Dal 2 al 6 aprile, come ogni anno, anche la nostra piccola Cantina Iuli (www.iuli.it) sarà al Vinitaly di Verona per esporre le barbere, il pinot nero e il nebbiolo di cui andiamo orgogliosi. Tanto più dopo la conquista dei Tre Bicchieri da parte del nostro Barabba, anche se vi assicuro che le altre creature del mio amico Fabrizio Iuli dalle vigne del Monferrato casalese non sono da meno! Chi vuole potrà trovarci al Padiglione 7B, stand L5
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31 marzo, 2009 alle 9:42 am
Gad faceva un pò ridere il titolare di eatitaly a dipingerla come una mensa popolare , pranzi a a 15 euro ma ti danno assaggi e ti siedi sul trespolo con servizio di carta , se vai sugli scaffali sono più cari del 50% 100% rispetto ad un supermercato .
sinistra al caviale senza coraggio di dichiararsi
…
31 marzo, 2009 alle 11:22 am
Mai contento Marco! Sei già stato ad Eataly?
31 marzo, 2009 alle 12:03 pm
Scusate ho aspettatto qualche giorno ma non ho trovato nessun articolo sulla legge testamento biologico … non l’ho visto o conta meno del barolo?
31 marzo, 2009 alle 12:25 pm
2 Si è belissimo , ma ti pelano abbastanza . Roba da chi stà bene meritoria ma un pò in contraddizione con la descrizione da mensa sociale di ieri sera
31 marzo, 2009 alle 12:26 pm
3 bisogna aspettare la camera e quindi poi di nuovo il senato (il nostro folle sistema ) , parlare di legge senza legge definitiva è come parlare di vino prima della vendemmia
31 marzo, 2009 alle 5:31 pm
3 Scusa Cristina, ma ci sono in questo blog migliaia di messaggi su argomenti micidiali … (interessanti a volte, per carità) e 5 sul vino.
Lascia che ogni tanto si parli di barolo.
Che forse in concreto è anche più importante del testamento biologico …
A proposito di vini: qualcuno sa l’origine dei nomi dei vini piacentini Ortrugo e Gutturnio? Strani, molto strani.
31 marzo, 2009 alle 6:59 pm
6 – Brutus: il Gutturnio dovrebbe derivare il suo nome dal "gutturnium", una coppa d’argento di epoca romana ritrovata nel letto del Po nel 1878, che diede poi il nome al vino. Dell’Ortrugo non so.
31 marzo, 2009 alle 9:24 pm
Auguri e:
Avanti con le eccellenze…anche se non sono toscane.
3 aprile, 2009 alle 5:51 pm
della serie: "Vanity wine"
4 aprile, 2009 alle 5:21 am
Gad, ti sei dimenticato di caricare sul blog il video della campagna contro il razzismo cui hai aderito?
(ti distrai troppo, ultimamente…)
Qui il video:
Non aver paura: apriti agli altri, apri ai diritti. Campagna nazionale contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’Altro.
Qui per firmare la petizione:
http://www.nonaverpaura.org/
4 aprile, 2009 alle 5:24 am
E qui la locandina:
Esci dalla gabbia dei pregiudizi
4 aprile, 2009 alle 4:39 pm
Lunedì sarò a Verona. Ho intenzione fare alcuni buoni contratti con vari fornitori.
4 aprile, 2009 alle 5:08 pm
Io non sono un razzista, ma ho tanta e tanta e tanta paura dell’altro. E’ una fobia: infatti sono in cura presso un dermatologo
4 aprile, 2009 alle 8:27 pm
io non sono razzista,o forse si,ma allora perchè non ho paura degli altri?
4 aprile, 2009 alle 8:54 pm
Mi dispiace di non potervi venire a trovare…E’ un bel lavoro il vostro..Concretizzare idee dà sempre tanta soddisfazione..E i prodotti di qualità del nostro paese ci rendono così orgogliosi!
5 aprile, 2009 alle 1:58 am
Vinitaly, ingresso: 40 euro!!!!!!!!!!!! Ma siamo fuori? E chi ci viene a trovarvi..
(venghino venghino tutti alla Douja d’Or, piuttosto)
5 aprile, 2009 alle 10:37 am
rsmmento Longamesi a chi gli chiedeva se era comunista .
no non sono abbastanza ricco per potermelo permettere
5 aprile, 2009 alle 11:48 am
Luca Zaia grande mattatore del Vinitaly… legare il prodotto al territorio che diventa valore aggiunto del prodotto..
Questa e’ politica di difesa dell’ambiente.. altro che le minch..te del Pecoraro..
5 aprile, 2009 alle 7:22 pm
Gad, hai imparato almeno qualcosa da Vinitaly? Ad esempio: hai capito adesso come si fa il vino? ti hanno spiegato che gli acini di uva non vanno spremuti mettendoli tra l’alluce e l’indice?
27 aprile, 2009 alle 3:22 pm
@ Brutus
Confermo che il Gutturnio trae origine da "gutturnium", una coppa di epoca romana ritrovata nel letto del Po nel 1878, che diede poi il nome al vino.
Ortugo trae origine da un termine dialettale che tradotto significa "altra uva"
Solo negli ultimi 30 anni è stato recuperato come vitigno autoctono oggi vinificato in purezza nelle sue versioni frizzante e anche fermo