Leggo che all’interno del Pd comincia a serpeggiare un’improvvida paura del referendum elettorale del 21 giugno prossimo, da quando Berlusconi ha annunciato che voterà “Sì”. Paura di vincerlo? L’argomento più adoperato è che consegneremmo per i prossimi dieci anni il paese nelle mani del Pdl, regalandogli la maggioranza assoluta. Intanto mi chiedo se sia vero: la spinta al bipartitismo secondo me accrescerebbe le chances del Pd di rappresentare l’unica alternativa credibile il giorno in cui risalteranno di fronte ai cittadini i guasti sociali e economici provocati dall’attuale governo di centro-destra. Ma poi mi chiedo perchè mai dovrebbe essere preferibile l’attuale equilibrio di una maggioranza ricattabile dalla Lega, rispetto a uno scenario che esalterebbe al contrario le contraddizioni strategiche già emerse all’interno del Pdl.
Ma c’è poi una questione prioritaria, riguardante gli interessi generali del paese: mille volte meglio un sistema politico in cui sono i cittadini a scegliere direttamente chi li governa, senza sottostare alle dinamiche dei giochi di potere parlamentari.
La verità è che nel Pd persiste, minoritaria, sottaciuta opportunisticamente, una linea proporzionalista da cui per fortuna ha preso le distanze il segretario Franceschini. L’idea cioè che l’Italia resterà un paese a maggioranza di destra, dunque converrebbe assecondare una separazione fra centristi e sinistra nella (vana) speranza che i centristi poi si alleino con la sinistra. Non solo ritengo che Berlusconi sia in grado di impedire che ciò avvenga; ma soprattutto lo considererei un ritorno alla Prima Repubblica nocivo per qualsiasi prospettiva futura di modernizzazione. Il futuro di una democrazia partecipata necessita di un sistema maggioritario e tendenzialmente bipartitico.
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30 maggio, 2009 alle 1:21 am
Siamo alle solite i referendum quanto le bicamerali sono delle ottime occasioni per ripristinare il solito gioco dell’oca nel mantenere le leggi elettorali sempre transitive ed assicurare così l’eterna intransitività alla casta quale criterio per continuare ad alzarsi direttamente od indirettamente la posta in gioco e comodamente mantenere sotto scopa l’intero paese! Giacché con un siffatto inconcludente anacronistico procedere, sempre più retrogrado risulta parlare di conservatori e liberali quando la struttura elettorale si mantenere sempre così incompleta, obsoleta e transitiva al solo funzionale mero speculativo scopo del perpetuare lo “STATUS QUO”! Quando or giunti nel terzo millennio, non possiamo più disconoscere che ogni ambito e livello abbia subito grazie alle nuove tecnologie ed internet notevoli cambiamenti pertanto imprescindibilmente risulta anche per glia ambiti elettorali adottare un più coerente radicale approccio attraverso un più completo argomentato “logos” per superare l’attuale obsolescenza in dotazione!
Pertanto, ben venga il dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari e la specificità delle Camere rispetto all’attuale ridondate loro funzione legiferante… così come auspicabile risulta la riduzione dei loro lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei "Parlamenti €urozone" ma, oltre a questi ampollosi attuali elettorali propositi, serve un semplice salto di qualità per evolvere e non continuare a “farci” gestire sul fronte elettorale da paradigmi obsoleti frutto di statuizioni formalmente corrette, quelli che ci mantengono ancorati a modelli lineari, orientati, deterministici, stazionari a tempo discreto, apparentanti al primo periodo della democrazia “discente” del compassato! Rispetto ad una realtà sempre più accelerata e pregna di sempre nuove esigenze che reclama per poter abbracciare anche per i meccanismi elettorali sistemi più completi “a check & balance insito criterio” quanto il sistema SEMIALTERNO permetterebbe per meglio coniugarne queste esigenze massimizzando governabilità-decisionalità, rappresentatività, economicità gestionale, ecc e così riverberare verticalmente che orizzontalmente un più concorrenziale virtuoso effetto per tutta la galassia di cui tutto l’intero sistema paese si avvale e compone per: politics, policy and polity! E così implementando qualità in elastico flessibile saper meglio rispondere alla prossimità che una siffatta realtà sempre più complessa, diversificata e cangiante anzi fluida pretende – Bauman! Quindi, serve un salto di qualità per passare a quanto già insito nelle cose all’organico fisiologico al SEMIALTERNO quale "condensato di semplicità" che il sistema enuclea la modalità per acquisire quell’indispensabile equilibrio dinamico necessario a virtuosamente concorrenzialmente evolvere!
Pertanto, serve acquisire un nuovo “idealtipo – completo” sistema giacché quanto più un ambiente si rende cangiante ed imprevedibile più il sistema dovrebbe risultare allestito strutturato ed articolato in modo analogo al genere organico “quanto un sistema vivente” da cui l’intrinseca esigenza di dotarsi di un meccanismo più completo anche sul versante delle leggi elettorali! Meccanismo che quando strutturato in modo completo dovrebbe essere completamente assorbito “embeddato” nella nostra Costituzione questo per non ritrovarselo in continuazione rimaneggiato dai soliti “Penelope di casta” che intendono mantenerlo e/o renderlo sempre così strutturalmente parziale e pertanto transitivo (tant’è che ultimamente taluni politici intendono ripristinare il vecchio “Mattarellum” ovvero, retrocedere alle precedenti caselle di quel solito famigerato gioco dell’oca che si continua in un siffatto perverso modo a coltivare per meri speculativi fini!) e così risultare come “casta” sempre più intransitiva! Appunto, esclusiva prerogativa che la casta intende mantenere tale per perpetuarsi sempre più comodamente nello spazio tempo e così permettersi di sempre più blindarsi arroccandosi nel agevolmente nominarsi e rendersi sempre più autoreferenziale ed intransitiva! Dove instillando talora demagogicamente… la scusa della semplificazione del quadro politico oltre ad innalzare soglie d’accesso per ulteriormente ridurre virtuosa concorrenza ci conduce verso anacronistici modelli elettorali “ad univoca modalità perpetua” a sempre maggiore tasso di cattività rinchiusi un perpetuo Maggioritario, o quant’altro di più pedissequo… umiliando in un siffatto modo ogni acclamata e conclamata volontà che così facendo ci si potrà muoversi verso una società più libera a democrazia compiuta quando viceversa si rischia sempre più di ritrovarci rinchiusi in anacronistiche confezioni a scatola chiusa, il cui alfiere risulta essere quel solito sottinteso “eterno” comprovato gioco dell’oca!
Quando le leggi elettorali rappresentando quel indispensabile dispositivo preposto a confermare e/o determinarne il ricambio delle rappresentanze politiche – governative dovrebbero organicamente incardinarsi compiutamente nella stessa struttura istituzionale per così permetterne sin dalle front line un più fisiologico fluire di chiarezza e trasparenza quanto attesta la suprema legge incarnata nella nostra Costituzione affinché possa riverberarne ed innestare quel imprescindibile virtuoso processo capace di imbibire virtuosamente sia orizzontalmente quanto verticalmente (in tutto il suo concatenarsi R. Coase) per tutta la sua galassia di: politics, policy and polity nel suo complesso giacché la capacità di concorrenzialmente ingenerare virtuose trasformazioni dipende dall’agevolare virtuose interazioni provocando quei necessari virtuosi processi innovativi tali da coinvolgere il più ampio numero di attori “protagonisti” aspetto che dipende da quanto il suo enucleato strutturale dinamismo dello stesso sistema sin dagli ingressi riesce ad innestare e mantenere attivo nello spazio tempo!
Questi aggiornamenti di compiutezza anche per le leggi elettorali si rendono indifferibili per essere minimamente coerenti a quanto si propone ed attesta la nostra Repubblica sin dall’art.3 della nostra Costituzione esserle “…compito di rimuoverne gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano, di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Servono adeguamenti per sintonizzarsi alla realtà dell’era degli accessi che reclama aperture e conseguentemente esige semplicemente completare il sistema per chiudere con l’obsolescenza… attraverso nuove integrative soluzioni volte ad abbassare i “gaps” dissipativi d’ogni genere e fatta per implementare qualità a tutto tondo. Servono sistemi che enucleino meccanismi “a check & balance criterio” completi per garantire l’integrazione/coesione sociale giacché nel complesso, differenziazione e integrazione dovrebbero definire risposte organizzative più efficienti che sempre più dipendono dalle imprescindibili condizioni ambientali. Pertanto il SEMIALTERNO rappresenta il sistema che implementa il passaggio dalla “one best way” al “one best fit” quale “one best form” per l’ottimalità gestionale delle diversità nella complessità e nella differenziazione e come sistema a bipolarismo aperto per poter implementare a tutto tondo qualità!
Giacché, servono soluzioni nuove, giacché anacronistico risulta voler imitare i tanto, fino a ieri, acclamati modelli anglosassoni, quando giorno dopo giorno, sempre più ci impaludano nell’attuale mordente crisi recessiva nella quale la tanto fino a ieri, decantata ed acclamata “american way of life” ci sta sempre più trascinando ed incastrando in questa mordente crisi recessiva che ci attanaglia! Quanto altrettanto inadeguate risultano essere le soluzioni del modello “Westminster” i cui recenti scandali ne confermano ulteriormente l’anacronismo visti i lampanti “comuni note-spese” che in modo bipartisan i partiti inglesi hanno occultato, che hanno costretto far dimettere lo Speaker del loro parlamento, a palese dimostrazione che anche la classe politica Inglese sembra aver raggiunto la massima speculativa autoreferenzialità ad “inciucciata” modalità sotto ogni profilo quanto ormai ogni altro schema del compassato secolo!
Pertanto, un sistema di qualsivoglia genere e tipo… per reputarsi tale deve imprescindibilmente enucleare la ricorsività del ciclo “a check & balance criterio” e, per compiutezza poter massimizzare virtuosa concorrenza e dissipare viziosa deterrenza quanto un concreto dinamico bipolarismo pretende per implementare efficienza, efficacia e qualità… diversamente, un semplice cumulo informe di elementi impropriamente assemblati dalle volubilità del politico/partito di turno mai, potranno qualificarsi per sistema dovendosi di tanto in tanto rimettersi a sempre nuovi “pitstop” attraverso inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali come può un siffatto modo di procedere definirsi sistema?
Diversamente, non potremmo credere di poter migliorare la nostra situazione continuando ingenuamente a farci confezionare e propinare soluzioni da una casta che sempre più in modo pedissequo, esclusivo ed autoreferenziale si autodetermina, si autonomina e si auto assolve, in modo sempre più disinibito per perpetuarsi nello spazio tempo, propinandoci modelli parziali ed incompleti…
Pertanto, il sistema SEMIALTERNO si presenta completamente attrezzato con tutti i suoi elementi correttamente allocati, senza vantare alcuna presunzione di "distanziamento aureo polare" – (a realistic elastic and flexible matching system likely electro-magnetic induction motion! )- ne considerare la necessità del mantenere distintamente distanziati gli induttori (centrifugo – proporzionale centripeto – maggioritario) di cui imprescindibilmente si compone lo stesso sistema proporsi quale semplice "idealtipo sistema" elettorale completo…
Assodato che alcuno mai potrà arrogarsi o dichiarare di trovarsi in una democrazia compiuta se non per coprire intrinseche speculative convenienze di parte, essendo di per sé la democrazia una dimensione asintote in divenire… pertanto, per non continuare a vilipendere la ragione non ci si può continuare ad impantanarsi con le solite limitate e limitanti dotazioni quanto l’esistenza stessa di diverse modalità di organizzare la determinazione delle rappresentanze rappresenta l’intrinseca possibilità di migliorarle!
Proprio perché, la differenzia dimensionale di una democrazia rispetto ad un’altra attiene al quanto d’apertura su questo fronte concede rispetto ad un altra. Questo ovviamente, chiama in causa la strutturale composizione ed allocazione degli elementi costitutivi dell’articolazione elettoral – istituzionale affinché l’insieme risulti aperto sin dagli ingressi dai meccanismi delle leggi elettorali che dovrebbe emergere strutturalmente aperto e senza soglia quanto il trend della realtà impone. Sempre più sintonizzata ed improntata alla concorrenziale cangiante diversificazione affinché in un siffatto modo se ne possa maggiormente implementare per reciproca concorrenza con la stessa società reale ed implementare qualità totale!
E’ per l’appunto dal come questi elementi costituitivi del meccanismo del sistema elettorale vengono assemblati può nascerne una più coerente “a check & balance criterio” risposta determinando così effetti d’accentramento-decentramento nello spazio tempo tali da aumentaren o diminuirne il tasso di reversibilità od irreversibilità e conseguentemente risultare più o meno nociva una soluzione adottata rispetto ad una più virtuosa fattibile modalità!
E’ per l’appunto che si propone il sistema SEMIALTERNO quale concentrato di semplificazione che attraverso regole chiare e trasparenti permette ingenerare un virtuoso concorrenziale bipolarismo aperto quanto la realtà reclama e prospetta modalità che si rende sempre più indispensabile per poter ottenere più efficienti e efficaci responsabili risposte giacché “in fondo nessun ordine è definitivo giacché le risposte passano da una generazione all’altra ed il senso di conquista sta nell’uso che ne potrà esser fatto dopo minimizzandone le costrizioni a “path dependance!” (1)”
Quindi, pur condividendo l’esigenza di mettere fine alle candidature multiple e con un sì al 3° quesito referendario poterlo abrogare, poco convincente risultano gli altri due quesiti in quanto sfrondando un già di per sé parziale e monco modello unanimemente considerato e, perfino dal suo artefice, una porcata sfrondandolo ulteriormente, molto difficile sarà aspettarsi una congruente risposta di sistema di ritorno! Proprio perché eventualmente, dopo una tale vittoria, ci ritroveremo in mano solo con un bel corno ben sfrondato ma, pur semplicemente sempre un corno! Corno di quella stessa impalco che appartiene alla stessa medesima testa di quella bestia chiamata “DEMOS-KRAZIA” che per domarla abbisogna d’essere impugnata da entrambe le corna!
Quanto il sistema SEMIALTERNO propone:
Sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a "mandata elettorale"(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia)
Ma, quando la "situazione" si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale – idealmente non a base "regionalista")
Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”-
N.B.: il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma, non per inverso, in quanto la modalità proporzionale può ininterrottamente continuare a ripetersi quando la legislatura si concluderà nei suoi fisiologici tempi ovvero dopo 5 anni come attualmente accade!
La soluzione a due distinti (logistici) livelli è già praticata nella Regione Trentino Alto Adige giacché il governo regionale deriva dalla confluenza di un’Assemblea Altoatesina eletta a mandate a base Proporzionale ad induzione "Centrifuga" che si somma a quella eletta a mandata a base maggioritaria "centripeta" dell’assemblea Trentina!
Pertanto un sistema per reputarsi tale deve imprescindibilmente enucleare in sé il ciclo quanto il SEMIALTERNO contempla poi, che questo si verifichi attraverso un ciclo a passo d’onda corto o lungo sarà la situazione ricreata dal contesto a determinarla in modo quasi autopoietico!
- corto ovvero dopo ogni fluttuazione centripeta al maggioritario si ripeta una sua complementare tornata centrifuga – mandata al proporzionale- (questo analogamente già avviene nei modelli elettorali a doppio turno es. in Francia ma, nel SEMIALTERNO il ciclo avviene in entrambe le direzioni dal centripeto al centrifugo e viceversa);
oppure dopo una fluttuazione
- lunga questa può avvenire dopo ogni tornata al maggioritario si ripropone dopo ogni mandata al proporzionale la lunghezza dipende dalla tenuta governativa nelle mandate al proporzionale giacché non è detto che si debba ogniqualvolta presentare in modo automatico l’alternanza. In quanto, potrebbe altresì succedere che si ripeta consecutivamente per 3-5 volte in successione mandate ad induzione al proporzionali centrifughe. Pertanto, questo cambio induttivo potrebbe manifestarsi dopo 8-10-15 anni anziché in modalità perfettamente alterne dopo ogni cinque anni; laddove, ad una mandata al proporzionale pedissequamente ne segua una al maggioritario. Pertanto, il passaggio da una mandata centrifuga a quella centripeta è da considerarsi relativo.
L’importante é che il ciclo si mantenga potenzialmente integro, quale vitale necessità indispensabile ad innescare concorrenza a tutto tondo ed a tutto campo in modo tale da imbibire più pervasivamente l’insieme nel suo complesso e mantenere perennemente costante un effetto concorrenziale permanente indotto dalla stessa articolazione per autotutela attraverso “feed back” di controllo a “check & balance criterio” per dissipare inerziali autoreferenziali, speculativi, degenerativi, incestuosi autoavvitamenti e/o deterrenze quant’altra viziosa rendita speculativa di posizione tesa a corrompere la stessa democrazie in oligarchia! Da cui l’implicata necessità di una siffatta ricorsiva sistemica artiocolazione dinamica per mantenere costantemente virtuosa l’implementazione della qualità giacché il SEMIALTERNO aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” si manterrà distinta rispetto a quella sua complementare rappresentata dal “maggioritario” per così far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione e così ingenerare quell’effetto concorrenziale indispensabile ad agevolare la suddetta governabilità – decisionalità… in quanto l’induzione:
CENTRIFUGA esprimere la RAPPRESENTATIVITA’ nelle sue più diverse contestuali identità quale espressione della “Passione del Senso d’Appartenenza e della tenuta sociale” esso impernia l’induzione distributiva quella creatività che dà origine nei fatti ad una multiate d’identità “partitiche” (Bobbio) – il corno del DEMOS!
E, per sua complementarietà l’induzione CENTRIPETA incardina la KRAZIA quello dell’autorevolezza, della decisionalità e della forza – rappresenta la “Ragione” quella che agevola la GOVERNABILITA’ il corno del “KRAZIA”!
Quindi, tanto maggiore sarà la sua incompiutezza di sistema altrettanto maggiore permetterà farsi cavalcare dalla speculazione autoreferenziale… diversamente, tanto maggiore sarà la sua enucleata compiutezza sistemica di “check & balance”, altrettanto maggiore risulterà la sua intrinseca capacità tesa a dissipare viziose speculazioni autoreferenziali ed affini e/o collegate viziose collusioni… comprese quelle che direttamente od indirettamente hanno fatto partire anche le bolle delle "subprime & so on", senza pescare nel nostrano!
Il fatto che anche il sistema elettorale venga in un siffatto incompiuto modo mantenuto è desumibile anche dal fatto che: nessun potere si autolimita! Giacché è generalmente, nelle pieghe che si nasconde il diavolo! Pertanto, lasciando anche il sistema elettorale incompleto ovvero, mantenendolo transitivo risulta funzionale a diventare sempre più intransitiva come classe politica – casta arrivando al culmine di autonominarsi (per rendere “democraticamente analfabeti” i cittadini!?) conseguentemente nominare anche gli organi garanti, e così continuando autoassolversi, indulti, lodi, ecc.
Pertanto, la ricorrente necessità d’ogniqualvolta riproporre la questione del sistema elettorale diventa intrinseca da una siffatta sempre più intransitiva classe politica che mantiene un siffatto sistema anche elettorale volutamente incompleto per così potersi meglio perpetuare nello spazio tempo aumentandosi così sempre più comodamente l’autoreferenzialità speculativa d’autoperpetuarsi, ecc.
Anziché provvedere ad acquisire un sistema elettorale completo quanto il sistema SEMIALTERNO che si va proponendo…
Giacché, se vincesse il referendum ci ritroveremo con un modello monco, con un unico corno quello polare della KRAZIA rispetto a quel idealtipo completo sistema che dovrebbe presentarsi provvisto di entrambe le corna, con quel suo reciproco complementare corno che s’impernia sulla DEMOS.
Corni appunto, che appartengono alla suddetta stessa bestia!… bicicletta, barca, mezzo che dir si voglia! Pertanto, entrambi questi corni si rendono indispensabile per poter stendere e strutturare quel idealtipo articolato sistema completo necessario per far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione! sia verticalmente quanto orizzontalmente a miglior “check & balance criterio”
Pertanto un sistema completo si rende sempre più necessario per poter ricreare virtuosa concorrenza indispensabile a poter determinare ed agevolare (1):
• governabilità-decisionalità e contestualmente
• coniugare rappresentatività per riverberare economicità gestionale ed ingenerare nel contempo una dinamica a miglioramento della qualità per implementare in modo ricorsivo
• elementi indispensabili per poter espandere una più responsabile sussidiarietà caratteristiche indifferibile da poter acquisire ed indurre una crescita a sviluppo “inclusivo sostenibile”!
Il "SEMIALTERNO" rappresenta una risposta!
Allora in un siffatto momento “de jure condendo”:
• per coerenza a quanto già la stessa la nostra Repubblica si propone, sin dall’art.3 della nostra Costituzione esserle …compito di rimuoverne gli ostacoli di ogni ordine…
• quanto per non continuare a vilipendere la ragione dovremmo prodigarci a dotarci di leggi elettorali a meccanismi più completi. Questo quale indifferibile “passo”, indispensabile a rendere strutturalmente sin dagli ingressi, completo ed efficiente il nostro Sistema Paese nel suo complesso.
Pertanto, l’acquisizione di meccanismo “a check & balance criterio” si rendono sempre più indifferibili ove, per compiutezza, ogni attore attivo e passivo possa virtuosamente interagire ed interoperare in modo dinamico ricorsivo affinché si possa implementare qualità totale in tutto l’insieme del nostro Sistema Paese a virtuoso riverbero per l’intera sua galassia di politics, policy and polity! . Questo affinché tutto risulti altresì strutturalmente più completo. Solo così, meglio attrezzati, sia endo- & eso- si potrà risultare competitivi e poter affrontare con maggiore sicurezza le sfide che il futuro ci aspetta ma, altresì, per saperne cogliere le altrettante insite opportunità che un siffatto nuovo mondo potrà sempre più offrire, date le sempre nuove più imminenti esigenze che le prossimità di una siffatta nuova sempre più complessa e cangiante realtà anzi, liquida impone! (Bauman). L’esigenza di adeguamento sistemico risulta desumibile dall’evolvere delle cose e, direttamente ed indirettamente imposte dall’implicita “asintote” maggiore “encefalizzazione” del mondo che in un siffatto modo continua ad espandersi, grazie e/o in conseguenza delle nuove sempre più pervasive tecnologie informazionali (Moore) che in altrettanto modo pretende sistemica sintonizzazione! Giacché l’iperbolico ritmo impone un altrettanto indifferibile adeguamento per saper affrontare quell’irreversibile storico passaggio che abbiamo appunto intrapreso “per filogenesi” sin dalle città-Stato agli Stati nazionali e che ci porterà (da R. Dahl a R. Kurzweil) alle prossime dimensioni transnazionali – interstatuali: giacché non si può più fermare il mondo e/o pensare di poter decretare la fine della storia Fukuyama!? Ragion per cui si rende anche per i meccanismi elettorali introdurre quegli opportuni impliciti indifferibili aggiornamenti per ritrovarci attrezzati con tutti gli strumenti necessari e quei requisiti “d’accesso” necessari per “fisiologicamente” salpare e prendere largo, navigare sia fiumi impetuosi, quanto mari e/o solcare oceani! Appunto, per risultare competitivi serve attrezzarsi compiutamente dotandosi di un sistema barca che risulti strutturalmente capace di rispondere ad ogni sollecitazione di ogni prossima fluttuazione ad onda sia corta che lunga o di altro qualsivoglia effetto: lisca!?
Ed un sistema per reputarsi tale deve presentarsi a meccanismi a ciclo completo! Pertanto si deve presentare provvisto di entrambe le corna ovvero sia con il corno che incardina l’induzione polare centripeta della KRAZIA quanto assieme a quell’altro suo complementare corno della DEMOS quello che impernia l’induzione centrifuga. Quindi, dovremmo munirci di coraggio render compiuto il sistema elettorale mettendo così fine a quell’immane famigerata Odissea quella che tuttora ci mantiene in continuazione, sempre ancora in mezzo al guado vittime di quelle solite sirene che ci vogliono montare quei soliti “modelli chimera” rappresentati da quelle solite parzialità dal Mattarellum quanto risulta esserlo l’attuale Porcellum e così, continuando lo sarà per un siffatto anacronistico stereotipato procedere alla Sisifo, giacché se dovesse vincere col referendario il modello Guzzettum ci ritroveremo con altrettanta parzialità sistemica. Giacché per semplice sfrondo di quella parzialità quanto risulta essere l’attuale Porcellum ci ritroveremo nelle medesime peste ovvero, con un sol corno quello della Krazia. Corno che per renderlo sistema completo dovremmo ritrovarci a poter impugnare assieme a quello della Demos suo contrario ma, complementare che rappresenta l’induzione centrifuga! Questo si rende irreversibile necessario per un minimo di “balance criterio” giacché un completo sistema deve presentarsi con entrambe le corna come si propone con il sistema SEMIALTERNO che enuclea entrambe queste induzioni!
Pertanto, acquisire un modello che deriverà per referendum dalle sfrondature di un Porcellum e metterlo a sistema sarebbe come cadere dalla padella alla brace e ritrovarci nelle medesime peste e nel massimo della cattività: schiacciati entro un bipartitismo blindato a soli due cingoli!
Pertanto si può affermare che finora abbiamo trascorso una peritura Odissea fatta di cicliche inutili bicamerali ed inefficaci ricorsivi referendum: Referendum oltretutto, mantenuti nel solo verso abrogativo che risulta squilibrato quando, anche qui, qualsivoglia equilibrio non potrà mai reggersi su una dinamica de sempre toglier e del mai poterci aggiungere. Pertanto bisognerà ripristinare equilibrio aggiungendovi anche il referendum propositivo; per minimamente assolvere l’implicita necessità di bilanciamento! Giacché il referendum propositivo rappresenta quell’istituto indispensabile necessario ad inoltrarci verso una “asintote” più completa democrazia indispensabile ad aprire quelle indicate, auspicate concrete forme di democrazia partecipativa e deliberativa, ecc. Quindi, sarebbe opportuno cogliere questo momento per mettere a punto l’insieme senza doverci ritrovare anche su questo fronte ai primordi come tuttora accade e privi di un sistema bilanciato e completo. Quando, così facendo si continuerà ad arrecar danno all’insieme del nostro Belpaese determinandone e ricreando dissipazione, discrasie sistemiche e perdita di competitività a causa di questo speculativo stereotipato sconnesso procedere del “never ending story” impiantatosi su un pedissequo “cava e emetti” costellata da continui blocchi. Implosioni e crash rappresentati da quei volubili “(pit)stop e try & go” tempestato da sterilizzati referendum e/o infruttuose bicamerali per montare e smontare talora lo stesso precedente modello se non cambiandovi in percentuale l’induzione centripeta (MMM) con quella centrifuga (MMP)! Od agendo viceversa o, talaltra, per intervenire variandone la percentuale di soglia d’accesso! Soluzioni che rappresentano il massimo d’anacronismo rispetto a quanto la realtà si sta evolvendo quando tutto risulta sempre più improntato sulla diversificazione, specificazione, differenziazione, ecc. Pertanto, contraddittorio risulta con la scusante del dover procedere a semplificare il quadro politico/partitico insistere con soglie d’accesso e/o ad aumentarne il tasso quando così facendo si agisce per anacronisticamente limitare e diminuire quella virtuosa concorrenza necessaria a poter contrastare auto avvitantesi speculative autoreferenzialità, concorrenza imprescindibile a poter dissipare viziose speculative deterrenze.
Quindi sarebbe opportuno metter fine a questa infruttuosa “Odissea” lastricata di un flippato siffatto procedere straripante di “volubili pitstop” dai quali invece sarebbe opportuno evincere l’esistenza sottotraccia di quel latente alterno “primordiale under statement” del quale tuttora sembra non se ne voglia riconoscerne l’esistenza. Quando si potrebbe semplicemente acquisirne e così semplicemente metterlo definitivamente a sistema articolandolo più compiutamente quanto in ultima analisi sintetizza ed enuclea il SEMIALTERNO. Questo lo si evince dallo stesso percorso che si è finora descritto che ha riprodotto una sconnessa vera e propria traiettoria a modalità semialterna che purtroppo tuttora risulta ancora primitivo, disgiunto ed intermittente quando necessità vorrebbe che venisse articolato e messo a sistema quanto come sintetizza il SEMIALTERNO.
Oltretutto questa esigenza di provvedere, viene desunta dal fatto che un più che decennale peregrinare dispendioso per lo spreco di energie e fatiche profuse con l’eventuale vittoria del prossimo referendum purtroppo riemergendo con un sol corno – quello ad induzione centripeta! Quindi, sempre senza un sistema completo o da reputarsi tale in quanto per acquisire la dovuta compiutezza e rendere i meccanismi elettorali completi, dovremmo poter impugnare entrambi i corni giacché a quella sola induzione centripeta ottenuta serve aggiungervi l’altrettanto sua contraria ma complementare rappresentato dall’induzione centrifuga che esprime la rappresentatività!
Quello guarda caso, che abbiamo precedentemente abbandonato pur essendo suo complementare ed indispensabile corno che solo quando correttamente allocato, per reciproco “balance criterio” si rende in altrettanto modo indispensabile a poter imbrigliare la suddetta bestia DEMO-KRAZIA. Questo per equilibratamente poterla meglio governare e far conseguentemente in un siffatto fisiologico modo, ingenerare quella necessaria concorrenzialità indispensabile anche a questo livello, a poter contrastare speculative autoreferenzialità e così dissipare quelle rischiose latenti mutazioni oligarchiche!
Perciò, se non ci doteremo di un completo sistema resteremmo sempre in mezzo al guado quanto risultiamo esserlo tuttora e, sempre più impaludati per effetto del continuare ad impiantare e/o farci propinare da suddette consuetudinarie vecchie e sempre nuove ”Penelope” di casta, le altrettanto solite ibride chimere quelle che ci hanno precedentemente impaludato con il Mattarellum quanto ci sta mantenendo in analogo modo l’attuale Porcellum quanto in altrettanto uguale modo risulteremmo ritrotrovarci con un’altrettanto parziale ed incompleto sistema, sortito dal prossimo referendum del 21 giugno c.a. Giacché ci ritroveremo in mano con un corno quando per ogni equilibrato procedere si rende necessario poterne impugnarne due per intrinseca nelle “auree cose” complementarietà!
Pertanto, col modello Guzzettum ci ritroveremo in mano un bel corno, quello che potenzialmente ci potrebbe ulteriormente rinchiudere entro un forzoso bipartitismo “blindato” schiacciati fra due “prossimi” potenziali partiti – cingoli che ulteriormente tenderebbero a sempre più rinchiudersi nell’autoreferenzialità burocratizzarsi ed istituzionalizzarsi sviluppo che metterebbe ad ulteriore rischio ogni diversa prerogativa di scelta rispetto a quella “dei due gate keeper” detentori al comando giacché alcun potere si autolimita! Questa soluzione rappresenta un anacronismo rispetto all’attuale ogni evolversi delle cose….
Pertanto servono soluzioni che implementino concorrenza che aumentino le opzioni di scelte e non che castrino sul nascere in quanto questo rappresenterebbe aumentarne la cattività e rischiare conflittualità ed involuzioni autoritarie rispetto a quel virtuoso bipolarismo che un sistema completo permetterebbe ricreare quanto il sistema SEMIALTERNO con semplici, chiare e trasparenti regole propugna realizzare quell’atmosfera indispensabile a rendere sempre più eterea e penetrante la stessa democrazia appunto come l’aria che respiriamo!
Il SEMIALTERNO si rende opportuno per acquisire quell’indispensabile competitività per rimetterci in rotta e per affrontare attrezzati e ben equipaggiati (eso & endo; evo & devo; geopen & geoped) le sfide che ci attendono e così meglio poter cogliere le opportunità che una siffatta realtà offre quanto in altrettanto modo poter rispondere a quel grido di libertà che viene dal futuro!
Inoltre, quanto sopra rappresenta la parte formale e strutturale… ma, non è sufficiente la cornice stesa da una buona Costituzione giacché il quadro si deve riempire d’impegno di altrettanto buoni cittadini che vitalizzino la Democrazia! Giacché la democrazia non è soltanto un abito esteriore di regole, ma è anche un atteggiamento interiore che dà corpo alle istituzioni; che non c’è democrazia senza un ethos conforme e diffuso. Pertanto, tutto deve essere animato da quest’impegno che viene rimesso ad ognuno di noi per applicarlo e praticarlo! Giacché, la migliore delle Costituzioni nulla può se gli uomini che la mettono in pratica risultano essere corrotti o si corrompono, o, comunque, non ne sono a misura… Pertanto la “sicurezza nel futuro” ce la dobbiamo sudare dall’impegno personale ingenerando quel effettivo senso di appartenenza ed iniziare a guardare le cose in modi alternativi per meglio poter superare l’istintivo inerziale “pensiero unico” e, così dopo aver indagato nel micro nel meso e nel marco attraverso tutta la bibliografia possibile da Atena a Sparta fin su all’attuale… da A. Lijphart a De Kerkhove, R. Kurzweil & so on…! E, così meglio sviscerarne il latente insito “aureo ciclo delle cose" per attrezzarsi nel poter affrontare con la necessaria sicurezza le sfide e le incertezze del futuro che ci attendono quanto in altrettanto profittevole modo poterne cogliere le opportunità…. Giacché “le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato!” “Monod” e/o….articolandole, organizzandole e sistematizzandole a ciclo compiuto in modo dinamico aperto verso un virtuoso, concorrenziale ad efficace bipolarismo aperto per meglio sintonizzarsi a come la realtà si evolve…
16 maggio, 2009 alle 12:56 pm
Mamma mia … e’ un articolo sul PD ed il referendum , e si parla solo di Berlusconi .
Probabilmente la lezzione non e’ ancora stata digerita .
Comunque oggi ho visto i primi cartelli e i primi gazebi elettorali .
Mi e’ venuto da sorridere : Tutti del tipo "il governo non fa niente per la crisi .." ecc…
Mi sono chiesto chi puo essere a studiare sti obrobri elettorali , e con scarsissima modestia mi e’ venuto in mente uno cartellone molto bellino :
Come soggetto avrei messo un uomo un po’ pelato e con un po’ di pancetta , pulito ma in canottiera bianca . Sotto al simbolo del PD avrei messo lo slogan : PD , POLITICA PER TUTTI .
Non siate troppo cattivi con i commenti .
13 maggio, 2009 alle 10:13 pm
Caro Spartacus, è vero, Berlusconi non vedrebbe di buon grado un ritorno al mattarellum. Purtroppo per lui, però, se il referendum passa il mattarellum se lo vedrà imporre proprio, perché non avrebbe i voti per impedirlo
. Alla Camera ha 271 deputati, che nemmeno sommati ai voti dell’UDC arriverebbero ad una maggioranza in grado di votare contro la reintroduzione del mattarellum. E a dimostrare che, in caso di vittoria del sì, l’operazione sarebbe proprio questa, lo dimostra il fatto che ad oggi il Pdl è l’unico partito che parla di voto immediato con il sistema eventualmente uscente dall’urna. Il Pd è, per parole stesse di Franceschini, disponibile a lavorare ad una riforma parlamentare dopo il voto referendario. A questo si aggiunga che Parisi e Ceccanti, entrambi parlamentari del Pd, hanno depositato alla Camera e al Senato un disegno di legge che prevede semplicemente il ritorno al mattarellum.
Se passa il referendum e il Pdl sceglie di tenere un atteggiamento diverso, di mente ispiratrice per una eventuale legge fatta in parlamento, dovrà cmq rispettare i paletti fissati dal voto popolare: sistema maggioritario e collegi uninominali. Dall’altro lato dovrà però anche venire incontro alle esigenze della Lega, e proprio per questo il ritorno al mattarellum si rivela quasi obbligato, perché quel sistema (che all’epoca fu introdotto proprio per venire incontro ai piccoli partiti nonostante i vincoli posti dai referendum dell’epoca) è il più proporzionale dei sistemi maggioritari.
Nemmeno il mattarellum è una legge qualificabile come buona, ma è terribilmente meglio della legge calderoli, questo è poco ma sicuro.
13 maggio, 2009 alle 5:27 pm
ha ragione franceschini: il vero quesito sulle schede dei referendum e’: volete cambiare questa legge porcata? la risposta non puo’ che essere si’. marco n 330 mi sembra che abbia ragione, allo stato attuale la "migliore" legge elettorale potrebbe essere il vecchio mattarellum: non credo pero’ che berlusconi accetti (passivamente) un ritorno a quella legge che a sentir dire molti (e anche a mio avviso) "favorisce" il centrosinistra (i candidati di collegio del csx sono molto piu’ forti in genere di quelli del cdx).
13 maggio, 2009 alle 9:16 am
Delle critiche al referendum che provengono da settori del centrosinistra, alcune sono fatte in buona fede, ma si basano su calcoli e conoscenze sbagliate.
- rischio autoritarismo: se passa il referendum non ci troveremmo assolutamente nella stessa situazione in cui ci siamo trovati con la legge Acerbo o la legge truffa del 1953. La legge acerbo attribuiva, alla lista vincitrice che avesse almeno il 25% dei consensi, la maggioranza di 2/3 dei seggi totali. Tale maggioranza oggi sarebbe sufficiente per cambiare da soli la Costituzione. Ma il referendum non attribuisce i 2/3, bensì il 55%, e attenzione, al Senato lo attribuisce pur sempre a livello regionale (non è quindi detto che la maggioranza al senato sia della stessa portata di quella, sicura, garantita per la Camera, come del resto le elezioni del 2006 hanno dimostrato). La legge truffa del 1953, rispetto alla legge acerbo, di diverso aveva il "quorum" minimo che la lista (o il gruppo di liste) doveva raggiungere per ottenere il premio di maggioranza, ossia il 50%. Qualora la lista o il gruppo di liste lo avesse raggiunto, avrebbe avuto il premio fino al 65% dei seggi, se invece fossero rimasti sotto quella soglia non sarebbe scattato alcun premio. Anche qui, è facile notare come il referendum non si spinge ad attribuire la quota del 65%, in pratica dei 2/3, che è la fatidica soglia che consente di cambiare a proprio piacere la carta costituzionale. La "legge referendaria", insomma, non la si può in alcun modo accostare alle contestatissime leggi del passato di cui si è detto.
- se si votasse con la legge del referednum: qui davvero ci si dimentica di come non siano i sistemi elettoriali ad adeguarsi ai partiti, ma viceversa! Con l’approvazione del referendum ed elezioni immediatamente successive, la lista vincitrice non avrebbe assolutamemte un premio spropositato a cui si è accennnato, perché avrebbe sicuramente più del 40% dei consensi. Questo lo dimostra la storia dei sistemi elettorali: con il proporzionale, le liste che nel 1948 sono partite con un grosso bacino di voti a disposizione hanno via via visto perdere buona parte del loro peso, perché il sistema proporzionale ha consentito per lungo tempo a partiti con cifre infime di esercitare un’influenza pari se non superiore a quella dei partiti più votati! Era di gran lunga più conveniente votare piccoli partiti che facessero più direttamente i propri interessi, piuttosto che i grandi partiti proponenti candidati di sintesi!
Quando si è passati al maggioritario, quando si è cioè detto basta a questo meccanismo ricattatorio che necessitava dell’unanimità per agire, l’effetto non è stato quello di attribuire il seggio al partito che avesse (all’epoca) il 25% o 30%. L’effetto è stata invece la creazione di due grande aree politiche, identificate da due simboli (Ulivo e Polo) che sceglievano nel proprio campo politico un candidato di sintesi tra vari partiti e lo mettevano in corsa per la conquista del singolo collegio. Ed infatti le vittorie dell’ulivo prima e della Cdl poi, con la legge mattarella nel 1996 e 2001, hanno fatto registrare percentuali intorno al 40/43%. Che in parlamento diventavano tranquillamente quelle di cui si parla oggi con il referendum, ossia il 55% dei seggi. Ed è esattamente quel che accade oggi in francia, Spagna, gran bretagna ad ogni elezione: con un consenso elettorale inferiore alla maggioranza assoluta dei votanti, un solo simbolo ottiene la maggioranza assoluta dei voti parlamentari.
- si voterà con la legge del referendum?: la risposta è in parte contenuta nel punto precedente. Ossia, dato che i partiti cercano di girare a proprio favore i meccanismi dei sistemi elettorali, si può asserire con una certa sicurezza che il Parlamento non resterà immobile dopo il voto referendario (e del resto la stessa cosa è già successa nel ’93, quando la legge mattarella fu approvata DOPO l’approvazione dei referendum maggioritari). La lega (che già adesso sta cercando di predisporre una riforma-lampo che non la costringa , dopo il referendum, ad accettare una riforma non proprio su misura per lei) si ritroverebbe, in caso di approvazione del referendum, ad appoggiare la reintroduzione del mattarellum, su cui è favorevole proprio il Pd, perché pur essendo maggiortario se non altro le consentirebbe di rimanere determinante nel quadro politico. E altrettanto farebbe l’udc, che oggi è completamente tagliato fuori ma che con il mattarellum potrebbe vedere una soluzione per costringere Berlusconi a scendere a patti anche con loro. Il parlamento tornerebbe insomma al sistema antecedente al porcellum, e Berlusconi non avrebbe comunque quel potere assoluto che molti temono, proprio perché – lo si è visto nella legislatura 2001-2006 – sarebbe cmq costretto a scendere a patti con altri partiti. Chi ci avrà guadagnato saremo stati noi, con il ritorno ad un sistema più a misura di elettore (e quindi con l’onere per il condidato di tornare a fare campagna elettorale sul suo collegio, quindi sul territorio) meno oligarchico e più selettivo nella scelta di rappresentanti davvero credibili.
6 maggio, 2009 alle 12:12 pm
Probabilmente il Pd pensa che se passa il Referendum l’alleanza Pdl-Lega si può spaccare, e se si va a nuove elezioni, una lista Pd-Di Pietro non è detto che perda contro il Pdl da solo. Soprattutto se il Pd-Di Pietro trova un leader nuovo e credibile, in tal caso Berlusconi che si presenta per la sesta volta e senza la Lega non è mica detto che vinca.
5 maggio, 2009 alle 12:13 pm
[...] http://www.gadlerner.it/2009/04/30/referendum-il-pd-non-abbia-paura.html [...]
5 maggio, 2009 alle 12:06 pm
Vuoi sapere la verità? Presto detto: una parte della sinistra italiana (con la s minuscola) ha interesse a non governare, ha imparato per 50 anni a fare l’opposizione e solo quello sa fare (guadagnare uno stipendio da signoroni al Parlamento è lo stesso sia che stai al governo che all’opposizione). Facendo quattro conti anche senza scomodare la calcolatrice sappiamo tutti che Berlusconi al governo fa mangiare una serie di persone – copresi i suoi detrattori – e fa comodo a tutti averlo lì (e per prime alla Sinistra e alla sinistra). Se non ci fosse il Berluska, di cosa vivrebbero Dandini, Rossi, Guzzanti e Guzzanti, Santoro eccetera? Il giorno che il Cavaliere si farà da parte sarà una tragedia immane per la politica di sinistra, non avendo chi attaccare si smembrerà il PD e si tornerà a cento piccoli partiti (questo succederà anche a destra e Destra)
Per cui, alla fine… [Prova acontinuare tu Gad Lerner]
Baci abbracci e cornetti alla nutella
Masino
5 maggio, 2009 alle 12:12 am
E’ l’ennesimo truffarendum che tende a riproporre una legge chiaramente anticostituzionale che riduce la democrazia ad una ben misera cosa prevedendo statutariamente (non con la libertà prevista dalla Magna Carta Straccia) 2 partiti ingessati controllati di volta in volta da lobbies inconoscibili all’elettorato, non solo, ma si vuole togliere ai cittadini persino la possibilità di scelta dei propri rappresentanti.
Nella Russia staliniana non si era giunti a tanto, esistevano le preferenze!
Parlare di sistema bipolare o bipartitico come in altre democrazie è una bestemmia, perché ove effettivamente ci sono queste forme istituzionali esistono separazioni nette fra l’esecutivo e il legislativo, ci sono primarie, ci sono ballotaggi ed altri contrappesi, per non voler citare l’indipendenza della stampa assolutamente sconosciuta da noi.
Ho detto truffarendum perché i referendari non hanno neanche il coraggio di esplicitare ai cittadini quali siano le questioni in gioco. Franceschini ha detto che non si può non votare "sì" ad un referendum che abroga il "porcellum". In realtà il referendum non tocca minimamente l’attuale legge elettorale (lasciando ad esempio le liste bloccate) semplicemente ne acuisce (come già asserito dalla Consulta) i tratti di incostituzionalità.
Che poi sia un insperato regalo alle mire autoritarie di Berlusconi mi sembra lapalissiano, e comunque sarà un’ipotetica per la riproduzione di qualunque Berlusconi nei lustri a venire.
Tutto ciò troverebbe giustificazione quale rimedio alla partitocrazia. eliminando i partiti per creare due grandi comitati d’affari?
Il sistema dei partiti è essenziale per la democrazia (come da M.C.S.) la partitocrazia invece è una degenerazione che nei due maxicontenitori verrebbe esaltata.
Gettare via il bambino conservando l’acqua sporca.
3 maggio, 2009 alle 8:01 pm
Bravo Gad!
3 maggio, 2009 alle 10:19 am
preciso preciso .
io dei minchioni come quelli del Pd non ne ho mai visti
3 maggio, 2009 alle 9:40 am
Ho l’impressione che se passa il Referendum ci ritroveremo come una legge elettorale simile alla legge Acerbo, quella voluta da Mussolini per consentire al partito fascista di andare al governo con una maggioranza relativa, molto contenuta. E’ incredibile come si possa tornare agli errori del passato dimenticandolo. Con questo non voglio dire che se passa il Referendum torna il fascismo, ma che avremo un governo poco rappresentativo della volontà degli Italiani e quindi un sistema poco democratico.
3 maggio, 2009 alle 9:09 am
mi premetto di farti notare che la questione del conflitto di interessi in un paese che vedeva la Dc suppurtata da Vaticano ed Usa , il PRi legato a confindustriua e massoneria , i giornali grandi e importanti posseduti da banche industrie assicurazioni , le nomine nelle Iri e i criteri di privatizzazione sui generis ,il PCi finanziato sino agli anni 80 da una potenza nemica con piani di invasione della pianura padana e di instaurazione di un dittatura comunista anche da noi , leccoperative rosse esenti tasse e miliardarie multinazionali , il partito Rai con un atrete in appalto èpermannete a comunisti e ex post comunisti , le altre alo governo di turno ecc, ecc ecc
le tangentoi scoperte per tutti e nessuina volontà di scoprire il vero destiunatario di una valigetta da unm miliardo finita documentalmente a botteghe oscure , il seggio sicuro otenuto al MUgello e la sopravvivenza nel sistema andiamo da soli ottenuto miracolosamente .
Gli affitti pari mutuo per alloggi di lusso in centro con cui un partito personale usa i fondi pubblici destinati ad attività e propaganda per l’immobilare di famiglia .
Il corriere che invita a votare Prodi e il cuneo che miracolosamnete favorisce industrie e non operai , gli sgravi irap alla chetichella per banche ed assicurazioni , popolo di sisnistra ignaro e boccalone
insomma cosa vuoi che si parli di cnflitto di interesse
3 maggio, 2009 alle 4:23 am
Caro Marco Scamardella,
il PD in questo momento storico è un personaggio in cerca d’autore, aspetta Godot, è immemore, un Don Chisciotte in versione italiana. Un partito che dimentica il conflitto di interessi, che si fa rubare la scena mediatica da Veronica Lario, che perde voti a favore di Di Pietro. Un partito che al suo interno ha diverse e contrapposte componenti politiche che si guardano in cagnesco aspettando il momento giusto per la rivalsa. Il centrosinistra ha fatto un referendum ante litteram e si è trovato semplificato in un partito dominato dal caos e dall’incapacità di prospettare alcun progetto politico (questa è la disgrazia che ci tocca sopportare, ci manca un centrosinistra credibile!). Ora, in termini psicanalitici, stanno proiettando su tutto il sistema politico quel cupio dissolvi che li ha animati in questi anni: la voglia di reductio ad unum, con il referendum a due, ovviamente. In questo contesto Berlusconi sguazza, sa di poter sfruttare un’occasione d’oro, sente l’odore dei cadaveri dei suoi nemici, e mira al potere senza più mediazioni, almeno a destra e- ovviamente- nell’aula parlamentare che potrebbe essere ridotta a mera cassa di risonanza della sua ingordigia. Un potere potenziato da media televisivi, carta stampata, banche, case editrici etc. Una leadership attorniata da yesman- Cicchitto, Gasparri, Bondi, etc. si può andare all’infinito. Ci troveremmo, se passasse il referendum, nella brace di Berlusconi e del suo potere egemonico-mediatico per altri dieci anni, vista l’afasia e la deficienza cognitiva e prospettica del Pd. Il referendum ci porterebbe nelle grinfie dell’immunizzato dalla legge penale, nelle mani di un soggetto-monopolista che ha in spregio il principio di legalità e l’eguaglianza formale e sostanziale (ex art. 3 Cost.). Un soggetto che ritiene la nostra Costituzione, tout court, sovietica…un soggetto impresentabile (che confonde in malafede libertà e arbitrio)…tranne che agli italiani che vedono e introiettano l’immaginario commercial-competitivo e omologante delle sue tv. Un ragazzo che aprisse un libro con il piacere della lettura critica sarebbe una rivincita di non poco conto nella pozzanghera mediatica delle Fattorie e dei Grandi Fratelli,- Isole dei famosi al seguito. Basta poco per sperare…
3 maggio, 2009 alle 2:25 am
complimenti al pd
3 maggio, 2009 alle 12:12 am
Il referendum abrogativo introdurrebbe una legge elettorale in cui la lista che prende la maggioranza relativa, anche il 30%, superando la seconda, che magari prende il 29,9%, otterrebbe quasi il 55% dei seggi in parlamento. Una semplificazione politico-istituzionale che trancia di netto la c.d. rappresentatività del sistema politico nel suo complesso. Insomma la parte diventa il tutto. Del resto questo tentativo di rappresentare il tutto è già presente in molti partiti, quelli che espongono le bandiere italiane nei loro gazebo…come se essere del Pdl equivalesse ad essere vero italiano. Insomma a questa deriva politico-propagandistica potrebbe associarsi quella politico-istituzionale…se il referendum passasse. Si pensi al fatto che tutti i partiti tendono ad appropriarsi della simbolica nazionale proiettandosi così in una dimensione che va oltre la "parte" pretendendo di rappresentare il tutto. Oggi ho visto un gazebo del Pdl…bandiera italiana ben in vista, in pol position, e cartello con scritto punto di ascolto…notate bene. Insomma il rischio per chi vuol vedere è che il referendum schiacci ulteriormente l’immaginario politico…imprimendo una svolta "autoritaria" ed "egemonica" alla vita politica del paese, ove la lotta politica si svolgerebbe soltanto tra due ristrette elite che pretendono di rappresentare la totalità. Una delle due elite, quella Berlusconiana, che non ha ben chiari i principi della liberal-democrazia (divisione dei poteri, stato di diritto etc) potrebbe provocare danni enormi…come molti autorevoli giuristi in questi tempi hanno evidenziato con intervist, libri e documenti.
2 maggio, 2009 alle 3:02 pm
Per 317
Franceschini sta facendo un ottimo lavoro di demolizione
di quel che resta del pd. I partiti più ripugnanti per la loro
ipocrisia sono sinistra e libertà e il Prc e Pdci unificati
I primi hanno preso le mazzate ed ancora si presentano con
una sila simile che non vuol dire una mazza come l’arcobaleno
con lo stesso programma senza nemmeno fare autocritica sulle
guerre e le nefandezze del governo prodi votate. Prc e Pdci
ancora più ripugnanti nella loro ipocrisie, strani comunisti
quelli che hanno applaudito il regime di prodi approvando le
guerre la politica di servaggio agli usa ed il mantenimento
della legge biagi e della bossi fini. Il I maggio a Milano erano
pochissimi età media 55 anni: l’apparato, i lavoratori hanno capito
che questi signori vogliono solo poltrone e privilegi faraonici.
2 maggio, 2009 alle 2:03 pm
secondo me è un Franceschini fà il macchiavelli dilettante , scommette sul mancato quorum e quindi fà solo casino per seminare zizzania fra lega e PDl .
Magari ha ragione , ma è una politichetta insincera e incoerente , queste cose si pagano ………..
2 maggio, 2009 alle 1:58 pm
REFERENDUM: CASINI, PD MIOPE PER BERLUSCONI IMPERATORE
Annunciando di votare si’ al referendum, come ha fatto oggi da Bologna il segretario Dario Franceschini, "il Pd sta veramente avviando il processo di intronizzazione di Berlusconi" con scelte "miopi". A dirlo a Napoli e’ il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. "Se Berlusconi e’ avviato ad essere imperatore d’Italia e’ per le scelte miopi del Pd – ribadisce – che nelle scelte istituzionali aggiunge il suo voto ‘si” a quello di Berlusconi. Sembrava che dopo Veltroni il Pd avesse capito che il bipartitismo era una idea nata per consolidare l’egemonia di Berlusconi. Solo una illusione puo’ portare a pensare che dopo il ‘si” al referendum si passi ad una legge elettorale, magari alla tedesca". Dunque il Partito Democratico sta commettendo "un errore enorme", continua ad avere un "atteggiamento schizofrenico". Se passa il si’ al referendum "Berlusconi avra’ la tentazione di andare a votare subito – conclude Casini – per liberarsi della Lega. E’ assurdo che si critichi Berlusconi e poi lo si intronizzi".
2 maggio, 2009 alle 9:19 am
ti sfugge e non capisco perchè che a referenduma passato si và dritti ad elezioni anticipate e nanache se petr miracolo (impossibile ) idv e Pd si uniseero in un’unica lista potrrebbero nei prossimi anni vista la diastanza battere Berlusconi .
Berlusconi quindi anche con il 39 ol il 26 sarebbe il primo partito con il 55% dei voti , visto che la lega e l’Udc non sparirebbero potrebbe insieme a loro deciderv di rifare la costituzione e la legge elettorale senza poi passare per i referendum visti i due trezi in parlòamento .
Deciderebbe lui in ogni caso che sarà al Qurinale .
Hai proprio ragione la volontà popolare sarà sublimata .
Non finisco mai di stupirmia del dilettantismo e delkal vacuità del èpensiero a sinsitra , sembra che non capiate la politica e i suoi meccanismi sulla base della realtà presente
2 maggio, 2009 alle 5:31 am
Caro Heiner,
la mia riflessione è riferita al " POTERE DI DECIDERE CHI GOVERNA " che finirebbe al POPOLO SOVRANO con l’attribuzione del PREMIO DI MAGGIORANZA
alla LISTA CHE VINCE: effetti prodotti da 2 dei 3 Referendum del 21 Giugno, uno per la Camera e l’altro per il Senato (i principali, proprio per tale portata).
Ma, l’ altro Referendum non è affatto irrilevante, è portatore di una significativa moralizzazione, nel rispetto della Offerta (dei Partiti e dei singoli Candidati)e della Scelta del Popolo Sovrano: con la vittoria del SI, SARANNO VIETATE LE CANDIDATURE IN PIU’ CIRCOSCRIZIONI (nell’ultimo parlamento oltre 100 sono stati scelti dalle "opzioni" fatte dagli Eletti in più Circoscrizioni) .
Quindi, tornando ai 2 Referendum sul "Premio", resta il Sistema Maggioritario: IL PREMIO DI MAGGIORANZA verrà ATTRIBUITO ALLA LISTA
e NON ALLA COALIZIONE di PIU’ LISTE .
Il valore innovativo sta nell’ ELIMINARE o RIDURRE DI MOLTO la DIVISIONE FRA ALLEATI: infatti, un’ Alleanza si potrà fare anche con una sola Lista fra più Partiti ma, se la si fa intorno ad un Partito molto più grande, questi potrà meglio valutare la sincera affidabilità Politica e Programmatica degli altri Partiti con cui si allea in una sola lista (avendone la maggiore credibilità).
Insomma, con il "Porcellum" CHI VUOL GOVERNARE E’ COSTRETTO AD ALLEARSI
con i piccoli Partiti (anche se poco vicini e poco affidabili), dopo i 2 Referendum L’ ALLEANZA PER GOVERNARE SARA’ UNA LIBERA SCELTA per TUTTI: per i PARTITI (che dovranno scegliere se Allearsi per vincere e governare o per superare lo sbarramento e fare opposizione) ed il POPOLO SOVRANO CHE POTRA’ SCEGLIERE CHI FAR VINCERE E GOVERNARE (sapendo che vota per una Lista di un solo Partito o di una seria Alleanza omogenea ed affidabile) .
Per la SCELTA dei Candidati (a: Premier o Capo Esecutivo; Parlamentare o Consigliere) in OGNI Sistema Elettorale, è OPPORTUNO FARLA con le PRIMARIE disciplinate per Legge: è sempre libera la possibilità di farle autoregolamentate da ciascuna Lista o Partito (nel PD sono obbligatorie
per Statuto) .
E’ bene ( ma non lo prevedono questi Referendum: ci vuole una apposita Riforma), per FAVORIRE il POTERE DI SCELTA DEL POPOLO SOVRANO, tornare ai COLLEGI UNINOMINALI così che la COMPETIZIONE potrà avvenire FRA CANDIDATI di LISTE e PROGRAMMI ALTERNATIVI (con il collegamento Programmatico del Candidato di Collegio e con il Candidato a Capo dell’ Esecutivo): scelti, in precedenza, con Primarie.
Le valutazioni politiche – quelle qui introdotte da altri commentatori sono, per lo più, di evidente natura conservatrice (quella che ha prodotto molti mali al Paese)- se escono dalla propria visione soggettiva e si sforzano di guardare oggettivamente, noteranno che le scelte politiche dei Partiti (ad esempio fra PD e Sinistra estrema) e degli Elettori nel 2008 (concentrando i consensi sui grandi partiti a vocazione maggioritaria e sconfiggendo quelli litigiosi e votati alla testimonianza), senza queste modifiche referendarie, già hanno dato un indirizzo inequivocabile: IL PREMIO DI MAGGIORANZA AL PARTITO-LISTA A VOCAZIONE MAGGIORITARIA PER GOVERNARE ! E Berlusconi, che ha compreso il segnale nonché il pericolo (il 34 % del PD è stato un grosso risultato: premiato per la stessa motivazione), si è affrettato ad annunciare ed a trasformare la sua Coalizione omogenea (FI, AN e Partitini)in un solo Partito della Libertà .
Condivido, infine, la previsione che le contraddizioni politiche e programmatiche nella Coalizione di Governo (con la Lega) e soprattutto con gli Elettori emergeranno e, come nel passato (è già successo: è sempre successo quando ha governato Berlusconi) si tornerà a vincere e governare .
Quindi, il Sistema Elettorale migliorato dai Referendum (ancor di più con una Riforma di completamento: Primarie, Collegi Uninominali e Doppio Turno) potrà essere utile anche al PD ed a chi, con esso nel Centrosinistra, vorrà presentarsi come una seria, unitaria e credibile Lista-Forza di Buon Governo .
N.B. Ovviamente, UN SISTEMA ELETTORALE MIGLIORATO SARA’ UTILE ALL’ INTERO PAESE e SISTEMA POLITICO !
2 maggio, 2009 alle 4:28 am
E’ simpatico che molti attribuiscano doti miracolose allo strumento referendario come se fosse del tutto disgiunto dal contesto- degradato- ovviamente- in cui la consultazione si verificherà. Se poi si guarda al merito…lasciamo stare. Rimaniamo agli anni 90 e alla ubriacatura referendaria con annessa esplosione di emozioni palingenetiche da parte di molta parte della popolazione…critico quel periodo proprio perché io ne fui vittima…come tanti ritenni utile votare, votare e votare. Ma dopo il 91, 92, c’è Berlusconi, il mega conflitto di interessi, una transizione infinita, una politica sempre più spogliata e denudata di passioni collettive- il concetto di interesse generale è fantasmatico di questi tempi, e un cinismo diventato oramai pane quotidiano. In un contesto di questo genere- basterebbe leggere i giornali esteri- per capire a che punto siamo arrivati- i referendum vengono visti come la via regia per uscire dalla crisi del sistema politico. Come dire: a un paziente che soffre di appendicite…asportiamoli tutto l’intestino! Semplifichiamo tutto il sistema…la colpa è dei piccoli partiti!!! Esponenti extraterrestri del pd hanno sostenuto la teoria stravagante e simpatica, diciamo così, almeno ci fanno ridere (solo i comici vanno presi sul serio, in Italia), che votando sì si costringe il parlamento a emanare una nuova legge elettorale…insomma il ragionamento è semplice…tocchiamo il fondo, gli abissi, e poi avremo la forza di riemergere. Purtroppo sul fondale è in attesa Berlusconi…e il Pd, è il caso di dirlo prenderà un bel granchio…Ma forse Veronica Lario guiderà la coalizione di centro-sinistra…ieri su la Repubblica, nella pagina politica, c’era la descrizione della divisione ereditaria del patrimonio di Berlusconi con i vari probabili riparti…tema importante per tutti noi e poi, soprattutto di rilevanza pubblica…ma in fondo le vicende private del cavaliere e la credibilità politica del nostro paese in qualche modo sono legate…in un paese ove i costituzionalisti, non un manipolo di estrmisti di sinistra- scrivono e sottoscrivo documenti di denuncia del degrado istituzionale…è molto importante aggravare la Legge elettorale di Calderoli già a suo tempo definita dal suo autore, semplificatore per eccellenza, uno specialista nel parlare per stereotipi- una "porcata"… che l’influenza suina non abbia il suo epicentro in Italia?
2 maggio, 2009 alle 2:04 am
E’ singolare l’idea politica che anima i dirigenti del PD, ridurre a tutti i costi la competizione elettorale a due soli partiti, il PdB (partito di berlusconi) e PD (partito democratico ??!!), e quindi utilizzo sfrenato da parte di Veltroni a inserire i suoi protetti in tutte le circoscrizioni nelle ultime elezioni politiche (consenso all’abolizione della preferenza), approvazione da parte del PD allo sbarramento del 4% nel parlamento italiano e in quello europeo per escludere dai parlamenti cittadini e cittadine che hanno diritto ad essere rappresentati, appoggio al referendum che darà la maggioranza dei seggi alla camera solo alla lista che arriva prima (basta un voto in più e per assurdo potrebbe bastare un 15% se le altre liste si fermano al 14%). La filosofia dei dirigenti del PD è o mangi questa minestra o salti dalla finestra. I poverini non hanno ancora capito che gli italiani che non votano berlusconi non voteranno mai il PD (non darò mai il mio voto ad una integralista come la Binetti), preferiscono saltare dalla finestra e attendere (la sconfitta di Rutelli a Roma non ha insegnato niente?). Vedrete con il cappotto che si prepara alle amministrative e alle europee altro che incoronazione di Bersani in autunno, in autunnno il PD non ci sarà più, molti topi saranno accolti da Casini, il centrosinistra dovrà riorganizzarsi e pazienza ci terremo Silvio per altri trenta anni. Personalmente ho sempre votato (comunali, provinciali, nazionali, europee, referendum), il 21 giugno per la prima volta non andrò a votare, solo nel caso di rischio di superamento del quorum correrò a votare no.
1 maggio, 2009 alle 10:30 pm
Ho già esposto ciò che penso del referendum prossimo…vorrei soffermarmi sul fatto che dai lavori della costituente l’istuto referendario sarebbe dovuto servire ai poveri cittadini- minoranze a impedire eccessi delle maggiornze. Ora nella fase attuale lo strumento serve alla maggioranza per rafforzare in prospettiva la conquista del potere ottenendo il 53% circa dei seggi parlamentari. Inoltre i due partiti più grossi sarebbero avvantaggiati alla faccia della rappresentatività del sistema politico. In una società sempre più frammentata, pluralista (per fortuna), complessa, la soluzione offerta è quella della massima semplificazione (bi-partitismo) in un contesto ove la divisione dei poteri sembra prestare il fianco alle iniziative dell’immunizzato (dall’azione penale) Berlusconi.
Per quanto riguarda lo stato di salute del Pd- si è fatto rubare la scena per ben due giorni da Veronica Lario! Un neurologo direbbe che il partito è afasico…o semplicemente un personaggio in cerca di autore…ricordate Pirandello? Comunque per giorni la scena mediatica è stata occupata da una lite in famiglia…famiglia Berlusconi-Lario e il Pd? Assente. Sembra quasi fatto apposta…ogni volta che succede per alcuni giorni Franceschini o Veltroni o D’Alema spariscono di scena…come mai? che caso! Del resto le riunioni governative Berlusconi le fa direttamente a Palazzo Grazioli…il referendum potrebbe dare un’ulteriore spinta al Premier, magari come Presidente della Repubblica (!). Infine: Violante in un’intervista al Corriere della Sera ha fatto presente che Berlusconi tutto sommato è uno statista…sic! Buona fortuna ai referendari…come agli inizi degli anni 90 aspettano Godot…
1 maggio, 2009 alle 6:46 pm
309
ti sfugge che con il referendum che il PD appoggia con un voto in più del secndo arrivato il proimo becca il 55% dei seggi .
Pd 22 27 PDl 34 43
venti anni di PDL al governo
1 maggio, 2009 alle 6:39 pm
csamrdella machestai adì!! 55%%!! Proidi tà battuto pre tre vlote NON C?AVRETE PI§ ISOLDI IN FUTURO, andate arrubbvarli da un’alktra partre!! duillo alk tuo dirrettore Belkprietro!!
1 maggio, 2009 alle 6:02 pm
la spinta al bipartitismo secondo me accrescerebbe le chances del Pd di rappresentare l’unica alternativa credibile il giorno in cui risalteranno di fronte ai cittadini i guasti sociali e economici provocati dall’attuale governo di centro-destra
Bravo, "Gad il nostro"! C’era già uno che si è cimentato con la vocazione maggioritaria e sappiamo che fine ha fatto, anzi non lo sappiamo proprio. E’ disperso Veltroni. Tu quella parolina non la pronunci e preferisci parlare di "bipartitismo". Non riesco a cogliere la differenza ma sopratutto non riesco a capire perchè il Pd non ha allora proseguito con Veltroni che tu non stimavi affatto anche se lui, poverino, si ispirava a Obama, ovvero alla tua medesima stella cometa. Forse che Veltroni non era meticcio e bastardo abbastanza? Fa nulla…d’altronde vedi pure che Obama alla fin fine alla Casa Bianca si portato un cane di razza, mica un randagio! Comunque sia…Tu caro "Gad il nostro" non hai compreso, come non lo ha ancora compreso nessuno a sinistra, che il paese v a destra malgrado la più grande crisi economica e finanziaria che siè verificata dal ventennio in poi!!! E allora di cosa stai parlando? Alla sinistra conviene puntare sulle veline piuttosto che sui guasti economici, credimi.
1 maggio, 2009 alle 5:35 pm
rlamento
1 maggio, 2009 alle 5:28 pm
Io probabilmente voto no, ma sicuarmente voto.
1 maggio, 2009 alle 12:56 pm
#293 Heiner.. !
1 maggio, 2009 alle 11:59 am
caro pino, spiegami come. io mi ricordo dei bei tempi dell’uninominale semisecco in cui si poteva scegliere solo tra due candidati due scelti a loro volta dalle segreterie. allora come spieghi il ‘popolo sovrano’? leggerò volentieri la tua risposta
1 maggio, 2009 alle 11:58 am
non capisci che la sinsitra divisa e litigiosa si farebbe massacrare per decenni con quel sistema elettorale garantendo al partito unico della destra il 55% e con il concorso di lega e udc i due trezi con cui si può fare di tutto szenza referendum nel cambiare la costituzione .
Difatti il Pd dice che voteràò sì ma chiederà modifche successivi , confusi ed illusi
Contenti voi ………..
1 maggio, 2009 alle 11:53 am
Caro Gad,
condivido questa tua positiva valutazione : il REFERENDUM del 21 Giugno E’ una CONCRETA OCCCASIONE di INNOVAZIONE POLITICA ed ISTITUZIONALE .
Che i CONSERVATORI LO TEMONO E’ OVVIO:
i suoi effetti, con la Vittoria dei SI, tendono a ribaltare il vecchio sistema politico; il POTERE DI DECIDERE CHI GOVERNA verrebbe perso dalla vecchia Classe dirrigente e FINIREBBE AL POPOLO SOVRANO .
Che il PD sia nato erditando parte dei vecchi gruppi dirigenti conservatori era fisiologico: che producessero i danni che hanno prodotto, costringendo Veltroni alle dimissioni (per denunciarne la pressione), ne deve essere l’ultimo colpo di coda: con la vittoria dei SI, anche costoro accetteranno la irreversibile voglia di cambiamento o si faranno da parte (poichè inadeguati a comprendere e gestire la Nuova Politica) .
Questi Referendum Elettorali, come ogni Riforma Istituzionale, è bene condividerli trasversalmente:
anche con Berlusconi che, con i suoi elettori, garantirebbe il Quorum !
1 maggio, 2009 alle 11:04 am
smardelklka, non sianmo a atreatro la cultura di unb gldfiatore da quattro soldi mavvà ascrivere nek blog di Belpretro. sei pagato