe o a quanti continuano ad invitare all’ottimismo, senza pensare ad interventi innovativi, che creino produzione e lavoro!Sono i governi che debbono intervenire, non gli stranieri a doversene andare via!. Qui non si tratta di buonismo, ma di pura e semplice razionalità! Se i governi sono incapaci di risolvere la crisi, si dimettano e diano spazio ad altri!Non penso che la crisi sia senza soluzioni, a meno che essa non sia voluta e caldeggiata, da chi mira ad arricchirsi sempre di più; e anche questo mi sembra possibile.
11 marzo, 2009 alle 10:03 am
A proposito di Liberal Socialismo, guardate che non è un idea nuova.
Il grande economista inglese John Maynard Keynes visitò una Nazione dove il Capo del Governo aveva creato per primo al mondo lo Stato Sociale.
In quella Nazione agricola, senza badare a spese e truccando i bilanci statali, si erano creati milioni di posti di lavoro per i diplomati alzando il livello di istruzione obbligatoria grazie a nuove scuole, si era pensato alle pensioni per gli anziani istituendo l’INPS, l’INAIL si occupava degli infortuni sul lavoro, l’ Istituto di Ricostruzione Industriale ( IRI ) salvava le aziende in crisi e garantiva l’occupazione, la Banca Centrale controllava tutte la banche tutelando il risparmio, l’Istituto Nazionale delle Assicurazioni riassicurava le altre Assicurazioni private e le controllava, si bonificavano le paludi, si creavano strade e oasi agricole nel deserto libico, si favoriva il trasporto pubblico con la ferrovia, l’edilizia pubblica prosperava e dovunque sorgevano edifici stile impero, vi erano persino le colonie al mare per i bambini dei lavoratori, e nel tempo libero erano tutti organizzati in divisa meglio dei Boy Scout.
John Maynard Keynes ne rimase favorevolmente impressionato al punto da elaborare la sua nota teoria dell’intervento dello Stato nella gestione dell’economia che dopo la seconda guerra mondiale divenne il vangelo di tutti i governi europei.
Certo quell’illuminato Capo del Governo aveva un poco del dittatore, era un maestro ex giornalista socialista interventista, era anche molto nazionalista e fanatico degli antichi romani, pesate che il suo partito si chiamava Fascista e lui era Benito Mussolini.
Al Mussolini si era ispirato anche il capo del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi, un certo Adolf Hitler. Dopo avere vinto le elezioni in una Germania disastrata da inflazione e disoccupazione, in un solo anno creò 4 milioni di posti di lavoro, anche lui aveva un pò di manie, non gli piacevano gli ebrei , gli zingari, gli omosessuali , i polacchi , gli slavi , i meridionali ecc. Lui sviluppò molto l’industria pesante :
Aerei militari ,carri armati , sommergibili, è noto che la differenza tra
gli adulti e i bambini dipende solo dal costo dei loro giocattoli.
Ma sia gli Italiani che i Tedeschi erano in quel momento fieri dei loro dittatori capital socialisti nazionalisti razzisti, o più tardi tristemente
noti come fascisti e nazisti.
Dopo tutto ogni Popolo ha il Governo che si merita, specialmente se può esercitare il diritto di voto.
Saluti . Sergio Mazzella
11 marzo, 2009 alle 9:27 am
Rispondo a Paolo Rossi (1254). Non conosco testi a proposito ma, sono un piccolo imprenditore e ho sempre creduto che la mia soddisfazione passa attraverso la gratificazione dei miei dipendenti e conseguentemente dei miei clienti. E’ possibile da parte dei capitalisti coniare un nuovo modello di impresa fondato su questo pensiero. Potrebbe sembrare un’idea vicina al cooperativismo, ma è diversa, perchè le cooperative escludono totalmente il capitalismo. In parole povere, io credo che l’utile di un impresa debba essere suddiviso in parti eque tenendo conto del rischio che l’imprenditore si assume, cioè 1/3 ai lavoratori e 2/3 al capitale (comprendente la remunerazione del capitale di rischio). Pensa quanti vantaggi ci potrebbero essere per tutti!!!
11 marzo, 2009 alle 12:49 am
Vogliamo FREGARE L’EUROPA DELL’EST ?
La freghiamo con le stesse armi delle multinazionali.
PRENDIAMO LE MULTINAZIONALI PER LA GOLA!!!!
1) Ritiriamo i soldi dalle banche. TUTTI.
Applichiamo la strategia in tutti i paesi dell’EST e questa EUROPA contro i cittadini affonderà.
2) Emigriamo in massa in ROMANIA li i soldi valgono il doppio da subito possamo vivere di rendita per un po’, giusto per far maturare la situazione.
3) Lavoriamo a metà del prezzo dei rumeni, ricordate abbiamo i soldi e possiamo vivere di rendita.
4) Le multinazionali preferiranno noi ai romeni perchè costiamo meno.
5) Le multinazionali licenzieranno i romeni a casa loro.
6) Metteremo in crisi la romania impreparata a gestire i grossi flussi immigratori.
7) I romeni torneranno a fare i morti di fame.
Gli stati dell’EST saranno costretti a far salire il costo della vita per impedirci di vivere di rendita.
Abbiamo raggiunto il nostro scopo, alzare il costo della vita e il costo del lavoro in tutta europa. Intanto i rumeni senza lavoro si gratteranno e si incazzeranno un po’.
Siete con me?
Diffondete l’Idea!
Armiamoci e partiamo.
Sono sicuro che funzionerà! E’ l’ultima possibilità che abbiamo per difenderci e cambiare le cose.
11 marzo, 2009 alle 12:39 am
Non c’è dubbio, la crisi viene dal basso. Sono 10 anni che sento su programmi come porta a porta ecc. ecc. che gli italiani hanno salari bassi e non arrivano a fine mese e i politici, e chi ha i soldi, se ne è sempre fregato. Adesso che addirittura si portano i posti di lavoro all’estero, la situazione di certo non migliorerà, ma peggiorerà.
Manca chi compra. Chi comprerà, l’operaio polacco che prende una miseria di stipendio? Sicuramente non consumerà come un operaio italiano…Così adesso non consuma nessuno, ne l’operaio italiano (cassintegrato), ne l’operaio polacco (troppi pochi i soldi…). Certo che chi ha previsto questo scenario è un genio! E’ un luminare dell’economia! C’è l’offerta dei prodotti ma non c’è la domanda…veramente delle persone intelligentissime, vinceranno sicuramente il mongolino d’oro!
E di questo sapete che vi dico? Sono contento! A rimetterci in questa crisi è più che altro chi ha grossi capitali e azioni. E non finisce qui…
Adesso, pagate pegno!
10 marzo, 2009 alle 11:31 pm
+soldi per la pasta -soldi per il cemento
+cemento= -suolo= -pasta
tassare le seconde-terze case sfitte e le società immobiliari!
10 marzo, 2009 alle 11:28 pm
+soldi ai disoccupati -soldi ai costruttori edili
10 marzo, 2009 alle 10:16 pm
1253 serenella, come ho scritto il altro post, e come giustamente dici, molti sanno solo parlare. La cosa più pratica che sanno fare è schiacciare l’interruttore della luce e aprire il rubinetto dell’acqua.
Quanto ai mutui a tasso fisso le banche, almeno quelle con cui ho contatti, li concedono ma applicando uno spread (cioè il loro compenso) di 3 – 4 punti percentuali sull’euribor quando una volta chiedevano un punto e mezzo.
10 marzo, 2009 alle 10:08 pm
CARO GAD, NON SONO PROPRIO D’ACCORDO SUL TUO MODELLO DI ACCOGLIENZA.Cioè non sono d’accordo sul modello di una solidarietà "a tutti i costi". Mi spiego. Ieri sera, all’Infedele, un lavoratore dell’Indesit suggeriva che per contrastare la fuga delle industrie italiane nei paesi dell’Est Europa,sarebbe importante che i lavoratori di quei paesi si impegnassero per ottenere laggiù migliori condizioni salariali. In questo modo si otterrebbero due vantaggi:
1)migliorerebbero le loro condizioni di vita
2) anche i lavoratori italiani avrebbero maggiori probabilità di conservare il loro posto di lavoro.
A questa osservazione, a mio avviso molto sensata, hai replicato che i Paesi dell’Est sono parte dell’Unione Europea, e che non è possibile limitare i movimenti di manodopera e capitali verso e da quei paesi.
Questo è vero, ma è altrettanto vero che se l’Europa vuole diventare un agglomerato stabile di nazioni, dovrà decidersi prima o poi ad affrontare anche il problema dei forti squilibri esistenti tra le piattaforme salariali dei suoi stati membri.
Altrimenti non si capisce perchè il Parlamento Europeo legiferi sulle quote latte, piuttosto che sull’olio di oliva o sugli additivi negli alimenti e non faccia nulla per modificare una situazione che è ormai fonte di tensioni crescenti.
Tu ieri hai ironizzato, dicendo che questo vorrebbe dire costruire una specie di nuova Repubblica Socialista Europea. Potrei replicare che è facile parlare di accoglienza e solidarietà quando devono sobbarcarsela gli altri.
Cosa mi diresti se la conduzione dell’Infedele fosse affidata ad un giornalista rumeno, o polacco, che si accontenta di un compenso molto inferiore al tuo?
A mio avviso i lavoratori rumeni, polacchi, albanesi, e non solo, devono fare la stessa cosa che hanno fatto con tanta fatica e tribolazione i nostri nonni e i nostri padri, e che faticosamente continuiamo a fare anche noi, e cioè lottare per fare valere i propri diritti nelle loro nazioni.Le migliori condizioni che abbiamo conquistato qui non ce le ha regalate nessuno, ma sono il risultato di decenni di lotte.E’ troppo comodo abbandonare il proprio paese e andare a cercare fortuna all’estero.
E poi mi sembra che oggi si faccia un pò troppa mitologia sulla figura dell’emigrante.Bisognerebbe anche avere il coraggio di dire che a volte, dietro questa scelta c’è soprattutto il desiderio di trovare una scorciatoia.
Non capisco perchè ci sono italiani che vanno in Romania a rimettere in piedi vigneti che sono in stato di abbandono, mentre i romeni emigrano in Italia per andare a lavorare in fabbrica, nel migliore dei casi.Secondo me questa cultura della fuga non porta da nessuna parte, anche perchè la Romania non è il Burkina Faso. E da un bel pò di tempo non c’è neanche più Ceausescu. E Solidarnosc, che ha tenuto testa a un generale come Jaruselszky, che fine ha fatto?
Penso che la vera solidarietà non sia propinare facili prediche, ma aiutare concretamente le persone a conquistarsi una vita migliore là dove sono nate e dove vivono. E in questo senso credo che dovremmo davvero meditare una frase che credevamo ormai superata e che oggi mostra invece una straordinaria attualità:
"Proletari di tutto il mondo unitevi".
Forse sarebbe un modo di costruire una alternativa capital-socilista
Un cordiale saluto.
10 marzo, 2009 alle 9:56 pm
APPROFITTO DEL TUO SITO ,GAD, PER RINGRAZIARTI DEL PROGRAMMA SIMIL PORTA A PORTA CHE HAI FATTO IERI. QUELLI CHE ERANO LI AVEVANO TUTTI RAGIONE POICHE’ MANCAVA LA CONTROPARTE , GLI IMPRENDITORI DELOCALIZZATORI A CUI SAREBBERO STATE FATTE DAVVERO INTERESSANTI DOMANDE .LO SO, NON E’ COLPA TUA, QUELLI LI NON SONO MICA SCEMI, VERRANNO LA PROSSIMA VOLTA QUANDO FRA LORO SI DISCUTERA’SUL FATTO CHE NON CI SONO SUFFICENTI INFRASTUTTURE PER DELOCALIZZARE VELOCEMENTE PRIMA DEI TEDESCHI E DEI FRANCESI.
MA DAVVERO TU PENSI CHE SE STESSERO OGNUNO A CASA LORO, CON OPPORTUNE BARRIERE D’ACCESSO ALLE MERCI E ALLE PERSONE SAREBBE TUTTO PEGGIO??
NON E’ FORSE CHE NEI MERCATI DELL’EST SI SIA COMINCIATO A FARE FINANZA PRIMA DI FARE INDUSTRIA E CHE QUESTO SIA IL SUCCO DI QUESTA CRISI PLANETARIA ??
PRESTARE LORO SOLDI E SOLO IL SISTEMA MIGLIORE PER RENDERLI SUCCUBI.
GAD, DOPO QUELLE BELLE TRASMISSIONI SULLA FINE DEL COMUNISMO, SARAI PRONTO A FARE QUELLE SULLA FINE DEL LIBER- CAPITALISMO ?
A ME SEMBRA CHIARO SI POSSA APRIRE IL DIBATTITO SULLA TERZA TEORIA TUTTA DA CREARE, QUELLA SULLO SVILUPPO EQUILIBRATO E SOSTENIBILE CHE LE NUOVE GENERAZIONI DOVRANNO PER FORZA DI COSE PRATICARE E CHE NOI ORA DOBBIAMO PROVARE A TEORIZZARE. CIAO GAD, (SCUSAMI LA BATTUTA ) VA A NFIASCA’ EL VI CHE LE URA.
10 marzo, 2009 alle 9:35 pm
1245 Mir.ca hai notato anche tu che palle con tutto questo revisionismo storico, ma dove le trovano tutte queste assonanze col 1930-1940-1945.
L’america era quel che era all’epoca, noi pure non eravamo certo EU, per non parlare dello stato dei lavoratori praticamente in schiavitù.
Con la scusa del non tornare al 1920-1930 ci farebbero veramente regredire e smentirebbero tutti i sacrifici dei lavoratori italiani ed europei, come pure il rpogresso tecnologico che ha fatto fare passi da gigante alle popolazioni.
Mir.ca mi sembra una presa per i fondelli tutta questa paura di tornare indietro per non andare avanti.
O.T. Lo sapete vero che le banche da anni non danno mutui a tasso fisso, quelli tanto decantati da tutti gli ultimi governi.
Se sono informata male gradirei qualche nome di banca che fa mutui prima casa a tasso fisso.
10 marzo, 2009 alle 9:26 pm
CAPITAL SOCIALISTA PUO’ ESSERE LA PIU’ CLASSICA DELLE CONTRADDIZIONI IN TERMINI. MA PROVIAMOCI………..
SECONDO TE , COME E’ POSSIBILE FONDERE IL CAPITALISMO CHE ALLA FINE E’ L’UNICA DISCIPLINA SENZA BARRIERE( ETICHE , GEOGRAFICHE , MORALI, LOGICHE ) CHE SI ACCOPPIA PERFETTAMENTE ALLO SMISURATO EGO UMANO ( FOLLIA ), CON LA TEORIA SOCIALISTA CHE INELUTTABILMENTE FA DIVENTARE LO STATO IL PAPA’CHE DECIDE COME E IN QUALE MISURA TUTTI DOVREBBERO VIVERE LA PROPRIA VITA.
NE VEDI UN ESEMPIO OGGI IN CINA DOVE PENSO SI STIA MATERIALIZZANDO L’IPOTESI A CUI ACCENNI. IL PEGGIO DEL COMUNISMO E IL PEGGIO DEL LIBERISMO.
PER L’AMUR DI DIO , TROVIAMO QUALCOS’ALTRO.
CONOSCI TESTI IN PROPOSITO ??
10 marzo, 2009 alle 9:03 pm
…Ciao Gad, mi piacerebbe sapere il tuo punto di vista su una nuova politica o nuovo mercato che possano funzionare secondo le logiche di una nuova filosofia denominata "capital-socialista" (v.1016).
Naturalmente l’opinione è gradita anche da tutti coloro che frequentano il blog. Grazie.