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Il 25 aprile di Silvio Berlusconi

martedì, 21 aprile 2009

Rassegna Stampa

Il 25 aprile di Silvio Berlusconi

Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Berlusconi si sentirà ormai forte abbastanza, o meglio accettato come capo naturale di tutta la nazione, da sfidare la data-simbolo del 25 aprile cui finora si era prudentemente sottratto?
E’ molto interessante il preannuncio d’interesse lasciato trapelare dal premier: per la prima volta in vita sua è tentato di partecipare a una commemorazione della Resistenza antifascista da cui nel dopoguerra scaturirono in sequenza lo Stato democratico, la Repubblica, la Costituzione . Vuol dire che ha deciso di “testare” –scusate la brutta espressione di marketing- una possibile dimensione nuova della sua leadership. Cimentandosi su un terreno per lui insidiosissimo, epperò obbligato se vuole completare il cursus honorum dello statista che incarna l’unità nazionale. Il presidente di tutti gli italiani non può ignorare quella data fondativa, liquidandola come festività paracomunista. Minimizzare l’importanza dell’esperienza partigiana dal 1943 al 1945 al fianco degli Alleati è un retaggio antico della destra italiana, rinfocolato dal revisionismo storico. Risale agli anni della guerra fredda con l’Unione Sovietica, quando gli Usa reclutavano volentieri pure i funzionari sopravvissuti del regime fascista, pur di fronteggiare il pericolo principale costituito dai comunisti. Berlusconi per età, indole e formazione -basti pensare alla loggia massonica P2- è figlio di quella cultura. Ma ha ben compreso l’importanza di superarne i limiti divisivi: non gli basta passare alla storia come il politico che “sdoganò” la destra post-fascista, facendo tesoro dei suoi voti e contribuendo a democratizzarla. Nel suo disegno ecumenico sarebbe contemplata una riconoscenza che gli giungesse pure dall’altra parte. Per fare di lui, sul serio, l’unico vero riferimento dell’unità della nazione, fin da subito, a prescindere dal Quirinale o da chissà quali altri competitori.
Quando Dario Franceschini lo invita a partecipare insieme al corteo milanese di sabato 25 aprile, per testimoniare una politica capace di ritrovarsi in dei valori comuni, sa benissimo di andare incontro a un diniego. Berlusconi, neanche il Berlusconi descamisado che finge di mescolarsi alla folla indossando discutibili maglie girocollo, mai commetterà l’errore di mettersi sullo stesso piano di un oppositore come Franceschini. Marciando di fianco in corteo, figuriamoci. Se anche deciderà di correre il “rischio 25 aprile”, il premier lo farà scegliendo una modalità che gli consenta di porgersi ancora una volta dall’alto, o meglio di riscrivere nella sua chiave un animistica una nuova interpretazione del 25 aprile e della Resistenza.
La mossa è davvero azzardata, non so se Berlusconi alla fine deciderà di giocarla davvero. Ma è indubbio che lo inducono a provarci un paio di circostanze favorevoli.
La prima. Mai la sinistra italiana è parsa tanto debole quanto oggi. Il momento è propizio per rovesciarne i codici, perfino l’epopea della Resistenza. Sostituendoli con una memoria condivisa in cui davvero si sdrammatizzi il conflitto fascismo-antifascismo, entrambi recuperati e sterilizzati.
La seconda circostanza che incoraggia Berlusconi a osare l’ultima scalata ai vertici del consenso nazionale, è il successo popolare conseguito nell’Abruzzo del dopo terremoto e spasmodicamente amplificato dal coro televisivo. Più che mai in passato, il Berlusconi che ha potuto seguire i funerali delle vittime del sisma in mezzo ai parenti delle vittime, senza tema di riceverne espressioni di ostilità, forse ritiene di poter azzardare una presenza altrettanto rispettata sotto i gonfaloni dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia).
Già me lo vedo che canta “Bella ciao” tra gli anziani col fazzoletto al collo, e il sorriso a quattro carati di chi ce l’ha fatta.

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Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[5] 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 210
    Eugenio Ermes scrive:

    >la costituzione è stata fatta sotto dettatura di Usa Urss vaticano , un’onorevoile compromesso a cui sotto lo sguardo vigile di Stalin i comunisti hanno partecipato secondo gli accordi di Yalta

    Come al solito ti soffermi sui particolari, o peggio anteponi le interpretazioni, le dietrologie e le ricostruzioni, spesso fantasiose, alla realtà. Non hai una visione d’insieme, saresti capace di dire che il cielo non è sereno perché c’è una nuvoletta.
    Leggi la Costituzione italiana. Leggi quello che dice. E’ considerata una delle migliori al mondo. Ancora oggi la sua lettura è commovente. Sicuramente è più avanti in termini di diritti dell’Unione Sovietica o del Vaticano, che secondo te l’avrebbero "dettata".

  2. 209
    marco scamardella scrive:

    ma hanno fatto la Costituzione

    la costituzione è stata fatta sotto dettatura di Usa Urss vaticano , un’onorevoile compromesso a cui sotto lo sguardo vigile di Stalin i comunisti hanno partecipato secondo gli accordi di Yalta

  3. 208
    Eugenio Ermes scrive:

    >La chiesa poi punisce i preti che fanno politica in prima persona

    In Spagna la Chiesa ha appoggiato il regime di Franco, in Croazia ha appoggiato il regime di Ante Pavelic. In Sudamerica… ecc.ecc.

    >governo di unità nazionale , strana amnistia nei confronti dei fascisti

    Se non faceva l’amnistia adesso magari stavi qui a dire che avrebbe dovuto farla…

    E comunque non ci si può sempre soffermare sui particolari, bisogna sapere guardare gli avvenimenti con uno sguardo d’insieme. In Italia i comunisti la dittatura non l’hanno fatta, ma hanno fatto la Costituzione. Che ci piaccia o no, non possiamo cambiare i fatti.

  4. 207
    marco scamardella scrive:

    206

    di verità e di storia ci sarebbe bisogno .

    Anche se in certi punti ci sarebbe da discutere -

  5. 206
    giovannitalleri scrive:

    26.04.09 Seguendo i festeggiamenti del 25
    aprile, ed ascoltando.
    Per il nostro 25 aprile, oggi nell’anno 2009, a parte le parole dell’ex comunista presidente della Repubblica e dell’ex fascista ministro della difesa, tutte volte a cucire in qualche modo lo strappo della nostra storia, a rappezzare, incerottare la grande ferita del tradimento, o se si vuole del cambiamento di fronte, sarebbe bene non festeggiare tanto, non festeggiare affatto, ma raccogliersi nelle piazze, ovunque, con umiltà, ed osserva-re un’ora di silenzio. E ricordare.
    1918. L’Italia vincitrice della guerra, contrariamente ai patti con gli alleati, venne esclusa dal medio oriente e da Fiume
    1922. Il fascismo, cioè il socialismo nazionalista, nacque in difesa dell’unità d’Italia e della sua indipendenza, contro socia-listi e comunisti internazionalisti e slavofili, tra i quali Gramsci e Togliatti; e s’impose come dittatura e instaurò lo stato totali-tario, incarcerando (anche De Gasperi) e confinando i pochi che vi si opponevano. Una rivoluzione che a differenza della comunista staliniana si può comunque definire all’acqua di ro-se.
    1934. Intanto le potenze colonialiste europee, tra le quali Inghilterra e Francia, molto dure nella difesa del loro potere e nello sfruttamento delle loro tantissime colonie, stigmatizzan-do invece lo spirito colonialista italiano, lo contrastarono per puro interesse di potere e quindi economico, e gli imposero le sanzioni, non in quanto stato a regime dittatoriale, non a fini etici, ma per le sue aspirazioni alla libertà e indipendenza eco-nomica. Nel Mediterraneo l’Inghilterra faceva da padrona a Malta, Suez, Gibilterra.
    1937. Quando Mussolini avrebbe dovuto e potutoriaprire all’opposizione – momento favorevole data la
    ripresa economica, l’attuarsi dello stato sociale, il rimpatrio di parecchi emigrati e le tante opere compiute in campo agricolo, energetico, industriale, architettonico – decidendo di mantene-re l’Italia neutrale nello scontro che si stava delineando tra la Germania, pesantemente punita dalla prima guerra mondiale, e le potenze occidentali d’Inghilterra, Francia, USA, commise invece l’errore fatale, eppure applaudito, costituendo l’asse Roma-Berlino-Tokio.
    1940. Entrò in guerra a fianco della Germania. Nessuno si oppose, nessuno arrischiò la galera per gridare la propria veri-tà, e per opporsi. Fu il consenso unanime benché di un popo-lo in maggioranza afascista, del quale, comunque, non pochi andarono in guerra volontariamente. Ripeto che nessuno si oppose, dal contadino al direttore di banca, di giornale, d’industria, perché, contrariamente a quanto avveniva nello stato comunista, in Italia un povero diavolo poteva intrapren-dere dove voleva, con chi voleva, e arricchirsi, ereditare, essere padrone di immobili. Anche allora c’erano i capitalisti, i manager, i generali dell’esercito, della milizia, dei carabinieri, della finanza, e gli ammiragli. Invase la Francia e ci volle l’aiuto dei Tedeschi, la Russia e fu un disastro, la Iugoslavia e ci volle l’aiuto dei Tedeschi e così in Grecia e in Africa, e per tre anni combattè il comune nemico a braccio dei molto forti alleati Tedeschi. E con loro bombardò l’Inghilterra (perfida Albione), addirittura inventando la parola coventrizzare (dopo il bombardamento che distrusse Coventry il15.11.40).
    1943. In seguito ai bombardamenti sulle città italiane e alle sconfitte su tutti i fronti, il 25 luglio Mussolini venne arrestato e fu posta fine alla sua dittatura, a sorpresa di tutti e con in-credibile facilità, tanto da chiedersi perché non l’avessero fatto prima della dichiarazione di guerra. Comunque fino all’8 set-tembre, mentre venivano rimessi in circolazione i condannati antifascisti, e perseguitati i gerarchi fascisti, il governo dichia-rava reiteratamente: “La salvezza della Patria non può andare disgiunta dalla dignità e dall’onore. Senza scendere a patti, bi-sogna mantenere fede alla parola data continuando la guerra a fianco dell’ alleato tedesco”. E il papa diceva via radio, a pro-posito dei bombardamenti americani: “Crimini della peggior specie le cui conseguenze funeste ricadranno sui responsabi-li”. Ma all’8 settembre vi fu l’armistizio, dopo 1199 bollettini di guerra a braccio degli alleati tedeschi. Quindi avvenne il sa-crificio eroico dell’innocente Salvo d’Acquisto. E seguirono 35 giorni di tragico caos. Basti ricordare Cefalonia. E il riempirsi di foibe a Pinguente, Buie, Pisino, Albona, Gallignana, Barba-na. Il cambio di pelle che avvenne per gradi, finì il 13 ottobre con la dichiarazione di guerra agli amici, diventati ex-amici e quindi nemici.
    Perciò, per onestà, prima di cantare “O bella ciao” come la si canta e la si insegna, si dovrebbe dare le debite, non facili spiegazioni. Così come dell’eccidio, nel marzo del ’44, delle Fosse Ardeatine, che non sarebbe avvenuto se il colpevole si fosse responsabilmente dichiarato.
    Rimaniamo in silenzio e ricordiamo. I nostri vincitori ci hanno puniti togliendoci Briga e Tenda, la Venezia Giulia, la Dalmazia e il resto, e non è poco. Vediamo insieme, c’è il Do-decaneso, la Tripolitania, la Cirenaica, la Libia, la Somalia, e poi l’Eritrea, l’Etiopia e l’Albania. E hanno poco da blaterare e fare i moralisti, ché sono pieni di colonie in tutto il mondo. Ora le chiamano "dipendenze"

  6. 205
    marco scamardella scrive:

    A parte che nel 1945 al governo ci sono andati

    governo di unità nazionale , strana amnistia nei confronti dei fascisti che putacaso ha tolto dai guai molti comunisti fatti fiuggire dal PCi nei paesi fratellli dittatoriali dell’est .

    Quindi il fatto che fossero una minoramnza non regge visto che furono sempre coperti anche rinunciando colpevolmente a fare giustiziaz dei crimnini fascisti .

    La chiesa poi punisce i preti che fanno politica in prima persona , ha altri metodi altre ambiguità ma preti asassinati dai comunisti in Italia ci sono stati vcome partigiani cattolici e civili innocenti e nel triangolo della morte parecchi a. Comunisti ammazzati da preti o da partigiani cattolici mai .

    Poi è storia che i comunisti al potere da soli non lo hanno mai mollato e hanno sempre instaurato dittature sanguinarie .

    La favola consolatoria per cui il PCI era da subito una specie di partito socialdemocaratico ( socialtraditori li chiamavano nel PCI )non fà onore all’intelligenza ed alla storia .

    Ci sono ancora vittime della proverbiale doppiezza Togliattiana ?

    Invito a leggere l’articolo anni 70 sull’Unoità in cui Napolitano difendeva l’esilio di Solzenitzin a seguito del suicidio della sua segretaria avvenuto dopo l’interrogatorio che svelò la spedizione dei manoscritti di Arcipelago Gulag . è uno scritto allucinate ed ipocrita come il PCI per decenni è stato

    Anni 70 come negli anni 80 ancora i soldi di Mosca finivano nelle mani del Berlinguer della questione morale

  7. 204
    Eugenio Ermes scrive:

    >il fatto è che per fortuina non sono andati al hgoverno

    A parte che nel 1945 al governo ci sono andati, e hanno pure fatto la Costituzione, che non istituiva i gulag ma la libertà e la democrazia, comunque la tua è un’interpretazione, legittima, ma pur sempre un’interpretazione, di ciò che sarebbe potuto accadere, ma non è accaduto.

    >OIl fatto è che durante e dopo la guerra hanno ammazzato preti partigfiani cattolici borghesi

    Questo non l’ha fatto la maggioranza, ma una minoranza. Comunque volendo usare il tuo modo di argomentare, uno potrebbe risponderti che in altri paesi i preti si sono alleati coi regimi fascisti, per esempio.

    >Nomjn capsico perchè bisogna edulcorare un’idoiloogia precisa e seria come quella comunista

    Io non edulcoro l’ideologia, infatti non sto parlando del comunismo come ideologia o come sistema (che non difendo), ma dei comunisti come persone, e di ciò che hanno realmente pensato e realmente fatto (in maggioranza) in Italia.

  8. 203
    marco scamardella scrive:

    Sì ma in Italia i comunisti la dittatura non l’hanno portata

    il fatto è che per fortuina non sono andati al hgoverno .
    OIl fatto è che durante e dopo la guerra hanno ammazzato preti partigfiani cattolici borghesi per via della ideologia che sempre per fatto oporta inevitabilmente alla dittatura delm proletariato ovvero della nomenclatura .

    Come i fascisti per i comunisti qiuesta era la vera liberytà riviluzionaria da non confondersi con quella borghese .

    Nomjn capsico perchè bisogna edulcorare un’idoiloogia precisa e seria come quella comunista .

    Della dopiezza e ambiguita di Togliatti e Berlinguer non sappiamo csa farcene

  9. 202
    Eugenio Ermes scrive:

    >molti fascisti pensavano che solo il fascismo rivoluzionario repubblicvano avrewbbe dato onore liebrtà e dignità all’italia

    Onore e dignità forse (anche se io non ci vedo molto onore e dignità a consegnare gli Ebrei ai tedeschi…), ma libertà? Un regime che ha abolito i partiti che libertà e mandava i dissidenti in galera che libertà poteva assicurare?

    >perchè cìomunismo e fascismo portano diuttatura morte schiavitù

    Sì ma in Italia i comunisti la dittatura non l’hanno portata. Il resto è solo un processo alle intenzioni. Si deve partire dai fatti, non dalle interpretazioni.

  10. 201
    marco scamardella scrive:

    Sì ma io non parlavo di questo, parlavo di quello che pensavano e avevano a cuore i comunisti o i simpatizzanti italiani durante la Resistenza e dopo

    molti fascisti pensavano che solo il fascismo rivoluzionario repubblicvano avrewbbe dato onore liebrtà e dignità all’italia , riscaytto sociale contro la borghesia ecc. ecc.

    Come nel caso dei coimunisti svbaglaivano ed erano dalla parte sabagliata della storia che gfossero in buona fede o romantici e coraggiosi a me non frega niente , comunisti e fascistin erano e sono i miei nemici perchè cìomunismo e fascismo portano diuttatura morte schiavitù e molti giovani fra i quali i partigiani cattolici lo caapivano già allora benissimo , bastava leggersi un libro teorico delle diue disgraziate inumane ideologie

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