In tutti i paesi occidentali sottoposti alla bufera recessiva si sta discutendo di politica fiscale per sostenere i provvedimenti d’emergenza dei governi, soprattutto là dove il deficit del bilancio pubblico è già oltre il livello di guardia. Se ne parla negli Stati Uniti, se ne parla in Francia, per fare solo due esempi. Se dunque c’è qualcosa che impressiona nella proposta di Dario Franceschini -un prelievo straordinario del 2% sui redditi superiori ai 120 mila euro annui- è l’esiguità del gettito previsto: solo 500 milioni di euro. Sia ben chiaro, è una somma comunque superiore a quella stanziata dal governo per la Social Card a novembre, e sbandierata come se si trattasse di un contributo importante. Ma resta il fatto, ammettiamolo, che si tratta di un’iniziativa di giustizia redistributiva dagli indubbi significati simbolici ma limitata nel suo raggio d’azione.
Perchè? Lo sappiamo benissimo. Perchè al fisco italiano, udite udite, risultano solo 200 mila contribuenti, su 60 milioni di cittadini, che abbiano un reddito sopra i 120 euro annui. Solo lo 0,5% della popolazione. E’ uno scandalo vecchio, questo dell’insincerità e dell’evasione fiscale italiana, ma è giusto che nella Grande Depressione gli venga assegnato il peso centrale che ha nel determinare le ingiustizie sociali da cui è afflitto il nostro paese.
Giunga dunque il “piccolo sacrificio per farsi carico di chi sta finendo in miseria” giustamente proposto da Franceschini. Ricordo di avere parlato di “patrimoniale” su questo blog già il 10 dicembre 2008 e ammetto che il nuovo segretario del Pd mi sta sorprendendo felicemente. Sono sicuro che dopo i “no” di facciata questa maggioranza di centrodestra dovrà correre ai ripari prendendo sul serio tale richiesta, così come quella ben più costosa del sussidio di disoccupazione, perchè glielo impeno lo stesso populismo con cui ha alimentato i suoi consensi.
Ma soprattutto questa elementare richiesta di solidarietà e coesione sociale servirà a riportare sotto gli occhi di tutti l’ingiustizia dell’evasione fiscale, cioè il mancato gettito di 250 miliardi all’anno, che affligge l’economia del nostro paese. Quando, se non nel mezzo di una crisi senza precedenti, lo Stato dovrebbe impegnarsi per costringere a contribuire al benessere comune coloro che se ne infischiano e anzi beneficiano della spesa pubblica a carico nostro?
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12 novembre, 2010 alle 9:33 am
[...] [...]
23 marzo, 2009 alle 12:39 am
MILIARDI DI EURO
Caro Gad, i tuoi programmi cercano il progresso sociale, non sono finalizzati a demolire il proprio vicino di casa, non cavalcano i sentimenti della folla cieca e sguaiata dei linciatori, non sono il palcoscenico di quella fauna di "colti" e di tette al silicone che sgomitano per esibirsi nelle loro analisi sociologiche sul criminale della porta accanto. E, soprattutto, non sono palesemente asserviti ad alcuna lobby. I miliardi di euro fregati all’Italia dalle multinazionali del tabacco non saranno un argomento di moda, ma almeno tu, di’ qualcosa!
………………………………………………………………………………………….
Si parla di sacrifici, politica sociale, di far pagare di più i ricchi…
Lo sapevate che la Suprema Corte di Cassazione il 21 dicembre 2001 aveva stabilito che il totale dell’evasione fiscale di Philip Morris ammontava a 120 mila miliardi di lire? Non sono abbastanza ricchi alla Philip Morris? Hanno pagato? Qualcuno ne sa qualcosa?
Perchè nessuno parla dell’evasione fiscale dei produttori di sigarette? Il mercato italiano è il più ricco d’Europa, nell’anno passato le multinazionali si sono divise 2 miliardi e 800 milioni di euro di fatturato. Ma quante tasse hanno pagato?
Dov’è la sinistra, si è messa in affari con Philip Morris? (Oggi l’unico sito che approfondisce questi argomenti è il Blog della Yesmoke Tobacco SpA di Torino)
17 marzo, 2009 alle 4:32 pm
In usa sono al 33 se armonizzassimo rispetto all’inasprimento di Obama i nostri ricchi ne guadagnerebbero .Idem francia ecc.
Abbiamo pressione scandianva ed efficenza servizi da terzo mondo
17 marzo, 2009 alle 1:27 am
In altri tempi,non di crisi,avrei pensato che il contributo di solidarietà è figlio della solità pigrizia di sinistra e dell’immobilismo tra correnti,partiti e di coalizione.
In tempo di crisi penso invece che sia un bene.Meglio ancora un’opportunità.Se lo pensano Francia e Usa ritengo anche che sia di per sè un modo per coordinare le politiche fiscali a livello globale(bel passo avanti no?!). Quindi sarebbe neutrale detenere capitali che producono reddito qui o là: l’effetto inizierebbe ad essere globale.
Un’ultima considerazione. Ricominiciamo ad indignarci dell’evasione,mai della ricchezza.Una ricchezza conseguita in modo trasparente è una fierezza conseguita con arte,ingegno,sapere e lavoro.Una ricchezza sottratta agli altri è disimpegno (verso la cosa pubblica) e fonte di responsabilità sociale. Ciao
14 marzo, 2009 alle 7:04 pm
vedi sotto
cosa è mai sd , un’ennesima scheggia del fu partito comunista ?
che noia
14 marzo, 2009 alle 11:21 am
Riporto un contributo al dibattito (articolo di Alfiero Grandi,pubblicato ieri 13 Marzo 2009)
Tassare i più ricchi per aiutare la parte del paese più in difficoltà, in questo momento, è un principio giusto e condivisibile. E’ una proposta di influenza obamiana. Infatti Obama si è già spinto in questa direzione con l’obiettivo di finanziare l’estensione del sistema sanitario ai 50 milioni di americani che oggi non ne beneficiano e che in tempi di crisi sono doppiamente colpiti dalla crisi e dall’assenza anche dell’assistenza sanitaria.
Fin qui l’elemento nuovo e che risulta tanto più positivo per il vuoto sconsolante che fino ad ora ha caratterizzato le proposte del PD per affrontare la crisi.
Se la valutazione diventa più distaccata e meno legata alla contingenza, che fa di un’increspatura un’onda quando tutto è piatto come una tavola, si può dire che occorre qualcosa di più organico e impegnativo per il partito più forte dell’opposizione al Governo della destra.
Infatti non c’è dubbio che occorre trovare risorse nuove e che gli interventi che occorre fare con urgenza – per sostenere occupazione, redditi in difficoltà e ripresa economica fondata sull’innovazione – hanno bisogno di nuove entrate fiscali, che tra l’altro possono ridurre, almeno un poco, le distanze tra i redditi. Ricorda Krugman che nel periodo del new deal la tassazione dei livelli di reddito più alti negli Stati Uniti (non in Svezia) arrivò al 70 %, livello che oggi farebbe alzare urla fino al cielo solo a parlarne.
Le vie sono fondamentalmente 2.
Una è la lotta all’evasione e all’elusione fiscale che è di fatto l’innalzamento delle tasse per chi paga (che sopporta l’intero carico) a favore di chi non paga. Il PD aveva nel suo gruppo dirigente (e nel Governo) una persona che ha dimostrato una certa capacità di lavoro in questa direzione, ma non risulta che Visco sia stato tolto dalla naftalina in cui è stato costretto dopo le elezioni dell’aprile scorso in nome del fare dimenticare ad ogni costo il Governo Prodi, che pure aveva ottenuto risultati importanti in questa direzione e che la destra ha pressoché smantellato.
Non a caso il Governo della destra tiene in ostaggio il fiscal drag dei lavoratori e dei pensionati perché altrimenti non saprebbe come fare tornare i conti, che da qualche tempo provocano sussiegose risposte del ragionier Tremonti.
L’altra è una tassazione che porti tutti i redditi sotto la stessa regola qualunque sia la loro provenienza. Ritorna la questione della tassazione delle rendite finanziarie che tante convulsioni ha portato al Governo di centro sinistra, a causa della sorda resistenza ad ogni innovazione di una parte essenziale dell’attuale PD e che fu affrontata talmente male e con un atteggiamento tanto conservatore dal partito egemone nella coalizione di centro sinistra da lasciare a Tremonti “l’autostrada” di tassare come reddito normale le stock options che di fatto erano diventate la vera e stratosferica retribuzione, praticamente esentasse, dei manager italiani.
Non risulta che Tremonti abbia subito una rivolta contro la sua misura, mentre qualcuno nel PD insiste a chiedere di tassare gli affitti al 20% e sia chiaro si tratta degli affitti percepiti dai proprietari non di un aiuto a chi non ce la fa a pagare l’affitto.
Aumentare la tassazione dei redditi alti per fare fronte alle esigenze drammatiche poste dalla crisi non è per “fare piangere i ricchi”, ma per creare una società più equa e più solidale proprio nel momento più duro della crisi e delle sue conseguenze che la potrebbero lacerare drammaticamente. Se è così non può essere un intervento una tantum e soprattutto non può affrontare solo un pezzetto del problema.
Perché mai i redditi da lavoro e da pensione già oggi – seppure solo ai livelli più fortunati – possono arrivare al 43 % di prelievo fiscale mentre altre fonti di reddito sono beneficiate da un modesto 12,5 % ?
Per favore non tiriamo in ballo i soliti Titoli di Stato, che la sinistra in particolare ha sempre proposto venissero esentati quando sono acquistati dalle famiglie. Semmai altri hanno avuto rigidità professorali nell’affrontare il problema.
L’obiettivo non può che essere quello di tassare tutti i redditi, da qualunque fonte provengano, con lo stesso sistema di aliquote e di detrazioni.
Questo è il problema che la crisi spinge ad affrontare e che potrebbe aprire gli spazi sia per intervenire a favore dei redditi più colpiti che per interrompere la spirale del prelievo occulto ma pesante che continua a gravare sui redditi da lavoro dipendente, e assimilati, e da pensione.
Questo è il grumo politico che il PD ha contribuito a non affrontare con il Governo Prodi, logorando le istanze più riformatrici. Quindi se la proposta di Franceschini punta a cambiare strada ben venga, ma è solo un biglietto da visita, tanto è vero che il proponente stesso gli attribuisce un effetto pari a 500 milioni di euro. Siamo ben lontani da quanto lo stesso PD ritiene indispensabile, cioè 16 miliardi di euro per affrontare la crisi, che richiede misure sul lato delle entrate ben più strutturali e impegnative.
Siamo ben lontani da misure più impegnative per riformare la tassazione di tutti i redditi in modo più equo.
Tuttavia sarebbe un errore non incoraggiare Franceschini a fare uscire il PD dalla palude di moderatismo e di subalternità che ha caratterizzato fino ad ora le sue posizioni, purchè tutto, come è possibile, non si risolva in un intervento una tantum.
*della Direzione nazionale di Sd
13 marzo, 2009 alle 8:25 pm
Saluti a lei e grazie per l’attenzione .
Ho l’imporessione che anche le tassazioni di borsa rimarranno invariate come le noistre coinvinzioni !
13 marzo, 2009 alle 7:55 pm
caro marco scamardella, lei rimanga nella sua posizione e io nella mia.
cordiali saluti
13 marzo, 2009 alle 7:26 pm
le sfugge che le operazioni di borsa hanno mille canali alternativi e una imposizione comporterebbe distinte e controlli su ogni soingola oparazione ( i traders ne possono fare migliaia al giorno in qiuanto seguono le curve con piccolissimi spostamenti multipli )
metà dei paesi del mondo particolarmente meno ricchi vivono del differenaziale fisacle favorevole eer attarre investimenti lavoro operazioni .
A parte i problemi tecnici che se non latro evidenziano complessità e difficoltà potenti nell’immaginare una armonizzazzione fiscale mondiale e un monitoraggio a cedola sulle operazioni mondiali rimane il fatto che siamo in pineo crack delle borse monbdiali .
Parrebbe aiu governi del mondo dstarvagante la proposta di gravare coin tasse un mercato morente che si fà di tutto perv riprendere in fiducia e movimento
13 marzo, 2009 alle 7:20 pm
caro marco scamardella, se le banche aumentassero le commissioni di borsa sulle operazioni di compravendita, secondo te non si investirebbe più?
Se invece che chiamarla "tassa di solidarietà" si chiamasse semplicemente "commissione plus" secondo te gli investitori non farebbero più operazioni speculative e/o operazione di sana finanza?
La mia vuole essere una proposta di lungo periodo, che tutti i governi dovrebbero adottare, non una proposta di breve periodo.
La tassa di solidarietà o se preferisci "commissione plus" da mio punto di vista rimarrebbe nel paese dove si investe, e non nel paese dell’investitore.
Cordiali saluti
sara cal
13 marzo, 2009 alle 6:31 pm
676 Ody non l’avrei pensata proprio così, esigo sempre le fatture e figurati che se non sono torturata dal mal di denti, quindi piccoli interventi e pulizia li ho sempre programmati in autunno anche per rientrare prima del 19%.
Non è per niente, ma tutto aiuta e la dichiarazione si fa a maggio per il rimborso in luglio, quindi sto fuori con la p.c. recuperabile meno di un anno.
Non ridermi dietro, ho sempre fatto il possibile per risparmiare, figurati che controllo anche le letture del gas, e mi faccio l’autolettura se corro il rischio di pagare centinaia di euri in + in anticipo.
13 marzo, 2009 alle 6:09 pm
òle strade dell’inferno sono lastricate da buone ointenzioni , lo Stato può tassare i guadagni se si mette a tassare gli strumenti si crea un’effetto psicologico che porta ad evitarli o da usare piazze dove questo non avviene .
Il mercato è globale siamo nell’era di internet e non è possibile tassare ciò che può essere fatto altrove
oltretutto in un momento in cui le nostre aziende soffrono di vendite speculative e del timore dei risparmiatori ad investire in azioni qualsiasi segnale di tracciabilità e di intromissionen e schedatura continua dei movimenti sarebbe recepito come il segnale finale del fuggi fuggi già avvenuto in gran parte .
le cose a metà escono male , se si vuole mettere sù per l’ennesiam volta la società etica comunista giusta auguri e lo si faccia sul serio .(basta non approfondire il regresso epr non impressionarsi )
Altrimenti introdurre surrettizzziamnete impedimenti ostacoli e calmieratori artificiali ad un mercato mondiale risulta velleitario
13 marzo, 2009 alle 6:01 pm
caro marco scamardella, sono a conoscenza dei meccanismi di finanziamento delle imprese.
Ma chi investe in titoli azionari o derivati in genere paga una commissione di entrata e una commissione in uscita per ogni operazione che effettua in borsa, non credo che una piccola commissione in più possa danneggiare le imprese o danneggiare chi effettua operazioni di borsa che talvolta sono anche a fini meramente speculativi.
Non credo che sia un modo per punire la borsa, fino adesso è stata la borsa a punire noi per mancanza di trasparenza e di etica professionale.
Ci vuole una svolta sul modo di percepire i bisogni degli altri e solo cambiando la mentalità, fino a adesso tutta indirizzata al Dio denaro, si può essere anche più propensi a vivere la vita con uno sguardo diretto verso il prossimo.
Cordiali saluti
Sara
13 marzo, 2009 alle 5:32 pm
(660) L’Odyoso Idiota
La natura umana comprende: io, Lei, l’altro, tutti noi.
E’ l’egoismo di ognuno, di tutti noi che impedisce all’uomo una vera solidarietà. Solidarietà è quell’azione che consiste nel dare agli altri (bisognosi). Solo con la solidarietà (la redistribuzione) l’uomo aiuta l’altro ma anche sè stesso. Solidarietà, non beneficenza o carità.
Purtroppo l’uomo (io, Lei, l’altro) non solo cerca di non dare, ma potendo si impossessa di ciò che appartiene ad altri.
Ora Lei noterà che questo mio dire da ateo dovrebbe corrispondere al fare di tutti coloro che, per una ragione o l’altra, dicono di credere nella vita dell’al di là. Invece fanno di tutto per arricchirsi nell’al di qua anche e specialmente a scapito di altri.
Per rispondere alle sue richieste: i pochi soldi che ho servono per gli acciacchi della vecchiata, la mia automobile ha una età avanzata.
13 marzo, 2009 alle 4:59 pm
677
le aziende si finanziano in borsa , con i finanziamenti fanno investimentio che permettono di creare lavoro ed assumere persone .
Punire la borsa sia in caso di guadagno che di perdita è un modo miope e controproducente a svantaggio alla fine dell’economia in genere quindi specialemnte delle classi piuù deboli .
Aio ricchi di pagare tasse sul poco che hanno al sole non importa un fico agli evasori neppure
13 marzo, 2009 alle 4:00 pm
Vorrei fare una proposta che potrebbe servire a dare un pò di respiro a tutte le persone che stanno attraversando un momento difficile o comunque servirebbe ad far diminuire la povertà nel mondo se i governi la adottassero: Istituire per legge, dai governi, una "tassa di ingordigia" (basterebbe una piccolissima percentuale), si potrebbe chiamare in modo più elegante "tassa di solidarietà" , sul controvalore delle operazioni di acquisto e vendita di azioni societarie, derivati etc, da convogliare in un fondo speciale gestito e controllato dallo stato o da qualche ente e distribuirlo una volta al mese a tutte le categorie in difficoltà economiche.
Pe verificare se è fattibile, basta andare a vedere a quanto ammonta il controvalore medio giornaliero delle operazioni di borsa, moltiplicarlo per i giorni di apertura in un mese, calcolare una percentuale minima sull’ammontare complessivo mensile , e si avrà un importo mensile quanto basta a sfamare moltissime famiglie.
Sulle modalità di gestione si potrebbe approfondire, l’importante è iniziare a fare qualcosa di concreto e comunque credo che sicuramente non spaventerebbe chi opera in borsa a pagare e quindi a sentirsi anche moralmente a posto aiutando i più deboli.
Cordiali saluti
sara cal
13 marzo, 2009 alle 3:54 pm
#675. Maliziosa Serenella! Adesso dirò una cosa che farà felice Gad Lerner. Ebbene sì…testimonierò…se vai daldentista ad inizio d’anno, ti faranno la fattura senza problemi, perchè tanto devono dimostrare un certo reddito. A fine anno, raggiunto il reddito da dichiarare, sarà più facile che sulla prestazione di propongano uno sconto chiamiamolo fiscale (per loro) senza emissione di fattura.
13 marzo, 2009 alle 1:27 pm
673 Ody perchè?
Un saluto e grazie a Heiner sempre pronto e preciso nelle risposte, eri il primo della classe?
13 marzo, 2009 alle 1:25 pm
671 Cara Silva in famiglia ne abbiamo ben due di fiducia, uno per me e uno per il marito, non abbiamo mai saltato una fattura regolarmente detratta dal 730.
Se uno dei due sgarra e non fa preventivo con ft. andiamo dall’altro.Se si vuole essere meno evasori possibile si può (come dice G.C.)
13 marzo, 2009 alle 12:25 pm
#671. Bè, allora se non vuoi deludere il tuo investimento in fedeltà passa dal tuo dentista sempre nei primi mesi dell’anno
13 marzo, 2009 alle 12:18 pm
#661-bis
L’iniziativa di Franceschini ha ottenuto un primo risultato
(certo, certo, è un puro caso, lo so.)
.
13 marzo, 2009 alle 12:15 pm
Dopo lunghi pellegrinaggi ho trovato un dentista che fattura fino all’ultima lira quello che gli pago. Gli resterò fedele
13 marzo, 2009 alle 10:35 am
la matematica non è un’opinione
13 marzo, 2009 alle 10:31 am
+soldi ai disoccupati -cantieri
+italiani -piddì
13 marzo, 2009 alle 10:18 am
cara serenella:
13 marzo, 2009 alle 10:01 am
carissima linda 662, ti sbagli di brutto. prendono anche il tuo euro. se poi ti sei fatta un mantra per autoconvincerti fai tu.
ma a cosa serve raccontarsi le fregnacce??
13 marzo, 2009 alle 9:59 am
663 Ony e ti pareva avevo appena tirato un sospiro, mi sa che è la tua la versione giusta (sempre a 90°) bye bye! il lavoro per fortuna chiama a dopo
13 marzo, 2009 alle 9:58 am
#661. E i cittadini il loro dovere lo fanno pagando le tasse. Ho già detto ieri: c’è qualcuno disposto a richiedere allo stato un censimento di tutte le opere pubbliche incompiute, realizzate ma mai andata in funzione, di tutti gli sprechi nella p.a., di tutti i danari che sono stati usati dalla politica per fini propri e/o clientelari, per tutte le somme usate per la corruzione? Facciamo un inventario e poi quantifichiamo, monetizziamo in termini di valore tutto questo ammontare. Ti accorgeresti che con tutti i soldi che hanno preso un rivolo diverso da quello dell’impiego istituzionale, non solo potresti sostenere i bisognosi, ma persino renderli dei benestanti a vita! E dunque, al di là della vera o presunta evasione fiscale di cui tanto si parla e con la quale si impone il ricatto alle categorie abbienti, i soldi per soddisfare i bisogni delle persone più povere ci sono sempre stati e ci sono tuttora se solo la politica (che è l’intermediatrice tra le varie categorie sociali), avesse fatto corretto uso di quei soldi. ti sto ridicendo: malgrado l’evasione fiscale, i soldi sono stati mal spesi e con quei soldi si potevano rendere ricchi i poveri. Ed ora il conto dovrebbero pagarlo le partite iva? Siamo in vena di solidarietà? L’ho già detto come la penso: ritengo che la solidarietà tramite l’irpef sia insufficiente, anzi sia una schifezza immonda. Quando si è parlato di redistribuzione delle ricchezze, io non mi sono trovato in busta paga mai di 10 euro in più al mese. ragione per cui non voglio sentire parlare nessuno di redistribuzione: nemmeno franceschini. perchè dietro la redistribuzione si cela l’ennesima fragatura per i poveri. Invece se siamo in vena di solidarietà io dico: che tutti coloro che prendono più di 120 mila euro all’anno, che versino la metà dei loro proventi a persone in stato di necessità. Intanto, come ha detto gad lerner al suo amico rossella, non è tempo di vivere del superfluo. Quindi se uno guadagna 120 mila euro sarebbero senza dubbio superflui rispetto alle proprie esigenze primarie. Tutto dunque in beneficienza. Questa è solidarietà! Ed i ricconi se vogliono essere solidali che non facciano la figura dei tirchi! aprano per bene il portafoglio e dimostrino veramente di tenerci: sopratutto quelli di sinistra.
13 marzo, 2009 alle 9:57 am
662 Linda Aaahh ecco mi pareva, ho letto giorni fa da Heiner o qulc altro una cosa diversa, o forse ho capito io errato.
spero tutto bene con la salute?
Buona giornata
A proposito dei tuoi amici macellai e dei parenti superracc.ti di Dì’Alema penso che nessun lavoratore autonomo o dipendente che si sia creato/trovato il lavoro con le proprie forze/capacità sia paragonabile anche lontanamente ai parac..ati che hanno politici/ministri/cardinali o porporati nell’ambito famigliare.
Il nostro governo in questo non rispecchia le potenzialità del paese, chi sa e si dà da fare qui o all’estero è praticamente ignorato, salvo essere dissanguato dalle tasse se cade nella rete.
In questo non capisco Gad che guarda ancora Bassolino come a un faro di civiltà
13 marzo, 2009 alle 9:48 am
#662 E’ un euro per ogni avente diritto al voto, astenuti compresi, quindi, ripartito proporzionalmente ai voti ricevuti.
13 marzo, 2009 alle 9:43 am
serenella scrive:
13 Marzo, 2009 alle 9:31 am
Linda 652 sono con te! quel che mi brucia è che pigliano lo stesso l’euro sulla mia persona fisica anche se astenzionista
———————
no assolutamente no, un euro per ogni persona che li vota…se non votiamo non beccano nulla.
13 marzo, 2009 alle 9:39 am
#658 Franceschini ha piantato, con una proposta minimalista, un paletto fondamentale: è dovere di tutti soccorrere chi è travolto dalla crisi.
E’ una affermazione di principio che verrà buona nel prossimo futuro.
13 marzo, 2009 alle 9:38 am
#530. Scusi erminio, ma lei quello che guadagna con la fatica del suo lavoro, come li chiama? "I tuoi soldi?": bene se la sua natura umana è dunque migliore della mia cominci ad attrezzarsi e a versarmi sul mio c/c i soldi che mi spettano di diritto. Scusi, ma l’autovettura che lei ha acquistato con i soldi risparmiati come la identifica? Come la "sua" auto o l’auto di tutti? In questo secondo caso la invito ugualmente a portare la mia auto davanti a casa mia. Mi spetta di diritto: sempre confidando nella sua natura umana, si comprende…che spero migliore della mia
13 marzo, 2009 alle 9:37 am
RINGRAZIO PER IL COMMENTO AL MIO SCRITTO, MA MI PERMETTO DI DISSENTIRE:
(commento riportato in calce)
La riduzione dell’evasione fiscale consentirebbe di distribuire maggiore ricchezza nel Paese che potrebbe per es. essere usata per:
-ridurre il debito pubblico e quindi migliorare il ns. bilancio grazie alla riduzione dell’interesse sul debito, voce che costa ogni anno una finanziaria;
-realizzare realmente le opere pubbliche e non solo annunciarle in prossimità di elezioni;
-favorire forme di defiscalizzazione per le imprese che investono in innovazione e valore aggiunto e quindi creano ricchezza ed occupazione.
In altri termini ci sarebbe un complessivo aumento della occupazione e maggior domanda di beni e servizi e percò più imprese concorrerebbero nell’incontrare la domanda e la competizione che ne seguirebbe fungerebbe da calmiere e quindi da deterrente agli aumenti dei prezzi.
Vedremmo come conseguenza meno SUV, meno yacht di dimensione tale che nemmeno una darsena è in grado di contenere, meno persone che posseggono n appartamenti sparsi nel mondo, paradisi fiscali meno ricchi, ecc. Credo e forse sono egoista, ma non piangerei!
————————————————————————
mirca scrive:
12 Marzo, 2009 alle 5:54 pm
Franco 405:
" …dovrebbe attivarsi accompagnandola con una serrata lotta all’evasione fiscale; …"
Se per incanto, domani, dovessero eliminare tutta l’evasione fiscale, dopodomani ci ritroveremmo con:
- Costi e Prezzi aumentati del 100%
e, di conseguenza:
- Chiusure e fallimenti aziende non più arginabili.
- milioni e milioni di disoccupati.
Non basterebbero tutte le proposte Franceschini e altrettante Robin Tax Tremontiane
13 marzo, 2009 alle 9:32 am
Certo Franceschini è esattamente quello di cui avete bisogno per risollevare il vostro morale: uno che parla di clerico-fascismo è proprio il propellente per quelli che a tal punto è corretto definire comunisti e punto. Mi dispiace per Fini che a questo punto, di fronte alle simpatie suscitate da franceschini per il suo linguaggio partigiano, perderà la segreteria del pd.
13 marzo, 2009 alle 9:31 am
Linda 652 sono con te! quel che mi brucia è che pigliano lo stesso l’euro sulla mia persona fisica anche se astenzionista
13 marzo, 2009 alle 8:54 am
545 Brava Silvia! leggo solo ora.
Sarà un caso ma le donne del blog sono le più fiscali in fatto di fisco.
Forse perchè da sempre facenti parte dei redditi più deboli?
546 Diego infatti mi pareva strano
ma anch’io in fondo scherzavo, ma non tanto sul reddito del Giancarlo manager .P
13 marzo, 2009 alle 7:55 am
che battuta ?
13 marzo, 2009 alle 7:55 am
Non è lui che ha mandato il messaggino ce l’abbiamo fatta ?
13 marzo, 2009 alle 7:47 am
Ho anche un caro amico commesso alla camera da tantissimi anni, entrato raccomandatissimo, come d’altra parte la cugina di Massimo D’Alema, una compagna di barca e di merende con il cugino, appunto, poi sistemata alla camera settore agricoltura…insomma l’amico si è comprato un bellissimo appartamento a Roma, una bella villetta in toscana, fa’ il signorotto tra la citta’ e il paesotto toscano, e a sistemato tutti i figli nel pubblico impiego.
13 marzo, 2009 alle 7:40 am
niente lacrime nicola: A S T E N S I O N I S M O…non si vota in queste condizioni.
13 marzo, 2009 alle 7:38 am
Ho un amica Anna che ha fatto la macellaia con il marito in un grosso mercato romano, lei è piena di artrosi deformante per il freddo preso tra le celle frigorifere e il banco, lui ha avuto diversi infarti…se paragonati al fighetto commesso della camera o senato, direi che la differenza è lampante, calcolando anche la crisi che un settore puo’ avere per esempi con l’avaria o la mucca pazza…il cerchjio si chiude.