Ehm, se dico di non sentire l’audio nonostante gli altri files musicali vengano correttamente riprodotti, faccio la figura dell’ignorante informatico o c’è qualcosa che non va nel filmato?
Poi sul Corriere vorrei dire: ragazzi c’è internet, piantiamola di comprare ‘sti quotidiani tutti che sono un mezzo di comunicazione vecchio, viziato, costoso e poco istruttivo. Così magari a qualcuno verrà l’impulso – spronato dalla debacle del fatturato – di cominciare a pubblicare cose che servano a ME e non a LORO. Perchè dovrei pagare uno per dirmi come la pensa? Io potrei pagare per avere informazioni ordinate in modo da potermi formare un’opinione MIA.
profumo di potere….presidente da noi della Fondazione Cini o sbaglio?C’è anche Caltagirone in consiglio? Quanta storia d’ Italia si è decisa a San Giorgio Maggiore..
Comunque Mieli abbassava lo sguardo…gatta ci cova.
E se Berlusconi volesse un avversario per controllarlo meglio? Un Mentana o……Gad Lerner?
Però ragazzi deve essere interessante essere il padrone di un quotidiano. Voi non vi fantasticate mai? Io avrei un dipartimento di data mining da far paura. Poi farei fare dei confronti omogenei tra noi e gli altri. Poi, dopo che vengano presentati i dati, verso pagina 10 si comincia con le opinioni ovvero le interpretazioni dei dati. Del calcio un trafiletto con i risultati. Zero gossip, una pagina di cronaca dove si fanno due righe di TUTTI i delitti/crimini avvenuti in giornata e non il delitto del tipo di voga al momento, cronaca giudiziaria limitata alla comunicazione delle sentenze… Ahhh ma perchè sognare? Ufffff
Dal che deduco, Marco, che a te funziona (sì ho verificato, ma devo avere qualche problema, evidentemente – ho tre periferiche audio e mi sa che dato che non le uso mai devo cincischiare un po’). Grazie comunque.
Giusy
Mieli fece la scelta di campo (che poi l’ha segato) per la sua larga visione dei problemi italiani (urgenza del consolidamento del sistema democratico)
non se n’è sicuramente pentito e del resto più che giornalista è uno grande storico
purtroppo la fascia dei lettori che hanno lasciato il Corriere coincide con quella, in crescita, dei desiderosi di più destra
attenzione quindi, come dice Napolitano, a non ricadere negli stessi errori certo, ma anche quelli degli eccessi da sinistra,del disordine, della piazza che spostano la cosidetta maggioranza silenziosa verso la reazione e al desiderio di "ordine"
scusate la mia seriosità, ammiro e invidio il vostro taglio che stempera e sdrammatizza l’aria, anche se non ne sono capace mi coinvolge e, a dispetto dei rari interventi, mi intriga e mi rende costantemente presente sul blog
grazie!!
8-Pensiero Critico (se ti chiamo PC ti urta?): questa tua analisi sul fatto che il Corriere sia stato penalizzato dal suo appoggio a Prodi non mi convince. Io sono piuttosto convinto invece che sia proprio il quotidiano in se stesso ad essere in crisi. Dovrei cercare i dati ma se voi aveste ragione i lettori persi dal Corriere dovrebbe essere controbilanciato da un incremento di Libero e Giornale, ad esempio. D’altra parte in Italia capire quali siano le copie realmente vendute mi pare sia un po’ complicato. Invece io credo che ci sia da rivedere la formula del quotidiano – sperando che questo non implichi un aumento di gnocca.
caro Snep
si è stato detto nel corso dell’Infedele compreso il discorso del corrispondente aumento come dici tu delle tirature di Libero e Giornale
almeno se ho capito bene
invece non ho capito cos’è che non andrebbe con ‘aumento di gnocca!!
PC (beh non dovevi modificare il nick, io dicevo per mia comodità) l’aumento di gnocca nel senso bidimensionale lo trovo utile sostanzialmente ai pippaioli convinti, mentre se arriviamo alle tre dimensioni direi che l’incremento non è affatto una sventura. D’altra parte dubito che il Corriere possa permettersi degli inserti bipedi reali per promuovere le vendite. Però chissà, potrebbe essere la nuova frontiera del marketing – pensiamoci! Sull’aumento di copie vendute: ci sono periodi in cui a Milano (unico esempio a me noto) potevi trovare le pile di giornali da prendere gratis perchè, per motivi a me misteriosi, pare che i rimbambiti prendano soldi dallo Stato in proporzione alle copie distribuite o stampate, non so. Quindi le "tirature" dal mio punto di vista non sono un dato affidabile. Ma su questo argomento sarebbe grazioso si pronunciasse un giornalista addentro alla materia. Mi spaparanzo, buonanotte!
Per tutti gli italiani e non solo per i milanesi, preferirei che si dicesse LA settimana scorsa, con l’articolo.
Un’altra cosa, vi pregherei di ripristinare la numerazione crescente dei post, e’ scomodo dover scorrere tutte le pagine per poter leggere gli ultimi post.
Grazie
Non compro più da un pezzo il Corriere della Sera, lo comprai. Non da’ più le garanzie di libertà giornalistica che ci si aspetta da un giornale dal nome storico come appunto il "Corriere della Sera". Quel giornale non esiste più, è cambiato.
Ci sono giornali messi peggio? Questo non cambia di una virgola il mio giudizio.
Ragionando per schemi posso pensare che se tutti non comprassero Corriere rivolgendosi alla più ampia scelta informativa su internet, il mercato decreterebbe inequivocabilmente la morte commerciale del quotidiano. Non è così.
Una esempio? Perchè se diminuiscono i telespettatori di Mediaset, questa società, al contrario, aumenta il fatturato di circa 6 punti e mezzo?
Perchè? Perchè il mercato in Italia non è così standard e lineare come lo fantastichiamo. Il mercato, in Italia, è drogato. Nei mercati cossiddetti "liberi" c’è un serio antitrust e regole ferree (anche il carcere). Non basta infatti un cambiamento del singolo cittadino, individuale, "dal basso". Il potere potere politico è, , almeno teoricamente (ma almeno quello), in molti paesi evoluti diviso dal potere mediatico e da quello finanziario. Sarà una questione di puritanesimo inglese? Di rivoluzione francese? Di protestantesimo tedesco? Di nuovo socialismo spagnolo?
Problema di antitrust, e ritornando allesempio, problema di monopolio pubblicitario in mano a una società come "Publitalia 80". Problema di "conflitto di interessi".
Il mercato può essere anche drogato da aiuti statali, come nel caso dei giornali. Ma, giustamente, in questo mercato falsato, alcuni piccoli giornali vogliono i finanziamenti statali e proprio perchè non esiste un serio antitrust che limiti i monopoli e permetta una diversificazione e una libertà di scelta da parte del cittadino.
Quindi, riassumendo, ora la scelta non è solo nelle mani del cittadino che decide il mercato e lo Stato è latitante (senza allusione ai condannati che siedono in parlamento).
Come se non bastasse: noi siamo consenzienti. Il mercato italiano funziona così perchè siamo consenzienti e questo pochi riuscirebbero ad ammetterlo.
Ma fregarsene non è mai un buon investimento.
Parola di Gummo
Condivido l’intervento di Snepretz n. 3.
C’è internet, è inutile spendere soldi per comprare i giornali ( e leggere quello che vogliono loro ).
Onestamente, non mi ricordo nemmeno quando è stata l’ultima volta che ho comprato un quotidiano, eppure sono molto più informato di altre persone.
E per favore, aboliamo ogni finanziamento pubblico ai quotidiani ( contributi stampa eccetera ).
Oramai i quotidiani ( tranne quelli sportivi, quelli economici ed i free press ) li comprano solo gli ultrasessantenni.
Tra un po’ spariranno dalle edicole, non rimpianti da nessuno.
Voglio essere cattivo : non è che questa offensiva oscurantista, feroce e censoria anti-web in corso in Italia c’entra qualcosa con la crisi dei giornali ?
Mi piacerebbe avere un parere di Gad, oltre che di tutti gli intervenuti.
Garimberti mi sembra una buona scelta. Anche il direttore generale ed il cda sembrano autorevoli.
L’andreottiano Ravaglioli o un giornalista del Tempo come Arditti sarebbero l’ideale per un Tg1 da tradizione, moderato-berlusconiano. Belpietro, Giordano and company proprio no, perfavore, dobbiamo tutti supplicare! Ci ricordiamo le inchieste fuffa del Giornale da lui diretto e i titoli razzistelli. Piuttosto che concedere il primo Tg a Belpietro fossi la sinistra cederei anche il Tg3…
Mentana potrebbe essere un ottimo direttore del Tg2…
Gad, mi perdoni la 7, potresti dare con la tua vivace intelligenza nuova linfa al Tg3…
24 marzo, 2009 alle 8:04 pm
Perchè il Corrire era in mano a Bazoli ? perchè Bazoili vuol dire Prodi ?
24 marzo, 2009 alle 8:27 pm
Ehm, se dico di non sentire l’audio nonostante gli altri files musicali vengano correttamente riprodotti, faccio la figura dell’ignorante informatico o c’è qualcosa che non va nel filmato?
24 marzo, 2009 alle 8:31 pm
Poi sul Corriere vorrei dire: ragazzi c’è internet, piantiamola di comprare ‘sti quotidiani tutti che sono un mezzo di comunicazione vecchio, viziato, costoso e poco istruttivo. Così magari a qualcuno verrà l’impulso – spronato dalla debacle del fatturato – di cominciare a pubblicare cose che servano a ME e non a LORO. Perchè dovrei pagare uno per dirmi come la pensa? Io potrei pagare per avere informazioni ordinate in modo da potermi formare un’opinione MIA.
24 marzo, 2009 alle 9:08 pm
profumo di potere….presidente da noi della Fondazione Cini o sbaglio?C’è anche Caltagirone in consiglio? Quanta storia d’ Italia si è decisa a San Giorgio Maggiore..
Comunque Mieli abbassava lo sguardo…gatta ci cova.
E se Berlusconi volesse un avversario per controllarlo meglio? Un Mentana o……Gad Lerner?
24 marzo, 2009 alle 10:13 pm
Però ragazzi deve essere interessante essere il padrone di un quotidiano. Voi non vi fantasticate mai? Io avrei un dipartimento di data mining da far paura. Poi farei fare dei confronti omogenei tra noi e gli altri. Poi, dopo che vengano presentati i dati, verso pagina 10 si comincia con le opinioni ovvero le interpretazioni dei dati. Del calcio un trafiletto con i risultati. Zero gossip, una pagina di cronaca dove si fanno due righe di TUTTI i delitti/crimini avvenuti in giornata e non il delitto del tipo di voga al momento, cronaca giudiziaria limitata alla comunicazione delle sentenze… Ahhh ma perchè sognare? Ufffff
24 marzo, 2009 alle 10:14 pm
Snep suppongo tu abbia verificato che l’audio del player flash fosse attivo, vero?
24 marzo, 2009 alle 10:21 pm
Dal che deduco, Marco, che a te funziona (sì ho verificato, ma devo avere qualche problema, evidentemente – ho tre periferiche audio e mi sa che dato che non le uso mai devo cincischiare un po’). Grazie comunque.
24 marzo, 2009 alle 11:10 pm
Giusy
Mieli fece la scelta di campo (che poi l’ha segato) per la sua larga visione dei problemi italiani (urgenza del consolidamento del sistema democratico)
non se n’è sicuramente pentito e del resto più che giornalista è uno grande storico
purtroppo la fascia dei lettori che hanno lasciato il Corriere coincide con quella, in crescita, dei desiderosi di più destra
attenzione quindi, come dice Napolitano, a non ricadere negli stessi errori certo, ma anche quelli degli eccessi da sinistra,del disordine, della piazza che spostano la cosidetta maggioranza silenziosa verso la reazione e al desiderio di "ordine"
scusate la mia seriosità, ammiro e invidio il vostro taglio che stempera e sdrammatizza l’aria, anche se non ne sono capace mi coinvolge e, a dispetto dei rari interventi, mi intriga e mi rende costantemente presente sul blog
grazie!!
24 marzo, 2009 alle 11:18 pm
8-Pensiero Critico (se ti chiamo PC ti urta?): questa tua analisi sul fatto che il Corriere sia stato penalizzato dal suo appoggio a Prodi non mi convince. Io sono piuttosto convinto invece che sia proprio il quotidiano in se stesso ad essere in crisi. Dovrei cercare i dati ma se voi aveste ragione i lettori persi dal Corriere dovrebbe essere controbilanciato da un incremento di Libero e Giornale, ad esempio. D’altra parte in Italia capire quali siano le copie realmente vendute mi pare sia un po’ complicato.
Invece io credo che ci sia da rivedere la formula del quotidiano – sperando che questo non implichi un aumento di gnocca.
24 marzo, 2009 alle 11:31 pm
caro Snep
si è stato detto nel corso dell’Infedele compreso il discorso del corrispondente aumento come dici tu delle tirature di Libero e Giornale
almeno se ho capito bene
invece non ho capito cos’è che non andrebbe con ‘aumento di gnocca!!
24 marzo, 2009 alle 11:37 pm
PC (beh non dovevi modificare il nick, io dicevo per mia comodità) l’aumento di gnocca nel senso bidimensionale lo trovo utile sostanzialmente ai pippaioli convinti, mentre se arriviamo alle tre dimensioni direi che l’incremento non è affatto una sventura. D’altra parte dubito che il Corriere possa permettersi degli inserti bipedi reali per promuovere le vendite. Però chissà, potrebbe essere la nuova frontiera del marketing – pensiamoci!
Sull’aumento di copie vendute: ci sono periodi in cui a Milano (unico esempio a me noto) potevi trovare le pile di giornali da prendere gratis perchè, per motivi a me misteriosi, pare che i rimbambiti prendano soldi dallo Stato in proporzione alle copie distribuite o stampate, non so. Quindi le "tirature" dal mio punto di vista non sono un dato affidabile. Ma su questo argomento sarebbe grazioso si pronunciasse un giornalista addentro alla materia. Mi spaparanzo, buonanotte!
25 marzo, 2009 alle 8:18 am
Per tutti gli italiani e non solo per i milanesi, preferirei che si dicesse LA settimana scorsa, con l’articolo.
Un’altra cosa, vi pregherei di ripristinare la numerazione crescente dei post, e’ scomodo dover scorrere tutte le pagine per poter leggere gli ultimi post.
Grazie
25 marzo, 2009 alle 12:45 pm
Non compro più da un pezzo il Corriere della Sera, lo comprai. Non da’ più le garanzie di libertà giornalistica che ci si aspetta da un giornale dal nome storico come appunto il "Corriere della Sera". Quel giornale non esiste più, è cambiato.
Ci sono giornali messi peggio? Questo non cambia di una virgola il mio giudizio.
Ragionando per schemi posso pensare che se tutti non comprassero Corriere rivolgendosi alla più ampia scelta informativa su internet, il mercato decreterebbe inequivocabilmente la morte commerciale del quotidiano. Non è così.
Una esempio? Perchè se diminuiscono i telespettatori di Mediaset, questa società, al contrario, aumenta il fatturato di circa 6 punti e mezzo?
Perchè? Perchè il mercato in Italia non è così standard e lineare come lo fantastichiamo. Il mercato, in Italia, è drogato. Nei mercati cossiddetti "liberi" c’è un serio antitrust e regole ferree (anche il carcere). Non basta infatti un cambiamento del singolo cittadino, individuale, "dal basso". Il potere potere politico è, , almeno teoricamente (ma almeno quello), in molti paesi evoluti diviso dal potere mediatico e da quello finanziario. Sarà una questione di puritanesimo inglese? Di rivoluzione francese? Di protestantesimo tedesco? Di nuovo socialismo spagnolo?
Problema di antitrust, e ritornando allesempio, problema di monopolio pubblicitario in mano a una società come "Publitalia 80". Problema di "conflitto di interessi".
Il mercato può essere anche drogato da aiuti statali, come nel caso dei giornali. Ma, giustamente, in questo mercato falsato, alcuni piccoli giornali vogliono i finanziamenti statali e proprio perchè non esiste un serio antitrust che limiti i monopoli e permetta una diversificazione e una libertà di scelta da parte del cittadino.
Quindi, riassumendo, ora la scelta non è solo nelle mani del cittadino che decide il mercato e lo Stato è latitante (senza allusione ai condannati che siedono in parlamento).
Come se non bastasse: noi siamo consenzienti. Il mercato italiano funziona così perchè siamo consenzienti e questo pochi riuscirebbero ad ammetterlo.
Ma fregarsene non è mai un buon investimento.
Parola di Gummo
25 marzo, 2009 alle 9:35 pm
Condivido l’intervento di Snepretz n. 3.
C’è internet, è inutile spendere soldi per comprare i giornali ( e leggere quello che vogliono loro ).
Onestamente, non mi ricordo nemmeno quando è stata l’ultima volta che ho comprato un quotidiano, eppure sono molto più informato di altre persone.
E per favore, aboliamo ogni finanziamento pubblico ai quotidiani ( contributi stampa eccetera ).
Oramai i quotidiani ( tranne quelli sportivi, quelli economici ed i free press ) li comprano solo gli ultrasessantenni.
Tra un po’ spariranno dalle edicole, non rimpianti da nessuno.
Voglio essere cattivo : non è che questa offensiva oscurantista, feroce e censoria anti-web in corso in Italia c’entra qualcosa con la crisi dei giornali ?
Mi piacerebbe avere un parere di Gad, oltre che di tutti gli intervenuti.
26 marzo, 2009 alle 2:17 am
Fantanomine Rai
Garimberti mi sembra una buona scelta. Anche il direttore generale ed il cda sembrano autorevoli.
L’andreottiano Ravaglioli o un giornalista del Tempo come Arditti sarebbero l’ideale per un Tg1 da tradizione, moderato-berlusconiano. Belpietro, Giordano and company proprio no, perfavore, dobbiamo tutti supplicare! Ci ricordiamo le inchieste fuffa del Giornale da lui diretto e i titoli razzistelli. Piuttosto che concedere il primo Tg a Belpietro fossi la sinistra cederei anche il Tg3…
Mentana potrebbe essere un ottimo direttore del Tg2…
Gad, mi perdoni la 7, potresti dare con la tua vivace intelligenza nuova linfa al Tg3…